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9 gennaio 2014 4 09 /01 /gennaio /2014 22:51

Ve la ricordata la spumeggiante pubblicità del nuov operatore telefonico, con ottimi prezzi e vantaggi pronti per tutti i nuovi clienti? Arrivano notizie a riguardo che non ricordano proprio un buon affare andato bene:

Bip Mobile fallimento

Bip Mobile è in fallimento: manca l’ufficialità, ma la verità è questa e i 220.000 utenti – infuriati – ora possono far valere i propri diritti così come confermato dall’Agcom. Sarà possibile ottenere non solo la portabilità del proprio numero verso altro operatore e recuperare il credito residuo, ma si potrà anche chiedere un rimborso o meglio dire un indennizzo o un risarcimento per tutti i giorni di disservizio (dal 30 dicembre). Non tutto è però così semplice perché in caso di fallimento i soldi andrebbero ai creditori privilegiati e dunque a lavoratori dipendenti e ai fornitori e solo in un secondo momento ai clienti. Ma degli 8 milioni di euro di buco potrebbe rimanere poco. Come muoversi dunque? Effettuare la portabilità ora è una buona soluzione, si sta lavorando però per alzare la soglia massima di passaggi operatore-operatore per facilitare il procedimento.

 

Come chiedere il rimborso e l’indennizzo? Di legge si può chiedere un risarcimento di 7.50 euro al giorno come stabilito da una delibera del 2011 della stessa AGCOM: si dovranno presentare le richieste al Co.Re.Com. (Comitato regionale per le comunicazioni) competente e si consiglia anche di sfruttare lo stesso organo per eventuali problemi durante la richiesta di portabilità del numero e al trasferimento del credito. Per tutte le informazioni c’è il Contact center dell’Agcom al numero verde 800.18.50.60 (da fisso) o al numero 081.750.750 (da mobile). Se si parla però di grosse cifre da recuperare allora meglio rivolgersi a un Giudice di Pace oppure comunque aderire alla class action che il Sindacato italiano per la tutela dell’investimento e del risparmio (Siti) sta per operare.

Bip Mobile e la causa del fallimento

Sembra proprio che Bip Mobile si stia avvicinando pericolosamente al fallimento che tanti rumoreggiavano da tempo. L’operatore mobile virtuale MVNO ha infatti subito un gravissimo blackout proprio a capodanno lasciando “a secco” un grande numero di consumatori. E’ stato dovuto allo stop dell’erogazione dei servizi da parte di Teologic che è un MVNE (Mobile Virtual Network Enabler) che non riceveva pagamenti da diverso tempo affermando: “Con dispiacere e dopo aver cercato qualsiasi soluzione, Telogic è costretta ad interrompere i servizi forniti a Bip Mobile. La società è rammaricata dalla decisione presa ma la situazione economica che si è venuta a creare non lascia altra scelta“. E l’angoscia dei clienti sale: la pagina Facebook è stata cancellata o comunque non è più raggiungibile, l’assistenza clienti latita e ci arrivano davvero tante segnalazioni da parte di utenti infuriati.

Bip Mobile King Ulimited

Bip Mobile presenta una nuova interessante offerta chiamata Bip King Unlimited che si rivolge a chi cerca una tariffa praticamente illimitata per quanto riguarda le chiamate e che offra anche una buona dose di Internet. In questo caso mette sul piatto 1500 minuti a settimana verso tutti (sono 6000 al mese) oltre che 2GB di web spalmati a 500MB a settimana con crollo a 32Kbps dopo il raggiungimento della soglia. Il prezzo è di 19.90 euro al mese fino al primo gennaio 2014 poi passerà a 23 euro al mese. Costa 7 euro per l’attivazione se si è già clienti oppure è gratis per i nuovi clienti. Per il rinnovo vale il silenzio-assenso.

Bip Mobile triplica le ricariche

Bip Mobile

Bip Mobile punta sempre più pesante e per l’anno nuovo mette sul piatto nientemeno che il programma per triplicare le ricariche effettuate per chi diventa cliente fino a Marzo 2013 superando non solo gli altri operatori che raddoppiano, ma anche se stesso. Ci si può sottoscrivere fino al 12 gennaio 2013 ed è previsto un limite minimo di ricarica di 10 euro e massima di 50 euro mensile. È la seconda grande novità dell’operatore mobile virtuale dopo la promo Christmas Edition (tutti i dettagli dopo il salto), che si accompagna anche a una nuova opzione per l’estero chiamata Bip International, per telefonare al costo di 3 cent/minuto verso Romania, Albania e Marocco sulla linea fissa e Cina e India su fisso e mobile con 16 centesimi di scatto alla risposta e 12 centesimi per SMS.

Bip Mobile presenta la prima promozione natalizia: Bip Card 1 cent Christmas Edition permette di acquistare per 10 euro una Sim Card con 5 euro di traffico incluso che mette sul piatto una tariffa interessante, esclusiva però di smartphone con almeno connettività UMTS. 1 centesimo di euro al minuto con scatti anticipati a 30 secondi verso tutti gli operatori nazionali, con 16 centesimi di scatto alla risposta. Identico il prezzo per ascoltare messaggi in Segreteria (al 4115) mentre gli SMS costano 12 centesimi verso tutti. Con 2 euro a settimana in più si può anche navigare su Internet con Megabip Internet che offre 300MB di traffico dati. Inoltre, se si acquista la Sim entro il 30 novembre si raddoppiano le ricariche (fino a max. 50 euro al mese) fino al Giugno 2013.

3×3 è stata la prima e per ora unica tariffa dell’operatore Bip Mobile che ha ufficialmente debuttato in Italia. Bip Mobile è il nuovo operatore mobile virtuale ha aperto i battenti appoggiandosi alle reti H3G Italia. Rivela così prezzi e costi della tariffa unica chiamata 3×3, ma c’è un po’ delusione visto che si aspettava qualcosa di meno, soprattutto dopo i tanti proclami della vigilia. Il nuovo MVNOMobile Virtual Network Operator – Bip Mobile prometteva di essere low-cost e in effetti i prezzi sono bassi, ma non così molto differenti dagli altri operatori già presenti. Dopo il salto tutti i dettagli, lasciamo aperti i commenti alle vostre opinioni in merito.

La tariffa 3×3 di Bip Mobile sarà l’unica in listino e richiama il 3 come costo fisso per le chiamate e messaggi mentre per quanto riguarda il traffico dati c’è un’aggiunta a parte. Riepiloghiamo i costi con uno specchietto di pratica lettura:

  • Chiamate a 3 centesimi di euro al minuto con scatto alla risposta a 16 cent.
  • SMS a 12 centesimi verso tutti
  • Chiamate a 3 centesimi di euro al minuto verso Maroccco, Albania, Cina, India e Romania
  • Autoricarica 3 centesimi per ogni SMS ricevuto da altro operatore (escluso 3 Italia)

Per quanto riguarda l’autoricarica sarà erogato ogni 10 SMS ricevuti in un mese entro i primi 10 giorni del mese successivo. E Internet? 2 euro a settimana per 300MB solo Sim voce oppure 500MB solo Sim dati con 1 euro al giorno per 50MB al dì allo sforamento. Attivare una Sim costerà 10 euro, il prefisso sarà 373. Il claim presente sul sito ufficiale bip.it dice testualmente “Arriva il primo operatore mobile italiano LowCost” e non c’è dubbio che le aspettative sul nuovo progetto tutto italiano vadano necessariamente a ricadere proprio sui prezzi e sulle tariffe che saranno preparate per il prossimo periodo di debutto del MVNO – Mobile Virtual Network Operator – sul territorio nostrano. Bip Mobile è un operatore mobile virtuale ciò significa che si appoggerà a reti già esistenti, di altri operatori. Per la precisione, sfrutterà l’operatore H3G Italia e già c’è chi storce il naso dato che sono ancora diverse le zone in Italia dove l’operatore non prende proprio al massimo delle proprie potenzialità. Di sicuro però, potrà offrire grandi velocità dove disponibile. Alla direzione del progetto troviamo Fabrizio Bona, che in passato ha lavorato come dirigente per operatori come Vodafone, Wind e TIM (e curiosamente non in 3 Italia). L’idea di base è buona, ma lo scatto alla risposta è un qualcosa di concettualmente difficile da digerire, ci si sarebbe aspettati una strategia come l’operatore francese Free con un tutto incluso flat (vero) a 20 euro al mese (Internet, voce, SMS) davvero competitivo.

http://cellulari.tecnocino.it/articolo/bip-mobile-in-fallimento-rimborso-e-passaggio-ad-altro-operatore/14269/

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8 gennaio 2014 3 08 /01 /gennaio /2014 22:41

Le principali riviste scientifiche distorcono il processo scientifico e rappresentano una «tirannia» che va spezzata.Questo il giudizio del premio Nobel per la medicina 2013.La denuncia è grave, a maggior ragione perché è la cosa che ha pensato di dire Randy Schekman al Guardian il giorno stesso in cui ha ricevuto il premio Nobel e quindi non solo nel momento più importante per la carriera di un ricercatore, ma anche nel momento di massima visibilità. Ma non basta, la dichiarazione di Schekman era stata preceduta di un paio di giorni da quella di un altro autorevolissimo scienziato, Peter Higgs, notissimo teorizzatore del bosone di Higgs, che sempre al Gurdian aveva denunciato il sistema delle pubblicazioni scientifiche.

 

Ma se la dichiarazione di Schekman è clamorosa, altrettanto clamoroso è il silenzio con il quale è stata inghiottita dalle testate che si occupano di divulgazione scientifica, alcuni quotidiani le hanno almeno dedicato il “minimo sindacale” come Il Corriere della Sera “Schekman: «Le principali riviste scientifiche danneggiano la scienza»” (poco più che un trafiletto) e l’Unità “Il Nobel Shekman: “Boicottiamo Science e Nature”, altri hanno però vistosamente dimenticato di pubblicarla. Ma ancor più vistosa è la “dimenticanza” da parte di soggetti che fanno della divulgazione scientifica il loro argomento centrale, non una parola sull’autorevole denuncia da parte delle solite testate come Le Scienze, Oggiscienza, Query, Pikaia e perfino Focus e Ocasapiens, in genere così attente a difendere la buona scienza scegliendosi però bersagli comodi e banali come i creazionisti della Terra giovane o qualche stravagante di turno.E allora per vedere commentato in modo decente quanto detto da Schekman dobbiamo andare su Wired, un periodico che si occupa in genere di scienza tenendo conto delle sue implicazioni più ampie, per leggere un articolo intitolato “Il Nobel che vuole boicottare le riviste scientifiche“, che inizia con le seguenti parole:La scienza è a rischio: non è più affidabile perché in mano a una casta chiusa e tutt’altro che indipendente…Le principali riviste scientifiche internazionali – Nature, Cell e Science – sono paragonate a tiranni: pubblicano in base all’appeal mediatico di uno studio, piuttosto che alla sua reale rilevanza scientifica. Da parte loro, visto il prestigio, i ricercatori sono disposti a tutto, anche a modificare i risultati dei loro lavori, pur di ottenere una pubblicazione.

 

L’accusa di “tirannia” lanciata da un neo premio Nobel dovrebbe in ogni caso meritare la massima attenzione, ma così come si usa fare per i critici di minore visibilità la tecnica è la stessa: ignorare per non dare visibilità alle idee. Ma Schekman aggiunge dell’altro, qualcosa che da sempre andiamo sostenendo:Queste riviste, dice lo studioso, sono capaci di cambiare il destino di un ricercatore e di una ricerca, influenzando le scelte di governi e istituzioni.Ma il suo laboratorio (all’università di Berkeley in California) le boicotterà – ha detto al Guardian –, evitando di inviare alcun genere di ricerca.Sfruttano il loro prestigio, distorcono i processi scientifici e rappresentano una tirannia che deve essere spezzata, per il bene della scienza. Almeno così la pensa il Nobel.La scienza con le sue dichiarazioni è un’autorità tale da influenzare le scelte di governi e istituzioni, e se è manipolabile da parte di chi detiene il comando delle principali testate scientifiche è automaticamente vero che le affermazioni su temi sensibili possono essere orientate in base alle convenienze dei governi stessi o delle istituzioni. Le dichiarazioni di Schekman supportano dunque indirettamente che su temi come il Global warming, la pandemia H1N1, l’eugenetica e tutte le implicazioni della visione malthusiana dell’evoluzione, la possibilità di orientare gli studi in un senso “conveniente” è reale. L’episodio della dichiarazione di Schekman mostra che però neanche per un Nobel per la medicina è facile denunciare i problemi della scienza, figurarsi per soggetti enormemente meno visibili. La denuncia di Schekman rappresenta però un incentivo ad andare avanti per tutti coloro che ritengono la scienza una realtà preziosa che deve essere difesa dalle strumentalizzazioni e da qualsiasi tentativo di piegarne i risultati a vantaggio di interessi particolari.

 

http://www.altrainformazione.it/wp/2013/12/19/la-scienza-in-mano-ad-una-casta-la-notizia-pi-ignorata-del-momento/

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2 gennaio 2014 4 02 /01 /gennaio /2014 23:00

Caso Nsa, Nyt e Guardian chiedono clemenza per Snowden: Va lodato

Il New York Times e il Guardian chiedono clemenza per Edward Snowden, l'ex contractor della National Security Agency le cui rivelazioni hanno fatto emergere i programmi di sorveglianza Usa, affermando che il 30enne dovrebbe essere lodato per le sue azioni piuttosto che punito. I due quotidiani, che hanno pubblicato il materiale presentato da Snowden, hanno difeso nei loro editoriali la decisione dell'ex contractor di rendere di pubblico dominio le informazioni in suo possesso. Per il momento le autorità degli Stati Uniti e l'avvocato russo di Snowden non hanno rilasciato alcun commento in proposito. Le rivelazioni dell'ex collaboratore dell'Nsa sulle attività dell'Agenzia hanno innescato un dibattito globale sulle libertà civili e la sorveglianza, ma le sue azioni gli sono valse accuse di spionaggio negli Usa. Questo lo ha spinto a chiedere asilo in Russia, dopo un tentativo fallito di fuggire in Sud America.

Londra (Regno Unito), 2 gen. (LaPresse/AP)

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31 dicembre 2013 2 31 /12 /dicembre /2013 23:37

Giorgio Napolitano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E' stato un anno "tra i più inquieti, l'anno che sta per iniziare deve essere diverso e migliore, per il paese e specialmente per quanti hanno sofferto duramente le conseguenze della crisi". "I sacrifici vanno fatti insieme ed è giusto che li facciano anche i politici", ha aggiunto.

 

Dal prossimo anno arriverà un vero e proprio schiaffo agli italiani: Napolitano si alzerà lo stipendio e ai 239.192 euro che già prende, ne aggiungerà altri 8.835.  


Per lui, evidentemente, non vale la spending review che investe quasi tutti gli organi dello Stato ad eccezione degli alti gradi della magistratura.
Così il Quirinale, che già costa molto più di analoghe amministrazioni estere, costerà ancora di più. E non solo Napolitano non si è diminuito lo stipendio, cosa che sarebbe apparsa opportuna di questi tempi, ma se lo vedrà ulteriormente incrementare dal prossimo gennaio.
La nostra Presidenza della Repubblica è tra le più costose al mondo: con i suoi 224 milioni di euro di spese costa quattro volte Buckingham Palace. il Quirinale costa il doppio dell'Eliseo francese e otto volte il cancellierato tedesco. In dieci anni i costi del Colle si sono gonfiati del 91 per cento: fatta la tara dell'inflazione, l'aumento netto equivale al 61 per cento.
Per farsi un'idea più precisa, è necessario sapere che la Casa Bianca costa 136,5 milioni di euro, l'Eliseo 112,5 e Buckingham Palace 57 milioni.

Il presidente della repubblica ha però da replicare alle mille ingiurie, anche se forse mille sono poche:

"Il mio strapotere? Storia ridicola" - "Nessuno può credere alla ridicola storia delle pretese di strapotere personale", ha chiosato Napolitano parlando anche sulle recenti pressioni mediatiche subite: "Sono attento a considerare ogni critica o riserva, obiettiva e rispettosa, circa il mio operato" ma "non mi lascerò condizionare da campagne calunniose, da ingiurie e minacce".

A voi i commenti, dato che io oramai ne sono scarico....

 

 


 

 

 

 

 

http://www.giornale.it/index.php/notizie/194-gli-italiani-tirano-la-cinghia-e-napolitano-si-aumenta-lo-stipendio


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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30 dicembre 2013 1 30 /12 /dicembre /2013 23:30

 

Ipus Service Guida Italiana

 

 

Una grande promessa: UNA GRANDE TRUFFA.

Nonostante ci siano voluti mesi e mesi di continue prove e versioni beta, questa promessa di guadagno ha dimostrato la sua evidente truffa con una risposta, a domanda inoltrata tramite ticket da un utente:

On 12/05/2013 07:59 AM, USER wrote:
IPU0XXXX
XXXXXXXX
USER

Question and others:
Do you have problem about charge earning from referals?

P.S.
1) I remember you that your status in our Facebook gruop actually is (NO PAY)
because many users not received the money
2) many unanswered questions in in the previous email.

10 days ago you said you were starting payments within 24 hours
to date no payment.

You believe that people are stupid?
Poor communication and lack of transparency.
No one in our group buys more referals or invite other people, and standard
users do not upgrade to Division (currently has no sense of logic and
rational).

10 days ago you said you were starting payments within 24 hours
to date no payment.

You believe that people are stupid?
Poor communication and lack of transparency.

no one in our group buys more referals or invite other people, and standard
users do not upgrade to Division (currently has no sense of logic and
rational).

By the end of December we group administrators unofficial Ipus facebook,
proceed to close the group.

See in another futur.
By the end of December we group administrators unofficial Ipus facebook,
proceed to close the group.

See in another futur.

Pleace Reply
and answer questions not answered

by
USER
Administrator of Unofficial Italian Ipus Facebook Group.
****************************** **********
RISPOSTA:
Data: 10/12/2013 0.31
Is there any way we may assist you? Do you have a question?

Support Desk (Primary)
Idle Processor Utilization Services
****************************** ************
MIA REPLICA:
On 12/12/2013 07:51 AM, USER wrote:
two questions:

1) read the email when I write?

2) Please respond to the email sent thanks.

****************************** ************
RISPOSTA:
We have read it.

We have read it again, and we again ask - Is there a question we may answer for you?

Support Desk (Primary)
****************************** ************

REPLICA:
On 12/12/2013 05:13 PM, USER wrote:
yes
****************************** ************

RISPOSTA:
Could you possibly advise us of what that question is so we may answer it?

Support Desk (Primary)
****************************** ************

REPLICA:
On 12/12/2013 05:49 PM, USER wrote:
Ok many thanx for your support
Our group has decided to shut down the program in late December.
Happy new Year.

****************************** ************

RISPOSTA:
Same to you, thank you.

Support Desk (Primary)
Idle Processor Utilization Services
****************************** *************

  La truffa è stata considerata da subito, per i più esperti nel settore dei guadagni on-line: iscriversi e comprare referenti, per aumentare le proprie entrate  onerose, trasformando una semplice attività on line, in un guadagno ottimale per considerarlo un secondo stipendio, oppure...uno stipendio base, in grado di fruttare parecchie centinaia di euro al mese. Malgrado gli aggiornamenti e promesse dallo staff IPUS, le continue rassicurazioni, qualcuno nei gruppi di guadagno, ha notato qualcosa di particolare:

il programma funziona in passivo con la PCU del proprio pc da casa, elaborando dati e script, ma... l' attività della CPU, non è mai entrata in funzione in base al programma. I soldi per comprare i referenti sono arrivati tutti alla organizzazione IPUS, qualcuno ha avuto dei pagamenti, per attirare altra gente a iniziare questa attività, in troppi hanno fiutato una trappola, scoprendo qualcosa che non avrebbero voluto scoprire: la truffa. 

Tramite controlli sulla cpu del computer si evince chiaramente che quando il pc è a riposo, cioè quando il programma IPUS, dovrebbe lavorare, si può vedere chiaramente questo: nessuna attività. in quei grafici c'è la DIMOSTRAZIONE che IPU non fa lavorare ne la CPU ne la GPU

 

ma nel frattempo "produce" reddito.

  • Michele Valentini
     2
      
  • Conte Rovescio





  • Questa è la nota per non credere di essere truffati:  

Idle Processor Utilization Services, LLC, acquista potenza di calcolo non utilizzata dai nostri PC ad un prezzo equo, reinpacchetta questa potenza di calcolo e la rivende per avere un profitto.

Il 100% del profitto è ridistribuito tra tutti i membri che hanno un Division Manager Account (1000 al massimo). L’obiettivo è quello di distribuire la proprietà della Idle Processor Utilization Services, LLC, a qualsiasi utente che vuole investire tempo, denaro ed energie in questo progetto. Non si tratta di altruismo… ma di un equo compenso in cambio di duro lavoro, pianificazione e esecuzione.

Cosa dobbiamo fare noi utenti?

Dobbiamo tenere acceso il nostro PC e utilizzare il software distribuito dall’azienda. Non è richiesto nessun acquisto per guadagnare.

Esatto, chi si iscrive con laccount Standard non deve acquistare nulla, ma ovviamente il guadagno sarà limitato.

Questa opportunità è in prelancio, il software verrà rilasciato il 1 Settembre, il software in versione BETA è stato rilasciato, la versione definitiva verrà rilasciata subito dopo la fine dei test con la BETA.

Ma attenzione, IPUServices ci da una grande opportunità in questa fase, ovvero di essere Division Manager, quindi uno dei 1000 co-proprietari dell’azienda.

Quanto costa diventare Division Manager? 150$ (diventerà 250$ appena verrà rilasciata la versione definitiva del software)

Quali sono i vantaggi di diventare Division Manager?

- Ci saranno solo 1000 Division Managers, tra cui verranno suddivisi gli utili dell’azienda, questo è il motivo principale per cui ne vale la pena!

- Si ottengono subito 25 10 Referrals gratis nella propria downline (Novità: ora i referrals che vengono assegnati sono soltanto 10)

  La truffa consiste semplicemente nel comprare ref, dalle app su smartphone e credere di poter avere dei soldi. Qualche esca è stata data per simulare una ottima iniziativa e un sito pagante, ma la realtà è ben diversa.

Nonostante vengano inviate numerose e-mail e ticket, le risposte risultano assenti oppure guidate da risposte automatiche. I vari gruppi in rete nei social network hanno ormai capito la beffa e  sconsigliano ancora il suo utilizzo. Il programma non genera nulla, se non un contatore che che simula un guadagno fasullo. Ripeto, la truffa è stata smascherata: gli ideatori di IPUS, non hanno fornito una minima risposta di spiegazione logica e le nuove richieste di pagamento, non sono andate a buon fine, anzi...direi assolutamente nel nulla.

 

http://sonoconte.over-blog.it/article-ipus-una-truffa-contro-la-nuova-generazione-di-cyberinvestitori-121573093.html


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29 dicembre 2013 7 29 /12 /dicembre /2013 22:22
  • Bruno Arena

    Bruno Arena

Con tutte le brutte notizie che leggo, seguo senza sosta, una buona notizia che non riguarda certamente il paranormale, bensì un noto comico dello spettacolo che seguo da molti anni. Bruno Arena dei Fichi d’India è rimasto vittima di un ictus lo scorso 17 febbraio.

Dopo la malattia, il comico nostrano ha intrapreso una lunga terapia di riabilitazione, grazie alla quale le sue condizioni di salute sono nettamente migliorate.

Il figlio di Arena ha ora pubblicato su Facebook una foto che ritrae il padre sorridente con addosso un cappello da Babbo Natale, accompagnata da un commovente augurio.

«Grazie a tutti per il bene che volete a papà! Anche lui ci teneva ad augurarvi un buon Natale. E nonostante tutto come vedete lo fa con il sorriso».

I colleghi Paolo Ruffini e Massimo Boldi hanno immediatamente risposto entusiasticamente al post tramite i rispettivi profili di Twitter.

«Uno dei migliori auguri ricevuti…», ha infatti scritto Ruffini.

«Oggi ho avuto il più bel regalo: sono stato a trovare il mio amico Bruno Arena. Sta molto meglio ed abbiamo riso insieme. Amici», ha aggiunto Boldi.

Infine, anche Max Cavallari ha voluto dare ai fan alcune buone notizie circa la salute di Arena.

«Bruno dà il buon Natale a tutti, è sereno combatte come un campione, è felice di quante persone gli scrivono e chiedono di lui… fa fisioterapia e passi microscopici ma i medici sono bravi… gli ho raccontato tutto di voi… non parla, ma capisce… grazie amici da parte sua».

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29 dicembre 2013 7 29 /12 /dicembre /2013 22:06

LA RICOSTRUZIONE DELL'INCIDENTE

Il punto dell'incidente

Con Schumacher ci sono anche la moglie Corinna e i suoi figli. "Schumacher è stato portato in elicottero in un ospedale di Grenoble. La polizia sta conducendo le indagini sulle cause della caduta", ha dichiarato a Rmc il gestore della stazione di Miribel, Christophe Lecomte Gernignon. L'incidente sarebbe avvenuto intorno alle 11 della mattina: "Sciava fuori pista a Meribel, indossando un casco, quando è caduto sbattendo contro roccia - ha aggiunto - I soccorsi sono arrivati subito e con un elicottero Schumacher è stato trasportato all'ospedale di Moutiers. Era sconvolto, un po' scosso, ma cosciente.". "Michael ha riportato una ferita alla testa - ha spiegato il suo staff -. E' stato soccorso e ha ricevuto cure mediche dal professor Gerard Saillant all'ospedale di Grenoble, dove è stato trasferito". "Quando è caduto non era solo e indossava un caschetto - ha aggiunto -. Nell'incidente non sono  rimaste coinvolte altre persone". 





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25 dicembre 2013 3 25 /12 /dicembre /2013 23:56

Almeno sette bambini sono morti dopo aver ricevuto un vaccino contro l’epatite B prodotto in Cina. Lo riportano i media cinesi sollecitando una ferma risposta delle autorità. L’agenzia del farmaco cinese ha intanto sospeso l’uso del preparato, prodotto da un’azienda locale. Oltre 44 milioni di dosi di questo vaccino sono in magazzino o sono già state vendute in 27 province e regioni cinesi. Non si escludono partite all’estero.

 

http://voxnews.info/2013/12/25/made-in-china-bambini-morti-per-vaccino-cinese/

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23 dicembre 2013 1 23 /12 /dicembre /2013 22:03

euro-gend-for

PRATICAMENTE NON NE PARLA NESSUNO.Praticamente la ratifica di Camera e Senato è avvenuta all’unanimità. Praticamente stiamo per finire nelle mani di una superpolizia dai poteri pressoché illimitati. Che sulla carta è europea, ma che nei fatti è sotto la supervisione statunitense. Tanto è vero che la sede centrale si trova a Vicenza, la stessa città dove c’è il famigerato Camp Ederle delle truppe USA.Alzi la mano chi sa cos’è il trattato di Velsen. Eppure in questa piccola città olandese è stato posto in calce un tassello decisivo nel mosaico del nuovo ordine europeo e mondiale. Una tappa del processo di smantellamento della sovranità nazionale, portato avanti di nascosto, nel silenzio tipico dei ladri e delle canaglie.

 

EurogendforIL TRATTATO EUROGENDFOR VENNE FIRMATO A VELSEN IL 18 OTTOBRE 2007 da Francia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo e Italia. L’acronimo sta per Forza di Gendarmeria Europea (EGF): in sostanza è la futura polizia militare d’Europa. E non solo. Per capire esattamente che cos’è, leggiamone qualche passo. I compiti: «condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici» (art. 4). Il raggio d’azione: «EUROGENDFOR potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche» (art. 5). La sede e la cabina di comando: «la forza di polizia multinazionale a statuto militare composta dal Quartier Generale permanente multinazionale, modulare e proiettabile con sede a Vicenza (Italia). Il ruolo e la struttura del QG permanente, nonché il suo coinvolgimento nelle operazioni saranno approvati dal CIMIN – ovvero – l’Alto Comitato Interministeriale. Costituisce l’organo decisionale che governa EUROGENDFOR» (art. 3).
 

carabinieriRICAPITOLANDO la Gendarmeria europea assume tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi; la Nato, cioè gli Stati Uniti, avranno voce in capitolo nella sua gestione operativa; il nuovo corpo risponde esclusivamente a un comitato interministeriale, composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non si limitano a missioni militari, sottoposti alla supervisione di un’organizzazione sovranazionale in mano a una potenza extraeuropea cioè gli Usa, e che, come se non bastasse, è svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali.Ma non è finita. L’EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 28); i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29). Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto.

eurogendforIL 14 MAGGIO 2010 LA CAMERA DEI DEPUTATI DELLA REPUBBLICA ITALIANA RATIFICA L’ACCORDO. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia. La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello. Come ha fatto notare il giornalista che ha scovato la notizia, il freelance Gianni Lannes (uno con due coglioni così, che per le sue inchieste ora gira con la scorta), non soltanto è una vergogna constatare che i nostri parlamentari sanciscano una palese espropriazione di sovranità senza aver neppure letto i 47 articoli che la attestano, ma anche che sia passata inosservata un’anomalia clamorosa. Il quartiere generale europeo è insediato a Vicenza nella caserma dei carabinieri “Chinotto” fin dal 2006. La ratifica è dell’anno scorso. E a Vicenza da decenni ha sede Camp Ederle, a cui nel 2013 si affiancherà la seconda base statunitense al Dal Molin che è una sede dell’Africom, il comando americano per il quadrante mediterraneo-africano.La deduzione è quasi ovvia: aver scelto proprio Vicenza sta a significare che la Gestapo europea dipende, e alla luce del sole, dal Pentagono. Ogni 25 Aprile i patetici onanisti della memoria si scannano sul fascismo e sull’antifascismo, mentre oggi serve un’altra Liberazione: da questa Europa e dal suo padrone, gli Stati Uniti.

> Fonte<
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

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18 dicembre 2013 3 18 /12 /dicembre /2013 00:04

 

 

 

Venerdì sera l’annunciola Web tax è stata approvata in commissione Bilancio della Camera. Nelle ultime ore le reazioni, fra le quali quella, molto attesa, di Matteo Renzi. Il neo segretario del Partito democratico ha bocciato senza mezzi termini la settimana di fuoco della Rete, fra regolamento Agcom, emendamento per tassare le Web company, aumento dell’equo compenso dovuto alla Siae sui dispositivi elettronici e obblighi legati all’aggregazione e all’indicizzazione delle notizie. “Siamo passati dalla nuova digitale alla nuvola nera di Fantozzi”, ha dichiarato Renzi: I temi “della Web tax vanno posti in Europa”, altrimenti “rischiamo di dare l’immagine di un paese che rifiuta l’innovazione”.

 L’iniziativa è partita da alcuni parlamentari del PD e per questo Renzi ha detto che “abbiamo infilato un problema peggio dell’altro” sul tema dell’innovazione e che argomenti come una nuova tassazione delle società su Internet debba essere affrontata in sede europea e non da un singolo stato.

Decisa stoccata al testo firmato comunque da uno dei suoi (Edoardo Fanucci) e fortemente sostenuto da Francesco Boccia e all’emendamento di Stefania Covello è arrivata anche dalle pagine di Forbes, a firma di Tim Worstall: “L’Italia ha fatto il passo successivo verso la trasformazione della quasi certamente illegale Google tax (altro termine con cui viene definito giornalisticamente l’emendamento, nda)”. Secondo Simone Crolla, consigliere delegato dell’American Chamber of Commerce in Italy, “gli ispiratori della Web tax dovrebbero riflettere sul danno di immagine per l’Italia provocato da questo provvedimento agli occhi della comunità internazionale. […] È il tentativo di assoggettare le aziende digitali estere alle normative fiscali italiane, provocando un danno sia produttori che ai consumatori”.

Forza Italia chiede al Governo per voce, anzi per cinguettio, di Antonio Palmieri di “cancellare la norma nel maxiemendamento con cui chiederà la fiducia sulla Legge Stabilità”. L’unico intervento che potrebbe bloccarne il percorso in direzione della conversione in legge. Nel coro dei no anche il deputato del Pd Marco Meloni che ha auspicato un intervento del Parlamento: “Torni sulla decisione della commissione bilancio”.  Il presidente di Confindustria Digitale Stefano Parisi si appella al “Commissario Straordinario per l’Agenda digitale, Francesco Caio” e ritiene che si dovrebbe “fare esattamente il contrario di quanto prevede la Web tax, si doveva favorire sul piano fiscale le piattaforme europee, non penalizzare quelle Usa”. Boccia, da parte sua, non intende cedere: “Il dibattito di queste ore dimostra una preoccupante subalternità economica e culturale alle multinazionali americane del Web”.

Dalle Web company straniere, destinatarie del provvedimento in questione, nessun commento. Wired ha contattato le filiali italiane di Google e Amazon e la risposta è identica: “Sulle tasse la nostra posizione è sempre la stessa. Le paghiamo rispettando le leggi di ogni singolo paese”. Come dire, per ora, se così sarà in qualche modo ci adegueremo alla situazione. Ma non è così semplice. Ad andarci di mezzo se il testo dovesse concludere immutato il suo percorso verso la Gazzetta Ufficiale non sarebbero le casse di Mountain View, Seattle, Facebook o Twitter, ma l’intera economia digitale italiana. Vediamo, per punti, perché.

L’Europa
La Web tax ci pone in una posizione delicata nei confronti dell’Unione europea, che nel 2015 prenderà posizione sul tema. Con l’Italia al timone del semestre europeo dall’estate 2014. Il rischio concreto è quello di subire una procedura di infrazione, e annessa e connessa multa, per essere andati contro l’attuale regolamentazione comunitaria: “Le persone che esercitano attività indipendenti e i professionisti o le persone giuridiche che operano legalmente in uno Stato membro possono esercitare un’attività economica in un altro Stato membro su base stabile e continuativa od offrire e fornire i loro servizi in altri Stati membri su base temporanea pur restando nel loro paese d’origine. Ciò presuppone non soltanto l’abolizione di ogni discriminazione basata sulla nazionalità ma anche, al fine di poter veramente usufruire di tale libertà, l’adozione di misure volte a facilitarne l’esercizio, compresa l’armonizzazione delle norme nazionali di accesso o il loro riconoscimento reciproco”. Obbligare un colosso californiano con sede in Irlanda o un singolo libero professionista ad aprire sede e partita Iva in Italia per vendere pubblicità o servizi legati all’e-commerce, questo chiede la Web tax, vuol dire guardare apertamente in un’altra direzione. La matassa, da qui al prossimo anno, andrà sbrogliata a livello europeo e non frammentata tra un confine e l’altro.

Le imprese italiane
“È una botta per le imprese che fanno esportazione”, spiega a Wired Carlo Alberto Carnevale Maffé, docente della Bocconi: “Boccia dimostra dimostra di non saper distinguere un server da uno scaldabagno: tutti e due hanno la luce rossa, ma non sono la stessa cosa”. “Se chi vende pubblicità online, da Google a un sito asiatico specializzato su cui un’azienda italiana di macchinari deve acquistare uno spazio, dovesse decidere di non farlo più in Italia per non sottostare agli obblighi della Web tax, onerosi soprattutto per chi raccoglie poche decine di migliaia di euro dagli investitori del nostro paese, saremmo tagliati fuori dal flusso pubblicitario globale“. “Non solo”, prosegue Carnevale Maffé, “oltre all’impossibilità di importare pubblicità bisogna considerare il rischio di ritorsioni da parte degli altri stati, che potrebbero costringere tutte le piccole imprese italiane che esportano via e-commerce ad aprire sedi in altri paesi del mondo”. Ogni esportatore italiano potrebbe quindi doversi confrontare con la difficoltà di trovare piattaforme per acquistare pubblicità nelle zone di suo interesse ed essere obbligato a insediarsi nei paesi in cui propone il suo prodotto o servizio. “Per racimolare poche decine di milioni di euro di tasse si causerebbero danni enormi alle imprese“, afferma il docente della Bocconi.

I (pochi) soldi
La prima cifra citata da Carnevale Maffé è relativa al contributo della Web tax alle casse nostrane. Ed è ben diversa dal miliardo e mezzo di euro all’anno ipotizzato da Boccia. La variabile qual è? “Il valore aggiunto, su cui calcolare le tasse, del servizio erogato che nel caso della pubblicità online risiede nel paese d’origine (i server, gli algoritmi, le piattaforme sw, ecc, nda) e non in quello di destinazione”, spiega il docente. “In Italia ci sono diverse stime sul’introito della pubblicità digitale, si va da 700-800 milioni a poco più di un miliardo: come fa l’introito fiscale sui siti stranieri a superare il fatturato lordo dell’intero settore?”, si chiede.

L’e-commerce
Oltre a intervenire sulla vendita della pubblicità online la Web tax mette un piede anche nel commercio elettronico. Per ora gli scambi coinvolti, con il solito obbligo di presentarsi in Italia con una partita Iva tricolore, sono quelli fra aziende e soggetti in possesso di una partita Iva. Chi acquista un file musicale o un libro in Rete non ha di che preoccuparsi, per ora. Come spiega a Wired.it il giurista esperto di digitale Guido Scorza, però, “visto il principio sostenuto da Boccia è lecito aspettarsi un’estensione in quella direzione”. Per una paese in cui l’incidenza dell’e-commerce sul totale degli acquisti è ancora ferma al 3%, a fronte del 12% britannico per esempio, sarebbe una mazzata non da poco.

In conclusione, il problema non è il cosa - la delicata questione del trattamento fiscale dalle aziende che operano sul Web – ma il come - con un approccio ancora una volta grossolano alla materia – che rischia di condannarci a uno stop forzato nella già impegnativa (rin)corsa digitale.

Che cosa prevede la “web tax”
Gli emendamenti approvati alla fine della settimana scorsa introducono l’obbligo di possedere una partita IVA italiana per tutte le società che acquistano e vendono pubblicità e servizi come quelli legati al commercio elettronico. I pagamenti dei ricavi derivanti dai servizi pubblicitari online dovranno essere inoltre tracciabili. Nella pratica, significa che una pubblicità da mostrare su un sito dovrà essere venduta solo da imprese registrate con partita IVA in Italia, evitando in questo modo che il nostro paese sia scavalcato nella compravendita pubblicitaria. Le pubblicità online sono spesso acquistate e vendute all’estero, con meccanismi che tagliano fuori il fisco italiano, che non può rilevare le transazioni né tassarle.

La “web tax” prevede inoltre nuovi sistemi per valutare il reddito delle società controllate italiane legato alla pubblicità online e i loro rapporti con le “aziende madre” straniere. Nell’emendamento si dice che per fare pubblicità su Internet una controllata italiana affronta costi bassi sia per quanto riguarda l’organizzazione sia per lo scarso numero di impiegati. Elementi che devono essere tenuti in considerazione per determinare reddito e successiva tassazione, dice la proposta.

 

 

 

 

 

 

 

http://www.wired.it/attualita/politica/2013/12/16/ecco-perche-la-web-tax-danneggia-litalia/

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