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3 gennaio 2013 4 03 /01 /gennaio /2013 23:20

Addio a Valerio Negrini, fondatore e paroliere dei Pooh

All' età di 66 anni, Valerio Negrini, fondatore e paroliere dei più grandi successi dei Pooh, si è spento nel tardo pomeriggio di oggi all’ospedale Santa Chiara di Trento, in seguito ad un infarto.

«È troppo difficile, in un momento come questo, riuscire a racchiudere in poche parole la nostra sofferenza – dichiarano Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian, che hanno appreso la notizia dalla moglie Paola nel pieno del dolore – possiamo soltanto dire che la nostra strada è stata sempre tracciata dalla sua poesia».

«Non ci sono parole per descrivere un dolore così grande ed improvviso – dichiara Stefano D’Orazio – è una parte della mia vita che se ne va e già sento un vuoto incolmabile, buon viaggio amico mio».

Era simpatico, disponibile e aveva sempre la battuta pronta, ma non una battuta scontata o insipida, diceva cose intelligenti con uno humor che ti conquistava e ti metteva a tuo agio, tanto che ti dimenticavi di essere di fronte all’autore di gran parte delle canzoni dei Pooh, di cui era stato batterista e poi paroliere, al punto da essere soprannominato il “quinto Pooh” definizione che lui stesso odiava,soprattutto da quando i Pooh erano rimasti in tre, dopo l’abbandono di Stefano D’Orazio.

Valerio Negrini lo incontrai al Cet, al scuola umbra di Mogol, dove nel ‘96 frequentavo un corso per autori e lui era docente di come si possa scrivere una storia in tre minuti senza cadere nel banale, Il banale di Suez, come lo chiamava lui….

Fu un’esperienza che mi arricchì e ne conservai memoria gradevole e forte negli anni. Oggi sapere che, ancora giovane, ci ha lasciati, mi crea emozione e dispiacere sincero.Valerio Negrini era nato a Bologna il 4 maggio del 1946. Tra le canzoni più belle e famose che ha scritto in coppia con Roby Facchinetti ricordiamo Tanta voglia di lei, Pensiero, A un minuto dall’amore, Pierre, Linda, Infiniti noi, Noi due nel mondo e nell’anima, Cosa si può dire di te e tantissime altre. Le canzoni le abbiamo cante dovunque, dalla strada, alla birreria con karaoke, da sotto la doccia, nel posto di lavoro, in compagnia e naturalmente...nei concerti:  un grande vuoto che lascia chiunque li apprezzi come gruppo musicale, con nostalgia e tristezza. Ma in ogni caso, la musica continua, il suo ricordo lo porteremo sempre avanti con le loro canzoni.

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3 gennaio 2013 4 03 /01 /gennaio /2013 22:43

"La vita non finisce con la morte. Quello che resta di te, è quello che trasmetti ad altre persone. L'immortalità non è il tuo corpo, che un giorno morirà. Non mi importa di morire. La cosa importante è il messaggio che lasci agli altri. Questa è l'immortalità.".

Così parlava l'unica donna italiana ad aver ricevuto il Premio Nobel per una scoperta scientifica intervistata in Israele da 8 giovani ricercatrici. Il suo messaggio, trasmesso lo scorso anno durante Rita101+, la maratona sul web per i 102 anni della scienziata, è arrivato forte e chiaro.

L'invito alla coerenza, e al rispetto dell'etica nel mondo della ricerca, la necessità di aiutare le donne meno fortunate a realizzare le proprie aspirazioni; l'orgoglio di essere italiani e l'affermazione fiera della propria libertà sono un esempio per chiunque si occupi di scienza, e non solo.

Con queste parole Rita Levi Montalcini ha espresso con poche parole, cosa rimane di una vita trascorsa su questo mondo.Cosa si trasmette dopo la morte per molti di noi? Per cosa verremo ricordati? Diviene complicato trovare delle frasi adatte alla risposta quando in cuor proprio si sa la risposta. Per ognuno di noi è diverso ed unico. Per questa donna che certamente ha trascorso una vita piena e significativa per un suo contributo all' umanità, la risposta la avremo sempre per il premio Nobel che ha avuto nel 1986 per la scoperta e all'identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa. Non elenco tutte le azioni che la hanno resa la donna che ricorderemo tutti poichè WIkipedia fornisce una dettagliata scheda della sua persona. Ci lascia dunque la nominata ''zia d'Italia'', ricordando a tutti che la vita va vissuta.

 Foto LaPresse

La salma, in una semplice bara in rovere chiaro coperta da un cuscino di rose rosse, è stata trasferita da Roma al Cimitero Monumentale del capoluogo piemontese.Al termine della cerimonia si è composto un corteo che ha accompagnato la salma al tempio crematorio. La signora della scienza, secondo la sua precisa volontà, verrà infatti cremata e non sepolta.Quanto alla decisione di onorare la Montalcini con una cerimonia pubblica, ha parlato la nipote Piera Levi Montalcini che ha spiegato: «Il funerale è un momento di saluto e noi abbiamo voluto permettere a chiunque lo desideri di salutare la zia. In tanti le hanno voluto bene. È importante che venga ricordata e che vengano ricordati i suoi insegnamenti. Ma sarebbe bene anche cercare di applicare i suoi insegnamenti. Noi, in futuro, ci impegneremo per favorire tutto questo». Commossa, ha aggiunto: «Dimostrazioni d'affetto nei confronti di mia zia ne avevamo costantemente, certo non mi aspettavo una partecipazione così grande oggi».Ad accogliere il feretro privo di fiori (alla fine però ci saranno parecchi mazzi sopra la bara, regalati dalla folla) la corona inviata dal presidente della Repubblica Napolitano che intreccia gerbere a rose scarlatte e quella della sua città, Torino, con i colori del municipio: rose blu e margherite gialle. La famiglia Montalcini - che ha aperto il sito web www.ritalevimontalcini.it per raccogliere i messaggi di cordoglio - è arrivata al cimitero alle tre meno un quarto: prima la nipote Piera al fianco della figlia poi il fratello Emanuele. La folla voleva stringere loro la mano ma non è stato possibile: si sono appartate con i dirigenti del cimitero per decider e il tragitto da fare e dove tenere la cerimonia.

Un saluto caro alla persona che ha reso possibile capire ancora una volta, quanto sia importante dedicare la propria vita alle persone. 

 

 

 

 

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1 gennaio 2013 2 01 /01 /gennaio /2013 22:01

Contro i bambini down non mi aspetterei mai di sentire o leggere determinate frasi, che per quanto difficili da leggere in modo distaccato, proprio non mi vanno giù. Dal giornale GUARDIAN, con l' inizio del nuovo anno arriva la proposta di un candidato del partito inglese Ukip, Geoffrey Clarke secondo il quale sarebbe opportuno spingere le donne incinta di bambini Down o affetti da spina dorsale bifida ad abortire per non mettere al mondo un soggetto che rappresenterà un peso per la sua famiglia. Il suo partito inizialmente in linea con le sue idee, ha ritenuto opportuno sospenderlo, poichè questo genere di idee sono da censurare, per il rispetto che deve alle persone con handicap."Il partito non era a conoscenza di questi punti di vista, quando gli ha permesso di stare sotto il loro nome."

 Una proposta per certi aspetti sconvolgente che ha trovato la pronta risposta di un’associazione impegnata a tutelare i diritti dei disabili. Clarke ha reso pubblica la proposta sul suo sito ed al consiglio di Gravesham in occasione di un’elezione locale che si terrà a fine mese. Secondo Clarke poi sarebbe opportuno, per ridurre la spesa sanitaria, proporre l’eutanasia gratuita dedicata a tutti i pazienti dall’età minima di 80 anni. Il suo partito ha già provveduto alla sospensione dell’uomo politico definendo “scioccanti” le sue parole.In un "chiarimento per evitare confusione e false dichiarazioni" sul sito web, , Geoffrey Clarke,dottore commercialista ha sottolineato che né lui né Ukip hanno specificamente approvato le idee, aggiungendo: "Sono suggerimenti della materia per l'organo da considerare adeguatamente, nel luce della volontà espressa di tutti i partiti politici per ridurre il debito pubblico. "E 'aberrante che Geoffrey Clark vede i disabili solo come un peso, quando le persone con un apprendimento disabilità condurre una vita piena, e di offrire un prezioso contributo alle loro comunità e famiglie.Una persona con tali propositi è adatto per una carica pubblica? Certamente no. "

 Il manifesto politico del 66enne è stato duramente condannato dal Mencap, associazione impegnata ad aiutare le persone con problemi cognitivi. Il direttore esecutivo Mark Goldring si è definito “inorridito e disgustato” da queste parole. “Abbiamo speso tante parole sulle paralimpiadi elogiando il cambio di percezione sui disabili e poi ci tocca assistere a pochi mesi di distanza a posizioni come questa”. E non è tutto. Il manifesto politico di Geoffrey Clarke prevede anche la deportazione immediata di soggetti pericolosi e la revisione del Corano, oltre ad alcuni brani di una sua composizione scritta a difesa della cultura inglese. Clarke, interpellato sulla questione, ha specificato che non vuole per forza l’aborto ma ha provato a creare un dibattito sulle opportunità e sulla realizzazione del risparmio nel servizio sanitario nazionale.

Clark ha detto al Guardian che non ha sostenuto l'idea dell'aborto forzato, ma voleva creare un dibattito su come il servizio sanitario nazionale potrebbe essere finanziato in futuro. Ha detto: "Questi sono suggerimenti, per un organo da considerare quando si guarda se il Servizio Sanitario accessibile in futuro: Clark vuole dimostrare in modo provocario un pensiero popolare  gettando delle idee in completo contrasto con la gente. Certo ci è riuscito, anche la sua figura politica è stata messa all' angolo, poichè anche se un' idea è un' idea sbagliata, in questi casi potrebbe essere anche un' offesa.

Clark ha chiesto scusa dopo le notizie divulgate, per qualsiasi reato. Alla domanda se fosse pentito di aver detto pubblicamente la sua idea, ha detto: "Mi dispiace aver articolato nel modo sbagliato quanto detto, ho intenzione di riscriverle in modo corretto".

Clarke ha anche detto che conosceva una persona con sindrome di Down e credeva di conoscere una persona con spina bifida. Di quelle persone ha detto che non erano un peso per le loro famiglie o per lo stato, ha detto. Un esempio che forse anche in altri paesi dovrebbero avere come monìto verso la propria popolazione. 

 

 

 

 

 

 

 

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30 dicembre 2012 7 30 /12 /dicembre /2012 22:37

«Era vivo - ricorda la quarantenne -. L'ho preso fra le braccia e l'ho messo nel lavandino sotto l'acqua calda. Lui piangeva ma stava bene. L'ho asciugato sotto l'areatore per le mani e poi l'ho messo in braccio ai poliziotti e agli infermieri dell'ambulanza». Il racconto della cassiera è stato raccolto dagli investigatori del commissariato Esposizione che da quasi 48 ore lavorano ininterrottamente per rintracciare la madre del piccolo. Il bimbo - che pesa poco più di 3 chili - è ricoverato all'ospedale Sant'Eugenio in discrete condizioni. Un vero miracolo. Le infermiere lo hanno chiamato Emanuele. Per lui c'è già una lunga fila di famiglie pronte a offrigli una vita migliore. «Sta benino - spiega Carlo Giannini, primario di neonatologia e della terapia intensiva neonatale -. Era arrivato in ipotermia, ma ora i parametri vitali sono buoni. La gravidanza è stata portata a termine forse con un minimo anticipo». Ad aiutare nelle indagini i poliziotti, coordinati dal commissario Giuseppe Miglionico, sono le immagini della videosorveglianza interna al McDonald's che hanno ripreso l'arrivo e la fuga della madre, forse attesa all'esterno da un uomo. Una ragazza di circa 20 anni, con pantaloni scuri attillati, stivali fino al ginocchio, giubbino di pelle e una borsa bianca: è entrata nel fast food alle 23.39, è scesa nei bagni dopo qualche secondo e poi è uscita alle 23.58.

Una immagine della videocamera (Foto Proto) http://images.roma.corriereobjects.it/media/foto/2012/12/30/Neonato2--180x140.JPG?v=20121230110820
TELECAMERE - Diciannove minuti per partorire di nascosto - con una disperazione bestiale - mentre nel fast food comitive di ragazzi mangiavano e scherzavano. Alle 00.05 due giovani clienti sono andate in bagno dal quale sono uscite sotto choc raggiungendo le amiche terrorizzate. Un minuto più tardi un dipendente del McDonald's ha fatto la loro stessa scoperta e alle 00.08 abbondanti la coraggiosa cassiera ha preso la situazione in mano. «Quel bimbo è rimasto attaccato alla vita con tutte le sue forze», commenta un poliziotto che partecipa alle ricerche della madre. Tracce di sangue e placenta sono state trovate a 200 metri dal ristorante, vicino agli uffici Inps. Il sospetto è che la ragazza in fuga - «che, se non assistita, potrebbe morire di setticemia», avvertono gli investigatori - sia una prostituta: una giovane dell'Est che si prostituisce all'Eur l'avrebbe riconosciuta proprio dalle immagini delle telecamere. Una pista forse decisiva per trovare la ragazza che ha dato alla luce il piccolo Emanuele come un fazzoletto di carta da buttare via.

http://images.roma.corriereobjects.it/gallery/Roma/2012/12_Dicembre/neonato/abbandonato/img_abbandonato/Neonato_01_672-458_resize.jpg http://images.roma.corriereobjects.it/gallery/Roma/2012/12_Dicembre/neonato/abbandonato/img_abbandonato/Neonato_02_672-458_resize.jpg

http://images.roma.corriereobjects.it/gallery/Roma/2012/12_Dicembre/neonato/abbandonato/img_abbandonato/Neonato_03_672-458_resize.jpg

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27 dicembre 2012 4 27 /12 /dicembre /2012 23:55

KIT sigaretta elettronica foto 1

«L’emendamento presentato in commissione Industria al Senato al Decreto Sviluppo che nelle intenzioni  vorrebbe regolamentare il commercio delle sigarette elettroniche è un attacco superficiale e irresponsabile che dà un colpo mortale ad un settore che in un pochi anni ha creato, solo in Italia, migliaia di posti di lavoro e che è tra i pochi in crescita. Se questo emendamento passasse senza il contributo di chi questo settore lo ha creato e sviluppato, le conseguenze sull’occupazione sarebbero gravissime, si creerebbe un ingiusto e ingiustificabile vantaggio per le lobby del tabacco, e la sopravvivenza economica di migliaia di famiglie italiane sarebbe messa a rischio. Chiediamo dunque il ritiro immediato dell’emendamento per tutelare innanzitutto le migliaia di lavoratori del settore che con l’introduzione delle nuove norme inevitabilmente perderebbero l’occupazione. Chiediamo inoltre l’istituzione di un tavolo di concertazione per la regolamentazione del prodotto sigaretta elettronica. Metteremo in campo tutte le iniziative necessarie legali e di protesta per salvaguardare i posti di lavoro messi in discussione dal provvedimento».

La denuncia arriva da un giovane imprenditore, Riccardo Ascione, leader del gruppo Ovale Europe, che produce e distribuisce sigarette elettroniche in Europa.

«Altro che decreto per lo sviluppo, questo emendamento affosserebbe un intero settore. La nostra azienda per esempio, ha puntato tutto sulla ricerca, la tecnologia, la sicurezza e la tracciabilità dei nostri prodotti conquistando in Italia, in meno di un paio di anni, oltre un milione di affezionati clienti e dando lavoro ad oltre mille persone con circa 300 negozi su strada, senza contare che riceviamo oltre 1500 richieste di lavoro al giorno.Per entrare più strettamente nella questione tecnica, la sigaretta elettronica non è un prodotto succedaneo dei prodotti del tabacco perché non ha combustione né lavorazione del tabacco e non può essere regolamentata come la sigaretta tradizionale. E’ un prodotto elettronico. L’emendamento è di fatto un atto di forza, è una violazione alla libertà di impresa e una violazione della concorrenza leale. L’emendamento parte dal presupposto che il settore non è sufficientemente regolamentato, un argomento che è anche condivisibile e che va risolto con un approfondimento dal quale chi come noi per anni ha studiato la materia, non può e non deve essere escluso, tanto più che ad esempio Ovale sta investendo nella ricerca sia sul piano economico e amministrativo che su quello che riguarda la salute pubblica».

E ancora: «Tuttavia ci sembra che con questo emendamento si voglia solo affrontare in maniera sbrigativa e dunque superficiale la questione. E la questione, a leggere i contenuti dell’emendamento, non è come questi prodotti incidano (bene o male) sulla salute di chi li utilizza. La questione è chi ci deve guadagnare. Di fatto si blocca la diffusione di un prodotto vietando una indispensabile e accurata comunicazione dello stesso, imponendo la stessa tassazione prevista per le sigarette tradizionali e soprattutto consentendone la vendita solo ai tabaccai. Sostanzialmente si sottrae un’idea su cui degli imprenditori sani hanno investito per cederla a chi? Innanzitutto questo avviene in assoluta controtendenza rispetto a quanto avviene negli altri paesi Europei. Ad esempio in Inghilterra il governo appoggia e incoraggia l’utilizzo della sigaretta elettronica come si evince da una serie di articoli pubblicati da varie testate tra cui citiamo il Guardian ( http://www.guardian.co.uk/society/2011/sep/14/smokeless-nicotine-cigarettes-government )».

Scrive ancora: «E se non è provato che tutte le sigarette elettroniche siano sicure al 100%, almeno ci sono ottime probabilità che siano meno nocive di quelle tradizionali. Su questo punto si sono esposti molti scienziati tra cui Umberto Veronesi, oncologo ed ex ministro della salute che non ha certo bisogno di presentazioni. ( http://forum.corriere.it/loggi_e_il_domani_della_ricerca/02-09-2011/la-sigaretta-elettronica-a-innocua-1859627.html).

Infine, visto che c’è molta disinformazione sulla sigaretta elettronica cercherò di spiegare schematicamente di che cosa si tratta. Ovviamente parlerò di quella prodotta da Ovale, non potendo essere portavoce di nessuno che non sia la mia azienda, della quale sono responsabile in prima persona:

La sigaretta elettronica Ovale dispone di una tecnologia brevettata definita sistema tank. Il surriscaldamento di una resistenza permette la vaporizzazione del liquido, che viene respirato sotto forma di denso vapore aromatizzato. I liquidi vengono prodotti con e senza nicotina, per andare incontro alle esigenze di tutti gli svapatori, come vengono definiti in gergo i fumatori di sigarette elettroniche. La linea liquidi per sigaretta elettronica Ovale, prodotta esclusivamente in Italia, è il frutto di anni di studio che hanno portato a definire un prodotto estremamente piacevole mantenendo standard di sicurezza e controllo elevati. Tutte le materie prime utilizzate nella composizione della miscela, rispondono ai dettami richiesti da F.U. (Farmacopea Ufficiale). Non tutti i liquidi contengono nicotina. Nell’etichettatura sono riportate le simbologie di tossicità e pericolo. Sulla confezione e nel foglio illustrativo sono presentati i componenti e le informazioni tecniche, in modo da rendere sempre tracciabili tutti gli elementi che vengono inalati».  Se dunque la sigaretta elettronica dovrebbe essere ''sicura'', alcune notizie degli ultimi giorni riportano dei dubbi:  

Un maxi sequestro di sigarette elettroniche è stato compiuto dal Nas a Genova in alcuni negozi che vendevano prodotti non a norma. Tremila tra dispositivi e liquidi erano privi del marchio di sicurezza. Nel mirino soprattutto negozi aperti negli ultimi tempi per sfruttare il business natalizio.  I militari hanno multato tre commercianti per alcune migliaia di euro. L'attività del Nas è voluta dal ministero della Salute nell'ambito delle verifiche sulla distribuzione in Italia di questo prodotto. Le sigarette elettroniche sequestrate non sono di marchi noti ma vengono dalla Cina e non hanno etichettatura Ce. «Il controllo non è frutto di una strategia di oggi, è un settore delicato non è la prima volta che svolgiamo controlli in questo ambito», ha spiegato il Vice comandante dei carabinieri del Nas, Antonio Diomeda. Sono oltre 30 mila le confezioni sequestrate dai carabinieri del Nas a partire dal 2010. Possiamo stare tranquilli, allora? Smettere di fumare o far finta di niente?

 

 

 

 

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27 dicembre 2012 4 27 /12 /dicembre /2012 00:31

Numerosi profili Twitter sospesi e una inchiesta per pedofilia in Usa: è il risultato di una campagna del collettivo hacker Anonymous, che ha violato una trentina di account del social network, scovando un traffico di foto di abusi su minori. Lo rivela la stampa specializzata.«Non siamo contro Twitter perchè ci sono dei pedofili che lo usano. Ma questa è la nostra comunità, vogliamo fare un po’ di pulizia», sottolineano gli hacker.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non è la prima volta che gli hactivst si scagliano contro i pedofili. Anzi, una delle prime operazioni degli hacktivist fu rivolta proprio contro i pervertiti della rete. Con DarkNet nel 2011 vennero oscurati 40 siti pedopornografici e vennero pubblicati i nomi di 1500 persone coinvolte nel traffico di materiale pedo-pornografico. Il sito Lolita City venne abbattuto e i 100 GB di disgustose immagini pedopornografiche vennero distrutte.I risultati hanno lasciato a bocca aperta: in soli venti minuti sono stati trovati 20 pedofili, in due ore 10 volte tanto. Il loro scopo era quello di circuire giovani utenti o trovare altri simili e scambiare materiale pedopornografico. A quel tempo Twitter avevo preso provvedimenti, oscurando diversi profili, ma il male è difficile da estirpare anche per chi comanda il social network.

Un successo enorme, che procurò ad Anonymous appoggio e simpatie da ogni parte della rete. Sul proprio account, gli hacker hanno specificato le loro intenzioni: "Non siamo contro Twitter per i pedofili che postano qui. Questa è la nostra community. Stiamo solo cercando di tenerla pulita". Sempre con un cinguettio hanno pubblicato un link ad una lista di Followers di account di pedofili, e hanno chiesto ai propri Followers di segnalare profili di pedofili tramite l'hashtag #OpPedoHunt.

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26 dicembre 2012 3 26 /12 /dicembre /2012 21:40

Succede anche questo, che un prete assolutamente sconosciuto sino ad un mese fa, diventi protagonista di queste ultime battute del 2012!

http://www.ilsecoloxix.it/r/IlSecoloXIXWEB/la_spezia/foto_trattate/2012/12/25/DonCorsi1--U11012791896839c-144x194--499x285.jpgDon Piero Corsi si scusa. Dopo la rovente polemica per il volantino affisso dal parroco in chiesa a San Terenzo, vicino a Lerici, in provincia di La Spezia, un messaggio che
sollevava dubbi sul femminicidio, accusando le donne di essersi allontanate dalla virtù e dalla famiglia e quindi in sostanza di esserselo cercato, fa retromarcia.

«Voglio scusarmi con tutti per quella che voleva essere soltanto una imprudente provocazione. In particolare mi voglio scusare con tutte quelle donne che si siano sentite offese in qualche modo dalle mie parole», ha detto il parroco di San Terenzo, che è stato convocato domani mattina dal vescovo. «Affronterò con serenità le decisioni della Curia. Chiedo ai giornalisti un po' di silenzio».

Il volantino delle polemiche recitava: «Donne e il femminicidio facciano sana autocritica. Quante volte provocano?». Sostanzialmente, il volantino accusava le donne di meritarsi il peggio per essersi allontanate dalla virtù e dalla famiglia. Don Piero Corsi era già noto alle cronache per la sua passione per i tatsebao, avendo già dedicato fogliettoni satirici contro l'Islam e contro gli immigrati appesi alla porta della chiesa.

L'ira del vescovo. In precedenza oggi il volantino era stato ritirato. «Ho fatto rimuovere immediatamente quel volantino i cui contenuti sono fuorvianti rispetto ai sentimenti di condanna per la violenza contro le donne», ha detto il vescovo della Spezia monsignor Ernesto Palletti. «Nel volantino si leggono motivazioni inaccettabili che vanno contro il comune sentire della Chiesa». 

Intanto venerdì prossimo le donne di Lerici si ritroveranno sulla spiaggia per un sit-in di protesta contro il parroco. «Chiediamo alle massime autorità civili e religiose che si attivino perché venga immediatamente rimosso. È una gravissima offesa alla dignità delle donne», aveva protestato Telefono Rosa.

L'insulto al giornalista del GR1:

«Cosa prova quando vede una donna nuda? Non è violenza da parte di una donna mostrarsi in quel modo lì?». Don Piero Corsi oggi era intanto torna ad attaccare le donne in un'intervista radiofonica al Gr2 in cui dà dell'omosessuale al giornalista Paolo Poggio. «Lei ha scritto che le donne devono fare autocritica perché provocano, o non lo ha scritto?», chiede il giornalista. «Lei capisce che se una frase la sgancia dal prima e dal dopo, può far dire molte cose diverse da quel che sta dicendo», risponde il sacerdote, che poi attacca: «Cioè scusi, quando lei vede una donna nuda, cosa prova? Quali sentimenti prova, quali reazioni prova? Non so se è un frocio anche lei o meno, cosa prova quando vede una donna nuda? Non è violenza da parte di una donna mostrarsi in quel modo lì?». Ma questo che c'entra, quale è la sua tesi, tenta di argomentare Poggio. «No io non faccio nessuna tesi, volevo porre un problema, solo riflettere attentamente, non ho tesi, non ho cose da dire» conclude don Piero attaccando bruscamente il telefono: «La saluto mi sono stufato».

 

 

 

FONTE 

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19 dicembre 2012 3 19 /12 /dicembre /2012 22:39
Ubs ammette manipolazione Libor, maxi multa da 1,5 mld di dollari

 

 

 

 

 

 

 

 

Ubs ammette gli illeciti e pagherà 1,5 miliardi di dollari di multa per lo scandalo Libor, un meccanismo volto a manipolare il tasso interbancario di riferimento per i mercati finanziari, sulla base del quale si calcolano gli interessi sui mutui. La sanzione è tre volte superiore a quella da 450 milioni di dollari inflitta lo scorso giugno alla britannica Barclay's per lo stesso reato.

Nel dettaglio, pagherà 1,2 miliardi di dollari al dipartimento Usa alla Giustizia e alla Cftc, la Borsa sui future sul commodity trading Usa, 160 milioni di sterline alla Fsa britannica e 59 milioni di franchi svizzero alla Finma, l'autorità elvetica di controllo, per la violazione delle normative sul mercato.

Nell'intesa raggiunta tra Ubs, il dipartimento di giustizia degli Stati Uniti, la britannica Fsa e l'autorità di controllo svizzera sui mercati, Ubs ha dichiarato che alcuni suoi dipendenti hanno cercato di manipolare il tasso Libor e altri tassi di riferimento che insieme servono come base di calcolo per contratti finanziari per centinaia di migliaia di miliardi di dollari in tutto il mondo.

La consociata giapponese di Ubs, dove hanno avuto luogo gran parte dei tentativi di manipolazione, ha ammesso la propria responsabilità nella frode che includeva il Libor sullo yen. Intanto sono attesi per oggi, da parte delle autorità Usa, alcuni arresti di persone legate al colosso svizzero, che saranno probabilmente i primi legati alla lunga inchiesta sulla manipolazione dei tassi d'interesse, secondo quanto hanno rivelato fonti vicine alle indagini.

La commissione antitrust svizzera, Comco, sta ancora conducendo un'inchiesta sulla manipolazione dei tassi Libor e ha preferito non rilasciare commenti a proposito della multa che Ubs pagherà alle autorità di supervisione. "Le nostre inchieste sugli accordi potenzialmente illegali tra le banche, avviate a febbraio di quest'anno, sono ancora in fase di sviluppo e non possiamo commentare le decisioni di Ubs", ha spiegato un portavoce dell'Antitrust.

L'autorità svizzera sta infatti conducendo un'inchiesta che coinvolge Ubs, Credit Suisse e altre 10 banche estere. E una decisione richiederà ancora dei mesi. Le indagini non hanno finora evidenziato alcun coinvolgimento dei top manager di Ubs nella manipolazione dei tassi di interesse interbancario. Il presidente di Ubs, Sergio Ermotti, si è detto sorpreso dallo scandalo Libor.

"Alcuni collaboratori si sono comportati in modo inaccettabile", ha dichiarato. E la banca ha adottato misure disciplinari: da 30 a 40 hanno lasciato o dovranno lasciare l'istituto. "Simili casi non devono ripetersi", ha aggiunto Ermotti. A seguito della multa Ubs prevede una perdita netta nel quarto trimestre 2012 da 2-2,5 miliardi di franchi svizzeri per via degli accantonamenti che dovrà operare. A fine esercizio, invece, l'utile pre tasse dovrebbe essere pari a 2,5-3 miliardi di franchi svizzeri.

Il titolo alla borsa di Zurigo sale comunque dell'1,57% a quota 15,49 euro. " Alla fine l'ammenda può finire per rafforzare la volontà di Ubs di ridurre i rischi legati al ridimensionamento dell'attività di investiment banking", osservano gli analisti di Zuercher Kantonalbank. "Nonostante la maxi multa, Ubs rimane comodamente capitalizzata e accogliamo con favore la strategia di restituire all'investment banking i suoi punti di forza tradizionali", aggiungono gli analisti che sull'azione mantengono il rating overweight.

Per Vontobel (buy e target price a 18 franchi svizzeri) la multa a Ubs rappresenta un nuovo passo verso la purificazione dai "peccati del passato" legate al caso Libor. Sebbene Ubs abbia collaborato con le autorità, "solo in futuro vedremo se le capacità di controllo della banca saranno davvero migliorate", ha spiegato Teresa Nielsen, analista di Vontobel, ricordando che l'istituto sta accelerando il processo che lo trasformerà nel maggiore gestore patrimoniale al mondo con il minor tasso di rischio negli investimenti.

Di Francesca Gerosa

fonte

 



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17 dicembre 2012 1 17 /12 /dicembre /2012 23:05

Un emendamento approvato nei giorni scorsi rende operativa la Tares, la nuova tassa su rifiuti e altri servizi comunali, con il pagamento della prima rata a gennaio 2013. Secondo l'Huffington Post il governo avrebbe però depositato un sub-emendamento per far slittare il primo pagamento ad aprile 2013

 

 

Nei giorni scorsi il governo ha presentato un emendamento alle legge di stabilità per rendere operativa la Tares, la nuova tassa su rifiuti e altri servizi comunali (illuminazione pubblica, vigili, giardinaggio, ecc.). L'emendamento aveva stabilito che per il 2013 la tassa fosse pagata in quattro rate, la prima a gennaio. Secondo quando riportato dall'Huffington Post il termine di gennaio potrebbe però slittare ad aprile: «Il governo - scrive l'Huffington Post - ha depositato un sub-emendamento che modifica il suo stesso emendamento sulla Tares. Per stabilire cosa? Che nel 2013 la prima rata della nuova tassa non si pagherà a gennaio, ma ad aprile. Dopo le elezioni».

La Tares, che manda in pensione Tarsu e Tia, è stata introdotta con l'art.14 del decreto “Salva Italia” approvato un anno fa. “A decorrere dal 1° gennaio 2013 – si legge nel primo comma dell'articolo - è istituito in tutti i comuni del territorio nazionale il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai comuni, e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni”.

Il tributo è applicato a chiunque possieda, occupi o detenga superfici in grado di produrre rifiuti urbani e sarà commisurato alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie. Si paga in base ai metri quadri e con una maggiorazione tra i 30 e i 40 centesimi (sempre per metro) proprio per coprire i maggiori costi di questi servizi. Secondo la relazione tecnica del Salva-Italia dell'anno scorso che ha introdotto il tributo, i contribuenti pagheranno complessivamente almeno un miliardo di euro in più di quanto hanno pagato fino ad oggi.Dal punto di vista dei cittadini ci sarà certamente un aggravio, visto che il tributo contiene una componente aggiuntiva legata ai servizi indivisibili dei Comuni come ad esempio l’illuminazione stradale calcolata in 30 centesimi per ogni metro quadrato dell’immobile, importo che i Comuni potranno incrementare fino a 40 centesimi.

 La nuova tassa sui rifiuti scattera' dal prossimo aprile. La commissione Bilancio del Senato ha approvato l'emendamento al ddl stabilita' che contiene le due importanti novita' per gli enti locali.

 

 

 

 

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Published by il conte rovescio - in Cronaca
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6 dicembre 2012 4 06 /12 /dicembre /2012 21:45

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Quanto tempo servirà alla rimozione della nave naufragata COSTA CONCORDIA? Se lo chiedono in tanti e del progetto che mette in atto questa operazione, eccone i risultati. A poco più di 10 mesi dal naufragio della Costa Concordia avvenuto davanti all'Isola del Giglio, responsabile della morte di 32 persone, arriva la notizia che, nell'ambito dei lavori per la rimozione del relitto, è sostanzialmente conclusa la fase strutturale di messa in sicurezza della nave. 
La notizia arriva dal presidente dell'Osservatorio sulla Costa Concordia, Maria Sargentini, d'intesa con il capo del dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli.

"Resta da completare - precisa Sargentini - la tensionatura dei cavi, interrotta da venerdì pomeriggio a causa delle condizioni meteomarine avverse. Per gli stessi motivi sono state sospese le attività in corso per le perforazioni di grande diametro".
Tali informazioni, rilevate direttamente dall'Osservatorio del quale fa parte anche il Comune di Isola del Giglio, sono state comunicate a tutti i partecipanti nel corso della riunione dell'organismo che si è tenuta venerdì scorso, 26 ottobre.

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"Ricordo - puntualizza la presidente - che il ritardo nella conclusione della fase di messa in sicurezza non incide sul cronoprogramma complessivo. Infatti le attività lato mare sono, com'è noto, iniziate".
L'Osservatorio comunica di aver autorizzato proprio venerdì l'avvio dei lavori per la fase di "grout bags" (cioè il posizionamento dei materassi di cemento sotto il relitto) e che, nel corso della stessa riunione, Costa ha informato su possibili misure di accelerazione di alcune fasi dei lavori, rispetto alle quali sono in corso, con il consorzio Titan Micoperi, le necessarie verifiche di fattibilità. Tali misure sono state definite, anche su richiesta dell'Osservatorio, per garantire i tempi previsti anche nell'eventualità di ulteriori possibili significativi fermi per condizioni estranee alla volontà degli operatori.

L'osservatorio ricorda infine che, a fronte della complessità delle attività di recupero e all'unicità dell'operazione, in mancanza di precedenti analoghi è comunque necessario garantire, contestualmente alla massima celerità, una pari attenzione alla tutela degli operatori in termini di sicurezza e quella delle comunità, dell'ambiente e del territorio.

"Il programma di attuazione dei lavori - conclude la presidente Sargentini - viene costantemente verificato in relazione anche allo sviluppo dei progetti. Ove, sulla base delle verifiche sulla coerenza tra cronoprogramma e avanzamento dei lavori e dei progetti, si evidenziasse un possibile dilazionamento dei tempi, ne sarà data tempestiva comunicazione".

Ma dopo la messa in sicurezza arriva il tasto dolente di tutta l'operazione. Quanto costa rimuovere l'imbarcazione? 

 

Con i soldi, uomini e tecnici impiegati nella rimozione del relitto si potrebbe ricostruire la città de l'Aquila devastata dal terremoto

 

I numeri e i dati sul recupero del relitto della Costa Concordia, nave della flotta Costa Crociere adagiata su un fianco dalla notte del 13 gennaio scorso, sono impressionanti.

Con le cifre impiegate solamente per la rimozione si potrebbe ricostruire quasi interamente la città de l’Aquila devastata dal terremoto del 2009. Ed oggi al centro di polemiche sulla sentenza che ha investito il pool di scienziati della Commissione Grandi Rischi.

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Ma, anche la Costa Concordia non è poi stata tanto diversa da un terremoto: è piombata nel cuore della notte nel porto dell’isola del Giglio scuotendo la tranquillità dei suoi abitanti. Più le settimane trascorrono e sempre di più quel che un tempo era stato uno tra i più eleganti giganti del mare, sta arrugginendo e si sta piegando su se stesso.

Ma quanti sono i milioni di dollari stanziati per la sua rimozione? E le persone che stanno attualmente lavorando al progetto?

Ecco i dati e le curiosità raccolte da Panorama.it:

Costo complessivo del progetto: circa 400 milioni di dollari. Ma la cifra è probabilmente destinata ad aumentare ulteriormente. Inizialmente, solo pochi mesi fa, i milioni previsti erano 300.

Personale attualmente impiegato: 400 tecnici di cui 100 sommozzatori. Gli operai, gli ingegneri e i sommozzatori che stanno lavorando alla rimozione del relitto appartengono a 10 nazionalità diverse.

Progetto: 6 studi di progettazione e ingegneria navale coinvolti nell’elaborazione del progetto rimozione

Ricercatori universitari: 12. Sono figure specializzate impiegate nella tutela e salvaguardia ambientale. L’isola del Giglio è al centro dell’Arcipelago Toscano e del Santuario dei cetacei.

Attività operativa: 24 ore su 24, 7 giorni alla settimana.

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Mezzi navali a supporto delle attività: 20. Per realizzare parte del progetto ed intervenire nella parte emersa della nave il consorzio Titan Micoperi ha istallato una gru alta 65 metri.

Piattaforme sottomarine: 6. Sono attualmente in produzione e una volta istallate sul fondale occuperanno una superficie pari ad un campo di calcio.

Falso fondale: 400 sacchi removibili . Saranno utilizzati per realizzare il falso fondale in cemento sul quale dovrà poggiare la Costa Concordia.

Cassoni di galleggiamento: 30. In media saranno alti 30 metri e larghi 10 metri, per un peso complessivo di 13 mila tonnellate

Aziende dell’indotto: circa 30

Aziende Italiane: 7. I cantieri italiani saranno impegnati a realizzare circa 27 mila tonnellate di materiale metallico
Altro materiale: 12 pali di ritenuta con in totale 24 cavi

Inoltre la Costa Crociere ha trapiantato quasi 200 esemplari di Pinna Nobilis, molluschi, in una zona sicura. Dopo il naufragio, la riproduzione di questi esemplari era a forte rischio. 

 

Ma come avverra il recupero :

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Ci sono due possibilità, di cui una al momento più probabile.
La prima possibilità, più difficile e non al momento al vaglio dell’azienda, prevede che si smonti la nave pezzo per pezzo. La suddivisione in tronconi trasportabili è però una soluzione difficilmente percorribile, viste le mastodontiche dimensioni della Concordia (293 metri e una stazza di quasi 115mila tonnellate).
La soluzione che al momento la ditta olandese sta valutando prevede che sia prima riparata la falla e poi raddrizzata la nave. Per far questo, si posizioneranno delle enormi travi sul lato opposto all’inclinazione della barca e solo in seguito la nave verrà imbragata e sollevata con l’aiuto di palloni galleggianti che verranno attaccati allo scafo (vedi immagini). L’acqua presente all’interno dovrà essere ovviamente asportata con l’ausilio di pompe.
Queste le dichiarazioni dell’ad di Costa Crociere, Pierluigi Foschi: «Il recupero di Costa Concordia è una delle operazioni più difficili al mondo. Ci sono alcune possibilità di scelta ma prima di tutto dobbiamo pensare a chiudere le falle. Poi la nave dovrà essere sollevata con palloni d’aria e, una volta rimessa in galleggiamento, trainata da rimorchiatori». Trainata appunto in cantiere, dove l’armatore deciderà se restaurarla oppure rottamarla.
Ma al momento, visto il costo della prima operazione e considerata la cattiva fama in relazione all’onere della realizzazione di un nuovo scafo, è probabile che la Costa Concordia abbia già fatto il suo ultimo viaggio.

 

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