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8 aprile 2013 1 08 /04 /aprile /2013 22:07

In Giappone "leggere i sogni" è possibile

Un gruppo di ricercatori giapponesi dell’Istituto Internazionale per le Telecomunicazioni di Kyoto ha dichiarato di avercela fatta: è stato in grado di "leggere" i sogni di un essere umano, con una precisione e affidabilità superiore al 70%.

L'idea di base dei ricercatori è stata quella di creare una sorta di codice, facendo corrispondere le attività cerebrali registrate durante il sonno con la tecnica di imaging alle risposte date dai partecipanti allo studio una volta svegli e interrogati sui soggetti sognati. Inoltre i dati registrati durante il sonno dalla fMRI venivano confrontati anche con le risposte dei partecipanti a stimoli visivi da svegli.

Per far questo gli scienziati hanno arruolato tre volontari, i quali venivano svegliati ripetutamente durante le prime fasi del sonno (cosidetto stadio pre-REM), e a cui veniva chiesto di raccontare le loro esperienze oniriche. In questo modo è stato possibile costruire un catologo di corrispondenze tra immagini visualizzate nel sonno e pattern di attività cerebrale, perché quanto visto nello stadio pre-REM è rappresentato dal cervello e lo è in modo simile a quanto avviene da svegli con stimoli visivi.

A partire da questo, quindi, i ricercatori sostengono di essere riusciti con successo a predire il contenuto dei sogni basandosi solo sui dati di risonanza magnetica (con un'accuratezza pari al 60%, troppo alta per essere dovuta al caso, precisano gli esperti), di fatto riuscendo a "leggere nei sogni" delle persone, attraverso un modello costruito al computer. Successivamente, infatti, gli studiosi hanno insegnato a un software a far corrispondere i segnali di attività cerebrale a specifiche immagini, a loro volta pescate da Internet, per rappresentare le varie categorie visualizzate nel sonno.

Sebbene quanto sperimentato nelle fasi pre-REM, aggiungono gli esperti, non possa considerarsi a pieno titolo un vero e proprio sogno (tipico invece della fase REM), quello presentato su Science è comunque un ulteriore passo avanti verso un sistema capace di leggere le esperienze oniriche, in grado di rivelare cosa ricordiamo dei sogni e cosa no.

Un esperimento talmente semplice da domandarsi perchè mai condotto prima: i volontari che si sono sottoposti allo studio venivano fatti addormentare e, una volta raggiunta la fase rem del sonno, le loro attività cerebrali venivano monitorate attraverso una risonanza magnetica. I sogni sono quanto di più intimo ognuno di noi possieda, eppure un giorno potrebbero non essere più un'esclusiva così personale. Un team di ricercatori dell'ATR Computational Neuroscience Laboratories di Kyoto, in Giappone, ha infatti messo a punto un sistema in grado di decifrare il contenuto dei sogni a partire dai dati di risonanza magnetica funzionale (fMRI) acquisiti durante il sonno. Come funzioni questa speciale macchina lo spiegano i ricercatori oggi in uno studio su Science.

A quel punto, dopo aver raccolto i dati necessari, i volontari venivano svegliati e richiesto loro di descrivere quali immagini oniriche avessero osservato nel sonno. Si è poi dato il via alla seconda parte dell'esperimento.

Questa si è trattata di una verifica, una conferma atta alla costruzione del "dizionario": osservando le attività cerebrali, registrate dalla tac, gli scienziati sono stati in grado di risalire a quale fosse l'immagine sognata dal volontario. In oltre il 70% dei casi, gli studiosi hanno indovinato.

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29 marzo 2013 5 29 /03 /marzo /2013 18:31

Indoona, l’applicazione tutta italiana sviluppata da Tiscali che integra fonia e social network per chiamare, video chiamare e inviare messaggi multimediali da smartphone e da pc, amplia l’offerta promozionale dei minuti gratis mensili verso l’estero.

A partire dal primo aprile, infatti, tutti gli utenti Indoona potranno chiamare gratuitamente e per sempre le numerazioni di rete fissa in Italia Europa Occidentale, e le numerazioni di rete fissa e mobile in Usa, Canada e Cina, fino ad un massimo di 100 minuti al mese.

Inoltre, per tutte le chiamate verso numeri fissi e mobili italiani Tiscali ha disegnato una nuova e ancora più conveniente tariffa unica: sempre a partire dal primo aprile chiamare un telefono fisso (oltre i 100 minuti gratuiti previsti ) o mobile italiano con Indoona costerà solo 2 centesimi alminuto, un risparmio senza precedenti soprattutto verso le destinazioni mobili della rete italiana.

Insieme alla nuova e vantaggiosa offerta Indoona continua ad offrire le migliori funzionalità di comunicazione attualmente disponibili, sia per i servizi voce che per la messaggistica multimediale.

Inoltre, con la nuova funzionalità live, Indoona trasforma la bacheca dei suoi utenti in uno spazio in cui condividere con i propri contatti i video realizzati in prima persona e in tempo reale. In questo modo, il rapporto con i propri “amici” diventa ancora più stretto e “social”, grazie alla possibilità di comunicare, socializzare e condividere.

Anche personaggi pubblici che hanno un dialogo costante con i propri fan utilizzano Indoona come social network. Tra gli altri Francesco Facchinetti, Selvaggia Lucarelli e Annalisa Scarrone.

Indoona è attualmente disponibile per le piattaforme Android e iOS e può essere scaricato dall’Android Market e dall’App Store o per pc e Mac direttamente sul sito di Indoona. Tutti i dettagli sulle tariffe e le caratteristiche del servizio sono disponibili su www.indoona.com

 

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17 marzo 2013 7 17 /03 /marzo /2013 16:23
 

Biochip sulla pelle. Realizzata la prima biostampa su pelle con rilevatori diagnostici biometrici. Come avvertiva Paolo Bernini del M5S su Ballarò?

Arriva il chip biometrico sottopelle: aveva ragione il grillino?

E' stata già realizzata, in America, la prima biostampa digitale con rilevatori biometrici. Ricorderete Paolo Bernini, uno dei parlamentari del M5S aveva fatto chiaramente riferimento ai biochip americani impiantati sotto pelle, ebbene quel biochip esiste davvero, anche se non nei termini di cui parlava il "grillino" (Net1News però aveva già parlato di qualche altro strano esperimento). Fattostà che John Rogers, e David Icke, cofondatori della compagnia americana MC10 del Massachusetts a Cambridge, che si occupa di ricerca nel settore industriale, ingegneria biomedica hanno realizzato quello che potremmo definire un chip biometrico ecologico, assolutamente innocuo, inteso come biostampa su pelle. Che può monitorare i disturbi cardiovascolari o di altra natura, individuare i cambiamenti repentini di condizioni di pericolo per l'essere umano e monitorare lo stato di salute generale. E che potrebbe tranquillamente sincronizzarsi con uno smarphone per il controllo remoto. Microfilamenti elettronici che si legano sul tessuto epiteliale, con una percentuale oltre 1/30 più sottile della precedente, composta con elastomeri. La cosa interessante è che quest'ultimo modello realizzato, ha ben resistito all'acqua durante le due settimane di prova, prima di venir eliminata con il naturale procedimento di esfoliazione della pelle. La biostampa tramite questo procedimento, permetterebbe a questi circuiti misti a sensori, di registrare dei dati elettrofisiologici quali la temperatura corporea, lo stato di fatica muscolare e lo stato di idratazione termica dell'individuo che lo 'indosserebbe'. Rimane per ora un prototipo, pur tuttavia potendo noi pensare che di certo rappresenta l'alba dei sistemi di biocontrollo corporeo futuri. Di certo non dovremo aspettare ancora molti anni. Rogers ed il suo team stanno ancora sviluppando questo biochip in maniera tale da aver maggior durata di 'vestibilità' e poter sopratutto avere il miglior numero di informazioni possibili sul check up fisiologico di chi lo indossa, in real time, per poter così aver un giorno la possibilità di salvare tante vite umane che oggi perdiamo quotidianamente, senza neanche rendercene conto. Perciò , niente di vero per i 'grillini' per ora. ma solo per ora. Vi terremo tutti aggiornati. Di sicuro questo specifico sistema sarà un grande passo in avanti per la ricerca scientifica.

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13 marzo 2013 3 13 /03 /marzo /2013 23:23
Appello di Paola Musu: sovranità monetaria o sara' guerra civile

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L’Italia sta morendo, l’urlo prima sordo, ora disperato e sempre più forte, percorre oramai tutta la penisola.
Il tradimento della consegna della sovranità del paese in mano di “ soggetti non democratici, non trasparenti, non responsabili, banche d’affari multinazionali, shadow banks, hedge funds, agenzie di rating, fondi sovrani, organismi internazionali di regolazione non governativi…”(Bassanini),continua a sommarsi all’inerzia della politica, unica responsabile di questa consegna e oramai ulteriormente responsabile di questa condotta inesorabilmente distruttiva.
Negli ultimi mesi, parecchi giovani, animati solo da un puro idealismo e molta buona volontà, in molte regioni d’Italia ed anche fuori da quella che un tempo era culla ideale e fucina di studio, ossia l’università, oramai tristemente svuotata anche di contenuti, hanno iniziato ad analizzare e diffondere i meccanismi di funzionamento della moneta, radunando gruppi di poche decine di persone, imprenditori, persone comuni, chiunque fosse interessato. Tutta questa gente, ora, è perfettamente consapevole delle cause del disastro economico cui si assiste impotenti. Queste persone sanno che la politica e i suoi protagonisti hanno permesso tutto questo con dei precisi atti di consegna del paese nelle mani della finanza privata, ma sono anche consapevoli dell’illegittimità di quegli atti. Sanno anche, che la soluzione a tutto ciò deve essere politica e ai politici chiedono disperatamente di intervenire, pretendono risposte, nella piena consapevolezza di averne il più ampio diritto. Chiedono alla politica di essere in grado di esprimere persone capaci di scelte coraggiose, ma giuste, benché fatte in aperto contrasto al delirio neoliberista dominante, seppur decadente.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tutte queste persone, oramai, sanno perfettamente che qualunque promessa in termini di sviluppo dell’occupazione e di crescita è impossibile e vuota alle condizioni attuali, senza il recupero della propria moneta.
La ratio più profonda dell’economia sta nel suo essere funzionale alla vita ed al benessere di una nazione. Le scelte che attengono la vita di uno Stato attengono per definizione la “politica” e la “politica” è affare di Stato, attiene la res publica, non la res privata. In questo contesto la creazione di moneta, dato il ruolo fondamentale che la stessa riveste nell’economia, non può né essere priva di controllo alcuno, né, tantomeno, può essere consegnata in mano di privati, come è attualmente, per di più con l’ulteriore aggravante di poter diventare la nuova arma di “aggressione” tra Stati, proprio all’interno di un’area nata, nella sua proclamazione ideale, proprio per ostracizzare ogni forma di aggressione.
Il recupero di una moneta nazionale è un “dovere”, che assume anche una connotazione di obbligo morale laddove si assiste allo sconcertante fallimento di questo “esperimento”, a dir poco disastroso, dell’euro.
L’esperienza della Grecia, e delle condizioni di vita in cui continua ad essere sprofondata la popolazione, così come il caso della Spagna e del Portogallo, di Cipro ed oramai anche dell’Italia, è inaccettabile per delle nazioni che pretendono di definirsi “civili”.
L’euro è un tragico miraggio, una sgangherata utopia. Essa reca in sè tutte le tragedie della fede neoliberista, elevata al livello di dottrina di portata universale, imposta al mondo intero, e considerata, all’alba del XIX secolo, il pilastro per una nuova epoca d’oro, in cui l’intervento dello Stato nell’economia diventa il “demone” da neutralizzare ed i mercati, totalmente liberi e fuori da ogni controllo, con l’eliminazione di qualsiasi ostacolo ai liberi movimenti di merci, servizi e capitali, il totem da divinizzare.
Questo folle progetto è stato spinto oltre misura, passando sopra anche alle più elementari considerazioni date dall’evidente impossibilità di poter gestire, senza provocare danni, l’imposizione di un’unica unità di conto (moneta), forzando un’unificazione tra dei paesi che sono e rimarranno sempre distinti. Ed a sancire questo è la storia, è il principio di autodeterminazione dei popoli, universalmente riconosciuto, sono gli inevitabili controbilanciamenti che si creano in un’area vasta, come quella creata in Europa, che la stessa storia, anche economica, ci insegna, per cui il vantaggio di alcune parti della stessa deriva e non può sussistere se non in forza dello svantaggio di altre. Per cui se la Grecia si trova nella ben nota situazione di disagio, non è, in realtà, a causa della mala gestio dei suoi governanti, ma dei crescenti ed inevitabili disavanzi delle partite correnti (eccesso di importazioni sulle esportazioni) che hanno interessato, oltre la Grecia, anche gli altri paesi periferici, come l’Italia.
La creazione di moneta deve essere di competenza dello Stato e dello Stato soltanto. Lasciando il dettaglio ad altra sede, “con questo sistema non sarebbe creata altra moneta eccettuata quella della Banca Centrale ed il reddito da signoraggio, proveniente dalla creazione di moneta da parte della Banca Centrale, sarebbe restituito allo Stato ed esso stesso permetterebbe nelle condizioni attuali di abolire la quasi totalità delle imposte progressive sul reddito” (M.Allais, Premio Nobel all’Economia).
Questa, unitamente alla riforma del sistema bancario, con la netta distinzione tra banche commerciali e banche di investimento, la rinazionalizzazione della Banca d’Italia ed il suo stretto collegamento con il Tesoro, è la chiave di volta ed il nuovo punto di partenza per il risanamento e la ricostruzione del nostro paese. Occorre riprendere il controllo delle funzioni essenziali dello Stato, ridefinendo, nel contempo, i rapporti economici con gli altri paesi europei, salvaguardando quegli aspetti positivi dell’esperienza europea legati al mercato unico (libera circolazione di merci, persone, capitali). Solo allora si potranno reimpostare serie politiche di crescita e benessere dei cittadini, incluso il rinnovato sviluppo della ricerca, dell’arte e della cultura.
Tutto ciò, ricordando, semplicemente, che la defezione anche di un solo paese, in Europa, costringerebbe tutti gli altri alla ridefinizione dei reciproci rapporti. E la certezza di ciò, non può essere inferiore all’arroganza di chi ha provocato lo scempio cui stiamo assistendo, anche in termini umani.
L’alternativa sarebbe una rapida ed imminente spirale del debito sempre più vorticosa, che rischierebbe, a breve, di gettare il Paese in una guerra civile.
C’è un intero popolo che grida aiuto! Non può più essere ignorato. La politica abbia il coraggio di riscattare se stessa davanti ai cittadini e davanti alla storia. Lo chiede l’Italia, lo chiede la sua storia, lo chiedono i suoi martiri.

Paola Musu
http://campagnadisobbedienzaciviledimassa.blogspot.it/
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28 febbraio 2013 4 28 /02 /febbraio /2013 23:03
Il miglior modo per rivivere determinate fasi dell' era dei dinosauri è senza dubbio, questo spettacolo, che si terrà a Torino, Walking with dinosaurs al Palaolimpico di Torino, il 23 marzo 2013 Eventi a Torino
Presso il Palaolimpico Isozaki.Dopo il grande successo con più di 40000 visitatori, un’ulteriore proroga per la mostra “Dinusauri” allestita presso La Promotrice delle Belle Arti di Torino, promossa e ideata da Fondazione DNArt, curata dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, con il Patrocinio e la collaborazione della Regione Piemonte e della Città di Torino e con il Patrocinio della Provincia di Torino. Al Palaolimpico Torino da mercoledì 20 a domenica 24 marzo 2013 potrete camminare fianco a fianco con dei mastodontici dinosauri. Infatti, al Palaolimpico è in cartellone lo spettacolo Walking With Dinosaurs The Arena Spectacular, un tour mondiale che sinora ha viaggiato tra oltre 200 città. Lo spettacolo, pensato per arene di grandi dimensioni, presenta la vita quotidiana di venti specie diverse di dinosauri sino all’estinzione della specie, forse causata da un meteorite. Oltre all’emozione del tuffo del lontano passato della Terra, vi ricordiamo che le ricostruzioni in tre dimensioni dei dinosauri Torino sono fedeli alle creature originali e frutto di un lungo lavoro di studio da parte di numerosi progettisti. Quali sono i prezzi dello show dinosauri a Torino e quali gli orari dello spettacolo? I prezzi di Walking With Dinosaurs Torino variano tra i 25 e i 40 euro più il diritto di prevendita sul circuito TicketOne.it. Potrete acquistare gli accessi anche alla biglietteria del Palaolimpico. Per gli orari, da mercoledì 20 a venerdì 22 marzo 2013 ogni giorno si terrà un show serale alle 20.30. Sabato 23 e domenica 24 marzo 2013 avranno luogo tre spettacoli (alle ore 11.00, 15.00 e 19.00).


Potrebbe interessarti: http://www.torinotoday.it/eventi/teatro/walking-with-dinosaurs-palaolimpico-torino-23-marzo-2013.html
Leggi le altre notizie su: http://www.torinotoday.it/ o seguici su Facebook: http://www.facebook.com/TorinoToday
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il percorso della mostra si apre con l’esemplare che incarna più di tutti le emozioni che questi grandi rettili suscitano: il Tirannosauro, che catapulta subito il visitatore sulla Terra com’era 70 milioni di anni fa. La “spirale del tempo” aiuterà a capire l’evoluzione del mondo illustrando le diverse età della Terra con particolare attenzione ai tre periodi che scandirono la vita dei dinosauri. Dal Triassico, 220 milioni di anni fa, passando per il Giurassico si arriva al Cretaceo conclusosi 65,5 milioni di anni fa, momento dell’estinzione dei dinosauri.
. Un universo di dinosauri che si muovono, respirano e ruggiscono come se fossero vivi. Dinosauri di 21 specie differenti, dall’Archeaopteryx al Microraptor, dal Branchiosauro al Triceratopo, dal T-Rex al Gigantosauro, che catapultanoin un era di 250 milioni di anni fa, nel Giurassico, in un labirinto popolato da esseri preistorici nel quale divertirsi e giocare. Un viaggio fantastico, nel rispetto della scienza, messo a punto da paleontologi e tecnici, portato in città grazie a Barley Arts e Metropolis. Un film in 3D racconta la storia della terra, con le sue ere geologiche,
In mostra viene rappresentata anche la Terra in quel tempo lontano quando i continenti erano uniti nella Pangea; si spiegano i movimenti che hanno portato, nel corso dei milioni di anni, alla forma dei continenti che oggi noi conosciamo.
Alla Promotrice delle Belle Arti apre al pubblico fino al 27 maggio 2012, una mostra senza precedenti: promossa e ideata da Fondazione DNArt e curata dal museo regionale di Scienze Naturali di Torino, la rassegna Dinosauri ospita 17 esemplari a grandezza naturale protagonisti di un entusiasmante viaggio che vi trasporterà in un tempo lontano decine di milioni di anni.
Tutti realizzati in resina, i dinosauri si presentano in tutta la loro imponenza. Il percorso si apre con l’esemplare che incarna più di tutti le emozioni che questi grandi rettili suscitano: il tirannosauro, che catapulta subito il visitatore sulla Terra com'era 70 milioni di anni fa. La "spirale del tempo" aiuterà a capire l’evoluzione del mondo illustrando le diverse età della Terra.
Stanza dopo stanza grandi e piccini vengono affascinati dall’imponenza dei grandi rettili fino ad arrivare allo scheletro di Giganotosaurus del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino lungo oltre 14 metri.
 
 
 
 
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28 febbraio 2013 4 28 /02 /febbraio /2013 22:36

Con il lascito assenso del papa che oramai divenuto inadatto a ricoprire il ruolo di massima autorità ecclesiastica, si apre nuovamente a distanza di pochi anni dalla sua nomina, un nuovo posto vacante per il ruolo di Papa: chi sarà scelto? Verrà lasciata da parte la profezia del papa nero o tale papa sarà ''nero'', per via dei grandi cambiamenti che porterà alla Chiesa e le regole fino ad ora lasciate invariate? L’inizio del conclave in Vaticano per la scelta del successore di Benedetto XVI ci dirà quali e quanto profonde sono le divisioni che il Papa dimissionario ha espressamente denunciato. Dopo l’addio al pontificato comincerà la conta delle fazioni tra i cardinali. Le votazioni che vedranno i porporati unirsi intorno a poche candidatura formalizzeranno diverse visioni sulla Chiesa che è e che verrà.

 

(Foto da: Lapresse)

VOGLIA DI ‘PONTEFICE BUONO’ – Insomma, che Papa sarà? E’ questo l’interrogativo più frequente del dibattito delle ultime settimane. Se la decisione spettasse ai fedeli la trovare risposta sarebbe impresa meno complicata. Tra i meno giovani ha lasciato un ricordo indelebile Giovanni XXIII, il Papa buono, dal carattere affabile, il pontefice del sorriso e del fuori programma, della rottura con l’immagine di austero e inflessibile uomo di curia. Linguaggi e modi riscoperti in Giovanni Paolo II, altro Papa estremamente apprezzato dai fedeli. In ogni caso i nomi che circolano ora con più insistenza per succedere a Ratzinger sono quelli del ghanese Peter Turkson, 65 anni, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il 72enne arcivescovo di Milano Angelo Scola e il 78enne segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone. Il cardinale africano si è mostrato negli anni moto sensibile alle problematiche sociali del suo continente.

TURKSONTurkson lo abbiamo visto esporsi sui contraccettivi per l’Africa, i farmaci antiretrovirali per l’Hiv, sulla questione acqua e beni comuni, sul peso e il ruolo dell’economia. Il cardinale si impegnato a presentare in Vaticano un documento da titolo ‘Per una riforma del sistema finanziario internazionale nella prospettiva di un’ Autorità pubblica a competenza universale’ con il quale viene sottolineata la necessità di governare la globalizzazione ristabilendo il “primato della politica, responsabile del bene comune, su economia e finanza”, di regolare gli scambi monetari attraverso una specia di ‘Banca centrale mondiale’, pensare alla ‘tassazione delle rendite finanziarie’ e ‘forme di ricapitalizzazione delle banche anche con fondi pubblici’ per lo sviluppo dell’ economia reale. Turkson però finito nella bufera per una recente intervista rilasciata alla Cnn in cui ha assimilato i pedofili agli omosessuali. “Il sistema tradizionale africano – ha spiegato il cardinale – ha protetto e protegge la popolazione dalla tendenza della pedofilia, perché in molte comunità, in molte culture africane, l’omosessualità e qualsiasi relazione fra persone dello stesso sesso, non sono tollerate”. Non è la prima volta che accade. Turkson aveva già criticato in passato Ban Ki-moon e l’Onu per la loro lotta contro le discriminazioni subite dagli omosessuali in Africa.

SCOLAScola, il ‘conservatore aperto’ vicino a Comunione e Liberazione, molto apprezzato da Ratzinger, sarebbe il Papa che al rigore dottrinario e teologico affianca le aperture coraggiose al cosiddetto ‘meticciato’ di diversità, considerato un’ottima occasione di crescita comune. Dunque per l’arcivescovo di Milano – che come Turkson denuncia lo scollamento tra politica e – l’unica via occidentale per non entrare in conflitto con le visioni dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina è la costruzione di un terreno comune dove realizzare una pluriforme società civile.

BERTONE – Controversa la figura del canonista Bertone, incaricato di guidare la Chiesa nel tempo che separerà il pontificato di Benedetto XVI e la nomina del nuovo Papa, è finito nella bufera con l’accusa di rappresentare la corrente del conclave più bramosa di scalata alla gerarchia vaticana, di aver – ricorda oggi la stampa tedesca – “impedito il chiarimento dei casi degli abusi sessuali compiuti dai preti, tollerato gli scontri all’interno della Chiesa e cercato di ottenere troppo potere all’interno della Curia”. Joachim Meisner di Colonia, uno dei cardinali più vicini a Ratzinger, di recente al Papa ha addirittura chiesto di sbarazzrsi del segretario di Stato. Come Turkson anche Bertone in passato è stato oggetto di polemiche – tra l’altro – per aver aver parlato di studi scientifici (senza citare quali) che dimostrerebbero un legame tra pedofilia e omosessualità. Insomma alla vigilia del conclave è chiaro che il rischio che alla guida della Chiesa venga scelta una personalità che divide opinione pubblica e le stesse gerarchie vaticane è concreto. In questa chiave le dimissioni del cardinale cardinale scozzese Keith O’Brien, primate della Chiesa cattolica britannica, accusato di aver abusato di quattro preti, potrebbero non bastare per sanare un’immagine, quella dei porporati, tanto spesso bersagliata.

 

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25 febbraio 2013 1 25 /02 /febbraio /2013 20:59

http://www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2013/02/beppe_grillo_intervista.jpgNonostante si prospetta l'ingovernabilita',  il vero vincitore di queste elezioni e' Beppe Grillo con il suo 25% di voti!

Il suo Movimento 5 Stelle vola, sfonda la soglia del 20% ritenuta impensabile fino a qualche mese fa e fa tremare i partiti. Il Pd, se vuole governare senza allearsi con il Pdl, dovrà necessariamente trovare un accordo con i parlamentari a cinque stelle.

Lui, Grillo, nel giorno della vittoria comunica soltanto attraverso la rete («L’onestà sarà di moda», ritwitta non appena vengono diffusi i primi risultati più che incoraggianti per il M5S). Ma la linea è quella della prudenza. Attendere che i dati siano ufficiali perché, lasciano trapelare dallo staff, «ci saranno delle sorprese». Nel quartier generale a cinque stelle, in un albergo nei pressi di piazza San Giovanni a Roma, i commenti vengono infatti rinviati a «quando i dati saranno certi». Così come avviene per le decisioni di natura politica. Nessun azzardo. Appoggiare una coalizione o un’altra per il governo? Decidere quali presidenti votare per Camere e Senato? «Prima ci conteremo, ci riuniremo, ascolteremo la base poi decideremo che fare», spiegano i futuri parlamentari a cinque stelle.

In serata Beppe rompe il silenzio: «Saremo una forza straordinaria. Faremo tutto ciò che abbiamo detto: il reddito di cittadinanza, nessuno indietro. Saremo 110 dentro e qualche milione fuori. Bersani e Berlusconi? Sono dei falliti».



Grillo pesca a destra e a sinistra, dallla Sicilia alle regioni del Nord. L’ormai ex comico se ne sta barricato nella sua villa di Sant’Ilario da questa mattina intorno alle 11 quando era uscito a piedi con la moglie e un figlio per recarsi a votare nel vicino seggio allestito presso l’Istituto agrario Marsano. In Sicilia e Sardegna i Cinque Stelle incassano quasi il 30% delle preferenze. I dati (parziali) raccontano che i grillini navigano attorno al 25% in Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Abruzzo. Solo in Lombardia Grillo non raggiunge il 20%. A Venaus, comune della Valle di Susa divenuto nel 2005 simbolo della lotta contro la Tav Torino-Lione, il Movimento 5 stelle ha ottenuto il 46,9% al Senato, pari a 278 preferenze su 609 votanti. E anche a Bussoleno Grillo conquista la maggioranza dei consensi dei 3524 elettori, ottenendo il 44,48% dei voti.

Sorridenti ed emozionati, vestiti casual (in maglione o con una camicetta), ma soprattutto giovanissimi: Alessandro Di Battista, Marta Grande (probabilmente la più giovane parlamentare con i suoi 25 anni), l’ormai “esperto” Davide Barillari e Domenico Falconieri sono il volto del MoVimento subito dopo le prime proiezioni. Si tratta di tre neo parlamentari in pectore e del candidato presidente alla Regione Lazio. Si vede che non sono abituati alle luci delle telecamere ed ai flash ma sanno rispondere alle provocazioni: «Inesperienza? Ci sono pro e contro, ma se ce l’ha fatta Scilipoti...», replicano lasciando trapelare un po’ di nervosismo.

Ma è il giorno della vittoria. Si festeggia soprattutto sul web. Su twitter esplode la gioia grillina. La “Cosa”, la web tv a cinque stelle, trasmette in streaming da tutta Italia: telefonate, commenti. È la festa di M5S. Interviene anche Dario Fo, il premio Nobel che si è speso apertamente al fianco di Grillo: «Questa è una straordinaria vittoria dei giovani. Pulizia e giovinezza stanno vincendo!», esulta in collegamento telefonico. Poi unisce una riflessione di natura politica: «Il M5S ha imparato ad ascoltare qualcosa pure dai vecchi - spiega - Abbiamo bisogno di cambiare tutto. Ora si rischia una legislatura breve ma intanto bisogna reinventare il modo di stare nelle istituzioni».

È questa la preoccupazione principale degli analisti politici. Che cosa succederà ora? Cosa farà il Movimento? La risposta dei militanti è ferma: siamo pronti ad appoggiare le proposte che riterremo valide. Difficile però capire se siamo pronti ad un sostegno, seppur esterno, a qualsiasi tipo di formazione.

Dialogo con Berlusconi? «È molto difficile che Berlusconi proponga idee utili per la collettività. Non è mai successo finora ma se accade un miracolo, ascolteremo la rete», risponde Alessandro Di Battista, che bacchetta anche il Pd che «quando doveva proporre una legge sul conflitto d’interesse non l’ha fatto» ma ora «non ha più scuse» se intende proporre leggi valide.

Più sottile il commento di Marta Grande che replica così a chi gli chiede se il M5S abbia rubato voti al Pd: «Non abbiamo tolto voti a nessuno - sottolinea - Sono loro che li hanno persi». E se si tornasse al voto? «Alle prossime elezioni, non sappiamo quando, saremo la maggioranza assoluta del Paese».  

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25 febbraio 2013 1 25 /02 /febbraio /2013 20:52

http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2013/02/facsimileschedaelettorale2013_senato_campania.jpgDa molto tempo nel nostro paese, intorno alla legge elettorale per scegliere i parlamentari si è acceso un profondo dibattito che vede, come consuetudine italiana, una netta spaccatura tra contrari e favorevoli; sull’onda lunga del successo referendario del 12 e 13 giugno è partita negli scorsi giorni una nuova campagna referendaria con l’obiettivo di modificare proprio il sistema elettorale che, come molti sanno, porta il bizzarro nome di porcellum.
L’obiettivo dichiarato è il raggiungimento delle 500 mila firme entro la fine di settembre così da poter presentare il il referendum alla Corte di Cassazione.
Ma cos’è esattamente il Porcellum e come funziona? Cerchiamo di fare chiarezza partendo proprio dal nome, la cui paternità è da attribuirsi a Giovanni Sartori, politologo italiano di chiara fama anche a livello internazionale, che prese spunto dall’autore stesso della legge n. 270 del 21 dicembre 2005 recante misure per modificare il sistema di elezione alla Camera ed al Senato: l’autore della legge era il leghista Roberto Calderoli (in veste di ministro delle riforme) il quale non esitò a definire il provvedimento stesso come «una porcata» (da cui derivò Porcellum).


Il Porcellum prese il posto del Mattarellum (nomignolo molto meno originale, dal semplice nome del suo relatore Sergio Mattarella) ovvero una legge elettorale che era stata attuata dopo il referendum del 1993 con la quale si introdusse in Italia un sistema elettorale misto per l'elezione del Senato e della Camera: tale referendum in sostanza aboliva il sistema proporzionale che era stato in vigore fino ad allora lasciando campo ad un sistema prevalentemente uninominale, (il Mattarellum per l’appunto).
Una scelta importante perché si abbandonava in quel modo il sitema proporzionale ritenuto troppo frammentario; lo stesso Karl Popper, filosofo politico di statura eminente del 900, ebbe occasione di dire, in un’intervista del 1990, che “che il più grave problema politico italiano sia il sistema elettorale proporzionale, che fa sì che il governo sia in mano non del popolo, ma dei partiti”.
Ebbene la legge che introdusse il Porcellum nel 2005, secondo molti, presenterebbe incongruenze con la decisione popolare del 1993: sebbene non vengano sopraffatte del tutto le dinamiche del maggioritario, tuttavia il Porcellum tende a fornire una rilevanza particolare al voto di partito ed i seggi vengono distribuiti in maniera simile al proporzionale, ma con la differenza rappresentata dalla soglia di sbarramento e dal premio di maggioranza. I partiti possono presentarsi singolarmente o in coalizioni indicando, programma, candidato a premier, e lista di candidati per ogni circoscrizione.



Liste bloccate, premio di maggioranza, soglia di sbarramento con deroghe sono alcune caratteristiche del Porcellum: con l’attuale legge elettorale infatti, l’elettore si limita a votare soltanto per alcune liste (liste bloccate), in sostanza senza la possibilità di indicare preferenze di nomi. In questa maniera l’elezione dei parlamentari finisce per essere completamente a discrezione dei partiti in base alle graduatorie da loro decise.
Per ottener seggi in Parlamento, sono inoltre previste soglie di sbarramento che un partito deve superare: per quanto riguarda la Camera, il 55% dei seggi viene assegnato allo schieramento che ottiene il maggior numero di voti; per ottenere i seggi la soglia da superare è del 10% dei voti nazionali (la soglia minima viene ridotta al 4% per le liste non collegate). È previsto tuttavia un complicato meccanismo di ripartizione anche per le liste che rappresentano la maggiore delle forze al di sotto di questa soglia (il cosiddetto miglior perdente). In sostanza 340 seggi assegnati come premio di maggioranza ed i restanti 278 divisi fra le rimanenti liste ammesse al riparto.
Al Senato la soglie di sbarramento (che è qui a livello regionale) è pari al 20% per le coalizioni (3% per le liste coalizzate ed 8% per le liste non coalizzate): il territorio nazionale italiano è suddiviso in 27 circoscrizioni plurinominali ognuna delle quali comprendente una o più province. Non in tutte le regioni è usato questo sistema: Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Molise usano metodi differenti.


Come si vede, è un meccanismo piuttosto complicato ed articolato che, per alcuni, rischia di frammentare molto il sistema politico; le intenzioni della legge erano probabilmente di garantire una più ampia rappresentanza delle forze politiche in campo, andando comunque ad imprimere una stabilità ed una maggiore governabilità grazie al premio di maggioranza.
La legge fu fortemente voluta dalla destra, ed in particolare da Silvio Berlusconi che nel 2005, prima delle elezioni, minacciò persino una crisi di governo se non fosse stata approvata la riforma elettorale proporzionale (La storia politica di Silvio Berlusconi): Berlusconi che, insieme con gran parte del centro-destra, continua ad essere un alfiere del Porcellum difendendolo a spada tratta. Né tantomeno per modificare tale legge sono serviti tre referendum abrogativi che si sono svolti nel 2009; in nessuno dei tre casi infatti si riuscì ad oltrepassare il quorum del 50% degli elettori e pertanto furono dichiarati non validi.
A distanza di tempo il dibattito è ancora attuale e si continua a spingere per una riforma della legge elettorale (Legge elettorale italiana: come potrebbe cambiare) ricorrendo magari, ancora una volta, alla consultazione popolare pur con la difficoltà rappresentate dall'essenza, esclusivamente abrogativa, che un referendum comporta.

 

https://www.laveracronaca.com/focus/il-sistema-elettorale-italiano-cos-e-il-porcellum/

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16 febbraio 2013 6 16 /02 /febbraio /2013 23:59

Ogni qualvolta Beppe Grillo, parla in una piazza d' Italia, ha di fronte una marea umana: lo chiamano effettivamente ''tsunami tour'' proprio per questo motivo.

Le sue idee e il suo modo di trovare delle soluzioni per risolvere dei problemi di qualsiasi natura all' interno del Parlamento, è rivoluzionario, alla gente piace e la dimostrazione degli assensi che riceve lo si evince dalle migliaia di persone che lo seguono nelle sue giornate nelle piazze.Dal ruolo del Pd nel caso Mps ("serve una commissione d'inchiesta sui vertici del partito dal '95 a oggi") alle dimissione del Papa, dalla pressione fiscale a Napolitano. Attacca su tutti i fronti il leader del Movimento 5 Stelle in una gremitissima piazza Castello, nel cuore di Torino. "Devono andare a casa tutti", è il suo esordio davanti alle migliaia di simpatizzanti. E subito propone il "politicometro" per conoscere il reddito dei politici quando sono entrati in politica ed ora "che andranno a casa". Sono migliaia le persone in piazza Castello per il comico genovese che fa il suo comizio a un ritmo incalzante, passando dai tweet del Papa ("Forse si è dimesso perché da quando è andato su twitter si é accorto che era giusto che i preti devono sposarsi e fare figli. Non voglio pensare che sia per le banche e lo Ior") agli esodati ("In un Paese come l'Olanda chi perde il lavoro riceve uno stipendio dignitoso").

Le frasi che Beppe Grillo dice alla folla, mettono la giusta forza per dare spazio ala possibilità di avere dei numeri giusti per cambiare le decisioni politiche. Se la gente aumenta di numero e lo voterà, sarà solo merito di una politica che finora non è riuscita a rafforzare le proprie idee e aiutare il proprio popolo, per il lavoro, per la propria vita.

V-Day, in piazza con Beppe Grillo

 E così dopo aver “scippato” alla sinistra la romana piazza San Giovanni, ribalta del Primo Maggio e delle centinaia di “imponenti” manifestazioni sindacali, il non-leader del MoVimento 5 Stelle porta lo spettacolo dello scaracchio dei poteri nel cuore di Torino, di fronte al palazzo della Regione, a un tiro di schioppo dal Comune, crocevia di un “sistema” che i suoi consiglieri mettono quotidianamente a ferro e fuoco. Gli altri, i politici più blasé che blasonati preferiscono rintanarsi tra gli intimi, al coperto dal gelo dell’elettorato. Sarà così in questo lungo weekend subalpino che vedrà sotto la Mole l’arrivo di Mario Monti e di Silvio Berlusconi. Entrambi in un teatro, forse l’auditorium del Santo Volto per il premier, di sicuro il Lingotto per il Cavaliere. Non sappiamo se i sondaggi confermino che il Piemonte sia entrato nel novero delle regioni “contendibili” – o meglio, lo sappiamo perché le rilevazioni circolano e man mano che ci si avvicina all’apertura delle urne sono più attendibili.

 

 

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16 febbraio 2013 6 16 /02 /febbraio /2013 23:27

 

Non nego la mia simpatia verso Beppe Grillo, che ritengo un uomo che sta agitando molte acque chete che volevano la solita vita e il solito giro ozioso, per continuare a fare, con promesse grandiose e programmi a dir poco strabilianti, un...buco nell' acqua. Tanti anni sono passati da promesse e promesse e azioni che sarebbero servite ad aggiustare un paese corrotto e troppo furbo''. Negli ultimi anni, da un flebile mormorio di dissenso, il lamento si è iniziato a porpagare, divenedo un 'movimento' che il signor Grillo, ha abbracciato, divenendo un punto di riferimento e speranza per le persone che sono rimaste deluse e stanche della solita casta politica e delle sollite facce che per anni, sorridono e capiscono tutti i drammi che viviamo. Fattibilmente, si è rimasti a guardare la faccia che annuisce ed è pronta a aiutare chiunque: l' aiuto molti lo aspettano ancora, a distanza di decenni. Domenica 17 febbraio alle 20,30, Beppe Grillo sarà in diretta su SKYtg24 con un’intervista di 30 minuti in diretta dal camper e su Cielo, in chiaro, alle 21. Ad annunciarlo è stato lo stesso leader del Movimento Cinque Stelle: “Lo possiamo dire ufficialmente ai tanti che ci seguono. Anche se io in qualche modo in televisione ci sono sempre, però faremo questa partecipazione. Ci sarà un giornalista in studio e io dal mio camper risponderò alle domande”. Si interrompe lo streaming ma l’annuncio è stato fatto. Il ritorno di Beppe Grillo sugli schermi televisivi ci sarà e avverrà sui canali di Sky Tv. “Mi rimproverano di dire sempre le stesse cose, ma cosa devo fare? Cambiare movimento ogni due giorni? Voi che mi seguite sempre sapete di cosa parlo, e lo racconterò anche in televisione domenica 17 settembre”.

Dopo un’intervista a Radio 105, la telecamera di Salvo Mandarà, l’addetto alla diretta streaming de “La cosa” dall’inizio dello Tsunami tour, chiede al leader di confermare la notizia per i tanti spettatori che lo seguono ogni giorno dal computer in tutto il mondo. Qualche minuto dopo il messaggio su Twitter dall’account di Beppe Grillo che ribadisce la scelta. Tante le reazioni degli attivisti che lo stanno seguendo in ogni tappa italiana della campagna. La Tv è oggetto di grande discussione all’interno del Movimento, soprattutto a causa del diktat interno che vieta la partecipazione ai talk show. Celebri i casi di Favia e Salsi, i consiglieri regionale e comunale espulsi a causa, tra le altre cose, della loro comparsata in televisione. Ma ora la posta in gioco è diversa. L’ultima volta di Beppe Grillo in Rai risale al 2 dicembre 1993 quando venne trasmesso il Beppe Grillo Show su Rai1 dal Teatro delle Vittorie di Roma. 15 milioni, gli spettatori che in quel giorno si sintonizzarono sui canali nazionali. Dopo la Rai ci furono le apparizioni sulle paytv: Tele + e infine il messaggio di fine anno su Sky. Ora, a distanza di vent’anni, il tanto atteso ritorno. Il primo annuncio di una possibile trattativa era stato il 26 gennaio scorso, quando in occasione della tappa di Ravenna dello Tsunami Tour, Beppe Grillo si era detto pronto a pensare ad una possibile apparizione televisiva. “L’ultima settimana della campagna elettorale ci sarà una sorpresa, andrò in tv”, avevo detto senza nemmeno scartare l’ipotesi della rete nazionale, “La Rai? Perché no, ancora non escludo niente”. Poi in diretta su Radio105 la scelta definitiva per l’intervista su Sky.

fonte

 

 

 

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