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30 aprile 2012 1 30 /04 /aprile /2012 23:44


Grazie all'analisi di immagini satellitari, lo studente laureato Andrew Ryan, ha annunciato in un articolo pubblicato il 27 aprile 2012 su Science, la scoperta di misteriose spirali sulla superficie di Marte.

"Ero interessato ai famosi canali di deflusso di Marte ed ero particolarmente affascinato dalle Athabasca Valles e Cerberus Palus, entrambi parte della regione Elysium", spiega Ryan, che è al suo primo anno come studente laureato nella Scuola ASU della Terra e per l'esplorazione dello spazio, parte del College of Liberal Arts and Sciences. Philip Christensen, docente di Scienze Geologiche Regents dell'ASU, è il secondo autore del documento. "Athabasca Valles ha una storia molto interessante," dice Ryan. "C'è una vasta letteratura sulla zona, grazie alla presenza di una variegata combinazione di caratteristiche apparentemente fluviali e vulcaniche". Tra le caratteristiche vi sono lastre di grandi dimensioni che ricordano i banchi di ghiccio rotti nel Mar Glaciale Artico sulla Terra. In passato, alcuni scienziati hanno sostenuto che le piastre della Elysium fossero infatti di ghiaccio d'acqua.

Tale possibilità spinse Ryan a studiare l'area. "Il mio obiettivo iniziale," dice, "era quello di modellare le temperature notturne a raggi infrarossi delle piastre. Poi sono rimasto affascinato dal terreno compreso tra le piastre ed i modelli poligonali presenti". Questo lo portò a guardare da vicino ogni immagine disponibile della regione.
"Ho esaminato probabilmente 100 immagini fatte da HiRISE della zona", dice, riferendosi alla macchina da presa ad alta risoluzione montata sul Mars Reconnaissance Orbiter. Inoltre egli ha studiato attentamente le immagini a infrarossi diurne e notturne provenienti dal sistema del Thermal Emission Imaging (THEMIS), la fotocamera dell'orbiter Mars Odyssey. (Christensen è ricercatore principale THEMIS) e le immagini scattate con la fotocamera Context (CTX) montata sul Mars Reconnaissance Orbiter, l'High Resolution Stereo Camera (HRSC) sul Mars Express, e la Mars Orbiter Camera (MOC) sul Mars Global Surveyor.

"Una sera," Ryan racconta: "Stavo facendo un secondo passaggio sulle immagini di HiRISE, quando ho notato degli strani motivi a spirale in un'immagine in prossimità del margine meridionale della Palus Cerberus. In realtà all'inizio le avevo quasi trascurate, pensando che non potessero essere molto utili, essendo lontane dalla zona studio posta più a nord. Le bobine si possono osservare in pieno nell'alta risoluzione delle immagini di HiRISE. Esse tendono inoltre ad integrarsi con il resto del terreno grigio, cioè, per cui era necessario aumentare un pó il contrasto".

"Trovo sorprendente che queste strutture siano state trascurate in passato".

Sulla Terra, le bobine di lava si trovano sulla Big Island delle Hawaii. Sono stati riscontrati anche in colate laviche sottomarine nei pressi della Rift Galapagos sul pavimento dell'Oceano Pacifico. Come Ryan spiega: "Le bobine si formano sui flussi dove c'è uno sforzo di taglio. Scorrono una accanto all'altra a velocità diverse o in direzioni differenti sui pezzi di crosta di lava plastico staccandosi e fisicamente arrotolandosi, o su rughe sottile di crosta lavica che si arrotola attorno". Allo stesso modo, egli nota che gli scienziati hanno documentato la formazione simile di pezzi di crosta oceanica medio-dorsale. "Poiché la superficie dei laghi di lava attivi, come quelli sulle Hawaii, può modellare la crosta, è ipotizzabile che le bobine di lava si possano essere formate anche su Marte in modo simile, ma in scala più piccola".


Le dimensioni delle bobine marziane sono state una vera sorpresa: "Su Marte la bobina di lava più grande ha circa 30 metri di diametro, più grande rispetto a qualsiasi bobina di lava conosciuta sulla Terra," dice. Lo studio di Ryan e Christensen ha inventariato circa 200 bobine di lava nella regione Cerberus Palus. Guardando al futuro, Ryan dice: "Tali bobine possono essere presenti in altre province marziane vulcaniche o in canali di deflusso ammantate dalle caratteristiche vulcaniche. Mi aspetto che che ne troveremo un bel pó di più in Elysium, quando la copertura delle immagini di HiRISE crescerà nel tempo."

E se fossero artificiali?
Quando ho letto e tradotto questo articolo per NPR, sono rimasto molto colpito e ho deciso di approfondire l'argomento. La spirale, è un simbolo molto noto nella cultura preistorica umana, essendo stato utilizzato dagli uomini di ogni continente.
Non è mia abitudine insinuare che su Marte ci siano stati esseri intelligenti capaci di scolpire il terreno per glorificare gli dei, come probabilmente fecero i Nacza in Perù:



In basso spirale scolpita su pietra a Cabeceras de Izcagua, La Palma, nelle isole Canarie.



Oppure queste spirali presenti nella location australiana di Alice Springs, Northern Territory, Australia (-23° 46' 39.00", +133° 52' 38.00").



Spirali artificiali di grandi dimensioni per la vista unicamente aerea, sono presenti in tutti i continenti e fanno parte della cultura antica dell'uomo.

La spirale è anche un simbolo fortemente cosmico. Basta pensare alle galassie a spirale che popolano il vicino Universo. Tuttavia è anche un simbolo che si produce autonomamente in natura. Molti molluschi sviluppano gli esoscheletri a spirale e i fluidi subiscono spesso la gravità a spirale.


Foto Di Apertura:
Questa immagine mostra le colate laviche a spirale nella regione chiamata Cerberus Palus. (Credit: NASA/JPL-Caltech/UA)

Traduzione E Considerazioni A Cura Di Arthur McPaul

Fonte:

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Published by il conte rovescio - in astronomia
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