Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
19 maggio 2014 1 19 /05 /maggio /2014 21:53

MERS-CoV electron micrograph1.jpg

 

La diffusione globale del Medio Oriente Respiratory Syndrome, meglio conosciuto come MERS-è catturare titoli internazionali, dominando telegiornali e catturare un sacco di social media chiacchiere.

 E 'facile capire perché.Nei giorni scorsi, ben 18 paesi hanno segnalato casi, inclusi i primi due casi negli Stati Uniti , almeno 571 persone hanno contratto il virus, causando 171 morti, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità. OMS afferma la diffusione del MERS è diventata più urgente e serio.

Per Mers si intende la Sindrome respiratoria mediorientale da Coronavirus MERS-CoV (Middle East Respiratory Syndrome Coronavirus), individuato per la prima volta il 24 settembre 2012 dal virologo egiziano Ali Mohamed in Arabia Saudita. Si tratta di un virus simile a quello della Sars , che però presenta una maggiore mortalità (il 30% rispetto al 10% della Sars).Il 14 maggio si è tenuta una riunione d'emergenza per il Coronavirus all'Organizzazione Mondiale della Salute , a Ginevra in Svizzera.

 

 (foto: EPA)

Esperti di tutto il mondo si sono incontrati per stabilire se la Mers debba essere ritenuta "un'emergenza sanitaria di livello internazionale", come ad esempio è stato per l'influenza suina e la poliomelite. A preoccupare maggiormente è la segnalazione di nuovi casi fuori dal Medio Oriente, come negli Usa. In vista dei pellegrinaggi alla Mecca, poi, si teme una nuova e più ampia diffusione del coronavirus per la migrazione di migliaia di fedeli verso e di ritorno dall'Arabia Saudita. Già lo scorso anno il governo saudita aveva raccomandato di vaccinarsi contro l'epatite A e B, il tifo e l'influenza stagionale prima di mettersi in viaggio verso la Mecca in occasione del Ramadan. Le autorità di Riad avevano inoltre ridotto del 20% il numero dei permessi ai fedeli per l'annuale pellegrinaggio.

Ma è il discorso abbinato alla minaccia è reale per il virus MERS ?  Sì e no, ha detto John Palisano, un professore di biologia alla Sewanee, The University of the South in Sewanee, Tennessee.

 

 

"Il tasso di mortalità del 30 per cento dei casi MERS è certamente tragico, e il virus è facilmente trasferibile tra le persone", ha detto Palisano. "Tuttavia, anche se abbiamo bisogno di essere preoccupato, io non sono sicuro che sia così pericoloso come la gente pensa, perché potremmo essere in grado di controllarlo. "

MERS è il nome della malattia causata dal coronovirus, MERS-CoV. Perché è un virus e non un batterio, non c'è medicina o antibiotico da usare contro di esso specifica.

Non è un superbatterio. Superbugs are bacteria-based organisms, such as the similarly named MRSA , which have become resistant to the antibiotics used to treat patients. Superbatteri sono batteri basati su organismi, come il nome simile MRSA , che sono diventati resistenti agli antibiotici usati per curare i pazienti.

E 'stata riportata in Arabia Saudita nel 2012. Infatti prende il nome da ts regione d'origine, il Medio Oriente .  Questo è anche il luogo dove la maggior parte dei casi sono stati documentati. Finora, tutti i casi segnalati di MERS in tutto il mondo è stato collegato ai paesi della penisola arabica.

Il CDC dice che non sa esattamente dove il virus ha avuto origine, ma la fonte probabile è un animale specie in particolare, cammelli.

Le persone colpite dal virus MERS sviluppare una malattia respiratoria acuta grave, con sintomi quali febbre, tosse e mancanza di respiro. Il virus ha un tasso di mortalità attuale di 30 per cento, secondo il CDC.  Quali professionisti medici non è reagire ai sintomi di controllare il virus.

 Il vero problema con MERS può essere come facilmente si diffonde. Il virus può passare da persona a persona che sono a stretto contatto con l'altro, e che comprende t rasmissione da pazienti infetti per operatori sanitari negli ospedali.

 I due MERS pazienti negli Stati Uniti sono operatori sanitari che lavoravano in Arabia Saudita .

Gli esperti non sanno ancora esattamente come il virus si diffonde, sia che si tratti con la tosse o gli starnuti o semplicemente toccando qualcuno.

"Noi non sappiamo ancora abbastanza su come è stato passato da persona a persona", ha detto il portavoce del CDC Jason McDonald in una telefonata con CNBC.

Tuttavia, il CDC consiglia ai cittadini di aiutare a proteggersi da malattie respiratorie lavando spesso le mani, evitando il contatto con persone malate, evitando di toccare i propri occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate e disinfezione delle superfici frequentemente toccate.

http://www.cnbc.com/id/101676381

 

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Cronaca
scrivi un commento
19 maggio 2014 1 19 /05 /maggio /2014 21:38

I persuasori occulti e il neuro marketing
Marcello Pamio – 27 novembre 2012 - tratto da Effervescienza nr. 46 l'inserto di Biolcalenda mese ottobre 2012
www.labiolca.it/effervescienza

La pubblicità può essere descritta come la scienza di fermare l’intelligenza umana abbastanza a lungo da ricavarne denaro”, Stephen Leacock

Nel 1957 il giornalista Vance Packard scrisse “I persuasori occulti”, un libro che svelava i trucchi psicologici e le tattiche usate dal marketing, per manipolare le nostre menti e convincerci a comprare.
Libro inquietante per l’epoca. Oggi però, i pubblicitari sono diventati più bravi, furbi e spietati.
Grazie ai nuovi strumenti tecnologici, alle scoperte nel campo del comportamento, della psicologia cognitiva e delle neuroscienze, sanno cosa ha effetto su di noi molto meglio di quanto noi stessi possiamo immaginare.
Scansionano i nostri cervelli e mettono in luce le paure più nascoste, i sogni, i desideri; ripercorrono le orme che lasciamo ogni volta che usiamo una tessera fedeltà o la carta di credito al supermercato.
Sanno cosa ci ispira, ci spaventa e cosa ci seduce, e alla fine, usano queste informazioni per celare la verità, manipolarci mentalmente e persuaderci a comprare.
Vediamo alcune strategie messe in atto dai “persuasori”.

Il Kids marketing
Gran parte del budget del marketing è impiegata per impiantare i brand (marchi) nel cervello dei piccoli consumatori, perché le nostre preferenze per i prodotti attecchiscono dentro di noi ancora prima di nascere. Il linguaggio materno è udibile dall’utero, ma quello che non si sapeva è che la musica lascia nel feto un’impressione duratura in grado di plasmare i gusti che avranno da adulti.
Le ultime scoperte confermano che ascoltare reclame e jingle pubblicitari nell’utero ci predispone favorevolmente nei confronti dei brand associati. Il marketing lo sa e ha iniziato ad escogitare modi per capitalizzare tale spregiudicato fenomeno…
Con il kids marketing si coinvolgono i bambini nei giochi, monitorando il loro comportamento e preferenze, il tutto per aggiornare gli assortimenti dei supermercati: ridisegnare forma e colore degli scaffali, arricchire i totem posizionati di fianco alle casse, ecc. Non a caso giocattoli e merendine sono disposti a circa un metro da terra, alla portata dei più piccoli.
I bambini sotto i tre anni (guardano 40.000 spot pubblicitari all’anno e conoscono più nomi di personaggi pubblicitari che animali), solo negli Usa, rappresentano un mercato da 20 miliardi di dollari!
A 6 mesi i bambini sono in grado di formarsi un’immagine mentale di loghi, e infatti i biberon e passeggini vengono decorati con personaggi ad hoc. I loghi riconosciuti a 18 mesi saranno preferiti anche da adulti.
Per finire, condizionando i bambini agli acquisti si condizionano anche i genitori: il 75% degli acquisti spontanei può essere ricondotto a un bambino e una madre su due compra un alimento che è stato chiesto dal figlio.

Marketing della paura e nostalgia
La paura è un’emozione che stimola la secrezione di adrenalina, scatenando il riflesso primordiale del combatti o fuggi. Tale riflesso produce a sua volta un altro ormone, l’epinefrina che determina un piacere estremo.  Il sangue affluisce ad arti e muscoli, per cui il cervello ne sarà privato, e questo ci rende incapaci di pensare con lucidità: la paura è persuasore molto efficace (psicofarmaci, vaccini, ecc.). Le case farmaceutiche spendono decine di miliardi di dollari per inventare nuove malattie e alimentare le nostre paure. Risultato? Le vendite di farmaci da ricetta in America raggiungono i 235 miliardi di dollari all’anno.
Spesso l’approccio consiste nell’evocare emozioni negative, indi presentare l’acquisto del prodotto come l’unico e veloce modo di liberarsi di quell’emozione. Pubblicità più sofisticate adoperano invece l’umorismo come rinforzo positivo: far ridere è un ottimo mezzo per far simpatizzare con il prodotto.
Viceversa, struggersi nei ricordi migliora l’umore, l’autostima e rafforza le relazioni.
La nostra predilezione per la nostalgia dipende dal fatto che il cervello è programmato per ricordare le esperienze passate come più piacevoli di quanto le avessimo ritenute nel momento. Tendiamo a valutare gli eventi passati in una luce più rosea.
Anche la nostra età percepita è un fattore cruciale nelle decisioni di acquisto: più invecchiamo e più rimpiangiamo il passato. Il “marketing della nostalgia” è una strategia di grande efficacia, con cui i pubblicitari riportano in vita immagini, suoni e spot del passato per venderci un brand.

Le dipendenze
I cibi ricchi di grassi e zuccheri (cioccolate, patatine, merendine...) sono tra i prodotti che generano più dipendenza. Le aziende arricchiscono appositamente i loro prodotti con sostanze che creano assuefazione (glutammato monosodico, caffeina, sciroppo di mais, aspartame, zucchero).
Uno studio pubblicato su “Nature Neuroscience”, dimostra che questi alimenti agiscono sul cervello in modo quasi identico alla cocaina e all’eroina!
Lo zucchero stimola la secrezione della dopamina, il neurotrasmettitore del benessere, mentre la caffeina ne inibisce il suo riassorbimento, facendoci sentire briosi e vivaci, e dall’altra  stimola l’adrenalina che ci fa sentire carichi.
Anche i giochi danno una dipendenza fisiologica fortissima, il cervello infatti reagisce rilasciando più dopamina. Per questo le aziende cercano di aumentare le vendite di Playstation e Wii, anche perché hanno scoperto che quando i giochi sono progettati a dovere, non fanno sviluppare soltanto una dipendenza dal gioco stesso, ma possono riprogrammare il cervello rendendo dipendenti dall’atto di comprare, dallo shopping.
Usano i videogiochi per trasformarci in drogati dello shopping: brandwashing.

Vanity sizing
E’ un bieco trucco con cui alcuni negozi vendono abiti più larghi per farci credere di indossare una taglia più piccola.
Le taglie riportate nelle etichette di abbigliamento spesso non corrispondono a quelle reali: sono di una taglia più bassa. Il neuromarketing sa benissimo che ambo i sessi comprano più volentieri un prodotto che li fa sembrare più magri, anche se ciò non è vero.

Celebrity marketing
Sfruttano la fama delle celebrità (attori, sportivi, ecc.) per lavarci il cervello, perché un prodotto associato a una persona famosa esercita un ascendente subliminale potentissimo.
Il “celebrity marketing” fa leva sul fatto che sogniamo di diventare famosi, belli e popolari, vogliamo essere loro o almeno essere come loro.
Non a caso il numero delle persone famose si è moltiplicato negli ultimi anni, grazie a programmi creati ad arte: reality show, intrattenimento, ecc. Aumentano i testimonial per poterli usare per la pubblicità.

Data mining
Si tratta di un business enorme che consiste nel tracciare e analizzare il comportamento dei consumatori, per poi categorizzare ed elaborare i dati e usarli per persuaderci a comprare e, a volte, a manipolarci.
Le aziende possono conoscere le nostre abitudini, l’etnia, il sesso, l’indirizzo, il telefono, il numero dei componenti della famiglia e molto altro ancora. Il nome tecnico è “Ricerca motivazionale”, e in pratica vanno alla ricerca delle motivazioni che stanno alla base dei comportamenti di acquisto dei consumatori.
Analizzando i dati delle carte fedeltà e incrociandoli con quelli delle carte di credito, è possibile scoprire delle cose inquietanti su tutti noi.
I “programmi fedeltà” infatti esistono solo per persuaderci a comprare di più.
Ogni volta che usiamo tali carte, viene aggiunta al nostro archivio digitale l’indicazione di quello che abbiamo comprato, le quantità, l’ora, il giorno e il prezzo. Quando usiamo le carte di credito, l’azienda archivia la cifra e la tipologia merceologica: ad ogni transazione è assegnato un codice di quattro cifre che indica la tipologia di acquisto.
Dove questi dati vadano a finire è facile da immaginare.

Percorsi e orientamento
Sapevate che si spende di più se ci muoviamo nel negozio in senso antiorario?
Il braccio destro ha più margine di movimento per afferrare i prodotti; la guida delle auto, tranne alcuni paesi, è a destra e leggiamo da sinistra a destra, per cui i nostri occhi tendono a seguire questo movimento anche quando si è davanti a uno scaffale.
I supermercati sono pensati per favorire la circolazione dei clienti da destra a sinistra, col risultato che le cose più acquistate sono sempre sugli scaffali a destra. Le grosse industrie, sapendo questo, posizionano i loro prodotti civetta sempre a destra.
La porta d’ingresso è sempre a destra, e questo è un modo subdolo nel determinare il flusso d’acquisto antiorario.
Infine i percorsi contorti all’interno servono per farci camminare lentamente, e più lentamente ci muoviamo, più prodotti vedremo…e saremo tentati di comprare.
I beni di prima necessità come sale, zucchero, ecc., sono posizionati lontanissimo dall’ingresso e difficili da scovare, obbligandoci a ripercorrere più volte le corsie facendoci girare l’intero supermercato. Addirittura in molti supermercati cambiano di posto i prodotti una volta al mese, per impedirci di trovare facilmente quello che cerchiamo.
L’istituto ID Magasin, specializzato in ricerche comportamentali e di mercato, ha messo a punto un dispositivo per registrare ciò che il cliente guarda da quando entra a quando esce, scoprendo che l’area più osservata negli scaffali è a circa 20 centimetri al di sotto del nostro orizzonte visivo.
Un prodotto collocato a un metro e mezzo d’altezza ha la massima probabilità d’essere notato e quindi di essere acquistato.

La musica è servita
Quale musica è meglio: rock, metallica, samba o sinfonica?
A questo ci pensano aziende come Muzak, gli “architetti audio”, che hanno progettato 74 programmi musicali in 10 categorie diverse, che spaziano dal rock, alla classica, e tutte sortiscono un effetto psicologico ben preciso e diverso.
Anche la velocità e il ritmo sono importanti. Nei supermercati la musica è lenta perché dobbiamo muoverci più lentamente per comprare di più, mentre nei fast-food e ristoranti è più veloce allo scopo di accelerare il ritmo della masticazione, in questo modo ci spingono ad andarcene prima per servire più clienti.

I carrelli della spesa
Nel 60% dei carrelli si trovano batteri coliformi, gli stessi dei bagni pubblici. Uno studio ha trovato più batteri di tutte le altre superfici analizzate, inclusi water e poggiatesta dei treni.
Il carrello è stato inventato nel 1938, con l’unico intento di stimolare gli acquisti, e nel corso degli anni le dimensioni sono aumentate permettendo di contenere più prodotti.
Oggi si trovano carrelli di dimensione ridotta dedicati ai bambini, e in questa maniera da una parte vengono abituati e indottrinati fin da piccoli a usarlo, dall’altra possono riempirlo con i prodotti posizionati alla loro altezza.

Esposizioni
Le industrie pagano per posizionare i loro prodotti dove possono essere visti più facilmente dalle persone: un metro e mezzo da terra, a destra e a fine corsia.
Posizionano a fine corsia, dove c’è anche più spazio, prodotti ad alto profitto, come le cioccolate e che ispirano acquisti compulsivi.
Le persone comprano il 30% in più di prodotti che sono posizionati nelle esposizioni di fine corsia, rispetto quelli a metà corridoio, perché si pensa che “il vero affare è alla fine”.

Attenzione agli amici
Paradossalmente il persuasore occulto più potente sono proprio gli amici. Il marketing e le aziende non possono nulla in confronto all’influenza esercitata da un consumatore sull’altro. Nulla è più persuasivo quanto osservare una persona che conosciamo e rispettiamo intenta a usare un prodotto.
Quando un brand ci è raccomandato da un’altra persona, nel nostro cervello le aree razionali e procedurali si disattivano. Tali meccanismi spiegano come mai la pubblicità basata sul passaparola ci resta in testa per settimane, mentre non ricordiamo gli spot televisivi visti alla mattina.

Conclusione
Aveva ragione Edward L. Bernay, padre della Propaganda, quando scrisse nel 1928 che “gli uomini raramente sono consapevoli delle vere ragioni che stanno alla base delle loro azioni”.
Questo articolo è incompleto perché il materiale su tali argomenti è faraonico, ma dopo questa lettura forse saremo un po’ più consapevoli del piano diabolico del neuromarketing.
La consapevolezza, assieme a un percorso di crescita evolutivo-spirituale, rimangono gli strumenti più potenti per difendersi dalla persuasione….e non solo.
Partendo da hic et nunc, qui e ora, è molto importante essere presenti il più possibile nella nostra vita. La tv, in quanto strumento prìncipe della manipolazione, meno la guardiamo e meglio è per tutti, soprattutto per i bambini. Infine, evitare di fare la spesa durante gli orari di pranzo e cena, perché lo stimolo della fame incentiva acquisti compulsivi, non usare il carrello e portarsi sempre la lista della spesa.
Questi consigli sono banalità o possono far tremare i polsi alle multinazionali? Lo sapremo solo se li metteremo in pratica…

Tratto da:

- "Neuroschiavi: tecniche e psicopatologia della manipolazione politica, economica e religiosa", Marco Della Luna e Paolo Ciono, ed. Macro
- "Le bugie del neuromarketing: come le aziende orientano i nostri consumi", Martin Lindstrom, ed. Hoepli
- "Neuromarketing",Martin Lindstrom, ed. Apogeo
- "Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere", ed. Tascabili Newton
- "Propaganda: dalla manipolazione dell'opinione pubblica in democrazia", Edward Louis Bernays, ed. Fausto Lupetti
- "I persuasori occulti", Vance Packard, ed. Einaudi


www.disinformazione.it

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Cronaca
scrivi un commento
17 maggio 2014 6 17 /05 /maggio /2014 21:25

Numerosi residenti del nord del Queensland hanno riferito di aver avvistato un oggetto infuocato solcare il cielo e schiantarsi al suolo come una bomba.
L'oggetto inizialmente appariva con una scia di colore blu ed arancio,moltissimi i residenti da Cunnamulla a Townsville hanno riferito di aver avvistato l'oggetto luminioso.Ma nessun detrito sembra  sia stato ritrovato sul luogo dello schianto.

“Solo gli oggetti più pesanti arrivano a terra – il resto brucia nell’atmosfera.”

Bennedick aggiunto che la caduta di detriti di satellite sta diventando sempre più comune.

Owen Bennedick astronomo ha affermato che molto probabilmente si e' trattato di un detrito di un satellite che e' rientrato in atmosfera.Secondo l'esperto la caduta di questi detriti spaziali sta diventando sempre piu' frequente negli ultimi anni.
Nessun resto è stato trovato dove l’oggetto si è schiantato.
Repost 0
Published by il conte rovescio - in Cronaca
scrivi un commento
10 maggio 2014 6 10 /05 /maggio /2014 21:41

 







La società belga Ecover è pronta a lanciare sul mercato un liquido per bucato a base di olio di alghe, una soluzione che le permetterebbe di sostituire l’olio di palma, sostanza che viene ampiamente utilizzata sia nei prodotti per la pulizia che nel cibo. Da anni l’olio di palma è oggetto di critiche poiché la su produzione è collegata alla deforestazione: foreste pluviali e torbiere vengono cancellate per far posto alle piantagioni di palme e questo, nel sud-est asiatico, sta diventando un problema sia per la crescita delle emissioni di carbonio, sia per i rischi che corre la biodiversità, per esempio, la sopravvivenza degli oranghi.

Il settore Ricerca e Sviluppo di Ecover ha scoperto che le alghe sono in grado di produrre uno degli oli più puri e puliti disponibili in natura, inoltre, gli oli algali hanno un’impronta ecologica che è decisamente inferiore alla maggior parte degli oli tropicali, come quello di palma. Inizialmente soltanto il 7% degli ingredienti del liquido da bucato verrà da alghe, ma la quantità verrà progressivamente aumentata. Ecover sta lavorando su diversi progetti fra cui quello per l’utilizzo di batteri per convertire materiale organico in sostanze chimiche utili e nel 2013 si è anche impegnata nel riutilizzo dei rifiuti plastici trovati in mare per creare bottiglie sostenibili e riciclabili. Insomma un’azienda all’avanguardia nell’innovazione e nelle buone pratiche eco.

E per le alghe si prospetta un roseo futuro anche nel campo dei biocarburanti: la Us Navy ha già testato un combustibile algale sulle sue navi.
 di Davide Mazzocco

Fonte:
Repost 0
Published by il conte rovescio - in Cronaca
scrivi un commento
2 maggio 2014 5 02 /05 /maggio /2014 21:34

Uno degli articoli che hanno fatto rumore sul sito Internet de Le Monde aveva come titolo: Per salvare il pianeta, sarebbe meglio che gli americani la smettessero di riprodursi (Vedi sintesi più avanti) L’articolo parla di un’associazione americana che difende l’ambiente: approfittando dell’effetto “7 miliardi di abitanti” chiedeva agli abitanti degli Stati Uniti di pensarci due volte prima di mettere al mondo dei figli, dato che sono loro ad avere il più forte impatto in termini di emissioni di gas carbonio. L’insieme era rallegrato da una serie di manifestini vantando i meriti dei preservativi per preservare (appunto!) le specie animali. Il tutto condito di slogan in rima di cui ecco un paio di esempi: “Avvolgitelo con cura e salva un orso polare”; “Mettiti subito un preservativo e salva la civetta maculata”.

Di là di queste reclame, si è costatato, durante gli ultimi anni, un moltiplicarsi delle campagne mediatiche per –cito- “salvare il pianeta”. Per salvare il pianeta, non mangiamo carne bovina perché allevare una mucca richiede x ettolitri di acqua, y tonnellate di CO2, z flatulenze ed eruttazioni riempite di metano. Per salvare il pianeta, preferiamo la bicicletta all’auto per i brevi spostamenti. Per salvare il pianeta, isoliamo bene le nostre case, riscaldiamole non oltre i 19°C, preferiamo gli elettrodomestici meno affamati di elettricità e lampadine a basso consumo. Per salvare il pianeta, ricicliamo i rifiuti. Per salvare il pianeta, laviamoci meno spesso, e poco anche i nostri vestiti. Per salvare il pianeta, consumiamo prodotti locali. Per salvare il pianeta, usciamo dal capitalismo (per riprendere il titolo di un libro di un collega de le Monde, Hervé Kempf). Ecc.

A leggere questi slogan, mi vien voglia di dire che quelli che li hanno scritti si sbagliano di… salvataggio. Non è il pianeta che dobbiamo salvare comportandoci così, ma l’umanità e, più precisamente –se ci togliamo di dosso l’ipocrisia-, è il nostro stile di vita molto borghese che dobbiamo cambiare. Dubito, infatti, che la maggioranza della gente mangi ogni giorno carne di manzo, circoli in macchina, scaldi troppo la casa, abbia montagne di tostapane, frullatori e lavatrici. Per essere proprio espliciti: il pianeta non è da salvare perché non è in pericolo.

Anche se alcuni pensano che siamo entrati in una nuova era geologica - l’antropocene -, segnato dalla capacità dell’uomo di sconvolgere il suo ecosistema, di contaminarlo, di modificare la composizione atmosferica, di distruggere massicciamente specie e risorse naturali, di creare terremoti, il pianeta non se ne cura. Per il semplice motivo che esso già ha conosciuto rivoluzioni molto più profonde, cambiamenti climatici drastici, cinque grandi estinzioni di massa, inverni nucleari senza nucleare ma con vulcani, perturbazioni orbitali, bombardamenti di meteoriti o di asteroidi, glaciazioni incredibili, dislocazioni di continenti, e sempre se ne è ripreso. La vita ha sempre ripreso i suoi diritti anche quando, 250 milioni di anni fa, il 96% delle specie marine è scomparso così come il 70% dei vertebrati terrestri.

Perché ? Perché questo sistema naturale che è la terra si adatta alle condizioni che gli sono imposte. Nel caso del surriscaldamento climatico, il pianeta ritroverà, tra qualche secolo, un equilibrio. Solo che sarà ben diverso da quello che conosciamo e i nostri posteri rischiano di lasciarci le penne: gli estremi climatici saranno raggiunti più di frequente; le città costiere saranno indebolite dalla crescita degli oceani se proprio non spariranno; l’accesso alle risorse naturali di base, come acqua potabile e cibo, sarà nettamente più problematico se non proprio fonte di conflitti; i servizi resi, gratuitamente dalla natura, saranno ridotti per via della perdita della biodiversità.

Invocare la tutela del pianeta per incitare la gente a un modo di vivere più rispettoso dell’ambiente è un argomento viziato. Perché non mostra che superando i limiti della nostra biosfera mettiamo in pericolo addirittura la sopravvivenza della nostra stessa specie, e questo significa chiudere gli occhi sulle nostre responsabilità e le sfide che ci attendono. Quasi un modo strano di tirarci fuori dal nostro ecosistema e di dimenticare che siamo uno dei “bersagli” dei cambiamenti globali, perché siamo fragili. Si tratta di salvare l’umanità. Il pianeta, lui, si salverà da solo.

 

Per salvare il pianeta, sarebbe meglio che gli americani smettessero di riprodursi.

Secondo l’ONU, siamo sulla terra in oltre 7 miliardi di esseri umani. Un’associazione di difesa dell’ambiente ne approfitta per tentare di convincere gli americani a pensarci due volte prima di riprodursi.

Il Centro per la diversità biologica afferma che la crescita della popolazione mondiale fa pesare sulla natura un fardello sempre più pesante. "Tutte le specie che oggi salviamo dall’estinzione finiranno per sparire se la popolazione umana continua a crescere," afferma il suo direttore, Kierán Suckling, al New York Times.

Il Centro si augura di ridurre la natalità americana, e paga per questo uno spazio pubblicitario sulla Times Square, a New York, s’impegna a fare azioni di lobbying sui deputati americani e lancia una campagna di distribuzione di preservativi sui campus universitari. In particolare si può leggere sui loro imballaggi: "Avvolgitelo con cura e salva un orso polare", e "Mettiti subito un preservativo e salva la civetta maculata".

L'associazione si basa su un calcolo, a prima vista, molto semplice. Secondo uno studio pubblicato nel 2009 dall’università dello stato dell’Oregon, se si considera come base la produzione attuale di carbonio negli Stati Uniti, ogni nuovo nato americano genererà nella sua vita 7 volte più diossina di carbonio di un piccolo cinese e 169 volte più di un bimbo nato in Bangladesh.

"Ogni persona che si aggiunge al paese fa pesare richieste importanti sull’ambiente" afferma Joel E. Cohen, direttore del Laboratorio delle popolazioni presso le università Rockefeller e Columbia, a New York. Grazie all’immigrazione e nonostante il tasso di fecondità situato appena sotto la soglia di rinnovamento della popolazione (2,0 figli per donna), gli Stati Uniti, alla fine del 21° secolo secondo il Times, dovrebbero contare 478 milioni di abitanti contro gli attuali 311 milioni. Il Paese, d’altronde, occupa il 2° posto al mondo per emissioni di diossido di carbonio per abitante, subito dietro l'Australia, secondo gli ultimi dati dell’Agenzia federale americana d’informazione sull’energia.

Kevin Knobloch, presidente dell'Unione degli scienziati impegnati, ricorda però al Times che gli studi sulla riduzione delle emissioni di gas serra ottenuti con la riduzione delle nascite non sono ancora sufficientemente "robusti" per lanciare una politica convincente. Inoltre, l'aspetto politicamente sensibile di tutto il dibattito legato al controllo delle nascite negli Stati Uniti non incoraggia la maggior parte delle organizzazioni che difendono gli animali a esprimersi e quasi nessuna ha voluto commentare questa campagna.

 

http://www.jpic-jp.org/opt/52-it.html

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Cronaca
scrivi un commento
29 aprile 2014 2 29 /04 /aprile /2014 21:36

Internet explorer ha un bug a rischio hacker i pc.

Mettendo in atto il reato chiamato clandestine fox, un reato già realizzato in America contro alcuni marchi famosi, gli hacker hanno messo in seria difficoltà i sistemi informatici di grosse aziende e addirittura ad opera di un gruppo che si è formato proprio per fare questo.

Il dipartimento della Sicurezza interna degli Stati Uniti ha chiesto ai cittadini americani e agli uffici governativi e federali di non usare Internet Explorer fino a quando Microsoft non riuscirà a risolvere il problema di sicurezza che sta colpendo da alcuni giorni il browser. "Chiediamo agli utenti e ai responsabili di impiegare un nuovo browser fino a quando non saranno pubblicati aggiornamenti", si legge nella nota.

Il bug (Remote Code Execution) è stato scoperto sabato scorso dal FireEye Research Labs, una società che si occupa di sicurezza. Il buco (che interessa le versioni di Explorer dalla sesta in avanti, ovvero il 55% del mercato) permette agli hacker di prendere il controllo del pc colpito, assumendo l'identità del proprietario. Intanto Microsoft ha annunciato di essere al lavoro per risolvere il problema il prima possibile.

Per ora a rischio sarebbero soltanto i grandi gruppi e le aziende e non i singoli utenti della Rete, anche se molti esperti invitano a non usare il browser del colosso di Redmond, nello Stato di Washington.

Per cadere nella trappola basterebbe infatti seguire un link apparentemente sicuro e finire su un sito in grado di risucchiare i nostri dati dando a eventuali pirati la porta d'accesso a tutte le nostre informazioni. Da ricordare anche il fatto che il problema non sarà risolto per gli utenti di Windows Xp, visto che dall'8 aprile Microsoft ha annunciato che non rilascerà più aggiornamenti del sistema operativo più diffuso al mondo.

Un'altra nota negativa della casa Microsoft di Redmond, il bug è uno degli errori presenti nei software racchiusi nel gruppo Zero Days che vengono fuori piano piano e creano difficoltà serie alle utenze. L'errore mai corretto ha un'alta percentuale di rischio che i computer collegati alla rete diventino facilmente vulnerabili.

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Cronaca
scrivi un commento
18 aprile 2014 5 18 /04 /aprile /2014 22:00

 

Parlare dei campi elettromagnetici, le cui sorgenti si moltiplicano sempre più, è necessario perché sono molti i dubbi che sorgono in relazione alle conseguenze di questi campi. Da un lato i possibili effetti sulla salute, dall’altro l’eventuale pericolosità dei fenomeni d’interferenza o incompatibilità elettromagnetica.

Per affrontare questi due preoccupazioni diffuse tra la popolazione è sorta una collaborazione tra ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), ISS (Istituto Superiore di Sanità) e ISCOM (Istituto Superiore per le Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione. Una collaborazione che ha portato alla predisposizione di un opuscolo informativo che tratta in modo divulgativo, rispondendo a semplici domande, i diversi aspetti legati ai campi elettromagnetici. Il documento, dal titolo “Campi elettromagnetici: effetti sull’uomo e sulle apparecchiature”, risponde inizialmente alla domanda su cosa siano i campi elettromagnetici.
Non ci soffermiamo su questo aspetto già affrontato da PuntoSicuro in diversi articoli.
Andiamo invece direttamente al cuore del problema: i campi elettromagnetici sono pericolosi per la salute?

L’opuscolo ricorda che un campo elettromagnetico (CEM) “provoca sempre e comunque una risposta dell’organismo umano”, ma il nostro organismo risponde anche a qualunque stimolo ambientale (rumore, luce, temperatura, …).
Per capire se queste risposte ai CEM possano costituire un pericolo per la salute, è importante distinguere tra:
- effetti biologici: si verificano quando “l’esposizione provoca qualche variazione fisiologica notevole o rilevabile in un sistema vivente”;
- effetti di danno alla salute (o effetti sanitari): si verificano quando  “l’effetto biologico è al di fuori dell’intervallo in cui l’organismo può normalmente compensarlo, e ciò porta a qualche condizione di detrimento della salute”.
La ricerca scientifica “ha individuato con chiarezza alcuni effetti sanitari dei campi elettromagnetici, dovuti ad un eccessivo aumento della temperatura, superiore alle normali variazioni fisiologiche”: ma questi effetti si manifestano solo se l’intensità del campo “supera determinati livelli di soglia su cui si basano le norme di protezione”.
E questi livelli  “sono superiori a quelli che si incontrano normalmente nella vita quotidiana e molto superiori, in particolare, a quelli a cui si può essere esposti da parte di antenne di trasmissione radio o televisiva e, ancor più, da parte delle antenne (dette stazioni radio base) della telefonia cellulare e di altre tecnologie emergenti, come il WiFi e il WiMax”.
Invece alte esposizioni possono verificarsi “in specifiche situazioni lavorative in cui gli operatori sono vicini ad apparecchi di alta potenza”.

Sorge spontanea la domanda: è possibile che un’esposizione anche a bassi livelli di campo elettromagnetico, ma prolungata nel tempo, “possa dare luogo a malattie degenerative, ed in modo particolare al cancro”?
Questa ipotesi sembra avvalorata da “alcune indagini epidemiologiche che riguardavano però i campi magnetici generati da linee ad alta tensione e dispositivi elettrici alla frequenza di rete (50 Hz)”. In realtà i risultati di queste indagini “non possono essere estrapolati ai campi a radiofrequenza (RF) che, oscillando a milioni di hertz, hanno caratteristiche fisiche e meccanismi di interazione del tutto diversi”.
Invece riguardo ai campi a radiofrequenza “le ampie ricerche condotte da diversi decenni non hanno evidenziato effetti biologici di rilievo, e a maggior ragione effetti di danno alla salute, ai normali livelli di esposizione del pubblico”.
Sono state pubblicate, a seguito della grande diffusione della telefonia cellulare, molte ricerche sulle conseguenze dei CEM. “Anche se alcuni di questi studi hanno suggerito la possibilità di qualche effetto biologico, peraltro da verificare, una valutazione complessiva dei dati non indica rischi per la salute, confermando ulteriormente le valutazioni già espresse da diverse fonti”.
Ad esempio nei “Promemoria” per il pubblico, prodotti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), già nel 1998 si osservava che una revisione dei dati scientifici […] ha concluso che, sulla base della letteratura attuale, non c’è nessuna evidenza convincente che l’esposizione a RF abbrevi la durata della vita umana, né che induca o favorisca il cancro.
Nel 2006 l’OMS confermava la propria valutazione e notava che negli ultimi 15 anni, sono stati pubblicati vari studi che esaminavano una possibile relazione tra trasmettitori a radiofrequenza e cancro. Questi non hanno fornito nessuna evidenza che l’esposizione ai campi generati dai trasmettitori aumenti il rischio di cancro. Così pure, gli studi a lungo termine su animali non hanno accertato aumenti nel rischio di cancro dovuti all’esposizione a campi a radiofrequenza.

Esistono poi diverse norme per la protezione della salute dai campi elettromagnetici e numerosi paesi hanno adottato leggi o regolamenti basati sulle raccomandazioni della Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP), un “gruppo indipendente di esperti formalmente riconosciuto dai massimi organismi internazionali tra cui l’OMS e l’Unione Europea”.
Se l’Unione Europea ha raccomandato agli stati membri di adottare un quadro comune e coerente di norme, basate sui limiti dell’ICNIRP, in Italia abbiamo una legge, la Legge quadro n. 36 del 22 febbraio 2001 che, “in nome del principio di precauzione”, prevede limiti, da non superare in corrispondenza di luoghi abitati o intensamente frequentati, “sensibilmente inferiori a quelli raccomandati internazionalmente”.

Ricordando che per i lavoratori i limiti riguardo ai CEM sono, ad esempio, contenuti nell’allegato XXXVI del Decreto legislativo 81/2008,  i limiti che devono essere rispettati negli ambienti di vita sono fissati dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 luglio 2003; un decreto “emanato ai fini della protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati da sorgenti fisse operanti ad alta frequenza, comprendenti, ad esempio, gli impianti per telefonia mobile o per radiodiffusione televisiva o radiofonica”.
In questo decreto vengono fissati:
limiti di esposizione:  “il valore di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, considerato come valore di immissione, definito ai fini della tutela della salute da effetti acuti, che non deve essere superato in alcuna condizione di esposizione della popolazione”;
- valori di attenzione: “il valore di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, considerato come valore di immissione, che non  deve essere superato negli ambienti abitativi, scolastici e nei luoghi adibiti a permanenze prolungate”;
- obiettivi di qualità: “i valori di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, definiti dallo Stato […], ai fini della progressiva minimizzazione dell’esposizione ai campi medesimi.
 Tali valori sono da ritenersi non superabili all’aperto nelle aree intensamente frequentate, quali ad esempio strutture di carattere ricreativo”.
Ad esempio in casa l’intensità massima per il campo elettrico è di 6 V/m (Volt/metro).

Parliamo infine di compatibilità elettromagnetica, intesa come “idoneità di un apparecchio elettrico e/o elettronico, di un’apparecchiatura e di un impianto contenenti componenti elettrici e/o elettronici, a funzionare nel proprio ambiente elettromagnetico, senza provocare disturbi elettromagnetici intollerabili in altre apparecchiature presenti nello stesso ambiente”.
I disturbi elettromagnetici o perturbazioni sono “ogni fenomeno elettromagnetico che può alterare il funzionamento di un’apparecchiatura” e può essere costituito da un segnale non desiderato o da una alterazione del mezzo stesso di propagazione.
I disturbi possono essere naturali (es. fulmini), artificiali intenzionali (es. emissioni radio-tv) o artificiali non voluti (“ogni circuito elettrico percorso da corrente variabile nel tempo emette disturbi elettromagnetici”).
La compatibilità elettromagnetica è regolamentata a livello europeo con una direttiva che “si applica a tutti gli apparecchi elettrici che possono creare perturbazioni elettromagnetiche o il cui funzionamento può essere interessato da tali perturbazioni e mira a garantire il funzionamento del mercato interno prescrivendo che le apparecchiature siano conformi ad un livello adeguato di compatibilità elettromagnetica”.


ISPRA, ISCOM, ISS, “Campi elettromagnetici: effetti sull’uomo e sulle apparecchiature”, a cura di Roberto Lo Sterzo, Elia Marchetta, Paolo Vecchia, Salvatore Curcuruto e Valeria Canè (formato PDF, 889 kB).

 

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/settori-C-4/sanita-servizi-sociali-C-12/cem-effetti-sulla-salute-disturbi-elettromagnetici-AR-9997/

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Cronaca
scrivi un commento
15 aprile 2014 2 15 /04 /aprile /2014 21:53
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha concesso a Silvio Berlusconi la pena alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali per scontare la condanna per il processo Mediaset, al netto del condono, di un anno. Nei giorni scorsi il Pg di Milano Antonio Lamanna ha dato il via libera alla richiesta degli avvocati di Berlusconi. Il collegio presieduto dal presidente del Tribunale di Sorveglianza Pasquale Nobile De Santis ha condiviso il parere favorevole all’affidamento in prova. Berlusconi dovrà espiare un solo anno dei quattro a cui è stato condannato per frode fiscale perché tre sono coperti dall’indulto.

Chiusura campagna elettorale del PDL a Napoli

SILVIO BERLUSCONI DAGLI ANZIANI- Silvio Berlusconi svolgerà “l’attività socialmente utile di volontariato presso l’istituto per anziani indicato dall’Uepe con impegno di almeno una volta alla settimana non inferiore a quattro ore consecutive, secondo le modalità che vorranno concordate con l’Uepe”. E’ quanto indicato nel comunicato del tribunale di Sorveglianza di Milano. Silvio Berlusconi andrà ad assistere gli anziani in un centro per anziani a Cesano Boscone (Milano) della Fondazione Sacra Famiglia. E’ quanto l’ANSA apprende da ambienti vicini a Silvio Berlusconi. Il tribunale di Sorveglianza ha poi stabilito che Berlusconi sia impegnato una volta alal settimana a prestare almeno 4 ore di servizio presso la Fondazione della Sacra Famiglia che ha la sede principale a Cesano Boscone (Milano), struttura indicata dall’Ufficio esecuzione penale esterna (Uepe), per almeno quattro ore alla settimana. Entro 10 giorni il leader di Forza Italia dovrà firmare il verbale che conterrà la decisione del tribunale di Sorveglianza e le relative prescrizioni presso l’Uepe, dopodichè inizierà a prestare servizi socialmente utili. Ed ecco qui dove potrebbe finire:

BERLUSCONI AI SERVIZI SOCIALI: CONTENTI GHEDINI E COPPI – «La decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano appare equilibrata e soddisfacente anche in relazione alle esigenze dell’attività politica del Presidente Berlusconi». Lo dichiarano gli avvocati di Silvio Berlusconi Franco Coppi e Niccolò Ghedini in una nota.

BERLUSCONI AI SERVIZI SOCIALI: COSA SUCCEDE ORA Silvio Berlusconi non potrà lasciare Lombardia ma potrà recarsi a Roma. Come? Dal martedì al giovedì, con rientro al suo domicilio in Lombardia, entro le ore 23 del giovedì stesso. Lo recita il comunicato del giudice. L’ex capo del Governo a questo punto dopo avere firmato il verbale con le prescrizioni stabilite dai giudici avrà colloqui, si presume con scadenza mensile, con il responsabile dell’ufficio esecuzione penale estere l’Uepe, di Milano. All’esito della prova il tribunale di sorveglianza valuterà l’estinzione della pena.

SILVIO, I SERVIZI E GASPARRI – «Di fronte a un percorso costellato da una lunga e dolorosa serie di ingiustizie è improprio parlare di soddisfazione per quanto riguarda l’accoglimento della proposta di servizi sociali per Silvio Berlusconi. C’è comunque il fatto positivo che Berlusconi potrà essere come sempre alla testa della nostra campagna elettorale, per smentire a colpi di voti i troppi profeti di sventura», dichiara il senatore di Fi Maurizio Gasparri.

BERLUSCONI AI SERVIZI SOCIALI: L’UDIENZA PUNTO PER PUNTO – Dopo la condanna definitiva per frode fiscale a quattro anni di reclusione, il leader di Forza Italia non finisce dietro le sbarre in quanto il tribunale di Milano si è espresso solo sull’ accettare o meno la sua richiesta di affidamento ai servizi sociali. A decidere l’esecuzione della pena è stato un collegio formato da due magistrati e due consulenti esterni, tratti da un elenco autorizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura. Durante i dieci mesi e mezzo di esecuzione della pena, Berlusconi si dovrà attenere ai limiti generali alla libertà di movimento e comunicazione. Con l’affidamento ai servizi sociali le limitazioni generali sono minori rispetto ai domiciliari, dove il condannato non può uscire di casa e deve esser autorizzato negli incontri con persone estranee (eccetto famiglia, legali o conviventi).

guarda la gallery:

(Fondazione Rastelli di Rho,nell’hinterland Milanese, uno dei totoluoghi di Silvio, LaPresse)

 

SILVIO BERLUSCONI: I GIUDICI - Il collegio, che ha dato l’ok al primo step verso i servizi sociali, è stato presieduto dallo stesso presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano, Pasquale Nobile De Santis, 67 anni, di origini campane. E’ nato a Benevento ed ha alle spalle una lunga esperienza maturata al Tribunale di Sondrio, anche in qualita’ di consigliere pretore dirigente. E’ stato nominato responsabile dell’Ufficio milanese alla fine del gennaio 2008. Negli anni precedenti, a partire dal 2000, è stato in forza, come giudice penale, al Tribunale milanese ed è stato alla guida della quarta sezione penale. Come presidente della seconda Corte d’Assise, invece, condannò 11 persone, tra cui l’ex imam di Milano Abu Imad (3 anni e 8 mesi) accusato di associazione per delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo. Nel capoluogo Valtellinese, invece, nell’89, fu giudice a latere al processo che si concluse con 5 condanne per la morte di 7 operai travolti da una frana in Val Pola.

 

http://www.giornalettismo.com/archives/1456329/silvio-berlusconi-va-ai-servizi-sociali/

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Cronaca
scrivi un commento
12 aprile 2014 6 12 /04 /aprile /2014 22:01

1902742Questa settimana la NATO segna un triplice anniversario: i 15 anni dell’adesione all’alleanza di  Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca; i 10 anni dell’adesione di Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia e i 5 anni di Albania e Croazia. È il momento in cui la NATO sembra trovare una giustificazione alla propria esistenza. Ecco dove la crisi in Ucraina aiuta…
Parlando l’8 aprile a Parigi, il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha detto che ulteriori interventi della Russia in Ucraina avrebbero “gravi conseguenze” sulle relazioni di Mosca con la NATO e “isolerebbero ulteriormente la Russia a livello internazionale“. Rasmussen ha invitato la Russia a ritirare ciò che ha descritto come “decine di migliaia” di soldati ammassati sul confine ucraino. “Abbiamo attuato i piani per garantire la difesa e la protezione dei nostri alleati“, ha detto. “È evidente che l’evoluzione della situazione della sicurezza in Ucraina e alle sue frontiere rende necessario rivedere i nostri piani di difesa e rafforzare la nostra difesa collettiva“. Ha detto che la NATO esamina l’accordo di cooperazione (Atto istitutivo del 1997) con la Russia e la successiva dichiarazione di Roma del 2002 che impediva alla NATO la creazione di basi in Europa orientale e centrale. I ministri degli Esteri dell’alleanza decideranno a giugno. “Queste decisioni saranno influenzate dalla situazione in Ucraina e dal comportamento russo“, ha detto Rasmussen. (1) Il 9 aprile, il generale dell’US Air Force Philip Breedlove, comandante del comando europeo degli Stati Uniti e comandante supremo alleato in Europa (SACEUR) delle NATO Allied Command Operations, ha detto all’Associated Press (2) che i prossimi piani della NATO prevedono la mobilitazione delle truppe statunitensi. Secondo il generale, non “escluderebbe il coinvolgimento di alcuna nazione, inclusi gli Stati Uniti.” “Essenzialmente ciò che prevediamo è un pacchetto di misure terrestri, aeree e marittime per fornire sicurezza ai nostri alleati orientali“, ha detto Breedlove. “Ho il compito di deciderlo entro la prossima settimana. Intendo adottarlo pienamente e presto”, ha osservato. Le sue parole facevano eco al capo della difesa degli Stati Uniti. Parlando alla CNN, il 9 aprile, il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel ha detto, “Siamo sempre vigili e guardiamo sempre le opzioni da prendere“. (3) L’assistente del segretario alla Difesa Derek Chollet, testimoniando alla Commissione Forze Armate della Camera l’8 aprile, ha detto che gli Stati Uniti “riesaminano le loro forze in Europa e le nostre esigenze in schieramenti futuri, esercitazioni e formazioni nella regione“. (4) Non ha specificato quale riesame potrebbe comportare quando il Pentagono affronta tagli di bilancio e cerca di ridispiegare parte delle proprie risorse nella regione Asia-Pacifico nell’ambito della strategia del pivot. Tutti questi funzionari degli Stati Uniti non avrebbero fatto tali dichiarazioni minacciose, ovviamente, se non avessero almeno un’opzione sul tavolo. Il giorno dopo la decisione della NATO di porre fine alla cooperazione con la Russia, l’8 aprile la Süddeutsche Zeitung, il maggiore quotidiano per abbonamento tedesco, per dirla chiaramente ha affermato che “la NATO ora vede nella Russia un nemico“. Ha intenzione di attuare il messaggio o è solo una dichiarazione raffazzonata?

I tamburi di guerra si sentono negli USA
I repubblicani della Camera USA chiedono al Pentagono di rivedere la sua strategia. Ad esempio, il presidente del Comitato Forze Armate della Camera Buck McKeon ha presentato, l’8 aprile, una legge volta a stimolare la postura e le capacità di militari degli Stati Uniti in Europa per contrastare “l’aggressione russa all’Ucraina e agli alleati della NATO“. Il disegno di legge, sostenuto dai repubblicani Mike Turner e Mike Rogers, chiede che gli Stati Uniti sospendano l’attività militare con la Russia e forniscano consulenze militare e assistenza tecnica all’Ucraina. I repubblicani hanno criticato il Quadrennial Defense Review, documento strategico recentemente pubblicato dal dipartimento della Difesa per, tra le altre cose, menzionare appena la Russia. Derek Chollet, assistente del segretario alla Difesa per la sicurezza internazionale, ha detto che “non pensiamo di riscrivere il QDR” ma le azioni della Russia spingeranno gli USA a riesaminare la presenza di truppe in Europa. (5) Vi sono voci che chiedono l’espansione della NATO. I senatori John McCain e Lindsey Graham raccomandano d’accrescere “cooperazione e sostegno a Ucraina, Georgia, Moldova e agli altri partner non-NATO“. McCain e Graham esortano l’espansione della NATO in Georgia e Moldavia. L’iniziativa in politica estera ha raggruppato 56 star neoconservatrici a sostegno del Membership Action Plan della Georgia e dell’adesione di Finlandia, Svezia, Ucraina e “altri partner europei della sicurezza“. Un gruppo di 40 membri del Congresso ha chiesto l’ammissione di Macedonia e Montenegro, e infine del Kosovo, avanzando “la prospettiva dell’adesione di Georgia e Bosnia-Erzegovina” e continuando la “stretta collaborazione… con altri Paesi dell’Europa centrale e orientale che vogliono relazioni più strette con Stati Uniti e NATO“.

La NATO intensifica le attività militari
Tra le crescenti tensioni in Ucraina, il governo polacco ha confermato che le esercitazioni militari congiunte con gli Stati Uniti continueranno a giugno con l’arrivo di altri caccia F-16. Secondo la radio polacca (6) del 10 aprile, aerei da rifornimento saranno inviati in Polonia dal Regno Unito, nello stesso periodo. “Ciò mostra il forte impegno degli alleati e la visibile presenza degli Stati Uniti“, ha detto al notiziario TVN24 il ministro della Difesa Tomasz Siemoniak. “Ci sforziamo di assicurare che le lezioni della crisi (russo-ucraina) portino alla duratura presenza della NATO in Oriente“, ha aggiunto. Alla domanda sulla disponibilità della NATO ad intervenire in caso di  attacco contro uno suo Stato membro, Siemoniak ha detto che “queste forze sono pronte ad un intervento immediato“. Il ministro ha osservato che 18 jet da combattimento F-16 degli Stati Uniti saranno dislocati in una base aerea di Lask, Polonia centrale, dove gli Stati Uniti e le forze armate polacche collaborano da oltre un anno e mezzo. “Per diverse settimane c’erano 12 aerei F-16 ed aerei da trasporto“, ha detto il ministro della Difesa aggiungendo che le forze della NATO nella regione sono interessate ad “attività a lungo termine che potrebbero durare anni o decenni“, anche se ha riconosciuto che un tale accordo non può essere concluso “in pochi giorni“. Nel frattempo l’USS Donald Cook e la nave-spia francese Dupuy de Lome sono nel Mar Nero. L’USS Donald Cook è la terza nave da guerra statunitense inviata nel Mar Nero. A febbraio, gli Stati Uniti hanno inviato la fregata USS Taylor nelle acque del mare per garantire la sicurezza dei Giochi Olimpici di Sochi. Il mese scorso, l’USS Truxtun aveva attraversato il Bosforo per condurre esercitazioni congiunte nel Mar Nero con Bulgaria e Romania. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha già detto che la presenza di navi statunitensi nel Mar Nero ha superato il limite della convenzione. Le precedenti visite navali statunitensi nel Mar Nero avvenivano nell’arco di mesi.
Le aeronautiche di NATO e Partenariato per la Pace hanno appena terminato le esercitazioni offensive e difensive in Olanda nell’ambito delle manovre Frisian Flag. L’esercitazione olandese, nella base aerea di Leeuwarden, s’è svolta dal 31 marzo all’11 aprile 2014. Circa 50 aerei hanno partecipato alla missione. I jet della NATO parteciperanno ai pattugliamenti aerei nella regione, dopo l’esercitazione che gli analisti dicono aver assunto ulteriore significato per la crisi. Diversi membri dell’alleanza, tra cui Regno Unito, Stati Uniti e Francia hanno offerto altri aerei militari. Gli Stati Uniti hanno aggiunto sei F-15C in Lituania e una dozzina di F-16 e 300 truppe in Polonia, e previsto ulteriori forze per le esercitazioni in Polonia e Paesi baltici, aumentando i voli d’intelligence in Polonia e Romania. Nella riunione di marzo, la NATO ha ordinato lo studio di misure per sostenere i membri dell’alleanza dell’Europa orientale, tra cui l’invio di altre truppe e attrezzature sul posto, ulteriori esercitazioni militari, miglioramento della forza di rapido dispiegamento e revisione dei piani militari. Il comandante dell’alleanza generale Philip Breedlove ha detto che le opzioni per tale “pacchetto di assicurazione” include l’aumento delle potenza aerea e delle navi nel Mar Baltico, la creazione di una forza navale nel Mar Nero e il dispiegamento dal Texas di una brigata di 4500 effettivi dell’esercito. Ma gli europei orientali vogliono altro ancora. Il ministro della Difesa polacco Tomasz Siemoniak ha insistito: “Gli Stati Uniti devono aumentare la propria presenza in Europa centrale e orientale, anche in Polonia“. Il presidente della Romania Traian Basescu ha citato “la necessità di riposizionare maggiori risorse militari della NATO” in Romania. L’ambasciatore alla NATO dell’Estonia, Lauri Lepik, ha dichiarato: “ciò che i Paesi baltici vogliono è la presenza sul campo degli alleati”. Un ex-ministro lettone ha detto all’Economist: “Vorremmo vedere un paio di squadroni statunitensi qui, soldati e anche una portaerei“. (7) Tutti questi passaggi sono una chiara violazione del Trattato del 1997 sulla cooperazione NATO-Russia, incrementando le proprie forze in Europa orientale, la NATO ha promesso di rafforzare la difesa collettiva piuttosto che l’ulteriore stazionamento permanente di sostanziali forze da combattimento in basi regolari.

La Russia chiama alla ragione
Il Ministero degli Esteri russo ha detto che Ucraina e Stati Uniti non hanno “alcun motivo di preoccupazione” per la presenza accresciuta di forze nella regione, e che “la Russia ha ripetutamente dichiarato che non conduce attività insolite o non pianificate militarmente significative sul proprio territorio al confine con l’Ucraina“. Le autorità russe considerano le accuse del segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen contro Mosca un tentativo di rafforzare l’importanza dell’alleanza, ha detto il ministero degli Esteri russo in un commento sul suo sito del 10 aprile (8). “Le continue accuse del segretario generale contro di noi suggeriscono che l’alleanza stia cercando di usare la crisi in Ucraina per “consolidare le fila” di fronte a minacce  immaginarie presumibilmente rivolte contro Paesi della NATO, come pure di rafforzare l’importanza dell’alleanza nel 21° secolo“, dice la nota. Le recenti dichiarazioni del segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen sulla situazione in Ucraina, così come il doppio standard dell’alleanza in Crimea, ostacolano la riduzione delle tensioni, ha detto il Ministero degli Esteri russo. La Russia nega le accuse d’ingerenza in Ucraina e ha detto che vorrebbe dei colloqui sulla crisi politica ucraina coinvolgendo Stati Uniti, Unione Europea e “tutte le forze politiche in Ucraina”. La riunione di aprile dei capi degli Esteri della NATO ha dimostrato che i sostenitori dell’escalation hanno il sopravvento nell’alleanza. Truppe e forze aeree vengono concentrate in prossimità dei confini russi. La presenza e le attività militari vengono intensificate con la scusa delle esercitazioni.  L’alleanza avanza accuse infondate su un’imminente invasione dell’Ucraina dalla Russia come pretesto per ammassare forze in Europa orientale ed elaborare piani di guerra contro la Russia. La politica estera antirussa si acutizza nello spazio post-sovietico, in particolare in Ucraina, Moldova e Georgia. La NATO approfitta della situazione in Ucraina per giustificare la sua ragione d’essere, comprese le sue spese militari pari alla metà della spesa militare mondiale e superiore di decine di volte a quelle della Russia. I piani comporteranno la militarizzazione dell’Europa. L’escalation aggressiva della NATO minaccia la guerra tra NATO e Russia, una grande potenza militare nucleare. La minaccia di un disastro incombe.

nushi20130328193534277La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Cronaca
scrivi un commento
9 aprile 2014 3 09 /04 /aprile /2014 21:48

Digrignare i denti: perché lo facciamo?

Digrignare i denti: perché lo facciamo?

Problemi di lavoro? Difficoltà in famiglia? Periodaccio con il partner? Ecco alcune delle cause che, ogni giorno, possono portarci ad accumulare stress e frustrazione. Per la maggior parte di noi, le preoccupazioni interiori hanno un effetto esteriore, e in quel caso si tratta di disturbi psicosomatici. Una delle forme di stress più comunemente espressa attraverso il corpo è il bruxismo, ovvero il digrignamento dei denti. Molte persone lo fanno senza neppure accorgersene, anche perché spesso capita durante il sonno.

A lungo andare il bruxismo può presentare un’ampia varietà di problemi, tra cui la perdita dello smalto dei denti, ovvero quello strato protettivo che, una volta sparito, non può risvilupparsi.

Tra gli altri effetti negativi vi sono anche l’apnea notturna e un notevole sovraccarico della mandibola, dato appunto dal costante digrignamento. L’apnea notturna non è altro che una respirazione alterata nel sonno, che può provocare una costante sensazione di stanchezza e sonnolenza durante il giorno. Per questo è importante sbarazzarsi di questa brutta abitudine al più presto.

Prima di iniziare qualsiasi trattamento, è necessario capire cosa, esattamente, sta provocando questo disturbo. Se soffrite spesso di mal di testa, se sentite dolore alla mascella, se siete spesso e volentieri stanchi e spossati durante il giorno, allora dovreste informarvi meglio sul bruxismo. Prenotate un appuntamento dal dottore e parlatene con lui o con lei; possono essere tantissime le cause di questi sintomi. Se avete un partner o condividete la stanza con qualcuno, chiedete loro se, per caso, vi hanno mai sentito digrignare i denti durante la notte.

Tenete a bada lo stress

Diciamoci la verità, essere sempre felici e contenti al 100% è realisticamente impossibile. Tuttavia, possiamo cercare di minimizzare gli effetti che i fattori esterni hanno sul nostro organismo. Una volta definite le cause, sarà più facile capire come procedere.

Esistono tantissimi esercizi utili al fine di rilassare la mandibola e placare la tensione di quei muscoli. Considerate anche dei corsi di yoga e meditazione, utilissimi per raggiungere una sensazione di calma e stabilità che, gradualmente, si rifletterà anche nella vita di tutti i giorni.

Andate a letto presto e prendete la buona abitudine di bere una tisana calda circa 30 minuti prima di dormire. Non solo il tè alle erbe naturali è un potentissimo anti-stress, ma anche un rituale piacevolissimo la sera, dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro.

Lasciate perdere il telefonino, il tablet e gli altri aggeggi elettronici prima di coricarvi. Piuttosto, leggete un libro (un E-reader va bene) o fatevi un bagno caldo.

Riposate la mandibola

Se soffrite di questa psicopatologia, è molto probabile che sentiate spesso dolore alla mascella. Provate a tenerla a riposo il più possibile durante il giorno; se avete il vizio di mangiarvi le unghie o rosicchiare il tappo della penna, è ora di darci un taglio. Evitate più che potete anche le gomme da masticare, che sforzano inutilmente la mandibola.

Se volete provare qualche esercizio, cercate i video tutorial su YouTube digitando «disordini craniomandibolari», e cliccate su quelli che propongono la ginnastica facciale.

Cover Media

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Cronaca
scrivi un commento

 FORUM

Cerca

VIDEO IN EVIDENZA

http://www.loguardoconte.info/video/esperimenti-umani-condotti-da-alieni-154833/

Testo Libero

statistiche accessi

IL CONTE E IL DUCA

 

      thumbnail

 http://i.imgur.com/53qQJ.jpg