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17 marzo 2014 1 17 /03 /marzo /2014 23:16

Crimea-Russia, sanzioni Usa e Ue a politici e militari. Obama: “Mosca è isolata”PUTIN FIRMA DECRETO PER INDIPENDENZA - In serata il presidente russo Vladimir Putin ha firmato il decreto per il riconoscimento della Crimea come Stato indipendente. Gioia a Sebastopoli. Ovunque risuonano i clacson delle auto che sfrecciano con le bandiere russe.

Sulla scia del referendum in Crimea, i leader ucraini si sono rifiutati di cedere qualunque parte della penisola, invitando le loro truppe a prepararsi alla guerra.
“Crimea era, è e sarà il nostro territorio”, ha detto il ministro della Difesa Ihor Tenyukh in una dichiarazione.  ”La Russia – ha detto il capo dello Stato, braccio destro di Iulia Timoshenko - cerca di coprire la sua aggressione in Crimea con una grande farsa chiamata referendum che non sarà mai riconosciuta dall’Ucraina, né dal mondo civilizzato”. “La Crimea – ha aggiunto il capo del governo Iatseniuk – è territorio ucraino, e lì si trovano nostri cittadini: non ci sarà alcun riconoscimento di questo cosiddetto referendum”.

L’ex campione dei pesi massimi e leader della Lega democratica ucraina per la riforma, Vitali Klitschko, ha annunciato che le truppe ucraine rimarranno nelle loro basi, anche dopo il 21 marzo, la fine della tregua firmata dai ministeri dell’Interno di Ucraina e Russia.

NAZIONALIZZATE LE SOCIETA' DEL GAS - Primo atto concreto del 'governo' della Crimea dopo l’approvazione con percentuali bulgare del referendum per l’annessione alla Russia. Sono state nazionalizzate le due aziende energetiche attive nella penisola: la Chornomornaftohaz e la Ukrtransgaz. Inoltre una curiosità: la Crimea adotterà il rublo come moneta ufficiale e passerà al fuso orario di Mosca a partire dal 30 marzo, lasciando quello di Kiev.

In conformità con la tregua, il ministero dell’Interno russo ha promesso di consentire ai soldati ucraini di passare liberamente dentro e fuori delle loro basi, che le truppe russe hanno circondato per più di due settimane. Tenyukh ha detto che l’esercito russo ha finora rispettato i termini del trattato.

Il governo russo si aspetta che le truppe ucraine cedano le loro basi militari prima della conclusione della tregua. Il governo ucraino ha detto che non ritirerà le forze dalla Crimea, utilizzando invece la tregua per rifornire le truppe ucraine di stanza nelle basi in Crimea.

Alla domanda se le truppe ucraine avrebbero combattuto per difendere Crimea, Tenyukh rispose laconicamente: “Le forze armate eseguiranno i loro compiti”, più avanti, aggiungendo, “le forze ucraine rimarranno [in Crimea] fino al completamento di tutte le loro attività.”

In precedenza il 17 marzo, il parlamento ucraino ha votato per assegnare 6,7 miliardi di grivna (più di 600 milioni dollari) per rafforzare le difese del paese nel corso dei prossimi tre mesi, e di mobilitare parte delle forze armate.

Tenyukh ha detto che la mobilitazione era destinato a portare l’esercito a “piena disponibilità”. Verkhovna Rada ha chiesto 40.000 soldati da mobilitare, invitando i riservisti a prepararsi al servizio attivo.

Mentre l’economia ucraina vacilla sull’orlo del default, alti dirigenti del paese sono stati costretti a destinare risorse al rafforzamento militare dell’Ucraina.
Klitschko ha detto che i parlamentari ucraini sono preparati ad inviare il 25 per cento dei loro stipendi ai “patrioti di supporto in Crimea.”

Pavlo Petrenko, il ministro della Giustizia, ha detto che “la questione più importante è quella di ripristinare la potenza militare ucraina”.
“Il nostro esercito dovrebbe essere pronto per il combattimento”, ha detto Petrenko.

Nessuno riconosce il referendum in Crimea", ha riferito Obama nel corso di una breve conferenza stampa. Il presidente americano ha annunciato inoltre che gli Usa sono pronti ad adottare nuove e più dure sanzioni contro la Russia se proseguirà nel suo piano di annettersi la Crimea e se Mosca continuerà ad “inteferire” in Ucraina e proseguirà con le sue provocazioni, "che non porteranno a nulla". Resta ancora aperta, ha detto il presidente americano, la strada ad una soluzione diplomatica.

MERKEL: "SANZIONI NECESSARIE"  - Le sanzioni economiche alla Russia? "Noi abbiamo valori comuni con l’Unione europea, l’Italia e la Germania lavorano affinchè ci sia un canale di dialogo, mentre diciamo che questo referendum sulla Crimea è illegittimo", ha detto Renzi da Berlino dopo il colloquio con la Merkel. Se ci saranno altre sanzioni dipenderà dal lavoro di queste ore e sarà una decisione comune che prenderemo tutti insieme nel prossimo consiglio europeo". Anche la cancelliera tedesca ha definito "un passo necessario" le sanzioni prese contro la Russia, anche se l'auspicio è quello di "una soluzione diplomatica".

BAN: "DELUSO E PREOCCUPATO" - Il Consiglio Atlantico della Nato ha ribadito in una dichiarazione "l'appello alla Russia ad onorare i suoi impegni internazionali" e "esorta Mosca a non fare ulteriori passi per annettere la Crimea, che sarebbero una chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite". Sulla situazione politica della Crimea è intervenuto anche il segretario dell'Onu Ban Ki-moon, che si è definito "profondamente deluso e preoccupato che il referendum svoltosi ieri possa anccentuare la tensione in Ucraina". Lo ha detto il suo portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric. Il segretario generale esorta ancora una volta tutte le parti ad astenersi dalla violenza, a impegnarsi in un dialogo inclusivo che porti ad una soluzione politica e della crisi, e a evitare azioni che accrescano ulteriormente le tensioni. “Un peggioramento della situazione - ha detto - avrebbe gravi ripercussioni per il popolo ucraino e nella regione".

DIPLOMAZIA AL LAVORO - Quella in corso è la crisi più grave tra Russia e Occidente dopo la fine dall'Urss. Una crisi che rischia di durare ben più a lungo di quella scattata nel 2008 con l'intervento dell'esercito russo in Ossezia del Sud. Mosca ha proposto agli Stati Uniti e all’Unione Europea di creare "un gruppo di appoggio" multilaterale per risolvere la crisi ucraina: lo ha annunciato il ministero degli Esteri russo. La cancelleria russa ha sottolineato che questo gruppo dovrà rispettare "gli interessi del popolo multietnico dell’Ucraina" e appoggiare "le legittime aspirazioni di tutti gli ucraini a vivere in sicurezza".

MOGHERINI - La responsabilità ora passa a Mosca e l’Occidente aspetta di sentire le dichiarazioni del presidente Putin sulla situazione in Crimea, ha detto, dopo aver partecipato al Consiglio Ue, il ministro degli Esteri Federica Mogherini, che ha insistito sulla necessità di mantenere "attivi i canali di dialogo con la Russia".

Ma gli Usa “puniscono” anche collaboratori di Putin e Ianukovich
Ci sono invece stretti collaboratori del presidente russo Vladimir Putin e lo stesso ex presidente ucraino Viktor Ianukovich tra coloro che sono stati colpiti dalle sanzioni economiche (che prevedono anche il congelamento dei beni) stabilite per decreto dal presidente statunitense Barack Obama. Tra i funzionari e politici russi ci sono anche Vladislav Surkov, Sergey Glazyev e il parlamentare della Duma, Leonid Slutsky. I provvedimenti, spiegano dalla Casa Bianca,  autorizzano inoltre il segretario al Tesoro Jack Lew a lavorare assieme al segretario di Stato John Kerry per imporre sanzioni su “qualsiasi persona fisica o giuridica che opera nel settore degli armamenti russi, e qualsiasi individuo o entità che operano al loro posto, o che fornisce materiale o altro supporto a qualsiasi alto funzionario del governo russo”. Le sanzioni, dice Washington, hanno lo scopo di “imporre costi su questi individui, che hanno esercitato influenza nel governo russo e sono i responsabili del deteriorarsi della situazione in Ucraina”. Con le sanzioni ai vertici russi, gli Stati Uniti puntano a colpire l’economia di Mosca. In particolare si aspettano un vantaggio del 3% nel cambio tra il dollaro e il rublo. 

Timoshenko: “Mosca farà precipitare gli abitanti della Crimea in una notte polare”
E infine si fa sentire anche quella che è stata finora la “guida spirituale” del cambio di potere in Ucraina: “Mosca farà precipitare gli abitanti della Crimea in una notte polare” dice Iulia Timoshenko in una nota pubblicata sul sito internet del suo partito Patria. “Compatisco gli abitanti della Crimea, vittime della loro noncuranza e della loro ingenuità – sostiene Timoshenko -. Rischiano di trovarsi nelle tenebre nella loro soleggiata penisola. Il regime russo dimostrerà loro rapidamente che la notte polare può verificarsi anche nelle regioni subtropicali”. La leader politica dal controverso passato di ‘principessa del gas’ mette poi in guardia la Crimea da una possibile “catastrofe umanitaria” e dalle “conseguenze economiche imprevedibili” dell’annessione alla Russia. “Non ci sarà nessun paradiso economico – aggiunge Timoshenko – La Russia non ha risorse, la sua economia è sull’orlo del collasso. Dato che saranno prese sanzioni contro di loro dalle grandi potenze, i russi domani avranno ben altre preoccupazioni che la Crimea e la sua gente”.

http://voxnews.info/2014/03/17/ucraina-minaccia-guerra-in-crimea-il-nostro-esercito-pronto-per-il-combattimento/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/17/ucraina-crimea-chiede-lannessione-alla-russia-lonu-ci-riconosca/916122/

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Published by il conte rovescio - in catastrofico
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