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22 novembre 2013 5 22 /11 /novembre /2013 22:36

Maga

 

«Ecco a quali mali si lasciano trascinare i cristiani tiepidi, i quali, mentre vogliono ricevere la salute fisica, non temono di commettere sacrilegi così nefandi. Infatti chi ascolta questi tali consiglieri del Demonio, ripudiando Cristo sappia che così fa un patto con il Diavolo»
(Sant'Agostino, "Sermo" 280 - PL46,2273)

Lo scopo di questa sezione è quello di mettere in guardia da certi personaggi che si pubblicizzano in grado di risolvere le comuni difficoltà esistenziali (salute, affetti, soldi, ecc.) e che, con l'apparenza di fare del bene al prossimo, sarebbero disposti ad aiutare chi si rivolge a loro in cerca di aiuto. In realtà costoro si rivelano, nella maggior parte dei casi, ambigui individui con non di rado hanno le mani in pasta nel mondo esoterico ed occultista.

Con l'occasione è bene definire la differenza tra i due termini.

  • - L'Esoterismo si propone di aprire una porta per introdurre, attraverso un'iniziazione, alla conoscenza di verità nascoste, una conoscenza che pretenderebbe di essere anche illuminante.
  • - Si dovrebbe invece intendere per Occultismo un modo di agire che mira al dominio dei poteri materiali procurati dalla Magia; ne ricerca quindi le tecniche, che vanno dall'alchimia alla Stregoneria. Tali pratiche verrebbero trasmesse attraverso iniziazioni segrete.

In realtà la linea di demarcazione tra le due definizioni è alquanto confusa ed incerta, in quanto, in molte discipline e movimenti pseudo-religiosi, confluiscono entrambi i termini sia per quanto concerne la filosofia dottrinale che l'approccio pratico.

E' frequente il caso di persone che si dichiarano dotati di particolari "doni", "fluidi" ed "energie" che utilizzerebbero per risolvere problemi di vario tipo, spesso senza dichiarare apertamente di appartenere al filone magico. Un tipico esempio pubblicitario che è possibile trovare nei giornali, alla televisione, nei volantini o lungo la strada è il seguente: "Dott.ssa XX. Medium, veggente ed esorcista. Proveniente dall'ordine dei marabutti, ben noto nella sacra foresta africana. Una grande esperienza grazie ai doni ricevuti dal padre. Specialista in problemi d'amore, sesso, salute, affetto, esami o concorsi, riconciliazione, liberazione dal malocchio, protezione, affari, difficoltà finanziarie. Aiuto a risolvere tutti i problemi. Lavoro serio, rapido ed efficace. Massima riservatezza. Non si preoccupi, la fortuna le sorriderà!"
Ne risulta un messaggio ben congegnato che non accenna al ricorso diretto alla Magia. Se questa signora non fosse una vera maga, per lo meno conosce molto bene le esigenze della gente; sono infatti elencati tutti i bisogni più reconditi.
Sono numerosi i ciarlatani, i truffatori che pensano solo a fare soldi ingannando la gente e che mettono in scena spettacoli scenografici privi tuttavia di ogni reale potere occulto. E' tuttavia importante considerare che accanto a questa categoria esiste anche la realtà di coloro che sono dediti alla vera Magia in modo "professionale". Come esiste il vecchietto di campagna che cura con le erbe, recita strane preghiere e fa particolari segni sulle persone per guarire dalle malattie (orzaiolo, fuoco di Sant'Antonio, ecc.), così troviamo l'uomo d'affari di città che opera nello studio privato con tanto di schedario per i clienti, assistente, e tutti gli strumenti necessari per effettuare rituali di Magia nera.
Vi sono persone di ogni genere che si ritengono dotate di poteri fuori dall'ordinario. Quelle che guariscono le ustioni toccandole con le mani e pronunciando formule spesso simili a preghiere. Quelle che curano i reumatismi, i dolori ed ogni sorta di malattia attraverso il "magnetismo" (o fluido), o servendosi di piante (i "semplici"). Così come veggenti e indovini, capaci di riconoscere alcuni mali e, talvolta, di indicarne la cura.

Stare alla larga da queste persone è l'unica cura preventiva realmente efficace per evitare spiacevoli coinvolgimenti con l'occulto e rilevanti perdite economiche. Evitate perciò tutti coloro che tramite ingannevoli pubblicità (o per semplice passaparola) invitano ad un incontro personale, magari gratuito, per individuare il problema e procedere alla sua risoluzione mediante pratiche alternative. Questi personaggi si fanno generalmente pagare a caro prezzo per arrecare in realtà ulteriori danni. Alcuni, per convincere della bontà della loro opera, si accontentano inizialmente di qualche offerta o anche di nulla, ma solo per convincere il cliente a tornare e creare un rapporto di dipendenza che comincerà a fruttare con continuità nel tempo.
L'apparenza è spesso quella di persone benevole, pacifiche, comprensive, disponibili e che vogliono sinceramente aiutare gli altri, ma in realtà la loro falsità ha come unico obiettivo quello di arricchirsi alle spalle degli ingenui clienti. Al sorriso ed alla frase di conforto si oppone sovente il rituale diabolico che svolgono la notte all'insaputa dei loro frequentatori.
Viene magari detto che il cliente ha ricevuto un maleficio che solo loro sono in grado di sfasciare in cambio di lauti compensi, oppure promettono di poter facilmente guarire da una malattia o da una insormontabile difficoltà della vita.
A volte, se il mago è un vero esperto di Occultismo, per convincere il malcapitato può riuscire realmente a "sospendere" la malattia. Ciò si verifica affinché i clienti credano fermamente nei suoi poteri e siano stimolati a tornare altre volte. La malattia si presenterà tuttavia di nuovo e con maggiore forza, o comunque trasformata in qualcos'altro di peggiore (sul piano fisico, psichico o spirituale). Tutto ciò perché, sebbene non apertamente, costoro praticano vera e propria Magia (bianca, nera o rossa non fa differenza, l'origine è sempre diabolica).

Radiestesia Questi sedicenti fautori di bene possono facilmente giocarsi l'ingenuità delle persone rovinandole spiritualmente, fisicamente, ed economicamente. Anche semplici pratiche come versare dell'olio in una bacinella d'acqua per interpretarne i segni, l'uso del pendolino, la lettura della sfera di cristallo o dei fondi del caffè, l'uso della piramide energetica o cose simili sono veri e propri rituali che spesso coinvolgono forze occulte.
Sovente recitano frasi magiche mescolate a preghiere tradizionali per convincere della bontà delle loro azioni o consegnano strani oggetti da mettere sotto il cuscino per prendere sonno. Per loro non fa alcuna differenza invocare Dio od evocare il Diavolo, in quanto in entrambi i casi il loro approccio, puramente magico, è finalizzato al raggiungimento dell'obiettivo prefissato.
Viene spesso consigliato anche un uso improprio degli elementi religiosi come l'acqua santa, che, ad esempio, deve essere raccolta da sette chiese differenti, per essere poi spruzzata in determinati punti della casa...
Oppure vengono consegnate candele da accendere in determinati periodi o giorni, o sacchettini ed amuleti da portare addosso per attirare la fortuna e proteggere. A volte tirano in ballo nei loro discorsi anche Dio, la Madonna ed i Santi (e magari espongono qualche foto e immagine sacra).
Molti dicono di essere in comunicazione diretta con qualche angelo, anima di defunto o santo (il più menzionato è Padre Pio) anche se in realtà il loro unico filo conduttore è il Demonio.

Quando hanno raggiunto l'età matura, fra i quaranta e i cinquanta anni, gli operatori dell'occulto si preoccupano di trasmettere ad un successore il segreto ed i poteri da cui essi dipendono, affinché il dono non vada perduto. Viene trasmesso ad un unico successore che è stato scelto, più raramente a due eredi, poiché il tutto rischierebbe di perdere il velo di mistero che lo ricopre. In campo occultistico, l'iniziazione misteriosa è un elemento essenziale del potere e della credibilità sociale. Colui che ha ricevuto i poteri si assume con ciò il dovere di esercitarli a sua volta affinché non si affievoliscano e di trasmetterli perché non vadano perduti.
In occasione della trasmissione dei poteri viene anche consegnato il cosiddetto "libretto del comando", considerato come una sorta di "lampada di Aladino satanica" contestualizzata in un libro e contenente un'iniziazione alla Magia cerimoniale ed all'evocazione degli spiriti. A volte, può trattarsi semplicemente di un diario segreto redatto dal mago e contenente una raccolta di formule magiche con vari consigli.
Gli operatori dell'occulto sono quindi influenzati nelle loro azioni da entità spirituali maligne (anche se non sempre si considerano veri e propri adoratori di Satana) ed i loro poteri possono potenzialmente sconvolgere ed ammaliare l'ingenuo cliente che finisce per vedere nel mago l'unico punto di riferimento. Per convincere i malcapitati vengono spesso rivelati fatti nascosti sulla vita della persona, consigliate particolari abitudini e comportamenti, o viene incitato all'odio verso parenti che dichiarano responsabili di qualche difficoltà o maleficio ricevuto.
La conseguenza non può essere che un graduale ed inesorabile distaccamento dalla vera religione e da tutto ciò che può realmente portare alla risoluzione dei propri problemi (medici, famiglia, amici, ecc.). Il mago diventa l'unica e più importante guida in grado di indirizzare l'altrui vita e risolvere ogni problematica che possa emergere.

Tra i diversi tipi di oggetti che gli operatori dell'occulto cercano di consegnare a caro prezzo al cliente, indicandoli come indispensabili per proteggere dalle negatività ed attirare la buona sorte, possiamo trovare:

  • - candele, spesso colorate e con significati e funzioni diverse;
  • - amuleti, vari oggetti di origine naturale (denti di squalo, conchiglie, malachite, ossa, cristalli, piume, vischio, ecc.);
  • - talismani, preparati appositamente con un preciso intento ed uso del cliente (spesso composti da più elementi messi insieme);
  • - pentacoli, figura simbolica che sintetizza un'intera dottrina mediante disegni, segni e lettere. Celebre è la stella a sei punte o "sigillo di Salomone" o il quadrato magico Sator.

Accettare, acquistare ed indossare oggetti di questo tipo comporta una spesa inutile (spesso molto gravosa) e spiacevoli conseguenze legate a fenomeni di disturbo ed infiltrazione spiritica (a prescindere dall'uso che ne viene fatto e dal risultato che ne consegue).

In realtà solo Gesù e la sua Chiesa possono aiutare, guidare, proteggere e liberare dagli influssi malefici che disturbano ed opprimono l'uomo nella vita quotidiana. Solo Dio nella sua onnipotenza è sovrano di tutte le cose create, visibili ed invisibili. Solo affidandosi a lui ed abbandonandosi filialmente nelle sue mani possiamo raggiungere la vera pace e la liberazione dai nostri nemici spirituali, anche se a volte il percorso può risultare lungo, impervio e difficoltoso. E' poco utile, anzi dannoso, impegnarsi in un'estenuante e sterile ricerca del miglior mago in grado di risolvere definitivamente e velocemente i propri problemi. Spesso questa fase segue quella della ricerca del migliore Prete che tuttavia non ci ha fatto raggiungere i risultati desiderati; ciò perché spesso anche il ministro di Dio viene visto come una sorta di stregone dotato di particolari poteri. L'affidamento a Dio, unito ad un radicale cambiamento di vita, alla rinuncia al peccato ed alla reale apertura alla Chiesa e allo Spirito Santo, rappresenta il punto di svolta, il cardine di molte vite che sono passate da una fase di disperazione ed angoscia ad un'altra di pace e di filiale speranza. Tutto ciò che è alternativo e promette risultati rapidi e infallibili è soltanto uno specchietto per le allodole.

Appendice: i guaritori di campagna

Magia popolareLa medicina popolare ha sempre rappresentato, fin dall'antichità, un sistema di difesa della salute sia in senso preventivo che in senso terapeutico. La figura del guaritore coinvolge attraverso i suoi riti la comunità e la famiglia. In ambito rurale, le cause delle malattie sono spesso state ricercate in elementi esterni che l'ammalato tende a personificare, come nella possessione, negli invasamenti, nel malocchio, nelle fatture oppure attraverso una caduta delle sue difese personali.
Tra le terapie preventive più utilizzate rientrano i rituali con gli amuleti, i portafortuna, gli "abitini" (sacchetti magici con contenuto ibrido dato dai simboli legati alla religione, es. un frammento della stola del Prete o un pezzo della corda di una campana, con chicchi di grano, di riso, erbe miracolose, coda di lucertola), che inducono forti suggestioni nel soggetto che li utilizza.
Le malattie curate dai guaritori sono assai specifiche: il fuoco di Sant'Antonio, gli orzaioli, i porri, le storte, le sciatiche, i vermi dei bambini, la erisipela ed i vari problemi agli animali.
A volte, il guaritore di campagna risulta essere anche un pranoterapeuta e sensitivo, aumentando ulteriormente la sua notorietà tra i suoi compaesani che si rivolgeranno a lui in maggior numero.
Rituali pagani di duemila anni fa si sovrappongono a quelli cristiani, tanto che i guaritori di campagna usano spesso immagini o medagliette raffiguranti Santi o ricorrono alla gestualità religiosa come il segno della croce ripetuto più volte (spesso tre, ritenuto numero magico) per la cosiddetta segnatura della parte malata. Il terapeuta, analogamente allo sciamano delle società primitive, racchiude insomma una duplice funzione: quella religiosa (di intermediazione tra il mondo reale e l'aldilà) e quella curativa.
La Chiesa ufficiale mostra da sempre scetticismo ed avversione per questo tipo di credenze, nonostante la fede religiosa sia un elemento essenziale presente nel guaritore e venga richiesta a chi riceverà una segnatura. Qualche Sacerdote, comunque, figlio o parente di guaritori, nonostante le proibizioni ecclesiastiche, mostra tolleranza o a volte crede a questo genere di cose.
Racconta una donna, prescelta dalla nonna per tramandare quest'arte: "Quando fui battezzata dentro le fasce la nonna nascose quello che serve per segnare: un tralcio di vite per le storte, i fiori per gli occhi, i chicchi d'orzo e di riso per i porri, un filo nero infilato in un ago per l'orzaiolo. Tutti questi strumenti nascosti nelle fasce sono stati battezzati con me e penso che anche i miei fratelli li avessero".
Se questo rituale non veniva svolto il bambino non poteva ricevere la virtù, che doveva risalire dal momento del battesimo ed essere completata quando "l'erede" era abbastanza grande da poter tenere a mente le formule segrete ed essere sicuri che non le svelasse a nessuno.
La "consegna" della formula rituale probabilmente ancora oggi, come nel passato, avviene la notte di Natale, considerata magica per eccellenza. Il guaritore sceglie la persona a cui svelare le parole segrete e quest'ultima deve ripeterle dentro di sé fino a memorizzarle; niente può essere pronunciato o messo per scritto.
Predestinati a questo tipo di sorte, erano anche coloro che "nascevano con la camicia". Questa metafora che ancora oggi sta a significare "nascere fortunati", deriva in realtà dal mancato distacco del sacco amniotico fetale (la camicia appunto) al momento della nascita. Nascere vestiti veniva ritenuto segno di particolare fortuna e soprattutto di particolare virtù, per esempio quella di guarire. Quando dunque un bambino nasceva vestito, si provvedeva immediatamente a rompere il sacco perché il piccolo potesse tirar fuori la testa e respirare, e poi prima ancora di vedere se era maschio o femmina lo si investiva del potere di segnare questa o quella malattia: il che avveniva a volte attraverso un piccolo rito che consisteva nel pronunciare certe formule e preghiere, dopo aver messo in mano al neonato un oggetto che simboleggiava la malattia che si voleva che curasse: un carbone per il fuoco di S. Antonio, un baco da seta per i vermi e così via. Parole e segno venivano poi insegnati al bambino appena era in grado di capire. Oggi naturalmente ciò non accade più per l'intervento ostetrico che separa il bambino dalla membrana amniotica aderente al suo piccolo corpo.
Il materiale usato per la Magia di campagna è costituito da oggetti semplici: vegetali come i fiori, gli steli di grano, i rami, oppure il pane, il vino o la celebre goccia d'olio versata in una bacinella d'acqua contro il malocchio.

 

 

 

http://www.diosalva.net/it/inganni-demonio/maghi-operatori-occulto-cristianesimo-chiesa.php

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16 ottobre 2013 3 16 /10 /ottobre /2013 22:04

Senza rendercene conto, sappiamo già, per istinto, che cos’è l’aura, cioè l’energia che emaniamo e assorbiamo.

Siamo anche in grado di capire l’aura di chi sta intorno a noi, delle cose e degli ambienti.

E comunichiamo con persone, cose, ambienti non solo con la parola, i gesti, i colori che indossiamo, ma anche con il nostro solo essere, con l’aura appunto.

 

Noi siamo infatti immersi nell’aura, che è il nostro campo energetico. Una domanda che i miei pazienti e studenti spesso mi pongono, riguarda la preoccupazione di venire contagiati dall’energia negativa di altre persone. La frequenza di questa domanda rivela che un numero sempre crescente di individui e’ consapevole del fatto che esiste un impatto energetico tra le persone. Anche chi non riconosce il concetto di influenze energetiche, in qualche modo sa che le persone con cui si ha a che fare provocano un certo effetto sulla propria persona. In alcune circostanze, capita di sentire uno spostamento emotivo che può manifestarsi come fastidio, rabbia, o un mix qualunque di emozioni e che sembra affiorare dal nulla. Infatti, anche quando una persona si mostra piuttosto gentile, puo’ emanare un’energia sgradevole. Se dopo un’attenta introspezione non troviamo tracce o ricordi di tragedie personali o altri elementi che potrebbero giustificare il nostro improvviso cambiamento emotivo, allora e’ possibile che sia dovuto proprio all’energia negativa della persona con cui parliamo o di qualcun altro intorno a noi. E’ come entrare in una stanza piena di fumo. Uscendo, i nostri abiti, la pelle, il corpo, sono impregnati di quell’odore. Allo stesso modo, trovandoci in mezzo alla negatività emotiva, possiamo impregnarci? di energie che mettono in subbuglio la psiche e le emozioni. Quando inaliamo degli odori forti, il corpo reagisce respingendoli e prevenendo l’accesso al tratto respiratorio. Succede di tossire, di non riuscire a respirare, di secernere lacrime per ripulirci dalle molecole che ci invadono. In termini energetici, lo stesso accade al contatto con un’energia negativa: provoca una reazione emotiva e fisica che mette a dura prova il nostro essere.

Ci sono casi di persone che che si lamentano perché sospettano che qualcuno stia rubando la loro energia. Chiunque pratichi tecniche per sottrarre energia agli altri, ?prende su? tutto, inclusa l’eventuale energia negativa della sua vittima. Ecco perché chi si dedica a pratiche perverse solitamente non è in salute, per dire il meno. Infatti, rubare energia è alquanto insensato, visto che nell’universo sono disponibili forza vitale ed altre energie benevole nella loro forma piú pura. E riguardo a chi pratica metodi di guarigione? In primo luogo, per un guaritore è importante mantenere distacco e chiarezza mentre cura, in modo da non contaminare il paziente con la propria energia e viceversa non venire contaminato. In lunghi anni di esperienza con pazienti che a loro volta praticano la professione medica o che si dedicano alla guarigione, ho notato che dopo un po’ di tempo tendono a bruciarsi? e ad esaurire le loro risorse energetiche, non potendo più lavorare. Hanno accumulato così tanta energia negativa dai pazienti, da ammalarsi loro stessi.

Purtroppo, chi imparara a guarire è perlopiù interessato ad imparare solo le tecniche di guarigione. Pochi sono disposti a dedicare tempo per rafforzare la propria persona ed acquisire il distacco necessario per la propria salute. Anche gli insegnanti di guarigione, che spesso addirittura ignorano quest’aspetto, hanno come obiettivo principale la formazione tecnica degli alunni, che placa l’impazienza dello studente e che lo incoraggia a praticare da subito, contribuendo alla divulgazione dei metodi e delle tradizioni. Infatti, ciò che richiede più tempo per imparare a guarire, non è la padronanza tecnica. Sul piano energetico avviene un processo di donazione. La conoscenza è conferita energeticamente come una dote naturale. I guaritori spesso perdono tempo in discorsi, tecniche, rituali e cerimoniali che servono a placare la mente razionale e dare alle loro attività un tono importante. In verità il tempo e la dedizione dovrebbero essere rivolti all’apprendimento delle tecniche per coordinare e rafforzare il corpo fisico, emozionale ed energetico, in modo da aquisire distacco e mantenere la piena efficacia.

Molte volte sento le persone affermare: Io non sto affatto agganciandomi energeticamente a nessuno? C’e’ una differenza tra affermare ed essere. Non basta la consapevolezza intellettuale. Così c’è chi si inganna da solo, pensando di essere protetto. Il motivo, in parte, dipende da una visione semplicistica della protezione, perlopiù perpetuata da insegnamenti che suppongono che basti visualizzare una specie di luce protettiva intorno al proprio essere per considerarsi protetti. Benché questi insegnamenti abbiano un fondo di verità peccano di superficialità. Uno scudo efficace e forte è il risultato di pratica e diligenza. Maggiore l’energia, più resistente lo scudo. Quando durante una sessione di guarigione ci estendiamo mentalmente e fisicamente per aiutare qualcun altro, ci stiamo già aprendo. È come essere nascosti in un bunker e voler comunicare con qualcuno all’esterno. Una volta aperta la porta non si è più protetti.

Facciamo ora delle distinzioni tra le diverse forme d’impatto con le impronte energetiche provenienti dall’esterno. Come abbiamo visto, ci sono impronte energetiche che ci giungono da altri individui e che si manifestano sotto forma di emozioni molto potenti. Se una persona è turbata, non conosciamo necessariamente la particolare natura della causa, ma sentiamo l’impatto emotivo, o meglio, l’impatto energetico dell’emozione. Per la nostra energia è come essere esposti ad un vento fortissimo che ci fa spendere molta forza per rimanere in equilibrio. Ecco perchè ci stanchiamo.

Quando viviamo quest’esperienza attraverso qualcun’altro, non ne conosciamo necessariamente il contenuto, ma avvertiamo lo stesso le potenti emozioni che ci arrivano energeticamente. A livello fisico, l’altro individuo ci può trasmettere segnali di turbamento attraverso l’espressione verbale o col linguaggio corporeo. A livello energetico è più sottile e molto potente.

Poi ci sono le impronte energetiche provenienti dall’ambiente. Quando ci troviamo in un luogo pubblico, per esempio ad assistere a un avvenimento politico o sportivo, l’energia che ci circonda è tale da caricarci in un determinato modo. Anche se l’evento è nel complesso esaltante, può capitare di sentirci psichicamente stanchi, questo perché ci siamo esposti ad un vortice di energia contenente un’intera gamma di emozioni forti. A prescindere dalla particolare provenienza di queste energie, siamo noi che, se abbiamo dei problemi di dispiacere, tristezza, rabbia o altro, abbiamo la tendenza a risonare con chi ha gli stessi problemi ed emana le stesse vibrazioni, anche se a distanza. Questo avviene con più’ facilità a chi è energeticamente sensibile.

Per prevenire la contaminazione energetica è fondamentale esercitarsi al distacco. Non è un concetto intellettuale. Solo un rigoroso allenamento individuale, sia fisico che mentale, impedisce di agganciarsi ai drammi esistenziali della vita altrui. Davanti all’energia negativa dovete essere come una porta divisoria, sbarrandone l’ingresso. Questo implica più impegno di una semplice visualizzazione, comprensione o consapevolezza mentale. È importante, inoltre, capire la differenza tra distacco e altruismo. C’è spesso chi reagisce indignato e protesta: ?Perché devo avere distacco? Sono una persona che si interessa agli altri e desidero aiutare e guarire le persone?. Vi prego di capire, ?distacco? non significa fregarsene degli altri. Naturalmente, quando cercate di aiutare qualcuno a cui volete bene, dovete fare del vostro meglio, senza però sentirvi in colpa se non ottenete il risultato desiderato. Altrettanto nel caso in cui volete aiutare qualcuno che pone resistenza, o perché non vuole più essere aiutato, o perché non è più in condizione di elaborare un certo tipo o quantitativo di informazioni in quel preciso momento. A quel punto dovete essere in grado di fermarvi, senza rimanere delusi o con un senso di frustrazione. Se, al contrario, tendete ad insistere, significa che vi siete agganciati energeticamente al paziente. Allora, invece di aiutarlo, state interferendo con la sua decisione, in nome della benevolenza e della generosità. Mantenere la vostra integrità energetica è unicamente una questione di intento. Uno degli esempi più comuni sono quei genitori che hanno così a cuore i loro figli da dettare legge in ogni campo, che si tratti di educazione, carriera o rapporti interpersonali. Interferiscono nella vita della loro prole anche innanzi ad una forte resistenza e al risentimento. Questo tipo di genitori persiste ed insiste, ricorrendo talvolta a pressioni psicologiche ed economiche. Ed è infatti così che vengono create e trasmesse di generazione in generazione la maggior parte delle impronte energetiche negative.

Dunque, è importante mantenere intatti i confini. Ecco che cos’è il distacco; non agganciarsi alle persone e rispettare i limiti di confine quando si cerca di aiutare qualcuno. Non si può obbligare una persona ad accettare un aiuto, per buono o meraviglioso che voi crediate che sia. Una persona ha la libera facolta’ di scegliere. Questo approccio va messo regolarmente in pratica finché non diventa naturale. Svilupperete gradualmente un’armatura che sarete in grado di mantenere senza sforzo. Ogni qual volta dovete consciamente pensare per erigere una barriera difensiva, non avrà la massima efficacia. Infatti, vi è uno spreco di energie. Il meccanismo di difesa deve essere naturale, come la pioggia che scivola via dalle piume di un’anatra.

Un’altro argomento a cui fare attenzione riguarda l’eccessivo coinvolgimento in se stessi. Qualsiasi forma di dialogo interno o di preoccupazione denota che stiamo pensando troppo a noi stessi. E quando siamo troppo presi da noi stessi, siamo più propensi a raccogliere e risonare con le emanazioni intorno a noi. È importante lavorare sul silenzio interiore per non sprecare inutilmente energia nel dialogo mentale, permettendoci di mantenere uno stato di consapevolezza più alto.

Questi suggerimenti possono apparire facili, ma ottenere i risultati non lo è altrettanto. Rafforzare la propria integrità energetica richiede diligenza, in modo da non perdere l’equilibrio e cadere in preda al bagaglio emotivo degli altri. A prescindere dall’individuo, ci vuole una certa quantità di tempo perché avvenga una trasformazione interiore. La disciplina giusta ci permette di reagire meglio all’energia negativa degli altri. Ma, ancora più profondamente offre una trasformazione interiore che conferisce pieno potere e creatività. Purtroppo la maggior parte delle persone non sono disposte a dedicarvi tempo e fatica, o non sanno bene da che parte iniziare. Spesso gli individui soccombono all’importanza personale e all’arroganza, pensando di essere protetti da Dio e confondendo la falsa umiltà e il sentimentalismo con l’assenza di importanza personale. Molti di quelli che si fanno chiamare, per modo di dire, guru e maestri, danno l’aria di essere umili, quando in realtà si esauriscono nello sforzo di preservare la facciata. L’effetto di questo genere di atteggiamenti è deleterio su questi individui, come sui loro seguaci.

Eliminare l’importanza personale è la via più efficace per affrontare l’energia negativa.

Possiamo stilare una ''classifica'' delle diversità in questione:

Chakra

L’AURA ETERICA

E’ il primo “guscio”, molto sottile, appena più grande del corpo fisico, ma vibra a un livello più elevato di quello fisico: si potrebbero paragonare alla mano ed al guanto.

Si spinge fino a 5 cm dal corpo fisico ed è composta da una serie di linee luminose di un colore che va dall’azzurro chiaro al grigio. Più il soggetto è fisicamente forte, più spessa è l’aura e più intenso il colore grigio. In quest’aura confluiscono tutte le sensazioni fisiche, la vitalità fisica e le riserve energetiche del corpo. Un’aura eterica forte conferisce vigore fisico, vita sessuale e sensuale soddisfacente, appetito corretto, sonno regolare.

L’AURA EMOTIVA

Sporge dal corpo di circa 10 cm ed è il secondo “guscio”. Non riproduce con fedeltà la forma del corpo, ma si tratta di una serie di addensamenti di luce fluttuante di vari colori. E’ collegata alle emozioni e ai sentimenti consci verso se stessi. Se il soggetto prova sentimenti positivi, cioè se ha un buon rapporto con se stesso, l’aura ha colori vivaci e vari; in caso contrario ha colori cupi. Un’aura emotiva negativa avrà ripercussioni anche sul fisico.

L’AURA MENTALE

Ha uno spessore di circa 20 cm ed è formata da una serie di linee di luce di colore giallo concentrate attorno alla testa e alle spalle, da dove scendono a “ricoprire” tutto il corpo. E’ la sede del pensiero razionale e definisce il nostro livello di lucidità mentale, la nostra capacità di apprendimento. Se l’aura mentale e aura emotiva operano armoniosamente fra loro, noi ci sentiamo sicuri e a nostro agio. Un’aura mentale troppo forte rispetto alle due precedenti spingerà la persona a risolvere i suoi problemi con l’aiuto della ragione tagliando fuori sentimenti ed emozioni. Se è fragile o poco sviluppata o ha assorbito molta negatività durante l’infanzia, l’individuo ha scarse capacità di reagire alla negatività e scarse capacità di assimilare e utilizzare la positività.

L’AURA ASTRALE

Si espande fino a 30 cm dal corpo fisico ed è visibile come un fluido omogeneo di luce di vario colore. Questo “guscio” racchiude emozioni, gioie, dispiaceri, la sensibilità della persona nei rapporti con gli altri. Un’aura astrale di colore scuro e di consistenza densa segnala vulnerabilità emotiva, desiderio di solitudine, aridità, affettiva; un’aura astrale ben sviluppata dona la capacità di percepire con la sensibilità persone e ambienti, di avere rapporti stabili e soddisfacenti, di considerare l’amore uno dei cardini della vita. L’aura astrale è il ponte di passaggio fra il mondo fisico e quello spirituale.

L’AURA ETERICA MATRICE

Sporge fino a 60 cm dal corpo fisico ed è composta di linee trasparenti su uno sfondo blu cobalto. Contiene le impronte o matrici del futuro dell’individuo. Chi ha quest’aura forte ed equilibrata si sente realizzato in ciò che fa, non ha la sensazione di essere fuori posto, si sente in armonia con ciò che lo circonda, tende a portare a termine i progetti, è scrupoloso e affidabile. Se quest’aura è negativa, il soggetto non è soddisfatto delle cose che fa, non ha un progetto o uno scopo nella vita, tende a sentirsi sfruttato, è disorientato, incontra difficoltà a comprendere concetti complessi.

L’AURA CELESTIALE

Giunge fino a 70 cm dal corpo fisico ed è composta di raggi di luce iridescente che si dipartono dal centro del corpo. Se i raggi sono intensi e rettilinei, quest’aura è forte ed equilibrata. Presiede all’emotività spirituale, all’amore divino, alla meditazione e alla preghiera.

L’AURA CAUSALE

Sporge dal corpo fino a 100 cm ed è composta di filamenti intrecciati di intensa luce dorata che avvolgono tutto il corpo formando una specie di uovo, detto uovo aurico, nel quale sono racchiusi tutti gli strati dell’aura. Ci collega con le energie superiori e con l’universo, ci rende capaci di distacco e di grandi imprese quali l’autoguarigione, la preveggenza. Quando questa aura è forte ed equilibrata, la persona sa esprimere la creatività e sa capire il significato della vita.

 

 

 

 

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Published by il conte rovescio - in angeologia e demonologia
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18 settembre 2013 3 18 /09 /settembre /2013 21:10

 


In provincia di Rovigo, viveva fino a poco tempo fa una sensitiva che ha aiutato (come si suol dire in termine spirituale) spiriti ancora terreni ad andare nella luce. Fra le sue esperienze ve ne sono 2 che vi voglio raccontare. Il primo caso è situato non molto lontano dal caso della bambina annegata, di cui ho esposto una precedente relazione, si tratta sempre di una bambina che appariva agli abitanti vicino ad uno stagno non molto lontano da Trecenta (se non lo stesso borgo del caso della bambina annegata).
Le testimonianze di coloro che ebbero modo di vederla dicono che si presentava quasi tutte le sere in un vestitino bianco, quasi luminoso, col viso dolcissimo e restava ferma immobile vicino allo stagno per molto tempo, richiamando così l’attenzione di chi passava in quel luogo così poco trafficato. Allo spavento iniziale si andava ad aggiungere la preoccupazione e la curiosità per una presenza alla quale non sapevano dare una spiegazione e più di qualcuno aveva paura di passare di là nelle ore notturne. Quella presenza stava comunque mandando dei messaggi ma che rimanevano incomprensibili. Qualcuno avanzò l’ipotesi che potesse trattarsi dello spettro di una bambina morta annegata in quelle acque molti anni prima.

Della notizia viene a conoscenza Anna, una signora semplice e tranquilla, che possiede capacità sensitive non comuni. Più che incuriosita si sente attratta dall’evento e sente il bisogno di recarsi là, in quel posto dove la bambina continua a mostrarsi. Chiese quindi al marito di accompagnarla in quel luogo all’imbrunire e una volta giunta sul posto si fermò sulla riva dello stagno e aspettò. L’attesa non fu lunga. Le poche notizie che ho sull’evento dicono che la bambina uscì dall’acqua, si fermò sul solito posto e con voce triste rivolta ad Anna disse:
”Mi chiamo …e sono chiusa dentro la casa, non posso uscire…puoi aiutami per favore?…” e poi aggiunse qualche altra cosa della quale non sono stato messo a conoscenza. Anna si congedò dalla giovinetta con un tenero saluto e una promessa.
Nei giorni a seguire Anna si diede un gran da fare e seguendo le dovute procedure burocratiche e richiedendo alcuni permessi entrò in quella casa accompagnata da delle persone autorizzate. Indicò loro, naturalmente sorpresi dalla richiesta, una parete da abbattere, e quando il varco fu sufficientemente grande da potervi guardare oltre, lo stupore e lo sdegno li avvolse in un mutismo irreale. In uno stanzino dalle dimensioni ridottissime, un vestitino bianco copriva i resti di una bambina che aveva trovato la morte in condizioni indescrivibili, rannicchiata su se stessa e dimenticata nel tempo. Quella piccola creatura era stata con molte probabilità murata ancora in vita.
Da quello che so nessuno mai si è interessato a fare luce sul caso. Ai poveri resti fu data cristiana sepoltura e da allora la bambina non si è più mostrata a nessuno.

Il secondo e forse ultimo caso di Anna si svolse in un altro paese del Rodigino:

Intorno agli anni novanta una coppia di coniugi, C. P. ed R. S., decisero di acquistare una casa a Villanova del Ghebbo in provincia di Rovigo. La casa era piuttosto vecchia e disabitata da un po’ di tempo ed era loro intenzione procedere quanto prima con i dovuti lavori di manutenzione e restauro in modo da poterci andare ad abitare entro la fine dell’anno. Erano a conoscenza che in quella casa era morto un ragazzo a causa delle esalazioni tossiche causate da uno scaldabagno difettoso ma non avrebbero mai immaginato quello che li stava aspettando. Da un vicino vennero informati che da quella casa gli ultimi abitanti se ne erano andati precipitosamente e terrorizzati. L’anziana signora, che ci abitava con due giovani sposi, si rifiutava di dormire nella sua camera e aveva preparato un lettino nella cucina dove trascorreva ormai tutte le notti. Altre persone che abitano nelle vicinanze dissero di avere sentito più volte, durante le ore notturne, strani rumori e delle urla disperate provenire da quella casa e che la fuga precipitosa era dovuta a qualche cosa che stava succedendo all’interno.
Inutile dire la preoccupazione dei due coniugi quando appresero queste notizie anche per il fatto che dovevano far crescere dei figli ancora in giovane età e che avevano bisogno di stare in un posto tranquillo e non certo di terrore. Decisero quindi di contattare Anna, amica e sensitiva e che aveva già risolto casi di spiritismo, ma senza informarla di quello che si diceva su quella casa in modo da potere averne oltretutto una conferma. Anna arrivò una domenica pomeriggio in compagnia del marito e dopo i convenevoli si apprestavano ad entrare.
Appena Anna varcò la soglia si bloccò, impallidì e fu colta da malessere. Non rispose alla domande dei presenti preoccupati per le sue condizioni, si riprese solo dopo qualche minuto e ancora tremante disse che in quella casa c’era qualche cosa di strano e che doveva essere risolto.
“ Ora devo andare di sopra” disse ai coniugi “e devo andare da sola”. S’incamminò salendo la ripida scala che porta al piano superiore. Dopo una ventina di minuti videro Anna scendere le scale molto lentamente ancora pallida in viso ed esausta. Non avevano ancora trovato il coraggio di chiedere che cosa fosse accaduto quando Anna, avvicinandosi ai due, disse: “ Ora potete stare tranquilli, vi lascerà vivere in pace senza recarvi alcun fastidio”. C. e R.. si guardarono in faccia e prima ancora che chiedessero spiegazioni Anna aggiunse. “ Ho parlato con lo spirito del giovane che ha trovato la morte in questa casa e gli ho riferito che sarebbero venute ad abitarci delle persone buone e per bene e che dovevano far crescere dei bambini in pace. Mi ha promesso che così sarebbe stato”.
E cosi è stato. A lavori ultimati andarono ad abitare in quella casa e non è successo nulla più. Non hanno mai raccontato a nessuno questa storia neppure ai loro figli ed è solo un caso che lo abbiano fatto con me. Ho chiesto loro se potevano farmi incontrare Anna ma mi hanno risposto che in seguito sono stati a farle visita ma che l’avevano trovata stanca, esaurita e gravemente malata, forse provata dalle numerose esperienze, come nel caso specifico, e che nel corso degli anni hanno probabilmente minato la sua salute. Ha aggiunto che desiderava essere lasciata in pace e che non voleva più parlare con nessuno.
Peccato, perché Anna avrebbe avuto molte cose da raccontare e sicuramente le sue esperienze avrebbero aiutato a capire il mondo dell’ignoto.

(Tratto e liberamente elaborato dalle ricerche USAC - Dino Colognesi)
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13 agosto 2013 2 13 /08 /agosto /2013 22:21

sognare-universi-paralleli-03.jpg‘Dormire’ già rappresenta, di per sè, una di quelle funzioni umane che ancora fanno discutere i circoli scientifici.

Infatti, alla domanda ‘perchè dormiamo?’ i ricercatori non hanno ancora trovato una risposta convincente e condivisa. Eppure, si tratta di una funzione di fondamentale importanza, senza la quale un essere vivente potrebbe anche morire.

Sono molte le teorie che cercano di spiegare perchè l’uomo passi un terzo della sua vita dormendo. Si è passati dal considerare il sonno alla stregua di altri adattamenti evolutivi, riconoscendogli la funzione di recupero energetico e quindi d’inattività mentale e fisica ad un’idea di sonno attivo, caratterizzato da sotto-processi indispensabili per la vita dell’essere umano. Il sonno, insomma, è uno dei misteri della biologia.

Ma a porre altri interrogativi è l’attività legata a doppio filo al sonno, cioè ‘sognare’. I sogni hanno affascinato l’essere umano sin dall’antichità. Per i nostri antenati erano il mezzo utilizzato dagli dei per entrare in comunicazione con gli uomini. Anche nella Bibbia vengono riportati episodi in cui si narra di sogni destinati ad istruire la persona su la volontà di Dio.

Ma perchè sogniamo? A cosa servono i sogni? Anche in questo caso, sono state proposte numerose teorie, ma nessuna di esse risulta pienamente condivisa dai ricercatori. Considerando l’enorme quantità di tempo che passiamo in stato di sogno, il fatto che i ricercatori non abbiano ancora capito la funzione dei sogni può sembrare sconcertante.

 

Dopo essere stati oggetto di riflessione da parte di uomini religiosi e filosofi, solo di recente i sogni sono diventati oggetto di ricerca empirica e studio scientifico.

Innanzitutto, cominciamo da una domanda di base: che cosa è un sogno? Tutti noi abbiamo fatto l’esperienza sconcertante di sogni dal contenuto misterioso, composto da immagini, pensieri ed emozioni praticamente reali.

Essi possono essere straordinariamente vividi o molto vaghi, piene di emozioni gioiose, dalle quali mai vorremmo svegliarci, o da immagini spaventose che condizionano il nostro stato d’animo durante la veglia.

E come spiegare l’esperienza che in molti hanno provato del ‘sogno nel sogno’?  Sognare di sognare non è così frequente,  ma quando capita  colpisce molto la fantasia ed il ricordo del sognatore che si sente proiettato in una profondità inconscia o in una vita parallela misteriosa.

Ricercatori come lo psichiatra e scrittore Frederik van Eeden hanno anche parlato di ‘sogni lucidi’ o ‘sogni coscienti’, per indicare un’esperienza durante la quale si può prendere coscienza del fatto di stare sognando. Il sognatore in questione, detto ‘onironauta’, può quindi, con la pratica, esplorare e modificare a piacere il proprio sogno.

Stephen LaBerge, scienziato all’università di Stanford e fondatore del Lucidity Institute, un centro di ricerca sul fenomeno dei sogni lucidi, descrive l’esperienza come "il sognare sapendo di stare sognando".

In realtà, non esiste una definizione universalmente accettata dei sogni. In generale si osserva una forte corrispondenza con la fase REM, durante la quale un elettroencefalogramma rileva un’attività cerebrale paragonabile a quella della veglia. I sogni che siamo in grado di ricordare, non avvenuti durante la fase REM, sono a confronto più banali.

Un uomo in media sogna complessivamente per sei anni durante la sua vita(circa due ore per ogni notte). Non si conosce ancora l’area del cervello in cui hanno origine i sogni, né sappiamo se abbiano origine in una singola area o se più parti del cervello vi concorrano, né conosciamo lo scopo dei sogni per il corpo e la mente. Insomma, ci troviamo di fronte ad un enigma biologico vero e proprio.

Alcuni ricercatori sostengono che i sogni non servano a nulla di reale, mentre altri sono convinti che sognare sia una funzione fondamentale della mente, con ricadute benefiche sullo stato emotivo e fisico della persona.

Ernest Hoffman, direttore dello Sleep Disorder Center presso il Newton Wellesley Hospital di Boston, suggerisce che una possibile funzione dei sogni (anche se certamente non provata) è che questi tessano nuovo materiale nell’archivio della memoria cerebrale, in modo da ridurre l’eccitazione emotiva e contribuire all’attenuazione di ulteriori traumi e stati di stress.

Deirdre Barret, psicologa dell’Harvard University, è invece convinta che i sogni siano lo strumento di cui è dotato l’uomo per risolvere i problemi. Sognare potrebbe aiutarci a trovare soluzioni a problemi che ci affliggono durante le ore di veglia. Si tratterebbe di un’attività cerebrale simile al pensiero, ma in uno stato leggermente diverso rispetto a quando i nostri occhi sono aperti.

La Barret, per argomentare la sua teoria, ha legato il ‘sognare’ all’evoluzione: “La mia opinione è che l’evoluzione non spreca nulla. Tutte le funzioni degli esseri viventi si evolvono per uno scopo, per generare qualcosa di utile”.

Lo scopo della ricercatrice è quello di dimostrare che i sogni non sono un semplice sottoprodotto dello stato REM tipico del sonno profondo, ma il frutto di una lunghissima storia evolutiva che ha dotato i viventi di tale facoltà per uno scopo preciso.

Tuttavia, non tutti sono d’accordo con la prospettiva suggerita dalla Barret. Alcuni ricercatori si sono chiesti se l’uomo, e gli altri esseri viventi, si fossero evoluti su un pianeta perennemente illuminato, dove l’alternanza notte/giorno sarebbe stata inesistente, lo stesso avrebbero sviluppato l’esigenza del sonno e la facoltà di sognare?

Inoltre, a giudizio di molti, il sonno non sembra un attività così pratica: dall’uomo al gatto, dai rettili agli uccelli e gli insetti,  trascorriamo tanta parte della nostra vita in uno stato, il sonno, durante il quale non possiamo procacciarci cibo, ne accoppiarci e quindi riprodurci; in cui rimaniamo vulnerabili agli attacchi dei predatori mentre continuiamo a consumare, comunque, una quota significativa di energie. Basti pensare che tra otto ore passate a letto in stato di veglia anziché dormendo, in termini di consumo energetico la differenza sta in un bicchiere di latte.

Infine, se come afferma la Barret il sogno è finalizzato alla soluzione di problemi che ci affliggono nelle ore di veglia, come mai su 8 ore passate a dormire, ne trascorriamo solo due nella terra dei sogni? E perché il sonno ha sede nel tronco encefalico, la parte più primitiva del cervello?

La psicoanalisi

sognare-universi-paralleli-01.jpgIl padre della psicanalisi, Sigmud Freud, suggerì che i sogni possano essere una rappresentazione di desideri inconsci, pensieri e motivazioni. Secondo la sua visione della personalità, le persone sono guidate da istinti aggressivi e sessuali, normalmente repressi dalla consapevolezza cosciente.

Se questi istinti non possono essere espressi consapevolmente, Freud pensò che potessero trovare la loro strada nei sogni. Nel suo famoso libro ‘L’interpretazione dei sogni’, Freud scrisse che i sogni sono “adempimenti camuffati di desideri repressi”.

Nonostante la teoria di Freud abbia contribuito alla popolarità dell’interpretazione dei sogni, ricerche successive hanno dimostrato che il contenuto manifesto del sogno nasconde il vero significato psicologico. Tale modello, chiamato “teoria di attivazione di sintesi”, fu elaborato nel 1976 da J. Allan Hobson e Robert McCarley, secondo i quali i circuiti nel cervello si attivano durante il sonno REM, il che fa sì che alle aree del sistema limbico coinvolto nelle emozioni, sensazioni e ricordi, di diventare attive.

Il cervello sintetizza questa attività interna e tenta di dare significato a questi segnali, attività che si traduce nel ‘sognare’. Questo modello suggerisce che i sogni sono un’interpretazione personale di segnali generati dal cervello durante il sonno.

Anche se questa teoria suggerisce che i sogni siano il risultato di segnali generati internamente, Hobson è convinto che i sogni non siano privi di significato, anzi “si tratta del nostro stato di coscienza più creativo. Alcuni sogni sembrano non avere senso, eppure spesso sono davvero utili a darci nuove informazioni: sognare non è tempo sprecato”, conclude il ricercatore.

Universi paralleli

sognare-universi-paralleli.jpgA fare un’incursione nella ‘questione onirica’ c’è anche la fisica quantistica. Alcuni scienziati si stanno progressivamente convincendo che i nostri sogni siano delle finestre che affacciano in universi paralleli, dove le cose avvengono in maniera molto diversa rispetto al nostro universo.

Considerando la possibilità che gli universi paralleli esistenti possano esistere in numero infinito, allora anche le possibilità dei sogni sono infinite. Nei sogni abbiamo la capacità di migrare nel ‘multiverso’ sperimentando viaggi davvero incredibili.

Mentre il mondo gira, miliardi di persone, e forse anche gli animali, fanno questi viaggi interdimensionali. Il confronto tra i modelli cerebrali tra veglia e sonno indica che il cervello non funziona in modo simile nei due stati, eppure, in entrambi i casi, siamo consapevoli e presenti a noi stessi.

In entrambi gli stati stiamo ricevendo input sensoriali, anche se nel caso dei sogni l’origine di questi dati in ingresso e degli organi coinvolti nella loro ricezione rimangono un mistero. In un articolo pubblicato qualche tempo fa sul fenomeno del Deja Vù, furono presentati i pareri di alcuni ricercatori in proposito.

Il dott. Michio Kaku, conosciuto dalla maggior parte delle persone per la sua attività di divulgatore scientifico e per le sue teorie che certamente travalicano i confini delle fisica tradizionale, ha proposto un’interessante connessione tra il fenomeno del déjà vu e l’esistenza degli universi paralleli.

Secondo il dott. Kaku, la fisica quantistica afferma che c’è la possibilità che il déjà vu sia causato dalla nostra capacità di saltare da un universo all’altro! E’ un pò come se centinaia di onde radio differenti fossero trasmesse intorno a noi da stazioni lontane.

Se siamo in possesso dello strumento giusto, una semplice radiolina, possiamo ascoltare una sola frequenza alla volta, questo perchè tutte le frequenze non sono in fase tra loro.

Ogni stazione trasmette il proprio segnale a una frequenza diversa, con un’energia diversa. Il risultato è che la radiolina può captare una sola frequenza alla volta. Allo stesso modo, nel nostro universo noi siamo sintonizzati sulla frequenza che corrisponde alla realtà fisica. Ma ci sono un numero infinito di realtà parallele che esistono attorno a noi, "trasmesse" ad una frequenza differente dalla nostra e con le quali noi non possiamo sintonizzarci.

Trasportando questa suggestiva teoria alla ‘questione onirica’, possiamo supporre che i sogni si producano quando il nostro cervello (la nostra mente) è in grado di sintonizzarsi su un differente stato quantico dell’Universo, cioè un universo parallelo?

Quando ci troviamo a sognare una situazione talmente vivida da sembrare reale, stiamo forse ‘captando’ la mente e i dati sensoriali del nostro ‘alterego parallelo’? Ed è anche possibile che un nostro alterego si sintonizzi sulla nostra mente per sognare la nostra vita?

Chissà! Possibilità del genere aprono a domande più profonde, quali ‘che cosa è la coscienza’? Essa è la più sfuggente ed eterea delle realtà che possiamo comprendere. La fisica quantistica, con il progresso degli studi, tende sempre più a staccare la coscienza dai processi chimici e fisici del cervello, fino a darle una esistenza propria (che alcuni chiamano ‘anima’) e darle la dignità di ‘struttura fondamentale dell’universo’.    FONTE

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30 luglio 2013 2 30 /07 /luglio /2013 22:18

KETER = Corona.

Simile ad una corona, che è posta al di sopra del capo e lo circonda, Keter si trova al di sopra di tutte le altre Sefirot. Così come la corona non fa parte del capo ma è cosa distinta, Keter è fondamentalmente diversa dalle altre Sefirot. Essa è il trascendente, l'ineffabile, l'origine di tutte le luci che riempiono le altre Sefirot. Nel corpo umano essa non ha una corrispondenza specifica, in quanto lo avvolge tutto, ma a volte la si associa con la scatola cranica. Secondo la Cabalà, Keter contiene una struttura tripartita, che nell'anima corrisponde alle tre esperienze di Fede, Beatitudine, Volere. Quello della struttura tripartita di Keter è uno dei segreti più importanti di tutta la Cabalà. Keter è la radice dell’Albero, che quindi è capovolto, dato che possiede le radici in alto e i rami in basso.

CHOKHMà = Sapienza

È il lampo dell'intuizione che illumina l'intelletto, è il punto in cui il super-conscio tocca il cosciente. È il seme dell'idea, il pensiero interiore, i cui dettagli non sono ancora differenziati. È la capacità di sopportare il paradosso, di pensare non in modo lineare ma simultaneo. Si tratta di uno stato raggiungibile solo a tratti, e comunque richiede una grande maturità ed esperienza. È lo stato del "non giudizio", in quanto con la sapienza si percepisce come la verità abbia sempre aspetti. Nel corpo umano corrisponde all'emisfero cerebrale destro. Nel servizio dell'anima corrisponde allo stato di Bitul = Nullificazione del sé. In altri termini, è possibile raggiungere la sapienza solo tramite l’annullamento dell’ego separato e separatore.

BINà = Intelligenza.

È il prendere forma dell'idea o del concetto concepito da Chokhmà. Si tratta della sede del pensiero logico, razionale, matematico, sia nella sua forma astratta e speculativa che in quella concreta e applicata. È quella forma di pensiero che si appoggia alle parole, è può venire scambiato e condiviso tramite il linguaggio. Binà è la capacità di integrare nella propria personalità concetti e idee diverse, assimilandole e ponendole in comunicazione. Se Binà funziona a dovere, il pensiero diventa in grado di influenzare positivamente le proprie emozioni, in virtù delle verità comprese e integrate nella propria personalità. Nel corpo umano Binà corrisponde all'emisfero cerebrale sinistro. Ai suoi livelli più evoluti, Binà convoglia l'esperienza della Felicità, il trasformarsi delle giuste conoscenze intellettuali nella gioia di chi sente di avere trovato le risposte.

DA'AT = Conoscenza unificante.

Poiché Keter è troppo elevata e sublime per venire conosciuta e contata, il suo posto viene preso da un'undicesima Sefirà, posta più in basso, tra il livello di Chokhmà - Binà e quello di Tiferet. Essa permette l'unificazione dei due modi di pensare tipici degli emisferi cerebrali destro e sinistro: intuizione e logica. Da'at è l'origine della capacità di unificare ogni coppia di opposti. Spiritualmente parlando, essa è la produttrice del seme umano che viene trasmesso durante il rapporto sessuale. Nel corpo umano corrisponde alla parte centrale del cervello e al cervelletto. Nel Chasidismo essa diventa la facoltà dello Yichud, Unione.

CHESED = Amore.

Si esprime tramite benevolenza e generosità, assolute e senza limiti. È l'amore che tutto perdona e giustifica. La creazione è motivata dal Chesed di Dio, che ne costituisce la base sulla quale poggia, come dice il verso: "Olam chesed ibanè" = "Il mondo viene costruito sull'amore". Si tratta della capacità di attrarre a sé, di perdonare, di nutrire i meritevoli come i non meritevoli. È attaccamento e devozione, è la mano destra, che vuole chiamare a sé, avvicinare gli altri.

GHEVURà = Forza.

Il fulgore di Chesed è troppo intenso per le creature finite e limitate, e se esse lo ricevessero in pieno ne sarebbero soffocate. Ghevurà si incarica di restringere, diminuire, controllare e indirizzare tale discesa di luce e abbondanza. È la mano sinistra, estesa per respingere, è ogni tipo di forza atta a porre limite e termine all'esistenza. Pur avendo delle connotazioni negative, senza Ghevurà l'amore non potrebbe realizzarsi, in quanto non troverebbe un recipiente atto a contenerlo. Inoltre, è quel calore eccitato e entusiasta che accompagna l'amore. Senza Ghevurà, l’Amore non sarebbe altro che un sentimento pio e meritevole, ma privo di dinamismo e forza attiva. Nell'anima illuminata Ghevurà si trasforma nella virtù del Timor di Dio.

TIFERET = Bellezza.

È la Sefirà che si incarica di armonizzare i due opposti modi operativi di Chesed e Ghevurà. Tiferet è costituita da tanti colori riuniti insieme, cioè dal coesistere di tante tonalità e caratteri diversi, integrati in un'unica personalità. Si rivela nelle complesse emozioni provate contemplando il bello e l’armonia estetica. Corrisponde all'esperienza della Compassione, che è amore misurato, capace di premiare e di lodare, ma anche di rimproverare e di punire pacatamente, se necessario, affinché il bene si imponga sul male con forza sempre maggiore. Nel corpo umano si trova al centro del cuore.

NETZACH = Eternità o Vittoria.

È la capacità di estendere e realizzare l'amore di Chesed nel mondo, dandogli durata e stabilità, e vincendo gli ostacoli che si frappongono alle buone intenzioni. È costanza e decisione, è il saper vincere, cioè il non inebriarsi eccessivamente della vittoria. È il senso di Sicurezza che pervade chi sa di appoggiarsi sul luogo giusto. Nel corpo corrisponde alla gamba destra.

HOD = Splendore.

Si incarica di rendere concrete le emozioni provenienti da Ghevurà. È la capacità dinamica dell'individuo, applicata al mutare delle circostanze esterne. È la velocità di cambiamento, l'adattarsi a nuove esigenze. È il saper perdere, cioè il non abbattersi per le sconfitte, ma l'imparare da esse ciò che va cambiato. È il senso degli affari e del vivere in società. Corrisponde alla qualità della Semplicità, che nella Cabalà viene spiegata come la capacità di non preoccuparsi troppo del futuro. Nel corpo essa occupa la gamba sinistra.

YESOD = Fondamento.

È il luogo ove si concentrano tutte le emozioni, è la base segreta della propria personalità, le aspirazioni nascoste, gli ideali, le attrazioni emotive. Governa anche il riuscire a fondere insieme tutto ciò che si ha da dare, e l'indirizzarlo verso la persona giusta nel momento giusto. La sua locazione nel corpo fisico è nella zona degli organi sessuali; Yesod controlla dunque la vita sessuale, la cui giusta espressione è il fondamento su cui basare la personalità. È la qualità della Verità, intesa come tratto indispensabile per realizzare felicemente le relazioni umane.

MALKHUT = Regno o Sovranità.

Pur essendo l'ultima Sefirà, essa ha un ruolo importantissimo. È la somma dei propri desideri, la percezione di ciò che ci manca. È la componente che motiva e indirizza l'operato di tutte le altre facoltà. In chi accumula abbastanza meriti, è il luogo ove la luce cambia direzione, passando dalla discesa alla salita. In chi non ha meriti, è il luogo ove si fa esperienza della caduta, della povertà e della morte. Al meglio, Malkhut è il femminile per eccellenza, la sposa desiderata, la Shekhinà, o la parte femminile di Dio. Nell'anima individuale è la qualità dell'Abbassamento, senza la quale ogni atto di governo e ogni espressione di potere sono fasulli, destinati prima o poi a crollare miseramente. Infatti, a livello fisico essa è la pianta dei piedi, o la terra stessa. Malkhut è l'origine di ogni recipiente, è il mondo fisico, il più vicino alle forze del male e quindi il più bisognoso di protezione, che le viene accordata grazie all'osservanza dei precetti e alla pratica delle buone azioni.  

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24 luglio 2013 3 24 /07 /luglio /2013 22:09

a mitologia proto-araba è ricca di riferimenti a esseri celesti dagli incredibili poteri, all’apparizione di luci nel cielo, alla presenza di manufatti tecnologici dalle magiche proprietà. 

Il termine arabo jinn (dal verbo jānn, celare, in italiano spesso tradotto come "genio") indica, nella religione pre-islamica e in quella musulmana, una entità soprannaturale intermedia fra mondo angelico e umanità, che ha per lo più carattere maligno, anche se in certi casi può esprimersi in maniera benevola e protettiva.

L'etimologia della parola è stata a lungo discussa, qualcuno la vorrebbe collegare semplicisticamente al termine latino genius, la maggioranza degli studiosi concorda invece nel rifarsi alla radice linguistica aramaica che significa "nascondersi, occultarsi". E' da notare inoltre come il termine stesso si avvicini foneticamente a Gehenna, il luogo infuocato immaginato dallo Ebraismo dove le anime cattive sarebbero state purificate. 
In età preislamica (jāhiliyya) i jinn erano accreditati di notevole potenza, quasi sempre in grado di esprimere una devastante e spesso mortale cattiveria. Secondo la tradizione islamica gli spiriti abitano nei luoghi in rovina, abbandonati dall'uomo. 
I jinn sono spiriti invisibili, ma ugualmente vivono e muoiono, si sposano e si riproducono, hanno intelligenza e libero arbitrio, e possono dunque scegliere fra il vero e il falso, il giusto e l'ingiusto, il bene e il male. 
Ciò che li distingue chiaramente dall'umanità, sono i poteri e le abilità di cui sono dotati. Tutti i jinn hanno rapidità di movimento, riescono ad attraversare lunghe distanze in poco tempo, ma non possono prevedere il futuro. Hanno il potere di intraprendere qualsiasi forma fisica, quindi comparire come esseri umani, alberi, animali o assumere la direzione delle menti e dei corpi di altre creature.
Caratteristiche e Particolarità dei Jinn
Ci sono tre tipologie di jinn: uno che vola nell'aria, uno che ha sembianze di serpente o cane, e uno che si sposta all'interno di un luogo limitato. Esistono diversi nomi per differenziare le loro caratteristiche:
- Quelli che non hanno nessuna particolarità vengono detti jinni;
- Quelli che abitano insieme agli uomini si chiamano 'imar (al singolare ‘amir);
- Quelli che vedono i bambini sono chiamati arwah (al singolare ruh);
- Quelli cattivi originati dalla luce o dal fuoco vengono considerati satanici e quindi detti shayatin (al singolare shaytan);
- Quelli chiamati marid vengono spesso descritti come i più arroganti e orgogliosi tipi di jinn. Hanno la capacità di esaudire i desideri dei mortali, nonostante siano legati a rituali per invocarli o imprigionarli.
- Quelli più potenti e diabolici sono nominati ‘ifarit (al singolare ‘ifrit), conosciuti come spiriti del fuoco. Essi appaiono come uomini di eccezionale forza e si considerano superiori alle altre creature perché convinti della loro primigenia creazione, quindi soffrono molto il fatto che alcuni umani abbiano trovato delle formule magiche capaci di garantire il controllo su di loro. Quando interpellati mostrano un atteggiamento ironico e malizioso e tentano ogni volta che possono di travisare gli ordini del proprio padrone.
Secondo la tradizione islamica i jinn satanici sperano di incitare la gente ad adorare altri oltre ad Allah e si distinguono per alcuni comportamenti tipici: mangiano con la mano sinistra, si riuniscono al crepuscolo, prediligono luoghi di decadenza come i cimiteri e i bagni, entrano e vivono nelle case in cui le persone stesse vivono, amano la corruzione, l'odio, la disubbidienza e la malvagità. 
La Leggenda dei Jinn secondo il Corano.
I jinn sono creature di Allah, il quale gli ha creati da una fiamma senza fumo. I primi esseri che abitarono la terra furono i jinn, i quali sparsero corruzione uccidendosi l’un l’altro. Dio allora mandò contro di loro un esercito di jinn, angeli creati dal fuoco. Al loro comando c’era azazil (al–harith) o iblis (termine certamente adattato dal greco diàbolos per indicare satana o shaytān) un jinn molto bello che risiedeva in cielo durante la notte e sulla terra durante il giorno e che custodiva il tesoro del paradiso. Ma quando Dio chiese agli angeli di prostrarsi di fronte ad Adamo tutti ubbidirono tranne azazil che rifiutò ritenendo Adamo inferiore a lui in quanto fatto di terra.
«Eppur Noi vi abbiam stabiliti sulla terra e v'abbiam dato i mezzi per viverci: quanto poco siete riconoscenti! 
Eppure vi abbiam creati, poi vi abbiam formati, poi abbiam detto agli angeli: "Prostratevi avanti ad Adamo!"
E si prostrarono tutti, eccetto Iblīs, che tra i prostrati non fu.
E disse Iddio: "Che cosa t'ha impedito di prostrarti, quando Io te l'ho ordinato?"
E quegli rispose: "Io sono migliore di lui. Me Tu creasti di fuoco e lui creasti di fango!"»
[Corano, VII:10-12]
Dio punì azazil facendolo diventare un ribelle lapidato (shaytān rajim) e da allora il suo nome divenne iblis che significa afflitto, disperato.
I jinn nel folklore arabo e musulmano sono brutti e cattivi demoni che hanno poteri soprannaturali che possono trasmettere alle persone che hanno la conoscenza di richiamarli. Una leggenda narra che re Salomone possedeva un anello, che assumeva anche la forma di un diamante, con cui chiamava i jinn ad aiutare i suoi eserciti in battaglia. Attraverso la magia e l’aiuto di questo mistico oggetto riusciva a dominarli. 
Per la mitologia persiana alcuni di loro vivono in un luogo chiamato Jinnistan. Altri fonti rivelano che i jinn vivono con altri esseri soprannaturali, tra montagne di smeraldo che circondano la terra.
Bam – il Ritorno dei Jinn.
La leggenda racconta che i jinn arrivarono nella cittadella di Bam quasi tre secoli fa. La città in forma di fortezza (o la fortezza in forma di città) era qui, color ocra e rosso al sole del tramonto, ai margini del deserto, e c'era già da quasi mille anni. L’avevano fondata forse i Parti nel 250 a.C., ma questa è la data che indicano gli uomini colti: da sempre gli abitanti preferiscono invece parlare di un altro mitico fondatore, un re-dragone vissuto ancora più lontano nel tempo. Ad ogni modo, quando arrivarono i jinn, Arg-e-Bam, la "cittadella di Bam", era già un antico monumento di argilla cruda: le mura, le torri, le cupole, i portali, i palazzi erano fatti – come oggi - di khesht, i mattoni che, invece di essere cotti nei forni, vengono semplicemente seccati al sole.  Poi c'erano anche paglia, fango, tronchi d'albero di palma, qualche piccola trave in legno grezzo: case, scuole, palestre, moschee, bagni, tutto era fatto così.
Tutto si disfaceva di continuo, perché l'impasto che teneva insieme i mattoni era pressato in forme di legno d'una trentina di centimetri, e dopo un po' asciugava e diventava polvere.  Ma tutto veniva ricostruito nello stesso modo, utilizzando sempre l'argilla dei deserto, come se Arg-e-Bam non fosse che un gigantesco, straordinario immenso castello di sabbia in attesa di un’onda che se lo portasse via, e che per fortuna non arrivava mai.
Così, all'ombra del muro di cinta e delle torri - si dice che arrivassero a essere più di sessanta alte sette o otto metri, e da esse le vedette spiavano l'avvicinarsi degli scorridori del deserto - si sono avvicendate generazioni di uomini e dinastie diverse: prima i Sassanidi, poi gli Abassidi che nel IX secolo vi portarono l'Islam, quindi i Tamaridi discendenti di Tamerlano, poi ancora i Safavide nel XVI secolo. Al tempo del rinascimento persiano - nel nostro Cinquecento - la città era ancora la principale fortezza a difesa della Via della Seta, anche se la capitale era stata trasferita a Isfahan dove lo scià Abbas aveva creato una corte illuminata popolata da artisti, filosofi, scienziati e architetti.
Sarebbe stato così fino al Settecento, quando appunto arrivarono i jinn.
Perché mai?  Perché nel 1722 la città fortezza venne abbandonata dai suoi tredicimila abitanti a causa di una orribile strage compiuta da tribù venute dall'Afghanistan, contro le quali nulla avevano potuto neppure le mura spesse due o tre metri. L’aveva raccontato anche Marco Polo, passato qui, tanto tempo prima: "Da queste parti i banditi sono numerosi e terribili, e hanno madri indiane e padri tartari".
Nella città popolata ormai solo da qualche vecchio impastatore di mattoni, i jinn - dice ancora la leggenda - trovarono le loro tane negli androni abbandonati, si arrampicarono sui bastioni ed esercitarono la loro magia, facendo fiorire i datteri e riportando l'acqua nei pozzi.

Per più di cent'anni è andata così finché a rimandare (parzialmente) nell'ombra gli spiriti, a metà Ottocento, sono stati i tentativi di riportare gli uomini vivi nell'antica fortezza, installandovi per esempio una caserma. La guarnigione militare è rimasta operativa fino agli anni Trenta del secolo scorso: ma i soldati non si occupavano più delle vie carovaniere, e la loro vigilanza era invece diretta ai pozzi dell'oro nero, il petrolio scoperto in tutto l'Iran meridionale.
Intanto nella valle, andava crescendo Arg-e-jadid, la "nuova cittadella", dove si era trasferita la gente. L’ultimo abitante residente, una anziana donna, aveva lasciato la cittadella una quindicina di anni fa. Gli ultimi che impastavano i mattoni, si erano trasferiti da tempo. Nel 1993 il presidente Ali Akbar Hashemi Rafsanjani è venuto per la prima volta sulla rocca di Bam, e ne è stato talmente impressionato da invitare i connazionali a compiere, almeno una volta nella loro vita, una visita alla città abbandonata. Negli ultimi anni hanno ripreso in modo massiccio i lavori di restauro e di consolidamento grazie all'Organizzazione dei beni culturali iraniana.
L’opera di conservazione è continuata fino al 2003, quando a causa di un forte terremoto - uno dei tanti che negli ultimi secoli ha scosso queste terre - ha alzato la grande onda che s'è portata via il castello di sabbia. Le torri, le mura, le case, le due moschee, il centro storico... non solo, anche tutto ciò che era stato ricostruito nella valle se n'è andato.
Ora i jinn hanno molto più spazio a disposizione…
I Ghoul.
Nell’antico folklore arabo si descrivono altre figure diaboliche, denominati ghoul, ovvero sottospecie di jinn a metà tra demoni e non-morti. 
I ghoul, pur rientrando nella categoria dei demoni jinn, sono dotati di corpo materiale. Il loro aspetto fisico è quello di persone emaciate, quasi sempre glabre e dai lineamenti affilati. Visti da lontano possono essere scambiati per esseri umani, ma da vicino è impossibile non notare i denti appuntiti, gli occhi dotati di enormi pupille e la pelle spesso consumata dailla necrosi coagulativa. I ghoul sono però in grado di mutare la loro forma in quella di animali mangiatori di carogne, in particolare in iene. 


Solitamente vivono in aree a bassa densità di popolazione, in quanto preferiscono dare la caccia a viaggiatori solitari, a volte inseguendoli anche per giorni prima di colpirli. I ghoul preferiscono prede giovani e facili da uccidere. Spesso e volentieri ripiegano anche sulla necrofagia. Sono infatti anche conosciuti come violatori di tombe e profanatori di cadaveri, che rientrano alla perfezione nel loro particolare regime alimentare. Più vivono in solitudine, nutrendosi di corpi morti, più subiscono degenerazioni fisiche che li rendono distinguibili dai normali esseri umani. 
In passato era possibile trovarli solo in prossimità di luoghi ameni e abbandonati, specialmente lungo le vecchie vie carovaniere del deserto. Con l'avvento dell'era industriale pare che alcuni ghoul siano rimasti ingolositi dalla prospettiva di bazzicare le grandi città, ricche sia di vivi che di cadaveri freschi.
Circolano diverse leggende popolari che narrano di nutrite colonie di ghoul insediate nei livelli sotterranei di centri abitati di grandi dimensioni. Pare che utilizzino le gallerie fognarie o della metropolitana per catturare occasionali senzatetto e disperati, reietti del mondo di superficie, la cui scomparsa non insospettisce nessuno.
Altri si limitano a “frequentare” nottetempo cimiteri e obitori, veri e propri depositi di cibo a buon mercato. È forse possibile che i frequenti casi di profanazione di tombe e camere mortuarie siano imputabili a questi odiosi parassiti. Proprio i ghoul “cittadini” hanno imparato a convivere in gruppi più numerosi rispetto ai piccoli branchi che infestano invece luoghi più desolati e periferici.
I Jinn nella cultura popolare.
La figura del jinn, più spesso sotto il nome di genio, è stata ripresa diverse volte nell'ambito del cinema e della televisione, così come nelle opere letterarie. Un esempio lampante sono il genio del film d’animazione della Walt Disney “Aladdin e lo stregone Jafar“, il quale si avvicina molto alla natura primitiva del jinn stesso, malvagia e in diretto legame col fuoco. La figura del genio è presente anche in Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta. In alcuni casi la figura del genio ha assunto anche parte dei suoi originali risvolti negativi, come nel caso del film horror “Wishmaster - Il signore dei desideri” oppure di “Red Sands - La forza occulta”. Anche nella serie Supernatural appare un jinn con intenti ostili.
Più di recente sono apparsi nel film “Scontro tra titani”, uscito nell'aprile 2010, dove sono chiamati djinn ("dj" è uno dei modi dell'inglese di rendere il suono della "g"), anche se l'aspetto e le caratteristiche sono piuttosto differenti dal mito classico.
Nella Trilogia di “Bartimeus” di Jonathan Stroud, un jinn è uno dei cinque spiriti più forti; gli altri sono gli afrit (una forma di ‘ifrīt), marid, foliot e folletti.
Nel videogioco “Prince of Persia: Le sabbie dimenticate” - i jinn sono creature di forma umana alleatesi con re Salomone per sconfiggere Ratash, un Ifrit malefico, rinchiudendo la sua armata in una roccaforte persiana. Durante il gioco Razia, l'ultima regina jinn, aiuta il Principe a combattere l'esercito di Ratash liberato da suo fratello. Nella serie di videogiochi Golden Sun, sviluppata da Nintendo e Camelot, i djinn sono creature elementari benevole che aiutano i protagonisti nei combattimenti, e possono inoltre essere trovati e collezionati lungo il viaggio.
Gli stessi ghoul compaiono in libri, film e videogiochi, anche se spesso si attribuisce loro descrizioni, abitudini e poteri differenti. Molte volte vengono infatti confusi con gli zombie, che hanno invece una natura assai differente. Nelle opere di H.P. Lovecraft (v. post correlati) sono creature notturne e sotterranee, ogni tanto si tratta di esseri umani tramutatisi in mostri dopo essersi abbandonati a rituali di necrofagia.
Nel gioco di ruolo “Dungeons and Dragons” - i ghoul sono non morti mostruosi che puzzano di cadavere. In aggiunta alla carne morta catturano e si cibano di vittime viventi. Possono paralizzare con un solo tocco; solo gli elfi ne sono immuni. Nei videogiochi di ruolo “Fallout” - i ghoul sono degli esseri umani mutati dalle radiazioni. Sono quasi completamente privi di pelle e il loro corpo è in costante putrefazione (da qui il loro nome), anche se riescono a vivere per moltissimi anni, ben oltre le capacità umane. Hanno scoperto che per vivere devono rimanere vicini ad una fonte di radiazioni, come un reattore nucleare. 
Nel gioco di ruolo “Vampiri: la Masquerade” - un ghoul è un essere umano a cui è stato dato da bere il sangue di un vampiro, e che ha ottenuto di conseguenza una maggiore longevità e poteri sovrannaturali. I vampiri prendono spesso i ghoul come servi, dato che il processo di bere il sangue di un vampiro crea un legame di fedeltà ed affetto tra il ghoul e il vampiro.
I ghoul sono protagonisti assoluti dell'omonimo film “The Ghoul”, girato nel 1933 e interpretato da Boris Karloff. C'è anche un romanzo intitolato “The ghoul”, scritto dallo scrittore horror americano Brian Keene, che ripropone il mito di queste creature nelle vesti di mangiatori di cadaveri.
In alcuni episodi della serie "The Truth is Out There" (La verità è là fuori) del telefilm "X-Files" entrano in gioco queste creature, spesso di chiare origini orientali, dall'Egitto al Tibet, dal Medio Oriente alla Cina, che si intersecano tra il mito alieno, esoterico e paranormale.
Jinn, Giganti e Grigi.
La cultura islamica teoricamente non pone problemi all’esistenza di una realtà parafisica, come dimostrano i versi del Corano sul mondo parallelo all’uomo dei jinn, esseri a metà fra Dio e l’umanità. Ma fin dai tempi pre-islamici abbondano le citazioni di antiche tecnologie presso gli arabi. Nel deserto del Rub Al-Khali si nasconde, secondo i maghi arabi (Muqarribun), la città di Iram delle Colonne, edificata da jinn e giganti. Può sembrare fantasia, ma la maggior parte del territorio della Penisola arabica è inesplorato a tutt’oggi.
Il culto megalitico è evidente nelle divinità preislamiche. Testimonianze di esploratori dell’800 parlano di Cromlech colossali all’inizio del deserto siro-arabico, mentre le scoperte dei Tholos quasi nuragici dell’Hadramauth di Tosi e De Maigret ci riportano un’altra volta alla civiltà mondiale megalitica, con la presenza di antichi giganti. La teoria parafisica dei jinn di Maometto sembra trovare conferma nelle rivelazioni del generale americano in Arabia Saudita citato da Il Giornale dei Misteri con i documenti segreti sui grigi infra-dimensionali che si spostano tramite magnetismo, entità vampire e nemiche dell’umanità.
Sotto Fes (Marocco) si dice ci sia un intero complesso di gallerie legate all’antica alchimia, simili agli altri esempi di America precolombiana e Tibet. Va ricordata la notizia di gallerie sotterranee sotto le Piramidi d’Egitto abitate da alieni di tipo nordico che starebbero collaborando segretamente con il governo egiziano. Biblioteche come Alessandria e Cartagine non sono state distrutte interamente dagli arabi nel Medioevo, nell’alchimia araba vi sono le tracce allegoriche di una fisica della materia sconosciuta e legata a misteriose civiltà pre-umane.
I frammenti di iscrizioni egizie sparse per la città araba del Cairo lasciano presagire uno schema esoterico di costruzione della stessa, sul modello della Bagdad circolare medievale con i relativi orientamenti astronomici modello Bauval - Gilbert. La stessa cupola delle moschee può essere considerata un accumulatore di energia basato sulle geometrie e topologie quantistiche al pari delle Piramidi. Tutta la sh’ia gnostica e tutte le sette segrete - dai Drusi, agli Alawiti, agli Ahl-i-Haqq - nascondono documenti segreti nelle loro biblioteche per iniziati, con allegorie e miti distorti di altre realtà sorprendenti, come riferito da Kamal Jumblatt, leader druso, ad A. Tomas, riguardo le stanze segrete sotto la Sfinge. Le tombe dei Marabutti nel Maghreb emanano misteriose energie curative connesse a manifestazioni ufologiche. 
Oggi ci sono ufo nei cieli del mondo, che interferiscono nelle guerre, anche tramite la geo-ingegneria clandestina, le sorprendenti alleanze sotto banco con regimi governativi mondiali da parte di draconiani e grigi, per sperimentare nuove tecnologie militari aliene. Non sono soltanto gli americani a firmare patti scellerati con queste figure di fiamma, spiriti di fuoco, demoni selvaggi, il tempo è quasi maturo per il domino dei jinn…
Nel Medio Oriente sono conosciuti i jinn, uomini serpente o dragoni di cui si parla fin dai tempi più antichi. In un libro apocrifo falsamente identificato come il perduto Libro di Jasher, viene descritta una razza di uomini serpente.
Nella Genesi, Dio punisce il serpente per aver convinto con l’inganno Eva a mangiare il frutto della conoscenza. «Allora il Signore Dio disse al serpente: poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame, e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita»
Questo passo della Bibbia suggerirebbe che si riteneva che i serpenti avessero originariamente le gambe. Nell’iconografia dell’arte occidentale vi sono rappresentazioni di una donna con una coda di serpente, qualche volta con piedi da rettile, come nel quadro il Giudizio Universale di Hieronymus Bosch (v. post correlati). Nel Medioevo il Diavolo veniva spesso raffigurato con caratteristiche rettiliformi, così come i jinn nella maggior parte dell’iconografia.
 
 
 
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Published by il conte rovescio - in angeologia e demonologia
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13 luglio 2013 6 13 /07 /luglio /2013 21:57

Lilith

Lilith, la madre dei demoni, la regina dei vampiri, la sovrana delle meretrici e l’imperatrice del male ha perseguitato l’umanità dai tempi dei sumeri fino ai giorni nostri. E’ temuta come demone delle tempeste, associata con la parola semitica Layil indica la notte.
Lilith è di leggendaria bellezza e ossessiona le notti sia degli uomini che delle donne,. Lei era la prima moglie di Adamo e fu creata a indipendentemente da lui , si rifiutò però di giacere sotto suo marito , Lilith fuggì quindi nel deserto dove incontrò creature dannate e bandite dalla creazione e fu considerata la madre dei demoni.
Nella mistica ebraica Lilith era la luna originaria, rifiutando di cedere al sole, fu condannata a riflettere meramente la luce del sole . Lilith è la forza femminile primordiale , bandita in quanto non vi è posto per lei. Lilith è focosa , oscura demonessa forzata all’esilio, attraverso la sua condanna , passa in un’esistenza tetra e diviene un essere qlifotico. L’aspetto lunare di Lilith asppartiene alla Qlifah Gamaliel della quale è regina.
Lei sia Qlifah che una demonessa. La Qlifah Lilith corrisponde a ciò che è selvaggio e carnale , rappresenta la madre terra nei suoi aspetti più violenti, è quella parte dell’esistenza fisica dell’uomo che non può essere controllata: Lilith non giacerà sotto(=madre terra non permetterà d’essere sfruttata).
Lilith è la madre dei demoni ed è in lei che il mago deve cercare altre Qlifoth, è verso di lei che il pentagramma magico dell’oscurità punta: esso punta verso il basso verso terra , il suolo verso le ere antiche e primordiali.
E’ dal suo grembo che il mago evoca i demoni delle qlifoth è esso la tomba in cui l’adepto oscuro entra di sua volontà nel regno della morte .
Trovare la Qlifah Lilith è la prima difficoltà ; essa esiste in Malkuth , quindi esiste nel mezzo del nostro mondo, ma in aspetti dei quali non è assolutamente cosciente . Il sonno è l’assenza dello stato di veglia ed è anche il grambo della Qlifah Lilith, nei sogni appaiono parti represse della nostra mente e possono assumere figura demoniache in risposta ai desideri e paure.
La Quiflah Lilith può aprirsi nei modi più inaspettati, in una parola pittoresca pronunciata in particolare contesto.
Un modo efficacie di contattare la Qlifah di Lilith è andare di notte nella natura e meditare sulle ombre e sulle tenebre, lì dove gli oggetti non sono più visibili e si fondono con la nebbia oscura. Questa oscurità è il suo grembo e questo è lo scopo delle invocazioni del mago. Se si ripete questa formula per 13 volte Lilith potrebbe manifestarsi:

MARAG AMA LILITH RIMOK NAAMAH

Nel corso del contatto con la Qulifah Lilith potrebbero essere ricevute grandi emozioni o idee astratte.La Qulifah Lilith è governata da una demonessa chiamata Naamah, filgia o sorella miore di Lilith, ella è alle volte seducente e altre tirannica. Quando il mago vuole canalizzare la forza della Qlifah invoca Naamah, forza ustata principalmente nel corso di rituali legati al controllo e all’influenza sul piano materiale. Lilith è il lato oscuro della Shekinah e corrisponde alla Sophia degli gnostici e Shakti tantrica. La Shekinah , la Sophia e la Sakti sono la saggezza e le forze nascoste sul piano materiale è può portare ad un livello divino. Lei è Leviathan e Tiamat, il caos antico che esisteva prima della creazione del cosmo. Lilith appare nella forma della dea Kali, la forza rossa e selvaggia che danza in estasi e con una mano distrugge e l’altra crea.. Kali corrisonde al vulcano latente che riposa nell’uomo chiamato Kundalini , spesso rappresentato come un serpente o un drago, Nella tantrica Lilith corrisponde al lato opposto o interno del Muladhara Chakra: zona tra l’ano e ai genitali dove riposa il drago dormiente (kundalini)..
Un modo per contattare Lilith è meditare sul Muladhara Chakra che è rappresentato come un loto rosso, il mago dovrebbe , in questo caso , meditare sulla parte posteriore del loto , qui infatti può essere trovata la caverna in cui il drago riposa prima del suo risveglio.

Gamaliel

La posizione di Lilith su Gamaliel è quella della regina del mondo ed è da qui che lei controlla il mondo, essendo la sua forza nascosta. Gamaliel è l’ombra dell’anima mundi , sfera deisigni e il lato oscuro di Yesod, in Gamaliel è possibile imbattersi nei sogni eche l’uomo normalmente non può o non vuole ricordare da sveglio; questi sogni oscuri rivelano ed espongono lati del proprio essre che non si vogliono accettare : Qlifa dei sogni oscuri. E’ anche sfera della sessualità proibita . Il mago Oscuro entra in Gamaliel per diventare pienamente cosciente dei meccanismi della sessualità e quindi per porre fine a schiavitù da istinti nascosti.
Sia Yesod che Gamaliel appartengono alla sfera astrale . Tutti lasciano il corpo nel sonno, i sogni profondi sono di grande importanza per il mago quando vengono ricordati e controllati.
Il mago incontrerà Succubi e Incubi , amanti demoniaci rispettivamente di sesso femminile e maschile e deve lottare contro l’orgia per raggiungere livelli di coscienza estatici che permettano il rilascio dell’anima. Yesod =luna, Gamaliel=lato oscuro della luna
Eva= fase fertile , Lilith=mestruazioni. Vi sono molti elementi pertinenti sia alla sessualità che al sangue: in molti rituali della stregoneria connessi a Gamaliel vi è il sacrificio del sangue e dei fluidi sessuali del mago stesso.
Gli dei che appartengono a Gamaliel sono: Pan, Dionisio, Frey, Bafoment e il Diavolo medievale, per le dee: Hecate , persefone, Hel..Vi sono anche esseri vampirici = vita, morte , sessualità= eros e Thanatos . Il mago deve avere il pieno controllo sui sogni erotici per trovare nell’oscurità la pietra filosofale , deve esserne cosciente.
La natura astrale include: viaggi, sogni lucidi . evocazioni di Succubi e Incubi . Un metodo vuono sarebbe quello di star svegli per molto , per alcuni giorni, con auto disciplina in modo tale da richiamare evocazioni oniriche o l’astinenza sessuale per lungo periodo per incrementare l’energia sessuale e quindi permettere un contatto più profondo con Gamaliel. Lo scopo delle meditazioni dovrebbe essere lo Svadhisthana Chakra , sulla zona genitale, paragonato ad un loto arancione il mago dovrebbe concentrarsi soprattutto sul posteriore o interiore del Chakra . Lo stato che si raggiunge attraverso questa operazione è molto indicato per l’evocazione si Succubi e Incubi e soprattutto della imperatrice Lilith attraverso l’incantesimo di prima.

Samael

Samael è il marito di Lilith, il suo è uno dei nomi del diavolo , loro danno vita a una stirpe di demoni seducenti che popolano Gamaliel. Samael è il grande tentatore e la tentazione che esso offre è la conoscenza.Nella Qlifah Samalel c’è la vera iniziazione al sentiero della mano sinistra. Qui tutte le concezioni e le prospettive sul mondo vengono messe in discussione e si diventa capaci di vedere oltre le leggi e le regole, acquistando una comprensione personale delle funzioni dell’esistenza , decidendo da soli cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa è il bene e cosa è il male.
Samael è blasfemo , è colui che distrugge l’illusione con il suo intelletto . L’arte psichedelica e surrealistica e dadaista può dare l’idea del lavoro da fare su Samael.
Hod è il lato luminoso , rappresenta l’intelletto e appartiene ai livelli superiori, Samael è l’intelletto oscuro che può essere percepito come pazzia , è l’originalità, il genio attivo al di fuori delle strutturae della ragione e dalle convenzioni della civiltà (E.A.Poe= se la pazzia sia o no la più elevata forma di intelligenza.
In Samael il mago fa un patto con le forze oscure , la pazzia diventa saggezza, la morte vita è il” veleno di Dio” dove le illusioni vengono avvelenate e tutte le categorie decostruiti.
Può esserci il paragone e un calice pieno di veleno : Gamaliel è il calice, Samael è il veleno, A’arab Zaraq l’effetto. Il consumo del vino è un rito di passaggio decisivo che designa lo stato di transizione da uno stadio ad un’altro. Il suo veleno causa la morte iniziatica e porge la volontà vera corrispondente alla Bastia e a Thagirion. Samael è anche la figura mitologica del trickster che trasmette sia la saggezza che la follia. L’iniziazione ai misteri del fuoco appartiene all’iniziazione sul sentiero della mano sinistra e quindi anche alla Qulifah Samael, il mago fa giuramento e acquisisce il controllo della Kundalini, l’energia della vita , il fuoco interno.
E’ un processo che può essere doloroso e il mago oscuro sviluppa la sua identità magica su Samael guardando il mondo con occhi nuovi. Samael avvelena le barriere mortali che frenano l’auto – creazione artistica del mago.

A’arab Zaraq

A’arab Zaraq è l’ultimo livello astrale , Netzach è la sua controparte. A’arab Zaraq rappresenta la battaglia e i suoi poteri vengono invocati dal mago oscuro per vincere le battaglie della vita. Dei della Querra come Odino e Baal sono associati a questa sfera(Baal è il sovrano). Il simbolo di Netzach è la colomba , quello di A’arab Zaraq è il corvo , rappresntante guerra e tempeste , ma anche passione, peccato e saggezza proibita , porta anche messaggi e profezie e rappresenta la coscienza del mago.
Il corvo corrisponde all’anima del mago quando vola in estasi , verso l’unione tra la vita e la morte , passando attraverso una morte simbolica , il mago non la teme più e nello stesso istante impara a vivere. Questa “iniziazione della morte” comincia su questa Qlifah. I corvi volano attraverso il nero mare degli incubi che è Paroketh (il velo che separa il piano astrale da quello mentale), l’ultimo avamposto astrale.
Questa è la sfera dei sentimenti oscuri delle emozioni proibite e di istinti oscuri qui il mago incontra espressioni cretive esplosive (=Sturm und Drang)
Su A’arab Zaraq il mago passa attraverso un battesimo nero e vi è un inondazione che spazza via il velo che separa il vecchio mondo e ne crea uno nuovo.. il mago lascia indietro ciò che non è necessario al cammino magico.
La Venere bianca è pura e appartiene a Netzach e quella nera ( Venus Illegittima) a A’arab Zaraq, il suo amore è sterile sul piano terreno , ma fertile nel mago a livelli superiori nei quali può rinascere come figlio di se stesso e diventa tutt’uno col suo Sè superiore . L avenere Illegittima è la amdre del Daemon , la progenie demoniaca nasce da l’unione degli abitanti della terra e del reame degli spiriti: i Nefilim della Bibbia.

Thagirin

Thagirin significa “disputa” o processo guridico” dove Stana è ‘accusatore per conto di Dio o il luogo dove è ubicata l’amministrazione della giustizia di Dio e il suo giudizio. Questa Qlifah è il lato oscuro di Tipharet= figlio o colui che è generato Tiphareth = cristo ,Messia; Thagirin= anti-cristo, Bestia 666. Si sostiene che l’uomo può salvarsi da sè. Sia Tipharet che Thagirin appartengono alla sfera del sole a livello mentale ed entra in contatto col sè superiore ed entra in contatto con Daemon che sul lato luce assume la forma dell’Angelo custode. (lato oscuro = Bestia o totem animale). Il lato luce= illuminazione intelletuale, lato oscuri= illuminazione istintuale.
Ul dio gnostico Abraxas è associato a questo livello. In alchimia a questo livello corrisponde lo stato del diamante giallo “citrinitas “ e anche il topazio e l’oro. L’adepto fa esperienza del completamento del proprio essere o sè. L’arrivo a questo livello porta a una sensazione di potere totale e per i maghi bianchi l’esperienza è di beatitudine totale. La fera del sole e il livello mentale rappresentano solo metà del cammino del sentiero inisiatico. Qui l’adepto diventa più se stesso . Tiphareth corrisponde al sole nella sua forma luminosa , mentre Thaigirrion corrisponde al sole Nero. Il sole comune è quello che splende del mondo di tutti i giorni, il sole nero invece corrisponde al dio Set della mitologia egizia (nota Seth ,anche Sutekh, Setesh, Set, etc, dio del male nella mitologia egizia secondo la teogonia menphita sviluppata nel periodo tardo.
Fratello di Osiride ,Iside e Nefti).
Il sole è simbolo del sè completo o del sè che può raggiungere l’illuminazione e la consapevolezza solo nel mondo infero. Affrontando la propria morte e entrando sul sentiero oscuro l’uomo può raggiungere l’uomo può raggiungere l’illuminazione e la conoscenza completa di se stesso , incarna il principio dell’asistenza e del divenire = Kehpera , il dio egiziano (nota : Khepera o Khepri - Dio che simboleggia il sole del mattino, la rinascita quotidiana di Rê. Il suo nome significa "diventare". Originario di Héliopolis è rappresentato sotto forma di uno scarabeo. È assimilato ad Osiride nel quadro centrale della cappella nel sepolcro di PétOsiride.) porta il sole nel mondo dei morti dove si auto crea)Il sole nero possiede una forza di relazione indipendente verso il Sè, che genera illuminazione e la forza divina dell’uomo . Il sole nero è il generatore che, nei libri occulti è chiamata Vril, Od o Kundalini del mondo e la forza del Drago .
L’energia solare che emana da Thagirion e il demone solare Sorath ha la sua origine in Thagirion e ha lo stesso valore numerico della Bestia 666. Il numero 666 è quello del Sole Nero e porta in sè la formula “Shemamforash” e il numero 72 entrambi numerti che corrispondono ai numeri segreti di Dio e ai 72 demoni della goetica.

Golachab

Golachab è il più brutale dei poteri Qlifotici(= i fiammeggianti, il vulcano, coloro che bruciano nel fuoco). Secondo alcune teorie questa è la qulifah ti tutte le Qlifoth e riflesso di Geburah, autoritaria e punitiva che nei miti è paragonata ai fuochi dell’inferno, è l’ira di Dio che incutr paura ai devoti, c’è chi sostiene che le qlifoth sono una punizione di Dio. L’ira di Dio creò una spaccatura nella crezione e l’ira che traspirò attraverso di essa creò le Qlifoth..
La teoria più comune è che l’Albero della Vita consiste in un equilibrio tra misericordia (chesed ) e la sua severità, l’ombra delle sephiroth possiede le stesse funzioni in forma squilibrata: l’opposto squilibrato di Chesed corrisponde alla mancanza di autocontrollo o di pietà. Golachab appartiene al piano mentale ed è uno dei 2 poli attraverso cui opera Thagirion.
Le controparti qlifothiche della lussuria e della sofferenza non esistono all’interno di queste strutture (sepiroth bilanciate), ma operano nel caos, dove sono intercambibili : la lussuria si trasforma e sofferenza , l’attrazione e repulsione il sesso e la morte. Le Qlifoth si trasformano così in un complesso sadomasochista .Asmodeus è il reggente di Golachab ed è chiamato “Samael il figlio” o un aspetto di Samael). Golachab e Asmodeus sono fuoco violento, rivoluzione e ribellione la qlifah corrisponde a Marte e a due forse estremamente violente e pericolose nei rituali di maledizione. (condurre anche cerimonie col fuoco= camminare sui carboni ardenti o mangiarli)

Gha’agsheblah

Gha’ agsheblah è la più alta delle Qlifoth che sono sotto la triade supriore ed è la forza che regna su tutte le sfere qlifothiche.
Sia Gha’ agsheblah che la sua controparte luminosa sono associate al Demiurgo , il dio cretore che da forma al mondo . I sette mondi sotto la triade superna= 7 gg in cui Dio creò il mondo che nasce come inpulso in Cokmah e riceve forma negativa in Binah . Chesed rende dunque concreto l’impulso di Cokmah( nei sette livelli inferiri infatti il mondo diventa reale).
Quando l’adepro incontra Gha’ agsheblah , iniziano i preparativi per lasciare i livelli concreti e viaggiare nel cuore assoluto dell’universo, Gha’ agsheblah rappresenta le forze che mettono alla prova l’adepto prima che inizi i il viaggio attraverso l’abisso , questa Qlifah spoglia completamente l’adeptro di fronte all’abisso e alla triade qlifotihca superiore. Sono 7 gli attributi che l’adepto deve lasciare dietro sè per giungere faccia a faccia con la morte, le sette Qlifoth sotto l’abisso rappresentano i sette cancelli verso il mondo infero. Gamaliel rimuove gli attibuti si Yesod, Samael, Hod..ecc.., le qlifoth distruggono i vestiti gli attributi , le illusioni che ostaclano l’incontro con la tenebra e la saggezza più profonda . Il misticismo erotico superiore è rappresentato da Gha’ agsheblah, la lussuria e la sofferenza vengono trascese e si trasformano l’uno nell’altro. L’adepto va oltre la differenza tra piacere e sofferenza e l’energia della morte si trasforma nell’energia della vita il vuoto dell’abisso viene riempito di energia permettendo la rinascita metafisica nel mezzo della morte. Il demone Astaroth (dea della fertilità e della guerra = isthar per i babilonesi) regna su Gha’agshedlah. Nei testi goetici Astaroth viene chiamato la “venere impura dei siriani”. Astarorh è il 29° demone e possiede un’enormi saggezza, può dare informazioni sul passato, presente e futuro e rivelare segreti di ogni tipo.

L’abisso

Tra il livello divino superiore e quello inferire vi è un abisso.Sul lato luminoso può essere paragonato ad un enorme pendio, nell’altro lato non esiste nella stessa maniera. L’adepto nell’abisso può diventare vittima delle forze del caos. L’abisso viene chiamato Masak Mavdil e nel suo fiume giacciono annegati tutti gli adepti che non sono riusciti a superarlo.
Nel passarlo, tutti i vecchi aspetti limitati del mago muoiono e egli viene trasmutato , dopo l’abisso l’anima diviene un diamante nero che porta con sè tutti i colori della vita e dello spettro.
Fisicamnete l’abisso corrisponde alla gola ,al collo e alla parte della schiena che si congiunge al cervello il Vishuddi Chakra , che è paragonato a un loto blu con sedici petali. Nell’abisso vi sono entità come Abbadon “l’angelo dell’abisso” e Chorozon che consumano le parti del corpo del vecchio sè limitato.

Satariel
E’ la prima Qlifah dopo il fiume dell’abisso, adepto che entra in Satariel è rinato e battezzato .
Satariel è il lato oscuro di Binah e queste due sfere sono fortemente legate tra di loro in quanto Binah è già per se stessa una forza oscura . La differenza è che Satariel non fa parte dell’ordine luminoso dell’Albero della vita.
Sia Binah che Satariel = buio e mistero , principio che porta a sé tutte le risposte , ma velate nella tenebra. Satariel è colei che cela, colei che mantiene il segreto.L’oscurità nasce in Binah . Binah e Satarile rappresentano il tempo e il destino e sono associate a dee del fato come le Moire greche , le Norne nordiche , le tre Moire sono Cloto , Lachesi, Atropo.
Lilith ha la sua dimora originaria in Satariel. Binah e Satariel corrispondono anche agli dei del tempo Cronos e Saturno, coloro che stabiliscono i ritmi del destino attraverso i movimenti della luna a livelli inferiori, Kali regna sul tempo e corrisponde anche a Binah e Satariel. Satariel compie il passo finale nel livello divino, del mondo infero, dove si trova il suo sovrano , qui l’adepto incontra Ereshkigal , Hel, Ade , Lucifero, Satana ecc..., inizialmente vaga nel buio più totale poi Lucifuge conduce l’adepto attraverso labirinti oscuri , qui si possono udire (nel tunnel) eco di strani suoni provenienti dai livelli oltre i limiti dell’universo. Giunti al punto più oscuro l’oscurità prende fuoco e si trsforma in luce , ora si fa l’esperienza dell’apertura dell’occhio del grande drago, che tutto vede. Acquista la vista pura e il terzo occhio inizia a vedere (occhio di Lucufero o Shiva o Odino). Negli antichi misteri greci questa esperienza era chiamata Drakon(=vedere).

Ghagiel

E’ l’ultima qlifah prima di Thaumieled è la forza attiva del lato oscuro.Associata a dei fallici o entità come il Diavolo(in forma mascolina) o l’antico Priapo e al suo fallo rosso gigante. Ghagiel corrisponde a Shiva nel suo aspetto fallico=Ligam, apre il terzo occhio in modo da distruggere e ri-creare l’universo nello stesso istante . Se Satariel è il trono della dea oscura Ghagiel lo è del dio: Belzebub(=signore delle mosche ,in origine dio fenicio “re dei re”)
Quando si raggiunge Ghagiel di diventa maghi nel significato più profondo, la magia è l’arte della volontà e questo il centro della volontà, un livello attivo(bacchetta magica= asse del mondo). L’asse del mondo è il fallo del dio ,Ghagiel , su cui regna Belzebub, che rapresenta le forse dell’apocalisse che spezzano e fanno crollare la bacchetta. Dalle ceneri del vecchio mondo il mago ricrea l’universo alzando la bacchetta e facendola diventare l’asse del mondo attorno al quale ruota un nuovo universo.

Thaumiel

Lo scopo del sentiero della mano sx , secondo la via qlifotico-alchemica, è di raggiungere la più lontana sfera oscura .Thaumiel(= gemelli) indica i due principi- diavoli Satana e Moloch . opposti e contrari che guardano in due direzioni diverse, uno verso ciò che è stato e l’altro ciò che avverrà.
Moloch (=Re, signore) è colui che crea nuovi mondi e li comanda . Su Thaumiel vengono uniti due principi del “re ribelle”. Satana distrugge l’universo A, nel quale il mago è creazione , e Moloch apre l’universo B , dove il mago è creatore.
La divisione di Thaumiel è la ragione per cui il numero di Qlifoth è 11 e ha la sua forma in AA- Adam Ater, “il diamante nero”, i numeri da 1a 10 e da 10 a1 rappresentano l’unità tra dio e l’uomo , la fine e l’inizio, il serpente che si morde la coda. Quando il mago progredisce e arriva a Thaumiel si apre un altro livello, l’undicesimo, un buco nero che diventa il cancello per un altro universo: l’adepto oscuro si libera completamente di Dio e della vecchia creazione. Invece di diventare tutt’uno con Dio , diventa lui stesso un dio.Il lato sx fa un passo oltre Dio e il suo scopo eè arrivare ad un inizio.
Un altro aspetto importante è la dea Lillith e Kali sono le madri bere e i loro uteri sono la fonte stessa attraverso cui il mago nero lotta per rinascere come suo stesso figlio e come suo stesso creatore. Per il lato dx Kether è la Corona =unione con Dio, il livello più alto è il Sahasrara Chakra, dove l’adepto raggiunge il Samadhi.
Il diamante nero rappresenta la libertà ultima a cui può condurre il sentiero della mano sx , offrendo un passo più in la del sentiero della mano dx.
Quando l’adepto della via sx compie il passo oltre Sahasrara raggiunge uno stato oltre il Samandhi, chiamato Kaivalya= diamante neroin uno stato di individualità e divinità assoluti. E’ uno stato di trance totale e assoluta presenza di sè. E’ possibile aprire il Chakra nero solo quando il mago ha risvegliato completamente L’Ajna Chakra e il terzo occhio. Shunya è il terzo occhio , in forma superiore , riservato agli adepti della mano sx.
L’adepto della mano sx fa un passo indietro ,dentro se stesso nell’Ajna Chakra e cerca i tre Chakra nascosti all’interno della testa: Golata , Lalata e Lalana. Si può fare questa esperienza solo quando la kundalini è completamente risvegliata e ha accesso l’Ajna con la sua forza, solo quando l’Ajna brucia della forza della kundalini.
Vi sono quindi 3x3 chakra, 3 dei quali cono segreti e possono essere aperti solo da adepti molto avanzati.Il passo successivo è raggiungere il Sahasrara Chakra raggiungendo poi l’undicesimo livello. L’unità equivale all’estinzione , mentre il dualismo, nella sua accezione più estrema porta vita ed energia.Quando il mago ragginge Thamiel , si trova nel centroassoluto . Thaumiel è l’occhio del Dargo e il trono di lucifero.
Il mago può entrare nel Nirvana , diventare tutt’uno con l’oscurità e il grembo di Kali o è possibile invertire Thaumiel e diventare tutt’uno con Dio e il lato della luce. Il mago può tornare ai livelli inferiori o fare l’ultimo passo al di fuori di questo universo. 

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9 luglio 2013 2 09 /07 /luglio /2013 21:59

La presenza, che dà vita alla tua forma, è la stessa presenza che dà vita a tutte le forme. Risvegliarti a te stesso/a, riconoscere questa presenza, richiede la disponibilità di incontrare la morte di ogni forma, inclusa la tua. Ognuno di noi morirà, così come anche il pianeta un giorno morirà, così come moriranno tutti i pensieri, tutte le emozioni e tutte le esperienze. Mentre il corpo invecchia, la realtà della morte diventa sempre più evidente. In fondo la morte del corpo è una verità irreversibile. Prima ci confrontiamo con questa verità, maggiore è la possibilità di riconoscere ciò che non viene toccato dalla morte.


Per la maggior parte di noi la morte è l’evento che cerchiamo di evitare a tutti i costi, anche a costo della nostra integrità e della nostra anima. Ti invito a guardare proprio ora la tua vita. Guarda se hai venduto la tua integrità e la tua anima per un idea sulla sopravivenza del corpo.  

In questo lavoro di trasformazione ti invito a morire ora, prima di morire, e a riconoscere l’attaccamento a questo corpo, guardando in faccia la realtà della sua inevitabile fine.

E in questo confronto puoi dire la verità, riconoscere e dire chi sei veramente.

Qual’è l’esperienza della vita se non c’è più un „tu“. Qual’è l’esperienza dei problemi se non sono i „tuoi“ problemi?

Ma la ricerca di sé penetra la consapevolezza ancora più profondamente di ciò che è giusto per la nostra sopravivenza. Una volta che sorge il desiderio di essere davvero liberi, la ricerca di ciò che rimane quando il corpo muore è più importante della semplice sopravivenza. E allora possiamo incontrare la morte.

 Incontrare la morte non è né suicidio, né è minimamente pericoloso. Finché opponi resistenza alla realtà della morte, soffrirai. Nella comprensione del fatto che la morte non è altro che la fine di tutte le esperienze, puoi davvero invitare la morte.

 

 Non puoi vivere totalmente, finché non sei pronto a morire totalmente; e non puoi morire totalmente se non sei disposto a confrontarti totalmente con la paura della morte. Se affronti veramente la paura della morte, sei in pace. Riconosci ciò che non può morire.

Ti invito a porti le domande che sono il fulcro e il centro di ogni vera ricerca di sé:

Che cos’è che muore, quando muore il corpo? Chi è che muore? Chi pone queste domande? Esplorale profondamente dentro te stesso/a. Guarda intensamente in profondità.


___________________________

Veetman Masshoefer ,discepolo di Osho dal 78, è direttore dell' Institute for Living and Dying. Ha lavorato in tutto il mondo con processi sulla morte e il morire, ipnosi e meditazione, in particolare alla Osho Multiversity di Poona.

La parte di Astrologia Essenziale sarà tenuta da Sukhi Masshoefer, co-leader del processo, e disponibile anche per sessioni individuali: attraverso una sessione di astrologia essenziale si può avere comprensione per: perché sei qui? Qual è la tua strada? Qual è la tua destinazione? Quali sono i blocchi e gli ostacoli? Quali sono le tue opportunità nel momento? Quali sono i tuoi potenziali creativi e spirituali? L'oroscopo può essere fatto anche sulla relazione: il significato della relazione, le difficoltà e gli insegnamenti possibili..  

Spesso perdiamo l’occasione di vivere la nostra vita e di attuare la nostra realizzazione, perché la mente crea l’illusione del passato e del futuro. Quindi rimandiamo l’opportunità di vivere una vita autentica. Questa tendenza fa si che viviamo in un sogno carico di desideri e speranze per il futuro.

Inconsciamente evitiamo la realtà della nostra mortalità e chiudiamo la nostra consapevolezza a ciò che è reale ed evidente, a ciò che è proprio davanti ai nostri occhi. E così sogniamo la nostra vita anziché viverla e la paura repressa della morte riduce la nostra qualità di vita. Soltanto una consapevolezza libera dalla paura può risvegliarsi al suo pieno potenziale.

L’arte di morire è l’arte di lasciar andare e di vivere il momento presente come l’unico momento veramente esistente. Se viviamo in armonia con il cambiamento costante della vita e riconosciamo che la morte del corpo e della personalità è l’unica certezza, allora può accadere un salto quantico nella nostra consapevolezza e nella nostra percezione del sé. E allora siamo liberi di comprendere con profonda chiarezza che cos’è veramente importante nella nostra vita e cosa non lo è.

Se scegliamo consciamente di farsi che la consapevolezza della nostra mortalità funga da guida nella nostra vita, questo ci condurrà immancabilmente alle domande più importanti: chi e che cosa siamo veramente e che cos’è in noi che non muore mai.

Grazie alla volontà di fare l’esperienza della certezza e dell’inevitabilità della propria morte, diventa possibile l’introspezione vera/autentica.
Riconosci ciò che non muore mai.
Questa presa di coscienza indica la strada verso la liberazione da tutte le paure e ad una vita centrata nella verità del tuo essere interiore.
Allora sei davvero in pace.

Finché l’ombra della morte annebbia la nostra percezione non siamo in grado di sperimentare la bellezza ed il mistero della vita. Avremo una profonda paura di tutte le esperienze importanti ed estatiche: amore, meditazione, sessualità, intimità, espressione creativa ed autenticità, anche se al tempo stesso le desideriamo profondamente.

La comprensione conscia del fenomeno del vivere e morire e la disponibilità di imparare a lasciar andare è la risposta alle nostre paure ed al nostro desiderio di vero amore e realizzazione spirituale.

.

A causa di questa paura ci aggrappiamo a vecchie credenze che ci trattengono in una sofferenza inutile, finché non comprendiamo ed accettiamo il cambiamento e la mortalità. Nessuno è un’eccezione e soltanto una profonda comprensione del vivere e morire ci può veramente liberare da questa sofferenza e dalle nostre paure inconsce, tutte radicate nella paura dell’ignoto.

Se siamo intelligenti abbastanza per accettare tutto questo, la morte diventa una maestra di vita che ci conduce al rilassamento e alla fiducia, che accadono quando lasciamo andare e al nostro SI a tutte le esperienze della vita, agli altri e a noi stessi.

Guardare la morte partendo dal punto di vista di ciò che ci può insegnare sulla vita può aprire una nuova dimensione nella nostra vita.

Questo processo è di valore per tutti coloro che desiderano esplorare il fenomeno della morte, sia per interesse professionale, sia perché li tocca personalmente, ma è anche un processo indicato per tutti coloro che vogliono vivere in maniera più intensa, amorevole ed autentica.

solitudine

Durante il seminario affronteremo le seguenti tematiche:

-Trasformare la paura in amore (perché tutte le paure hanno origine nella paura della morte, dell’ignoto, del lasciar andare; la paura mutila la nostra consapevolezza e la nostra gioia di vivere. L’identificazione inconscia con il corpo e con la personalità è alla radice di tutte le nostre paure).

-La meditazione come preparazione ad una morte consapevole ed amorevole, alla morte come esperienza del nostro essere immortali e come fonte della nostra energia vitale e della nostra gioia.

-Aiutare noi stessi e gli altri in situazione di lutto, perdita, crisi e cambiamento.

-Riconoscere e guarire ciò che non è completo nella nostra vita, lasciar andare con amore e compassione e vivere con forza e vulnerabilità.

-Compassione e perdono come porta per accedere alla guarigione e al nostro cuore.

-La grazia della morte: come possiamo vivere la morte come esperienza di guarigione interiore, amore e pace.

-L’esperienza della morte come passaggio naturale crea il coraggio di vivere la nostra vita in modo autentico nel qui e ora.

-Affrontare la paura del dolore, della solitudine, della perdita e dell’ignoto.

 

goodbye, beloved. 
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30 giugno 2013 7 30 /06 /giugno /2013 20:27
Il Malleus Maleficarum è uno dei trattati medievali più noti sulle streghe, sia in epoca moderna che nel contesto storico della sua pubblicazione. Scritto nel 1486 e pubblicato l'anno successivo da Heinrich Kramer e Jacob Sprenger, aveva lo scopo di fornire un metodo di ricerca di presunte streghe, aiutando i magistrati del tempo ad identificare, interrogare e accusare di stregoneria chiunque fosse sospettato di magia nera.
Sia Kramer che Sprenger erano domenicani ed inquisitori della Chiesa Cattolica. La presentazione della loro opera avvenne il 9 maggio del 1497 alla Facoltà di Teologia dell'Università di Colonia.
La creazione dell Malleus Maleficarum viene essenzialmente dall'esperienza in Tirolo di Kramer, che nel 1484 iniziò una persecuzione sistematica delle presunte streghe nella regione. La persecuzione non fu una buona pubblicità per Kramer, tanto da essere bandito dalla regione e chiamato dai vescovi locali "vecchio uomo rimbambito".
Kramer si vantava di aver processato personalmente 100 donne, metà delle quali furono condannate al rogo. I suoi metodi comportavano anche il forzare le donne a disegnare i loro atti sessuali, cosa che di certo non contribuì al suo buon nome in molte cittadine europee.
La scrittura del Malleus Maleficarum fu per Kramer una sorta di atto di auto-giustificazione per i suoi processi e le sue persecuzioni. Tra il 1487 ed il 1520, il Malleus divenne la guida principale dei cacciatori di streghe: venti edizioni in quell'arco di tempo, e altre sedici dal 1574 al 1669. Si ritiene inoltre che la pubblicazione del Malleus sia stata la causa scatenante della caccia alle streghe in Europa.
Il Malleus Maleficarum accusa le streghe di infanticidio, cannibalismo, di effettuare incantesimi malvagi nei confronti dei loro oppositori, e di avere addirittura il potere di sottrarre il pene agli uomini.
Il Malleus Maleficarum si divide in tre sezioni:
Prima sezione
Dato che il Demonio esiste e ha il potere di fare cose strabilianti, le streghe esistono per aiutarlo. Il potere del Diavolo è ai suoi massimi quando interviene la sessualità umana. Le donne libidinose fanno sesso col demonio, ed ogni forma di stregoneria proviene dal peccato carnale.
Si parla anche di Incubi e Succubi generati dai bambini, degli incantesimi d'amore e d'odio praticati dalle streghe, come la stregoneria possa trasformare un uomo in una bestia, fino agli aborti e alle deformità causate da incantesimi malvagi.
Seconda sezione
Si tratta essenzialmene di una discussione dei casi di stregoneria contemporanei. Si inizia mostrando i poteri delle streghe e le loro strategie di reclutamenti di adepti. viene anche spiegato come le streghe lancino incantesimi ed i rimedi per proteggersi contro la stregoneria.
Scorrendo l'indice, si notano spiegazioni su come il diavolo possa impossessarsi di un corpo umano, come le streghe possano spingere un uomo a commettere atrocità e omicidi, addirittura come possano generare uragani e tempeste.
Terza sezione
La terza sezione spiega i metodi di caccia alle streghe, ed è specialmente rivolto agli accusatori ed ai magistrati. E' una guida passo dopo passo su come condurre un processo ad una strega, da come procede con l'accusa fino ai metodi di interrogatorio (e di tortura) dei testimoni. Ad esempio, una donna che non piange durante il processo è da considerarsi automaticamente una strega.
Uno dei particolari più agghiaccianti è su come procedere per ottenere una confessione: i carcerieri preparano gli strumenti di tortura, per poi spogliare il testimone per accertarsi che gli abiti non contengano "residui di stregoneria".
Il giudice quindi tenta di persuadere l'interrogato a rendere spontanea testimonianza; nel caso il prigioniero non avesse intenzione di confessare, si iniziano ad applicare i metodi di tortura per gradi: prima la punizione corporale, seguita da una pausa per ottenere una "libera" confessione.
Il Malleus Maleficarum è un chiaro lavoro impregnato di misoginia, di ignoranza, di superstizioni e di crudeltà disumana. Ogni piccola imperfezione o ogni comportamento ambiguo venivano considerati una prova schiacciante di colpevolezza e di stregoneria. Per l'inquisitore ottuso come Kramer malattie, tempeste ed epidemie erano prove evidenti dell'esistenza del Demonio e della stregoneria, che si manifestava attraverso la donna.
Tutte queste farneticazioni sulla presenza del male e di vaste comunità di streghe erano poi infarcite da un sadismo che ha pochi precedenti. Basti pensare ad uno dei metodi suggeriti per verificare se una donna fosse o meno una strega: si lega un sasso al collo e la si getta in acqua. Se galleggia, è indemoniata, quindi va messa al rogo; se affoga, è segno di colpevolezza e di peccato.
Il Malleus Maleficarum è essenzialmente una serie di follie e contraddizioni partorite dalle menti di due misogini squilibrati, con un odio insano e innaturale nei confronti delle donne.
Forse il miglior esempio è citare il pensiero di Sprender, espresso in una sua opera: "Preferirei avere un leone o un drago in casa mia piuttosto che una donna ... Non sorprende che le donne, deboli di mente e di corpo come sono, si facciano tanto spesso streghe ... La donna è la lussuria carnale personificata ... Se una donna non riesce ad avere un uomo, si unisce al diavolo in persona"

 

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19 giugno 2013 3 19 /06 /giugno /2013 21:58

Spirito deriva dal latino "spiritus" (letteralmente: soffio, respiro, alito, dal verbo latino "spirare" che significa "soffiare"). Il termine latino a sua volta deriva dalla radice indoeuropea *(s)peis- ("soffiare").

Il termine riveste diversi significati; tra questi: 
In ambito filosofico e nelle religioni (differentemente dall'essenza metafisica del tempo eterna e non ubiqua dimorante all'interno dell'uomo chiamata anima) la parola latina spiritus traduce il sanscrito prāṇa (राण) e l'ebraico ruach (רוח) attraverso il greco pnéuma (πνεύμα), mentre anima più propriamente traduce il sanscrito Ātman (आत्मन्) e l'ebraico nephesh (נֶּפֶשׁ) attraverso il greco psychḗ (ψυχή). In particolare nella filosofia il termine spiritus è traduzione latina di quello greco pneuma, ma è andato soggetto a numerose e differenti definizioni. Come concetto filosofico moderno esso è il punto centrale della filosofia di Hegel, teorizzato nella Fenomenologia dello spirito, sostanzialmente mantenuto in tale significato nel pensiero idealistico posteriore a lui facente riferimento; nella tradizione giudaico-cristiana Spirito Santo è termine presente nella Bibbia e quindi nella religione cristiana ed ebraica; spirito o demone è una creatura soprannaturale nelle culture che presentano elementi di animismo; gli spiriti sono delle intelligenze incorporee evocabili durante una seduta spiritica secondo la dottrina dello spiritismo;il fantasma o spirito o lucifero è una entità delle leggende e del folclore
TRATTO DA WIKIPEDIA.  

ESISTONO GLI SPIRITI?
Precisazione, tutto quello che tratteremo non appartiene al mondo dei CIARLATANI(in quanto già il termine stesso chiarisce tutto).
Un'altro significato al termine spirito è: una personalità soprannaturale, incorporea e razionale che difficilmente è percepibile ai sensi umani. Per gli spiritisti lo spirito dovrebbe essere quella parte dell'uomo che sopravvive alla morte, in alcune religioni si parla a questo proposito di ANIMA( ecco la motivazione per cui nel post precedente ho chiesto di scindere i due termini in due domande), l'anima ci porterebbe  a dover parlare di filosofia, religioni e antropologia, cosa che non hanno nulla a che vedere con la nostra domanda.
Gli spiriti si presenterebbero spontaneamente, oppure chiamati nel corso di una seduta spiritica, tramite il MEDIUM.
Tratteremo l'argomento da un puro punto di vista scientifico-psicologico, partendo proprio dagli albori.
COME E' NATO LO SPIRITISMO?
Cominciamo con un pezzo tratto dall'ultimo libro di Richard Wiseman, grande psicologo ricercatore inglese( di cui consiglio la lettura di TUTTI i suoi libri, a partire da Quirkologi, 59 secondi e tutti gli altri, basta che andiate in una buona libreria online tipo IBS che superati i 19€ di spesa ed il trasporto è gratuito, oppure Amazon che non fa pagare le spese di spedizione e cerchiate l'autore, vi compariranno tutti i suoi libri, ottimi prezzi ed una lettura adatta anche ai neofiti della psicologia).
Verso la fine del secolo scorso, Thomas Hardi scrisse una poesia in cui affermava di aver partecipato(chiaramente in senso metaforico) al funerale di Dio. I suoi versi esprimevano vividamente la tristezza provata dai religiosi quando  arrivavano a dubitare dell'esistenza di un creatore divino.
Il filosofo scozzese David Hume, aveva dato il via a questo processo criticando l'idea, allora sacrosanta, che le presunte prove di un segno all'interno della natura fossero una convincente dimostrazione dell'esistenza di Dio.... infine era entrato in scena Charles Daewin con la sua pericolosa teoria secondo cui, in fondo, gli uomini e le bestie non erano poi così diversi. La religione organizzata cominciò a sentirsi alle strette. Per secoli, i sacerdoti avevano combattuto il demonio, ma ora si trovavano ad  affrontare un nemico nuovo e assai più minaccioso, congregazioni che osavano pretendere le prove dell'esistenza di Dio. I Vittoriani godettero dei benefici progressi scientifici senza precedenti. …...... Ad un tratto le storie antiquate su un uomo che sfamava cinquemila persone con cinque piccoli pani e due pesci cominciarono a sembrare anacronistiche. Molti ormai pensavano che la chiesa avesse ben poco da offrire …..... La dichiarazione inequivocabile venne da Nietzsche:”  Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso”. I credenti più ottimisti, pur sapendo che il loro creatore era in prognosi riservata , speravano che le voci sulla sua morte fossero oltremodo esagerate!
Sentendosi sempre più sotto attacco, i religiosi fecero ciò che avevano sempre fatto nei momenti difficili. Chinarono la testa, giunsero le mani e cominciarono a pregare per un miracolo. 

NASCITA DEL FAMIGERATO MOVIMENTO “SORELLE FOX”
Nel dicembre del 1847 Jonn e Margaret Fox si trasferirono con le loro figliolette, Kate di 11 anni e Margaretta di 14 in una casetta di periferia. Dopo qualche mese la loro vita cominciò ad essere turbata da strani avvenimenti. I letti e le sedie tremavano, si udivano rumori e passi spettrali, e a volte il pavimento vibrava come una gigantesca palla di tamburo. Dopo aver svolto inutilmente tutte le indagini del caso per scoprire l'origine di questi fenomeni soprannaturali ( classici poltergeist), conclusero che la loro casa era infestata da uno “ Spirito infelice e inquieto”. La piccola Kate parlò nel buio e chiese al signor “ Piedefesso”, come aveva scelto di chiamarlo, di imitare le sue azioni. Batté le mani tre  volte......( qui comincia il primo dialogo della storia con i defunti, i “ COLPI”) un colpo due no.
La voce degli strani avvenimenti ( come è logico pensare) si sparse rapidamente nelle città circostanti, e centinaia di curiosi ( come ancora negli anni 2000 avviene ancora!) si recarono alla casa per assistere di persona allo strano fatto. Molti riuscirono a comunicare con lo spirito, e la notizia giunse velocemente a NEW York.
Il danno era fatto! Una nuova religione stava nascendo. Le bambine vennero allontanate per la preoccupazione dei genitori. Kate fu mandata nella vicina Auburn e Margaretta a Rochester, Isaac Post  “Quacchero ( movimento protestante nato nel 500, propone vita semplice, purezza di fede e dedizione alle opere), amico di famiglia, ebbe un'idea, il codice inventato dalle sorelle Fox era un po' macchinoso e a volte poco chiaro. Isaac si domandò se fosse possibile creare  un metodo più accurato. Una sera invitò Margaretta a casa sua e le propose un nuovo sistema, scrisse le lettere dell'alfabeto su altrettanti pezzi di carta e disse agli spiriti che avrebbe fatto una domanda, e poi indicato un foglio alla volta. Gli spettri avrebbero dovuto semplicemente battere un colpo quando avesse indicato la lettera giusta. Questo tipo di messaggistica si dimostrò efficace ( Isaac, inconsapevolmente aveva creato il prototipo dei movimenti del tavolo, il bicchiere che cammina sulle lettere dell'alfabeto, le tavolette ouija  unione delle parole sì in francese e tedesco, e la lancetta munita di rotelle famosa come “La planchette”. Essendo gli spiriti tipi da non perdersi in chiacchiere, impartirono un ordine chiaro e risoluto:
Cari amici, dovete annunciare questa verità al mondo. Questa è l'alba di una nuova era( stavano per caso annunciando l'inizio del movimento New Age?). Non dovete più cercare di nasconderlo. Quando farete il vostro dovere Dio vi proteggerà e gli spiriti benevoli veglieranno su di voi!”.
Convinto della veridicità dei messaggi, Isaac abbracciò con entusiasmo la nuova religione dello spiritismo, e si accinse a convertire gli altri quaccheri.( povera chiesa, le preghiere per un nuovo miracolo si erano ritorte verso di lei!)
Dal punto di vista psicologico, l'invenzione di questo movimento fu un colo di genio!
E le sorelle Fox?
Diventarono famose, furono invitate ad eventi pubblici e privati. Secondo i giornali ( potevano mancare?) venivano consultate ora su questioni filosofiche e religiose, ora sulle azioni della società ferroviaria e sui problemi di cuore.( Non vi ricorda nulla di attuale? I nostri ben amati ciarlatani forse?).
Con il rapido aumento del numero dei medium, a lungo andare la necessità di sbarcare il lunario in un mercato sempre affollato logorò i nervi di Margaretta e Kate Fox. Divennero alcoliste e decisero che ne avevano abbastanza.
Partirono per New York city e fecero un annuncio sensazionale. Vendettero la loro storia al al New York word per 1500 $. Ma quale storia???
Margaretta uscì allo scoperto e annunciò che era stata tutta una montatura!
A suo dire, gli strani rumori nella casa paterna erano solo il prodotto di una mela, di un pezzo di spago e di una ingenua fiducia nella sincerità dei bambini( generalmente si scopre che tutti i casi di Poltergeist sono causa di bambini con problemi affettivi, famigliari ecc.): “La sera quando ci coricavamo legavamo la mela a una funicella e la muovevamo su e giù, facendo si che sbattesse sul pavimento, oppure la lasciavamo cadere per terra, dove produceva un curioso rumore ogni volta che rimbalzava.........”
I colpi sono semplicemente il risultato di un perfetto controllo dei muscoli della gamba al di sotto del ginocchio che governavano i tendini del piede. Questa dunque è la semplice spiegazione del metodo all'origine dei tonfi e dei colpi”.
Margaretta oramai sfibrata dallo stress e dall'alcol fece un' affermazione inequivocabile:

“ Lo spiritismo è una truffa della peggior specie […...]
Vorrei vedere il giorno in cui sarà completamente
cancellato. Dopo che io e mia sorella lo avremo smascherato,
spero che riceverà il colpo di grazia!”


Quali le conseguenze?
L'unica conseguenza concreta della loro confessione fu allontanare le due sorelle dai sostenitori.
Sempre più isolate dal movimento ( nonostante Kate abbia ritrattato la propria confessione) che avevano ispirato, morirono in povertà e furono seppellite nella fossa comune.
Come già detto il danno era oramai fatto, il vaso di Pandora si era rotto. I tavoli ruotavano in  ogni angolo d'America e della Gran Bretagna, e ancor più sorprendente, alcuni spiriti cominciarono a parlare.
Due ragazzine di 11 e 14 anni con una semplice mela ed un filo di spago potranno essere ricordate per aver cambiato una parte della nostra storia, e per averne creata una nuova, fonte di lucro per migliaia di ciarlatani che tutt'oggi rubano i soldi ai poveretti toccandoli nel vivo delle loro più grandi sofferenze.
“Il tutto per una semplice mela( come nella fiaba di Biancaneve)” .  ( questa è la fonte più attendibile sino ad oggi sulla storia delle sorelle Fox, chi volesse approfondire, Weisberg B. “ talking to Dead : Kate and Maggie Fox and the Rise of spiritualism, Harper San Francisco, San Francisco 2004”.
Jung diceva” Dove si proietta una parte autonoma dell'anima, nasce una persona invisibile. Così nascono nello spiritismo gli spiriti”.  Da notare è che agli albori dello spiritismo ( di cui fu creatore europeo, Kardec) ottocentesco si sviluppò tra gli “Spiritisti” inglesi e quelli francesi un antagonismo dovuto alla coerenza delle proprie credenze. Davis, fondatore dello spiritismo “ Angloamericano”, negava la reincarnazione , mentre il francese Kardec la sosteneva. Nacque così una guerra  fra le due fazioni.
Le ragioni erano prettamente culturali e giustificavano questi questi antagonismi. I medium angloamericani negavano la reincarnazione in quanto culturalmente erano di matrice fortemente biblica e giudeo-cristiana, mentre i francesi risentivano dell'ambiente culturale dei socialisti utopici. Fourier e Leroux, secondo i quali l'evoluzione e il progresso terrestre continuavano nell'aldilà tramite la reincarnazione. Questa è la prima prova della inesistenza delle entità medianiche, essendo queste impersonificazioni inconsce rese possibili dalla possessione dissociativa e creativa dei medium.

      INCONSCIO E DISSCIAZIONE

Berheim, psicologo francese dell'ottocento e primi novecento, sperimentò scientificamente l'ipnosi. Un esperimento che compì fu quello di suggerire al soggetto di prendere appena sveglio un ombrello, appeso al letto di un'altro medico, e passeggiare nella galleria attigua alla sala. Il soggetto eseguì l'ordine perfettamente, Berheim gli domandò cosa stesse facendo, e la risposta fu che stava prendendo un po'  D'aria. Gli fu fatto notare che l'ombrello non apparteneva a lui, ed egli rispose”Ma guarda, credevo fosse mio, vado a riportarlo dove l'ho preso”. ( A tal riguardo, un piccolo aneddoto divertente, un giorno uno psicoterapeuta che con un paziente generalmente concludeva la seduta dicendo” Al tuo risveglio non ricorderai nulla” si sentì dire dal paziente che non l'avrebbe pagato, in quanto il medico non aveva fatto nulla nei suoi riguardi! CLASSICO IMPREVISTO DEL MESTIERE!)  Questo comando venne dato durante l'ipnosi, con la precisazione che l'atto doveva essere eseguito solo al risveglio, o al verificarsi di un certo evento.
Il soggetto non addusse come scusante l'ordine ricevuto, poiché non ricordava nulla di questo. Questa è una delle tantissime prove che l'inconscio ESISTE, come parte della psiche DISSOCIATO dalla coscienza e dalla DISSOCIAZIONE della personalità. E' proprio da questa premessa che Freud trasse le nozioni di CONSCIO ed INCONCIO. Dobbiamo però ricordare che la suggestione “Post-ipnotica” non è sempre eseguita dai soggetti, ma questa è un'eccezione riguardo il carattere e la suggestionabilità di certi soggetti rispetto ad altri.
Solo pochi secoli fa il concetto di inconscio riesce ad affiancarsi ( molto timidamente) e man mano in modo più forte alla cultura umana. Se un essere umano sentiva delle voci o sentiva il comando di scrivere o, (ancor peggio) manifestava di essere un'altra persona, la cultura del tempo lo accusava di stregoneria, con l'intervento di diavoli o angeli e MAI nessuna DISSOCIAZIONE PSICHICA!
Schopenhaure affermava “ Facoltà immaginativa analoga a quella inconscia, in virtù della quale noi, nei sogni.....
…...... apparente scissione della propria personalità in tre personalità distinte......”

APPROCCIO PSICHIATRIO:

DISSOCIAZIONE E PERSONALITA' MULTIPLE
Il disturbo della personalità multipla è l'effetto della dissociazione della coscienza o “SE” da ciò si evince che nel cervello esistono due o più personalità complete e assolutamente  diverse una dall'altra. Tali personalità si alternano avendo nome, memoria, gusti, voce, storie, comportamenti e talvolta identità sessuali diverse.
Il disturbo dissociativo dell'identità viene classificato nella psichiatria come disturbo mentale. Nel secolo scorso veniva classificato come isteria, per altri come disturbo schizofrenico, caratteristica delle persone multiple è l'amnesia che colpisce le varie personalità rispetto alle altre, supponendo che in un soggetto coesistano tre personalità A,B,D lo schema classico sarà che A non ricordi niente di B, mentre C è consapevole di B ma non di A. Un primo sintomo ( a mio avviso da prendere con le pinze, onde evitare di creare malati che tali non sono!) può essere costituito da inspiegabili vuoti di memoria relativi ad un certo tempo appena trascorso, o dal trovarsi in un luogo che non si ricorda di aver raggiunto( ripeto tali sintomatologie sono da prendere con le pinze, in quanto possono accadere a chiunque, certo che non vi deve essere una certa ripetibilità!)

SIAMO TUTTI PERSONALITA' MULTIPLE?
Tutti noi abbiamo personalità multiple, se non attuassimo una dissociazione auto ipnotica (del tutto naturale e non creata con delle tecniche!) non saremmo in grado di entrare in un romanzo o un film, questo perché abbiamo parti morali ed educative di  noi che non ci lascerebbero questa evasione emotiva, che superiamo solo con la dissociazione
Per essere più chiaro cercherò di fare un esempio semplice:
Supponiamo che il signor Rossi nella sua giornata tipo di lavoro avrà un tipo di personalità  ( maschera) con il suo datore di lavoro, un'altra con un suo inferiore, ed un'altra con i suo superiore( e siamo a tre). A casa indosserà quella del marito, del padre, e del capofamiglia( siamo a sei). Supponiamo che abbia solo tre amici, con ognuno di loro adotterà un comportamento diverso, essendo persone diverse! Se dovesse uscire insieme a tutti i tre amici il comportamento dovrebbe per forza di cose essere nuovamente diverso, in quanto ognuno di noi è diverso e quindi dovrebbe amalgamare queste tre personalità per poter colloquiare con tutti senza offenderne qualcuno. A questo punto se facciamo un calcolo il signor Rossi in questa giornata avrebbe un totale di dieci personalità multiple. Tutto ciò è assolutamente normale, e non rientra in alcuna forma patologica, ma si chiama personalità multipla e per poterla utilizzare bisogna bisogna seguire il percorso della dissociazione ( che proprio perché non appartenendo alla sfera psichiatrica ha come sinomi” Disgiunzione, separazione”).
Quando invece parliamo di disturbo dissociativo dell'identità entriamo nei disturbi cosiddetti schizofrenici, questo sino a metà novecento, nel 1970 ha trovato classificazione fra i disturbi dissociativi non schizofrenici, nel DSM III ( manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). Nel successivo DSM IV la diagnosi si tramuta in disturbo dissociativo dell'identità.
Le manifestazioni essenziali del disturbo sono:
A) presenza di due o più distinte identità
B) il fatto che queste personalità assumeranno il controllo del comportamento
C) l'incapacità a ricordare notizie personali.
Possiamo ora entrare nel vivo della domanda, seguendo però sempre criteri il più possibile scientifici.
LA POSSESSIONE SPIRITICA COME FORMA DI DISSOCIAZIONE
Fin'ora ho parlato di dissociazione definendola personalità multipla, questo per individuare una serie di disturbi (dove ci siano) dissociatovi, cosicché ora possiamo inquadrare la “Possessione spiritica dei medium” con le sue produzioni di personaggi che si proclamano “Defunti”, ma sono solo prodotti della dissociazione di personalità dei “Medium”.
Putman Franck scriveva:
“ Le personalità multiple presentano secondo me, solo un'espressione più forte dei processi normali. Questi individui non sono creature strane, aliene, ma rappresentano semplicemente una forma esagerata di u processo che è presente in tutti noi.
Proviamo quindi a fare un confronto della possessione spiritica, con la personalità multipla.
La POSSESSIONE è un fenomeno in cui una persona SPEGNE la sua coscienza, entra in trance, e lascia il posto ad un'altra personalità che si presenta nella POSSESSIONE MEDIANICA, che possiamo tranquillamente chiamare ENTITA',    questa entità comunica pensieri, elargendo consigli, imponendo comportamenti a quelli che l'ascoltano. L'entità si presenta con nome e cognome, professione, provenienza, abitudini, e a volte con sesso diverso dal medium.
Sin qui potremmo anche dire che il quadro è uguale a quelli della personalità multipla. La cosa interessante però, è che tornando alla propria personalità questa è affetta da amnesia., cioè non ricorda assolutamente nulla di quello che ha detto o fatto. Quindi l'associazione e l'amnesia sono compagne indissolubili.
Vi è un'altra cosa interessante, ed è che la personalità se secondarie sono parecchie, decine e anche molte più. C'è però da tener presente che il medium entra volontariamente in trance, mentre nella dissociazione di personalità il cambio è involontario. Quindi la possessione spiritica è una dissociazione di personalità con tratti che richiamano la personalità multipla.
Che si tratti di dissociazione mentale a questo punto è fuori di dubbio, ad esempio il PRF. Granone scriveva:” La grande trance dei medium...... una crisi narcolettica sonnambolica con dissociazione psichica di personalità. Essa non ha nulla di metapsichico, ma rientra nel quadro comune della neuropsichiatria, con reazioni muscolari, vascolari, organiche e psichiche ben individuabili e conosciute”.
Questi medium risultano quindi patologici e creativi. Patologici perché il medium è una persona che ha un inconscio bisogno di affermarsi, e vivendo in una cultura spiritica trova il modo di realizzare questo bisogno, di soddisfare l'intimo desiderio di  potenza. Questo logicamente viene esaudito dall'importanza di chi crede in lui.
Creativo, perché viene creata dal nulla la personalità del defunto, che dice di comunicare e perché crea le più fantasiose storie sul mondo dell'aldilà, che tra l'altro  possono sembrare in quanto a volte sono accompagnate da fenomeni paranormali ( che di paranormale non hanno nulla, ( ma in questa sede non posso dilungarmi anche in questo particolare importantissimo! Sono comunque a disposizione per eventuali chiarimenti).

 CHI E' E COME NASCE UNO SPIRITO GUIDA?
Il prodotto della trance di un medium è “Un'entità”, cioè lo spirito di un defunto . Questo prodotto nient'altro è che la creatività del medium, cioè una personalità multipla effetto della dissociazione stessa del medium. Le dissociazioni spiritiche hanno quasi sempre origine in un ambito culturale di tipo para religioso, da un punto  di vista clinico è valutato più benignamente. La cosa certa è che, anche quando non sia clinicamente importante, la dissociazione spiritica porta confusione, paranoie e plagi per gli aderenti( ed aggiungerei anche se inconsciamente pure al soggetto stesso!). Quindi possiamo affermare che le entità spiritiche che si manifestano durante durante le sedute medianiche, sono solo l'effetto di processi di dissociazione  nelle quali l'io conscio, intelligente, patologico, e creativo partorisce un fantasma, una personalità che esiste solo nel medium.

PARANORMALE E PSICOMELTICO:
la parola paranormale è fondata sulla cultura dell'equivoco. Questo grazie proprio alla parola stessa, o più giustamente dal suo prefisso PARA che può significare “ Affine o contrapposto. Quindi il termine paranormale indica qualcosa di affine al normale, oppure qualcosa di contrapposto alla normalità .
Richet, ( coniatore del termine) fisiologo e premio nobel per l'anafilassi, convinto assertore della veridicità dei fenomeni, Ha voluto esprimere l'ambiguità di questo termine, che mentre rientrano nella normalità della natura umana, contraddicono le leggi fisiche conosciute.
Oggi paranormale è un termine “Fortemente abusato” da tutti, sopratutto dagli spiritisti, dagli adepti alla NEW AGE, dai medium e dai maghi, dai fanatici ai truffatori.
Pavese, per essere coerente alla sua esperienza di ricercatore coniò il termine “Psicomelitico”, che per quanto ostico possa sembrare, almeno chiarisce la vera natura del fenomeno.
Il vocabolo deriva dal greco, “omileo”  che significa comunicare. Quindi “Fatto psicomelitico” significa comunicare con la psiche, venendo così esclusa qualsiasi interpretazione spiritualistica dei fenomeni. Questi trovano origine nella psiche( che è una emanazione del cervello), permettendo di sgonfiare montature e illusioni.
Il fatto psicomelitico, è dunque un fatto naturale “tipico di ogni persona e tempo”, di cui la psicologia dell'occulto ( da non confondersi con la psicologia dell'insolito) studia le motivazioni profonde, anche se per ora sono ignorate le leggi fisiche.
Il fatto psicomelitico pone le sue radici nella patologia, intesa nel più vasto senso di sofferenza psicologica, che può essere anche consolidato; avendo quindi una patologia mentale.
Dal cappello del paranormale possiamo estrarre di tutto: fenomeni apparenti, “quindi falsi” e fenomeni reali. Fenomeno apparente è quello che sembra psicomelitico ma no lo è! Prima abbiamo analizzato i due fenomeni principali che nella cultura spiritica, ma anche medianica vengono considerati paranormali, “La dissociazione medianica” cioè “ la seduta spiritica” e “la scrittura automatica” ( come tra l'altro possono coesistere). Abbiamo visto come la “Scienza” esclude che i due fenomeni possano andar fuori dal normale e quindi non abbiano “Niente” di straordinario e misterioso. Non possiamo quindi nasconderci dietro queste fenomenologie invocando “Il mistero del paranormale”, sono quindi eventi “ apparentemente normali” che agli occhi della massa disinformata, ma anche dei giornalisti ( sempre loro! Quelli che dovrebbero dare un informazione corretta) sembrano paranormali perché avvolti da un velo di mistero.
La psicologia dell'occulto sta nascendo per togliere la maschera a questi pseudo-fenomeni, in modo che la persona che desideri essere informata, non sia disposta a trangugiare tutto quello che l'informazione multimediale ci propina!
Un fenomeno di “apparenza”  anche quello di vantarsi di avere poteri paranormali. Di solito chi fa queste affermazioni vive di “Magia-spiritismo”, o di qualche setta ( uno a caso Sai Baba) questi personaggi rifiutano qualsiasi controllo scientifico ( Gustavo Roll, Sai Baba, Uri Geller, e moltissimi altri, purtroppo in un dato periodo storico anche Tony Binarelli ci cascò con i suo libro “La quinta dimensione” E la sua trasmissione alla RAI, di cui non ricordo il titolo. Collocandosi così nel “MITO”.
 

 

 

 

 

 

 

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Published by il conte rovescio - in angeologia e demonologia
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