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4 luglio 2012 3 04 /07 /luglio /2012 20:13

Nel 2011 quasi 56mila famiglie hanno subito un provvedimento di sfratto per morosità. In testa alla classifica Roma e Torino

http://www.unonotizie.it/immagini/DEMOLIZIONE2.jpgI numeri della crisi sono impietosi e nella loro oggettività  permettono sempre di misurare il malessere sempre più diffuso tra i cittadini. Sono i dati del 2011, ancora incompleti, e forniti dal Ministero degli Interni, a parlare chiaro a proposito di sfratti e inquilini morosi. Nel 2011 infatti quasi 56 mila famiglie italiane hanno subito un provvedimento di sfratto per morosità. Il dato risulta essere in linea con quello dell’anno precedente, ma in cinque anni, ovvero da quando la crisi era ancora un termine sconosciuto, ad oggi, gli sfratti per morosita' sono aumentati del 64% (nel 2006 erano 33.893).

La difficoltà ad arrivare a fine mese, e anche ad onorare il canone di affitto, riguarda l'87% dei casi di sfratto che nel 2011, sempre secondo i primi dati ufficiali, sono stati complessivamente pari a 63.846. Solo 832 i provvedimenti di sfratto emessi invece per necessità del locatore; per finita locazione sono stati 7.471. Le richieste di esecuzione presentate all'Ufficiale giudiziario sono state 123.914, mentre gli sfratti eseguiti 28.641.

 E' la città di Roma a contare il maggior numero degli sfratti per morosità: nel 2011, secondo i dati del ministero degli Interni, sono stati emessi 4.678 provvedimenti. Gli sfratti eseguiti nella Capitale con l'intervento dell'ufficiale giudiziario sono stati 2.343. Tra le altre città spiccano i dati di Torino (2.523 sfratti per morosità), Napoli (1.557 in città e 1.255 nel resto della provincia), Milano (1.115 nel capoluogo ma ben 3.244 nel resto della provincia).

 

 

 

 

FONTE

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4 luglio 2012 3 04 /07 /luglio /2012 18:57

Le prove orali sono già iniziate e i candidati che ancora devono sostenere il colloquio temono di non riuscire a prepararsi in tempo: ecco alcuni consigli per sostenere al meglio l’orale

 

 Gli esami orali, iniziati già da alcuni giorni continuano il loro svolgimento e intanto migliaia di maturandi si stanno preparando per affrontare quella che sappiamo essere la prova più temuta dell’intero esame di Stato: il colloquio orale.

Il terrore dei ragazzi viene alimentato dalla paura di non riuscire a fronteggiare la commissione. In realtà, basta seguire qualche consiglio pratico ed avere quel pizzico di impegno sufficiente a esorcizzare la paura e evitare di arrivare davanti alla commissione senza la sufficiente preparazione.

Sappiamo bene che c’è ormai pochissimo tempo per finire il ripasso quindi, prima di tutto, occorre organizzarlo bene. Quindi è indispensabile prendere carta e penna e fare una tabella in cui dividere le ore della giornata in base alle materie da studiare.
Inutile specificare che è bene dedicare un’attenzione maggiore alle materie in cui il candidato crede di avere le lacune più grandi. È opportuno inserire nella tabella delle pause che serviranno per staccare un po’ dallo studio e a permettere allo studente di memorizzare meglio. Nell'organizzazione dello studio bisogna considerare che la prova orale si compone durerà circa 60 minuti divisi in tre momenti: l'esposizione della tesina, le domande libere dei commissari e la discussione delle prove scritte.


Il lavoro finale, che sia un tesina o un percorso, sarà il biglietto da visita che permetterà ai commissari esterni di formarsi un’opinione sul candidato, proprio per questo motivo, quest’ultimo dovrà dimostrare una spiccata conoscenza dell’argomento approfondito. Se lo studente non è riuscito a ultimare la tesina, nei pochi giorni che restano prima dell’esame orale farà meglio a concentrarsi sulla preparazione di un un percorso.

Questo aiuterà a focalizzare l’attenzione sugli argomenti sui quali incentrare la vostra esposizione. L’ideale sarebbe preparare un percorso con una presentazione PowerPoint che permetterà di connettere diversi argomenti proprio nel momento dell’orale tenendo vivo anche l’interesse della commissione.

È necessario preparare un discorso che illustri il lavoro finale e che non duri più di una ventina di minuti: un tempo di esposizione maggiore potrebbe annoiare la commissione che preferirà interrompere porre altre domande.

È molto difficile che durante il colloquio orale vengano fatte domande su argomenti che non sono di competenza della commissione. Quindi, è bene informarsi sulle materie che ciascun docente della commissione insegna e su qualle in cui sono abilitati, per poi focalizzare l’attenzione su di esse. Per fare ciò basta andare sul sito del Miur.

A questo punto, con la tesina sott’occhio è bene provare a pensare quali domande potrebbero fare i prof della commissione. Infatti, è proprio a partire dal vostro lavoro finale che la commissione solitamente si collega andando a formulare domande sugli argomenti vicini a quelli toccati dai candidati.

Un altro momento fondamentale del colloquio orale è proprio la discussione degli scritti. Infatti in sede di esame orale, i commissari generalmente ricontrollano gli elaborati scritti per discutere insieme al candidato gli errori fatti. Quindi, è bene non farsi trovare impreparati, ma sapere già quali sono stati gli  errori spiegando ai prof perché sono stati commessi. Farlo non sarà difficile: basterà confrontare l’elaborato svolto con le soluzioni delle prove.

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2 luglio 2012 1 02 /07 /luglio /2012 17:00

Gironzolavo per il web e mi imbatto stranamente su questa frase, pesante da pronunciare per qualcuno, ma molto facile per altri!

"Dio non esiste" ha molti significati , si riferisce ad una entita' conosciuta quando invece realmente non ne sappiamo la reale consistenza materiale!

In rete c'e' davvero tanto e per il solo piacere di farvi legger qualcosa in merito, vi faro' una breve raccolta!

Questo e' quello che pensa un certo:

Orabasta

Utente bannato
Data registrazione: 22-01-2008
Messaggi: 1
"Ebbene sì, proprio così. Lo so per certo e quando dico CERTO, intendo SICURO, verificato, provato, visto e toccato con mano.
Sull'inesistenza di questo personaggio non ho + dubbi di quanti ne abbia sull'inesistenza di Babbo Natale.

Devo anche fare una precisazione; di tutti i significati che alla parola "Dio" si possono attribuire, quello che qui intendo è ben delineato e presto detto: "Entità cosciente e dotata di volontà, arteficie diretto dell'intero universo".
Il che abbraccia una gran quantità di religioni a cominciare dalla Cattolica che ancora tristemente imperversa e fa danni nel ns paese.

Le ragioni del mio scetticismo, sono le solite identiche ragioni che mi facevano dubitare da bambino quando iniziavano i primi condizionamenti cattolici; dubbi che repressi per questioni di "autorità"; dopo N volte che un "grande" dall'aria premurosa e sapiente tratta le tue legittime contestazioni come infondate ed ingenue e ti porge un'insostenibile verità salvifica, e lo fa facendoti capire che se non l'accetti soffrirai per l'eternità..... Bhe, è facile per un bambino cadere nel tranello, sarebbe certamente insolito il contrario.

"Ma se Dio è onnipotente e tanto buono, perchè c'è tanta sofferenza al mondo?"

Questa è forse la più evidente contraddizione che l'ipotesi di questo bizzarro personaggio fa saltare agli occhi.
Il mondo che percepiamo, il mondo che conosciamo non sembrerebbe in linea con la presunta benevolezza ed onnipotenza di Dio. Come si fa a credere ad un Dio onnipotente e buono che lascia che il mondo vada come attualmente sta andando? E non mi si venga a dire che le sofferenze del mondo sono tutte colpa degli uomini, non sono gli uomini a causare terremoti, tsunami, alluvioni, epidemie, tutte queste sarebbero create direttamente da Dio che sarebbe pertanto il diretto responsabile della sofferenza e morte di tutti i bambini innocenti che si sono trovati in quel momento proprio sotto la "benevola volontà di Dio".
Questa cosa, questa palese e lampante evidenza è in assoluta contraddizione con l'idea di un Dio onnipotente e benevolo. Per quanto ci si giri intorno, per quanto ci si possa impegnare, nessuno è in grado di spiegare perchè il buon Dio riservi tanta sofferenza ai suoi figli. Non esiste papa, prete, imam, padre pio o altro che possa dare una sopiegazione ragionevole e sensata di questa contraddizione. Il massimo che si può ottenere è il mitico ed inossidabile "tappabuchi spirituale" che ben si adatta a tutte le occasioni in cui la realtà non è coerente con le bizzarre ipotesi teiste. Il mitico "tappabuchi spirituale", quello che mette a tacere ogni dissenso, quello che disarma in modo totale il più armato degli atei...... "MISTERO DELLA FEDE" noi uomini siamo troppo piccoli per capire l'immenso disegno universale.

Il che fa un po' sorridere poichè, generalmente, chi ci propina ciò, non è ne Dio ne qualcuno in grado di capire 'sto disegno universale. Generalmente chi ci dice ciò, spesso con la pretesa di essere creduto, è prioprio un'altro essere umano.... Che pertanto, per sua stessa ammissione, non può come tale capire ciò che ci sta spiegando. Inzomma, non ci può far capire niente, semplicemente ci offre un'opzine che possiamo solamente scegliere di credere.
...a voi la scelta."
Poi c'e' qualcuno che inventa cose che non avrei mai pensato potessero esistere "lo Sbattezzo"
Leggete un po' qua', fa scompisciare dalle risate:
Sbattezzo

Liberiamoci dal male!

Qualche idea per una simpatica cerimonia di sbattezzo.

 

Volantino sbattezzoPer lo sbattezzo ecco un volantino e un attestato già pronti. Usateli liberamente se avete intenzione di fare qualche iniziativa per convincere la gente a sbattezzarsi o per fare pubblicità allo sbattezzo.

Per il volantino ho disegnato un'illustrazione simpatica, è una parodia dal "Battesimo di cristo" di Piero della Francesca. Non è di umorismo del tutto immediato, ma ho visto che nelle altre nazioni ci sono molti che usano il phon per il rito dello sbattezzo (ha la sua logica), per cui mi sembrava interessante riprendere l'idea.

Se avete voglia di organizzare una giornata dello sbattezzo pubblica, vi consiglio di fare una cosa vivace, con qualche "carnevalata" che attiri la stampa e vi faccia guadagnare qualche titolo sui giornali. Alla gente piacciono i riti, per cui sarebbe divertente un piccolo rito per gli sbattezzandi, officiato da un/una "Gran sacerdote/ssa della Ragione".
Il/la Gran sacerdote/ssa della Ragione dovrebbe avere un costume in tono. L'ideale sarebbe una tunica decorata con simboli matematici, logici, geometrici e simili. La tunica può essere economicamente realizzata procurandosi un caffettano, oppure, in mancanza di meglio, una camicia da notte. I simboli possono essere disegnati a mano, o, per i più bravi, realizzati in "prespaziato" (del tipo che si usa per decorare le magliette) e applicati con il ferro da stiro.

Per ogni sbattezzato/a si potrebbe fare una brevissima cerimonia, in cui il/la "celebrante" potrebbe pronunciare qualche parola, tipo: "Io ti sbattezzo, nel nome di Chares Darwin, di Albert Einstein e di Bertrand Russel, e ti dò il benvenuto nella comunità delle forme di vita intelligenti".

Il pCertificato di sbattezzohon, essendo il contrario dell'acqua del battesimo che ti bagna la testa, è un simpatico gadget per lo sbattezzo. Si può usare un phon a batteria, in modo da poter dare per davvero un colpo d'aria alla testa dello/a sbattezzando durante la "cerimonia".

Alla fine della cerimonia il "celebrante" consegnerà quindi allo "sbattezzando" un attestato umoristico, di cui vi ho preparato un modello.

Se vi interessa saperne di più sullo sbattezzo andate qui: http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/

 

Qui' andiamo sul pesante, tenetevi forte!

 

Dio non è, Dio non c'è

DioQuesta truce affermazione non sia offensiva per chi crede, non lo vuole essere; d’altra parte l’ asserzione che è impossibile che un dio esista non va ridotta a una semplice offesa, pur sapendo che sul tema molti credenti – chissà perché – hanno una permalosità sproporzionata. Questa affermazione merita ben di più. Solo filosofia, dirà qualcuno; no, si tratta di concreta e interessante logica. Applichiamo la logica ogni giorno nei discorsi e nelle cose che facciamo, perché allontanarla da noi parlando di Dio?
Io asserisco che il ragionamento stia all’ opposto dell’ allucinazione. Chi ragiona non confonde quel che desidera con quello che «è», non è disponibile a credere finché non si accerta oggettivamente della concretezza dell’ oggetto della credenza. La base della questione è l’ «essere» nel senso kantiano del temine, ossia tutto ciò che può toccarsi, vedersi, e soprattutto percepirsi.

 Chi asserisce che qualcosa «è» senza poter essere percepita, asserisce delle allucinazioni.
La «percezione» quindi è la chiave di volta. «Essere» significa ciò che può venir sperimentato attraverso la percezione; non si è se non si viene percepiti; e si percepisce solo attraverso i sensi.
I credenti oppongono la domanda: chi vi autorizza a escludere un Essere di natura diversa, che non ha bisogno di scorrere nel tempo e di occupare uno spazio? Questi credenti non sono soltanto quelli di tipo religioso; io stesso, da ragazzino, forse affascinato da fumetti e film della fantascienza classica, mi attardavo a chiedermi se potessero esistere i «marziani», per poi spingermi molto in là e ipotizzare Esseri tanto alieni da poter essere per noi incomprensibili. Trovavo queste audaci speculazioni fondate e legittime, non capivo perché non le si potesse fare.

Purtroppo è così! Non posso dire che 2x2 è uguale a 5 senza essere un folle; asserire che può esistere un Essere diverso da ciò che noi intendiamo per Essere, è folle; tutti sappiamo di cosa ha bisogno qualcosa affinché «sia», affinché «esista»: un tempo in cui scorrere e uno spazio in cui distendersi. Solo da queste logiche premesse derivano tutti gli altri attributi che rendono esistente qualunque Essere: la forma, la qualità, le caratteristiche, il significato, ecc. Questo è, per noi, un «essere», sia esso una sedia piuttosto che nostro cugino. Asserire che possa esistere un Essere che prescinde da questo che a noi stessi è necessario per concepire l’essere, è quindi pura follia, è allucinazione. Cos’è un «solido»? Ciò che impedisce di passarci dentro; questo è «solido» per noi? No, è «solido» comunque, non solo perché ne abbiamo noi un’opinione.
C’è perfino una questione... grammaticale che conforta questo ragionamento intorno all’»essere». La frase «il corpo è ciò che è esteso nello spazio» è un giudizio analitico, cioè il soggetto (corpo) comprende il predicato (esteso). Se si cancella il predicato, si cancella pure il soggetto. Di conseguenza, ciò che è non-esteso è un non-corpo, non è un corpo di altra specie.
Allo stesso modo, la frase «Essere è ciò che è sensibilmente percepibile» è un giudizio analitico, detta pure definizione nominale. Se si leva il predicato (sensibilmente percepibile) si leva il soggetto (Essere), per cui non si va verso un altro Essere ma verso un non-Essere.

Il concetto di Essere, proprio perché è nostro, si regge solo nella sfera della nostra mente, e al di là di essa non c’è nulla.
L’applicazione di tali ragionamenti alla sfera teologica è immediata.
In passato, nel mondo omerico, Dio fu un essere «possibile», tangibile e visibile. Si appalesava nella vita di tutti i giorni, scendeva ad aiutare i combattenti, soffriva di passioni e dei difetti degli umani, era un dio, insomma, «umano» e quindi percepibile.
Ben presto la filosofia si accorse che quello non era dio, non poteva essere un dio: troppo fragile, troppo fallace, troppo grezzo. E allora lo purificò di tutti gli attributi che gli erano incompatibili: lo rese eterno, immutabile, onnipresente, fuori dallo spazio/tempo. Un’operazione necessaria, se si voleva proiettare Dio talmente fuori dalla sfera umana da renderlo mitologico. Tuttavia, così facendo la filosofia gli tolse i caratteri dell’Essere, che invece si regge sulla visibilità e sulla tangibilità.

E’ l’epoca in cui incombe la teologia negativa, sia cristiana sia vedantina: essa nega a Dio l’Essere, il concetto di «è» non gli si può applicare. Scoto Erigena chiama Dio «stante sopra l’Essere». Agostino stabilisce che nessuna delle categorie di Kant si possono applicare a Dio; ma poi furbamente precisa nel senso di Dio sommo Essere. Tutte parole senza concetti. La teologia negativa non fa che confermare la follia del credere in Dio. Dio infatti è inesistente proprio perché non ha le forme dell’Essere: spazio, tempo e categorie.
Si percepisce forse in altro modo, interiormente a noi? E’ ciò che sostiene chi parla di «esperienza religiosa». Ma è solo un problema di equivocità del linguaggio. Un’ «esperienza» è solo quella che ha spazio, tempo e categorie; senza di questi contenuti, quell’esperienza è una non-esperienza, una fantasticheria. Per dimostrare la realtà obiettiva abbiamo bisogno non solo di intuizioni ma sempre di intuizioni esterne; senza il dato sensibile, rimane solo la costruzione immaginaria, il nulla. La cosiddetta «esperienza religiosa» è esattamente il contrario di un’esperienza; è un fatto psicologico non un fatto cognitivo.

Da trenta secoli si «dimostra» Dio e ciononostante non solo ne sono ancora persuasi in pochi ma questi pochi diminuiscono. Se per trenta secoli si volesse dimostrare il sole, questo fatto significherebbe che il sole esiste o che non esiste? E’ evidente che insistere per questa dimostrazione dimostrerebbe solo che l’esistenza del sole è... dubbia. Se fosse certo, basterebbe indicarlo col dito: il sole è là, lo vedono tutti, tutti ne sentono il calore. A noi si rivela il sole, l’albero e la pietra, perché mai l’Essere per eccellenza no?
I teologi, in difficoltà, rispondono a questa argomentazione così: la certezza dell’esistenza di Dio potrebbe condizionare l’Uomo, invece Dio vuole conservare all’Uomo la sua libertà.
Ma un «padre» che si comportasse così sarebbe un pessimo padre. Lasciare all’oscuro i propri figli ottiene il solo risultato di ingolosirli ancora di più, e ciò causa loro pene e sofferenze: quel padre quindi prova gusto a punire. E’ un padre cattivo, quindi non-dio.

Un’ultima questione riguarda gli attributi divini: personalità, mente, bontà e attività.
Da un certo punto di vista, Dio non può non essere persona. Se fosse solo «forza», sarebbe Dio pure l’istinto di un animale, una legge naturale, la selezione. Da un altro punto di vista, la personalità indica la limitazione, distinguere fra il sé e il non-altrui; ma dal momento che questa personalità fosse allargata agli altri (Dio uno e tutti) l’io si confonderebbe con tanti non-io e la personalità svanirebbe: Dio non può neppure essere persona.
La mente. Dio deve essere la mente suprema, ma può possedere una mente? Mente significa pensare, e pensare è un’attività dinamica, fa passare da un’idea a quella successiva, fa raggiungere risultati ulteriori. Ma la mente di Dio si concepisce solo perfetta e completa, quindi immobile, fissa, una mente cioè che non può pensare. Senza la catena di idee che la contraddistingue, la mente sparisce e il pensiero con essa.
 
La bontà. Dio ci serve per porre una barriera di bontà al male che vediamo. Ma è ancora divina una bontà che serve a noi egoisticamente per stare bene?
L’attività. Dobbiamo attribuirgliela, però è inconciliabile. Dio può compiere azioni solo attraverso il tempo e lo spazio. Non si può intendere un essere senza che esso si estenda nello spazio. Lo spazio è una forma ineliminabile per intendere un essere. Quindi, se Dio si estende, è materiale per cui non è più Dio. Sul tempo: se Dio è fuori dal tempo, significa che è una cosa immota, morta. Non ha nulla da fare perché tutto è fatto. Se è dentro il tempo, allora pure esso cambia e si evolve. Ma un Dio che o è morto o è cangiante non può essere Dio.
Il pensiero umano ha creato Dio, e queste contraddizioni lo provano. Cosicché non solo Dio non è, ma è assurdo che sia.

(testo ispiratore: «Apologia dell’ateismo» di Giuseppe Rensi) 

http://www.calogeromartorana.it/dionone.htm

 

Questa breve lettura avra' presto un continuo e verra' presto aggiornata! Seguiteci!

 


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30 giugno 2012 6 30 /06 /giugno /2012 23:03

 

http://www.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/maratea-430x200.jpgSpiagge europee promosse nel 92% dei casi: quasi la totalità delle coste del vecchio continente supera l’esame di balneabilità realizzato dall’Agenzia europea dell’ambiente che ha stilato una pagella delle 22 mila aree marine e lacustri del territorio, promuovendo con un buon voto ben il 77% delle coste. Il 92% riesce comunque a raggiungere la sufficienza.

L’Italia si piazza molto bene in classifica con l’82,3% delle sue spiaggie che strappa un punteggio alto, facendo così meglio della Spagna (79,9), della Francia (60,8%) e della media europea. Ci battono però Cipro (99,1%), Malta e Croazia (97,7%), Grecia (94,1%), Romania e Germania (87,8%), Portogallo (84%). Ad essere bocciati invece l’Olanda (47,4%), la Bulgaria (49,5 %) e il Belgio (52,1%).

Il tren rispetto al 1990 è di certo in netto miglioramento, ma la strada da fare è ancora lunga, come spiega Jacqueline McGlade, la biologa che dirige l’European Environment Agency: “La nuova direttiva tutela ancora di più i nostri cittadini. Servirà ad alzare ulteriormente lo standard di depurazione: in alcuni paesi ci sono ancora problemi legati alle sostanze chimiche usate in agricoltura e all’insufficienza della rete fognaria. Dobbiamo fare un altro sforzo”. Per l’Italia in particolare, il lavoro da fare si deve concentrare soprattutto sul versante dei fiumi, dei laghi e delle acque sotterranee.

 

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29 giugno 2012 5 29 /06 /giugno /2012 22:56

Il 2003 è stato un anno estivo con temperature che hanno causato in tutta Italia, morti e siccità.  Le nazioni dell’Europa Centro-occidentale, l’Italia e la Penisola Iberica furono le  Regioni maggiormente colpite. Per 3 mesi o addirittura 4, se si considera l’Europa Sud-occidentale, l’alta pressione Africana si estese sul nostro continente senza concedere tregua, dando luogo ad una ondata di calore lunga un’intera stagione e così intensa da non avere paragoni. In quel periodo la popolazione dell’Europa occidentale fu stremata dal caldo con migliaia di vittime, specialmente in Francia. Da allora, ogni volta che l’Estate si avvicina, aumentano i timori che un simile evento possa tornare. Ma quali sono le cause che resero così rovente l ‘Estate di quell’anno? Prima di rispondere a questa domanda vediamo cosa è cambiato nella circolazione estiva negli ultimi 2 decenni.Negli ultimi 20 anni sull Mediterraneo e sull’Europa Occidentale, l’invadenza degli anticicloni è aumentata in qualsiasi stagione dell’anno con una diminuzione della piovosità ed un aumento delle ondate di calore nel semestre caldo.

 

 

L’elemento chiave è il fatto che a regolare il tempo dell’Europa e del bacino mediterraneo,  non è più l’anticiclone delle Azzorre, ma quello subtropicale Africano: a partire dagli inizi degli anni ’90 l’anticiclone delle Azzorre ha spostato il suo centro d’azione in pieno Atlantico, con una forte propensione a disporsi lungo i meridiani. Al suo posto, cioè nei pressi delle Isole Azzorre, si è andata spesso a formare una vasta lacuna barica che di fatto ha convogliato a sè le perturbazioni atlantiche, normalmente destinate all’Europa. Questo stato di cose ha innescato una  risalita di masse d’aria calda e secca dal Deserto del Sahara in direzione del Continente. Proprio per questo motivo le ondate di calore sono divenute sempre più durature e frequenti tanto è che già estati come quelle del 1994, 1997, 1998 sono state lunghe e calde. Tuttavia, anche in queste stagioni infuocate non erano mancati alcuni periodi di refrigerio cosa che invece non è accaduta nel 2003.

Alla fine di Aprile 2003, l’anticiclone africano invade il Mediterraneo Centro Occidentale, vengono oltrepassati i 30 gradi nei Paesi Mediterranei. Con l’avvento di Maggio l’Anticiclone si radica sul Mediterraneo. Continui affondi Atlantici verso le Canarie incentivano l’anticiclone Africano a conquistare gran parte d’Europa.  Le carta illustra la situazione relativa al 26 Aprile, 5 Giugno, 22 luglio e 11 Agosto 2003. Come si vede l’anticiclone Africano rimane continuamente disposto verso l’Europa. Con il progredire della Stagione il caldo sfiora i 40 gradi su molti paesi Europei, Italia compresa, ed il continuo aumento del tasso di umidità contribuisce a rendere opprimente il periodo. Il culmine del caldo arriva l’11 Agosto del 2003, in quella che viene ricordata la giornata più calda dell’intera stagione in Europa ed in Italia. Soltanto con la fine di Agosto l’anticiclone Africano collassa su se stesso, ponendo fine al caldo eccezionale.

 

Nell' attuale situazione per quanto concerne il 2012 e la sua estate, sembra ripetersi il caldo asfissiante e duraturo di in periodo che avrà un vanto simile a quello registrato nel 2003.Nuovamente il ciclone sub tropicale si affaccia sull' Europa e lascia l' impressione di voler stazionare per un periodo di tempo abbastanza prolungato.Nuovamente si ripropone la sitazione della siccità sui campi e raccolti di frutta e verdura.Il sole ha fatto anche salire il livello di ozono, rimasto comunque sotto il livello di allarme. Intanto sono otto le sale operative attivate da Palazzo Marino per il 'piano caldo'.L’arrivo dell’ennesimo l’anticiclone africano che ha iniziato a spingere dall’entroterra tunisino e algerino verso il mediterraneo, determinera’ nei prossimi tre giorni l’arrivo di un’ondata di calore di livello tre, con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche. Il caldo di quest' anno sarà articolato in ondate di roventi sbuffate derivanti dall' Africa, sempre più in maniera incisiva: qualcosa è cambiato nel nostro clima e dovremo aspettarci in modo più diretto, problemi derivanti da un clima che oramai assomiglia al tropicale: quanto durerà questo caldo raramente alternato a rinfrescate atlantiche?Quest' anno sarà diverso da altri, forse il primo di una serie che è già stato definito come l' anno del cambiamento.Anche in altre zone del mondo, forti variazioni di temperature interessano intere nazioni: una intensa ondata di calore ha colpito nuovamente i territori contigui degli Stati Uniti d’America, con la caduta di numerosi record mensili e assoluti in più giorni. Stavolta l’intensa onda di calore, proveniente dall’entroterra desertico messicano, si è concentrata tra gli stati del Colorado, Nebraska e Kansas. La risalita di masse d’aria molto calde e “roventi” dalle regioni desertiche del Messico settentrionale ha dato luogo all’inusuale scaldata che è divenuta davvero insopportabile, visto gli elevatissimi valori termici raggiunti. In molte località di questi stati la colonnina di mercurio ha ampiamente sfondato il muro dei+40° +42°, con picchi sui +44° +45° all’ombra. L’ondata di calore è stata davvero forte, tanto da permettere di eguagliare il record assoluto di caldo dello stato del Colorado. Las Animas è riuscita a stabilire una temperatura massima di ben +45.6°, eguagliando cosi il record assoluto di caldo dello stato del Colorado che era stato stabilito dalla stessa Las Animas, ma il 1 Luglio 1933.

 Gli effetti psicologici delle ondate di calore come quella che sta per interessare il nostro paese sono stati descritti in diversi studi, e tutti puntano a uno ‘scompenso’ dovuto alla temperatura. “A temperature piu’ alte sono associati tassi maggiori di aggressioni, stupri, furti, ma non di omicidi – scrive ad esempio l’associazione internazionale Psychologists for Social Responsibility in un documento sui cambiamenti climatici – forse perche’ piu’ persone escono di casa quando fa caldo, e l’omicidio tende ad essere commesso di piu’ in casa”. Con l’aumento della temperatura, affermano ad esempio le statistiche dell’Fbi, i crimini violenti possono salire fino al 20%, mentre un’analisi delle chiamate alla polizia per le violenze domestiche pubblicata da biometeorology ha trovato un raddoppio quando la temperatura supera i 30 gradi. Secondo alcuni studi il fenomeno avverrebbe solo fino a una certa soglia: “Sopra i 32 gradi il tasso comincia ad abbassarsi”, scrivono ad esempio James Rotton ed Ellen Cohn della Florida International University su Environment and Behavior a partire dai dati della citta’ di Minneapolis – ma la temperatura cambia a seconda della citta’ presa in considerazione”. Oltre alle spiegazioni ‘comportamentali’, basate sul fatto che si esce di piu’, ce n’e’ anche una ‘biologica’: “Il corpo umano genera adrenalina e testosterone in risposta a un caldo eccessivo – scrive John Simister della University of London su Stress and Health – questo tiene la temperatura entro limiti accettabili, ma ha come effetto collaterale un aumento dell’aggressivita’”. Anche senza arrivare alla violenza, il calore eccessivo ha molti effetti psicologici negativi: un tentativo di misurarli e’ ad esempio quello dell’Hospital del Mar di Barcellona, che ha studiato i ricoveri in due reparti psichiatrici durante l’ondata di calore del 2003: “Non c’e’ differenza nel numero di ricoveri, ma cambiano molto le patologie – scrivono sugli Actas Espanolas de Psiquiatria – l’ondata di calore e’ associata a una maggiore propensione ai comportamenti violenti e all’abuso di sostanze, mentre calano l’ansia e l’uso di benzodiazepine”. Secondo i dati raccolti i ricoveri legati all’abuso di alcol raddoppiano, mentre aumentano del 10% circa i casi di schizofrenia e del 23% quelli di depressione, mentre quelli per uso di droghe arrivano a triplicare. Dall’altra parte cala l’ansia, i cui ricoveri calano di un terzo. Tra le precauzioni per affrontare le ondate di calore, e’ bene ricordare di limitare per quanto possibile la permanenza all’aperto nelle ore piu’ calde della giornata, tra le ore 11 e le 17, di bere molto e spesso, anche quando non si ha sete, evitando alcol e caffeina, bibite gassate o contenenti zuccheri e, in generale, bevande ghiacciate o fredde. Fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea, utilizzare climatizzatori regolando la temperatura dell’ambiente con una differenza di non piu’ di 6/7 gradi rispetto a quella esterna. Se si utilizzano ventilatori, infine, evitare di rivolgerli direttamente sul corpo. Particolare attenzione va prestata nei confronti dei bambini molto piccoli, degli anziani con patologie croniche, ad esempio i diabetici che devono assumere insulina o le persone con scompenso cardiaco, o che vivono da soli, di chi ha difficolta’ ad orientarsi nel tempo e nello spazio, delle persone non autosufficienti, oltre che di quanti lavorano all’aperto o in ambienti nei quali c’e’ produzione di calore.

 

fonte (in parte)

 

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27 giugno 2012 3 27 /06 /giugno /2012 05:38

Secondo i dati raccolti nel 2005 dalla rete Spes (Sorveglianza pediatri sentinella) dell’Iss, la varicella è stata la malattia infettiva più frequente in Italia, con un’incidenza di 40 casi per 1000, leggermente in calo rispetto al 2004 e senza rilevanti differenze per area geografica. I principali picchi di incidenza si sono osservati in primavera (marzo-maggio) e a dicembre. La fascia di età più colpita è stata quella dei bambini tra 1 e 4 anni di età, con un’incidenza di 73 casi per 1000.

L' epidemia di varicella che è in corso in diverse regioni italiane, soprattutto nel Nord,  non e’ prevista la vaccinazione generalizzata. Provvidenziale, quindi, che  molti asili ancora aperti fino a fine giugno, dovranno chiudere per una riduzione dei contagi.Il disagio dei genitori è notevole, dato che non tutti potranno trovare in tempi rapidi, opzioni secondarie: meglio il bimbo con la varicella o un disagio?

La varicella è una malattia comune tra i bambini, in particolare tra quelli al di sotto dei 12 anni. Un rash di macchie pruriginose che somigliano a vesciche si possono manifestare su tutto il corpo e possono essere accompagnate da sintomi simil-influenzali, sintomi che di solito scompaiono senza trattamento.Poiché l’infezione è molto contagiosa, un bambino infetto da varicella deve rimanere a casa e riposarsi fino a quando i sintomi non sono scomparsi del tutto.

La varicella è causata dal virus varicella-zoster (VZV). I bambini possono essere protetti dal virus responsabile della varicella attraverso la somministrazione del vaccino contro la varicella :  Prendere il vaccino contro la varicella abbassa notevolmente nel bambino la possibilità di contrarla, anche se non esclude lo sviluppo dell’herpes zoster in seguito.

L’ondata di casi quest’anno si e’ presentata in maniera piu’ aggressiva, con un ritardo di un mese a causa della bella stagione che si e’ fatta attendere. Quindi ora l’epidemia si sta prolungando in questi giornate di caldo, “con tutti i disagi per i piccoli pazienti afflitti dalle fastidiose vescicole tipiche della malattia“, spiega Susanna Esposito, presidente della Societa’ italiana di infettivologia pediatrica (Sitip) e direttore della prima clinica pediatrica del Policlinico Milano. “Negli anni scorsi – spiega l’esperta all’Adnkronos Salute – con l’arrivo precoce delle belle giornate primaverili i contagi rimanevano contenuti grazie al tempo passato dai bambini all’aria aperta. Il lungo periodo di maltempo al Nord dei mesi passati ha invece spostato in avanti e prolungato l’epidemia“.

 

 



La varicella è contagiosa da circa 2 giorni prima dell’eruzione cutanea fino a che tutte le vesciche hanno sviluppato la crosta e oltre; il periodo di incubazione, su cui non tutte le fonti concordano, è stimabile fra i 10 ed i 20 giorni.

  L’Italia è il primo Paese europeo ad aver registrato il vaccino contro la varicella in uso negli USA e potrebbe essere anche il primo a raccomandare l’uso della vaccinazione. Dibattito aperto, però, sulle strategie di utilizzo e sulle modalità dell’offerta vaccinale, a cui è stato dedicato un incontro all’Istituto superiore di sanità lo scorso 12 febbraio 2012, promosso dal reparto di malattie infettive del Leb.

       Una vaccinazione può rendersi quasi obbligata per evitare disagi futuri.

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24 giugno 2012 7 24 /06 /giugno /2012 20:57

 

L'iniziativa è già stata avviata dal 16 giugno, i distributori ENI hanno voluto aumentare la loro popolarità in un modo molto particolare, abbassando di 20 cent al litro, il costo ormai altissimo del carburante.Benzinai e distributori Eni Station Torino: promozione carburante di sabato e domenica
Dalle ore 13.00 di sabato fino alle 24 di domenicaTorino ci sono diversi distributori che posso indicarvi, in modo da non dover girare nella città per trovare gli sconti sopracitati:



- largo Palermo 69
- corso Potenza, angolo via Calabria
- via Botticelli 62
- corso Casale 292
- corso Giulio Cesare 318
- piazzale San Gabriele di Gorizia 202
- corso Vercelli 272
- lungo Stura Lazio 101
- via Guido Reni 163
- strada Comunale di Altessano 160
- corso Orbassano 269
- strada San Maurizio 139
- corso Francia 401
- corso Traiano 146
- via Onorato Vigliani 176
- strada Settimo 308

ovviamente l' iniziativa non rigurda solo Torino, la pubblicità in televisione parla chiaro.Riguarda tutta l' Italia, quindi se dovete fare benzina...programmatevi il fine settimana per farlo!

 

 

 

 



 



Potrebbe interessarti: http://www.torinotoday.it/economia/distributori-benzinai-eni-station-torino-promozione.html
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22 giugno 2012 5 22 /06 /giugno /2012 15:47

 

Maturità 2012 terza prova materie


AP/LaPresse

Anche quest’anno gli studenti italiani all’ultimo anno delle superiori dovranno affrontare il loro primo esame dell’età adulta, la maturità, che per il 2012, è iniziata questa mattina, mercoledì 20 giugno, con il tema d’italiano. Dopo la seconda prova, che rappresenta l’indirizzo specifico scelto dai ragazzi durante i cinque anni, come lingue per il liceo linguistico o matematica per lo scientifico, ci sarà anche la tanto temuta terza prova. Quali saranno le materie che capiteranno nell’ultimo test prima degli esami orali?

La norma prevede che tutte le materie possano essere oggetto d’esame e che non debbano essere comunicate prima del giorno della prova. Anche la tipologia in sé deve rimanere segreta: fino all’ultimo i maturandi non devono sapere se sarà a domanda chiusa o aperta o ancora se consisterà in una trattazione sintetica. In ogni caso, la commissione, formata da professori interni ed esterni all’istituto in questione, deve sottoporre agli studenti un sunto di quello che è stata la loro preparazione nei tre anni precedenti. Devono anche essersi esercitati in quella tipologia: la prova non dovrebbe essere del tutto sconosciuta agli studenti. Ovviamente non esiste una regola precisa che possa permettere di sapere con certezza quali saranno quelle che dovranno affrontare i maturandi, ma ci sono dei consigli che si possono seguire, per cercare d’avere un’idea più precisa, anche se parziale, della temuta terza prova.

Come prima cosa, bisogna pensare al numero di commissari interni ed esterni e alle loro materie d’insegnamento. Ovviamente a questo punto dell’anno si sanno già quali sono quelli che accompagneranno gli studenti in questa difficile prova. Per questo motivo, è sempre meglio, anche in vista del colloquio orale, avere bene in mente questi campi per prepararsi in maniera più approfondita in quelle materie di cui i commissari sono esperti, a meno che non siano ovviamente già usciti in seconda prova. In particolar modo spesso capita che, se uno dei professori è di lingua, una delle domande riguardi proprio l’inglese, il francese, il tedesco, insomma una di quelle studiate dai ragazzi nel corso del triennio.

La correzione dei test di norma è collegiale ma spesso le singole prove vengono controllate dal docente quindi professore interno e/o esterno che si occupa normalmente di quell’ambito di studi. Non si può assolutamente avere la certezza che questo sistemi funzioni in tutti i casi, tuttavia è un buon modo di mettersi a vento con le probabilità per le materie più plausibili in campo per la terza prova della maturità 2012.

 

 

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21 giugno 2012 4 21 /06 /giugno /2012 15:39

 

Maturità 2012 terza prova: esempi e consigli

Dopo qualche giorno di meritato riposo, lunedì 25 giugno i quasi mezzo milione di studenti che sono impegnati nell’esame di maturità 2012 saranno attesi dalla terza prova, sicuramente quella più temuta: il test multidisciplinare. A differenza delle prime due prove, le domande e le materie su cui verterà il test, che ha lo scopo di verificare la conoscenza degli studenti in alcune delle materie oggetto di studio nell’ultimo anno scolastico, saranno decise dalle singole commissioni d’esame e saranno, quindi, diverse da classe a classe.

 

Maturità 2012 terza prova: esempi e consigli

Dopo qualche giorno di meritato riposo, lunedì 25 giugno i quasi mezzo milione di studenti che sono impegnati nell’esame di maturità 2012 saranno attesi dalla terza prova, sicuramente quella più temuta: il test multidisciplinare. A differenza delle prime due prove, le domande e le materie su cui verterà il test, che ha lo scopo di verificare la conoscenza degli studenti in alcune delle materie oggetto di studio nell’ultimo anno scolastico, saranno decise dalle singole commissioni d’esame e saranno, quindi, diverse da classe a classe.

Dopo i consigli per combattere l’attesa dell’esame, eccone alcuni su come prepararsi per sostenere al meglio la terza prova dell’ultimo esame della scuola dell’obbligo.

Prima di tutto è importante sapere che nel test multidisciplinare potranno essere previste domande solo sulle materie per le quali i professori membri della commissione sono abilitati all’insegnamento. Una volta che sono noti i professori che compongono le commissioni, quindi, concentrate la vostra attenzione maggiormente su quelle materie.

Molti impauriti studenti, poi, si chiedono come sia possibile ricordarsi tutto, ma proprio tutto il programma che è stato sviluppato durante l’anno. Un consiglio che possiamo darvi, tenuto conto della scarsità del tempo a vostra disposizione per il ripasso, è quello di concentrarsi sui concetti fondamentali di ogni singola materia. La tipologia propria del test, infatti, non rende indispensabile una conoscenza dettagliata, perché per gli approfondimenti ci sarà tempo durante l’orale.

Ricordatevi di leggere sempre attentamente le domande e di non essere troppo frettolosi nel dare le risposte. Infatti è meglio prendersi un po’ più di tempo e dare una risposta in meno che sbagliarne una. Inoltre, è sempre meglio rispondere prima alle domande di cui si è sicuri della risposta. Su quelle in relazione alle quali si hanno dei dubbi, è meglio tornarci successivamente, in modo da dosare meglio il tempo a disposizione.

Nelle domande a risposta aperta, poi, è importante centrare bene l’argomento richiesto, in modo da scrivere ciò che è realmente essenziale ed evitare dispersioni che fanno solo perdere tempo. Nelle domande a risposta multipla, invece, può essere utile escludere subito quelle vi sembrano certamente errate, per poi concentrarvi su quelle che rimangono cercando di evidenziare le sfumature che le differenziano per decidere correttamente quale casella barrare.

Infine, al termine è bene rileggere il tutto con attenzione. Qualche errore, infatti, può sempre sfuggire.

Se volete provare alcune utili simulazioni e avere alcuni esempi su come potrebbe essere il test multidisciplinare, ecco alcuni link che potrebbero interessarvi e aiutarvi nello studio:

Matematicamente.it

Tramontana.it

Treccani.it

edsscuola.it

Non ci resta che fare un grosso in lupo a tutti gli studenti che affronteranno la tanto temuta terza prova della maturità!

 

 

 

 

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21 giugno 2012 4 21 /06 /giugno /2012 15:34

 

Maturità 2012

Se ieri è stata la giornata della prima prova degli Esami di Maturità 2012, il tema di italiano, quella odierna prevede invece che i quasi 500mila maturandi italiani si misurino con la seconda prova dell’Esame di Stato. A differenza della prima prova già risolta, che aveva tracce identiche per tutte le scuole d’Italia, la seconda è invece ufficialmente dichiarata prova di indirizzo, poichè le materie differiscono in base al corso di studi scelto. Per il liceo classico, la versione di greco è di Aristotele, autore che da tempo non usciva alla Maturità (addirittura dal 1978).

 

Maturità 2012

Se ieri è stata la giornata della prima prova degli Esami di Maturità 2012, il tema di italiano, quella odierna prevede invece che i quasi 500mila maturandi italiani si misurino con la seconda prova dell’Esame di Stato. A differenza della prima prova già risolta, che aveva tracce identiche per tutte le scuole d’Italia, la seconda è invece ufficialmente dichiarata prova di indirizzo, poichè le materie differiscono in base al corso di studi scelto. Per il liceo classico, la versione di greco è di Aristotele, autore che da tempo non usciva alla Maturità (addirittura dal 1978).

 

Ricordiamo che Internet è particolarmente protagonista quest’anno della Maturità, in quanto per la prima volta il famigerato plico con i fogli inviati da Roma è stato sostituito con un nuovissimo plico telematico, inviato nei giorni precedenti alle prove alle diverse scuole, che però possiedono fino alla mattinata del test solo di una delle due chiavi elettroniche necessarie per aprirlo. L’altra viene invece fornita all’ora stabilita dai funzionari del Ministero dell’Istruzione.

La prima sperimentazione di ieri ha funzionato, fanno sapere dal MIUR: le misure di sicurezza si sono rivelate sufficienti e gli hacker non sono riusciti a scoprire e a far circolare online le tracce della prima prova della Maturità 2012 prima dell’inizio della stessa. Qualche piccola difficoltà si è avuta nello scaricamento delle tracce in alcuni istituti, ma tutto sommato si è trattato di problemi limitati e risolvibili. Nelle prossime ore sapremo se questo varrà anche oggi.

E, come di consueto, stamattina si è ripetuto l’assalto al web, con i maturandi che, dopo aver trascorso la nottata alla ricerca di preziose anticipazioni, si sono scatenati sugli schermi di computer, smartphone e tablet per conoscere le tracce e anche le soluzioni delle seconde prove. La prova è cominciata questa mattina alle 8:30 e il contenuto, all’apertura delle buste, è subito stato reso pubblico ed è finito online. La durata complessiva del test è comunque di sei ore, ma non è possibile consegnare l’elaborato se non prima che siano trascorse tre ore dall’inizio.

Come ogni anno gli studenti del liceo classico sono chiamati a tradurre la temibile versione, che quest’anno prevede un testo in lingua greca. Si tratta di una delle prove più difficili in assoluto, come sanno bene tutti coloro che frequentano questo tipo di istituto, anche se la difficoltà della prova, naturalmente, dipende dall’autore. Le prime indiscrezioni sono state confermate: si tratta di Aristotele, il filosofo e scienziato greco considerato il primo grande esponente dell’immanenza e uno degli autori più complessi da tradurre. Il titolo del testo proposto è ‘Non il caso ma la finalità regna nelle opere della natura’. Si tratta di una versione lunga mezza pagina, un brano non particolarmente breve. Si tratta di un brano tratto dal ‘De partibus anumalium’ tradotto dal Lanza per edizioni Laterza, che inizia con ‘Δει με δυσχεραινει παιδικος υεν περί’ e termina con ‘α μέ συμβαινει κοριζομενα ποτε τες ουσιας αυτον’.

Scarica il testo ufficiale della seconda prova della Maturità 2012, la versione di Greco, in PDF!

 

 

 

 

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