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3 aprile 2014 4 03 /04 /aprile /2014 21:46

Stasera sulla trasmissione ''Mistero'', si è discusso alla veloce, di una struttura trovata sulla Luna. da il nuovo rover cinese. Benissimo direi: se non fosse per la notizia e la foto vecchia postata..nel 2012 già a gennaio.

 

 

 

STRUTTURE ARTIFICIALI SULLA LUNA MAPPATE DA SONDA CINESE?


La missione spaziale cinese Chang'e-2 moon orbiter, avrebbe fotografato strutture artificiali sulla luna?

La Cina, di recente ha avviato un programma spaziale di mappatura della superficie lunare, la missione Chang'e-2 moon orbiter. Le immagini riportate dalla sonda cinese, sono state definite di una qualità e risoluzione mai vista prima.

Beh, potremmo ipotizzare che le costruzioni sono di natura aliena , ma per farlo richiederebbe che queste immagini  sarebbero state del satellite cinese. Quel poco di materiale che ho potuto trovare per fare questa storia bizzarra, è il materiale  ”rubato” su YouTube.

La Cina rilascerà immagini ad alta risoluzione effettuate da Moon Orbiter Chang’e-2, che mostrano chiaramente edifici e strutture sulla superficie della luna.

Egli afferma anche che la NASA intenzionalmente ha bombardato le zone importanti della luna nel tentativo di distruggere i manufatti e le basi antiche lunare. Le foto mostrano chiaramente crateri da impatto nucleare e detriti di costruzione causati da esplosioni in uno sforzo dalla NASA per distruggere la verità.


Immagine della presunta struttura artificiale sul suolo lunare
(Immagine ingrandita)
http://www.thetruthbehindthescenes.org/wp-content/uploads/2012/02/aliens.jpg



Adesso, su youtube si trova un video, che secondo la descrizione mostrerebbe strutture artificiali la cui natura e costruzione e ignota. E queste immagini sarebbero appunto frutto del lavoro di mappatura della luna da parte della sonda cinese.



Si tratta effettivamente di una base aliena?
Si tratta di un semplice gioco di luci e ombre sulla superficie lunare?

Il programma UFO Disclosure Project , una massiccia campagna per il rilascio dei fatti che circondano il fenomeno UFO e il cover-up, ha portato diversi testimoni, di un certo peso, a dare la loro testimonianza su questo tema.

Il progetto ha le dichiarazioni pubbliche di “più di 500 membri del governo, tra i testimoni della comunità di intelligence militare che testimoniano le loro esperienze personali in prima persona con gli UFO, extraterrestri, tecnologia aliena, e cover-up”.
Poche testimonianze sono valide come quella del ufficiale sergente Karl Wolf.

 

Come riportato dal Washington Times, “Karl Wolf, un sergente della Air Force che è stato assegnato alla National Security Agency, ha detto che le strutture misteriose sono state scoperte sul lato opposto della Luna, quando gli Stati Uniti hanno fatto la mappatura della sua superficie, prima dello sbarco lunare 1969. Queste foto sono state anche nascoste al documentazione pubblica.

Questo è stato il volto pubblico della testimonianza, registrato presso il prestigioso Washington Press Club. Non male eh? Almeno non è un rincoglionito o ubriaco in strada, ma qualcuno che è stato all’interno dell’organizzazione, ora sembra sta  buttando fuori tutto in pubblico.giocare .

Secondo questo video, la NASA avrebbe utilizzato un sistema di adulterazione dei “particolari” elementi sulla Luna. Sicuramente sappiamo che la NASA ha falsificato le foto della luna in passato.

Traduzione -Tanja per il Risveglio di una Dea

Credo che è interessante aggiungere a questa storia le notizia che

La NASA vieta ai Cinesi di esplorare la zona proibita della Luna

La NASA avrebbe imposto ai Cinesi il divieto affinche’ il loro rover non esplorasse la Zona Proibita della Luna? Il programma spaziale portato avanti dai militari cinesi, prevede di lanciare il 1°dicembre 2013 un rover lunare che avra’ lo scopo di studiare la superfice della Luna.

La NASA ha dichiarato che alcune zone della Luna sono considerate “zone proibite”, come i luoghi di atterraggio delle missioni Apollo. La domanda che ci si pone e’ se la Cina osservera’ questi divieti imposti dalla NASA.
Gli argomenti della NASA che intendono a giustificare questo divieto sono quelli di preservare le aree dove gli astronauti potrebbero aver lasciato le loro tracce e che i batteri potrebbero aver mutato. Tuttavia, il trattato del 1967 stabilisce che nessun paese ha il diritto di rivendicare il possesso della luna. Questa è un’occasione storica per il programma spaziale Cinese.
Speriamo quindi che la Cina possa rendere pubbliche le informazioni ottenute dalla prossima missione lunare.

 
fonte

 

 

 

 

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2 aprile 2014 3 02 /04 /aprile /2014 21:38

L'astronauta Sergej Kricevskij svela clamorosi enigmi dei voli spaziali.



Oggi molti terrestri riconoscono l'esistenza di un Creatore o di una Mente Superiore e quindi anche la presenza nell'Universo degli esseri intelligenti da essa creati che siamo soliti definire extraterrestri. Essendo dotati di intelligenza, nel corso del loro processo evolutivo devono aver trovato il modo di scambiare informazioni non solo con i propri simili, ma anche con i rappresentanti delle altre forme di vita che si incontrano nel cosmo. Per ora l'umanità, a causa delle proprie limitate possibilità tecniche, non è ancora riuscita a fare lo stesso. Ma l'intelligenza extraterrestre è già entrata in contatto con noi tramite messaggi mentali. Nei primi anni '90 la redazione del giornale "Cudesa i prikljucenja" (1) mi commissionò un'intervista con un astronauta. Non vi dirò il suo nome e poi capirete perché. Chiamiamolo semplicemente Vladimir.
Ciò che a me interessava sapere era soprattutto se durante i voli lui e i suoi colleghi avevano avvistato degli UFO e in generale se nello spazio aperto si fosse verificato qualche fatto insolito. Vladimir mi disse che conosceva persone degne di fede che avevano visto gli UFO, ma a lui non era mai successo di imbattersi nei "dischi volanti".

Per quanto riguarda certi fatti strani che si verificano nello spazio mi confidò un episodio inspiegabile che gli era capitato. "Questo però non deve pubblicarlo", - mi avverti. In tutti questi anni ho mantenuto la promessa e non ho pubblicato nulla di ciò che Vladimir mi ha detto. Ma ora che gli eventi enigmatici capitati agli astronauti non sono più un segreto, posso parlarne.

Ecco il racconto dell'astronauta:


«Durante il volo di avvicinamento alla stazione orbitante il comandante che pilotava la navicella non riusciva in alcun modo ad immettersi nella traiettoria prevista per effettuare l'aggancio. La riserva di carburante per le manovre della navicella era limitata. Gli restava, come si suoI dire, meno che niente. Se la correzione successiva non fosse andata a buon fine, avremmo oltrepassato la stazione e saremmo tornati sulla Terra senza aver portato a termine i nostri compiti. lo ero impossibilitato a prestare qualsivoglia aiuto poiché il comando della navicella è prerogativa esclusiva del comandante. Come ingegnere di bordo potevo soltanto stare seduto nella poltrona accanto e preoccuparmi in silenzio. Ad un certo momento all'improvviso ho sentito un ordine nella mente: "Prendi il comando!". Più tardi analizzando ciò che era successo non sono riuscito a capire se si fosse trattato della voce di qualcuno o no. So soltanto che ho ricevuto un ordine mentale altrui e che non potevo evitare di eseguirlo.

Quello che sorprende ancor più è che il comandante non obiettò nulla e mi passò il comando della navicella. In seguito mi ha detto di non aver ricevuto alcun ordine, semplicemente all'improvviso aveva saputo che doveva fare proprio così, anche se ciò andava contro tutte le nostre "ferree" disposizioni.

Non ho perso conoscenza, ma mi trovavo come in trance ed ho eseguito docilmente i comandi che mi venivano in mente. Solo grazie ad essi è stato possibile eseguire l'aggancio con successo.

Una volta sulla Terra durante il rapporto di volo il comandante si beccò "una strigliata", e me la beccai anch'io, anche se in misura minore. Ma entrambi evitammo di menzionare i comandi "soprannaturali".»


Riconosco che il racconto dell'astronauta mi ha colpito, ma lo presi come un semplice esempio di zombizzazione (2) mentale. Nel mio archivio ho raccolto casi analoghi. Però, per la verità, non si erano verificati nello spazio, ma sulla Terra. Certe persone - inaspettatamente e all'improvviso - compivano qualche azione o al contrario, evitavano di fare qualcosa. In questi casi a volte parlavano di una "voce interna" che sembrava guidarle. Allora non avevo dato peso al fatto che se esiste un induttore, ciò significa che esiste un soggetto estraneo che influenza l'esecutore con la sua volontà.

Tra l'altro; per come la vedo adesso, questo è un fatto importante perché c'è una grande differenza tra la manifestazioni terrestri del fenomeno della "voce da dentro" e quelle spaziali. In seguito si venne a sapere che VIadimir non era stato l'unico astronauta a sentirla.


FSS - Stati di sogno fantastici

Il primo episodio inspiegabile verificatosi nello spazio fu riferito dall'astronauta Sergej Kricevskij nell'ottobre del 1995.

Sergej Kricevskij è assistente scientifico superiore del Centro di preparazione degli astronauti Jurij Gagarin e dell'Istituto di Storia delle scienze naturali e della tecnica RAN, nonché dottore in Scienze tecniche e membro effettivo dell'Accademia di astronautica K.E. Ziolkovskij.

Ciò che riferì il candidato astronauta presso l'Istituto Internazionale di antropologia spaziale di Novosibirsk ha un importanza enorme per la comprensione dei misteri nascosti nello spazio. Ecco alcuni estratti del suo rapporto:


«Nel 1989 ho iniziato a prepararmi al volo nello spazio e ho avuto contatti sia informali che di lavoro con i miei colleghi. Fra questi c'erano anche gli astronauti che erano stati nello spazio. Tuttavia le informazioni sulle visioni - denominate stati di sogni fantastici (FSS) - le ho ricevute soltanto nella seconda metà del 1994, cosa legata più che altro all'approssimarsi della scadenza del volo imminente... Tutte le testimonianze delle visioni nello spazio sono nelle mani di una cerchia di persone estremamente ristretta...

Le testimonianze di queste visioni sono state e sono trasmesse esclusivamente dall'uno all'altro, condividendo le informazioni con coloro che si apprestano a compiere il volo...

Le visioni fantastiche che si manifestano in volo costituiscono un fenomeno nuovo, prima sconosciuto, riconducibile alla nota tipologia degli stati alterati di coscienza... Pensate un po': improvvisamente l'astronauta oltrepassa in un attimo i limiti della propria normale autopercezione di partenza di essere dall'aspetto umano per trasformarsi in un animale e muoversi nell'ambiente in questa nuova forma. E può continuare a percepirsi nell'aspetto trasformato o sentire di immedesimarsi in un'altra entità soprannaturale.

Diciamo che un collega mi ha confidato la sua permanenza nella "pelle" di un dinosauro. Pensate che sentiva di essere un animale che si muoveva sulla superficie di un pianeta sconosciuto, mentre camminava oltrepassando burroni e precipizi, e ostacoli fisici di un qualche tipo.

L'astronauta ha descritto in modo abbastanza preciso il "suo" aspetto: le zampe, le scaglie, le membrane fra le dita, il colore della pelle, gli artigli enormi e altri particolari. La fusione del suo "io" con l'essenza biologica dell'antico sauro era talmente completa da consentirgli di percepire come proprie tutte le sensazioni di questo organismo estraneo. Sentiva di avere delle placche cornee che si rizzavano sulla pelle della schiena in corrispondenza della colonna vertebrale. Del grido penetrante che si sprigionava dalle fauci disse addirittura: "Era il mio grido...".

Di più: la catena di eventi relativa ad ogni trasformazione e le trasformazioni dell'ambiente stesso si avvicendavano contemporaneamente. Inoltre non solo succedeva che l'astronauta avesse la sensazione di trovarsi nella "pelle" di questo o quell'altro organismo vissuto in epoche remote, ma accadeva anche che la persona sentisse di assumere un'altra personalità che poteva anche rivelarsi appartenente ad un'entità umanoide extraterrestre.

L'aspetto interessante è che le immagini delle visioni osservate appaiono insolitamente vivide e colorate.

Sono stati uditi diversi suoni, qualcuno ha persino percepito il linguaggio di altre entità che si è rivelato comprensibile come se fosse stato assimilato senza bisogno di alcun insegnamento. Era come se l'astronauta fosse stato catapultato in un altro continuum spazio-temporale e su altri corpi celesti sconosciuti, e pur trovandosi in un mondo per lui assolutamente nuovo lo percepisse tuttavia come qualcosa di normale e familiare.

Un tratto caratteristico delle visioni fantastiche è costituito dalla variazione istantanea della percezione del tempo e del relativo flusso di informazioni... L'astronauta comincia ad avere la sensazione di percepire un flusso di informazioni proveniente da un qualche luogo esterno. Vale a dire che l'individuo ha la sensazione che una sorta di entità grande e potente gli trasmetta dall'esterno delle informazioni per lui assolutamente nuove ed insolite.

Si sono anche verificati episodi - e con pronostici estremamente precisi - di anticipazioni di eventi futuri con "dimostrazioni" dettagliate di situazioni o momenti critici incombenti come se fossero stati individuati e commentati da una voce interna. E in questi casi "si sentiva": tutto si sistemerà, andrà tutto bene... In tal modo sarebbero stati previsti in anticipo i momenti più complessi e pericolosi del programma di volo. E si è addirittura verificato un caso in cui se non fosse stato per questo "sogno premonitore" gli astronauti avrebbero anche potuto morire.

È sorprendente anche notare quanto la descrizione dei momenti critici fosse precisa e circostanziata. Evidentemente la "voce" aveva previsto un pericolo mortale che attendeva gli astronauti al momento dell'uscita nello spazio aperto. Questo pericolo era già stato segnalato qualche volta nei sogni premonitori con il commento della "voce". E al momento della reale escursione nello spazio aperto durante il lavoro all'esterno della stazione la previsione si avverò in tutto e per tutto: l'astronauta si dimostrò preparato e si salvò la vita (in caso contrario, si sarebbe irrimediabilmente allontanato dalla stazione).

Agli astronauti non era mai successo niente di simile prima (al di fuori del volo)... Il problema delle visioni degli astronauti viene occultato tenacemente dalla comunità scientifica. Non se ne parla, è come se non esistessero. Nessuno degli astronauti ha mai menzionato ufficialmente le visioni fantastiche e gli equipaggi non hanno mai incluso informazioni di questa natura nei loro rapporti ufficiali. Perché? La risposta è evidente: gli astronauti temono conseguenze negative, come la squalifica medica e la diffusione di queste informazioni interpretate come sintomi di malattia psichica e così via.

Uno degli astronauti ha tenuto degli appunti giornalieri nei quali ha descritto le sue visioni. Un documento unico! Tuttavia in risposta alle mie proposte e alle preghiere di pubblicarlo, o almeno di farmi parlare con gli scienziati che studiano il problema dal vivo, l'astronauta ha opposto un rifiuto categorico spiegando che sarebbe stato prematuro e perciò pericoloso per la sua carriera. È per questo che non posso, non ho il diritto morale, di fare né il suo nome né quello della navicella.»



Sergej Kricevskij

Come spiegare le sorprese del cosmo?

L'astronauta Kricevskij ha elaborato alcune ipotesi, senza preferirne alcuna.

Forse nei voli spaziali durante la lunga permanenza in condizioni di assenza di gravità si manifestano degli stati in cui le informazioni emergono dalle profondità dell'inconscio sotto forma di frammenti della vita di organismi diversi, antichi antenati dell'uomo nel processo di evoluzione.

Ma allora come spiegare l'acquisizione di informazioni che anticipano eventi futuri?

La seconda ipotesi riguarda la "trasmissione della conoscenza", vale a dire l'acquisizione di un flusso di informazioni nel cervello direttamente dall'esterno.

Spiega Kricevskij:


«Possiamo ipotizzare che questi sogni siano indotti da un flusso non stazionario di radiazione galattica. Se la navicella capita in questo "raggio" l'astronauta entra in uno stato di sonno rilassato e il fenomeno si manifesta. Una volta uscito dal campo di azione del raggio la visione scompare.

Ma l'astronauta Vladimir, con il quale ho parlato qualche volta, non stava affatto sognando quando ha udito "la voce" durante il momento critico dell'aggancio. E poi in questo caso non si spiegherebbe chi avrebbe inviato queste informazioni e come potesse conoscere eventi futuri.

"In fondo è assolutamente possibile che una causa si avviti su un'altra (3), potrebbe così emergere il loro legame". Certo è che per trarre delle conclusioni univoche da un fenomeno così complesso ed enigmatico bisognerebbe disporre di una quantità di dati di partenza di gran lunga maggiore. E tuttavia, se si considera che si è cominciato a parlare pubblicamente delle "voci", del "sussurro" e delle visioni nello spazio, si possono fare due deduzioni fondamentali.

Prima di tutto è chiaro che gli astronauti sono influenzati da un soggetto intelligente o da un induttore. E non si può escludere che ce ne sia più d'uno.

Se durante un volo "qualcuno" cerca di convincere un terrestre ad allontanarsi dal cosmo, in altri casi "un estraneo" ha fatto qualcosa di nettamente contrario prestando l'aiuto necessario ad evitare un pericolo. Ed è stata proprio la "voce" altrui a guidare l'aggancio dell'equipaggio e a salvare l'astronauta dalla morte durante l'escursione nello spazio aperto. Nella stessa circostanza lo stesso soggetto intelligente si è comportato come un insegnante paziente e ha descritto con precisione le situazioni critiche incombenti infondendo al tempo stesso fiducia nell'esito positivo della vicenda.

In secondo luogo bisogna considerare che gli astronauti hanno ricevuto le informazioni direttamente nel sonno. Il fondamento fisico di tutti i processi di pensiero del nostro cervello è costituito dalle correnti biologiche. Ciò significa che anche il flusso di informazioni proveniente dall'esterno doveva essere di natura elettromagnetica.

Ne consegue che l'intelligenza aliena che si manifesta nello spazio si incontra con quella umana e che in linea di principio i suoi messaggi - sia la "voce" che il "sussurro", che le immagini delle visioni - potrebbero essere ricevuti con mezzi tecnici.

Bisogna sottolineare che lo sviluppo degli eventi durante i voli ha confermato la veridicità delle informazioni ricevute in anticipo dagli astronauti. Ciò significa che quanto essi hanno visto trasformandosi in mostri o viaggiando su altri corpi celesti può essere considerato degno di fede e non mero frutto di fantasie personali.

In altre parole, i terrestri hanno viaggiato col pensiero nello spazio e nel tempo senza alcuna limitazione. E questo è stato possibile solo nel caso che qualcuno abbia creato un "collegamento" tra la loro coscienza e altre parti del campo informativo che contiene tutto il passato, il presente e il futuro. E non si tratta affatto di un campo globale, come si suole dire oggi, ma di un campo Universale!

Per finire, vorrei dire che non ha senso cercare di capire chi è il soggetto pensante che entra in contatto con gli astronauti. Non disponiamo di una quantità di dati sufficiente per dirlo. Possiamo solo riportare le parole di un astronauta che ha udito la "voce" aliena: "Lo Spazio ci ha dimostrato di essere senza dubbio intelligente e in qualche modo più complesso delle nostre rappresentazioni di esso. E ci ha dimostrato anche che le nostre conoscenze attuali non ci consentono comprendere l'essenza della maggior parte dei processi che avvengono nell'Universo."»



Note:

1. N.d.T.: Potremmo tradurre liberamente la testata con "Avventure soprannaturali", giornale di avventure, viaggi, ipotesi scientifiche e fantascienza allegato al quotidiano "Economia e vita" in edicola dal 1991.

2. N.d.T. Non so se ha un senso preciso in italiano, ma penso che si possa tradurre solo così.

3. N.d.T.: Non sono affatto sicura della correttezza della traduzione di questa frase fra virgolette.




di Sergej Demkin



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1 aprile 2014 2 01 /04 /aprile /2014 22:01

Una coppia di Port St. Lucie, Florida, ha riferito di avere avuto un insolito incontro con delle strane sfere luminose in una zona boscosa, secondo quanto riferito dalla loro testimonianza resa al Mutual UFO Network (MUFON) il 24 Marzo 2014, e inserita nel database con il numero 54912.

Verso le ore 10:20 del 22 marzo 2014 la coppia si era recata nella zona boschiva con lo scopo di liberare delle cavallette quando hanno visto due "oggetti luminosi" che si muovevano appena sopra gli alberi vicino alla loro auto. "Mio marito mi ha chiesto cosa fossero quegli oggetti e come risposta gli ho chiesto di abbassare il finestrino dell'auto per vedere meglio la fonte di quelle luci che non emettevano alcun rumore per cui ci siamo convinti che non potevano essere degli aerei. Abbiamo sentito solo il rumore di un aereo più grande che volava lontano."
La moglie  scese dalla vettura e andò nel bosco a liberare le cavallette.
"Ho detto a mio marito di tenermi d'occhio, perché non volevo essere rapita.Ovviamente stavo scherzando. Quando sono tornata alla macchina ci siamo seduti e ho guardato fuori per vedere dove erano andate quelle luci viste poco prima." La donna guardò sopra la spalla del marito e notò un altro oggetto.
"Era una cosa davvero strana, simile a una grande palla di fuoco e non faceva alcun rumore. Io, come una stupida mi sono messa ad urlare verso l'oggetto che dopo essersi fermato sembrava come se volesse venire verso di noi. "
La descrizione dell'oggetto fatta dalla testimone.
"Abbiamo notato che le fiamme non facevano nessun rumore ed erano di colore rosso scuro, quasi artificiali. L'oggetto, secondo la mia impressione, per qualche ragione era come se si fosse indispettito poiche' quelle fiamme hanno preso vigore improvvisamente come se qualcuno avesse versato benzina sul fuoco. "
"La palla di fuoco oscillò, poi si voltò e delicatamente  segui' la stessa direzione degli altri due oggetti precedenti,per poi svanire prima di avvicinarsi alle linee elettriche." La testimone ha voluto sottolineare che prima di quell'incontro aveva avuto la sensazione di stare lontano da quella zona boschiva. "Voglio fare una precisazione. Solitamente non ho alcun problema nell'andare nel bosco a liberare le mie cavallette, ma quel giorno, per qualche strana ragione ho cercato di evitare di uscire preferendo rimanere a casa a guardare la TV. Avevo una sensazione strana come se qualche cosa mi dicesse di non andare nel bosco da sola quella sera. Era molto sconcertante per me. "
Port St. Lucie è una città che si trova nella contea di St. Lucie, FL e ha una popolazione di 88.769 abitanti. La Florida ha una valutazione "UFO Alert" di livello 3 con un elevato numero di rapporti a livello nazionale ove si sono avuti 39 avvistamenti UFO nel nese di febbraio 2014, il 2° paese ad avere una registrazione massima dopo la California che ha segnalato 59 avvistamenti , il più alto livello di riferimento a livello nazionale.
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31 marzo 2014 1 31 /03 /marzo /2014 22:11

                                 

Crescono gli avvistamenti di Ufo in Italia   

Dal 1972 ad oggi, sono stati 445 gli avvistamenti “ufficiali”di Ufo registrati dall’Aeronautica militare in Italia. La regione a detenere il massimo numero di avvistamentri è il Lazio, con 53 casi, mentre sul lato opposto della classifica c’e’ il Molise, con un solo caso.

I dati – tratti dal volume “Ufo i dossier italiani (Mursia) – sono stati resi noti durante il Congresso ufologico mondiale di San Marino, attualmente in corso, che avrà termine nella giornata di domenica. Questa la casistica degli ultimi quattro anni, nei quali il fenomeno sembra avere avuto un’impennata: 7 gli avvistamenti registrati nel 2013, un “boom” nel 2010, con 22 casi, 17 nel 2011 e 10 nel 2012.

Ma in base a cosa si definisce l’avvistamento “certificato” di un Ufo?

Il tutto parte con una segnalazione all’Aeronautica Militare, che è l’organismo istituzionale incaricato di raccogliere e verificare le segnalazioni di Ufo. Essa svolge quindi un’indagine tecnica per stabilire se c’è una correlazione tra gli avvistamenti ed «eventi umani o fenomeni naturali», soprattutto per garantire la sicurezza del volo e nazionale. Se non è stato possibile individuare una giustificazione tecnica o naturale (generalmente si tratta di palloni sonda, un aeroplano tracciato dai radar o, comunque, un fenomeno noto e spiegabile), allora si classifica l’episodio come avvistamento di Oggetto volante non identificato (Ovni). Un Ufo, appunto. Negli archivi riservati dell’Aeronautica finiscono gli avvistamenti più qualificati di Oggetti volanti non identificati, in genere quelli provenienti da testimoni che hanno denunciato il fatto ai carabinieri e compilato un modulo molto circostanziato.

L’elevato numero di segnalazioni, tuttavia, non sta a provare l’esistenza di attività cosiddette «aliene» sulla Terra. “Significa solo che non è stato possibile individuare una giustificazione tecnica o naturale di quel fatto” spiegano all’Aeronautica, precisando che non è compito loro esprimersi sull’attendibilità dell’avvistamento. Ufo di varie forme – dai semplici oggetti luminosi a vere e proprie «flottiglie» di Ovni, e anche qualche «umanoide» – sono stati avvistati in tutta Italia, da «privati cittadini», forze dell’ordine, piloti e perfino preti.

Creato l 31 marzo 2014 da Edoardo Lombardo  Scritto da    

http://it.paperblog.com/crescono-gli-avvistamenti-di-ufo-in-italia-2256792/

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28 marzo 2014 5 28 /03 /marzo /2014 21:51

Nel 1996 l’amico Robert Dean, ospite a Roma per un congresso mondiale sugli UFO, mi raccontò dei suoi “incontri” con Entità Extraterrestri e le loro astronavi, quando era in servizio come Maggiore dell’Esercito degli Stati Uniti, presso lo SHAPE, quartier generale delle Forze Alleate NATO. Robert, per gli amici “Bob”, alla mia domanda, su come funzionavano le astronavi ET, mi disse che vi erano ipotesi confermate da scienziati e piloti della Marina USA, che quelli che noi chiamiamo UFO, erano in realtà Bio-Astronavi, ovvero scafi alieni che funzionavano similmente a “organismi viventi”.

La certezza di questa “ipotesi” arrivava da David Adair, consulente tecnologico che ha lavorato presso il sito S3 di Groom Lake nell’Area 51 ed è uno dei pochi testimoni che durante una intervista video, ha confermato i suoi incontri con una astronave aliena e di averne visionato la struttura del motore. Oltre a David, Bob mi disse di aver parlato con due piloti della Marina Militare degli Stati Uniti d’America (la Marina gestisce l’impianto di Groom Lake -S4) e di aver trovato conferme, riguardo il fatto che all’interno della struttura, gli esperti, scienziati e tecnici, non sapevano come far volare le astronavi ET.

Uno dei piloti disse a Bob che per guidare le astronavi o Bio-Astronavi, vi era la necessità di entrare in uno stato di “meditazione” e provare amore per quell’apparato bio-organico. Appena entrati in connessione o in una sorta di “stato empatico” con lo scafo alieno, questo si illuminava e si sollevava di qualche metro da terra.

LE BIO MACCHINE

Il Dr. David Adair, ammette che era giovanissimo e ragazzo prodigio, quando fu messo al servizio del generale Curtis Lemay dell’Air Force nel 1971 a Groom Lake, Nevada (Area- 51). Ascoltando la sua testimonianza di prima mano circa l’avanzata tecnologia aliena e segreti più gelosamente custoditi dai nostri militari, vi viene la pelle d’oca. Adair spiega come all’età di 17 anni ha costruito un sistema elettro-magnetico al plasma, un vero e prorpio motore di contenimento di fusione a razzo ed è stato invitato successivamente da pezzi grossi della Air Force per lanciarlo a White Sands.

Dr. David Adair

Questo lo ha portato ad essere un pezzo importante del puzzle all’interno del team di scienziati che opera presso il sito S3 dell’Area 51 nel Nevada, dove vide lui stesso un motore che era anni luce al di là di qualsiasi cosa sulla Terra. Il tutto rientrava nel programma AST-Advanced Symbiotic Technology, dove i nostro scopo era comprendere la struttura dell’astronave, di come era fatta e come potevamo interfacciarci con essa, insomma dovevamo far volare questi scafi alieni.

David dichiara che le astronavi extraterrestri sono sofisticate, si comportano come BIO Macchine reagendo ai pensieri, alle emozioni dei suoi piloti. Queste astronavi oltre a reagire alle emozioni e ai pensieri, sembrano veri e propri apparati viventi, come persone, riuscendo a captare ogni minima emozione oppure la nostra energia dell’amore.

Macchina volante“Sono un ex rapito dagli alieni e sono stato preso a bordo di una nave ET. Loro stessi mi hanno detto, che la nave era un organismo vivente e possiede un vero e proprio ciclo di vita. Queste navi spaziali hanno lo scopo unico di effettuare viaggi interstellari. Ci sono moltissimi modelli e tipologie, oltre al fatto che essenso Bio macchine possono anche trasformarsi nella loro forma e diventando anche invisibili.

I nativi americani hanno una conoscenza approfondita di queste navi e hanno dato un nome per queste: le manisolas.

Adair ha deciso di rivelare la sorprendente verità che tenne nascosta a se stesso da oltre 25 anni in un video documentario, inoltre ha rivelato di aver avuto degli incontri con il fisico premio Nobel Stephen Hawkings.

Manisolas, le Bio macchine
che creano interfaccia
con altre dimensioni

Queste Manisolas sono dunque astronavi biologiche. Queste navi hanno la facoltà di manifestarsi attraverso la griglia morfogenetica della Terra in tutto il suo splendore estetico. Rammento che il nostro pianeta è una cellula vivente. Secondo il libro Landig, Le Manisola o manisolas, sono stati interpretati in vari modi dalle diverse culture.

Questo ha anche a che fare con le forme pensiero proiettate. Se si studia il terzo e il quarto aspetto dimensionale della geometria sacra, si può vedere che questi sono come mandala, appunto denominati Manisolas cabalistici della creazione. Sarebbero la rappresentazione dei VORTEX o Vortici di Energia Eterica, energia Onnicreante e onnipresente, insomma la famosa energia VRIL che i nazisti cercavano come fonte inesauribile di energia al posto del petrolio.

 

 

Le Manisolas, sono “bio-macchine”, sono in primo luogo astronavi che si possono interfacciare tra le dimensioni, creando Tunnel Spaziali (Stargate). Una volta creato il tunnel ecco che la bio-macchina si interfaccia con le quattro o tre dimensioni e con con la forza della vita stessa, la forza dell’Amore. Le Manisolas hanno anche a che fare con quelle forze che cercano di imprimere le loro forme di pensiero nella coscienza della Terra e dei suoi esseri collettivi. La gestione di questa procedura “imprinting” diventa molto più potente di qualsiasi altra cosa sulla Terra per quegli esseri che la possono controllare …

Fonte: segnidalcielo.it

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21 marzo 2014 5 21 /03 /marzo /2014 22:46

Kary Mullis, premio Nobel per la chimica 1993, non è un premio Nobel qualunque. Innanzitutto ha ricevuto il suo riconoscimento per aver inventato la PCR, una tecnica che ha letteralmente rivoluzionato la biologia molecolare, e secondariamente per essersi chiaramente distinto come il più eccentrico fra i premi Nobel. Anche se, ad essere totalmente sinceri, bisognerebbe invertire l’ordine. Nonostante l’incredibile portata della sua scoperta, Kary Mullis si distingue sostanzialmente per il suo indomito anticonformismo, dote capace di farlo cacciare da quasi tutti i congressi scientifici, impresa non facile per chi ha avuto tanto successo nella carriera.
Il libro si costruisce nel pieno stile Mullis. Ventitré capitoli di pura aneddotica, raccontanti fatti della vita dell’autore, a cominciare dall’invenzione della PCR per terminare con Chicken Little. Capitoli totalmente sconnessi fra loro, il sui unico elemento comune è l’approccio critico e sarcastico dell’autore. Ci si perde così nei meandri della vita passata dell’eccentrico premiato, con dettagliate descrizioni degli usi e degli abusi di sostanze psicoattive (che Mullis sintetizzava nel garage di casa) passando per una lunga digressione su quando l’autore sarebbe stato rapito dagli alieni apparsi in forma di procione parlante luminoso. Si rimane dunque sorpresi quando, in mezzo a tutto questo, si trovano diluite serie e ben costruite critiche ad alcune delle ossessioni socio-scientifiche di questo nuovo millennio, cosa che ci aspetterebbe naturalmente da un premio Nobel. Attacchi ben costruiti sono portati all’allarmismo per l’effetto serra e a quello per il buco nell’ozono;questo è la testimonianza di Kary:

 Puntai la torcia, notando solo che la cosa appariva più bianca nel punto in cui veniva colpita dai raggio di luce. Sembrava un procione. Più tardi, mi chiesi se non si fosse trattato di un ologramma, proiettato da Dio sa dove.
Il procione mi rivolse la parola: "Buonasera, dottore", mi disse. Gli risposi, non ricordo esattamente cosa. Forse "Salve!".
La cosa successiva che mi ricordo é che era mattina presto, e stavo camminando su una strada che saliva da casa mia. Quello che pensai mentre tornavo verso casa fu: "Cosa diavolo sto facendo qui?" Non avevo alcun ricordo della notte precedente. Pensai che forse ero svenuto e avevo trascorso la notte all'aperto. Ma le notti estive, a Mendocino, sono umide, mentre i miei vestiti erano asciutti e perfettamente puliti. Nella capanna le luci erano fioche. Mi affrettai a spegnere l'interruttore.
A molte miglia dalla Pacific Gas and Electric, disponevo dei miei pannelli solari e di un paio di batterie, una sistemazione adeguata ma non lussuosa. Dovevo sempre far attenzione alla luce. I sacchetti erano ancora sul pavimento e cominciai a mettere a posto la spesa. La spremuta di arancia comprata al Safeway di Healdsburg non era più ghiacciata. Pian piano gli avvenimenti della notte precedente cominciavano a tornarmi alla memoria. Ricordai che stavo andando al gabinetto con la mia bella torcia nuova. Dove diavolo era finita?
D'un tratto, mi tornò in mente: il procione luminoso che parlava. Era successo davvero? Il ricordo era nitido. Per quanto la mia mente lo consentisse a quell'ora di mattina. Rammentavo bene quello stronzetto e il suo saluto così formale. Mi ricordavo i suoi furbi occhietti neri e l'effetto della mia torcia sulla sua faccia che emanava luce. Dove era finita la torcia?
Mi incamminai di nuovo verso il gabinetto, senza il timore di imbattermi in qualcosa di spaventoso. Volevo che quel maledetto procione fosse ancora lì. Ma non c'era, e neanche la mia torcia. Avevo la sensazione che non ci sarebbe stato niente. Che mi sarei sentito svuotato, frustrato e confuso. Era proprio così che mi sentivo.
[Kary Mullis]

Mullis mette giustamente in risalto il fatto che esse sono mere correlazioni, in quanto nessuna prova scientifica è producibile per effetti su così larga scala. Molto apprezzabile è la tirata contro la psicosi nutrizionale mentre meno solido risulta essere l’attacco verso le problematiche legate al virus dell’HIV, per cui l’autore ha una vera ossessione.
Questo è solo un assaggio di quanto l’autore mischia in un libro di sole 222 pagine inframmezzate da gratuiti insulti e quasi tutte le categorie di laureandi che non siano biochimici, con particolare accanimento su psicologi, sociologi e cosmologi. Lunghi ed appassionati elogi vengono portati al treppiede sul quale si regge la vita dell’autore: le belle donne, l’LSD e il surf.
Difficile esprimere un commento su un libro di questo tipo; se da un lato appare drammaticamente chiaro che Mullis è un ottimo biochimico ma un pessimo scrittore, tanta leggerezza ed umorismo nell’affrontare la scienza, appaiono come una ventata di aria fresca a fianco delle untuose formalità dei grandi convegni scientifici.

E se è vero che tutto il libro è permeato da un malcelato e debordante senso di superiorità è altrettanto vero che Mullis non si fa problemi ad assumere posizioni attualmente politicamente scomode ma forse, e dico forse, scientificamente esatte: sicuramente da valutare con prudenza. Cosa commentare quindi? Citando forse i ringraziamenti in calce al libro: “E quindi desidero ringraziare i membri del comitato Nobel per aver fatto la cosa giusta assegnandomi il riconoscimento quando potevo ancora godermelo. È vero, io sono una mina vagante, e avete corso il rischi che screditassi la vostra rispettabile istituzione, ma penso che non vi pentirete della vostra scelta”. Si vedrà.


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20 marzo 2014 4 20 /03 /marzo /2014 22:56

Conferenza con Carlo Dorofatti:"Viviamo immersi in un ecosistema di pensieri ed entità sottili: alcune di esse prendono vita sui piani mentali e astrali e si nutrono delle nostre emozioni, altre informano creature su dimensioni aliene del possibile, altre ancora abitano il tempo e si nutrono di paure, speranze e ricordi. Ognuno di noi è un ponte tra tutte queste dimensioni: esserne consapevoli significa espandere la nostra Coscienza delle cose, della realtà e di ciò che siamo veramente." Somiglia molto alle creature conosciute anche come Lux...

 

 

 
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18 marzo 2014 2 18 /03 /marzo /2014 23:08

aliens

 

Dalla notte dei tempi l’uomo si interroga sull’esistenza di forme di vita extraterrestre e, checché se ne dica riguardo a possibili avvistamenti di U.F.O o qualsiasi altro oggetto sospetto fluttuante nel nostro cielo, tutt’oggi la scienza non è in grado di fornire prove concrete circa la presenza di forme di civiltà aliene.

Forse, però, un errore di fondo c’è e potrebbe essere proprio questo ad offuscare il quadro ancora troppo sconosciuto di mondi abitati diversi dal nostro. Sin ora, infatti, l’unica forma di contatto ritenuta valida per venire a conoscenza dell’esistenza di civiltà aliene è quella via radio, mezzo di comunicazione piuttosto scontato per noi esseri umani. Ma siamo sicuri che un’eventuale presenza extraterrestre riconosca questo modo di comunicare? E soprattutto: siamo sicuri che questa presenza senta la necessità di mettersi in contatto con noi? Non sarà che qualcosa o qualcuno si sia fin ora semplicemente limitato ad osservarci “in silenzio”, in modo discreto, col chiaro intento di non essere scoperto? Certamente, osservando le cose da questa prospettiva, aspettare di essere contattati, di ricevere un segnale via radio, costituisce un approccio definito da molti scienziati “passivo” e quindi inefficace.

Per questi motivi, un nuova nuova via per la ricerca degli extraterrestri sta prendendo piede fra gli studiosi del settore grazie al sostegno degli scienziati del progetto SETI (Search for extra-terrestrial intelligence), sempre più propensi per una forma di contatto col mondo alieno di tipo “attivo”, usufruendo di osservazioni astronomiche già disponibili e soprattutto dell’importante contributo fornito dal matematico e fisico teorico britannico Freeman Dyson, il quale nell’ormai lontano 1959 aveva formulato l’ipotesi secondo la quale le civiltà aliene disporrebbero di una tecnologia di gran lunga più avanzata della nostra, capace di sfruttare l’energia prodotta dalla propria stella, il che produrrebbe una sfera, chiamata appunto “sfera di Dyson”, rilevabile dal calore che produce utilizzando i telescopi per le osservazioni nello spettro infrarosso. Ovviamente, non si tratta di una sfera nel senso concreto del termine, bensì di un accumulo di energia elettromagnetica.

Dal 1959 ad oggi, la teoria di Dyson, per quanto “marginale”, ha avuto un seguito nel 1983 con il lancio dell’IRAS (Infrared Astronomical Satellite), ossia il primo osservatorio spaziale per l’esplorazione del cielo in luce infrarossa. Oggi, lo scienziato Richard Carrigan, insieme ad altri collaboratori del SETI Institute, ha raccolto tutti i dati inviati dal satellite per capire se siano state da questo individuate delle possibili Sfere di Dyson nello spazio infinito, prova dell’esistenza di civiltà aliene.

Attualmente i risultati non sono stati i più soddisfacenti, confermando quanto rilevato dal semplice contatto via radio. Gli scienziati, però, non si arrendono. Se è vero, infatti, che fin ora non si sono ottenuti i risultati sperati, è altresì indiscutibile il fatto che un cambio di approccio allo studio di forme di vita extraterrestre, costituisce di per sé una novità tutta positiva. Chissà che questo cambiamento di prospettiva, del modo di scoprire se e chi dal proprio mondo ci osserva silenziosamente, non sia la matrice per il sorgere di nuovi interrogativi e di altrettante nuove, forse inaspettate, risposte.

 

Di Alessandra Principe -

http://www.resapubblica.it/scienze-tecnologia/extraterrestri-e-sfere-di-dyson-un-approccio-attivo-per-la-ricerca-di-civilta-aliene/

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14 marzo 2014 5 14 /03 /marzo /2014 22:06

    Secondo il loro racconto, Barney e Betty Hill il 19 dicembre 1961, verso le 22, stavano attraversando le White Mountains e tornavano nel loro domicilio di Portsmouth, quando l'attenzione di entrambi si concentrò su un oggetto luminoso nel cielo «che assomigliava a un satellite».

Poco dopo la loro automobile si spense e non riuscirono a rimetterla in moto; i coniugi furono abbagliati da una forte luce e sostengono di aver visto degli esseri di piccola statura avvicinarsi alla loro auto, e costringerli a farsi seguire.

Successivamente i due affermarono, anche per via mediatica, di essere stati rapiti da esseri «non di questo pianeta» e di essere stati sottoposti a test fisici; in una seduta di ipnosi regressiva, la signora Hill avrebbe disegnato una mappa stellare dove affermava che dimorassero gli esseri che li avevano rapiti.

Sentiamo ora cosa hanno detto i coniugi durante l`ipnosi:

BARNEY - Guardo attraverso i finestrini dell'auto e vedo una stella. È strano, ma dico: "Betty, è un satellite". Poi mi sono accostato al bordo della strada, e Betty si precipita fuori con il binocolo... Guardo il cielo... E dico a Betty: "Sbrigati, voglio vedere anch'io". E vedo che non è un satellite. È un aereo. Lo dico a Betty e gli ripasso il binocolo. Sono soddisfatto.

Dr. SIMON - Che tipo di aereo?

BARNEY - Sto guardando. Si trova sulla mia destra. Non va nella direzione che pensavo. Non mi sorpasserà venendo da destra, la mia spalla destra. Passerà lontano verso nord. Mi trovo di fronte all'ovest, e la mia destra è verso nord. Non sta andando verso nord!

Dr. SIMON - Ci sono dei motori?

BARNEY - Non saprei. Ma trovo strano il non sentire il motore... Quell'oggetto che era un aereo non era un aereo. Era... era strano, veniva verso di noi. Guardavo a volte il cielo a volte la strada, e pensavo: "Com'è buio! Che cosa succederebbe se venisse fuori un orso?". Sono tornato alla macchina e ho detto: "Andiamocene, Betty. Non è che un aereo, viene da queste parti. Cambiano rotta. É senz'altro un Piper Club".

Dr. SIMON - Un Piper Club non avrebbe avuto che uno o due finestrini. Lei ha notato finestrini in quell'aereo?

BARNEY - È quello che ho detto ed è quello che ho visto ritornando alla mia macchina. Un Piper Club... C'incamminiamo, e Betty seguita a guardare. Dice: "Barney, non è un aereo. Ci segue sempre". Mi fermo e lo vedo. In lontananza. Cerco un posto per parcheggiare. Vedo un sentiero a destra della strada. Penso che sia il posto adatto per fermarmi: se altre macchine passano, non mi urteranno. Esco dalla macchina e ancora una volta dico tra di me: "è strano".

Torna alla macchina. Il tono della voce esprime lo stupore.

BARNEY - È ancora lì. Betty dice: "Credo che sia..." Sono furioso, lei cerca di farmi credere che si tratta di un disco volante... lo mi chiedo perché non se ne va. Mi fermo per guardare. Penso: "Quando avrò passato Old Man, c'è un posto da dove si ha una buona visibilità; potrò vedere bene quella cosa".

Dr. SIMON - Crede sempre che si tratti di un Piper Club?

BARNEY - Mi chiedo se quei piloti sono militari. Non dovrebbero volare a quel modo. Girando così potrebbero causare un incidente. Cosa succederà se mi piombano addosso? Dei militari non dovrebbero agire così.

Dr. SIMON - Sta cercando un posto per parcheggiare, e poter meglio osservare. Betty la sta esasperando.

BARNEY - Voglio svegliarmi.

Questa è la reazione normale di un soggetto sul punto di rivivere un avvenimento penoso. Così avvertito, il Dr. Simon sa che il soggetto si trova forse sull'orlo di una violenta reazione emotiva.

Dr. SIMON - Non si sveglierà. É immerso in un sonno profondo. Si sente bene, è rilassato. Non deve essere inquieto. Andiamo. Adesso si ricorda di tutto.

BARNEY - Si trova proprio sulla mia destra. Signore! Ma che cos'è? (La sua voce incomincia a tremare) Provo a dominarmi. Betty non potrà dire che ho paura. Dio, ho paura!

Dr. SIMON - Molto bene proseguiamo.

BARNEY - (Scoppia in singhiozzi poi urla). Un'arma, voglio un'arma! (Urla di nuovo. I singhiozzi diventano incontrollabili. Che cosa deciderà di fare il Dr. Simon? O imporgli l'amnesia e farlo uscire dalla catalessi o proseguire l'esperimento e applicare la terapia dell'esteriorizzazione: liberarsi dai propri sentimenti come di un peso.)

Dr. SIMON - Dorma. Adesso può dimenticare. Ha dimenticato. É tranquillo. Si rilassi. É perfettamente rilassato. Non deve urlare. Ma può ricordarsi. Continui a parlare. Ma può ricordarsi. Continui a ricordare. Sente il bisogno di un'arma?

BARNEY - Sì.

Dr. SIMON - Sente che gli faranno del male?

BARNEY - Sì. Apro il cofano della macchina. Prendo la chiave per smontare i pneumatici. Tomo in macchina.

Viene ripreso dal panico.

Dr. SIMON - Sia ragionevole, conservi la calma.

BARNEY - Tengo la chiave con me. Esco con il binocolo. L'oggetto è lì. Guardo. Proprio nel prato accanto. Penso e ripenso: "Non sono impaurito, non ho paura... Io avrò. Non ho paura!". E attraverso la strada... È lì... proprio davanti a me. Ohh!

Ricomincia a urlare.

Dr. SIMON - L'oggetto è lì. Lo vede. Ma non l'aggredirà.

BARNEY - Perché non se ne va? Guardi là. C'è un uomo dentro! Sarà il comandante? Chi è? Mi... mi guarda!

Dr. SIMON - Descriva l'oggetto.

BARNEY - Assomiglia... a una rossa frittella con dei finestrini, file di finestrini, e luci. No, non sono luci, ma un alone di luce.

Dr. SIMON - File di finestrini? Come un aereo di linea?

BARNEY - File di finestrini. Non come un aereo di linea. Diventano rotonde tutt'intorno a quella rossa frittella. Non è possibile. Sto sognando. Eppure no. L'oggetto è lì. Se almeno potesse venire qualcuno. Se potesse venire qualcuno e dirmi che non c'è. Non può essere, eppure...

Il dottore, pensando che Barney ha potuto sognare tutto ciò, vuole chiarire questo punto.

Dr. SIMON - Ma non aveva sonno?

BARNEY - Mi pizzico il braccio destro...

Dopo aver scambiato qualche frase su quell'argomento, il dottore si è convinto che Barney è realmente sveglio. La conversazione prosegue sullo stesso tono e arriva a conclusione.

Il 29 febbraio Barney si sottopone alla seconda seduta di ipnosi e pro segue col racconto descrivendo com'è stato catturato e portato all'interno dell'oggetto.

BARNEY - Ho visto un gruppo di uomini in mezzo alla strada. Era tutto illuminato come fosse quasi pieno giorno. Ma non era la stessa luce… Sono venuti verso di me. Non pensavo più alla chiave inglese. D'altronde temevo di venire aggredito qualora avessi pensato alla chiave come ad un'arma. Se non l'avessi usata non mi sarebbe stato fatto niente. Sono arrivati e mi hanno fatto uscire dalla macchina: Mi sentivo molto stanco ma non avevo paura. Non ero neanche perplesso. Non mi pongo domande… I mie piedi mi trascinano… Non ho paura. Ho l'impressione di sognare… I miei piedi non vanno a sbattere contro le rocce. È strano. Avevo avuto l'impressione di urtare le rocce con i piedi. Ho paura ad aprire gli occhi perché il mio corpo mi ordina di tenere gli occhi chiusi. Non li apro. Non voglio essere operato… È a quello che sto pensando, ma ho gli occhi chiusi, è una immagine mentale. Non sento male. È soltanto una sensazione. Ho una sensazione di freddo all'inguine.

In seguito, Barney continua a raccontare quello che gli è stato fatto all'interno dell'oggetto e arriva alla conclusione della sua avventura.

Dr. SIMON - E l'oggetto volante? Scomparso?

BARNEY - Sì. Betty mi disse a mo' di scherno: "Allora, adesso ci credi ai dischi volanti?" Risposi: "Betty, non essere ridicola. No, non ci credo". Ed è allora che sentimmo dei suoni come se la nostra macchina emettesse un ronzio ed ho taciuto.

Dr. SIMON - Ha udito dei suoni?

BARNEY - Bip-bip-bip-bip-bip.

Dr. SIMON - Questi bip assomigliavano ai segnali in codice che si utilizzano per radio? O forse ricordavano qualche altro suono?

BARNEY - Bip-bip-bip… Era un suono particolare…

IN seguito alle due sedute. il Dr. Simon incomincia a intravedere la causa della depressione di Barney: l'incidente ha causato su d lui un intenso shock nervoso. Non ci sono dubbi sl fatto che Barney ha visto un UFO particolarmente impressionante e che tale apparizione ha provocato in lui un grave trauma. In quanto a sapere se il so rapimento a bordo del disco volante è reale o se è soltanto una conseguenza dello schok emotivo non è facile dirlo. Comunque siano andate le cose è successo qualcosa di straordinario e questo nessuno lo può negare.
I giorni 7 e 14 marzo tocca a Betty farsi ipnotizzare e il suo racconto è ancora più fantastico di quello del marito. Descrive con precisione l'accoglienza riservata dagli "umanoidi" nonché tutti gli esami subiti. Il suo racconto è molto più completo di quello di Barney: ciò nonostante in molti punti le due narrazioni si assomigliano. Siamo al punto in cui gli uomini fanno uscire Barney e Betty dalla macchina.

Dr. SIMON - Quegli uomini parlavano bene l'inglese?

BETTY - Uno solo parlava. Aveva un accento straniero. Abbiamo camminato. Siamo arrivati vicino all'oggetto posato la suolo. Credo proprio si trattasse di quello che avevo osservato nel cielo. Mi hanno fatta entrare nell'oggetto… Alzano le maniche del mio vestito e osservano le mie braccia. Me le girano per vedere anche la parte interna. Hanno uno strumento. Assomiglia a un microscopio, un microscopio con una grossa lente. Ho pensato che stessero fotografando la mia pelle. Poi con lo strumento che assomigliava ad un tagliacarte mi hanno grattato il braccio. E così hanno raccolto come delle piccolissime particelle di pelle, sa come quando la pelle è molto secca e si squama e hanno messo quelle particelle in un sacchetto di plastica o di cellophan, che il capo del gruppo ha riposto in un cassetto… Di nuovo sdraiata sulla schiena, mi accorgo che quello che mi fa passare l'esame ha in mano un ago lunghissimo. Gli chiedo cosa abbia intenzione di farne. Quando mi dice di volermelo mettere nell'ombelico, che si tratta di un test, mi metto ad urlare: "No, mi potete ferire, non lo fate". Grido, gli dico: "Fa male, fa male, me lo tolga". Allora il capo si avvicina, mi passa la mano sugli occhi e mi dice che va tutto bene, che non sento nulla… Il dolore scompare. Ma ho un senso di fastidio là dove mi hanno messo l'ago.

Dr. SIMON - Le hanno fatto proposte sessuali?

BETTY - No, quando ho chiesto al capo perché mi metevano un ago nell'ombelico, mi rispose che era un test di gravidanza.

(Nota: All'epoca i test di gravidanza non esistevano).

Dr. SIMON - Bene. Fermiamoci qui.

Così finisce questa conversazione del 7 marzo e la settimana successiva la seduta riparte con una domanda riguardante il famoso ago.

Dr. SIMON - A proposito di quell'ago, l'hanno introdotto molto profondamente?

BETTY - Era un ago lungo. Non so. Non ho guardato, ma doveva misurare 10 cm, forse 15. C'era collegato una specie di tubo. Non me lo hanno lasciato dentro per molto. Un secondo…

Dr. SIMON - Che tipo di dolore ha sentito?

BETTY - L'impressione di un taglio. Ho molto gradito quando il capo ha fatto cessare il dolore. Era la fine del test… Gli dissi che mi sarebbe piaciuto avere una prova. Notai un libro, un libro molto grosso. Potevo tenerlo? Mi disse di guardarci dentro. Lo sfogliai. C'erano delle pagine scritte, ma in modo del tutto particolare: i segni sembravano salire e scendere.

Dr. SIMON - Era inglese o qualche altra lingua conosciuta?

BETTY - No, non era inglese.

Dr. SIMON - Lei conosce tipi di scritture verticali?

BETTY - Non ne conosco, ma potrei riconoscerli, per esempio l giapponese.

Dr. SIMON - Giapponese. Assomigliava al giapponese?

BETTY - No.

Dr. SIMON - Era scritto o stampato?

BETTY - Era diverso… i tratti erano a volte snelli, a volte di grussezza media, a volte molto spessi. C'erano dei punti, delle linee erette, delle curve.

Betty continua a descrivere l'interno del disco e arriva al momento di lasciare l'oggetto. È a questo punto che accade un incidente; il "capo" che le aveva promesso il libro, glielo riprende all'uscita.

BETTY - Non dimenticherò! Può riprendersi il libro, ma non mi farete mai dimenticare…! Mi ricorderò, dovesse essere l'ultima cosa che dovessi fare… (il capo) si mise a ridere e mi disse: "Forse si ricorderà ma spero di no. Non le farebbe che del male; Barney, lui, dimenticherà. E sarebbe preferibile che dimenticasse anche lei". Mi trovavo sulla rampa, avevano portato via Barney... Sono tornata alla macchina. Barney vi si trovava già. Aveva l'aria di un automa: gli occhi aperti, agiva normalmente... Ho guardato l'oggetto, diventava sempre più chiaro e brillante, si alza, si allontana... Barney mette in moto. Mi sento felice. Dico a Barney: "Allora prova ancora a dirmi che non credi ai dischi volanti". Mi risponde: "Non essere ridicola!". Credo che stia scherzando e di colpo ecco di nuovo il bip-bip-bip.

Dr. SIMON - È la seconda volta che lo sente?

BETTY - Sì, e ho pensato: "È il loro saluto. Ovunque vadano, se ne sono andati. In quanto a noi, penso che dimenticheremo..." Ho continuato a guardare fuori per tutto il tragitto di ritorno... Credo che avevo voglia di dimenticare. Cos'altro avrei potuto fare? Mi chiedo se mai torneranno... li continuo a cercare.

(Com'è facile notare i racconti di Barney e Betty Hill presentano evidenti punti in comune, ma è proprio questa grande somiglianza e la straordinaria precisione del racconto di Betty che sconcertarono il neurologo. Secondo il suo parere non c'era alcun dubbio sul fatto che gli Hill dicessero la verità e che era impossibile che soffrissero tutti e due di allucinazioni identiche. Ma era convinto che la storia era stata ingigantita e che probabilmente Barney era stato influenzato dai sogni di Betty. Per chiarire questo punto, convocò i coniugi per una nuova seduta il 21 marzo. Sarà interessante perché il Dr. Simon arriverà alla conclusione che malgrado le sue proteste, gran parte del racconto è stato suggerito a Barney da Betty.)

Dr. SIMON - Betty fa molti sogni? Ha degli incubi?

BARNEY - Sì. Diceva di aver sognato che la portavano via a bordo di un oggetto e nel sogno portavano via anche me.

Dr. SIMON - In che modo gli raccontò tutto ciò?

BARNEY - Generalmente quando c'era gente in casa. Raccontava di essere stata in un disco volante e di aver parlato con il personale di bordo.

Dr. SIMON - Gli raccontò che cosa le è successo mentre stava no esaminando lei?

BARNEY - No. Non me lo disse mai. Ero sdraiato su di un tavolo e sentivo che mi stavano esaminando.

Dr. SIMON - Ciò accadde nel sogno di Betty?

BARNEY - Le sto raccontando ciò che veramente accadde.

(Il 28 marzo il Dr. Simon ha una conversazione con i coniugi Hill ma questa volta a livello cosciente. Barney esprime dei dubbi rispetto alla veridicità del racconto che fece sotto ipnosi: gli è impossibile precisare se si tratta di un sogno o no.)
BARNEY - Non ci posso credere... Sono sconvolto...

Dr. SIMON - Sconvolto da cosa?

BARNEY - Da quello che ricordo dal nostro precedente incontro. L'aver visto un oggetto non identificato, aver avuto dei contatti con i suoi occupanti... tutto ciò eccita la mia immaginazione e il lato incredibile del caso. Le faccio una domanda: ci sono probabilità che si tratti di allucinazioni?

Dr. SIMON - Mi sta chiedendo se credo possibile che si sia sognato tutto? Qual'è la sua idea in proposito?

BARNEY - Per essere sincero se non avessi il timore di sembrare ridicolo, direi che è veramente successo.

(Il 5 aprile 1964 gli Hill furono autorizzati ad ascoltare le registrazioni delle varie sedute. Fu un incontro determinante perché ascoltando i loro racconti, Barney e Betty riuscirono non solo. a colmare le lacune dovute all'amnesia ma anche a ricordare dei particolari interessanti quali il portamento ed il fisico degli "umanoidi". Dopo questa seduta poterono ricostruire passo dopo passo lo svolgimento esatto dell'accaduto.)

Per il Dr. Simon era più che probabile che l'incontro con un UFO avesse provocato negli Hill una reazione nervosa grave, ma che il rapimento e l'esame a bordo del disco rimanevano estremamente incerti. Eppure secondo Betty, l'ipnosi altro non fece che mettere in luce ricordi di avvenimenti reali. Barney esitava: ciò che credeva fosse la verità, lo era realmente? Una allucinazione identica (una "follia a due") è da scartare, perché non soltanto è un fatto estremamente inusitato ma richiede inoltre tutta una serie di condizioni che non si ritrovano nel caso Hill. Rimangono allora due possibilità: o l'esperienza è totalmente reale o, in seguito ad un fenomeno particolarmente strano, l'esperienza è stata modificata da un tale stato emotivo da produrre interpretazioni illusorie di un fenomeno reale.
I sogni di Betty avrebbero allora avuto una parte di rilievo in questa interpretazione abusiva. D'altra parte bisogna segnalare che nessuna spiegazione è stata fornita per ciò che riguarda le "macchie circolari" sull'auto che fecero impazzire la bussola: erano tracce magnetiche?
Ultimamente abbiamo chiesto al Dr. Simon ciò che attualmente pensava del caso Hill. Rispose di essere certo che Betty e Barney avessero incontrato un UFO di natura sconosciuta ma che non erano stati "rapiti"; la storia del rapimento proverrebbe dai sogni di Betty, che secondo lui richiederebbero ore e ore per essere analizzati.
Prima di concludere, parleremo di ciò che successe dal 1964 in poi. Nel 1967 gli Hill chiesero di essere nuovamente interrogati sotto controllo scientifico. Per due ore vissero interamente la loro esperienza sotto ipnosi in presenza del Dr. Simon, del Dr. J.Allen Hynek, che fu per lungo tempo il maggior consigliere del "Project Blue Book", e di numerosi consiglieri scientifici dell'U.S. Air Force. Malgrado le domande tecniche che furono loro rivolte, il racconto non mutò. John G. Fuller, che assisteva a quella seduta, ci disse di aver chiesto al Dr. Hynek se credesse a quella storia e Hynek rispose: "Come potrei non crederci?".
E gli Hill? Contrariamente a ciò che qualcuno volle far credere, non morirono tutti e due di leucemia. Nel 1969 Barney morì per una emorragia cerebrale in pieno inverno: e tutti sono concordi nel dire che la sua morte non ha niente a che vedere con l'esperienza vissuta nel 1961. Barney soffriva di ipertensione ed è lì che bisogna cercare la causa del decesso. In quanto a Betty occupa attualmente un posto importante in una organizzazione sociale dello stato del New Hampshire.
Concludendo, diremo che certi fatti non possono venire negati. È evidente che ci fu un'apparizione sufficientemente fuori del comune per provocare un trauma grave le cui conseguenze emotive si moltiplicarono in Barney probabilmente per un suo stato di tensione provocato da un complesso razziale. Separare il sogno dalla realtà è molto difficile per non dire impossibile e ci asterremo dall'imporre una spiegazione qualsiasi.
Aggiungiamo un ultimo particolare, che Jacques Vallée riporta nel suo libro "Passport to Magonia": ...l'oggetto visto dagli Hill fu intercettato da un radar militare.
Durante una occasionale conversazione, il 22 settembre 1961, tra il maggiore Gardiner B. Reynolds, 100th Bomb Wing DC01, e il capitano Robert O. Daughaday, Commander 1917-2 AACSD IT, della Pease Air Force Base (New Hampshire), si apprese che il 20 settembre si verificò uno strano incidente al posto radar 0214.
Sul momento non si diede importanza all'incidente.
Nessun altro particolare poté poi essere aggiunto al "Rapporto quotidiano del controllore radar". Questo brano è un estratto del rapporto ufficiale scritto dal maggiore P. W. Henderson, che fu il primo a interrogare gli Hill. Allora, il rapimento fu una illusione o una realtà? Giudicate voi!

DOPO L'ABDUCTION IL MISTERO

Dopo la terapia con il Dr. Simon, la coppia era apparentemente ristabilita e riprese una vita normale. Ma l'esperienza vissuta aveva lasciato il segno e, negli anni seguenti, gli Hill condussero una serie di esperimenti tesi a ristabilire un "contatto mentale" con i loro rapitori. Betty, in particolare, "sentiva" un supposto "legame telepatico" e così, il 26 e 27 luglio 1967, in compagnia di tre amici (uno scrittore, un fisico e uno "scienziato", l'identità dei quali non fu da loro rivelata) attesero gli UFO in un campo a poche miglia da Newton, New Hampshire. Non si presentò nessuno. Un fiasco dunque? Forse no. Quella stessa notte, a poche miglia di distanza, due testimoni osservarono davvero un UFO.
Rimasta vedova nel 1969, Betty registrò quindi una serie di fenomeni insoliti all'interno della propria abitazione. Si andava dallo spegnersi inspiegabile degli elettrodomestici alla misteriosa sparizione di una notevole quantità di ritagli (sulla esperienza condivisa con Barney nel 1961) posti all'interno di un contenitore sigillato.
Naturalmente nulla può farci escludere che ci si trovi di fronte a curiose coincidenze e che, forse, certi eventi da "casa stregata" siano riconducibili a cause fortuite. In questo scenario rientrano le frequenti "telefonate fantasma" (l'apparecchio suonava ma nessuno era poi all'altro capo del filo) e gli strani rumori senza causa apparente registrati in casa Hill.
Oggi, Betty sostiene di aver osservato varie volte degli UFO, indipendentemente dal suo "rapimento", e con lei i suoi genitori, le sue sorelle, suo fratello e i suoi nipoti. La Hill ha anche scattato una foto ad uno di tali oggetti su Portsmouth, New Hampshire, nel 1977.
Attualmente Betty ha scritto un libro ("A Common Sense Approach to UFO" - 1995), edito da lei stessa, che tende a fare il punto su un'esperienza che le ha cambiato la vita e che forse non si è ancora conclusa.

 

Fonte: Notiziario UFO

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12 marzo 2014 3 12 /03 /marzo /2014 22:34

Tipico incontro ravvicinato

Il 24 Giugno del 1947 un pilota americano, Kenneth Arnold, avvistò in prossimità del monte Rainier (Stato di Washington) una formazione di misteriosi oggetti volanti. Da quel giorno la stampa di tutto il mondo ha preso ad occuparsi di frequente dello sconcertante fenomeno. Denominato dischi volanti in Italia, questi oggetti continuano a distanza di decenni, ad essere segnalati nei cieli di tutto il mondo. Discoidali, sferoidali, cilindrici  e con le più svariate forme, ad essi si addice ormai la nota denominazione anglosassone coniata dai militari americani “Unidentified Flying Objects” o UFO, letteralmente tradotto come oggetti volanti non identificati. Dal 1947 ad oggi, i vari organi di informazione hanno segnalato decine e decine di migliaia di avvistamenti e vari presunti atterraggi di tali oggetti. Le testimonianze sono arrivate non soltanto da gente comune con gli occhi rivolti all’insù, ma anche da militari, professionisti, piloti in volo. Negli USA l’United States Air Force, l’aeronautica militare americana, ha studiato il fenomeno sin da quella notte del 1947, attraverso gli appositi progetti Project Sign e Project Grudge, poi seguiti dal Project Book. Vari ufficiali dell’aeronautica militare italiana hanno asserito di aver visto transitare oggetti anomali sul litorale tirrenico, come riferisce testualmente un comunicato ufficiale rilasciato, nell’Ottobre del 1954, dal ministero della Difesa. Ma non soltanto osservazioni dirette: esistono molteplici casi in cui questi oggetti sarebbero apparsi sui radar delle torri di controllo, per poi sparire improvvisamente nel nulla. Negli USA, in Francia e in Canada furono istituite vere e proprie commissioni di studio ufficiali, mentre in Brasile, nell’ex URSS, in Spagna, in Iran e in Kuwait vennero promosse inchieste dalle proprie autorità. In una conferenza stampa tenutasi a Firenze nel 1978, il prof. Joseph Allen Hynek disse: ”quando ho iniziato le prime ricerche sugli UFO nel 1948, ero completamente scettico. Credevo che si trattasse solo di sciocchezze, più o meno di una moda che sarebbe passata con il tempo. Ma non è stato così. Ora, secondo me il fenomeno esiste e non è limitato al solo mondo occidentale ma è globale, presente cioè su tutta la Terra. Il 90% dei casi può essere spiegato in modo razionale, con riferimenti a fenomeni naturali o di origine meccanica tradizionale. Ma rimane un 10% del tutto inspiegabile, secondo queste interpretazioni. E spesso le testimonianze ci vengono da persone di indubbia serietà e responsabilità”. Queste parole valgono ancora oggi, nonostante siano trascorsi oltre 30 anni. Dal 21 Agosto del 1970, su mozione del professor Antony Hewish, scopritore delle pulsar, il congresso dell’Unione Astronomica Internazionale ha stabilito la necessità di tenere segreta alle masse l’eventuale esistenza di creature extraterrestri per tema delle ancora imprevedibili conseguenze che la notizia potrebbe avere, a tutti i livelli, su un’opinione pubblica impreparata. L’umanità, secondo l’organizzazione, si ritroverebbe di fronte ad uno shock enorme.

Il caso misterioso di Travis Walton

5 Novembre 1975. Sette guardie forestali, a bordo di un camioncino, si sono addentrate nella foresta, come tutti i giorni nel loro lavoro di routine nei boschi. Ad una curva si imbattono in un grande oggetto che emana una luce brillantissima. Fermano la macchina, inchiodate dal terrore. Solo una di loro, Travis Walton, scende e corre verso l’oggetto. Riferirà poi che era stata più forte la curiosità della paura. Aveva temuto che l’oggetto si allontanasse prima di poterlo osservare meglio da vicino. Ma arrivato più sotto un raggio di luce lo colpisce e lo sbatte al suolo dove, aggrappandosi con le mani, prova una violenta scossa elettrica. I suoi compagni dopo un istintivo inizio di fuga, decidono di tornare sul posto per aiutarlo. Ma, sia Walton che l’oggetto sconosciuto sono scomparsi. Dopo vane ricerche, essi avvisano la polizia che, scettica a dir poco, li sottopone ad un test con il lie detector (la macchina della verità) dopo i più minuziosi interrogatori. Poteva trattarsi di una favola inventata per nascondere un delitto. Intanto, di Walton nessuna traccia. Elicotteri, cani poliziotto perlustrano una vasta zona, inutilmente. Finché, al quinto giorno, l’uomo ricompare, a una trentina di Km dal luogo in cui era avvenuto l’incontro con l’UFO. Racconta di essere stato sottoposto ad ogni tipo di esami nell’interno della macchina, prima di perdere conoscenza.

Il capitano Thomas Mantell

7 Gennaio 1948, prime ore del pomeriggio. Un grande corpo volante discoidale e luminoso è avvistato dai cittadini di Madisonville e da migliaia di testimoni in tutto il Kentucky, agenti di polizia compresi. Comparso poco dopo sulla base aerea dell’USAF di Godman Field, non lungi da Fort Knox, viene inseguito da tre “Mustang” F-51, in volo di ricognizione. Il capo squadriglia, capitano Thomas Mantell, reduce della seconda Guerra Mondiale, ha l’ordine di intercettarlo. “Ho avvistato l’oggetto”, comunica il pilota alla torre. “Sembra di metallo, ed è di dimensioni spaventose. Ora comincia ad innalzarsi”. Segue una lunga pausa….! “Si trova sempre sopra di me e procede alla mia stessa velocità, se non ad una maggiore….ora mi sto portando ad una quota di seimila metri…..se non mi riesce di avvicinarlo, abbandonerò l’inseguimento”. Ufficialmente, questo fu l’ultimo comunicato del capitano Mantell. Il corpo del pilota fu trovato sfracellato fra i frammenti del suo apparecchio ad una novantina di miglia dal campo. Le spiegazioni contraddittorie delle Autorità non valsero a chiarire il mistero della sua fine.

Il tenente Felix Moncla

23 Novembre 1953, tarda serata. Una stazione radar della difesa aerea del Michingan rileva un ordigno volante sconosciuto su Soo Locks (le dighe sul canale di Sault Sainte Marie). Viene dato l’allarme ed un F-89 con ai comandi il tenente Felix Moncla e con l’addetto al radar tenente R.Wilson decolla dalla base dell’USAF di Kimross per intercettare l’intruso. Sulla scia dell’obiettivo, il jet militare punta verso il Lago Superiore. Ad un certo momento l’operatore della base si accinge a comunicare ai due piloti che l’UFO sarebbe dovuto, data la distanza ravvicinata, essere visibile anche sul radar di bordo. Ma constata che sullo schermo i due “blip” si sono fusi in uno solo. Vi è dunque stata una collisione? Il caccia statunitense non rispose più e non fece rientro. E a dispetto delle ricerche, non se ne ritrovò il minimo frammento, come se si fosse volatilizzato con l’oggetto inseguito, rapidamente allontanatosi.

Il pilota Frederick Valentich

21 Ottobre 1968, ore 19:06. Il pilota Frederik Valentich, sullo stretto di Bass (Australia) ai comandi di un Cessna 182, comunica alla torre di Melbourne di essere inseguito da “un grande aereo munito di quattro luci brillanti”. Ma non è un aereo. L’oggetto è di forma allungata, e comincia ad esibirsi in una specie di gioco attorno al piccolo Cessna. Alle 19:12 l’ultima comunicazione di Valentich che informa che l’intruso gli è sopra. Segue quindi un rumore metallico prolungato ed i contatto si interrompe. Di Valentich non fu trovata traccia, e così pure del suo aereo. Questi ed altri episodi del genere pongono l’inquietante problema della presunta ostilità del fenomeno.

Gli UFO sono apparsi da un giorno all’altro da un capo all’altro della Terra, fra le popolazioni più disparate. E’ un fenomeno di portata mondiale, ed un mistero che avvolge l’umanità da decenni. Centinaia di casi sono stati archiviati come “inspiegabili”. Non c’è da pronunciarsi in maniera definitiva sull’argomento. Ci sono testimonianze da scartare, fenomeni ottici di rifrazione o di ionizzazione atmosferica, palloni sonda meteorologici, corpi celesti, aerei visti in particolari condizioni, satelliti artificiali, fulmini globulari, allucinazioni collettive,  ma ci sono anche storie incredibili raccontate da persone credibili. Proprio quest’ultimo punto ci pone delle serie difficoltà. Forse lassù esistono mondi abitati da forme di vita intelligente, e forse è da tempo che viaggiano nel tempo e nello spazio. Ognuno di noi può farsi la sua idea.

 

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