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4 gennaio 2014 6 04 /01 /gennaio /2014 23:05

President Barack Obama speaks to the media after meeting with House Speaker John Boehner at the White House, March 1, 2013 in Washington, DC. President Obama said that no agreement was reached with Republicans to avoid the sequester that will trigger automatic domestic and defense cuts. (Photo by Mark Wilson/Getty Images)

Ad un anno dal super-uragano Sandy che colpì la costa nordoccidentale degli Usa, il primo novembre il presidente Barack Obama ha istituito  una  Task Force on Climate Preparedness and Resilience per aiutare la sua amministrazione ed il governo federale a rispondere alle esigenze delle comunità che hanno a che fare con gli impatti del cambiamento climatici. Della  Task Force fanno parte gli Stati Usa, leader tribali e locali che  «Che utilizzeranno le loro esperienze di prima mano nella costruzione della  preparazione climatica e del la resilienza nelle loro comunità per informare con  le loro raccomandazioni l’Amministrazione».

Lo scorso primo novembre (2013) è arrivato uno dei più importanti ordini esecutivi nazionali del Presidente americano Barack Obama. Il testo preso direttamente dalla Casa Bianca è importante ed interessante perché inizia spiegando i cambiamenti climatici attuali e che ci aspetteranno da qui a poco. Al suo interno si parla di acidificazione dei mari, aumento di temperature calde, siccità in alcune aree, piogge torrenziali in altre, si parla persino di scioglimento del permafrost, ovvero del ghiaccio che si trova sotto terra (ovvia conseguenza dello scioglimento di quello di superficie). Insomma una catastrofe planetaria senza precedenti, che coinvolgerà non solo l’America del Nord, ma l’intero Pianeta.

Nel documento non si parla di Fukushima e la catastrofe del Pacifico, né delle isole di spazzatura galleggiante che hanno di fatto reso l’Oceano Pacifico una distesa desolata di morte nella sua zona centrale o sulla giusta via per divenirlo. A seguire l’intero documento copiato, ed il link diretto alla pagina della Casa Bianca.

Ordine Esecutivo

——-

PREPARAZIONE DEGLI STATI UNITI PER GLI IMPATTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Con l’autorità conferitami come Presidente dalla Costituzione e le leggi degli Stati Uniti d’America, e al fine di preparare la nazione per gli impatti dei cambiamenti climatici intraprendendo azioni per migliorare la preparazione e la resilienza climatica, si è così ordinato come segue:

Sezione 1. Politica. Gli impatti dei cambiamenti climatici – tra cui un aumento di periodi prolungati di temperature troppo elevate, acquazzoni più pesanti, con un incremento di incendi, più gravi siccità, scioglimento del permafrost, l’acidificazione degli oceani, e l’aumento del livello del mare – stanno già interessando le comunità, naturale risorse, gli ecosistemi, le economie e la salute pubblica in tutta la nazione. Questi impatti sono spesso più significativo per le comunità che già devono affrontare sfide economiche o di salute, e per le specie e gli habitat che stanno già affrontando altre pressioni. La gestione di questi rischi richiede preparazione deliberata, una stretta collaborazione, e la pianificazione coordinata dal governo federale, come pure dalle parti interessate, per facilitare federali, statali, locali, tribali, del settore privato, senza scopo di lucro e gli sforzi del settore per migliorare la preparazione del clima e la resilienza; contribuire a salvaguardare la nostra economia, le infrastrutture, l’ambiente e le risorse naturali, e di assicurare la continuità del potere esecutivo e di agenzia (agenzia), operazioni, servizi e programmi.

A fondamento di un’azione coordinata sul cambiamento climatico preparazione e capacità di recupero attraverso il governo federale è stato istituito con l’Ordine Esecutivo 13514 del 5 ottobre 2009 (Leadership federale nel ambientale, Energia, e risultati economici), e la Interagency Climate Change Task Force Adattamento guidato dal Council on Environmental Quality (CEQ), l’Office of Science and Technology Policy (OSTP), e la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Inoltre, attraverso il Global Change Research Program statunitense (USGCRP), istituito dalla sezione 103 del Global Change Research Act del 1990 (15 USC 2933), e programmi e attività di agenzia, il governo federale continuerà a sostenere la ricerca scientifica, le capacità di osservazione e le valutazioni necessarie per migliorare la nostra comprensione e risposta al cambiamento climatico e le sue conseguenze sulla nazione.

Il governo federale deve costruire sui recenti progressi e perseguire nuove strategie per migliorare la preparazione della Nazione e la resilienza.

In tal modo, le agenzie dovrebbero promuovere:

(1) impegnato e forti partnership e la condivisione delle informazioni a tutti i livelli di governo,

(2) il rischio decisionale informato e gli strumenti di agevolazione;

(3) adattativo di apprendimento, in cui le esperienze servono come opportunità per informare e regolare le azioni future,

(4) pianificazione della preparazione.

Sez. 2. Modernizzare i programmi federali per appoggiare Climate Investment resiliente.

(A) Per sostenere gli sforzi delle regioni, gli Stati, le comunità locali, e tribù, tutte le agenzie, coerenti con le loro missioni e in coordinamento con il Consiglio sul Clima preparazione e resilienza (Consiglio) stabilito nel paragrafo 6 della presente ordinanza, deve:

(1) individuare e cercare di eliminare o riformare le barriere che scoraggiano gli investimenti o altri interventi per aumentare la resistenza della nazione di cambiamenti climatici, garantendo nel contempo la continuità della protezione della salute pubblica e dell’ambiente;

(2) le politiche di riforma e dei programmi federali di finanziamento che potrebbero, forse involontariamente, aumentare la vulnerabilità dei sistemi naturali o da incasso, settori economici, le risorse naturali, o le comunità a cambiare i rischi legati al clima;

(3) identificare le opportunità per sostenere e incoraggiare più intelligenti, più investimenti resistenti ai cambiamenti climatici da parte degli Stati, le comunità locali e le tribù, tra cui, fornendo incentivi attraverso la guida dell’agenzia, borse di studio, assistenza tecnica, misure di performance, questioni di sicurezza, e di altri programmi, tra cui in contesto di sviluppo delle infrastrutture, come riflesso in ordine esecutivo 12893 del 26 gennaio 1994 (Principi per gli investimenti federali Infrastructure), la mia nota del 31 agosto 2011 (sviluppo delle infrastrutture attraverso l’accelerazione più efficiente ed efficace autorizzazione e di Analisi Ambientale), Executive Order 13604 del 22 marzo 2012 (Miglioramento delle prestazioni del Federal Permitting e revisione di progetti di infrastrutture), e la mia nota del 17 maggio 2013 (rinnovamento della valutazione federale Infrastrutture e permettendo regolamenti, politiche e procedure) e

(4) relazione sui loro progressi nel raggiungimento dei requisiti sopra individuati, tra cui pietre miliari compiuto e pianificato, in Adaptation agenzia prevede sviluppato ai sensi del comma 5 del presente ordine.

(B) Nello svolgimento di questa sezione, le agenzie dovrebbero anche prendere in considerazione le raccomandazioni della statale, locale, e tribali Leader Task Force on Climate preparazione e resilienza (Task Force) stabilito nella sezione 7 della presente ordinanza e il National Infrastructure Advisory Council istituito Ordine Esecutivo 13231 del 16 ottobre 2001 (protezione delle infrastrutture critiche nell’era dell’informazione), e proseguito con l’Ordine Esecutivo 13652 30 settembre 2013 (Continuazione di taluni comitati consultivi federali).

(C) gruppi di collegamento incaricati di coordinare e modernizzare i processi federali relativi allo sviluppo ed integrazione di entrambe le infrastrutture antropiche e naturali, valutazione di questioni di equità sociale e di salute pubblica, la salvaguardia delle risorse naturali, e di altre questioni influenzati dai cambiamenti climatici – tra cui il Comitato direttivo per le infrastrutture federale Permitting e Review Process Improvement stabilito da Ordine Esecutivo 13604, la Task Force sui porti stabilito il 19 luglio 2012, il Gruppo di Lavoro Interministeriale di Coordinamento per lo sviluppo energetico nazionale e permettendo in Alaska istituito con Ordine Esecutivo 13580 del 12 luglio 2011, e la Federal Interagency Working Group on Giustizia ambientale istituito con Ordine Esecutivo 12898 del 11 febbraio 1994 – è responsabile di assicurare che il cambiamento climatico rischi connessi sono rilevati in tali processi e devono lavorare con le agenzie in possesso dei requisiti previsti avanti in sottosezioni (a) e (b) di questa sezione.

Sez. 3. Gestione di terre ed acque per climatici preparazione e resilienza. Entro 9 mesi dalla data di questo ordine e in coordinamento con gli sforzi descritti nella sezione 2 della presente ordinanza, i capi dei Dipartimenti della Difesa, degli Interni, e l’agricoltura, l’Environmental Protection Agency, NOAA, la Federal Emergency Management Agency, l’Army Corps of Engineers, e di altre agenzie, come raccomandato dal Consiglio stabilito nella sezione 6 della presente ordinanza devono lavorare con la Cattedra di QVC e il direttore dell’Ufficio di Gestione e Bilancio (OMB) per completare un inventario e valutazione della proposta e modifiche completate al loro politiche legate all’acqua, programmi e regolamenti necessari per rendere spartiacque della Nazione, le risorse naturali e gli ecosistemi e le comunità e le economie che dipendono da loro, più resistenti di fronte a un clima che cambia terra-e. Inoltre, riconoscendo i molti benefici infrastrutture naturali della nazione fornisce, le agenzie devono, ove possibile, concentrarsi sulle regolazioni di programma e di politica che promuovono il duplice obiettivo di una maggiore adattabilità ai cambiamenti climatici e il sequestro del carbonio, o di altre riduzioni alle fonti del cambiamento climatico. La valutazione comprende una timeline e un piano per apportare modifiche alle politiche, programmi e regolamenti. Agenzie si basano sulle iniziative già realizzate o in corso, come indicato in piani di adattamento delle agenzie, come discusso nella sezione 5 della presente ordinanza, così come recenti interdipartimentale clima strategie di adattamento, come il Piano di Azione Nazionale: Priorità di gestione delle risorse d’acqua dolce in un clima che cambia , pubblicato 28 ottobre 2011, il National Fish, Wildlife and Plants Clima strategia di adattamento , pubblicato 26 marzo 2013, e il piano di attuazione della politica di Ocean Nazionale , pubblicato 16 aprile 2013.

Sez. 4. Fornendo informazioni, dati e strumenti per il cambiamento climatico preparazione e resilienza.

(A) A sostegno di Federal, gli sforzi regionali, statali, locali, tribali, del settore privato e senza scopo di lucro del settore per prepararsi agli impatti dei cambiamenti climatici, i Dipartimenti della Difesa, degli Interni, Agricoltura, Commercio, Salute e Servizi Umani, Housing and Urban Development, Trasporti, Energia e Sicurezza Nazionale, l’Environmental Protection Agency, la National Aeronautics and Space Administration, e tutte le altre agenzie, come raccomandato dal Consiglio stabilito nella sezione 6 della presente ordinanza, devono, sostenuto da USGCRP, lavorano insieme di sviluppare e fornire dati autorevoli, facilmente accessibile, usabile, e tempestiva, informazioni e strumenti di supporto alle decisioni in materia di preparazione del clima e la resilienza.

(B) Nel quadro della politica dei dati aperti più ampio, CEQ e OSTP, in collaborazione con OMB e coerente con l’ordine esecutivo 13642 del 9 maggio 2013 (Fare aperto e leggibile macchina il nuovo valore predefinito per l’Informazione del governo), supervisiona la creazione di un portale web-based su “Data.gov” e il lavoro con le agenzie di identificare, sviluppare, e l’integrazione di dati e strumenti attinenti alle tematiche del clima e decisionali. Agenzie coordinano il loro lavoro su questi dati e gli strumenti con i relativi consigli fra agenzie e comitati, come la Nazionale della Scienza e della Tecnologia e quelli che supportano l’attuazione della direttiva presidenziale Politica-21 del 12 febbraio 2013 (sicurezza delle infrastrutture critiche e la resilienza).

Sez. 5. Pianificazione Agenzia federale per il cambiamento climatico relativo rischio.

(A) In linea con l’ordine esecutivo 13514, le agenzie hanno sviluppato piani di adattamento di agenzia e li fornite CEQ e OMB. Questi piani di valutare il cambiamento più significativo i rischi legati al clima, e le vulnerabilità, attività di agenzia e missioni sia nel breve e lungo termine, e le azioni di struttura che le agenzie dovranno adottare per gestire tali rischi e vulnerabilità. Sulla base di questi sforzi, ogni agenzia deve sviluppare o continuare a sviluppare, implementare e aggiornare i piani completi che integrano considerazione dei cambiamenti climatici nelle attività di agenzia e gli obiettivi generali di missione e di presentare i piani per QVC e OMB per la revisione.

Ogni piano di adeguamento dell’Agenzia comprendono:

(1) identificazione e valutazione dei cambiamenti climatici relativi impatti, nonché rischi per la capacità dell’agenzia per compiere le sue missioni, operazioni e programmi;

(2) una descrizione dei programmi, le politiche e piani che l’agenzia ha già messo in atto, così come altre azioni, l’Agenzia assumerà, per gestire i rischi climatici a breve termine e costruire la resilienza a breve e lungo termine;

(3) una descrizione di come ogni cambiamento relativo rischio climatico individuato ai sensi del paragrafo (i) del presente comma che viene ritenuto così importante che ostacola la missione statutaria di un ente o operazione sarà affrontato, anche attraverso altre disposizioni esistenti dell’agenzia;

(4) una descrizione di come l’agenzia prenderà in considerazione la necessità di migliorare l’adattamento del clima e la resilienza, tra i costi ei benefici di tale miglioramento, rispetto ai fornitori di agenzia, supply chain, di investimenti immobiliari e acquisti di beni strumentali come l’aggiornamento di agenzia politiche per il leasing, aggiornamenti costruzione, spostamento degli impianti e delle attrezzature esistenti, e la costruzione di nuovi impianti, e

(5) una descrizione di come l’agenzia contribuirà agli sforzi coordinati tra agenzie per sostenere la preparazione del clima e la resilienza a tutti i livelli di governo, compreso il lavoro di collaborazione tra gli uffici e gli hub regionali delle agenzie, e attraverso lo sviluppo coordinato di informazioni, dati e strumenti, coerente con la sezione 4 del presente ordine.

(B) Agenzie riferiranno sui progressi compiuti nei loro piani di adattamento, così come tutti gli aggiornamenti apportati ai piani, attraverso il processo di Piano di Performance annuale Strategico di Sostenibilità. Agenzie aggiornano regolarmente i loro piani di adattamento, completando il primo aggiornamento entro 120 giorni dalla data della presente ordinanza, con ulteriori aggiornamenti regolari successivamente, dovuto non oltre il 1 ° anno dopo la pubblicazione di ciascuna relazione di valutazione del clima Quadriennale Nazionale previsto dalla sezione 106 del Global Cambiare Research Act del 1990 (15 USC 2936).

Sez. 6. Consiglio il Clima preparazione e resilienza.

(A) l’istituzione. Si stabilisce un Consiglio interministeriale sul clima preparazione e resilienza (Consiglio).

(B) di appartenenza. Il Consiglio sarà co-presieduto dal Presidente del CEQ, il direttore di OSTP, e l’Assistente del Presidente per la Sicurezza Nazionale e antiterrorismo.

Inoltre, il Consiglio include alti funzionari (segretario o funzionario equivalente) da:

(I), il Dipartimento di Stato;

(Ii) del Dipartimento del Tesoro;

(Iii) il Dipartimento della Difesa;

(Iv) il Dipartimento di Giustizia;

(V) il Dipartimento degli Interni;

(Vi) il Dipartimento dell’Agricoltura;

(Vii) il Dipartimento del Commercio;

(Viii) il Dipartimento del Lavoro;

(Ix) del Dipartimento di Salute e Servizi Umani;

(X), il Dipartimento della Casa e dello sviluppo urbano;

(Xi) il Dipartimento dei Trasporti;

(Xii) il Dipartimento per l’energia;

(Xiii) il Ministero della Pubblica Istruzione;

(Xiv) il Department of Veterans Affairs;

(Xv) del Department of Homeland Security;

(Xvi) l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale;

(Xvii) il Corpo degli Ingegneri dell’Esercito;

(Xviii) l’Agenzia per la protezione ambientale;

(Xix) la General Services Administration;

(Xx) il Millennium Challenge Corporation;

(Xxi) la National Aeronautics and Space Administration;

(Xxii) la US Small Business Administration;

(Xxiii) la Corporation per Servizio nazionale e comunitario;

(Xxiv) l’Ufficio del Direttore della National Intelligence;

(Xxv) il Consiglio dei consulenti economici;

(Xxvi) il Consiglio Economico Nazionale;

(Xxvii) il Consiglio di politica nazionale;

(Xxviii) l’Ufficio di Gestione e Bilancio;

(XXIX) della Casa Bianca di impegno pubblico e degli affari intergovernativi;

(Xxx), gli Stati Uniti Rappresentante commerciale, e

(XXXI) tali agenzie o uffici come il Presidente o copresidenti membri designano.

(C) Amministrazione. CEQ fornisce il supporto amministrativo e risorse aggiuntive, a seconda dei casi, per il Consiglio, nella misura consentita dalla legge e nell’ambito degli stanziamenti esistenti. Agenzie devono assistere e fornire informazioni al Consiglio, in conformità alla legge, nella misura necessaria per svolgere le sue funzioni. Ogni agenzia si fa carico delle spese per la partecipazione al Consiglio.

(D) Struttura del Consiglio. I copresidenti membri designano un sottoinsieme dei membri del Consiglio di servire su un comitato direttivo, che deve contribuire a determinare le priorità e la direzione strategica del Consiglio. I Co-Presidenti e del Comitato Direttivo può istituire gruppi di lavoro, se necessario, e possono recharter gruppi di lavoro del Interagency Climate Change Task Force adattamento, a seconda dei casi.

(E) Missione e funzionamento del Consiglio. Il Consiglio si adopera attraverso agenzie e uffici, e in collaborazione con statali, locali e tribali governi (così come la Task Force istituita nella sezione 7 della presente ordinanza), le istituzioni accademiche e di ricerca, e il settore privato e senza scopo di lucro per:

(1) sviluppare, raccomandare, coordinare gli sforzi interagenzia su, e monitorare l’attuazione delle azioni prioritarie del governo federale in materia di predisposizione clima e la resilienza;

(2) sostenere le azioni regionali, statali, locali e tribali per valutare i cambiamenti e le vulnerabilità legate al clima conveniente aumentare la preparazione del clima e la resilienza delle comunità, settori economici critici, infrastrutture naturale e costruito, e delle risorse naturali, anche attraverso le attività come delineato nelle sezioni 2 e 3 della presente ordinanza;

(3) facilitare l’integrazione di scienza del clima nelle politiche e nei piani di agenzie governative e del settore privato, promuovendo lo sviluppo di prodotti innovativi, fruibili e accessibili informazioni federale cambiamenti climatici connessi, i dati e gli strumenti su scale adeguate per i decisori e la distribuzione di queste informazioni attraverso un portale web-based a livello governativo, come descritto nella sezione 4 della presente ordinanza, e

(4) le altre funzioni che possono essere decise dai copresidenti, tra cui attuazione, se del caso, le raccomandazioni della task force istituita nella sezione 7 della presente ordinanza.

(F) Cessazione del Interagency Climate Change Task Force adattamento. L’Interagency Climate Change Task Force Adattamento (Adaptation Task Force), istituito nel 2009, ha creato il quadro di riferimento per l’azione coordinata federale sulla preparazione del clima e la resilienza, la guida di pianificazione e di azione a livello di agenzia. La Task Force adattamento deve terminare a non più tardi di 30 giorni dopo la prima riunione del Consiglio, che deve continuare e sviluppare il lavoro della Task Force di adattamento.

Sez. 7. Capi di stato, locale, e tribali Task Force on Climate preparazione e resilienza.

(A) l’istituzione. Per informare gli sforzi federali per sostenere la preparazione del clima e la resilienza, si stabilisce una statale, locale, e tribali Leader Task Force on Climate preparazione e resilienza (Task Force).

(B) di appartenenza. La task force sarà co-presieduto dal Presidente del CEQ e il direttore dell’Ufficio della Casa Bianca degli Affari intergovernativi. Inoltre, i suoi membri devono essere tali Stato eletto, locali, tribali e funzionari che potranno essere invitati dai copresidenti a partecipare. I membri della Task Force, che agiscono in veste ufficiale, possono designare i dipendenti con l’autorità di agire per loro conto.

(C) Missione e funzione.

Entro 1 anno dalla data della presente ordinanza, la Task Force deve fornire, attraverso i suoi co-presidenti, consigli al Presidente e al Consiglio per quanto il governo federale può:

(1) rimuovere gli ostacoli, creare incentivi, e in caso contrario modernizzare i programmi federali per incoraggiare gli investimenti, le pratiche, e le partnership che facilitano una maggiore resistenza agli impatti climatici, comprese quelle associate a condizioni climatiche estreme;

(2) fornire utili strumenti di preparazione del clima e le informazioni utili per gli Stati, le comunità locali, e tribù, anche attraverso la collaborazione tra agenzie, come descritto nella sezione 6 della presente ordinanza, e

(3) in caso contrario sostenere la preparazione di Stato, locali e tribali e la resilienza al cambiamento climatico.

(D) Tramonto. La Task Force deve terminare a non più tardi di 6 mesi dopo aver fornito le sue raccomandazioni.

Sez. 8. Definizioni.

Come utilizzato in questo ordine:

(A) “preparazione” indica le azioni intraprese per pianificare, organizzare, attrezzare, in treno, e di esercitare per costruire, applicare e sostenere le capacità necessarie per prevenire, proteggere, migliorare gli effetti di, rispondere, e recuperare da cambiamenti climatici legati danni alla vita, la salute, i beni, i mezzi di sussistenza, gli ecosistemi e la sicurezza nazionale;

(B) “adattamento” significa messa in sistemi naturali o umani o in previsione di risposta a un ambiente che cambia in un modo che utilizza efficacemente opportunità benefiche o riducono gli effetti negativi, e

(C) “resilienza”: la capacità di anticipare, preparare, e adattarsi alle mutevoli condizioni e resistere, reagire e riprendersi rapidamente da interruzioni.

Sez. 9. Disposizioni generali.

(A) Nessuna disposizione della presente ordinanza è interpretata da compromettere o influenzare altrimenti:

(1) l’autorità concessa dalla legge, per un reparto esecutivo, agenzia, o il capo della stessa, oppure

(2) le funzioni di direttore di OMB relative proposte di bilancio, amministrativa o legislativa.

(B) Tale ordine deve essere attuato in conformità con gli obblighi degli Stati Uniti nel quadro di accordi internazionali e del diritto statunitense applicabile, ed è soggetto alla disponibilità di stanziamenti.

(C) Questo ordine non intende, e non lo fa, crea alcun diritto o beneficio, sostanziale o procedurale, esecutiva per legge o secondo equità da qualsiasi parte contro gli Stati Uniti, i suoi dipartimenti, agenzie o enti, i suoi funzionari, i dipendenti, o agenti, o qualsiasi altra persona.

BARACK OBAMA

Per attuare queste azioni, l’Executive Order istituisce un Council on Climate Preparedness and Resilience composto da più di 25 agenzie federali che dovrà tener conto delle raccomandazioni della State, Local, and Tribal Leaders Task Force on Climate Preparedness and Resilience.Secondo Frances Beinecke , presidente del Natural Resources Defense Council,  «Venendo nel primo anniversario dell’uragano Sandy, l’ordine del presidente non poteva essere più tempestivo. Questo è anche un invito ad agire  ai  governi statali e locali, nonché alle aziende ed ai  privati. Dobbiamo lavorare tutti insieme per affrontare la più grande sfida ambientale del nostro tempo. Come abbiamo imparato tutti,  dalle spiagge battute dalle tempeste del Nord-Est  alle  “bone-dry farms” del sud-ovest, dobbiamo affrontare il cambiamento climatico per il bene delle nostre comunità e dei nostri figli. Il cambiamento climatico non conosce confini, né aspetterà che il nostro Paese risponda».

 


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28 dicembre 2013 6 28 /12 /dicembre /2013 22:15

Il riscaldamento globale e quelli che pagano miliardi per negarlo

Un network di aziende e miliardari legati all'industria dei combustibili fossili, finanzia ogni genere di lavoro s'opponga alla necessità di ferire i loro interessi.

Il nemico è chiunque si batta per la riduzione delle emissioni e per contrastarlo ogni anno quasi un miliardo di dollari finisce nelle tasche di persone che formano un contro-movimento, che prima ha negato il cambiamento climatico e che ora suggerisce di spendere per ripararne i danni.

climate-change-2

QUELLI CONTRO - «Lo chiamo il contro-movimento del cambiamento climatico», così Robert Brulle, autore di una ricerca pubblicata sul Climatic Change, ha spiegato a the Guardian. «Non sono solo un paio d’individui malvagi a far questo. C’è uno sforzo politico di larga scala». Brulle ha setacciato i conti dei think tank statuninitensi, visto che è Washington che detta la linea, e ha scoperto 91 think tank o gruppi dediti all’esercizio negazionista, 80 dei quali registrati come organizzazioni caritatevoli, che negli ultimi 7 anni hanno speso un miliardo di dollari all’anno per opporsi a ogni ipotesi di riduzione delle emissioni.

UN SISTEMA RODATO - In prima fila giganti come l’American Enterprise Institute o la Heritage Foundation, prestigiose istituzioni che ufficialmente «non hanno una posizione sul Climate Change», ma che poi… «Questo è il modo nel quale i ricchi e le corporation traducono il loro potere economico in potere politico e culturale». I prodotti di quanti think tank producono poi a cascata articoli sulle principali testate mondiale e ispirano i loro giornalisti nel seguire e riproporre narrazioni false.

LA MACCHINA DEL FANGO - E quando non bastano le parole, ecco soggetti come lo Heartland Institute, chje si dedica a minare le sessioni dell’ONU sul tema o il Competitive Enterprise Institute, che ha denunciato uno scienziato del clima, Michael Mann, accusandolo di frode scientifica e poi finendo malamente in tribunale. Veri e propri atti criminali finanziati attraverso fondi anonimi da miliardari conservatori come i fratelli Koch o aziende come EXXON Mobil

QUELLI NEUTRALI - Whitney Ball, il president del Donors Trust e di Donors Capital Fund, ha spiegato a The Guadian che la sua organizzazione non mette bocca sui progetti che ricevono fondi. Tuttavia ha detto di poter assicurare ai finanziatori che il loro denaro non andrà mai a a Greepeace o ai «liberali». David Kreutzer, della Heritage Foundation, ha detto che  Brulle ha mescolato scorrettamente il negazionismo climatico con la posizione di chi semplicemente si oppone a misure che ridurrebbero le emissioni: «Crediamo che la CO2 sia un gas ad effetto serra, ci opponiamo a tagli obbligatori delle emissioni». Ma non perché i finanziatori ne sarebbero danneggiati, perché sarebbe un’insopportabile invasione governativa in affari privati, dicono.

NEGANO L’EVIDENZA - La Hoover Institution, invece ha risposto che non non produce lavori sul cambiamento climatico, anche se nella home del suo sito ha proprio un articolo che tratta questi temi. Articolo nel quale si discute di cambiamento climatico e di fraking e nel quale l’autore scrive: «Molti democratici e liberali fanno negazionismo quando s’arriva alla realtà della politica sull’energia e il clima, sostenendo sia la fantascienza che la fantapolitica». La politica vere, la fanno i soldi di quelli che alla Hoover Institution hanno versato 45 milioni di dollari in un anno, gli altri non contano niente.

 

http://www.giornalettismo.com/archives/1279255/il-riscaldamento-globale-e-quelli-che-pagano-miliardi-per-negarlo/


 

 

 

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27 dicembre 2013 5 27 /12 /dicembre /2013 23:00

Quest'anno Resolve per essere pronto campagna si concentra su 'Connection Family' per rafforzare l'importanza dei genitori e dei loro figli nelle conversazioni e di preparazione in anticipo potenziali disastri. Il Pronto campagna fa una risoluzione di preparazione alle emergenze facile da mantenere dalle famiglie che raccomandano di considerare queste tre idee quando si deve fare un piano di emergenza: chi chiamare, dove incontrare e cosa mettere in valigia.

La campagna include strumenti e risorse adeguate all'età, di introdurre conversazioni circa la preparazione alle catastrofi per bambini su www.ready.gov / figli , tra cui un piano di emergenza familiare scaricabile, un kit di emergenza, liste di controllo e le linee guida su come fare la preparazione di una attività di famiglia per tutto l'anno. Scopri i materiali che è possibile utilizzare nella vostra comunità per ottenere famiglie preparate nel 2014.

  • Preparazione dei messaggi social media
  • # Prepared2014 Thunderclap messaggio
  • Bambini pronti servizio pubblico annuncio e di emergenza video di preparazione
  • Modelli di piano di emergenza familiare Scaricabile, kit di emergenza, liste di controllo e fogli disastro fatto per i bambini
  • Facebook foto di copertina, banner, grafica e piazza
  • Ulteriori informazioni su questi strumenti in spagnolo: Propóngase estar listo en el año 2014
Tuono da DE-DE Group, LLC

Circa la metà di tutti gli americani fanno risoluzioni del nuovo anno. Nel 2014, la FEMA e il Consiglio annunci sono incoraggianti e ritengono di risolverequesti dubbi, per essere pronti per eventuali emergenze impegnandosi a fare la preparazione di una attività di famiglia per tutto l'anno.

Abbiamo arruolato la piattaforma' Rombo di Tuono'  per raggiungere quante più persone possibile con il messaggio # Prepared2014. Vi preghiamo di aiutarci aggiungendo il vostro sostegno e la promozione # Prepared2014 alle vostre comunità di social media.

Ecco come fare:

  • Iscriviti alla nostra Thunderclap con un messaggio e condividi la risoluzione del nuovo anno di preparazione con i tuoi seguaci. Come funziona Rombo di Tuono? Una volta che ti iscrivi, Rombo di Tuono sincronizzerà i tuoi account di social media per rilasciare un messaggio automatico di Facebook, Tweet o entrambi gennaio, 1, 2014 12:30 ricordando ai vostri amici e seguaci di fare un piano di emergenza familiare.
  • Utilizzare # Prepared2014 nella tua messaggistica social media in tutto 2014 per ricordare amici e seguaci di essere preparati per le emergenze tutto l'anno.
  • Condividi la messaggistica di preparazione dal Pronto Facebook e Twitter feed.

TWITTER

  •  non è un piano di emergenza. Decido di assicurarsi che la mia famiglia è # Prepared2014 . (Iscriviti per avere questo messaggio inviato automaticamente ai seguaci e amici sul Capodanno)
  • Dov'è la tua famiglia luogo di incontro durante un'emergenza? Fare un piano: www.ready.gov / figli / make-a-plan # Prepared2014
  • . Assicurati che la tua famiglia ha un piano di emergenza: www.ready.gov / kids # Prepared2014 [Includi allega un'immagine]
  • Chi chiamare. Dove incontrare. Cosa mettere in valigia. Decidono di fare un piano di emergenza familiare questo nuovo anno. Sii # Prepared2014 [inserire Resolve per essere pronti Foto]
  • Se il piano di emergenza prevede il volo dalla sede dei pantaloni, è il momento di ripensare:www.ready.gov/prepared2014 # Prepared2014
  • Chi chiamare. Dove incontrare. Cosa mettere in valigia. Fare un piano di emergenza familiare questo nuovo anno. Be # Prepared2014

Una semplice precauzione per quale disastro incombente?

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27 dicembre 2013 5 27 /12 /dicembre /2013 22:56

Dopo Capodanno, fino al 4 Gennaio 2014 è prevedibile un aumento dell’attività meteorica o, adirittura, di una pioggia di meteore.I telegiornali di oggi hanno dato notizia che ISON si è frantumata ed è scomparsa. O quasi.

Per poter rispondere al quesito occorrerebbe prima conoscere se Ison stia percorrendo l’orbita prestabilita, calcolata dagli Enti ufficiali preposti ( Jpl e Mpc ) oppure, a causa della “trasformazione” assunta durante la fase di post-perielio, stia percorrendo un’orbita differente.

La questione é resa piu’ complicata se si prova a comparare la lettura dei dati sia nel sito Jpl che nel sito Mpc; infatti l’orbita calcolata dal Jpl ( http://ssd.jpl.nasa.gov/sbdb.cgi?sstr=ison;orb=0;cov=0;log=0;cad=1#cad )presenta una eccentricità (e) = 1.000201003833968, mentre l’orbita calcolata da MPC ( http://www.minorplanetcenter.net/mpec/K13/K13W16.html ) presenta una eccentricità (e) = 0.9999947.

Questa differenza di calcolo orbitale, tra i due Enti ufficiali, é molto importante perché evidenza una semplice, ma chiara, constatazione é cioè che, secondo Mpc, la nuvola di detriti di Ison presenta un’orbita non Iperbolica ( e<1 ); mentre per Jpl la stessa nuvola di detriti presenta un’orbita Iperbolica ( e>1 ).

In pratica il Jpl ha mantenuto il calcolo di un’orbita Iperbolica ( e>1 ), anche dopo la fase di perielio ( il 29 novembre ), ma questo é molto “singolare” perché Ison ha subito un evento drammatico, durante questa fase; il nucleo risultava pluri frammentato, mentre la coda si presentava sotto forma di nube allungata.

Cio’ significa che Ison non si é disintegrata, come invece avevano confermato alcune fonti autorevoli, ma si era risolta in un cloud molto esteso.

Il cambiamento di morfologia in Ison ha senz’altro influito anche sul suo cambiamento orbitale, non a caso nel sito Mpc, Ison presenta un assetto orbitale simile a quello asteroidale e piu’ precisamente della famiglia degli asteroidi Atens (e<1 ).

Praticamente, secondo Tisserand parameter,  il limite che distingue la classe degli asteroidi Atens ( e<1 ) dagli asteroidi Apollo ( e>1) é molto sottile ma ben definito.

Questo supporta ulteriormente il fatto che Ison rientri nella categoria dei Neo, o asteroide pluri – frammentato; infatti se il suo nucleo non presenta piu’ un degasamento si puo’ considerare una “cometa” estinta.

Esiste il fondato sospetto che le ”comete estinte” sono presenti nella “popolazione” degli oggetti vicini alla Terra (NEO) e si trovino, generalmente, su orbite che dovrebbero appartenere invece a quelle delle comete.

Dal momento che non si nota attività su di loro, questi sono considerati “asteroidi”.

Nel seguente grafico, aggiornato alla data 13 Dicembre 2013, é ben descritta la separazione orbitale nella popolazione delle differenti categorie: Neo’s / Comete; Ison rientra sotto il limite di ( e<1 ) e quindi compare nella popolazione Atens ( colore rosso ).

NEOS / COMETS 2013 DIAGRAM

La frammentazione del nucleo di ISON puo’ causare un forte rallentamento; il suo cloud potrebbe raggiungere il perigeo con la Terra con una settimana di ritardo, quindi non il 26 Dicembre, ma bensi il 2 Gennaio 2014.

 

 

 


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14 dicembre 2013 6 14 /12 /dicembre /2013 22:31

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 Dopo che la Cina ha fatto sapere cosa intende per sua zona di identificazione di difesa aerea (ADIZ) nel Mare Cinese Orientale, che per una gran parte si sovrappone alla distesa di territorio che anche il Giappone rivendica, i media giapponesi, come scrive The Japan Times , hanno reagito drammaticamente ipotizzando subito i vari scenari di ripresa delle ostilità. Da domenica scorsa i quotidiani giapponesi scrivono sulla "guerra cino-giapponese che comincerà a gennaio (Mainichi) o "simulazioni di guerra alle isole Senkaku" (Flash) e il nazionalismo si riaccende.

Da quale parte, si chiede Shukan Gendai minacciosamente , arriverà una provocazione che farà sparare il primo colpo ? Il gioco del pollo schiacciato tra due grandi superpotenze è cominciato.

Cinque su nove settimanali usciti tra lunedì e martedì scorso parlavano di possibili scenari di guerra.

Per primo guardiamo i titoli di “Flash” del 17 dicembre, che simula gli scenari di una guerra sulle isole Senkaku " intervistando Mamoru Sato , un ex generale della Difesa aerea giapponese. Lo scenario che racconta "Flash" ha gli stessi toni tesi dei dialoghi di un thriller di Tom Clancy: In una giornata di agosto 2014, un addetto ai radar fa “decollare urgentemente” una pattuglia di F - 15J fino a 65.000 piedi per intercettare un aereo sospetto intruso che arriva da nord.

Domenica Mainichi (15 dic.) ha pubblicato un articolo intitolato "La guerra cino-giapponese comincia a gennaio." Il giornalista politico Takao Toshikawa racconta alla rivista che la chiave di tutto quello che succederà da qui in poi dipende solo dall'economia cinese.

"La situazione economica in Cina è piuttosto critica in questo momento, e dall'inizio del prossimo anno è destinata a peggiorare", dice Toshikawa. " Il boom immobiliare è stato seguito da un crollo totale e le disparità economiche tra le regioni costiere e quelle dell'interno continuano ad aumentare. Non vedo segnali dal Comitato Centrale del partito che possano risolvere queste questioni. "

Una fonte diplomatica anonima ha anche prospettato l’ipotesi che i cinesi potrebbe benissimo scatenare un incidente "Accidentally on Purpose": "Mi preoccupa la possibilità che potrebbero costringere all'atterraggio un aereo civile e prendere i passeggeri in ostaggio".

In un articolo che sembra essere il "peggior caso di simulazione" l'autore Osamu Eya ha ipotizzato su Shukan Asahi Geino (12 dic.) che i cinesi potrebbero sparare sulle superpetroliere dirette in Giappone.

"Il Giappone dipende completamente dal petrolio e da altre risorse materiali che arrivano via mare ", ha detto Eya . "Se la Cina dovesse colpire le navi, nessuno scenario potrebbe essere peggiore."

In una battaglia aerea sopra le isole Senkaku, continua l'articolo di Geino, la superiorità delle comunicazioni radar sarebbe un fattore chiave per determinarne l'esito. Le forze giapponesi hanno cinque stazioni radar fisse a Kyushu e quattro in Okinawa. La Cina certamente le colpirebbe per prime e questo significherebbe che tutte le comunità circostanti diverrebbero facilmente più vulnerabili.

Una domanda che sembra aleggaire ovunque, l'esercito USA si farà coinvolgere?

Shukan Gendai (14 dic.) ha ipotizzato che il leader cinese Xi Jinping potrebbe ordinare di abbattere un aereo civile giapponese, con il risultato che una portaerei della US Navy potrebbe venire in aiuto del Giappone e mandare i suoi soldati a vedersela con i cinesi .

"A differenza del Giappone, l'esercito americano risponderebbe immediatamente a una minaccia di blocco-radar, abbattendo gli aerei cinesi " - dice l'analista militare Mitsuhiro Sera. "Naturalmente sarebbe un aereo di passaggio, considerato ostile. Comunque gli sparerebbero anche se questo dovesse rischiare di screditare l'amministrazione Obama."

Con la creazione del Consiglio di Sicurezza Nazionale del Giappone il 4 dicembre, il patto di solidarietà Giappone-Usa è "entrato in una nuova era"- ha detto una fonte diplomatica anonima a Shukan Gendai. "Se si verificasse uno scontro tra Stati Uniti e Cina, sarebbe naturale che le Forze di Auto-Difesa (giapponesi) offrano il loro appoggio logistico. Come è stato confermato nella riunione “ 2+2” del il 3 ottobre."

"La Cina è intenzionata a strappare al Giappone le isole Senkaku, e se il Giappone invierà le sue forze di autodifesa, la Cina risponderà con forze navali e aeree " ha predetto Saburo Takai su Flash. "Nel caso di un'incursione di forze irregolari, sarebbe più difficile coinvolgere gli USA. Il Ministero degli Affari Esteri giapponese presenterebbe le sue proteste per via diplomatica, ma la Cina potrebbe considerare la sua occupazione come un fatto ormai compiuto.

"La Cina teme un confronto militare diretto con gli Stati Uniti, " - aggiunge Takai - "Pochi giorni fa, due B-52 americani hanno sorvolato la zona ADIZ rivendicata dalla Cina, ma gli aerei non avevano nessun motivo per transitare in quella zona. Suppongo che i cinesi abbiano seguito le tracce dei voli sul radar, ma i B- 52 hanno una funzione speciale di rilevamento elettronico che può identificare frequenze radar, lunghezza d'onda e fonte dei segnali. Questi voli sono in grado di mettere a nudo i sistemi di difesa aerea della Cina, tanto che colpisce davvero che i cinesi, a casa loro, non possano mostrare tutta la loro potenza militare. "

Da quale parte- si chiede Shukan Gendai - scatterà la provocazione che farà sparare il primo colpo? Il gioco del pollo schiacciato tra due grandi superpotenze sta per iniziare.

Fonte: http://www.zerohedge.com
Link: http://www.zerohedge.com/news/2013-12-08/japan-press-china-japan-war-break-out-january
8.12.2013

DI TYLER DURDEN
zerohedge.com

 

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11 dicembre 2013 3 11 /12 /dicembre /2013 22:17

La fratturazione idraulica, spesso denominata con i termini inglesi fracking o hydrofracking, è lo sfruttamento della pressione di un fluido, in genere acqua, per creare e poi propagare una frattura in uno strato roccioso. La fratturazione, detta in inglese frack job (o frac job), viene eseguita dopo una trivellazione entro una formazione di roccia contenente idrocarburi, per aumentarne la permeabilità al fine di migliorare la produzione del petrolio o del gas da argille contenuti nel giacimento e incrementarne il tasso di recupero.

Le fratture idrauliche possono essere sia naturali che create dall'uomo; esse vengono create e allargate dalla pressione del fluido contenuto nella frattura. Le fratture idrauliche naturali più comuni sono i dicchi e i filoni-strato, oltre alle fessurazioni causate dal ghiaccio nei climi freddi. Quelle create dall'uomo vengono indotte in profondità in ben precisi strati di roccia all'interno dei giacimenti di petrolio e gas, estese pompando fluido sotto pressione e poi mantenute aperte introducendo sabbia, ghiaia, granuli di ceramica come riempitivo permeabile; in questo modo le rocce non possono richiudersi quando la pressione dell'acqua viene meno.Dimostrata una relazione tra fracking e terremoti in Texas

Uno studio della South Methodist University correla 50 terremoti avvenuti tra il 2009 e il 2010 con l’inizio delle attività di fracking nell’area a Nord di Dallas nel 2005, in una zona che prima non aveva mai registrato attività sismiche.Se ce fosse bisogno, dal Texas arriva un ulteriore conferma del legame tra fracking e attività sismica dopo analoghi studi effettuati in Ohio, New Mexico e Colorado.


La South Methodist University ha analizzato circa 50 terremoti di piccola magnitudo (ma percepiti dalla popolazione) avvenuti tra il 2009 e il 2010 non lontano da Dallas in prossimità di pozzi di ri-iniezionedelle acque di scarto usate per il fracking. Un singolo pozzo di ri-inieizione può ricevere circa 300000 barili al mese di acqua salata di scarto.

Prima del 2008 in questa zona non c’era mai stata attività sismica e questo fa propendere i ricercatori ha pensare che sia stato proprio il fracking a indurre i terremoti.

Il ritardo di quattro anni tra l’inizio dell’attività petrolifera e il movimento delle faglie viene spiegato con un modello probabilistico: la presenza di acqua salata iniettata a forza nelle faglie crea una sorta di lubrificante tra gli strati di roccia che rende più probabile i movimenti tettonici quando venga applicata una forza appropriata.

Questo può accadere anche anni o decenni dopo, visto che la geologia ha i suoi tempi, che sono un po’ diversi da quelli della quotidinatià. L’USGS ha rilevato una significativa crescita dell’attività sismica nel sud degli Stati Uniti.

Questo al momento non fermerà di certo le attività di trivellazione, perchè le correlazioni trovate dagli scienziati non rappresentano ancora una “prova” nel senso forense del termine. Anche se agli scienziati e agli amministratori locali non sembra una buona idea continuare a bucherellare il territorio intorno alle città di Dallas e Fort Worth, molto probabilmente tutto continuerà come prima finché “non ci scapperà il morto”.

Papa Francesco no fracking

Lunedì 11 novembre il Santo Padre ha posato – in Vaticano – mostrando diverse T-shirt “ambientaliste”. Alcune riportavano gli slogan “L’acqua vale più dell’oro” e “No al fracking”. È di qualche giorno fa la notizia – riportata sul quotidiano La Stampa – che Papa Francesco ha chiesto a un gruppo di esperti di lavorare a un testo sulla difesa dell’ambiente, tema che occuperà una parte importante della seconda enciclica del suo Pontificato.



Fonte: http://www.ecoblog.it/post/118919/dimostrata-una-relazione-tra-fracking-e-terremoti-in-texas
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30 novembre 2013 6 30 /11 /novembre /2013 22:22
La cometa Ison è distrutta? A quanto pare, no. E a destare nuove preoccupazioni sono le spiegazioni che ne derivano da esperti che studiano queste comete, in particolare la cometa Ison. Il video che vi presentiamo è una intervista fatta al Dr. Gareth Williams un astronomo che asserisce che la Cometa ISON potrebbe avvicinarsi “pericolosamente” alla Terra. Rammentiamo che Gareth Williams è uno scienziato che lavora con il Minor Planet Center, è responsabile di tenere traccia degli asteroidi, comete e satelliti naturali. Ultimamente è stato intervistato insieme al suo collega Dr. Karl Battams nella trasmissione di National Geographic che è andata in onda il 27 novembre 2013, alle ore 10:00 e in questa intervista Gareth ha confermato la sua teoria che riguardano alcuni modelli dell’orbita della cometa ISON che potrebbe colpire la Terra.


”ISON, dichiara l’astrono a National Geographic, è una cometa che presenta delle orbite insolite e dopo l’uscita indenne dal Sole, mostra un nuovo percorso. La sua massa è della dimensione di una città!”
Gareth Williams è un astronomo e lavora presso il Minor Planet Center, dove ha presentato i suoi risultati delle ricerche su orbite degli oggetti spaziali che potrebbero rappresentare un pericolo per la Terra e ha cominciato a osservare ISON nel dicembre 2011, un anno prima della sua scoperta! Nella sua intervista, che potete ascoltare nel video sotto, dice che alcuni calcoli dell’orbita, terminano con ISON che colpisce la Terra.
Se alcuni modelli delle orbite di ISON mostrano la possibilità che questa possa colpire la Terra, spiegherebbe alcune delle incongruenze della NASA, le immagini mancanti e i preparativi del governo per qualche disastro enorme sconosciuto. [fonte]

Peace! According to Beforeitsnews reporter Susan Duclos in this linked story and expert Gareth Williams in this video, there is no guarantee that Comet ISON will NOT strike Earth. In fact, he says, Comet ISON may come dangerously close to striking planet Earth. Facts or fear porn? You be the judge! Story at http://b4in.info/rPmv

FBI WARNING
Federal law allows citizens to reproduce, distribute or exhibit portions of copyright motion pictures, video tapes, or video disks under certain circumstances without authorization of the copyright holder. This infringement of copyright is called FAIR USE......and is allowed for purposes of criticism, news reporting, teaching and parody.


NASA: Comet ISON May Have SurvivedINAF: Comet ISON is goneBrutte notizie per chi aspettava un Natale con la cometa. La tanto attesa ISON non è più riapparsa al termine del suo passaggio ravvicinato dietro al Sole. Non c'è più traccia (o almeno sembra) né della coda né del nucleo. Ison, composta da ghiaccio e detriti, è passata ad appena 1,2 milioni di chilometri dalla superficie solare, ad una temperatura di circa 5.000 gradi ed è sparita.


LA CRONOSTORIA del PERIELIO
Giornata decisamente movimentata, quella di ieri, per la cometa ISON: le ore di maggior tensione sono iniziate intorno alle 12:45 UT quando la cometa era ormai prossima al perielio e dalle sonde in orbita intorno al Sole arrivavano le ultime immagini.
La ISON, dopo un'attività improvvisa che aveva risollevato gli animi, aveva manifestato, tra il 21 e il 23, novembre un cambiamento importante: la produzione molecolare era scesa drasticamente, mentre era aumentata esponenzialmente la produzione di polveri, lasciando ipotizzare una completa rottura del nucleo. Le aspettative erano state decisamente ridimensionate. Ma nonostante questo, quando la ISON è sparita dietro il coronografo della sonda SOHO, che occulta il disco solare, è aumentata l'apprensione e in rete è iniziato un concitato tam tam di notizie.




Nelle ultime immagini SOHO LASCO C2 e C3, la cometa sembrava essere lentamente sbiadita. Alle 18:25 UT ha raggiunto il perielio. Tra tutti gli scatti un dettaglio aveva suscitato qualche perplessità: un punto della traiettoria della ISON appariva più luminoso, lasciando ipotizzare una disintegrazione del nucleo.


Ci si aspettava, quindi, di riuscire a seguire la corsa della ISON con le immagini SDO ma così non è stato e nelle foto, della cometa nessuna traccia. Comunque, se sopravvissuta, sarebbe dovuta sbucare di nuovo dal coronografo della sonda SOHO ma i minuti passavano senza alcun segno e tutti pensavamo che la ISON fosse stata inghiottita dal Sole
Ma quando ormai, l'avevamo data per spacciata, ecco i primi segnali comparire nei scatti SOHO LASCO C2.


Inizialmente, non è stato dato troppo peso a quella leggera scia perché spesso uno sbuffo di polvere è tutto ciò che resta di una cometa Sungrazer inghiottita dal Sole.





La cometa ISON è sopravvissuta al perielio o almeno lo è una parte.
Ora, ci sono diversi scenari ancora da valutare:
- il nucleo della ISON potrebbe essersi frammentato in tanti piccoli pezzi e questi mini-nuclei continuano a sublimare, lasciando una coda più diffusa. La cometa potrebbe quindi esistere ancora per giorni o settimane prima di scomparire
- la cometa ISON era formata per la maggior parte da particelle di polvere che sono state annientate dall'intenso calore del Sole
- potremmo non avere una chiara percezione dell'attuale struttura della cometa a causa della visuale
- stiamo assistendo a qualcosa di nuovo, mai osservato prima

Ci vorranno almeno un paio di giorni per analizzare i dati e capire se questa bizzarra cometa si sta prendendo gioco di noi. Ancora un po' di pazienza.

 [fonte]
        
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27 novembre 2013 3 27 /11 /novembre /2013 22:42

 Il Vesuvio è un vulcano monitorato 24/24. Ci sono molti segnali che possono indicare il risveglio del vulcano, e quindi la messa in allerta della popolazione.Una eruzione futura del Vesuvio è più probabile di quanto tutti gli italiani pensino.
La storia eruttiva del Vesuvio è ben conosciuta, e tutti gli studi portano a supporre che prima o poi (purtroppo non è prevedibile quando), il Vesuvio erutterà di nuovo, più o meno violentemente.
Un altro fatto che molti non conoscono, è che nella zona di Napoli non c'è solo il complesso del Somma-Vesuvio, ma ci sono anche i Campi Flegrei, che sono quello che rimane di un enorme vulcano che dopo un'eruzione fortissima avvenuta 20.000 anni fa, è sprofondato dentro la sua camera magmatica, formando la particolare struttura chiamata Caldera, ben visibile dalle foto aereeGli studi sul rischio Vesuvio si moltiplicano ma nessuno riesce a dare un vero allarme, con date e previsioni accurate. E’ quanto si evince da uno studio Made in USA che vuole il Vesuvio esplodere ed in 15 minuti portare alla completa devastazione di tutto il golfo di Napoli, inghiottendo qualsiasi cosa si possa trovare avanti la sua violenza eruttiva. Nell’articolo de Ilfattovesuviano.it si parla dello studio dell’ingegnere Dobran che minuziosamente approfondisce le conseguenze di quella che potrebbe essere una delle peggiori eruzione della storia del vulcano campano.

Di tutti gli allarmi lanciati negli ultimi anni sul rischio Vesuvio, quello più terrificante giunge da Flavio Dobran, esperto di vulcani e docente della New York University. “Il Vesuvio che “dorme” dal 1944 esploderà con una potenza mai vista ed in appena quattro minuti inghiottirà già 5 o 6 Comuni della zona rossa”. È quanto afferma l’ingegnere fluidodinamico nella sua ultima relazione che ricalca, e rende ancora più tremenda, rispetto a quella dello scorso anno in cui gli orizzonti per gli abitanti del Vesuviano non erano già affatto buoni. “Una colonna di gas, cenere e lapilli si innalzerà per duemila metri sopra il cratere – dice l’esperto – Valanghe di fuoco rotoleranno sui fianchi del vulcano alla velocità di 100 metri al secondo con una temperatura di 1.000 gradi centigradi, distruggendo l’intero paesaggio in un raggio di sette chilometri, spazzando via strade e case, bruciando alberi, asfissiando animali, uccidendo forse un milione di esseri umani in appena 15 minuti”.

Si tratta di un’ipotesi documentata, frutto di studi approfonditi con la sola incognita della data in cui tutto ciò si verificherà: “Questo purtroppo non possiamo prevederlo - precisa il professor Dobran - Certo non sarà tra due settimane, però sappiamo con certezza che il momento del grande botto arriverà. La conferma viene dalla storia: le eruzioni su larga scala arrivano una volta ogni millennio. Quelle su media scala una volta ogni 4-5 secoli. Quelle su piccola scala ogni 30 anni. Ebbene, l’ultima gigantesca eruzione su larga scala è quella descritta da Plinio il Vecchio: quella che il 24 agosto del 79 dopo Cristo distrusse Ercolano e Pompei uccidendo più di duemila persone”.

Dobran ha progettato un simulatore vulcanico globale: si tratta di un modello informatico in grado di ricostruire le passate eruzioni dei vari vulcani, e quindi anche del Vesuvio, per descrivere quelle future. “Il simulatore vulcanico globale – continua il vulcanologo – dopo aver analizzato i dati, ha disegnato uno scenario infernale: appena 20 secondi dopo l’esplosione il fungo di gas e ceneri incandescenti ha già raggiunto i 3mila metri di altezza, da dove collassa lungo i fianchi del cono. Un minuto dopo, la valanga ardente si trova già a due chilometri dal cratere. In tre minuti ha già raggiunto Ottaviano, Somma Vesuviana e Boscoreale. In quattro minuti sono spacciate Torre del Greco ed Ercolano. Sessanta secondi dopo è la volta di Torre Annunziata“.
 
 
Sotto il Vesuvio e i Campi Flegrei c'è una camera magmatica immensa, di circa 50 km3, che si sta riempiendo piano piano di magma.
Ora, il tipo di eruzione di un vulcano, dipende dal tipo di magma che si trova al suo interno.
Il Vesuvio alterna eruzioni di tipo stromboliano/vulcaniano, ovvero colate di lava, fontanamenti di lava, lancio di balistici (palle di magma solidificato), ad eruzioni di tipo pliniano/subpliniano, con formazione di una nube eruttiva e di colate piroclastiche.

Gli eventi pliniani, come quello di Pompei per intenderci, si sono susseguiti sempre più frequentemente nella storia del Vesuvio, ovvero sono passati sempre meno anni da un evento pliniano all'altro.

http://www.ov.ingv.it/volcanology/vesuvi…

L'ultimo evento di questo tipo è una subpliniana, ed è avvenuta nel 1693.

I vulcanologi hanno stabilito che, nella peggiore dell'ipotesi, se il Vesuvio dovesse riprendere la sua attività, l'eruzione più pericolosa che potrebbe fare è di tipo subpliniano.

Le zone attorno al vesuvio, sono state classificate in base al rischio che corrono nell'eventualità di un'eruzione.

Le zone più vicine alla sommità del vulcano, sono quelle che potranno essere interessate dalle colate di lava.
Tutte le sone in un raggio di vari chilometri, saranno invece interessate dalla caduta di cenere e pomici, che possono causare crolli di tetti, difficoltà respiratorie.
C'è poi la zona rossa, che è quella a rischio maggiore, ovvero quella interessata dalle colate piroclastiche, ovvero flussi di materiale incandescente, a velocità di 300 chilometri orari, che portano con sè, blocchi, alberi, e non lasciano nulla sul loro cammino,
E' stato stimato che una colata piroclastica impiega 5 MINUTI ad arrivare dalla sommità del vulcano al mare.

E' quindi molto importante la prevenzione, e lo studio dei fenomeni vulcanici.
Non si può prevedere il giorno e l'ora, ma si può capire quando potrà iniziare a risvegliarsi, e a far evacuare la gente.
 
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27 novembre 2013 3 27 /11 /novembre /2013 22:15
   Quando le causalità diventano sempre più alte, non dovremmo parlare di eventi isolati e ''normali''. Meteoriti che sfrecciano nei nostri cieli, che illuminano a giorno la notte, boati in grado di rompere  i vetri...oppure nella peggiore dele ipotesi, un cratere in grado di essere provocato da un meteorite;  In serata, intorno alle ore 20.30, una grande palla di fuoco ha attraversato i cieli del Sud per più di 10 secondi, avvistata da migliaia di persone in modo particolare nelle zone Joniche da dove abbiamo avuto centinaia di segnalazioni da Calabria e Sicilia. Catanzaro, Reggio Calabria, Messina, Catania, Siracusa, Ragusa: sono queste solo alcune delle città da cui la meteora è stata avvistata, ovunque con le stesse fattezze, di colore verde  ntenso e ha illuminato il cielo quasi a giorno. Nel catanese qualcuno ha addirittura avvertito un forte boato. E’ stato senza ombra di dubbio l’ennesimo bolide, definito scientificamente meteoroide o meteora, è un frammento di roccia delle dimensioni di un piccolo sasso, che entra nella nostra atmosfera a velocità molto elevata, che in talune circostanze può arrivare a superare i 260.000 Km/h. La visione di questi corpi è caratterizzata da una palla di fuoco che cade velocemente dal cielo, lasciando dietro di sè una scia di luce della durata di qualche secondo. Questi bolidi possono assumere varie colorazioni: dal bianco al rosso, dal verde all’arancione.

BolideIn alcune circostanze possono addirittura esplodere, dando vita a lampi di luce spettacolari (denominati flare) e/o cambiare colorazione, originando uno spettacolo memorabile per i fortunati osservatori, proprio come è accaduto stasera nel mar Jonio. Questi fenomeni infatti non possono essere previsti, ed essendo imprevedibili hanno spesso osservatori del tutto occasionali. Ci sono inoltre circostanze molto rare dove i bolidi producono anche un boato dovuto all’esplosione, simile ad un tuono lontano. Meteore poco luminose possono essere osservate in qualsiasi notte dell’anno, a patto di essere in luoghi bui e lontani da inquinamento luminoso. La scia si rende visibile in quanto l’attrito con le molecole dell’aria li riscalda sino all’incandescenza, generando luce. Bruciano generalmente ad una quota di 80 Km nella nostra Ionosfera e quando assumono una luminosità molto elevata si definiscono “bolidi”, un termine utilizzato comunemente dagli appassionati ma non accettato dalla comunità scientifica, la quale non classifica questi oggetti a seconda della loro luminosità.

bolideNon tutte le meteore sono associate a veri e propri sciami, ed in questo caso si parla di meteore sporadiche, granelli di polvere casuale che orbitano nel sistema solare intorno al Sole, e che in modo imprevedibile possono finire sul cammino del nostro pianeta. Eppure, gran parte dei meteoroidi che raggiungono il suolo, e che quindi prendono la denominazione di meteoriti, appartengono proprio a questa categoria. Probabilmente questo accade in quanto questi frammenti appartenevano ad asteroidi ormai disgregati, mentre gli sciami rappresentano i resti di antiche comete periodiche che viaggiano lungo il nostro Sistema Solare. Ogni giorno l’atmosfera della Terra riceve milgiaia di corpi rocciosi, delle dimensioni di granelli di sabbia e rocce un pò più grandi, che vengono attratte dall’attrazione gravitazionale terrestre. Affinchè si possa tracciare un quadro più completo, è necessario fornire alcune indicazioni di base, come la data precisa e l’ora, la località e la luminosità dell’evento, la traiettoria, la morfologia, il colore, la durata, la persistenza dell’eventuale scia, eventuali flare o boati uditi. L’osservazione di grandi bolidi andrebbe sempre riferita a centri di raccolta o ai gruppi astrofili più vicini, in modo da fornire elementi preziosi per il loro studio.   

 

E non sono solo casi isolati e rari:

Enorme meteorite esplode nei cieli della Crimea – il video

 

Alle 03:50 del 21 Novembre 2013,  il cielo sopra il Mar Nero in Crimea, si è illuminato dopo che un corpo cosmico sconosciuto è esploso a contatto con l’atmosfera. Il filmato che vi mostriamo è una raccolta di video registrati in Crimea dalle videocamere di sorveglianza. Uno dei fotogrammi presi da una videocamera a bordo di una automobile, mostra il forte bagliore della meteorite che secondo gli scienziati doveva avere un peso inferiore a 100 tonnellate.

 

La minaccia dei meteoriti, infatti, potrebbe essere maggiore del previsto e per questo servono più studi e programmi di sorveglianza: è quanto mostrano i dati relativi a origine, traiettoria e potenza del meteorite che nel febbraio scorso è esploso sulla città russa di Chelyabinsk. 

I nuovi dati, contenuti in tre studi pubblicati contemporaneamente da Nature & Science, suonano come un campanello di allarme e costringono a rivedere i modelli teorici sulla probabilità di impatto dei meteoriti sulla Terra. Secondo gli autori il numero di oggetti con diametro superiore ai 10 metri potrebbe essere dieci volte maggiore di quanto si pensi. Le analisi sono state coordinate da Jiri Borovicka dell'Accademia delle Scienze Ceca, Peter Brown dell'università canadese Western Ontario e Olga Popova dell'Accademia di Scienze Russa. L'asteroide di Chelyabinsk, è stato il maggiore impatto noto di questo tipo, da Tunguska del 1908.
Poichè si è verificato in una zona molto popolata e in un periodo in cui telefoni cellulari e videocamere sono all'ordine del giorno è stata un'occasione unica che ha permesso di raccogliere una quantità di informazioni senza precedenti sull'evento. «Finora la fisica della caduta dei meteoriti è stata solo teorica, per la prima volta un evento di questo tipo è stato ripreso in diretta da moltissime persone e da più angolazioni» spiega Ettore Perozzi responsabile delle operazioni del Centro Neo (Near Earth Object) dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). I dati prodotti, ha aggiunto, «sono migliori dei test che si possono fare in laboratorio e ci permettono di compiere un grosso balzo di conoscenza su questi eventi». Dalle informazioni raccolte è stato calcolato che l'onda d'urto della detonazione si è formata a un'altezza di circa 90 chilometri. La palla di fuoco è diventata più luminosa e calda a una altitudine di 30 chilometri quando l'oggetto si è frantumato. L'asteroide era una condrite ordinaria e aveva un diametro di 19,8 metri. Quando è esploso, l'oggetto viaggiava alla velocità di circa 18,6 chilometri al secondo. L'energia dell'evento è stata equivalente a un'esplosione di circa 500 kilotoni (circa 30 volte la bomba che distrusse Hiroshima). Un parte della comunità scientifica è però perplessa: «dire che il numero oggetti con diametro superiore ai 10 metri potrebbe essere dieci volte maggiore di quanto si pensi mi lascia un pò perplesso, è un dato che va certificato attentamente» osserva Andrea Milani, dell'università di Pisa e responsabile del gruppo NeoDyS, specializzato nel calcolare le orbite degli asteroidi più vicini alla Terra.

 

fonte   fonte   fonte

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25 novembre 2013 1 25 /11 /novembre /2013 22:45

 Incredibile articolo di David Archibald, uno dei primi studiosi solari ad aver creduto che questo minimo solare era davvero qualcosa di importante.
L' anno scorso, 2012: calcoli e somiglianze con quanto accade nel 2013
Il massimo per Hathaway è di 64. Ma probabilmente la migliore stima è di 48, come durante i minimi 5 e 6 (Minimo di Dalton). Abbiamo ancora 4 anni circa prima del massimo, quindi c’è tempo affinchè l’attività solare cresca, come si vede anche dal flusso solare che è a 75, indicando una linea molto piatta di crescita.
La forma è sbagliata
I cicli deboli sono simmetrici. E questo, essendo un ciclo debole, avrà un declino che sarà lungo come la fase di ascesa. Il Dr. Hathaway pensa che la transizione tra ciclo 24 e 25 sia nel 2020, invece sarà nel 2022.
L’anno del massimo è sbagliato
Per il Dr.Hathaway il massimo sarà nel 2013. Ma esso sarà nel 2015 come preanunciato dall’intensità della corona verde del sole, quindi a metà strada del ciclo solare di 12 anni partito a dicembre 2008.
Sulla base del tasso che il Dr.Hathaway si sta pian piano avvicinando alla previsione finale corretta, stimiamo che finalmente egli la inquadrerà con precisione nel 2012!
Infine vorrei fare una previsione basata sul pensiero diuno studio di qualcuno che è ancora rimasto inedito, e cioè che NON VI SARA’ UN INVERSIONE DEI POLI MAGNETICI DURANTE IL PROSSIMO MASSIMO SOLARE! ( che tradotto, significa, Maunder like minimum!)

Col senno di poi, il cico 24 sarebbe dovuto esser stato previsto già alcuni decenni fa, in quello che noi conosciamo come  ciclo di Vries. Quest’ultimo è un ciclo di 210 anni, e l’ultimo fu nel 1798, quando iniziò il minimo di Dalton. E questo ciclo è iniziato prorpio 210 anni esatti. Negli ultimi 2000 anni, l’unica volta che il ciclo di Vries saltò, era durante il periodo caldo medievale. Quindi c’è una correlazione del 90%!
Poi Archibald parla della teoria di Svensmark sul rapporto della crescita dei neutroni e della copertura nuvolosa, proponendoci questo eloquente grafico:
E da qui prende spunto per parlare senza mezzi termini del Global Cooling che ci attende…secondo Archibald infatti, che cita anche i lavori sulla Drias recente di Brauer et al :
ci attendono 21 inverni via via sempre più freddi per l’emisfero nord, ed afferma: ” 3 ci sono già stati, quindi ne rimangono 18, al termine dei quali, il clima shifetrà verso un irreversibile cabiamento votato al gelo, e tutto questo, accadrà entro pochissimo tempo (un anno). Come dicono anche Brauer e coll., fondamentale sarà il feedback negativo a causa del ghiaccio marino…”
Io non so se Archibald ci beccherà o meno, al momento posso solo dire che anni fa quando ancora la Nasa prevedeva che il ciclo 24 sarebbe stato il più forte della storia, lui già diceva che invece sarebbe stato molto debole. Oggi, che il tempo gli sta dando sicuramente ragione, osa spingersi oltre, molto oltre…non so se avete capito, ma il ricercatore parla proprio di una prolungata fase di quiescenza solare (Maunder?) a cui potrebbe seguire non solo una “semplice” peg, ma addirittura una nuova Drias recente!se questo trend di minimo solare dovesse continuare avremo influenze tropicali sempre meno frequenti e sempre più l’atlantico influenzerà le nostre stagioni portando a consistenti nevicate su mezza Europa ( come successo già quest’anno e quello precedente ) e inizierebbe così un trend al ribasso delle temperature in tutte le stagioni ma non avremmo una vera e propria era glaciale, come molti temono, bensì un alternarsi di anni con inverni più freddi alternati ad anni con inverni più tiepidi ma di sicuro non caldi come quello del 2004-2005.

Sempre a questo proposito lo stesso Archibald sostiene azzeccandoci che questo minimo solare avrebbe portato a un calo delle precipitazioni in Canada e ad una diminuzione del 20% della produzione del grano come puntualmente si è verificato.

Arriviamo così ad un discorso più spinoso e cioè quello tra le possibili correlazioni tra attività sismica, vulcanesimo e attività solare in quanto gli studi sono ancora agli inizi però si è notato un certo aumento delle attività sismiche in tutto il mondo e dopo il susseguirsi di eventi sismici di una certa consistenza nella cintura di fuoco nel pacifico ma in un po’ tutto il globo si sono avute anche eruzioni vulcaniche di una certa consistenza come nel Cile, nella kamchatka, in Guatemala,in Nicaragua si è iniziato a monitorare la situazione più attentamente.

In conclusione amici vi dico che i prossimi mesi e anni saranno molto interessanti sotto ogni punto di vista: il minimo solare che continuerà, gli indici oceanici che cambieranno segno volgendo tutti al segno – uniti a fasi di nina sempre più frequenti ed intense più un’attività vulcanica in aumento potremmo avere grandi sorprese climatiche volte ad un ribasso delle temperature  e addio global warming ma non è tutto gli effetti di un’eruzione del vulcano Katla in Islanda sarebbe un’ottima miccia per il global cooling. Manco a esser daccordo che ultimamente ci sono diversi importanti vulcani che eruttano nello stesso periodo...

 

il geofisico dell'Università del Messico, Victor Manuel Velasco Herrera: "Il 2014 sarà l’inizio di una nuova era: la terra andrà incontro a una serie di variazioni eterogenee nelle quali le temperature globali fluttueranno verso un clima pericolosamente freddo".

"La Mini Era Glaciale dovrebbe essere la notizia che sconvolgerà il secolo", continua il geofisico, "eppure è stata data in maniera silenziosa sia dagli scienziati del clima che fisici solari. Non una parola è stata detta dai principali media, che hanno continuato a vendere la storia del riscaldamento globale".

"La Mini Era Glaciale, probabilmente durerà da 60 a 80 anni", conclude Herrera che critica l’Organo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite (IPCC): "La loro posizione sul riscaldamento globale è sbagliata siccome basata su modelli matematici e scenari che non includono, per esempio, l’attività solare”. Con lui è d'accordo lo scienziato inglese James Lovelock che spiega come le analisi del manto nevoso, fatte dal NOAA statunitense (National Oceanic and Atmospheric Administration) hanno chiaramente dimostrato che si può individuare un lieve avanzamento dell’area fredda e non di certo il suo arretramento.

Un'altra ricerca di Nature va nella stessa direzione, prendendo il via dall'aumentata frequenza degli episodi di Niña nell'ultimo quinquennio. Il ciclo dell'ENSO, cui è legata l'oscilazione di Niño e Niña va al di là delle semplici anomalie termiche delle acque del Pacifico tropicale, ma coinvolge anche la circolazione atmosferica con modifica degli Alisei, della consistenza della linea temporalesca tropicale e anche della posizione dell'ITCZ, ovvero della linea di convergenza intertropicale. Insomma ha tutta una catena di conseguenze a cascata che possono andare a forzare gli equilibri addirittura a livello globale planetario. La nuova era glaciale potrebbe dunque partire da paesi maggiormente coinvolti dai mutamenti della Nina, vale a dire Gran Bretagna e i paesi scandinavi.

 

 

 

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Published by il conte rovescio - in catastrofico
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