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15 agosto 2014 5 15 /08 /agosto /2014 22:11

Negli Stati Uniti esiste un dipartimento che si occupa ormai esclusivamente dell’investigazione scientifica di tali velivoli spaziali che hanno talvolta anche degli incidenti; gli americani custodiscono i resti di molti che si sono schiantati o esplosi in pieno volo. (Ovviamente appartenevano agli Oscuri; ndt).

Questi dischi hanno la loro storia, perché inizialmente furono creati da Esseri evoluti con sembianze umane. Numerose tradizioni menzionano San Venone e il suo sistema di navigazione cosmica. Nacque sul pianeta Soort, dove studiò per tutta la vita “La Legge della Caduta”.

Ecco ciò che lui stesso formulò a proposito di questa Legge:

«Tutte le cose di questo globo cadono verso il fondo. Esso rappresenta il punto di stabilità più vicino di qualsiasi sistema; base verso la quale convergono le linee di forza provenienti da tutte le direzioni.

Il centro di ciascun Sole e di ogni pianeta del nostro Universo funge da nucleo assoluto d’attrazione per i flussi energetici dell’intero spazio circostante. Questi punti sono la fonte d’equilibrio che permette a tutte le Sfere celesti di mantenere la loro posizione nell’Infinito.»

San Venone, allorché annunciò il suo principio, spiegò che tutte le cose in apparenza cadenti o erranti nello spazio, si dirigono in realtà verso i centri dei mondi da cui dipendono e che indicano la loro stabilità di fondo.

Dopo lunghe ricerche, egli utilizzò questa formula e l’applicò al sistema di navigazione dei vascelli, basandosi sulla “La Legge di Caduta”. L’atmosfera dei mondi presentava però un solo grave problema: impediva l’attrazione diritta degli oggetti vaganti nello spazio.

Quando ebbe risolto questo problema, San Venone costruì delle magnifiche navi. Eviterei di stancarvi con lunghe spiegazioni tecniche sul loro complesso meccanismo. I suoi lavori furono approvati da una commissione ispettiva diretta da un’Entità di Luce, l’Arcangelo Adossia.

I velivoli di San Venone, mossi dalla forza magnetica delle Sfere si spostavano a strabilianti velocità. Bisognava tuttavia porre molta attenzione nel momento in cui si avvicinavano ad un pianeta o ad un Sole.

Era necessario compiere difficili manovre per evitare il peggio. Solo un piccolo numero di Esseri preparati poteva pilotarli. Il suo sistema, malgrado le difficoltà, rappresentò una vera rivoluzione tecnica che soppiantò tutti i precedenti.

Dopo parecchi anni di attività cosmica, il metodo fu sostituito con quello di un’altra Essenza spirituale altissima, l’Arcangelo Hariton che appariva in forma umana.

I lavori fantastici di questo Signore furono anch’essi sottoposti all’ispezione del grande saggio Adossia, molto in alto nella scala gerarchica.

L’Arcangelo Hariton

La creazione dei moderni mezzi stellari di spostamento si basa sui progetti di Hariton. L’elemento principale di questa tecnologia è fondato sul “moto perpetuo”.Milioni di vascelli, tanto numerosi come i granelli di sabbia degli oceani, viaggiano per lo spazio infinito.

Le astronavi interstellari sono immense. Esse accolgono flottiglie di piccoli veicoli cosmici che a loro volta esplorano i pianeti dei sistemi solari. Tutto ciò fa pensare, per analogia, ai grandi transatlantici e alle loro scialuppe di salvataggio.

Quando un popolo arriva ad un certo grado evolutivo acquisisce la facoltà di utilizzare i mezzi spaziali. Da principio, gli Esseri superiori aiutano i meno progrediti, i quali perciò vengono visitati dai popoli delle stelle che insegnano loro a spostarsi per il Cosmo.

Nel periodo atlantideo le astronavi atterravano negli “aeroporti” della città di Samlios. I loro equipaggi rendevano visita ai re dirigenti e soggiornavano nei loro palazzi. Quando l’Umanità si corruppe moralmente cessarono di venire da noi.

La nostra epoca sta sperimentando una profonda crisi di valori spirituali, e noi saremo ancora una volta aiutati dai Fratelli di altri mondi.

Abbiamo la necessità di essere soccorsi, perché la nostra civiltà è in un vicolo cieco ed un grande sconvolgimento si avvicina. Il genere umano è arrivato ad un punto culminante di degenerazione ed ha urgente bisogno di risollevarsi.

Diversi uomini terrestri sono stati invitati a compiere viaggi su altri pianeti. Due messicani sono stati recentemente condotti su Venere. Uno di loro vive nello stato di Jalisco e l’altro nella capitale.

Io so che pure un brasiliano è stato portato su Marte. È certo che, in futuro, tutti potremo recarci in altri mondi dello spazio.

Ci troviamo alla vigilia di un’enorme mutazione cosmica e saremo avvertiti, prima del grande riassetto finale. Le individualità fraterne extraterrestri si adopreranno per portarci in salvo. Saranno presenti ufficialmente nelle nostre città principali per avvertirci del pericolo.

Ma se insisteremo a far esplodere bombe atomiche, se le guerre continueranno, e se non porremo fine ai vizi di ogni genere, un’enorme catastrofe sarà inevitabile.

È utile sapere che un piccolo gruppo di Lama tibetani possiede già numerosi vascelli  cosmici  ben  tenuti  nel  sottosuolo  dei  monti  Himalayani.

Abitanti di altri pianeti camminano in questo momento stesso nelle vie delle nostre metropoli e passano totalmente inosservati. Studiano le nostre lingue, i costumi e le abitudini con lo scopo di poterci aiutare. Noi saremo soccorsi su vasta scala.

Attualmente, numerose navi spaziali atterrano in modo regolare nella foresta amazzonica brasiliana e nel sud dell’Argentina, in aeroporti segreti. Alcuni membri dei loro equipaggi restano fra noi.

Molte persone credono che i visitatori delle stelle vengano per invadere il nostro Pianeta e per distruggerci, ma commettono un grave errore. I Fratelli dello spazio non conoscono la perversità. (Dipende da quale piano dimensionale vengono! Ndt)

È naturale, però, che possiedano strumenti di difesa atti a paralizzare chiunque; si proteggono talmente bene da essere praticamente invulnerabili. Se avessero l’intenzione di soggiogare il mondo, potrebbero farlo in brevissimo tempo.

Sarebbero in grado di annientare il nostro globo e ridurlo in frantumi, ma non lo faranno mai perché non sono dei distruttori, al contrario, rispettano profondamente la vita cercando solamente di aiutarci, e ognuno di noi dovrebbe prepararsi a riceverli.

Diversi abitanti di Marte, Venere e Mercurio vivono oggi nei nostri agglomeratiurbani dove imparano a conoscerci meglio. Numerose persone li immaginano con una forma insolita e bizzarra. I tratti generali e le loro caratteristiche sono simili a quelle degli umani, per non dire più belli e più perfetti.

Conosco personalmente qualcuno del Messico che ha effettuato un viaggio di andata e ritorno con destinazione Venere. Ho avuto un giorno l’immensa gioia di fargli visita e sono stato ricevuto dalla sua famiglia.

Quest’uomo non è un occultista, né uno spiritualista, e nemmeno cerca di atteggiarsi a saggio. È semplice, umile e buono; l’avventura straordinaria che ha vissuto non l’ha reso vanitoso…

Ecco cosa mi ha detto a proposito della sua esperienza:

«Individui dalla pelle d’un bel colore blu, di altissima spiritualità e grande scienza compiranno nel futuro una Missione trascendentale.

Esiste al Polo Sud una città che si trova all’interno della Terra; là vive una razza venuta dalla Galassia Blu. Questi Esseri hanno conservato i loro vascelli cosmici. Si nutrono di prodotti marini, specialmente di alghe.

Ma comprendetemi bene; gli uomini che provengono da tale Galassia non hanno degli igloo come gli esquimesi, né alcunché di questo genere; sarebbe assurdo pensare che queste Creature vivano dentro blocchi di ghiaccio. 

È necessario abituarsi all’idea che la loro vita si svolga in una città sotterranea, costruita sotto la superficie terrestre. Se ci sono ghiacciai al di sopra delle rocce e del suolo, ciò non influenza minimamente il luogo dove risiedono.

Infatti, gli uomini blu non hanno alcun tipo di problema climatico. È evidente che se sono riusciti a conquistare lo spazio infinito, è perché possiedono una tecnologia avanzata, realmente superiore. Da questo, non è difficile comprendere che abbiano potuto edificare un ambiente ideale nella loro misteriosa città.

Posso testimoniare che si tratta di una metropoli assai vasta, molto somigliante per le sue dimensioni a Città del Messico. È costituita da diversi milioni di abitanti ed ha un gran numero di strade e viali. Vi si scorge anche un ampio territorio adibito alle navi intergalattiche.

Ovviamente, i loro studi sono di tipo molto avanzato; si tratta di scienze cosmiche, di elevate materie spirituali, di approfondimenti sulla natura, e via dicendo. Non è superfluo rivelarvi che in un tale esteso luogo mistico e ineffabile, risplende la Sfinge, simbolo della Saggezza iniziatica.

I membri di questa razza blu sono vestiti con eleganza e distinzione; indossano morbide tuniche di foggia antica, veli e mantelli ammirevoli, e calzano sandali di stile classico.

Vanno e vengono per le vie della città. Sono di corporatura media e di piacevole aspetto. Si spostano a piedi o con vetture diverse da quelle che noi conosciamo, perché sono azionate da motori silenziosi.

Gli Uomini veri, gli uomini cosmici, non necessitano del denaro per vivere, sono dotati di un sistema economico immensamente superiore a quello di cui disponiamo noi, poveri “animali intellettualizzati” della superficie della Terra.

Nel giusto tempo ed ora, questi Esseri entreranno in azione per aiutare il genere umano in modo concreto. Ci è stato detto che andranno ovunque per le vie, pubblicamente, per chiamare le persone al ravvedimento. Sono estremamente spirituali.

Gli Istruttori di questa Galassia, guidati dall’Amore Universale, si sono occupati molto della nostra Umanità “terricola”, offrendoci senza posa il loro soccorso dalla notte dei tempi.

In realtà, furono loro che istruirono gli architetti delle piramidi, che insegnarono la Dottrina Segreta agli Atlantidei e agli Egiziani e che instaurarono i più gloriosi Misteri delle potenti civiltà Caldea ed Assira.»

Le astronavi viaggiano in un continuo andirivieni attraverso l’immutabile infinito,ed è quindi assurdo supporre che la nostra sfera sia l’unico corpo celeste abitato. In realtà, è paragonabile ad un granello di mais nello spazio.

Perché dovrebbe essere il solo a possedere la vita? Credere questo, vorrebbe dire tornare all’antichità in cui si affermava che la nostra Terra fosse piatta e terminasse alle mitiche Colonne d’Ercole, l’odierna Gibilterra.

Così dunque, noi dobbiamo cercare di comprendere che esistono altri pianeti abitatie che le loro genti spesso ci visitano.

Purtroppo la realtà è che noi, qui, siamo estremamente barbari, delle specie di antropofagi in smoking e, invece di riceverli a braccia aperte, li accogliamo a cannonate, o inviamo gli aerei da caccia ad inseguirli come è già successo varie volte negli Stati Uniti e non solo.

I vascelli viaggiano ad una velocità superiore a quella della luce.  Nessun  dubbio che al di sotto di questa delimitazione ci sia il mondo tridimensionale d’Euclide (lunghezza, altezza e larghezza; ndt).

Ricordiamoci della formula della relatività di Einstein: E = MC², la quale stabilisce che la massa è il risultato di una modifica o di una moltiplicazione della velocità della luce al quadrato.

Al di là di questa equazione matematica si entra nella quarta coordinata, in verticale.

Le navi spaziali si immergono nella quarta dimensione per viaggiare ad enormi distanze. E ciò avviene non appena superano la barriera dei 300.000 chilometri al secondo che è la velocità della luce.

Dunque, è soltanto quando riusciremo ad attraversarla che ci sarà possibileconquistare lo spazio entrando in un livello superiore. Ma per raggiungerlo è necessario tracciare un programma, perché fintanto che non lo avremo stabilito continueremo ad avere una visione tridimensionale.

Di conseguenza dovremo istituire una meta-geometria e, partendo da lì, sarà fattibile elaborare una nuova fisica basata su quattro dimensioni. Una volta raggiunto questo, avremo la possibilità di costruire velivoli tetradimensionali capaci di superare all’istante la velocità della luce.

Evidentemente, dovranno essere alimentati dall’energia solare; non credo proprio che si possa conquistare lo spazio infinito con un combustibile liquido.

So con certezza che questi vascelli cosmici, guidati da extraterrestri, possono portarsi in un attimo in quarta dimensione per viaggiare attraverso il Cosmo.

Quando giungerà il momento finale, questi Esseri accoglieranno a bordo un certo numero di umani. Non c’è dubbio che al tempo giusto ed opportuno, prenderanno con sé ciò che la Terra ha di migliore, di più realizzato e perfetto.  . . .

Fonte:  erenouvelle.fr

Traduzione di:  Sebirblu.blogspot.it

Per l’articolo completo:   http://sebirblu.blogspot.it/2014/07/o-de-rouvroy-le-astronavi-cosmiche-di.html

https://futurodiluce.wordpress.com/2014/07/07/le-astronavi-cosmiche-di-hariton/2/

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11 agosto 2014 1 11 /08 /agosto /2014 21:07

Il Giornale Online

Gli Scienziati pensano che riceveremo presto un messaggio dagli Alieni. In accordo con gli astronomi il messaggio è atteso per il 2015 da forme di vita aliena nel sistema solare di Altair. Dicono che il messaggio sarà la risposta al segnale radio spedito verso Altair un quarto di secolo fà da Hisashi Hirabayashi, astronomo Giapponese.

In base alle parole di Mr. Hirabayashi, la risposta dovrebbe arrivare nel 2015. Questo nel caso che le creature extraterrestri abbiano ricevuto il messaggio, lo abbiano decodificato e abbiano inviato una risposta istantanea. Altair si troverebbe a circa 16 anni luce dal nostro pianeta.
Hisashi Hirabayashi ha lavorato come scienziato alla Univeristà dell' Osservatorio Astronomico di Tokyo. Ora questa istituzione è chiamata Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone. Nel 1983, col suo collega Masaki Morimoto, ha inviato un messaggio usando un radio telescopio USA.

Era il periodo della celebrazione della festa di Tanabata, festival tradizionale che segna l' incontro nel cielo notturno di Vega e Altair, due stelle che simbolizzano la dea Orihime e il dio Hikoboshi rispettivamente.
Gli astronomi pensano che il loro messaggio abbia raggiunto Altair nel 1999. Include 13 immagini codificate in codice binario, ogni immagine misura 71×71 pixels e descrive le caratteristiche del nostro sistema solare, la posizione del nostro pianeta, gli elementi chimici conosciuti e la struttura completa del DNA umano. Gli scienziati hanno provato a spiegare come si è evoluta la vita biologica sulla Terra.

Secondo le teorie riferite da Mr. Hirabayashi, se il livello di intelligenza aliena è sufficiente a ricevere e decodificare il messaggio, saranno stati capaci di rispondere. Comunque, è ancora scettico su questa possibilità.
“Credo che gli alieni esistano, ma che siano difficili da trovare. Non abbiamo osservato pianeti attorno ad Altair, quindi sarà difficile ricevere risposta,” ha detto. Recentemente le immagini inviate dall' astronomo sono state rivelate, dopo diversi anni. Morimoto, lavorando all' Osservatorio Astronomico Nishi-Harima, ha scoperto che in mezzo alle immagini spedite verso Altair, se ne trova una che include la formula molecolare dell' etanolo, figurando il carattere kanji riferito a kanpai, il toast Giapponese degli “applausi!” (ndt. cheers) insieme alla parola in Inglese “toast”.

Secondo Hirabayashi, l' idea è nata durante un brindisi e scherzando sulla minima possibilità che gli alieni potessero comprendere questa parte del messaggio.

Fonte: http://www.infoniac.com/science/message-from-aliens-to-arrive-in-2015.html

Tradotto da Richard per Altrogiornale.org

http://altrogiornale.org/messaggio-alieno-in-arrivo-per-il-2015/

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9 agosto 2014 6 09 /08 /agosto /2014 19:44

Paolo Nespoli, l'uomo vissuto sei mesi nello spazio: "Non ho trovato segni, ma da lassù si capiscono molto cose sulla vita. E su Dio"

 La somiglianza con Harrison Ford, alias Indiana Jones, è straordinaria anche se, quando glielo si fa notare per l'ennesima volta, lui risponde: «Sì, ma anche con Patrick Swayze (il protagonista di Ghost, scomparso nel 2009, ndr)».

 

 

 

 

 

 

 

Paolo Nespoli è uno dei 6 italiani che ha coronato il sogno di volare nello Spazio. Un'astronauta, insomma. «Era il mio chiodo fisso fin da bambino e sono riuscito a realizzarlo, anche se non più giovanissimo, dopo aver ripreso gli studi, essermi laureato in ingegneria e aver dovuto imparare l'inglese a tempo di record», spiega guardando il cielo terso di Mykonos, l'isoletta greca dove l'abbiamo incontrato in occasione di un evento speciale.
Il discorso scivola subito sulle due esperienze in orbita: la prima, nel 2007, 16 anni dopo essere stato assunto dall'Esa (l'Agenzia spaziale europea), di 15 giorni, con lo Space Shuttle Discovery; la seconda, nel 2010, con la Sojuz Tma-20, rimanendo per 6 mesi sulla Stazione spaziale internazionale. Una sola delusione: aver mancato, per varie circostanze, la passeggiata nell'infinito. Sarà per la prossima missione.
Domanda d'obbligo: ma lei crede ai «marziani»? Ha notato qualcosa di strano lassù? Avete captato qualche segnale radio? «Mai visto cose strane o sentito segnali - risponde Nespoli - ma negli extra-terrestri ci credo».
Ci dica, ci dica, allora.
«Da qualche parte nell'Universo una qualche forma di vita ci deve pur essere. Provi a raccogliere un mucchietto di sabbia dalla spiaggia e si metta a contare i granellini. Ecco: per approssimarsi al numero dei pianeti dell'Universo si dovrebbero contare tutti i granelli di sabbia di tutte le spiagge del mondo. È mai possibile, a questo punto, che in questa enormità non ci siano forme di vita come la nostra? Io sono convinto di sì».
Già, ma come è possibile scoprirle?
«Il problema è rappresentato dalle distanze. La stella più vicina al nostro sistema solare si chiama Proxima Centauri e dista dalla Terra 4,2 anni luce».
Quanto ci si impiegherebbe per raggiungerla?
«Con le navicelle di oggi 162.000 anni per l'andata e altrettanti per il ritorno. Ecco perché si parla di distanze astronomiche. Se degli extra-terrestri in questo momento si affacciassero sulla nostra galassia, vedrebbe il posto in cui ci troviamo 23.000 anni fa, quanto ci mette la luce a raggiungere il bordo della galassia. E questa è una distanza astronomica minima, un cucchiaio d'acqua nell'oceano».
Quindi?
«Una volta risolto, e non so quando, il problema delle distanze, si arriverà forse a trovare nuove forme di vita».
Da Et passiamo alla fede: da lassù ci si sente più vicini a Dio? Ci ha mai pensato?
«Andare nello Spazio amplifica o giustifica le varie credenze. Ma lo Spazio normalmente non ci dá una risposta. Diciamo, piuttosto, che si consolidano le convinzioni di ognuno».
Ha visto il film Gravity?
«Un film molto bello dal punto di vista tecnico, lasciamo però perdere la trama».
Una trama drammatica, visto che George Clooney alla fine si perde nello Spazio. E lei, in orbita, ha mai avuto paura?
«Guardi, ho avuto più paura durante gli addestramenti».
Perché?
«Il terrore di non farcela, di non riuscire a coronare il mio sogno. E questo nonostante alla partenza dello Shuttle si è sottoposti a una spinta incredibile. Sembra di trovarsi dentro una bomba atomica».
La Terra vista dall'alto?
«Ci si trova a 400 chilometri d'altezza e si gira a 28.000 chilometri orari. In una giornata si vivono 16 albe e 16 tramonti. E hai solo qualche secondo per scattare una foto, per esempio, all'Italia».
Uno spettacolo, presumo.
«Già, ma anche la sensazione di grande fragilità della Terra: una palla in equilibrio precario su uno spillo. Basta guardare lo strato dell'atmosfera: sembra una nebbiolina pronta a dissolversi. E poi vedi quello che l'uomo è riuscito a combinare: fuochi, cave, disboscamenti, fiumi dal corso deviato, isole artificiali. Ma anche lo smog, soprattutto sopra le megalopoli. Si è voluto costringere la natura ad adattarsi a noi. Che sbaglio...».
Chi porterebbe a vedere tutto questo?
«Sono contento che lo Spazio si aprirà ai turisti. E renderei quasi obbligatorio ai governanti partecipare a un viaggio in orbita. Sarebbero molto più oculati nelle loro decisioni».
E l'Italia?
«È bellissima. Si trova a 45 gradi di latitudine. Se fosse un po' più sotto sarebbe nel deserto, un po' più sopra un Paese nordico. La posizione - circondata dal mare - e le condizioni atmosferiche - è protetta dalle Alpi - spiegano il suo retaggio storico importante. Ma c'è un particolare: è il Paese più illuminato d'Europa, anche perché la sua densità di popolazione supera quella della Francia e della Germania. Se un extra-terrestre la notasse, riterrebbe si tratti di un Paese ricchissimo. Tutte quelle luci farebbero pensare a immense risorse energetiche, dal petrolio alle centrali nucleari. Invece, non è così. Disperdiamo energia senza renderci conto che sprechiamo risorse che non abbiamo, che costano e che riscaldano il pianeta».

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4 agosto 2014 1 04 /08 /agosto /2014 21:16

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Sin dai tempi dei filosofi greci, l’uomo si domanda se siamo soli nell’Universo e se esistano altri pianeti abitabili che possano ospitare civiltà intelligenti. Già nel XVI secolo Giordano Bruno era fortemente convinto dell’esistenza di un numero infinito di soli e di pianeti abitati come la Terra. Nel 1855 l’esistenza di un “pianeta extrasolare” venne postulata dal Capitano W.S. Jacob che scoprì delle anomalie nel sistema stellare 70 Ophiuchi, una stella binaria, che egli pensava fossero appunto dovute alla presenza di qualche pianeta. Ma si trattò di un falso allarme. Il primo vero pianeta extrasolare in orbita attorno ad una stella, 51 Pegasi, fu scoperto nel 1995 ad opera di Michel Mayor e Didier Queloz, anche se le sue dimensioni sono pari a circa la metà di quelle di Giove. Dal 1999 gli scienziati hanno cominciato a scoprire tutta una serie di esopianeti: per la maggior parte si tratta di pianeti di grossa taglia, nessuno è di tipo terrestre, e oggi se ne contano oltre 420.




Comunicazioni interstellari

Se è vero che Giordano Bruno aveva avuto ragione nel ritenere l’esistenza di altri mondi, allora la domanda successiva è: quanti pianeti esistono in grado di ospitare forme di vita, insomma quante civiltà aliene tecnologicamente avanzate ci aspettiamo nella Galassia? Queste domande, un po’ provocatorie, furono poste inizialmente da Carl Sagan agli inizi degli anni ’60. In quel periodo, l’americano Philip Morrison e l’italiano Giuseppe Cocconi, pubblicavano un articolo in cui ipotizzavano le onde elettromagnetiche, in particolare le onde radio, come mezzo di comunicazione interstellare economico ed efficiente.

Il radioastronomo Frank Drake, che lavorava presso l’osservatorio di Green Bank nella West Virginia, rimase entusiasta di questa possibilità e un anno dopo, assieme ad un gruppo di collaboratori, decise di puntare l’antenna di 25m di diametro verso due stelle vicine, Tau‐Ceti ed Epsilon‐Eridani, che distano circa 10‐11 anni‐luce. Lo scopo era quello di “ascoltare” eventuali segnali radio intelligenti, sintonizzandosi sulla “frequenza magica” di 1420 MHz – la regione dello spettro radio in cui il rumore creato dalla presenza dell’atmosfera terrestre, dall’emissione radio della Galassia e della radiazione cosmica di fondo è minimo e non interferisce con i segnali radio provenienti dallo spazio. Questo progetto, denominato Ozma, gettava le basi dei futuri programmi verso la ricerca di segnali radio di origine extraterrestre (Search for ExtraTerrestrial Intelligence, SETI).

Ma che tipo di segnali radio bisogna cercare? Attualmente si considerano due tipologie di segnali da indagare. La prima si limita alla ricerca di segnali volontari, cioè segnali radio potenti (tipo radiofaro), che vengono continuamente diffusi nello spazio: segnali potenti che contengono poche informazioni. La seconda si limita a cercare segnali involontari, cioè segnali emessi da trasmissioni radio o televisive, che si disperdono nello spazio: segnali deboli che contengono invece molte informazioni. Dunque quali regioni dello spazio dobbiamo esplorare? Sicuramente con la tecnologia oggi a nostra disposizione ci si deve limitare alla nostra Galassia anche se non bisogna escludere, in via teorica, il fatto che un segnale radio alieno potente proveniente da una galassia potrebbe raggiungere un radiotelescopio terrestre assumendo che questo ultimo sia dotato di un ricevitore altamente sensibile.




L’equazione di Drake

La probabilità di intercettare un segnale radio nella direzione giusta al momento giusto è legata a due fattori, il metodo di trasmissione e la statistica. Nel primo caso, la possibilità di ricevere segnali radio extraterrestri dipende da come viene diffuso il fascio delle onde elettromagnetiche: fascio largo, ampia area di cielo coperta ma degrado del segnale fino a qualche decina di anni‐luce; fascio stretto, area di cielo limitata ma segnale radio più penetrante fino a qualche centinaio di anni‐luce. Nel secondo caso invece ci aiuta la ben nota equazione di Drake che dà una indicazione sul possibile numero di civiltà aliene in funzione di diversi fattori legati all’esistenza di un pianeta in un sistema solare dove la vita si può sviluppare fino a produrre esseri intelligenti.

L’equazione di Drake, detta anche equazione o formula di Green Bank, fu introdotta dallo stesso Frank Drake nel 1960 al meeting di Green Bank allo scopo di dare una sequenza ai vari argomenti trattati che avevano come tema principale il problema della ricerca della vita nell’Universo. 
L’equazione di Drake si scrive nel seguente modo: N=R* x fs x fp x ne x fl x fi x fc x L, dove N è il numero delle civiltà intelligenti esistenti nella nostra Galassia, R* è il tasso di formazione stellare annuo, fs è la frazione di stelle simili al Sole, fp la frazione di stelle con sistemi planetari, ne il numero di pianeti simili alla Terra, fl la frazione di pianeti dove sono presenti forme di vita, fi la frazione di pianeti dove sono presenti civiltà intelligenti, fc la frazione di pianeti con civiltà tecnologicamente avanzate in grado di trasmettere segnali nello spazio, L il tempo di vita medio di una civiltà tecnologica avanzata in grado di trasmettere segnali nello spazio.

Se da un lato l’equazione di Drake ci dice che devono esistere un certo numero di civiltà aliene, il famoso “Paradosso di Fermi” esprime, al contrario, la mancanza di evidenza di tali civiltà forse perchè queste tenderebbero rapidamente all’autodistruzione o forse ancora perché il loro tempo medio di vita è piuttosto breve. Inizialmente, Drake e i suoi colleghi ottennero un valore di N=10. Assumendo valori pessimistici dei termini si ottiene N=0,05 (siamo quasi certamente l’unica civiltà intelligente nella Galassia) mentre considerando valori più ottimistici si ottiene N=5.000. Occorre dire che i vari termini nell’equazione non sono noti dunque l’equazione di Drake non può essere utilizzata per arrivare a conclusioni scientifiche.

Nonostante le critiche mosse negli anni nei confronti dell’equazione essa viene utilizzata oggi come una sorta di strumento intellettuale che stimola discussioni e curiosità sulle questioni che riguardano l’esistenza di civiltà aliene e la formazione e l’evoluzione della vita nell’Universo.
In conclusione, possiamo dire che dopo circa 50 anni di risultati negativi oggi ci si chiede se la nostra tecnologia sia adatta a ricevere segnali di origine extraterrestre. Sono giuste le strategie di ricerca ed i metodi utilizzati? Il fatto è che sappiamo ancora molto poco e tutti i programmi SETI possono essere considerati solo delle prove per i programmi futuri. Forse qualche civiltà aliena sta già cercando di contattarci ma i nostri strumenti non rivelano i loro segnali. È anche vero che questo è un momento unico nella nostra storia, di ogni storia delle civiltà: l’era della tecnologia, un momento in cui il “contatto” può realizzarsi. Non è possibile pensare, statisticamente, che siamo l’unica civiltà esistente nell’Universo: ciò sarebbe davvero un grande spreco di spazio.
Tratto da ScienzaeConoscenza

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29 luglio 2014 2 29 /07 /luglio /2014 21:42

Le rivelazioni di Snowden consentono curiosamente di sdoganare le possibili teorie dietrologiche della politica mondiale. L’incredibile testimonianza del Capitano dei Marines americani. Le rivelazioni dell’hacker che ha violato gli archivi segreti della NASA

 

L’immaginario del nuovo millennio

Va di moda la tendenza a fare dietrologia sugli eventi della politica mondiale, una moda che finisce per alimentare le più svariate teorie cospirazionistiche che comportano azioni contro i comuni cittadini a favore di ipotetici centri di potere.

Da una parte, a causa del tentativo di sfuggire alla noia piatta del pianeta globalizzato, e dall’altra, per cercare di comprendere eventi che non sono sufficientemente spiegati dai media ufficiali.

Tuttavia, al di là di ogni aspettativa, l’ex agente della CIA Edward Snowden sembra aver sdoganato con le sue incredibili rivelazioni ogni possibile dietrologia sviluppata dalla più fervida fantasia. Alla fine del 2012 l’ex agente della CIA si è impadronito di migliaia di documenti segreti custoditi dall’ente americano e, in nome della trasparenza morale, ha cominciato a diffondere il loro contenuto. Sfuggito alla caccia degli 007 americani, ora, dopo aver chiesto asilo politico, è riparato in Russia da dove continua la sua personale opera di lotta contro la disinformazione.

Attraverso le sue rivelazioni abbiamo saputo che le comunicazioni telefoniche delle nazioni europee erano spiate dal Governo americano e che si sta preparando un disegno globale di americanizzazione dell’intero pianeta per fermare l’avanzata dell’Islam. Ma la notizia ancora più incredibile è quella riguardante la presenza degli alieni sulla Terra, di cui gli USA non solo sarebbero al corrente, ma addirittura avrebbero costituito con loro un governo ombra.

Gli amanti delle teorie cospirazionistiche hanno sicuramente esultato. Ma personaggi come Medvedev, primo ministro della Russia, e Paul Hellyer, ex Ministro della Difesa canadese, hanno supportato questa ennesima rivelazione di Snowden confermandola. Medvedev addirittura ha chiesto in più occasioni al governo USA di rivelare i suoi segreti.


Il “Mirror “, quotidiano londinese che ha dato per primo la notizia dell’avventura dei Marines sul pianeta rosso

A fronte di una simile situazione, senza voler per forza essere dietrologi o cospirazionisti, viene da prendere in considerazione quanto è apparso recentemente sui giornali e che porta a temi addirittura da fantascienza. Temi che se anche risultassero basati su eventi infondati fanno calare comunque in una favola in linea con le prospettive scientifiche del nuovo millennio.

 

Il caso della “Earth Defense Force”

Mentre la NASA è intenta a sperimentare un futuro “landing” su Marte servendosi sinora di “rover” che stanno percorrendo la sua superficie, sembrerebbe che in realtà esistano già delle colonie umane sul pianeta rosso.

Al di là della possibile favola mediatica, ne hanno iniziato a parlare a fine giugno di quest’anno due giornali inglesi, il Daily News e il Mirror, seguiti poi da altri media e blog della rete.

La notizia riportata riguarda l’incredibile intervista fatta dai due quotidiani londinesi a un ufficiale dei Marines da poco ritiratosi in pensione, il quale avrebbe protetto il suo anonimato dietro un laconico “Captain Kaye”.

In sostanza, l’ex ufficiale americano ha dichiarato ai giornalisti di essere reduce da 17 anni di servizio militare in seno alla “Special Section” della U.S. Marine Corps, rivelatasi come la “Earth Defense Force”, un ente militare che collaborerebbe con una Corporation sul pianeta rosso, dove le truppe che sono lassù di stanza hanno il compito di proteggere le esistenti colonie umane dagli attacchi sporadici delle creature marziane che abiterebbero la superficie di Marte. La colonia umana principale, la prima ad essere stata installata, sarebbe denominata “Aries Prime” e sarebbe situata all’interno di un cratere dove si troverebbe la sede marziana della “Mars Colony Corporation”.

Secondo le rivelazioni del Capitano dei Marines, non ci sarebbero grandi ostacoli all’insediamento umano sul pianeta rosso, l’aria sarebbe respirabile e la temperatura dell’ambiente spesso si manifesterebbe con un dolce tepore.

Dopo 17 anni di servizio militare Captain Kye sarebbe andato finalmente in pensione. La cerimonia del suo pensionamento sarebbe avvenuta, insieme ad altri militari, in una base sulla Luna a cui avrebbe presenziato come ospite, oltre ad altri vari Vip della finanza e della politica, anche l’ex Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld.

L’ex ufficiale dei Marines ha raccontato ai giornalisti che l’operato del contingente a cui apparteneva era quello di proteggere ben cinque basi umane dagli attacchi di creature marziane che mal tolleravano la presenza dei terrestri sul loro mondo. Non creavano problemi le varietà di creature più pacifiche, né tantomeno i batteri che in un primo momento avevano portato molti coloni umani a richiedere sollecite cure mediche, né le varie forme di vegetazione non commestibili. Le creature aliene con cui si sarebbero trovati in conflitto aperto appartenevano a due principali specie indigene del pianeta, entrambe molto intelligenti e capaci di sviluppare una loro primitiva tecnologia. Le prime dalla forma rettiloide e dalla natura molto aggressiva e determinata a uccidere gli umani, le seconde dalla struttura insettoide e meno aggressive ma che tendevano a proteggere con determinazione i loro territori.

Siccome accadeva che i coloni umani tendevano a espandere l’area dei loro interessi e dei loro esperimenti, invadendo le regioni abitate dagli alieni, spesso venivano aggrediti e occorreva proteggerli. Tuttavia la Mars Colony Corporation era riuscita a mantenere una qualche forma di non belligeranza con gli alieni sino a quando il governo americano aveva chiesto al contingente della US Mars Defence Force di recuperare un manufatto alieno da una caverna ritenuta sacra dai “rettiliani”.


Secondo la testimonianza del Capitano Kaye su Marte esisterebbero varie forme di vita, dai batteri, come in questa foto ricavata dall’analisi di una meteorite marziana, sino a creature più complesse e intelligenti

Secondo il suo racconto, per rappresaglia vennero uccisi almeno 900 coloni, tra uomini e donne, e nella battaglia che ne seguì per ridurre alla apparente resa i rettiliani caddero al suolo ben 28 suoi commilitoni.

La battaglia avrebbe compromesso il progetto di colonizzazione umana della Mars Colony Corporation. Ma non si riesce ancora a capire in quale modalità di eventi.

 

Esistono prove del racconto di Captain Kaye?

Per quanto il racconto di Captain Kaye possa sembrare fantasioso e poco credibile, sembra che al momento egli non sia l’unico ad aver testimoniato l’esistenza di colonie umane sulla superficie di Marte realizzate in gran segreto dal governo USA.

Un militare messicano, Michael Relfe, ha dichiarato in altra occasione che anche lui era stato contattato dal governo americano e avrebbe trascorso almeno 20 anni in servizio militare sul pianeta rosso.

Anche Laura Magdalene Eisenhower, pronipote dell’ex presidente Eisenhower, chiede ragione delle motivazioni per cui a suo tempo sarebbe stata contattata segretamente da agenti governativi e spinta a raggiungere una colonia umana su Marte diretta da un fisico famoso, Hal Puthoff.

Il profilo professionale di questo scienziato americano può aprire una serie di interrogativi a favore della testimonianza di Captain Kaye. Il ricercatore in questione è stato un ufficiale della US Navy con il compito del collegamento con la NSA, la National Security Agency. In seguito ha conseguito il suo dottorato alla Stanford University. Quindi, nel 1972, si è aggregato alla "SRI International" dove, assieme a Russell Targ, ha promosso un progetto denominato "STARGATE", che risulta essere finanziato da vent’anni a questa parte dalla CIA, dalla DIA, e da altri organismi militari. Spesso Harold Puthoff ha ricevuto anche autorizzazioni di accesso a documenti di alto livello di sicurezza del governo degli Stati Uniti.

A sostegno della narrazione di Captain Kaye riguardo alla specie insettoide che secondo lui popolerebbe una parte della superficie di Marte, sembra esserci conferma in una serie di documenti riservati della NASA.

Prevenendo le sue dichiarazioni, già nel 2002 l’ex ricercatore dell’agenzia spaziale USA, Joseph Miller, poi docente di neurobiologia all’Università della California del Sud di Los Angeles, aveva affermato che le sonde Viking nel 1976 avevano raccolto le prove dell’esistenza di microbi e di insetti su Marte, ma la NASA aveva dato una interpretazione volutamente errata dei dati raccolti che poi finirono sepolti in un computer bloccato da un codice segreto.


L’immagine di un indigeno marziano realizzato secondo la descrizione del Capitano Kaye

Tuttavia Miller si era messo di impegno e dopo lunghi mesi di ricerca sistematica negli archivi disponibili della NASA era emerso un vetusto computer di fine anni settanta dove tutti i dati erano stati immagazzinati, ma era bloccato da una chiave di accesso segreta, e l’unico programmatore che ne era a conoscenza nel frattempo era morto. Miller tuttavia riuscì a rintracciare le registrazioni originali del Viking, ricavandone però solo dati parziali, che comunque confermavano la sensazionale scoperta secretata dalla NASA sulla presenza di creature insettoidi sulla superficie di Marte.

 

Le rivelazioni di McKinnon, l’hacker scozzese a spasso tra i segreti della NASA

Non era la prima volta che la NASA sembrava nascondere dati relativi a Marte. Era già accaduto che nel 1993 un gruppo di ricercatori della stessa NASA aveva denunciato la dirigenza dell’Ente aerospaziale con l’accusa di occultare dati relativi alla superficie di Marte, raccolti da Mars Observer, che avrebbero rivelato la presenza di antiche costruzioni sulla sua superficie.

La cosa non passò inosservata a Gary McKinnon, un hacker scozzese che con lo pseudonimo di “Solo” giunse a penetrare, tra il febbraio del 2001 e il marzo del 2002, in 97 computer del Pentagono americano e della NASA.

Il Governo americano dopo averlo identificato iniziò immediatamente a perseguirlo legalmente con un inspiegabile accanimento per l’effrazione subita chiedendo la sua estradizione per incarcerarlo a Guantanamo come terrorista. A nulla servirono gli appelli della madre a Obama, né tantomeno le manifestazioni del 2009 di fronte all’Ambasciata americana di Londra e le proteste della folla durante la visita di Obama a Londra per il Summit del G20 dello stesso anno. E neppure gli interventi di noti musicisti, come David Gilmour dei Pink Floyd, gruppo che aveva addirittura realizzato un CD in supporto all’azione dei legali di McKinnon.

Alla fine, nel novembre del 2012, fu solo grazie all’intervento del governo inglese che l’hacker riuscì ad avere l’immunità e vide decadere definitivamente la richiesta di estradizione presentata dagli USA.

McKinnon è sempre stato visto dai suoi sostenitori come una specie di ricercatore solitario di verità dei cosiddetti X-Files degli alti comandi americani, Pentagono incluso. Ex parrucchiere inglese, entrava nei sistemi informatici da casa sua in un quartiere a nord di Londra, usando un vecchio e lento modem da 56 kb.

In una sua intervista alla BBC del 2006 sostenne di essere entrato negli archivi del Pentagono e della NASA solamente per cercare dati nascosti sugli UFO e di non aver mai arrecato alcun danno ai sistemi informatici americani. Disse di essersi limitato solamente a sfogliare documenti riservati e raccontò minuziosamente che cosa aveva realmente fatto e che cosa aveva trovato.


La misteriosa Bio Station Alpha fotografata dalla NASA, esistente sulla superficie di Marte. L’oggetto mostra l’aspetto di una struttura inequivocabilmente artificiale. Alcuni hanno avanzato l’ipotesi che possa trattarsi di pixel fallati durante la trasmissione, ma non esiste altro possibile caso da portare a paragone

Secondo la sua testimonianza, nei file segreti del Pentagono ci sarebbe un progetto denominato "Disclosure Project", o “Progetto Rivelazione”, in cui esperti in vari campi della aeronautica avevano redatto rapporti tecnici sui reperti di astronavi aliene di cui si erano impadroniti gli USA, come avvenuto nel caso Roswell, dopo averle smontate per esaminarle.

Gli risultava che gli USA avessero sviluppato la tecnologia dell’antigravità, attraverso la cui applicazione domestica sarebbe stato possibile ottenere energia gratuita e disponibile per tutti. Negli archivi segreti della NASA McKinnon avrebbe inoltre constatato che nell'edificio numero 8 del Johnson Space Center c’era un archivio in cui si trovavano cartelle denominate “filtrate” e “non filtrate", "elaborate" e "grezze". Constatando che venivano cancellate regolarmente le foto degli UFO dalle immagini satellitari ad alta risoluzione.

In questi archivi McKinnon sarebbe riuscito ad aprire una di queste cartelle dove compariva una immagine di un oggetto sospeso al di sopra del pianeta e che appariva essere indubbiamente di natura aliena. Aveva la forma di un sigaro e aveva cupole geodesiche sopra, sotto, e a entrambe le estremità. Questa cosa era sospesa nello spazio, non aveva giunture e nessuno dei segni della normale fabbricazione umana.

Se quello che McKinnon afferma di aver visto corrisponde effettivamente a verità si comprende l’accanimento dell’amministrazione americana nel volersene impadronire per farlo tacere definitivamente.

Tra i vari documenti che l’hacker scozzese ha potuto visionare negli archivi segreti dell’Amministrazione USA ci sono anche dati che possono sostenere la testimonianza di Captain Kaye sull’esistenza di corpi militari americani operanti nello spazio.

Scorrazzando tra i file segreti, McKinnon ha dichiarato infatti di aver trovato una lista di agenti governativi classificati sotto il titolo di “Agenti Non-terrestri”, oltre a una lista di trasferimenti di militari da flotta a flotta e una lista corrispondente a nomi di navi.

Navi che però non sembrano esistere nei vari elenchi delle flotte internazionali.

McKinnon disse profeticamente all’intervistatore della BBC: “Non sono certamente neppure della Marina americana. Ho idea piuttosto che gli americani abbiano navi spaziali segrete con cui operano nel sistema solare".

 


La riproduzione di uno degli oggetti stazionanti sopra la Terra secondo la descrizione di McKinnon, l’hacker scozzese che ha violato gli archivi segreti della NASA e del Pentagono

Gli americani sono già sul pianeta rosso?

La NASA e i vari ricercatori internazioni del campo astronautico asseriscono da sempre che Marte non è dietro l’angolo e che per raggiungerlo ci vorrebbero circa due anni di viaggio tra andata e ritorno. In questi termini una qualsiasi missione verso Marte appare immediatamente difficile e renderebbe problematiche le forniture di materiali per impiantare una qualsiasi base sulla superficie del pianeta rosso.

Ma qui qualcosa non torna, e nonostante le voci ufficiali degli scienziati e dei media, si potrebbe pensare invece che andare su Marte sia più semplice di quanto si possa immaginare.

Nel 2000 venne avviato dalla NASA il progetto “VASIMR”, Variable Specific Impulse Magnetoplasma Rocket, che prevedeva la realizzazione di un propulsore basato sull’emissione di getti di plasma che aumentava di molto la velocità delle astronavi. Propulsore che ad oggi è già realizzato e messo in opera. Nel 2003 l’agenzia spaziale giapponese ha inviato la sonda Hayabusa nello spazio incontro all’asteroide 25143 Itokawa, rimanendo in sua prossimità per molti mesi e raccogliendo campioni e informazioni.

È più che mai evidente che con un propulsore VASIMR si potrebbe andare su Marte e ritornare sulla Terra in un periodo massimo di tre-quattro mesi in totale.

E magari la NASA lo ha già fatto, rendendo possibile la colonizzazione di Marte come testimonia Captain Kaye.

Si spiegherebbe in questo modo la misteriosa struttura fotografata della NASA e riprodotta da Google Mars che si presenta come una installazione artificiale che il suo scopritore ha battezzato “Bio Station Alpha”.

Il caso era salito all’attenzione del pubblico nel giugno del 2011 quando un astronomo dilettante, David Martines, si era messo a visionare minuziosamente la superficie di Marte a mezzo di “Google Mars” e aveva creduto di rilevare la presenza di una struttura apparentemente artificiale.

L’oggetto in questione appare come un grande cilindro, della lunghezza di almeno 200 metri, affiancato parzialmente da un altro di dimensioni più contenute, su cui si aprono varie altre costruzioni più piccole. Una struttura che per certi versi assomiglia curiosamente a quella in cui cinque volontari del progetto russo “Mars 500” hanno condotto un volo simulato su Marte. E che assomiglia anche ad altre strutture abitative situate in Antartide e sulle Dolomiti innevate ad uso rifugio per gli escursionisti.

Martines si era rivolto immediatamente ai laboratori di Pasadena per chiedere una qualsiasi spiegazione della presenza della struttura, ma non ricevette mai alcuna risposta.

 

http://www.shan-newspaper.com/web/x-files/1160-cronache-marziane-marines-sul-pianeta-rosso.html

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28 luglio 2014 1 28 /07 /luglio /2014 21:25

antico astronauta dipinti preistorici

L'immagine è stata scoperta nel distretto di Hoshangabad dello stato del Madhya Pradesh a soli 43 miglia dal localecentro amministrativo di Raisen. Le grotte sono nascoste nel profondo della fitta giungla.

Una chiara immagine di quello che potrebbe essere un alieno o ET in una tuta spaziale può essere vista nel dipinto all’interno della grotta insieme ad un classico disco volante che pare irradiare qualcosa insieme a quello che potrebbe essere un antico scenario di abduction. 
Un campo di forza di qualche tipo è visto sul retro dell’UFO. Inoltre è visibile un altro oggetto che potrebbe rappresentare un wormhole,che potrebbe spiegare come gli alieni erano in grado di raggiungere la Terra. L'archeologo locale, il signor Wassim Khan, ha visto personalmente le immagini. Egli sostiene che gli oggetti e le creature viste nel dipinto sono del tutto anomali e fuori tema rispetto ad altri dipinti scoperti in quella zona, esempi di arte rupestre preistorica raffiguranti la vita antica di quelle popolazioni.
Come tale egli ritiene che queste figure di umanoidi potrebbero suggerire degli esseri provenienti da altri pianeti che interagiscono con gli esseri umani fin dalla preistoria. Qualche anno fa, un preistorico teschio umano di tre milioni e mezzo di anni è stato scoperto nel villaggio di Ahthnor nel Madhya Pradesh dal geologo Dr. Arun Sonakia. È possibile che il dipinto di cui sopra è stato disegnato da quegli antichi esseri umani? Forse l’antica civiltà indiana ci fornisce un aiuto che ci permette di capire come quelle antiche astronavi aliene hanno funzionato documentate anche come Vimana Shastra?
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27 luglio 2014 7 27 /07 /luglio /2014 21:12

[IMG]http://www.tanogabo.it/images/Nuova_cartella/billymeier.jpg[/IMG]

Sappiamo dalla mitologia greca che le figlie di Atlante si accoppiarono con i più famosi Dei e divennero le antenate degli esseri umani, ma furono collocate in cielo col nome di Pleiadi (...)
Un po’ più in alto di Aldebaran si incontra l’ammasso aperto più noto: quello delle Pleiadi (da plein = navigare o da pleios = molte). Si tratta di un piccolo raggruppamento di stelle che rappresenta un buon test per la vista: normalmente se ne distinguono sei o sette, ma c’è chi ne ha contate 14. Interessante particolare troviamo nel "disco solare di Nebra". Un disco di bronzo e di 32 cm di diametro, con applicazioni di lamina d’oro a rappresentare il sole, la luna, e le stelle ed è la rappresentazione più antica del cosmo conosciuta ad oggi. Un gruppo di sette punti era stato già in precedenza interpretato come la costellazione delle Pleiadi come appariva 3,600 anni or sono. La spiegazione del proposito del disco getta ora nuova luce sulle conoscenze e capacità astronomiche dei popoli dell’Età del Bronzo. Ma torniamo ai nostri giorni: negli anni 70, emergeva una figura di contattista, lo svizzero Billy Meier, autore di migliaia di foto nitide e di centinaia di video di oggetti volanti non identificati che hanno diviso i ricercatori. Meier ha sempre sostenuto di essere in contatto con i Pleiadiani, personaggi dalle tipiche fattezze nordiche. "Billy" Eduard Albert Meier (nato il 3 febbraio 1937) è una personalità svizzera che afferma avere incontrato gli extraterrestri varie volte. "Billy" afferma di avere incontrato "Pleiadiani" (gruppo di extraterrestri) regolarmente e dice di possedere molte informazioni spirituali e filosofiche ottenute in occasione di questi incontri. Nel 1975, è stato fondato il FIGU,: Freie Interessengemeinschaft für Grenz- und Geisteswissenschaften und Ufologiestudien. OVVERO : Libera Associazione per lo studio delle scienze di frontiera, le scienze spirituali e gli studi Ufologici allo scopo di studiare e approfondire le informazioni ricevute da Billy Meier in seguito ai suoi ripetuti incontri con esseri extraterrestri provenienti dalle Pleiadi L'associazione si trova in "Semjase Silver Star Center". Meier afferma di avere avuto i primi contatti all'età di 5 anni, in 1942. L'extraterrestre si chiamava "Sfath" Questi contatti durano fino a 1953. Dal 1953 al 1964, la donna extraterrestre "Asket" gli rende visite. Per 11 anni, non ha avuto contatti.

[IMG]http://www.tanogabo.it/images/Nuova_cartella/Semjase_schizzo.jpg[/IMG]

Il 28 gennaio 1975, ha incontrato "Semjase". Meier si arruola nella legione straniera, ma non per molto. Ha molto viaggiato, visitando 24 paesi in 12 anni. Nel 1965, Meier perde il suo braccio sinistro a causa di un incidente in Turchia. Nel 1966, sposa una donna greca, Kalliope; hanno tre bambini. Meier ha incontrato molti extraterrestri (dice che sono "uomini" simili agli uomini del nostro mondo). Afferma di aver parlato con loro sia direttamente che per telepatia. Quest'uomini delle Pleiadi si chiamavano Ptaah, Semjase, Quetzal, e Pleija. Gli avrebbero permesso di provare un'arma extraterrestre su un albero e gli avrebbero dato campioni di un metallo extraterrestre. Queste parti di metallo sono scomparse ed un esame non è ancora possibile. I Pleiadiani che hanno contattato Billy Meier sono esseri umani come noi, fatta eccezione per la loro tecnologia che è più avanzata della nostra di circa 10.000 anni. La loro spiritualità avanza la nostra di circa 22 milioni di anni. La loro vita media, grazie alle migliori condizioni di vita, alle scienze mediche e non solo a questo, è di ben 1000 anni. Il motivo principale della missione dei Pleiadiani è di diffondere la verità su questi temi importantissimi. I Pleiadiani si sentono in parte responsabili delle azioni compiute sulla terra dai loro progenitori in passato. A causa di queste azioni, oggi la verità sugli scopi della nostra esistenza è stata quasi completamente dimenticata e distorta. Allo stesso modo anche la verità sulle nostre origini, ed il vero scopo della loro missione è quello di riparare agli errori commessi in passato. Essi risiedono su un pianeta di nome Erra posto nel sistema delle Pleiadi nella costellazione del Toro. Il loro pianeta è simile al nostro, ma si trova in una dimensione spazio-temporale diversa dalla nostra, collocata di una frazione di secondo più avanti rispetto a noi. Questo purtroppo per noi è un concetto di difficile comprensione, ma che tuttavia alcuni scienziati più avanzati già ne hanno fatto menzione. Le Pleiadi così come le vediamo noi, ovvero nella nostra dimensione, sono stelle giovani e non adatte ad ospitare la vita umana. Sul loro pianeta vivono in pace da ormai 50.000 anni e fanno parte di una federazione pacifica assieme a molte altre razze di altri pianeti, tuttavia sono dotati di armamenti potentissimi che usano solo a scopo difensivo. Il loro alto grado evolutivo li spinge a non intervenire mai nell'evoluzione di un pianeta. E' per questo motivo che non ci salveranno mai dai nostri gravi problemi, come ad esempio le guerre, la sovrappopolazione, le carestie,ecc.. Alla stessa maniera non si presenteranno mai per interferire nelle nostre decisioni, giuste o sbagliate che siano, poiché siamo solo noi gli unici responsabili del nostro destino. Il loro compito è quello di insegnarci le vere regole dell'esistenza in modo che noi, ed esclusivamente noi, possiamo risolvere i nostri problemi da soli. Secondo le informazioni ricevute da Billy Meier dai Pleiadiani fino ad oggi lui è la sola persona da loro contattata. Chi afferma di avere contatti fisici o spirituali con questi esseri umani provenienti dalle Pleiadi afferma il falso. A documentazione delle straordinarie esperienze di contatto di Billy Meier, vi sono video, diapositive e campioni sonori originali riguardanti velivoli extraterrestri , analizzati e giudicati autentici da alcuni dei più rinomati esperti e scienziati mondiali dei rispettivi settori, quali ad esempio Jim Dilettoso (analista fotografico e consulente NASA), M. Malin (tra i responsabili presso la NASA del progetto Mars Global Surveyor), Wendelle C. Stevens (ex tenente-colonnello dell'US Air Force), Marcel Vogel (ingegnere chimico, direttore dei laboratori IBM, detentore di 32 brevetti e "padre" del floppy disk. Luigi Della Chiesa chiude un suo lungo ed interessante articolo scrivendo: Intorno alla vicenda Meier si è costituita un Associazione la quale prende il nome di FIGU, essa è l'unica che tiene le relazioni con Meier e per suo conto gestisce tutti i diritti sul materiale che il contattista ha raccolto a partire dagli anni 70 ad oggi, un archivio unico al mondo, foto comprendenti i negativi, filmati, audiocassette, scritture originali di tutti gli appunti di Meier, gli scettici ritengono che il tutto vada verso la speculazione del materiale, per far soldi facili, a me sembra invece che molti abbiano invece cercato di speculare sulla sua persona. Fortunatamente lui lo ha capito in tempo per isolarsi e vivere i suoi prossimi anni insieme alla sua famiglia in serenità e pace lontano dagli avvoltoi che iniziavano a suo tempo a girargli intorno. Ma il caso Meier dopo 27 anni fa discutere ancora il mondo ufologico, e solo un uomo può conoscere indiscutibilmente la verità, quell'uomo si chiama Eduard Meier ed il caso rimarrà ancora aperto per molti lunghi anni, a noi non rimane altro che cercare, cercare di capire un uomo. 

http://freeforumzone.leonardo.it/d/9844116/I-Pleiadiani-e-Billy-Meier-/discussione.aspx?a=2#last

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26 luglio 2014 6 26 /07 /luglio /2014 21:19

 

Ognuna di queste razze ha a disposizione esseri piccoli, definiti genericamente “Grigi” od EBE (Entità Biologiche Extraterrestri, come risulta da alcuni documenti della CIA declassificati con il FOIA), che possono essere considerati “cyborg”, cioè veri e propri robot biologici, ottenuti per clonazione.

 

Esistono diversi tipi di Grigi, i quali vengono descritti in modo simile, ma possiedono differenti caratteristiche morfologiche, come, ad esempio, il colore della pelle e l’altezza. Esse vengono descritte con precisione durante l’ipnosi e differiscono a seconda della razza aliena con cui si ha a che fare. Già dalle prime sessioni ipnotiche era risultato chiaro che le descrizioni dell’aspetto degli alieni non erano coerenti con l’ipotesi di una sola razza: o i soggetti sotto ipnosi inventavano descrizioni uguali nella sostanza, ma diverse nei particolari, oppure esistevano diversi tipi di alieni, simili ma non uguali.
 In realtà non si dovrebbe parlare di razze, ma, più appropriatamente, di gruppi di potere.
 
  
I° gruppo di potere
 • Ne fanno parte esseri che sembrano mammiferi (mammiferomorfi), alti molto più di noi (circa 2,40 m), bianchi di carnagione, bianchi di capelli (che sono lunghi), con sei dita nelle mani e con gli occhi chiari (azzurrini) con pupilla verticale. Questi esseri sono solitamente vestiti di bianco, portano, appeso al collo, un medaglione rotondo con una specie di simbolo triangolare e sembrano essere originari di una parte di Universo caratterizzata da dimensioni spazio-temporali differenti dalle nostre. Costoro sembrano essere dotati di un corpo (maschile) identico per tutti. La parte di Universo da cui provengono non prevede l’esistenza di corpi fisici e quello che a noi viene mostrato sembra essere una specie di “abito”, costruito con un macchinario che servirebbe, ai componenti di questa razza, per poter entrare nel nostro sistema dimensionale, altrimenti a loro vietato dalle leggi della fisica e della geometria, cioè per poter interagire fisicamente con noi.
 II° gruppo di potere 
• Altri, anche loro mammiferomorfi, hanno capelli chiari, color arancione/mogano (infatti vengono spesso definiti Orange), sono alti circa 2 m, hanno pupilla ad andamento decisamente verticale, cranio allungato che si assottiglia progressivamente sui lati 
partendo dalla fronte (come la prua di una nave), pelle abbronzata, cinque dita nelle mani e sono vestiti con tute blu scuro attillate. La tuta è caratterizzata da uno stemma a forma di due triangoli intrecciati, posto sul pettorale sinistro. Questi alieni sembrano provenire dalla costellazione del Toro (pertanto li chiameremo anche Tauriani), vengono sovente definiti “belli” e tra di essi ci sono sia maschi che femmine. È bene notare che praticamente non esistono quasi mai Interferenze Aliene in cui l’adotto segnali la presenza contemporanea di due razze diverse: le operazioni sono svolte quasi sempre da una razza per volta. I compiti sembrano diversi ma l’obiettivo finale sembra essere frutto di un unico progetto comune. Pare, infatti, che gli Orange possiedano la mappatura genetica dettagliata dell’umanità, o comunque sappiano distinguere gli esseri umani che vanno scelti per i rapimenti da quelli che vanno scartati perché non possiedono quella cosa che a loro serve. Dunque sono loro ad intervenire “apparentemente” per primi nell’arco della vita di un addotto.
III° gruppo di potere
• Ancora più in alto, in una informale scala gerarchica, sembrano esistere esseri molto più antichi, molto alti, di solito vestiti con abiti scuri attillati, che gli addotti dicono di non aver mai visto direttamente, ma di aver percepito come se fossero dietro uno schermo (è quindi difficile stabilirne l’altezza esatta, anche se, da alcune considerazioni, per brevità non esposte in questa sede, la si può stimare attorno ai 3 m). Questi esseri hanno occhi tondi e quasi bianchi e possiedono un’appendice sotto il mento che li fa assomigliare a uomini barbuti ed è caratteristica solo dei maschi; le femmine sembrano non possederla. Per di più sono dotati anche di due ossa scapolari molto pronunciate che, a chi li vede di fronte, ricordano, erroneamente, grandi ali ripiegate dietro la schiena. Talvolta è stata notata, al centro della fronte, la presenza di quello che sembra il loro vero occhio, molto luminoso (li chiameremo, pertanto, “Monocoli”). Le dita, tre più un dito opponibile, sono sottili ed arcuate come quelle di un uccello. I Monocoli, quando si spostano, sembrano dotati di poteri telecinetici e non stanno qui da noi, ma trasmettono i loro messaggi agli altri alieni da lontano, con mezzi tecnologici.
IV° gruppo di potere
Ne fanno parte esseri di natura sauroide (li chiameremo “Sauroidi”, anche se vengono erroneamente chiamati “Rettiloidi” dall’ufologia contemporanea).
Sembrano esistere due tipi di Sauroidi. • Il primo, e più invasivo, tipo è alto circa 2,80 m, ha cinque dita nelle mani e nei piedi, più,
sull’avambraccio, distante dalla mano, un’unghia rostrata simile al dito che i gatti hanno sulle zampe posteriori, ma con una struttura chitinosa molto dura. La pelle, che sembra sempre umidiccia e traslucida, è di colore verde-marrone e, vista da vicino, appare dotata di scaglie, le quali, se esaminate attentamente, si rivelano più morbide del previsto.  La pelle diventa progressivamente rossa nella zona ventrale e nei polpastrelli delle mani: in quelle zone la pelle si fa più sottile e si può veder scorrere una linfa rossa, soprattutto quando l’alieno sembra comportarsi in modo collerico. Il cranio, sui lati destro e sinistro, è caratterizzato dalla presenza di due superfici cornee, tondeggianti e poco sporgenti, mentre al centro esiste una struttura più morbida, sotto la quale si vede pulsare la linfa; questa struttura sembra una spina dorsale in rilievo e percorre, bene in evidenza, tutta la lunghezza della testa, del collo, del dorso e della grossa coda. La grossa e tozza coda viene utilizzata come terzo punto di appoggio quando il Sauroide sta fermo sulle due corte e tozze gambe. Le dita delle mani e dei piedi sono abbondantemente palmate.  Disponiamo di pochi dati anatomici sulla lingua, che sembra, però, anch’essa tozza e bifida. Gli occhi sono dotati di una sotto-palpebra (membrana nittitante) che scorre in diagonale, dal basso verso l’alto e dal naso verso l’esterno. Le pupille sono verticali e le iridi cambiano di colore, dal giallo verde al rosso vivo, a quanto pare secondo l’umore. L’orecchio esterno è inesistente, mentre l’orecchio interno sembra chiudibile a comando.  L’aspetto generale viene descritto come quello di un “drago” od, a volte, come quello di un “coccodrillo in piedi”, anche se il viso (o muso?) è arrotondato come quello di un serpente, con labbra sottili e narici poste in fondo al setto nasale, ma laterali, piuttosto che frontali come le nostre. Ci sono rapporti su “draghi” di varie dimensioni e pare che queste dipendano dall’età, cioè che essi continuino a crescere sempre, senza un vero e proprio limite massimo. Si tratta di esseri anfibi, tra i quali non è evidente la presenza di sessi; sono sempre descritti insieme ad un’altra specie, apparentemente loro sottoposta.
 V° gruppo di potere
 
 Ne fanno parte esseri di tipo Insettoide, simili alle nostre mantidi religiose (perciò li chiameremo anche “Mantidi”), di colore verdastro, con corpo chitinoso. che si muovono camminando sugli arti posteriori. Gli arti anteriori vengono tenuti come se l’alieno stesse pregando, quasi con le mani unite; queste hanno due dita più un dito diverso (che sembra opponibile). La bocca è piccolissima e la testa, dai grandi occhi scuri, viene spesso tenuta piegata su di un lato. Non si sa con sicurezza neppure se abbiano un altro paio di piccoli arti intermedi tra quelli superiori e quelli inferiori.
Esiste un’altra razza di esseri mammiferomorfi, dei quali è doveroso parlare in questa sede, perché risultano essere non cloni, ma schiavi (così gli addotti sotto ipnosi di solito li definiscono) di proprietà sauroide. Si tratta di esseri piccoli (che chiameremo, appunto, “Schiavi”), con la pelle molto rugosa, il collo lungo con i muscoli che flettono e ruotano la testa (gli equivalenti dei nostri muscoli sternocleidomastoidei) molto in evidenza, la bocca piccola con labbra di diverso spessore (il labbro superiore è vistosamente più piccolo di quello inferiore) e gli occhi scuri ed umidi. Le dita delle mani sembrano essere cinque. Il cranio a forma di cuore è tipico, infatti è sviluppato in modo retroverso, ma presenta un avvallamento al centro della fronte, che scompare gradualmente verso la parte posteriore del cranio stesso (per questo li chiameremo anche “Testa a Cuore”). Le orecchie sono piccole ed un po’ appuntite in alto. Questi alieni vestono con abiti non attillati e sono alti circa 1,50 m; sono stati più volte confusi con “Grigi” o con altri esseri, incappucciati, i quali prendono il nome di “Javas” e che, secondo me, esistono solo nella fantascienza.
tratto da  Interferenze Aliene
di Corrado Malanga
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26 luglio 2014 6 26 /07 /luglio /2014 21:04

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Su Venere, la vita esiste sul piano astrale. Venere è usata come base principale del nostro sistema solare per i viaggi interdimensionali. Ogni pianeta emana una propria energia particolare e ne riceve dagli altri. Venere esprime le emozioni, particolarmente l’Amore, il magnetismo e l’armonia. La personalità sociale, con un’enfasi di bellezza e grazia. Venere incrementa le energie del nostro sistema: le entità che si sono incarnate sulla Terra, hanno avuto vite passate su Venere, a livello astrale, per prepararsi alla vita fisica sulla Terra. Attualmente, molti venusiani lavorano a livello interdimensionale con il Comando di Ashtar. Due venusiani sono conosciuti sulla Terra: Omnec Onec e Valiant Thor.

Nel 1955 venne sulla Terra una donna extraterrestre. Omnec Onec, nacque 246 anni terrestri fa su Venere, in una città chiamata Teutonia. Visse sul piano astrale - senza un corpo fisico - fino a che fu istruita per una missione di pace e fratellanza sulla Terra. Fu addestrata a vivere come umana, in un antico monastero del Tibet. Successivamente visse nel Tennessee, in una famiglia terrestre, subentrando nel corpo di un bambino di sette anni, dopo che ebbe un incidente di autobus. Crebbe, si sposò e si trasferì a Chicago, dove mise al mondo tre bambini. Lavorò come cameriera in un bar, come cassiera e poi come disegnatrice di moda. Rivelò la sua vera natura di aliena spaziale nel 1990, quando scrisse e pubblicò un libro. Oggi viaggia per gli Stati Uniti e l’Europa diffondendo un messaggio di pace e fratellanza, seguendo le istruzioni dei leader venusiani.

 


Tre venusiani: Jill, Donn e Valiant Thor

16 marzo 1957, Alessandria, Virginia.

Uno dei capi del pianeta Venere, sotto la direzione del Controllo Centrale, venne scelto per contattare i leader della Terra. Atterrò con il suo disco e incontrò due ufficiali di polizia, che li accolsero armi alla mano, poi si convinsero delle loro intenzioni pacifiche e vennero fatti sedere in macchina. Dopo aver viaggiato in Washington D.C., incontrarono il segretario alla Difesa e sei ufficiali del suo staff. Incontrarono il presidente Dwight D. Eisenhower.

La loro nave si chiama Victor One, ha 200 uomini di equipaggio. Valiant Thor è il comandante, quattro vice comandanti: Donn, Thon, Teel e l’ufficiale medico Doc. Il resto dei componenti sono venusiani. Ci sono anche esseri provenienti da altri sistemi, che servono volontariamente sulla Victor One per brevi periodi di tempo, per consentire il cambio degli uomini dell’equipaggio, senza alterare le funzioni della nave. La loro missione è di aiutare la razza adamitica (umani) a svilupparsi ad un livello mentale, morale e materiale, più elevato.


Extraterrestri da Venere.

La gente sul pianeta Terra è stata sempre in contatto con i Venusiani, da almeno 18 milioni di anni. Venera incorpora il fuoco dell’Amore. E’ un pianeta sacro e serve come sorella anziana, in senso planetario. Gesù e Budda vennero da Venere.

Borealis è un membro della razza extraterrestre chiamata Nors, una delle razze più antiche, o razza guardiana, del pianeta Terra. La storia inizia quando Rolf Telano vide una nave spaziale atterrare. La nave era sferoide e fluttuava. Era grande circa 50 metri di altezza e 90 di grandezza. Rolf si avvicinò per toccare la nave, mentre una voce gli disse: "E’ meglio che non la tocchi, è troppo calda! Stai attento, sei tra amici". Era una nave esploratrice, senza esseri a bordo, ed era controllata dalla nave madre, 1500 chilometri più su'. Guardavano e parlavano con Rolf con un sistema di comunicazioni a distanza. La nave in missione, prelevava campioni di atmosfera, per permettere a Borealis di acclimatarsi prima di iniziare la sua missione sulla Terra.

Rolf fu invitato a fare un giro e gli dissero se voleva andare a New York e tornare in trenta minuti. Siccome New York distava 3500 chilometri, ciò significava che dovevano viaggiare alla velocità di 14 mila chilometri l’ora. Gli venne detto che non avrebbe affatto sentito l’accelerazione. Accettò ed ebbe la più bella esperienza della sua vita.

I venusiani ci dicono che 13 mila anni fa i loro antenati vissero sulla Terra nelle civiltà di Atlantide e Lemuria e svilupparono scienze e tecnologie molto avanzate. I venusiani chiesero a Rolf di aiutarli nella loro missione di servizio al pianeta e alla gente. Gli illustrarono le difficoltà cui sarebbe andato incontro, che non sarebbe stato creduto, ridicolizzato, ma che avrebbe avuto una considerevole conoscenza e soddisfazione. Gli dissero che poteva rifiutare, ma in questo caso avrebbero cancellato la memoria dell'incontro. Fin da questo primo contatto nel 1950, quando l’umanità non era ancora aperta all’idea dell’esistenza degli extraterrestri, vollero che Rolf scrivesse un libro e mostrasse la sua esperienza e il messaggio Venusiano agli abitanti della Terra: il pianeta Terra non è il solo che ha la vita nell’Universo.

Borealis è ora un Alto Sacerdote del Principale Tempio di Venere. I Venusiani sono monoteisti e si riferiscono a Dio come "Il Senza Nome". La residenza di Borealis non è su Venere, ma in un mondo di più alta frequenza.

I Nors sono esseri mortali, anche se non hanno un corpo fisico nel senso terrestre. Sono esseri eterici che possono diventare fisici attraverso il potere della mente, o usando strumenti speciali che indossano nelle cinture. Possono materializzarsi in qualunque forma. Si dichiarano fratelli e sorelle degli umani. Con Borealis, nel 1950, i Nors erano il più grande gruppo di extraterrestri che operavano in questo sistema solare. Le loro attuali fattezze sono simili alla razza nordica, che dicono, presero il nome da loro.

La particolare razza dei Nors vive in diversi sistemi solari. Hanno basi e colonie su Marte e Venere e sulla Luna, così come molti altri gruppi di extraterrestri. Le loro navi sono controllate manualmente, automaticamente, o attraverso la mente. Sono molto abili nelle scienze mentali. Molte navi operano nelle vicinanze della Terra, ma i terrestri non le possono vedere a meno che non siano chiaroveggenti o senza che scelgano di materializzarsi. Usano differenti tipi di navi spaziali, con grandi navi-madre a forma di sigaro, che trasportano piccoli dischi di diverse forme. Alcune con equipaggio, altre con robot automatici. Il loro pattugliamento è sotto il controllo della Federazione Galattica di Luce, composto da rappresentanti di tutte le civiltà più avanzate. Possono anche servire da difesa in casi estremi. Sono armati con raggi disintegratori, che rendono la bomba atomica simile ad un arco con le frecce. Vigilano su pianeti come la Terra da invasori esterni. Portano informazioni tecniche e scientifiche in ordine alla Legge Universale. Gli equipaggi sono composti da uomini e donne, e spesso da famiglie intere.

http://www.omeonet.info/it/federazione/aggiornamenti/venere_1.htm

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25 luglio 2014 5 25 /07 /luglio /2014 22:07

 


In Cina, il fenomeno degli UFO è considerato una cosa molto seria. Ecco la nostra intervista esclusiva a Zhou Xiaoqiang, Segretario del Centro di Ricerca sugli UFO di Pechino. Il Centro di Ricerca sugli UFO di Pechino (BURO) è un’organizzazione composta da scienziati, appassionati e giornalisti. È un centro legalmente riconosciuto, approvato e sostenuto dal governo della città. L’organizzazione è controllata dalla Società di Scienze e Tecnologie di Pechino ed è supervisionata, finanziata e controllata da istituzioni amministrative della città. Uno degli scopi principali del BURO è quello di studiare in maniera scientifica e monitorare le diverse segnalazioni di UFO in patria e all’estero. La ricerca viene portata avanti attraverso metodi empirici grazie alla preparazione dello staff tecnico che supporta l’organizzazione. Il centro di ricerca è stato fondato nel 1984, ed è stato riconosciuto come un’entità legale nel 1994, quando è passato sotto il controllo della Società di Scienze che ne ha decodificato le regole, i limiti e i compiti.
Uno degli scopi principali è la popolarizzazione della scienza, la verifica sul campo dei dati e lo scambio accademico. I 110 membri che compongono l’organizzazione provengono da istituzioni, organizzazioni, accademie e imprese private. I ricercatori sono molto preparati e tra loro vi sono numerose figure accademiche, in particolar modo matematici, fisici, metereologi, biologi, archeologi, astronomi, nonché altri membri provenienti dal mondo artistico. Il centro ricerca ha analizzato innumerevoli avvistamenti di UFO sia in Cina che all’estero, sviluppando numerose e approfondite teorie. Alcune di queste, hanno riscosso un certo interesse anche al di fuori della Cina. La missione principale del BURO è l’arricchimento del già nutrito archivio di dati inerenti gli UFO; negli ultimi tempi il parco tecnologico del centro si è arricchito consentendo una ricerche e analisi più sofisticate. L’influenza dell'organizzazione è tale da avere prodotto numerosi programmi televisivi e radiofonici dedicati al tema, cercando di popolarizzare e propagandare il loro messaggio, in collaborazione con CCTV, la principale televisione di stato, con Beijing TV, diversi giornali e radio nazionali. Il BURO ha eseguito innumerevoli verifiche fisiche basate sulle testimonianze e sul materiale raccolto negli anni. L’enorme quantità di materiale fotografico e le informazioni di prima mano raccolte dal BURO, attraverso la collaborazione con altri dipartimenti governatativi ha portato dei risultati, riuscendo a spiegare razionalmente alcuni avvistamenti. Ma il BURO, diversamente da altre organizzazioni statali, ha costruito negli anni una vasta rete di contatti su tutto il territorio grazie alla collaborazione di altri ufologi dilettanti e non, grazie alla quale riesce a ottenere informazioni di prima mano.

È difficile riconoscere un vero avvistamento di UFO da uno fittizio?

Abbiamo condotto innumerevoli ricerche ed esami sugli avvistamenti di UFO, cercando di creare dei criteri di riferimento per evidenziare ciò che potrebbe essere plausibile da quello che è evidentemente una contraffazione artificiale o un fenomeno spiegabile in maniera tradizionale.

Ha mai visto un UFO?

Vi sono in continuazione avvistamenti di oggetti volanti non identificati. Abbiamo visto numerosi UFO e inoltre abbiamo accumulato una vasta documentazione sulla loro attività. Ad ogni modo, tra i casi che abbiamo esaminato, nessuno dimostra al 100% che l’oggetto fosse pilotato da una forma di vita extraterrestre. Oggigiorno le nostre metodologie sono differenti e più accurate rispetto al passato. Un tempo gli standard su cui ci basavamo erano la fluttuazione in aria dell’oggetto e i movimenti repentini sull’asse verticale ad alta velocità, che però, al giorno d’oggi, possono essere riprodotti dagli uomini piuttosto facilmente. Di conseguenza i precedenti avvistamenti di UFO sono stati archiviati come prodotto dell’azione umana, ad esempio l’AREA 51 negli Stati Uniti è un tipico esempio di questo fraintendimento.

Magazine UFO cinese

Quanti avvistamenti di UFO ci sono all'anno in Cina?

Vi sono innumerevoli testimonianze nel paese ogni anno. A causa dell’estensione del territorio è però difficile quantificare esattamente questi numeri, ma noi ne riceviamo più di una dozzina l’anno.

Che atteggiamento ha il governo cinese verso gli UFO?

Il nostro governo supporta la ricerca sugli oggetti volanti non identificati. La nostra organizzazione per esempio è principalmente una divisione della Società delle Scienze e della Tecnologia. Il governo spesso promuove eventi mediatici legati a queste tematiche.

Centri studi ufologici in Cina

Siti interessanti

Beijing UFO Research Organization
http://www.bast.net.cn/bjkx/xstt/kpyjc/bjufoxh/index.shtml

Shanghai UFO Research Center
http://www.ufo.sh.cn/

World Chinese UFO Information Network
http://www.hrufo.com/

 

FONTE: www.cinaoggi.it

Articolo di Matteo Damiani
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