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28 gennaio 2012 6 28 /01 /gennaio /2012 07:53

 

Ormai è inutile giocare ancora a nascondino, le previsioni meteo per la prossima settimana e per l’inizio di febbraio non cambieranno, almeno nella loro tendenza generale che è chiara, definita e certa: il gelido burian Siberiano arriverà in Europa e in Italia, grazie a un poderoso anticiclone Russo-Siberiano (con massimi di 1060 millibàr sulla Scandinavia) e al famigerato ponte di Weijkoff formato grazie alla risalita dell’anticiclone delle Azzorre verso nord/est. Nulla può ormai scalfire questa situazione sinottica che trascinerà masse d’aria gelide provenienti direttamente dalle steppe Siberiane verso il nostro Paese. Quando ne abbiamo parlato la prima volta, il 21 gennaio in quest’articolo, non ci credeva nessuno: in molti hanno ridacchiato ironicamente, altri ci hanno preso per pazzi, fatto sta che osservando un semplice posizionamento di una figura barica si può riuscire a capire con grandissimo anticipo un’evoluzione meteorologica, alla faccia dei “balletti” dei centri di calcolo.

Ovviamente dobbiamo specificare che tanto la previsione è ormai certa nella sua tendenza, quanto è dubbia e incerta nei suoi dettagli previsionali, che poi è ciò che più interessa alla gente: ok, arriva il gelo ma dove colpirà di preciso, quali saranno i Paesi e le Regioni maggiormente colpiti, e sarà secco oppure accompagnato da precipitazioni? E se ci saranno precipitazioni, di che entità saranno?
Oggi è ancora presto per rispondere a tutte queste domande; siamo qui ancora incerti a osservare l’evoluzione in atto con l’imminente peggioramento nord Atlantico che in questo weekend porterà la neve in pianura al nord, ma solo il nowcasting potrà dirci esattamente dove e con che accumuli, quindi figuriamoci se siamo in grado di poter effettuare già da ora una previsione dettagliata in vista del burian di inizio febbraio. Di certo possiamo dire che quando masse d’aria così fredde arrivano nel nostro Paese, e quindi nel Mediterraneo, è praticamente impossibile che il freddo sia secco perchè i contrasti termici determineranno enza ombra di dubbio le tipiche “complicanze” Mediterranee, cioè le ciclogenesi depressionarie che daranno vita a perturbazioni tutte Italiane tali da sommergere di neve alcune zone e poter provocare richiami più secchi e miti in altre. Gli ultimi aggiornamenti dei centri di calcolo, infatti, vedono continue ciclogenesi nel mar Tirreno e ciò porterebbe, almeno in una prima fase, il grande gelo al centro/nord con abbondanti nevicate in tutte le Regioni dell’Italia settentrionale, mentre il sud avrebbe sì precipitazioni copiose, ma con neve solo alle quote medie degli Appennini in attesa di una seconda fase comunque più fredda e nevosa fin a bassa quota; ma questa previsione è già fin troppo dettagliata per poter essere considerata affidabile, quindi bisognerà attendere ancora ulteriori aggiornamenti per capire la traiettoria della colata gelida e il posizionamento dei vortici depressionari.
Fatto sta che l’entità del freddo in arrivo è davvero straordinaria, e non solo per l’Italia ma anche per gran parte d’Europa si prepara una fase termicamente davvero eccezionale, con anomalie negative notevolissime, tali da ribaltare completamente le analisi su un inverno fin qui molto caldo su gran parte del continente Europeo. E’ ancora presto per poter dire se si scriverà la storia e verranno battuti dei record; dopotutto questa possibilità sussite.

Il porto di Mola di Bari nel febbraio 1956

Sono tantissime le analogie con il famoso febbraio 1956, il mese della “nevicata del secolo”: anche lì, su scala Europea, tutto iniziò il 27 gennaio, con l’arrivo delle prime masse d’aria Siberiana sull’Europa nord/orientale, proprio come accaduto ieri. Che era 27 gennaio. Inoltre anche nel 1956 i due mesi precedent al freddo storico, dicembre 1955 e gennaio 1956, furono decisamente miti su gran parte d’Europa. Probabilmente sono solo coincidenze ma forse no. Febbraio 1956 fu un mese davvero polare per gran parte d’Italia. Tutta la pianura Padana fu abbracciata da un’isoterma di -15°C a 850hPa, mentre sulle Alpi arrivò la -20°C alla stessa quota. Esattamente come gli ultimi aggiornamenti previsionali delineano gli scenari per la prossima settimana. Freddo e neve colpirono prima il centro/nord, poi il sud. Esattamente come gli ultimi aggiornamenti previsionali delineano gli scenari per la prossima settimana. Il gelo arrivò direttamente dalle steppe Siberiane e stazionò in Europa per oltre 20 giorni. Esattamente come gli ultimi aggiornamenti previsionali delineano gli scenari per la prossima settimana.
Andiamo a vedere le temperature minime registrate in quel mese nelle principali località Italiane: stiamo ricordando un grande evento del passato, ma se tutto fosse confermato questi valori così straordinari potrebbero essere le nostre previsioni per i prossimi giorni: Torino -22°C, Bergamo -20°C, Vicenza -19°C, Verona e Milano -18°C, Treviso e Piacenza -17°C, Bolzano -16°C, Padova, Trieste e Brescia -15°C, Bologna, Rimini e Ravenna -14°C, Ferrara e Pescara -13°C, Firenze, Venezia e Pisa -11°C, Grosseto -10°C, Crotone -8°C, Roma -7°C, Genova -6°C, Napoli -5°C, Cagliari -3°C, Bari, Lecce e Brindisi -2°C, Palermo e Messina 0°C.

 

tratto da:http://www.meteoweb.eu/2012/01/previsioni-meteo-il-burian-e-una-certezza-febbraio-2012-come-lo-storico-febbraio-1956-le-mappe-dicono-di-si/113187/

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28 gennaio 2012 6 28 /01 /gennaio /2012 00:06
E'gia' 2 giorni che in Romania,la rivolta di un popolo stremato ,esausto,stanco di una dittatura nascosta,prende  decisione di mostrare la propria insoddisfazione,scendendo nelle piazze in migliaia e manifestare apertamente il loro pensiero.
Un pensiero che,nell'unione europea sta diventando dilagatorio;in molti paesi con la stessa voglia di un cambiamento manifestare apertamente contro il proprio governo diventa un disperato bisogno di dire a voce alta che vivere in determinate condizioni,e' inaccettabile.
in Romania c’è una vera rivoluzione. Migliaia di giovani hanno invaso strade e piazze. Gli scontri con la polizia sono sempre più frequenti. É così da più di una settimana, ma solo ora giungono le prime attendibili notizie.
La rivolta é nata dopo i pesanti tagli imposti dalla BCE al governo di Emil Boc. L’ austerity riguarderà particolarmente il bilancio della sanità pubblica. Raed Arafat, che della sanità era vice-ministro, si é immediatamente dimesso. E la popolazione è scesa in piazza.
Domenica scorsa a Bucarest i dimostranti hanno lanciato pietre contro la polizia in assetto anti-sommossa, che ha risposto con lacrimogeni. Alla fine 50 persone hanno dovuto far ricorso a cure mediche e una settantina sono stati gli arrestati. Altre manifestazioni si sono tenute a Cluj, Timisoara e Iasi.Lontano dalla piazza si anima la lotta per sfruttare la protesta o per condannarla. L’Uniunea Social Liberală, la coalizione socialista-liberale di opposizione, ha radunato settemila persone sotto l’Arcul de Triumf nella giornata di giovedì in un evento chiamato Miting Pentru Libertate, in cui i leader della coalizione Victor Ponta e Crin Antonescu hanno promesso al pubblico che il 2012 avrebbe segnato la fine della “dittatura” di Băsescu e Boc.
I manifestanti vogliono a gran voce le dimissioni del presidente Basescu e del primo ministro Boc, gli schiavi della BCE, del FMI e della finanza globale. Chiedono il ritorno della monarchia parlamentare, vogliono un governo che sappia fronteggiare gli istituti bancari e finanziari, che hanno in mano l’intera Europa e che, stanno commissariando uno ad uno tutti i paesi dell’Unione.La diversità nei numeri e la scarsa o quasi nulla presenza in piazza di simboli del partito di opposizione suggeriscono però che il Miting Pentru Libertate fosse solo un tentativo di impadronirsi della manifestazione e di legittimarsi come l’alternativa di cui i romeni hanno bisogno.
Le agenzie di stampa nazionali (mediafanews.ro e livenews.ro) parlano di un vero e proprio golpe. parlano di una popolazione esasperata così nelle grandi città, come nei piccoli villaggi, che assaltano letteralmente negozi e supermercati.
Boc intanto fa sapere che non si dimetterà e che non permetterà nuove elezioni o un referendum popolare che possa portare la Romania verso una monarchia popolare protezionista ed antieuropea. I rumeni non demordono e continuano a riempire le piazze.
Tutta la stampa europea ovviamente tace. La paura che questo sentimento di ribellione e malessere sociale contagi altri Paesi d’Europa é alta. La strategia é sempre la solita: avvolgere la ribellione nel silenzio per isolarla ed impedire il contagio. Romanian Press Club, associazione che rappresenta i giornalisti nel Paese, ha espresso preoccupazione per “alcune azioni eccessive” della polizia nei confronti di reporter che stavano cercando di documentare la rivolta.
É in questo clima surreale, da regime dittatoriale cinese, che le parole del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz riecheggiano vuote e prive di qualsiasi consistenza:
I governi di tutti i Paesi colpiti dalla crisi, ma soprattutto della Romania, dovrebbero ascoltare i manifestanti per conoscere i loro problemi. Servono misure economiche urgenti per migliorare le condizioni di vita della popolazione. Se la Romania vuole la monarchia parlamentare bisogna indire subito un referendum popolare.Lunedì il parlamento si è riunito in seduta straordinaria per discutere di ciò che sta accadendo, mentre ieri Traian Băsescu si è rivolto alla nazione in un discorso di quarantacinque minuti dalla residenza presidenziale di Cotroceni. Băsescu ha spiegato di comprendere chiaramente quale sia la situazione e che sono milioni gli scontenti che non sono usciti in strada, ma ha difeso il proprio operato sottolineando in più passaggi di dover far fronte a una situazione di crisi e all’impegno per modernizzare la nazione. “I presidenti non possono dimettersi in tempo di crisi” – ha concluso, ricordando il suo passato da comandante di nave e sostenendo di non aver mai mancato una destinazione e di non voler perdere con la Romania: “Non prenderò in considerazione le dimissioni a meno che non diventi evidente che siano la soluzione”. Una frase, in particolare, è filtrata fino alla piazza: “Suntem acolo unde trebuie”, ovvero “siamo lì dove bisogna”. La risposta, piccata, è stata: “Sarebbe a dire in Piața Universității?”.
 
 
 tratto da :http://eastjournal.net - http://ilcorsivoquotidiano.net/
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26 gennaio 2012 4 26 /01 /gennaio /2012 21:11

                                                   nascita

 

Si e' discusso molto in questi ultimi giorni,riguardo al forum che in questo blog,mancava.Discussione che tra il conte rovescio e il duca controverso,e' risultato producente e soprattutto molto interessante,per chi ci segue:dunque,il forum e' in preparazione ed imminente...quindi  a breve lo potrete utilizzare anche voi che ci seguite per poter dialogare anche tra di voi ed esporre idee,suggerimenti,notizie e tutto cio' che vi fa' piacere inserire all'interno di un forum.

Troverete delle sezioni appositamente create per ogni argomento che riguarda il blog,sezioni ben distinte che aiuteranno  per una veloce ricerca ed una maggiore trasparenza sulle notizie che riporteremo ,di qualunque natura siano,Come avrete gia' notato,le notizie sono proprio riportate o create,per i nostri piu' grandi interessi che si collegano ai temi principali delle sezioni del forum.

Vi invito quindi,a presentarvi quando entrerete nel forum,basta anche un semplice ciao,giusto per confermare la vostra partecipazione,attiva o passiva,dato che e' una scelta.Mi auguro che siate sempre rispettosi uno dell'altro e che,ogni dialogo,sara' sempre molto piu' appagante quando avrete delle risposte alle vostre domande,anziche' altri dubbi.

 

nasce cosi',il forum aperto al pubblico per ogni persona volenterosa di approfondire argomenti,ricerche,di ogni genere.

il conte rovescio 

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25 gennaio 2012 3 25 /01 /gennaio /2012 06:20

In questi giorni la Terra sta subendo la più violenta eruzione solare degli ultimi 6/7 anni. Da lunedì sera, infatti, il sole sta letteralmente “bombardando” lo spazio e il nostro pianeta con un’ingente quantità di particelle atomiche.
Miliardi di tonnellate di materia escono dalla corona solare diffondendosi intorno all’astro, e una parte di queste tonnellate piovono nella nostra atmosfera generando in queste ore nei cieli del grande nord, splendide aurore boreali.
Anche in Scozia e Inghilterra ci sono state delle aurore boreali e Ken Kennedy, direttore della sezione Aurora della British astronomical assciation, ha dichiarato che il fenomeno sarà osservabile per alcuni altri giorni.
L’esplosione, che ha la potenza di decine di armi nucleari, è collegata alla macchia solare numero 1402 apparsa sulla superficie, ed è stata classificata di “media intensità” (M-9). Le più potenti appartengono alla classe X e le più deboli alla classe C. Normalmente il sole quieto rientra nelle classi inferiori A e B.
Tra il 2012 e il 2014 il Sole entra nel suo periodo di massima attività secondo un ciclo un decennale.
Già a un livello medio, comunque, gli effetti sull’ambiente terrestre possono farsi sentire perché il flusso, costituito soprattutto da elettroni e protoni, provoca tempeste magnetiche con conseguenti brevi blackout nelle trasmissioni radio.

Questa tempesta solare, infatti, non sta provocando solo spettacolari aurore boreali alle alte latitudini, ma anche qualche disagio al traffico aereo. La Delta Airlines, infatti, ha dirottato alcuni suoi aerei lontani dalle rotti polari, affinchè non potessero essere a rischio. Anthony Nero, il portavoce della compagnia, ieri ha spiegato che “queste esplosioni solari hanno singificativi impatti nei cieli del nord del pianeta, con possibili ripercussioni sulle capacità di comunicazione tra gli aerei e le basi a terra, quindi è fondamentale cambiare le rotte dei voli più a sud del normale”. Le rotte tra Detroit e l’Asia, infatti, sono state modificate con tempi di percorrenza allungati di 15 minuti.

In tutti i continenti, i mass-media parlano di questa spettacolare eruzione solare, che dopotutto non mette assolutamente a rischio la regolare vita sul pianeta. Potrebbe esserci solo qualche ripercussione sulle reti elettriche, sui sistemi di comunicazione e sui satelliti, tra cui quelli per la navigazione satellitare.

Nel 1972, una tempesta geomagnetica ha provocato l’interruzione delle comunicazioni telefoniche in tutto lo stato americano dell’Illinois.
Nel 1989, un’altra tempesta ha provocato un black-out in tutta la provincia canadese del Quebec, lasciando al buio sei milioni di persone.
Nell’800 altre tempeste simili avevano provocato danni più ingenti, ma anche molto tempo prima gli studiosi si erano accorti che ogni tanto sul sole accadeva qualcosa di irregolare. Delle macchie solari, infatti, si era occupato persino Galileo Galilei, scoprendole quattro secoli anche se il fenomeno con tutte le sue conseguenze venne approfondito solo a partire dal 1859 grazie agli studi dell’astronomo britannico Richard Christopher Carrington.

Alcuni video della tempesta solare in atto:

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24 gennaio 2012 2 24 /01 /gennaio /2012 23:09

Scoppia la rivolta contro il post in tema di cittadinanza 

‘Senza senso sono le tue parole’: la nuova provocazione di Beppe Grillo questa volta si e’ ritorta contro lo stesso comico genovese contestato pesantemente sul suo Blog, dove i fan del movimento si sono mossi contro il loro stesso creatore. Una rivolta in piena regola con accuse pesanti: ‘Razzista, fascista’; e con l’invito a fare le valigie.

I FATTI – E’ accaduto che Grillo se ne sia uscito, a sorpresa, sul suo Blog, bocciando lo ‘ius soli’ per i figli degli immigrati: La cittadinanza – ha detto – ‘e’senza senso’. ‘O meglio – ha argomentato – un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della ‘liberalizzazione’ delle nascite’. In realtà la conclusione del post non ha un vero nesso logico con l’incipt del periodo stesso, ma poco importa. La sola presenza di alcune specifiche keyword ha provocato panico & biasimo fra i commentatori. Chi è causa del suo mal, etc etc.

SIGNORA MIA! - ‘Ma stiamo scherzando? – ha ribattuto subito Andrea C. da Milano – il M5S non e’ e non sara’ mai un covo di FASCISTI e RAZZISTI. Chi ha scritto questo messaggio dovrebbe chiedere scusa ed andarsene dal movimento …’. ‘Piu’ tempo passa piu’ deludi – gli ha fatto eco Giacomo Piromalli da Roma -, e’ un peccato perche’ non so chi votare e tu ti stai sforzando di dimostrare che il movimento a 5 stelle non puo essere un’alternativa valida se dietro c’e’ uno che ne muove le fila che scrive queste cose. Se non vuoi affossare il movimento 5 stelle con queste cose astieniti o tirati fuori dal movimento che hai fatto nascere’.

NON SI FA! - ‘Beppe ma come fai a dire cose del genere? sicuramente non e’ una necessita’ per il paese…ma ci sono ragazzi nati in italia, figli di stranieri che vivono qui, parlano italiano, vanno a scuola ecc ecc, e non hanno la cittadinanza. Mentre ci sono persone sparse per il mondo, figli di italiani, ma che non sanno niente del nostro paese ed hanno la cittadinanza..com’e’ questo accettabile?’, ha scritto Marco. Sconcertato ma anche arrabbiato Dario Ditano da Torino: ‘Cazzo Beppe le ultime stime del movimento erano intorno al 7%, ora scenderanno di brutto dopo sta sparata.. Ma come ti e’ venuto in mente?!?!?! La cosa positiva in compenso, e’ che non sei stato ascoltato dal movimento’. E Veronica: ‘Caro Beppe Grillo hai proprio toppato. Cosa ti fa pensare che una non priorita’ tua lo sia per tutti? Evidentemente non hai mai provato la sensazione di vivere in un paese che non fosse il tuo e desiderare di essere accettato dalla comunita’… mi dispiace ma e’ un discorso provinciale e mediocre quello che fai’.

ANCHE LORO - Anche il Pd e Fli hanno dato addosso a Grillo. ‘E’ fuori di testa’, ha tuonato Livia Turco, responsabile immigrati del Partito democratico. La cittadinanza e’ un questione di ‘giustizia e civilta’, ha sottolineato Fabio Granata – del partito di Fini – che ha bollato come ‘qualunquista’ il comico Genovese. ‘Popuilista reazionario’, gli ha mandato a dire anche Il Futurista che ha definito le sue ”posizioni becero-leghiste, rozze e semplicistiche’.

tratto da:http://www.giornalettismo.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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23 gennaio 2012 1 23 /01 /gennaio /2012 08:40

Molti pensano che il silicio sia l'unico materiale che si possa utilizzare per la creazione dei "chip".Invece non e' cosi'!

Conoscete il grafene sapete a cosa serve?

 

http://image.webmasterpoint.org/news/original/pellicola-di-grafenepellicola-di-grafene37385.jpgIl grafene è una molecola bidimensionale, spessa solo una molecola (0,35 nm) di atomi di carbonio, scoperto dal gruppo di ricerca dei Prof. Andre Geim e Novoselov della Manchester University.
Consiste in atomi di carbonio esagonali in disposizione vincolata molto simile a quella della maggior parte degli atomi di grafite, in grado di rimanere stabile da solo.

Il grafene è un piano di atomi di carbonio che assomiglia ad una griglia ed è la base di tutti i materiali derivati dalla grafite raffigurati sotto. La Grafite è il principale componente della matita, è una sostanza friabile che assomiglia a una "torta a strati" debolmente legati tra loro. Quando il grafene è avvolto in forme arrotondate si hanno dei fullereni, ovvero materiale a nido d'ape dalla forma cilindrica noti come nanotubi di carbonio; quando assume la forma di pallone da calcio chiamato viene chiamato buckyballs .

http://www.grafene.it/images/grafene-molecula.gifIl grafene viene creato in laboratorio, tramite procedimento che prevede dapprima il trattamento dei cristalli di grafite con una soluzione a base di acido solforico e nitrico; quindi i cristalli vengono ossidati ed esfoliati per avere dei cerchi con gruppi carbossilici ai bordi. Infine si ha un trattamento con tionile cloruro che trasforma le molecole in cloruri acilici e successivamente in ammidi.


Lo strato compatto di atomi di carbonio permette di trasportare elettroni a notevole velocità, e pertanto il grafene risulta essere un ottimo materiale per dispositivi elettronici.

Gli atomi di grafene sono ibridati nella forma sp2 e si dispongono in forma esagonale con angoli a 120°. In caso di variazione della struttura, vale a dire in caso di disposizione pentagonale o ettagonale, si verifica una deformazione; con 12 pentagoni si ha la creazione però di un fullerene.

 

L'obiettivo di proseguire nella miniaturizzazione dei circuti elettronici può essere favorito dalle nanotecnologie e appunto dal grafene, materiale formato da un univoco strato di atomi di carbonio dall'elevata resistenza meccanica e un'ottima conduzione. Il gruppo di Feng Wang, dell'Università della California di Berkeley, ha dimostrato che il grafene si può trasformare in un semiconduttore con una banda di conduzione variabile. Il risultato, descritto su "Nature", rende questo materiale potenzialmente più utile del silicio per creare transistor, in quanto nel silicio le bande di conduzione risultano al contrario fissate. All'Università della Georgia, invece, il team di Raghunath Murali ha sostituito con successo le connessioni in rame dei circuiti con il grafene. In particolare, i ricercatori hanno dimostrato che questo materiale non si surriscalda anche quando i contatti hanno un diametro molto piccolo.


 


 Questa scoperta, pubblicata su "Electron Device Letters", permetterà di superare uno dei più fastidiosi colli di bottiglia nella progettazione di circuiti elettronici di dimensioni miniaturizzate.

 

 

Pero' c'e' da dire anche un'altra cosa,che il grafene non può rimpiazzare completamente il silicio all'interno delle CPU.http://www.alternativasostenibile.it/archivio/2010/10/13/images/grafene%5B12%5D.jpg IBM ha spiegato infatti che attualmente i transistor al grafene non si possono spegnere completamente, come invece avviene per le soluzioni al silicio. L'anno passato IBM ha mostrato un transistor al grafene da 100 GHz, mentre ricercatori dell'Università della California sono riusciti a realizzare un transistor al grafene con frequenza di taglio di 300 GHz. Traguardi che avevano fatto pensare a future CPU da 1 Terahertz, ovvero 1000 GHz.

Yu-Ming Lin di IBM Research però ha gelato le speranze di tutti. "C'è un'importante distinzione tra i transistor al grafene che abbiamo dimostrato e quelli usati nelle CPU. A differenza del silicio, il grafene non ha un gap energetico e perciò non si può spegnere. Questo porta il rapporto on/off a un livello molto ridotto". Il grafene potrebbe però essere complementare al silicio, nella forma di un circuito ibrido che consenta di arricchire le funzionalità dei chip per computer. Yu-Ming Lin ha citato i circuiti in radiofrequenza, che non dipendendono da un elevato rapporto on/off.

 

"Il grafene è ancora in una fase iniziale di studio, ma i ricercatori prevedono un numero di proprietà interessanti per questo materiale e ora si sta cercando di confermarle con degli esperimenti".

Chissà, magari tra qualche anno scopriremo che la CPU al grafene è possibile. Fortunatamente la ricerca continua.

 


 

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22 gennaio 2012 7 22 /01 /gennaio /2012 23:33

Attention manipolationLa mia generazione come quella di qualsiasi persona nata dopo gli anni 80 non è stata cresciuta dai genitori, ma dai media. I nostri genitori, hanno subito un lavaggio del cervello dal movimento liberal-femminista-ateo-estetico, sacrificandoci sull’altare della correttezza politica. Venne detto loro di non essere ‘oppressivi’ o ‘invadenti’ come successe ai loro genitori, concedendoci le nostre libertà e lasciandoci autonomia nella scelta del nostro personale cammino.

Molto Political Correct….Ma concretamente che successe? Siamo stati letteralmente gettati in pasto ai lupi (“travestiti da pecore”, aka la Fabian Society).

In mancanza di una guida o di un sistema di valori e con il disperato bisogno di averne uno, tipico di tutti i bambini, ci legammo all’unica forza che sembrò prendersi cura di noi – I media illuminati. Quindi, fin dalla nostra più tenera età, abbiamo assorbito incessantemente un messaggio: “Donne assatanate + uomini arrapati + sesso sfrenato = felicità”. Questo è l’unico messaggio che abbiamo ricevuto da mamma tv e sarà l’unico messaggio che le generazioni future riceveranno.

Se si prende una generazione e la si priva di tutti i valori morali di tutte le linee guida e del supporto, di tutta la spiritualità e dell’umanità, bombardandola con esplicite, deumanizzanti immagini sessuali è questo ciò che si ottiene.

“È tv educativa mamma, la rossa con il bikini color lime, ha una laurea da insegnate”

Le donne di oggi si giudicano, non come madri, nutrici, o compagne, ma dalla velocità con cui gli uomini le umiliano e le degradano. Quello che 50 anni fa veniva considerato un trattamento degradante da parte degli uomini, ora è considerato un complimento.

Recentemente una mia amica mi ha riferito, raggiante di orgoglio, come era riuscita ad ottenere il suo nuovo posto di lavoro con le sue gambe: “Il boss mi disse chiaramente che non ero in grado di svolgere il lavoro richiesto” “Ma pensò che sarebbe stato bello vedere ogni giorno quel paio di gambe”.

UNA RAPPRESENTAZIONE CINEMATOGRAFICA

17 Again – Ritorno al liceo con protagonista Matthew Perry è un raro esempio di come i film dovrebbero essere. Il personaggio di Matthew Perry, uomo di mezza età, viene trasportato indietro nel tempo per rivivere la sua adolescenza, ai giorni nostri. Nella pellicola fraternizzerà con gli amici della figlia adolescente, rimanendo sconvolto dalla loro forte carica sessuale e dalla mancanza di limiti nei loro comportamenti.

In una scena si siede con tre di loro e li dice: “Dovete smetterla di comportarvi in questo modo. Se non rispettate voi stessi, chi altro lo farà?”

Tutti si guardano l’un l’altro sbigottiti, facendo intuire allo spettatore che “forse” il messaggio è arrivato … purtroppo non è così, infatti uno dei giovani risponde:

“Non devi rispettarmi!”

Oltraggiata e non contenta di essere da meno, una delle ragazze presenti aggiunge:

“Beh, puoi rispettarmi ancora meno!”

Prima dell’uscita trionfante dell’ultimo amico:

“Non devi neppure ricordarti come mi chiamo!”

Egli li guarda, senza parole, prima di scuotere la testa e dichiarare:

“Questo è un problema degli altri papà.”

I GENITORI SONO ALTROVE

Thyland blondeau Il problema di fondo consiste ovviamente, nel fatto che nessun papà – o mamma – se ne interessano.

Sono tutti troppo disperati per apparire ‘fighi’ ed essere gli ‘amici’ dei propri figli. L’idea di fornire un solido quadro morale ai figli, assumendosi la responsabilità per il loro sviluppo, piuttosto che lasciarli ad amici e Facebook, è un anatema.

A titolo di esempio, questo Natale, sono andata a casa di mio zio e di mia zia. Hanno una figlia di 13 anni, tipicamente ossessionata dal suo telefonino e da facebook.

Sua madre mi confessò di aver dei problemi nei rapporti con la giovane e mi chiese se io, prima dei 16 anni, avessi mai mandato a fanculo i miei genitori”. Rimasi scioccata. Le dissi che non avevo ancora mandato a quel paese nessuno dei due e che mai mi sarei sognata di farlo.

A quanto pare però, questa è la tipica risposta che ottengono i miei zii.

Tenete a mente che non ci sono ‘problemi familiari’, i genitori sono sposati con buoni posti di lavoro e con entrambi i figli che vanno a scuole private, nonostante ciò la prole è già “persa”.

Le giovani ragazze, come mia cugina e come le fanciulle di tutto il mondo, vengono lasciate sole ed allevate dai media – i quali ripetono costantemente che tutto quello che hanno da offrire al mondo è l’involucro all’interno del quale vivono – di quanto arrapanti siano.

Il loro valore nella vita, viene misurato a seconda di quante persone riescono ad accalappiare con la loro sensualità. Il vantarsi delle proprie ‘conquiste’ è un comune argomento di conversazione tra le giovani ragazze.

FINGENDO DI ESSERE GIOVANI DONNE

Questo lavaggio del cervello è talmente ampio che molte delle mie amiche – solari, attraenti, gentili e premurose – hanno cominciato ad avere rapporti non protetti con sconosciuti fin dall’adolescenza.

Molte hanno abortito (i dati ufficiali nel Regno Unito mostrano che circa il 30% delle donne che desidera l’aborto non ha utilizzato alcun metodo di contraccezione), portandosi dentro un fardello per tutta la vita. Può questa quantità di sofferenza e di dolore essere giustificata da 5 minuti di sesso anestetizzato con qualcuno di cui probabilmente si dimenticherà presto il nome? Purtroppo, in qualche modo, generazioni di ragazze sono state convinte che fosse fattibile.

Probabilmente potrei andare avanti con questo argomento per anni, descrivendo tutti gli avvenimenti deumanizzanti accaduti ai miei amici – che tutte le donne intelligenti e ben istruite si facciano avanti per combattere questo scempio!

Come conclusione all’articolo vorrei proporvi un commento di una visitatrice del mio blog, Claudia AnnaMaria:

Il sesso è comunicazione, è un incontro di corpi e anime e se non vuoi includere l’anima ( anche se non prendere in considerazione questo aspetto è da stolti) è comunque un incontro di corpi…ma i corpi sono pur sempre vivi, pulsanti, e hanno una loro saggezza. Chiamiamo sesso, impropriamente, l’usarsi a vicenda senza alcun rimorso, chiamiamo sesso ciò che mira di fatto a ridicolizzare donne e uomini, chiamiamo sesso una scimmiottatura di un rito sacro. Ci comportiamo come se l’altro fosse il cesso dei nostri bisogni e non un individuo a cui stiamo dicendo qualcosa e da cui riceviamo qualcosa di prezioso. Chiamiamo sesso l’azione vile e gretta di deturpare, con negligenza insopportabile, la bellezza dell’altro, uomo o donna che sia. Il sesso è un momento estremamente importante perché avvicina, unisce, lega…anche se solo per una notte presuppone una consapevolezza essenziale: una volta che hai condiviso l’eterno con qualcuno quel qualcuno lo porti dentro per sempre e porti dentro di te la conoscenza cui siete approdati per mezzo del sesso, insieme, e non divisi come vorrebbero farci credere questi distributori automatici di idiozie.[...]

Essere contro al modello sessuale attuale, non significa essere preti, suore, monache di clausura, segaioli ecc… bensì vivere questa sacra esperienza in maniera completa.

Fonte originale: henrymakow.com/ Traduzione a cura di: neovitruvian.wordpress.com

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22 gennaio 2012 7 22 /01 /gennaio /2012 20:46

Gli effetti del decreto liberalizzazioni secondo il governo

Riduzione delle rendite, aumento del pil all’11% e dei consumi all’8%, incremento degli investimenti del 18% mentre i salari reali, senza effetti negativi sull’occupazione, cresceranno di quasi il 12%. Sono le previsioni contenute nella nota della presidenza del Consiglio al decreto sulle liberalizzazioni. Ne parla il Corriere della Sera:

Poi, da Tripoli, Mario Monti spiega che quest’ultima considerazione, quella sui salari, riguarda il maggior potere d’acquisto che produrrà il decreto: «L’aumento degli stipendi non dipende dalle liberalizzazioni, ma la maggiore concorrenza modererà il costo della vita». I dati forniti da Palazzo Chigi equivalgono a dire che nei prossimi cinque anni, se proseguirà l’apertura del mercato alla concorrenza, non certo realizzata appieno dal decreto appena varato, si potrebbe guadagnare in media un 2% di crescita in più all’anno, grazie soprattutto al rilancio degli investimenti. Ed è proprio la crescita — si sottolinea — «il primo e più importante pilastro » del decreto, stimolata innanzitutto «dall’eliminazione dei vincoli burocratici (nulla osta, autorizzazioni, licenze) che oggi ostacolano l’avvio delle attività di impresa». Il secondo pilastro sarà invece «l’equità», più in generale rispetto ai consumatori e, in particolare, nei confronti dei «soggetti più vulnerabili».

Il testo ufficiale del provvedimento ancora non è stato diffuso dalla presidenza del Consiglio, ma rispetto alle bozze girate fino a venerdì sera, il comunicato di Palazzo Chigi rivela qualche ulteriore novità:

Prevista e poi cancellata, ritorna ad esempio la norma sulla rateizzazione dei debiti fiscali, viene ridefinito il contenuto della carta di servizio che dovrà essere prodotta dalle imprese di servizio pubblico, ed entrano nuove misure per favorire l’abbattimento delle tariffe dell’energia elettrica e del gas. I debiti fiscali, dunque, potranno essere dilazionati con il pagamento di rate crescenti nel tempo e, soprattutto, scatta il divieto per l’agente della riscossione di accendere un’ipoteca sugli immobili del debitore se questi ha concordato un piano di rimborso rateizzato del debito. La carta di servizio che dovrà essere pubblicata dai concessionari dei servizi pubblici dovrà indicare «in modo specifico i diritti, anche di natura risarcitoria, che i consumatori e le imprese utenti possono esigere nei confronti del gestore del servizio ». Nel decreto è prevista la ridefinizione dei meccanismi con cui l’Autorità per l’energia e il gas (che sarà trasformata nella nuova Autorità delle Reti) aggiorna il prezzo del gas per le famiglie e le piccole e medie imprese: terranno conto del prezzo sul mercato europeo più che di quello del petrolio sui mercati internazionali, con «un effetto di contenimento sulle bollette». Si istituisce, poi, un nuovo tipo di servizio di stoccaggio del gas per consentire alle imprese di approvvigionarsi direttamente all’estero a prezzi più competitivi, e ci saranno nuovi incentivi, anche fiscali, per le aree che accoglieranno nuovi impianti di estrazione degli idrocarburi

tratto da:http://www.giornalettismo.com

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22 gennaio 2012 7 22 /01 /gennaio /2012 07:52

L'iniziativa di una ex broker di Wall Street che non si rassegnava all'idea di perdere il suo amico scodinzolante

Dalle cellule di Trouble è nato Double Trouble

Spende 50 mila $ per clonare il suo cane morto

L'iniziativa di una ex broker di Wall Street che non si rassegnava all'idea di perdere il suo amico scodinzolante

 

Il piccolo Double Trouble ospite di Abc NewsIl piccolo Double Trouble ospite di Abc News
MILANO - Cinquantamila dollari, circa quarantamila euro, per riavere in casa il proprio amato cagnolino. Non si tratta del riscatto per un rapimento, bensì della spesa sostenuta dalla newyorkese Danielle Tarantola per clonare Trouble, il suo yorkshire morto tre anni fa ma rimasto nel suo cuore tanto da spingerla a contattare una società specializzata in Corea del Sud.

 

LA DECISIONE - Danielle, una ex broker di Wall Street la cui storia è rimbalzata sulla stampa anglosassone, è venuta a conoscenza della possibilità di clonare Trouble quando il cagnolino era ancora in vita. «Ho pensato che sarebbe stato carino vedere lui e il suo sosia interagire. Poi ho lasciato perdere. Ma quando Trouble se n'è andato, ci ho ripensato e ho deciso di informarmi». Detto fatto: la donna ha contattato la compagnia specializzata in clonazione animale e ha inviato un campione di Dna raccolto dal veterinario di Trouble prima che morisse.

PARTO VIA WEBCAM - Qualche tempo dopo ha ricevuto la comunicazione ufficiale che la fattrice selezionata per la gravidanza, nella quale era stato impiantato l'embrione creato dal Dna del cane, era rimasta incinta. Ha poi assistito al parto in diretta via webcam e dopo due mesi di allattamento ha ricevuto il suo nuovo cucciolo. Che ha chiamato, senza troppa fantasia, Double Trouble. (Fonte: Adnkronos)

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22 gennaio 2012 7 22 /01 /gennaio /2012 00:08

NegoziScriveva Marx, ai suoi tempi, che nella società capitalistica i paesi industrialmente più avanzati indicano agli altri il proprio avvenire. Chi è più avanti nello sviluppo anticipa trasformazioni e fenomeni che anche gli altri, più indietro nel processo di modernizzazione capitalistica, conosceranno qualche decennio più tardi.

Questa analisi-profezia, che ha resistito gagliardamente alla prova del tempo, sembrava essersi appannata nella seconda metà del XX secolo, quando un capitalismo incarnato e imbrigliato nelle culture e nelle istituzioni nazionali, sembrava dare a ciascun paese un proprio Sonderveg, come dicono i tedeschi, un proprio originale sentiero.

I paesi europei, ad esempio, col loro solido welfare, si distinguevano dagli USA e sembravano capaci di contenere e filtrare i fenomeni più dirompenti che in quel paese facevano da avanguardia.

Ma questo scarto è durato poco e, sotto la furia del pensiero unico - che nell'ultimo trentennio ha visto capitolare molti antichi presidi nazionali di costume e di cultura - lo sguardo anticipatore di Marx ha acquistato un nuovo e lucente smalto.

Oggi abbiamo la possibilità di osservare sul nascere, e per così dire in vitro, come si afferma e diventa generale tale tendenza, chi sono i soggetti che la promuovono, quali motivazioni la sostengono.

La proposta del governo italiano in carica di prolungare l'orario di lavoro dei negozi è, a dispetto delle apparenze, un sontuoso cavallo di Troia che nasconde nella pancia alcuni fenomeni già all'opera nelle “società più avanzate”. Sembra una semplice iniziativa volta a facilitare gli acquisti dei cittadini-consumatori e naturalmente cova la speranza di innalzare il ritmo dei consumi. Ma essa contiene molto altro, costituisce il tassello di un processo, in atto da tempo, di distruzione di un modello di civiltà. Si fa presto a scoprirlo. È sufficiente andare a vedere che cosa è accaduto là dove gli orari dei negozi sono stati deregolamentati per tempo.

Negli USA, che sono oggi “il punto più avanzato dello sviluppo”, è possibile scoprire la trappola in cui sono caduti i cittadini americani, trascinati da decenni in una “bolla consumistica” che alla fine è esplosa con immenso fragore. I fondatori del gruppo Take Back Your Time, riprenditi il tuo tempo, hanno compreso, e denunciano da anni, che la spinta all'iperconsumo cui sono stati spinti i cittadini americani è stato un surrogato della riduzione dell'orario di lavoro. I guadagni di produttività oraria realizzati nell'industria e nei servizi USA non sono stati utilizzati, come era accaduto sino ad allora, per accrescere il tempo libero.

Qui si è interrotto un antico percorso delle società industriali contemporanee. Gli incrementi produttivi sono stati monetizzati, tradotti in salario, grazie all'esca lucente di consumi sempre più abbondanti. Dove non bastava il salario, naturalmente, il credito bancario veniva amorevolmente in aiuto dei bisognosi di acquisto. Il risultato, dopo oltre un trentennio di questa gioiosa modernità, è che i lavoratori americani si sono trovati a lavorare in media 50 ore alla settimana e 350 ore annue in più dei loro equivalenti europei. Non c'è di che stupirsi.

Come si fa a rinunciare ai sontuosi beni offerti da una smisurata macchina produttiva, a prezzi sempre più economici, resi sempre più indispensabili da una pubblicità senza quartiere?

Come si fa rinunciare, se bastano un paio d'ore di straordinario al giorno per avere i dollari necessari a comprare l'ultima consolle, la macchina nuova, una pelliccia da sogno?

Negli USA la deregolamentazione degli orari dei negozi ha accompagnato in parallelo l'aumento della giornata lavorativa e la cosa non stupisce. Questo è il modello che il capitale va imponendo: una giornata completamente occupata dal lavoro, che impone l'utilizzo di tempo supplementare, oltre l'orario diurno, per svolgere il proprio compito di consumatore.

I supermercati e i negozi aperti anche di notte, di domenica, nei giorni festivi devono offrire la possibilità di consumare anche a chi non possiede più tempo per se stesso.

Certo, il tempo speso nelle compere serali o festive è sottratto alle relazioni sociali, alla famiglia, al dialogo fra persone, alla partecipazione alla vita civile.

Ma un pover'uomo o una povera donna, che lavora dalla mattina alla sera, ha bisogno di un risarcimento, ha una necessità vitale di dare sfogo al proprio desidero di acquisto, di soddisfare il proprio ethos infantile - come lo chiama Benjamin Barber nel suo Consumati - vagando tra le meraviglie merceologiche di un centro commerciale e portarsi a casa qualcosa.

Ecco il grande successo conseguito dal capitalismo, quello a cui aspira di trascinarci la grande maggioranza degli economisti, sempre dietro qualche riforma da proporci.

In questo modo si è completato il circuito di assoggettamento totalitario dell'individuo al processo di valorizzazione del capitale, che chiede sempre più tempo per la produzione e per i servizi, e ora sempre più tempo per i consumi. L'uomo a una dimensione è bello e fatto.

Nel punto più alto dello sviluppo, al culmine della modernità, gli uomini sono ridotti alla loro funzione primordiale: produrre e consumare, consumare e produrre.

In tale ottica, la notte, naturalmente, costituisce una fase parassitaria nella vita delle società avanzate, durante la quale il PIL scende rovinosamente. Ce ne rendiamo conto. Per fortuna i turni lavorativi riescono a mantenere attiva la produzione in tanti settori e il commercio notturno può educare ad avere una idea meno pigra di questa fase della giornata in cui il sole conserva la cattiva abitudine di illuminare l'altra faccia della Terra.

Questa cultura della deregolamentazione, che ha scatenato le furie dei poteri finanziari, frantumato il potere sindacale e precarizzato il lavoro, demonizzato tutto ciò che era pubblico e fatto trionfare anche l'abiezione, purché fosse privata, freme tuttora come un animale ferito per azzannare qualcosa che ancora resiste indenne. Ora tocca al commercio, anche in Italia.

E mi chiedo e chiedo che cosa pensa al riguardo la Chiesa, che cosa ne pensano i cattolici, anche quei tanti che stanno nell'attuale governo. Negozi aperti anche di domenica, il giorno del Signore? Perché la proposta recente rientra in quella tendenza del capitale che già abbiamo visto all'opera, e che non vuole fermarsi. In Italia si manifesta, ad es. , nella sorda pressione, più volte espressa da Confindustria, di ridurre le feste comandate, che frenano l'ascesa altrimenti trionfante del nostro PIL.

Se fosse per tanti imprenditori, ma anche per tanti economisti che scrivono sui giornali, l'intero calendario gregoriano dovrebbe essere reso più “flessibile”, occorrerebbe togliere ogni residua solennità ai santi ancora festeggiati, rendere laicamente lavorativi tutti i giorni dell'anno, perché siano trascinati nella macchina insonne della crescita. Per nostra fortuna i sindacati, anche quelli di categoria, hanno alzato gli scudi contro la proposta e meritoriamente molti cittadini hanno manifestato la loro contrarietà. Esempio di civismo, maturità, spirito di una civiltà che ancora resiste e dovrebbe fare arrossire tanti zelanti riformatori che ci assordano quotidianamente. È tutta da verificare, infatti, l'economicità anche per i grandi supermercati e per i centri commerciali, a tenere le luci accese sino a mezzanotte o oltre.

Ma, ricordiamo, se tale vantaggio dovesse verificarsi, non è evidente che una simile novità metterebbe in grave difficoltà i piccoli negozi di zona, accentuerebbe la crisi in cui versano, ne costringerebbe molti a chiudere favorendo il processo di desertificazione dei quartieri?

E nessuno pensa a quanta economia è nascosta, quanto benessere collettivo, in un quartiere vitale, ben servito da piccoli esercenti, che limita gli spostamenti dei cittadini su lunga distanza, favorisce le mutue relazioni quotidiane, accresce la sicurezza senza bisogno di costose vigilanze e repressioni sicuritarie?

Questa è una dinamica sociale ormai ben nota, ma tanti economisti, e soprattutto gli uomini che si trovano di volta in volta a governare, se ne dimenticano facilmente, pur di lanciare i prodotti del loro marketing politico. Degli esiti sociali di lungo periodo delle cosiddette riforme nessuno si cura, pur di vendere al pubblico un qualche kit, un dispositivo economico che promette di imprimere dinamismo al sistema.

È l'analfabetismo politico della nostra epoca, lo conosciamo da tempo, e non possiamo far altro che additarlo nel suo quotidiano squallore. Ma la proposta di regolamentare gli orari degli esercizi commerciali ha un valore paradigmatico molto più ampio e generale di quanto fin qui detto. Perché essa, sotto l'aria di voler rilanciare i consumi in una fase di crisi in cui effettivamente la ripresa della domanda svolgerebbe un ruolo equilibratore, instilla nell'immaginario pubblico il veleno del consumismo illimitato, ci mostra l'avvenire di una crescita continua e senza confine dell'acquisto di merci e servizi.

Mentre la popolazione mondiale continua a crescere, centinaia di milioni di nuovi ricchi approdano ogni anno ai nostri stessi standard di consumo, i cicli di rigenerazione delle risorse della Terra si vanno arrestando per eccesso di sfruttamento, nella piccola Italia, facciamo la nostra parte simbolica. Mostriamo che si può comprare senza limiti di tempo, giorno e notte. Chiedersi quel che succede alle limitate risorse del nostro pianeta è naturalmente una preoccupazione stonata e fuori posto. I problemi son ben altri e del resto, in questo momento, siamo in emergenza. Come è noto da decenni.

Autore: Piero Bevilacqua / Fonte: megachip.info

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