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25 novembre 2013 1 25 /11 /novembre /2013 22:45

 Incredibile articolo di David Archibald, uno dei primi studiosi solari ad aver creduto che questo minimo solare era davvero qualcosa di importante.
L' anno scorso, 2012: calcoli e somiglianze con quanto accade nel 2013
Il massimo per Hathaway è di 64. Ma probabilmente la migliore stima è di 48, come durante i minimi 5 e 6 (Minimo di Dalton). Abbiamo ancora 4 anni circa prima del massimo, quindi c’è tempo affinchè l’attività solare cresca, come si vede anche dal flusso solare che è a 75, indicando una linea molto piatta di crescita.
La forma è sbagliata
I cicli deboli sono simmetrici. E questo, essendo un ciclo debole, avrà un declino che sarà lungo come la fase di ascesa. Il Dr. Hathaway pensa che la transizione tra ciclo 24 e 25 sia nel 2020, invece sarà nel 2022.
L’anno del massimo è sbagliato
Per il Dr.Hathaway il massimo sarà nel 2013. Ma esso sarà nel 2015 come preanunciato dall’intensità della corona verde del sole, quindi a metà strada del ciclo solare di 12 anni partito a dicembre 2008.
Sulla base del tasso che il Dr.Hathaway si sta pian piano avvicinando alla previsione finale corretta, stimiamo che finalmente egli la inquadrerà con precisione nel 2012!
Infine vorrei fare una previsione basata sul pensiero diuno studio di qualcuno che è ancora rimasto inedito, e cioè che NON VI SARA’ UN INVERSIONE DEI POLI MAGNETICI DURANTE IL PROSSIMO MASSIMO SOLARE! ( che tradotto, significa, Maunder like minimum!)

Col senno di poi, il cico 24 sarebbe dovuto esser stato previsto già alcuni decenni fa, in quello che noi conosciamo come  ciclo di Vries. Quest’ultimo è un ciclo di 210 anni, e l’ultimo fu nel 1798, quando iniziò il minimo di Dalton. E questo ciclo è iniziato prorpio 210 anni esatti. Negli ultimi 2000 anni, l’unica volta che il ciclo di Vries saltò, era durante il periodo caldo medievale. Quindi c’è una correlazione del 90%!
Poi Archibald parla della teoria di Svensmark sul rapporto della crescita dei neutroni e della copertura nuvolosa, proponendoci questo eloquente grafico:
E da qui prende spunto per parlare senza mezzi termini del Global Cooling che ci attende…secondo Archibald infatti, che cita anche i lavori sulla Drias recente di Brauer et al :
ci attendono 21 inverni via via sempre più freddi per l’emisfero nord, ed afferma: ” 3 ci sono già stati, quindi ne rimangono 18, al termine dei quali, il clima shifetrà verso un irreversibile cabiamento votato al gelo, e tutto questo, accadrà entro pochissimo tempo (un anno). Come dicono anche Brauer e coll., fondamentale sarà il feedback negativo a causa del ghiaccio marino…”
Io non so se Archibald ci beccherà o meno, al momento posso solo dire che anni fa quando ancora la Nasa prevedeva che il ciclo 24 sarebbe stato il più forte della storia, lui già diceva che invece sarebbe stato molto debole. Oggi, che il tempo gli sta dando sicuramente ragione, osa spingersi oltre, molto oltre…non so se avete capito, ma il ricercatore parla proprio di una prolungata fase di quiescenza solare (Maunder?) a cui potrebbe seguire non solo una “semplice” peg, ma addirittura una nuova Drias recente!se questo trend di minimo solare dovesse continuare avremo influenze tropicali sempre meno frequenti e sempre più l’atlantico influenzerà le nostre stagioni portando a consistenti nevicate su mezza Europa ( come successo già quest’anno e quello precedente ) e inizierebbe così un trend al ribasso delle temperature in tutte le stagioni ma non avremmo una vera e propria era glaciale, come molti temono, bensì un alternarsi di anni con inverni più freddi alternati ad anni con inverni più tiepidi ma di sicuro non caldi come quello del 2004-2005.

Sempre a questo proposito lo stesso Archibald sostiene azzeccandoci che questo minimo solare avrebbe portato a un calo delle precipitazioni in Canada e ad una diminuzione del 20% della produzione del grano come puntualmente si è verificato.

Arriviamo così ad un discorso più spinoso e cioè quello tra le possibili correlazioni tra attività sismica, vulcanesimo e attività solare in quanto gli studi sono ancora agli inizi però si è notato un certo aumento delle attività sismiche in tutto il mondo e dopo il susseguirsi di eventi sismici di una certa consistenza nella cintura di fuoco nel pacifico ma in un po’ tutto il globo si sono avute anche eruzioni vulcaniche di una certa consistenza come nel Cile, nella kamchatka, in Guatemala,in Nicaragua si è iniziato a monitorare la situazione più attentamente.

In conclusione amici vi dico che i prossimi mesi e anni saranno molto interessanti sotto ogni punto di vista: il minimo solare che continuerà, gli indici oceanici che cambieranno segno volgendo tutti al segno – uniti a fasi di nina sempre più frequenti ed intense più un’attività vulcanica in aumento potremmo avere grandi sorprese climatiche volte ad un ribasso delle temperature  e addio global warming ma non è tutto gli effetti di un’eruzione del vulcano Katla in Islanda sarebbe un’ottima miccia per il global cooling. Manco a esser daccordo che ultimamente ci sono diversi importanti vulcani che eruttano nello stesso periodo...

 

il geofisico dell'Università del Messico, Victor Manuel Velasco Herrera: "Il 2014 sarà l’inizio di una nuova era: la terra andrà incontro a una serie di variazioni eterogenee nelle quali le temperature globali fluttueranno verso un clima pericolosamente freddo".

"La Mini Era Glaciale dovrebbe essere la notizia che sconvolgerà il secolo", continua il geofisico, "eppure è stata data in maniera silenziosa sia dagli scienziati del clima che fisici solari. Non una parola è stata detta dai principali media, che hanno continuato a vendere la storia del riscaldamento globale".

"La Mini Era Glaciale, probabilmente durerà da 60 a 80 anni", conclude Herrera che critica l’Organo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite (IPCC): "La loro posizione sul riscaldamento globale è sbagliata siccome basata su modelli matematici e scenari che non includono, per esempio, l’attività solare”. Con lui è d'accordo lo scienziato inglese James Lovelock che spiega come le analisi del manto nevoso, fatte dal NOAA statunitense (National Oceanic and Atmospheric Administration) hanno chiaramente dimostrato che si può individuare un lieve avanzamento dell’area fredda e non di certo il suo arretramento.

Un'altra ricerca di Nature va nella stessa direzione, prendendo il via dall'aumentata frequenza degli episodi di Niña nell'ultimo quinquennio. Il ciclo dell'ENSO, cui è legata l'oscilazione di Niño e Niña va al di là delle semplici anomalie termiche delle acque del Pacifico tropicale, ma coinvolge anche la circolazione atmosferica con modifica degli Alisei, della consistenza della linea temporalesca tropicale e anche della posizione dell'ITCZ, ovvero della linea di convergenza intertropicale. Insomma ha tutta una catena di conseguenze a cascata che possono andare a forzare gli equilibri addirittura a livello globale planetario. La nuova era glaciale potrebbe dunque partire da paesi maggiormente coinvolti dai mutamenti della Nina, vale a dire Gran Bretagna e i paesi scandinavi.

 

 

 

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23 novembre 2013 6 23 /11 /novembre /2013 23:34

La teoria del Dislocamento della Crosta Terrestre è stata divulgata da Charles Hapgood, professore dell'università del New England.
Secondo la teoria infatti questo dislocamento o slittamento della crosta terrestre è dovuto principalmente da una grande differenza di pressione sulla crosta.
Nel 1852, il matematico Joseph Ademar sostenne che la formazione di uno spesso strato di ghiaccio ai poli causava la vibrazione periodica della Terra e lo spostamento dell'equatore nella direzione dei poli.
Un primo accenno riguardante uno spostamento degli assi della Terra si può trovare in un articolo del 1872 intitolato "Chronologie historique des Mexicains" di Charles Étienne Brasseur de Bourbourg, un eccentrico esperto di codici mesoamericani che interpretò degli antichi miti messicani come la prova dei quattro periodi di cataclismi globali che ebbero inizio nel 10500 a.C.
Hugh Auchincloss Brown, un ingegnere elettrico, avanzò l'ipotesi di uno slittamento polare catastrofico influenzato dal primo modello di Adhemar. Brown sostenne anche che l'accumulo di ghiaccio ai poli fu la causa dei continui cambiamenti degli assi, identificando cicli approssimativamente di 7 millenni.
Charles Hapgood è forse ad oggi il migliore dei primi sostenitori che si ricordi, autore di libri come The Earth's Shifting Crust (1958) che include anche una prefazione di Albert Einstein, scritto prima che venisse sviluppata la teoria della tettonica delle placche, e Path of the Pole (1970). Hapgood, lavorando sul primo modello di Adhemar, ipotizzò che la massa di ghiaccio presente su uno o entrambi i poli sovraccarica e destabilizza l'equilibrio rotazionale della Terra, causando lo spostamento di tutta o buona parte della crosta più esterna del pianeta intorno al suo nucleo, che invece conserva il suo orientamento assiale. Basandosi sulle sue stesse ricerche, affermò che ogni scivolamento impiegava approssimativamente cinquemila anni, seguiti da venti o trentamila anni in cui non ci sarebbero stati altri movimenti polari. Inoltre, sempre secondo i suoi calcoli, l'area interessata dallo slittamento non superava mai più di quaranta gradi. Un suo esempio di una recente localizzazione al Polo Nord include la Hudson Bay (60°N, 73°W), nell'Oceano Atlantico tra l'Islanda e la Norvegia, e gli Yukon Territory (63°N, 135°W).
Questo è un esempio di un lento movimento di slittamento polare, che ha portato ad alterazioni molto minori e a nessuna distruzione. Uno scenario più drammatico comporta cambiamenti più rapidi, con alterazioni catastrofiche della geografia e modifiche delle aree coinvolte nelle distruzioni come se fossero percorse da terremoti o da tsunami. Molti libri, anche recenti, presuppongono che i cambiamenti possano durare anche poche settimane, giorni, o persino ore, dando vita a una varietà di scenari di tipo apocalittico.
A proposito della velocità, gli effetti di uno slittamento influiscono sui principali cambiamenti climatici della maggior parte della Terra, come aree che prima formavano la zona equatoriale possono divenire più miti, e aree che prima avevano un clima più temperato possono invece divenire regioni o più equatoriali o più artiche.
Hapgood scrisse a un bibliotecario canadese, Rand Flem-Ath, incoraggiandolo nella sua ricerca di una prova scientifica delle sue affermazioni e nell'espansione delle sue ipotesi. Flem-Ath pubblicò i risultati del suo lavoro nel 1995 nel libro When the Sky Fell, scritto insieme alla moglie Rose.

Cause Reali e Conseguenze

Un punto interrogativo che sembra non essere stato preso in considerazione è il fatto se l'inversione del campo magnetico terrestre potrebbe esserne la causa scatenante dello spostamento della crosta terrestre con conserguenze catastrofiche sia sul clima che sulla geologia terrestre.
Molti ricercatori hanno attribuito l'aumento dell'attività vulcanica e sismica alla fine delle Ere Glaciali,alla diminuzione del peso sulla crosta terrestre,specie lungo le zone di faglia e nelle aree vulcaniche,tuttavia un rapido calcolo ci permette di capire che ciò è essenzialmente impossibile,le forze in gioco sono semplicemente troppo enormi,quindi il peso dei ghiacci è semplicemente troppo leggero anche per il continente dell'Antartide la cui calotta glaciale è tra i 3-5 km si spessore su un'area vasta due volte gli Stati Uniti.

Lo spessore della crosta terrestre non è uguale in tutti i punti della Terra; infatti, all’interno dei continenti, la crosta terrestre può raggiungere uno spessore di circa 70 Km mentre la crosta oceanica è molto più sottile e varia dai 3 ai 7 Km.
La crosta terrestre, quindi, ha uno spessore che varia dai 3 a circa 70 Km.
Durante l'ultimo massimo glaciale, circa 20.000 anni fa, il manto Laurentino ricopriva completamente il Canada, la Groenlandia e la parte settentrionale degli Stati Uniti ad eccezione dell'Alaska, che rimase libera dai ghiacci a causa della scarsità delle precipitazioni. La superficie coperta dai ghiacci in questa zona è stimata in 13-16 milioni di km2, con uno spessore di 4 km e un volume di 30 milioni di km3, cioè più dell'attuale Antartide.
In Eurasia, il manto Finnoscandinavo ricopriva l'Europa settentrionale includendo le Isole britanniche, il Mare del Nord, il Mar Baltico, la Germania, la Polonia, la Russia e la parte occidentale della Siberia. La parte centrale e orientale della Siberia era probabilmente libera dai ghiacci a causa della scarsità di precipitazioni. In totale la superficie coperta dai ghiacci è stimata in 6,7 milioni di km2, con uno spessore di 2 km e un volume di 7 milioni di km3, cioè circa un quarto della situazione americana.
Si può comprendere che lo spessore delle crosta terrestre è quindi fin troppo grande per poter essere soggetto all'effetto dei ghiacciai con un vago spessore da 4-2 km anche su una vasta superficie,le uniche forze in gioco quindi restano gli effetti dell'elettromagnetismo su scala planetaria.
La dinamica del Dislocamento delle Crosta Terrestre risiede nel mantello dalla quale deriva il magma vulcanico e nella polarità magnetica terrestre.
Il magma in se è un'enorme massa di roccia fusa che può contenere elevate percentuali di ferro e in se il ferro è un'ottimo conduttore di elettricità,allo stesso modo con cui il magnetismo attrae principalmente i metalli ferrosi.
-In se le tempeste magnetiche potrebbero influire sul vulcanismo tramite magnetismo,in quanto attraggono le formazioni di metalli all'interno del magma vulcanico e infatt,a riguardo dell'attività vulcanica di El Hierro,alle Canarie,in una dichiarazione, il Ministero dell'Economia, delle Finanze e la sicurezza indica che il ferro aumenta la sismicità nel processo magmatico e stabilizzazione delle deformazioni.
La conferma che questo fenomeno è confermato dai minerali ferromagnetici a polarità invertita che si rinvengono in tutto il mondo,a conferma di numerose inversioni magnetiche durante le quali i flussi di lava,eruttati da fenomeni di vulcanismo,solidificandosi hanno registrato in queste formazioni di minerali la polarità invertità della Terra in numerose epoche.
-Lo stesso fenomeno potrebbe verificarsi proprio da parte della Terra assorbendo l'energia delle tempeste solari una volta che sono reindirizzate ai poli si scarica tramite terremoti ed eruzioni vulcaniche.

Anche il Sole in se contiene elevate percentuali di ferro.

Le parti in rosso sono le regioni contenenti elevate percentuali di ferro,si noti che sono perlopiù concentrate nelle zone polari del sole.
"La piu' importante scoperta riguarda le dimensioni della linea del ferro (la linea di emissione di particelle di ferro altamente ionizzate, cioe' elettricamente cariche) che si estende per almeno tre raggi solari sulla superficie del Sole. E' stato osservato, inoltre, che vi sono regioni specifiche di accrescimento della densita' degli ioni del ferro nella corona."
Se osserviamo il comportamento di un magnete con la limatura di ferro,scopriremo che quest'ultima andrà a concentrarsi effettivamente ai poli del magnete,esattamente come nell'immagine sottostante.

A mio parere le stesse elevate percentuali di ferro presenti nei minerali fusi nel mantello,sono perlopiù concentrate nelle regioni polari del nostro pianeta,e questo spiegherebbe perchè le tempeste solari,essenzialmente energia elettro-magnetica ,raggiungendo la Terra vengono reindirizzate ai poli magnetici del nostro pianeta,dal suo stesso campo magnetico.


Ora calcoliamo se il polo magnetico all'improvviso si spostasse rapidamente in poche settimane oppure si invertisse su nuove posizioni.
Se le elevate concentrazioni di ferro si trovassero in prossimità della zona tra crosta-mantello e anche la crosta ne possedesse in grandi quantità,attratti dalla nuova polarità magnetica queste elevate concentrazioni nel mantello si sposterebbero in concomitanza con il nuovo polo magnetico costringendo anche la crosta stessa a spostarsi su una nuova regione che diventerebbe una nuova regione polare.
La frizione esercitata da questo spostamento indubbiamente oltre che dar luogo a una lunga serie di terremoti lungo buona parte delle regioni del pianeta,genererebbe un'immane quantità di calore sufficiente a liquefare la porzione in prossimità del mantello della crosta terrestre e causare la risalita di magmi lungo le aree più sottili come le dorsali oceaniche,riversando enormi quantità di lava negli oceani che oltre a riscaldarli,solidificandosi i minerali ferromagnetici si riorienterebbero verso la nuova polarità magnetica.
La stessa frizione riattivarebbe una gran quantità di vulcani sottomarini e terrestri,con imponenti eruzioni,questi ultimi raffreddando il clima per decenni sarebbero capaci di dar luogo a una nuova glaciazione,il vapore esalato dagli oceani surriscaldati ricaderebbe alle alte e medie latitudini sottoforma di neve che strato su strato si ricompatterebbe dando luogo alle formazioni glaciali simili a quelle della Groelandia e dell'Antartide.

Se inoltre il calore fosse stato sufficiente avrebbe innescato fino alla superficie forti emissioni di vari tipi di gas compresi quelli del mantello.
Le sacche di gas metano sarebbero esplose in superficie rilasciandone in grandi quantità nell'atmosfera con possibili incendi in diverse regioni del pianeta,il monossido di carbonio degli incendi e intrappolato nelle profondità della crosta avrebbe causato imponenti aumenti di anidride carbonica nell'atmosfera e probabilmente soffocato diversi animali acquatici e della terraferma.
Questo spiega perchè durante altre inversioni magnetiche hanno coinciso con enormi picchi di gas nell'atmosfera.
Infatti il biossido di carbonio non è un gas serra significativo poiché rappresenta meno del 0,039 per cento dell'atmosfera in volume.
Durante l'ultima glaciazione quando il ghiaccio ricopriva il pianeta,i livelli di CO2 erano molto più elevati.
La causa dell'aumento dell'anidride carbonica non è solo antropica,ma ci sono fonti sottomarine che ne immettono di gran lunga di più,se l'anidride carbonica fosse così terribile a quest'ora il pianeta sarebbe un forno già da decenni.
Oltre tre milioni di vulcani si trovano sotto l'oceano e riscaldano le acque,quando eruttano si ha un'acidificazione delle acque con acido solforico dal mix di biossido di zolfo e acqua.
E'una coincidenza se come avvenne durante l'inversione magnetica Matuyama - Bruhnes,durante lo Younger Dryas,un'altra inversione magnetica,si sono avuti forti aumenti della percentuale di metano atmosfericodi circa -46 per mille (‰), cioè ~ 1 ‰ superiore a quello dell'ambiente moderno e che oggi in corrispondenza con un'indebolimento del campo magnetico e un'accelerazione dello spostamento del Polo Nord magnetico stiamo vivendo un'incremento sostanziale del metano nella regione artica?
Lo stesso potrebbe dirsi dell'anidride carbonica(Co2) che aumento durante l'inversione magnetica Matuyama-Bruhnes e aumentò anche durante l'inversione magnetica dello Younger Dryas e stà aumentando anche oggi con'un'accelerazione dello spostamento del campo magnetico che si stà indebolendo e un'attività vulcanica in aumento.
La stessa cosa sarebbe accaduta con i giacimenti petroliferi e di catrame nella profondità della crosta terrestre,riscaldandosi si sarebbero espansi e la crescente pressione potrebbe essere stata sufficiente per farli inondare in superficie,uccidendo piante e animali anche di grossa taglia.
L'ultimo Dryas Recente,10.000-12.000 anni fa sembra proprio corrispondere a questi fatti.

I pozzi di catrame di La Brea si sono sviluppati durante questa inversione magnetica causando la morte di una miriade di animali.
Il 18 febbraio 2009, George C. Page Museum ha formalmente annunciato nel 2006 la scoperta di 16 depositi fossili, che erano stati rimossi dal terreno durante la costruzione di un parcheggio sotterraneo per il Los Angeles County Museum of Art accanto ai pozzi di catrame.
Tra i reperti vi erano resti di un gatto dai denti a sciabola , sei terribili lupi , i bisonti , i cavalli , un gigante bradipo , le tartarughe , le lumache , i molluschi , i millepiedi , i pesci , i roditori , e un leone americano .
E stato anche scoperto un quasi intatto scheletro di mammut, soprannominato Zed; i pezzi mancanti sono solo una gamba posteriore, una vertebra e la parte superiore del cranio, che è stato tranciato dalle macchine per le costruzioni in preparazione per costruire la struttura del parcheggio.
Questi fossili sono stati confezionati in scatole di alberi in cantiere e trasferiti in un composto dietro Pit 91,in materia di proprietà del Page Museum in modo che la costruzione potesse continuare.
Ventitré grandi accumuli di catrame e di campioni sono stati portati al Museo.
Questi depositi sono lavorati in regime nominato "Progetto 23".
Quando il lavoro per il trasporto pubblico della Metro Linea Viola sarà esteso, i ricercatori museali sanno che verranno scoperti altri pozzi di catrame, ad esempio, vicino all'incrocio tra Wilshire e Curson.
Tra le specie preistoriche associati alle Brea Tar Pits vi sono mammut ,i lupi terribili e muso corto,orsi , i bradipi di terra , e il fossile dello stato della California , il gatto dai denti a sciabola , Smilodon Fatalis.
Solo un essere umano è stato trovato, uno scheletro parziale della Donna La Brea datato a circa 10.000 anni solari (circa 9.000 anni di radiocarbonio) BP , che era da 17 a 25 anni al momento della morte, e si trova associata ai resti di un cane domestico.
Il meccanismo del Dislocamento della Crosta Terrestre e lo spostamento del campo magnetico sembrano essere strettamente connessi con l'inizio di nuove Ere Glaciali e numerosi altri fatti avvenuti sul panorama preistorico del nostro pianeta.

fonte

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23 novembre 2013 6 23 /11 /novembre /2013 23:15

 

L' articolo risale a un anno fa, estremamente attuale e che si collega perfettamente al momento catastrofico del nostro pianeta: meno di un anno fa si credeva, grazie alla presunta profezia maya, che il mondo sarebbe andato incontro a una disastrosa conclusione mondiale, con cataclismi e ogni possibile femeno climatico estremo: stando a quanto stiamo vivendo, non sarebbe proprio l' anno 2012 ad essere nel mirino delle catastrofi, ma proprio il 2013.  Da uno studio congiunto condotto da scienziati norvegesi e tedeschi sembra che il pianeta stia subendo un vero e proprio slittamento di masse terrestri che starebbe provocando un "true polar wander" (migrazione dei poli).

La teoria infatti spiega che le masse solide del pianeta stanno subendo un epocale spostamento rispetto al centro vorticoso e liquido del pianeta (nucleo). Tale fenomeno starebbe influenzando l’asse terrestre che tenderebbe ad inclinarsi per controbilanciare questo disequilibrio. Tale fenomeno pero’ non risulterebbe collegato alla dinamica della tettonica a zolle o alle fluttuazioni del campo magnetico terrestre. Questo fenomeno e’ stato osservato monitorando gli hot-spots punti caldi del pianeta da dove si generano nuovi vulcani e conseguentemente nuove masse terrestri.

True polar wander

 

Secondo gli scienziati la crosta terrestre starebbe subendo uno spostamento rispetto alla parte fluida del pianeta con conseguente dislocamento dell’intera struttura a zolle del pianeta, aumentando la sismicita’ ed il vulcanismo su scala globale.

 

 

 

 

segue su articolo seguente : Dislocamento della crosta terrestre

 

 

 

 

 

 

 

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23 novembre 2013 6 23 /11 /novembre /2013 22:47

 

In seguito all’avvenimento accaduto in Sardegna, vi riportiamo la pagina 38 dell’accordo Italia-Usa firmato da Bush e Berlusconi nel 2003 per la sperimentazione tecnologica dei cambiamenti climatici. Potete scaricare il pdf completo su:http://it.scribd.com/doc/9381320/Piano-dettaglio-Accordo-Italia-USA-sul-Clima

 
 
“WORKPACKAGE 10: Esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri
Questo Workpackage ha come obiettivi:
1. lo sviluppo di nuovi sistemi per la realizzazione di esperimenti di manipolazione dell’ecosistema che permettano di esporre la vegetazione a condizioni ambientali simili aquelle attese in scenari di cambiamento globale;
2. lo studio, l’analisi e la comprensione dei principali meccanismi di risposta della vegetazione e degli ecosistemi mediterranei ai diversi fattori di cambiamento (temperatura, precipitazioni ed aumento della concentrazione di CO2 atmosferica);
3. la quantificazione degli effetti complessivi del cambiamento sulla produttività e sulla vulnerabilità degli ecosistemi (fertilizzazione da CO2, variazione della disponibilità idrica ed aumento di temperatura).
In dettaglio le attività saranno:
1. l’esecuzione di attività di ricerca eco-fisiologica su diversi siti sperimentali italiani dove vengono modificate artificialmente le condizioni ambientali a cui è esposta la vegetazione
2. l’approfondimento e la migliore conoscenza dei meccanismi di risposta delle piante attraverso la misura diretta dello scambio gassoso in condizioni di pieno campo
3. la verifica in campo di ipotesi sviluppate nell’ambito di esperimenti di laboratorio
4. la progettazione di tecnologie per la manipolazione delle condizioni ambientali con particolare riferimento al controllo della temperatura e della concentrazione atmosferica di CO2.
Italia e Stati Uniti collaborano già da tempo su queste tematiche e hanno sviluppato insieme progetti di ricerca e metodologie sperimentali. Questo WP si inserisce anch’esso fra gli obiettivi del Progetto CARBIUS nella prospettiva di fornire elementi conoscitivi utili per prevedere le future traiettorie della risposta globale degli ecosistemi terrestri al cambiamento globale. Questa risposta sarà studiata ed analizzata in termino di produttività e di vulnerabilità con esplicito riferimento al futuro ruolo dei sink  biosferici e alla loro capacità di sequestrare Carbonio.
Responsabile: CNR-IBAF
Partecipanti: DISAFRI.UNITUS, IBIMET
Collaborazioni USA: DOE Oak Ridge National Laboratory, TN – DOE Brookhaven NationalLaboratory, NY -
Global Change Research Group, San Diego State University, CA
Durata: 0-24 mesi
Elementi da fornire: Implementazione e miglioramento dei siti di manipolazione sperimentali (CO2POPFACE, Temperatura VULCAN, acqua MIND), parametri per l’implementazione di modelli ecofisiologici, data-base sulla risposta delle specie ed ecosistemi ai cambiamenti ambientali, nuovetecnologie per conduzione di esperimenti di manipolazione su ecosistemi a larga scala.”
Pubblicato da Rosario Marcianò di TankerEnemy
 
 
fonte   ( si linka la fonte, così)
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21 novembre 2013 4 21 /11 /novembre /2013 14:11

Catastrofi in successione, hanno interessato non solo l' Italia ma gran parte dell' Europa: cosa sta cambiando in questo clima che finora ha sempre mantenuto una discreta linea generale di ''normalità''?  La risposta possiamo averla:  la fusione dei ghiacci nell'Artico, la quale ha provocato il raffreddamento degli oceani, ha causato la formazione di correnti d'aria fredda pronte a invadere il nostro continente in quest'inverno. Le correnti hanno già iniziato a entrare in Europa e l' Italia è in mezzo alle rotte fredde e gelide che presto interesseranno le nostre vite quotidiane. Finora molti siti hanno dato ampissime dimostrazioni e grandi discorsi sul quale poco tempo fa non era possibile analizzare e anticipare una stagione molto più fredda deglle ultime decine di anni. Adesso che abbiamo visti e tastato con mano quanto inizia ad accadere nel nostro paese, qualcuno inizia a chiedersi sul perchè questo genere di fenomeni stiano avendo una crescita così vertiginosa e catastrofica.

La nostra ipotesi di un avvio verso un periodo freddo trova conferma da altri enti di ricerca europei e nonSupponendo che tale intensa attività solare abbia raggiunto il culmine, potremmo ipotizzare allora una prima fase in cui anche la temperatura del Pianeta permarrebbe anch’essa quasi stazionaria per il medesimo tempo. Seguirebbe poi una seconda fase nella quale, diminuendo il numero delle macchie solari, anche la temperatura scenderebbe, dando così il via ad una inversione di tendenza con conseguente avvio verso una piccola era glaciale
colonnello Paolo Ernani, aeronautica militare

 

Il Prof. Habibullo Abdussamatov è un insegnante universitario, molto noto per i suoi studi sul comportamento

del Sole e le conseguenze sul clima. Secondo lui dal 2014 l’Europa, e parte degli USA, vivrà progressivamente

una nuova era glaciale. L’Europa presenterà un raffreddamento della portata di 2-3°C in pochi anni con conseguenze ben più gravi del grado di riscaldamento che abbiamo sperimentato all’uscita della piccola era glaciale. Secondo Abdussamatov il clima del nord Europa entro pochi anni diventerà gelido, con inverni simili a quelli siberiani e in pratica l’estate non sarà più vissuta come stagione nei paesi nord europei. L’Europa meridionale, inclusa l’Italia, subirà un cambiamento meno drastico, ma senza dubbio rilevante, con freddo e neve a più riprese in inverno e alterazioni anche delle altre stagioni, con l’estate che potrebbe diventare particolarmente piovosa e ricca di episodi temporaleschi anche gravi, come si sta osservando in queste ultime settimane in Italia. Ricordiamo, inoltre, come il famoso meteorologo Joe Bastardi, esperto in previsioni “long rage”, abbia chiaramente affermato che gli inverni 2013-2014 e 2014-2015 saranno per la costa East degli USA e per l’Europa i più rigidi e nevosi degli ultimi 40 anni. Bastardi sostiene che si ripeteranno i patterns climatici osservati alla fine degli anni ’70.

L’Indice AMO è la conseguenza del moto del Vortice Polare Troposferico, più precisamente della quantità di Acqua dolce che deriva dallo scioglimento della Calotta Polare. E’ un indicatore di cambiamento dove si aggiungeranno altri fattori molto complessi, che sono uno la conseguenza dell’altro e si assommeranno uno dietro l’altro per poi arrivare al loro assestamento e consolidamento e da li in poi avremo l’Inizio Globale del Nuovo Ciclo Barico Freddo con l’AMO in fase neutra-negativa i primi effetti e parlo a livello invernale potrebbero esserci gia’ il prossimo inverno 2013/2014; mettiamoci anche il minimo solare che l’anno prossimo dovrebbe essere piu’accentuato. Il Ciclo 24 Massimo del Sol

e è stato raggiunto ma è in realtà un ciclo intermedio ed è fasullo, nel senso che non è un massimo ma una continuazione del Ciclo 23 Minimo undecennale che dovrebbe arrivare a una durata di 14 Anni ed è

un processo oscillante ma continuo, la Nasa ha più volte riveduto i propri calcoli in ribasso sbagliando nel chiamare il Ciclo attuale Ciclo 24 in realtà è il ciclo 23 che prosegue. In sintesi, questo prolungarsi a iniziato a dare i primi effetti sulla Terra con l’aumento dei periodi nuvolosi e piovosi e/o nevosi a larga scala con abbassamento del flusso freddo verso latitudini medio basse ma gli effetti “al Top” veri e propri avranno un picco intorno al 2017/2018 nel frattempo avremo altre modifiche in altri settori barici che riguarderanno l’Emisfero Boreale. In ogni caso questa Estate 2013, che sarà molto anomala, sarà il primo tassello del Nuovo Ciclo Barico degli Anni avvenire.

Da qui una previsione che serve solo attendere per verificare se si compia:

Dicembre 2013: Brusco abbassamento delle temperature su tutta la penisola con nevicate molto abbondanti su tutto l’arco alpino, a rincarare la dose di neve già scesa nel mese di novembre. Anche in pianura si presenteranno precipitazioni nevose importanti. Snowboarder e Sciatori ricordate: è il momento di rinnovare tutta la vostra attrezzatura perchè l’inverno sarà da paura!

Gennaio-Febbraio-Marzo 2014: …e qui la quantità di neve sarà alle stelle!!! Temperature da polo nord, precipitazioni nevose impressionanti su tutto il nord italia ma non solo: la neve sarà al massimo sino alle regioni del sud e potremmo osservare il più nevoso inverno dagli anni ’70. Questa abbondanza di neve sarà solo l’inizio perchè, salvo nuove ed imprevedibili modificazioni di variabili climatiche che affronteremo l’anno prossimo, tale tendenza di innevamento mostruoso si protrarrà per i prossimi 5/6 anni a venire, addirittura in aumento!

 

Le catastrofi legate a questo clima sono veramente impressionanti: non solo avremo freddo anomalo ma fenomeni climatici che andranno in contrasto con scambi termici derivanti dall' Africa, innescando fenomeni ciclonici nel Mediterraneo: sono pazzie? Poco più di 2 anni fa qualcuno prendeva in giro schernendo la formazione di cicloni nei nostri mari: siamo di fronte a rarità ed eccezioni? Il clima è cambiato in modo radicale: dobbiamo solo accettarlo e agire per evitare catastrofi ancora maggiori.

 

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19 novembre 2013 2 19 /11 /novembre /2013 09:01

La Sardegna si trova a fronteggiare un ciclone che ha procurato enormi danni, al territorio, alle persone, alle attività che  sono svolte nella normale quotidianità delle persone.

oristano  olbia3

 

 

Finora l' aggiornamento meteo è divenuto un bollettino che assomiglia a quello di guerra, ove chi è stato sopreso dalla forza della natura, ha perso la vita. Finora ho saputo che in tutta la regione, i morti sono almeno 17. Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli e’ arrivato in Sardegna per un sopralluogo nelle zone colpite dall’ondata di maltempo che al momento.  Tredici persone hanno perso la vita nella provincia di Olbia, ha precisato, due in quella di Nuoro e una in quella di Oristano. Una persona al momento risulta dispersa nel nuorese. Gabrielli, arrivato a Olbia, e’ riunito in municipio con il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il sindaco Gianni Giovannelli e i delegati della Protezione civile. In citta’, flagellata da un nubifragio senza precedenti. In citta, Olbia, questa notte hanno dormito negli alberghi centinaia di cittadini costretti ad abbandonare le loro case completamente allagate. Altre migliaia sono gli sfollati che hanno trovato ricovero in strutture pubbliche come le palestre.sono in corso operazioni di monitoraggio e verifica, in particolare, su due dighe, entrambe in provincia di Nuoro: la prima è quella di Maccheronis nel comune di Torpé; la seconda è la diga sul fiume Cedrino. E’ quanto fa sapere la Protezione civile.

diga

Intanto alcune criticità hanno interessato i servizi essenziali, e in particolare la rete elettrica. Per quanto riguarda la viabilità si registrano criticità sulla rete statale e sulle strade locali, dove si riscontrano diffusi allagamenti e alcune frane. «Tutti i centri abitati della Sardegna colpiti dal maltempo sono stati raggiunti dai soccorritori». Così Silvio Saffiotti, direttore regionale dei vigili del fuoco in una intervista al Tg3-Linea Notte. «Abbiamo messo in campo 350 uomini - ha sottolineato - dispieghiamo tutte le nostre forze, il personale lavora in doppio turno e domani arriveranno quattro sezioni operative di rinforzo dalla penisola. La questura del capoluogo sardo proprio in considerazione delle avverse condizioni meteo ha richiamato tutti i propri effettivi per garantire i servizi alla cittadinanza. Sono oltre 600 gli interventi di soccorso dei vigili del fuoco. Quattro sezioni operative di vigili del fuoco sono partite dal Lazio e dalla Toscana per aiutare nelle operazioni di soccorso. Centinaia gli interventi: nella provincia di Nuoro i comuni maggiormente colpiti sono quelli di Bitti, Lula, Onani, Oliena, Macomer, Orgosolo, Orosei, Gastelli, Dorgali e Nuoro città. Sulla strada Nuoro-Oliena sono crollati i ponti a Norgheri e nuraghe di Badu e Chercu e sulla Nuoro-Orgosolo è crollato il ponte presso la diga in costruzione di Cumbidanovu a Orgosolo. Molte scuole oggi sono rimaste chiuse.  

Foto 1

 

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Foto 20

 

Da Olbia a Cagliari "Cleopatra" ha lasciato una scia di morte e devastazione. Il Consiglio dei Ministri è stato convocato d'urgenza per stamattina alle 10 per dichiarare lo stato di emergenza nell'isola. Il mediterraneo è in balia delle incursioni perturbate nordatlantiche che innescano la formazione di numerosi vortici ciclonici, portando un netto peggioramento e una prospettiva di ben 15 giorni di pioggia con connotati via via più invernali, con nevicate precoci fino in pianura. Antonio Sanò, direttore del portale www.ilmeteo.it, rileva che "in queste ore sul Mediterraneo centro-occidentale si va formando Cleopatra, un vasto forte ciclone mediterraneo, che si porterà sulla Penisola entro la giornata di martedì, coinvolgendo tutte le nostre regioni in una delle configurazioni più perturbate per l’Italia, con tanta pioggia e neve sulle Alpi a 1200 metri". Nel pomeriggio di lunedì nubifragi continui flagelleranno la Sardegna, specie il cagliaritano, il medio Campidano, l’Ogliastra, il Nuorese e la zona di Olbia. L’allerta è massima. Il maltempo continuerà tutta la settimana: giovedì e venerdì l’arrivo di aria fredda dal nord Europa rinvigorirà Cleopatra, che continuerà a imperversare sull’Italia. La neve cadrà fino in pianura sul Piemonte occidentale sui 300 metri, quindi sino a Torino mista a pioggia. Abbondanti le nevicate su tutte le Alpi. Domenica il vasto vortice ciclonico porterà maltempo al centro-sud e sul nord-est. Dalla notte e nella giornata di lunedì prossimo 25 novembre aria gelida dalla porta di bora, con il fenomeno della 'bora scura', porterà la neve tra Umbria e Marche e sulla Toscana fino a quote basse e poi sul nord-est anche in pianura. 

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3 novembre 2013 7 03 /11 /novembre /2013 22:07



 Nel dicembre 2012 Brad Werner, ricercatore nel campo dei sistemi complessi, si faceva largo (con i suoi capelli rosa) tra la folla dei 24.000 scienziati dello Spazio e della Terra al Meeting di fine anno della American Geophysical Union, che si tiene ogni anno a San Francisco. La conferenza di quest'anno ha avuto alcuni partecipanti di gran nome, da Ed Stone del progetto Voyager della Nasa, che spiegava una nuova pietra miliare nel cammino verso lo spazio interstellare, al regista James Cameron, che ha parlato delle sue avventure nei sommergibili in acque profonde.

Ma era proprio la sessione di Werner che attirava gran parte della risonanza. Era intitolata "Is Earth F**ked?" (Titolo completo: "Is Earth F**ked? Dynamical Futility of Global Environmental Management and Possibilities for Sustainability via Direct Action Activism") ovvero “La Terra è fottuta? Futilità dinamica della gestione ambientale globale e possibile sostenibilità tramite l'attivismo orientato all’Azione Diretta”.

In piedi di fronte alla sala conferenze, il geofisico presso l'Università della California di San Diego si è rivolto al pubblico attraverso il modello informatico avanzato che stava usando per rispondere a questa domanda. Ha parlato di limiti di sistema, perturbazioni, dissipazione, attrattori, biforcazioni e un sacco di altre cose in gran parte incomprensibili a quelli di noi che erano impreparati nella teoria dei sistemi complessi. Ma la linea di fondo è stata abbastanza chiara: il capitalismo globale ha reso l'esaurimento delle risorse più rapido, conveniente e senza barriere tanto che in risposta "i sistemi terreni umani" stanno diventando pericolosamente instabili. Se istigato dai giornalisti per una risposta chiara alla domanda "siamo fottuti", Werner ha accolto l'esclamazione rispondendo: "Più o meno."

C'era una dinamica nel modello, tuttavia, che offriva qualche speranza. Werner l'ha definita "resistenza" - movimenti di "persone o gruppi di persone" che "adottano un certo insieme di dinamiche che non rientrano nell'ambito della cultura capitalista". Secondo la bozza della sua presentazione, questo include "l'azione diretta ambientale, la resistenza esterna alla cultura dominante, come nelle proteste, blocchi e sabotaggi da parte dei popoli indigeni, operai, anarchici e altri gruppi di attivisti".

Normalmente i convegni scientifici seri non prevedono chiamate alla resistenza politica di massa, tanto meno prevedono azione diretta e sabotaggio. Ma, poi di nuovo, Werner non chiedeva esattamente queste cose. Egli stava semplicemente osservando che le insurrezioni in massa di persone - lungo le linee del movimento abolizionista, il movimento per i diritti civili o Occupy Wall Street - rappresentano la più probabile fonte di "frizione" per rallentare una macchina economica che si sta dirigendo fuori controllo. Sappiamo che i movimenti sociali del passato hanno "avuto un'enorme influenza su...come la cultura dominante si è evoluta ", ha sottolineato. Quindi é ovvio che, "se stiamo pensando al futuro della terra, e il futuro del nostro rapporto con l'ambiente, dobbiamo includere la resistenza come parte di quella dinamica". E che, Werner ha sostenuto, non é una questione di opinione, ma "in realtà un problema di geofisica".

Un sacco di scienziati si sono convinti dai risultati delle loro ricerche ad agire nelle strade. Fisici, astronomi, medici e biologi sono stati in prima linea nei movimenti contro le armi nucleari, l'energia nucleare, la guerra, la contaminazione chimica e universale. E nel novembre 2012, la rivista "Nature" ha pubblicato un commento da parte del finanziatore e filantropo ambientale Jeremy Grantham esortando gli scienziati ad unirsi a questa tradizione e di "essere arrestati se necessario", perché il cambiamento climatico "non é solo la crisi della vostra vita - é anche la crisi dell'esistenza della nostra specie".

Alcuni scienziati non hanno bisogno di nessuna costrizione. Il padrino della moderna scienza del clima, James Hansen, è un attivista formidabile, essendo stato arrestato una mezza dozzina di volte per la resistenza ai condotti che portavano carbone e sabbia dalla cima della montagna (ha lasciato anche il suo lavoro alla Nasa quest'anno , in parte per avere più tempo per le campagne ). Due anni fa, quando sono stata arrestata davanti alla Casa Bianca in un'azione di massa contro la conduttura di sabbie bituminose Keystone XL, una delle 166 persone in manette quel giorno era un glaciologo di nome Jason Box, un esperto di fama mondiale sulla calotta di ghiaccio che si sta sciogliendo in Groenlandia .

"Se non fossi andato, non mi sarei sentito a posto con la mia coscienza", ha detto Box, in quel momento, e aggiungendo che "votando solamente non sembra essere sufficiente in questo caso. Ho bisogno di essere anche un cittadino."

Questo é lodevole , ma quello che sta facendo Werner con il suo esempio é diverso. Lui non sta dicendo che la sua ricerca lo ha spinto ad agire per fermare una particolare politica, ma dice che la sua ricerca dimostra che il nostro intero paradigma economico é una minaccia per la stabilità dell'ecosistema. E, in effetti, sfidando il paradigma economico - attraverso il movimento di massa opposto - é il colpo migliore per evitare la catastrofe dell'umanità.

Questa é roba pesante. Ma non é il solo. Werner é parte di un piccolo ma sempre più influente gruppo di scienziati le cui ricerche nella destabilizzazione dei sistemi naturali - in particolare il sistema climatico - li sta portando ad analoghe conclusioni di trasformazione rivoluzionarie. E per ogni rivoluzionario latente che abbia mai sognato di rovesciare l'attuale ordine economico a favore di minori probabilità di causare suicidi di pensionati italiani nelle loro case, questo lavoro dovrebbe essere di particolare interesse. Perché fa diventare l'ammaraggio di quel sistema crudele, in favore di qualcosa di nuovo (e forse, con un sacco di lavoro, migliore) non più una questione di mera preferenza ideologica, ma piuttosto uno dei livelli di necessità esistenziali.

In testa al gruppo di questi nuovi rivoluzionari scientifici c'é uno dei massimi esperti del clima della Gran Bretagna, Kevin Anderson, il vice direttore del Tyndall Centre per Climate Change Research, che si é rapidamente affermato come una delle migliori istituzioni di ricerca sul clima nel Regno Unito. Rispondendo a tutti, dal Dipartimento per lo sviluppo internazionale al comune della città di Manchester, Anderson ha trascorso più di un decennio con pazienza a tradurre le implicazioni della recente scienza del clima da parte di politici, economisti e attivisti. In un linguaggio chiaro e comprensibile, egli delinea un piano rigoroso per la riduzione delle emissioni, che fornisce sia un decente modo di mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto di 2 ° Celsius, sia un obiettivo che la maggior parte dei governi ha determinato per evitare la catastrofe.
Ma negli ultimi anni i lavori di Anderson e le presentazioni sono diventate più allarmanti. Sotto titoli come "Cambiamento climatico : Andare oltre il Pericolo . . . Numeri brutali e Tenue Speranze", egli sottolinea che le possibilità di rimanere all'interno dei limiti di temperatura di sicurezza stanno diminuendo rapidamente.

Con la sua collega Alice Bows, esperta in mitigazione del clima al Centro Tyndall, Anderson fa notare che abbiamo perso così tanto tempo a causa di politiche di stallo e deboli politiche climatiche - mentre tutto il consumo globale ( ed emissioni ) sono cresciute a dismisura - che ora stiamo affrontando dei tagli così drastici sfidando la logica fondamentale di crescita del PIL come priorità al di sopra di tutto.

Anderson e Bows ci informano che l'obiettivo di mitigazione a lungo termine spesso citato - un 80% di emissioni ridotte dai livelli del 1990 entro il 2050 - é stato scelto solo per ragioni di opportunità politica e non ha "alcuna base scientifica". Questo perché gli impatti climatici non provengono solo da quello che emettiamo oggi e domani, ma dalle emissioni accumulate nell'atmosfera nel corso del tempo. E avvertono che, concentrandosi in futuro su obiettivi di tre decenni e mezzo - piuttosto che su ciò che possiamo fare per diminuire il petrolio drasticamente e subito - vi é il serio rischio che noi permettiamo alle nostre emissioni di continuare a salire per gli anni a venire, andando bel al disopra del nostro 2 ° "budget di carbonio" e mettendoci in una posizione impossibile alla fine del secolo .

Qual'é il motivo per cui Anderson e Bows sostengono che, se i governi dei paesi sviluppati sono seri nel raggiungere il bersaglio internazionale concordato nel mantenere il riscaldamento al di sotto di 2 gradi Celsius , e se le riduzioni sono rispettate in modo equo da tutti ( in sostanza che i paesi che hanno avuto carbonio per la maggior parte dei due secoli scorsi hanno bisogno di diminuirlo prima dei paesi in cui più di un miliardo di persone non hanno ancora energia elettrica ) , quindi le riduzioni devono essere molto più profonde, e hanno bisogno di farlo molto in anticipo.

Per avere anche una mezza possibilità di colpire l'obiettivo del 50% di 2° gradi (che, loro e molti altri mettono in guardia , comporta già una serie di impatti climatici estremamente dannosi ) , i paesi industrializzati hanno bisogno di iniziare a tagliare le loro emissioni di gas serra intorno al 10 % ogni anno - e hanno bisogno di iniziare subito. Ma Anderson e Bows vanno oltre, sottolineando che questo obiettivo non può essere raggiunto con il cambiamento repentino del prezzo del petrolio o di soluzioni ecologiche del genere sostenuta da grandi gruppi di ecologisti. Queste misure saranno certamente di aiuto, per la sicurezza, ma non sono semplicemente abbastanza: un calo del 10% di emissioni all'anno, é praticamente impossibile da quando abbiamo iniziato ad alimentare le nostre economie con il petrolio. In realtà, i tagli superiori all'1% all'anno "sono stati storicamente associati solo con la recessione economica o crisi", come l'economista Nicholas Stern mise nel sua relazione del 2006 per il governo britannico.

Anche dopo il crollo dell'Unione Sovietica, riduzioni di tale durata e profondità non sono accadute (i paesi dell'ex Unione Sovietica hanno sperimentato una riduzione media annua di circa il 5 % per un periodo di dieci anni). Non è accaduto dopo che Wall Street si è schiantata nel 2008 (i paesi ricchi hanno avvertito circa un calo del 7 % tra il 2008 e il 2009, ma le loro emissioni di CO2 sono rimbalzate nel 2010 e le emissioni in Cina e India hanno continuato a salire). Solo nel periodo immediatamente successivo al grande crollo che il mercato ha fatto nel 1929 gli Stati Uniti, per esempio, guarda la diminuzione di emissioni per diversi anni consecutivi di oltre il 10 % ogni anno, secondo i dati storici del Carbon Dioxide Information Analysis Centre. Ma quella fu la peggiore crisi economica dei tempi moderni.

Se vogliamo evitare quel tipo di carneficina, rispettando i nostri obiettivi di emissione su base scientifica, di riduzione del carbonio che deve essere gestita con attenzione attraverso ciò che Anderson e Bows descrivono come "strategie di diminuzione radicale e immediata negli Stati Uniti, Unione Europea e altri paesi ricchi". Che va bene, se non ci capita di avere un sistema economico che uccide la crescita del PIL al di sopra di ogni altra cosa, a prescindere dalle conseguenze umane o ecologiche, e in cui la classe politica neoliberista ha completamente rinunciato alle sue responsabilità di gestire qualsiasi cosa (dato che il mercato é il genio invisibile a cui tutto deve essere affidato).

Così Anderson e Bows in realtà stanno dicendo che c'é ancora tempo per evitare il riscaldamento catastrofico, ma non all'interno delle regole del capitalismo attualmente in opera. Esso potrebbe essere il miglior argomento che abbiamo mai avuto per cambiare quelle regole.

Nel 2012 un saggio apparso nell'influente rivista scientifica "Nature Climate Change", Anderson e Bows stabilirono una sorta di sfida, accusando molti dei loro colleghi scienziati di non riuscire a fare chiarezza sul tipo di richieste che il cambiamento climatico pretende dall'umanità. Su questo vale la pena citare la coppia di seguito:

...nello sviluppo di scenari di emissione gli scienziati ripetutamente e gravemente sottovalutano le implicazioni delle loro analisi. Quando si tratta di evitare 2 ° C di aumento, "impossibile" si traduce in "difficile ma fattibile", mentre "urgente e radicale" emerge come "impegnativo" - tutto per placare il dio dell'economia (o, più precisamente, finanza) . Ad esempio, per evitare di superare il tasso massimo di riduzione delle emissioni dettata dagli economisti, "incredibilmente" anticipati picchi sono assunti nelle emissioni, insieme a nozioni ingenue sulla "grande" ingegneria e le tariffe di diffusione infrastrutturale a basso tasso di carbonio. Più preoccupante, in quanto le emissioni previste diminuiscono, così che la geoingegneria é sempre preposta a garantire che le linee guida degli economisti rimangano indiscusse.

In altre parole, al fine di apparire ragionevoli nei circoli economici neoliberisti, gli scienziati sono stati drammaticamente superficiali nelle considerazioni della loro ricerca. Ad agosto 2013, Anderson era disposto ad essere ancora più schietto, scrivendo che la situazione aveva navigato sul cambiamento graduale. "Forse al momento del Summit della Terra del 1992, o anche a cavallo del millennio, i 2° Celsius come livello di attenuazione potevano essere raggiunti attraverso significativi cambiamenti evolutivi all'interno dell'egemonia politica ed economica. Ma il cambiamento climatico é un problema complesso! Ora, nel 2013, siamo nazioni industriali ad alte emissioni di fronte a una prospettiva molto diversa. La nostra continua e collettiva dissolutezza di carbonio ha sperperato tutte le opportunità per il 'cambiamento evolutivo' offerta dalla nostra prima (e più grande) dei 2° Celsius come bilancio del carbonio. Oggi, dopo due decenni di bluff e bugie, i restanti 2° Celsius di bilancio esigono cambiamenti radicali nell'egemonia politica ed economica" (ha evidenziato).

Probabilmente non dovremmo essere sorpresi che alcuni climatologi siano un po' spaventati dalle implicazioni radicali delle loro ricerche. La maggior parte di loro stavano solo facendo il proprio lavoro di misurazione delle calotte di ghiaccio, eseguendo modelli climatici globali nello studiare l'acidificazione degli oceani, solo per scoprire, come l'australiano esperto di clima e autore Clive Hamilton ammette, che loro "sono stati involontariamente destabilizzati dall'ordine politico e sociale".

Ma ci sono molte persone che sono ben consapevoli della natura rivoluzionaria della climatologia. É per questo che alcuni governi hanno deciso di buttare i loro impegni sul clima in favore di scavi per maggiori quantità di carbon fossile hanno anche dovuto trovare modi sempre più criminali per zittire e intimidire gli scienziati delle loro nazioni. In Gran Bretagna questa strategia sta diventando sempre più evidente, con Ian Boyd, il principale consigliere scientifico presso il Dipartimento per l'Ambiente, Alimentazione e Affari Rurali, il quale ha scritto di recente che gli scienziati dovrebbero evitare di "suggerire che le politiche sono o giuste o sbagliate " e di non esprimere il loro parere" lavorando con consulenti inseriti (come me), e per essere la voce della ragione, piuttosto che avere il dissenso, nella sfera pubblica " .

Se volete sapere dove porta questo, verificate cosa sta accadendo in Canada, dove vivo. Il governo conservatore di Stephen Harper ha fatto un lavoro così efficace da imbavagliare gli scienziati e l'arresto di progetti di ricerca critici che, nel luglio 2012, un paio di migliaia di scienziati e sostenitori hanno tenuto un finto funerale sulla collina del Parlamento a Ottawa, in lutto per "la morte delle prove". I loro cartelli dicevano: "Nessuna Scienza, nessuna prova, nessuna verità".

Ma la verità viene sempre fuori comunque. Il fatto che il continuo giro d'affari per il perseguimento di profitti e della crescita sta destabilizzando la vita sulla terra, non è più qualcosa che leggiamo sulle riviste scientifiche. I primi segni si vedono sotto i nostri occhi. E un numero crescente di noi stanno rispondendo di conseguenza: bloccando l'attività di fracking in Balcombe, interferendo con i preparativi di perforazione dell'Artico in acque russe (con enormi costi personali); portando operatori di terra in tribunale per aver violato la sovranità indigena, e innumerevoli altri atti di resistenza di grande e di piccola entità. Nel modello di computer di Brad Werner, questa è la "fase" necessaria per rallentare le forze della destabilizzazione, il grande attivista del clima Bill McKibben li chiama gli "anticorpi" che aumentano per combattere "il picco di febbre" del pianeta.

Non é una rivoluzione, ma é un inizio. E ci potrebbe far capire a nostre spese che si può vivere su questo pianeta in modo meno tragico.

Naomi Klein é stata premiata come migliore giornalista ed editorialista ed autrice internazionale del bestseller del New York Times denominato The Shock Doctrine: The Rise of Disaster Capitalism, ora uscito in edizione economica. I suoi libri precedenti includono il best-seller internazionale, No Logo: Taking Aim at the Brand Bullies (che è appena stato ripubblicato per l'anniversario della decima edizione), e le raccolte Fences and Windows: Dispatches from the Front Lines of the Globalization Debate (2002). Per leggere la sua ultima opera visita www.naomiklein.org. É possibile seguirla su Twitter: @ NaomiAKlein.
DI NAOMI KLEIN
newstatesman.com

Nel dicembre 2012 Brad Werner, ricercatore nel campo dei sistemi complessi, si faceva largo (con i suoi capelli rosa) tra la folla dei 24.000 scienziati dello Spazio e della Terra al Meeting di fine anno della American Geophysical Union, che si tiene ogni anno a San Francisco. La conferenza di quest'anno ha avuto alcuni partecipanti di gran nome, da Ed Stone del progetto Voyager della Nasa, che spiegava una nuova pietra miliare nel cammino verso lo spazio interstellare, al regista James Cameron, che ha parlato delle sue avventure nei sommergibili in acque profonde.

Ma era proprio la sessione di Werner che attirava gran parte della risonanza. Era intitolata "Is Earth F**ked?" (Titolo completo: "Is Earth F**ked? Dynamical Futility of Global Environmental Management and Possibilities for Sustainability via Direct Action Activism") ovvero “La Terra è fottuta? Futilità dinamica della gestione ambientale globale e possibile sostenibilità tramite l'attivismo orientato all’Azione Diretta”.

In piedi di fronte alla sala conferenze, il geofisico presso l'Università della California di San Diego si è rivolto al pubblico attraverso il modello informatico avanzato che stava usando per rispondere a questa domanda. Ha parlato di limiti di sistema, perturbazioni, dissipazione, attrattori, biforcazioni e un sacco di altre cose in gran parte incomprensibili a quelli di noi che erano impreparati nella teoria dei sistemi complessi. Ma la linea di fondo è stata abbastanza chiara: il capitalismo globale ha reso l'esaurimento delle risorse più rapido, conveniente e senza barriere tanto che in risposta "i sistemi terreni umani" stanno diventando pericolosamente instabili. Se istigato dai giornalisti per una risposta chiara alla domanda "siamo fottuti", Werner ha accolto l'esclamazione rispondendo: "Più o meno."

C'era una dinamica nel modello, tuttavia, che offriva qualche speranza. Werner l'ha definita "resistenza" - movimenti di "persone o gruppi di persone" che "adottano un certo insieme di dinamiche che non rientrano nell'ambito della cultura capitalista". Secondo la bozza della sua presentazione, questo include "l'azione diretta ambientale, la resistenza esterna alla cultura dominante, come nelle proteste, blocchi e sabotaggi da parte dei popoli indigeni, operai, anarchici e altri gruppi di attivisti".

Normalmente i convegni scientifici seri non prevedono chiamate alla resistenza politica di massa, tanto meno prevedono azione diretta e sabotaggio. Ma, poi di nuovo, Werner non chiedeva esattamente queste cose. Egli stava semplicemente osservando che le insurrezioni in massa di persone - lungo le linee del movimento abolizionista, il movimento per i diritti civili o Occupy Wall Street - rappresentano la più probabile fonte di "frizione" per rallentare una macchina economica che si sta dirigendo fuori controllo. Sappiamo che i movimenti sociali del passato hanno "avuto un'enorme influenza su...come la cultura dominante si è evoluta ", ha sottolineato. Quindi é ovvio che, "se stiamo pensando al futuro della terra, e il futuro del nostro rapporto con l'ambiente, dobbiamo includere la resistenza come parte di quella dinamica". E che, Werner ha sostenuto, non é una questione di opinione, ma "in realtà un problema di geofisica".

Un sacco di scienziati si sono convinti dai risultati delle loro ricerche ad agire nelle strade. Fisici, astronomi, medici e biologi sono stati in prima linea nei movimenti contro le armi nucleari, l'energia nucleare, la guerra, la contaminazione chimica e universale. E nel novembre 2012, la rivista "Nature" ha pubblicato un commento da parte del finanziatore e filantropo ambientale Jeremy Grantham esortando gli scienziati ad unirsi a questa tradizione e di "essere arrestati se necessario", perché il cambiamento climatico "non é solo la crisi della vostra vita - é anche la crisi dell'esistenza della nostra specie".

Alcuni scienziati non hanno bisogno di nessuna costrizione. Il padrino della moderna scienza del clima, James Hansen, è un attivista formidabile, essendo stato arrestato una mezza dozzina di volte per la resistenza ai condotti che portavano carbone e sabbia dalla cima della montagna (ha lasciato anche il suo lavoro alla Nasa quest'anno , in parte per avere più tempo per le campagne ). Due anni fa, quando sono stata arrestata davanti alla Casa Bianca in un'azione di massa contro la conduttura di sabbie bituminose Keystone XL, una delle 166 persone in manette quel giorno era un glaciologo di nome Jason Box, un esperto di fama mondiale sulla calotta di ghiaccio che si sta sciogliendo in Groenlandia .

"Se non fossi andato, non mi sarei sentito a posto con la mia coscienza", ha detto Box, in quel momento, e aggiungendo che "votando solamente non sembra essere sufficiente in questo caso. Ho bisogno di essere anche un cittadino."

Questo é lodevole , ma quello che sta facendo Werner con il suo esempio é diverso. Lui non sta dicendo che la sua ricerca lo ha spinto ad agire per fermare una particolare politica, ma dice che la sua ricerca dimostra che il nostro intero paradigma economico é una minaccia per la stabilità dell'ecosistema. E, in effetti, sfidando il paradigma economico - attraverso il movimento di massa opposto - é il colpo migliore per evitare la catastrofe dell'umanità.

Questa é roba pesante. Ma non é il solo. Werner é parte di un piccolo ma sempre più influente gruppo di scienziati le cui ricerche nella destabilizzazione dei sistemi naturali - in particolare il sistema climatico - li sta portando ad analoghe conclusioni di trasformazione rivoluzionarie. E per ogni rivoluzionario latente che abbia mai sognato di rovesciare l'attuale ordine economico a favore di minori probabilità di causare suicidi di pensionati italiani nelle loro case, questo lavoro dovrebbe essere di particolare interesse. Perché fa diventare l'ammaraggio di quel sistema crudele, in favore di qualcosa di nuovo (e forse, con un sacco di lavoro, migliore) non più una questione di mera preferenza ideologica, ma piuttosto uno dei livelli di necessità esistenziali.

In testa al gruppo di questi nuovi rivoluzionari scientifici c'é uno dei massimi esperti del clima della Gran Bretagna, Kevin Anderson, il vice direttore del Tyndall Centre per Climate Change Research, che si é rapidamente affermato come una delle migliori istituzioni di ricerca sul clima nel Regno Unito. Rispondendo a tutti, dal Dipartimento per lo sviluppo internazionale al comune della città di Manchester, Anderson ha trascorso più di un decennio con pazienza a tradurre le implicazioni della recente scienza del clima da parte di politici, economisti e attivisti. In un linguaggio chiaro e comprensibile, egli delinea un piano rigoroso per la riduzione delle emissioni, che fornisce sia un decente modo di mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto di 2 ° Celsius, sia un obiettivo che la maggior parte dei governi ha determinato per evitare la catastrofe.
Ma negli ultimi anni i lavori di Anderson e le presentazioni sono diventate più allarmanti. Sotto titoli come "Cambiamento climatico : Andare oltre il Pericolo . . . Numeri brutali e Tenue Speranze", egli sottolinea che le possibilità di rimanere all'interno dei limiti di temperatura di sicurezza stanno diminuendo rapidamente.

Con la sua collega Alice Bows, esperta in mitigazione del clima al Centro Tyndall, Anderson fa notare che abbiamo perso così tanto tempo a causa di politiche di stallo e deboli politiche climatiche - mentre tutto il consumo globale ( ed emissioni ) sono cresciute a dismisura - che ora stiamo affrontando dei tagli così drastici sfidando la logica fondamentale di crescita del PIL come priorità al di sopra di tutto.

Anderson e Bows ci informano che l'obiettivo di mitigazione a lungo termine spesso citato - un 80% di emissioni ridotte dai livelli del 1990 entro il 2050 - é stato scelto solo per ragioni di opportunità politica e non ha "alcuna base scientifica". Questo perché gli impatti climatici non provengono solo da quello che emettiamo oggi e domani, ma dalle emissioni accumulate nell'atmosfera nel corso del tempo. E avvertono che, concentrandosi in futuro su obiettivi di tre decenni e mezzo - piuttosto che su ciò che possiamo fare per diminuire il petrolio drasticamente e subito - vi é il serio rischio che noi permettiamo alle nostre emissioni di continuare a salire per gli anni a venire, andando bel al disopra del nostro 2 ° "budget di carbonio" e mettendoci in una posizione impossibile alla fine del secolo .

Qual'é il motivo per cui Anderson e Bows sostengono che, se i governi dei paesi sviluppati sono seri nel raggiungere il bersaglio internazionale concordato nel mantenere il riscaldamento al di sotto di 2 gradi Celsius , e se le riduzioni sono rispettate in modo equo da tutti ( in sostanza che i paesi che hanno avuto carbonio per la maggior parte dei due secoli scorsi hanno bisogno di diminuirlo prima dei paesi in cui più di un miliardo di persone non hanno ancora energia elettrica ) , quindi le riduzioni devono essere molto più profonde, e hanno bisogno di farlo molto in anticipo.

Per avere anche una mezza possibilità di colpire l'obiettivo del 50% di 2° gradi (che, loro e molti altri mettono in guardia , comporta già una serie di impatti climatici estremamente dannosi ) , i paesi industrializzati hanno bisogno di iniziare a tagliare le loro emissioni di gas serra intorno al 10 % ogni anno - e hanno bisogno di iniziare subito. Ma Anderson e Bows vanno oltre, sottolineando che questo obiettivo non può essere raggiunto con il cambiamento repentino del prezzo del petrolio o di soluzioni ecologiche del genere sostenuta da grandi gruppi di ecologisti. Queste misure saranno certamente di aiuto, per la sicurezza, ma non sono semplicemente abbastanza: un calo del 10% di emissioni all'anno, é praticamente impossibile da quando abbiamo iniziato ad alimentare le nostre economie con il petrolio. In realtà, i tagli superiori all'1% all'anno "sono stati storicamente associati solo con la recessione economica o crisi", come l'economista Nicholas Stern mise nel sua relazione del 2006 per il governo britannico.

Anche dopo il crollo dell'Unione Sovietica, riduzioni di tale durata e profondità non sono accadute (i paesi dell'ex Unione Sovietica hanno sperimentato una riduzione media annua di circa il 5 % per un periodo di dieci anni). Non è accaduto dopo che Wall Street si è schiantata nel 2008 (i paesi ricchi hanno avvertito circa un calo del 7 % tra il 2008 e il 2009, ma le loro emissioni di CO2 sono rimbalzate nel 2010 e le emissioni in Cina e India hanno continuato a salire). Solo nel periodo immediatamente successivo al grande crollo che il mercato ha fatto nel 1929 gli Stati Uniti, per esempio, guarda la diminuzione di emissioni per diversi anni consecutivi di oltre il 10 % ogni anno, secondo i dati storici del Carbon Dioxide Information Analysis Centre. Ma quella fu la peggiore crisi economica dei tempi moderni.

Se vogliamo evitare quel tipo di carneficina, rispettando i nostri obiettivi di emissione su base scientifica, di riduzione del carbonio che deve essere gestita con attenzione attraverso ciò che Anderson e Bows descrivono come "strategie di diminuzione radicale e immediata negli Stati Uniti, Unione Europea e altri paesi ricchi". Che va bene, se non ci capita di avere un sistema economico che uccide la crescita del PIL al di sopra di ogni altra cosa, a prescindere dalle conseguenze umane o ecologiche, e in cui la classe politica neoliberista ha completamente rinunciato alle sue responsabilità di gestire qualsiasi cosa (dato che il mercato é il genio invisibile a cui tutto deve essere affidato).

Così Anderson e Bows in realtà stanno dicendo che c'é ancora tempo per evitare il riscaldamento catastrofico, ma non all'interno delle regole del capitalismo attualmente in opera. Esso potrebbe essere il miglior argomento che abbiamo mai avuto per cambiare quelle regole.

Nel 2012 un saggio apparso nell'influente rivista scientifica "Nature Climate Change", Anderson e Bows stabilirono una sorta di sfida, accusando molti dei loro colleghi scienziati di non riuscire a fare chiarezza sul tipo di richieste che il cambiamento climatico pretende dall'umanità. Su questo vale la pena citare la coppia di seguito:

...nello sviluppo di scenari di emissione gli scienziati ripetutamente e gravemente sottovalutano le implicazioni delle loro analisi. Quando si tratta di evitare 2 ° C di aumento, "impossibile" si traduce in "difficile ma fattibile", mentre "urgente e radicale" emerge come "impegnativo" - tutto per placare il dio dell'economia (o, più precisamente, finanza) . Ad esempio, per evitare di superare il tasso massimo di riduzione delle emissioni dettata dagli economisti, "incredibilmente" anticipati picchi sono assunti nelle emissioni, insieme a nozioni ingenue sulla "grande" ingegneria e le tariffe di diffusione infrastrutturale a basso tasso di carbonio. Più preoccupante, in quanto le emissioni previste diminuiscono, così che la geoingegneria é sempre preposta a garantire che le linee guida degli economisti rimangano indiscusse.

In altre parole, al fine di apparire ragionevoli nei circoli economici neoliberisti, gli scienziati sono stati drammaticamente superficiali nelle considerazioni della loro ricerca. Ad agosto 2013, Anderson era disposto ad essere ancora più schietto, scrivendo che la situazione aveva navigato sul cambiamento graduale. "Forse al momento del Summit della Terra del 1992, o anche a cavallo del millennio, i 2° Celsius come livello di attenuazione potevano essere raggiunti attraverso significativi cambiamenti evolutivi all'interno dell'egemonia politica ed economica. Ma il cambiamento climatico é un problema complesso! Ora, nel 2013, siamo nazioni industriali ad alte emissioni di fronte a una prospettiva molto diversa. La nostra continua e collettiva dissolutezza di carbonio ha sperperato tutte le opportunità per il 'cambiamento evolutivo' offerta dalla nostra prima (e più grande) dei 2° Celsius come bilancio del carbonio. Oggi, dopo due decenni di bluff e bugie, i restanti 2° Celsius di bilancio esigono cambiamenti radicali nell'egemonia politica ed economica" (ha evidenziato).

Probabilmente non dovremmo essere sorpresi che alcuni climatologi siano un po' spaventati dalle implicazioni radicali delle loro ricerche. La maggior parte di loro stavano solo facendo il proprio lavoro di misurazione delle calotte di ghiaccio, eseguendo modelli climatici globali nello studiare l'acidificazione degli oceani, solo per scoprire, come l'australiano esperto di clima e autore Clive Hamilton ammette, che loro "sono stati involontariamente destabilizzati dall'ordine politico e sociale".

Ma ci sono molte persone che sono ben consapevoli della natura rivoluzionaria della climatologia. É per questo che alcuni governi hanno deciso di buttare i loro impegni sul clima in favore di scavi per maggiori quantità di carbon fossile hanno anche dovuto trovare modi sempre più criminali per zittire e intimidire gli scienziati delle loro nazioni. In Gran Bretagna questa strategia sta diventando sempre più evidente, con Ian Boyd, il principale consigliere scientifico presso il Dipartimento per l'Ambiente, Alimentazione e Affari Rurali, il quale ha scritto di recente che gli scienziati dovrebbero evitare di "suggerire che le politiche sono o giuste o sbagliate " e di non esprimere il loro parere" lavorando con consulenti inseriti (come me), e per essere la voce della ragione, piuttosto che avere il dissenso, nella sfera pubblica " .

Se volete sapere dove porta questo, verificate cosa sta accadendo in Canada, dove vivo. Il governo conservatore di Stephen Harper ha fatto un lavoro così efficace da imbavagliare gli scienziati e l'arresto di progetti di ricerca critici che, nel luglio 2012, un paio di migliaia di scienziati e sostenitori hanno tenuto un finto funerale sulla collina del Parlamento a Ottawa, in lutto per "la morte delle prove". I loro cartelli dicevano: "Nessuna Scienza, nessuna prova, nessuna verità".

Ma la verità viene sempre fuori comunque. Il fatto che il continuo giro d'affari per il perseguimento di profitti e della crescita sta destabilizzando la vita sulla terra, non è più qualcosa che leggiamo sulle riviste scientifiche. I primi segni si vedono sotto i nostri occhi. E un numero crescente di noi stanno rispondendo di conseguenza: bloccando l'attività di fracking in Balcombe, interferendo con i preparativi di perforazione dell'Artico in acque russe (con enormi costi personali); portando operatori di terra in tribunale per aver violato la sovranità indigena, e innumerevoli altri atti di resistenza di grande e di piccola entità. Nel modello di computer di Brad Werner, questa è la "fase" necessaria per rallentare le forze della destabilizzazione, il grande attivista del clima Bill McKibben li chiama gli "anticorpi" che aumentano per combattere "il picco di febbre" del pianeta.

Non é una rivoluzione, ma é un inizio. E ci potrebbe far capire a nostre spese che si può vivere su questo pianeta in modo meno tragico.

Naomi Klein é stata premiata come migliore giornalista ed editorialista ed autrice internazionale del bestseller del New York Times denominato The Shock Doctrine: The Rise of Disaster Capitalism, ora uscito in edizione economica. I suoi libri precedenti includono il best-seller internazionale, No Logo: Taking Aim at the Brand Bullies (che è appena stato ripubblicato per l'anniversario della decima edizione), e le raccolte Fences and Windows: Dispatches from the Front Lines of the Globalization Debate (2002). Per leggere la sua ultima opera visita www.naomiklein.org. É possibile seguirla su Twitter: @ NaomiAKlein.

 
Fonte: www.newstatesman.com
Link: http://www.newstatesman.com/2013/10/science-says-revolt

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1 novembre 2013 5 01 /11 /novembre /2013 22:31
La notizia catastrofica riguarda la Terra e lo spazio: non è certo la prima volta che sentiamo parlare di buchi neri e della loro potenza attrattiva e misteriosa formazione; certamente tutti gli esperti del mondo concordano sul come si possa formare, ma rimangono con punti interrogativi riguardo a cosa si possa formare, esistere o uscire da tali formazioni stellari. A riguardo di codesta nube se ne era già parlato verso luglio 2013, ancora nel 2005( certo certo: fonte ) e adesso,  le notizie non sono rassicuranti per nulla. L’Astrofisico britannico Albert Shervinsky è sicuro che una nube di polveri fuoriuscite da un buco nero vicino al centro della nostra Galassia, si sta avvicinando verso il nostro sistema planetario e distruggerà la Terra.
Questa simulazione di una nube di gas che passa vicino al buco nero supermassiccio al centro della Galassia mostra la situazione a metà del 2013. (Crediti: ESO/S. Gillessen/MPE/Marc Schartmann)
 
“Il gas in testa alla nube si estende ora su più di 160 miliardi di chilometri vicino al punto di minima distanza dell’orbita dal buco nero. E questo punto è solo a poco più di 25 miliardi di chilometri dal buco nero stesso – appena abbastanza per non caderci dentro”, ha spiegato Stefan Gillessen (Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics, Garching, Germania) che ha condotto l’equipe osservativa. La distanza di massimo avvicinamento al buco nero è circa cinque volte la distanza del pianeta Nettuno dal Sole, pericolosamente vicino per un buco nero così massiccio. ”La nube è così allungata che raggiungere la minima distanza non si rivela un evento singolo ma piuttosto un processo che dura almeno un anno”.
Poichè la nube è allungata la sua luce diventa sempre più difficile da vedere. Ma osservando la regione vicina al buco nero per più di 20 ore in totale con lo strumento SINFONI montato sul VLT – l’esposizione più profonda di questa regione mai ottenuta con uno spettrografo a campo integrale - l’equipe ha potuto misurare le velocità delle diverse parti della nube mentre saetta vicino al buco nero centrale. La squadra di studiosi spera anche di vedere la prova dell’interazione della nube in moto rapido con il gas dell’ambiente circostante il buco nero. Finora non è stato trovato nulla, ma altre osservazioni sono in programma per cercare proprio tali effetti.
“Il fatto più entusiasmante che vediamo nelle nuove osservazioni è la testa della nube che sta tornando verso di noi a più di 10 milioni di chilometri all’ora lungo l’orbita – circa l’1% della velocità della luce”, ha aggiunto Reinhard Genzel, a capo del gruppo di ricerca che ha studiato questa regione per quasi vent’anni. “Ciò significa che l’estremità anteriore della nube ha già superato il punto di massimo avvicinamento al buco nero”.
L’origine della nube di gas rimane ignota, anche se non mancano le idee a proposito. Gli astronomi pensano che la nube di gas potrebbe essere stata creata dai venti stellari delle stelle in orbita intorno al buco nero. Oppure potrebbe essere anche il risultato di un getto proveniente dal centro galattico. Un’altra possibilità è che una stella si trovi al centro della nube: in questo caso il gas sarebbe il prodotto del vento della stella o di un disco protoplanetario di gas e polvere intorno alla stella. Le nuove osservazioni aiutano a restringere le possibilità.
 L’astrofisico Albert Shervinsky ha detto che una nube di polvere che assorbe tutto durante il suo cammino, si avvicina al nostro Sistema Solare. Lo scienziato ha dichiarato che questa nube di polvere di antimateria,  raggiungerà la Terra entro il 2014. Secondo lo stesso Shervinsky, la NASA tiene in segreto questa informazione temendo disordini a livello globale. La nube di 17 milioni di chilometri di diametro, sarebbe costituita da particelle che sono fuoriuscite da qualche buco nero vicino al centro della galassia. Si pensava in precedenza che i buchi neri assorbissero solo la materia e altre sostanze, ma ora gli scienziati suppongono che questi blak holes possono anche emettere verso l’esterno, qualche sostanza che divora la materia normale. ”Se la nube raggiunge la Terra – commenta l’astrofisico -  il suo effetto sul nostro pianeta sarà pari a quella di acqua versata in un testo scritto con l’inchiostro, che corrode le parole e le trasforma in guazzabuglio“.Il culmine di questo evento unico al centro della Galassia sta avvenendo sotto i nostri occhi ed è tenuto sotto stretta osservazione dagli astronomi di tutto il mondo. Questa campagna osservativa così intensa produrrà una quantità di dati notevole che non solo ci darà nuove informazioni sulla nube di gas, ma permetterà di sondare le regioni vicine al buco nero che non sono state studiate in precedenza e di valutare gli effetti della gravità estrema.
 
 Più catastrofico di così...
 
 
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29 ottobre 2013 2 29 /10 /ottobre /2013 22:59

 

Da questo primo video tratto da ScienceAtNASA è interessante apprendere come  la cometa ISON, durante il suo passaggio vicino alla Terra, lascerà una scia di detriti spaziali cometari che colpiranno il pianeta Terra, non una, ma bensì due volte! E come sappiamo, i detriti della cometa ISON, che cadranno sulla Terra vengono ritenuti una minaccia, ma il tutto verrà accompagnato anche dalla bellezza e dal fascino delle nubi blu nottilucenti.Lunedi il Rapporto nazionale copriva un rapporto della agenzia spaziale federale russa (Roscomos) che pretende cometa C/2012 S1 (ISON) ha apportato una serie di "imprevisti aggiustamenti orbitali" negli ultimi 30 giorni che sfidano ogni spiegazione scientifica. Questa informazione è stata resa pubblica attraverso il Cremlino, ma come tempo di stampa di oggi la vicenda rimane non dichiarata da fonti giornalistiche di fuori della Russia.

Per chiarire che cosa significa il rapporto russo ho contattato una fonte il Rapporto Nazionale ha usato molte volte in passato per chiarire NASA comunicati stampa. Pensionato NASA astronomo David Gould, 68 anni, di Santa Barbara, CA., Ha confermato ieri che scienziato americano di monitoraggio Cometa ISON stimato lo scorso settembre che il suo corso originale la cometa sarebbe passata tranquillamente la Terra il 26 dicembre 2013, circa 0.426 AU, o 63 milioni di euro + chilometri.
I russi hanno riferito ieri che ISON cambiato rotta due volte, la prima volta è stato poco dopo 1:00 ora russa e di nuovo alle 02:49. Questo sarebbe stato 11:00 PST qui, e 12:49 PST, rispettivamente.
Ho chiesto Gould ricalcolare i dati di settembre a prendere in considerazione le più recenti variazioni di rotta e ci forniscono una stima della distanza della cometa sarebbe passata dalla Terra utilizzando i nuovi dati russi e fornirci la sua stima ballpark sul nuovo percorso di ISON.
NASA astronomo David Gould, (in pensione) Nuovo percorso di proiezione per ISON come del 2013/10/15
NASA astronomo David Gould, (in pensione) Nuovo percorso di proiezione per ISON come del 2013/10/15

 Il telescopio spaziale Hubble ha catturato una foto spettacolare della cometa dell'anno, Ison: se sopravviverà all'incontro ravvicinato con il Sole sarà una delle comete più brillanti mai osservate a occhio nudo. Proveniente dalla Nube di Oort, la culla delle comete che si trova ai confini del Sistema Solare, Ison sta sfrecciando verso il Sole, al quale si sta avvicinando progressivamente fino a quando, il 28 novembre, raggiungerà la distanza minima di 1,2 milioni

di chilometri. A sorvegliare l'incontro della cometa con il Sole sarà il telescopio spaziale Soho, di Esa e Nasa.

 

 

 

 

Il secondo video qui sotto si pone la domanda: può essere definita la cometa ISON come la stella «Blu Kachina» della famosa profezia Hopi? Ma l’antica leggenda si riferisce al colore della cometa,  al colore dell’effetto (blu) che porta una cometa sulla Terra, oppure ad un oggetto cosmico precursore che precede l’avanguardia di Dark Star?Nel terzo articolo di questa serie sul ISON, il Rapporto Nazionale presenterà nuove prove che mostra una serie di immagini che mostrano presumibilmente un oggetto misterioso che passa davanti alla cometa che sembra essere sotto controllo intelligente. Il vaso riflette la luce ed è quindi suscettibile di essere fatto di metallo. Ci saranno anche fornire prove fotografiche che mostra un collegamento tra cerchi nel grano e ISON.

 

 

Coloro che sono a conoscenza delle antiche profezie dei nativi americani (indiani) Hopi, sanno che un giorno nei nostri cieli apparirà la stella Blu Kachina. Nel corso del tempo questa “Stella Blu” diventa simbolo di un evento futuro (ciclico) che annuncerebbe la “Fine dei Tempi” e viene così battezzata “Cometa Annunciatrice”.

 

 

 

 

Gli astronomi ritengono che la polvere della cometa ISON, diretta verso il Sole, finirà per cadere sulla Terra, influenzando entrambe tutte le parti del globo. La polvere che si lascia dietro, verrà spostata verso l’esterno dal vento solare e intorno al 12 gennaio 2014, come previsto dagli astronomi, la Terra dovrà affrontare questa pioggia di polvere cometaria, entrando appunto in questa nube che comprende anche detriti spaziali, fenomeno che durerà pochi giorni.

 

 

Gli astronomi dicono che un tale evento è senza precedenti, ma non possono essere sicuri di cosa accadrà durante il periodo in cui la Terra sarà immersa nella nube cometaria, non trascurando il fatto che la stessa polvere cometaria, cadendo sulla superficie della terra, verrà filtrata lentamente dall’atmosfera per diversi anni.

 

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24 ottobre 2013 4 24 /10 /ottobre /2013 21:40


La biologia terrestre, compresa la razza umana, dai virus ai batteri rispondono direttamente ai cambiamenti dell'ambiente in cui vivono, talvolta morendo a causa di un'innumerevole serie di fattori che ne favoriscono il diffondersi o direttamente la morte.
La stessa cosa riguarda anche il mondo animale, il mondo vegetale e quindi anche l'ambiente in cui vivono gli esseri umani suddivisi in province, stati e nazioni.
Cosa condiziona quindi su una scala più ampia l'ambiente in cui viviamo, lavoriamo, la nostra salute e tutto ciò che ci riguarda?

Il clima che a sua volta risponde ai cambiamenti dell'attività solare che ne condiziona sia gli aspetti meteorologici sia quelli sismici e vulcanici, i cui questi ultimi hanno un'aggravante diretta e indiretta dell'ambiente in cui viviamo.
Sappiamo che il declino dell'attività solare ha effetti diretti con un'aumento della Radiazione Cosmica, la quale ha un'effetto diretto sull'accelerazione del decadimento radioattivo interno ai pianeti, nel caso della Terra aumentando le temperature del mantello e implementando il numero e l'intensità dei terremoti e anche il numero e la violenza delle eruzioni, come anche la loro durata; allo stesso modo questo flusso proveniente dallo spazio esterno ha anche l'effetto di aumentare l'attività elettrica nell'atmosfera dei pianeti, ionizzandola, e alterarne le proprietà chimiche con un'aumento della percentuale di idrogeno e dei nuclei di condensazione, in caso della Terra si ha un'aumento della nuvolosità e della frequenza come della quantità di precipitazioni.
Ora stiamo facendo riferimento agli effetti che tutti questi fenomeni hanno sulla vita biologica: 1) L'aumento della Radiazione Cosmica; 2) L'aumento del decadimento radioattivo interno il pianeta; 3) I picchi del ciclo undecennale della macchie solari.
Quando durante la Piccola Età del Ghiaccio (1250-1850) l'attività solare scese nel Minimo di Wolf dal 1280 al 1350 la Radiazione Cosmica ebbe un grande aumento con gli effetti precedentemente descritti, corrispondendo quindi con l'arrivo del raffreddamento climatico, una crisi tettonica in Cina e uno spaventoso aumento delle piogge in quella stessa nazione ma non solo.
Ecco quanto avvenne.
"Nel 1333 il periodo iniziò con una devastante siccità nella Cina sud-orientale, nell'area compresa tra i fiumi Xiang e Hoai.
Come conseguenza, i raccolti avvizzirono, il bestiame morì di fame e seguì la carestia.
Il numero dei morti lievitava sempre più e la gente invocava gli dei per la pioggia.
Furono ascoltati, si scatenarono rovesci torrenziali che decimarono 400.000 persone.
Mentre si cercava di riprendersi un violento terremoto causò il crollo della vicina montagna di Tsinceheou, uccidendone molti altri.
L'anno seguente la situazione deteriorò ulteriormente.
La città di Canton, ora Quang Zhou, capitale del Impero Cinese, fu spazzata da terribili inondazioni.
Nel contempo la città di Tche fu soggetta ad una grave siccità dalla quale partorì la Peste, la cui falce decimò 5 milioni di persone.
Mesi dopo la stessa regione venne investita da uno spaventoso terremoto che fece crollare le montagne dando origine a crateri inondati.
Uno di essi era largo almeno 160 chilometri e vi annegarono migliaia di persone nel "cratere" formato dal terremoto.
Nel 1336 la Cina Meridionale fu colpita da una sorprendente alternanza di siccità e inondazioni.
L'effetto combinato portò ad una delle peggiori carestie per un totale di almeno 4 milioni di morti.
A ciò fecero seguito invasioni di locuste, inondazioni intermittenti, e scosse di terremoto che si perpetuarono per sei giorni.
Nel 1339 la routine "dell'Apocalisse di Giovanni" non era cambiata.
Si ebbe il crollo della montagna di Hong-Tchang, con un diluvio devastante.
Nel Pien-Tcheou, dopo tre mesi di pioggia battente, si verificarono inondazioni mai viste che spazzarono via parecchie città.
Dal 1340 al 1343 la Cina fu ripetutamente colpita da frequenti e catastrofiche scosse di terremoto.
Il '44 vide anche un'enorme tsunami che distrusse la città di Ven-Tcheou mentre nel '45 seguirono altre inondazioni e carestie a Ki-Tcheou.
Questa fase si concluse nel '46 con l'inondazione di Canton, con altre carestie e scosse di terremoto."

Dal punto di vista delle piogge la Cina non fu un'evento isolato sotto questo Grande Minimo ma grandi quantità di pioggia devastarono anche l'Europa.
L'inizio nella primavera del 1315, freddo e piogge torrenziali hanno decimato raccolti e bestiame in tutta Europa.
La classe di guerra e di lotta politica è stata destabilizzate per gli ex paesi ricchi, in quanto milioni di persone morirono di fame, ponendo le basi per le crisi del tardo medioevo.
Secondo i rapporti, alcuni europei disperati ricorsero al cannibalismo durante la cosiddetta Grande Carestia, che si è mantenuta fino ai primi anni 1320.
Tra gli altri conflitti militari, la brutale Guerra dei Trent'anni Guerra tra protestanti e cattolici in tutta l'Europa centrale è stata collegata alla Piccola Età del Ghiaccio.
Condizioni di freddo hanno frenato la produzione agricola e gonfiato e i prezzi dei cereali, alimentando il malcontento civile e di indebolendo le economie di potenze europee.
Questi eventi indubbiamente portarono sull'intero continente euroasiatico ad un declino del tenore della vita oltre che, in Cina, scusate la franchezza, una mostruosa quantità di cadaveri in decomposizione.
E' indubbio che dopo grandi terremoti o disastri naturali, l'insorgere delle epidemie a causa della decomposizione organica delle salme e delle fogne ostruite costituisce un grande problema che si cerca rapidamente di prevenire rimuovendoli.
Tuttavia quanto avvenne in Cina fu qualcosa di incontrollabile, la crisi tettonica e le inondazioni furono assai una della cause dirette della nascita della Peste, che portò un vero e proprio olocausto epidemico sulla popolazione europea, non molti anni dopo.
Tuttavia la facilità con cui il batterio si propagò, oltre al "terreno fertile" portato dai terremoti e dal cambiamento del clima, fu anche un'effetto indiretto della Radiazione Cosmica.
Questi periodi di alto bombardamento dei raggi cosmici causano un aumento della concentrazione di ioni positivi nell'atmosfera terrestre.
Lo scienziato Fred Soyka sostiene questo fa sì che i batteri diventino altamente virulenti e invasivi.
Se consideriamo che l'80% della Radiazione Cosmica è composta essenzialmente da protoni di idrogeno, che hanno carica positiva, l'elevato bombardamento di essi durante secoli che accompagnarono la Piccola Età del Ghiaccio avrebbe portato ad un sensibile incremento degli ioni positivi nell'atmosfera terrestre contribuendo a rendere le forme virali e batteriche più aggressive e invasive.
Gli effetti di ioni positivi e negativi sulla salute umana sono stati confermati da numerosi studi.
La quantità di ioni negativi nell'ambiente circostante è facilmente misurabile, per esempio nell'aria fresca di campagna si hanno da 2000 a 4000 ioni negativi per centimetro cubo.
Questi hanno l'effetto di alleviare le depressioni.
La Columbia University ha ricercato d'inverno persone affette da depressione cronica e ha scoperto che l'esposizione e dosi più elevate di ioni negativi ha come effetto di alleviare la depressione, in quanto anti-depressivi.
Il ricercatore ha concluso che incrementando il flusso di ioni positivi di ossigeno al cervello consegue una maggiore attenzione, una diminuzione della sonnolenza e più energia a livello mentale.
Il medesimo studio ha anche concluso che gli ioni negativi purificano l'aria da germi e particelle già presenti, le quali inalate causano irritazione con starnuto, tosse, mal di gola e altri disturbi.
Altr due studi invece, uno su Filiale Svizzera della banca e l'altro dell' Università Surry, presso l'Uni Norwich, Quartier Generale del Gruppo, all'insaputa del gruppo in entrambi gli studi si è scoperto che lavorando in un'ambiente migliore con una maggior percentuale di ioni negativi, si sono avuti meno congedi per malattie respiratorie dal posto di lavoro.
A riguardo degli ioni positivi invece i dati sono interessanti.
L'effetto della ionizzazione positiva sulla salute umana è stato approfondito e confermato da Sulman FG, Levy D., Lukan L., Y. Pfeifer, Tal E.
Fortschr Med, nel 1977 ha registrato una ricerca che ha concluso che le cariche elettriche, a ionizzazione positiva, nel cielo prima di un temporale influenzano le persone causando nel loro comportamento:1)Iperproduzione di Serotonina, causando una tipica sindrome da irritazione; 2)Carenza surrenale, producendo una tipica sindrome da esaurimento; 3)Ipertiroidismo subclinico, apatia dei sintomi tiroidei.
Anche gli animali risentono degli effetti da ionizzazione positiva.
Se esposto a ioni positivi che si accumulano nell'aria prima di una tempesta, i ricercatori hanno fatto notare che il bestiame diventa più agitato e aggressivo, oltre a diventare maggiormente incline a malattie respiratorie.
Se oggi la percentuale di Radiazione Cosmica che raggiunge il nostro pianeta stà aumentando, causando una maggior percentuale di ioni positivi nell'atmosfera come potrebbe risentirne la razza umana?
Già dall'inizio del 1300, il primo secolo di introduzione alla Piccola Età del Ghiaccio, ci sono stati casi in cui il divampare e il successivo dilagare di epidemie era all'ordine del giorno, allo stesso modo con cui queste ultime mietevano le loro vittime.
Una di esse raggiunse una tale propagazione da diventare non più un'esclusivo caso di epidemia ma di Pandemia, è certamente il caso della Morte Nera.
Durante la prima grande fase di bassa attività solare della Piccola Età del Ghiaccio, il Minimo di Wolf, dal 1280 al 1350, nacque nel 1333 in Cina, come abbiamo visto in precedenza, ma nel giro di pochi anni raggiunse anche l'Europa, e tra il 1347 e il 1350, sterminò in un vero e proprio olocausto virale 75 milioni di persone, da un terzo a metà della popolazione europea.

Il responsabile di questa epidemia era il batterio Yersinia Pestis, il quale provocando tre differenti tipologie di peste dette inizio alla devastazione.
In ordine di incidenza le tre forme della malattia erano: bubbonica, polmonare e setticemica.
Tutte e tre infettavano il sistema linfatico causando dolore alle gambe, febbre alta, emicrania, vomito e dolore alle giunture.
La Peste Polmonare provocava anche l'espettorazione di esacrato sanguinolento; la Peste Setticemica faceva si che la pelle diventasse color porpora man mano che l'emorragia si diffondeva a tutte le cellule del corpo.
Inutile dire che al giorno d'oggi se un solo infetto si aggirasse per New York, inconsapevolmente infetto dal batterio Yersinia Pestis, diffonderebbe il contagio con una rapidità quasi fuori controllo.
Altre forti epidemie durante la Piccola Età del Ghiaccio vennero alla luce durante un'altra fase di profondo minimo dell'attività solare detto Minimo di Spoerer, dal 1450 al 1550.
Una di queste divampò nel 1485 in Inghilterra sottoforma della cosiddetta Febbre Eruttiva.
La sua prima apparizione fu nel 1485, una terribile pestilenza della quale un sudore improvviso aggrediva il corpo con forti emicranie e dolori fisici, il tutto accompagnato da una terrificante sensazione di calore.
Gli infetti gettavano via le coperte, se vestiti di spogliavano mentre quelli assetati bevevano acqua fredda.
Tutti passavano a miglior vita poco dopo la comparsa del sudore, al punto che non se ne salvò nemmeno uno.
La Febbre Eruttiva cominciava sempre in estate, rimase latente dopo la sua prima comparsa e si ripresentò nel 1508, seguita da ondate successive nel 1517, 1528 e 1551.
Quella del 1528 fu la peggiore.
L'infezione uccideva in un giorno e in alcuni casi in appena tre ore.
Dopo il 1551 la Febbre Eruttiva non ricomparve più ne in Inghilterra ne in Europa.
Nel complesso l'epidemia fu meno peggiore della Peste, ma nel complesso tra il 1485 e il 1551 si stima vi furono almeno 3 milioni di morti.
Durante il Minimo di Spoerer, non fu solo la Febbre Eruttiva ma anche il Vaiolo fu responsabile di milioni di morti nel Nuovo Mondo.
Nel 1519 Hernan Cortes portò il Vaiolo da Porto Rico fino al continente nord americano, in particolare in Messico, dove con gli Aztechi, biologicamente privi di difese innescò una delle epidemie più devastanti della Storia.
Gli Spagnoli erano quasi del tutto immuni alla fatale malattia così anche i loro schiavi.
Si ipotizza che fu uno schiavo nero, Panfilo de Narvaez, l'ignaro agente di contaminazione che portò alla morte di 4 milioni di Aztechi, che sommato allo sterminio dei Conquistadores portò quel popolo quasi sull'orlo dell'estinzione.
Sempre tra il 1500 e il 1550 un'altra epidemia fu di gran lunga peggiore di queste.
Un'epidemia di sifilide si diffuse in Europa causando circa 10 milioni di vittime,nel contempo la popolazione dei Guanci delle isole Canarie fu completamente sterminata da un'epidemia, probabilmente la stessa.
Esempi come questi ci fanno notare come a differenza del giorno d'oggi, durante il periodo di raffreddamento climatico della Piccola Età del Ghiaccio le epidemie erano tanto letali quanto diffuse da portare alla morte di milioni di individui, un fatto che al giorno d'oggi più non di vede.
Alcuni studi hanno evidenziato che quando l'attività solare è assai più debole il maggior flusso di Radiazione Cosmica che bombarda la nostra atmosfera, oltre che quelle degli altri pianeti, causa un'aumento degli ioni positivi portando i virus e i batteri ad essere più aggressivi e invasivi.
Questo dato ci viene confermato dal fatto che per tutti della durata della Piccola Età del Ghiaccio, l'attività solare si è mantenuta su valori estremamente bassi, quindi un periodo estremamente favorevole affinché la ionizzazione positiva prodotta dalla Radiazione Cosmica nella nostra atmosfera, ha portato ad un'aumento e un'aggravarsi delle infezioni virali e batteriche.
Al giorno d'oggi epidemie di Peste non compaiono più con la medesima frequenza con cui apparivano in quel freddo periodo, ma sembrano non esserci dubbi che in quel periodo questa piaga divampasse e si propagasse molto più spesso e rapidamente di quanto possiamo pensare.
Nonostante la principale Pandemia si fosse gradualmente estinta, focolai di Peste divamparono anche nei secoli successivi facendo un'ammontare di altrettante migliaia di vittime.
Una di esse scoppiò a Venezia nel 1477, si attenuò durante l'inverno per poi ricomparire durante la successiva primavera mietendo in media una quarantina di morti al giorno raggiungendo un totale di 20.000 decessi.
L'epidemia si propagò rapidamente anche a Verona, Mantova, Bergamo, Cremona, Milano, Bologna, Firenze, Perugia, Aquila e Roma.
Un'altra violenta epidemia si manifestò negli anni 1485-87 a Milano e poi ancora a Venezia, cominciando nel maggio 1485, aumentando di intensità in autunno e in inverno e fino alla successiva primavera.
Secondo alcuni i morti erano in media 300 al giorno, a Milano furono più di 50.000.
Nel 1575 la Morte Nera ricomparve contemporaneamente in due regioni estreme d'Italia: Trentino e Sicilia.
Dal Trentino il morbo arrivò a Verona sterminando un quinto dei suoi abitanti.
A settembre si diffuse a Mantova e dopo a Venezia dove fra l'agosto 1575 e il luglio '77 uccise 51.000 persone. pari al 27% degli abitanti.
Vicenza ebbe 1.908 morti e Milano 17.329.
Brescia subì 20.000 morti, non bastavano 15 carrette per trasportare quotidianamente i cadaveri, i quali venivano accatastati come sacchi dell'immondizia in determinati posti in attesa che fossero condotti fuori città.
Durante la Piccola Età del Ghiaccio, il deterioramento del clima, l'aumento della concentrazione di ioni positivi nell'atmosfera, la bassa attività solare e le condizioni umide e fredde furono i principali fattori che portarono allo svilupparsi di infezioni su scala globale.
Per trovar una corrispondenza a quest'affermazione bisognerebbe scoprire dei punti del globo che non furono mai visitati da esploratori le cui popolazioni furono ugualmente decimati da letali epidemie.
Durante il Minimo di Dalton, dal 1790 al 1830, i rapporti dell'archeologo Peter Hiscock dicono che intorno al 1750 ci fu lo spopolamento significativo delle tribù in Australia a causa di epidemie.
Sono dell'idea che il declino dei popoli pre-colombiani non fosse dovuto tanto al fatto che fossero biologicamente privi di difese, ma invece quanto al fatto che il rafforzarsi delle patologie infettive avesse reso assai più deboli e vulnerabile il loro sistema immunitario, l'arrivo degli Spagnoli altro non è stato che come portare un arma biologica nel salotto di casa.
Tornando ai giorni attuali, è interessante notare che dal 2008 a questa parte, quando l'attività solare ha avuto un drastico crollo e la percentuale di Radiazione Cosmica che raggiunge il nostro pianeta ha avuto un sensibile aumento, hanno fatto la comparsa nuove patologie mentre altre si sono aggravate a livelli record in tutto il mondo.
Una di queste la possiamo riscontrare nel epidemia influenzale del 2009 denominata "influenza A/H1N1", che comparsa in Messico nell'estate, si è poi propagata in tutti i continenti facendo scattare l'allarmismo mediatico di una possibile Pandemia, anche se fortunatamente non fu peggiore di una normale influenza stagionale.
Non furono solo le epidemie che risposero al nuovo ambiente che divenne più duro e freddo, oltre che geologicamente attivo, ma anche la razza umana oltre ad essere soggetta all'influenza di una maggior percentuale di ioni positivi, divenne soggetta al mondo geologico in maggiore movimento sotto i suoi piedi.
I nostri pensieri e i nostri sensi sono causati da altro che chimica e interazioni elettromagnetiche all'interno del nostro cervello, secondo le neuroscienze.
Così, le interruzioni di fattori ambientali possono rendere il nostro senso / pensiero disordinato.
A causa di questo, i neuroscienziati hanno proposto un motivo per gli avvistamenti di fantasmi - perturbazioni elettromagnetiche per il nostro cervello.
Questo fenomeno è simile alla epilessia del lobo temporale, quindi prima di iniziare, permettetemi di fare le cose in chiaro: l'epilessia del lobo temporale è un disturbo cerebrale che si verifica solo in alcuni, mentre le allucinazioni causate da perturbazioni elettromagnetiche nel lobo temporale e possono capitare a chiunque - ma non sono epilessia.
E se qualcuno dubita che la crisi del lobo temporale sono legate ad allucinazioni, non ha notato che ci sono stati studi che correlano positivamente la sensibilità del lobo temporale in individui normali con esperienze paranormali.
L'articolo scientifico The Neuropsychiatry of Paranormal Experiences by Michael A. Persinger, Ph.D., C.Psych. afferma che:
"Se la struttura detta funzione e la microstruttura del cervello determina o dirige le microfunzioni, allora ci si aspetterebbe classi di esperienze associate a specifiche regioni del cervello o dei modelli di attività generate all'interno di queste zone ...Sia il verificarsi di esperienze paranormali ed i loro tassi di incidenza sono associati a specifici tipi di attività neuronale nei lobi temporali ...Le fonti degli stimoli che evocano i cambiamenti neuroelettrici possono variare da proprietà intrinseche all'attività caotica, con il minimo di veridicità, per informazioni esterne che vengono elaborate da meccanismi non conosciuti al momento."
Tuttavia, il punto più importante è che le fonti di queste interruzioni neuroelettriche possono essere sia interne che esterne, il che significa che i fattori ambientali possono influenzare le attività del nostro cervello.

I campi di esperienza che inducono

Alcune ricerche hanno suggerito che un certo tipo di campo magnetico a bassa frequenza può indurre allucinazioni.
Questi campi magnetici sono conosciuti come campi di esperienza che inducono (EIF).
Un breve riassunto dei fattori che causano l'EIF sono qui sotto:

Tra questo genere di allucinazioni possiamo includere quella da "paralisi del sonno".
La paralisi nel sonno, detta anche paralisi ipnagogica, è un disturbo del sonno in cui nel momento prima di addormentarsi o, più comunemente, al risveglio ci si trova impossibilitati a muoversi. Questo disturbo dura molto poco (al massimo 2 minuti dal risveglio o pochi secondi prima di addormentarsi), talvolta di più, ma mai per un tempo oggettivamente lungo. Durante la paralisi tutti i muscoli del corpo sono paralizzati, e nonostante la persona in cui il disturbo si manifesta sia del tutto cosciente, riesce a compiere pochissimi movimenti, in certi casi solo il movimento degli occhi, della lingua o alcuni lievissimi movimenti degli arti; comunque durante le paralisi non si verificano problemi respiratori.
Questo stato di paralisi è dovuto alla persistenza dello stato di atonia che i muscoli presentano durante il sonno ed è causato da una discordanza tra la mente e il corpo: il cervello è attivo e cosciente, e il soggetto riesce spesso a vedere e sentire chiaramente ciò che lo circonda. Nonostante ciò il corpo permane in uno stato di riposo. Ciò solitamente incute terrore e angoscia nell'individuo affetto dal disturbo. Le cause più comuni sono: mancanza di riposo, stress e ritmi di sonno irregolari. Spesso la "vittima" di tale paralisi prova a gridare per chiedere aiuto, riuscendo al massimo a sussurrare debolmente, provando la sgradevole sensazione di sentire la propria voce soffocata da qualcosa di anomalo.

Recenti studi hanno dimostrato che i rapporti di paralisi del sonno, sono più comuni in hotspot geografici come Città del Messico e per tutto l'Anello di Fuoco, nell'Oceano Pacifico, anche le isole Hawaii sono brulicanti di leggende di fantasmi soffocanti.
Ciò che la maggior parte di questi "hot spot" da paralisi da sonno hanno in comune sono l'attività geofisica, vulcani, faglie e simili.
La prova sta diventando sempre più convincente che la paralisi del sonno e qualche altra attività paranormale sembrano coincidere con le condizioni geofisiche di un territorio.
In realtà, un sacco di ricerca è stato suggerito che alcune condizioni geomagnetiche più spesso create in luoghi con condizioni geofisiche irregolari, sono direttamente correlati con i rapporti di occorrenze paranormali tra cui paralisi del sonno.
Il movimento della tettonica a placche, le faglie corrispondenti e i fenomeni di vulcanismo oltre ad essere presentarci spettacolari fontane di fuoco e catastrofi su vasta scala sono anche, nel loro movimento e attività, capaci di generare una grande quantità di elettricità statica, come spesso è stato testimoniato nel corso della storia durante i grandi terremoti.
1742 - Nel terremoto di Livorno della fine di gennaio a Castel Fiorentino alle 5 pom. fu osservato fra W e N un gran chiarore simile ad un’aurora boreale (P. T.).
1750 - Terremoto di Londra preceduto da lampi continui. (P. T.)
1755. Novembre. - Durante il terremoto di Lisbona furon viste meteore ignee che - come le folgori - solcavano velocemente l’aria. (GALLI I., Sulla forma vibratoria del moto sismico, pag. 68).
1755. 9 dicembre. - A Morat nel momento del terremoto l’ago della bussola declinò al W di 25’ (In SARTI citato da DE ROSSI, Meteorologia Endogena, T. I, pag. 67).
1832. 13 marzo - Verso l’alba a Modena si sentì una forte scossa accompagnata da un baleno; tutto il cielo fino all’orizzonte dalla parte di nord parve ardere a cagione di nebbie infuocate e vermiglie (P. T.).

Alcuni studiosi hanno appunto confermato che un'aumento dell'elettricità statica potrebbe essere alla base della previsione dei terremoti.
Gli scienziati sostengono che un aumento di elettricità statica sotto la terra potrebbe essere un indicatore affidabile che un terremoto è imminente.
Tom Bleier, un ingegnere satellitare con QuakeFinder, ha speso milioni di dollari mettendo uno specialista nella misurazione delle attrezzature dei magnetometri - lungo le linee di faglia in California, Perù, Taiwan, e la Grecia, secondo il Daily Mail.
Gli strumenti sono abbastanza sensibili per rilevare gli impulsi magnetici da scariche elettriche fino a 10 miglia (16 chilometri) lontani, che potrebbero dare alla gente il tempo di mettersi in salvo prima che un terremoto colpisca.
La teoria degli scienziati è che durante l'arrivo di un terremoto, l'attività sotto terra passa attraverso un "cambiamento strano", producendo intense correnti elettriche.
"Queste correnti sono enormi " Bleier ha detto in una riunione della American Geophysical Union (AGU) a San Francisco .
Ha detto che sono dell'ordine di 100.000 ampere per un terremoto di magnitudo 6 e un milione di ampere per una magnitudo 7, che è quasi come un fulmine, sotterraneo. Prima di un grande terremoto, il livello di scariche di elettricità statica di fondo salgono bruscamente, afferma Bleier.
Ed è quello che lui sostiene di aver visto prima della mezza dozzina di terremoti di magnitudo 5 e 6 terremoti i cui precursori lui è stato in grado di monitorare.
Il numero di impulsi, ha aggiunto, sembra aumentare circa due settimane prima del terremoto poi scendono al livello di fondo.
Non dovrebbe sorprendere se durante il periodo della Piccola Età del Ghiaccio sia sorto il mito delle streghe o avvistamenti di demoni.
"Dio Onnipotente ha un litigio ultimamente con tutta l'umanità", si lamentava il gallese storico James Howell nel 1647, "per entro questi 12 anni ci sono state le rivoluzioni più strane e orribili cose sono accadute, non solo in Europa, ma in tutto il mondo."
Il mondo, pensò, era "nel caos".
Egli non era il solo.
Quando la guerra civile infuriava nelle isole britanniche, la ribellione strappò fori negli imperi del Ming e degli Ottomani, e l'Europa centrale sanguinava durante la guerra dei Trent'anni, altri commentatori sprofondarono nella disperazione.
Ogni giorno, ha registrato lo studioso di Oxford Robert Burton nel 1638, ha portato notizie di "guerra, epidemie, incendi, inondazioni, furti, omicidi, massacri, meteore, comete, spettri, prodigi, apparizioni, delle città prese, città assediate in Francia, Germania , Turchia, la Persia, la Polonia, ecc ".
Il mondo era un posto molto più freddo e aggressivo sia dal punto di vista degli esseri umani sia dal punto di vista delle epidemie tuttavia manca il fattore scatenate di questa guerra biologica.

Se l'aumento della Radiazione Cosmica portò ad un aumento degli ioni positivi nell'atmosfera rendendo le colonie virali e batteriche molto più aggressive, come lo stesso accadde agli esseri umani, si può anche chiaramente dire che a centocinquanta milioni di chilometri di distanza fece lo stesso durante i picchi del ciclo undecennale delle macchie solari con un'ulteriore aumento degli ioni positivi nell'atmosfera terrestre, dopotutto è la stella più vicina al nostro pianeta.
Secondo lo scienziato A.L. Tchijewsky, i grandi cambiamenti sociali, guerre, rivoluzioni ecc erano strettamente legati all'attività solare, nel 1926, disse: "Dobbiamo pensare che esista un potente fattore esterno alla nostra Terra che governa lo sviluppo degli eventi nelle società umane e li sincronizza con l’attività del sole; e dobbiamo anche pensare che l’energia elettrica del sole è il fattore extraterrestre che influenza i processi storici".
Anche il professor Raymond Wheeler comprese questa realtà.

Il Professor Raymond Wheeler, presso l'Università del Kansas, in un primo momento quasi inciampò nei dati.
La connessione è stata inizialmente scoperta dal noto scienziato russo Alexander Chizhevsky durante il 1915: tempeste solari innescano i conflitti, le guerre e la morte. Un vortice di morte, lo soprannominò.
Chizhevsky aveva trovato dopo una ricerca intensa che l'ascesa e la caduta dell'attività solare, interagendo con il campo magnetico terrestre provoca cambiamenti di massa nella prospettiva umana di stati d'animo, emozioni e modelli di comportamento. Tutti sono affetti dalle macchie solari e brillamenti solari.
Sulla base di ricerche dello studioso russo, Wheeler ha applicato un sistema di classificazione numericamente ponderato nel corso del 1930 alle guerre separate e anche alle singole battaglie valutandone la durata e la gravità.
Ha poi correlato i dati impressionanti che aveva accumulato con il ciclo delle macchie solari di 11 anni.
I risultati li trovò terrificanti.
Quando il ciclo solare di 11 anni ha raggiunto il picco, così l'hanno fatto l'inquietudine umana, rivolte, ribellioni, rivoluzioni e tutti i mezzi a guerre tra le nazioni.
Era quasi come se l'intensa ripresa magnetica colpisse direttamente il cervello umano e avesse l'umanità in capricci emotivi mortali e serie di uccisioni frenetiche.
Gli assalti sono saliti alle stelle. Gli omicidi aumentarono. E guerre sanguinose e ribellioni scoppiano con una furia tutta la faccia del globo.
La ricerca di Wheeler ha rivelato il modello che ha attraversato la storia umana nei lontano 2500 anni.
Durante il ciclo solare 22, dal 1986 al 1996, nel corso del massimo solare del 1990 la febbre salì iniziarono scontri in tutto il mondo che si conclusero con l'Iraq che invase il Kuwait e gli Stati Uniti combattendo contro l'esercito di Saddam Hussein. Poi, 11 anni dopo, gli attacchi del 9-11 contro New York e Washington, DC sono stati seguiti da due guerre in rapida successione: Afghanistan e ancora Iraq.
Secondo il ciclo di 11 anni, quando il sole è entrato nella suo prossimo picco di attività durante la fine del 2010 le interruzioni nel campo magnetico della Terra potrebbero essere previste per causare ancora una volta agitazione, instabilità, rivolte, focolai di guerra, la distruzione e la morte di massa.
Come un orologio si è verificato.
Improvvisamente la notizia è stata riempita con l'aumento del dissenso fino in Tunisia, Egitto, Yemen, Bahrein e Arabia Saudita.
Si diffuse in Siria, Libia, Iran e Cina.

L'Europa non è stata immune: sorse il malcontento generale nel Regno Unito e la Francia, la Grecia aveva esteso sommosse, la Spagna si sentiva sotto pressione, e anche gli Stati Uniti hanno visto folle inferocite salire nello stato del Wisconsin.
Quando i flare aumentano e il sole diventa più violento, ci aspetta una maggiore violenza sulla Terra alcuni letteralmente impazziscono, senza causa apparente o rendersene conto.
Lo schema è inconfondibile.
Nei punti chiave durante il ciclo solare, dal minimo al massimo l'attività del campo magnetico terrestre comincia a intensificarsi quando bombardata dalle tempeste solari. I conflitti avvengono sono quando l'attività sta accelerando verso il picco, o scendendo verso il minimo.
Gran parte della ricerca durante i seguenti 70 anni ha dimostrato che il campo magnetico interaziona con il cervello guidando l'elettrochimica degli esseri umani e colpisce quindi anche i meccanismi psicologici profondi tra cui la creazione di sbalzi ormonali anomali e mutando anche significativamente l'attività delle onde cerebrali.
In altre parole, il mondo impazzisce e la stessa cosa riguarda anche le epidemie.
Lo stesso scienziato sovietico A.L. Tchijewsky (1897-1964), professore alla Facoltà di medicina dell’Università di Mosca, che aveva a lungo studiato il problema, raccogliendo dati da 72 paesi fin dal 600 a.C., scoprì un evidente parallelismo tra le epidemie in rapporto al ciclo undecennale del sole.
La sua tesi è che tutte le epidemie mostrano una periodicità undecennale.
Era conosciuta e da molto tempo una periodicità di circa undici anni per la difterite, ma se ne ignorava il motivo.
Tchijewsky ne evidenziò il parallelismo col ciclo undecennale del sole.
Identica relazione evidenziò lo studioso russo, per la meningite cerebrospinale, che studiò in diversi Paesi e i cicli delle macchie solari, negli anni 1800-1920.
Il dott. B. Rudder, direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Francoforte, confermò con successive e più estese ricerche le conclusioni di Tchijewsky.
Altri lavori documentarono un rapporto tra il ciclo undecennale solare e l’infezione difterica e il numero dei casi avutisi a Vienna e a Budapest (osservazioni fatte sugli anni: 1885 - 1900 - 1905 - 1910 - 1915 - 1920 - 1925 - 1930 - 1935). (Fonte: H. Berg, Io Symposium international sur les relations entre phénomènes slaires terrestres en chimie-physique et biologie, Presses Académiques Européennes, Bruxelles, 1960, pag. 160).
Cosa succederebbe se sommassimo i dati presentati e provassimo a interpretarli dal punto di vista di un evento storico come la Prima Guerra Mondiale?
Questa storia inizia con il Minimo di Damon (1856-1913).
Anche questo fu un periodo di bassa attività solare che seguì il Minimo di Dalton prolungando il periodo di raffreddamento climatico fino al 1913, appena prima della Prima Guerra Mondiale.
Come abbiamo osservato i periodi di bassa attività solare portano ad un'aumento della Radiazione Cosmica, che aumentando la quantità di neutroni che gli strati del mantello, incrementano e accelerano il decadimento radioattivo degli elementi, portando ad un'aumento dell'emissione di energia termica dall'interno con un'intensificarsi dell'attività sismica come la sua frequenza e un'aumento della violenza delle eruzioni esplosive, come il loro numero oltre che ad una maggior quantità di lava emessa.
Il periodo che va dal 1856 al 1913 corrispose esattamente a questo fenomeno.
Durante questo minimo in Indonesia avvenne nel 1883 la catastrofica eruzione del Krakatoa.
L'eruzione del 1883 espulse più di 5 miglia cubiche (circa 21 chilometri cubi) di roccia, cenere e pietra pomice, generando un boato tra i più forti mai registrati da essere umano - l'esplosione del cataclisma fu distintamente ascoltata fino ad Alice Springs in Australia, e a Rodriguez vicino all'isola Mauritius, e il riverbero delle onde atmosferiche fu avvertito in tutto il mondo.
165 villaggi furono devastati, 36.000 persone morirono e molte migliaia di persone furono ferite dall'eruzione, di cui gran parte a causa dello tsunami che seguì la tremenda esplosione.
L'eruzione generò tramonti spettacolari in tutto il mondo per diversi mesi successivi, a causa del fatto che la luce solare si rifletteva sulle particelle di polvere sospese nell'aria, eruttate dal vulcano nell'atmosfera.
A causa delle particelle di cenere emesse nell'aria, la Luna mantenne per anni un colore bluastro.
Inoltre la temperatura media terrestre si abbassò.
Non fu da meno un'altra colossale eruzione in Alaska dal vulcano Novarupta, nel 1912, il quale eruttò 12.5 km cubici di materiale vulcanico, questa era la più grande eruzione del 20 ° secolo , battendo il Pinatubo nel 1991 di un fattore 3 in volume e, per confronto, il Saint Helens nel 1980 di un fattore 30.
L'eruzione ha avuto un impatto decennale della fauna selvatica, che colpì la deposizione delle uova di salmone nei fiumi vicino Katmai / Novarupta per anni.
È interessante notare che, per le dimensioni dell'eruzione, ha avuto un grande impatto sul clima globale, con temperature più fredde dell'emisfero settentrionale e qualche effetto sulla opacità atmosferica fino in Algeria, la stessa cosa avvenne con la grande eruzione del vulcano Sakurajima, in Giappone, nel 1914.
Il raffreddamento climatico del Minimo di Damon, accentuato dall'intensa attività vulcanica, fu una delle cause indirette che portarono all'inizio della Prima Guerra Mondiale, tuttavia in seguito il fenomeno venne accentuato da un'altro grande fattore.
La prima guerra mondiale è il nome dato al grande conflitto che coinvolse quasi tutte le grandi potenze mondiali, e molte di quelle minori, tra l'estate del 1914 e la fine del 1918.
La Prima Guerra Mondiale, ebbe inizio con l'inizio di un ciclo solare undecennale denominato Ciclo 15, il suo picco invece avvenne durante la massima intensità di quest'ultimo nel 1917-18.
Infatti diversi scienziati sono riusciti a ricostruirne il nesso ma non era solo la razza umana a essere in guerra con se stessa, anche le epidemie che seguirono presero la parte da protagonista appena dopo la fine del conflitto e del massimo solare.
G.L. Playfair e S. Hill: "Nel 1917... la rivoluzione bolscevica si era verificata in coincidenza con un’insolita esplosione di attività solare, come avvenne per il tentativo fallito del 1905. Nel 1922, aveva disegnato un diagramma... che dimostrava che un periodo di almeno 2400 anni di ‘movimenti di masse’, comprese tutte le guerre più gravi, le battaglie e le rivoluzioni registrate nella storia di tutti i popoli, rivelava non solo dei cicli regolari, ma dei cicli in fase con quelli del Sole. (...) Le rivoluzioni francesi del 1789, 1830 e 1848, le agitazioni locali del 1870 e le due rivolte russe del 1905 e del 1917 ebbero luogo tutte vicino a periodi di massima attività solare."
Nel 1918-19 l’influenza detta Spagnola, provocò quasi 400.000 morti.
L'influenza spagnola, altrimenti conosciuta come la Grande Influenza, è il nome di una pandemia influenzale che fra il 1918 e il 1920 uccise decine di milioni di persone nel mondo.
È stata descritta come una delle più gravi forme di pandemia della storia dell'umanità, avendo ucciso più persone della terribile peste nera del XIV secolo e della stessa Grande Guerra.
Dobbiamo osservare che il fenomeno corrisponde esattamente allo stesso modo con cui ebbe inizio la Rivoluzione Francese, conseguendo all'ascesa di Napoleone e in seguito con la sua definitiva caduta, durante il Minimo di Dalton (1790-1830).
Fu così chiamato dal nome del meteorologo inglese John Dalton che lo osservò.
Come il Minimo di Maunder e il Minimo di Spörer, il minimo di Dalton coincise con un periodo di temperature globali sotto media.
Per esempio, la stazione meteorologica di Oberlach, Germania, registrò una diminuzione di 2 °C in venti anni.
Durante l'anno 1783, avvenne una grande e prolungata eruzione dal vulcano Laki-Grismvotn, altissime fontane di lava alte 1400 metri cominciarono ad espellere enormi quantità di basalto, vennero espulsi, secondo alcune stime, 14 chilometri cubi di basalto.
L'eruzione ebbe inizio l'8 giugno 1783 con l'apertura di una faglia composta da 130 crateri a causa di esplosioni freatomagmatiche provocate dal contatto tra il magma e l'acqua del sottosuolo.
Iniziata con un esplosioni di tipo pliniano, l'eruzione si fece meno violenta nei giorni successivi, assumendo caratteristiche prima stromboliane e poi hawaiiane.
L'eruzione venne classificata al sesto livello nell'Indice di Esplosività Vulcanica (VEI). Le emissioni di aerosol di acido solforico avvenute negli otto mesi successivi provocarono notevoli effetti sul clima e nella società dell'intero emisfero boreale.
L'eruzione continuò fino al 7 febbraio 1784, sebbene la maggior parte del basalto fu emesso nei primi cinque mesi dall'inizio dell'evento.
Il Grímsvötn continuò ad eruttare fino al 1785.

Gli 8 milioni di tonnellate stimate di fluoro gassoso e i 120 milioni di diossido di zolfo emessi nel corso del fenomeno andarono a formare sull'Europa quella che fu chiamata “la foschia di Laki”.
Sembra che l’eruzione del Laki influì anche sul clima africano ed asiatico: la circolazione monsonica indiana fu indebolita, e questo portò ad anomalie negative nelle precipitazioni sull’area del Sahel.
Tuttavia in quello stesso anno in Giappone avvenne un'altra grande eruzione vulcanica, spesso trascurata a causa dell'imponenza di quella islandese, tuttavia non va trascurata in quanto evidenzia come alcuni periodi siano favorevolmente sincroni per queste grandi eruzioni mentre altri meno.
La grande eruzione del vulcano Asama nel 1783 è stata una delle eruzioni più grandi e più distruttive del Giappone negli ultimi 1000 anni.
E 'iniziata con espulsioni di cenere sporadiche a partire dal 9 maggio, e gradualmente aumentando di intensità.
Dopo la fine di luglio, l'eruzione è diventato continua, formando un enorme nube di cenere pliniana che ha annerito il cielo orientale ed era piena di pesanti tuoni e fulmini. Onde d'urto potenti hanno scosso le case e causato il panico.
L'eruzione è culminato in una serie di potenti esplosioni che iniziarono il 4 agosto, e terminarono con una gigantesca esplosione il 5 agosto, che potrebbe essere stata sentita fino a 300 km di distanza.
L'eruzione ha prodotto altamente flussi piroclastici distruttivi e molto insoliti, ceneri pesanti e cadute di pomice, grandi colate di lava e costruito un cono.
Furono completamente distrutti 4 paesi, migliaia di case ed uccise circa 1400 persone.
Gli effetti di queste grandi eruzioni si fecero ripercuotere sul clima globale.
Il fiume Nilo ridusse drasticamente la sua portata. In Europa peggiorò la qualità dell’aria e le estati si fecero fresche e piovose. L’inverno che seguì fu uno dei più rigidi nella storia della Gran Bretagna: la città di Selborne visse 28 giorni di gelo consecutivi, e 8.000 furono i morti causati dal freddo in tutta la nazione.
La Germania e il resto dell’Europa centrale furono teatro di abbondanti nevicate, che, durante il successivo disgelo, causarono disastrose inondazioni.
Le anomalie climatiche potrebbero aver acuito la carestia dell’epoca Tenmei in Giappone. I cattivi raccolti innescarono grandi insurrezioni delle popolazioni, che cominciarono a morire di fame e di stenti. Era il 1789.
Fu uno dei fattori che contribuì allo scoppio della Rivoluzione Francese.
Come affermano gli scienziati G.L. Playfair e S. Hill in precedenza, lo scoppio della Rivoluzione Francese avvenne sincrono con un picco di attività delle macchie solari e in seguito portando all'ascesa di Napoleone, tuttavia l'Imperatore Francese fu a sua volta vittima di ciò che favorì la sua ascesa.
Le ultime campagne militari di Napoleone Bonaparte, dalla disastrosa campagna di Russia del 1812 alla sconfitta di Waterloo nel 1815, vennero fortemente condizionate dalle pessime condizioni meteorologiche.
Queste tuttavia vennero precedute da eruzioni vulcaniche di notevole entità che liberarono nell'atmosfera grandi quantità di gas e pulviscolo.
I dati degli anelli degli alberi dall'Alaska, Yukon e la valle Mackenzie mostrano che "nel 1810 è stata l'estate più fredda su tutta la regione ...".
Di aggiunta importanza, per quanto riguarda l'invasione del 1812, un'eruzione 'sconosciuta' aveva avuto luogo nel 1809, secondo ai dati degli anelli degli alberi: "La gravità e l'estensione nello spazio delle gravi condizioni in tutto il Nord America occidentale nell'estate del 1810 supporta ipotesi precedenti di una grande eruzione vulcanica nel 1809 per la quale non è ancora stato trovato il responsabile."
L'Etna era attivo nel 1780, 1792-93, 1802 e 1809 e ci fu una grande eruzione dal 27 Ottobre 1811 al maggio 1812 - un mese prima che la Grande Armata entrasse in Russia.
Il vulcano Urzelina nelle Azzorre entrò in eruzione nel 1808.
Quell'anno in Inghilterra, Luke Howard aveva notato un anomalo brillante crepuscolo.
L'anno seguente Constable dipinse un altro meraviglioso dipinto di polvere di ispirazione con il fiume Stour al tramonto quando l'Etna aveva eruttato.
E gli effetti del vulcano 'sconosciuto' devono anche essere presi dentro nel 1811, così come la grande eruzione in corso sull'Etna, vi era una maggiore attività vulcanica delle Azzorre e il Vesuvio eruttò anche quell'anno con una grande eruzione.
Nelle Indie Occidentali sull'isola di Saint Vincent, il Soufriere eruttò nel 1811 e aprile 1812 - di nuovo poco prima dell'invasione della Russia.
Le stime degli studiosi parlano di 550.000 Km3 di emissioni tra gas, ceneri e polveri la maggior parte dei quali rimangono sospesi nell'atmosfera per poi venir diffusi dalle correnti aeree un po' su tutto l'emisfero settentrionale.
Qualche mese dopo, il 6 agosto, mentre l'Armata napoleonica insegue l'esercito russo alla volta di Mosca, da tutt'altra parte del mondo, sull'isola maggiore dell'arcipelago delle Sangihe in Indonesia, un altro vulcano, l' Awu si risveglia anch'esso con una potente eruzione, brucia tutto quanto intorno a sè con una nube ardente uccidendo anche 953 persone, e a sua volta libera nell'atmosfera, ceneri, polveri e una gran quantità di gas (anche qui per un totale 550.000 Km3).
Tuttavia non era finita, alla fine del 1813 il Vesuvio entrò nuovamente in eruzione con una potente eruzione.
Una parte del cono vulcanico addirittura crollò, una certa quantità di ceneri vennero scagliate fino a Napoli ed Ischia, e almeno 75.000 Km3 di emissioni vennero liberate in aria.
Poco più di un mese dopo, nella notte tra il 31 gennaio ed il 1 febbraio 1814 un altro vulcano addormentato, il Mayon nelle Filippine, improvvisamente si risvegliò fra lampi e bagliori infuocati e un'enorme colonna di polveri e gas velenosi si innalzò verso l'alto, per poi ricadere alle pendici del cono bruciando e avvelenando ogni cosa al suo passaggio. Almeno 1200 persone morirono a causa dell'eruzione, mentre la quantità di emissioni liberate nell'atmosfera fu all'incirca uguale a quelle sprigionatisi dal Soufriere e dall'Awu, cioè 500.000 Km3.
Il tutto finì nel 1815 con l'enorme eruzione del vulcano Tambora, responsabile dell'Anno Senza Estate nel 1816, esalando nell'atmosfera nell'arco di cinque giorni – dal 7 al 12 aprile – non solo una quantità di gas pari a 200 milioni di tonnellate, ma soprattutto una enorme quantità di polveri e ceneri: tra i 100 ed i 300 chilometri cubici, secondo differenti calcoli.
Nella notte tra l'1 e il 2 marzo 1815, Napoleone fuggito dall'Isola d'Elba, sbarcò a Golfe-Juan vicino Cannes.
I reggimenti di soldati inviati contro l'ex-imperatore dal governo monarchico di Luigi XVIII finirono per unirsi a lui senza sparare un solo colpo.
Anche il maresciallo Ney che dopo l'esilio di Napoleone all'Elba si era adattato a servire il nuovo governo monarchico, tornò ad ossequiarlo.
Napoleone il 19 marzo fu di nuovo a Parigi mentre nelle settimane successive si preparò ad affrontare l'inevitabile reazione militare degli altri governi europei.
In quella tarda primavera del 1815 i gas e le polveri del Tambora e quelle degli altri vulcani provocarono un aumento sostanzioso delle precipitazioni piovose, anche nella zona di Bruxelles, dove tra il 16 ed il 18 giugno si svolsero le ultime operazioni militari di Napoleone, a Quatre-Bras, Ligny e Waterloo.
Sin dalla sua partenza alla volta di Bruxelles, tra il 14 ed il 15 giugno, l'esercito francese era stato accompagnato dalla pioggia: una pioggia costante, che a tratti dava un po' di tregua, ma che diventò temporale torrenziale dalla sera del 16, intralciando le operazioni di Ney e Napoleone, rispettivamente a Quatre-Bras e Ligny, proseguendo con uguale intensità anche il giorno successivo.
Ed anche durante la notte tra il 17 e il 18 continuò a piovere intensamente, costringendo i soldati a dormire in mezzo al fango sotto una doccia continua.
La mattina dopo finalmente tornò il sereno, ma il terreno di Waterloo risultò un interminabile pantano dove si affondava fino al ginocchio nella melma.
Tanto Napoleone quanto gli ufficiali si resero conto che non solo risultava quasi impossibile spostare velocemente sul terreno fradicio le pesanti batterie di cannoni, ma anche che il semplice uso strategico dell'artiglieria in quelle condizioni era quantomai vano: i proiettili sarebbero affondati nel fango semiliquido e non sarebbero esplosi, o se l'avessero fatto avrebbero finito solo col sollevare qualche schizzo di terreno bagnato, facendo ben poco danno tra le fila nemiche.
Di qui l'attesa di Napoleone per buona parte della mattinata aspettando che il sole appena uscito rendesse il terreno un po' più asciutto.
Di qui, nel frattempo, anche le manovre diversive – costate però numerosi soldati francesi - alla conquista di alcune posizioni per spingere gli Inglesi allo scoperto, mentre l'imperatore francese aspettava oltre che un terreno più asciutto anche alcune truppe spedite il giorno precedente da tutt'altra parte a bloccare i prussiani.
Ma il comandante di queste truppe, Grouchy, non ricevette l'ordine speditogli nella notte da Napoleone di raggiungere il campo di Waterloo, con la conseguenza che le truppe non arrivarono mai ed i prussiani riuscirono ugualmente ad avvicinarsi nel primo pomeriggio al campo di battaglia e alle truppe di Wellington.
Quando esse apparvero all'orizzonte, Ney decise probabilmente anche per tale motivo di rompere gli indugi intuendo che la situazione si sarebbe fatta in ogni caso più critica.
Così anche senza l'ausilio dell'artiglieria, i cui pezzi continuavano ad impantanarsi nel fango facendo perdere altro tempo prezioso, si gettò insieme a tutta la cavalleria all'attacco, sperando che quell'atto coraggioso servisse a rompere le linee inglesi.
Ma i cavalieri vennero ripetutamente abbattuti dagli esperti fucilieri britannici e nemmeno i reggimenti di fanteria mandatigli dietro da Napoleone per cercare di riparare alla sua infelice mossa, riuscirono a contenere la carneficina, finendo anch'esse falcidiate dal fuoco avversario.
Lo stesso Napoleone riuscì a sfuggire a malapena ai suoi avversari, anche se com'è noto, la sconfitta di Waterloo segnò in ogni caso il tramonto definitivo dell'epopea napoleonica, e l'esilio dell'imperatore dei francesi, dopo qualche mese, sull'isola britannica di S. Elena.
Nel 1816, l'anno successivo, ormai noto anche come Anno Senza Estate, fu un'anno che corrispose oltre alle carestie comportate dal clima eccezionalmente freddo, ad un picco delle macchie solari del Ciclo Undecennale 7 e corrispose anche qui con grandi epidemie.
Secondo un'ipotesi formulata da J.D.Post della Northeastern University, il freddo fu responsabile, in qualche modo (?), della prima pandemia colerica del mondo.
I test medici descrivono che, prima del 1816, il colera era circoscritto alla zona del pellegrinaggio sul Gange, mentre la carestia di quell'anno contribuì alla nascita di una epidemia nel Bengala, che si diffuse poi in Afghanistan e nel Nepal.
Dopo aver raggiunto il Mar Caspio, l'epidemia si trasferì in occidente toccando il mar Baltico ed il Medio Oriente.
La diffusione della malattia fu lenta, ma costante.
Allo stesso modo in quello stesso anno di ebbe l'ultima grande epidemia di Peste in Sud Italia.
Non fu da meno l'arrivo del Tifo.
Gli storici riferiscono di primi focolai in Maremma, nel 1815, poi più su, nel corso del 1816.
A Fucecchio, di tifo petecchiale, si cominciò a parlare alla fine di quell’anno con vomito, respiro difficoltoso, tosse secca, diarree, petecchie nere, delirio.
Si osserva come durante la Piccola Età del Ghiaccio l'aumento dell'attività vulcanica, della radiazione cosmica e dei picchi delle macchie solari sembrino incidere profondamente non solo con la nostra attività cerebrale influendo sull'elettrochimica e gli sbalzi ormonali distorcendo la nostra percezione della realtà, ma anche sulle minori entità biologiche e virali quasi stimolandone la sopravvivenza in un mondo più freddo e ostile.
Questi tre nessi andrebbero direttamente a influire come la vita sulla Terra si è evoluta e probabilmente anche la scala del comportamento umano potrebbe essere rivista sotto un'altra ottica, probabilmente se non fosse stato per questi fenomeni ricchi di varianti la vita sulla Terra non si sarebbe evoluta oltre gli organismo unicellulari.

 

 

 

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Published by il conte rovescio - in catastrofico
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