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17 luglio 2012 2 17 /07 /luglio /2012 22:38

Presso tutti i Comuni d'Italia è possibile firmare per un referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari

Possiamo fare qualcosa di diverso, delle nostre solite lamentele contro una cerchia di politici che non fanno altro che arricchirsi con i nostri problemi:

Questa iniziativa è cominciata il 12 Maggio scorso e vuole fare capire e fermare i politici, infischiandosene sia della crisi economica sia dei sacrifici chiesti agli elettori, continuano a godere di privilegi economici “vergognosi”.

 Anche il Governo Monti, “tecnico” sulla carta, si è voluto mantenere il consenso di PD+UdC+PdL, anche perchè il “prezzo” della loro desistenza viene pagato dai contribuenti. Insomma il Professore non farà mai entrare nella sua spending review gli stipendi o le pensioni o i benefit di deputati e senatori. Capito?

 L’obiettivo che ci è offerto è “minimo”, infatti si punta ad abrogare l’articolo 2 della legge 1261 del 1965, che prevede una diaria a titolo di “rimborso” delle spese di soggiorno a Roma (che ha raggiunto circa 3.500 euro al mese per ogni parlamentare, senza necessità di presentare nè fatture nè scontrini), è “grande” l’occasione per dare un “segnale” a chi confonde una missione per servire il proprio Paese con l’opportunità di intascare tutti i soldi possibili…

 Come partecipare? Occorre recarsi presso il proprio Comune, con un documento di identità valido, e chiedere di firmare per il referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari (Art. 2 L . 31/10/1965, n. 1261).

 I giornali infatti dipendono dai finanziamenti più o meno erogati alla luce del sole dalla Casta: appartengono a leader politici, dipendono da inserzioni di imprese al cui cda siedono esponenti politici, e se sono giornali di partito, ricevono finanziamenti la cui abolizione potrebbe essere il passo successivo a questa abrogazione.

Necessitano almeno 500 mila firme entro il prossimo 30 Luglio (qualcuno dice il 31 ed in altri comuni o regioni lo stop è previsto al 26: meglio chiamare nel vostro Comune di residenza per non arrivare in “ritardo”).Non troverete informazioni su questa iniziativa nè su “certa” carta stampata (specie quella che gode di circa 150 milioni offerti dalla casta e pagati dalla comunità) nè sulla tv di Stato (che appunto appartiene alla politica e non ai cittadini, che pure pagano il canone).

 Nel mondo internauta siamo molti di più di questo numero, dobbiamo andare a firmare questo referendum e dimostrare quanto le nostre intenzioni siano reali.Noi facciamo i sacrifici, noi dimostriamo quanto sia difficile fare delle rinunce, dimostriamo a noi stessi che un piccolo gesto può fare la differenza: possiamo farlo.

e se i comuni non hanno i moduli cosa fare?

se nei Comuni di residenza non sono disponibili i moduli potete farli scaricare dal comune stesso a questo indirizzo -> http://www.unionepopolare.eu/attachments/article/283/modulofirme.pdf in comune direttamente.

In seguito andrà vidimato dalla segreteria comunale sempre negli stessi uffici, per rendere valide le firme ed il documento stesso. Va fatto scaricare on line dai dipendenti comunali direttamente. Devono collegarsi all’indirizzo, stamparlo e vidimarlo. Sono tenuti a farlo e la raccolta è valida a tutti gli effetti (Risposta ricevuta dal comitato Unione Popolare).

Ricordatevi che va stampato su carta uso bollo a colori, quindi un formato A3 fronte retro, altri formati non sono validi.

 

COPIATE L' ARTICOLO, LINKATE, MANDATE, SPARGETE LA VOCE.

 

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Published by il conte rovescio - in News
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