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6 dicembre 2011 2 06 /12 /dicembre /2011 22:32

E' di pochi giorni la notizia sensazionale della scoperta astronomica di  un pianeta al di fuori del nostro sistema solare. Ha una buona probabilita' che contenga acqua e quindi,secondo gli scienziati,VITA.

Si tratta del KEPLER 22B,scoperto grazie ai telescopi e osservatori e soprattutto alla missione KEPLER,lanciata nello spazio nel 2009,Lo strumento principale del satellite Kepler è infatti uno sensibilissimo fotometro in grado di misurare le piccole variazioni della luminosità delle stelle lontane causate dell'eventuale transito (e quindi parziale oscuramento) di possibili pianeti.Il pianeta con massa di quasi 2 volte la Terra,orbita attorno ad un sole e si riesce anche a stimare che un suo anno solare sia di 290 giorni.Per comprendere meglio la sua grandezza,un esempio lo riporto:

                                uploaded_image

per maggiore visibilita' dell'immagine:

http://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2011/12/kepler-sys-22b.jpg

 

E' ancora da riuscire a comprendere, se sia composto anche da rocce come il nostro pianeta,oppure rimanga il tutto ad una composizione gassosa.Le ricerche avanzate dalla NASA,sono state redatte dal giornale''The Astrophysical Journal'' e definite sorprendentemente simili alla condizione di vita che abbiamo,si ipotizza anche che data la composizione di acqua del pianta,tenuto conto della distanza del suo sole,abbia una temperatura di circa 22 gradi.Douglas Hudgins lo definisce come la direzione giusta per trovare il gemello della Terra."Siamo stati molto fortunati a identificare questo corpo celeste", ha spiegato William Borucki, uno dei responsabili di Kepler al Centro di Ricerca Ames a Moffett Field, in California. "Abbiamo osservato il suo transito appena tre giorni dopo aver iniziato le osservazioni".

In attesa di nuove immagini che chiariscano la sua totale composizione,possiamo sperare anche che sia abitato e un giorno,poter avere tale conferma.

 

 

 

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23 novembre 2011 3 23 /11 /novembre /2011 23:46
I canali di Marte

I CANALI DI MARTE – Che la speranza di trovare vita su Marte sia diventata nel tempo una ossessione è molto probabile, ma è anche vero che il pianeta rosso si è “divertito” nel corso dei secoli a “illuderci” con giochi di luce, illusioni ottiche, misteri, alcuni dei quali ancora irrisolti. Sin dai tempi antichi infatti, Schiaparelli era convinto che sul pianeta rosso esistessero dei canali costruiti da un’eventuale popolazione marziana, che aveva come scopo quello di distribuire l’acqua delle calotte polari su tutto il globo di un pianeta arido e privo di precipitazioni. Furono creati articoli per riviste scientifiche e fu il grande mistero dell’epoca. Quei canali visibili su Marte però, non erano altro che evidenti effetti ottici provocati dalle scarse strumentazioni del tempo. Fortunatamente le reali risposte vennero a galla, e così il mito dei marziani fu abolito, almeno momentaneamente.

 

La sfinge marziana

immagine ingrandita

 

LA SFINGE MARZIANA – Con la tecnologìa in rapida crescita però, Marte ha evidenziato altri pseudo misteri anche alle sonde spaziali, illudendoci sempre della possibilità di esistenza di altre forme di vita intelligente. E non parliamo di scherzi radiofonici come quelli precedenti di Orson Wells che spaventò a morte l’america, ma di immagini spaziali ottenute con sofisticate tecnologìe. Nel Luglio 1976 infatti, il Viking 1 Orbiter, nella regione Cydonia, fotografa una inconfondibile sfinge marziana. A quei tempi era la prova inconfutabile dell’esistenza della vita, tanto che scrittori da ogni parte del mondo descrissero quello che doveva essere l’evento del secolo. In realtà, anche questa volta il mito era destinato ad essere sfatato. Con l’avvento di ulteriori missioni spaziali, si è scoperto che quel volto non è altro che uno dei tanti altopiani che disseminati nella regione marziana, e che il volto si era reso visibile solo grazie ad una combinazione dell’angolo di illuminazione, in quanto la foto venne scattata con il Sole basso sull’orizzonte e con una risoluzione non troppo accurata. Nessun monumento marziano quindi, nè di forme di vita attuali, nè passate.

Mahatma Gandhi su Marte

MAHATMA GANDHI SU MARTE – Recentemente però altre immagini hanno destato l’interesse di scienziati e appassionati. Ecco quindi apparire un altro volto, questa volta di profilo e che qualcuno a paragonato a Mahatma Gandhi. Le foto sono visibili grazie a Google Mars, al Mars Express Orbiter e al Mars Reconnaissance Orbiter. Naturalmente anche in questo caso si è trattato di una visione ottenuta soltanto grazie alla scarsissima risoluzione della fotografia, che a nitidezza più elevata mostra chiaramente la verità. A tutto questo si somma il fenomeno meglio noto come “pareidolia”,  ossia l’illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili (naturali o artificiali) dalla forma casuale. È la tendenza istintiva e automatica a trovare forme familiari in immagini disordinate; l’associazione si manifesta in special modo verso le figure e i volti umani.

 

 

Alberi su Marte?

ALBERI SU MARTE? – Tutto qui? No di certo. Nel Gennaio 2010 una fotografia mostra tanti alberi sul pianeta rosso. Una scoperta incredibile dal momento che tutto ci si attendeva tranne una foresta. Anche in questo caso però la risposta ci è data dalla scienza. Una foresta di latifoglie extraterrestre? Putroppo no. Come spesso accade in questi casi l’interpretazione è assai differente dalla realtà: la foto mostra semplicemente una regione di dune nell’estremo nord di Marte, a poco meno di 400 chilometri dal polo. Sulle punte di queste dune è presente uno strato di anidride carbonica ghiacciata, che evapora con l’arrivo della primavera marziana. Da qui l’inganno visivo con le chiazze e le righe scure che ricordano una vegetazione. «Ciò che vediamo è sabbia smossa in uno stato ghiacciato che si muove sopra le dune formando così righe molto marcate», ha riassunto il ricercatore della Nasa, Candy Hansen.

 

Effetti ottici su Marte?

OMINIDE SU MARTE – Ed infine, ecco apparire la sagoma di umanoide che se ne sta beato su una roccia ad osservare il paesaggio marziano. Anche in questo caso dilaga l’idea della vita su altri mondi. La fotografia fa il giro del mondo e viene anche pubblicata dai media sui principali tg nazionali. Vari studi l’hanno analizzata arrivando a supporre che il nostro extraterrestre non sia altro che un’ombra prodotta dalla base di una roccia tronco conica. Un altro evidente colpo di scena terminato in un nulla di fatto. Marte da sempre ci “illude” della possibilità di eventuali forme di vita intelligenti, ma il tutto si risolve sempre con un nulla di fatto. Del resto, come si può pretendere di trovare una popolazione su un mondo che per gran parte del suo globo, somiglia ai nostri deserti? Nonostante tutto siamo sempre pronti a sperare che tutto ciò sia possibile. Certo, sperare non costa nulla, ma la prossima volta sarebbe meglio essere più ponderati.

 

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