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15 luglio 2020 3 15 /07 /luglio /2020 22:32

Il 13 aprile 2029 un asteroide di 340 metri di diametro si troverà a sorvolare il nostro pianeta, un evento raro per una roccia di tali dimensioni. Si chiama 99942 Apophis e volerà sopra la Terra ad una distanza di 31 mila chilometri. Fin dalla sua scoperta, risalente al 2004, Apophis continua ad essere monitorato. Impiega 363 giorni per compiere un’orbita attorno al sole e nel momento di maggiore vicinanza alla nostra stella, al perielio, dista 118 milioni di chilometri, meno della distanza Terra-Sole, pari a 150 milioni di chilometri.Il momento in cui l’asteroide si troverà più vinino alla Terra rappresenterà un’incredibile opportunità per la scienza, consentendo agli astronomi condurre studi sulla sua forma e la composizione, nonché di acquisire dati fondamentali per la difesa planetaria. Apophis sarà visibile anche ad occhio nudo, come un puntino luminoso, nel cielo notturno dell’emisfero australe, passando dalla costa orientale alla costa occidentale dell’Australia. Attraverserà l’Oceano Indiano spostandosi a ovest sopra l’Africa e si muoverà così velocemente da attraversare l’Oceano atlantico in appena un’ora. Questo fenomeno è rarissimo, sia per le enormi dimensioni dell’asteroide sia per la vicinanza che raggiungerà, all’altezza dei nostri satelliti.

Cos’è un asteroide?

la ‘fascia principale degli asteroidi’ si trova tra le orbite di Marte e Giove

Un asteroide è un piccolo corpo celeste, simile per composizione ad un pianeta terrestre, hanno una forme irregolare, spesso allungata. La maggior parte degli asteroidi ha dimensioni inferiori al kilometro, anche se esistono asteroidi di dimensioni molto maggiori del kilometro. La maggior parte di essi si trova nella ‘fascia principale degli asteroidi’, che si trova tra le orbite di Marte e Giove, la loro orbita ha spesso un’elevata eccentricità. Una delle principali classificazioni degli asteroidi si basa sulle loro orbite. Vengono suddivisi in gruppi e famiglie, la prima suddivisione separa gli asteroidi con l’orbita interamente compresa tra le orbite di Giove e Marte e quelli che avevano il perielio e/o l’afelio non compresi tra queste due orbite. Le altre sotto-suddivisioni sono basate sulla dimensione delle orbite, la loro inclinazione e l’eccentricità. Gli ‘asteroidi near-Earth’ intersecano l’orbita terrestre, e proprio per la loro vicinanza è possibile studiarli inviandoci sonde.

L’asteroide Apophis

Apophis ripreso dall’Osservatorio Astronomico di Sormano il 30 dicembre 2004

L’asteroide Apophis è classificato come ‘asteroide near-Earth’. Gli ‘asteroidi near-Earth’ si suddividono in famiglie in base alla dimensione del semiasse maggiore. Apophis fa parte della famiglia Aten, famiglia che racchiude gli asteroidi che hanno il semiasse maggiore di dimensioni inferiori all’unità astronomica. Questa famiglia è la più pericolosa, poiché è la più vicina al nostro pianeta. La scoperta dell’esistenza di Apophis risale al 19 giugno 2004 dal Kitt Peak National Observatory, in Arizona, da Roy A. Tucker, David James Tholen e Fabrizio Bernardi del progetto di ricerca asteroidi finanziato dalla NASA. Apophis ha un diametro di circa 270 m e una massa di 4,6×1010 kg, il suo periodo orbitale è di 323 giorni. Gli scienziati hanno calcolato che il 13 aprile 2036, giorno di Pasqua, l’asteroide tornerà ad essere così vicino, e forse anche di più, rischiando di scontrarsi con la Terra. Comunque sia l’asteroide è tenuto costantemente sotto controllo.

L’avvicinamento del 13 aprile 2029

traiettoria di Apophis il 13 aprile 2029

Venerdì 13 aprile 2029 l’asteroide Apophis si avvicinerà così tanto al nostro pianeta che sarà visibile ad occhio nudo. La distanza a cui passerà è di 31.000 km, non c’è il rischio di collisione. Il suo avvicinamento sarà l’occasione perfetta per poterlo studiare e per poterci difendere da esso in futuro, perché anche se in questa occasione non corriamo rischi, ma in futuro potrebbe scontrarsi con la Terra con gravi conseguenze. Sono presenti vari progetti, che saranno ben studiati e preparati nei 10 anni che rimangono.

 

Il principale progetto prevede di inviare delle sonde sull’asteroide al fine di poterlo studiare, capendo poi di cos’è fatto per sapere se è possibile, in futuro, renderlo innocuo. Per evitare collisioni ci sono attualmente due progetti, ancora non attuabili, a causa della scarsa conoscenza della sua composizione. Il primo prevede di colpire l’asteroide per frantumarlo o deviarne la traiettoria. Un secondo progetto è di colpirlo con un proiettile al fine di separare il nucleo dalle rocce superficiali, per poterlo studiare meglio. Certo è che fino a quando non ne sapremo di più sulla sua composizione, nessuno di questi progetti può essere attuato.

fonte

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21 giugno 2020 7 21 /06 /giugno /2020 21:23

Vi è mai capitato di essere condizionati da una persona? Capita praticamente sempre: vivendo in una società sempre alla ricerca della “moda”, del trendy e del “cool” dobbiamo per forza adattarci allo stile di vita degli altri oppure rimanere indietro e venire pian piano abbandonati. Un esempio lampante sono tecnologia e genitori: generalmente i nostri genitori, soprattutto se hanno superato i 60 anni, hanno un approccio ostile con smartphone, pc, wi-fi e internet, questo perché i loro tempi scorrevano più lentamente mentre oggi siamo bombardati di nuove proposte del mercato che sembrano addirittura necessarie.
Ma il condizionamento di cui voglio parlarvi io è ben diverso e non c’entra quasi nulla con la tecnologia e merchandising: quello di cui voglio parlarvi è il condizionamento (se non addirittura l’assoggettamento) di uno o più individua da parte di una persona che più carisma.
Anche questo, è innegabile, avviene ogni giorno e c’è sempre qualcuno che in un modo o nell’altro condiziona le decisioni di altri soggetti. Ovviamente i condizionamenti vanno a stadi di intensità e si passa da pareri personali a patologie; io raggiungo direttamente gli ultimi tre livelli, che sono davvero uno dei più grandi misteri della medicina.
Avete mai sentito parlare di allucinazione di massa? Chi ama il paranormale e i misteri conosce bene questa dicitura perché per la maggior parte dei fenomeni paranormali, avvistamenti di fantasmi, incontri ravvicinati con alieni gli scettici forniscono queste soluzione e ciò che i testimoni credo di aver visto. Ma è davvero così? Io vedo un fantasma perché un mio amico vede un fantasma?
A riguardo sono stati effettuati molti esperimenti e in effetti è risultato che sì, se voi diceste ad un gruppo di persone che la vostra casa è infesta (pur non essendolo), gran parte di loro affermeranno di aver vissuto in casa vostra un fenomeno paranormale. Le “allucinazioni collettive” sono un fenomeno di lieve entità psicologica perché riguardano pochi istanti e in ogni caso sono una sorta di autoconvinzione di più persone in seguito ad un’errata interpretazione di un soggetto che “domina” psicologicamente gli altri.
Facendo un passo nelle psicosi più gravi incontriamo la cosiddetta “isteria di massa”, ovvero quando una comunità di persone finisce per credere a qualcosa basandosi esclusivamente sulle credenze o sulla testimonianza non verificata di un soggetto. Di solito l’isteria di massa si verifica in ambienti affollati, dove le persone sono accomunate da uno stato di eccitazione psichica altissimo; l’autosuggestione gioca un ruolo importantissimo, ma a questo si aggiunge la teoria secondo cui due menti in uno stesso ambiente non “ragionano” mai una indipendentemente, ma si influenzano tra di loro.
In passato ci sono stati molti casi documentati di isteria di massa, molti in periodo medievale in conseguenza della dura repressione della Chiesa verso i pagani e gli eretici; tuttavia anche in tempi più recenti si sono verificati episodi che potremmo far rientrare in questa casistica. Due esempi tra tutti:

– Il 13 ottobre del 1917 migliaia di persone, credenti e non credenti, riferirono di aver assistito ad un fenomeno che fu chiamato “miracolo del sole”: era l’ultima apparizione della Madonna di Fatima ai pastorelli. Molti dei presenti, anche a distanza di parecchi chilometri, raccontarono che mentre pioveva d’un tratto la pioggia cessò e le nuvole si diradarono: il sole, tornato visibile, avrebbe cominciato a roteare su sé stesso, divenendo multicolore e ingrandendosi, come se stesse precipitando sulla Terra.

– Negli anni ’30 la famosissima radiocronaca fatta da Orson Welles che raccontava un immaginario sbarco di marziani negli Stati Uniti provocò un tale delirio collettivo che moltissimi finirono per credere di vedere sul serio flotte aliene che stavano atterrando per conquistare la Terra.

L’ultimo livello di condizionamento psicologico è chiamato disturbo psicotico condiviso, cioè una vera e propria follia condivisa da due o più soggetti. Si tratta di una rara sindrome psichiatrica in cui una convinzione paranoica o delirante viene trasmessa da un individuo all’altro.
Il disturbo conosciuto come sindrome di Lasègue-Falret, dal nome degli scopritori nel 1877, e al pari di una malattia si propaga quando un individuo affetto entra a contatto con altri soggetti vulnerabili (solitamente socialmente o fisicamente isolati); la psichiatria ne studia i sintomi e l’evoluzione da decenni, ma ancora si fa fatica a comprendere il meccanismo che induce un soggetto a lasciarsi condizionare fino alla totale distorsione della realtà.
Il disturbo psicotico condiviso è una psicopatia che può affliggere in due modi:

– Follia imposta: quando c’è un soggetto dominante che impone il suo pensiero delirante su altre persone che non avrebbero avuto quel disturbo se non avessero interagito con l’induttore. È il tipo più diffuso e avviene in soggetti già vittime di patologia mentali di un certo rilievo (negli edifici di cura psichiatrica capita che un soggetto dominante influisca su altri soggetti “imponendo” il suo pensiero). Questa patologia, pur essendo la più diffusa, è allo stesso tempo più facilmente curabile perché si è notato che ricoverando i soggetti in luoghi separati i deliri delle persone influenzate dal soggetto dominante indotta scompaiono nel tempo, anche senza l’utilizzo di farmaci.
– Follia simultanea: è la più rara e allo stesso tempo la più difficile da comprendere e da curare poiché i soggetti (solitamente due), che già indipendentemente soffrono di psicosi, si influenzano l’un l’altro con i rispettivi deliri in modo che i loro pensieri diventino uguali o molto simili tra loro. Nei soggetti interessati vengono alimentate distorsioni e convinzioni deliranti che spingono a un sempre maggiore ritiro per la percezione di essere minacciati o non compresi. Quando la situazione giunge a un livello esasperato, si manifestano vere e proprie allucinazioni condivise e anche le terapie di sostegno non riescono a ridurre il rischio di ricadute. Questo tipo di patologia si verifica spesso in gruppi familiari isolati dalla società (per forza o per scelta) e può sfociare in vere e proprie aggressioni verso chi cerca di interagire dall’esterno.
Il disturbo psicotico condiviso continua è ancora oggi uno dei misteri della psichiatria, ma sembra alimentare la convinzione di molti studiosi secondo cui il cervello umano abbia facoltà enormi che l’uomo attualmente non riesce ancora ne ad amministrare ne a capire, ma che potrebbero un giorno portarlo ad uno stadio evolutivo semi-divino.

FONTE: Misteri dal Mondo – Credere Per Vedere

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5 maggio 2020 2 05 /05 /maggio /2020 20:44

Si parla molto in questo periodo di pandemia del covid19, di 5G ( nuovo sistema di navigazione di 5 generazione), satelliti starlink lanciati di continuo nella nostra orbita terrestre, correlato alla sua propagazione ed esaltato per le onde elettromagnetiche chew serviranno per una navigazione più veloce per essere ''connessi'', al mondo virtuale.

Il programma ''le iene'', intervistano Rosario Marcianò, per esaltare pregi e difetti, soprattutto difetti, altri complottisti che vedono in questa pandemia, un chiaro collegamento tra 5G e coronavirus. 

Interviste che lasciano a chi nutre dei dubbi, una più chiara visione a questi complottisti che si delineano come farlocchi o ciarlatani.

Sarebbe più facile vederla così.

Sarebbe la verità? Marcianò precisa che è meglio non essere pecora informata e non seguire tutto quanto riportato dai media poichè mostrano esattamente cosa fare, dove andare o meglio...non andare. Il Governo che mette a dura prova le popolazioni abituate a lavorare e sopravvivere con il proprio lavoro, a chiudere le attività e...aspettare, anche senza soldi per vivere, pagare le tasse, ecc.

Tutta questa pandemia iniziata in Cina a Wuhan, in pratica, organizzata dall' OMS, Bill GATES, case farmaceutiche, per colpire tutto il mondo con un virus che di mortalità ha ben poco. Si parla di numeri poco eclatanti, se si pensa che solo il fumo, tabacco, uccide un numero di persone molto oltre i numeri che vediamo di continuo sugli schermi televisivi. Rapporto 2018 sulla prevenzione e controllo del tabagismo del ministero della Salute: In Italia sono attribuibili al fumo di tabacco dalle 70.000 alle 83.000 morti. E il tabacco non risulta una pandemia, eppure lo si trova in tutto il mondo.

 

Quindi tornando al discorso iniziato, cosa hanno in comune queste due cose, che qualcuno non vede, eppure così evidenti?

Il coronavirus, non aumenta con il 5G. Il coronavirus, ti fa stare a casa per evitare un contagio non controllato e una marea di persone in strutture ospedaliere che collasserebbero come abbiamo già notato, in questo modo, si utilizza in maniera incontrollata internet, giochi online, youtube, tutti i social, scuole online, smart working, creando un problema di carico su velocità di navigazione, serve più copertura e rete, no?

 

Il 5G serve in modo indispensabile a tutti perchè tutti, vogliono un potere in mano, uno smartphone, che possa fare tutto quello che si vuole, dettato da regole invisibili, da grandi menti dietro, che vogliono come dice Rosario Marcianò, un buon popolo di pecore che obbedisce, che non guarda sotto la superficie di una notizia, ma si fa forza sulle notizie che vengono divulgate dai media come ''legge'' indissolubile e se le contesti, esci dal gregge, nessuno ti crederebbe se ti informi o semplicemente, non la pensi come '' il sistema'', creato sulle notizie dei tg, leggi, medici, scienziati, ecc...

Devi credere solo in quello che viene detto. 

L' informazione che si crea in modo volontario, crea il debunking, troppe informazioni sbagliate, mischiate a quelle vere, con la soluzione di chiunque di chiudere la mente ed essere scocciati, seccati da tutto quel dire. Troppa informazione, troppe parole, per mascherare piccole notizie vere. La pandemia esiste?

si.

Il coronavirus covid19 esiste? si.

 

Proprio perchè esiste, dobbiamo utilizzare le nostre risorse, come un futuro ed imminente 5G, con le sue antenne, perchè altrimenti non potremo continuare a lamentarci, a cospirare, a parlare, videochattare, ecc...

Il popolo lo vuole ma non lo vuole. Creerà malattie o patologie nuove? Ogni novità di questo genere ha pro e contro. Anche l' amianto all' inizio della sua scoperta e impiego ha avuto un grande successo: dopo qualche decennio, abbiamo scoperto cosa ha portato. Anche la generazione automobilistica ha avuto un culmine. Ecco perchè il gasolio entro pochi decenni non lo vedremo più.

Cosa vedremo ancora?  Aspetteremo.. Andrà tutto bene.

 

 

Conte Rovescio

  

 

Coronavirus e 5G: cosa hanno in comune
Coronavirus e 5G: cosa hanno in comune

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12 aprile 2020 7 12 /04 /aprile /2020 22:36

Tutto il mondo sta vivendo un pesante crisi dovuta alla pandemia di COVID-19 in corso provocata dal nuovo coronavirus SARS-CoV-2 ma già, nonostante il discreto controllo raggiunto della diffusione delle più pericolose malattie tradizionali attraverso vaccini e terapie di ormai comprovata efficacia, l’OMS lancia l’allarme nei confronti di alcune nuove malattie che hanno le carte in regola per provocare, se non tenute sotto controllo, nuove epidemie globali. Come sempre, la paura è che possa in qualche modo replicarsi la grande epidemia di “Spagnola” che provocò decine di milioni di morti in tutto il mondo nella seconda decade del ‘900.

Tra le malattie più temute c’è un’infezione che curiosamente sembra avere parecchi punti in comune con la COVID-19. Si tratta di una malattia indotta dal Nipah Virus (NiV) che è una zoonosi che causa gravi malattie negli animali e che può trasmettersi con relativa facilità anche all’uomo. L’ospite naturale del virus è un moscerino della famiglia dei Pteropodidae, genere Pteropus.

 

La prima epidemia registrata di malattia da NiV si verificò a Kampung Sungai Nipah, in Malesia nel 1998. All’epoca furono i maiali a trasmetterla all’uomo. La cosa più preoccupante è che nei focolai di questa malattia identificati successivamente non risultarono esserci stati ospiti intermedi. Ad esempio, nel 2004, in Bangladesh, gli esseri umani furono infettati da NiV dal consumo della linfa di una palma che era stata contaminata da pipistrelli infetti. Esistono inoltre prove della trasmissione diretta da uomo a uomo in un ospedale indiano.

 

 

 

L’agente eziologico di questa malattia è un virus chiamato Henipavirus un Virus a RNA a singolo filamento negativo afferente all’ordine dei Mononegavirales, famiglia Paramyxoviridae e sottofamiglia Paramyxovirinae, e al quale appartengono due specie: il virus Nipah e il virus Hendra.

 Ospiti naturali degli Henipavirus sono i pipistrelli della frutta. Gli Henipavirus sono in grado di causare malattie, spesso mortali, in un gran numero di specie animali, sia selvatici che domestici e agli stessi esseri umani.

Come si può capire, anche in questo caso di trasmissione di una malattia tipica degli animali all’uomo è coinvolto un pipistrello, come sembrano indicare tutti gli indizi per il SARS-CoV-2.

L’infezione da NiV nell’uomo può avere moltissime espressioni diverse, dall’infezione asintomatica alla sindrome respiratoria acuta fino all’encefalite fatale. Attualmente non esiste un vaccino per questa malattia e nemmeno un protocollo terapeutico, il trattamento per gli esseri umani è, infatti, un’intensa terapia di supporto che punta a sostenere l’organismo finché le difese immunitarie non riescono ad averne ragione.

 

Nipah è nell’elenco prioritario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità delle malattie emergenti che potrebbe causare una pandemia globale, insieme a Zika ed Ebola. Nipah e il suo cugino virale Hendra si attaccano a una proteina chiamata ephrin-B2 e ephrin-B3 sulla superficie delle cellule nervose e le cellule endoteliali che rivestono il sangue e i vasi linfatici. Nipah può anche invadere le cellule polmonari e renali.

Negli esseri umani dovrebbe attaccare inizialmente il sistema respiratorio per poi diffondersi al sistema nervoso e al cervello. La maggior parte dei pazienti che muoiono soccombe a un’infiammazione dei vasi sanguigni e ad un rigonfiamento del cervello che si verifica negli stadi avanzati della malattia.

La mortalità, una volta raggiunta la fase in cui i pazienti manifestano sintomi di gravi stati patologici del sistema nervoso, risulta aggirarsi intorno al 40% ma ancora più alta è la percentuale di pazienti che, sopravvissuti alla fase acuta della malattia, presentano conseguenze a lungo termine dopo, tra cui convulsioni persistenti e cambiamenti di personalità. Sono state riportate anche infezioni latenti con successiva riattivazione del virus Nipah e morte, mesi e persino anni dopo l’esposizione.

 

PREVENZIONE

L’infezione da virus Nipah può essere prevenuta evitando l’esposizione a maiali e pipistrelli malati in aree endemiche e non bevendo linfa di palma da dattero.

Ulteriori sforzi focalizzati sulla sorveglianza e la consapevolezza aiuteranno a prevenire future epidemie. Le ricerche in corso cercano di identificare meglio come e quando la malattia si trasmette dai moscerini ai pipistrelli e sembra essere stata identificata una correlazione con i cicli riproduttivi dei pipistrelli. Si sta tentando di realizzare dei test in grado di identificare precocemente la malattia negli allevamenti e sugli uomini.

Un vaccino sperimentale a subunità, che utilizza la proteina Hendra G, produce anticorpi cross-protettivi contro HENV e NIPV è stato recentemente usato in Australia per proteggere i cavalli contro il virus Hendra. Questo vaccino, sul quale sono in corso ulteriori studi, sembra avere un grande potenziale per la protezione da henipavirus anche negli esseri umani. 

Fonte: sciencenews

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5 aprile 2020 7 05 /04 /aprile /2020 22:07

Vorrei subito iniziare questo argomento, con i primi sintomi che questo coronavirus covid19 manifesta: 

-(primi giorni) sensazione di influenza classica ma qualcosa non vi torna, siete sempre forti e non vi sentite niente di particolare. Iniziate in pratica ad essere untori a breve raggio

-giorni seguenti: brividi e freddo alla schiena, pochi colpi di tosse secca, feci molli e scure, temperatura a 37.2- 38 ma con la tachipirina 500-1000 la butti giù per almeno 6 ore

ma riesci sempre a fare tutto quello che serve senza particolare sforzo

- inizi a farci caso, non senti più cosa bevi o cosa mangi, ne sapore ne odore.

- dopo 3, 4 giorni la febbre rimanendo bassa, se ne va ma rimane sensazione di freddo e malessere strano da spiegare

dopo 7 giorni circa tornate a pieno regime ma sembra di essere uscito da un tunnel e accecato dalla luce

a distanza di 20 giorni, gusto e olfatto iniziano timidamente a farsi sentire

dopo 1 mese, iniziate a rendervi conto che la vostra influenza forse aveva qualcosa di anomalo ma è passata senza allarmismo.

Allora, cosa sarebbe questa pandemia?

Vediamo se in parole povere, riesco a riassumerlo.

 

Con questi sintomi, probabilmente chi incontrate a strettissimo contatto, prenderà lo stesso virus, ma con la vostra indefinita variante di anticorpi che agiscono per difendervi da questa influenza.

Chi invece ha la sfortuna di contrarre il covid19 e non ha quella piccola spinta dei propri anticorpi, quella infezione non si ferma a bloccarvi gusto e olfatto, andrà oltre, scendendo nei polmoni, macellando quello che trova come un mostro lasciando poche speranze, senza antibiotici efficaci o vaccini che arriveranno nei prossimi mesi. Quindi, quando ti chiedi perchè colpisce anche bambini e giovani forti e all' apparenza sanissimi, ricordalo: se quel virus non si ferma sulla via respiratoria alta e va giù, si hanno poche possibilità di anticiparlo, quindi...molta attenzione e insistete se avete problemi a respirare a ottenere dei farmaci che possono rallentare la sua mortalità.

Quindi, tralasciando il discorso dell' immunità di gregge che volenti o nolenti la stiamo già attuando senza volerlo, dovremo attuare tutte le procedure che diverranno obbligatorie, come la mascherina ben protetta per se stessi e gli altri che potremo proteggere, guanti che è sempre meglio utilizzare quando si esce, per fare la spesa, andare a farsi un giretto, dimenticandosi che non sai che tocchi, qualcosa che magari un positivo ha toccato prima di te e te ne torni a casa.

Lavati spesso le mani se non hai guanti e limitati a toccarti e grattarti in faccia, non mangiarti le unghie, ecc...

In caso di sintomi del genere di influenza classica e fac simile, usate le medicine che conoscete e bevete molto, non rimanete a bocca asciutta.

Contattate il vostro medico o guardia medica, ambulanze e dite i vostri sintomi, avendo la lucidità di capire se avete contratto delle patologie serie.

Restate a casa, aiutate gli ospedali a non dovervi vedere e a farvi dire..cosa non ha capito finora di quanto dicono tutte le emittenti televisive?

Andrà tutto bene, se vorrete seguire le norme governative, non è mai stato uno scherzo.

 

conte rovescio

 

 

 

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11 marzo 2020 3 11 /03 /marzo /2020 23:22

Il virus fa parte della famiglia dei Coronavirus, responsabili nel 2002 dell’epidemia di SARS e nel 2012 della MERS, che si è sviluppata in un’altra area geografica. Esistono vari tipi di Coronavirus, quello che è stato recentemente riconosciuto è una variante, ed è responsabile dell’attuale epidemia. Le forme gravi si complicano con una polmonite, quindi un attacco diretto ai polmoni da parte del virus. Le forme di polmonite virali sono le più pericolose e sono caratteristiche di soggetti con fattori di rischio predisponenti, come per esempio uno stato di immunodepressione. Solitamente, la stragrande maggioranza delle polmoniti che noi osserviamo è invece di origine batterica ed è curabile con gli antibiotici.

La trasmissione del virus si verifica attraverso le goccioline di saliva o secrezioni e il contagio interumano avviene solo con un contatto diretto, ad esempio un colpo di tosse ravvicinato. Il Coronavirus presenta gli stessi sintomi di una comune influenza, pertanto non è semplice riconoscerlo, soprattutto in questo periodo dell’anno che coincide con il picco influenzale. Diciamo che il sintomo più preoccupante è una forma di affaticamento respiratorio. Il fatto che il virus sia trasmissibile anche da soggetti asintomatici in fase di incubazione (che può arrivare a essere di 14 giorni) rende tutto molto più complicato, rispetto alla SARS e ad altre epidemie passate.

Ricercatori dell’Università Peking di Pechino e dell’Istituto Pasteur di Shanghai hanno identificato due ceppi diversi del nuovo coronavirus emerso in Cina (SARS-CoV-2). Uno, il tipo L, è più aggressivo e contagioso e ha colpito il 70 percento dei pazienti cinesi; l’altro, il tipo S, è meno virulento, ma sta cominciando a diffondersi più dell’altro.

Scoperti due distinti ceppi del nuovo coronavirus emerso in Cina (SARS-CoV-2), uno più aggressivo e contagioso chiamato "tipo L" e uno sensibilmente meno virulento, il "tipo S". Il primo a originare sarebbe stato quello che determina i sintomi più leggeri, tuttavia il responsabile del maggior numero di contagi in Cina sarebbe stato proprio il secondo. Secondo gli studiosi la circolazione di questi due ceppi così diversi fra loro potrebbe spiegare il motivo per cui alcune persone vengono colpite da una forma violenta della COVID-19 (l'infezione scatenata dal patogeno), mentre altre non manifestano particolari problemi di salute nonostante la positività.

A identificare le due “facce” del coronavirus è stato un team di ricerca della Scuola di Scienze della Vita presso l'Università Peking di Pechino, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Peking Union Medical College e del CAS Key Laboratory of Molecular Virology & Immunology dell'Istituto Pasteur di Shanghai, che fa capo all'autorevole Accademia Cinese delle Scienze. Gli scienziati, coordinati dal professor Jian Lu, docente presso il Centro di Bioinformatica dello State Key Laboratory of Protein and Plant Gene Research dell'ateneo pechinese, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver sequenziato 103 genomi virali ottenuti dai campioni biologici dei pazienti ricoverati negli ospedali.

Dalle analisi di Lu e colleghi, come indicato, sono state individuate le due varianti L ed S del coronavirus. La prima a emergere e ad infettare l'uomo, la S, secondo uno studio dell’Università Campus Bio-medico di Roma guidato dal professor Massimo Ciccozzi avrebbe compiuto il salto di specie da un animale tra il 20 e il 25 novembre. Questo processo avrebbe avuto luogo nella città di Wuhan, verosimilmente nel famigerato “mercato del pesce” dove venivano venduti anche animali vivi. Benché la S sia stata la prima a esordire, la L ha cominciato subito a farsi largo tra la popolazione, tanto da aver “soppiantato” in breve tempo la variante meno aggressiva. Gli scienziati cinesi ritengono che la variante L abbia contagiato il 70 percento della popolazione colpita dal coronavirus.

Il “dominio” della variante L, tuttavia, non è durato a lungo, poiché facendo ammalare rapidamente e in modo serio le persone, è stata semplice da "isolare" e circoscrivere con i ricoveri in ospedale, permettendo alla variante S di recuperare terreno. Dall'inizio di gennaio, spiegano gli scienziati, la diffusione della variante aggressiva ha iniziato a scemare, e adesso sta circolando con maggiore frequenza la S. Si ritiene che la variante meno virulenta sarà quella “vincente”, proprio perché può circolare più facilmente. Non determinando sintomi preoccupanti, infatti, le possono così continuare a “scambiarsela” permettendo al virus di replicarsi contagio dopo contagio e a prosperare. Gli scienziati tengono a precisare che i risultati del loro studio sono preliminari e dovranno essere confermati e certificati da indagini più approfondite. 

Dal punto di vista normativo, le 5 varianti – il coronavirus, il coronavairus, il còrona-virus, la coronavirus e il virus (a) corona – tranne quest’ultimo (non so quanto vitale), presentano una diversa diffusione, in sedi anche istituzionali e presso parlanti non-incolti. E sono quindi normativamente tutte “corrette”. Certamente più vitale è, come accennato,  <coronavirus>. Il parlante può quindi scegliere quella che preferisce, più o meno diffusa.

 

Da ultimo,  nella stampa inglese (“Metro”) è apparso anche crownavirus: un gioco di parole con  “crown”  verbo  ‘incoronare’ + “a virus” ‘un virus’, in cui la regina Elisabetta si mette i guanti per consegnare le onorificenze, per “incoronare”. Ma stando alla sensibilità dei nativo-anglofoni, si tratta di un gioco “molto forzato”.

Quali sono le condizioni di rischio di sviluppare la malattia COVID-19?

Oggi sono considerate persone a rischio di sviluppare la malattia COVID-19 quelle che, negli ultimi quattordici giorni, si sono recate in zone in cui questa infezione si sta trasmettendo da persona a persona o che siano state a contatto con persone con infezione probabile o confermata in laboratorio da nuovo coronavirus SARS-CoV-2, o infine abbiano frequentato o lavorato in una struttura sanitaria dove siano ricoverati pazienti con infezione da SARS-CoV-2

 

 

Quanto dura il periodo di incubazione del nuovo coronavirus SARS-CoV-2?

Le informazioni sulle caratteristiche cliniche delle infezioni da SARS-CoV-2 stanno aumentando. Si stima che il periodo di incubazione vari in media tra 2 e 14 giorni, ma incubazioni più lunghe sono state riportate (fino a 27 giorni) in alcuni studi preliminari.

Gli operatori sanitari sono esposti al rischio di infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2?

Sì, gli operatori sanitari possono essere particolarmente a rischio perché sono più spesso a contatto con i pazienti rispetto al pubblico in generale e nelle prime fasi dell’epidemia durante l’assistenza sanitaria possono venire a contatto con pazienti portatori del virus senza conoscere il loro stato e senza quindi prendere le adeguate misure di protezione individuale non farmacologiche. L’OMS raccomanda agli operatori sanitari di applicare sistematicamente le misure adeguate al controllo delle infezioni.

 

Il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 colpisce solo le persone anziane o anche i più giovani sono sensibili?

Le persone anziane e quelle con condizioni mediche preesistenti sembrano essere soggette a manifestazioni cliniche più gravi a seguito di infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Tuttavia, possono essere infettate dal virus (e contrarre malattie) persone di tutte le età.


https://scienze.fanpage.it/    https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/faq

 

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4 marzo 2020 3 04 /03 /marzo /2020 23:24
Il vaccino che salverà gli esseri umani conterrà un chip?

Oramai, si discute solo della nuova pandemia: il CORONAVIRUS COVID19, che sta interessando quasi tutto il mondo con la sua velocissima propagazione e mutogena caratteristica a seconda del luogo, patologia, tempistica in maniera asintomatica o meno... anche se la mortalità rimane bassa, sembra inarrestabile e si aspetta con ansia il vaccino che ci salverà da questa influenza estremamente aggressiva: parliamo proprio del vaccino.

Come potremo avere certezze e sicurezza che questo virus, una volta scongiurato, non tornerà ai primi freddi degli anni prossimi? Come potremo essere tranquilli? Dunque...si discute non ora ma anni a riguardo, su come avere un controllo globale delle popolazioni con dei microchip e quale potrebbe essere una soluzione per volerlo da tutti, addirittura desiderarlo?

Dal 2013 Rfid obbligatorio negli Stati Uniti – Ago.  2011
Non poche polemiche sono nate a proposito del disegno di legge sulla salute presentato da Obama e che a partire dal 2013 renderà obbligatorio per tutti i cittadini statunitensi l’impianto di un microchip Rfid che contenga tutte le informazioni relative a ogni americano.
L’intento dichiarato è quello di facilitare il monitoraggio e il controllo della salute di ogni singolo individuo, con la creazione di un apposito registro nazionale in cui ogni chip – e quindi ogni persona – sia registrato.
Fin troppo facile lanciarsi in speculazioni in degne dell’orwelliano Grande Fratello, ma il nuovo progetto sulla salute – l’HR 3200 – adottato di recente dal Congresso prevede la necessità di impiantare il chip per identificare tutti i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario.
Il progetto era già in studio nel 2004, come rivelano alcuni documenti della Food and Drug Administration, con il nome di Implantable Radiofrequency Transponder System for Patient identification and Health information (Sistema di transponder impiantabile a Radiofrequenze per l’identificazione dei Pazienti e le informazioni relative alla salute).
Di fatto, con il pretesto di garantire una migliore assistenza sanitaria, gli Stati Uniti stanno cercando di marcare ogni cittadino, senza tra l’altro, aver previsto alcun tipo di regolamentazione per l’impianto e l’uso dei microchip Rfid, cosa che potrebbe causare conseguenze impreviste – almeno non da noi comuni mortali – per la vita anche democratica dei cittadini americani.

 

CDC: un ex lavoratore per i CDC, riporta che il Rapporto Nazionale US utilizzera’ le vaccinazioni per Ebola per impiantare un chip RFID a tutta la popolazione Statunitense ! – Ottobre 2014
Un informatore dei CDC ha recentemente verbalizzato una deposizione per esporre i nefasti piani del governo che userebbero l'imminente pandemia "Ebola" come un'opportunità per impiantare la tecnologia RFID (chips sotto pelle) in cittadini americani.
Brent Hopskins era un imprenditore che lavorava per i CDC, prima di presentare le gravi accuse contro il suo ex datore di lavoro.
Hopskins sostiene che un vaccino contro l'Ebola è stato preparato per il pubblico in forma di usa e getta, con un uso di siringhe sterili. Lo svantaggio, tuttavia, è che ognuna di queste siringhe conterrà non solo il vaccino, ma anche un micro chip RFID.
funzionari dei CDC intendono emettere questi pacchetti siringa per più di 200.000 famiglie dal 1 ° dicembre 2014. I consumatori avranno anche la possibilità di richiedere il vaccino Ebola al loro negozio locale di farmaci (farmacia).
Hopskins indica anche che il chip RFID permettera’ più facilmente di identificare e separare quelli che sono stati inoculati e coloro che non lo sono stati. Le persone che si rifiutano di ricevere la vaccinazione Ebola si troveranno ad affrontare gravi ostacoli nel trovare un impiego, visitare luoghi pubblici, ottenere in futuro cure mediche, e anche il potenziale di imprigionamento.

Durante la corrispondenza sul Rapporto nazionale, Brent Hopskins è citato e detto, "Non posso stare a guardare come queste atrocità si svolgono ... Il governo americano vuole impiantare chip RFID in ogni uomo, donna e bambino. Essi stanno ora utilizzando la minaccia di Ebola per spingere a questo nefasto complotto. Il pubblico è costretto a prendere una decisione tra la fine orribile che offrirebbe Ebola, o rinunciare a ogni grammo della loro privacy da ottenere un chip RFID impiantato sotto la loro pelle.

Molti americani hanno espresso la preoccupazione che i funzionari del CDC stiano collaborando con il governo per utilizzare questo nuovo sistema come un modo per introdurre la legge marziale.
Altri, come popolare conduttore radiofonico, Alex Jones, insistono sul fatto che il virus fu volutamente impiantato-trasportato sul suolo americano per assottigliare la popolazione sempre crescente.
Come Hopskins dice, "Questo è un piccolo passo verso il controllo totale delle masse che sono cresciute sempre più frustrate e diffidenti nei confronti dei poteri costituiti.
L'obiettivo finale del governo degli Stati Uniti è quello di ridurre in schiavitù tutte le persone che cadono per paura sotto una particolare fascia, per imporre loro il vaccino di Ebola; nei fatti è come stiano gia’ andando a farlo".
Fonte: spiritualconnectedness.com/

Microchip per tutti
“Se posso mettere un microchip al mio cane per ritrovarlo quando scappa, perché dovrebbe essere illegale fare lo stesso con un messicano?”. La provocazione a dir poco delirante è stata lanciata dal candidato repubblicano al Congresso USA Pat Bertroche. In attesa che la proposta di siglare gli stranieri irregolari o non regolari sul territorio sbarchi anche in terra Padana, l’argomentazione ha suscitato un putiferio in America. Il pensiero è corso subito ai tatuaggi dei deportati nei campi di concentramento nazisti.


Si sbaglierebbe chi ritenesse questo genere di proposta soltanto una provocazione estrema in materia di sicurezza. Il ricorso a microchip sottocutanei per  “mappare”, controllare e, chissà, manipolare a distanza gli individui non interessa soltanto gli stranieri. Le iniziative da stato fascista globale si stanno infatti insinuando in campo medico grazie anche ai democratici.
Quale metodo migliore per controllare la popolazione che dotarla di microchip come le bestie dietro motivazioni sanitarie ?
Violare i diritti civili di stranieri per quanto illegale desterà sempre reazioni contrastanti, anche violente perché i detrattori della proposta faranno appello a concetti quali razzismo, violenza sui più deboli, etc. Ma se si convincesse invece la popolazione della necessità dell’inserimento di chip sottocutanei in ogni membro del Paese per il proprio bene - come nel caso di vaccini forzati per contrastare fantomatiche pandemie – allora si raccoglierebbero minori resistenze. Ci verrà detto che è per il nostro Bene e molti di noi cadranno nella trappola facendosi impiantare i dispositivi sottocutanei, senza riflettere prima sulle conseguenze.

La paura come metodo
Per la costituzione di uno stato totalitario che ceda  progressivamente il passo un nuovo ordine mondiale, il primo passo è manipolare il pensiero, le credenze delle persone, inserendo emozioni di terrore, destabilizzazione, rabbia, ansia, per poi proporre una soluzione alle paure collettive. È il sistema di azione-reazione descritto ampiamente da David Icke nei suoi saggi. Creare un sistema di paura pubblica con l’identificazione di un nemico visibile o invisibile che sia – terroristi, epidemie, crisi finanziarie -  alimentare costantemente queste paure fino al parossismo bombardando le persone con immagini o notizie quotidiane di violenza, scardinando ogni sicurezza per poi costringere i cittadini ad accettare delle limitazioni alla propria privacy come ovvie misure di sicurezza.
Una limitazione delle proprie libertà civili. Da qui le ben note norme contenute nel Patriot Act, l’introduzione di telecamere, bodyscanner negli aeroporti o nei luoghi ad alto rischio attacco, satelliti, intercettazioni di conversazioni telefoniche o mail private etc. Un graduale allentamento delle libertà individuali per garantire la sicurezza dal nemico che si aggira tra noi.
Un insieme di limitazioni che Obama, lungi dal sopprimere come promesso in campagna elettorale, sta portando avanti seguendo le orme di George W. Bush: con la notizia della “morte” di Osama bin Laden – vera o falsa che sia – gli USA si sono visti “costretti” a incrementare gli investimenti sul fronte Sicurezza. Dal 2001 a oggi la Difesa americana ha stanziato 2 mila miliardi di dollari in programmi di antiterrorismo.
Ma anche in Europa siamo mappati, marchiati, monitorati e neanche ce ne rendiamo conto. O forse ci fa comodo non rendercene conto per aggrapparci a quell’idea di sicurezza effimera che ci propinano i governanti. Alle norme di controllo globale per garantire la sicurezza – attraverso l’accrescimento delle paure collettive - si affianca un processo più strisciante che affonda i propri tentacoli in quell’apparato che dovrebbe invece garantire la salute delle persone: la sanità. L’introduzione dei microchip passerà in primis dal campo psichiatrico, dove le vittime sono da sempre le più deboli…

I Verichip per salvarvi la vita
La FDA (Food and Drug Administration) ha infatti concesso il permesso alla vendita dei Verichip, prodotti in Florida dalla Applied Digital Solution, e al loro impiego in campo medico. Il dispositivo, della grandezza ormai di un granello di sabbia, verrebbe inserito sotto la pelle del braccio o della mano con una siringa. Contiene un numero per l’identificazione del paziente.
Il portatore del dispositivo, una volta arrivato in ospedale anche in stato incosciente, se dotato di Verichip, sarebbe in grado di trasmettere una cifra legata alla cartella personale. In questo caso il beneficio promesso sarebbe la possibilità di effettuare diagnosi più veloci e la riduzione di rischi legati a somministrazione di farmaci sbagliati qualora vi siano delle intolleranze o allergie.
Per favorire l’utilizzo del Verichip negli USA la Applied Digital ha gentilmente promesso gratuitamente a più di 200 ospedali e istituti privati gli scanner per leggere i dispositivi sottocutanei. Lo scenario di orwelliana memoria assume contorni più chiari in vista della Riforma Sanitaria di Obama: se tutti possono accedere alle cure, tutti possono essere altresì curati e sottoposti a trattamenti obbligatori quali vaccini o impianti…

I VeriChip sono già realtà
Vi sembrano teorie fantascientifiche?
Sappiate invece che il VeriChip è già approdato in Messico, dove la società distributrice Solusat ha già impiantato diverse migliaia di pazienti. Il dispositivo è arrivato anche in Europa. In Italia è ancora al vaglio.

Una popolazione di ibridi
Con l’aumento degli attentati veri o presunti, del terrore, di stragi o sparizioni di bambini la popolazione mondiale si sentirà obbligata ad accettare l’inserimento dei chip sottocutanei per tutelarsi dalle “atrocità” che ogni giorno si sentono in televisione o ci raccontano i giornali. Con spontaneità l’obbligo ai microchip diventerà globale e la popolazione diventerà infine simile a un gregge schedato di pecore. Chi si rifiuterà di divenire un “ibrido di intelligenza elettronica e anima” - citando il dottor Peter Zhou, creatore del microchip Angelo Digitale - verrà bollato come probabile criminale, avendo sicuramente qualcosa da nascondere. Verrà segnalato alle autorità, costretto a piegarsi o a vivere fuori dalla società.

I VeriChip non sono gli unici dispositivi per ora sul mercato. La Motorola ha prodotto per la Mondex Smartcard dei dispositivi dotati di GPS che i Paesi dell’Unione Europea stanno pensando di adottare per la semplificazione dell’unificazione monetaria.
Dall’anamnesi del paziente passiamo così alla giustificazione dell’impianto per i pagamenti! Così come il VeriChip misura 7 mm di lunghezza e 0,0775 di larghezza, contiene un transponder e una batteria a litio ricaricabile tramite la temperatura corporea.
La Mondex, che ha acquisito il 51% del pacchetto azionario della Mastercard, ha speso 1,5 milioni di dollari per effettuare studi sul Biochip.
Da queste ricerche sarebbe emerso che i posti più adatti per inserire il dispositivo sarebbero il capo sotto la fronte e nella mano destra. In questo caso la ragione ufficiale per l’impianto sarà la facilitazione del pagamento in sostituzione di denaro corrente o carta di credito, a cui si andrà ad affiancare la procedura di riconoscimento della persona e il ritrovamento di persone scomparse, siano essi bambini oppure criminali… Insomma una carta d’identità elettronica munita di GPS per essere rintracciati ovunque.
Ed ecco che il Grande Fratello è realtà! Inoltre per evitare la clonazione dell’impianto o meglio l’estrazione individuale del chip, il dispositivo contiene litio che nell’ipotetico tentativo di estrazione si romperebbe creando una vescica sottocutanea e la dispersione di sostanze chimiche dannose. Oltre, ovviamente, a essere rintracciati immediatamente dai Sorveglianti…
Manipolazione a distanza
Tra i teorici del complotto a insistere sull’ipotesi di un progetto segreto di ricerca sul controllo mentale mediante microchip, a fianco di David Icke si schiera la meno nota dottoressa Rauni-Leena Luukanen-Kilde, ex medico finlandese nota tra gli appassionati di ufologia per i suoi saggi nel campo UFO. La Rauni Kilde sostiene che sia possibile controllare il comportamento delle persone e influenzarne a distanza le azioni medianti l’impianti di microchip nel cervello, simili a quelli che le entità aliene impianterebbero nell’encefalo degli addotti nella zona ipofisaria. Sul giornale Spekula la Rauni Kilde pubblicò un lungo articolo sugli impianti sottocutanei mettendo in guardia gli americani dal pericolo di controllo di massa imminente. Ecco alcuni stralci: “È tecnicamente possibile inserire ad ogni neonato un microchip che potrebbe servire per identificare una persona per il resto della sua vita. Simili piani sono stati discussi segretamente negli Stati Uniti, senza nessuna esposizione delle questioni relative alla privacy […]
Gli esseri umani con impianti possono essere seguiti ovunque: le funzioni cerebrali possono essere monitorate a distanza da supercomputers e persino alterare mediante il cambiamento delle frequenza. Cavie di esperimenti segreti sono stati detenuti, soldati, malati di mente, bambini portatori di handicap, audiolesi, ciechi, omosessuali, donne single, anziani, scolari e qualsiasi gruppo di persone considerato marginale dalle elites di sperimentatori”.

La Rauni Kilde cita come esempi di primi esperimenti i dispositivi cerebrali impiantati chirurgicamente nel 1974 nello stato dell’Ohio, ma anche in Svezia a Stoccolma: “Elettrodi cerebrali furono inseriti nei crani di bambini, nel 1946, senza che i genitori ne fossero a conoscenza. Negli anni ’50 e ’60, impianti elettrici furono usati nel tentativo di cambiare il comportamento umano e i suoi atteggiamenti. Influenzare il funzionamento del cervello umano divenne un obiettivo importante dei servizi segreti e militari”.
E ancora: “Il sistema elettronico di sorveglianza della NSA può simultaneamente seguire e gestire milioni di persone.
Ognuno di noi ha un’unica frequenza di risonanza bioelettrica nel cervello, proprio come abbiamo impronte digitali uniche. Con stimoli cerebrali completamente decodificati dalle frequenze elettromagnetiche, segnali elettromagnetici pulsanti possono essere inviati al cervello creando la voce desiderata ed effetti visivi, perché vengano percepiti dal soggetto prescelto.
È una forma di guerra elettronica”. Stando alla teoria della Rauni Kilde sarebbe possibile non solo la costituzione di un esercito composto da cyber soldati da controllare a distanza, ma anche la manipolazione di individui normalissimi che potrebbero essere “accesi” in qualsiasi momento e indotti a credere alla realtà di impulsi elettromagnetici quali allucinazioni visive o uditive creati ad hoc. Allo stesso modo si potrebbe torturare una persona dotata di microchip causandole dolore insopportabile e piegandola alla propria volontà.
Retroingegneria: chi copia chi ?
La persona dotata di chip può esser manipolata in molti modi. Usando frequenze diverse, si può modificare la vita emotiva di una persona creando una specie di realtà virtuale – come sembra accada anche nelle abductions - attraverso la stimolazione dell’encefalo: “La si può rendere aggressiva o letargica. La sessualità può venire influenzata artificialmente. I segnali del pensiero e le riflessioni del subconscio possono essere letti, i sogni influenzati e persino indotti, tutto senza che la persona con l’impianto lo sappia o acconsenta”. La somiglianza con i rapimenti alieni pone alcuni quesiti che approfondisco in L’altra faccia di Obama: chi copia chi ?
I militari terrestri hanno adottato la retroingegneria aliena piegandola ai propri obiettivi, oppure le abductions si riducono per lo più a MILABS, ovvero rapimenti da parte di militari che ricostruiscono scenari virtuali in cui sarebbero entità extraterrestri ad agire sugli addotti? Come se questo scenario non fosse abbastanza agghiacciante, ecco aggiungersi in parallelo all’irradiamento tramite impulsi elettromagnetici, i metodi chimici di controllo delle masse.
E qua il pensiero corre alle misteriose scie chimiche di più recente comparsa e agli esperimenti che ufficialmente dovrebbero modificare il clima. Droghe, sostanze chimiche tossiche  e gas da inalazione potrebbero essere diffusi nell’aria o negli acquedotti.


Se negli USA il metodo per influenzare la popolazione a scegliere di farsi impiantare un microchip passerà molto probabilmente per la via della riforma sanitaria, in Europa i governi sembrano aver scelto la strada della moneta unica: sostituire il denaro corrente, carte di credito e bancomat con un chip. La crisi, il caos economico non sarebbero altro che scorciatoie per condurre la popolazione il più velocemente possibile verso il controllo globale.

Un Neurochip legge i segnali neurali
In Germania alcuni ricercatori hanno elaborato una nuova tecnologia dei semiconduttori che consentirà agli scienziati di leggere e registrare i segnali elettrici delle cellule nervose viventi.
Roland Thewes, direttore anziano di ricerca collegiale presso la Infineon di Monaco, è riuscito con successo a registrare i segnali elettrici dei neuroni, le cellule specializzate che costituiscono il sistema nervoso degli organismi viventi e che comunicano reciprocamente tramite impulsi elettrici.
I ricercatori della Infineon hanno lavorato assieme agli scienziati del Max Planck Institute, situato fuori Monaco, al nuovo chip biosensore, denominato il "Neuro- Chip". Delle dimensioni di un'unghia, è dotato di 16.000 sensori che monitorano gli impulsi elettrici delle cellule immerse in fluido nutriente elettrolitico che riveste il semiconduttore e mantiene in vita i neuroni.
Gli amplificatori incastonati nel circuito consentono a ciascun sensore di individuare ed elaborare i segnali a bassa tensione attraverso i diversi strati della cellula; i dati possono quindi essere trasmessi ad un computer ed infine trasformati in un'immagine a colori destinata all'analisi.

“Quando le nostre funzioni cerebrali saranno ormai connesse ai supercomputers, tramite impianti radio e microchips, sarà ormai troppo tardi per protestare. Questa minaccia può essere sconfitta solo istruendo il pubblico” ha avvisato la Rauni Kilde.
E con uno scenario del genere meglio essere pronti e passare per pazzi che farsi trovare impreparati, o come diceva Karl Popper, “il prezzo della libertà è la costante vigilanza”.

By d.ssa Enrica Perucchietti - Tratto da: disinformazione.it

Il principale motivo che vorrete avere per avere un microchip, quindi sarà proprio per non avere a che fare con questa influenza COVID19. Un perfetto controllo al minimo sorgere di una patologia che rientrerà nei CORONAVIRUS e...un perfetto controllo su di voi per qualsiasi motivo: la scelta non verrà valutata.

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30 gennaio 2020 4 30 /01 /gennaio /2020 22:49

Nonostante non ci siano ancora le caratteristiche del contagio mortale a livello mondiale, il coronavirus, interessa alla fine di gennaio molte città sparse in tutto il globo. Dalla Cina ove è iniziato a dilagarsi velocemente, è arrivato in Germania, Francia, Australia, Giappone, Italia nelle ultime ore da turisti cinesi  e non tarderà a mostrarsi in altri paesi: un tardivo messaggio è stato lanciato dopo che questo virus è stato lasciato libero di passare da uomo a uomo. Inutile lamentarsi, le potenti nazioni, sono al lavoro per creare un vaccino che permetterà di fare tornare tutto alla normalità ed evitare il nome che tutta la popolazione ha il timore di sentire o leggere: la Pandemia.

Era il 31 dicembre 2019 quando la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan aveva per la prima volta inviato una segnalazione all’OMS nella quale informava l'agenzia di avere registrato in tutta la provincia di Hubei un rilevante numero di casi di polmonite derivanti da cause ignote.

 

La diffusione di quello che verrà chiamato 2019-nCoV era iniziata verso la metà del mese (mentre i primi casi di persone che manifestavano i sintomi del contagio erano stati individuati già l'8 dicembre). Il 10 gennaio per la prima volta veniva determinata la sequenza genomica del virus: si tratta di un betacoronavirus correlato a quello che ha causato la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS-CoV) e a quello della Sindrome respiratoria acuta grave (SARSCoV). Le ricerche sono proseguite e il 20 gennaio la National Health Commission (NHC) cinese ha scoperto la trasmissibilità da essere umano a essere umano del coronavirus.

Ma cosa rende questo virus così facile da trasmettere? Si è sentito parlare di diversi termini ed uno di questi, è ASINTOMATICO:che vuol dire? In pratica se hai preso il virus, senza avere sintomi visibili, sei un portatore alla massima distanza di 1 metro, vale a dire che se parli in un luogo chiunque è debole a livello immunitario, avrà una data probabilità di essere contagiato. Ecco perchè stanno isolando tutte le persone nel modo migliore possibile senza creare allarmismo(?) appena vedono dei sintomi simili alla influenza o febbre.

Giuseppe Conte a Palazzo Chigi: «Ci sono due casi confermati in Italia, Si tratta di due turisti cinesi che sono venuti nel nostro Paese a gennaio». Il presidente del Consiglio ha poi evidenziato: «Il ministro Speranza ha già adottato un’ordinanza che chiude il traffico da e per la Cina. Siamo il primo paese che adotta una misura cautelativa di questo genere». Attesi aggiornamenti nel corso delle prossime ore: non è escluso che vengano applicate ulteriori misure di prevenzione nei confronti di coloro che sono entrati in contatto con la coppia.

Avere il coronavirus non vuol dire che annuncia una morte anticipata: è una influenza grave che va  isolata e curata. La principale ragione non è quanto sta accadendo in Cina, ma quanto avviene in altri paesi», ha detto il capo dell' Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in una conferenza stampa a Ginevra. Il timore, ha spiegato, è che il coronavirus possa diffondersi in paesi con sistemi sanitari più deboli.

Cina, alcuni pazienti guariti. Diverse province e municipalità della Cina oggi hanno reso noto che altri pazienti infettati dal nuovo coronavirus (2019-nCoV) sono guariti e hanno lasciato gli ospedali in cui erano ricoverati. Nella provincia orientale cinese dello Jiangxi 4 pazienti sono guariti e sono stati dimessi, dopo altre tre guarigioni riportate in precedenza. 

​​​​​​​

Edward Luttwak, politologo, esperto di strategia militare con un passato al Pentagono, tra i tanti saggi scritti ne ha firmato, tempo fa, uno dal titolo Il risveglio del drago. La minaccia di una Cina senza strategia. Il Tempo, in edicola mercoledì 29 gennaio, lo ha intervistato sul coronavirus che sta spaventando il mondo. "I cinesi hanno laboratori militari ma non lavorano su un agente come questo coronavirus che non è molto letale, comparato ad altri agenti, e non è controllabile come sono altri agenti. Se distribuisci spore di antrace controlli la loro distribuzione. Sa, sono piccolissime, invisibili ma le puoi depositare, buttare da un aeroplano e nessuno se ne accorge. Ne mangi una, entra nel tuo corpo e fa qualcosa. Questo invece è un virus che può andare ad uccidere Xi Jinping. Questo coronavirus non lavora per il governo cinese, lavora per se stesso". Il suo suggerimento? "Gli esperti nel controllo di epidemie suggerirebbero di evitare il blocco dei movimenti, perché guando blocchi i movimenti delle persone finisci con il produrre il contrario, dei movimenti accelerati dal panico di restare chiusi dentro, in questo caso dentro una città. E così porti queste persone da condizioni controllate, dove conosci i loro indirizzi e tutto il resto quindi li puoi visitare - a situazioni dove scappano e si nascondano. E quando uno di questi in fuga si ammala non andrà all'ospedale perché lì sarebbe subito identificato: città, provenienza, eccetera. Quindi si nasconderà, rischiando di contagiare tutti. Il massimo che puoi fare è evitare che, se a Wuhan c'è una epidemia, la gente da fuori non si precipiti a Wuhan ma eviti di andarci. Aver fatto l'opposto di quello che hanno fatto avrebbe senso: per favore non venite a Wuhan! Ma bloccarli dentro comporta la moltiplicazione delle incertezze. In Occidente bisogna disinibirsi nel nostro dialogo collettivo con la Cina. Ci sono casi in cui rispettare la cultura altrui è un terribile errore. Questo concetto contemporaneo che bisogna rispettare la cultura di tutti è molto pericoloso nel caso cinese. Ci sono due temi verso i quali l'Occidente dovrebbe manifestare un disprezzo non stop.

Uno è l'intera medicina cinese che sta distruggendo le ultime tigri perché hanno questa idea di usare le ossa delle tigri per dei loro preparati. Una cretinata che sta distruggendo le tigri, le antilopi dell'Asia centrale ed una serie di altre creature che appaiono nella medicina cinese. La medicina cinese deve essere ridicolizzata e delegittimata perché sta distruggendo molte specie rare. I serpenti, per esempio, sono quasi scomparsi - e anche questo si lega alla medicina cinese - perché sono convinti che il sangue di serpente aumenti la virilità? Bisogna delegittimare la medicina cinese, è una cazzata. A Wuhan, come in tutte le città cinesi, c'è anche un mercato dove si vendono apertamente animali rari per essere mangiati. Nel caso di Wuhan vendevano i lupetti, piccoli lupi neonati e poi i pipistrelli e altro. In ogni città cinese vendono animali esotici, rari, che dovrebbero essere lasciati in pace. Bisogna esprimere disgusto per il fatto che loro mangiano animali perché come tutti sanno guando un virus salta all'uomo da un animale domestico è pericoloso ma meno di guando arriva all'uomo da un animale esotico. Perché l'animale domestico convive con l'uomo da migliaia di anni mentre quello esotico no, e non essendoci stata la convivenza è più pericoloso".

fonte

Coronavirus: il virus mondiale del 2020

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20 gennaio 2020 1 20 /01 /gennaio /2020 23:03

Il Taal è uno stratovulcano attivo situato nella regione di Calabarzon, provincia di Batangas, sulla costa occidentale dell'isola di Luzon, nelle Filippine. Il vulcano è costituito da un basso cono di tufo che sorge nel mezzo del lago Taal, all'interno di una grande caldera del diametro di 25 chilometri. A nord delle Filippine  a circa 70 chilometri dalla capitale Manila, in un'area metropolitana abitata da oltre 12 milioni di persone, vi è un'enorme caldera vulcanica con un diametro di oltre 20 km.
Praticamente per darvi un'idea dimensioni superano anche i nostri 
Campi Flegrei.

Un vulcano che, solo in questi ultimi giorni ha dato non poche preoccupazioni a migliaia di persone che abitano troppo vicino ad esso: il vulcano ha dato un tangibile segno di voler eruttare con una forza spaventosa. Il governo, ha dato ordine di abbandonare tutte le case e di non tornare per evitare vittime;  nonostante questo molte persone sono ritornate a prendere cose a casa o a dar da mangiare ai loro animali.

 

Secondo il governo filippino, l’eruzione avrebbe già provocato danni all’agricoltura, all’allevamento e alla pesca per oltre 53 milioni di euro. Le autorità hanno allontanato 50mila persone che abitavano in zone pericolose nelle province di Batangas e Cavite e ha allestito 200 campi per accoglierle. Intanto le città, i campi e le foreste attorno sono state completamente ricoperte di cenere. Il 14 gennaio la colonna eruttiva si è interrotta: ciò vuol dire che “questa fase di picco esplosivo è scemata”, ma l'eruzione è ancora in corso e “può evolvere in un'eruzione di tipo esplosivo, finire, o magari dare origine esplosioni violente di acqua e rocce (dette di tipo freatico) che possono andare avanti per un tempo lungo”, ha spiegato all'Ansa Piergiorgio Scarlato, dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Il fatto che sia stata decisa un'evacuazione di tipo preventivo “con un così alto numero di persone indica che un'evoluzione esplosiva di tipo Pliniano (come quella di Pompei nel 79 d.C.) è un'ipotesi reale, decisa su un principio di cautela”, ha detto ancora Scarlato.

 

In questo caso però l'impatto sarebbe ben maggiore dell'area di 25 chilometri quadrati evacuata e avrebbe ricadute “ben più ampie, per centinaia di chilometri. Basti pensare che nel raggio di 100 chilometri vivono 20 milioni di persone”.  I vulcani filippini sono autentiche bombe atomiche, che esplodono con una violenza inaudita: il più noto, nel 1991, è stato il monte Pinatubo, che dopo 500 anni, il 15 giugno, aveva sventrato una montagna in pochi secondi e le sue ceneri miste a pietre erano salite fino a 32 km di altezza, ricadendo poi e lasciando sul terreno un totale di 722 morti con 200 mila persone senza tetto. Non sappiamo ancora se il vulcano Taal entrerà nella storia delle catastrofi, speriamo proprio di no.

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26 dicembre 2019 4 26 /12 /dicembre /2019 23:47

DVB-T2: entro il 2022 milioni di persone dovranno sostituire il TV o acquistare un decoder per il passaggio ai nuovi standard. Ecco cosa cambia.

Con il passaggio al nuovo digitale dovrò cambiare il televisore? Questa la domanda che in molti si staranno ponendo in vista del prossimo switch off.

Si inizia il 1° gennaio 2020: a partire da questa data tutti i canali DTT inizieranno ad abbandonare l’attuale standard di codifica MPEG-2 per passare all’MPEG-4, ossia quello che ad oggi viene usato solo per i canali HD. Il nuovo standard DVB-T2, infatti, grazie al codec di compressione video HEVC/H.265, permetterà di vedere tutti i canali TV gratuiti fino a 4K Ultra HD.

 

Questo significa che per sintonizzarsi sulle nuove frequenze i TV senza supporto MPEG-4 dovranno essere sostituiti. In alternativa si potrà acquistare un nuovo decoder DVB-T2 esterno in grado di ricevere il segnale con la nuova codifica. A stabilirlo sono le normative europee per l’“Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G”.

Per agevolare questo passaggio, lo Stato ha predisposto un bonus TV. Attivo dal 18 dicembre 2019 fino al 31 dicembre 2022, consiste in uno sconto fino a 50 euro applicato dal rivenditore al momento dell’acquisto di un TV, decoder DVB-T2 e apparecchiature per il cavo (come TivùSat). Basta presentare dichiarazione sostitutiva contenente: nucleo familiare, reddito ISEE fino a 20.000 euro e attestazione che i componenti dello stesso nucleo non hanno già usufruito del bonus.

Nuovo DVB-T2: chi deve cambiare il TV

Per sapere se dovrete sostituire il televisore vi basta sintonizzarsi a un canale HD, come per esempio 501 (Rai Uno HD) o 502 (Rai Due HD).

Se prende vuol dire che il vostro TV supporta il nuovo formato e non ha bisogno di essere rimpiazzato né affiancato da un apparecchio esterno.

Gli italiani che possiedono un televisore considerato obsoleto possono stare tranquilli, almeno per un primo periodo. Fino al 2020, infatti, continueremo a vedere la TV come sempre. Dopodiché ci sarà lo switch off (ovvero lo spegnimento delle trasmissioni attuali) e i dispositivi dovranno essere o sostituiti con TV standardizzati o collegarli a un decoder esterno.

Per il settore console non cambierà niente. Si è parlato, infatti, dell’eventualità, per XBox One e PS4, di gestire i nuovi codec tramite software e senza acquistare nuove versioni dotate di questi standard, ma in questo caso parliamo di pacchetti hardware/software più potenti e flessibili di quelli della media delle TV attuali.

Sostituire TV per passaggio a nuovo digitale: cosa cambia

Per il 30 giugno 2022, però, gli italiani dovranno adeguarsi e passare anche al nuovo sistema DVB-T2, altrimenti non potranno vedere le normali trasmissioni.

Lo spegnimento delle attuali trasmissioni digitali terrestri e lo switch off al DVB-T2 è dovuto al restringimento delle frequenze delle trasmissioni TV con la cessione al 5G della banda 700 stabilita dall’UE. Si parla di 40 milioni di televisori che necessiteranno la sostituzione con un modello di nuova generazione, e il processo sarà simile a quello già vissuto nel 2012 con il passaggio dall’analogico al digitale. Lo switch off al DVB-T2, però, sarà graduale e non avverrà in tutta Italia con le stesse tempistiche.

 

Ricordiamo che dal 1° gennaio 2017 la vendita di “vecchie” TV sprovviste di DVB-T2 e/o codec HEVC non è più consentita, a meno che non venga fornito un decoder esterno in bundle con le caratteristiche imposte dalla legge, e che i televisori in questione siano stati acquistati dal rivenditore prima di luglio 2016.

L’obiettivo del Governo è quello di attuare un aggiornamento forzato dell’hardware in previsione di un passaggio definitivo allo standard DVB-T2 HEVC che avverrà tra il 2020 e il 2022. Per questo motivo le nuove TV sono tutte Future Proof.

Cosa sono DVB-T2 e HEVC

I veri televisori Future Proof, ossia a prova di futuro, sono quelli dotati di tecnologia DVB-T2 e HEVC. Ma cosa significa? Cosa sono il DVB-T2 e l’HEVC?

Il DVB-T2 è il nuovo standard del digitale terrestre che andrà a sostituire la versione attuale, il DVB-T (quella che nel 2012 subentrò alla TV analogica). Insieme al codec di nuova generazione, il DVB-T2 ci permetterà di godere di una migliore qualità video, e più alta definizione dell’immagine, con un uso più efficiente e stabile delle frequenze e minor rischio di interferenze.

Quale TV comprare?

Il consiglio per chi è intenzionato ad acquistare un TV (specie se di seconda mano) è di assicurarsi che l’apparecchio disponga di tuner DVB-T2 e di decodifica HEVC. Delle due caratteristiche solo la prima, seppure meno rilevante, è riportata nella scheda tecnica, mentre l’HEVC non appare quasi mai sui siti di retailer. Questa è la scelta più opportuna per non incorrere in eventuali problemi con la visione dei contenuti TV in futuro.

 

In ogni caso la lista dei televisori e decoder compatibili che si possono comprare con il bonus TV 2019 sarà presto disponibile sul sito del MiSe.

fonte

 

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