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19 maggio 2014 1 19 /05 /maggio /2014 21:27

 

 

Cominciamo con il fatto incontrovertibile che i rapporti sugli Oggetti Volanti non Identificati esistono. Inoltre, tali rapporti, continuano a venir formulati quotidianamente, in tutte le parti del mondo, da ogni tipo di gente, da tutti i tipi di vita e da ogni livello di istruzione, addestramento e cultura. Il semplice numero di tali rapporti, nell'ultimo quarto di secolo circa, è notevole in maniera imbarazzante... imbarazzante perché non sappiamo ancora che cosa sono gli UFO. Alcuni individui sono convinti di saperlo. Molti li negano come assurdità, burla o prodotto di immaginazione "surriscaldata". Altri sono sicuri che rappresentano visitatori provenienti da altri pianeti, o da un'altra dimensione, o da altri sistemi "spazio-temporali".

Il fatto semplice è che non lo sappiamo. Quello che si aggiunge alla nostra frustrazione intellettuale è che esistono grandi prove del fatto che per ogni rapporto UFO formulato, per lo meno una dozzina di avvistamenti UFO non vengono riportati, spesso a causa della paura del ridicolo. "Non voglio raccontarlo perché non voglio che la gente pensi che sono un pazzo" è una dichiarazione familiare a molti ricercatori sugli UFO. Elementari considerazioni statistiche indicano che il numero totale di "eventi UFO" o di esperienze UFO in tutto il mondo deve essere enormemente grande.
Gli UFO rappresentano un fenomeno sconosciuto ma reale. Le implicazioni di questo fenomeno sono enormi e ci portano ai confini di quello che consideriamo l'ambiente reale, fisico e conosciuto. Forse preannuncia l'esistenza di un regno della natura non ancora completamente esplorato, nello stesso senso in cui un secolo fa l'energia nucleare era un regno della natura non solo inesplorato, ma del tutto inimmaginato e perfino, in effetti, inimmaginabile nella struttura scientifica di quei tempi.Tutte queste considerazioni rendono lo studio dei rapporti UFO un argomento tremendamente affascinante, che combina un senso dell'avventura nell'ignoto con la sensazione stimolante di sfiorare i confini della realtà con la paura di quello che potrebbe rivelarsi dietro i confini di quella che consideriamo realtà.

Ora, una cosa dovrebbe essere chiarita fin dall'inizio di questa avventura. In effetti, è già chiaramente implicita nello steso termine UFO. La U in UFO significa semplicemente non identificato (unidentified), e nulla più. Però ciò che non è identificato da una o più persone può essere certamente identificabile da parte di individui che possiedono addestramento ed esperienza tecnica molto maggiori. E' stato dimostrato chiaramente che la grande maggioranza di quelli che sulle prime vengono riportati come UFO sono stati riconosciuti, dopo studi condotti da personale competente, in realtà come IFO, od Oggetti Volanti Identificati. E' stato dimostrato da uno degli autori già dal 1949 che circa l'ottanta per cento di tutti i rapporti iniziali UFO erano in effetti identificabili, e questo fatto, sfortunatamente, ha deluso molta gente portandola a pensare che in qualche modo tutti gli UFO potevano essere ricondotti a semplicissimi IFO.
Niente potrebbe essere più lontano dalla verità: quel venti per cento di rapporti UFO che continuano a sfuggire all'identificazione sono veri UFO, e rappresentano un fenomeno che è al tempo stesso enorme come portata, ed inquietante poiché qualsiasi disciplina scientifica abbia tentato di spiegarlo ha riportato finora solo fallimenti. In questo libro non parleremo di rapporti che nascono da una non identificazione del pianeta Venere, o di palloni sonda, o di meteore, o di aerei, o del riflesso di finestre, etc., ma di questo vero nucleo di UFO. Nel corso degli anni sono state condotte così numerose ricerche sugli UFO da parte di organizzazioni di questo o di altri paesi, specialmente in Francia e in Inghilterra, ed i casi studiati di UFO genuini negli archivi di queste organizzazioni e di molti ricercatori privati sono tanti, che quando ci si prende la briga di considerare seriamente il quadro complessivo rivelato da tali studi, non rimangono dubbi sulla realtà del fenomeno UFO. " Ci sono più UFO di quel che riluce", potrebbe essere una buona parafrasi dell'adagio familiare.

Uno degli autori, J.Allen Hynek, si è assunto per anni la responsabilità di tentare di identificare casi UFO riportati dall'Aeronautica Statunitense e vi è riuscito nei quattro quinti dei casi. Si è avvicinato all'argomento come un perfetto scettico. E' stato lui che nel 1966 ha avanzato la teoria delle "paludi di gas" per alcuni dei famosi avvistamenti che avvennero nel Michigan. Perciò, non lo si può accusare di essere un credulone negli "omini verdi" o negli astronauti di lontani sistemi solari. Dopo un'attenta riconsiderazione della sua esperienza scientifica come consulente dell'aeronautica, periodo nel quale ha studiato migliaia di rapporti ed ha interrogato molte centinaia di testimoni di esperienze UFO, Hynek ha finito con il considerare gli UFO un fenomeno reale ma sconosciuto.
Jacques Vallée è arrivato ad interessarsi dello studio del fenomeno UFO attraverso le sue ricerche in Francia, dopo la grande ondata UFO del 1954 in quel paese. Ha analizzato col computer i rapporti UFO del suo e di altri Paesi. E' riuscito a conoscere molto da vicino il lavoro dei ricercatori UFO nel Continente ed in Gran Bretagna, in particolare Aimé Michel e Guerin in Francia, e Bowen, Creighton ed altri dello staff della FSR ( Flying Saucer Review) in Inghilterra. Ha mantenuto i contatti stretti con i ricercatori anche di altri paesi, in particolare Spagna e Brasile.

Vallée è arrivato negli Stati Uniti nel 1962, prima all'Università del Texas e poi alla Northwestern University, dove ha ottenuto il dottorato in scienza cibernetica. Mentre si trovava alla Northwestern, ha pubblicato due libri sugli UFO, Anatomy of a Phenomenon e Challenge to Science. Il suo terzo libro sull'argomento, Passport to Magonia, è stato scritto quando lasciò la Northwestern per unirsi alla Stanford University. Ha espresso un particolare interesse sui possibili aspetti paranormali del fenomeno UFO, specialmente su quelli collegati con i rapporti di comparsa di "Occupanti UFO" o di "Umanoidi"; il suo terzo libro contiene un catalogo di quasi mille rapporti su atterraggi UFO, in un terzo dei quali gli occupanti degli UFO sono stati descritti. Ha compiuto studi dettagliati su molti esempi meglio riportati a proposito di questo particolare fenomeno.Probabilmente nel mondo non c'è nessuno che conosca meglio questa fase estremamente bizzarra del fenomeno UFO.
L'associazione dei due autori è stata molto lunga. E' cominciata alla Northwestern, anche se già in precedenza avevano intrecciato una fitta corrispondenza. Hynek aveva cominciato ad interessarsi al problema UFO in un modo notevolmente diverso, ed anche un po prima, di Vallée. Era stato quando, come professore di astronomia e direttore dell'Osservatorio McMillin dell'Università di Stato dell'Ohio, nel 1948 fu avvicinato da rappresentanti dell'Aeronautica Statunitense della Base Aeronautica Wright-Patterson di Dyton, Ohio. Gli venne chiesto di fungere da consulente astronomo per il Progetto Sign, il progetto organizzato frettolosamente per valutare il nuovo fenomeno dei rapporti sui dischi volanti...era una burla, una follia postbellica o c'era sotto qualcosa di più? Il fenomeno era fatto dall'uomo e proveniva da qualche paese straniero, od aveva le sue origini nello spazio interplanetario? Rispondere a queste domanda era il compito assegnato al Progetto Sign, ed era chiaramente necessario un astronomo per assistere alla valutazione dei rapporti che potevano essere provocati da un'errata identificazione dei pianeti più luminosi, delle meteore etc. scambiandoli per dischi volanti. I riferimenti al suo rapporto conclusivo per il Progetto Sign, rivelano che attribuì circa un terzo dei rapporti allora esistenti a cause astronomiche, un altro terzo ad altri fenomeni naturali, ed alcuni rapporti non erano correttamente valutabili a causa di una insufficienza di dati. Circa il venti per cento, però, non si prestavano ad una valutazione come errata identificazione di eventi naturali. Eppure, Hynek conservò un atteggiamento di stretto scetticismo, sostenendo che anche questi rapporti potevano essere solubili come risultato di circostanze insolite, quali l'osservazione di eventi naturali in circostanze estremamente insolite. Solo molto tempo dopo, dopo essersi interessato in maniera crescente al quadro totale dei rapporti inquietanti, irresolubili provenienti da tutte le parti del mondo, cominciò a credere che forse stava succedendo qualcosa di insolito, qualcosa che poteva anche superare i limiti di quanto era in quel momento immaginabile.

Il progetto Sign divenne Progetto Grudge, e quest'ultimo a sua volta si trasformò nel Project Blue Book, in seguito ad un'ondata impressionante di rapporti sui dischi volanti nel 1952( il termine UFO non era impiegato fino a quando Edward J. Ruppelt, direttore del Project Blue Book, non l'ebbe coniato). Fu in quel periodo che Hynek venne richiamato ad una partecipazione attiva, per così dire. In un articolo pubblicato in occasione di un incontro della Società Ottica d'America nel 1953, Hynek accennò per la prima volta ad un possibile cambiamento del suo atteggiamento personale, ma non di meno mantenne una condotta pubblica di "scettico convinto", sottolineando il grande numero di rapporti di avvistamenti che continuavano ad attribuirsi un'errata interpretazione di oggetti naturali. Solo nell'ultimo decennio sentì l'obbligo scientifico di richiamare l'attenzione su di un fenomeno che poteva indubbiamente rivelarsi estremamente importante. Esso prese la forma del suo unico libro sugli UFO "The Experience, a Scientific Inquiry". Questo libro fu scritto dopo (e notevolmente influenzato da) la sua collaborazione con Vallée. Anche se adesso abitano in zone diverse del Paese, gli autori si sono tenuti strettamente in contatto.
Adesso come scienziati professionisti ed a causa della loro lunga conoscenza collettiva dell'argomento, gli autori hanno collaborato alla realizzazione di un libro che raccoglie le loro opinioni attuali sugli UFO. Sperando che si rivelerà prezioso non solo per quanti conoscono bene il problema UFO... ed a cui il libro è fondamentalmente diretto... ma anche per coloro che potrebbero voler sapere a che punto sono attualmente le ricerche sul problema UFO, che cosa si fa a questo proposito, e cosa significa interessarsene da molto tempo.
Per alcuni loro impegni di lavoro collegati alla stesura di questa opera, gli autori hanno chiesto a Arthur C. Hastings, uno specialista nella psicologia della comunicazione, di unirsi a loro. Il Dott Hastings è anche un ricercatore in parapsicologia ed ha condotto ricerche sperimentali sul Poltergheist, sulla telepatia e sui fenomeni paranormali. Lui e Vallée hanno spesso discusso le analogie di alcune esperienze UFO con eventi psichici paranormali.
Per le sessioni congiunte gli autori hanno chiesto al Dr.Hastings di compilare un elenco di domande sugli UFO, e poi di presiedere alle loro discussioni su quelle domande e sugli argomenti che potevano sorgerne. Ciò ha permesso agli autori di discuterne tra di loro, seguire il processo di sviluppo delle loro idee, e quindi formulare ipotesi più liberamente di quanto avrebbero potuto fare altrimenti. Parecchie di queste discussioni sono state riprodotte letteralmente in questo libro, e, leggendole, si può ricavare un quadro dietro le quinte su come le autorità hanno affrontato molti problemi UFO, in discussioni serie e talvolta allegre.

Che tipo di cose pensano le autorità a proposito degli UFO? Com'è frustrante lavorare per tanto tempo sul problema e non aver ancora raggiunto una conclusione positiva! Il fenomeno UFO è realmente una chimera... una enorme illusione... o stiamo analizzando i limiti della realtà?Se non pensassimo che è la seconda risposta quella valida, nessuno di noi dedicherebbe ancora un solo minuto al problema. Anche se questo libro non è un catalogo di casi UFO, interessanti avvistamenti UFO riportati da persone assolutamente normali, vengono abbondantemente utilizzati per illustrare la natura bizzarra ed inquietante di questo soggetto estremamente affascinante. Tutti questi rapporti strani apparentemente incredibili, da tutte le parti del mondo...possono tutti aver sbagliato od essere pazzi?
Isaac Asimov, decano degli autori di argomenti scientifici a scopo divulgativo ( e con lui l'autore Hynek ha avuto un certo numero di discussioni amichevoli e provocatorie) ha elegantemente presentato il problema costituito dagli UFO per i dilettanti. "Il problema è che di qualsiasi cosa si tratti, il fenomeno va e viene imprevedibilmente. Non c'è possibilità di esaminarlo sistematicamente. Compare improvvisamente ed accidentalmente, viene visto parzialmente, e poi viene riportato più o meno accuratamente. Rimaniamo dipendenti da relazioni aneddotiche occasionali", la sintesi di Asimov è abbastanza corretta, ma serve esclusivamente a sottolineare la difficoltà presente nel problema, non per sentirsi giustificati ad accantonarlo. Ci sono state già in passato situazioni di questo tipo nella scienza; le meteoriti sono state introdotte nella scienza solo dopo una lunga serie di relazioni aneddotiche, e sono state trascurate per un tempo altrettanto lungo. In medicina e psicologia, molte cose adesso accettate hanno cominciato come incredibili fiabe di vecchie signore.
Gli autori sono perfettamente consapevoli di queste difficoltà e si sono spesso incontrati per discuterle. Da queste riunioni è sorta una comprensione più profonda della complessità del problema. Alcune delle nostre recenti discussioni sono state registrate e abbiamo pensato che non esistesse modo migliore per presentare le nostre opinioni (non necessariamente identiche) che conservare la forma della controversia e così, si fa per dire, invitare il lettore a condividere i nostri problemi e le nostre inquietudini. Per questo motivo, una gran parte di questo libro è stata redatta sotto forma di dialogo, ripulito solo per eliminare le forme idiomatiche del discorso parlato, al fine di poter presentare meglio il tema della conversazione.
Il linguaggio del dialogo illustra, probabilmente meglio di quanto potrebbe fare il linguaggio tipico del libro, la natura dei confini della realtà a cui ci avviciniamo quando ci addentriamo realmente nel problema. Ci accorgiamo subito che non esiste nessuna risposta pronta, a portata di mano, "prefabbricata". "Gli UFO sono astronavi aliene"; è un'ipotesi interessante, ma una conoscenza completa dell'argomento dimostra che, se da un lato potrebbe anche essere la risposta giusta, al momento attuale non è una ipotesi accettabile. Se gli UFO sono davvero macchinari tenuti insieme da dadi e bulloni normali, allora dobbiamo ancora spiegare come tali ferraglie possano cambiare forma davanti ai nostri occhi, svanire come nel caso del Cheshire (senza neanche lasciare il sorriso), apparentemente dissolti di fronte a noi, oppure "materializzarsi" evidentemente davanti a noi senza essere stati rilevati da parte di individui circostanti o nelle città vicine. Dobbiamo chiederci, inoltre, dove si nascondono gli UFO quando non si manifestano agli occhi umani. E, anche se radar più moderni sono progettati in maniera speciale e talmente sofisticati che quello che visualizzano viene prima filtrato attraverso un computer, cosicché gli oggetti per i quali il radar non è programmato rimangono invisibili, ci si chiede perché, nonostante ciò, tali oggetti estremamente tangibili che provengono da altrove non vengono rilevati troppo spesso da radar meno sofisticati e non così discriminanti nella scelta di che cosa vedere.
Se gli UFO si riveleranno davvero come manifestazioni di intelligenze esterne, allora il loro sistema di manifestarsi qui sulla Terra si serve di un qualche metodo completamente sconosciuto...e forse anche inimmaginabile...per noi.
Un'altra "soluzione" tentatrice è concludere che tutti i rapporti UFO sono frodi (abbiamo già eliminato ovviamente gli identificabili, gli IFO). Questa ipotesi è stata tentata, ma senza successo. Ed è necessariamente così, infatti è un bel tentativo "dimostrare una negatività".

Di che tipo di rapporti UFO stiamo parlando? Sono eventi incredibili, generalmente riportati in maniera inadeguata, probabilmente a causa dello shock provocato dalla situazione. Prendiamo per esempio, questo curioso rapporto da parte di un avamposto due gradi a sud del Circolo Artico. Tentativi di ottenere ulteriori informazioni si sono rivelati infruttuosi, perché due testimoni importanti non vogliono nemmeno essere identificati o comunicare. Forse questo rapporto particolare, anche se effettuato dal Sovrintendente della Commissione Energetica per il Canada Settentrionale e che coinvolge un professore americano "abbastanza in alto in una delle vostre università" ed un giovane compagno che vuole anch'egli rimanere anonimo, dovrebbe essere tralasciato, perché non possiede alcun valore scientifico, mancando di ulteriori dati. Abbiamo deciso, però, di proporvelo per illustrarvi la frequente frustrazione che un ricercatore UFO sente quando i rapporti sono largamente incompleti e i testimoni rifiutano di farsi identificare. L'incidente ci è stato raccontato in una lettera scritta da un canadese francese; per comodità di lettura, ci siamo presi la libertà di correggere numerosi errori sintattici presenti nell'originale:

Caro Signore,
Recentemente ho incontrato un giovane che è rimasto qui con noi al Chesterfield Inlet. In qualche modo siamo finiti sull'argomento degli oggetti volanti e lui mi ha chiesto di riferirvi quello che tre di noi hanno visto mentre erano fuori, a caccia. Circa due anni fa noi tre eravamo andati a caccia di caribu. Questo professore americano, che ha una posizione abbastanza elevata in una delle vostre università, ci ha chiesto di non servirci mai del suo nome in qualsiasi cosa noi potessimo riportare. Però, voglio raccontarvi cosa abbiamo visto, che mi ha portato a smettere di andare a caccia per sempre. E mi riferisco a questo: ho fatto la guerra e non sono mai rimasto tanto paralizzato dalla paura. E con la macchina fotografica appesa al collo, incapace di scattare una foto!
Avevamo appena girato un angolo di quella gola e ci siamo trovati di fronte questo oggetto. Il solo modo in cui posso dirvi che aspetto aveva è prendere due piatti, uno dritto e l'altro a rovescio, e farli girare in due direzioni opposte ad una velocità tale che sembravano risplendere di blu ed arancione. La parte superiore aveva una cupola e la parte inferiore una piccola infossatura.
Questo oggetto non era più di due metri dal suolo quando lo vedemmo per la prima volta. Come certamente ben saprete, nell'Artico ci serviamo di gatti delle nevi per i trasporti, ed una delle cose più strane fu che quando girammo quell'angolo i tre veicoli si fermarono. I motori si spensero. Il rumore che quella cosa emetteva era un ronzio eppure non proprio un ronzio.
So che non vi sto aiutando molto, ma se qualcuno che entra in contatto con noi riesce lo stesso a pensare lucidamente, è un uomo migliore di me e lo ammetterò sempre.
Dopo il nostro ritorno al Chesterfield Inlet. il professore prese un aereo e partì, e non è mai più ritornato a caccia. Jerry, l'altro ragazzo ha lasciato la scuola qui e se ne è andato. So dov'è e cercherò di convincerlo a scrivervi una lettera. Non so se dovrei davvero inviarvi questa lettera: non voglio che pensiate che sono pronto per il manicomio.
Cordiali saluti
(nome tralasciato)

Come si può considerare un rapporto così incompleto? Una burla? E' sempre una possibilità, e non è possibile trascurarla non disponendo di dati ulteriori. Eppure qui c'è un individuo responsabile che scrive una storia apparentemente incredibile, da una remota regione settentrionale del Canada...una storia che potrebbe provocargli solo imbarazzo se fosse fatta circolare pubblicamente. Ci si deve chiedere: a che scopo? Ora, se fosse la sola storia del genere, probabilmente la si potrebbe accantonare, ma i rapporti UFO devono essere considerati nella loro relazione reciproca e nei confronti dello schema generale dei rapporti stessi (1). Qui c'è un rapporto che si adatta ad uno schema ben stabilito: la sosta a pochi metri dal suolo, l'arresto dei motori dei veicoli, i dischi rotanti, il ronzio, il bagliore. Crediamo che tali rapporti dovrebbero essere presi sul serio. E adesso prendiamo in considerazione le loro implicazioni con le nostre conoscenze scientifiche e con la nostra consapevolezza della realtà.

 


(1) Ulteriori rapporti dettagliati sono riportati qui come Appendice A e B. L'appendice B, in particolare, illustra vividamente uno sforzo di comprensione ai " confini della realtà". Questa lettera di un giornalista anziano illustra superbamente quello che succede quando ci si trova improvvisamente di fronte "ai confini".

 

"UFO realta' di un fenomeno" di J. Allen Hynek e J. Vallee
J. Allen Hynek e J. Vallee
Editore: Armenia [1979]

 

http://beyul.org/libri/152-hynek-vallee

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Published by il conte rovescio - in alieni e cose del nostro mondo
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