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1 giugno 2013 6 01 /06 /giugno /2013 23:10

Analizzando milioni di immagini scattate nell'infrarosso dal satellite americano Wise (Wide-field Infrared Survey Explorer) relative a 120.000 asteroidi dei 600.000 conosciuti attualmente si è scoperto che ben 38.000 di questi oggetti appartengono a 76 precise famiglie, delle quali ben 28 sono nuove. Lo studio ha inoltre permesso di scoprire migliaia di asteroidi precedentemente sconosciuti e quindi a catalogarli in famiglie per la prima volta.

Le 28 nuove famiglie di asteroidi si trovano sempre nella fascia compresa fra Marte e Giove.


Il risultato di questa ricerca è stato pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal, è il frutto della missione della Nasa denominata NeoWise la quale ha come obiettivo lo studio degli asteroidi vicini alla Terra ovvero i famosi Neo - near-Earth object, quindi parliamo di quelli potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta.


Ma quando si forma una famiglia di asteroidi? Si forma quando si verifica una collisione che distrugge l'oggetto progenitore e lo frammenta in pezzi delle più svariate forme e dimensioni.
Successivamente i frammenti viaggiano insieme, come in un "branco' seguendo lo stesso percorso intorno al Sole, ma con il passare del tempo i frammenti subiscono variazioni e si allontanano fino a sparpagliarsi pur restando sull'orbita. 

 

Questa scoperta è considerata un momento fondamentale per la comprensione delle origini delle famiglie di asteroidi e delle collisioni originarie che si suppone abbiano generato questi gruppi di oggetti rocciosi. 



Lindley Johnson, del programma di osservazione dei Neo della Nasa ha dichiarato che "la missione Neowise ci sta permettendo di comprendere in modo dettagliato l'evoluzione degli asteroidi del sistema solare". Poi ha aggiunto anche che "questo ci aiuterà a ricostruire la traiettoria dei Neo fino alle loro posizioni originarie e quindi capire come alcuni di essi si sono spostati in orbite pericolose per la Terra". 

"Stiamo separando le zebre dalle gazzelle", ha detto Giuseppe Masiero del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California, autore di un rapporto sul nuovo studio che appare sulla rivista Astrophysical Journal. Con i nuovi strumenti infrarossi si possono distinguere meglio le caratteristiche degli oggetti e quindi assegnargli la famiglia corretta rispetto anche a catalogazioni precedenti.


Come sapete, la fascia principale degli asteroidi è la più importante fonte di oggetti che orbitano vicini al nostro pianeta minacciosamente. Alcuni di questi hanno orbite stabili fino a quando una collisione o un disturbo gravitazionale determinato da un passaggio vicino a un pianeta o satellite li fionda verso le zone più interne del Sistema Solare e/o verso la Terra.


Ogni scoperta in questo ambito assume quindi una valenza unica e un'enorme importanza poichè se non si conoscono i meccanismi e come si evolvono gli eventi non è possibile valutare come organizzarsi per preservare il pianeta da situazioni pericolose.

 

fonte

 

 

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29 maggio 2013 3 29 /05 /maggio /2013 22:18
Scoperto la prima stella che "controllare i freni"
NASA
Quando le notizie astronomiche sono in grado di stupire per le nuove scoperte: stelle di neutroni concentrati mezzo milione di volte più massa di Terra in una sfera non più grande di Manhattan
Scoperto la prima stella che "controllare i freni"
ESA
Il Magnetar 1E 2259 586

Un team internazionale di scienziati ha pubblicato sulla rivista Nature la scoperta di una strana stella di neutroni , uno degli oggetti più densi nell'universo, nella costellazione di Cassiopea, circa 10.000 anni luce dalla Terra. Questa è una rarità, come queste stelle ruotano su se stesse a rotta di collo, ma questo, per qualche ragione, ha messo i freni . Improvvisamente ha cominciato a ruotare più lentamente, un comportamento mai visto prima in un tale oggetto . L'evento è, secondo della ricerca gli autori, un mistero che contiene indizi importanti per capire come la materia reagisce quando si condensa più fortemente che la densità di un nucleo atomico, uno stato che nessun laboratorio sulla Terra è stato raggiunto.

Una stella di neutroni è la cosa più vicina ad un buco nero che gli astronomi possono osservare direttamente. E 'il cuore schiacciato di una stella massiccia, che a corto di carburante, è crollato sotto il suo stesso peso e poi esplosa come supernova. Il restante dopo l'esplosione è compressa in una sfera di soli circa 12 chilometri di diametro, ma con una massa enorme, circa mezzo milione di volte quella della Terra. Un cucchiaino di stella di neutroni pesa un miliardo di tonnellate , il peso di un centinaio di grattacieli di piombo solido.

Le stelle di neutroni possono raggiungere velocità più veloce , come le pale di un frullatore da cucina , fino a 43.000 giri al minuto (rpm), e campi magnetici possono avere un trilione di volte più forte di quello della Terra. Ma questa stella di neutroni, chiamato 1E2259 586, è un tipo ancora più strano e bizzarro. E 'uno dei meno di due dozzine di stelle di neutroni chiamati "magnetar" perché hanno ultra-forti campi magnetici fino a circa 5.000 miliardi di volte quella della Terra.

I magnetar possono avere esplosioni di violenza come forte a raggi X che può influenzare l'atmosfera del nostro pianeta, anche se la magnetar sta inviando le sue esplosioni dal lato opposto della nostra galassia, la Via Lattea. "Magnetar sono i magneti più potenti dell'universo e alcuni dei migliori laboratori che abbiamo per comprendere la fisica pura", dice Jamie Kennea astronomo, ricercatore presso l'Università della Pennsylvania e co-autore. "Le condizioni estreme in queste stelle non potevano riprodursi in qualsiasi laboratorio sulla Terra."

'Totalmente inaspettato'

Utilizzando telescopio a raggi X Swift osservatorio, gli scienziati hanno osservato radiografia impulsi convenzionale di magnetar 1E 2259 586 da luglio 2011 a metà aprile 2012. Durante questo tempo, il magnetar filata volta ogni 7 secondi, circa 8 giri al minuto, e sembrava essere diminuendo al ritmo graduale e stabile. Ma sulla seguente osservazione in programma il 28 aprile 2012, i dati acquisiti Swift hanno mostrato che la rotazione della stella era fortemente rallentata di 2,2 milionesimi di secondo.

"Questa stella di neutroni sta facendo qualcosa di totalmente inaspettato. Il suo tasso di turnover è andato diminuendo a un ritmo sempre più veloce ", dice Kennea. Gli astronomi avevano già osservato prima di stelle di neutroni che improvvisamente accelerano i loro spin, che è conosciuto come "fallimento" o "interferenza", ma non avevano mai visto uno che rallenta, un "anti bug '.

Il 21 aprile, appena una settimana prima che la Swift ha scoperto il brusco cambiamento, la magnetar è stata una breve ma scoppio di raggi X intenso è stato rilevato dal telescopio spaziale Fermi della NASA. Gli scienziati ritengono che questa eruzione di 36 millisecondi di luce ad alta energia probabilmente segnato i cambiamenti che hanno portato al suo brusco rallentamento magnetar. Inoltre, osservazioni continue hanno rivelato che la rotazione continua magnetar rallentando ad un tasso molto più veloce.

Queste scoperte gli astronomi devono affrontare una nuova sfida teorico che può aiutarli a capire i misteri di questi strani, stelle dense.

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27 maggio 2013 1 27 /05 /maggio /2013 22:10

Astronauti (a sinistra) Kevin Ford, Tom Marshburn e Chris Hadfield prendono parte a una chat online sul social media piattaforma di Google+, il 23 maggio. (Foto: Google)

Le interviste agli astronauti sono sempre un momento importante per chi segue da appassionato, le esperienze e i racconti che ne conseguono. Qundo gli astronuauti che raccontano questo sono addirittura tre , diventa un episodio memorabile. Gli astronauti  hanno recentemente passato mesi insieme a bordo della Stazione Spaziale Internazionale riuniti sulla Terra il 23 maggio nel corso di un Hangout Google+ e sono stati invitati per parlare delle loro esperienze a bordo del laboratorio orbitante e la sfida di riadattamento alla vita con la gravità.
 
"E 'bello essere di nuovo tutti insieme", ha detto l'astronauta della NASA Kevin Ford dal Johnson Space Center di Houston. Ford, che è tornato sulla Terra il 15 marzo dopo una missione di cinque mesi, unì con due dei suoi  Expedition 34  compagni di viaggio, canadese Chris Hadfield e l'astronauta della NASA Tom Marshburn, per la video conferenza in diretta.
 
Hadfield e Marshburn tornarono a casa solo la scorsa settimana, e hanno parlato di come sia stato difficile in un primo momento per le gambe della Terra torna dopo aver trascorso cinque mesi galleggiante. [ momenti più memorabili di Chris Hadfield in orbita]
 
"C'è questa gigantesca calamita che voi e ogni parte del tuo corpo che sta succhiando in terra", ha detto Marshburn del sentimento che aveva quando ha toccato terra a bordo di una  navicella russa Soyuz  il 13 maggio.
 
"Quando si arriva a spazio, il corpo inizia immediatamente di adattarsi alla microgravità", Hadfield aggiunto. "Si parte si svolta da un terrestre in un spaceling ... Ma poi, quando si arriva a casa, la gravità si sente proprio così ingiusto."
 
 
Social media di Hadfield seguito alle stelle mentre era al laboratorio in orbita grazie ai suoi aggiornamenti di Twitter, foto e filmati amatoriali che comprendeva David Bowie copertine e cucina lessons.Though Hadfield una volta ha mostrato come fare un panino al burro di arachidi e miele in microgravità, ha detto un vero panino era una delle cose che ha assaporato più al suo ritorno.
 
"Vivere sulla stazione spaziale, il cibo è veramente buono, ma non c'è modo per preservare la texture", ha detto Hadfield. "È un po 'come mangiare più alimenti per bambini del mondo. Non è niente come un grande, disordinato, panino croccante."
 
Panini a parte, Hadfield prende sul serio la sua presenza online.
 
"Ho cercato per 20 anni di condividere l'esperienza che siamo fidati con di volare nello spazio", ha detto l'astronauta. "Questo è un arricchimento dell'esperienza umana generale ... e ora abbiamo un modo per rendere più interattivo."
 
Gli stessi tre astronauti tenuto il primo in assoluto Hangout Google+ nello spazio a febbraio. Questa volta, Ford, Marshburn e Hadfield tutto evidenziato la gamma sorprendente di ricerca in corso nelle centinaia di esperimenti presso l'ISS, con alcuni test per il monitoraggio dei cambiamenti climatici sulla Terra e gli altri che mirano a rendere scoperte sulla composizione dell'universo.
 
Corpi degli astronauti sono spesso motivo di esperimenti testando. Con missioni più lunghe verso altri pianeti in mente, scienziati e pianificatori di missione sono molto interessati a conoscere i fisiologici effetti di spazio . Hadfield ha sottolineato che i dati dalla stazione astronauti spaziali potrebbero aiutare gli scienziati a capire che cosa ci vorrà per gli esseri umani si adatti alla gravità di Marte dopo aver trascorso mesi in condizioni di assenza di peso.
 
Essi hanno inoltre discusso le politiche internazionali coinvolti nel laboratorio orbitante, come una manciata di gruppi dal Model United Nations partecipavano al luogo di ritrovo.
 
"Non credo che ci sia alcun tornare indietro, a questo punto, in termini di cooperazione internazionale", ha detto Ford. "I futuri grandi sforzi come questo stanno per essere sforzi internazionali ... Che sarà una buona eredità per la stazione spaziale."
 
Hadfield evidenziato la collaborazione dell'equipaggio internazionale durante lapasseggiata spaziale di emergenza il 11 maggio per cercare di riparare una perdita di ammoniaca, che raffredda i sistemi di alimentazione del laboratorio orbitante.
 
"Per me era solo un po 'incantevole microcosmo di come tutti possiamo essere quando decidiamo per qualsiasi motivo a lavorare insieme in una direzione comune", ha detto Hadfield.
 
La Stazione Spaziale Internazionale è stata occupata in permanenza con equipaggi rotanti dal 2000, quando la prima squadra di tre persone ha preso la residenza. La costruzione del laboratorio di 100 miliardi dollari in orbita è iniziata nel 1998, con cinque diverse agenzie spaziali e 15 paesi che partecipano al suo assemblaggio.
 
Come Hadfield e Marshburn ambientarsi alla vita sulla Terra, un altro astronauta della NASA, Karen Nyberg, il conto alla rovescia per il 28 maggio il lancio. Lei sarà a capo al laboratorio orbitante con l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea Luca Parmitano e il cosmonauta russo Fyodor Yurchikhin prossima settimana. Essi si uniranno l'astronauta della NASA Chris Cassidy e cosmonauti russi Pavel Vinogradov e Alexander Misurkin come l'equipaggio della Expedition 36.
 
 
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25 maggio 2013 6 25 /05 /maggio /2013 20:44

 

 

 

Come si può non fare a meno di notare sulla Luna,ogni volta che la si vede al binocolo,con un telescopio oppure semplicemente ad occhio nudo quell'immagine di terribile catastrofe segnata da crateri giganteschi,riempiti successivamente da lava in fusione che a contatto con il gelo dello spazio si è raffreddata rapidamente nell'arco di pochissimo tempo,circondati a loro volta una superficie di gran lunga più vecchia crivellata di crateri di grandi dimensioni?
Eppure,nonostante si ipotizzi che il nostro satellite si è formato a causa di una collisione con un'altro corpo e la Terra il cui contentuto del mantello è stato espulso nello spazio,aggregandosi e formando così il nostro satellite,vi sono remotissimi ricordi del genere umano di un'epoca nella quale non vi era nessuna Luna nel cielo. Aristotele,scrisse di suo pugno che durante la remota epoca dell'Arcadia,prima ancora di venir abitata dagli Elleni la Grecia era popolata da una popolazione che era detta dei Pelasgi,aggiungendo che si sapeva che quegli aborigeni avevano occupato l'Elladeda prima ancora che fosse comparsa una luna nel cielo sopra la Terra e che appunto per detto motivo essi venivano chiamati con il nome di "pre-selenici o Proseleni".
In Moralia,nella sezione 76 dedicata alle Questioni Romane,Plutarco scrisse"Quelle antichissime genti erano gli Arcadiani del seguito di Evandro,ovvero la gente che è esistita nei tempi in cui ancora non c'era la luna."
Luciano,nella parte 26 della sua "Astrologia" dice infine che "nella loro follia le genti dell'Arcadia sostenevano di essere venute al mondo sin da molto tempo prima della Luna."
Anche Censorinus in Liber de die natali allude ad un epoca antichissima nella quale non c'era nessuna luna nel cielo della Terra.
Altre citazioni nella quale attorno alla Terra non c'era nessuna Luna le troviamo in Giobbe 25:5 nella quale si narra di "prima che ci fosse la Luna e prima che questa cominciasse a risplendere. "
Anche in alcune tribu degli indiani del Nord America sembrano narrare di una remota epoca in cui non esisteva nessuna Luna nei cieli della Terra.
Ma esistono anche altrettante narrazioni della quale si spiega che una volta la sua luminosità era assai paragonabile a quella del sole e solo in seguito o per una perdita della sua atmosfera o per un disturbo della sua orbità che la allontanò dalla Terra,la Luna cominciò a splendere meno.
B. de Sahagun dagli aborigeni del Nuovo Mondo riferisce nel suo Historia general de las cosas de la Nueva Espana che "il sole e la Luna in passato emanavano la stessa quantità di luce."
Cose simili le troviamo in altri manoscritti dell'epoca e anche nella Genesi.
Per fare una cosa simile la Luna avrebbe dovuto essere più vicina alla Terra oppure possedere un'atmosfera con un'elevata capacità di riflettere la luce del sole.
Sulle rocce lunari fortemente magnetizzate si stanno formulando diverse ipotesi coerenti ma molto incerte.



Una di queste afferma che "La "geodinamo" che genera il campo magnetico terrestre è alimentata dal calore del nucleo interno, che spinge a muoversi i fluidi complessi di ferro fuso del nucleo esterno. Ma la Luna è troppo piccola per supportare questo tipo di dinamo, secondo Christina Dwyer, uno studente laureato in Scienze della Terra e planetarie presso la University of California, Santa Cruz.
Nel numero del 10 novembre di Nature, Dwyer e i suoi co-autori (scienziati planetari) Francis Nimmo alla UC Santa Cruz e David Stevenson, del California Institute of Technology, descrivono come un'antica dinamo lunare sarebbe stata originata dal mescolamento del nucleo liquido della guidato dal movimento del mantello solido sopra di esso.
"Questo è un modo molto diverso di alimentare una dinamo che coinvolge il mescolamento fisico, come una ciotola mescolata da un cucchiaio gigante", sostiene Dwyer.
Dwyer e i suoi coautori hanno calcolato gli effetti dei movimenti differenziali tra il nucleo e il mantello lunare. All'inizio della sua storia, l'orbita della luna attorno alla Terra era ad una distanza molto più vicina di quanto non lo sia oggi e continua ad allontanarsi progressivamente dalla Terra.
A distanza ravvicinata, le interazioni di marea tra la Terra e la Luna hanno permesso al manto lunare di ruotare in modo leggermente diverso rispetto al nucleo.
Questo movimento differenziale del mantello rispetto al nucleo ha agitato il nucleo liquido, creando dei moti nei fluidi che, in teoria, potrebbero dar luogo ad una dinamo magnetica.
"La Luna oscilla un pó mentre ruoto gira, un moto che si chiama precessione, ma il nucleo è liquido e non fa esattamente la stessa precessione.
Così il mantello si muove avanti e indietro attraverso il nucleo e solleva il nucleo", ha spiegato Nimmo, professore di scienze della terra e planetarie presso UCSC.
I ricercatori hanno scoperto che una dinamo lunare avrebbe potuto funzionare in questo modo per almeno un miliardo di anni. Alla fine, comunque, avrebbe smesso di funzionare quando la Luna si allontanó ulteriormente dalla Terra. "Più lontana essa fu dalla Terra, più lenta fu l'agitazione e ad un certo punto la dinamo lunare si spense", ha detto Dwyer.
Le rocce possono essere state magnetizzate dallo shock di un impatto, un meccanismo che alcuni scienziati hanno proposto per spiegare la magnetizzazione dei campioni lunari.
Ma recenti analisi paleomagnetiche sulle rocce lunari, così come le misure orbitali della magnetizzazione della crosta lunare, suggeriscono che c'è stata una forte e lunga durata del campo magnetico agli inizi della sua storia.
"Una delle cose belle del nostro modello è che spiega come una dinamo lunare avrebbe potuto durare per un miliardo di anni", ha detto Nimmo. "Permette anche di fare previsioni su come la forza del campo dovrebbe essere cambiata nel corso degli anni, ed è potenzialmente verificabile con numerose osservazioni paleomagnetiche".
E' necessaria un'analisi più dettagliata, tuttavia, per dimostrare che il mescolamento del nucleo dal mantello creerebbe il giusto tipo di movimenti di fluidi per generare un campo magnetico. "Solo alcuni tipi di movimenti di fluidi possono dar luogo ad una dinamo magnetica", ha detto Dwyer. "Abbiamo calcolato la potenza che è disponibile per guidare la dinamo e le intensità di campo magnetico che potrebbe essere generate. Ma abbiamo davvero bisogno di esperti di dinamo per portare questo modello al prossimo livello di dettaglio e vedere se funziona".

Un'altra ipotesi afferma che "Senza invocare la passata esistenza di un campo magnetico globale, la presenza di piccoli magneti sulla Luna potrebbe essere spiegata in altro modo: anche gli impatti meteorici, in certe condizioni, possono magnetizzare le rocce che colpiscono. Tuttavia, dalle analisi effettuate sulle rocce stesse e dalle misure orbitali della magnetizzazione della crosta lunare, risulta che in passato, e per un periodo di tempo prolungato, deve esserci stato un campo magnetico globale e di una certa intensità."

Oltre a queste teorie,la presenza di un magnetismo residuo sulle rocce lunari potrebbe invece essere l'ennesima prova delle remote collisioni con altri corpi celesti di cui parlava lo scienziato Immanuel Velikovsky che,passati nelle vicinanze della Terra,con la forza di gravità avrebbero causato una sorta di effetto marea del mantello del nostro satellite il cui calore avrebbe fuso le rocce della crosta lunare e in seguito risolidificandola conservando l'orientamento del campo magnetico del "intruso" corpo celeste.



Uno di essi fu il pianeta Mercurio "Mercurio è stato un temuto quanto il dio Marte ma molto tempo prima di esso (Nergal).
Come il nome del monte Sinai si riferisce a Sin, la Luna, così il nome del Monte Nebo dove Mosè a Moab è morto è stato chiamato già in quel tempo dall'inizio con il nome del pianeta Mercurio.


 

 


Più tardi nel VII e VI secolo prima dell'era volgare, questo dio fu molto venerato, soprattutto dai Caldei e altri popoli della Mesopotamia, come i nomi di Nabopolassar e Nabucodonosor.
In passato Mercurio era noto ai Sumeri come Enki.
Altrettanto marcata è stata la posizione di Thoth, il pianeta Mercurio del pantheon egizio, la parte teoforico del Thutmose nome.
Per i popoli del nord, Mercurio era Odino.
E 'significativo che in molti testi astronomici Mercurio, il greco Hermes, Nebo babilonese, Thoth egiziano, è ritratto come il pianeta-dio, che aveva in suo dominio la capacità fisiologica della memoria nell'uomo, così come quello della parola. Secondo Agostino "discorso è Mercurio."
Informazioni dirette che conferma la nostra ipotesi è fornito da Igino. Igino ha scritto che per molti secoli gli uomini "vivevano senza città o delle leggi, parlando una lingua sotto il dominio di Giove.
Ma dopo Mercurio ha insegnato le lingue degli uomini (da cui egli è chiamato hermeneutes, 'interprete', per Mercurio è detto in greco Hermes, anche lui diviso le nazioni) poi nacque discordia tra i mortali. . . . "
I romani così come i greci raffigurano Mercurio con le ali, sia sul copricapo o alle caviglie, e con un emblema, il caduceo, un bastone con due serpenti avvolgimento.
Il serpente doppio (caduceo), l'emblema di Mercurio, si trova in ornamenti di tutti i popoli dell'antichità; un trattato speciale potrebbe essere scritto su questo argomento, ho trovato il caduceo in tutto il mondo. Mercurio, o Ermete dei Greci, era un messaggero degli dei che accelerato sulla sua missione, inviati da Giove.
Secondo In the Beginning,di Immanuel Velikovsky i serpenti attorcigliati potrebbero essere la raffigurazione di quando Mercurio passò nelle vicinanze della Terra sottoforma di una sorta di gigantesca cometa.


"
"Gli scienziati della University's Center di Boston per la Fisica Spaziale hanno registrato per caso la prova di fughe di gas dal pianeta Mercurio, grazie alle immagini della missione STEREO, che ha due satelliti messi in orbita intorno al Sole in posizioni opposte.
Questa configurazione offre viste multi-direzionali degli elettroni e degli ioni che compongono il vento solare.
A volte, il pianeta Mercurio appare nel campo di vista di uno o di entrambi i satelliti. Oltre al suo aspetto consueto, come un disco luminoso, è apparso una strana "coda" in alcune delle immagini.
L'annuncio di questo nuovo metodo d'osservazione di Mercurio e della presenza di questa coda è stato fatto al Planetary Science Congress europeo a Roma.
È noto tra le caratteristiche di Mercurio che una tenue atmosfera di gas circonda il pianeta e adesso è stata scoperta una coda molto lunga che si estende in direzione opposta al Sole.



Dalla Terra, le osservazioni di entrambe queste caratteristiche sono state accertate utilizzando la luce dal gas di sodio atomizzato sulla superficie di Mercurio. La pressione della radiazione del Sole spinge molti degli atomi di sodio in direzione opposta creando una coda che si estende per molte centinaia di volte la dimensione fisica di Mercurio.
"Abbiamo osservato questo estesa coda di sodio a grandi distanze utilizzando il nostro telescopio presso l'Osservatorio McDonald in Texas", ha spiegato Carl Schmidt della Boston University, "e ora la coda può essere vista anche dai satelliti in orbita attorno alla Terra"."
Un'altro pianeta di cui Immanuel Velikovsky ha fatto menzione è stato Venere,che sarebbe stato espulso da una colossale esplosione avvenuta nelle profondità di Giove e passata nella vicinanze della Terra sottoforma anch'esso di una grandissima cometa.



La regione R136 nella NGC 2070. Le dispersioni di colore rosso sono le molecole di idrogeno.
Un corpo celeste che venisse espulso dalle profondità estremamente calde di Giove,che è composto in prevalenza da idrogeno ed elio,essendo proprio nel margine tra il nucleo e il mantello che ha origine il campo magnetico di un pianeta tramite processi elettrici non molto diversi da quelli di una dinamo,Venere avrebbe avuto origine tramite un corpo fuso elettricamente carico che tramite la sua espulsione durante il transito con gli strati gassosi del gigante gassoso avrebbe trattenuto tramite l'elettricità statica ragguardevoli quantità di gas che in seguito avrebbero composto la sua coda sottoforma di cometa durante il transito nello spazio interstellare.
Nel modello dell'Universo Elettrico, la stessa gravita è semplicemente una forza elettrostatica dipolare.
Se tutto ciò corrispondesse alla realtà,Venere avvicinandosi alla Terra sarebbe apparso come un corpo dal colore rossastro o come una gigantesca cometa che fu visibile a tutti i popoli.
Ebbene alcune testimonianze sembrano corrispondere al vero.
Nel libro“De cometis tractatus novus methodicus”, scritto da Rockenbach (1602, Wittenberg), dove Rockenbach racconta di un “globus immodicus” (globo immenso) visto dagli Israeliti durante la fuga daIl’Egitto. Il colore del globo era rosso sangue.(”red blood”).
Nelle fonti bibliche si narra che una grandine mista a fuoco cadde dal cielo.
A tutto ciò si fa cenno ai detriti lasciati dietro dalla coda della cometa che caddero sulla Terra come una sorta di grandine di pietre infuocate,mentre pare che accompagnata ad esse si sia combinata anche una pioggia in grandi quantità di nafta ardente.
Nafta?
Si,avete capito bene,la chioma delle comete è composta di idrogeno e carbonio,entrando nell'atmosfera terrestre queste molecole combinandosi con il cambio di stato avrebbero effettivamente prodotto una pioggia di nefta,che se combinata con la pioggia infuocata dei detriti della cometa immaginiamoci da soli gi effetti.
Velikovsky nel suo libro riporta diverse fonti da tutto il mondo con nella quale si narra di una pioggia di grandine di pietre o "bitume infuocato" che piovvero dal cielo in quel periodo.
Nell'Antico Testamento è narrato:"il Signore lanciò dal cielo su di essi come grosse pietre fino ad Azeka e molti morirono. Coloro che morirono per le pietre della grandine furono più di quanti ne uccidessero gli Israeliti con la spada. ".
La stessa causa del sole e della luna che si fermarono nel cielo la si può attribuire all'intensa forza gravitazionale che Venere,oltre a rallentare la rotazione terrestre causò il sollevamento delle acque del Mar Rosso,della quale proprio attraverso 2 muraglie d'acqua il popolo che in seguito fonderà Israele riuscirà a trovare la fuga dagli Egizi.
Ma un momento,siamo sicuri che Mosè fosse un personaggio vero e non un'altra eleborazione della Bibbia?



In realtà è vero,Mosè non è una persona reale,ma le vicende narrate sono appunto queste,la Bibbia ha tuttavia inventato la storia di Mosè che distende un bastone con lo scopo di farlo apparire una persona eletta da Dio,vediamo un po chi è realmente la figura che ha ispirato Mosè.
Da sempre i rabbini hanno dichiarato di essere venuti dall’Egitto guidati da Mosè, la cui vera identità è stata volutamente tenuta segreta.
Diviene concreta la probabilità che sotto il nome di Mosè si nascondesse il fuggitivo Akhenaton, secondo le tesi di Ahmed Osman e di Freud, convinti che Mosè fosse in realtà Akhenaton stesso. I racconti di Strabone parlano di Mosè come un faraone che i sacerdoti egizi descrivono con le fattezze di Akhenaton.
Solo nel 1990 l’Europa conoscerà l’episodio di Amarna, in seguito all'ipotesi di Ahmed Osman secondo cui Akhenaton e Mosè sono la stessa persona.
Il grande profeta, che guidò il popolo ebraico verso la libertà fuori dall’Egitto e diede loro le leggi scritte che servirono per fondare lo stato d’Israele, è una figura storica vissuta fra il 1400 e il 1200 a.C. con alle spalle una storia tenuta segreta dalla tradizione giudaica; secondo la tradizione, la sua vera identità non può essere rivelata al popolo di Israele né al genere umano.
Impressionante: Akhenaton e Mosè, entrambi ebrei, svaniscono improvvisamente senza lasciare traccia.
Durante l'avvicinarsi di Venere alla Terra,l'attrazione gravitazionale di quest'ultimo andò a rallentare la rotazione terrestre così che il Sole come in un miracolo e la Luna sembrarono essersi fermati nel cielo.
Attratte dalla presa gravitazionale del neonato pianeta si sollevarono in enormi muraglie verso il cielo così che fu proprio in quel lasso di tempo attraverso il quale Akhenaton e il futuro popolo di Israele riuscirono ad attraversare il Mar Rosso.
Fu il transito di Venere a causare anche le Piaghe d'Egitto.
Velikovsky in particolare da spiegazioni estremamente dettagliate sulla pioggia di meteoriti che piovvero sulla Terra che erano i detriti lasciati dietro dalla coda della cometa,la pioggia infucata mista a grandine che consisteva in una pioggia di nafta infuocata originatasi a causa della combinazione dei gas della cometa-idrogeno e carbonio-,e anche di un pigmento rugginoso che avvelenò le acque e che viene ricordato come una pioggia rossastra in diversi miti in tutto il mondo.
"Velikovsky si assume il compito di provare che tali fatti avvennero, proprio nel modo in cui sono riferiti e che la storia biblica degli Israeliti segue l’ordine astronomico degli eventi.
Per esempio, durante le piaghe il mondo si tinse di rosso. Uno dei primi segni dell’incontro con la cometa fu una pioggia di particelle di pigmento rugginoso, quando la cometa sfiorò la Terra con la sua coda gassosa.
Sembrò che i laghi, i fiumi e i mari si mutassero in sangue; la terra stessa sembrò tutta rugginosa.
Vi sono racconti di testimoni oculari di tale arrossamento, non soltanto nella Bibbia, ma nel "Manoscritto Quiché" dei Maya, e in un papiro egizio di "Ipuwer", che fu lui stesso testimone del fenomeno. "Il fiume è sangue" egli lamentava; e ciò corrisponde all’Esodo: "L’acqua del fiume divenne sangue".
La contaminazione delle acque dolci uccise i pesci "e il fiume imputridì", è detto nell’Esodo. "Non potevano bere delle sue acque - il cronista egiziano conferma, ed esclama - gli uomini hanno ribrezzo ad assaggiarle; gli esseri umani sono assetati d’acqua. Cosa dobbiamo fare? Tutto è rovina!"
E non soltanto nel Medio Oriente. La polvere tinta di rosso, che irritava la pelle degli uomini e degli animali e causava foruncoli provocando malattie e morte, è segnalata anche in molti altri paesi.
Venne poi l’ultima piaga d’Egitto, il regno delle tenebre che si prolungò per tre giorni, culminando in violenti sconvolgimenti.
Cosa naturale anche questa, dice Velikovsky, perché il corpo della cometa si avvicinava alla Terra."
E Giovanni, nell’Apocalisse (8-10,11) annuncia la stella che si chiama Assenzio […]»
"...cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia, e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque. La stella si chiama Assenzio; un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti uomini morirono per quelle acque, perché erano divenute amare."
Per quanto riguarda il sollevamento delle acque neanche quello costituì un fenomeno locale.
L’Esodo riferisce: "E l’Angelo di Dio che precedeva le schiere d’Israele si spostò e si mise dietro a loro; e la colonna di nubi si partì dinanzi a loro e si fermò dietro a loro... e quella nube era oscura da una parte, e dall’altra illuminava la notte."
Un vento di eccezionale violenza e dei lampi squarciarono la nuvola.
Al mattino le acque si sollevarono come a formare un muro e si divisero... "Ed i figli d’Israele entrarono in mezzo all’asciutto mare formando l’acqua come un muro a destra e a sinistra di loro. E gli Egiziani li inseguirono... Già s’era alla veglia del mattino e si rivolse il Signore, dalla colonna di nubi e di fuoco, verso le schiere degli Egiziani... Le acque ritornarono, e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l‘esercito di Faraone che per inseguire gli Ebrei erano entrati nel mare; neppur uno se ne salvò."
In realtà, tutta la Terra stava attraversando gli stessi eventi.
In Cina, l’epoca di Yahou era la stessa di Mosè in Palestina; nelle cronologie cinesi troverete le seguenti notizie: "Il Sole non tramontò per vari giorni; le foreste s’incendiarono; un’ondata altissima, 'levatasi al cielo', scrosciò sulla Terra. Dopo aver sostato nella sua rotazione, la Terra prese di nuovo a ruotare."
Nel punto di massimo avvicinamento tra Venere e la Terra i campi magnetici di questi ultimi si scontrarono finchè seguì una folgore o una potente scarica elettrica della quale uno dei due subì un inversione magnetica.
Chi?
Eusebio cita Artapano:"Ma quando gli egiziani li stavano inseguendo,un fuoco,si dice,apparve sopra e davanti ad essi,ed il mare si richiuse sul loro cammino e gli Egiziani furono tutti distrutti dal fuoco e dai flutti."
Un punto interrogativo che mi son posto in proposito a questo,è possibile che la distruzione di Mohenjo-Daro,secondo la quale pare pare che un'onda d'urto estremamente potente accompagnata da calore improvviso abbia annientato i pochi rimasti,sia stata in realtà colpita da una o più di queste scariche elettriche di origine interplanetaria?
"Davenport e il giornalista Ettore Vincenti (anch’egli poi immaturamente scomparso), coautori di un libro su questa suggestiva ipotesi, (2000 a.C.: distruzione atomica, ed. Sugarco, Milano 1978) portano a sostegno delle loro affermazioni le analisi compiute da una équipe dell’Università di Roma su alcuni frammenti calcinati e fusi di vasi e di mattoni e su pezzi di bracciali contorti e vetrificati, trovati tutti nell’antica città indiana (oggi geograficamente nel Pakistan).
I risultati delle analisi, condotte dal prof. Bruno Di Sabatino, incaricato di vulcanologia all’istituto di mineralogia e petrografia e dai professori Amleto Flamini e dal dottor Giampaolo Ciriaco, indicano che i reperti sono stati sottoposti a temperature superiori ai 1500 gradi, ed in tempi brevissimi."
Considerando che Venere ruota in direzione opposta sul proprio asse rispetto agli altri pianeti e il suo campo magnetico è molto inferiore a quello terrestre l'unico candidato che in quello scontro può aver subito un cambio di polarità altri non è che lui.
Anche le tracce lasciate dalla vicinanza del campo magnetico lasciato dal pianeta Venere in vicinanza con il nostro pianeta,della quale sicuramente ha avuto notevoli effetti.
Ecco un'anomalia:
-"l'analisi del magnetismo di alcuni redisui di lavorazione del metallo scoperti in alcune miniere di rame in Israele ha mostrato come il campo magnetico terrestre possa raddoppiare di intensità e diminuire velocemente nel corso di 20 anni.
"Sono risultati molto importanti" dice Luis Silva, dell'Università di Leeds. "E' completamente fuori da tutto ciò che abbiamo pensato potesse accadere nel nucleo terrestre"".
-""Il campo magnetico ha raggiunto un'intensità molto superiore di quanto avessimo mai pensato in precedenza, due volte e mezza il campo magnetico attuale" dice Ron Shaar, autore dello studio e ricercatore della Hebrew University of Jerusalem. "E si possono avere cambiamenti imponenti nell'intensità del campo in un periodo inferiore alla decade".
Per misurare la forza del campo magnetico, Sharr ha analizzato i residui della lavorazione del metallo di una antica miniera di rame egiziana. Quando il ferro fuso si raffredda rapidamente, mantiene una traccia del campo magnetico terrestre. Secondo gli attuali modelli di paleomagnetismo, si stima che il campo magnetico terrestre abbia raggiunto il massimo circa 3000 anni fa, durante l'Età del Ferro.
Le rocce dell'antica miniera di Timna in Israele sono state datate anche grazie alla presenza di capelli umani e altro materiale organico, che hanno permesso la datazione al carbonio. Il team ha fuso e raffreddato nuovamente i residui metallici in presenza di campi magnetici di intensità prestabilita, in modo tale da poter intrappolare nel metallo una forza magnetica artificialmente impressa.
Dal confronto tra i campioni della miniera e quelli artificialmente magnetizzati è emerso che il campo magnetico terrestre è improvvisamente aumentato due volte nel corso di 180 anni, una volta 2.990 anni fa, la seconda circa 2.900 anni fa. In tutti e due i casi, il magnetismo è aumentato e diminuito in soli 20 anni del 40%.
"Questi picchi geomagnetici sono molto diversi da ciò che vediamo ora o abbiamo visto in precedenza" dice Shaar. "Il campo magnetico cambia da 5 a 10 volte più velocemente di quanto abbiamo visto finora" aggiunge Cathy Constable dello Scripps Institute of Oceanography. Secondo Constable, i picchi sembrano verificarsi solo in Medio Oriente, e in nessun altro posto sul pianeta. Questo suggerirebbe che i picchi possano essere dovuti a "sacche" di ferro fuso particolarmente magnetizzato che si muovono all'interno del nucleo, e che si trovavano sotto Israele."
Anche in alcuni vasi etruschi è stata osservata un'anomalia in quanto il campo magnetico terrestre risultava essere invertito in tempi assai recenti.
In essi è stata osservata la presenza di argilla che mostrava il magnetismo residuo delle particelle di ferro contenute in essa,quel magnetismo risultava essere invertito.
Nel 1986 Giuseppe Folgheraiter iniziò i suoi attenti studi sui vasi attici ed etruschi di vari secoli cominciando dall'ottavo secolo prima dell'Era Volgare,la sua conclusione fu che il campo magnetico terrestre era invertito nell'ottavo secolo,Italia e Grecia in quel periodo erano più vicine al sud magnetico che al nord magnetico.
Cosa potrebbe significare tutto ciò?
Se quanto racconta la Bibbia il sole non tramontò quel giorno ma rimase fermo nel cielo,significa cha la vicinanza di Venere andava a rallentare la sua rotazione con la propria attrazione gravitazionale,e il suo campo magnetico andava a interferire con quello terrestre.
Potrebbe significare che quei vasi potrebbero esser anche più antichi di quanto si credeva oppure dopo il passaggio di Venere,l'impronta magneticamente invertita lasciata sulla superficie terrestre e sulle sue rocce impiegò dei secoli per riassestarsi,l'impronta comprendeva Italia e Grecia.
In Grecia,in quel periodo cui si fa risalire il passaggio di Venere,esplose con inaudita violenza il vulcano di Santorini(1.628 aC) ponendo fine alla civiltà Minoica distrutta da violenti terremoti e violenti tsunami,in seguito nel 1.450 aC un'altra devastante eruzione colpì l'isola di Yali,e in quell'asso di anni anche il Vesuvio diede festa con uno strato di pomici,dette pomici di Avellino,(datata tra il 1880 e il 1680 a.C.).
Per quanto riguarda lo splendore di Venere in quei tempi nell'Apocalisse troviamo:
« Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle..»
Nella mitologia greca invece con un appellativo sempre con similitudini solari troviamo il mito di Fetonte:
""Elios era per i Greci la personificazione dell'astro solare, fratello di Selene (la Luna) e di Eos (I' Aurora). Aveva il volto splendente, una corona di raggi abbaglianti intorno al capo e la veste leggera scintillante nel vento. Ogni mattina, quando Eos tingeva di rosa il cielo e le stelle impallidivano rifugiandosi nel grembo della notte, si spalancavano le porte della sua reggia ed egli appariva sul carro d'oro, tirato da cavalli vomitanti fuoco: il dio del Sole si accingeva a percorrere la volta celeste da Oriente a Occidente. Il suo viaggio quotidiano terminava al tramonto, nel giardino delle Esperidi. Qui giunto, Elios saliva su una grande coppa alata. Questo veicolo portava sulla superficie dell'acqua, a velocità vertiginosa, il dio addormentato; lo riconduceva nella sua splendida dimora situata in Oriente, nel paese degli Etiopi dove, ali' avvicinarsi dell' Aurora, sarebbero stati nuova- mente pronti per lui, infaticabile auriga, il carro veloce e i focosi destrieri .
Avere un padre così importante, dio generatore e saggio, era motivo di immenso orgoglio per il figlio di Elios, un ragazzo chiamato Fetonte (che significa 'splendente'). Egli se ne vantava con gli amici, ma questi non erano disposti a credergli; uno, anzi, un giorno lo insultò. «Stolto, tu immagini un padre non vero, e ti gonfi di ingiustificata ambizione».
«Se non mi credi» rispose Fetonte «chiedilo a Climene, mia madre. Lei te lo confermerà».
«Tu credi a tutto ciò? Povero illuso!» «Giuro che te lo proverò» tagliò corto Fetonte «domani guiderò il carro di mio padre>>.
Fetonte andò così al palazzo del Sole e quando il dio luminoso rientrò dal suo viaggio quotidiano gli chiese il permesso di guidare per un sol giorno i cavalli del Sole.
«Mi chiedi una cosa non adatta alla tua età e alle tue forze» obiettò il padre.
« Ti prego, per una volta soltanto. ..Devo provare che sono veramente tuo figlio».
«Appunto perche sei mio figlio tremo d'angoscia al pensiero del male che potrebbe derivartene».
Ma il ragazzo si ostinò talmente nella sua richiesta che alla fine il padre cedette, e l'indomani Fetonte balzò sul carro infuocato. Elios, sempre temendo per I'incolumità del ragazzo, sospirando gli raccomandò: «Segui almeno i miei consigli: risparmia la sferza, e tieni invece ben salde le redini».
I destrieri alati, frementi e fiammeggianti, scalpitarono nell' aria. Ma non tardarono molto ad accorgersi che la mano del guidatore era debole; subito ne approfittarono per lanciarsi ad un galoppo sfrenato e uscirono dal percorso consueto. Fetonte non cono- sceva il giusto cammino, ma neppure conoscenqolo avrebbe saputo trattenere i focosi cavali i, così si avvicinò troppo alla terra, ora alzandosi ora abbas- sandosi, e per poco non la incendiò. Causò comun- que disastrose rovine, solcando il cielo con strisce di cenere e inaridendo la terra. Allora Zeus, perche non andasse distrutto l'universo, scagliò un fulmine contro Fetonte, che precipitò nell'Eridano, il favoloso fiume, generalmente identificato col Po.
Anche Lucifero,che significa portatore di Luce,fu trasformato dalla Chiesa da altri miti che ritraevano una divinità luminosa in seguito fatta precipitare dal cielo.
Nella mitologia romana, Lucifer e'una divinita' corrispondente alla divinita' greca Eosforo (o "Torcia dell'Aurora"), nome dato alla "Stella del mattino". Era figlio di Eos (l'Aurora) e di Astreo e fu padre di Ceice (Ceyx), re di Tessaglia, e di Dedalione.
Infatti il termine "Lucifero" in latino significa "Portatore di Luce" ed era anche il nome che gli antichi diedero al pianeta Venere perche' era la prima luce che anticipava il sole.
Nell’Apocalisse inoltre noi leggiamo sulle quattro bestie, e i quattro cavalieri; le bestie erano le costellazioni dello zodiaco e i cavalieri erano i pianeti….
1. Il primo cavaliere era un conquistatore armato con un arco, che indossava una corona, e che cavalcava un cavallo bianco. Questo era il pianeta Venere
2. Il secondo cavallo era rosso, cavalcato da un guerriero con una spada, Questo era il pianeta Marte..
3. Il terzo cavallo era nero con il cavaliere che teneva in alto un paio di bilance. Questo era il pianeta Saturno.
4. Il quarto cavallo era di colore verde chiaro o blu-verde, e il suo cavaliere era la morte. Questo era il pianeta Mercurio
Velikovsky nel libro World in Collision,spiega nei dettagli che Venere e Marte vennero sconvolti nelle loro orbite venendosi a trovare in conflitto più volte.
E infatti sempre nell'Apocalisse troviamo:
« Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato.»
(Apocalisse, XII:1-4)
Una donna vestita di sole che rappresenta le medesime caratteristiche di Venere,vale a dire l'atmosfera di Venere ha un'elevata capacità di riflettere la luce solare e per questo appare molto luminoso,un dragone rosso e il Rosso guardacaso è proprio il colore rugginoso di Marte.
Nell'Apocalisse è scritto anche : "Scoppiò quindi una guerra nel cielo (Ap. 12.8) Il grande drago, il serpente antico ... fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli (Ap. 12,9). Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d’acqua ... Ma la Terra spalancò la sua bocca e inghiottì il fiume che il dragone aveva vomitato dalla propria gola (Ap. 12,16) ... Udii una voce che veniva dal cielo come un fragore di grandi e come un rimbombo di forte tuono (Ap. 14,2) ..."
Ma ci sono prove del passaggio di Venere in quell'epoca?
Ebbene si,secondo alcuni scienziati ci sarebbero le tracce da impatto di uno o più corpi celesti che sarebbero caduti nell'area del Mar Baltico circa 3000 anni fa,il Cratere del lago Umm al Binni, nell'Iraq meridionale,viene fatto risalire a 2000-4000 anni prima dell'Era Volgare,si calcola possa avere esercitato una devastante potenza che andava dai 200 megatoni di un asteroide metallico ai 800 Mt di una cometa (che esplode a quote maggiori).
Cratere Mahuika, Nuova Zelanda, 1443: Questo cratere può essere derivato nel II millennio dopo Cristo. Si trova a Sud delle Isole Snares, 120 km a Sud-Ovest dell'isola Stewart, nella parte meridionale dello zoccolo continentale della Nuova Zelanda[30] e ha approssimativamente 20 km di diametro. Materiale estratto a Siple Dome, località della calotta glaciale antartica fa pensare ad una datazione attorno al 1443 a.D.
Inoltre in molte aree dei fondali marini è stata constata la presenza della cosidetta argilla rossa,detta così per il colore rossastro che evidenzia la sua composizione con minerali ferrosi.
Campioni di argilla rossa al centro dell'Oceano Pacifico hanno mostrato un elevata percentuale di nikel e di radio,sebbene l'acqua dell'oceano ne sia pressochè priva.
Il Nikel è un minerale molto scarso nelle rocce terrestri,ma assai molto presente in quelle meteoriche,fatto che evidenzia da solo come tale polvere non abbia avuto origine sulla Terra ma sia precipitata direttamente dallo spazio.
Per sostenere che Venere fosse un tempo una cometa però bisogna anche provarlo con riferimenti storici.
Le antiche tradizioni dei popoli del Messico,scritte nei tempi pre-colombiani narrano che Venere fumava."La stella che fumava,la estrella que huemeava,era Sitlae choloa,come gli Spagnoli chiamano Venere".
Anche negli antichi Veda è detto che Venere aveva l'aspetto di fuoco con fumo.
All'apparenza la stella possedeva una coda,scura durante il giorno,luminosa durante la notte.
Gli Ebrei descrissero il pianeta in un modo molto analogo"La brillante luce di Venere fiammeggia da un confine del cosmo all'altro."
Il testo astronomico cinese allude al passato quando"Venere era visibile in pieno giorno e,attraversando il cielo,rivaleggiava in lucentezza con il sole."
Ma la storia non finì qui.
Prima di avvicinarsi alla Terra,Venere si scontrò con Marte.
. Venere finì di stabilizzarsi nella sua orbita presente dopo un incontro con il pianeta Marte: amorazzo di cui si parla spesso nella mitologia.
Questo incontro spostò Marte dalla sua orbita; ad intervalli di 15 anni anche Marte venne a passare vicino alla Terra. Nel 747 e nel 687 a.C. Marte si avvicinò tanto che ci fu una ripetizione delle catastrofi precedenti.
Della seconda serie di cataclismi, le testimonianze sono molto meglio conservate, perché era l’epoca dei profeti ebraici. Quegli antichi ispirati furono astronomi di prim’ordine nonché poeti e veggenti; seppero predire con precisione due sconvolgimenti del loro tempo.
Amos venne messo a morte per le sue tristi predizioni, ma la catastrofe avvenne puntualmente; il Re Ozia era all’altare quando si aprì un grande squarcio nel Tempio di Salomone per il tremar della terra.
Quella calamità fu soltanto un preludio.
"Il giorno fitto di notte" preannunciato da Isaia scese sul paese; "la terra", come dice la Bibbia, fu "interamente rotta". Ed allora il lungo dramma biblico raggiunse il suo culmine nella distruzione dell’esercito di Sennacherib, nemico d’Israele.
È descritta nel modo più laconico nel Libro dei Re: "E accadde che quella notte venisse l’Angelo del Signore, che colpì negli accampamenti degli Assiri centocinquantamila uomini; e quando il Re Sennacherib si levò di buon mattino, ecco che non c’erano che corpi di morti."
L’identico racconto, è ripetuto nel Libro delle i Cronache, nel Talmud ed in altre fonti antiche.
Evidentemente la morte simultanea di diecine di migliaia di guerrieri non poté essere dovuta ad un’epidemia; questo massacro spettrale avvenne in una nottata.
a Bibbia dice: "Una raffica scese dal cielo, sull’accampamento di Sennacherib".
La causa della morte delle schiere nemiche è spiegata nel Talmud con la penetrazione di masse gassose nell’atmosfera, che in certe zone asfissiavano ogni respiro.
Ancora una volta un fenomeno del genere non poteva essere locale, e non lo fu: il fuoco nel cielo ed i gas caduti sulla Terra sono riferiti anche dai Libri di Bambù della Cina, nelle iscrizioni Maya ed in testimonianze di altre parti del mondo.
La sera che precedette la distruzione dell’esercito, secondo la Bibbia, l’ombra del Sole tornò indietro di dieci gradi. Un eguale fenomeno è riferito in Cina ed altrove; e tutti concordano sulla data del 23 marzo del 687 a.C.
Quali variazioni del moto terrestre risultarono da tali collisioni appena mancate e dai successivi riassettamenti, che si estero per un periodo di 200 anni e anche più?
Molti popoli antichi avevano calendari precisi.
Prima del 747 a.C. gli Israeliti, gli Egizi, i Maya, i Cinesi ed altri usavano calendari basati su 12 mesi di 30 giorni ciascuno con l’anno di 360 giorni.
È improbabile che un errore di cinque giorni passasse inosservato, perché dopo pochi anni vi sarebbe stato un netto cambiamento dell’epoca de raccolti.
Nel 747 a.C. venne introdotto nel Medio Oriente un nuovo calendario di 365 giorni, e durante il settimo secolo a.C. tutti quei popoli aggiunsero cinque giorni ai loro calendari.
L'avvicinarsi di uno o più pianeti nel passato potrebbe aver modellato la superficie lunare con bombardamenti meteorici,emissioni laviche,e scariche elettriche interplanetarie fondendo e ricristallizzando la superficie più volte come effettivamente dimostrano i cosidetti mari lunari,quasi completamente privi di crateri,a testimonianza che potrebbero essere conformazioni laviche di origine estremamente recente rispetto al resto della superficie di chiara origine più antica.



Un'altro fatto che potrebbe avvalorare la teoria di questi catastrofici riscaldamenti sulla superficie lunare,potrebbe essere il caso delle scariche elettriche interplanetarie che si formerebbero dall'interazione tra 2 campi magnetici di due pianeti in prossimità l'uno dall'altro.



Ci sono chiare foto della superficie lunare e altri pianeti che evidenziano cicatrici che potrebbero essere prodotte solo da questo genere di eventi e non da possibili canali lavici.


Le possibilità di simili fenomeni sono altrettanto probabili.


Fonti:
http://expianetadidio.blogspot.com/2011/04/il-passato-del-sistema-solare.html
http://nemsisprojectresearch.blogspot.com/2011/11/la-luna-avrebbe-avuto-una-antica-dinamo.html
http://www.media.inaf.it/2011/11/09/magnetismo-lunare/
http://expianetadidio.blogspot.com/2011/10/mercurio-e-il-nostro-passato.html
   

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24 maggio 2013 5 24 /05 /maggio /2013 21:07

Continua in tutto il Mondo l’allarme meteoriti e il capo della NASA, Charles Bolden, ha raccomandato di “pregare” nel caso possa arrivare un nuovo asteroide, questo a causa della mancanza di un sistema operativo per distruggere i corpi celesti. La Luna ultimamente ci ha levato un grosso problema e si è sorbita un asteriode procurandosi un cratere di 2 km di diametro: ma se non ci fosse stata la Luna, la Terra che danno avrebbe avuto?

In risposta alla domanda di una strategia o di un sistema operativo per distruggere pericolosi corpi celesti, Bolden ha detto che è impossibile creare a breve termine una struttura capace di prevenire o comunque deviare (o distruggere) un asteroide o meteorite. Anche una missione spaziale con armi nucleari prevede un sacco di tempo sia per la costruzione che per l’allestimento.

“Con le informazioni che abbiamo, sappiamo di che non ci sono asteroidi che possano mettere in pericolo la popolazione degli Stati Uniti. Ma se questo potrà accadere nelle prossime tre settimane, beh..non rimane che pregare” – cosi ha commentato Bolden alla commissione per la scienza presso i Rappresentanti della Camera degli Stati Uniti.

meteorite

Il consigliere scientifico della Casa Bianca, John Holdren, ha detto che la NASA sta cercando di sviluppare tecnologie in grado di deviare un oggetto che potrebbe passare troppo vicino alla Terra. Oggi la NASA sta monitorando circa il 95% delle grandi oggetti vicini al nostro pianeta.

“Le possibilità di un oggetto che possa passare vicino alla Terra e che potrebbe colpirci provocando un gran numero di vittime e la distruzione delle infrastrutture, sono molto piccole, ma le potenziali conseguenze di un tale evento sono così grandi che ha senso correre un rischio serio”, ha detto Holdren.

Il 19 marzo 2013, responsabili dell’agenzia spaziale NASA sono stati interpellati in una riunione presso il Congresso degli Stati Uniti per discutere i modi e i tempi per creare un programma spaziale di sorveglianza capace di poter rilevare meteore che possano distruggere una città.

Il Congresso ha chiesto a Bolden ciò che l’America avrebbe fatto se una meteora simile a quella che ha colpito la Russia il 15 Febbraio 2013, avrebbe avuto un percorso diverso, dirigendosi su New York. La risposta di Charles Bolden è stata: “non lo so cosa sarebbe accaduto… ma dobbiamo prepararci“. E ‘chiaro, gli Stati Uniti e il resto del mondo non hanno la possibilità di rilevare molte delle meteore “piccole” come quella che è esplosa in Russia. Nel frattempo continuano a cadere “palle di fuoco” scivolando attraverso i cieli degli Stati Uniti e in tutto il resto del Mondo.testimoni oculari hanno riferito di aver visto una meteora grande che come un bolide infiammato si è poi divisa in vari pezzi. La Società Americana Meteorologica ha ricevuto 55 relazioni  di avvistamento su questa palla di fuoco vista in Georgia, North Carolina, South Carolina, Tennessee e Virginia. e le ultime notizie inquietanti ‘confermate’ successivamente è che altre sono state viste in tutto il mondo. Un uomo di nome Raymond (astronomo?) dice che l’asteroide russo era parte di una grande quantità di oggetti simili provenienti dalla fascia degli asteroidi. Il problema è che un altro oggetto di circa mezzo miglio di larghezza, si sta dirigendo verso la terra. Come ancora altri corpi rocciosi che passano o sfiorano la Terra, senza che ce ne accorgiamo.

 

Una premessa alquanto epica, quasi da film hollywoodiano. I fatti sono molto simili al film "Armageddon" del 1998, ma nella realtà la NASA vuole anche "catturare" un asteroide abbastanza vicino alla Terra per essere visitato dagli astronauti, che potrebbero raccogliere campioni e condurre ricerche che un giorno potrebbero aiutare in una missione su Marte o salvare il nostro pianeta da una collisione catastrofica.

In effetti durante la pubblicazione del budget dell'anno fiscale 2014 è stato presentato il progetto per catturare entro il 2019 un asteroide grazie a delle navicelle robotiche, con l'intenzione di posizionarlo nell'orbita della Luna per poi studiarlo a fondo, come si vede nel video in alto. L'asteroide diverrebbe quindi un vero e proprio "campo di addestramento" per coloro che un giorno andranno su Marte.

Il piano prevede già 78 milioni di dollari stanziati per la cattura dell'asteroide e possibilmente entro il 2025 mandare gli astronauti su di esso per studiarlo. Nella successiva decade si potrà poi pensare a un viaggio su Marte.

I motivi di questo progetto? Innanzitutto gli asteroidi sono gli oggetti più antichi del sistema solare e studiarli potrà far capire com'era il sistema solare primordiale. L'obiettivo finale è chiaramente Marte: "siamo sicuri che una sola specie su un solo pianeta non può sopravvivere. Questo non vuol dire che vogliamo testarlo, ma abbiamo le prove di quello che accadde 65 milioni di anni fa, cioè un asteroide che distrusse la maggior parte della vita sulla Terra. Questo potrebbe accadere di nuovo e vorremmo avere la capacità e le tecniche per lasciare il pianeta in caso di distruzione totale della Terra", ha commentato John Grunsfeld, fisico e astronauta NASA.

 

Gli asteroidi potenzialmente pericolosi (Pha in gergo astronomico) hanno un'orbita molto vicina alla Terra, entro gli otto milioni di chilometri, e sono abbastanza grandi da non distruggersi a contatto con l'atmosfera. Sono quindi corpi da osservare con molta attenzione per prevenire i danni che un loro eventuale impatto potrebbe causare. Proprio a questo scopo, la Nasa ha lanciato nello spazio Wise, che ha raccolto dati dal 2010 al 2011. Grazie alle sue osservazioni, gli astronomi hanno determinato in dettaglio posizione, dimensione e composizione di 107 Pha (un campione rappresentativo dell'intera popolazione) e successivamente ne hanno estrapolato il numero totale.

In base a questo calcolo statistico gli astronomi dell'agenzia statunitense hanno stimato che ci sono circa 4700 i corpi celesti (con un'incertezza di più o meno 1500) con diametro maggiore di 100 metri e classificati nella cosiddetta “orbita di bassa inclinazione”, ossia allineati con l'orbita terrestre entro un piccolo angolo, e quindi con maggiore possibilità di impatto con il pianeta. Circa il doppio rispetto a quelli che erano stati precedentemente calcolati.

"È un grande rischio”, dice Amy Mainzer del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California. “Dobbiamo assolutamente riuscire a conoscere esattamente la posizione degli asteroidi, dove stanno andando e di cosa sono fatti. Se l'eventuale impatto viene previsto con un anticipo di 20 o 30 anni, c'è tutto il tempo per deviarli”.

La nuova stima al rialzo del numero dei Pha dipende soprattutto dal tipo di telescopio utilizzato. Mentre le osservazioni precedenti si basavano su immagini ottenute da strumenti sensibili alla luce visibile, Wise raccoglie luce nella lunghezza d'onda infrarossa, cioè calore; in questo modo ha evidenziato anche asteroidi scuri, che finora erano rimasti nascosti agli astronomi, ottenendo così un quadro più rappresentativo e verosimile dell'intera popolazione. Inoltre, i dati infrarossi combinati con le osservazioni in luce visibile hanno permesso di calcolare la quantità di luce solare riflessa dagli asteroidi, e quindi la loro composizione: i Pha sono fatti principalmente di pietra e metalli. Anche questo è un dato di fondamentale importanza per valutare la pericolosità dei corpi, perché influenza la velocità con cui potrebbero bruciare a contatto con l'atmosfera terrestre.

Le nuove informazioni tuttavia non portano solo cattive notizie, ma evidenziano una grande opportunità per l'industria mineraria spaziale: “Se un asteroide passa vicino alla Terra”, conclude Mainzer, “è molto più facile raggiungerlo con una navicella, sia robotica sia con astronauti a bordo”.

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22 maggio 2013 3 22 /05 /maggio /2013 21:00
Illustrazione di una simulazione della struttura su grande scala, dell'universo. (Credit: Millenium Run)

Illustrazione di una simulazione della struttura su grande scala, dell’universo. (Credit: Millenium Run)

Meno di due settimane all'ultimo lancio del Cosmic Infrared Background ExpeRIment della NASA, che permetterà ai ricercatori di capire molto sull'infanzia dell'universo e sull'evoluzione delle stelle e delle galassie. L'esperimento rimarrà in volo per 560 secondi a un'altezza di 563 km.Quando sono nate le prime stelle? Quanto intensamente brillavano? Come e quando hanno avuto origine le galassie e l’Universo? La risposta a questi misteri, da sempre al centro degli studi di astronomi e astrofisici, aggiungerebbe molti tasselli in più alle nostre conoscenze sull’Universo.

Per cercare qualcuno di quei tasselli, la NASA sta per lanciare per la quarta volta l’ esperimento  NASA CIBER (Cosmic Infrared Background ExpeRIment), che partirà  il 4 giugno prossimo grazie a un razzo sonda suborbitale Black Brant XII, da Wallops in Virginia (USA). I precedenti lanci sono avvenuti nel 2009, 2010 ed il 2010, dalla base di White Sands Missile Range, New Mexico. Dopo ogni volo, l’esperimento è stato recuperato per post-calibrazioni e fatto volare nuovamente.

«Le prime stelle di grande massa nell’universo producevano grandi quantità di luce ultravioletta, che ha ionizzato l’idrogeno neutro che riempiva l’intero Universo», ha spiegato il principal investigator del progetto CIBER, presso il Caltech, Jamie Bock. «CIBER raccoglierà dati nel vicino infrarosso, e cercherà due segni distintivi dei primi attimi di vita delle stelle: la luminosità totale del cielo dopo la sottrazione di tutto quanto sta in primo piano, ed un pattern distintivo delle variazioni spaziali».

Per questo nuova missione CIBER viaggerà più comodo: sarà, infatti, lanciato su un razzo molto più grande e potente rispetto a prima e questo permetterà alla sonda di arrivare molto più in alto, fornendo quindi un tempo più lungo per le osservazioni con i suoi sensibili strumenti scientifici. Questo sarà l’ultimo viaggio di CIBER nello spazio: al termine della missione atterrerà nell’Oceano Pacifico, a 643 chilometri dalla costa, e non sarà recuperato.

CIBER NASA

Le ottiche dell’esperimento CIBER. (Credit: NASA/Caltech)

«Gli obbiettivi dell’esperimento – ha specificato Bock – sono di fondamentale importanza per l’astrofisica e permetteranno di studiare processi come la formazione delle prime galassie. Ma queste osservazioni saranno anche estremamente difficili da ottenere, tecnicamente».

Nei tre esperimenti precedenti i ricercatori hanno potuto comparare i dati ed effettuare test riguardo a potenziali errori sistematici provenienti sia da strumenti che dallo sfondo astrofisico. Grazie a questo lancio i ricercatori raccoglieranno moltissimi dati aggiuntivi e di migliore qualità.

Il razzo di circa 21 metri porterà CIBER a un’altitudine di quasi 563 km. Il ricercatore spiega che il razzo Black Brant XII garantisce circa 560 secondi di tempo sopra i 250 km di altitudine, rispetto ai 250 secondi con uno standard Black Brant IX. «La traiettoria più alta ci permette di fare cose che non sarebbero possibili con un Black Brant IX – sottolinea -. Per esempio, ci aspettiamo di avere abbastanza immagini diverse del cielo per a riuscire determinare in maniera diretta il guadagno delle camere infrarosse durante il volo, in modo da misurare le fluttuazioni dello sfondo in singole esposizioni». La traiettoria più alta ovviamente ha un caro prezzo: CIBER non sarà recuperabile.

 

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22 maggio 2013 3 22 /05 /maggio /2013 19:20

ASTEROIDE: L'asteroide Near-Earth 1998 QE2 si sta avvicinando al sistema Terra-Luna dove avverrà un flyby il 31 maggio. Non c'è pericolo di collisione, in avvicinamento l'asteroide passerà a 3,6 milioni di chilometri di distanza

Tuttavia, la roccia spaziale di circa 1,7 miglia di diametro sarà un facile bersaglio per i telescopi amatoriali di medie dimensioni

Utilizzando un Celestron da 14 pollici, Alberto Quijano Vodniza di Nariño, Colombia ha preso questa immagine del 1998 QE2 il giorno 17 maggio (vedi a lato).

Il lato
illuminato dell'asteroide si girerà più esattamente verso la Terra durante la prima settimana di giugno. A quel tempo si raggiungerà una luminosità massima di 11 ° magnitudine.

La NASA con i radar eseguirà il monitoraggio del passaggio ravvicinato. "L'Asteroide 1998 QE2 sarà un obiettivo di imaging radar al Goldstone e ad Arecibo e ci aspettiamo di ottenere una serie di immagini ad alta risoluzione che potrebbero rivelare una grande ricchezza di caratteristiche della superficie", dice il radioastronomo Lance Benner del JPL. "Ogni volta che un asteroide si avvicina a queste distanze, fornisce un'importante opportunità scientifica per studiare in dettaglio e per capire la sua dimensione, forma, rotazione, caratteristiche della superficie, e queste possono dirci molto circa la sua origine."

 

 

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20 maggio 2013 1 20 /05 /maggio /2013 21:44

 La rivista “Scienceha fatto un annuncio: sono stati scoperti due nuovi pianeti su cui potrebbe essere possibile la vita, anche se al momento non ne sono state rilevate tracce.

Si ritiene che i due pianeti, o “nuovi mondi”, siano ritenuti capaci di ospitare la vita perché sembrano molto simili alla Terra. Le caratteristiche spaziali di questi due pianeti: fanno parte del cosmo esterno; ruotano intorno ad una stella (come la Terra ruota intorno al Sole); Gli scienziati, infatti, non stavano cercando nuovi mondi, ma analizzando – da buoni astrofisici – le proprietà di alcune stelle variabili nelle costellazioni della Lira e del Cigno, circa 3900 anni-luce dalla Terra. Quando a un tratto una delle circa centomila stelle analizzate in un arco di tempo di diversi anni ha dato segnali di avere in orbita intorno ad essa alcuni pianeti particolarmente interessanti. Sono tre, anche se solo su due ci sono dati abbastanza certi da poter parlare di una scoperta. Orbitano intorno a una stella, provvisoriamente battezzata con il poco fantasioso nome in codice KIC 05807616, ciò che resta di una gigante rossa, una stella cioè nella fase finale della sua evoluzione, come il nostro Sole tra cinque miliardi di anni.

 

 

Nonostante la distanza, i due pianeti potrebbero ospitare la vita perché presentano una serie di altre caratteristiche, “strutturali”, che permetterebbero loro di fornire un habitat adeguato… fortunati! Infatti le loro dimensioni sono simili a quelle del nostro pianeta e la distanza dal loro “sole”, cioè dalla stella intorno a cui abbiamo detto girano, anche se è un po’ più piccola e meno luminosa della nostra, consentirebbe la presenza di acqua liquida e, conseguentemente, la vita.. che magari c’è già mi verrebbe da aggiungere!

 

Ma come sono arrivati a scoprire questi due pianeti? Dovete sapere che si aggira per lo spazio un satellite artificiale, di nome Keplero, che nel suo vagabondare ci ha annunciato la presenza di questi due simil-Terra, che sono stati ribattezzati, mi viene di nuovo da dire.. fortunati!: Kepler 62E e Kepler 62F.

Il secondo dei due è quello più esterno, è più grande del nostro del 40% ed ha un anno che dura 267 giorni… già tre mesi del calendario gregoriano dovrebbero essere fatti fuori.. niente vacanze per gli studenti, evvai! L’altro, Kepler62E, è ancora più grande, il 60%, ed ha un’orbita, quindi gira intorno alla sua stella madre, per un periodo pari a 122 giorni.. mi sa che di questo passo rimarranno ben poche feste! Essendo meno esterno, e quindi più vicino al suo “sole”, è più caldo, ma ugualmente abitabile, sostengono gli scienziati: praticamente un’ottima destinazione per gli amanti dei climi caldi.


Il satellite artificiale ha trovato altri pianeti che sono simili alla Terra.I due pianeti che sono sorprendentemente simili alla nostra Terra potrebbero anche ospitarci.. Secondo gli scienziati, questi due non sarebbero che due fra i tanti possibili mondi esistenti, pronti ad ospitare frotte di terrestri che han bisogno di occupare altri pianeti perché il loro è diventato troppo affollato.

Geoffrey Marcy è uno dei componenti del team Kepler presso l’università della California. Nel tempo libero ama andare alla ricerca di pianeti che si trovano fuori il nostro sistema solare, e sembra davvero entusiasta di questa scoperta, infatti ha dichiarato: «E’ un momento straordinario per la scienza. Non abbiamo ancora trovato un nostro pianeta adatto al 100%, ma siamo in grado di sentirne l’odore, di gustarlo e di metterci quasi le mani sopra con le nostre ‘dita tecnologiche’».

Dobbiamo solo sperare che la sonda Keplero, non si guasti proprio adesso: è quanto scrive in questi giorni il New York Times, secondo il quale uno dei sistemi di puntamento del telescopio si è guastato e rischia di renderlo inutilizzabile.

 

 

 

 

 

 

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20 maggio 2013 1 20 /05 /maggio /2013 21:35
La cometa ISON fotografata dal telescopio spaziale Hubble (Foto NASA, ESA, J.-Y. Li (Planetary Science Institute), and the Hubble Comet ISON Imaging Science Team)

La cometa ISON fotografata dal telescopio spaziale Hubble (Foto NASA, ESA, J.-Y. Li (Planetary Science Institute), and the Hubble Comet ISON Imaging Science Team)

Un nuovo evento astronomico si sta avvicinando lentamente alla portata degli occhi indiscreti di tutti gli appassionati della volta celeste: la cometa ISON si sta avvicinando al Sole e gli astronomi hanno già assicurato che lo spettacolo sarà straordinario. Infatti, grazie alla sua dimensione e all’orbita che la porterà molto vicina al Sole, nel novembre 2013 potrebbe essere luminosa quanto la Luna piena. Il 10 aprile, il telescopio spaziale Hubble ha scattato nuove straordinarie fotografie di questa cometa, che è già attiva nonostante sia poco più vicina al Sole di Giove.

La cometa ISON, classificata come C/2012 S1, venne scoperta il 21 settembre 2012 dagli astronomi Vitali Nevski e Artyom Novichonok dell’International Scientific Optical Network, appunto ISON, da cui la sigla della cometa. Successivamente vennero trovate immagini che la includevano in osservazioni precedenti risalenti alla fine del 2011.

L’orbita iperbolica molto inclinata della cometa ISON fa pensare che provenga dalla nube di Oort, una nube sferica che avvolge il sistema solare costituita in prevalenza da comete che occasionalmente vengono attratte verso il Sole. Si tratta di un’ipotesi ancora teorica perché questa nube è troppo lontana perché gli oggetti che la compongono possano essere osservati.

Quando una cometa si avvicina al sistema solare interno, il Sole la scalda sempre di più provocando una sublimazione sempre maggiore dei composti ghiacciati. Questo fenomeno dà vita allo straordinario spettacolo della coda di una cometa. Nel caso della cometa ISON, anche se la sua distanza dal Sole è al momento ancora di ben 620 milioni di chilometri, la coda si sta già formando e al momento si estende per circa 92.000 chilometri.

L’emissione di gas ha portato anche la testa della cometa ISON a ingrandirsi, tanto che adesso ha una larghezza di circa 5.000 chilometri. Ciò è dovuto alla tanta polvere e ai gas che circondano il nucleo, che è davvero piccolo perché ha una larghezza stimata tra i 4,8 e i 6,5 chilometri, ovvero circa un millesimo della testa della cometa.

Si stima che in novembre la cometa ISON passerà a circa 1,2 milioni di chilometri dalla superficie del Sole, una distanza davvero ridotta che lascia un margine di incertezza che in questo caso può cambiare davvero il destino di questa cometa. Infatti, nel momento in cui arriverà così vicina al sole il suo nucleo potrebbe disgregarsi.

Per ora possiamo ammirare le foto della cometa ISON scattate dal telescopio spaziale Hubble ma possiamo considerarlo solo un antipasto per una grande festa per gli astronomi ma anche per le persone comuni che potranno godersi un grande spettacolo celeste. Esiste comunque un eventualità che può verificarsi e disilludere gli astrofili: Il 28 novembre 2013 questa “palla di neve sporca” volerà attraverso l’atmosfera del Sole, a poco più di un milione di chilometri dalla sua superficie. Se questo passaggio non dovesse risultare letale, l’astro diverrà un oggetto più luminoso della Luna piena con una coda di polveri molto estesa nel firmamento. L’astronomo Don Yeomans della NASA, pensa che sia prematuro associare la cometa all’oggetto del secolo. “Sono abbastanza vecchio da ricordare una delle ultime comete  – ironizza l’astronomo – e proprio come ISON, si trattava di una cometa potenzialmente luminosissima. In realtà – continua Yeomans – la sua visione del 1973 fu molto deludente”. Del resto si sa, le comete sono vagabonde imprevedibili dello spazio.  “Trattandosi di una cometa radente, la sua orbita la porterà ad un incontro ravvicinato con il Sole, che potenzialmente potrebbe disgregare il suo nucleo a causa delle altissime temperature a cui sarà sottoposta”, spiega Karl Battams del Naval Research Lab. Al momento, tuttavia, la sua luminosità è  molto elevata in relazione alla sua distanza e questo fa ben sperare. La cometa – afferma Matthew Knight del Lowell Observatory – potrebbe avere un nucleo molto ampio (da 1 a 10 chilometri), capace di resistere al passaggio ravvicinato con la nostra stella”.

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20 maggio 2013 1 20 /05 /maggio /2013 21:21

meteorite luna p

 La Luna, il nostro satellite, ci ha protetti da un asteroide gigante che si è schiantato sulla Luna, generando una luminosità talmente elevata da essere visibile dal nostro pianeta.Il meteorite ha colpito la Luna alla velocità di circa 90mila chilometri orari, provocando un’esplosione paragonabile a quella di 5 tonnellate di Tnt, brillando come una stella di magnitudine 4 e lasciando un cratere forse largo 20 metri nel Mare di Imbrium, fanno sapere dal Meteoroid Environment Office della Nasa.La mancanza di atmosfera sulla Luna apre la strada a qualsiasi corpo celeste si trovi sulla sua strada, con impatti continui che da sempre creano crateri e quest’effetto ‘butterato’. Dal 2005 sono stati registrati circa 300 eventi, tracciati tutti dalla NASA e visibili nell’immagine di seguito, ma il più imponente tra questi è avvenuto lo scorso 17 Marzo 2013, con un piccolo meteorite di 30cm di diametro e 4oKg che è piombato sulla superficie lunare all’incredibile velocità di 90.000 km/h.

Dopo la pioggia di sassi in Russia e l'asteroide in Argentina la Nasa dà il via a una serie di controlli approfonditi. Giovanni Bignami, presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, commenta: "Ogni anno sulla terra piovono 40mila tonnellate di materiale extraterrestre...".Ad accorgersene, qualche giorno fa, è stato quando Ron Suggs, scienziato del Marshall Space Flight Center di Huntsville, in Alabama, durante le analisi di un video, registrato da uno dei telescopi da 14 pollici del programma di monitoraggio della luna. Gli scienziati hanno così calcolato le possibili dimensioni della roccia: 1x0,4 metri, con un peso di circa 40 kg. "Il 17 marzo 2013, un oggetto delle dimensioni di un piccolo masso ha colpito la superficie lunare nel Mare Imbrium," ha spiegato Bill Cooke del Meteoroid Environment Office della NASA. "E' esploso in un lampo quasi 10 volte più brillante di quanto avessimo mai visto prima. "È saltato a destra, era così brillante", ha detto Suggs.

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