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26 agosto 2014 2 26 /08 /agosto /2014 21:14

Nella notte tra sabato 23 e domenica 24 agosto nell’oceano Pacifico è successo qualcosa di molto strano. Proprio nella notte in cui un forte terremoto ha colpito la California (magnitudo 6.0), più o meno nella stessa area del misterioso incidente della scorsa notte, è accaduto qualcosa di altrettanto misterioso e particolare, di cui veniamo a conoscenza grazie alla testimonianza di un pilota d’aereo, JPC van Heijst, che si trovava in volo proprio nell’alto oceano Pacifico, diretto in Alaska.

ImmagineQuesta la sua testimonianza, corredata dalle fotografie: “volavo sull’oceano Pacifico, nella zona meridionale della penisola russa di Kamchatka, e ho vissuto l’episodio più raccapricciante mai avuto fin ora nella mia carriera di pilota. Dopo circa 5 ore di volo da quando eravamo partiti da Hong Kong, ormai avevamo lasciato il Giappone ed eravamo comodi a velocità di crociera con altre 4-5 ore di volo per raggiungere l’Alaska. Abbiamo sentito via radio dei terremoti in Islanda, Cile e California, e visto che sul nostro percorso c’erano dei vulcani che potevano entrare in eruzione da un momento all’altro, abbiamo immediatamente controllato in modo molto attento se ci fossero delle attività eruttive. Poi, molto in lontananza davanti a noi, appena oltre l’orizzonte, abbiamo visto verso Terra una luce molto intensa. Sembrava un fulmine, ma molto più intenso e diretto verticalmente in aria”.

Immagine02“Non avevo mai visto prima nulla di simile, è stata una singola esplosione senza altri lampi nè prima nè dopo. Sulla nostra rotta, come confermavano tutti i radar, non c’erano temporali in atto. Ho scattato alcune immagini e ho visto che su tutto l’emisfero c’era una strana luce verde in cielo, una specie di aurora boreale ma molto più dispersa, anche qui mai visto nulla di simile (e di aurore boreali ne avevo viste tante…). Dopo circa 20 minuti ho visto un profondo bagliore rosso/arancione davanti a noi, ed è stato molto strano, come se ci fosse un altro oceano infinito sotto di noi e intorno a noi per centinaia di chilometri. Non potevano essere assolutamente navi o città. Forse si potrebbe pensare ad un’enorme esplosione di un vulcano sottomarino. Ci siamo preoccupati, l’aeroporto più vicino a noi era ad almeno due ore di volo di distanza, e temevamo di ritrovarci in una pericolosissima nube di cenere. Per fortuna non abbiamo incontrato nulla di simile, ma quell’inquietante colore rosso/arancione ci accompagna ancora adesso. Non so se lì s’è formata una nuova isola, ma in questo caso spero che si chiami con il mio nome in quanto l’ho scoperta ufficialmente. Sarebbe una figata“.

Foto 1 di 5

e di molto curioso anche un anno fa, veniva già notato un fenomeno del genere nel Pacifico ma qui ci addentriamo anche in altre zone del mistero:

Quando si parla di triangoli multidimensionali non ci si riferisce esclusivamente a figure geometriche astratte, ma anche a misteriosi luoghi situati negli oceani, aventi appunto la forma triangolare, capaci di inghiottire aerei e natanti. Lo studioso Vincent Gaddis fu uno dei primi a studiare ed indagare in maniera approfondita sulle enigmatiche scomparse che si verificarono nei secoli nella zona dell’oceano Atlantico meglio identificata come Triangolo delle Bermude.

Vincent Gaddis fu il pioniere degli studi intorno alle misteriose sparizioni, egli stesso coniò il nome “Triangolo delle Bermude” quando cominciò ad investigare sul caso dei cinque auto siluranti della Marina statunitense scomparsi nel nulla e della immediatamente successiva scomparsa dell’idrovolante Martin Mariner uscito in ricognizione alla ricerca dei velivoli svaniti nel nulla proprio nella zona in cui presumibilmente vi era stata l’assenza del segnale radar. Più di trecento velivoli e cento navi furono impiegati nella ricerca vana dei mezzi scomparsi.
La storia dei caccia bombardieri si colloca temporalmente nel 1945, ma abbiamo testimonianze di sparizioni già a partire da Cristoforo Colombo che nel  diario di bordo della prima attraversata transoceanica annotò strani fenomeni e bagliori nel cielo, problemi con la strumentazione di bordo ed una sfera infuocata inabissarsi nel mare. Questo fu solo l’inizio, o il presunto inizio. Abbiamo la testimonianza di centinaia e centinaia di casi di sparizioni e le vittime ufficiali sarebbero intorno a mille. Nessun corpo è mai stato trovato. Nessuno è mai sopravissuto ai naufragi o agli incidenti aerei. In alcuni casi è stata ritrovata qualche nave intatta ma senza anima viva a bordo.
Chi di dovere spiega questi fenomeni come sciagure dovute a fenomeni atmosferici di potenza inaudita, a rapimenti da parte di pirati interessati più alle persone che al carico delle navi predate oppure ad esalazioni di idrocarburi marini capaci di far impazzire gli equipaggi che, presi da crisi di isteria si sarebbero gettati in mare sfamando per secoli gli squali.
I sostenitori della teoria sulla Terra cava, cioè coloro che credono che l’interno del nostro pianeta contenga un’ altro pianeta abitato sia da una civiltà umana molto più evoluta della nostra e da colonie di extraterrestri, sostengono che il nostro pianeta sia disseminato di varchi sottomarini che permetterebbero l’ingresso nel mondo sotterraneo ai suoi abitanti in ricognizione sulla superficie.
Un altro triangolo fagocitatore è quello detto del Drago, che si trova nell’oceano Pacifico a circa ottocento miglia dalle coste del Giappone. Tra il 1950 ed il 54 scomparvero in questo tratto di mare dieci navi, per questo motivo il governo giapponese inviò la nave Kaio Maru 5 con un equipaggio di scienziati ad investigare sul motivo delle sparizioni, ma anch’essa sparì tra i flutti oceanici.
Ivan Sanderson, biologo marino e scrittore scozzese vissuto negli Usa nella prima metà del secolo scorso, individuò dodici punti marini e non in cui avvengono sparizioni di velivoli e navi alla stessa stregua del Triangolo delle Bermude e del Diavolo. Sanderson basandosi sulla teoria dell’elettromagnetismo ci parla di vortici che incanalerebbero la materia in continui spazio temporali.
Tra i varchi per il mondo sotterraneo potremmo enumerare quello del lago Titicaca in Perù ma anche il triangolo dell’Adriatico nel nostro paese. Questi pertugi, secondo gli studiosi del caso, si susseguirebbero ad intervalli di settantadue gradi intorno al polo e sarebbero concentrati intorno al trentaseiesimo parallelo di latitudine nord e sud. Le aperture sarebbero utili per l’ingresso all’interno del pianeta nei periodi in cui le aperture polari sarebbero chiuse. Infatti, coloro che appoggiano e studiano la teoria sulla Terra Cava, sono sostenitori della tesi dell’esistenza di aperture naturali ai poli che consentirebbero l’ingresso naturale  in continenti abitati, conosciuti dagli uomini antichi e tramandati fino a noi con aneddoti e leggende,ma non concepibili per le menti moderne.
C’è chi sostiene che gli abitanti dell’interno del globo siano una civiltà molto più evoluta che basa le sue solide radici su concetti spirituali e morali che noi miseri umani neanche riusciremmo ad immaginare.

Gli intraterrestri sarebbero in effetti i nocchieri degli oggetti volanti non identificati, e vigilerebbero su di noi per evitare guai seri. Le loro ricognizioni sulla superficie sarebbero dovute al timore dell’uso distorto dell’energia nucleare che, con un semplice clic sarebbe capace di cancellare la nostra esistenza  terrena; ma sicuramente l’uso funesto di questa energia comporterebbe non pochi problemi anche per i nostri vicini di casa, sia ai piani alti che ai piani bassi.
La tesi complottista  vedrebbe i governanti delle nazioni al corrente dell’esistenza di forme di vita extra ed intraterrestri, ma per motivi di opportunità economica, politica e sociale non potrebbero rivelare ai comuni mortali la verità.
In un fuori onda che sta spopolando il web il presidente russo Medveded confermerebbe l’esistenza degli extraterrestri e che vivono tra noi già da diverso tempo e in collaborazione con i governi; inoltre il presidente non ha mai rettificato la sua posizione.
Questo potrebbe essere il segno che siamo alle soglie di grandi rivelazioni che ci scrollerebbero di dosso l’aura di scetticismo e di negazionismo che aleggia su tutto ciò che non sia scientificamente convenzionale, senza pensare che  la nostra scienza è solo un momento, un piccolo pensiero davanti all’eternità.


 

 

http://www.meteoweb.eu/2014/08/misteriose-luci-verde-bagliori-rossi-nelloceano-pacifico-sta-succedendo-foto/316376/

http://www.diario24notizie.com/index.php?option=com_content&view=article&id=736:triangoli-multidimensionali&catid=32:mistero

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Published by il conte rovescio - in Mistero
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