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30 aprile 2013 2 30 /04 /aprile /2013 22:10

Un frammento di mandibola scoperto a Riparo Mezzena nel 1957 potrebbe appartenere al primo ibrido Neandertal – Sapiens mai scoperto finora. È quanto affermato da un gruppo di ricercatori italiani e francesi in un nuovo studio pubblicato sulla rivista Plos One.

La ricostruzione di una femmina di Homo neanderthalensis. Fotografia di Joe McNally (Joe McNally)

La ricostruzione di una femmina di Homo neanderthalensis. Fotografia di Joe McNally (Joe McNally)

La mandibola fossile di Riparo Mezzena (PlosOne)

La mandibola fossile di Riparo Mezzena (PlosOne)

La mandibola fu scoperta alla fine degli anni Cinquanta a Riparo Mezzena, una cavità dei Monti Lessini, in associazione con strumenti in selce riferibili alla cultura musteriana, cioè quella prodotta dai Neandertal, e secondo la datazione al radiocarbonio eseguita qualche anno fa risale a un periodo compreso tra i 35 e i 40 mila anni fa. Un momento cruciale per la comprensioni dei diversi destini evolutivi delle due specie in quanto coincide, in Europa, alla comparsa dei sapiens e alla scomparsa dei Neandertal.

Il lavoro dei ricercatori, tra cui Laura Longo, ricercatrice dei Musei Civici Fiorentini, l’archeologo Paolo Giunti, dell’Istituto Italiano di Preistoria e protostoria, David Caramelli e Martina Lari, dell’università di Firenze, e Silvana Condemi, del Consiglio Nazionale delle Ricerche francese a Marsiglia, si è concentrato sul confronto morfologico della mandibola con altri reperti neandertaliani europei dello stesso periodo e altri appartenenti a H. sapiens, con il fine di verificare e valutare eventuali somiglianze fisiche. Il mento, infatti, è una di quelle caratteristiche che ben differenziano le due specie: se nei Neandertal il mento è quasi assente, nell’uomo anatomicamente moderno si fa invece sempre più marcato. Nel frammento di Riparo Mezzena queste differenze non sono invece così evidenti, visto che è presente un lieve accenno di mento.

Secondo gli autori, il fatto che la mandibola presenti dei tratti molto vicini a quelli di Homo sapiens potrebbe rafforzare ulteriormente l’idea che in Europa, in quel periodo, fosse già in atto l’ibridazione fra le due specie, e quindi che i Neandertal non sarebbero scomparsi improvvisamente ma anzi sarebbero stati gradualmente “assimilati” dai nuovi arrivati sapiens.

La mandibola di Riparo Mezzena sarebbe quindi una delle prime testimonianze dirette degli incontri sessuali tra gli ultimi neandertaliani e i primi uomini moderni giunti in Europa. Le analisi genetiche che sono state condotte sul DNA mitocondriale estratto dalla mandibola, hanno dimostrato infatti l’appartenenza del reperto alla specie neandertaliana, e dato che il DNA mitocondriale si trasmette solo per via materna, di madre in figlio, l’accenno di mento descritto dai ricercatori nel loro studio potrebbe appartenere a un ibrido nato dall’unione di una femmina Neadertal e di un maschio sapiens.

National Geographic

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29 aprile 2013 1 29 /04 /aprile /2013 21:30

La struttura interna della Terra, simile ad altri pianeti terrestri, ha una disposizione a strati che possono essere definiti sia da proprietà chimiche che reologiche. La Terra ha una crosta esterna solida di silicati, un mantello estremamente viscoso, un nucleo esterno liquido che è molto meno viscoso del mantello, e un nucleo solido. La comprensione scientifica della struttura interna della Terra è basata sulle estrapolazioni di evidenza fisica scaturita dai primi pochi chilometri della superficie terrestre, dai campioni portati alla superficie dalle più remote profondità tramite l'attività vulcanica e dalle analisi delle onde sismiche che l'hanno attraversata. Scariche elettriche molto potenti attraversavano gli strumenti elettronici mettendo in pericolo la loro sopravvivenza. Vennero così allertati i centri di assistenza della Nasa, tra i quali il gruppo che studia e analizza gli effetti delle radiazioni cosmiche sugli strumenti dei satelliti, guidato da Ken LaBel. “Notammo –spiega l’ingegnere- che le scariche elettriche non avvenivano a caso, ma solo quando il telescopio passava al largo delle coste orientali dell’America meridionale”.

A identificarlo sono stati i ricercatori del Geophysical Laboratory della Carnegie Institution for Science di Washington (Stati Uniti) in uno studio pubblicato su “Physical Review Letters”, secondo cui la scoperta potrebbe cambiare completamente le teorie sul campo magnetico che protegge il pianeta dai danni prodotti dai raggi cosmici. L’esistenza del metallo è stata ipotizzata.Nessuno ha mai progettato di raggiungere il centro della Terra perché impossibile con qualsiasi tecnologia a disposizione, tant’è che il pozzo più profondo mai realizzato è arrivato a circa 12.000 m di profondità, non più dello 0,2% del raggio terrestre.
E per una simile impresa ci sono voluti più di 10 anni.
Eppure il nucleo occupa un posto di notevole rilevanza all’interno della Terra. Esso infatti, ha un diametro di circa 3.500 km e quindi è più grande di Marte.
E come il cuore di un essere vivente le sue pulsazioni rendono vivo il pianeta.
È dal suo calore infatti, che gigantesche risalite di magma muovono le placche terrestri, da cui prendono vita i vulcani e i terremoti.

 Gli autori dello studio hanno ricreato in laboratorio le condizioni estreme tipiche delle profondità della Terra. Utilizzando un innovativo metodo computazionale è stato possibile predire l’esistenza di un nuovo tipo di ossido di ferro (FeO), un componente del secondo minerale più abbondante del pianeta. Secondo i ricercatori, a una pressione di 690.000 atmosfere e a una temperatura di circa 1.650 gradi centigradi il FeO non cambia struttura, ma passa dall’essere un materiale isolante a essere un metallo altamente conduttivo.La sua esistenza potrebbe stravolgere le teorie sul campo magnetico terrestre – Questi risultati, spiega Ronald Cohen, coautore dello studio, implicano che a livello della parte più profonda del mantello terrestre l’ossido di ferro conduce l’elettricità, aumentando l’interazione elettromagnetica tra il nucleo liquido della Terra e questa zona del mantello: e questo corrisponderebbe a una nuovo modo del campo magnetico di essere propagato verso la superficie del pianeta.L’ipotesi di un nucleo prevalentemente ferroso è stata poi confermata da misure sulla densità del pianeta e dalle onde sismiche, la cui velocità di propagazione all’interno del nucleo si avvicina di molto a quella del ferro. E se c’è del ferro liquido in continuo movimento questo potrebbe produrre delle correnti elettriche così intense da essere la causa prima della formazione del campo magnetico terrestre.Il nucleo della Terra dunque potrebbe essere immaginato come una gigantesca foresta di cristalli posti con il lato allungato con direzione nord-sud. Questa situazione spiegherebbe anche perché la velocità delle onde sismiche che si muovono da nord a sud è superiore a quelle ad esse perpendicolari. Forse, dunque, il viaggio al centro della Terra dell’uomo, concretamente possibile solo nei film di fantascienza, sta diventando una realtà in alcuni laboratori del pianeta.

fonte fonte fonte

In uno studio pubblicato recentemente, alcuni ricercatori dell'università dell'Università di Bristol, hanno trovato la soluzione a questo enigma formulando una tesi secondo la quale ben duecento milioni di anni dopo la formazione del nostro pianeta deve essere avvenuto un bombardamento di asteroidi che hanno portato l'oro e altri metalli preziosi sulla crosta.

 


(Rappresentazione artistica dei meteoriti che colpiscono la giovane Terra, credit: Julian Baum/Take 27 Ltd)

 

Per verificare questa teoria, il team ha studiato la concentrazione isotopica del tungsteno presente nelle rocce vecchie di 3,8 miliardi di anni provenienti dalla Groenlandia, rocce che sarebbero state immuni dal bombardamento di meteoriti. Il fatto quindi che oggi giorno possiamo usare l'oro nella nostra industria e che questo elemento condizioni così tanto la nostra civiltà e l'economia è solo un caso dovuto a quella pioggia di meteoriti avvenuta miliardi di anni fa, questo spiega inoltre perchè l'oro non è distribuito in maniera uniforme sulla terra.

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19 aprile 2013 5 19 /04 /aprile /2013 20:49

 


Immagine di credito: CC 3,0 Ballista
I ricercatori hanno scoperto un gran numero di uova di dinosauro fossili nel nord-est della Spagna.

Le uova sono state trovate al Coll de Nargo, nella provincia spagnola di Lleida, che durante il tardo periodo Cretaceo sarebbe stato coperto di paludi. Le uova sono da ritenersi da giganteschi dinosauri sauropodi e comprendono quattro tipi mai visti prima. Coll de Nargo è stato a lungo pensato per essere uno dei più importanti siti di nidificazione dei dinosauri in Europa. "Non avevamo mai trovato tanti nidi in quella zona prima," ha detto il paleontologo Alberto Garcia Selles. "Inoltre, la presenza di varie specie oospecies (uova) allo stesso livello suggerisce che differenti tipi di dinosauri condiviso la stessa area di nidificazione".

 Crediti: J.A. Peñas - SINC.

Uno dei principali problemi incontrati dai paleontologi quando si studiano i resti fossili è determinare l’età dei sedimenti che li contengono. Ci sono fossili conosciuti come “fossili guida” le cui caratteristiche consentono di dedurre l’età delle rocce. Tuttavia, questi fossili sono frequenti nei sedimenti marini, ma più scarsi e difficili da trovare nei sedimenti terrestri.

“E’ venuto alla luce che i diversi tipi di uova (oospecies) si trovano ad intervalli di tempo ben precisi. Questo ci permette di creare scale biocronologiche con una capacità di datazione precisa. In breve, grazie alla raccolta di oospecies trovate nel Coll de Nargó siamo stati in grado di determinare l’età del sito a tra i 71 e 67 milioni di anni”, assicura l’esperto.I siti paleontologici che contengono resti di dinosauri nel sud d’Europa hanno un alto valore scientifico in quanto ci permettono di capire, e quindi ricostruire, gli ecosistemi così come erano alla fine del Mesozoico.Le ultime ricerche scientifiche dimostrano che la parte della fauna composta da dinosauri nel Continente europeo è vissuta per un breve periodo prima che la grande estinzione di circa 66 milioni di anni fa arrivasse sul versante meridionale dei Pirenei.

La scoperta dei fossili Cairanoolithus in questo settore è un risultato importante. Dato che questo tipo di uova è noto solo nel sud della Francia, sono i primi nel loro genere trovati nella penisola iberica.Secondo García Sellés, questa scoperta costituisce una nuova prova della connessione tra la fauna di dinosauri in Francia e nella penisola iberica circa 70 milioni di anni fa.Ricercatori in Spagna nordorientale dicono di aver scoperto centinaia di fossili di uova di dinosauro, tra cui quattro tipi che non si era mai trovato prima nella regione.  Le uova probabilmente sono stati lasciati alle spalle da sauropodi milioni di anni fa.

 

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10 aprile 2013 3 10 /04 /aprile /2013 19:54

 

sumer.jpg

Un gruppo di archeologi britannici che conducono gli scavi nei pressi del villaggio di Tel Khyber (Iraq meridionale), vicino alle rovine della antica città di Ur, che, secondo la Bibbia, era il luogo di nascita del patriarca Abramo. Hanno trovato un vasto complesso di edifici risalenti al tempo della caduta della terza dinastia sumera ( circa 2000 anni aC ).
luogo Lo scavo in corso è circa le dimensioni di un campo di calcio. La possibilità di questo studio non è stato spesso disponibile a causa di conflitti militari, il sito dice InfoCatólica . Per la ricerca, gli archeologi dell'Università di Manchester è iniziata dopo una struttura inusuale è stato rilevato dai satelliti.

L'ex complesso è un rettangolo con i lati di 50 me 80 m il suo ampio cortile, il sito di quello che ora è un deserto.

Professor Stuart Campbell , dell'Università di Manchester ritiene che il primo può aver avuto un complesso vocazione amministrativa e commerciale per la città di Ur e di essere parte di una serie di strutture di questo tipo, che erano controllate da Ur La struttura del layout degli edifici intorno ad un ampio cortile, secondo gli archeologi, si trova anche in Ur, che si trova a 20 km di distanza.

sitefouille-ur.jpg

Lo scavo del sito

Gli archeologi sono riusciti a trovare alcuni articoli interessanti. Uno di loro - una tavoletta di pietra 9 centimetri con una figura umana in una lunga veste. Gli scienziati suggeriscono che questo potrebbe essere l'immagine del sacerdote. Oltre a oggetti che vi si trovano, il sito ha lo scopo di evidenziare le condizioni economiche e ambientali della regione in quel momento, e contengono i resti di piante e animali.

Una delle antiche città-stato sumera in Mesopotamia meridionale - Ur fu costruita tra il 5000 e il 4000 aC . Nel sud della Babilonia, a sud della moderna Tell el-Mukayyar in Iraq, sulla sponda occidentale del basso corso del fiume Eufrate. Ur ha raggiunto il picco intorno al 3000 aC . Era una città ricca di templi, palazzi, piazze ed edifici pubblici. Donne e uomini amava adornarsi con gioielli. Il più antico strumento musicale a corde finora scoperto è stata trovata qui.

2013-04-04T14-00-54.jpg

pietra tablet nove centimetri con una figura umana in un abito lungo

"Questa è una scoperta che è mozzafiato", ha detto il capo della squadra di scavo, Stuart Campbell , dell'Università di Manchester, che ha spiegato che la dimensione della costruzione è eccezionale - circa 80 metri di lato . Ha detto che gli edifici vecchi e di queste dimensioni sono rare. L'edificio, che è composto da diverse stanze costruite intorno ad un cortile centrale, si trova accanto al tempio Ziggurat dedicato al dio Luna Nanna (o Sin), che è stato parzialmente restaurato.

zig2.jpg

Ziggurat tempio dedicato al dio della luna Nanna (o Sin)

"Sembra che si trattava di una specie di edificio pubblico, è possibile che si trattava di una amministrazione o che aveva a che fare con la religione o la merce è arrivato il nostro", ha detto Campbell . La nave è stato scoperto a circa 20 chilometri di Ur, l'ultima capitale delle dinastie sumere ...

Gli scavi iniziata il mese scorso. Il team di sei archeologi britannici ha lavorato con quattro iracheno Tel Khyber, circa 320 chilometri a sud di Baghdad. Decenni di scontri e violenze in Iraq hanno di gran lunga le spedizioni archeologiche internazionali, e siti importanti in attesa di scavo e di ricerca. 12,000 siti archeologici in Iraq non sono mantenuti come dovrebbero.

ziggurat-2013-04-04.jpg

Cerca nel sito

Team di Campbell è la prima squadra britannica effettuare scavi nel sud dell'Iraq fin dagli anni '80. "E 'stata l'occasione per tornare a una zona cara al nostro cuore per molto tempo", ha detto Campbell . Il progetto attuale dimostra che gli sforzi comuni possono aiutarci ad avere successo di fare il nostro lavoro nelle zone dell'Iraq che sono relativamente stabili. "

Fonti: http://www.bogoslov.ru/text/3219760/index.html + http://www.ynet.co.il/articles/0, 7340, L-4364276, 00.html

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27 marzo 2013 3 27 /03 /marzo /2013 20:15
Sebbene fiumi di parole siano stati scritti su Petra, nulla è più sensazionale della vista di questo incredibile luogo. Bisogna vederlo per crederci.

Le gigantesche montagne rosse e i grandi mausolei di una vita passata non hanno nulla in comune con la moderna civiltà, e non chiedono altro che di essere ammirate per il loro vero valore come una delle meraviglie più stupefacenti che la natura e l'uomo abbiano mai creato.

img_treasury3.jpg

Il Tesoro di "Al-Khazneh".

 

 

Alla città si accede attraverso il Siq, una stretta gola, lunga più di 1 chilometro, fiancheggiata da ripide pareti rocciose alte 80 metri. Attraversare il Siq è un'esperienza unica: i colori e le formazioni rocciose lasciano il visitatore a bocca aperta. Una volta raggiunta la fine del Siq, scorgerete finalmente il Khazneh (il Tesoro).

È un'esperienza straordinaria. Un'imponente facciata, larga 30 metri e alta 43, creata dalla nuda roccia, color rosa pallido fa sembrare insignificante quello che c'è intorno. È stata scavata all'inizio del I secolo per essere la tomba di un importante re nabateo e testimonia il genio architettonico di questo antico popolo.

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19 marzo 2013 2 19 /03 /marzo /2013 22:02

http://www.viaggiscoop.it/foto/1125/2688/21610.jpgNon sappiamo se fu proprio lui a trafiggere il corpo di Gesu' ormai in croce, con la sua lancia, fatto sta' che tra mito e leggenda questa storia e' arrivata ai tempi d'oggi con molti dubbi e perplessita'.

E' davvero esistita la  figura di questo centurione romano nella bibbia?

La lancia di Longino acquisto' realmente i poteri misteriosi di cui tanto narra la leggenda? 

Quella ritrovata e' davvero la lancia che trafisse il fianco di Gesu? 

Faremo una piccola ricerca alla scoperta di questa misteriosa figura appartenente alla bibbia che incuriosisce molti credenti e studiosi.

 

 

 

 Dal Vangelo

"[...] Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato - era infatti un giorno solenne quel sabato - chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocefisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua [...]" (GV 19, 31-34). 

  

La lancia di Longino secondo la leggenda veniva chiamata anche in altri modi come Lancia del Destino, Lancia Santa, Lancia di Maurizio o Lancia di Cristo.

Nel VII secolo, nel mondo cristiano, grazie anche ai numerosi ritrovamenti effettuati dai cavalieri crociati in Terra Santa, si assiste progressivamente alla nascita di un fenomeno socio-religioso, la venerazione delle reliquie, che interessa, senza distinzione di ceto, tutti gli strati della società dell’epoca. La maggior parte delle “reliquie” recuperate, consistenti in vari oggetti ritenuti sacri dalla tradizione cristiana ed in pezzi anatomici sottratti alle spoglie mortali dei santi, era, tuttavia, costituita da semplici manufatti spacciati, talvolta anche involontariamente, per cimeli sacri ed esposti a pagamento alla venerazione dei fedeli per finanziare la costruzione delle cattedrali. Le reliquie più ricercate erano indubbiamente quelle relative alla Passione ed alla Crocifissione di Gesù Cristo, intorno alle quali fiorirono numerose leggende, tra cui quella, molto diffusa, secondo la quale S. Elena (257 - forse http://www.edicolaweb.net/am02f21g.jpgCostantinopoli 330 o 336 c.), madre dell’imperatore Costantino il Grande (Naisso, Dacia, 280 – presso Nicomedia 337), recatasi a Gerusalemme nel 323 d.C., rinvenne, nascoste in un anfratto roccioso nei pressi della città, la croce di Gesù e quelle di Disma e Gesta, i due ladroni che vennero crocifissi assieme al Figlio di Dio sul Golgota. La santa portò a Roma il patibulum[1] della croce sulla quale venne crocifisso Disma, il brigante che, poco prima di spirare, riconobbe i propri peccati e chiese a Gesù di accogliere la sua anima nel Regno dei Cieli. La reliquia venne successivamente collocata in Santa Croce di Gerusalemme, ove è attualmente custodita ed è possibile ammirarla. Nel corso dei secoli, tuttavia, il numero delle reliquie della crocifissione aumentò progressivamente e quantunque Gesù si fosse immolato su una sola croce ed i chiodi con cui gli trafissero i polsi ed i piedi fossero stati tre o al massimo quattro, già nel XII secolo, in Europa, esposte nelle varie chiese e cattedrali, era possibile ammirare una decina di croci e non meno di ventisette chiodi!!
http://www.templaricavalieri.it/images/longino_trafigge_il_costato_di_cristo_illustrazione_di_fra_angelico_01.gif
Il primo a sostenere l’esistenza di un’altra reliquia legata alla Passione, la Lancia di Longino, fu S. Gregorio di Tours (Clermont 538 c. – Tours 594), nel VI secolo. Secondo i Vangeli Canonici, subito dopo la morte di Gesù, il suo costato venne trapassato da un violento colpo di lancia inferto da un soldato romano. I Vangeli Apocrifi ed una tradizione popolare millenaria riferiscono che, ad oltraggiare il corpo senza vita del Figlio di Dio, fu un centurione romano, Gaio Cassio Longino[2], soprannominato Longino l’Isaurico in quanto originario della provincia di Isauria, situata nell’attuale Turchia. Il Vangelo di Giovanni (Gv 19, 20) riporta che dalla profonda ed ampia ferita inflitta a Gesù fuoriuscirono sangue ed acqua e secondo la tradizione, la lancia del centurione romano, nel momento in cui l’estremità acuminata entrò in contatto con il sangue del Salvatore, acquistò istantaneamente straordinari poteri miracolosi.

La Lancia di Longino è strettamente legata ai miti arturiani ed alle leggende sul Santo Graal, difatti è uno degli oggetti sacri che si susseguono nella “Processione del Graal”, descritta da Chretien de Troys in uno dei primi poemi arturiani dal titolo “Perceval le Gallois ou le Conte du Galle”, scritto intorno al 1190. Esiste anche un poema epico medievale irlandese, il “Da Shea Arturaiokta”, in cui Melora, l’indomita figlia guerriera di Re Artù, grazie alla Lancia Sacra donatale dal Re di Babilonia in segno di gratitudine per aver sconfitto il suo acerrimo nemico, il Re d’Africa, scioglie un potente incantesimo di cui era vittima l’innamorato Orlando.

Secondo la tradizione degli antichi Celti, creature provenienti dalle profondità dello spazio siderale e successivamente divinizzate dal popolo, gli onniscienti Tuatha de’ Danaan, avrebbero regnato, in un remotissimo passato, sull’Irlanda e prima di ritirarsi per l’eternità nel Tir na n’og, il paese dell’”Età dell’oro”, avrebbero omaggiato i propri sudditi con quattro potenti oggetti magici in grado di trasmettere la conoscenza a chiunque ne fosse entrato in possesso; tali oggetti erano la Pietra di Fal, la Spada di Nuada, il Calderone di Dagda e la Lancia di Lugh. Quest’ultima, portentosa arma dai terribili poteri distruttivi e dalla cui estremità scaturiscono scintille e stilla sangue, è talmente potente che, quando il dio Lugh non la brandisce, deve essere immersa nel Calderone di Dagda ricolmo di sangue e veleno, in modo tale che non bruci e distrugga tutto ciò che la circonda.

E’ interessante notare come i quattro oggetti succitati, con delle lievi modifiche dovute alle influenze culturali del cristianesimo, ricorrano, custoditi nel Castello del Graal, anche nelle leggende sul Santo Calice e nei miti di Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda, come riportato da varie opere della tradizione cavalleresca codificate nella “Materia di Bretagna”. La Lancia di Lugh, difatti, nel corso dei secoli, ha assunto progressivamente connotati cristiani, si è cioè “cristianizzata”, subendo una metamorfosi storico-narrativa e diventando la Lancia di Longino, l’arma magica con cui il re-sacerdote Anfortas, custode del Graal, viene ferito gravemente diventando sterile e divenendo celebre con il nome di “Re Ferito”. Il “Colpo Doloroso” inferto con la Lancia di Longino al “Re Ferito”, conosciuto anche come “Re Pescatore”, rende sterile anche la terra e fa sprofondare l’Inghilterra in un abisso di profonda desolazione, periodo noto come Waste Land, la Terra Desolata. La Spada di Nuada, nel Castello del Graal dei miti arturiani, è un’arma dotata di poteri magici e da essa hanno avuto origine molte altre spade, tutte invariabilmente pervase da una misteriosa e potente forza sovrannaturale quasi senziente: la Spada di Davide o Spada dagli Strani Pendagli, impiegata dal re Varlan per uccidere il re Lambor; la Spada Drnwyn, appartenuta al re Rhydderch il Generoso; la celebre spada nella roccia, che il giovane Artù, sotto la tutela di Myrddyn, meglio conosciuto come Mago Merlino, riuscì ad estrarre senza il minimo sforzo a Londra e che successivamente si spezzò in battaglia; l’Excalibur (o Caliburnus o Caledfwlch o Caladbolg, letteralmente “Fulmine Solido”), forgiata da Wieland, il fabbro degli dei e donata a Re Artù da Viviana, la Signora del Lago; la spada di Carlo Magno, nella cui elsa, secondo la tradizione, venne introdotto uno dei chiodi utilizzati per crocifiggere Gesù e per questo dotata di poteri miracolosi; la Durlindana, la spada che rende invincibile il paladino Orlando nella “Chanson de Roland”. Il Calderone di Dagda è diventato invece la coppa in cui Gesù bevve il vino durante l’Ultima Cena ed in cui, secondo la tradizione, Giuseppe d’Arimatea, ricco commerciante, illustre membro del Sinedrio e discepolo segreto di Gesù, ne raccolse il sangue durante la crocifissione: il Santo Graal. La Pietra di Fal, infine, si è trasformata nel Santo Piatto su cui venne posta la testa di S. Giovanni il Battista. Questi quattro oggetti influenzarono profondamente la cultura dei secoli successivi, a tal punto, secondo alcuni studiosi, da ispirare il disegno dei semi delle carte da gioco italiane; dalla Pietra di Fal/Santo Piatto, difatti, sarebbero derivati i Denari, dalla Spada di Nuada le Spade, dal Calderone di Dagda/Santo Graal le Coppe e dalla Lancia di Lugh/Lancia di Longino i Bastoni.

Esemplari “originali” di Lance Sacre furono esposti nelle chiese di mezza Europa: a Parigi, dove ne fu portato uno al tempo delle crociate, a Norimberga, a Bordeaux, a Mosca, a Vienna, a Cracovia, dove ne fu collocato uno all’interno di una chiesa ed in Vaticano, dove i fedeli poterono venerare ben due lance sacre. La tradizione narra che uno degli esemplari custoditi dalla Santa Sede venne realizzato da Fineas, nipote di Aronne e gelosamente custodito da Giovanni Crisostomo (Antiochia 344 c. – Cumana, Cappadocia 407), uno dei “Padri della Chiesa”. In seguito la lancia venne trasferita da Gerusalemme ad Antiochia, dove fu ritrovata nel 1098 e grazie ad essa, secondo la leggenda, gli abitanti tolsero la città dall’assedio dei Saraceni. Nel XIII secolo re Baldovino II (Costantinopoli 1217 – forse Trani 1274), imperatore di Costantinopoli, consegnò l’arma a Luigi IX (San Luigi; forse Poissy 1215 – presso Tunisi 1270), il quale la collocò nella Sainte-Chapelle a Parigi, dopodiché, nel 1492, venne acquistata da Papa Innocenzo VIII (Genova 1432 – Roma 1492).

La lancia conosciuta come Heilige Lance (Lancia Sacra) ed esposta nella Weltliche Schatzkammer (la Stanza del Tesoro) del palazzo dell’Hofburg a Vienna, sarebbe giunta nelle mani di Maurizio[3] (III secolo), comandante di un distaccamento dell’esercito romano noto come la Legione Tebana. Nel 285 d.C, i 6666 soldati di Maurizio si rifiutarono di prendere parte ad una cerimonia pagana e senza opporre la minima resistenza, si lasciarono trucidare dal generale Massimiano (240-50 – 310), il quale, poco dopo, venne proclamato co-imperatore da Diocleziano (forse Salona o Spalato 243 c. – ivi 313).

La Lancia di Longino passò a Costanzo Cloro (m. 306) e quindi a Costantino il Grande, suo figlio, il quale, abbandonato il paganesimo per abbracciare la fede cristiana, la brandì in occasione della celebre battaglia di Ponte Milvio, durante la quale, nel 312 d.C., sbaragliò le truppe di Massenzio (278 c. – 312) riportando una schiacciante vittoria. Con il trascorrere dei secoli la Lancia Sacra passò di mano in mano, da imperatore ad imperatore e fu grazie ad essa che, secondo la leggenda, nel 385 d.C Teodosio (Cauca, Spagna 347 c. – Milano 395) sconfisse i Goti, nel 425 d.C. il generale Flavio Ezio (390 c. – 453) respinse Attila e Carlo Martello (689 c. – 741), nel 733 d.C., sconfisse gli arabi a Poitiers. La Heilige Lance, in seguito, passò da Carlo Magno (742 – Aquisgrana 814) agli imperatori Sassoni, tra cui Ottone I il Grande (912 – Memleben 973), agli Hohenstaufen, nella persona di Federico Barbarossa (1115 c. – 1190) ed infine agli Asburgo, che la collocarono nella Stanza del Tesoro del palazzo dell’Hofburg a Vienna. Una volta posta all’Hofburg, venne aperta una fenditura nella lama della lancia, all’interno della quale venne introdotto un chiodo ritenuto essere uno di quelli impiegati per crocifiggere Gesù. 

 

Era il 1909 quando un giovane Adolf Hitler si aggirava compiaciuto presso le sale del museo Hofburg di Vienna. Tra i numerosi oggetti esposti, uno solo catturò subito il suo interesse: la Heilige Lanze (La Lancia di Longino).
Così nel 1938, quando Hitler con un atto alquanto discutibile detto "Anschluss", annesse l'Austria alla Germania fu libero di poter realizzare uno dei sogni più segreti: possedere la Lancia di Longino.
A questo punto si potrebbe romanzare la scena: Hitler che solennemente si avvicina alla teca che custodisce la lancia, la apre con timoroso rispetto e mal celata audacia. Osserva la lancia e, lentamente, l'afferra e la alza su di se. Ecco, in quel preciso istante si dovette sentire padrone del mondo.
Dopo che il dittatore nazista prese la lancia, questa fu trasportata a Norimberga, dove fu collocata come reliquia nella Chiesa di Santa Caterina. La storia, adesso, ci ha dimostrato che in realtà la Lancia di Longino non sortì per il dittatore nazista quegli esiti miracolosi e favorevoli che lo stesso si aspettava.
Dopo la sconfitta di Stalingrado, Hitler ordinò che la lancia fosse trasportata in un rifugio a prova di bomba: un'antica galleria sotto la fortezza di Norimberga. Dopo l'attacco definitivo degli alleati alla Germania Nazista del 13 ottobre del 1944, si iniziarono a diffondere leggende circa l'esistenza di un luogo segreto che racchiudeva immensi tesori.
Nell'aprile del 1945 Norimberga venne occupata ed il Borgomastro della città, unico a conoscenza del nascondiglio della lancia, si suicidò. Secondo alcuni, in realtà, il Borgomastro "venne suicidato", infatti dopo la sua morte il suo appartamento venne accuratamente ripulito, come se qualcuno cercasse di nascondere qualcosa.
Gli alleati continuarono nella ricerca, lo stesso Churchill aveva la ricerca della Lancia come priorità e, finalmente, alle 14.10 del 30 aprile 1945, lo stesso giorno e forse lo stesso momento in cui Hitler a Berlino si suicidava, la Lancia di Longino venne recuperata dagli Americani. Il generale Patton, si racconta, fu sul punto di cedere alla tentazione di possederla per sé. Ma poi la sua eccezionale intelligenza fece prevalere il suo buon senso, e la Lancia fu restituita all'Austria, nazione in cui ancora oggi è possibile ammirarla nel Wel-tliche Schatzkammer dell'Hofburg di Vienna.



La leggenda nella leggenda.

In un libro pubblicato nello stato dell'Illinois, a cura del colonnello Howard A. Buechner e del Capitano Wilhelm Bernardt si può leggere che, con ogni probabilità Himmler fece realizzare da un artigiano probabilmente nipponico una copia esatta della lancia e fu proprio questa copia ad essere protagonista delle vicissitudini appena illustrate.
http://www.cerchinelgrano.info/GRAALeLANCIA/longino08.jpg
Quella sera (la sera dell'annessione dell'Austria alla Germania), sempre secondo tale pubblicazione, la Lancia fu imbarcata su un sottomarino U-Boat 530 e nascosta successivamente sui ghiacci dell'Antartide. Da qui, in seguito, sarebbe stata recuperata da un fantomatico Ordine dei Cavalieri della Lancia Sacra, che la custodirebbero con l'obiettivo di mantenere la giustizia e la pace nel mondo.
Secondo una tradizione risalente ai Celti, alcune creature provenienti dallo spazio siderale, divinizzate dal popolo con cui entrarono in contatto, avrebbero regnato in tempi molto antichi nell'Irlanda. All'atto di andare via, questi visitatori avrebbero omaggiato i propri sudditi con quattro oggetti magici tra cui la così detta Lancia di Lugh, arma portentosa dalla cui estremità scaturiscono scintille e stilla sangue. La tradizione dice che è così forte la potenza di tale arma che quando non la si usa deve essere immersa in un calderone ricolmo di sangue e veleno per impedire che distrugga tutto ciò che sta intorno. 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte www.cerchinelgrano.info

Fonte www.ecn.org

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15 marzo 2013 5 15 /03 /marzo /2013 22:17

Le coppelle sono incisioni nella roccia di forma emisferica, dal diametro variabile ma solitamente attorno ai 5 cm. Rappresentano uno dei grandi misteri dell'archeologia, in quanto sono state ritrovate in luoghi lontani geograficamente e rislgono anche a periodo molto diversi e lontani tra loro. Non conosciamo inoltre il loro scopo, nè il loro significato.

Sono presenti in tutti i continenti, le più antiche dovrebbero essere quelle ritrovate in una grotta indiana risalente a 200.000 anni fa, mentre quelle più recenti scoperte ancora nel Novecento sulle Alpi svizzere, venivano utilizzate per riti propiziatori.

image

Questo masso inciso è della Bessa, nelle Alpi Biellesi.

Qui i massi sono generalmente posizionati su piccoli dossi, su piani e comunque mai in versanti prevalentemente in ombra; inoltre la quasi totalità delle incisioni è su superfici orizzontali o inclinate verso il corso del sole e sono in questo caso in maggioranza concentrate nella metà superiore. Queste caratteristiche fanno supporre che un ampio soleggiamento fosse condizione preminente nella scelta dei siti.

I seguenti siti si trovano in Valtellina.


image


La roccia affiorante in località " Dos da li plata" ( Oga )

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In Lunigiana un ritrovamento interessante di coppelle presso Vergheto (etim.= verga, il bastone del pastore) sul Monte Sagro, sulle Alpi Apuane.
Le cinque coppelle sono di misure diverse, decrescenti, quasi a voler rappresentare la diversa magnitudo delle cinque stelle che formano la costellazione di Cassiopea, visibili ad occhio nudo.

Diverse le spiegazioni che si sono date di queste originali sculture rupestri. Affascinante è senz'altro quella appena letta relativa al disegno delle costellazioni, ma più semplice potrebbe essre stato l'utilizzo di queste piccole coppe-contenitore nella roccia che potrebbero aver contenuto liquidi per libagioni propiziatorie o sacrifici.
Spesso sono accompagnate da canalette, vaschette o altre incisioni di tipo figurativo, per cui diventa davvero difficile accomunarle tutte attribuendo ad esse le stesse funzioni.

Sonio comunque da considerarsi preistoriche le coppelle di chiara esecuzione litica (cioè eseguite con strumento di pietra), di piccole dimensioni, mentre le coppelle eseguite con scalpello di metallo già denunciano un tempo posteriore.

Prevale sempre tuttavia una lettura sacrale che riconosce in queste più o meno profonde incisioni, il luogo dove veniva versato il sangue della vittima sacrificale (animale o uomo?), oppure dove venivano deposti incensi, unguenti o cere, magari impiegate anche come lucerne durante cerimonie notturne.
Un'altra ipotesi, invece, considera i massi delle coppelle come un utile mezzo di segnalazione e comunicazione a distanza tra le varie alture. Un'altra ancora le interpreta come simboli religiosi legati al culto dei morti, magari come forma di pietas allo scopo di raccogliere acqua e cibo per i defunti.
E via di seguito con innumerevoli diverse assegnazioni di significato: raffigurazioni di costellazioni, segni di proprietà, simboli numerici, primordiali rappresentazioni topografiche, effigi del sesso femminile, rozze fonti battesimali.

 

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Published by il conte rovescio - in Archeologia
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11 marzo 2013 1 11 /03 /marzo /2013 21:07

Se la Sardegna ha delle indiscusse e misteriose  attinenze con i complessi megalitici , questo articolo studia e documenta quanto più incredibile e affascinante sia stato scoperto tramite l' archeologia: Il computer svela il funzionamento dei complessi megalitici di menhir di epoca pre-nuragica impiantati nella costa della Sardegna sud orientale.

Nella piccola vallata delimitata ad EST dalla spiaggia di Costa Rei, a Nord da Capo Ferrato e a Sud Ovest dai monti di Castiadas e di San Priamo, sono ubicati monumenti archeologici di notevole interesse scientifico, che contribuiscono validamente alla ricostruzione degli usi delle culture che in epoca preistorica abitarono la Sardegna.

Dall'analisi di questi monumenti, strettamente connessi al megalitismo dell'Europa Occidentale ed alla "civiltà nuragica", scaturiscono nuove interessanti ipotesi.

Si è arrivati a questa conclusione dopo un'attenta valutazione e comparazione delle strutture megalitiche di vario tipo esistenti nella costa Sud Orientale della Sardegna e nei monti circostanti, con altri complessi megalitici costituiti da menhir disposti in aggregati, in allineamenti ed in circoli, sostanzialmente analoghi ubicati in Inghilterra.

I più interessanti di tali monumenti esistenti in Sardegna, ancora negli impianti originali, sono i complessi megalitici, costituiti da aggregati ed allineamenti di menhir, che probabilmente hanno avuto funzione di templi relativi ad antichi culti Druidici astronomico-religiosi applicati anche all'agricoltura, come è avvenuto di consueto nelle culture megalitiche similari e coeve del continente europeo.

Di questi complessi megalitici ne sono stati fino ad oggi localizzati nella zona 16: due sono particolarmente significativi ed ancora in buone condizioni di conservazione.

I più importanti, sia per stato di conservazione che per numero dei menhir sono ubicati in località "Nuraghe Is Calas" e "Cuili Piras", nella zona di Oliaspeciosa (Comune di Muravera - CA) : sono stati tutelati dalla Soprintendenza Archeologia delle Province di Cagliari e Oristano, mediante notifica, con decreto del 23.11.1977, del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali.

Stonehenge : Menhir Is Calas Stonehenge : Menhir Is Calas

Muravera-CA: Menhir del complesso megalitico di “Is Calas"

Muravera-CA: Menhir antropomorfi ed inclinati posti nell’area centrale del complesso megalitico di “Is Calas"

Motivazione della notifica inerente il complesso megalitico ubicato in località "Cuili Piras":

"Situazione: In località "Cuili Piras" insiste un complesso di età preistorica, con successiva frequentazione storica, il quale costituisce un documento archeologico singolare, in connessione con contenuti astronomici e culturali tipici di una società agro pastorale, quale quella nuragica".

L'impianto megalitico di "Nuraghe is Calas" è stato vincolato con analoga motivazione.

Stonehenge : Cuili Piras

Muravera-CA: Menhir 31,32,33 della zona “B” del complesso megalitico di “Cuili Piras”

Stonehenge : Cuili Piras

Muravera-CA: planimetria della zona “B” del complesso megalitico di “Cuili Piras”

Il complesso megalitico di "Cuili Piras", che racchiude una logica astronomica di notevole efficacia, è stato messo in opera in una valle di piccole dimensioni delimitata da creste rocciose, al cui centro, profondamente infissi nel terreno (solitamente per almeno cm.100) sono visibili 40 elementi monolitici di granito, di forma essenzialmente quadrangolare, aventi le dimensioni frequenti di cm.30 di spessore, cm. 60 di larghezza e cm. 110/170 di altezza, disposti in aggregati ed allineamenti ancora nella posizione originaria.

Nel loro insieme, i menhir posti vicendevolmente in correlazione forniscono degli allineamenti e delle distanze angolari rispetto al Nord astronomico, tali da rendere utilizzabile il complesso come una bussola goniometrica, rudimentale, ma di grande efficacia. All'epoca era l'unica soluzione tecnica con cui si potesse determinare, mettendo in correlazione posizioni originate dal sorgere del Sole e della Luna e gli allineamenti originati dai menhir, l'inizio dei cicli stagionali e soprattutto le eclissi solari e lunari.

Anticamente veniva osservato soprattutto il sorgere "iliaco" degli astri, ed il momento in cui il Sole o la Luna sorgevano e tramontavano, mettendoli in correlazione con la configurazione dell'orizzonte o con i punti fissati nel terreno in modo permanente che i menhir indicavano.

Nella parte centrale del complesso megalitico, i menhir sono delimitati, idealmente, da una circonferenza di m. 66 circa raggio m. 10,50 circa. Dividendo la circonferenza per 40, tanti sono i settori angolari di 10° nella suddivisione centesimale dell'angolo giro, osserviamo che il risultato è di 1.60,che espresso in metri rappresenta il modulo con cui è stato messo in opera l'intero complesso. Infatti ogni menhir dista da un altro m. 1.60, quindi 10°, oppure una distanza metrica od angolare esattamente multipla di m. 1.60 o di 10°.

Inoltre, a seconda degli allineamenti considerati è possibile dividere un settore angolare di 100°, in altri settori angolari di 10° ; 5°; 1° centesimale.

Alcuni allineamenti indicano con grande precisione il Nord astronomico ed i rimanenti punti cardinali. Il 2 Dicembre 1979, giorno del Solstizio d'Inverno, si è messo in correlazione, con un teodolite, il Sole alle 12.22 momento culminante del passaggio sul meridiano locale, con l'allineamento indicante il Nord astronomico: il risultato è stato sorprendente, lo scarto è irrisorio (probabilmente dovuto allo spostamento dell'asse terrestre per il noto fenomeno della precessione degli equinozi).

Il "sorgere iliaco" indica il momento in cui un astro sorge e subito dopo scompare poiché è reso invisibile dal sorgere del sole.

Stonehenge : Cuili Piras

Muravera-CA: Complesso megalitico di Cuili Piras, allineamenti della zona "A"

E' quindi plausibile che con questi precisi parametri fosse tecnicamente possibile effettuare studi di una certa precisione di determinati astri, probabilmente soprattutto del Sole e della Luna, e sullo spostamento che questi apparentemente effettuano nella volta celeste col mutare delle stagioni, e trarre quindi indicazioni aventi carattere cultuale e materiale, quale la determinazione di periodi stagionali per fini agricoli e/o pastorali.

Attualmente sono in corso le elaborazioni degli input estrapolati, tendenti a verificare la validità delle ipotesi proposte, ricostruire le modalità tecniche di funzionamento del sistema di menhir e decifrare la logica con cui vennero poste in opera le diverse decine di monoliti che costituiscono i due complessi megalitici più importanti.

Per ottenere un risultato scientificamente valido è stato necessario creare un archivio, in un supporti magnetici in cui sono state registrate sequenzialmente tutte le posizioni espresse in gradi, rispetto a Nord, che il Sole e la Luna hanno determinato nel sorgere e del tramontare nella zona, alla latitudine di 39°, durante tutti i giorni dell'anno 1979. Tali posizioni sono stati calcolati dall'Astronomo Angelo Poma, Direttore della Stazione Astronomica di Latitudine di Poggio dei Pini (Cagliari).

Questi dati sono stati messi in correlazione, mediante una procedura applicativa informatizzata appositamente predisposta dallo scrivente, con una tabella (DBF), in cui sono state riportate tutte le possibilità di allineamento realizzabili traguardando vicendevolmente da un menhir verso tutti gli altri. I dati inerenti questa tabella sono stati ricavati mediante l'utilizzo di funzioni APL che hanno creato, dati i parametri di base, in tempi reali e con estrema precisione le distanze angolari e metriche che intercorrono tra un menhir e tutti gli altri.

Stonehenge : Cuili Piras

Muravera-CA: Allineamenti nella zona “A” del complesso megalitico di "Cuili Piras"

Il programma Wazsol legge un record del "file" sequenziale "Tabazimut__Sole" ed effettua una scansione tabellare alla ricerca di un orientamento analogo originato dall'allineamento di due o più menhir. Se lo trova stampa una riga nella lista di segnalazione e continua nella ricerca tabellare, altrimenti lascia una riga in bianco ed effettua, partendo dal primo elemento, una seconda scansione tabellare, alla ricerca di un allineamento da mettere in correlazione con il tramontare del Sole, le modalità della stampa sono analoghe a quelle, precedentemente descritte, inerenti il sorgere del Sole.

Anche se viene trovata una correlazione tra azimut dei menhir e azimut del Sole, il programma continua la ricerca nella tabella riportando sulla lista tutti gli allineamenti che per quel giorno dell'anno riesce a mettere in correlazione col sorgere ed il tramonto del Sole fino alla fine della scansione tabellare. Quindi viene letto un altro record, del file "azimut Sole" indicante dei nuovi orientamenti del Sole ed il ciclo continua fino a quando il programma al 31 Dicembre legge l'ultimo record. Per mettere in correlazione gli azimut dei menhir con quelli della Luna, si è seguito un procedimento analogo.

I risultati delle elaborazioni confermano la reale possibilità, insita nel complesso megalitico di "Cuili Piras", di poter utilizzare gli aggregati di menhir mediante osservazioni visive, presumibilmente effettuate mediante l'uso di rudimentali diotre, realizzate eseguendo uno o due fori in un pezzo di terra cotta, quale regolo astronomico di notevole precisione. Le liste derivanti dalle elaborazioni evidenziano la correlazione esistente tra gli allineamenti dei menhir e gli azimut che il Sole e la Luna determinano nel sorgere o nel tramontare nella zona.

Nella tabella sono sintetizzati alcuni elementi astronomici significativi, quali i solstizi, gli equinozi, l'inizio dell'anno astronomico ed i noviluni, che hanno trovato correlazione con allineamenti di menhir esistenti in loco infissi nel terreno nella posizione ortostatica originaria.

I due complessi megalitici descritti, sono da considerarsi come parte integrante, la più interessante, di un reale contesto archeologico di vasta entità, composto da decine di costruzioni megalitiche, numerose tombe del tipo "a corridoio", di "giganti" ed "ipogeiche", ed decine di costruzioni eseguite con tecnica megalitica tipologicamente definibili "proto nuraghe" e numerose altre del tipo delle costruzioni della cultura Torreana della vicina Corsica.

Stonehenge : Cuili Piras

Muravera-CA: Complesso megalitico di Cuili Piras, gli allineamenti di menhir in relazione con l’orizzonte ed il sorgere ed il tramonto del Sole e della Luna nel sito

La tipica costruzione megalitica, che nella Sardegna Sud Orientale è sovrabbondante, ne sono state rilevate un centinaio, pur essendo costituita da elementi litici poliedrici di grossa pezzatura, messe in opera a secco e pur avendo pianta circolare, presenta un minimo spessore murario e di contro un elevato diametro interno della stanza, tale da non rendere realizzabile la, chiusura mediante pseudo-cupola: è immediatamente intuibile che non abbia raffronti, salvo il fatto di essere ubicata in Sardegna e costruita con conci posti in opera "a secco", con le costruzioni tronco coniche che realizzano la chiusura mediante la pseudo cupola.

In località "Cuili Piras", dove è ubicato il più interessante dei templi megalitici astronomici finora localizzati, è visibile, appoggiato sulla pendice dell'attiguo "Monte Crobu", un tipico esempio di costruzione megalitica non aggettante e che non poteva realizzare la chiusura mediante la pseudocupola. In questo caso si tratta di un monumento di pianta semicircolare, messo in opera con conci poliedrici di grossa pezzatura ed ingresso di notevoli dimensioni, il cui ingrasso é orientato a Nord; poco distanti sono ubicate tre tombe "a corridoio" e due tombe "di giganti".

Concludendo, dopo aver sinteticamente tracciato un quadro generale della zona, si hanno fondati elementi per ritenere che le strutture megalitiche, atipiche, non attribuibili alla civiltà nuragica, costituite da aggregati di menhir utilizzati per effettuare culti astronomici e agricoli, siano opera di una cultura di estrazione megalitica che in epoca pre nuragica, partendo dal Nord Europa, forse dall'Inghilterra, attraverso la Spagna, le Baleari e la Corsica, giunse in Sardegna e si attestò nella costa Sud Orientale, nell'area geografica dell'Isola denominata "Sarrabus" sviluppandosi ulteriormente realizzando propri ed originali orizzonti culturali.

Stonehenge : menhir antropomorfi

Corsica-FR: complesso megalitico di Filitosa, costruzione preistorica torreana e menhir antropomorfi

Si potrebbe quindi attribuire la costruzione dei due complessi megalitici descritti e delle costruzioni non aggettanti, ad una frangia di quella cultura megalitica che in Inghilterra, forse nel III millennio a.C. edificò le strutture centrali, le più antiche, del grande tempio astronomico megalitico di Stonehenge con cui le strutture di recente scoperte in Sardegna, di cui si è data descrizione, fino ad oggi uniche, trovano evidente raffronto.

Se così fosse, gli elementi deducibili dall'analisi di questo nuovo contesto archeologico megalitico, indicherebbe in modo significativo, che la civiltà Nuragica che costituisce la naturale e più recente evoluzione, oggi relegata ad una entità pastorale e guerriera (che non vinse ne combatté mai guerre) dalle origini fino alla fine, quindi priva di concettualità, in effetti abbia ricevuto l'impronta, sviluppandola secondo proprie direttrici, da una precedente cultura notevolmente progredita, dedita allo studio degli astri ed alla ricerca di sempre più perfezionate tecniche di costruzione di monumenti megalitici da adibire a luogo di culto.

Stonehenge : Nuraghe del Monte Arrubiu-Quirra

Villaputzu-CA: Pseudo-nuraghe del Monte Arrubiu-Quirra

In questa costruzione é chiaramente visibile la chiusura a pseudo-cupola che caratterizza un edificio, di forma tronco conica, che possa essere definito "nuraghe": è rilevabile la raffinatezza della tecnica di esecuzione realizzata mediante l'utilizzo di conci posti in opera senza leganti, basandosi solo sulla forza di gravità e di un accurato calcolo delle proporzioni dei conci e dei filari murari.

Il "nuraghe", a prescindere da insoddisfacenti e contraditorie definizioni linguistiche identifica un particolare tipo di costruzione megalitica, avente determinati ed imprescindibili requisiti architettonici. Il più importante dei quali è la costituzione di uno spazio interno, di pianta circolare mediante graduale chiusura delle pareti interne che restringendosi gradatamente dal basso verso l'alto determinano la pseudo-cupola: di fatto, anche secondo le stesse modalità architettoniche riportate nella letteratura nuragica attualmente più accreditata, esiste un Nuraghe solo se esiste una pseudo-cupola. Ad eccezione dei cosi detti "nuraghi a corridoio" che sono conosciuti in numero molto esiguo rispetto alle migliaia di costruzioni eseguite con tecnica muraria megalitica esistenti nel territorio della Sardegna.

Stonehenge : Nuraghe Is Paras

Isili-Nu: Interno del “N.ghe Is Paras” la pseud-ocupola vista dall’interno della camera

Strutturalmente questo complesso megalitico di "N.ghe Soro" documenta una fase architettonica intermedia collocabile tra il protonuraghe e la costruzione che chiudeva mediante la pseudo-cupola oggi denominata "Nuraghe". Questa costruzione non realizza tale tipo di chiusura: presenta spessori murari molto ridotti in rapporto al grande diametro della camera e, inoltre, la tecnica di esecuzione è totalmente diversa, sia per dimensione dei conci murari sia per la posizione in opera dei filari murari, rispetto a quella caratteristica delle costruzioni effettivamente "nuragiche").

L'apparizione della costruzione nuragica aggettante che realizza la chiusura mediante la pseudo-cupola, il così detto "Nuraghe", non fu che la conseguenza di un perfezionamento delle preesistenti costruzioni circolari non aggettanti aventi probabilmente finalità cultuale, ed in alcuni casi di controllo e difesa del territorio, successivamente perfezionata anche dal sopraggiungere di nuovi apporti culturali dei "popoli del mare", gli Shardana, e culminante, dopo secoli di esperienze architettoniche, soprattutto per necessità militari, nelle sofisticate ma inadeguate fortezze nuragiche di Losa, Barumini, Santu Antine ecc.. Ancora oggi, le costruzioni megalitiche che caratterizzano il paesaggio della Sardegna, essendo semplicisticamente tutte definite "Nuraghi", non tenendo conto delle loro reali caratteristiche architettoniche, vengono erroneamente attribuite alla così detta "civiltà nuragica", generando una grande confusione.

 

L'articolo è stato gentilmente offerto da Roberto Ledda, libero ricercatore, Ispettore Onorario per l'Archeologia della Soprintendenza Archeologica per le province di Cagliari e Oristano.

 

per gentile concessione del sito: http://www.universonline.it/_misteri/avvistamenti/misteri/sardegna_03.php 

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25 febbraio 2013 1 25 /02 /febbraio /2013 22:31

La posizione del continente perduto Mauritia, sotto le isole Reunion e Mauritius (fonte: Gfz)

Nel 2013 le scoperte archeologiche riescono ancora a lasciare stupefatti, meravigliati, spingendosi anche dove si pensava che ormai fosse tutto alla luce del sole:  Mauritia il continente perduto scoperto in fondo all'Oceano Indiano, sotto le isole Reunion e Mauritius.La spiaggia di sabbia di Mauritius sono i resti erosi di rocce vulcaniche create da eruzioni 9000000 anni fa.  E' stato scoperto da un gruppo di ricerca internazionale coordinato dal norvegese Trond Torsvik, dell'università di Oslo, che lo descrive sulla rivista Nature Geoscience.
Si tratta di un micro-continente nascosto sotto enormi masse di lava ed è un frammento staccato dalle placche continentali di Madagascar e India quando queste si sono separate, circa 60 milioni di anni fa.I ricercatori suggeriscono che le catene vulcaniche al centro delle placche tettoniche, come le isole Hawaii, sono causate da colonne giganti di roccia fusa a caldo noti come pennacchi del mantello.

lava 367 AP

Secondo gli esperti micro-continenti sepolti negli oceani, come Mauritia, potrebbero essere più numerosi di quanto si immagini. Il frammento si sarebbe staccato da Madagascar e India a causa dei pennacchi di magma attualmente situati al di sotto delle isole Marion e Reunion, che con la loro attività hanno fatto nascere il bacino che ospita l'Oceano Indiano. I pennacchi sono gigantesche bolle di roccia fusa, ossia magma, che salgono dal mantello situato in profondità e ammorbidiscono le placche tettoniche dal basso, fino a provocarne la rottura.
Nell'area in cui è stato individuato il continente sommerso, la zona di rottura si trova ai limiti delle masse continentali di Madagascar e India. Un altro frammento, ma emerso, che si è staccato durante la separazione di queste due masse, è costituito dalle isole Seychelles.

I ricercatori hanno scoperto il micro-continente Mauritia analizzando la composizione della sabbia della spiaggia dell'isola di Mauritius, nell'Oceano Indiano occidentale. Fra questi grani sono stati scoperti minuscoli zirconi, pietre semi-preziose che hanno una età compresa tra 660 e 1.970 milioni di anni. Secondo gli autori della ricerca gli zirconi sono piccolissime 'briciole' del continente perduto perché si sono formati nei processi geologici della crosta continentale che ha quell'età e che è sepolta sotto strati di lava. Sarebbero stati trasportati in superficie dall'attività vulcanica recente, quando il magma ha premuto sotto la crosta continentale.



Questi dati sono stati integrati con un modello della tettonica a zolle, che spiega esattamente come e dove i frammenti sono finiti nell'Oceano Indiano, durante la separazione di Madagascar e India. ''Da un lato, il modello mostra la posizione delle placche rispetto ai due punti caldi al momento della rottura'' osserva Bernhard Steinberger, del Centro di ricerca tedesco per le Geoscienze (Gfz). ''D'altra parte – aggiunge - siamo stati in grado di dimostrare che i frammenti del continente hanno continuato a vagare quasi esattamente sopra il pennacchio di Reunion e ciò spiega perché successivamente sono stati coperti dalla roccia vulcanica''.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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21 febbraio 2013 4 21 /02 /febbraio /2013 00:20

Quando un meteorite impatta sulla superficie di un pianeta come marte, mercurio oppure su un saltellite come la luna, si formano dei crateri chiaramente visibili. Ogni corpo celeste nello spazio viene continuamente bombardato da meteoriti, asteroidi, comete. Questo avviene anche per la terra, ma in questo caso i crateri non sono sempre chiaramente visibili come per altri pianeti a causa della cancellazione ad opera dell'erosione degli agenti climatici o  per la trasformazione indotta dalla tettonica terrestre, nel corso del tempo.

Sulla superficie terrestre si contano quasi 170 crateri dovuti ad impatto con meteoriti ed altri corpi provenienti dallo spazio. Questi crateri variano da un diametro di poche decine di metri fino a circa 300 km. L'età dei primi crateri è databile intorno a circa due miliardi di anni fa. I crateri più facilmente individuabili sono quelli più recenti che hanno subito meno trasformazioni nei secoli. Uno dei crateri più famoso, databile a circa 65 milioni di anni fa, è il cratere Chicxulub con un diametro di 180 chilometri. Si presuppone che il meteorite responsabile dell'impatto avesse potuto avere un diametro. Si pensa che questo spaventoso fenomeno abbia prodotto prodotto l'estinzione dei dinosauri e determinato il passaggio tra il periodo Cretacico e quello detto Paleogene. Il cratere è sepolto sotto la penisola dello Yucatan



Il cratere di Barringer è il cratere da impatto più noto e meglio conservato sulla Terra. Il cratere prende il nome da Daniel Barringer, che fu il primo a suggerire che la struttura è stata prodotta da un meteorite. Il cratere è di proprietà privata della sua famiglia ed è anche conosciuto semplicemente come Meteor Crater o Crater in Arizona. Misura circa 1.200 metri  di diametro e 170 metri di profondità, con un bordo di 45 metri più alto, rispetto alla pianura circostante. Il cratere si trova nei pressi di Flagstaff, Arizona.
Il cratere di Barringer si è formata circa 40.000 anni fa dall'impatto con un meteorite di ferro di circa 50 metri  di larghezza e del peso di diverse centinaia di migliaia di tonnellate. Recenti ricerche suggeriscono che il meteorite ha colpito la terra ad una velocità di 12,8 chilometri al secondo .



Il cratere di Wolfe Creek in Australia è stato formato da un meteorite che si è schiantato sulla terra 300.000 anni fa. Il meteorite doveva avere una massa di circa 50.000 tonnellate e ha lasciato un cratere di circa 875 metri  di diametro. Il cratere inizialmente doveva essere di circa 120 metri di profondità. Nel corso del tempo il vento, a poco a poco, ha riempito di sabbia il fondo del cratere che è oggi di 60 metri sotto il bordo, che sorge a 25 metri sopra il terreno circostante del deserto piatto. Un piccolo numero di meteoriti di ferro sono stati trovati nelle vicinanze del cratere. Il cratere è stato scoperto durante una ricognizione aerea nel 1947, anche se gli aborigeni conoscevano il cratere da migliaia di anni.



Il cratere Amguid è relativamente giovane ed è il risultato di un impatto meteoritico di circa 100.000 anni fa. Si trova in una zona remota nel sud-ovest dell'Algeria. Il cratere, perfettamente circolare, è il risultato di un impatto con un meteorite di 450 metri di diametro e 30 metri di profondità. La parte superiore del cerchio è coperto da blocchi di arenarie di parecchi metri di diametro. Il centro del cratere è piatto e riempito da fanghi compatti.



Il cratere Pingualuit è stato creato circa 1,4 milioni di anni fa da un meteorite che ha avuto la forza di 8500 bombe atomiche di Hiroshima. Il cratere del diametro di circa 3,5 km sorge a 160 metri sopra la tundra circostante ed è di 400 metri di profondità. Il lago sul fondo del cratere ha una profondità di 270 metri e contiene una delle acque più pure al mondo. Il lago non ha ingressi o uscite apparenti, così l'acqua si accumula con la pioggia, la neve e si disperde per evaporazione. Il cratere è stato scoperto nel 1943, da una aereo americano.


Il cratere Tswaing è stato creato da un meteorite di circa 30-50 metri di diametro, circa 220.000 anni fa. Nel centro del cratere c'è un piccolo lago. Nei pressi sono stati trovati strumenti dell'età della pietra poichè il cratere è sempre statof requentato da tribù cacciatrici ed incerca di sale.

 

Il lago Lonar in Maharashtra (India), si è formata circa 50.000 anni fa, quando un meteorite ha colpito la superficie. Il lago di acqua salata ha un diametro medio di 1,2 km e dista circa 137 metri al di sotto del bordo del cratere. Numerosi templi circondano il lago, la maggior parte dei quali sono in rovina, ad eccezione di un tempio di Daityasudan, al centro della città Lonar, che fu costruita in onore della vittoria di Vishnu sulla Lonasur gigante. Il cratere è meta di viaggio molto gradita e la vegetazione circostante è una delizia per gli amanti del birdwatching.
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