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2 gennaio 2013 3 02 /01 /gennaio /2013 22:56

Alla affannosa ricerca del pianeta Nibiru, ancora non avvistato vicino alla Terra, ci spingiamo con l' occhio telescopico fino a dove nessuno uomo ha mai visto e visitato: gli scienziati scoprono pianeti che vagano solitari nell’universo, non attratti gravitazionalmente dalle rispettive stelle. I pianeti vaganti. Sino ad ora i ricercatori ne hanno scoperti meno di 10, ma di recente, un gruppo di astronomi dalle isole Hawaii ha scoperto un punto poco visibile che potrebbe essere un altro pianeta misterioso. L’oggetto è stato accuratamente esaminato grazie all’aiuto di un potente telescopio e, trovandosi a soli 100 anni luce dal nostro pianeta, sarebbe probabilmente il pianeta vagante più vicino. Ma, se questo pianeta si è anticamente formato in un sistema solare, perché non ne fa ancora parte? “Questo accade a volte”, risponde l’astronomo russo Vladimir Surdin. “Se ci sono più pianeti di grande massa in un sistema stellare, i loro campi gravitazionali entrano in conflitto, e quello più piccolo può anche decidere di allontanarsi“, continua lo scienziato. Nel nostro Sistema Solare il pianeta più grande è Giove, a cui segue Saturno. Gli altri sono molto più piccoli, per cui non esiste un conflitto gravitazionale. Ma se ci fossero due o più pianeti simili a Giove, uno tra quelli più piccoli potrebbe essere espulso dal sistema. Scoprire questa categoria di pianeti non è affatto semplice. Per queso motivo questi corpi sono stati scoperti soltanto recentemente grazie all’invenzione dei telescopi infrarossi. L’oggetto recentemente scoperto appare come un piccolo punto blu sulle fotografie. “Il colore blu è sinonimo di un’atmosfera ricca di metano”, dicono gli scienziati. Non è ancora chiaro se l’oggetto possa essere un altro pianeta vagabondo o una cosiddetta nana bruna, una specie di una piccola stella che è quasi estinta. Il parametro principale con cui si può determinare se questo oggetto è un pianeta o una stella, è la sua massa. Tuttavia, l’unico modo per stimare la massa di un corpo celeste è dalla sua interazione con un altro corpo, cosa che non può essere fatta in questo contesto.

Credit: David A. Aguilar (CfA)

Nonostante l’impossibilità di una stima della sua massa, gli scienziati hanno provato ad emulare alcune teorie approssimative, supponendo che si tratti di un pianeta da 4 a 7 volte più grande di Giove. Se le sue dimensioni fossero 13 volte più grandi del gigante del nostro sistema solare, secondo le leggi della fisica, il suo nucleo sarebbe stato pressato dal suo peso, innescando le reazioni termonucleari al suo interno, e diventando una stella. In base alla colorazione, la temperatura superficiale del presunto pianeta viene stimata in 430°C, non certamente tipica di una stella. Un valore che potrebbe escludere la presenza di forme di vita come noi la conosciamo. Tuttavia, i grandi pianeti hanno spesso satelliti naturali che gli orbitano intorno, come la Luna ruota intorno alla Terra, ma con le attuali tecnologie è pressoché impossibile verificarlo. Gli scienziati sono inclini a pensare che “i pianeti vaganti” siano un fenomeno piuttosto frequente nell’universo. C’è la speranza che con lo sviluppo della scienza e delle nuove attrezzature, i nuovi pianeti vaganti possano diventare un facile bersaglio dei telescopi, e che magari un giorno si possano individuare eventuali satelliti in grado di ospitare la vita.

 

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Published by il conte rovescio - in astronomia
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