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9 settembre 2017 6 09 /09 /settembre /2017 21:55

Anche il mar Mediterraneo, soprattutto quando le acque sono più calde alla fine dell'estate, può sviluppare cicloni quasi tropicali, chiamati "Medicane" (termine coniato dai meteorologi americani Steven Businger e Richard Reed nel 1989, in analogia con il termine americano "Hurricane"). Negli ultimi 30 anni si sono registrati almeno una ventina di "Medicane", riconoscibili per la formazione dell'occhio del ciclone nelle immagini da satellite. 
Il "Medicane", in analogia con le tempeste tropicali, presenta un cuore caldo e una struttura nuvolosa di celle temporalesche che si avvolgono a spirale attorno all'occhio del ciclone (il cuore caldo) dove la pressione può scendere anche fino a 975 hPa. Siccome traggono la loro energia dal calore delle acque marine superficiali, perdono di intensità rapidamente quando toccano la costa.
Se classificati in base alla scala Saffir-Simpson, solo raramente arrivano a toccare il grado I, ovvero quello di uragano debole, caratterizzato da venti tra 119 e 153 km/h. In questo caso si parla propriamente di "Medicane" o "Mediterranean Hurricane"
Più spesso le velocità del vento medio sono inferiori a 63 km/h ed allora si parla piuttosto di “Mediterranean Tropical Depression” mentre se il vento medio è compreso tra 64 e 119 km/h si parla di “Mediterranean Tropical Storm”.

Come possiamo già dedurre dalla foto di 2 anni fa, la posizione e la grandezza del ciclone sull' Italia, rimane perlomeno della stessa grandezza, anche se la posizione rimane leggermente diversa, come le zone che verranno colpite in questo 2017.

Gli ultimi due che hanno toccato l'Italia si sono verificati l'8 novembre 2014 (nominato Vega o Qendresa I, con particolare maltempo nel Siracusano) e il 3 dicembre 2014 (nominato Xandra che ha interessato le coste Laziali). Il ciclone che il 1 ottobre 2015 ha portato nubifragi in Sardegna non è evoluto in "Medicane", restando una "Mediterranean Tropical Depression". Purtroppo non esiste un censimento dei "Medicane" come quello effettuato per tifoni ed uragani, tuttavia le cronache riportano numerosi eventi tra cui: "Zeo" sulla Sicilia nel 2005, "Celeno" sulla Grecia nel gennaio 1995, "Cornelia" sulla Campania e le Eolie (venti fino 140 km/h) nell'ottobre 1996, "Antinoo" nel 2007 tra Napoli e Sicilia, "Maria" sul Salento il 26 settembre 2006.
Non è noto se il numero di "Medicane" potrà aumentare con l'aumento della temperatura, ma la durata dei fenomeni è certamente più prolungata se la temperatura del mare è più alta.

La caratteristica fondamentale che distingue i “Medicane” dai comuni cicloni extratropicali è rappresentata dalla loro grande “barotropicità”, tipica delle perturbazioni tropicali, al contrario delle depressioni extratropicali delle medie latitudini che sono caratterizzata da “baroclinicità”. In genere un sistema depressionario assume piene caratteristiche “barotropiche” solo quando i minimi di pressione corrispondono perfettamente alle varie quote, uno sopra l‘altro. Di solito le circolazione di tipo “barotropico” si sviluppano durante il termine del processo di “CUT-OFF”, ossia quando avviene la cessazione dell’alimentazione fredda in quota e si chiude l’onda principale (taglio della saccatura ad opera di una spinta zonale dell’anticiclone oceanico o del rinforzo della “Jet Stream” lungo il bordo settentrionale di quest’ultimo) che ha dato origine alla circolazione depressionaria strutturata in quota, isolandola dal flusso perturbato principale. Cosa ben diversa sono le circolazioni “barocline” tipiche dei cicloni extratropicali o delle gocce fredde in quota, i cui minimi alle varie quote non coincidono mai nella stessa posizione. In più, in questo tipo di circolazioni depressionarie extratropicali, le avvezioni fredde dalle alte latitudini si accompagnano sempre al margine occidentale della struttura ciclonica, seguendo le ondulazione del “getto polare” che funge da nastro trasportare per le profonde aree cicloniche delle medie e alte latitudini. La grande potenza di queste ciclogenesi di tipo tropicale deriva dalla grande energia termica sprigionata dalle calde acque del mare. Tutta questa energia potenziale viene poi trasformata in energia cinetica che produce un improvviso scoppio dell’attività convettiva (correnti ascensionali in rotazione vorticosa) attorno il centro della bassa pressione, comportando un notevole approfondimento di quest’ultima a seguito del calore latente sprigionato dalla condensazione del vapore acqueo messo a disposizione dalla calda superficie del mare.

Solitamente i “Medicane” che si formano sul Mediterraneo sono, in media, 2-3 in ogni stagione,  questi raggiungono lo stadio di “Mediterranean tropical depression” oppure “Mediterranean Tropical Storm”. Molto più rari sono i “Medicane” (Mediterranean Hurricanes) il massimo grado dei sistemi “TLC”. Per “Medicane” si intende un vero uragano mediterraneo, si tratta delle tempeste più potenti e devastanti che il mare Mediterraneo può sfornare. Pur avendo la forma di un “Mediterranean Tropical Storm” o di una più semplice “Mediterranean Tropical depression” il “Medicane” è contraddistinto da venti molto più violenti, spesso possono toccare punte di 140 km/h e da una pressione centrale molto più profonda che può scivolare persino sui 975 hpa, valore estremamente basso per l’area mediterranea. Poi nel “Medicane” il valore barico cosi profondo porta a generare il tipico occhio persistente al centro del sistema temporalesco principale. La media degli ultimi decenni vede la formazione di un “Medicane” almeno una volta ogni 3-4 anni.
Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2017/09/allerta-meteo-le-10-cose-piu-importanti-sapere-sul-medicane-lunedi-11-settembre-colpira-litalia/964114/#kDvAu3vxcq16pESs.99

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5 agosto 2016 5 05 /08 /agosto /2016 22:49
Fine del mondo, a settembre arriva dallo spazio l' asteroide

Anche quest' anno, nonostante sia rimasto quasi vacante alla ricerca di me stesso, non posso che soffermarmi tra le attese catastrofi mondiali apocalittiche, su quella che a settembre 2016, arriverà dallo spazio sotto forma di asteroide.L'impatto causerà fortissime piogge torrenziali e l'umanità sarà destinata a scomparire. Questo, secondo quanto riporta il sito leggo.it che riprende il periodico "Metro", è quanto annunciato da un gruppo di teorici del complotto che hanno dato anche una data all'evento che dovrebbe verificarsi tra il 22 e il 28 del mese. La teoria emerge a seguito di alcuni studi sulla Bibbia in cui si parla di un inferno sulla Terra. La NASA ha però rassicurato: "Non ci sono asteroidi o comete attualmente in rotta con la Terra, la probabilità di un grande scontro è molto bassa".

Ne basterebbe uno di piccole dimensioni, infatti, per spazzare via un intero Paese come l’Inghilterra: l’asteroide precipitato in Russia, era largo appena 19 metri ed è stato capace di ferire ben 1.500 persone. Il pericolo più grande, poi, arriva dal mare: un asteroide precipitato in mare può provocare uno tsunami capace di spazzare via enormi distese di costa.

“La minaccia degli asteroidi è reale e può avere conseguenze disastrose – ha detto il ricercatore Clemens Rumpf – Quando un asteroide colpisce, uno dei più grandi problemi è lo tsunami. La Gran Bretagna è un’isola con un sacco di costa, e un sacco di persone che vi abitano, quindi è un grande rischio”.

Secondo alcuni scienziati tra il 22 e il 28 settembre di quest’anno un asteroide enorme colpirà la Terra. Paura sui social, anche se la Nasa tenta di smentire.

Fortunatamente, c’è uno strumento online per il calcolo del potenziale apocalittico dei vari scenari di impatto. Gestito dalla Purdue University, Impact Earth permette ai suoi utenti di inserire dettagli circa asteroidi, comete, e altre trappole mortali cosmiche, per poi macinare i numeri in un risultato.

Ho dato al calcolatore i dettagli conosciuti dell’asteroide 2004 BL86, incluso diametro e velocità, ho inserito un angolo di 45 gradi di raggio medio ipotetico e specificato che l’asteroide doveva colpire una zona di terra, non di acqua. Poi, ho chiesto di dirmi quali sarebbero stati i danni a un chilometro dal punto di impatto. Dopo l’animazione drammatica di un asteroide che colpiva il New England, Impact Earth mi ha fornito un riassunto della catastrofe progettata.

Naturalmente, non era niente di buono. “Il proiettile inizia a frantumarsi a un’altitudine di 49.800 metri,” ha predetto Impact Earth. Sarebbe già frammentato nel momento in cui colpisce la superficie ad una velocità di circa 7.95 miglia al secondo.

L’energia rilasciata sarebbe di qualcosa come 5.120 megatoni, che è 100 volte più potente della bomba nucleare più forte mai detonata. Lascerebbe un cratere con un diametro di 3.64 miglia, e una profondità di 1.26 miglia—simile per dimensioni alcratere di Wetumpka in Alabama. Ma, come il calcolatore fa notare sotto la categoria “Global Damage,” l’impatto non sarebbe sufficiente a distruggere la Terra su scala globale, non alterando la sua orbita o l’inclinazione dell’asse.

Un impatto oceanico. Immagine: NASA.

Ho inserito di nuovo i dati, questa volta chiedendo al programma di proiettare cosa succederebbe se mi trovassi a 500 km (310 miglia) dall’impatto. Questa volta mi ha dato un sacco di informazioni in più sugli effetti a lunga distanza del disastro (da quel che ho capito, essere a un chilometro dal punto di impatto equivale ad essere vaporizzati in un istante).

L’effetto più immediato sarebbe un potente terremoto, che arriverebbe circa un minuto e 67 secondi dopo l’impatto e registrerebbe un valore di 7.1 sulla scala Richter. Poi, una tempesta di particelle di polvere espulse pioverebbe sulla mia nuova posizione dopo circa 6 minuti dall’impatto. Infine, un assordante spostamento d’aria da 67 decibel esploderebbe oltre la mia posizione, circa 25 minuti dopo l’impatto.

In sintesi, la collisione sarebbe un disastro naturale terrificante, che devasterebbe comunità per migliaia di miglia intorno al luogo dell’impatto. Mentre questa cosa non è esattamente sorprendente, è interessante curare i dettagli della catastrofe su un programma online così sofisticato.

Devo dire che crea anche una discreta dipendenza. Dopo aver modellato la potenziale collisione di 2004 BL86, ho immediatamente voluto calcolare eventi di impatto anche più folli. Dopo aver modellato l’impatto distruttore di dinosauri di Chicxulub e aver scagliato un oggetto delle dimensioni dell’Australia in basse acque costiere, ho deciso di fare del mio meglio e lanciare un’altra Terra contro la Terra.

Impatto e pterodattili. Immagine: NASA/JPL-Caltech.

Nel caso dunque in cui vi steste chiedendo che cosa succederebbe se un gemello planetario si schiantasse alla velocità della nostra stessa orbita, ecco cosa aveva da dire in proposito il calcolatore: “la Terra è completamente distrutta dall’impatto e i suoi detriti formano una nuova cintura di asteroidi che orbita intorno al Sole, tra Venere e Marte.”

“Il 100% della Terra è fuso,” ha continuato la spiegazione. “A seconda della direzione e del punto della collisione, l’impatto comporterebbe un cambiamento notevole nell’inclinazione dell’asse terrestre (< 5 gradi). A seconda della direzione e del punto dell’impatto, la collisione potrebbe causare un cambiamento nella lunghezza del giorno fino a 1,500 ore. L’impatto non sposterebbe in modo rilevante l’orbita della Terra.”

Eccolo lì: il risultato di una lite tra pianeti. La Terra potrebbe essere completamente fusa, e con una rotazione sconosciuta, ma col cavolo che si sposta dalla sua orbita in una guerra di territorio cosmica.

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16 luglio 2016 6 16 /07 /luglio /2016 21:59

Stragi e attentati in ogni zona del mondo, tragedie decisamente evitabili e morti di grandi personaggi famosi: il 2016 è decisamente un anno infame. E siccome al peggio non c'è mai fine, dobbiamo anche sorbirci una raffica di annunci sull'imminente fine del mondo.



Pensavate che peggio dell'asteroide che avrebbe colpito la Terra il 6 maggio e del 'coming out' di Obama come l'Anticristo a giugno non si potesse fare? Vi sbagliavate. Secondo l'ultimo, catastrofico annuncio in ordine cronologico, il mondo finirà il prossimo 29 luglio. Il motivo? Tanto per cambiare, l'inversione dei poli che scatenerà una raffica di devastanti terremoti in ogni zona del globo e che terminerà con il ritorno di Gesù Cristo sulla Terra.A spiegarlo è nientepopodimeno che un video, intitolato 'Armageddon News', postato su YouTube dall'autorevolissimo account 'End Times Prophecies'. La classica voce femminile robotica ci illustra le dinamiche della prossima fine del mondo: dopo i catastrofici terremoti, la Terra perderà l'atmosfera, le stelle cadranno sul nostro pianeta e non ci sarà più distinzione alcuna tra mari e monti.

guarda il video, clicca sull' immagine e trai le conclusioni.

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19 giugno 2016 7 19 /06 /giugno /2016 07:00
L’orologio dell’Apocalisse

Fu creato nel 1947 e da allora oscilla avanti e indietro, a segnalare i pericoli per l’umanità. L’ultimo aggiornamento il 26 gennaio 2016

Il tempo, dallo scorso anno, si è fermato. Almeno quello segnato dal Doomsday Clock, l’orologio dell’Apocalisse creato dai membri del Bullettin of the Atomic Scientists (Bas) che, come lo scorso anno, segna tre minuti allo scoccare della mezzanotte, metafora dell’autodistruzione dell’umanità.

Perché, si legge nel comunicato diffuso nella serata del 26 gennaio, i passi avanti sul nucleare iraniano e l’accordo di Parigi sul clima costituiscono solo “piccole luci in una situazione mondiale decisamente più scura piena di potenziali catastrofi”. Tradotto: la probabilità di una catastrofe, che ci siamo autoprocurati, è ancora molto alta.

L’orologio dell’Apocalisse è stato creato nel 1947 e da allora è stato mosso 21 volte, andando avanti e indietro, come un termometro a misura del grado di rischio globale rappresentato dallo sviluppo delle armi nucleari, dei cambiamenti climatici e delle tecnologie nel campo delle scienze della vita. L’orologio è così oscillato tra gli estremi dei 17 minuti del 1991 (l’anno degli accordi tra Usa e Urss per la riduzione della armi di distruzione di massa e il collasso dell’Unione Sovietica) e i 2 minuti a mezzanotte del 1953 (complici le bombe a idrogeno di Usa e Urss).

Quest’anno, come accennato, l’orologio non si sposta dai tre minuti a mezzanotte in cui era stato settato lo scorso anno (a sua volta accelerando di due minuti dall’anno precedente). Perché i timori restano immutati. La decisione è stata motivata, spiegano dal Bas, dal montare delle tensioni tra Usa e Russia, dal perpetuarsi dei conflitti in Ucraina e in Siria, dal caso Russia-Turchia, e dall’impegno nei programmi di modernizzazione degli arsenali nucleari, e non da ultimo dal nuovo test della Corea del Nord.

Una situazione che nel complesso fa mantenere il livello di tensione ancora alto e solo debolmente mitigato dall’accordo sul nucleare iraniano. Sul fronte climatico, le conclusioni sono simili, l’accordo di Parigi sul clima è arrivato alla fine di quello appena giudicato l’anno più caldo registrato dal 1850, con livelli record di gas serra.

La nostra decisione”, continuano i membri dello Science and Security Board del Bas: “non è una buona notizia, ma un’espressione di sgomento nei confronti dei leader mondiali che continuano a non focalizzare i loro sforzi e l’attenzione mondiale nel cercare di ridurre i pericoli estremi rappresentati dalle armi nucleari e dal cambiamento climatico. Quando chiamiamo questi pericoli esistenziali questo è ciò che esattamente vogliamo dire: sono pericoli che minacciano l’esistenza della civiltà e perciò dovrebbero essere in cima alle discussioni dei leader che abbiano a cuore i loro elettori e i propri paesi”. A cominciare da alcuni punti urgenti, concludono dal Bas:

  • Ridurre la spesa per i programmi di modernizzazione delle armi nucleari;
  • Rinvigorire il processo di disarmo;
  • Coinvolgere la Corea del Nord a ridurre i rischi nucleari;
  • Andare avanti con l’accordo di Parigi con azioni che riducano drasticamente le emissioni di gas serra e mantenere la promessa di Parigi di mantenere il riscaldamento sotto i 2°C;
  • Affrontare ora il problema dei rifiuti nucleari commerciali;
  • Creare istituzioni specificatamente votate a esplorare e affrontare le potenziali catastrofi derivanti dal cattivo utilizzo delle nuove tecnologie.
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29 aprile 2015 3 29 /04 /aprile /2015 22:00
23-24-27-28 settembre 2015: ecco la fine del mondo

Nuova data per la fine del mondo che verrà: chiederete tutti a sto punto, in preda al panico e con convulsioni sulla sedia con bastoncino alla bocca. Le date sono abbastanza flessibili, dipende dall' asteroide se è in orario o meno. Vi rispondo subito.

Stavolta arriva dallo spazio, il meteorite di circa 2,5 miglia di diametro, che colpirà in pieno la Terra.

I governi di tutto il mondo sanno che un grande asteroide colpirà la Terra il 24 settembre 2015, e hanno pubblicamente annunciato che già attraverso il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, il 13 maggio 2014.

Si cercherà di bombardare questo asteroide, si romperà in pezzi più piccoli che cadranno giù su tutta la terra causando la distruzione di massa. Ci sarà ancora un pezzo enorme di questo asteroide che ci colpirà(probabilmente nell'Oceano Atlantico). Essi ritengono che questa è il compimento del 6 ° sigillo della Rivelazione che inizia il "Giorno del Signore", l'ultimo giorno della 70a settimana di Daniele, che durerà per un anno. Prima si apre il 6 ° sigillo, i primi 5 sigilli cominceranno ad aprire nel 2015, compresa la guerra mondiale, collasso economico, la carestia e la peste.

Essi credono che il libro dell'Apocalisse è stato scritto come una tabella di marcia per seguire e inaugurare il loro "Nuovo Ordine Mondiale". Hanno bisogno di avere la legge marziale in vigore, così come dare alle Nazioni Unite molto più controllo prima 24 settembre 2015, in modo che quando questo evento si svolgerà, potranno mantenere il controllo e il potere sul popolo dopo i colpi di asteroidi( se sarà l' estinzione di massa, non ci preoccuperemo più di tanto). Terza Guerra Mondiale inizierà nel 2015 e di un trattato di pace entrerà in vigore nel settembre 2015, proprio prima di questo evento si svolge, come compimento della profezia, "Quando diranno: Pace e sicurezza; allora un'improvvisa distruzione arriverà su di noi e non scamperà nessuno "1 Tessalonicesi 5:. 3 Il Signore ha fornito una via di fuga per chi chiede il Suo nome. Girate dal peccato e chiedere a Gesù nella vostra vita. Egli è Colui che ti ha creato e pianificato l'inizio della fine. Siamo ormai alla fine di 6000 anni dalla creazione e che sta per inaugurare 1000 anni di pace sulla terra, quando Egli ritorna con la Sua Sposa a governare e regnare nel dicembre del 2016, dopo l'anno di oscurità. Il primo rapimento della Chiesa, dove Gesù prenderà la Sua Sposa (coloro che hanno accettato Cristo e vivono per Lui) per un posto preparato per lei di fuggire tutte queste cose che stanno venendo sulla terra, si terrà il Giorno dell'Espiazione il 23 settembre 2015, poco prima che l'asteroide colpisce la Terra.

Che dire, quindi. Aggiungiamo altre date fatiscenti e preghiamo che disgrazie come quelle dei terremoti, non colpiscano più così pesantemente la popolazione della Terra.

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15 aprile 2015 3 15 /04 /aprile /2015 22:26

150mila palestinesi a Damasco rischiano la vita, tra la fame, le bombe del governo e il terrore dell'Isis. Sui social, l'appello per salvarli.

150mila palestinesi dal 1957 hanno trovato rifugio nel campo profughi di Yarmouk, nella periferia di Damasco, in Siria. Il primo aprile il quartiere è stato occupato dai guerriglieri dell’Isis e i rifugiati da giorni vivono sotto i missili del governo e nel terrore che i miliziani dello stato islamico stanno seminando tra la popolazione, stremata dalla fame e dalla paura. La situazione del campo profughi è “al di là del disumano”, ha dichiarato Chris Gunness, un portavoce dell’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa).

Da quando sono partiti gli scontri non arriva cibo, acqua o medicinali. Migliaia di palestinesi, tra cui centinaia di bambini, rischiano di morire per fame e sete. Senza contare le esecuzioni sommarie delle ultime ore. Su Twitter è partito l’hashtag #saveyarmouk, un appello per sensibilizzare il mondo sulle condizioni di questi profughi e per tentare di salvarli dalla fame e dalla solitudine internazionale. Ed ecco come, in queste ore, i social networks stanno raccontando questa tragedia nella tragedia.

«Alcune famiglie stanno cercando di uscire dall’accampamento ma con i cecchini dello Stato islamico sui tetti dei palazzi alti questo è molto difficile», ha detto. La fonte ha aggiunto che lo Stato islamico ha rapito almeno 74 persone dall’accampamento, e che i civili stavano cercando di fuggire. Reuters non può verificare in modo indipendente le notizie in Siria, a causa delle restrizioni sulla sicurezza e sulle attività giornalistiche. Non è stato possibile parlare con funzionari governativi per dei commenti.

L’agenzia di stampa Sana ha riferito che i terroristi nell’accampamento hanno impedito agli aiuti di raggiungere i civili, e che l’esercito ha circondato Yarmuk. La presenza contemporanea di milizie di Al Qaeda e di Isis parrebbe un altro passo verso la fusione tra le due strutture terroristiche, con Al Zawahiri che sarebbe intenzionato a sciogliere i suoi gruppi combattenti, facendoli quindi confluire nelle forze del sedicente Stato islamico.

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9 dicembre 2014 2 09 /12 /dicembre /2014 23:25
Ottobre 2017: l' asteroide che preoccupa la Terra

~~Ci potrebbero essere fino a 10 milioni di asteroidi e meteoriti nel sistema solare, che potrebbero avere un diametro minimo di 15 metri e solo 10.000 di questi oggetti, sono stati individuati finora. Questa notizia viene riportata da Anatoly Zaitsev, il direttore generale del Progetto Cittadella presso il Planetario Security Center. cittadella Alla fine di ottobre 2014 gli astronomi russi hanno scoperto un nuovo corpo cosmico, che divenne noto come asteroide 2014 UR116 ed è 20 volte più grande della meteorite di Chelyabinsk. Il corpo cosmico seguirà una traiettoria che lo vedrà navigare nei pressi di Venere e Marte e vi è la possibilità che il suo percorso si sposterà verso il nostro pianeta. 2014UR116 Secondo rtbh.com, Denis Denisenko, astronomo dell’Istituto astronomico di Mosca State University ha detto: “Stimiamo che nei prossimi sei anni questo oggetto spaziale non si scontrerà con la Terra.

L’incertezza della sua posizione nello spazio durante il prossimo incontro con la Terra, che avverrà nell’Ottobre 2017, è calcolato come 1,8 milioni chilometri di distanza dalla Terra, ma è ancora impossibile prevedere la data o anche il luogo approssimativo dove 2014 UR116 potrebbe sfiorare la Terra o addirittura colpirla. Il percorso che farà l’asteroide, incontrando i due pianeti Marte e Venere, possono cambiare sostanzialmente la sua orbita“. asteroid Denisenko asserisce anche: “Asteroidi di queste dimensioni ( con circa 370 metri di diametro) sono in grado di provocare una catastrofe, ma non la fine dell’umanità“. Ora, scienziati e astronomi si riuniranno per promuovere ulteriori azioni, per evitare che un asteroide possa colpire la Terra.

La prima fase sarà nella creazione di un sistema internazionale di sorveglianza per proteggere la Terra da nuovi asteroidi o meteore. Poi ci sarà la fase di emergenza-risposta, che potrebbe essere attuata entro cinque-sette anni, a condizione che vi sia la volontà politica, dal momento che i governi chiamati in causa, possiedono tutte le tecnologie necessarie, ha aggiunto Zaitsev. missile Venti organizzazioni provenienti da Russia, Ucraina e Kazakistan partecipano al Cittadella Project. Il progetto prevede la creazione di uno spazio di osservazione e rilevamento, due centri planetari-sicurezza regionale, così come i servizi di ricognizione e intercettazione. Il segmento spaziale in grado di rilevare oggetti potenzialmente pericolosi, invierà un veicolo spia per chiarire la traiettoria dell’oggetto spaziale.

Poi un successivo veicolo intercettore, che trasporta un dispositivo esplosivo nucleare, andrà incontro al bersaglio. L’intercettore dovrebbe pesare 4 tonnellate e fornire una carica nucleare di 2 megatoni. Prima del conflitto in Ucraina, il piano aveva coinvolto l’uso di razzi vettore Zenit. “La simulazione condotta in Snezhinsk ha mostrato che un asteroide con un diametro di 500 metri potrebbe essere distrutto da una carica nucleare distribuita di 10 unità, ognuna con 1 Capacità di un megatonne e si calcola che le armi di difesa missilistica potenziali, potrebbero essere utilizzate per la protezione contro gli asteroidi.

Ma ormai, il Ministero per le Situazioni di Emergenza ha creato un sistema per prevedere i possibili siti di impatto di asteroidi, che consentirà di mettere in guardia il pubblico (in anticipo) circa una situazione potenzialmente pericolosa - ha detto Zaitsev.

Redazione Segnidalcielo

http://www.segnidalcielo.it/asteroide-20-volte-piu-grande-del-meteorite-di-chelyabinsk-si-avvicina-alla-terra/

Ottobre 2017: l' asteroide che preoccupa la Terra
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12 novembre 2014 3 12 /11 /novembre /2014 23:29
L’ERA DELLA CHIMICA – Sta scombinando l’evoluzione

~~L’ALLARME DI EMILY MONOSSON BIOCHIMICA E TOSSICOLOGA lo scrive nel suo ultimo libro, “Unnatural selection”:«Dobbiamo comprendere quanto sia importante ridurre l’impatto della chimica sulla vita prima che sia troppo tardi». Pensiamo alla crescente antibiotico-resistenza, gli erbicidi e pesticidi che hanno creato piante e animali resistenti, agli organismi geneticamente modificati, agli insetti che mutano per sopravvivere alle sostanze chimiche tossiche. «È un’evoluzione velocissima che sta accadendo sotto i nostri occhi» dice Monosson. Nel suo libro “Unnatural selection” la Monosson spiega gli innumerevoli modi in cui la chimica sta cambiando la vita e, cosa più importante, cosa possiamo fare per rallentare questo processo. Parte della sfida sta proprio nel comprendere che questa evoluzione sta accadendo sotto i nostri occhi. Monosson parla molto chiaramente (ringraziamo per l’intervista Lindsay Abrams di Salon.com e produttrice per The Atlantic’s Health Channel). Lei pare si riferisca all’evoluzione come a qualcosa di differente da quanto siamo abitutati a pensare. «Non sono proprio certa di questo. Per definizione l’evoluzione è una modificazione genetica in una popolazione nel tempo. La differenza sta probabilmente nel fatto che noi spesso pensiamo che sia qualcosa che accade nel lungo periodo o che coinvolga caratteristiche evidenti. Quella si chiama macroevoluzione, cioè grandi cambiamenti. Quello di cui io parlo si chiama microevoluzione, cambiamenti piccoli. Si tratta di modifiche che normalmente sarebbero difficili da vedere e che potremmo non notare, la modifica in un enzima o in una proteina, ma siccome poi si ripercuotono su organismi che manifestano resistenze che di conseguenza influiscono sulla vita dell’uomo, allora ce ne accorgiamo. Più guardiamo a fondo e più vediamo». L'ERA DELLA CHIMICA - Sta scombinando l'evoluzioneQUANTO TEMPO E’ PASSATO DA QUANDO L’UOMO HA INIZIATO A CAUSARE QUESTI EFFETTI sugli altri organismi a quando ha cominciato a rendersi conto delle implicazioni di ciò che aveva fatto e stava facendo? «Se dovessi dire quando l’uomo ha iniziato a influire così pesantemente su ciò che lo circonda, direi da quando è diventato dominante e ha messo mano alla natura sconvolgendola. Ma io mi concentro su come il nostro uso della chimica ha influenzato l’evoluzione e questa influenza è iniziata probabilmente quando l’uomo ha cominciato ad utilizzare in maniera massiccia i prodotti chimici scaricandoli nell’ambiente, quindi con la rivoluzione industriale e chimica. Stiamo uccidendo esseri viventi e ambienti con la chimica e le specie che riescono ad evolvere rapidamente per salvarsi lo fanno. Negli anni ’40 del secolo scorso, o forse anche prima, abbiamo iniziato a renderci conto che un eccesso di chimica poteva influenzare l’evoluzione e causare resistenza. Quando Alexander Fleming scoprì la penicillina, si propose di metterla in ogni tipo di prodotto destinato al consumo, dalle creme vaginali ai dentifrici ma ci si fermò in tempo. Quando ritirò il premio Nobel disse che se si fosse andati su quella strada, la penicillina avrebbe perduto ogni effetto, poiché i batteri sarebbero mutati divenendo resistenti. Noi oggi gli antibiotici li stiamo usando così, senza criterio». L'ERA DELLA CHIMICA - Sta scombinando l'evoluzioneVUOLE DARCI UN IDEA REALE DEI PROBLEMI CHE STIAMO AFFRONTANDO OGGI dall’antibiotico-resistenza al riemergere di super-insetti? Il problema della resistenza agli antibiotici era stato riportato già negli anni ’50 e ’60, ma all’epoca gli studi vennero accolti con incredulità. I contadini stanno lottando con la resistenza di piante e insetti ai pesticidi ormai da molto tempo, eppure continuano ad usare sempre più prodotti chimici. Insomma, pare quasi che accettiamo tutto questo come se fosse inevitabile senza pensare minimamente a ciò che possiamo fare per cambiare la situazione. Forse perché non abbiamo mai pensato a questi accadimenti come a una evoluzione in atto e non vogliamo accettare di avere modificato così profondamente ciò che ci sta intorno. Se lo facessimo, allora capiremmo quanto importante sia ridurre l’impatto della chimica sulla vita. Penso spesso a questa attitudine che abbiamo, cioè noi pensiamo che la tecnologia ci salverà. È come credere che la panacea sia dietro l’angolo, che arriverà con il prossimo fattorino, che ci sarà un pesticida più efficace o un antibiotico più potente. Ma non ci rendiamo conto che le rapide modifiche che si verificano coinvolgono tutti i tipi di organismi, sono pervasive e arrivano dovunque. Io non credo che la tecnologia possa salvarci e non possiamo continuare a cercare una sempre nuova sostanza chimica poiché continueremo, così, a moltiplicare i problemi. Dobbiamo veramente cambiare il nostro modo di pensare e di agire». Il problema dell’antibiotico-resistenza è pervasivo ad esempio anche negli allevamenti intensivi, con conseguenze pesanti per la salute umana. «Sì e credo che si stia comprendendo l’enormità del problema. Ciò che dobbiamo fare e vincere la forza d’inerzia e agire. pesticidi e antibiotici QUANDO SI PARLA DI ALLEVAMENTI SO CHE E’ DIFFICILE ,ma occorre prendere in considerazione altre strade». Alcuni degli esempi che lei fa nel libro sembrano quasi appartenere alla fiction. «L’evoluzione velocissima che si sta verificano coinvolge esseri viventi che si moltiplicano con grande rapidità, la gente non pensa a questo. Stanno mutando per resistere all’inquinamento e alle contaminazioni. Il problema è che pesticidi e antibiotici hanno un target specifico: insetti o batteri che si sta cercando di eliminare e che sviluppano resistenza. Ma quando si parla di PCB o diossina, il target è molto più ampio e la pressione selettiva comincia a riguardare anche altri esseri viventi, come pesci e vertebrati. C’è anche chi pensa che il gene della resistenza possa già essere presente nel corredo genetico di determinate popolazioni di esseri viventi e viene selezionato e “innescato” quando quella popolazione entra in contatto con sostanze che ne richiedono l’attivazione». Purtroppo si sa ben poco di cosa accade. «Pensiamo al cancro; le cellule cancerose non sono tutti cloni di una cellula anomala, hanno il loro corso evolutivo, sono differenti tra loro e possono manifestare resistenza ai farmaci. Il problema si pone quando si trattano queste cellule con un farmaco, poiché si innesca la selezione di chi ha il gene della resistenza». Quali soluzioni sono dunque possibili? «Innanzi tutto occorre iniziare a usare quantità molto minori di sostanze chimiche, in questo modo si riduce la pressione selettiva sulla vita. Poi occorrerebbe usarle in modo differente. In agricoltura esiste la lotta integrata, per gli antibiotici si può mettere in atto la prevenzione. Inoltre occorre usare sostanze specifiche per specifici target. Si possono utilizzare di più i test che individuano il patogeno e quando si tratta di malattie batteriche sugli esseri umani, bisognerebbe ridurre gli antibiotici ad ampio spettro soprattutto negli ospedali, aumentando l’igiene. Poi, bisogna fare di più sul fronte della prevenzione».

>Fonte< Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

L’ERA DELLA CHIMICA – Sta scombinando l’evoluzione
L’ERA DELLA CHIMICA – Sta scombinando l’evoluzione
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12 novembre 2014 3 12 /11 /novembre /2014 22:46
L' era dell' Acquario: acqua senza sosta

Parleremo dell' Italia, dato che i problemi derivanti dalla pioggia, con devastazioni continue, oramai ha assunto una caratteristica sebbene assurda...nella norma. Ogni anno inondazioni di ogni entità hanno contribuito a dare origine a un flusso inarrestabile di perturbazioni che sembrano non più portate dalle stagioni, ma un sussulto del pianeta che vuole avere il suo spazio senza sentire ragioni.

Quest' anno in particolare, l' Italia sta affrontando fin troppe catastrofi alluvionali, senza sosta, quasi sempre in diverse regioni che hanno iniziato ad avere una caratteristica di serbatoio d' acqua. Senza dubbio colpe e mancate procedure come pulizia dei fiumi e ci sono, inevitabili e molto drammatiche. Oramai migliaia di case sono state costruite ove solo acqua e smottamenti un tempo, erano normali e un crollo di una porzione di collina dovuta alla pioggia, non interessava nessuno. Oggi nel 2014, la situazione è molto diversa, perché se crolla mezza collina in ogni luogo dell' Italia che sta venendo interessata dalle forti piogge, ha delle case abitate e persone da far evacuare nel minor tempo possibile.

La situazione è drammatica in gran parte del settentrione, con migliaia di sfollati in varie Regioni: tutti i corsi d’acqua sono in piena, al limite dell’esondazione, e molti sono esondati così come tutti i principali laghi dei fondovalle alpini. La situazione più critica è quella del lago Maggiore, che ha superato già ieri sera la “soglia di pericolo” e continuerà a crescere fino a domani. Dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia passando per Liguria, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, si registrano numerose criticità, comprese quelle di Milano dove sono esondati il Seveso e il Lambro, che nelle prossime ore potranno provocare autentiche inondazioni tra l’hinterland meneghino e la Brianza. Nelle Regioni settentrionali continuerà a piovere fino a domani, e la situazione diventerà ancor più complicata, ma in queste ore il maltempo sta facendo sul serio anche al Sud dove oggi si sono verificati violentissimi tornado nel tarantino, con conseguenze devastanti, e un’alluvione lampo sempre in Puglia, a Brindisi.

Nelle ultime ore le condizioni del tempo sono peggiorate anche in Campania, con nubifragi nel napoletano. L’Italia sta vivendo un’anomalia climatica senza precedenti. I dati pluviometrici dal nord sono spaventosi. Alcune zone di Genova hanno superato i 2.500mm annui, in Friuli Venezia Giulia addirittura alcune località sono a 5.000mm dal primo gennaio, e fino alla fine dell’anno mancano ancora 50 lunghi giorni che potrebbero determinare per questo 2014 alcuni record storici assoluti. Contemporaneamente le temperature si mantengono di gran lunga superiori alle medie del periodo: tra ottobre e novembre stiamo vivendo un autunno caldissimo caratterizzato in continuazione dalle correnti sciroccali, con anomalie termiche spaventose, fino a 4°C sopra le medie stagionali su lunghi periodi. Nei prossimi giorni l’Italia rischia di subire il fatidico “colpo di grazia”: il maltempo nelle prossime 24 ore insisterà in tutto il Paese, spostandosi soprattutto al centro/sud con forti piogge e temporali che interesseranno il basso Tirreno.

In modo particolare domani, giovedì 13 novembre, le zone più colpite saranno quelle tirreniche di Campania, Calabria e Sicilia con nubifragi e temporali molto intensi. Le temperature diminuiranno di diversi gradi al centro/sud; rimarranno invece stazionarie al centro/nord con piogge sparse in tutto il Paese. Venerdì 14, dopodomani, sarà una giornata variabile in tutt’Italia. Al Sud avremo le ultime piogge residue di questa perturbazione che si allontanerà verso sud/est, ma dal pomeriggio/sera le correnti torneranno a predisporsi dai quadranti meridionali. Tornerà lo scirocco a causa dell’arrivo dall’oceano Atlantico di un’altra perturbazione che nel weekend colpirà in modo molto violento tutta l’Italia, scaricando altre piogge torrenziali in tutto il centro/nord.

Su Piemonte e Liguria le precipitazioni saranno intense già da venerdì sera, ma il giorno peggiore sarà sabato 15 con nubifragi che si estenderanno nel corso della giornata a tutte le Regioni centro/settentrionali; il maltempo persisterà anche domenica 16, soprattutto al nord/ovest. E la prossima settimana l’ennesima perturbazione proveniente dall’oceano arriverà sull’Italia alimentando ulteriori fenomeni alluvionali in modo particolare al centro/nord. Le ere astrologiche prendono il nome dalla costellazione che ospita il punto dell’equinozio di primavera e, data la durata nel tempo, il passaggio da un’era all’altra non può essere stabilito in un momento preciso.

Sarebbe come voler determinare con esattezza l’inizio e la fine di un’enorme onda nell’oceano ma impiega circa trecento anni, periodo in cui le qualità positive e negative delle due ere si sovrappongono e si alternano. Ora, quella dell’Acquario si sta manifestando sempre di più.

http://www.meteoweb.eu/2014/11/maltempo-e-un-disastro-da-nord-a-sud-litalia-sta-affogando-e-arrivano-altre-piogge-torrenziali/349962/

L' era dell' Acquario: acqua senza sosta
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24 settembre 2014 3 24 /09 /settembre /2014 21:43
Virologo tedesco: ebola conterà milioni di vittime

Il virus 'ebola' ormai senza un sostenibile controllo, divenuto ormai pandemia continua a preoccupare il mondo. Un prestigioso virologo tedesco ha affermato che è ormai troppo tardi per fermare la diffusione di Ebola in Sierra Leone e Liberia e che cinque milioni di persone moriranno, notando che gli sforzi dovrebbero ora concentrarsi sul bloccare la trasmissione del virus ad altri paesi, impedendo la diffusione. Jonas Schmidt-Chanasit del Bernhard Nocht Institute di medicina tropicale di Amburgo ha detto alla testata tedesca Deutsche Welle che la speranza è tutto ciò che resta, ma che, ormai, per gli abitanti della Sierra Leone e della Liberia, c’è poco da fare.~~ O forse è già scappato: diversi modelli, da qualche settimana, indicano una via di non ritorno a fine settembre, con una esplosione attesa per dicembre a 100.000 casi in Africa, e i primi più probabili nel Regno Unito e in Usa. Come ormai tutti sanno ebola produce una febbre emorragica che generalmente porta alla morte, non esiste ancora un vaccino, i malati sono curati per lo più con una assistenza di supporto…di massima per aiutarli a cavarsela da soli. Non si trasmette per via aerea ma per contatto diretto con chi ha già chiari sintomi della malattia, infatti il periodo di incubazione non è problematico. Di massima, chi si occupa di rischio e di crisi come Itstime, non considera ebola di rischio massimo per lo sviluppo di una pandemia globale né lo strumento più adeguato per un eventuale “contagio doloso”. Ma è giusto che faccia riflettere e si abbia paura.

Il contagio si “esaurirà solo, quando avrà contagiato l’intera popolazione e ucciso cinque milioni di persone”. Proprio come un incendio in una foresta si placa, solo dopo avere bruciato tutto quello che incontra. “Il momento giusto per mettere questa epidemia sotto controllo in questi paesi è stato perso”, ha detto Schmidt-Chanasit. “Quel tempo era maggio e giugno. “Adesso è troppo tardi”. E mentre il virologo invita ad un “aiuto massiccio” da parte della comunità internazionale per prevenire che altri paesi come la Nigeria e il Senegal vengano completamente invasi dal virus, Schmidt-Chanasit avverte che mettere sotto controllo l’epidemia in Liberia e Sierra Leone è fuori dalla realtà. I dati prima ancora che finisca il settembre 2014 parlano chiaro: ~~Organizzazione Mondiale della Sanità – informa che se non si rafforzano le misure di controllo entro novembre ci saranno oltre 20.000 ammalati di ebola in Africa Occidentale (9.939 casi in Liberia, 5.925 in Guinea e 5.063 in Sierra Leone).

Dopo l’intervista, l’organizzazione umanitaria tedesca Welthungerhilfe è saltata alla gola di Schmidt-Chanasit per i suoi commenti, perché ormai non esistono realtà scientifiche, ma credenze religiose. E chi avvisa i cittadini del pericolo, è subito tacciato di ‘allarmismo’ o di un sedicente ‘razzismo’. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rifiutato di commentare le osservazioni di Schmidt-Chanasit. Anche se Ebola continua a imperversare in cinque paesi africani, la copertura mediatica dell’epidemia è diminuita, nonostante la prova che il virus è mutato. I media di distrazione di massa hanno ricevuto l’ordine di ‘sminuire’ l’emergenza. Qui l’articolo originale di Deutsche Welle, conservato nell’archivio internet, fosse mai che ‘sparisca’.

Fonte: voxnews.info

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