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30 gennaio 2012 1 30 /01 /gennaio /2012 23:28

Il dato è tratto, ormai non si può più tornare indietro. L’Europa è entrata nella spirale del grande gelo Siberiano che la ingloberà sempre più nella sua morsa pungente durante i prossimi giorni. Chi ama il sole e il caldo non può più fuggire, è come se si fosse già legato ai fianchi l’elastico del bungee jumping e guarda dall’alto nel vuoto dove deve tuffarsi. Non c’è più nulla da fare, non si può tornare indietro, si può solo fare un respiro profondo e andare giù, con tutta l’adrenalina del divertimento e i rischi del caso. Quest’ondata di burian ne sta portando moltissima, di adrenalina, in tutti gli appassionati di meteorologia: come abbiamo già spiegato poche ore fa in questo speciale, non si tratta di una normale ondata di freddo invernale ma di un’eccezionale episodio di gelo e neve destinato a rimanere scolpito nella storia.
L’Europa orientale è già nella morsa del gelo: un gelo che sta provocando i primi disastri, tanto da aver provocato già almeno 40 vittime nei Paesi dell’est. Ma anche in Italia si è già iniziato a fare sul serio: ieri a Genova sono caduti 140mm di pioggia con temperatura sempre tra +1 e +2°C, e le colline sulla città sono letteralmente sommerse di neve come possiamo notare da queste immagini e da quest’altro reportage fotografico. Anche in Piemonte ha nevicato copiosamente, ed è stato solo l’inizio di una settimana terribile.
Nelle ultime ore il maltempo s’è spostato all’estremo sud: in Calabria e Sicilia ci sono state piogge torrenziali, esattamente come previsto, a causa di un profondo vortice depressionario nel Canale di Sicilia. Tra Catanese e Siracusano continua a diluviare, in alcune zone sono caduti quasi 200mm di pioggia e l’Etna è letteralmente sommersa di neve.
Ma quella del weekend e ancora in atto al sud è stata solo la prima perturbazione di questo periodo decisamente straordinario che sta per aprirsi e che contraddistinguerà almeno tutta la prima decade di febbraio in termini meteorologici d’eccezionalità assoluta.
Mentre il gelido lago di burian, nelle prossime ore, si spingerà graduamente verso l’Europa centrale, nel Mediterraneo nasceranno continue perturbazioni che alimenteranno abbondanti ed estese precipitazioni su gran parte del nostro Paese, da nord a sud.
La prossima ondata di maltempo inizierà tra poche ore, nel pomeriggio di martedì 31 gennaio, e si concluderà nel corso della serata di mercoledì 1 febbraio: abbondanti nevicate interesseranno dapprima la pianura Padana e il nord in genere, poi la Toscana e l’Emilia Romagna in modo davvero copioso, e nella mattinata di mercoledì tutto l’Appennino centrale per andare affievolendosi nel pomeriggio/sera della giornata di mercoledì, appunto. Sarà una prima perturbazione davvero notevole, con piogge e temporali anche al sud dove però la neve resterà ancora confinata alle quote medio/alte, sui rilievi.
Ma sarà solo l’inizio … già perchè nei giorni successivi, mentre il burian continuerà a spingere verso sud/ovest invadendo persino la penisola Iberica, una nuova perturbazione Mediterranea si formerà proprio a ridosso dell’Italia occiddentale nella mattinata di venerdì 3 febbraio, richiamando aria molto fredda da nord verso tutte le Regioni Italiane. E sarà ancora neve, copiosa e abbondante, prima al centro/nord e poi al centro/sud stavolta fin a quote bassissime, probabilmente anche su coste e litorali di Puglia, Campania, Calabria e Sicilia nel fine settimana, tra sabato 4 e domenica 5. E il gelo non finirà certo qui, anzi: i giorni più freddi in assoluto saranno quelli della prossima settimana, tra lunedì 6 e mercoledì 8 febbraio, quando le temperature minime potrebbero piombare fino a -20°C in pianura Padana, raggiungendo valori da record in tutte le Regioni Italiane.
Anche in Europa il freddo potrebbe battere dei record storici davvero significativi: la Scandinavia ma soprattutto l’area Baltica, la Polonia, la Germania e ancora l’arco Alpino (dove la colonnina di mercurio scenderà fino a -50°C!), la Francia, il Belgio, l’Olanda, l’Ungheria, la Repubblica Ceca e anche l’Inghilterra saranno in un unico freezer che manterrà le temperature diversi gradi sotto lo zero di giorno e di notte per quasi una settimana, determinando il caos totale nei trasporti, estesi blackout elettrici e conseguenti gravissimi disagi.
Con il burian, dopotutto, non si scherza. Noi saremo sempre qui a monitorare la situazione in tempo reale, fornendo ogni tipo di aggiornamento previsionale dettagliato per le ore successive, e bollettini di analisi della situazione ora per ora: continuate a seguirci, e vivremo insieme un evento che potremo raccontare ai nostri nipoti. Dopo 1929, 1956 e 1985, 27 anni dopo l’ultima volta ci accingiamo a fare i conti con una di quelle situazioni più estreme in assoluto, tanto da darci l’impressione che staremo per vivere una sorta di glaciazione.

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22 gennaio 2012 7 22 /01 /gennaio /2012 11:15

http://www.ilcapoluogo.com/var/ezflow_site/storage/images/news/attualita/le-catastrofi-naturali-negli-ultimi-anni-71000/780059-1-ita-IT/Le-catastrofi-naturali-negli-ultimi-anni_imagelarge.jpgUn’impressionante serie di terremoti devastanti e di catastrofi causate da eventi meteorologici estremi ha portato il 2011 a essere l’anno record dei disastri naturali, con danni causati che ammontano, a livello mondiale, a circa 380 miliardi di dollari. Queste sono le stime effettuate dalla Munich Re, la compagnia di riassicurazione tedesca che analizza annualmente i dati delle catastrofi naturali.

Nel 2011 sono stati registrati oltre il doppio dei danni rispetto al 2010 e il 43% in più rispetto al precedente anno record, che è stato il 2005 con 265 miliardi di dollari. A questo primato hanno contribuito in modo fondamentale due terribili terremoti: quello della Nuova Zelanda del 22 febbraio 2011 (magnitudo 6.3 della scala Richter) e quello del Giappone dell’11 marzo (magnitudo 9.0 della scala Richter), mentre i disastri legati agli eventi meteorologici estremi hanno prodotto nel 2011 minori danni rispetto ai cinque anni precedenti, grazie soprattutto a un numero molto ridotto di uragani atlantici.

http://4.bp.blogspot.com/-qkDmKEx5c5Q/TtgeoCQVChI/AAAAAAAAAF4/T2wPglNYPyk/s1600/alluvione_genova_4nov2011.jpg820 sono state invece le catastrofi naturali più rilevanti, con circa 27 mila vittime, il 90% delle quali causate da eventi meteorologici estremi (frane, alluvioni, inondazioni, tempeste, cicloni tropicali, ecc.) e il restante 10% da eventi geofisici (terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche). Sono escluse da questo conteggio le catastrofi causate da conflitti armati e le catastrofi umanitarie, come quelle che hanno colpito il corno d’Africa tra la fine del 2010 settembre 2011, dove un numero imprecisato di persone è morto per fame, malattie e stenti.

Nonostante il maggior numero di catastrofi causate dagli eventi meteorologici estremi, la maggior parte dei danni economici (61%) e delle perdite di vite umane (62%) sono stati causati dai terremoti. Il resto dei danni è dovuto, invece, alle inondazioni in Tailandia (agosto-novembre), alle alluvioni in Pakistan (agosto-settembre), ai tornado negli USA (22-28 aprile 2011) e a tutte le alluvioni che si sono abbattute su tutta l’area del Mediterraneo che hanno coinvolto anche l’Italia, nel periodo 4-9 novembre 2011. Se si analizzano le elaborazioni su base geografica, si nota che i maggiori danni economici si sono verificati in America (35%) e in Asia (29%), mentre il maggior numero di morti si è avuto in Asia (ben 85%).

Il numero e la frequenza dei terremoti e degli altri fenomeni geofisici, pur con alcune oscillazioni, sembra mantenersihttp://4.bp.blogspot.com/-qkDmKEx5c5Q/TtgeoCQVChI/AAAAAAAAAF4/T2wPglNYPyk/s1600/alluvione_genova_4nov2011.jpg quasi costante sul lungo periodo, mentre gli eventi meteorologici estremi sono, viceversa, in aumento. Dal 1980 al 2010 il numero delle alluvioni e inondazioni gravi è triplicato, quasi raddoppiato invece quello delle tempeste violente (tifoni, uragani, cicloni tropicali). Sembrerebbe, quindi, plausibile affermare che l’aumento dei danni che si sta manifestando come tendenza di lungo periodo, possa essere collegato ai cambiamenti climatici e in particolare all’aumento del numero e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi. Ma in realtà non è proprio così.

Uno studio sui danni delle catastrofi naturali, effettuato da Fabian Barthel ed Eric Neumayer della “London School of Economics”, dopo aver “normalizzato” i disastri per tipologia e per area geografica ha evidenziato, come d’altra parte c’era da aspettarsi, che, a parità di evento catastrofico, i danni su una determinata area sono tanto maggiori quanto maggiori sono il numero delle infrastrutture, il loro valore economico, e anche la densità della popolazione, ma soprattutto quanto minori sono le misure di prevenzione messe in atto. In altre parole i danni e i morti sono in aumento perché aumenta la vulnerabilità ambientale e territoriale delle aree geografiche più esposte agli eventi meteorologici estremi o, più in generale, alle diverse catastrofi naturali.

L’aumento della vulnerabilità ambientale e territoriale è legato all’antropizzazione ed è causato da un lato dall’eccessiva urbanizzazione e dalla crescita della popolazione su certi territori e, dall’altro, da inadatte modalità di sviluppo socio economico, di infrastrutture e di insediamenti umani.

“L’uso sostenibile del territorio e la prevenzione dei disastri naturali e antropici costituiscono il fondamento per un mondo più sicuro”, ha detto Ban Ki-moon, “e rappresentano una delle 5 priorità che ho posto per il mio secondo mandato quinquennale, che inizia quest’anno, come Segretario Generale delle Nazioni Unite”.

 

 

 

fonte 

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2 novembre 2011 3 02 /11 /novembre /2011 22:58
Un asteroide nei pressi della Terra

Un asteroide delle dimensioni di una portaerei sfiorerà la Terra tra sei giorni. Gli scienziati della Nasa ribadiscono che non vi è alcun pericolo di impatto, ma già si immagina cosa accadrebbe se l’asteroide fosse attratto dall’attrazione gravitazionale terrestre e venisse a contatto con il nostro pianeta. Un oggetto del genere in caso di impatto, dicono gli scienziati, si tradurrebbe in un’esplosione pari a 4.000 megatoni, ossia 4 miliardi di tonnellate di tritolo.  Per dare un’idea, la bomba sganciata dagli USA su Hiroshima, aveva un potenza di 13 chilotoni, che è la millesima parte del megatone. Provochebbe un terremoto di magnitudo 7.0 e se cadesse in pieno Oceano, provocherebbe onde di tsunami alte quasi 100 chilometri!!!! L’asteroide 2005 YU 55 passerà entro l’orbita Lunare, e nel suo massimo avvicinamento sarà a circa 321.600 Km dalla Terra. Ma niente paura, Jay Melosh, un esperto di crateri d’impatto e un insigne professore di scienze della terra e dell’atmosfera, fisica e ingegneria aerospaziale presso la Purdue University, ha detto che l’orbita dell’asteroide e la traiettoria significano che non ci sarà alcuna possibilità di impatto. “Ciò che rende unico questo asteroide è che eravamo a conoscenza con largo anticipo di questo passaggio ravvicinato“, ha detto Melosh. “Prima del 1980 non avremmo mai saputo se un asteroide di queste dimensioni fosse destinato ad un passaggio ravvicinato, ma l’avremmo saputo solo quando l’eventuale impatto fosse stato irrimediabile. Ma ora è improbabile che un asteroide si avvicini alla Terra a nostra insaputa“. Il Near Earth Object della NASA ha annunciato all’inizio di quest’anno, che i programmi di ricerca attuali hanno scoperto oltre il 90% degli oggetti di un certo diametro nei pressi del nostro pianeta. Un numero maggiore di oggetti più piccoli però dev’essere ancora trovato. L’asteroide 2005 YU55, è stato trovato grazie ad un programma, Spacewath, creato per scoprire ed elaborare le orbite degli asteroidi di grandi dimensioni che potrebbero incrociare l’orbita terrestre. 

Impatto in pieno Oceano

Per provare a scoprire gli effetti di un eventuale impatto dell’asteroide che ci sfiorerà l’8 Novembre, gli scienziati hanno utilizzato dei calcolatori inserendo alcuni parametri, come il diametro dell’oggetto in avvicinamento, la sua densità, la velocità, l’angolo di ingresso e l’area terrestre che sarebbe destinata all’impatto. Le stime hanno poi fornito il risultato di ciò che provocherebbe, tra cui l’onda d’urto che scuoterebbe tutta la Terra, le dimensioni dello tsunami generato, l’espansione della palla di fuoco, la distribuzione dei detriti e le dimensioni del cratere prodotto. Per esempio, 2005 YU55 avrebbe colpito con una velocità di 11 chilometri al secondo. Anche se avesse cominciato a disintegrarsi per attrito nella nostra atmosfera, i frammenti che avrebbero colpito il suolo, avrebbeto fatto saltare fuori un cratere di 6,4 chilometri di diametro e 1.700 metri di profondità. Ad oltre 60 chilometri di distanza dall’impatto, il calore emanato dalla palla di fuoco causerebbe ustioni della pelle di primo grado, lo scuotimento della Terra avrebbe abbattutto i comignoli e l’onda d’urto avrebbe mandato in frantumi i vetri. Se colpisse una grande città come Chicago, la distruggerebbe totalmente, lasciando pochissimi supersiti. Ma anche se ci piombasse addosso, la possibilità che cada proprio su una città, in modo mirato, sarebbe comunque molto piccola. Secondo la NASA, l’ultima volta che un asteroide di queste dimensioni ha avuto un passaggio così ravvicinato con la Terra è stato nel 1976, e il prossimo è previsto per il 2028. L’impatto più recente di queste dimensioni non è noto, ma ci sono 20 crateri simili conosciuti sulla Terra, tra cui il cratere di Wetumka in Alabama. Tra i crateri conosciuti di grandi dimensioni, quelli causati più di recente sono quello di 10 Km del Bosumtwi in Ghana, che ha circa 1 milione di anni, e quello di 14 Km di Zhamanshin in Kazakistan, che dovrebbe avere circa 900.000 anni. “L’impatto di asteroidi di queste dimensioni sono molto rari,” ha detto lo scienziato. “Essi si verificano circa una volta ogni 100.000 anni, per cui le probabilità di una collisione reale con un asteroide come YU55 è di circa 1 per cento nei prossimi mille anni. Apophis, un asteroide di dimensioni simili è la più grande minaccia nel nostro prossimo futuro. Ma anch’esso ha solo una piccola possibilità di colpire la Terra nel 2036“. Melosh è co-autore di un Rapporto del 2010 dal nome “Difendere il Pianeta Terra”, che esplora la fattibilità di rilevare tutti gli asteroidi fino ad un diametro di 140 metri e i modi per mitigare i loro rischio. Insomma, siamo in buone mani.

(tratto da meteoweb)

 

e altre immagini per chi ama immagini come queste:

 

 

un asteroide geant passera tres pres de la terre en novembre
En novembre 2011, le 8, l’astéroïde 2005 YU55 passera encore plus ...
Alle 14:44 di oggi un asteroide di 40 metri di diametro è passato ad ...
Un astéroïde géant passera très près de la Terre en novembre
... devraient pouvoir voir l'astéroïde le 8 novembre. Archives DL
Secondo Spacewatch, “l’asteroide è in viaggio verso di noi e ci ...
asteroide del Giorno del Giudizio (1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra poco meno di 48 ore partirà il monitoraggio dell’asteroide 2005 YU55 che l’8 Novembre transiterà nei pressi della Terra, entro l’orbita lunare. Gli scienziati della NASA lo terranno sotto ossservazione dal Deep Space Network dell’agenzia di Goldstone, in California per almeno quattro ore al giorno, dal 6 al 10 Novembre. Proprio dalle primissime ore dell’8 Novembre invece partiranno le osservazioni radar dal grande radiotelescopio di Arecibo, in portorico. Il planetoide avrà il suo massimo avvicinamento al nostro pianeta alle 15:28 PST. La traiettoria del corpo è ben compresa, e non c’è alcuna possibilità che la Terra lo attragga grazie alla sua attrazzione gravitazionale. La distanza infatti seppur limitata dal punto di vista astronomico, sarà di ben 324.600 chilometri, che ci mette quindi al sicuro da questa possibilità. Il suo passaggio sarà osservato con entusiasmo dagli astronomi di tutto il mondo.  La roccia spaziale, che ha le dimensioni di una portaerei, darà una grande possibilità di studiare un oggetto come questo in un passaggio così ravvicinato. Era dal 1976 infatti che un oggetto di queste dimensioni non passava in un orbita così ristretta.  L’unico strumento che non osserverà il sasso gigante sarà il telescopio spaziale Hubble, per via della velocità del corpo. Dalle isole Hawaii si tenteranno anche misurazioni spettroscopiche per capire al meglio la sua composizione. Come suggerisce il nome, l’asteroide 2005 YU55 è stato scoperto peroprio nel 2005 e orbita attorno al Sole in un percorso ellittico che si estende da dentro l’orbita di Venere, sino ad appena fuori l’orbita di Marte, compiendo un viaggio attorno al Sole ogni 15 mesi. Saranno migliaia gli astronomi professionisti e non, che lo osserveranno, e per quanto riguarda gli strumenti amatoriali, basterà un semplice telescopio da 15 cm di diametro per poterlo guardare. In queste notti c’è la più alta possibilità per un astronomo dilettante di effettuare ricerche e scoperte nel cosmo. In presenza di questi eventi tutti i più grandi telescopi nel mondo, compresi quelli spaziali quando possono, sono puntati sull’evento, e quindi un dilettante trova molte più probabilità di scoprire qualcos’altro nell’universo. Del resto si sa, tante scoperte scientifiche avvengono per caso o per fortuna. Gli astrofili sono avvisati.

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30 ottobre 2011 7 30 /10 /ottobre /2011 22:55

tratto da: http://affaritaliani.libero.it/
Un asteroide potrebbe colpire la Terra nel 2014
L'Apocalisse potrebbe chiamarsi «2003 Qq47»: questo è il nome dato all'asteroide largo oltre un chilometro e dal peso di 2.600 tonnellate che si sta dirigendo verso la Terra a una velocità di 30 km al secondo. L'impatto, previsto per il 21 marzo del 2014, avrebbe effetti devastanti, pari a 20 milioni di bombe atomiche. L'allarme è stato lanciato da un gruppo di astronomi americani del Lincoln Near Asteroid Research Program di Socorro, nel New Mexico (USA).Benché gli esperti seguano con attenzione la traiettoria dell'asteroide, le probabilità di uno scontro col nostro pianeta sono basse (1 su 909,000) e si prevede che decrescano a mano a mano che le misurazioni scientifiche si facciano più numerose e accurate. Al momento gli studiosi americani gli hanno assegnato una valutazione di 1 su 10 nella scala Torino, una sorta di scala Mercalli del cielo che misura il rischio di impatto di comete e asteroidi con il nostro pianeta; se scendesse ancora, lo zero equivarrebbe a un evento senza conseguenze.

Gli asteroidi sono blocchi di roccia, resti della formazione del sistema solare circa 4,5 miliardi di anni fa; se ne conoscono circa 5.000 ma molti ancora sono ignoti perché troppo piccoli o non ancora catalogati. La maggior parte di loro forma l'omonima fascia compresa tra Marte e Giove e ruota attorno al Sole secondo un'orbitaparagonabile a quella di un pianeta in frammenti; tuttavia l'influenza gravitazionale dei grandi corpi celesti può trascinarne alcuni fuori dalla solita traiettoria e dirigerli altrove, ad esempio verso la Terra.

Nel frattempo, nella migliore tradizione britannica, l'allibratore inglese William Hill è pronto ad accettare scommesse: se il 21 marzo 2014 l'asteroide 2003 Qq47 centrerà effettivamente la Terra con il conseguente annientamento di qualsiasi forma di vita sul pianeta, chi avrà giocato 1 euro ne guadagnerà ben 909.000. «Un cliente ha già piazzato una scommessa,» ha annunciato un portavoce della casa di scommesse: «Ha detto che se vincerà riscuoterà i soldi in Paradiso.

cosi' ,spostiamo la possibilita' che qualcosa ci possa colpire e finalmente fare felici i catastrofisti....ragazzi...se un asteroide ci colpisce...dopo non ci sarete piu' neanche voi.

avete qualcosa da dire?

 

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30 ottobre 2011 7 30 /10 /ottobre /2011 22:50

nello stato attuale delle cose che oggi,comprendono il lavoro a tempo indeterminato,contratti a breve termine,in nero,difficolta' non solo ad arrivare a fine mese ma alla meta' del mese pe famiglie sempre di piu',messe in condizione di avere disagi e problemi a vivere nella quotidianita' della propria vita,per cui,indignati di tutto ITALIA e non solo,si aggiungono sempre di piu' problemi ai problemi.

CI SI POTREBBE RICORDARE DI PORTARE SOLUZIONI E NON ALTRI PROBLEMI CHE SI SOMMANO AI PROBLEMI ESISTENTI.

 

a BRUXELLES,i vertici dei capi di stato ci rendono partecipi dei sacrifici che noi dobbiamo fare con semplicissime frasi che:

Pensione a 67 anni e licenziamenti facili
Primi sì di Bruxelles al piano dell'Italia.

non puo' che farci dormire sonni tranquilli,tutti noi possiamo anche arrivare a lavorare fino ai 75 anni,in forma e sempre disponibili a fare orari come richiesto....

L'Ue accoglie «con favore i programmi dell'Italia per le riforme strutturali per rafforzare la crescita e per la strategia di consolidamento fiscale» e invita «la Commissione a presentare una valutazione delle misure e a monitorarne l'attuazione». È quanto si legge nelle conclusioni dell'Eurogruppo anticipate in nottata dall'agenzia Ansa. «Apprezziamo l'impegno dell'Italia a raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013 e un surplus di bilancio strutturale nel 2014, portando ad una riduzione dell'indebitamento pubblico al 113% del PIL nel 2014, così come - si legge ancora nelle conclusioni - la prevista introduzione della regola del pareggio di bilancio nella Costituzione entro la metà del 2012». I leader di Eurolandia invitano quindi «l'Italia a attuare le proposte riforme strutturali per aumentare la competitività, riducendo i vincoli burocratici, abolendo le tariffe minime nei servizi professionali e liberalizzando ulteriormente i servizi pubblici e le utilities». «Prendiamo nota - proseguono i leader - dell'impegno dell'Italia a riformare la legislazione del lavoro e in particolare le regole e le procedure dei licenziamenti e a rivedere l'attuale frammentato sistema di ammortizzatori sociali entro la fine del 2011, tenendo conto dei limiti delle finanze pubbliche. Prendiamo nota del piano di innalzare l'età pensionabile a 67 anni entro il 2026 e raccomandiamo una rapida definizione dell'iter per raggiungere questo obiettivo».

 

un ceto debole e medio come puo' affrontare questo sacrificio se mancano gia' i soldi per qualsiasi problema,come la salute,un mutuo,un finanziamento?In questo modo,torniamo indietro nel tempo dove i vecchi del nostro tempo hanno gia' affrontato e a suo tempo per loro,risolto con accordi e sacrifici.Oggi si stanno riaprendo quelle direzioni,anche piu' incisive perche',forse per molti politici,lavorare non vuol dire spaccarsi la schiena e arrivare ai 55 anni dove le forze e la testa hanno gia' iniziato a fare capricci seri.

IL «TIMING» E LE CONTROMISURE - Tornando alla lettera del governo italiano con le misure economiche da adottare per fare fronte alla recessione, essa è composta di 16 pagine e divisa in 5 capitoli. Si apre e si chiude in maniera molto colloquiale: «Caro Herman, caro Josè Manuel», esordisce Berlusconi rivolgendosi a Van Rompuy e Barroso. Per poi concludere, migliaia di battute più avanti: «Un forte abbraccio, Silvio». Quanto ai contenuti, l'Europa chiedeva un «timing» all'Italia. Nella lettera i tempi indicati sono questi: piano crescita entro il 15 novembre, quattro direttrici di intervento nei prossimi 8 mesi. In ogni caso l'esecutivo si impegna a monitorare l'andamento dei conti pubblici e «qualora il deterioramento del ciclo economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi il governo interverrà prontamente». Come? «L'utilizzo del Fondo per esigenze indifferibili - viene spiegato nella lettera - sarà vincolato all'accertamento, nel giugno del 2012, di andamenti dei conti pubblici coerenti con l'obiettivo per l'indebitamento netto del prossimo anno». Sempre nel testo viene evidenziato come «l'Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo» e si ricorda la manovra da 60 miliardi che dovrebbe contribuire a far raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, «con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee».

LICENZIAMENTI «FACILI» - Viene poi ipotizzata una più agile gestione delle procedure di mobilità dei lavoratori. «Entro maggio 2012 l'esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell'impresa, anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato». In seguito, nel corso di una telefonata alla trasmissione tv «Porta a Porta», Berlusconi ha aggiunto che le persone licenziate saranno tutelate con il ricorso alla Cassa integrazione. Il governo interverrà poi nella pubblica amministrazione e renderà effettivi «con meccanismi cogenti/sanzionatori: la mobilità obbligatoria del personale; la messa a disposizione (Cassa integrazione) con conseguente riduzione salariale e del personale; superamento delle dotazioni organiche.

 

LE LIBERALIZZAZIONI - «Entro il 1° marzo 2012 saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell'Autorità per la Concorrenza per prevenire le incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale. Verrà generalizzata la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti territoriali». Le principali disposizioni riguardano i settori della distribuzione dei carburanti e della Rc auto.

se questo e' sacrificio....

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