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3 giugno 2014 2 03 /06 /giugno /2014 22:16

Prendete tutto quello che attualmente ha sede nel vostro campo di conoscenza mentale, riguardo i viaggi “Astrali” o infradimensionali che siano -a seconda di come avete piacere nel catalogarli- e fate tabula rasa per un attimo. Il tempo necessario a leggere questo post. Vi chiedo di seguire ciò che è ivi scritto con mente aperta e osservatrice, senza giudizio né applicazioni di etichette attribuite alla conoscenza pregressa nel settore data da esperienze e/o conoscenze che hanno avuto modo di formare il vostro campo di studi a riguardo. Solo in questo modo avrete la possibilità, come in qualsiasi altro settore della vita, di poter prendere in considerazione diversi punti di vista in maniera obiettiva e in giudicabile, che altrimenti verrebbero alterati da tutto il retaggio di esperienze acquisite e non per vie traverse grazie alle convinzioni mentali che l’intrigo mentale virtuale ha accuratamente preparato nel campo d’azione Relativo del vostro Concepire.
Vi chiedo, in maniera più semplice, di spogliarvi di tutto ciò che avete acquisito e prendere in considerazione qualsiasi ipotesi; solo in tal modo vi sarà possibile leggere questo articolo che, alla moltitudine di persone che ha intrapreso un percorso pseudo-personale, risulterà essere scomodo e alieno, in quanto rema contro tutto ciò che determina la formazione di una conoscenza già stabilita.
Per creare un proprio percorso personale bisogna anzitutto prendere in considerazione ogni cosa e sforzarsi di andare in quella direzione con l’obiettivo principale di sperimentare –con mano viva- soggettivamente e in maniera assoluta ciò che ogni tentativo di spostare la coscienza verso nuovi orizzonti può offrirvi.
Adeguarsi alla massa coscienziale che segue una linea uniforme di pensiero e sperimentazione significa seguire un percorso creato da mille altre persone e ripercorrerlo, giungendo alla stessa conclusione.
Non è vero che l’allievo supera il maestro: al massimo diventa esattamente come lui.
Parliamo anzitutto, come da titolo, dei viaggi. Ormai è arcinota l’idea di poter compiere delle esplorazioni non fisiche in diverse membrane energetiche che costituiscono la nostra realtà. Che vengano utilizzati corpi fittizi di energia per muoversi in questi strati di realtà, o qualsiasi altro dilemma tecnico a riguardo, non è affar nostro e non verrà –almeno per il momento- affrontato in questa sede.
Il tanto osannato viaggio astrale, che comporta l’entrare in un piano interiore di vibrazione ad alta frequenza per meglio apprendere le proprie dinamiche introspettive, è in realtà una frontiera valicata ormai da tempo e da molti; pertanto, quando un confine viene valicato, ne vengono simultaneamente scoperti di nuovi e azzardati, che hanno la prerogativa di essere esplorati/vissuti solo da quelle coscienze capaci di accantonare il proprio “credo” attuale per veleggiare laddove vi è una non-conoscenza. L’ignoto, chiamiamolo così, quello che fa paura a molti.
Eppure è proprio in quel naufragare oltre le Colonne d’Ercole della coscienza che comporta un ulteriore accrescimento di quest’ultima.
Il viaggio astrale, tanto osannato e tanto desiderato da molti, in realtà appartiene alla competenza del Relativo e, quindi, risulta essere Virtuale anche quello. Si, avete letto bene: il viaggio astrale non esiste.
“E com’è possibile?” potrà domandarsi qualcuno. Ci arriviamo.
Le Percezioni fisiche, diceva Thoth implicitamente nelle sue Tavole Smeraldine, racchiudono il Segreto del piano fisico. Significa che attraverso di esse si può conseguire un accrescimento di coscienza, e di conseguenza di alienazione, ancora maggiore se non si creano delle aspettative. L’accrescere le percezioni fisiche è un processo che richiede un certo sforzo ma che, attraverso di esso, si schiudono nuove porte verso membrane di vibrazione cosciente sempre più vive, libere e fluide al di fuori dello spazio e del tempo. Cioè a dire che, maggiori sono le capacità percettive, maggiore sarà di conseguenza l’esperienza cosciente che si potrà vivere in differenti realtà.
E man mano che questa Alienazione cresce, si acquisisce la coscienza totale dell’assenza di spazio e tempo, modellando la propria esperienza dimensionale su diversi piani contemporaneamente.
E quindi si aprono gli occhi su dinamiche come quelle del viaggio astrale, che si possono meglio comprendere con un paio di domande. Una in particolare:
C’è davvero bisogno di stendersi, con determinate condizioni fisiche/esterne, per poter compiere un viaggio in una diversa membrana di vibrazione?
Si tratta anch’esso, come tanti altri che non vengono osservati per comodità, di un condizionamento mentale che prevede l’utilizzo di certe pratiche, con certe condizioni psicofisiche ed esterne, per produrre uno stato di coscienza alterato e, in questo modo, viaggiare in diverse locazioni spazio-temporali.
Quindi bisogna comprendere che il Viaggio non è solo relegato nel mondo “astrale-onirico”, ma può essere un viaggio infradimensionale compiuto in mille modi differenti, se si è abbastanza allenati da compierlo.
La coscienza, assieme alle sue componenti virtuali di Anima e Spirito, vivono simultaneamente in tutte le linee temporali e in tutti gli universi paralleli possibili e immaginabili. Si tratta di un confine che non ha confini. E tutto questo accade continuamente, che se ne abbia coscienza o meno.
Anima, priva dell’asse del tempo, vive tutte le sue esperienze in diversi contenitori in una singola unità –temporale, definiamola così- che ha luogo nel presente. Spirito, privo dell’asse dello spazio, vive simultaneamente le sue esperienze di vita in qualsiasi universo possibile.
L’unione di questi due elementi, uniti alla Coscienza, fa si che tutte le esperienze vengano vissute in un unico spazio e un unico tempo, cosìcchè quando muore un contenitore, un corpo, in realtà sono morti anche tutti gli altri su tutte le linee spazio temporali, fornendo così un’esperienza unica, in blocco, della virtualità, del significato di inizio e fine.
Quindi, ed è qui che voglio arrivare e che sto sperimentando consapevolmente, esiste una nuova tipologia di Viaggi, potremmo coniare un nuovo termine –Viaggio ExtraCoscienziale-, che permette a una coscienza che ha espanso i propri confini percettivi, di vivere esperienze simultanee in diversi spazio-tempo uniti al nostro eppure differenti per tipologia di esperienza.
Sono stati di coscienza accessibili a chiunque, una volta accettato il fatto che esiste una Singola Entelechia Coscienziale Universale che sta vivendo il tutto tramite un solo, medesimo punto di vista, per poter ritornare a se stessa dopo aver vissuto -e nel mentre che sta vivendo- tutte le esperienze possibili su infiniti universi e tempi. L’annichilimento del tutto per innalzare la supremazia della Coscienza Unica, che connette tutti noi e della quale noi non siamo che un semplice riflesso, un pezzetto di ologramma che riproduce il tutto (“Morte e Risurrezione”).  Più facile a farsi che a dirsi. Sei sicuro di non essere solo nell’universo?
Prendi in seria considerazione il fatto che tu lo sia davvero.

Parsifal A. Drake

*

 
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Vol. 1
L'introspezione evolutiva tra spiritualità e coscienza

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Published by il conte rovescio - in Esopsicologia
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