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8 luglio 2012 7 08 /07 /luglio /2012 19:20
Sono apparsi nelle città nuovi negozi, apparentemente anonimi ma riserbano una sorpresa: sui  mercati globali è entrata trionfalmente la sigaretta elettronica recando dei  gravi danni alle industrie del tabacco e nello stesso tempo aiutando la gente a liberarsi della dipendenza da tabacco, più volte è stata sollevata la questione - come sigaretta elettronica impatta sul corpo umano durante il suo uso costante.Cosa è allora effetivamente la sigaretta elettronica?
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è un vaporizzatore a batteria ricaricabile a forma di sigaretta, in grado di offrire al fumatore emozioni simili alla sigaretta tradizionale, stessa gestualità ed effetto fumo.
L'assenza di combustione elimina rischio di inalare le oltre 4.000 sostanze tossiche presenti nelle sigarette tradizionali.
L'intento di questo strumento è quello di offrire una valida opportunità a chi vuole provare a smettere di fumare o comunque per chi non vuole rinunciare alla sigaretta, ma fumando in modo sano.
 l'unica sigaretta elettronica con le ricariche prodotte in Italia a differenza delle altre presenti sul mercato prodotte interamente in Cina, inoltre con la certificazione dei fumi sai cosa fumi e può essere utilizzata anche nei locali pubblici e privati, grazie all'assenza di sostanze nocive e particelle pesanti derivanti dalla combustione.
BOSTON E-CIGARETTES RESEARCHES
Gli studi a lungo termine sono stati condotti a Boston. Alla fine del 2010, un gruppo di ricercatori della Boston University School of Public Health ha presentato al pubblico i risultati dei loro esperimenti a lungo termine. Ha guidato il team il professore Michael Siegel che all’inizio degli studi si poneva una sola domanda – se effettivamente  la sigaretta elettronica aiuta le persone a rinunciare alle sigarette tradizionali  ed a smettere di fumare. I dipendenti della Boston University hanno condotto dei numerosi sondaggi tra i clienti abituali dei negozi online, così come tra coloro che hanno comprato la sigaretta elettronica per la prima volta. I risultati del lavoro del gruppo sono stati pubblicati il 20.12.2010 in American Journal of Preventive Medicine (Siegel, Michael (9 December 2010). Journal of Public Health Policy. Retrieved 18 December 2010).
Secondo i risultati dell'indagine sono stati ricevuti dei seguenti dati:
il 31% degli acquirenti di sigarette elettroniche hanno rinunciato all’abitudine dannosa  nei primi 6 mesi di uso della sigaretta elettronica. Va notato che lo stesso risultato, utilizzando cerotti e gomme da masticare alla nicotina ha ottenuto solo il 12-18% degli intervistati.
Il 67% degli acquirenti hanno notevolmente ridotto la quantità di sigarette fumate al giorno.
Il Capogruppo,  professore Michael Siegel, ha messo in rilievo che è fiducioso nella capacità della sigaretta elettronica di aiutare le persone asmettere di fumare. Ha assicurato tutti che non si ferma sugli allori e continua le ricerche dandole più ampia portata.
La ragione principale dell'alta efficienza delle sigarette elettroniche, secondo il professore, è un evidente fattore psicologico comportamentale. Dopo tutto, il "fumatore elettronico" fa esattamente la stessa procedura che con le sigarette tradizionali. Inoltre, esso vede esattamente lo stesso "fumo", così come durante la combustione del tabacco. Pertanto, le positive  sensazioni visive, gustative, tattili ed emotive gli consentono di sopportare il processo di sostituzione del tabacco con le sigarette elettroniche con il massimo comfort. E questo a condizione che il suo organismo ora riceve non il fumo di tabacco con un numero enorme (oltre 4000) di sostanze nocive per il corpo ma il vapore con l'unica sostanza nociva - nicotina. Ma il livello di nicotina può essere facilmente ridotto fino ad una completa rinuncia alla sua presenza nelle cartucce di sigarette.
Secondo il gruppo di ricerca, una serie di divieti sulla vendita delle sigarette elettroniche in alcuni paesi o alcune zone è estremamente irragionevole, in quanto la distribuzione universale della sigaretta elettronica tra i fumatori potrebbe apportare un contributo enorme alla salute globale dell'umanità.
 
 
 
 
 
Abbiamo anche un' altra versione di ciò che viene detto sulla sigaretta elettronica,non è molto favorevole:Per smettere di fumare si prova un po` di tutto. Da un paio di anni a questa parte e soprattutto negli ultimi mesi si parla sempre più spesso della sigaretta elettronica come possibile alternativa al fumo. Tuttavia, negli Usa, la Food and Drug Administration ha riscontrato alcune sostanze cancerogene nel vapore prodotto dalle e-sigarette di due marche. Anche se i produttori garantiscono che il vapore generato dalla sigaretta dovrebbe essere innocuo, un distributore italiano denuncia: “Qualcuno utilizza sostanze cancerogene”, mentre gli esperti avvertono che “questa sigaretta non aiuta a smettere di fumare”.
La denuncia - In Italia “alcune aziende inseriscono nel liquido della cartuccia della sigaretta elettronica il dietilene glicole, una sostanza chimica utilizzata nei radiatori delle auto con funzioni anti-gelo, che consente di avere un perfetto `effetto fumo`. Tuttavia quella sostanza è cancerogena”, denuncia Giuseppe Tamborini, responsabile della T-tex srl, una delle società importatrici della sigaretta elettronica. “Il dietilene glicole viene impiegato al posto del dipropilene glicole che, seppur ha un nome simile, è una sostanza approvata dalla CE perché è sostanzialmente innocua”. 
Il 99% delle cartucce che alimentano la sigaretta elettronica è composto da una miscela liquida di acqua, glicerina e glicole propilenico, un solvente impiegato nel confezionamento di creme cosmetiche. Le tre sostanze sono combinate tra di loro per rendere, una volta nebulizzate, un effetto “fumo” il più possibile gradevole per il consumatore. Le altre sostanze sono aromatiche e vengono estratte dal tabacco non bruciato. Inoltre, secondo la cartuccia scelta, si può rintracciare una quantità minima di nicotina. In base a quanto riportato sulle etichette, le sostanze che vengono inalate con la sigaretta elettronica hanno una bassissima tossicità. 
Chi le produce? - La stragrande maggioranza di queste sigarette elettroniche è prodotta in Cina dove non sempre vengono rispettate le norme igieniche e la tipologia di ingredienti impiegati nel confezionamento dei prodotti più vari. Negli Usa, la Food and Drug Administration ha condotto alcune analisi sui prodotti di due marche. In entrambi i casi è stato esaminato il contenuto delle cartucce e in vari campioni è stato trovato il dietilene glicole assieme ad altri composti noti per il loro potere cancerogeno come le nitrosamine. Per questo, prima della sua messa in vendita, l`ente americano ha disposto ulteriori accertamenti. 
Le certificazioni - Molte società distributrici dichiarano di possedere la certificazione CE. Ma è sufficiente? Per il sistema sanitario italiano sembra di sì: “Non essendo un medicinale, possiamo vendere le sigarette elettroniche senza l`autorizzazione del Ministero della Sanità”, spiega Rosario Maggese della Effimero Group. “Poiché la sigaretta elettronica non vanta finalità terapeutiche, non abbiamo autorizzazioni alla commercializzazione di questa sigaretta”, sostiene Elisa Mazza, responsabile della Metropol Group Italia, produttrice (in Cina) e distributrice di una delle sigarette più vendute. “I prodotti che noi importiamo sono certificati dalla Dogana che garantisce la qualità delle sigarette elettroniche. Inoltre utilizziamo esclusivamente aromi alimentari impiegati nella produzione dei dolci”. In entrambi i casi sul sito internet, attraverso il quale si può acquistare il prodotto, non vengono riportate queste certificazioni, gli enti certificatori e la composizione del liquido delle cartucce.
 Discorso diverso per l`Auripen srl e per la T-Tex srl. La prima, che assembla e distribuisce la sigaretta elettronica in Italia, garantisce che il liquido utilizzato è made in Italy e che sarebbe certificato dall`Università di Perugia. La seconda, invece, pubblica sul sito una serie di analisi e la certificazione CE sia sul prodotto che sul liquido della cartuccia. “Poiché il produttore è dall`altra parte del mondo, il distributore deve prendersi la sua responsabilità sulla qualità del prodotto importato”, spiega il responsabile della T-Tex. “Bisogna assicurasi che l`utente non venga tratto in inganno dalla sigla CE che significa China Export, fidandosi delle sole certificazioni del fornitore”. 
Nicotina sì  o nicotina no? - Molti distributori mettono a disposizione cartucce che contengono nicotina. “Non è richiesta nessuna prescrizione medica per la sua vendita e quindi chiunque può utilizzare la nostra sigaretta elettronica”, spiega il responsabile dell`Effimero Group. “La nicotina è un veleno e per questo consigliamo di non fumare più di due cartucce al giorno in modo da non avere conseguenze sull`organismo”. 
Gli esperti - “Pur utilizzando questi sistemi rimane comunque la dipendenza dalla nicotina”, spiega Gianluigi Trianni, specialista in Igiene e Medicina Preventiva e coordinatore del Centro AntiFumo del Policlinico di Modena. “Questo non vuol dire che non si possono utilizzare in quei casi in cui ci sono gravi patologie respiratorie e forte dipendenza da questa sostanza. In ogni modo per l`impiego di questi prodotti io consiglierei un atteggiamento di cautela e diffidenza”.
Anche l`Istituto Superiore di Sanità esprime perplessità sulla sicurezza della sigaretta elettronica. “Se il prodotto contiene nicotina, è necessario un iter particolare per essere messo in commercio, in quanto prodotti a base di nicotina sono da considerarsi dei medicamenti. A noi non risulta che vi sia stata alcuna autorizzazione in merito”, spiega Roberta Pacifici, dirigente di ricerca dell`Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell`ISS. “Per quanto riguarda le cartucce senza nicotina, spetta ai produttori/distributori spiegare quali sostanze sono contenute e la loro innocuità, accompagnando il prodotto con schede tecniche. Ci auguriamo che presto qualche autorità imponga l`obbligo di esporre le sostanze contenute e le quantità disciolte nel liquido nebulizzato”, continua la Pacifici. “Purtroppo il Ministero della Sanità non è competente sulle sigarette elettroniche in quanto non si tratta di presidi medico-chirurgici. Per questo ci troviamo in una zona d`ombra sul piano regolamentare”. Tuttavia, non tutti i distributori, come la T-tex, mettono in commercio prodotti alla nicotina che potrebbero non essere in regola. 
Pubblicità  ingannevole -  “La sigaretta elettronica è la soluzione non solo per chi vuole smettere di fumare ma per chi vuole vivere una vita sana, rispettando di più se stesso e gli altri. La terapia di disintossicazione dalla nicotina avviene in modo graduale, sano e senza alcuna sofferenza”, spiega una voce suadente nel video pubblicitario del prodotto venduto dall`Auripen. Ma i medici avvertono: “Quello pubblicitario è un messaggio subdolo, in quanto spesso si sostiene che con queste sigarette si può smettere di fumare”, dichiara Trianni. Se è vero che si evita di inalare sostanze tossiche e cancerogene, non scompaiono “la dipendenza da nicotina (quando presente) e la dipendenza psicologica correlata. In questo senso rende il consumatore comunque `schiavo` del prodotto”. 
Il miglior modo per smettere di fumare. Allora, se la sigaretta elettronica non sembra garantire concretamente la possibilità di smettere di fumare, qual è la strada corretta? “Il centro che coordino propone un percorso di disintossicazione che non consideri un metodo preciso per smettere di fumare”, spiega Trianni. “Non escludo di poter impiegare queste sigarette in questi percorsi, ma non nella loro dimensione commerciale. Per smettere di fumare, in genere consiglio l`impiego di farmaci e una terapia comportamentale sotto il controllo di uno psicologo”.In ogni modo, fino ad ora, l`Organizzazione Mondiale della Sanità ha considerato la sigaretta elettronica come unrimedio fittizio, e nessun organismo regolatorio, come l`italiana AIFA, ne ha autorizzato la vendita come rimedio anti-dipendenza. “
 
 
 
 
 
 
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commenti

S
Io svapo regolarmente da anni e ho avuto grossi benefici in confronto alla sigaretta tradizionale, che mi causava tosse e altri fastidi. Complimenti per il blog!
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C
oramai è divenuta una abitudine comune, meno fastidi e delle profumazioni gradevoli; grazie per l' apprezzamento, ne sono lieto

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