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22 marzo 2013 5 22 /03 /marzo /2013 23:14
Martha St. Claire

Mentre facevo delle ricerche sulle esperienze di pre-morte e sul 2012, mi sono imbattuto in questo racconto di una persona di nome Cassandra Musgrave. Ci parla di un'esperienza di pre-morte che ebbe circa 40 anni fa, nel 1974.

Le persone che hanno un'esperienza di pre-morte spesso ritornano con una visione della vita totalmente differente. Cassandra non fa accezione. Ha cambiato il suo nome in Martha St. Claire ed ora lavora come consigliere spirituale e guaritrice energetica, fra le altre cose.

Questo è il racconto della sua esperienza vicina alla morte:

Nel 1974 mentre praticava lo sci d'acqua con degli amici fece l'ultimo giro della giornata. Il mare era agitato, così mosso che dovette lasciar andare della corda. Mentre cadeva, essa si arrotolò attorno al suo avambraccio, tirandola sott'acqua. Il suo ragazzo stava guidando la barca, chiacchierando e bevendo birra con il suo amico. Non notarono che Cassandra era sott'acqua. Non cedette al panico, ma ebbe dei pensieri come:” questo è un problema. Stavolta ci lascio la pelle. Se muoio mia madre ce l'avrà con me.”

Mentre lottava per trattenere il respiro, si sentì sollevata in aria e tuttavia vedeva il suo corpo proprio sotto la superficie dell'acqua, che veniva trascinato ad alta velocità. Vide i due uomini che chiacchieravano nella barca, ignari di ciò che le stava accadendo. Vide suo figlio di tre anni giocare sulla spiaggia. Cassandra venne risucchiata in un tunnel dove poteva udire fruscii e ticchettii. Viaggiò veloce verso la luce dall'altra parte, emozionata, sentendo che stava andando in un luogo dove era già stata. Sbucò in un posto dove c'erano fiori dappertutto, coloratissimi e meravigliosi. Poi si ritrovò circondata dall'universo, in una galassia con stelle tutt'attorno. Sebbene non percepisse niente di solido sotto i piedi, sentì che stava in piedi su qualcosa.

Melchizedek le si avvicinò. Non si presentò ma lei lo riconobbe e seppe che lo conosceva da sempre. Nella luce meravigliosa che sembrava amore liquido, Cassandra era al suo meglio. Disse”Mi sentii libera. Era meraviglioso vederlo!”

Melchizedek portava la barba, era alto più di 2 metri e mezzo, indossava una ricca veste color verde bosco, amaranto e oro ed un copricapo simile ad un turbante. Comunicavano tramite il pensiero. Egli disse:”Sei pronta a venire?”

Ella esclamò, “di già?” Sentì che aveva già fatto con lui un contratto od un accordo. Sapeva che non era il suo tempo di morire, che non aveva completato tutto ciò che si era impegnata a fare. Capì che le persone sulla Terra avevano scelto la Terra, i loro genitori, il tempo da passarvi, le lezioni da imparare e che la loro situazione era predisposta per la crescita di ciascuno. Comprese che non siamo vittime come pensiamo di essere; tuttavia, ci vuole un grande coraggio a nascere sulla Terra in questo periodo. Soprattutto, lei capì che ci veniva dato il libero arbitrio.

Sebbene Melchizedek le avesse detto che era accettabile che non tornasse sulla Terra, fu presa dal panico all'idea di non tornare. Le sembrava di aver fallito sulla Terra, di aver fatto fiasco.

Melchizedek disse “noi non la vediamo in questo modo”.

Disse che voleva ritornare perché aveva dell'altro da fare. Venne portata verso un confine, sapeva che se lo avesse superato non avrebbe potuto ritornare sulla Terra. Alla sua destra, distante, vide un entrata, come di una caverna, raggiante di luce, che portava in un'altra dimensione dove le persone studiavano ed imparavano molte nozioni.

Parlando di quella dimensione, disse”in quel posto, si conosce tutto”.

In un'altra direzione, vide delle costruzioni di cristallo o dei templi con intelaiature d'oro.

Vide che la Terra era un posto difficile su cui stare in quel momento, ma esisteva il Piano Divino e le cose alla fine sarebbero andate a posto. Il periodo di 20 anni che intercorre fra il 1992 ed il 2012 è un tempo di grande cambiamento Terrestre in preparazione dell'alba del Millennio.

Capì che Madre Terra è viva, che flussi di luce vengono inviati per aiutarla a guarire perché Ella soffre per l'inquinamento al quale è esposta e l'aumento della luce causa strani effetti atmosferici. Vide terremoti più frequenti, grandi ondate, uno spostamento dei poli ed i ghiacciai rompersi e sciogliersi. Vide la superficie della Terra cambiare, molte persone morire, spesso in grandi numeri,perché non erano in grado di sopportare la luce e le sue conseguenze. Scelsero pertanto di morire perché le loro anime necessitavano di proseguire la crescita in altre sfere. Vide anche delle persone che si erano preparate spiritualmente e che venivano protette, mentre gli altri attorno morivano. Vide tre giorni d'oscurità. Capì anche che le catastrofi potrebbero essere attenuate o ritardate tramite il potere della preghiera.

Dice che soffriamo di amnesia spirituale, avendo dimenticato la conoscenza che avevamo prima della nascita; Esiste una coscienza superiore per ciascuno di noi ed è importante che ci connettiamo con Dio attraverso la preghiera e la meditazione, per venir risvegliati. Per lei la preghiera è parlare con Dio e la meditazione è ascoltarLo.

Melchizedek mostrò a Cassandra cosa sarebbe accaduto se avesse scelto di morire. Vide il suo corpo portato a riva mentre le veniva praticata la respirazione bocca-a-bocca senza successo. Il suo ragazzo stava piangendo e seppe che si sarebbe sentito colpevole per il resto della vita. Vide suo figlio e seppe che ancora non poteva lasciarlo. Non volle far soffrire nessuno per la sua morte prematura e poiché aveva del lavoro spirituale da compiere scelse di tornare sulla Terra.

Cassandra si ritrovò di nuovo nel suo corpo che aveva una sua propria volontà. In preda al panico e piena di paura, tossendo e sputando, riemerse dietro la barca ferma e gridò “idioti, non vedete che sto annegando?”

Quando raggiunsero la spiaggia, suo figlio disse “Per che cosa ti ci è voluto così tanto, mamma? Ho pensato che non saresti più tornata.”

Si rese conto che in qualche modo egli era consapevole di qualcosa ben al di là del semplice giro da 10 minuti attorno al lago.

Dopo la sua esperienza di pre-morte, l'energia rimase con lei per un po' e poteva vedere l'aura attorno alle persone. Non ne parlò molto perché gli altri si sentivano a disagio a sentire il suo racconto e non capivano. Il desiderio di ritrovare lo spirito divino che aveva percepito durante la sua esperienza, la portò nei seguenti vent'anni a fare un viaggio interiore di studio spirituale che incluse anche una formazione ministeriale tramite la Unity Church (la Chiesa di Unità).



Questo è il video di Martha che racconta la sua storia:


fonte

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19 marzo 2013 2 19 /03 /marzo /2013 22:53

Esperienze premonitrici comuni a molte culture: dall'antica Grecia alla Cina.
I più seri problemi della vita spesso sono risolti nel sogno che sopraggiunge poco prima del riposo eterno. Cappellano di un ospizio da dieci anni, il reverendo Patricia Bulkley ha messo a confronto le forti emozioni di chi sta per morire: il terrore per la morte che si avvicina, gli irrisolti problemi famigliari, la crisi della fede. Ci sono persone che risolvono tali paure, come Charles Rasmussen, capitano della marina mercantile in pensione che stava morendo di cancro a 85 anni.
Era divorato dalla paura, ma una sera in sogno vide se stesso navigare in acque inesplorate e provò ancora una volta il brivido dell'avventura che lo induceva ad attraversare un vasto e scuro tratto di mare aperto sapendo di poter tenere la rotta. "È strano ma non ho più paura di morire", ha detto dopo quel sogno. La morte per lui non era più la fine, ma una traversata.
Come Bulkley ha rivelato nel libro Dreaming Beyond Death (Sognare oltre la morte), molte persone nelle loro ultime settimane o giorni di vita fanno sogni straordinari che spesso li aiutano a lottare con le proprie paure, a trovare un significato di grande portata nella propria vita, e persino a riappacificarsi con i parenti.
Eppure troppo sovente chi assiste i morenti liquida i loro sogni come deliri o immeritevoli di attenzione. Non così il reverendo Bulkley che ha discusso i sogni con i pazienti dell'Hospice of Marin in California. Tale esperienza l'ha ispirata a scrivere, in collaborazione col figlio Kelly Bulkley, past president dell'International Association for the Study of Dreams, il primo libro dedicato al paradossale potere di affermazione del significato della vita che si ha in sogno in procinto di morire.
La conoscenza di sogni premonitori o significativi a poche ore dalla morte è comune a molte religioni e culture, dalla Cina e l'India all'antica Grecia. L'ultimo sogno che lo psicologo Carl Jung fu in grado di comunicare ai suoi seguaci, qualche giorno prima della morte, fu quello di una grande pietra sulla quale erano incise le parole: "Questo è il segno per voi di Integrità e Unità". Secondo Jung stava a significare che il lavoro della sua vita era giunto a conclusione. Socrate e Confucio parlarono anch'essi di sogni significativi poco prima delle rispettive morti.
Ciò nonostante, in epoca moderna sono stati condotti studi poco sistematici su questi sogni. Le difficoltà insite in tale impresa sono ovvie: non è possibile costringere le persone cui rimane da vivere una settimana o due a prendere parte a studi formali ed è altrettanto difficile che siano loro a recarsi in una clinica e a offrirsi volontari. Di conseguenza sono dipendenti degli ospizi e parenti dei morenti ad aver raccolto il maggior numero di dati su tali episodi. In questi sogni affiorano alcuni temi ricorrenti, come partenze, incontri con i propri cari già scomparsi, orologi fermi.
Spesso le immagini sono assai eloquenti. Una donna, per esempio, ha sognato che una candela sul davanzale della sua finestra veniva spenta e di ritrovarsi avvolta dalle tenebre, un simbolo di morte che l'ha spaventata finché la candela non si è riaccesa da sola, questa volta fuori dalla finestra. Un uomo ha invece tentato di interpretare un sogno nel quale due persone abbracciate danzavano lasciando dei segni visibili dei loro movimenti, quasi fossero nastri che disegnano un motivo. L'uomo al termine del sogno ha chiesto al reverendo Bulkley: "Dopo tutto, esiste davvero un disegno, non è così? In qualche modo noi tutti ci apparteniamo".
Non tutto ciò che si sogna alla vigilia della propria morte può essere così rassicurante, però: talvolta si sogna di essere inseguiti o di lanciarsi con un'auto senza conducente in un fossato, di entrare in un santuario o in una cattedrale poco prima che un tornado spazzi via il tetto e risucchi il malcapitato. Questi sogni sono da considerare segnali di problemi lasciati irrisolti, ma, riportando l'attenzione su essi, gli incubi aiutano chi sogna a trovare la pace.
Spesso i morenti interpretano i sogni antecedenti la morte come conferme della loro fede. Una malata di cancro assistita da Bulkley è stata colta da qualche dubbio sulla natura di Dio. Per tre notti di seguito ha sognato dei grossi sassi che pulsavano irraggiando un'innaturale luce blu. Per lei quei massi rappresentavano un essere divino non identificabile, seppure reale.
"Non mi serve sapere nient'altro - ha detto a Bulkley - Dio è Dio". Poi la donna ha avuto un ultimo sogno, nel quale i sassi si trasformavano in una sorta di sentiero diretto verso una brillante luce dorata. "Mi sta chiamando, voglio andare" ha detto la paziente a Bulkeley quella mattina. E il giorno dopo si è spenta in pace e serenamente.

Anne Underwood

(Copyright Newsweek; traduzione di Anna Bissanti)
Fonti:
Repubblica.it

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19 marzo 2013 2 19 /03 /marzo /2013 22:45

Carl Gustav Jung (1875-1961) descrive la propria esperienza di pre morte nel suo libro a carattere autobiografico dal titolo Ricordi, sogni e riflessioni pubblicato pubbliato nel 1961.
Jung si riferisce a un incidente accadutogli nel 1944 che gli aveva causato una frattura, un successivo infarto e uno stato di coma.



"Quel che viene dopo la morte - scrive Jung- è qualcosa di uno splendore talmente indicibile, che la nostra immaginazione e la nostra sensibilità non potrebbero concepire nemmeno approssimativamente...Prima o poi, i morti diventeranno un tutt'uno con noi; ma, nella realtà attuale, sappiamo poco o nulla di quel modo d'essere. Cosa sapremo di questa terra, dopo la morte? La dissoluzione della nostra forma temporanea nell'eternità non comporta una perdita di significato: piuttosto, ci sentiremo tutti membri di un unico corpo."

La struttura della personalità come la vede Jung?

 

 

 

 

La personalità consta di un certo numero di istanze e sistemi separati ma interagenti. I principali sono: l' Io, l'Inconscio Personale e i suoi Complessi, l'Inconscio Collettivo e i suoi Archetipi, la Persona, l'Animus e l'Anima, l'Ombra.
  • IO è la mente cosciente
  • INCONSCIO PERSONALE è formato dalle esperienze che sono state rimosse, represse, dimenticate o ignorate, e da quelle troppo deboli per lasciare una traccia cosciente nella persona. Complessi: il complesso indica un contesto psichico attivo i cui elementi molteplici (sentimenti, pensieri, percezioni, ricordi) sono unificati dalla comune tonalità affettiva. Un esempio è il complesso materno.
  • INCONSCIO COLLETTIVO appare come il deposito di tracce latenti provenienti dal passato ancestrale dell'uomo. Esso è il residuo psichico dello sviluppo evolutivo dell'uomo, accumulatosi in seguito alle ripetute esperienze di innumerevoli generazioni. Così, dal momento che gli esseri umani hanno sempre avuto una madre, ogni bambino nasce con la predisposizione a percepirla e a reagire ad essa. Tutto ciò che si impara dall'esperienza personale, è sostanzialmente influenzato dall'inconscio collettivo che esercita un'azione diretta sul comportamento dell'individuo sin dall'inizio della vita. Archetipi: un archetipo è una forma universale del pensiero dotato di contenuto affettivo. Tale forma di pensiero crea immagini o visioni che corrispondono, nel normale stato di veglia, ad alcuni aspetti della vita cosciente. Il bambino eredita una concezione preformata di una madre generica, che in parte determina la percezione che egli avrà dalla propria madre. In tal modo l'esperienza del bambino è la risultante di una predisposizione interna a percepire il mondo in un determinato modo e dell'effettiva natura di tale realtà. Vi è di regola corrispondenza tra le due determinanti, poiché l'archetipo stesso è un prodotto delle esperienze del mondo compiute dalla razza umana, e tali esperienze sono in gran parte simili a quelle di ogni individuo.
  • PERSONA la persona è una maschera che l'individuo porta per rispondere alle esigenze delle convenzioni sociali. E' la funzione assegnatagli dalla società, cioè il compito che essa attende da lui. Questa maschera spesso nasconde la vera natura dell'individuo. La persona è la personalità pubblica, quegli aspetti che si palesano al mondo o che l'opinione pubblica attribuisce all'individuo, in opposizione alla personalità privata che esiste dietro alla facciata sociale.
  • ANIMA E ANIMUS l'archetipo femminile nell'uomo è detto anima, quello maschile nella donna animus.
  • OMBRA è costituito dagli istinti animali ereditati dall'uomo nella sua evoluzione. Di conseguenza l'ombra simboleggia il lato animale della natura umana.
Nella teoria della personalità di Jung occupa un posto centrale il Sé ("Selbst") che è il punto centrale della personalità, intorno a cui si raggruppano tutti gli altri sistemi, esso li mantiene uniti e dà alla personalità l'equilibrio, la stabilità e l'unità. Il Sé è lo scopo della vita, un fine per cui l'uomo lotta costantemente ma che di rado riesce a raggiungere.

Jung concepiva la personalità o psiche come un sistema dotato di energia e parzialmente chiuso, perché a esso si deve aggiungere l'energia proveniente da fonti esterne, per esempio dal mangiare. Per spiegare la dinamica della personalità, Jung ricorre, come Freud, al concetto della libido, ma mentre per Freud la libido è un concetto collettivo delle tendenze sessuali dell'uomo, per Jung il termine libido è sinonimo di energia psichica e a seconda che la libido sia diretta preminentemente verso l'interno o verso l'esterno, Jung distingue tra introversione ed estroversione.

L'atteggiamento introverso tende ad orientare la sua energia psichica verso il mondo interiore (pensieri ed emozioni) mentre l'atteggiamento estroverso orienta la sua energia verso il mondo esteriore (fatti e persone). Ambedue questi opposti atteggiamenti sono presenti nella personalità, ma di regola uno di essi è dominante e cosciente, mentre l'altro è subordinato e inconscio.

Vi sono quattro funzioni psicologicamente fondamentali: il pensiero, il sentimento, la sensazione e l'intuizione. Ciascuna di queste funzioni ci consente di adattarci al mondo e alla vita. Il pensiero utilizza dei processi logici, il sentimento utilizza dei giudizi di valore, la sensazione percepisce i fatti e l’intuizione percepisce le possibilità presenti dietro i fatti.
  • Il pensiero è intellettivo, con esso l'uomo cerca di comprendere la natura del mondo e sé stesso.
  • Il sentimento è il valore delle cose in rapporto al soggetto.
  • La sensazione ha la funzione percettiva, apporta fatti o rappresentazioni concrete del mondo.
  • L'intuizione è la percezione attraverso processi dell'inconscio, l'uomo intuitivo va al di là dei fatti e costruisce elaborati modelli della realtà.
Il pensiero e il sentimento sono denominati funzioni razionali, poiché fanno uso del ragionamento. La sensazione e l'intuizione sono funzioni irrazionali, perché basate sulla percezione del concreto e del particolare.

Nell'individuo sono presenti tutti e quattro le funzioni ma di regola una delle quattro è altamente differenziata e svolge un compito preminente nella coscienza, viene detta funzione superiore. La meno differenziata delle quattro è detta funzione inferiore ed è rimossa e inconscia, si esprime nei sogni e nelle fantasie.

Jung fondò le sue concezioni psicodinamiche su due principi fondamentali: il "principio di equivalenza" e quello di entropia. Il primo asserisce che, se un valore diviene più debole o scompare, la quantità di energia a esso legata non andrà perduta per la psiche, ma riapparirà in un nuovo valore. L'indebolimento di un valore si accompagna inevitabilmente al sorgere di un altro (la fine di un hobby sarà in genere compensata dal sorgere di un altro).

Il "principio di entropia" afferma che la distribuzione di energia nella psiche tende a un equilibrio o armonia. Fra due valori di diversa forza, l'energia tenderà a passare dal più forte al più debole fino a raggiungere uno stato di equilibrio . Tutta l'energia psichica di cui la personalità dispone viene utilizzata per due fini generali. Una parte è spesa nell'esecuzione del lavoro necessario al mantenimento della vita e alla propagazione della specie: queste sono funzioni istintive. L'energia eccedente quella utilizzata dagli istinti può essere impiegata in attività culturali e spirituali.

Per Jung lo sviluppo può svolgersi in senso progressivo o regressivo. Per progressione JUNG intende un soddisfacente adattamento dell' IO alle richieste dell'ambiente esterno e ai bisogni dell'inconscio. Se un evento frustrante interrompe il movimento progressivo, la libido non potrà più essere investita in valori orientati verso il mondo o estroversi, di conseguenza regredirà verso l'inconscio legandosi a valori introversi. Tuttavia Jung ritiene che uno spostamento in senso regressivo non debba avere necessariamente effetti negativi permanenti: esso infatti può aiutare l'Io a trovare il modo di aggirare l'ostacolo e riprendere il suo cammino.

Il fine ultimo dello sviluppo è rappresentato dall'autorealizzazione. Per raggiungere tale scopo è necessario che le diverse istanze della personalità si differenzino ed evolvano completamente. Una personalità sana ed integra si otterrà solo consentendo a ogni istanza di raggiungere il più alto grado di differenziazione e di sviluppo. Il processo attraverso il quale si raggiunge tale stato è detto processo di individuazione. La "funzione trascendente" è in grado di conciliare gli indirizzi opposti dei diversi sistemi e di operare per il raggiungimento del fine ideale della totalità perfetta. L'energia psichica può essere spostata, cioè trasferita da un processo di un dato sistema ad un altro processo dello stesso o di un sistema diverso. La "sublimazione" è lo spostamento dell'energia dai processi primitivi, istintivi e meno differenziati, a processi altamente spirituali , culturali e maggiormente differenziati.
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15 marzo 2013 5 15 /03 /marzo /2013 22:50

Lo chiamano “l’uomo che parla con gli angeli”, perchè sostiene di vederli e di comunicare con loro- sempre, ogni giorno. Un’affermazione che può suscitare – a seconda del proprio credo – ilarità, incredulità o curiosità, ma che certo non lascia indifferenti. E questo giovane dal volto pulito - in jeans, camicia e piercing al naso- è il primo a sapere quanto sia difficile credere alle sue parole. “Ma è il mio compito: mi hanno scelto per diffondere i loro messaggi”, dice sorridente.

Adamo Cirelli, l’uomo che parla con gli Angeli

ADAMO CIRELLI, L"UOMO CHE PARLA CON GLI ANGELI"

Adamo Cirelli, classe 1978, torinese trapiantato vicino a Lecco, si descrive così:”Sono un ragazzo semplice, un padre di famiglia, che ha avuto un grande dono, perchè sono quotidianamente in contatto con le entità angeliche e con gli spiriti guida. Le prime sono pura luce e ci accompagnano dal primo istante della nostra nascita fino alla conclusione del cammino terreno, mentre i secondi sono le figure che ci erano vicine nella vita- genitori, nonni o altri parenti- e che una volta passati nella luce ci stanno accanto spiritualmente per aiutarci e consigliarci.”

Un dono, lo chiama lui. Anche se a prima vista sembra quasi una condanna: quando un angelo o uno spirito guida ha un messaggio da inoltrare, Adamo non può esimersi dall’ascoltare e dall’obbedire. A volte, racconta, sale in macchina e fa decine di chilometri per raggiungerne il destinatario. Spesso, poi, le comunicazioni avvengono nel cuore della notte. “Sì, gli angeli mi parlano in continuazione. Infatti non dormo mai! Eppure non sono mai stanco: mi trasmettono la loro energia. Io vivo tutto con normalità e serenità, ormai fanno parte della mia vita.”

Era un bimbo di sei anni, racconta, quando ha iniziato a vedere queste entità soprannaturali. ”Ma all’epoca non riuscivo a collocarle, a spiegarle. Ricordo che mi facevano paura, perchè non capivo. Poi, a sette anni, un giorno, mentre tornavo sullo scuolabus, ho visto una luce che parlava con la voce del nonno che abitava con noi. Mi disse che lui era nella luce, che stava bene e che presto avrei capito le sue parole. Una volta a casa, ho visto che il motorino del nonno non era parcheggiato come sempre vicino al pianerottolo. Appena sono entrato, la mamma mi ha detto che era morto. Io l’avevo saputo un’ora prima, lo avevo percepito con quella visione.”

Adamo Cirelli, l’uomo che parla con gli Angeli

GLI ANGELI NELL'ICONOGRAFIA TRADIZIONALE

Non è questo l’unico dramma che nella sua giovane vita ha dovuto affrontare. Ma gli angeli, dice, lo hanno aiutato in questi momenti tragici. “Sapere che sta per succedere un evento doloroso permette di affrontarlo meglio. E io lo so in anticipo. È come avere una marcia in più: so in che direzione andare.” Lui è fortunato… Ma noi che non vediamo e non sentiamo le esortazione degli spiriti guida o dell’angelo custode che- giura- ci stanno sempre accanto?

“In realtà, tutti possono sentirli- dice il sensitivo- e non serve un rituale esoterico, io sto ben lontano da quel tipo di cose. Ma quante volte ci fermiamo, nel corso di una giornata, chiudiamo gli occhi e proviamo a comunicare con il nostro angelo? Non lo facciamo mai. Siamo troppo presi dalla materialità della vita quotidiana e non troviamo il tempo di parlare con loro.” Vero. Anzi, spesso viviamo tutto ciò che è spirituale quasi con imbarazzo, con pudore. L’angelo custode ci ricorda solo la preghierina che recitavamo da piccoli e ci fa pensare all’essere alato e paffuto dell’iconografia tradizionale: insomma, una favola da bimbi.

”No, non sono biondi con gli occhi azzurri e non hanno neanche le ali. Gli angeli sono sfere di pura luce. Comunicano con me mentalmente e io traduco quei pensieri in messaggi. Però ho letto una frase che reputo veritiera: a volte ci appaiono con le ali per far sì che le persone li riconoscano e non si spaventino della loro essenza. Vedere un globo di luce al quale non sai dare il giusto nome può suscitare ansia. Ma per loro natura sono luce: così chiara e bianca che non c’è paragone, qui, sulla Terra.”

Che differenza c’è tra l’angelo e lo spirito guida? «Gli angeli sono luce e nulla di più, gli spiriti guida sono i nostri cari estinti che ci accompagnano per tutta la vita. Questi, a differenza degli angeli, hanno sembianze umane».

Parlare di trapassati e di figure angeliche porta ad una domanda inevitabile: cosa c’è dopo la morte? Adamo Cirelli risponde senza tentennamenti perchè lo ha visto: gli hanno concesso uno sguardo, rapido ma intenso, su quello che ci attende. “Dopo la morte, c’è uno splendido mondo di luce, dove vivono gli angeli, gli spiriti e le schiere angeliche. Vorrei che le persone sapessero che non finisce niente: continua tutto in un’altra dimensione. L’ho visto con i miei occhi. Quando ho chiesto loro, pieno di paura, cosa sarebbe accaduto, mi hanno proiettato in questa realtà fatta di luce. Questa è una certezza. So che è difficile crederlo se non si vede, ma vi assicuro che la vita non finisce: continua e per sempre“

Adamo Cirelli, l’uomo che parla con gli Angeli

COSA C'È DOPO LA MORTE?

Di queste sue esperienze, il sensitivo ha tratto due libriccini: “La guida per incontrare gli Angeli” e, l’ultimo, ”Il libro delle risposte sugli Angeli”, che presenta in pubblico, quando lo invitano a raccontare del suo dono e dove finisce sempre a far da tramite con gli spiriti guida di decine di spettatori affascinati dalle sue parole. “Ho voluto scrivere un mini manuale con le domande che mi rivolgono più di frequente e con le risposte sul mondo degli spiriti e degli angeli. È un progetto con un intento benefico: il devoluto sarà dato all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla. “; dovete sapere che molte persone chiedono soldi per parlare di questi argomenti: la risposta di Adamo: «Sì, lo so, ne ho conosciute di persone così - conclude - ma le rispondo così: se lei avesse il dono che ho io, perché non dovrebbe usarlo per aiutare gli altri?».
“Non avere paura, perché non sei mai solo”. Potrebbe essere la voce di una mamma, o di un padre, o di un amico. Per Adamo Cirelli (nella foto) è quella di un angelo. Uno dei tanti che dall’età di 6 anni questo ragazzo di Torino ma oramai varesino d’adozione, giura di vedere e percepire.
La spiegazione di questo fenomeno, lui stesso lo ammette, non c’è. E Adamo, che fa il massaggiatore olistico e vive e Brunello con la sua compagna e le sue due bimbe, assicura di non volere un soldo dai consigli che spesso gli capita di dare.
adamo cirelli

 

 

 

 

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15 marzo 2013 5 15 /03 /marzo /2013 22:42

 

Dall’Irlanda, terra per tradizione di fede cattolica, arriva il pressante invito con l’occasione del bicentenario del ritrovamento delle reliquie della santa martire cristiana "Filomena" di recarsi in pellegrinaggio al Santuario dove la Santa ha sempre concesso una sorprendente profusione di grazie e di miracoli alle persone che La pregano con particolare fede insieme alla Madonna e a Ges (che a loro volta diventano particolarmente sensibili di fronte all’opera di intercessione di questa Santa nei riguardi appunto del postulante).

Infatti, vediamo tuttora che la stessa Madonna, che in questo particolare momento storico ci particolarmente vicina, ci incita in continuazione a superare il materialismo del mondo moderno, chiedendoci di guardare con particolare attenzione e quasi di emulare da una parte il comportamento eroico dei primi cristiani e dall’altra di imitare i giovani santi come la martire Santa Maria Goretti o San Domenico Savio (tutti sanno che i giovani sono particolarmente prediletti da Dio).

Santa Filomena (che ha una storia particolarmente affascinante: martirizzata a circa tredici anni in quanto, gia' votata alla Madonna, aveva resistito all’imperatore Diocleziano, che invaghito della sua bellezza, voleva sposarla) sintetizza proprio le due caratteristiche che la Madonna ci indica di imitare, e cioe' da una parte il martirio dei primi cristiani messi a morte nelle persecuzioni dagli imperatori romani e dall’altra la caratteristica dei giovani santi in grazia di Dio e quindi facilmente a loro volta portatori di grazie e potenti intercessori nei nostri riguardi.

E’ importante quindi partecipare ad almeno uno di questi giorni di preghiera e/o a questo pellegrinaggio che prende appunto le mosse dall’Irlanda per richiedere tutte le grazie desiderate o a noi necessarie.

La storia di Santa Filomena, figlia di un re greco e' particolarmente commovente.

Al re, il cui regno stava per essere occupato della armate romane di Diocleziano, si presento' spontaneamente, con tutta la famiglia, all’imperatore direttamente nel suo palazzo di Roma per ottenere una collaborazione, per evitare di entrare in guerra aperta.

Sua figlia tredicenne di particolare bellezza affascino' a tal punto l’imperatore da essere richiesta in sposa da lui, ma poiche' lei, da quando aveva 11 anni, aveva gia' fatto voto di verginita' a Dio, rifiuto' l’invito dell’imperatore piu' volte anche sotto le incessanti preghiere dei suo genitori che temevano sia per il loro regno sia per la vita dell’intera famiglia.

Diocleziano diede allora ordine di incarcerarla e in un secondo tempo di martirizzarla.

 

L O S C A P O L A R E M A R R O N E

Cos’e' lo Scapolare?

 

Lo Scapolare e' una riproduzione in scala ridotta dell’abito religioso e consiste di 2 pezzi di lana collegati da nastri e va indossato sotto il vestito in modo che una parte rimane davanti e l’altra dietro. Insieme al Rosario e alla medaglia miracolosa uno dei principali sacramentali mariani.

 

Cos’e' un Sacramentale?

 

Un Sacramentale e' utto cio' che e' regolato a parte (dai Sacramenti) o benedetto dalla chiesa per favorire buoni pensieri e opere e per aumentare la devozione e attraverso questi impulsi che provengono dal cuore rimettere i peccati veniali.

 

Il Sacramentale per se stesso porta la grazia?

 

No. Il Sacramentale di per se stesso non da' la grazia ma da' devozione e amore per Dio e avversione per il peccato. Per tutto quello che ispira peccato. Nell’uso dei Sacramentali piu' devozione si ha e piu' grazie si ricevono.

 

Cos’e' la differenza fra Sacramenti e Sacramentali?

 

La differenza fra Sacramenti e Sacramentali :

 

1) I Sacramenti sono istituiti da Gesu' Cristo e i Sacramentali dalla Chiesa.

 

2) I Sacramenti danno grazia gia' per se stessi quando, nel frattempo, non sopravvengono ostacoli.

 

Il Sacramentale esercita in noi una pia disposizione per mezzo della quale possiamo ottenere la grazia.

 

Quali sono gli altri Sacramentali oltre allo Scapolare?

 

Il segno della croce il principale Sacramentale usato dalla Chiesa, oltre al quale noi abbiamo l’acqua Santa, le candele benedette, le ceneri, l’ulivo, le palme benedette. Il crocifisso e le immagini della Beata Vergine e dei Santi, il rosario, la medaglia miracolosa. la Matrix e lo Scapolare.

 

Perche' noi chiamiamo questo "Scapolare"?

La parola Scapolare viene dal latino "Scapulare" che significa spalle. Lo Scapolare attualmente e' la forma in miniatura dell’abito dei monaci che porta lo stesso nome e che e' usato per il vestito esterno, senza maniche che cade dalle spalle alle ginocchia.

Perche' vestiamo lo Scapolare?

Noi vestiamo lo Scapolare per indicare che noi mettiamo noi stessi sotto la speciale protezione della nostra benedetta Madre Maria. Noi sappiamo quale e' la nazione a cui appartiene un soldato a seconda dell’uniforme che indossa; cosi' noi possiamo considerare lo Scapolare come una particolare forma di uniforme di quelli che desiderano servire in un modo particolare la Vergine benedetta.

Lo Scapolare e' un abito, l’abito della nostra Signora.

Lo Scapolare deve essere vestito sopra le spalle in modo tale che una parte penda davanti al corpo e l’altra dietro. Indossato in un altro modo questo non porta indulgenza o alcuna promessa. Non e' necessario vestire lo Scapolare al contatto con la pelle. Inoltre, lo Scapolare puo' essere inserito in una sorta di bustina metallica, di plastica, ecc.. facendo attenzione che il materiale dello Scapolare non vada ad essere intaccato da capelli o catene. Molti cattolici forse non sanno che e' desiderio del Santo Padre che la medaglia Scapolare non si dovrebbe tenere al posto dell’abito Scapolare senza una sufficiente ragione. Maria non puo' essere contenta con chi lo sostituisce con la medaglia Scapolare per vanita' o per paura di fare una aperta professione di fede. Tali persone corrono il rischio di non ricevere la promessa. Non si e' mai notato che la medaglia abbia avuto i miracolosi attributi dell’abito Scapolare marrone.

 

LO SCAPOLARE MARRONE

Da quando la Nostra Signora porto' lo Scapolare Marrone insieme con il Rosario nella Sua apparizione a Fatima, molti compresero l’importanza per cui Ella lo portava. Questo che noi dobbiamo indossare e' il Suo vestito . E’ un segno che noi scegliamo di appartenere a Lei. Esso richiede una speciale benedizione da parte di un prete. Nel caso in cui il prete a cui si chiede la benedizione e l’investitura dello Scapolare non possieda la Sacra Formula, essa e' riportata qui. Le parole usate dal prete quando investe un adepto alla Confraternita degli Scapolari sono le seguenti:  

Ricevi il Benedetto abito, pregando infinitamente la Sacra Vergine affinche' per i suoi meriti tu possa indossare questo abito e mai disonorarlo e che Lei possa proteggerti da tutti i mali e portarti alla vita eterna. Amen.

Per mezzo del potere a me garantito, Io ti ammetto alla partecipazione di tutti i spirituali buoni uffizi che, per mezzo dell’incommensurabile aiuto di Gesu' Cristo, sono assolti dai religiosi del Monte Carmelo. In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Possa il Creatore del cielo e della terra, Dio onnipotente, benedirti. Lui che ti ha incluso nella confraternita della Benedetta Vergine Maria del Monte Carmelo. Noi la supplichiamo nell’ora della tua morte di schiacciare la testa del vecchio serpente; cosi' che tu possa alla fine vincere l’eterna palma e corona della tua celeste eredit . Per mezzo di Gesu' Cristo nostro Signore. Amen.

 

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15 marzo 2013 5 15 /03 /marzo /2013 22:29

Christina Gallagher è nata a Mayo nell’isola di Achill, in Irlanda. È una casalinga dal carattere timido, è sposata e ha due figli.

Il 21 gennaio 1988 mentre era in visita da un’amica a Dublino le apparve la Madonna. Fu la prima di una lunga serie di apparizioni della Vergine Maria, di Gesù e di diversi santi. Qualche settimana più tardi iniziò a ricevere anche i primi messaggi nei quali la Vergine si presentava col titolo di "Regina della Pace". Essa affidò a Christina un pressante invito rivolto a tutta l’umanità a ritornare a Dio, "finché c’è ancora tempo" sottolineò la Madonna; al sincero pentimento per i nostri peccati e alla Confessione; alla preghiera costante del cuore, specialmente quella del Rosario; ad amare Dio nella Messa e nell’Eucarestia; ad essere uniti e ad amarci gli uni con gli altri smettendo i litigi e i giudizi verso il nostro prossimo.

Inoltre nei loro messaggi Gesù e Maria annunciano gravi calamità e avvertono che proprio i peccati degli uomini sono la causa di questi tristi eventi.

Nostra Signora mette in guardia dai veggenti che forniscono delle date: - nessun veggente credibile dà date sugli avvenimenti futuri - dice la Vergine. Eppure anche se Christina non indica date, i suoi messaggi fanno capire chiaramente che dobbiamo aspettarci di vedere la realizzazione delle profezie a breve scadenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La veggente è sotto la direzione spirituale di Padre Gerard McGinnity, noto studioso con un dottorato in patristica, il quale è convinto dell’autenticità delle esperienze mistiche della veggente.

Christina ha ricevuto doni mistici straordinari tra cui le piaghe di Cristo. La veggente ha le stigmate nelle mani e nei piedi e a differenza di altri mistici anche attorno alla fronte, esse ricordano la coronazione di spine di Gesù.

Nel giugno del 1996 l'Arcivescovo di Tuam, Micheal Neary, ha costituito una commissione per indagare sul caso di Cristina Gallagher. Le conclusioni della commissione sono state rese pubbliche dall'Arcivescovo stesso in una suo documento del 16 dicembre 1997 nel quale dichiara tra le altre cose: "Non è stato presentato nessun elemento di prova che possa dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che in questa situazione si siano verificati fenomeni soprannaturali di un qualche tipo diversi da quello della fede. La Signora Gallagher e i membri del suo gruppo conservano naturalmente il diritto a credere e ad affermare le loro convinzioni che questi [fenomeni; N.d.T.] si siano verificati e continuino a verificarsi. Per quanto riguarda l'autorità ecclesiastica competente, la questione [che riguarda il carattere soprannaturale di questi fenomeni; N.d.T.] rimane aperta e non dimostrata".

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11 marzo 2013 1 11 /03 /marzo /2013 23:00

Allan Kardec risponde a un sacerdote cattolico che gli chiede se gli Spiriti contestano la dannazione eterna, le fiamme dell'Inferno, l'esistenza dell'uomo sulla Terra prima di Adamo, la reincarnazione.

Questi punti furono già da lungo tempo discussi, e non è lo Spiritismo che li mise in questione. Credete, se volete, alle fiamme ed alle torture materiali, se una tal cosa può impedirvi d'operare il male: ciò non le renderà più reali, se esse non esistono. Credete pure, se così vi piace, che noi non abbiamo che un'esistenza corporale: questo non v'impedirà di rinascere qui od altrove, se così deve essere, e malgrado voi; credete, se è vostra opinione, che il mondo sia stato creato tutto completo, in sei giorni: ciò non impedirà alla Terra di portare scritta nei suoi strati geologici la prova contraria; credete, se così volete, che Giosuè fermò il sole: questo non impedirà alla terra di girare; credete pure che l'uomo non è sulla Terra che da seimila anni: ciò non impedirà che i fatti ne dimostrino l'impossibilità. E che direte voi, se un bel giorno questa inesorabile geologia viene a dimostrare, con tracce patenti, l'anteriorità dell'uomo, come ha dimostrato tante altre cose? Credete dunque a tutto ciò che vorrete, anche al diavolo, se questa credenza può rendervi buono, umano e caritatevole verso il vostro simile. Lo Spiritismo come dottrina morale non impone che una cosa: la necessità di far il bene e di non far punto il male. E', lo ripeto, una scienza d'osservazione che ha delle conseguenze morali, e queste conseguenze sono la conferma e la prova dei grandi principi della religione; quanto alle questioni secondarie, egli le lascia alla coscienza di ognuno. Osservate bene, Signore, che lo Spiritismo non contesta come principi alcuni dei punti divergenti, dei quali avete parlato. Se voi aveste letto quanto ho scritto su questo proposito, voi avreste veduto che egli si limita a dar loro un'interpretazione più logica e più razionale di quella che volgarmente loro si dà. Così, per esempio, egli non nega punto il purgatorio; ne dimostra, al contrario, la necessità e la giustizia; e fa ancor di più, lo definisce. L'inferno è stato descritto come un'immensa fornace; ma è forse così che lo intende l'alta teologia? No, evidentemente; essa dice benissimo che è una figura; che il fuoco che ci brucia è un fuoco morale, simbolo dei più forti dolori.

 

Quanto all'eternità delle pene, se fosse possibile andare ai voti per conoscere l'opinione intima di tutti gli uomini in istato di ragionare o di comprendere, anche fra i più religiosi, si vedrebbe da qual parte è la maggioranza, poichè l'idea d'una eternità di supplizio è la negazione della infinita misericordia di Dio.

Ecco, del resto, ciò che dice la dottrina spiritica su questo soggetto: La durata della punizione è subordinata al miglioramento dello Spirito colpevole. Nessuna condanna per un tempo determinato è pronunciata contro di lui. Ciò che DIO esige per porre un termine alle sofferenze, è il pentimento, l'espiazione e la riparazione: in una parola, un miglioramento serio, effettivo, ed un ritorno sincero al bene. Lo Spirito è così l'arbitro della sua sorte; egli può prolungare le sue sofferenze colla sua ostinazione nel male, addolcirle od abbreviarle cogli sforzi per operare il bene. La durata del castigo essendo subordinata al pentimento, ne risulta che lo Spirito colpevole, il quale non si pentisse e non migliorasse mai, soffrirebbe sempre, e che, per lui, la pena sarebbe eterna. L'eternità delle pene deve dunque intendersi nel senso relativo e non nel senso assoluto. Una condizione inerente all'inferiorità degli Spiriti è di non veder punto il termine della loro situazione, e di credere che soffriranno sempre; ciò è per loro un castigo. Ma, appena la loro anima si apre al pentimento, Dio fa loro intravedere un raggio di speranza.

Questa dottrina è evidentemente più conforme alla giustizia di Dio, il quale punisce fino a che si persiste nel male, e fa grazia non appena si entra nella buona via. Chi l'ha inventata? Forse noi? No; sono gli Spiriti che la insegnano e la provano cogli esempi che pongono giornalmente sotto i nostri occhi. Gli Spiriti non negano quindi le pene future, giacché descrivono le loro proprie sofferenze; e questo quadro ci commuove più di quello delle fiamme eterne, perché tutto v'è perfettamente logico. Si capisce che questo è possibile, che deve essere così, che questa situazione è una conseguenza naturalissima delle cose; esso può essere accettato dal pensatore filosofo, perché nulla vi è che ripugni alla ragione. Ecco perché le credenze spiritiche hanno ricondotto al bene una folla di persone, fra gli stessi materialisti, che il timore dell'inferno, quale ci è dipinto, non aveva punto frenato.
da Allan Kardec, Che cos'è lo Spiritismo
La parabola del figliol prodigo, che tutti conoscono, raccontata da Gesù nel Vangelo insegna esattamente questo. Qual è il buon padre che non perdona il figlio nonostante tutti i peccati, tutti gli eccessi, tutti gli errori, non appena egli si ravvede e con buona volontà vuole tornare sulla strada giusta? Per chiarire al di là di ogni dubbio l'infinita misericordia di Dio, Gesù aggiunge:
"E chi è quel padre fra di voi che, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? O se gli chiede un pesce, gli dia invece un serpente? Oppure se gli chiede un uovo, gli dia uno scorpione? Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà la salvezza a coloro che gliela chiedono!" (Luca 11:11-13)
Il significato delle parole di Gesù è di immediata comprensione: Mandereste i vostri figli o vostra madre alle torture più terrificanti per l'eternità per degli errori? E se mostrassero pentimento e buona volontà di riparare? Sareste senza pietà? E se voi stessi che siete imperfetti e malvagi non sareste capaci di tanta crudeltà, come potete pensare che lo sia Dio che è infinitamente buono e ama tutti i suoi figli di un amore immenso? La dannazione eterna è la negazione della bontà di Dio ed è esattamente la conseguenza della piccolezza di amore di cui si è capaci, è un attribuire a Dio difetti e imperfezioni tipicamente umani. Dio è superiore a tutte queste bassezze e vuole la salvezza di tutti i suoi figli, come il buon padre del figliol prodigo, perdona, perdona, perdona, proprio come Gesù ci ha insegnato di fare. Come si può pensare che Dio non perdoni chi si pente?
Chiedetevelo in buona fede e la logica elementare vi risponderà.

Infine, per chi crede alla Bibbia:

I credenti saranno ricompensati al tribunale di Cristo per le buone opere e per il servizio compiuti durante il tempo trascorso sulla terra o perderanno la ricompensa, ma non la vita eterna, per mancanza di servizio e ubbidienza (1 Corinzi 3:11-15; 2 Corinzi 5:10).
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11 marzo 2013 1 11 /03 /marzo /2013 22:42

Le parole spirituale, spiritualista, spiritualismo hanno un significato ben definito, e quindi se si volesse attribuirne loro uno nuovo per applicarlo alla dottrina degli Spiriti, si moltiplicherebbero gli equivoci.allan-kardec

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo Spiritualismo è l'opposto del Materialismo, per la qual cosa coloro che credono di avere in sé qualche cosa di diverso dalla materia sono spiritualisti; ma da questo non consegue che essi credano all'esistenza degli Spiriti, e molto meno alla possibilità delle loro comunicazioni col mondo visibile. Per designare quindi questa credenza noi, invece delle parole spirituale e spiritualismo, adoperiamo quelle di spiritico e spiritismo, che hanno il pregio di essere assai chiare, lasciando alla parola spiritualismo il suo significato comune.

Noi dunque diremo che la dottrina spiritica, cioè lo Spiritismo, ha come principio la credenza nelle relazioni fra il mondo materiale e il mondo invisibile, cioè fra gli uomini e gli spiriti, e chiameremo spiritisti coloro che accettano questa dottrina.

Alan Kardec (Il libro degli Spiriti)


Dottrina: Insieme delle cognizioni apprese mediante studio approfondito. Complesso dei dogmi e dei principi della fede cristiana.

Codificare: Raggruppare norme secondo un ordine sistematico.

"Allan Kardec - è il nome con cui è conosciuto uno dei grandi pensatori del Cristianesimo spiritista. Si Chiamava in realtà Hippolyte Lèon Denizard Rivail. Nato a Lyon in Francia(1804) da famiglia borghese che lo educa a principi forti, di onestà e virtù. Dopo i primi studi a Bourg, i genitori nel 1814 lo mandano a studiare nel prestigioso Istituto Pedagogico di Jean Henry Pestalozzi a Yverdon, sul lago di Neuchatel, in Svizzera. Nell'istituto si seguivano i principi naturalistici del grande filosofo Jean Jacques Rousseau: i giovani vi venivano educati senza il ricorso, a quel tempo abituale, a punizioni corporali.

 

Nel 1818 Lèon si diploma brillantemente: conosce, oltre al francese, l'inglese, il tedesco, e l'olandese e possiede una straordinaria preparazione etica e culturale. Fonda a Parigi una scuola ispirata alla Pedagogia di Pestalozzi. Nel 1831 pubblica il fondamentale studio " Qual è il sistema di studio più in armonia con le necessità dell' epoca? " grazie al quale ottiene il Premio dell' Accademia reale di Arras. Si dedicò alla pedagogia fino al 1848, quando iniziò a studiare lo Spiritismo. La sua piena conversione avvenne perô solo tra il 1854 ed 1855.

Le prime esperienze medianiche osservate da Lèon Denizard si verificarono in una non meglio precisata sera del maggio 1855 nella casa parigina della signora Plainemaison. Decise cosi di studiare razionalmente le legge che presiedono ai fenomeni spiritisti . Il 25 marzo 1856, dopo mesi di studi indefessi, aveva raccolto gran parte del materiale che andrà a costituire Il Libro degli Spiriti, diventando così il codificatore di quei fenomeni. Poco più di un mese dopo, il 30 aprile, seppe della sua missione dalla medium Aline C. Scelse lo pseudonimo Allan Kardec per i misteriosi legami che lo vincolavano a vite anteriori, ma soprattutto per non mischiare la sua opera di docente con il suo lavoro di codificatore spiritista.

Con straordinaria passione scrive Il Libro degli Spiriti, pubblicato nel 1857, conteneva 501 quesiti, stampati su doppia colonna, una per le domande, l'altra per le risposte degli spiriti.

Dal 1857 al 1869 si dedicò completamente al spiritismo: fondò nell' aprile 1858, la Società parigina per gli Studi Spiritisti e, poco dopo, la Rivista Spiritista. Via via diede vita a un poderoso sistema di corrispondenza con diversi paesi, viaggiando e tenendo conferenze per stimolare la formazione di nuovi centri e per completare la sua missione di codificatore. Pubblicò altri quattro libri, che con il Libro degli Spiriti formano il cosiddetto Pentateuco Kardequiano: Libro dei Medium(1861)/Il Vangelo secondo lo Spiritismo(1864)/Il Cielo e l'Inferno(1865)/La Genesi(1868).

Nel pieno dell'attività quando non aveva ancora 65 anni, Allan Kardec disincarnò il 31 marzo 1869, per un aneurisma cerebrale."

Frasi di Allan Kardec che sono i principi della Dottrina Spiritista:

 

1- Senza carità, nessuna salvezza.

2- Nascere, morire e ancora rinascere e progredire senza sosta:questa è la legge.

3- Non esiste fede incrollabile se non quella che può guardare la ragione faccia a faccia in tutte le epoche dell'Umanità.

Lo Spiritismo è simultaneamente scienza d'osservazione e dottrina filosofica. Come scienza pratica, consiste nelle relazioni che si possono stabilire cogli Spiriti, come filosofia comprende tutte le conseguenze morali che emanano da queste relazioni.

E lo si può definire così:

Lo Spiritismo è una scienza che tratta della natura, dell'origine e del destino degli Spiriti e dei loro rapporti col mondo corporeo.

Dal libro "Che cos'è lo Spiritismo", Allan Kardec.

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15 gennaio 2013 2 15 /01 /gennaio /2013 23:39
Sul settimanale CRONACA VERA nr.1855 del 26 marzo 2008 è stata pubblicata un'intervista alla contattata Alba GIORDANA,responsabile del C.U.L. (Centro Ufologico Ligure).Secondo il C.U.L. gli Extraterrestri sarebbero in realtà Entità della quarta dimensione un tempo chiamate "Angeli".


 



Alcuni scrittori di ispirazione cristiana hanno avanzato l’ipotesi che gli ufo possano essere una parte delle schiere angeliche che presiedono agli aspetti fisici della creazione. Gli ufo, in alcune delle loro rappresentazioni, somigliano in modo sorprendente agli angeli.
Questa, ad esempio, è la tesi dello scrittore evangelico Billy Graham nel suo libro Angels. God’s Secret Agents ("Agenti segreti di Dio", 1989). Al contrario, lo scrittore Stuart Campbell ritiene che siano i diavoli i veri extraterrestri:
Gli angeli del diavolo chiamano oggi se stessi i visitatori dallo spazio: l’apparizione degli ufo nei nostri cieli significa che il diavolo sta intensificando la sua campagna satanica contro il bene.
Altri scrittori pensano che vi siano entrambe le essenze, angelica e satanica, ai timoni dei dischi volanti e che i nostri cieli vedranno l’apocalittica battaglia finale tra le forze del bene e quelle del maligno. Molti commentatori dei fenomeni ufo hanno osservato che il comportamento degli alieni in molti casi coincide con la descrizione di attività demoniache (rapimenti, violenze e tormenti inflitti ad umani), mentre in altri casi non hanno esitato a identificare i piloti degli ufo come gli angeli buoni.

Gli argomenti portati a sostegno della corrispondenza tra angeli e alieni sono questi:
- entrambi sono di un altro mondo, sia che questo esista in uno spazio interno o esterno al nostro;
- sono entità superiori che si trovano in un elevato stadio di sviluppo, essendo moralmente, spiritualmente e tecnologicamente più avanzati di noi, o più semplicemente stanno più vicini a Dio;
- il senso di bontà che traspare da essi appare normalmente come la perfezione massima della loro armoniosa bellezza. La natura vagamente androgina del loro aspetto fa pensare ad un’unione in loro dei due principi maschile e femminile;
- sia gli extraterrestri che gli angeli sono dei formidabili conoscitori delle lingue dal momento che parlano perfettamente qualsiasi lingua;
- entrambi hanno un messaggio da rivelare, ma si può rilevare che gli angeli sono più inclini ad una trasmissione individuale delle informazioni, mentre gli alieni preferiscono i messaggi universali;
- entrambi hanno notevoli mezzi di trasporto aereo, sebbene vi siano assai poche testimonianze di alieni con le ali; usano invece, sia gli uni che gli altri, dischi o ruote di luce;
- entrambi sono entità luminose; sembrano avere in comune una essenza divina, luminosa, che è evidente soprattutto nei loro occhi nei quali brillano dei raggi, mentre i loro volti sono splendenti;
- effondono un’aura di compartecipazione e di gentilezza e un senso di quieta armonia;
- vi è una significativa somiglianza nel loro abbigliamento; prediligono tuniche e abiti lunghi per lo più di colore blu o bianco. Di solito hanno una cintura d’oro o braccialetti e anelli preziosi;
- la loro statura è normalmente simile a quella degli uomini, tuttavia vi sono parecchi casi di altezze superiori ai 2 metri;
- sia gli angeli che gli alieni mostrano un considerevole interesse per le condizioni dell’uomo e del pianeta; invariabilmente le iniziative politiche e scientifiche che hanno intrapreso gli umani suscitano in loro apprensione e timore;
- sebbene angeli ed alieni siano di gran lunga superiori a ciascuno di noi, ci parlano spesso da pari a pari e familiarmente, tuttavia sembrano obbedire a leggi cosmiche ben più alte delle nostre.

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11 gennaio 2013 5 11 /01 /gennaio /2013 22:56

Il personaggio che incontreremo è in grado di comunicare con gli angeli; come avrete capito, sono dell' idea chiara che dopo la morte fisica del nostro corpo, non finisce nulla, ma ci si evolve in forme di energie che in pochi hanno la capacità di fare comprendere a chi ascolta.  Craig Warwick lo vorrei definire come un ''ponte'' tra il nostro mondo e che abbiamo dopo la morte.

All’età di sei anni Craig inizia a parlare con delle presenze invisibili agli occhi degli altri, cosa che finisce per isolarlo dai coetanei e renderlo a un tempo forte e fragile. Crescendo capisce che quelle figure sono angeli e che a lui è concesso il dono di mettere in contatto le persone con i loro cari scomparsi. La vita lo porta prima negli Stati Uniti – dove collabora con l’Fbi per le ricerche di bambini scomparsi e diventa consulente personale di star del calibro di Kate Winslet –, poi, per amore, a Sciacca. Anche in Italia le sue capacità attirano grande attenzione mediatica, e Craig è oggi un popolare volto televisivo.
Tra credenti, curiosi ed irremovibilmente scettici, ognuno ha una domanda per lui.
Perché Craig riferisce i messaggi che gli angeli gli affidano per i propri cari. Non dunque puro spirito ma entità che hanno vissuto l’esperienza della nascita, della vita e della morte. I “suoi”, sono angeli molti più simili a noi di quanto si possa immaginare. Volitivi, a volte eccentrici e bizzosi, generosi, protettivi.Ma chi sono realmente? “Arrivano sempre come una luce, un flash – dice Craig – mi dicono cosa devo dire e a chi”. E di angeli lui sostiene di averne visti parecchi. A partire dall’età di 6 anni, sino ai giorni nostri.Non solo angeli per Craig Warwick ma anche percezioni. Non a caso, ha collaborato con l’FBI ad alcune indagini relative ai minori scomparsi. È tutto raccontato nel suo libro, cronaca di una vita senza dubbio fuori dall’ordinario. Un “impegno”, quello con gli angeli, che Craig segue a tempo pieno, non esente da attacchi e critiche.

“In Italia – commenta – siete molto abituati ad un gran proliferare di maghi, fattucchiere e presunti sensitivi. Posso solo dire che non sono come loro. Questa per me è una missione e non un lavoro. Non chiedo denaro per incontrare le persone, non le ricevo in uno studio, non gioco con i loro sentimenti”.

Per Craig, ognuno di noi ha un angelo. Tanto che la parte finale del testo, fornisce dei suggerimenti per mettersi in contatto con loro. Una sorta di decalogo di esercizi spirituali che insegnano ad entrare in contatto con la parte meno materiale dell’esistenza.

“La differenza tra me e gli altri – precisa Craig – sta solo nella vicinanza (maggiore o minore) rispetto agli angeli, non nella possibilità o meno di contattarli. Questa non è preclusa a nessuno”.

Domanda secca da cronista: “Quanti angeli hai visto oggi?”. La risposta arriva immediatamente: “Moltissimi, sono sempre in compagnia”.

Anche il cronista ha le sue curiosità da soddisfare. Gli chiedo a telecamera spenta e taccuino chiuso, se c’è qualcuno al mio fianco, chi è cosa vuole comunicarmi. Parecchie domande, incalzanti, che esigono risposte precise. Di certo, non può trattarsi di semplice coincidenza…Molto più probabilmente, angeli o meno, l’amore, quello vero ed incondizionato, non ci abbandona mai…

A loro non interessa dove mi trovo o con  chi  sto  parlando.  Se  vogliono  dirmi qualcosa   o sentono  di  dovermi  affidare un  compito,  non  si  fanno scrupoli. E  iodevo mettere da parte la mia vita e farequello che mi chiedono. Ma   mi  sta  bene   così, non  mi lamento. Il mio è un dono,ne sono certo.-Craig Warwick - Tutti quanti abbiamo  un angelo.Ci  sono cose che nemmeno  gli  angeli possono   vedere o farci conoscere: fatti  della  nostra   vita   anche   più grandi   di  loro, che  rimangono   oscuri. Inoltre  abbiamo   tutti    uno       spazio       di     manovra  all'interno     della      nostra           storia  .    Il       destino     ci fa percorrere una strada, ma non è    detto che, durante il percorso, noi   non   possiamo      allungare     un     po'  per      viuzze       secondarie    e    fare qualche     tentativo   di    scegliere      una strada        panoramica.-Craig Warwick - Tutti quanti abbiamo un angelo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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