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27 giugno 2012 3 27 /06 /giugno /2012 05:38

Secondo i dati raccolti nel 2005 dalla rete Spes (Sorveglianza pediatri sentinella) dell’Iss, la varicella è stata la malattia infettiva più frequente in Italia, con un’incidenza di 40 casi per 1000, leggermente in calo rispetto al 2004 e senza rilevanti differenze per area geografica. I principali picchi di incidenza si sono osservati in primavera (marzo-maggio) e a dicembre. La fascia di età più colpita è stata quella dei bambini tra 1 e 4 anni di età, con un’incidenza di 73 casi per 1000.

L' epidemia di varicella che è in corso in diverse regioni italiane, soprattutto nel Nord,  non e’ prevista la vaccinazione generalizzata. Provvidenziale, quindi, che  molti asili ancora aperti fino a fine giugno, dovranno chiudere per una riduzione dei contagi.Il disagio dei genitori è notevole, dato che non tutti potranno trovare in tempi rapidi, opzioni secondarie: meglio il bimbo con la varicella o un disagio?

La varicella è una malattia comune tra i bambini, in particolare tra quelli al di sotto dei 12 anni. Un rash di macchie pruriginose che somigliano a vesciche si possono manifestare su tutto il corpo e possono essere accompagnate da sintomi simil-influenzali, sintomi che di solito scompaiono senza trattamento.Poiché l’infezione è molto contagiosa, un bambino infetto da varicella deve rimanere a casa e riposarsi fino a quando i sintomi non sono scomparsi del tutto.

La varicella è causata dal virus varicella-zoster (VZV). I bambini possono essere protetti dal virus responsabile della varicella attraverso la somministrazione del vaccino contro la varicella :  Prendere il vaccino contro la varicella abbassa notevolmente nel bambino la possibilità di contrarla, anche se non esclude lo sviluppo dell’herpes zoster in seguito.

L’ondata di casi quest’anno si e’ presentata in maniera piu’ aggressiva, con un ritardo di un mese a causa della bella stagione che si e’ fatta attendere. Quindi ora l’epidemia si sta prolungando in questi giornate di caldo, “con tutti i disagi per i piccoli pazienti afflitti dalle fastidiose vescicole tipiche della malattia“, spiega Susanna Esposito, presidente della Societa’ italiana di infettivologia pediatrica (Sitip) e direttore della prima clinica pediatrica del Policlinico Milano. “Negli anni scorsi – spiega l’esperta all’Adnkronos Salute – con l’arrivo precoce delle belle giornate primaverili i contagi rimanevano contenuti grazie al tempo passato dai bambini all’aria aperta. Il lungo periodo di maltempo al Nord dei mesi passati ha invece spostato in avanti e prolungato l’epidemia“.

 

 



La varicella è contagiosa da circa 2 giorni prima dell’eruzione cutanea fino a che tutte le vesciche hanno sviluppato la crosta e oltre; il periodo di incubazione, su cui non tutte le fonti concordano, è stimabile fra i 10 ed i 20 giorni.

  L’Italia è il primo Paese europeo ad aver registrato il vaccino contro la varicella in uso negli USA e potrebbe essere anche il primo a raccomandare l’uso della vaccinazione. Dibattito aperto, però, sulle strategie di utilizzo e sulle modalità dell’offerta vaccinale, a cui è stato dedicato un incontro all’Istituto superiore di sanità lo scorso 12 febbraio 2012, promosso dal reparto di malattie infettive del Leb.

       Una vaccinazione può rendersi quasi obbligata per evitare disagi futuri.

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Published by il conte rovescio - in attualita'
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