Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
24 luglio 2012 2 24 /07 /luglio /2012 22:09

La teoria della migrazione dei poli, strettamente collegata con la deriva dei continenti, ammette che nel passato geologico si sia più volte verificato uno spostamento dell'asse di rotazione terrestre con conseguente spostamento della posizione dei poli rispetto alla loro posizione attuale. La teoria si basava sulla non coincidenza dell'asse d'inerzia con l'asse di rotazione della Terra. I due assi, infatti, dovrebbero coincidere perfettamente se vi fosse perfetta simmetria nella distribuzione delle masse terrestri, ciò che non corrisponde alla semplice osservazione della distribuzione geografica delle terre e dei mari. Ne consegue una certa irregolarità del moto di rotazione che determina piccole variazioni della posizione dei poli. Il Polo Nord magnetico della terra è in movimento verso la Russia a quasi 40 miglia (64 chilometri) all’anno a causa di modifiche magnetiche nel nucleo del pianeta, secondo i risultati di una nuova ricerca.

Il nucleo è troppo profondo per gli scienziati per rilevare direttamente il suo campo magnetico. Ma i ricercatori possono dedurre i movimenti del campo tramite la registrazione come campo magnetico terrestre in cambiamento in superficie e nello spazio.
Ora,i dati appena analizzati suggeriscono che c’è una regione di magnetismo sulla superficie del centro, forse creata da un misterioso “flusso” del magnetismo derivante dal più profondo del nucleo, in rapido mutamento.
“Ed è questa regione che potrebbe essere la responsabile dello spostamento del polo magnetico lontano dalla posizione naturale di lunga data in Canada settentrionale”,ha affermato Arnaud Chulliat, un geofisico all’Institut de physique du Globe de Paris in Francia.
Il Nord magnetico, che è il luogo dove effettivamente puntano gli aghi della bussola è vicino,ma non esattamente nello stesso luogo come il Polo Nord geografico.Attualmente,il Nord magnetico è vicino all’isola di Ellesmere del Canada.
I Navigatori hanno utilizzato il Nord magnetico per secoli per orientare loro stessi…
Anche se i sistemi di posizionamento globali hanno sostituito in larga misura tali tecniche tradizionali,molte persone ancora utilizzano le bussole per muoversi sott’acqua, o dove non si è in grado di comunicare con i satelliti GPS.
Il Polo Nord magnetico si è spostato poco dal luogo scoperto dagli scienziati nel 1831. Quindi nel 1904, il Polo ha iniziato lo spostamento a nordest ad un ritmo costante di circa 9 miglia (15 chilometri) all’anno.
Nel 1989 si è avuta una accelerazione, e nel 2007 gli scienziati hanno confermato che il Polo è ora al galoppo verso la Siberia a 34,37 miglia (55,60 chilometri) all’ anno.
La terra ha un campo magnetico perché il nucleo è costituito da un centro di ferro solido circondato da filature di metallo liquido. In questo modo si crea un “Dinamo” che guida il nostro campo magnetico.
Gli scienziati sospettano che,poiché il nucleo fuso è costantemente in movimento, i cambiamenti nel suo magnetismo potrebbero essere associati alla posizione di superficie del Nord magnetico.
Sebbene la nuova ricerca sembra eseguire il backup di questa idea, Chulliat non è pronto a dire se il Nord magnetico attraverserà poi la Russia.
“È troppo difficile da prevedere”, ha detto Chulliat.

Questi spostamenti, pur essendo dell'ordine di pochi metri, possono, per un sommarsi di cause diverse, dar luogo, nel corso dei tempi geologici, a una vera e propria migrazione. Secondo alcuni autori (J. Goguel e altri), la migrazione dei poli potrebbe essere conseguenza dell'asimmetria, rispetto all'equatore, dei movimenti dei venti e delle correnti marine che sommandosi ad altri fenomeni (polodia, maree di terra, azione gravitazionale dei corpi del sistema solare, in particolare della Luna, ecc.) darebbe origine a spostamenti dell'ordine di 25 km ogni milione di anni. Le prove più convincenti della migrazione dei poli erano di origine geologica e paleogeografica. Gli scienziati controllano la posizione del Polo Nord magnetico circa ogni dieci anni in tarda primavera, quando la temperatura è più sopportabile per l’uomo.

L'osservazione della distribuzione della fauna e della flora fossile nel corso delle ere geologiche dimostra che le fasce climatiche attuali hanno posizioni nettamente diverse da quelle passate; basti pensare ai depositi di carbone delle Spiztbergen dovuti all'accumulo di vegetali di tipo tropicale o alla distribuzione delle scogliere coralline mesozoiche. Poiché nel passato la distribuzione dei climi non può aver subito variazioni tanto marcate, sembrava naturale ammettere uno spostamento della posizione dei poli. In effetti, anche i dati paleomagnetici ricavati dall'analisi dei fondali oceanici basaltici o su lave effuse sui continenti, condotte negli anni Sessanta, sembravano confermare la validità della teoria. Tuttavia, cartografando i dati di orientamento magnetico ricavati da queste analisi, relative a campioni raccolti su diverse aree della superficie terrestre, i geofisici si resero conto che campioni coevi, provenienti da aree distanti della superficie terrestre, mostravano un'orientazione paleomagnetica completamente diversa, cioè ciascun campione situava il polo magnetico in una posizione diversa dall'altro, distante, talvolta anche migliaia di chilometri.

                                       

Se, quindi, era possibile teoricamente ammettere una migrazione dei poli anche di grande entità, non esisteva alcuna teoria capace di spiegare come contemporaneamente potessero esistere più poli magnetici sulla superficie terrestre (si ricorda che il polo magnetico è strettamente legato al polo geografico: ammettere l'esistenza di più poli magnetici significherebbe quindi ammettere l'esistenza di più poli geografici, cioè di più assi di rotazione terrestre, cosa chiaramente assurda). La spiegazione del fenomeno si ottenne quando, alla fine degli anni Sessanta, venne elaborata la teoria della tettonica delle placche. Si sa che lo spostamento dei poli (sia magnetici che geografici) è un fenomeno che si verifica realmente, ma con spostamenti assai limitati (dell'ordine di pochi chilometri rispetto alla posizione attuale). Gli spostamenti di migliaia di chilometri verificatisi nel passato e la non coincidenza dello stesso polo magnetico per diverse aree della superficie terrestre vengono spiegati non con il movimento dei poli, bensì con lo spostamento delle placche litosferiche rispetto alla posizione attuale.

Il fatto cioè, che dall'analisi paleomagnetica di rocce precambriane dello Scudo Baltico risulti un polo Nord ubicato in vicinanza dell'Equatore (cioè spostato di circa 180º di latitudine rispetto alla posizione odierna) non significa che il polo Nord da allora si sia effettivamente spostato di questa entità angolare, ma che, più semplicemente, la placca litosferica europea precambriana si trovava allora in una posizione ruotata di circa 180º di latitudine rispetto a quella odierna. I percorsi della migrazione “apparente” dei poli vengono da tempo utilizzati per effettuare le ricostruzioni paleogeografiche della distribuzione di continenti e oceani nel passato. Secondo il teorema di Eulero, infatti, qualsiasi blocco posto su una sfera può essere spostato su di essa effettuando una rotazione intorno a un asse. Il punto di intersezione tra asse di rotazione e superficie del blocco rimane immobile durante la rotazione ed è, appunto, il polo. Utilizzando il teorema di Eulero e il concetto di polo euleriano è possibile, nell'ambito della tettonica delle placche, descrivere la cinematica delle placche litosferiche e i loro movimenti relativi sulla superficie terrestre.

I calcoli degli scienziati mostrano che l'inversione sarebbe in ritardo: agli occhi del cosmo non sarebbe un dramma; sarebbe soltanto naturale... Il problema sarebbe tutto nostro che ci siamo espansi senza tenere conto dei ritmi della vita che ci circonda.
Attualmente si sono già aperte delle fenditure nel campo magnetico terrestre, aree nelle quali si registra un indebolimento fortissimo. La più grande, uno squarcio delle dimensioni di oltre 250.000 chilometri quadrati noto come  "Anomalia dell'Atlantico meridionale", si estende sull'oceano fra il Brasile e il Sudafrica. Questo buco, che può benissimo essere il primo di una serie, è, ricordiamolo, una crepa che si spalanca nella corazza che ci ripara dalla radiazione solare e cosmica. Un certo numero di satelliti che hanno attraversato l'Anomalia dell'Atlantico meridionale sono già stati danneggiati dalle radiazioni solari che ormai regolarmente riescono a penetrare
.Nell’area oggetto del fenomeno atmosferico si nota la caratteristica che il valore del campo magnetico terrestre è più basso, rispetto a quello che si registra in tutte le altre corrispondenti aree geografiche del pianeta. E visto che la difesa dal vento solare dipende proprio dall’influenza e quindi dal valore del campo magnetico che è direttamente proporzionale all’influenza. Nall’area del Sud-Atlantico abbiamo uno scudo protettivo più debole, rispetto a tutto il resto della ionosfera che circonda il globo terrestre.
Il geofisico Pieter Kotze parla di un forte rischio blackout per le reti di alimentazione che forniscono elettricità al mondo intero perché esse, per loro stessa natura, sono molto sensibili alle cariche elettriche delle tempeste solari.
Nella prospettiva concreta di un ulteriore indebolimento del campo magnetico terrestre, torna in mente quanto abbiamo detto a proposito delle piramidi e di una loro facoltà specifica: la facoltà di trattenere, potenziare e sfruttare l'elettromagnetismo del globo terrestre. Adesso possiamo comprendere meglio l'indizio e l'aiuto che i nostri antenati avrebbero voluto lasciarci...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Condividi post

Repost 0
Published by il conte rovescio - in catastrofico
scrivi un commento

commenti

 FORUM

Cerca

VIDEO IN EVIDENZA

http://www.loguardoconte.info/video/esperimenti-umani-condotti-da-alieni-154833/

Testo Libero

statistiche accessi

IL CONTE E IL DUCA

 

      thumbnail

 http://i.imgur.com/53qQJ.jpg