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29 dicembre 2012 6 29 /12 /dicembre /2012 20:06

TM news

 

Se la violenza sulle donne è sempre stata una delle più gravi forme di mancanza di rispetto verso la vita stessa,  che l' essere umano è stato artefice e carnefice, sembra che la svolta per l' ennesima violenza perpetrata nei confronti di una ragazza in India scuote il mondo che vuole un cambiamento definitivo. In India, un colosso della pace che tutto il mondo ricorda, Gandhi inventava la tattica della resistenza passiva Guida spirituale dell'India, nella sua lotta per l'indipendenza contro il dominio coloniale inglese:  Mohandas Gandhi, soprannominato Mahatma, cioè “la grande anima”. Nato a Porbandar, sulla costa nordest del mar Arabico, nel 1869, Gandhi si laureò in giurisprudenza in Inghilterra; poi a ventiquattro anni, andò ad esercitare la professione di avvocato in Sudafrica. Qui vivevano molti emigrati indiani, che erano trattati come razza inferiore e subivano soprusi e ingiustizie da parte dei coloni europei. In difesa dei loro diritti Gandhi attuò con successo una tattica di resistenza passiva, un metodo di lotta politica non violento, che consisteva nel rifiutare l'obbedienza alle leggi ritenute ingiuste e contemporaneamente nell'accettare, senza ribellarsi, le pene che queste leggi stabilivano. La ribellione che innescò una storica condizione di seguire un uomo che delle armi non ne faceva un atto di forza ma della propria fede invece si, in questi ultimi periodi bui della vita delle donne sembra risvegliarsi una dovuta difesa della propria vita che deve essere riconosciuta a livello globale e soprattutto nelle persone che è ora che accettino il fatto che la donna è una persona e non un oggetto di desiderio.

  Sonia Gandhi, scende in piazza insieme ai diritti per la vita e l' inizio tanto atteso sembra essere questo.La morte della giovane ragazza violentata ha prodotto un effetto domino che solo Sonia Ghandi sembra frenare.  La giovane e' stata stuprata da sei uomini ubriachi mentre viaggiava insieme a un amico su un autobus; dopo la violenza, e' stata picchiata con barre di ferro e poi scaraventata fuori dal veicolo, mentre l'autobus era ancora in marcia, una caduta che le ha provocato gravi lesioni interne. I sei, tra i quali anche l'autista del bus, sono in stato di fermo e compariranno dinanzi alla giustizia il 3 gennaio, sull'onda della pressione popolare che chiede un processo rapido."I nostri pensieri sono con la giovane donna che lotta per la vita", ha detto la signora Gandhi. "Il nostro unico desiderio è che lei si riprenda e torni presto con noi e che non si perda tempo nel portare davanti alla giustizia coloro che si sono macchiati di questo barbaro crimine", riporta il Times of India.

 Nella sua prima reazione pubblica dopo l'incidente, la Gandhi ha annunciato di aver annullato le celebrazioni per il 127esimo anniversario della nascita del partito, che cade a fine dicembre, e non ha voluto formulare auguri per il Nuovo Anno. "Non ci saranno festeggiamenti perche' i nostri pensieri sono con la giovane donna che sta lottando per la vita dopo una brutale aggressione", ha dichiarato la Gandhi, citata dall'emittente, Cnn-Ibn. "Il nostro unico desiderio", ha aggiunto la carismastica vedova Gandhi, "e' che si riprenda e torni a noi e che si portino senza indugi davanti alla giustizia gli autori di questo atto barbarico". Decine di giovani, soprattutto studentesse e studenti universitari, si sono raccolti ieri nel centro della capitale indiana New Delhi, per l'ennesima volta nelle ultime due settimane. Volevano manifestare contro le aggressioni sessuali, lo stupro, gli uomini che odiano le donne, la polizia che non le difende: giovani e ragazze, alcune in uniforme scolastica. cartelli che dicevano «vogliamo sicurezza», «vogliamo giustizia», o «il mio corpo, i miei diritti». Da due settimane manifestazioni così si susseguono a New Delhi, da quando il 16 dicembre una giovane donna è stata selvaggiamente pichiata e violentata da sei uomini su un autobus dove era salita insieme a un amico, a sua volta pestato brutalmente. La giovane, una studentessa paramedica, è da allora in rianimazione in condizioni gravissime e ieri è stata trasferita a Singapore per cure più specializzate. 

Negli ultimi giorni però le manifestanti non sono riusciti a muoversi dal Gate of India, monumento nel cuore della zona più ufficiale della città: a fronteggiarli c'erano barricate e cordoni di polizia in pieno assetto antisommossa, con lacrimogeni e idranti. Le ragazze hanno cercato di forzare il blocco al grido «riconquisteremo la nostra libertà», ma alla fine il corteo non si è formato. La scorsa settimana proteste simili erano finite in scontri, e da allora la zona degli uffici governativi è off limits per i manifestanti. 
E' la prima volta che New Delhi assiste a un'ondata di proteste così ampia su una questione come la violenza sessuale. In gran parte è stata una reazione spontanea a un caso così feroce, e riflette la rabbia di tante donne, soprattutto giovani e studentesse. Ovviamente sull'indignazione pubblica suscitata dall'ennesimo stupro sono saltati anche diversi partiti politici: l'opposizione di centrodestra ha lanciato gravi accuse al partito di governo, il Congress, che non sarebbe in grado di fare fronte a una questione di legge e ordine - in alcune manifestazioni sono comparsi cartelli con il disegno del cappio e appelli alla castrazione o alla pena di morte contro gli stupratori. «Il fatto è che la cultura dominante riguardo alla violenza sessuale è terribilmente arretrata», commenta Kalpana Sharma, giornalista di Bombay che nella sua ultima rubrica chiede «cosa succede agli uomini indiani?». La violenza sessuale non è certo cosa nuova, ma in una megacittà come New Delhi, osserva Sharma, è relativamente nuovo che tante giovani donne siano nelle scuole, nel lavoro, nello spazio pubblico: e si scontrano con una cultura maschile che non le rispetta. «La società urbana è in transizione, e le donne ne pagano il prezzo». Il governo indiano avvierà entro breve una banca dati contenente nomi, foto ed indirizzi delle persone condannate per reati sessuali che sarà accessibile al pubblico attraverso un semplice collegamento internet. E' ora che si cambi decisamente modo di fare giustizia: con ll' informazione su internet, è solo il primo passo.

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24 dicembre 2012 1 24 /12 /dicembre /2012 23:42

In tutti questi anni passati, ho notato sempre di più un allontanamento dagli insegnamenti cristiani non solo nella ricorrenza del Natale ma in ogni altra festività legata alla propria religione. L' ateismo incrocia sempre più le nostre strade e nonostante i ''credenti '' non vogliano ammettere la loro falsità nei confronti della propria fede, continuano a far finta di niente, allontanando sempre di più il vero significato che queste feste hanno. I regali sono divenuti il nuovo simbolo della nascita di Gesù e fare un cattivo regalo, è divenuto una mancanza di amore verso il prossimo. Il vitello d' oro diviene nuovamente vincitore sulla carne e la vera essenza dela religione cristiana continua a modificarsi...in base alla nuova era. Il Natale non è più vissuto come lo si vorrebbe: oggi è importante il bene materiale ma...in molti ci siamo dimenticati del perchè dobbiamo festeggiare la nascita di Gesù.

 
LA NASCITA DI GESU'
L'annunciazione
 
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.

La figura di Gesù viene insegnata nelle scuole e nel catechismo, elementi fondamentali che spiegano nei dettagli cosa ha potuto fare un solo uomo, cosa ha creato, cosa ha insegnato a un popolo che si sentiva abbandonato a se stesso, senza più una speranza in cui rifugiarsi. Il messaggio base che è stato insegnato è molto semplice: Aiuta il tuo prossimo, Ama il tuo prossimo.

In questi giorni tutti sono concentrati sulla festività del Natale, si fanno gli alberi di natale, si compongono i presepi, si acquistano i regali. La festa è associata alla nascita di Gesù, quindi in ricordo dei regali fatti dai Re Magi al piccolo nascituro tutti si scambiano doni e auguri, ma cos’è il Natale ? Forse non tutti sanno che questa festività non è quello che sembra, ma le origini sono ben altre…

 

Il giorno del solstizio d’inverno cade il 21 dicembre, teoricamente le giornate cominciano ad allungarsi di nuovo, ma l’allungarsi delle giornate diventa evidente dopo 4 giorni circa. Quindi esattamente il 25 dicembre è evidente la rinascita del sole, le giornate diventano più lunghe e più calde, quindi il sole ha un nuovo Natale. Analizzando la parola Natale sappiamo che significa letteralmente nascita, gli antichi romani usavano festeggiare questa rinascita del sole con la festività del Sol Invictus il 25 dicembre.

Tale decisione fù poi ripresa e ufficializzata nel 337 da parte di papa Giulio I, rimanendo invariata fino ai nostri giorni.
Ma oltre a queste informazioni che metto in vista, siamo alle prese con una crisi silenziosa che sta facendo abbandonare il vero CREDO cristiano per colpa della ricchezza che badate bene, non mi riferisco a soldi in abbondanza, ma nel piccolo di noi stessi con i regali classici che facciamo tutti gli anni.

Cosa è il Natale e cosa rappresenta per te? Un pranzo ben equipaggiato con molti viveri da mangiare e una discreta quantità di regali che siano al passo con i tempi? In molti hanno risposto di no, hanno dato risposte coerenti con il Natale ma ci mettiamo tutti in un angolo quando una sola domanda viene chiesta nella sua semplicità: ''cosa hai dato per chi è meno fortunato di te? ''. Senza risate, senza doppi sensi...solo questa domanda. Il Natale può essere ricordato in tanti modi: scegliamo una buona azione per qualcuno che non conosciamo che non ti chiede niente. In tanti rispondono all' appello della buona azione; si inizia con una...comprare un paio di guanti a chi chiede l' elemonisa, una coperta, 10 euro, offrire un pranzo senza essere di manica larga, bastano anche 8 euro( dipende da dove ti trovi), per ricevere qualcosa che niente ti può appagare come un grazie sincero. Un grazie che vorrei paragonarlo, quando tu dai un regalo scelto e comprato tra tanti oggetti e dato a qualcuno che probabilmente ha già quel regalo a un altro grazie come riportato prima, a qualcuno che può veramente aver bisogno di un piccolo regalo. Se queste era dell' acquario può essere un risveglio per la coscienza delle persone, basta fare piccoli passi, piccoli gesti che dimostrino a te stesso che un piccolo regalo, anche non comprato da nessuna parte ma regalato perchè non serve più, può essere un regalo che fà la differenza, un regalo a te stesso che ti riavvicina per pochi attimi alla tua fede, al tuo NATALE.

 

 

 

 

 

 

 

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14 dicembre 2012 5 14 /12 /dicembre /2012 18:12

http://media.larena.it/media/2012/12/04_4_are_f1_89_a_resize_526.jpgIncredibile, si pensava ad uno scherzo, invece e' proprio cosi'! Il Papa ha piu' di 2 milioni di seguaci anche su twitter, dopo neanche 2 giorni dall'iscrizione! Sicuramente sono dati destinati a crescere esponenzialmente, fatto sta che di questo passo diventera' il piu' Followato di tutti!

Nel frattempo fra i tweet, gli utenti si sbizzariscono ed escono fuori le idee piu' stravaganti, e quella che piu' e' saltata all'occhio e' stato quello di voler far saltare l'account del Papa segnalandolo come Spam!

Mi chiedo personalmente delle domande: Cosa , perche' e per quale motivo il Papa e' su twitter?

Qualcuno saprebbe dare una spiegazione logica?

L'approdo su Twitter del Papa è andato davvero bene, sorprendendo prima di tutto lui stesso. "Ci ha stupito la risonanza mediatica mondiale" ha spiegato oggi Monsignor Carlo Maria Celli, responsabile dell'evoluzione tecnologica del Pontefice che ha studiato la nazionalità dei follower: "sono soprattutto inglesi, spagnoli e italiani. i tedeschi sono in numero minore, mentre ci ha stupito che ci siano tanti arabi. Quando spiegavo al Santo Padre cosa significasse avere tanti follower e l'effetto del ritwittaggio nel mondo, il Papa ha capito perfettamente ed era consapevole che ciò aveva una possibilità comunicativa eccezionale".

Benché anziano il Papa è "perfettamente consapevole della possibilità comunicativa eccezionale di Twitter" ma non è ancora pronto per Facebook. "Facebook ha una dimensione molto più personale - ha spiegato Celli - mentre Youtube e Twitter sono più istituzionali".

E chi scrive i tweet del Papa? E' vero che lui nemmeno li legge? No assolutamente "tecnicamente i tweet li scrive qualcun altro ma lui li deve approvare. Se così non fosse non si tratterebbe di un tweet del Papa".

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11 dicembre 2012 2 11 /12 /dicembre /2012 23:29

2012. Ci siamo. La fine del mondo attesa per questa fine d'anno sembra sempre più vicina. È stata immaginata in tanti, forse troppi modi. Si è parlato di scontri planetari, capovolgimenti disastrosi del campo magnetico e tempeste solari che, a onor del vero, proprio in questi giorni ci stanno facendo preoccupare. Solo un assaggio? Staremo a vedere. Nel frattempo però la Nasa non rimane inerme. Anzi, ci rassicura e ci fasapere che la famigerata fine del mondo pronosticata dai Maya sarebbe sono una grossa burla, diffusasi grazie ai media.

maya fine

L'agenzia spaziale statunitense, nel tentativo di sfatare miti e leggende, ha allestito sul proprio sito una serie di domande e risposte. Inoltre, è disponibile in rete un video di circa 3 minuti nel quale lo scienziato Don Yeomans fornisce delle spiegazioni scientifiche sull'argomento: il 21 dicembre 2012. Ma per dirla con le parole della Nasa, tale data non sarà altro che il coincidente solstizio d'inverno. Proprio come ogni anno. Come hanno avuto modo di spiegare gli scienziati, la Terra esiste senza troppi grossi sconvolgimenti da circa 4 miliardi di anni. Ma, soprattutto, non ci sono prove scientifiche di fatti e fenomeni che minaccino l'esistenza planetaria nell'anno in corso.

Come si legge tra le righe della Nasa, "l'idea di uno scontro della Terra con un altro corpo celeste è pura fantasia. Non esiste alcun pianeta Nibiru o pianeta X che stia avvicinandosi a noi e che potrebbe colpirci tra 11 mesi. Così come non è accaduto nulla nel maggio 2003, quando lo scontro con il pianeta individuato dai Sumeri sarebbe dovuto avvenire". E ancora: "Se Nibiru o il Pianeta X fosse reale e diretto verso la Terra nel 2012, gli astronomi lo avrebbero dovuto vedere da almeno dieci anni e adesso sarebbe visibile a occhi nudo". Dunque, pare certo che questo minaccioso corpo celeste non esiste.

E sarebbero falsi anche quegli scenari che chiamano in causa corpi celesti reali come, ad esempio, Eris, il pianeta nano che orbita nel Sistema Solare esterno. Secondo le profezie, tale pianeta sarebbe in rotta proprio contro la Terra. "Il punto più vicino alla Terra che Eris potrebbe raggiungere dista 4 miliardi di miglia", specifica la Nasa.

Tuttavia, come ci sono studi che pare confermino le profezie Maya, ce ne sono anche altri collaterali che sembrerebbero smentirle. Uno studioso australiano, Sven Gronemeyer, della Trob University, aveva Fornito una nuova lettura dei testi dell'antico e impenetrabile popolo Maya. Secondo lo studioso, l'iscrizione descriverebbe il ritorno dell'enigmatico dio maya Bolon Yokte. Questo divino ritorno coinciderebbe con la fine del 13esimo periodo di 400 anni, ovvero il 21 dicembre 2012. Nulla di apocalittico, dunque. Semplicemente segnerebbe il termine di una fase di 5.125 anni dall'inizio del calendario maya. Ma come noi possediamo un 1 gennaio sul calendario, anche per i Maya era auspicato un nuovo inizio, sostengono gli studiosi. Inoltre, non c'è possibilità che alcuna delle catastrofi previste o in qualche modo avanzate si possano verificare.

Tuttavia, nonostante rassicurazioni e spiegazioni plausibili, un'immagine è stata in grado di intimorire nuovamente gli animi. Si tratta di uno scatto di Hector Siliezar che, durante un viaggio in Messico, avrebbe ritratto la piramide di Kukulkán, sulla penisola dello Yucatàn. In essa appare un fascio luminoso. Molti sostengono che si tratti semplicemente di un effetto ottico o del cellulare dal quale è stata scattata. Nulla di profetico, dunque. Ma tutto molto suggestivo.

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10 dicembre 2012 1 10 /12 /dicembre /2012 23:22

Sembrava uno dei tanti giri di parole che non portassero a nulla di reale ed invece,secondo quanto si apprende, tutti ii gestori delle pompe di benzina hanno deciso di confermare l'agitazione, che dunque partirà dalle 19 di domani fino alle 7 del 14 dicembre sulla rete ordinaria.Lo sciopero comprenderà il blocco anche del  'no RID day' e lo stop dei pagamenti con bancomat e carte di credito.

Sciopero benzinai confermato per il 12 e 13 dicembre

Il tavolo di oggi, al quale sono state invitate anche le compagnie petrolifere, era stato convocato la scorsa settimana, al termine della riunione con i gestori di Fegica Cisl, Figisc Confcommercio e Faib Confesercenti. Il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, in questi giorni, ha quindi tentato di far riavvicinare le parti, evidentemente senza successo. Secondo fonti sindacali presenti al tavolo i petrolieri avrebbero "chiuso ogni spazio alla trattativa".

Lo sciopero, come i gestori avevano del resto previsto nei giorni scorsi considerando praticamente inesistenti i margini per una trattativa, è dunque confermato.

Lo sciopero seguirà i seguenti orari:
Rete ordinaria: dalle ore 19 dell’11 dicembre alle ore 7 del 14 dicembre
Rete autostradale: dalle ore 22 dell’11 alle ore 22 del 13 dicembre

Il Garante sugli scioperi ha chiesto il rispetto dei servizi minimi, mentre il Codacons ha ricordato che, secondo la deliberazione n. 01/94 del 19.07.2001, anche durante lo sciopero “le stazioni di servizio in funzione nell’autostrada dovranno rimanere aperte in misura non inferiore ad una ogni cento chilometri” e che “per la rete della viabilità ordinaria urbana ed extraurbana, dovrà essere mantenuto in servizio un numero di stazioni di rifornimento non inferiore al 50 % degli esercizi aperti nei giorni festivi secondo i turni programmati”.

Contestualmente all’agitazione, è stata indetta anche una manifestazione nazionale a Roma il 12 dicembre.

 

 

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8 dicembre 2012 6 08 /12 /dicembre /2012 23:09

Se in questi anni il fondo lo abbiamo visitato e sperimentato...quest' anno grazie ai governi passati, il buon dottor Monti, premier dell' Italia in ginocchio attuale con più problemi che garanzie, a quanto pare ha deciso che...la decisione del Pdl di porre in Senato la pregiudiziale di costituzionalita’ sull’accorpamento delle province e’ stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non che la decisione di Mario Monti non fosse gia’ maturata ieri. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, aveva gia’ comunicato ai suoi ministri l’intenzione di rassegnare le dimissioni dopo l’ok alla legge di stabilita’. Ma quel passaggio della nota del Quirinale in cui si chiede “un’accelerazione in tempi brevi” delle leggi di stabilita’ e di bilancio fa presupporre anche la possibilita’ di uno scioglimento anticipato delle Camere rispetto alla ‘road map’ prevista in un primo tempo. A questo punto, fanno presenti fonti ministeriali, non si esclude neanche l’ipotesi del voto a febbraio e un nuovo gior di consultazioni da parte del presidente della Repubblica.

Del resto dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e’ arrivato subito un invito a varare celermente il provvedimento. “Siamo prontissimi, stringendo i tempi”, e’ la risposta di Alfano. Il presidente del Consiglio ha formalizzato le sue intenzioni dopo la posizione del Pdl, constatando nelle parole pronunciate dal segretario di via dell’Umilta’ “un giudizio di categorica sfiducia nei confronti dell’esecutivo”. Il Pd e l’Udc avevano invocato nell’incontro al Colle un alt alla politica delle mani libere del Pdl. E il no del Pdl ad alcuni provvedimenti sul tappeto, in primis l’accorpamento delle province, misura che era richiesta anche dal Capo dello Stato, e’ stato percepito dal Capo del governo come un ulteriore segnale di un tentativo di logoramento. Dietro le quinte piu’ di un ministro, riferiscono fonti ben informate, ha avallato la decisione di Monti, incoraggiandola.
“Non ci dovra’ essere nessun galleggiamento”, viene ripetuto. L’obiettivo e’ comunque quello di tenere il Paese al riparo da una crisi, evitando strappi e lacerazioni che potrebbero arrecare un ulteriore danno all’Italia. Ma la decisione di Monti viene interpretato da fonti ministeriali come la determinazione a creare un distacco dalla fase politica che si e’ aperta con l’inizio della campagna elettorale. L’auspicio dei ‘filomontiani’ e’ che il Professore possa utilizzare questo spazio che si apre per lanciare una sua candidatura e mettersi a capo di una sorta di Ppe italiano.

 Anche ieri, secondo quanto si apprende, ci sono stati contatti tra alcuni ministri, in primis Passera, Ornaghi e Riccardi, e quell’ala del Pdl che vorrebbe sostenere l’attuale presidente del Consiglio anche dopo la legislatura. Un’area che per il momento comprende Cl, gli alemanniani e altri ‘big’ del partito e che potrebbe ingrandirsi qualora il premier decidesse di scendere in campo. Un passo avanti di Monti e’ atteso soprattutto dai leader della Lista per l’Italia. Non solo da Pierferdinando Casini e da Gianfranco Fini, pure da Luca Cordero di Montezemolo che in questi giorni, ragionando con i suoi, ha legato la stessa presenza di una lista alla discesa in campo di Monti.

Bisogna assolutamente evitare che l’Italia ricada’ nella situazione precedente quando, prima di questo governo, ha rischiato di essere il detonatore che poteva far saltare l’Eurozona. Lo ha detto il premier Mario Monti, intervistato dal canale francese Bfm Business a margine di un convegno a Cannes. Più tardi il premier è tornato sulla situazione italiana: ‘Sarei felice se noi non avessimo bisogno, nonostante le recenti piccole ‘crespaciones’ (increspature, ndr) come direbbe il mio amico Almunia, di usare questi strumenti’.

 Al termine del suo intervento alla conferenza del ‘World Policy’, in corso a Cannes, il premier ha concesso un’intervista al canale finanziario francese Bfm Business. L’intervistatore ha chiesto al capo del governo: ‘Berlusconi ha annunciato la sua ricandidatura. Lei ha appena detto che quando e’ arrivato al governo l’Italia rischiava di essere il detonatore che rischiava di far saltare l’Eurozona. Ritiene ancora che ci sia questo rischio?’. ‘Bisogna assolutamente evitare che l’Italia ricada in questa situazione’, ha risposto Monti in francese. ‘E sono convinto – ha aggiunto – che qualunque sia il colore del governo che verra’ dopo di me, la saggezza degli uomini e delle donne della politica italiana prevarra’. Sono certo – ha proseguito – che non ci sara’ la tendenza a distruggere quel che e’ stato fatto in termine di messa in sicurezza delle finanze pubbliche. Resta pero’ enormemente da fare in termini di crescita’.

 

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1 dicembre 2012 6 01 /12 /dicembre /2012 23:04

anonymous israele

Anonymous, il gruppo di hackeristi noti in tutto il mondo web per gli attacchi cibernetici contro i loro nemici, trova un nuovo bersaglio nel presidente della Siria e nel black out  delle telecomunicazioni.Così il gruppo anonymous, dichiara guerra al Governo Siriano sui siti ufficiali del regime. Gli hacktivisti hanno infatti “maledetto” il presidente Bashar al-Assad colpevole del black-out sulla rete e del blocco delle comunicazioni: una di quelle azioni che manda letteralmente in bestia Anonymous e che scatena inevitabili attacchi informatici. D’altra parte gli 84 indirizzi IP della Siria sono stati resi irraggiungibili rimuovendo di fatto il paese dal web (dati Renesys): “Essenzialmente hanno tolto la spina dalla corrente del web – spiegano gli Anonymous – come scoperto in Egitto dove Mubarak si era comportato nello stesso modo, non è un danno che può essere riparato facilmente. È una mossa disperata di un regime morente“. Da qui l’azione che cerca di isolare a sua volta tutto ciò che è legato a al-Assad, che segue la battaglia virtuale contro Israele per proteggere la Palestina.

Due settimane fa, infatti, avavevamo ancora assistito a un attacco “politico” da parte degli hacktivisti di Anonymous che questa volta se la sono presa con Israele con l’operazione #OPIsrael in difesa di Gaza. Lo scontro in Medio Oriente ha chiamato le truppe virtuali che si oppongono alla volontà del governo israeliano di bloccare la connessione alla Rete nella Striscia di Gaza. È una vera e propria minaccia: “Se lo farete conoscerete la piena e incontenibile rabbia di Anonymous, come per gli altri governi non ne uscirete indenni”. Sono stati poi attaccati due siti come Falcon-s.co.il e Advocate-israel.com vicini al Governo e sono state diffuse indicazioni per i palestinesi per realizzare una connessione analogica sostitutiva.

Ma Anonymous erano stati protagonisti di un altro attacco informatico contro un governo, lo scorso aprile. Si era attaccato il network di siti ufficiali della Formula 1, che sono rimasti oscurati per qualche ora a causa di un’intrusione del gruppo di pirati informatici. Il motivo di questa protesta online? E’ ancora una volta il tanto discusso GP di Formula 1 in Bahrain, che l’anno scorso non si era corso per sensibilizzare l’attenzione mondiale sui crimini compiuti dal Governo nella soppressione della rivolta popolare, mentre quest’anno è ritornato a essere in programma nonostante la situazione non si sia stabilizzata. Vittime i siti ufficiali F1 come www.f1.com e F1-racers.net, che sono rimasti oscurati per qualche ora prima di essere riportati alla normalità. Per quale motivo si è oscurato uno spazio, anzi due, così importanti e istituzionali? Ancora una volta gli Anonymous hanno preso di petto una questione prettamente “politica” che nulla c’entra contro major o etichette cinematografiche e musicali.

Come si poteva leggere nella dicitura del testo pubblicato, riportata anche all’interno del sito del ministero dell’Interno del Bahrain, caduto sotto i colpi degli attacchi informatici più o meno nello stesso frangente: “Il popolo del Bahrain ha combattuto contro l’oppressione del regime del re Hamad bin Al Khalifa per oltre un anno. Si sono registrati omicidi per le strade, aggressioni, gas nelle abitazioni, danneggiamenti a proprietà private da parte della polizia e sequestri. Il Regime continua la sua azione brutale ogni giorno e peggiora. Per questo motivo il GP del Bahrain andrebbe boicottato, perché i proventi dell’evento finanziano queste oppressioni“. Gli Anonymous hanno ricordato anche lo sciopero della fame che ormai prosegue da 70 giorni da parte dell’operatore umanitario Abdulhadi Alkhawaja, “Non è colpevole di nessun crimine, è perseguito solo per aver invocato il rispetto dei diritti umani per la popolazione“. Un intento lodevole, questa volta, per gli Anonymous che lo scorso 31 marzo sembrava potessero attaccare anche i giganti del web, ma si era capito subito che era solo una bufala.

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27 novembre 2012 2 27 /11 /novembre /2012 23:18

Il canone Rai può diventare una tassa. Governo e Viale Mazzini, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, stanno seriamente pensando di compiere un blitz: trasformare l'abbonamento alla tv di Stato in un prelievo da effettuarsi in sede di dichiarazione dei redditi. Né più né meno di quanto succede oggi con tante altre voci, come rifiuti o altri servizi pubblici.

In termine tecnico si chiama «fiscalità generale» ed è l'operazione che si effettua quando un costo per lo Stato viene fatto pagare all'universo dei contribuenti. In concreto si tratterebbe di trasformare il canone, che oggi è evaso per quasi mezzo miliardo di euro dagli italiani, in un balzello da cui non si può sfuggire. Un po' come accaduto in Grecia, dove il governo a un passo dal default inserì nella bolletta elettrica l'imposta sugli immobili, scatenando peraltro l'ira di tutti gli utenti.

Un'idea del genere venne anche al governo Berlusconi
quando i già deficitari conti della Rai fecero ipotizzare al Ministero dell'Economia di inserire il canone nelle bollette dell'Enel e degli altri gestori elettrici: in quel caso, soprattutto per la durissima opposizione degli uomini di Fulvio Conti, non se ne fece più nulla.


Ma stavolta il caso è diverso. I conti della tv pubblica vanno male e, per stessa ammissione degli attuali vertici, Viale Mazzini potrebbe chiudere il bilancio 2012 con una perdita di 200 milioni di euro che potrebbe mettere a rischio il pagamento delle tredicesime. Uno spettro che tutti, dal presidente Anna Maria Tarantola al direttore generale Luigi Gubitosi, vogliono assolutamente evitare.

Così è partita la campagna per cercare di ridurre i costi (si veda MF-Milano Finanza del 7 novembre), ma è evidente che a gennaio, quando verrà presentato il piano del dg, fatto di lacrime e sangue per gli appalti esterni che verranno letteralmente falcidiati, servirà tirare fuori subito un coniglio dal cilindro. E questo potrebbe essere proprio la trasformazione del canone (che peraltro si paga a gennaio) in una tassa da inserire nella dichiarazione dei redditi Irpef.

Sul punto non si conosce ancora l'opinione del premier Mario Monti né del ministro dell'Economia Vittorio Grilli, ma ci sarebbe l'assenso sulla sua praticabilità dell'Agenzia delle Entrate. Tra l'altro qualcuno pensa anche di ridurre l'importo dell'abbonamento Rai, attualmente fissato a 112 euro, magari portandolo sotto quota 100. Un livello pari all'abbonamento per i pacchetti completi mensili di Sky. In alternativa, se il progetto non passerà, c'è invece la possibilità di aumentare il canone, con il rischio che il tasso di evasione, attualmente al 45% per le famiglie (con punte sopra l'80% nel Sud) si impenni ancora di più, rendendo pressoché impossibile il recupero.

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27 novembre 2012 2 27 /11 /novembre /2012 23:09

Il governo pensa al bonus per le neomamme

Il contentino da parte del governo per venire incontro al disagio economico delle neomamme, arriva in un momento alquanto difficile: la gente perde il proprio posto di lavoro, la cassa integrazione avanza a gran passo e di cosa poteva essere interessato il nostro governo attuale? Alle nuove mamme che avranno un bibo a breve: un contributo di 300 euro al mese per sei mesi è questo il bonus per le neomamme che è al vaglio del governo presieduto da Mario Monti. Non si tratta di una tantum, è un bonus che lo Stato eroga per il pagamento di asili nido e babysitter. Sarà lo Stato stesso a pagare. I fondi non riusciranno a coprire tutte le neomamme, ma chi accederà a questi contributi dovrà rinunciare al congedo facoltativo successivo alla maternità.
In italia sono poche le donne che lavorano ( 46% in confronto al 58% della media europea), e molte di queste lasciano il lavoro dopo l’arrivo del primo figlio ( quasi il 27%), un massacro. Proprio per questo motivo e per cercare di “favorire il rientro nel mondo del lavoro al termine del congedo di maternità”.Le risorse economiche non sono molte, infatti è prevista una quota di 20 milioni di euro l’anno per tre anni, e se tutte le mamme chiederanno il contributo massimo (1.800 euro in sei mesi) i fondi basteranno per poco più di 11 mila madri lavoratrici.
Vengono fissati dei limiti anche per quanto riguarda il congedo dei papà. Un giorno di permesso sarà obbligatorio e pagato al 100%, con un costo per lo Stato di 78 milioni di euro l'anno. Altri due giorni pagati al 100% potrebbero essere concessi ai papà, ma solo se le mamme rinunceranno a due giorni della loro maternità obbligatoria, in modo da non gravare ulteriormente in modo economico allo Stato. Altrimenti l’unica soluzione, per i papà che si vogliono godere il neonato, rimangono le ferie
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24 novembre 2012 6 24 /11 /novembre /2012 23:29

Otto documentari per otto registi di diverse nazionalità chiamati a interrogarsi e a offrire una visone sulla povertà, su com’è nata, su chi e quante sono le persone che ne soffrono. E soprattutto a fornire la risposta di domani: si può sconfiggere la povertà?

 

Domenica, primo appuntamento, in onda Poor us. Una storia di povertà, docufilm animato diretto da Ben Lewis (guarda video) che fornisce una panoramica storica su ricchezza e povertà raccontandoci come nel tempo sia cambiata la percezione di entrambe.Il progetto cross-mediale internazionale, nato per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della povertà che vede il coinvolgimento in esclusiva, per l’Italia, di Rai Educational.  I poveri ci sono sempre stati, ma gli atteggiamenti nei loro confronti sono cambiati, ci dice il documentarista. A partire dal Neolitico, il regista (per lui un lungo passato in BBC) ci racconta quindi com’è cambiata la povertà.

Il progetto Why Poverty?, che in Italia venne anticipato dalla Bbc durante la scorsa edizione di Ids-Italian Doc Screeneings, per raggiungere più persone possibile, si estenderà anche su piattaforme mobili, internet e social media, con una platea stimata di oltre 500 milioni di spettatori: «Sulla rete, al sito www.raistoria.rai.it, sono già disponibili dieci cortometraggi dedicati al tema della povertà» anticipa il direttore di Rai Educational Silvia Calandrelli, puntualizzando che «non si tratta di una raccolta fondi né di un racconto di punti di vista. 
I principali temi affrontati spaziano dall`alimentazione all’educazione, dall’uguaglianza tra sessi alla corruzione, dalle guerre all`efficacia degli aiuti umanitari nelle zone depresse. In onda dal 25 novembre su Rai Storia.

 

 

 

 

 

 

Tutti gli appuntamenti di Why Poverty? sono seguiti da un approfondimento in studio condotto dal vicedirettore di Internazionale Jacopo Zanchini e arricchito da interviste a politici, attivisti e personalità della cultura, molti dei quali sono stati ospiti del Festival di Internazionale a Ferrara."Grazie a Italian Doc Screenings la RAI ha potuto aderire a questa splendida iniziativa editoriale, insieme a grandi nomi del broadcasting di tutti i continenti – ha affermato Giuseppe Giannotti direttore Rai Storia in occasione dell'anteprima europea di PARK AVENUE, documentario del Premio Oscar Alex Gibney, un'esclusiva Italian Doc Screenings organizzata in collaborazione con il Festival dei Popoli e Fondazione Mediateca Toscana

Nella prima puntata sarà presente in studio il ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi. I documentari saranno accompagnati online da dieci cortometraggi, visibili sul sito di Rai Storia.

Gli altri appuntamenti di Why Poverty? andranno in onda ogni sabato alle 23, dal 1 dicembre al 12 gennaio.

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