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18 febbraio 2012 6 18 /02 /febbraio /2012 08:52

Hsing Nu, il popolo adoratore delle stelle

tratto da: http://umsoi.org

Un popolo enigmatico è quello degli Hsing Nu, dei quali pochissimo sappiamo tuttora, se non che praticavano una curiosa forma di religione astrale, per cui sono stati definiti «adoratori delle stelle». Di loro, e del mistero che li avvolge e che avvolge specialmente la loro fine, ha parlato, tra gli altri. anche il pioniere dell’archeologia spaziale in Italia, Peter Kolosimo, in uno dei suoi libri più famosi e intriganti, Terra senza tempo (Sugar Editore, Milano), nei seguenti termini:

Gli Hsinhg Nu non erano certo contraddistinti da un alto livello civile, ma, per molti versi, le testimonianze indirettamente pervenuteci sui loro monumenti c’indurrebbero a pensare il contrario: ci troviamo di fronte , insomma, ad uno dei tanti inspiegabili contrasti propri alle antiche culture.

Gli Hsing Nu abitavano una regione del Tibet settentrionale, a sud della grandiosa catena del Kun Lun, una zona ora desertica, in gran parte inesplorata. Non erano d’origine cinese: si pensa fossero arrivati laggiù dalla Persia o dalla Siria; i rinvenimenti effettuati, infatti, ci riportano ad Ugarit e, in particolare, alle raffigurazioni del dio Baal, dal lungo elmo conico e dal corpo ricoperto d’argento.

Quando, nel 1725, l’esploratore francese padre Duparc scoprì le rovine della capitale degli Hsing Nu, quel popolo, annientato dai Cinesi, apparteneva già da secoli alla leggenda. Il monaco poté ammirare i ruderi d’una costruzione nel cui interno s’ergevano più di mille monoliti che dovevano un tempo essere rivestiti con lamine d’argento (qualcuna, dimenticata, dai predatori, era ancora visibile), una piramide a tre piani, la base d’una torre di porcellana azzurra ed il palazzo reale, i seggi del quale erano sormontati dalle immagini del Sole e della Luna. Duparc vide ancora la ‘pietra lunare’, un masso d’un bianco irreale, circondata da bassorilievi raffiguranti animali e fiori sconosciuti.

Nel 1854 un altro francese, Latour, esplorò la zona, rinvenendo alcune tombe, armi, corazze, vasellame di rame e monili d’oro e d’argento ornati con svastiche e spirali. Le missioni scientifiche che, più tardi, si spinsero laggiù, reperirono soltanto qualche lastra scolpita, avendo la sabbia, nel frattempo, seppellito i resti della grande città. Fu nel 1952 che una spedizione sovietica tentò di portare alla luce almeno una parte dei ruderi.

Gli avventurieri della scienza si sottoposero a un lungo, massacrante lavoro, senza poter contare su strumenti adeguati, il cui trasporto in quelle regioni appariva impossibile; purtroppo essi riuscirono soltanto a strappare al deserto l’estremità d’uno strano monolite aguzzo, che sembrava la copia identica di quello della città morta africana di Simbabwe, con alcuni graffiti.

Dai monaci tibetani, però, gli studiosi russi appresero vita, morte e miracoli degli Hsing Nu. Furono loro mostrati antichissimi documenti in cui la piramide a tre piani era descritta sin nei minimi particolari. Dal baso all’alto, le piattaforme avrebbero rappresentato «la Terra Antica, quando gli uomini salirono alle stelle; la terra di Mezzo, quando gli uomini vennero dalle stelle; e la Terra Nuova, il mondo delle stelle lontane».

Che cosa significano queste parole sibilline? Vogliono forse dirci che gli uomini raggiunsero chissà quale pianeta in un passato senza ricordo, che tornarono poi al loro globo d’origine e che, alfine, non ebbero più modo di comunicare attraverso lo spazio? Non lo sapremo probabilmente mai, ma i Tibetani pensano che sia in effetti così., affermano che quel popolo cercò nella religione il proseguimento dei viaggi cosmici, cullandosi nella credenza che le anime dei defunti salgano in cielo per trasformarsi in astri.

Interessantissima è la descrizione dell’interno del tempio, che collima in parecchi punti con quella resa da padre Duparc. Su un altare – rivelano le vecchie cronache tibetane – era posta la «pietra portata dalla Luna» («portata», non «venuta»;non si sarebbe trattato, quindi, d’una meteorite), un frammento di roccia d’un bianco latteo, circondato da magnifici disegni rappresentanti la fauna e la flora della «stella degli dei». E dei monoliti a forma di fusi sottili, rivestiti d’argento. Sono animali e piante d’un pianeta colonizzato da cosmonauti preistorici, monumenti eretti a simboleggiare le loro astronavi?

Prima d’un «cataclisma di fuoco», gli Hsing Nu sarebbero stati civilissimi ed avrebbero coltivato diverse straordinarie scienze, le stesse che sono ancor oggi vive fra i Tibetani: essi sarebbero stati non solo in grado di «parlarsi a distanza», ma addirittura di comunicare con il pensiero attraverso lo spazio. Gli individui sopravvissuti alla catastrofe sarebbero precipitati nella barbarie, non conservando dell’antica grandezza che il ricordo deformati dalla superstizione.

Leggende, favole, superstizioni? Forse.

Tuttavia, noi sappiamo che le leggende non nascono mai per caso: si tratta solo di avere l’umiltà e la perseveranza di continuare a scavare intorno ad esse, con mente sgombra da pregiudizi scientisti, per veder riemergere, poco alla volta, il fondo di verità da cui sono nate.


Donne tibetane

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13 febbraio 2012 1 13 /02 /febbraio /2012 10:00

 

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12 febbraio 2012 7 12 /02 /febbraio /2012 10:58

http://www.tantobenessere.com/wp-content/uploads/2012/02/difendersi-dal-freddo-e1328375470547.jpgSe si pensava di aver già superato e affrontato le temperature più basse della stagione, ci si sbagliava. L’inverno porta con sé gelide sorprese ed è bene sapere come comportarsi per ripararsi al meglio dal freddo.

In una stagione in cui influenza e raffreddore sono sempre in agguato è meglio non rischiare.
Anche il ministero della salute ha deciso di dare qualche consiglio in merito; si tratta di “regole” molto semplici da seguire che talvolta potrebbero risultare superflue ma in realtà non lo sono affatto.

Prima regola, fra tutte quelle per proteggersi dal freddo, è di regolare la temperatura degli ambienti seguendo quelle consigliate: se si svolge un’attività sedentaria, ad esempio in ufficio, si dovrebbero mantenere i 19-22° all’interno dell’ambiente con una relativa umidità del 40/50% e una velocità d’aria di 0,10- 0,15 ms.
E’ molto importante, inoltre, curare l’umidificazione degli ambienti casalinghi riempiendo le apposite vaschette dei radiatori per non rendere l’aria troppo fredda e secca.

Un buon isolamento di porte e finestre non è solo una norma consigliata per ridurre spifferi d’aria e correnti fredde, ma è indispensabile per non disperdere il calore che si crea ogni volta che si accende il riscaldamento.

Spesso i bambini e gli anziani sono i più soggetti ai malanni causati dal freddo, quindi è bene assicurarsi che la loro temperatura corporea sia ottimale.

Durante la giornata sarebbe bene consumare pasti caldi, così anche come bevande calde ed evitare di bere alcolici. Questi favoriscono la dispersione del calore corporeo e non aiutano contro il freddo, nonostante spesso si creda il contrario.

Inutile dire che è sconveniente uscire nelle ore più fredde della giornata, come la mattina presto e la sera. Le ore notturne sono quelle che nuocciono di più a chi soffre di malattie cardiovascolari e respiratorie.
Quando, però, uscire è indispensabile bisogna fare attenzione a coprirsi bene: sciarpa, guanti, soprabito e cappello… Non si deve sottovalutare nemmeno il minimo dettaglio!
Un errore che fanno in molti è quello di non spogliarsi all’interno di un ambiente caldo, rischiando così di sudare. Questo comportamento è assolutamente scorretto poiché uscendo ci si raffredda di nuovo.

Ultimo consiglio, ma non meno importante, è quello di portare con sé coperte e bevande calde se si viaggia in automobile.

 

 

Fonte Sapere.it 

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11 febbraio 2012 6 11 /02 /febbraio /2012 00:06
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8 febbraio 2012 3 08 /02 /febbraio /2012 22:09

I cambiamenti climatici prodotti dal CO2 sono solo un’invenzione dei politici manipolati da un gruppo di scienziati legati a Greenpeace e al Wwf: a sostenere la provocatoria tesi non e’ un ultraconservatore americano ma il chimico tedesco con tessera della Spd Fritz Vahrenholt, gia’ ministro dell’Ambiente nella Citta’-Stato di Amburgo. Nel suo “Il sole freddo”, un libro scritto insieme al geologo Sebastian Luenug e a un team di eminenti scienziati, Vahrenholt solleva forti dubbi sui legami tra inquinamento e innalzamento della temperatura terrestre. Lo Spiegel ha pubblicato una lunga intervista in cui Vahrenholt, 62enne manager per le energie rinnovabili del colosso Rwe, dice di vedere all’orizzonte un’”ecodittatura” pronta a soffocare ogni voce contraria alla visione sul clima ormai dominante. “Il dibattito sul clima ha ormai assunto toni inquisitori”, lamenta il manager, “sono curioso di vedere quale ministero della Verita’ presentera’ una denuncia nei miei confronti”. In effetti il settimanale di Amburgo scrive che una conferenza di Vahrenholt prevista all’universita’ di Osnabrueck e’ stata annullata improvvisamente, mentre “nessuno dei dirigenti socialdemocratici ha voluto commentare le tesi dell’illustre compagno”, anche se il capogruppo della Spd al Bundestag, Frank-Walter Steinmeier ha potuto leggere il libro prima dell’uscita in libreria.- Nell’intervista Vahrenholt attacca duramente l’agenzia dell’Onu sul clima (Ipcc), che avrebbe nascosto in un rapporto condensato per i politici gli argomenti che contrastano con la teoria del riscaldamento climatico prodotto dal CO2. “Nel rapporto completo le cause naturali dei mutamenti climatici come il sole e l’oscillazioni delle correnti marine esistono, ma nella versione per i politici sono state espunte”, spiega il manager-scienziato. Il risultato e’ che “fino ad oggi i politici ignorano che nuovi studi mettono seriamente in dubbio la predominanza del biossido di carbonio, che da solo non riuscira’ mai a provocare un riscaldamento di oltre due gradi entro la fine del secolo”. Anche le nuove ricerche del Cern sulla creazione di particelle di aerosol nelle nuvole dovute alle particelle cosmiche “farebbero traballare l’intera previsione dell’Ipcc, che pero’ non indaga su questo meccanismo”. Vahrenholt aggiunge che “dei 34 componenti ritenuti indipendenti, che scrivono il rapporto di sintesi per i politici, quasi un terzo e’ legato ad organizzazioni ecologiste come Greenpeace ed il Wwf, non e’ un po’ strano”?. Lo studioso conclude che “per l’Ipcc e per i politici da esso influenzati esiste in pratica solo il CO2.
L’importanza del sole per il clima viene sistematicamente sottovalutata, quella del biossido di carbonio sistematicamente sopravvalutata. Con cio’ tutte le previsioni sul clima sono basate su presupposti errati”. A dare manforte a Vahrenholt interviene sulle colonne della Bild Werner Weber, uno scienziato dell’universita’ di Dortmund, secondo il quale “gia’ a scuola si inculcano nella testa dei bambini scenari da fine del mondo sui mutamenti climatici causati dall’uomo”. In realta’, contesta lo studioso, “negli ultimi 150 anni il nostro pianeta si e’ riscaldato di soli 0,8 gradi, con l’Ipcc che viene a raccontarci come il riscaldamento sia stato prodotto quasi esclusivamente dal CO2″. “Per meno della meta’ di questi 0,8 gradi e’ responsabile l’umanita’, con l’altra meta’ non abbiamo nulla a che vedere!. Weber ricorda che mille anni fa l’attivita’ solare e’ stata per alcuni secoli piu’ intensa che in precedenza, con il risultato che durante questa fase calda medievale “la temperatura del pianeta e’ stata cosi’ elevata che i Vichinghi hanno coltivato la Groenlandia (Terra verde), ma un paio di secoli dopo il sole ha invertito la rotta con la ‘piccola epoca glaciale’. Sulla Terra ci fu un freddo glaciale ed i Vichinghi furono costretti ad abbandonare i loro insediamenti in Groenlandia”. Come Vahrenholt anche Weber ricorda che “illustri studiosi del sole hanno scoperto che l’attivita’ della nostra stella di riferimento sta diminuendo da circa 15 anni e continuera’ a farlo almeno fino al 2030″.

 

tratto da:http://www.meteoweb.eu/

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6 febbraio 2012 1 06 /02 /febbraio /2012 23:35
 
A Mountain View sembra siano presi da un’iperattività che lascia sinceramente sconcertati. Techcrunch presenta l’ultima novità di Google, Solve for X.
IL PROGETTO – Si tratta di una piattaforma beta a inviti nata per attirare innovatori globali che possano presentare piccole presentazioni e soluzioni che abbiano come scopo ultimo quello di migliorare il pianeta. Piani per uno sfruttamento razionale dell’energia, per la desalinizzazione delle acque, per la riduzione dei rifiuti, per la riduzione dei cambiamenti climatici. Tutti questi sono bene accetti sulla nuova piattaforma della grande G.
 
LO SCOPO - Il sito descrive Solve for X così:
Un posto in cui i curiosi possono recarsi per sentire parlare di idee radicali per risolvere i problemi del mondo. Radicali nel senso che devono aiutare miliardi di persone. Radicali nel senso che l’audacia delle proposte le renda quasi impossibili, fantasiose. Radicali nel senso che dovrà arrivare una svolta tecnologica che ci consenta di guardare al futuro con fiducia sperando che questi progetti vedranno la luce
GLI OBIETTIVI - Le presentazioni dei progetti su Solve for X potranno durare al massimo dodici minuti e dovranno rispondere a queste domande: Quale problema vi proponete di risolvere? Qual è il prodotto che sembra di fantascienza ma che, se fatto, potrà risolvere il problema che avete appena descritto? Quale sarà la svolta tecnologica che potrà dare a tutti noi la speranza che questo progetto possa realizzarsi entro una decade? La speranza è che arrivino proposte adeguate che possano migliorare il mondo per davvero e non solo idee campate in aria come quella andata in onda nel 1978 a “Portobello” con Enzo Tortora, in cui un uomo, per risolvere il problema della nebbia e del freddo in val padana, aveva proposto di abbattere il passo del Turchino. Tra le altre cose, rispondeva alle tre domande poste da Google.


tratto da :http://www.giornalettismo.com

 

 
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31 gennaio 2012 2 31 /01 /gennaio /2012 18:57

 Il discorso sembra alquanto lontano dalla realta',dato che ormai siamo abituati a mangiare ogni tipo di carne,escludendone qualcuna...e proprio dal titolo dell'argomento,avete capito bene,ahime'........

 A volte sembra persino impossibile, si attribuisce quasi sempre la colpa alla cucina straniera...  con pranzi a base di gatto in ristoranti orientali che si trovano anche qui in Italia.Comunque la storia e la antropologia ci insegnano che il buono da mangiare dipende dalla cultura e dall’ambiente sia naturale che economico in cui le persone si ritrovano; e che conseguentemente anche i tabù su cosa non si deve mangiare per nulla sono sempre molto relativi Nella realtà di oggi  invece gli italiani uccidono per scopo alimentare 6-7.000 gatti che vengono cucinati prevalentemente in umido con la polenta o arrosto. E' quanto denunciato dall'associazione animalista Aidaa, che spiega che si tratta di una vera e propria abitudine culinaria che, "seppure vietata per legge, e punita addirittura con la reclusione (uccidere un gatto è reato penale che rientra nell'articolo 544 del codice penale che riguarda il maltrattamento e l'uccisione degli animali di affezione) è ancora radicata in alcune zone specifiche dell'Italia del centro-nord e in particolare in Veneto con epicentro nelle zone di Vicenza e Verona, ma anche nelle province che stanno ad est della Lombardia (Bergamo, Brescia e Mantova) e anche in alcune zone del Piemonte e dell'Emilia Romagna", rende noto l'associazione.

Secondo i dati analizzati da Aidaa in base alle segnalazioni giunte nel 2011 al servizio 'emergenzamici@libero.it' sarebbero circa 6-7.000 i gatti allevati, cacciati o semplicemente uccisi a scopo alimentare, il 10% di tutti i gatti scomparsi ed abbandonati nel corso dell'anno. E' un dato che non si discosta molto da quello degli anni precedenti. Non mancano anche le segnalazioni esotiche come quelle provenienti dalla zona del litorale romano dove è stata segnalata a più riprese la scomparsa dei gatti dalle colonie, così come avviene (anche se in misura ridotta rispetto agli anni scorsi) che si segnalino cacciatori in cerca di gatti da impallinare nelle zone classiche della cucina dei 'magna-gatti'. "Ci sono infine - specifica Aidaa - segnalazioni che hanno dell'incredibile ma che sono state poi appurate, come quella della signora in provincia di Milano che in diversi anni ha allevato a scopo di alimentazione oltre 600 gatti dandoli da mangiare ai suoi amici in succulenti pranzetti che diceva essere a base di coniglio".

Questa mattina il presidente nazionale dell’Aidaa, l’Associazione italiana difesa Animali e Ambiente, Lorenzo Croce, ha inviato una denuncia alla Procura e alla polizia Postale di Milano, chiedendo l’immediata chiusura di www.mangiagatti.com, un sito Internet che offre consigli su come uccidere e cucinare i gatti. Secondo quanto spiegato dall’Aidaa, il sito, oltre a indicare alcune ricette per cucinare i gatti, contiene anche una serie di inesattezze relative alle leggi che tutelano gli animali, che puniscono con il carcere chiunque maltratti o uccida un gatto: «È una vergogna che esista ancora gente che pubblicizzi e inneggi all’uccisione dei gatti a scopo culinario. Noi abbiamo chiesto l’immediato oscuramento del sito, ma non ci basta. Vogliamo che i responsabili vengano presi e puniti con il massimo della pena. Maltrattare e uccidere gli animali è un reato penale e per questo dobbiamo colpire con pene severe chi inneggia al maltrattamento e ci aspettiamo che le forze dell’ordine chiudano subito il sito in questione».

 

tratto da:http://blog.libero.it/psifor/commenti.php?msgid=9150697&ssonc=1861788274

 

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31 gennaio 2012 2 31 /01 /gennaio /2012 11:40

Istat: a dicembre a 8,9%, top da 2004. Il tasso di disoccupazione giovanile a dicembre è al 31%

 

http://www.corriereinformazione.it/images/stories/disoccupazione-giovanile.jpgIl numero dei disoccupati a dicembre e' di 2,243 milioni, in aumento dello 0,9% su novembre. Lo rileva l'Istat su stime provvisorie. Su base annua il rialzo e' del 10,9%. E' il valore maggiore da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensile) e se si fa riferimento alle serie trimestrali si torna a livelli di 10 anni fa (I trimestre 2001).

Sul fronte occupazione, a dicembre 2011 gli occupati sono 22,903 milioni, un livello sostanzialmente invariato rispetto a novembre (in presenza di un calo della componente maschile e di una crescita di quella femminile). Nel confronto con l'anno precedente l'occupazione diminuisce dello 0,1% (-23 mila unità). Inoltre, il tasso di occupazione è pari al 56,9%, stabile nel confronto congiunturale e in diminuzione in termini tendenziali di 0,1 punti percentuali.

Nel dettaglio, il tasso di occupazione maschile, pari al 67,1%, diminuisce di 0,3 punti percentuali rispetto a novembre e di 0,4 punti su base annua, toccando il valore minimo dal gennaio del 2004, ovvero dall'inizio delle serie storiche mensili, e dal primo trimestre del 1999 se si torna indietro alle serie trimestrali. Quello femminile (46,8%) registra, invece, un aumento di 0,3 punti percentuali sia in termini congiunturali sia rispetto a dodici mesi prima. Sempre a dicembre gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono dello 0,2% (-34 mila unità rispetto al mese precedente). Ecco che il tasso di inattività si posiziona al 37,5%, con una flessione di 0,1 punti percentuali a livello congiunturale e di 0,5 punti su base annua.

DISOCCUPAZIONE DICEMBRE A 8,9%,TOP DA 2004 - Il tasso di disoccupazione a dicembre è all'8,9%, in rialzo di 0,1 punti percentuali su novembre e di 0,8 punti su dicembre 2010. E' il tasso più alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Lo rileva l'Istat su stime provvisorie. Se si guarda alle serie storiche trimestrali è il più alto dal terzo trimestre 2001.

Secondo le stime diffuse oggi dall'Istat, quindi, il tasso di disoccupazione già a novembre é stato pari all'8,8%. In particolare, la disoccupazione maschile a dicembre cresce del 5,1% rispetto al mese precedente e del 15,1% su base annua; il numero di donne disoccupate diminuisce rispetto a novembre del 3,9%, mentre aumenta del 6,2% in termini tendenziali. Inoltre, fa sapere sempre l'Istat, il tasso di disoccupazione maschile cresce di 0,4 punti percentuali nell'ultimo mese, portandosi all'8,4%; quello femminile segna una flessione di 0,4 punti e si attesta al 9,6%. Quindi, rispetto all'anno precedente il tasso di disoccupazione maschile sale di 1,1 punti percentuali e quello femminile di 0,4 punti.

DISOCCUPAZIONE GIOVANI DICEMBRE A 31% - Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a dicembre è al 31%, in calo di 0,2 punti percentuali su novembre, ma in aumento di 3 punti su dicembre 2010. Lo rileva l'Istat in base a stime provvisorie. Per il quarto mese consecutivo il tasso è sopra il 30%.

La disoccupazione giovanile, infatti, da settembre del 2011 ha messo a segno un balzo che ha portato il tasso a superare per la prima volta la soglia del 30% e a novembre ha registrato un livello record, pari al 31,2%, da cui poco si è scostata a dicembre. Insomma, guardando alle serie storiche mensili dell'Istat (che iniziano con gennaio del 2004) non era mai accaduto che il tasso di disoccupazione dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni stazionasse su questi livelli. Qualche anno fa la situazione era molto diversa, ovvero migliore, soprattutto nel 2007, quando il tasso di disoccupazione giovanile oscillava tra il 19% e il 21%.

A DICEMBRE RECORD DISOCCUPAZIONE MASCHILE, A 8,4% - Il tasso di disoccupazione maschile a dicembre 2011 raggiunge quota 8,4%. Lo rileva l'Istat in base a dati destagionalizzati e stime provvisorie. Si tratta di un tasso record, il più alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili) e se si torna ancora indietro, alle serie storiche trimestrali, diventa il valore massimo dal primo trimestre del 1999.

 

Fonte ANSA.IT 

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30 gennaio 2012 1 30 /01 /gennaio /2012 19:28

Il Medio Oriente in questi ultimi tempi e' soggetto a   rivolte e scioperi  popolari.Poche notizie trapelano dai paesi in questioni,colpevole la censura e la limitata divulgazione delle reti locali a questo ,che chiamo io,un massacro senza precedenti in nome della dittatura.

Quando e' inizato quindi,tutto questo?

 17 dicembre del 2010: Un giovane venditore ambulante Mohamed Bouazizi si e' dato fuoco per protestare contro le umiliazioni subite dalle autorità tunisine. Da questo gesto di dimostrazione di coraggio è nata la rivoluzione che ha portato alla caduta dei dittatori più longevi del Nord Africa. Dalla Tunisia all’Egitto, dal Marocco alla Libia.

                                          

 

  Le piazze della Siria, dello Yemen e della Giordania si riempiono di manifestanti ogni giorno  che chiedono la cosa per noi piu' scontata: libertà. Il venerdì, momento di preghiera per le popolazioni musulmane, viene scelto come giorno simbolo per le proteste e sempre di venerdì sono stati intonati i cori delle persone che vogliono vendicare i loro amici e compaesani morti in questi scontri tra forze dell'ordine,militari e civili. Ormai ogni giorno o quasi, vediamo e sentiamo continui bagni di sangue, in Siria, dove le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco contro i manifestanti che erano nelle strade.

                                         

 L'UNIONE EUROPEA,continua a rimanere inerme nonostante ci sia un evolversi degli episodi di vioenza da parte del governo che si stanno verificando in tutto il Medio Oriente. Secondo la Tv satellitare Al-Arabiya, nel sud della Siria, nei pressi di Daraa, le forze di polizia sparano  ad altezza uomo, lasciando sulle strade, vittime di un regime che rifiuta di cedere.Anche a Damasco,capitale della Siria,si continuano a registrare vittime nelle manifestazioni: in tutto il paese il dissenso e' palpabile e inarrestabile.Ma daquando,le forze dell'ordine hanno inizato a sparare sui civili?Molto probabilmente,quando alcuni manifestanti avrebbero cercato di appiccare il fuoco alla statua del precedente presidente, Hafiz al Assad (padre dell’attuale), e a quel punto gli uomini della sicurezza avrebbero aperto il fuoco.Ovviamente la dichiarazione del portavoce del presidente e' stata pronta,dicendo alle reti locali che un ordine del genere non e' mai stato dato.

Da quando questa rivolta e' inizata,oltre 5000 civili di cui almeno 300 bambini hanno perso la vita,in scontri nelle manifestazioni:la misura che l'ONU voleva prendere per punire questa oppressione erano le sanzioni,respinte da Russia e Cina,Ecuador e Cuba.Il documento di condanna del regime di Damasco raccomandava "ai principali organi dell'Onu di esaminare il rapporto della Commissione di inchiesta" - che accusava la Siria di crimini contro l'umanità - "e di adottare le misure appropriate".  Anche con l'arrivo di 500 osservatori della LEGA ARABA,la risposta del regime siriano e' stato durissima:La Siria è intenzionata a collaborare, fa sapere, ma non intende obbedire a nessuno.

                                           

Nel rapporto Amnesty lancia anche un monito per l'anno appena iniziato: "La repressione e la violenza di Stato sono destinate a continuare a flagellare il Medio Oriente e l'Africa del Nord anche nel 2012, se i governi della regione e le potenze internazionali non si dimostreranno all'altezza dei cambiamenti che vengono richiesti.Con poche eccezioni, i governi non hanno saputo riconoscere che è cambiato tutto, sottolinea Philip Luther, direttore ad interim per il Medio Oriente e l'Africa del Nord di Amnesty International, spiegando che "in tutta la regione i movimenti di protesta, guidati in molti casi dai giovani e che hanno visto le donne svolgere un ruolo centrale, hanno dimostrato di avere un'incredibile resistenza di fronte a una repressione a volte furibonda e, di non essere disposti a farsi prendere in giro da riforme che modificherebbero poco o nulla il modo in cui sono stati trattati dalla polizia e dalle forze di sicurezza siriana.

          

 

In questi ultimi giorni,Il regime siriano ha colpito senza precedenti contro i manifestanti ingaggiando combattimenti che non erano mai stati così vicini alla capitale, Damasco, con un bilancio di sangue e orrori di quasi 80 morti, di cui 40 civili. Sul fronte diplomatico, la Lega Araba ha annunciato una riunione dei suoi ministri degli Esteri che domenica prossima decideranno se ritirare definitivamente, o rilanciare, la missione di osservatori sospesa sabato lamentando che Assad ha "scelto l'escalation" di violenza.

Il regime, dichiaratamente "determinato a ristabilire l'ordine", ha condotto un'operazione militare che un portavoce dei disertori ha definito "senza precedenti" anche perché viene usata "l'artiglieria pesante". Gli scontri, segnalati oggi anche ad Ain Tarma, a 4 chilometri dalla capitale, sono "i più vicini a Damasco dall'inizio della rivolta", ha notato l'Osservatorio siriano sui diritti umani fornendo il bilancio di vittime della giornata: 66 morti, di cui 26 civili registrati nelle province di Homs, Idlib, Daraa e della regione di Damasco con una vittima anche in un quartiere della capitale.

L'offensiva dell'esercito regolare, secondo l'Osservatorio, è stata portata in almeno tre zone. In quella di Ghouta, all'estrema periferia est di Damasco dove si trova Ain Tarma, circa 2.000 soldati appoggiati da 50 carri armati modernissimi e da blindati hanno dato manforte a truppe che stanno circondando tre sobborghi. Presa di mira anche Rankus, città di 25 mila abitanti sulle montagne a 30 chilometri a nord della capitale, già attaccata a novembre e assediata da mercoledì con colpi d'artiglieria che hanno fatto crollare almeno 25 palazzi. C'è poi la città ribelle di Hama, nel centro del paese, dove vengono segnalati cecchini sui tetti e cadaveri gettati in strada con le mani legate dietro alla schiena per terrorizzare la popolazione. In diversi punti della Siria, segnala l'osservatorio, c'è stata l'uccisione di nove disertori, che però hanno ucciso 31 fra soldati e uomini delle forze di sicurezza: almeno 10 con una bomba a Kansafra, nel nordovest, e sei in un'imboscata vicino a Damasco di cui parla l'agenzia di Stato "Sana".

 
Damasco ha dichiarato di considerare un ritiro della missione degli osservatori della Lega araba come un modo per far pressione sul Consiglio di Sicurezza e ottenere un intervento militare internazionale che è impedito dall'opposizione di Russia e Cina, sostenitori del regime. In partenza per New York dove martedì perorerà la causa di un piano di pace in Consiglio di sicurezza assieme al massimo esponente dell'opposizione siriana, il segretario generale della Lega araba Nabil el-Arabi ha detto di sperare di poter convincere Mosca e Pechino ad adottare "un cambio di posizione".

Cio' che sicuramente viene mostrato come forza di un popolo,ormai e' evidente:non si lasceranno abbattere cosi' facilmente dalla dittatura.Come e' successo in altri paesi arabi,un cambiamento dovra' essere messo in discussione  e accettato,per il bene el popolo.

                                                  

 

 

stralci tratti da :http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2012/01/29/siria_repressione_scontri_morti_rivolta_damasco.html

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29 gennaio 2012 7 29 /01 /gennaio /2012 01:07

Il punto più basso della Terra, con circa 395 metri al di sotto del livello del mare. Il suo destino appare segnato: prosciugarsi.

Il Mar Morto sta morendo! - Il punto più basso della Terra, con circa 395 metri al di sotto del livello del mare. Il suo destino appare segnato: prosciugarsi.
 

 

Il punto più basso della terra è il Mar Morto, a circa 395 metri al di sotto del livello del mare. Il grande “mare del sale”, questo il suo significato letterale in ebraico, è in realtà un lago, situato tra Israele e la Giordania. Nell’antichità veniva chiamato anche Asfaltide, Mare Salato, Mare Aggressivo e Mare del Destino, ed è il bacino situato nel punto più basso della Terra. È un lago terminale, in quanto non ha emissari, alimentato dalle acque del Giordano. Alla base del suo nome il grado di salinità troppo elevato, che non consente alcuna forma di vita fatta, eccezione fatta per microrganismi, alghe e un’unica specie di gamberetto.

In superficie scorrono le acque meno salate, che si confondono con quelle del Giordano, che però non riescono a raggiungere le metrature più basse. Scendendo a 40 metri di profondità, la salinità diventa di 300 grammi per ogni chilo di acqua, pari a 10 volte quella presente negli oceani. Il che permette a chiunque di galleggiare senza troppi sforzi, mentre complica notevolmente la capacità di nuotarvi.

Eppure il destino del Mare del Destino sembra segnato: il dottor Alon Tal sostiene che l’Asfaltide stia per morire in quanto, essendo il punto più basso nonché uno dei più caldi, l’evaporazione non è sufficientemente compensata dall'afflusso delle acque del Giordano e degli altri corsi d'acqua. Inoltre le industrie di carbonato di potassio che si trovano attorno esasperano la discesa del livello del lago, che ha perso 27 metri di profondità.

Sono attualmente al vaglio diverse soluzioni che consentano di rialzare il livello del lago. La soluzione migliore sembrerebbe quella della Banca Mondiale: questa ha stanziato 15 milioni di dollari americani per il "Condotto della Pace", un collegamento tra mar Rosso ed Aqaba, che porterebbe nuove acque nel lago, con produzione di energia elettrica ed un impianto di desalinizzazione che fornirebbe acqua ad Amman. Non sono d’accordo invece gli ambientalisti che temono una negativa reazione chimica delle acque, considerata anche la natura altamente sismica della zona.
 
 
Il Mar Rosso che scompare - ... che non consente alcuna forma di vita fatta, eccezione fatta per microrganismi, alghe e un'unica specie di gamberetto.
 
 
 
tratto da:http://viaggi.libero.it/il_viaggio/39346199/il-mar-morto-sta-morendo?ssonc=1604131030
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