Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
31 gennaio 2013 4 31 /01 /gennaio /2013 19:48

Era già stato segnalato alcuni mesi fa, il problema che il digitale terrestre avrebbe incontrato su diverse zone dell' Italia; l' avviso era chiaro e nonostante si continui a pagare un canone ugualmente, senza sconti per il disservizio, non si è trovato un modo per evitare il disagio. 

Si preannunciano così, giorni infelici per le migliaia di famiglie italiane che dovranno ricorrere all’antennista e sborsare spese extra per disintonizzare gli apparecchi Tv a causa dell’attivazione degli impianti 4G, che porteranno internet a banda ultra larga per chiavette, smartphone e tablet.

Le reti telefoniche di quarta generazione e le interferenze sul Digitale TerrestrePerchè allora funziona male il segnale con il digitale terrestre?

Ad essere coinvolti sono gli 800 Mhz, ovvero la frequenza adiacente ad alcuni canali televisivi, che verranno disturbati dagli impianti 4G, accesi gradualmente proprio su questa frequenza a partire da gennaio 2013. Si tratta d’impianti operati soprattutto da Wind, che ha le frequenze più vicine ai canali della tv digitale terrestre, Tim e Vodafone.

I costi dell'adeguamento degli impianti dovrebbero essere a carico degli operatori di telefonia. Come sottolinea sempre Frullone: “C'è un tavolo presso il ministero dello Sviluppo economico al quale partecipano gli operatori che hanno già dato la propria disponibilità a farsi carico degli oneri”. Per i cittadini che non riusciranno più a vedere la tv all’accensione degli impianti 4G, è prevista assistenza tramite un call-center che “attiverà uno degli operatori che provvederà al rispristino della qualità”, spiega Frullone.

Non sarà così per tutto il territorio comunque, infatti, i primi impianti 4G già accesi in alcune città italiane all'inizio di novembre, operano sulla frequenza di 1800 Mhz e quindi non disturbano la tv digitale terrestre.

Problemi digitale terrestre: Confartigianato incontra gli antennisti

270mila chiamate al numero verde del ministero dello Sviluppo Economico tra settembre 2011 e agosto 2012, un quinto (circa) delle quali per problemi di ricezione: con l'analogico il segnale arrivava, in un modo o nell'altro, con digitale o arriva perfettamente o non arriva affatto. È Repubblica, citando fonti del ministero stesso, a mettere oggi il dito nella piaga della televisione nostrana. Il disagio corre lungo l'intera Penisola, dove lo spegnimento definitivo del segnale analogico risale allo scorso 4 luglio con l'inclusione della Sicilia nella nuova era. A due mesi dalla rivoluzione, nell'isola all'estremo sud del paese è il 20% delle famiglie a essere rimasto senza collegamento televisivo. Schermo nero nel periodo estivo sulla costa adriatica, dove il cosidetto switch off ha compiuto un anno. Disservizi anche nelle Marche, in Basilicata, Puglia e Abruzzo, dove le tv locali sono una chimera, si fa fatica a vedere canali nazionali come La7 e Mtv e c'è chi consiglia di sintonizzarsi sulle più stabili frequenze tedesche e svedesi.
"Sono tre", ci ha spiegato, "le ragioni che stanno alla base di questa situazione: le interferenze reciproche fra emittenti di diverse aree, le interferenze con le frequenze dei paesi esteri e i problemi di alcune reti che non sono state ottimizzate a dovere". Il primo punto coinvolge aree adiacenti e sovrapposizioni fra il segnale della tv di Stato e le emittenti locali. Il secondo è relativo a quanto verificatosi nella fascia adriatica: l'assegnazione di tutte le frequenze possibili secondo quanto previsto dal piano internazionale porta a fortissimi problemi, per esempio, "fra Croazia e Marche". Carera cita anche Sicilia e Calabria, oltre alla riviera adriatica, e ricorda come il mare non faccia da schermo e l'estate sia un periodo particolarmente delicato per l'aumento della propagazione del segnale. La scarsa ottimizzazione delle reti si deve invece alla loro natura, composte da vari ripetitori, a differenza dell'analogico. Se una rete è fatta da dieci ripetitori che operano sullo stesso canale il loro orientamento diventa cruciale, in caso contrario vanno a interferire l'uno con l'altro e un decoder posizionato a metà strada non è grado di riconoscere e raccogliere alcuno stimolo. E il disarmante messaggio segnale assente appare sullo schermo.

Il problema consiste nel "numero elevato di soggetti attivi rispetto alle poche frequenze disponibili", prosegue Carera, idealmente "si sarebbe dovuto tagliare almeno la metà delle emittenti. In calendario c'è la dismissione dei canali dal 61 al 69, ma spariranno anche le frequenze" e la proporzione fra spazio disponibile e attori operanti rimarrà la stessa. Parte della responsabilità è del ministero che "ha fatto le assegnazioni senza tenere in considerazione i problemi che si sarebbero potuti verificare". Come se ne esce? "Ottimizzando le reti e i segnali, ma per mettere a posto tutto ci verrà un lavoro lunghissimo". 

In merito a questo l’Adiconsum, ovvero l’associazione in difesa dei consumatori, ha subito protestato accusando di illegittimità tale provvedimento. L’associazione è quindi sul piede di guerra e ha scritto al ministero allo Sviluppo economico perché estenda l’intervento gratuito a tutti i cittadini. Le famiglie interessate dal problema potrebbero essere circa un milione di famiglie.

 

 

 

Condividi post

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Cronaca
scrivi un commento

commenti

 FORUM

Cerca

VIDEO IN EVIDENZA

http://www.loguardoconte.info/video/esperimenti-umani-condotti-da-alieni-154833/

Testo Libero

statistiche accessi

IL CONTE E IL DUCA

 

      thumbnail

 http://i.imgur.com/53qQJ.jpg