La sonda spaziale Cassini continua a fornire immagini spettacolari di Saturno e delle sue lune. Il 19 luglio, però, la sonda della NASA si dedicherà a scattare nuove immagini della Terra da una distanza di 1 miliardo e mezzo di chilometri, quasi 10 volte la distanza dal Sole alla Terra.

La Terra apparirà come un piccolo pallino azzurro fra gli anelli di Saturno (come si vede nella simulazione qui accanto). Cassini comincerà a fotografare il nostro pianeta verso le ore 21:42 per 15 minuti, mentre Saturno si troverà davanti al Sole. La posizione della sonda della NASA sarà perfetta per osservare in quel preciso momento gli anelli di Saturno.

Cassini si trova nell’orbita di Saturno dal 1° luglio 2004 e aveva già tentato l’impresa nel 2006 e nel 2012, scattando una serie di immagini proprio durante l’eclissi solare da parte di Saturno. A luglio, però, la sonda sarà in grado di fotografare la Terra nei suoi colori naturali, come sarebbero visti da un essere umano se si trovasse a bordo di una navicella spaziale. La camera ad alta risoluzione montata sulla sonda realizzerà delle immagini inedite e rare. In quel momento saranno illuminati dalla luce del Sole il Nord America e parte dell’Oceano Atlantico.Pianeta Terra

Da mesi ormai il team guidato da Carolyn Porco studia il giorno perfetto per effettuare questo servizio fotografico e ha scelto il 19 luglio perché la Terra non sarà oscurata da Saturno e dai suoi anelli. La luce del Sole che attraverserà gli anelli assicurerà una vista unica delle particelle che li compongono, sottili come un capello e quindi difficili da osservare dai telescopi terrestri. Gli esperti puntano a scrutare nel dettaglio l’anello E, scolpito dai geyser della luna Encelado, e il campo magnetico di Saturno.

La foto che scatterà Cassini fra un mese si unirà all’album di immagini del nostro piccolo pianeta: la prima, denominata “Earthrise”, è stata scattata nel 1968 durante la missione lunare Apollo 8 da circa 380 mila chilometri; la seconda, “Pale Blue Dot”, risale invece al 1990 ed è stata scattata da Voyager 1 da una distanza di 6 miliardi di chilometri dalla Terra.

 

di Eleonora Ferroni

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