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8 settembre 2012 6 08 /09 /settembre /2012 23:18

La decisione della Bce di comprare i titoli di stato dei paesi in crisi da spread ha diviso l’Europa. Se nel Sud dell’Unione europea si festeggia per la discesa del costo del debito, già arrivata sui mercati internazionali, nella parte settentrionale lo scetticismo regna sovrano, prodromo di possibili, nuove rotture.

SUD ESULTA - Die Welt dedica un lungo approfondimento dedicato alla reazione presa dalla stampa europea alla svolta di politica monetaria intrapresa dalla Banca centrale europea. I toni di giubilo vengono sottolineati per quanto riguarda i media italiani, che esprimo la stessa soddisfazione visibile anche sui quotidiani iberici. La Spagna è il vero grande malato d’Europa, visto che il suo peso economico – quarta economia dell’eurozona – e la sua crisi profonda, con un sistema bancario prossimo al collasso, rendevano le sue difficoltà preoccupanti per la stessa permanenza dell’unione monetaria. Il governo Rajoy deve ancora decidere se accedere al programma di salvataggio previsto dai fondi salva euro, ma le condizioni alle quali dovrà eventualmente aderire permetteranno l’intervento della Banca centrale europea. I maggiori commentatori iberici hanno plaudito alla svolta di Draghi, che ha regalato un po’ di sollievo sui mercati internazionali ai bond spagnoli. Il paese è stato appena scosso dal preannunciato aumento dell’imposta sul valore aggiunto, una delle tante misure di austerità che rendono ancora più difficile la gestione della recessione scoppiata prima con la crisi del settore immobiliare, e poi con le difficoltà del governo iberico a rifinanziare il proprio debito. Ecco perché da Madrid è partito un coro unanime in favore di Draghi, simile a quello che si è registrato anche in Portogallo. Meno consenso è invece arrivato dal grande malato dell’euro, la Grecia, che in questi giorni riceverà la valutazione finale della Troika necessaria alla concessione del nuovo maxi prestito.

NORD PERPLESSO - Con l’eccezione dell’Irlanda, l’intera crisi dei debiti sovrani ha avuto svolgimento nella parte meridionale dell’Unione monetaria. L’ombra dell’eurocrisi si è abbattuta anche sulla Francia, ma il governo transalpino ha sempre potuto contare finora su un costo del debito assolutamente sostenibile, nonostante fondamentali economici piuttosto deboli, sul fronte della crescita, dell’indebitamento e dell’occupazione. La classe politica francese, in particolare la sinistra al governo, ha però benedetto la svolta di Draghi, dato che da sempre l’intero establishment transalpino propone un diverso ruolo dell’istituto centrale comunitario, meno legato al rigido monetarismo della Bundesbank. Dai Paesi Bassi, fondamentale alleato sul fronte del rigore della Germania conservatrice, sono arrivate invece voci molto più critiche, nonostante tra Amsterdam e Rotterdam le perplessità sull’euro siano invero numerose. Ma l’opinione pubblica olandese, specie quella di orientamento conservatrice, è scettica sopratutto per quanto riguarda la convivenza con i partner meridionali, ed è ancora fedele all’orientamento prevalente in Germania. La campagna elettorale in corso nei Paesi Bassi sta evidenziando in questo momento una ripresa dalla sinistra riformista del partito laburista, che è sì favorevole ad un’Europa meno rigida nella promozione di misure di rigore, ma che non propone una cura radicalmente alternativa. Maggiore delusione è invece stata espressa dai liberali che in questo momento esprimono il premier Mark Rutte, e che potrebbero ancora confermarlo. Rutte è sempre stato in questi due anni il più fedele alleato della Merkel, ed anche in merito alle decisioni di Draghi ha espresso un parere molto simile alla Cancelliera. La Bce ha preso la giusta via, ma se mai intervenisse in favore di Spagna ed Italia, le condizioni devono essere estremamente rigorose.

GERMANIA INQUIETA - La stampa conservatrice tedesca si è scagliata contro la Banca centrale europea, ritenuta colpevole di aver firmato un “assegno in bianco” ai Paesi indebitati della zona euro decidendo di acquistare i loro titoli di Stato, mentre alcuni membri della maggioranza di governo hanno minacciato d’intraprendere azioni legali per bloccare gli acquisti. La cancelliera Angela Merkel ha dato il suo tacito assenso alla nuova strategia della Bce, sostenendo che questa è un modo di dare tempo ai Paesi come Spagna e Italia, impegnati a implementare dure riforme. Ma le voci di dissenso di una piccola ma molto rumorosa minoranza di euroscettici nel governo di centro destra da lei guidato e le critiche di influenti media conservatori tedeschi mettono in evidenza i rischi politici cui è esposta la Cancelliera a un anno dalle elezioni.”Assegno in bianco per gli Stati pieni di debiti” ha titolato il popolare quotidiano ‘Bild’, duramente contrario al salvataggio della Grecia e degli altri Paesi in difficoltà finanziarie, secondo cui la mossa della Bce potrebbe portare al ‘kaputt’ dell’euro. “Draghi ha fatto scattare l’allarme per la Germania”, è il titolo del quotidiano conservatore ‘Die Welt’. Diversi deputati della maggioranza di Angela Merkle hanno minacciato azioni legali per bloccare il programma, che si sommano ai 37 mila cittadini tedeschi che hanno querelato per incostituzionalità la legge che istituisce il fondo salva euro Esm.

EUROPA SPACCATA - Nord contro Sud è un tema ricorrente della storia europea, che suona molto conosciuto anche alle nostre latitudini. La Bce è accusata di favorire gli stati che hanno sprecato e non vogliono fare i sacrifici, una tesi certo poco corrispondente alla natura sistemica della crisi, ma che rimane molto popolare in ampi settori dei cittadini dell’Europa settentrionale. La Finlandia, il cui governo arrivò a chiedere la garanzia del Partenone per dare il via libera agli aiuti alla Grecia, è stata in questi anni paradigmatica, con le forze progressiste al governo restie a proporre misure che assomigliassero al sostengo degli spendaccioni meridionali. L’Europa rimane dunque ancora divisa sopratutto sull’interpretazione della crisi, che porta ad un conseguente dissenso sulle misure per risolverla. Il bazooka di Draghi ha sì comprato tempo, ed ha creato un utile sistema di difesa della moneta unica, il cui collasso da fantascientifico era diventato sempre più probabile nel corso di questi mesi di recessione profonda. La prossima battaglia si giocherà sulla condizionalità degli interventi della Bce. Il fronte del Nord chiederà misure durissime di risparmio per dare il via libera agli acquisti sui mercati della Banca centrale , con la assai probabile contrapposizione degli esecutivi in difficoltà. Uno dei tanti motivi per i quali l’eurocrisi è ancora assai lontana dall’essere risolta.

  Grilli: lItalia non ha bisogno del piano antispread

Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli ha affermato che l'Italia non ha bisogno e non intende accedere al meccanismo antispread messo in campo dalla Bce. "Lo abbiamo già detto tante volte, la nostra opinione non è cambiata, in questo momento riteniamo di non aver assolutamente bisogno del programma antispread". E poi prosegue: "Sicuramente i risultati li stiamo ottenendo, ma non possiamo ancora ritenerci soddisfatti".  Il governo condivide l'analisi della Banca centrale europea e la "strategia" proposta dall'Eurotower che ha avviato un percorso su "due strade interdipendenti".  Dall'altra, ha proseguito, vi e' "uno sforzo collettivo anche attraverso le misure che la Bce ha deciso" per la stabilizzazione. L'Italia non intende per ora accedere al meccanismo antispread messo in campo dalla Bce. "Lo abbiamo già detto tante volte, in questo momento riteniamo di non aver assolutamente bisogno" del programma antispread, ha aggiunto Grilli.

In merito agli aiuti "la nostra opinione non è cambiata, come avete sentito dal presidente del consiglio - ha ribadito il ministro dell'economia -, noi in questo momento riteniamo di non aver assolutamente bisogno". "Non abbiamo in programma - ha ribadito con un gioco di parole - di chiedere il programma".

I risultati ci sono ma non siamo ancora soddisfatti
"Sicuramente i risultati li stiamo ottenendo, ma non possiamo ancora ritenerci soddisfatti". Così il ministro dell'Economia Vittorio Grilli commenta il lavoro del governo e la situazione dell'Italia ancora in un momento di crisi. "Siamo sulla buona strada, ma c'è ancora da fare, le difficoltà sono evidenti a tutti", ha aggiunto parlando a margine del workshop Ambrosetti.

fonte

 

 

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2 settembre 2012 7 02 /09 /settembre /2012 21:59

A nessuno piace la situazione nella quale ci troviamo: pagare ulteriori tasse sulla già logorata situazione familiare non regala certamente soddisfazioni su un operato che difficlimente riesce a sollevare l' Italia, dalla sua scomoda posizione debitrice: la seconda rata dell' IMU, con due diagrammi può farci comprendere, quanto dovremo elargire per il mese di settembre: 

imu saldo dicembre

imu rata settembre

Ebbene, il termine di scadenza per il pagamento della seconda rata è fissato al 17 settembre. In realtà la scadenza esatta sarebbe quella del 16 settembre che però è una domenica e slitta così al primo giorno lavorativo successivo.

È quanto dovranno aspettarsi a settembre i proprietari di immobili locati è di almeno l' 80% in più rispetto all' acconto, in sede di versamento del saldo dell'Imu (per chi ha scelto di pagare in due rate). Secondo i calcoli effettuati dall'Ufficio studi della Confedilizia, l'applicazione della maggiore aliquota deliberata dai vari Comuni, rispetto a quella base uniformemente adoperata per la prima rata e pari al 7,6 per mille.

Se la prima rata infatti era stata uniformata su una base del 7,6 per mille, la seconda rata a saldo avrà un costo di molto maggiore. L'aumento viene imposto anche dall'aumento stesso dell'aliquota, dall'aumento del 60% su base imponibile per via della variazione del moltiplicatore da applicare alla rendita catastale. Lo studio cita gli esempi di città come Roma, Perugia e Napoli dove la seconda rata subita un'aliquota del 10,6 per mille quindi un aumento rispetto alla prima rata del 79%. Si fa l'esempio di un immobile categoria A/2 che ha rendita catastale di 787,60 euro: la prima rata era di 503 euro la seconda toccherà i 900 euro. Totale: 1403 euro di Imu. Per la stessa abitazione una rata di Ici era invece pari a 190 euro. In città come Milano, Torino e Trieste invece, dice sempre lo studio, si pagherà di meno. Il comune infatti ha scelto una aliquota di base del 7,6 per mille: in tal caso per un immobile in affitto calmierato si è pagato 560 euro per la prima rata e si pagherà 399 per la seconda (per un immobile di rendita catastale pari a 877,98 euro). La situazione peggiore è per chi applica i contratti cosiddetti liberi. Secondo Confedilizia la seconda rata avrà aumenti pari al 79% a Roma, Napoli, Torino, Bologna, Genova, Venezia e Perugia. Qui l'aliquota scelta dai comuni è del 10,6 per mille. Aumento ci sarà anche a Milano seppure del 53% (qui l'aliquota è del 9,6 per mille). La città pesa peggio è quella di Bologna.
Intanto, un'elaborazione dei Caf Cisl dei dati relativi ai versamenti effettuati da 1.2 milioni di lavoratori e pensionati per quanto concerne l'acconto dell'Imu sulla prima casa evidenzia che il poco lusinghiero primato di spesa va ai romani, con una media di 170 euro a proprietario contro gli 80 di quella nazionale, pari a un considerevole +102%. Ma gli abitanti della Capitale sono (purtroppo) in buona compagnia: a Bologna e Genova, infatti, si sono pagati 140 e 107 euro, rispettivamente il 67% e il 27% in più della media.

 

 

 

 All'opposto la situazione di Palermo, dove la spesa per la prima rata è stata mediamente di 54 euro, che equivale a un -36%.

 Capoluoghi di provincia tartassati anche sulle seconde case (affittate e non), con un esborso di 265 euro contro i 161 del resto d'Italia, pari al +65% rispetto alla media nazionale. Nella specifica 'classifica', al primo posto c'è ancora una volta Roma (325 euro), seguita da Bologna (309), Milano (224), Genova (217), Napoli (206) e Palermo (168).

 Infine, una curiosità. Nonostante la possibilità introdotta sul filo di lana di pagare l'Imu per la prima abitazione in tre rate anziché due, solo l'1.6% degli italiani che si sono rivolti ai Caf ha scelto questa opzione. Il motivo? Presto detto. Nel primo caso l'acconto medio era di 81 euro, mentre nel secondo di 229.

Come si calcola la base imponibile per l'IMU?

La base imponibile si calcola prendendo la rendita catastale di inizio anno rivalutata del 5% e moltiplicandola per un indice diverso a seconda dei casi: per le abitazione e cioè per tutti i fabbricati classificati con la lettera A (tranne A 10 che identifica gli uffici), questo coefficiente è 160. Anche per le pertinenze di casa come cantine o box auto, contraddistinti dai codici C/2, C/6 e C/7 il coefficiente è 160.

Per gli uffici (A10) è invece 80.

Le aliquote dell'imposta IMU

L'aliquota ordinaria è pari allo 0,76% e i Comuni possono aumentare o diminuire questa aliquota fino a 0,3 punti percentuali. Anche 0,4 nel caso di immobili locati.

Per la prima casa, o meglio per l'abitazione principale, l'aliquota è un po' più bassa, pari allo 0,4% e i Comuni possono modificarla dello 0,2%. In pratica l'IMU sulla prima casa può andare da un minimo dello 0,2% ad un massimo dello 0,6%.

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1 settembre 2012 6 01 /09 /settembre /2012 22:39

Come elimnare le farfalline del cibo 

Questo genere di farfalline, sono la piaga che in milioni di famiglie si ritrovano a condividere nelle proprie case:non sono dannose per l' uomo ma per ogni genere alimentare che mettiamo nelle nostre dispense,diventa un problema: possiamo ritrovarci ad avere confezioni di cibo, con strani filamenti al loro interno, come nei grissini, confezioni di savoiardi ancora chiuse, pane,pasta, farina, con l' interno occupato da queste farfalline: in quel caso vuol dire che sono state depositate le uova, le quali si sono a loro volta trasformate in larve.Come è possibile?

Attenzione alle farfalle nella dispensa

 Le loro uova, vermicelli e facilità di crearsi un loro habitat ideale in ogni luogo, le rendono molto fastidiose e se non vengono prese serie decisioni in merito, ci si ritrova ad averle nei muri, negli abiti e... nelle confezioni alimentari. Cosa fare per non ritrovarsele più?

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Questo genere di lepidotteri, le famose tarme indiane o  tarme degli alimenti principalmente sono "plodia interpunctella" (tignola fasciata del grano), hanno più facilità a crescere in ambienti caldi e protetti dal freddo, quindi anche in stagione autunnale e invernale, per loro non fà differenza. Per eliminare questi insetti bisogna seguire una serie di utili consigli ed accorgimenti. Le farfalline del cibo compaiono all’improvviso nelle nostre dispense, spesso senza un motivo apparente. In realtà, capita che le larve di questi animali siano già presenti nelle confezioni degli alimenti che acquistiamo.

Se notate vermi strani sul soffitto del muro, specie in angoli, sono già infiltrati nella vostra sfera familiare: se vedete questi vermi come nella foto...non potrete sbagliare.

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Per prevenire la comparsa di questi fastidiosi insetti, come prima cosa, occorre prestare molta attenzione ai prodotti che acquistiamo. In particolare, la nostra attenzione deve essere rivolta ad evitare di acquistare alimenti le cui confezioni risultino rotte oppure aperte (anche se solo parzialmente).Il problema è che i piccoli insetti vanno ad infestare la farina, il riso, la pasta, il cacao e quant’altro si trova all’interno di una dispensa. Per eliminare questi insetti un altro utile accorgimento riguarda la conservazione degli alimenti. I cereali, la pasta, la frutta secca e la farina devono essere riposti preferibilmente in contenitori a chiusura ermetica.

 

Non pensiate comunque di aver risolto il problema con i contenitori, queste farfalline sono una sorprendente miniera di sgradite sorprese. Bucano la pasta cruda (per nutrirsene e per farci un riparo
per impupare), bucano la plastica e l'alluminio sottile se fanno da ostacolo al loro passaggio. Una piccola nota su dove possono anche infiltrarsi: se comprate bustine del thè, specie in erboristeria, controllatele subito e mettete le votre tisane in contenitori di vetro, si possono insidiare anche li dentro.
 Infine, per eliminare le uova degli insetti, occorre pulire periodicamente la dispensa con una soluzione di acqua e aceto bianco oppure acqua e ammoniaca. Passiamo ora sul come eliminare il prblema per sempre:

 

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1   Le foglie di alloro sono molto semplici da utilizzare,per non farle avvicinare agli alimenti: qualche foglia di alloro fresche facilmente reperibile nei supermercati o nelle piante stesse, da mettere all' interno delle dispense, sono un metodo valido per dargli problemi di salute. La cosa certa è che periodicamente, si può fare un' accurata pulizia della dispensa, con i metodi sopraindicati per evitare di riaverle in compagnia.

2  Potete anche provare con piccoli contenitori con dell' olio utlizzato per cotture  all' interno dei mobili, in modo che possano arrivare comodamente al suo interno, rimanere intrappolate dall' olio e sbarazzersene nei giorni seguenti.

3  Un utile rimedio naturale per allontanare e per eliminare le farfalline del cibo consiste nel posizionare nella dispensa piccoli ritagli di stoffa imbevuti di olio di lavanda.

4  Per prevenire e contrastare la comparsa e la proliferazione di questi e di altri insetti, molto utili ed efficaci sono anche le strisce adesive o foglietti vendibili singolarmente, che si attaccano all’interno dei mobili ed attirano questi sgraditi ospiti.

5  Anche delle foglie di noce avvolte in della carta pergamena rappresentano un rimedio efficace per allontanare e per eliminare questi insetti in casa.

 Lasciate stare le bucce di arancia con i chiodi di garofano...possono andare bene ma dovete sostituirle sovente.

Finora comunque la più utilizzata è il foglietto adesivo, dato che dura dei mesi e ogni spazio libero che rimane, viene occupato da una nuova farfallina.

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19 agosto 2012 7 19 /08 /agosto /2012 16:38
      Il prossimo satellite del sistema di navigazione europeo Galileo ha raggiunto lo spazioporto europeo in Guyana per iniziare l'ultima fase di preparazione al lancio, al momento programmato per ottobre.

Il prossimo satellite del sistema di navigazione europeo Galileo ha raggiunto lo spazioporto europeo in Guyana per iniziare l’ultima fase di preparazione al lancio, al momento programmato per ottobre.

Alloggiato in uno speciale container climatizzato, il satellite ha lasciato gli stabilimenti di  Thales Alenia Space Italy, presso Roma, la sera di lunedì 6 agosto, diretto all’aeroporto di Fiumicino. Qui il satellite è stato imbarcato a bordo di un Antonov 124-100; decollato alle 23:15 CEST ha compiuto la traversata oceanica durante la notte, facendo tappa a Tenerife (03:50 CEST) per il rifornimento di carburante.
L’aereo è atterrato all’aeroporto di Cayenna in Guyana Francese alle 7:55 locali (12:55 CEST) di martedì 7 agosto.
Il satellite è stato accompagnato nel viaggio da quattro persone di TAS, un rappresentante di Astrium, un rappresentante di ESA, insieme ad un gruppo di tecnici specializzati che seguiranno le ultime fasi di preparazione al lancio.
Subito dopo l’arrivo il satellite è stato sposto al Guyana Space Centre.

Il terzo satellite Galileo In-Orbit Validation viene scaricato dall’Antonov 124-100 presso l’aeroporto di Cayenna, nella Guyana Francese, il 7 agosto 2012.

Antonov 124-100.

Il container climatizzato nella stiva dell’Antonov 124-100.

I prossimi satelliti Galileo ‘In-Orbit Validation’ (IOV), il terzo e il quarto rispettivamente, verranno lanciati a bordo di un Soyuz ST-B il prossimo ottobre. Una volta in orbita (MEO) raggiungeranno gli altri due satelliti della costellazione lanciati lo scorso anno.

Il lancio di ottobre sarà essenziale per il programma Galileo, in quanto completerà la costellazione di satelliti necessaria per la fase IOV, permettendo di raggiungere lo stato di operatività base.

Dopo aver raggiunto gli obiettivi della IOV potrà iniziare la fase di preparazione per raggiungere la piena capacità operativa del sistema.

I primi 22 satelliti FOC (Full Operational Capability) sono in costruzione presso  OHB in Germania, responsabile delle piattaforme e dell’ultima parte dell’integrazione dei satelliti, e presso la Surrey Satellite Technology Ltd in UK, responsabile dei payload.

I primi quattro satelliti Galileo IOV sono stati costruiti dal consorzio guidato da EADS Astrium, dove Astrium Germany è stata responsabile della piattaforme, Astrium UK del payload.

 

 

 

Fonte: ESA

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5 agosto 2012 7 05 /08 /agosto /2012 08:40

Dallas, il ritorno della storica serie TVI personaggi che hanno contraddistinto una generazione di appassionati delle serie televisive, ritorneranno nel prossimo autunno, sugli schermi di canale 5: chi se la ricorda? Probabilmente solo qualche milione di persone che per degli anni hanno seguito in modo fanatico questa serie, nel 1991 hanno avuto molto amaro in bocca per la sua chiusura. Pensare che la serie era iniziata nel 1978! I pareri del suo ritorno sono piuttosto chiari però: a quanto pare non tutti vedono di buon occhio un continuo che viene taggato come '' superato'' e quindi di pochissimo interesse.

Larry Hagman (J. R. Ewing), Linda Gray (Sue Ellen Ewing) e Patrick Duffy (Bobby Ewing), sono i personaggi chiave della nuova serie e gli anni trascorsi si vedono chiaramente sui volti dei vecchi e storici colossi delle ricchezze.il ranch di South Fork vedrà anche molti nuovi volti, tra cui Josh Henderson e Jesse Metcalfe visti in Desperate Housewives, ma anche Jordana Brewster e Julie Gonzalo. A proposito del nuovo progetto Linda Grey ha dichiarato entusiasta “Si è preso un diamante e lo si è lucidato.La rivalità fra i ricchi petrolieri texani J.R (Larry Hagman) e Bobby Ewing (Patrick Duffy) -fratelli di opposta moralità - prosegue attraverso i loro figli. Li avevamo lasciati bambini nel 1991, alla fine della tredicesima stagione, li ritroviamo ovviamente adulti: Christopher (Jesse Metcalfe), il figlio adottivo del buon Bobby e della compianta Pamela, ha ereditato la sensibilità paterna e ama, in particolare, il ranch di famiglia; John Ross (Josh Henderson), invece, è avido, diabolico e interessato al petrolio come J.R., suo padre.
 

Per il momento sono previsti 10 episodi;solo il giudizio dell' audience potrà dare una reale stima ed il responso di pubblico e critica. Mentre nel primo caso ancora mancano dati certi, nel secondo possiamo già tirare le somme: la media dei voti è sopra la sufficienza.

Non tutti sono però convinti: il Miami Herald, per bocca di Glenn Garvin, osserva che "il nuovo Dallas è una consapevole sagra del trash, con infinite sequele di tradimenti, scontri, riconciliazioni e ancora tradimenti".

USA Today e l'Hollywood Reporter ci vanno con la mano pesante. Nel primo caso, Robert Bianco scrive che "puoi trovare mummie più fresche di queste reliquie incrostate di fango e che non hanno la minima idea di quanto i loro cervelli siano vuoti". Tim Goodman dell'Hollywood Reporter è altrettanto severo: "Dallas è terribile... è scritto male, pieno di ovvietà, gli attori sono comici e nessuna di queste cose benefica in alcun modo della regia".

Dallas stia tornando con un tempismo perfetto dato che oggi sono diventati adulti i bambini della serie originale. Ci sono tante cose belle nello show: c’è la rivalità fra Chistopher e John Ross, ci sono i triangoli amorosi, c’è tanto pepe qua e là. Credo che, da quando siamo partiti tanti anni fa, Dallas sia sempre migliorato di anno in anno. Non so cosa accadrà di sicuro in questo nuovo show, ma  ci saranno nuovi momenti magici e che la storia possa vivere un senso di continuità col passato”.

 Aspettiamo di vedere gli episodi e daremo le nostre opinioni!

 

 

 

 

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2 agosto 2012 4 02 /08 /agosto /2012 20:06

Girando in rete ho trovato questo bell'articolo, e l'ho voluto riportare per rendere omaggio a chi l'ha scritto e per farlo conoscere ai nostri lettori! Complimenti Giuseppe Bresciani! Davvero molto significativo!

Di Giuseppe Bresciani

 

Tre esploratori pleiadiani atterrano con la loro astronave in Italia, in un luogo semideserto. Indossano comuni abiti civili, raggiungono una grande città e s’intrufolano in mezzo alla gente per sentire che aria tira. Va da sé che i pleiadiani, altrimenti noti come nordici per i loro tratti antropomorfici (sono alti all’incirca 2 m., hanno gli occhi azzurri e i capelli biondi) riescono a celare la loro natura aliena e tutt’al più sono scambiati per turisti scandinavi. Ognuno dei tre prende una direzione diversa per ritrovarsi alcuni giorni dopo, confrontarsi e tirare le somme.
Il primo, chiamiamolo Candido, segnala che in Italia si usano strane cortesie agli uomini politici. Testimonia d’avere visto in un supermercato una senatrice di nome Finocchiaro che faceva la spesa insieme alle sue tre guardie del corpo, una delle quali spingeva il carrello, di avere scoperto che Roberto Formigoni, Presidente della regione Lombardia da ben 17 anni, si concede vacanze d’oro pagate dagli amici riconoscenti, che un certo “Trota” Bossi ha ripetuto l’esame di maturità tre volte ma ci ha messo un fiato per imparare l’albanese e laurearsi a tempo di record a Tirana, che i partiti sono finanziati dai cittadini cui lo Stato impone il prelievo forzato del sangue sotto forma di tasse, disservizi e controlli esasperanti, che lo Stato potrebbe tagliare 300 miliardi di € di spese inutili ma non lo fa perché se no i cittadini si domanderebbero: “Adesso ce lo venite a dire?”, che le carte rubate in Vaticano parlano del IV segreto di Fatima, ovvero del patto segreto fra lo Stato e la Chiesa Cattolica per dividersi il bottino. In sostanza, Candido relaziona ai colleghi che in Italia la situazione politica è drammatica e ipotizza che è in atto una gravissima crisi istituzionale.
Il secondo esploratore pleiadiano, tale Catone, racconta di avere visto cose che mai si sarebbe immaginato di scoprire sul pianeta azzurro: uomini che violentano donne in pieno giorno, sotto lo sguardo indifferente dei passanti, bambini che sono molestati dai loro educatori e dai preti, calciatori milionari che truccano le patite per arrotondare il salario e magari spendere il denaro guadagnato illegalmente per acquistare una Ferrari, gente che si rovina per il gioco d’azzardo e gente che rovina altra gente bisognosa per il solo fatto di avere concesso un prestito, e ancora… gente che ruba a più non posso, distrugge la natura senza remore, calpesta i diritti dei più deboli (compresi gli animali), impone la menzogna, la prevaricazione e il caos, fa di tutto per distruggere e se ne compiace. Insomma, uno schifo, sicché – dice Catone – è indubbio che l’Italia versa in una crisi morale e dei valori senza precedenti.
Per ultimo si esprime Stakanov, il terzo astronauta proveniente dalle Pleiadi. Egli racconta che non c’è lavoro e che i giovani sono ormai rassegnati, gli stipendi sono fermi ai tempi delle vecchie lire e i soldi non bastano per arrivare a fine mese, gli imprenditori e gli artigiani si suicidano per la disperazione, i poveri sono sempre più poveri e i ricchi assomigliano sempre più ai grassi personaggi dipinti da Botero – per cui capisci che l’Italia è il Paese degli anti Robin Hood, giacché si ruba ai poveri per dare ai ricchi –le banche sono gestite dai draconiani (ndr: gli extraterrestri cattivi), lo Stato è un mostro onnivoro ed esercita una sorta di ius primae noctis sul cittadino, che viene sodomizzato con finezze degne del Kamasutra ma con la differenza che ciò non accade una sola volta, la prima, ma dal momento in cui gli viene assegnato il codice fiscale fino alla fine dei suoi giorni e oltre, in attesa della sua reincarnazione. Stakanov conclude che in Italia c’è una crisi economica stratosferica e che la gente è stanca, arrabbiata, delusa, depressa.
I tre esploratori pleiadiani concordano che occorre relazionare al Gran Consiglio della Federazione Galattica che il Paese è in pericolo e senza speranza. Detto, fatto. Candido comunica l’esito dell’esplorazione attraverso il sistema di comunicazione olografico e pochi istanti dopo riceve la risposta da parte del Consiglio. Legge con stupore queste parole: "Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è l’incompetenza. Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla".
Candido scopre che queste parole furono scritte da un terrestre di nome Albert Einstein. Il Consiglio incarica Candido, Catone e Stakanov di continuare la loro missione sulla Terra, consistente ora nel diffondere le parole di Einstein. I tre esploratori obbediscono e s’alzano in volo nei cieli del Bel Paese tracciando scie di vapore che disegnano questa frase: “La vera tragedia è non lottare per superare la crisi”. Volano dalle Alpi fino a Lampedusa, dalla Valle d’Aosta fino alla punta del Salento, e ovunque inviano il messaggio agli uomini di buona volontà, che sono ancora tanti e più determinati della feccia scellerata che ha messo in ginocchio l’Italia per troppa avidità, arroganza e stoltezza. I pleiadiani tracciano anche un grande cerchio nel grano raffigurante una figura geometrica in rotazione. Essa suggerisce che il divenire delle cose non dipende dal caso ma dalla nostra determinazione.
In definitiva, la crisi può essere combattuta e vinta.

PS: Ringrazio il mio commercialista – un amico, prima d’essere un consulente – per avermi fatto conoscere le parole di Einstein, che mi hanno ispirato a scrivere questo breve testo. È l’osservatore che crea la realtà, intuì Einstein. Non dimentichiamoci, dunque, che tutto è relativo: il tempo e lo spazio sopra ogni altra cosa. Nemmeno la crisi può eludere questa legge. Passerà anche questa volta e saremo più forti, forse più responsabili e attenti.

 

 

FONTE :  http://www.giuseppebresciani.com/2012_05_01_archive.html

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18 luglio 2012 3 18 /07 /luglio /2012 11:21

Cosa è prima di tutto, GREEN HILL?

è un’azienda situata a Montichiari (Brescia) che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. Da questo allevamento più di 250 cani ogni mese finiscono negli stabulari, tra le mani dei vivisettori e sui tavoli operatori. Cani nati per morire e condannati a soffrire, scelti appositamente in base alla loro resistenza, al loro pelo,alla loro loquacità.. Ritenuto da molti animalisti come un lager, concepito solo per uccidere animali in nome della scienza, subisce un colpo memorabile. Il Corpo forestale dello Stato, ha chiuso la struttura per reati di vario tipo, la nota "Green Hill" .Dentro i 5 capanni di Green Hill sono rinchiusi fino a 2500 cani adulti, più le varie cucciolate. Un lager per animali fatto di capanni chiusi, asettici, senza spazi all’aperto e senza aria o luce naturale. File e file di gabbie e luci artificiali e un sistema di  areazione sono l’ambiente in cui crescono questi cani, prima di essere caricati su un furgone e spediti nell’inferno dei laboratori

    LA BRAMBILLA LO DEFINISCE LAGER: ADESSO FACCIAMO FINIRE LA VIVISEZIONE 

Per oggi, gli animalisti possono essere soddisfatti di ciò che è successo e ritenere di aver vinto una battaglia.Alle operazioni di ispezione e sequestro della struttura, disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Brescia, partecipano circa 30 forestali appartenenti ai Comandi provinciali di Brescia, Bergamo e al Nucleo Investigativo per i Reati in danno agli Animali (NIRDA). Presente anche personale della Questura di Brescia. Immediate le reazioni di Legambiente e della Lega AntiVivisezione che hanno sottolineato l'importanza di accelerare i tempi sulla norma che regolamenti il tema degli animali da laboratorio. In questi mesi è all'esame del Senato la legge, già approvata dalla Camera, che vieterebbe l'allevamento di cani, gatti e primati non umani per la sperimentazione. Soddisfatta anche Maria Vittoria Brambilla, ex ministro del Turismo, nota per la sua attività animalista: «È il segno che qualcosa sta cambiando in Italia. Il motivo per cui la sperimentazione sugli animali viene mantenuta è solo di tipo economico».

                          

Il numero di animali tristeme presenti all'interno dello stabulario e' di circa 2.700 tra fattrici e cuccioli. La struttura e' composta da 5 capannoni nei quali, secondo la Lega Antivivisezione (Lav) "le condizioni di mantenimento degli animali non soddisfano le necessita' etologiche e fisiche degli animali". "I beagle" denuncia la Lav, "vengono allevati in massa e cresciuti senza vedere la luce del sole o poter passeggiare all'aria aperta, mantenuti all'interno di gabbie di dimensioni esigue, dalle quali escono solo al momento di essere trasferiti presso la loro destinazione finale: il laboratorio. Da alcuni anni Green Hill e' di proprieta' di un'azienda americana, la Marshall Farm Inc, il piu' grande "produttore" di cani da laboratorio ed e' l'ultimo stabilimento allevatore di cani da sperimentazione in Italia. Il beagle continua ad essere la razza di cani piu' utilizzata a fini scientifici. Secondo la Lega antivivisezione la scelta non e' stata fatta per affinita' genetica, anatomica e fisiologia, ma per la taglia, la lunghezza del pelo (per iniezioni e prelievi), resistenza cardiaca, temperamento docile e capacita' di vivere in gruppo, in modo da essere facilmente stabulato e costare meno.

La legge italiana limita fortemente l'utilizzo di cani, ma nonostante il vincolo dell'autorizzazione specifica, sono ancora tantissimi gli stabulari che utilizzano questa specie. In Italia, circa 1.200 cani all'anno (statistiche G.U.53) vengono sotoposti a test tossicologici, prove per farmaci e per la produzione di apparecchiature.


La sperimentazione animale, secondo la Lav, coinvolge circa 150 milioni di animali ogni anno, allevati per fini scientifici in base alla direttiva europea 2010/63UE e al decreto nazionale vigente 116/92. Non esiste limite alle specie che possono essere impiegate nelle procedure: cani, gatti, scimmie, animali in via d'estinzione e selvatici, anche se quelle piu' rappresentate continuano ad essere topi e ratti visto il loro basso costo, facile manipolazione e alta prolificita'. Le applicazioni su questa specie sono moltissime; studi di tossicita' per le sostanze industriali, tossicita' per le sostanze d'abuso, come alcol e stupefacenti; trapianto di organi e tessuti; cancro; test bellici; ricerca di base in qualsiasi settore.

Purtroppo gli stabilimenti lager non sono solo in Italia: I cani di Marshall vengono spediti via aereo in tutto il mondo, ma con l’acquisto di Green Hill come sede europea e la costruzione di un enorme allevamento in Cina, Marshall sta portando avanti un piano di espansione e di monopolio del mercato.
In quest’ottica va visto anche il progetto di ampliamento che prevede la costruzione di altri capanni a Montichiari,  per arrivare ad avere 5.000 cani nell’allevamento Green Hill, che diventerebbe il più grande allevamento di cani beagle in Europa. Per Green Hill e Marshall Farm gli animali sono solamente merce, oggetti da far riprodurre e vendere, senza il minimo scrupolo sul dolore e la sofferenza, psichica e fisica, che andranno a subire. 

 

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17 luglio 2012 2 17 /07 /luglio /2012 22:15
Le statistiche che vengono elaborate sull' Italia non lasciano molti spazi a dubbi e incertezze: li sentiamo su di noi i pesanti fardelli che ci costringono a non condurre più una vita che fino a qualche anno fa era nella normalità: oltre 8 milioni i poveri in Italia, pari all'11,1% delle famiglie, stanno avendo enormi disagi sulla propria vita e famiglia.  Sono dati scioccanti quelli rivelati dall'Istat nel rapporto "La povertà in Italia". Secondo quanto si legge nel documento, inoltre, il 5,3% degli italiani è in uno stato di "povertà assoluta". La soglia di povertà relativa, per una famiglia di due componenti, è pari a 1.011,03 euro. I dati di quest'anno, spiega l'Istat, si devono a un "peggioramento del fenomeno per le famiglie in cui non vi sono redditi da lavoro o vi sono operai, compensato dalla diminuzione della povertà tra le famiglie di dirigenti/impiegati".
 
 
 
 Codacons: "Urge decreto anti-povertà". Un "decreto anti-povertà, teso a salvare le famiglie riducendo il tasso di povertà, nella consapevolezza che per un paese civile contare 8 milioni di poveri è una vergogna e una infamia". A chiederlo al governo Monti è Carlo Rienzi, presidente del Codacons, secondo cui i dati diffusi oggi dall'Istat sono "estremamente preoccupanti" e "dimostrano come lo stato di povertà in cui versano ben 8 milioni di persone sia un vero e proprio 'allarme sociale'". "Oltre ai poveri 'ufficiali' e a chi sta poco sopra la soglia di povertà - denuncia Rienzi - ad aggravare la situazione del nostro paese è l'enorme numero di famiglie che presentano difficoltà nell'arrivare alla fine del mese, pari al 40% del totale
Cresce la povertà relativa: +10%tra le famiglie
Sono dati che parlano di un'impennata della cosiddetta povertà relativa. L’incidenza del fenomeno è aumentata quest'anno dal 40,2% al 50,7% per le famiglie senza occupati e pensionati, e dall’8,3% al 9,6% per le famiglie con tutti i componenti ritirati dal lavoro, essenzialmente anziani soli e in coppia.
Più povero chi è alla ricerca di un lavoro
Tra gli anziani aumenta anche l’incidenza di povertà assoluta (dal 4,5% al 5,5%), in crescita anche tra le famiglie in cui la persona di riferimento si è ritirata dal lavoro (dal 4,7%al 5,4%), e se non ci sono redditi da lavoro e almeno un componente è alla ricerca di occupazione (dall’8,5% al 16,5%). L’incidenza di povertà assoluta cresce anche tra le famiglie con a capo una persona con profili professionali e/o titoli di studio bassi: famiglie di operai (dal 6,4% al 7,5%), con licenza elementare (dall’8,3% al 9,4%) o di scuola media inferiore (dal 5,1% al 6,2%).
In difficoltà chi ha figli
Peggiora la condizione delle famiglie con un figlio minore, sia in termini di povertà relativa (dall’11,6% al 13,5%), che di povertà assoluta (dal 3,9% al 5,7%). A fronte della stabilità della povertà relativa al Nord e al Centro, nel Mezzogiorno si osserva un aumento dell’intensità della povertà relativa: dal 21,5% al 22,3%. In questa ripartizione la spesa media equivalente delle famiglie povere si attesta a 785,94 euro (contro gli 827,43 e 808,72 euro del Nord e del Centro).
 
 Alle otto di ieri sera, ora italiana, è arrivato l’annuncio ufficiale: i possessori privati di debito greco hanno detto sì alla proposta di accettare la perdita di oltre metà del loro denaro.

È stato così rinviato alle calende greche il rimborso del resto e i creditori si sono accontentati, per questo lungo periodo, di un tasso di interesse molto basso.

Siccome l’adesione è stata volontaria - anche se certo non spontanea, viste le pressioni sui fondi e sulle banche che detenevano grandi quantità di titoli greci - la Grecia non è in fallimento; la valanga dei rimborsi sui Cds, i titoli-scommessa sul fallimento di Atene, ben più temibili del debito stesso, stimati in 1000-1500 miliardi di euro non si abbatterà quindi sulla finanza mondiale. A causa di questa valanga, alcuni grandi della finanza internazionale avrebbero potuto soccombere, ancora più facilmente della Grecia.

L’equilibrio di fondo della finanza globale appare comunque salvo, per il momento; la testardaggine del cancelliere tedesco, temperata dai suoi partner italiani e francesi, consente ora a tutti di tirare un sospiro di sollievo. L’indice Dow Jones - leggendario termometro dei capitalismo finanziario - può riprendere la marcia verso quota 13 mila, superata di un soffio prima di ricadere nei giorni scorsi, proprio per il pericolo di un cedimento dell’euro.

In questa situazione l’Italia incassa un bonus particolare: l’ormai famoso «spread», ossia la distanza tra i bassi rendimenti dei titoli decennali emessi dallo Stato tedesco e gli equivalenti emessi dallo Stato italiano, è sceso sotto il livello del 3 per cento. Siamo di nuovo un Paese rispettabile e l’estero non sembra dare gran peso al cicaleccio politico esploso improvvisamente due giorni fa, considerandolo normale amministrazione. Il che significa che lo Stato spenderà meno per ottenere il rifinanziamento dei debiti in scadenza nelle prossime settimane (e sperabilmente nel resto dell’anno). E gli spagnoli, nostri «cattivi» cugini, che hanno apertamente sfidato l’Europa annunciando che nel 2012 non rispetteranno l’obiettivo di deficit a loro assegnato, hanno avuto la «punizione» che si meritano: per la prima volta da molti mesi il loro «spread» è (un po’) più alto del nostro. Le distanze sono ristabilite, le normali gerarchie sono rispettate.

Di fronte a questo complicato e fragile ritorno alla normalità occorre evitare manifestazioni premature di giubilo. E questo per tre motivi. Il primo è che quello che abbiamo fatto alla Grecia trascende i confini dell’economia: premesso che i Greci sono stati dei grandi mentitori (ma l’Europa finanziaria per anni ha voluto credere alle loro menzogne senza darsi la pena di indagare) va denunciato che il resto d’Europa li sta trattando, per certi aspetti, peggio di come gli alleati della seconda guerra mondiale trattarono la Germania sconfitta. L’accordo che mette al riparo l’euro, condanna infatti la Grecia: tra il 2009 e il 2011 il prodotto lordo greco ha già subito una caduta del 10 per cento e scenderà ancora (secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale) almeno del 2 per cento nel 2012. La disoccupazione è raddoppiata, le retribuzioni dei pubblici dipendenti sono state decurtate del 20 per cento.

A fronte di questi enormi sacrifici, la Grecia non ha alcuna certezza che la cura funzioni. Può anzi trasformarsi in una trappola crudele: le imposte pagate da un’economia che si contrae in questa maniera si contraggono fortemente anch’esse e il sospirato pareggio di bilancio che sembra a portata di mano sfugge quando si crede di averlo afferrato. E’ già successo con il primo tentativo di salvataggio della Grecia, potrebbe succedere di nuovo. Impedendole di dichiarare ufficialmente il fallimento, l’Europa sta costringendo la Grecia a dissanguarsi goccia a goccia senza una chiara possibilità di ripresa. A questa tortura un giornale di Vienna ha dato il nome appropriato di «genocidio finanziario»: stiamo condannando quel Paese ad almeno 15 anni di relativa povertà.

Dalla parte dell’Unione Europea non tutto è tranquillo. Il presidente della Banca Centrale Europea (Bce) ha potuto ieri suonare il «cessato allarme» per l’euro e rallegrarsi pubblicamente per il superamento dell’ostacolo e il successo delle due recenti operazioni di finanziamento a tre anni, per complessivi mille miliardi di euro, che hanno fornito all’economia europea almeno una parte dell’ossigeno necessario per sopravvivere. La stessa Bce ha però ancora una volta tagliato le stime della crescita europea che ora oscilla tra -0,5 e +0,3 per cento, il che significa stagnazione. L’inflazione è prevista tra il 2,1 e il 2,7 per cento, in significativo aumento rispetto all’1,5-2,5 per cento di dicembre, soprattutto per l’aumento del prezzo del petrolio. Non è proprio un buon segnale. Lo stesso Draghi, inoltre, ha dovuto difendersi dalle critiche dei «falchi» della Bundesbank, arrivate ai giornali grazie a un’insolita indiscrezione tedesca: dietro l’unità di facciata dei banchieri europei vi sono differenze profonde e molta incertezza.

In questa prospettiva si colloca l’incerta situazione italiana; il rallegramento per i risultati raggiunti negli ultimi quattro mesi non deve far dimenticare che la strada che il Paese deve percorrere è lunghissima. Abbiamo scalato una collinetta, appena una piccola asperità che fa da anticima alla montagna del nostro debito, accumulato in una generazione. Stiamo andando di buon passo, ma la strada davanti a noi è ancora davvero molta.

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12 luglio 2012 4 12 /07 /luglio /2012 18:26

http://www.cospirazione.net/images/stories/ufologia/rapimenti.jpg

Si discute da un po’ di tempo della scomparsa incredibile di diverse migliaia di persone in circostanze misteriose, eventi inquietanti che pian piano stanno attirando massicciamente l’attenzione dell’opinione pubblica e ovviamente degli organi di stampa. Tutti i tentativi effettuati dalle forze dell’ordine allo scopo di capirci qualcosa sono sfociati miseramente in un nulla di fatto, un insuccesso eclatante e spaventoso e ritengo mai accaduto prima con queste modalità a dir poco rabbrividenti.

Dove va a finire, questa gente? E’ possibile che si dilegui nel nulla? Scomparsa come può sparire la pula al vento?

Perché la Legge non imbocca una nuova strategia di ricerca? Ecco, è proprio qui il mistero. E’ necessario che la Giustizia (un termine che prediligo assai più dell’altro) faccia uno sforzo per capire che ormai, dinanzi a tanti casi misteriosi di sparizioni, bisogna fare uno sforzo di fantasia per incamminarsi verso lo studio di ipotesi alternative magari nebulose e poco o punto ortodosse che certamente possono apparire del tutto fantastiche e campate in aria, ma che possono darci delle risposte che altrimenti non avremo mai. I casi di tanti sparizioni di adulti e bambini hanno dei punti in comune che inquietano. In tutti questi sinistri avvenimenti esseri innocenti subiscono e forse continuano a subìre un destino atroce.

Che significa? Come è possibile immaginare che in uno Stato di Diritto come il nostro si possa assistere senza reagire a questi fatti agghiaccianti?

Perché si riescono ad acciuffare i più esperti e incalliti delinquenti e non si riesce a cavare un ragno dal buco quando si tratta di casi così apparentemente semplici da risolvere, tenendo conto ad esempio che la Legge oggi come oggi può disporre di sistemi di sorveglianza basati sull’utilizzo ad esempio dell’informatica applicata alla telefonia? Perché non si riesce a saperne un bel niente nonostante si disponga di satelliti militari in grado di fotografare un ago in un pagliaio? A cosa servono le intercettazioni telefoniche (che hanno buon gioco nell’imputazione di individui sospetti), quando spariscono dalla faccia della Terra bambini e adulti del tutto incolpevoli? Sono certo interrogativi terribili, ma la Legge dovrebbe porseli e credo che se li ponga.

Ad ogni modo ritengo che ci sia alla base di questi fatti un MISTERO, un mistero che deve restare tale e che non deve essere portato a conoscenza degli uomini, non si spiegherebbe altrimenti il fatto che si cerca di tacere appunto su queste che io definisco ipotesi alternative.

Specificare con altri termini più precisi cosa io intendo veramente quando parlo di ipotesi alternative non riesco ad immaginarlo, ma che ci siano alla base di questi casi fatti oscuri e poco approfonditi non ci piove. Non so ovviamente quali potrebbero essere questi fatti oscuri e tenebrosi, ma ultimamente mi sembra che si succedano troppi eventi strani per scrollarseli di dosso con semplici ipotesi di nessuna valenza investigativa.

Ovviamente, non posseggo alcuna verità e quindi mi guarderò bene dar dire e affermare che le mie teorie siano da accettare in toto, e tuttavia sono convinto  che quello che sta succedendo apra scenari nient’affatto ortodossi sui quali è bene spendere qualche parola.

Mi riferisco precisamente alla teoria ufologica dei cosiddetti rapimenti alieni, le famose abduction di cui è piena la letteratura in questione, un’ipotesi certo assai azzardata ma che ad ogni caso può aiutare in qualche modo ad indirizzare le ricerche verso un campo certo assai spaventoso ma nient’affatto da scartare a priori.

Ripeto che siamo nel campo delle teorie, d'altronde sono una persona seria e onesta e non mi sognerei mai di avanzare un’ipotesi qualunque senza passarla al vaglio della razionalità e della logica.

Tuttavia devo fare un'ulteriore affermazione: molti parlano di organizzazioni dedite all’asportazione illegale di organi umani; diverse pubblicazioni ufologiche parlano di casi in cui sono stati asportati misteriosamente organi da animali e in qualche caso anche da esseri umani, particolarmente nei paesi in via di sviluppo; si è sempre accennato al cosiddetto "patto scellerato" tra uomini e alieni, patto nebuloso e sul quale ovviamente non esistono certezze, quantunque vi siano certi indizi e siano anche in un certo senso documentati seppure da ricercatori non ortodossi, un patto che prevederebbe lo scambio di tecnologia aliena in cambio di una sorta di lasciapassare per gli extraterrestri affinché possano fare esperimenti sul corpo umano.

Non traggo da ciò chissà quale verità, mi viene solo un dubbio: chi sono queste organizzazioni di cui si mormora senza mai parlarne chiaramente, dimodochè sembra che sulla materia esista una specie di censura? E’ solo un dubbio e mi pare giusto proporlo all’attenzione del pubblico, affinché capisca in quale mare stiamo navigando a vista e senza alcuna certezza.

Per avvalorare la mia tesi secondo la quale vi è in queste strane sparizioni un mistero intricatissimo degno di studio approfondito a 360 gradi, riporto dal sito Il Messaggero.it la seguente notizia insieme ad alcuni brani (riporto solo quelli che più mi sembrano significativi) di un’intervista rilasciata dal nuovo Commissario per la ricerca degli scomparsi, Gennaro Monaco, nominato da poco dal Governo Italiano:

di Cristiana Mangani

ROMA (17 giugno) - Ogni volta che si sente parlare della scomparsa di una persona si prova sconcerto e preoccupazione, perché sembra impossibile che qualcuno improvvisamente tagli i ponti con la vita senza lasciare una traccia, una indicazione. Resta la disperazione delle famiglie che non riescono a trovare una ragione per metabolizzare dolori di questo tipo. Sono trentamila le persone scomparse nel nostro Paese, un numero enorme. È come se una mattina il Laurentino 38, uno dei quartieri più popolosi della Capitale, o l’intero stato del Liechtenstein, si risvegliassero vuoti. Senza più nessuno. La fuga da casa, la sparizione, il rapimento, sono diventate vere e proprie emergenze, al punto che sono stati gli stessi cittadini a segnalarne la gravità. E così il ministro dell’Interno Giuliano Amato ha deciso di istituire un commissario straordinario per le persone scomparse.

Per guidarlo ha chiamato un poliziotto di razza, passato per tutte le carriere investigative: Gennaro Monaco, detto Rino, in Polizia dal 1969, prefetto, e ora anche “Commissario”. Nel suo curriculum, da capo della squadra mobile a questore di Roma, a capo dello Sco, il Servizio centrale operativo.

«Quello degli scomparsi è un fenomeno complesso e sfaccettato che riguarda non solo minori, adolescenti, adulti, ma anche tante persone anziane. In Italia mancava un tavolo di regia innovativo, capace di raccordare una materia che interessa principalmente le forze dell’ordine ma anche altre realtà, come il ministero della Sanità e la Protezione civile………. Se Angela Celentano fosse scomparsa adesso, forse, le cose sarebbero andate diversamente. Avremmo avuto l’aiuto della Protezione civile, quello del ministero della Sanità. E chissà se la bambina sarebbe stata ritrovata. Per questo istituiremo una figura di riferimento all’interno delle Prefetture che ci comunichi ogni novità. E poi prenderemo contatti con la Comunità europea, per lo scambio delle informazioni. Il mio ufficio non potrà fare indagini, ma potrà coordinare le forze. E riusciremmo a farlo solo se avremo a disposizione dati reali e non numeri al lotto………Ci collegheremo con prefetture e forze di polizia e poi creeremo i rapporti con le forze che operano sul territorio. Cominceremo subito, già da giovedì prossimo, quando avremo la prima audizione, insieme con l’associazione Penelope, davanti alla I Commissione affari costituzionali, presieduta da Luciano Violante. Siamo pronti a partire».

Ho voluto riportare solo alcune affermazioni del nuovo Commissario perché mi sembrano assai importanti e allusive, specie se consideriamo attentamente il perché degli strani riferimenti al Ministero della Sanità, alla Protezione civile e alla Commissione affari costituzionali, perché mi pare da un certo punto di vista di poter arguire che il problema non è allora solo di carattere investigativo ma va ben oltre, coinvolgendo Autorità e Istituzioni che apparentemente non c’entrano nulla se s’inquadra il fenomeno solo quale manifestazione meramente criminale.

 

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7 luglio 2012 6 07 /07 /luglio /2012 23:28
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La Norvegia non ha debito pubblico, per svariate ragioni che ora vi esporrò. Il motivo principale però resta principalmente uno ed uno solo: non ha aderito al sistema schiavista della moneta debito e, udite udite, la sua banca centrale è una delle ultime in Europa in mano ad uno stato. Insomma la sintetizzo così: una sola moneta, la Corona, una sola banca. E tutto quanto statale.

La Banca Centrale Norvegese non solo è rimasta una delle ultime banche europee controllate dallo Stato,e non dai banchieri Privati, ma gestisce perfino il Fondo Pensioni norvegese in attivo,un altro miracolo specie in tempi di crisi! Ed è per questi fatti che la Norges Bank non vuole far parte del sistema Euro. Ovviamente non sono scemi i Norvegesi. Beati loro... Ma vediamo gli altri punti di forza che fanno della Norvegia un paese simbolo da emulare:

Non ha aderito all'euro. La moneta Norvegese è la Corona. E l'avevamo detto.

Non ha privatizzato le aziende energetiche - petrolio (Statoil), energia idroelettrica (Statkraft), alluminio (Norsk Hydro), la principale banca del paese (DnB NOR), e le telecomunicazioni (Telenor). Qui da noi invece, la legge 111 del 15 luglio permette la dismissione del capitale pubblico! E visti i precedenti, Iri ad esempio, non c'è da star tranquilli...

Circa il 30% di tutte le aziende quotate alla borsa di Oslo è statale.

I titoli di stato rendono il 6,75% netto ai risparmiatori.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pur essendo il principale produttore di petrolio europeo, non fa parte dell'OPEC. (Per la cronaca, l'Italia è il secondo produttore europeo e in Basilicata è stato individuato il più grande giacimento d'Europa su terraferma). Tornando alla Norvegia, spulciando un attimo si scopre che il petrolio del paese è controllato dal governo tramite i maggiori operatori come il 62% in Statoil nel 2007, la controllata statale al 100% Petoro, e SDFI, oltre al controllo delle licenze di esplorazione e produzione. Una sorta di ENI alla Mattei, prima del fatale "incidente". Poi se spulciate ancora un altro po' sai che potreste scoprire? Non ci crederete ma la Norvegia ha fondato un Fondo Pensioni Sovrano nel 1995 per ridistribuire i proventi del petrolio, del fisco, dei dividendi, delle cessioni e delle royalties. Ahhh! E noi non potremmo fare lo stesso dato che l'Italia è il secondo produttore europeo e in Basilicata è stato individuato il più grande giacimento d'Europa su terraferma? Ovviamente si, manca la materia prima che prenda le decisione.. Comunque alzo proprio le mani....

Perché questi Norvegesi sono davvero forti. E mica si sognano di privatizzare l'acqua o la raccolta dei rifiuti, come vorrebbero fare i nostri politici... Vedete, la scusa del debito pubblico legata ai costi dello stato è una SCUSA! Il problema è la moneta debito.. Ed è così evidente specie ora che vi cito un altro dato: la Norvegia ha un avanzo di bilancio statale del 10%, mentre noi, che abbiamo privatizzato quasi tutto, abbiamo un debito pubblico pari al 119% del nostro PIL...

Finisce qui? Ma manco per sogno! Proseguiamo! C'è da segnalare che la Norges Bank è la prima banca Centrale in assoluto ad aver citato in giudizio nel 2009 per truffa sui derivati la City Group, il più grande gruppo d'affari del Mondo. Immaginiamoci gli esiti delle sentenze che il Tribunale amministrativo di Stato norvegese dovrebbe emettere...

Va poi ricordato che il Governo norvegese ha firmato qualche mese fa un importante Trattato con accordi del confine acqueo nel Mare del Nord con la Federazione Russa, al fine di un congiunto sfruttamento gas-petrolifero, escludendo di fatto le "7 sorelle" multinazionali globali, storicamente "coinvolte" in tali frangenti e rappresentanti gli interessi primari di Canada e USA ,ovviamente contrarie a tale accordo. Sottolineo poi che la Norvegia dopo un iniziale appoggio ha ritirato le truppe dalla Libia,aggiungendo alla Nato un'ulteriore difficoltà "politica". Il Governo norvegese è stato il primo ad aver evidenziato un futuro riconoscimento della Palestina come Stato sollevando molti consensi ma anche dure e aspre critiche.

Dopo aver elencato così tanti aspetti positivi della Norvegia viene naturale chiedersi:
ma se l'Italia fosse come la Norvegia monetariamente sovrana cioè fuori dall'euro?

E se non fosse trivellata da cima a fondo da multinazionali estere e/o finanziarie per i suoi giacimenti di idrocarburi, i secondi per ordine di importanza in Europa?

E se per le nostre preziose risorse elettriche non fosse sfruttata da scatole cinesi della multinazionale di stato francese EDF?

E se le nostre risorse idriche, tra le maggiori al mondo, non fossero in mano alle multinazionali dell'acqua in bottiglia tipo Nestlé, e dai due colossi francorotti Suez Gaz de France e Veolia?

E se i proventi di dette risorse pubbliche li gestissimo per ridistribuirli al popolo come nei paesi dove esiste un social welfare?
Avremmo un debito pubblico inesistente come la Norvegia?
 
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