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30 ottobre 2011 7 30 /10 /ottobre /2011 22:47

Grazie a nuovi studi,possiamo sapere come,il riscaldamento globale e il clima potranno essere piu' incisivi in molte zone del mondo.Gia' oggi,vediamo come il meteo possa giocare strane formazioni temporalesche e purtroppo,anche distruttive...cose che in passato soprattutto qui in Italia,non eravamo certamente abituati a sopportare.

Un nuovo studio, realizzato dal Climate Change Vulnerability Index del centro ricerche Maplecroft, individua i Paesi e le città a maggior rischio a causa del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici. Il rapporto cataloga 30 paesi ‘a rischio estremo’ e tra questi e’ Haiti ad avere il coefficiente piu’ alto. Seguono Bangladesh, Zimbawe, Sierra Leone, Madagascar, Cambogia, Mozambico, Repubblica Democratica del Congo, Malawi, Filippine, Ethiopia, Guinea-Bissau, Nepal, Swaziland, Uganda, Lesotho, Gambia, South Sudan, Guatemala and Myanmar. L’India e’ al 25° posto, la Thailandia al 37°, la Cina al 98° e gli Usa al 160°. L’Italia e’ catalogata a ‘basso rischio’, al posto 124°. All’altro estremo della classifica c’e’ l’Islanda, il paese piu’ sicuro.

Anche se globalmente il nostro paese e’ considerato a basso rischio, specie se paragonata alle nazioni di Asia e Africa, osservando la mappa disegnata dal rapporto non mancano anche da noi aree vulnerabili: i colori piu’ scuri si concentrano in Sicilia, Sardegna e nella pianura Padana occidentale.Aggiungiamo anche se non vibilmente,la Liguria e alata Toscana,che sono interessate in questo periodo ottobre 2011 da forti pioggie e inindazioni di fango che,non solo hanno messo KO dei paesi,ed attualmente,rischiano ancora di essere messe in situazione ancora piu' complicata con l'arrivo di nuove pioggie che di certo non portano aiuto alla sua popolazione.

Anomalia media della temperatura atmosferica a terra e della superficie dei mari, così come ricostruita dall'IPCC, negli ultimi 150 anni

Anomalia media della temperatura atmosferica a terra e della superficie dei mari, così come registrata negli ultimi 30 anni dai satellitiIn climatologia l'espressione Riscaldamento globale è usata per indicare, in riferimento alla storia climatica della Terra, le fasi di aumento della temperatura media dell'atmosfera terrestre e degli oceani dovute a cause naturali (cicli solari, moti della Terra, variazioni dei gas atmosferici,...).

L'espressione è oggi usata come sinonimo di surriscaldamento climatico (global warming nella letteratura scientifica in inglese) che indica il contributo antropico come decisivo alla fase di riscaldamento del clima terrestre degli ultimi 100 anni. Le due espressioni sono entrambe utilizzate e ricomprese all'interno della più vasta tematica sui mutamenti climatici che di per sé comprende anche le fasi di raffreddamento globale, quali ad esempio le glaciazioni, e i cambiamenti nei regimi di precipitazione.

Il riscaldamento globale in sintesi nella seconda accezione (sinonimo di surriscaldamento globale) per riscaldamento globale si intende un incremento delle temperature medie sulla superficie della Terra a cominciare dalla metà del XX secolo. Il quarto rapporto del Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) del 2007 stima che la temperatura della superficie terrestre è aumentata di 0.74 ± 0.18 °C durante il XX secolo La maggior parte degli incrementi di temperatura sono stati osservati a partire dalla metà del XX secolo e sono stati attribuiti all'incrementi di concentrazione di gas serra che è il risultato dell'attività umana dato ad esempio dall'uso di combustibili fossili e dalla deforestazione L'oscuramento globale, causato dall'incremento della concentrazione in atmosfera di aerosol, bloccando i raggi del sole in parte mitiga gli effetti del riscaldamento globale. I report dell'IPCC indicano che durante il XXI secolo la temperatura potrà alzarsi di ulteriori gradi (da 1.1 a 6.4 °C a seconda del modello climatico utilizzato. L'aumento delle temperature comporterà un aumento del livello del mare e cambierà anche il modello precipitazioni cui siamo abituati, plausibilmente comportando anche una espansione dei deserti subtropicaliCi si aspetta che il riscaldamento sarà maggiore nella zona artica e comporterà una riduzione dei ghiacciai, permafrost e mari ghiacciati con effetti anche sulla sopravvivenza di specie animali e sull'agricoltura. Il riscaldamento climatico avrà effetti diversi da regione a regione con effetti specifici difficili da prevedereCome risultato dell'incremento in atmosfera del diossido di carbonio, gli oceani saranno più acidi La comunità scientifica è concorde nel ritenere che la causa del riscaldamento globale sia antropica Ciononostante è in essere una ampio dibattito politico che coinvolge anche l'opinione pubblica. Il protocollo di Kyoto vuole mirare alla riduzione dei gas serra prodotti dall'uomo Alla data di novembre 2009 187 paesi avevano sottoscritto e ratificato il protocollo.I cambiamenti recenti del clima vengono analizzati in particolar modo a partire dagli ultimi 50 anni cioè da quando le attività umane sono molto cresciute ed è diventata possibile l'osservazione della troposfera. Tutti i principali fattori ai quale è attribuito il cambiamento climatico sono causati dall'uomo: In particolare questi sonoincremento della concentrazione di gas serra in atmosfera

Un rapporto del Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) conclude che la maggior parte degli incrementi di temperatura osservati dalla metà del XX secolo è con molta probabilità da imputare all'incremento di gas serra prodotto dall'uomo;[È molto improbabile (si stima sotto il 5%) che gli aumenti climatici possano essere spiegati ricorrendo a cause naturali. Il riscaldamento interessa sia l'oceano sia l'atmosfera e ha avuto inizio quando i fattori naturali avrebbero dovuto invece produrre un raffreddamento.[

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