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9 dicembre 2013 1 09 /12 /dicembre /2013 22:20

Stress

 

Lo stress sembra una parola banale, quanto pericolosa e spesso non ritenuta una risposta a delle mancanze o nervosismo della nostra vita quotidiana. Lo stress può essere definito come una “sindrome generale di adattamento”. Gioia intensa, sovraffaticamento, contrarietà, traumi… tutte queste circostanze possono provocare tensioni e disagi psichici. Lo stress, quindi, è il risultato dell’incapacità di un individuo di far fronte ad un accumulo di tensioni. Lo stress può diventare cronico – Lo stress è una risposta dell’organismo, di tipo difensivo e adattativo, a ogni richiesta proveniente dall’ambiente. Quando si manifesta per lunghi periodi e in maniera intensa, può causare problemi a livello cardiovascolare, immunitario e cognitivo.  Lo stress cronico aumenta i livelli di cortisolo, ormone che interferisce negativamente sui meccanismi di accumulo di grasso corporeo e sull’ippocampo, provocando disturbi alla memoria. I sintomi dello stress cronico sono la stanchezza psicofisica,dolori addominali, disturbi digestivi, vulnerabilità verso i virus, irritabilità, insonnia, apatia, difficoltà di concentrazione, ansia, fino all’esaurimento e all’indebolimento  del sistema immunitario, che può portare ad allergie, infiammazioni e malattie. Esiste anche il rischio d’infarto e di depressione.

 

Lo stress è il secondo problema di salute legato all'attività lavorativa riferito più frequentemente e colpisce il 22% dei lavoratori dei 27 Stati membri dell'UE (dati del 2005). È probabile che il numero di persone che soffrono di patologie legate allo stress provocato o peggiorato dall'attività lavorativa aumenti in futuro. I cambiamenti in corso nel mondo del lavoro sottopongono i lavoratori a pressioni sempre maggiori: si pensi al ridimensionamento delle imprese e all'esternalizzazione delle mansioni, al maggior bisogno di flessibilità in termini di impiego e competenze, all'accresciuto ricorso ai contratti a tempo determinato, alla più marcata precarietà del lavoro e all'intensificazione dell'attività lavorativa (con un carico di lavoro più intenso e un aumentato livello di pressione), nonché allo scarso equilibrio tra lavoro e vita privata.

Lo stress può essere fonte per le persone di malattia e disagio, in ambito sia lavorativo che familiare. Lo stress, inoltre, può mettere in pericolo la sicurezza sul luogo di lavoro e contribuire all'insorgere di altri problemi di salute legati all'attività lavorativa, quali i disturbi muscoloscheletrici, nonché incidere in misura massiccia sul risultato economico di un'organizzazione.

Ridurre lo stress legato all'attività lavorativa e i rischi psicosociali non è solo un imperativo morale, bensì anche un dovere giuridico. Lo stress influisce altresì fortemente sulla redditività. Nel 2002 il costo economico annuale dello stress legato all'attività lavorativa nell'UE a 15 è stato calcolato pari a 20 miliardi di euro.

La nota positiva è che questo problema può essere affrontato con la stessa logica e sistematicità riservate ad altre questioni di salute e sicurezza. Esistono nell'Unione europea molti esempi pratici di come sia possibile porvi rimedio. Adottando il giusto approccio, i lavoratori possono vincere la battaglia contro lo stress.

Advent Sunday shopping in Dresden

 

Lo shopping natalizio può essere un vero e proprio campo di battaglia, che talvolta ci rende aggressivi e scatena istinti primordiali di sopravvivenza. A lanciare l'allarme uno psicologo inglese, David Lewis, fondatore dell'ente indipendente di ricerca Mindlab International. Secondo Lewis "l'esperienza dello shopping natalizio può rendere esausti e stressati, al punto da portare alcune persone a sviluppare un meccanismo noto come 'fight or flight' (combatti o fuggi)" , una sorta di reazione primitiva del nostro organismo che rilascia cortisolo e adrenalina nel sangue, aumenta la frequenza cardiaca e agisce sul ritmo della respirazione per prepararci ad affrontare gli altri o a lasciare di corsa il carrello e fuggire a casa.

"In quel momento cominci a vedere le altre persone muoversi più lentamente rispetto a te, come se fossero anziane: inizi a percepirle come nemici" aggiunge Lewis, che spiega come ad essere più colpiti sono coloro che abitano in campagna e che quindi sono meno abituati agli ambienti affollati. La buona notizia, però, è che lo stress causato dallo shopping natalizio si può gestire con alcune semplici regole: fare una lista di ciò che si deve comprare, ad esempio, facilita il lavoro e riduce anche la quantità di acquisti compulsivi, così come di aiuto è lo shopping online, per questo prima di andare in giro per negozi è meglio controllare se lo stesso prodotto e' comodamente acquistabile con dei semplici click. Infine, meglio non fare shopping natalizio se si è già nervosi e prima di fare acquisti che prevedono un esborso importante di denaro ricordare sempre che una passeggiata per riflettere può giovare.

 

Strategie utili – Eliminare le fonti di stress è più facile a dirsi che a farsi; si possono attuare però delle strategie utili. Innanzitutto si può praticare un’attività fisica leggera e regolare che permetta di scaricarsi:danza,jogging, aerobica o nuoto; bisogna saper ascoltare i messaggi di stanchezza inviati dal nostro corpo: andare a dormire presto, magari ad orari fissi; riposare, organizzare bene le giornate,facendo una lista delle priorità, cercando di rispettarla e concedersi sempre del tempo libero, da dedicare a noi stessi. È necessario imparare a riconoscere le tensioni e quindi evitare il più possibile conflitti in famiglia, al lavoro o tra amici: insomma imparare a lasciar correre! Provare ad avere un’alimentazione equilibrata può contribuire a gestire lo stress: colazione abbondante, pranzo ricco di verdure e cena leggera. Provare a diminuire alcune dipendenze come il fumo o i troppi caffè. Lo stress non può essere evitato, ma bisogna imparare a gestirlo e a non renderlo dannoso per la salute.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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9 dicembre 2013 1 09 /12 /dicembre /2013 21:48
Flashover is een nachtmerrie voor brandweerlieden
Che cos'è flashover?
La migliore definizione che troviamo è di Kennedy nella norma NFPA 101: Life Safety Code
3.3.79 Flashover: "Una fase dello sviluppo di un incendio al chiuso nel quale tutte le superfici esposte raggiungono la temperatura di accensione più o meno contemporaneamente e il fuoco si propaga rapidamente a tutto il compartimento."
 
Collochiamo questa definiziona nella realtà: il fuoco, ben ventilato, si sviluppa. Produce una grande quantità di fumo. Questo fumo stratifica sotto il soffitto e irradia quanto sta in basso, causando a poco a poco la pirolisi dei materiali contenuti nel locale. Dopo qualche tempo, l'aumento di intensità dell'incendio fa si che il calore del fumo porti a temperatura di accensione tutti gli elementi presenti con conseguente incendio degli stessi, inoltre vi è l'accensione del fumo stesso. Il risultato è il medesimo dell'innesco dei gas, una propagazione molto veloce. Il mobilio presente, essendo stato riscaldato per alcuni minuti, si innesca simultaneamente.
Tre condizioni sono necessarie perchè un flashover avvenga: una riserva notevole di combustibile in grado di permettere la crescita dell'incendio (Il materiale presente nelle nostre abitazioni è ampiamente sufficiente. Uno strato di fumo sotto il soffitto che riscaldi il mobilio presente anche a una certa distanza dalle fiamme. Un apporto di aria sufficiente per ottenere la potenza di fuoco necessaria in grado di aumentare la temperatura del strato di fumo.
 

Affinchè il fenomeno possa essere attivato, ci deve essere una certa potenza termica. La radiazione termica dello strato di fumo (conosciuta come radiazione di feedback ) deve essere di circa 20kw/mq. Si può ottenere questa radiazione soltanto con un incendio ben ventilato e quando il fuoco è ben ventilato, si diffonde molto rapidamente. Quello che vediamo nei video o nel nostro mini-simulatore è: un incendio ben ventilato che cresce rapidamente, uno strato di fumo sotto il soffitto che si scalda, gli arredi che cominciano a pirolizzare e poco dopo brucia tutto. Ma questo accade in un tempo molto breve, cosa che non accade negli incendi reali.
curva tempo temperatura tipica, con indicazione del flashover
curva tempo temperatura tipica, con indicazione del flashover
 
Quando si sviluppa una combustione in un ambiente, se le condizioni di ventilazione sono tali da permettere lo sviluppo dell’incendio attraverso il coinvolgimento progressivo di tutto il materiale combustibile, si giunge normalmente ad una fase in cui tutte le superfici dei materiali combustibili bruciano contemporaneamente. Questo evento è chiamato flashover. Non è detto che il flashover si manifesti sempre. Ad esempio, il combustibile può non essere sufficiente e, quindi, può darsi che non si raggiungano mai le condizioni di temperatura necessarie. 
Il flashover è importante perchè è considerato come un evento limite, soprattutto quando si tratta di verificare le condizioni in rapporto alla presenza di persone. Infatti, quando si verifica il flashover, certamente le persone non possono sopravvivere. Questo dato è essenziale perchè, ad esempio, negli appartamenti ordinari si ritiene che il flashover del soggiorno possa verificarsi dopo 15-30 secondi dall’innesco. Ovviamente, negli ambienti più grandi il tempo necessario aumenta.
Per determinare la velocità di combustione, si può utilizzare la formulazione generale in cui compare il flusso di calore generato da una fiamma. Nella maggior parte dei combustibili, solo il 30% del calore generato è irraggiato direttamente nell’ambiente circostante, mentre la restante frazione si libera attraverso i fumi ed i gas generati dalla combustione. Anche tale componente, in realtà, permette di aumentare la temperatura dell’ambiente, dato che al chiuso i fumi che si accumulano sotto il soffitto irraggiano l’ambiente sottostante e scambiano per convezione calore con le pareti ed il soffitto.
flashover
 
Rallentare L'incendio...
Come si fa a rallentare la diffusione di un incendio all'interno di una stufa? Semplicemente chiudendo l'alimentazione dell'aria.
 
Abbiamo due casi estremi: se le aperture sono molto piccole, il fuoco non avrà ossigeno a sufficienza e si spegnerà. Avremo quindi le condizioni tipo per un backdraft. Se le aperture sono grandi, il fuoco crescerà rapidamente, e avremo un flashover in 4-5 minuti (nel contesto di una stanza per esempio). Ma cosa avviene tra questi casi estremi?
 
Ipotizziamo di poter effettuare delle prove, utilizzando la stessa stanza arredata. Nella prima prova accendiamo il fuoco e lasciamo la porta aperta. Il flashover si verifica in 4 minuti (circa). Ripetiamo chiudendo la porta leggermente. Osserviamo che l'incendio libera meno calore, ma sufficiente per riscaldare lo strato di fumo ed emettere un energia di 20kw/mq . Abbiamo quindi raggiunto il flashover, ma questa volta in 5 minuti. Se chiudiamo la porta ancora di più, abbiamo il flashover in 6 minuti ... ecc. Più si chiude la porta, tanto più si abbassa l'intensità del fuoco. Ad un certo punto, anche se la porta non è completamente chiusa, la sua apertura non fornisce sufficiente aria all'incendio. Attenzione: ci sarà abbastanza aria per lasciare che il fuoco viva, ma la sua energia non sarà abbastanza per causare un flashover. Avremo una situazione di attesa: l'incendio ha una ventilazione sufficiente per essere vivo, bruciando mobili uno dopo l'altro produce fumo ma non può dilagare in quanto l'alimentazione dell'aria è insufficiente. E 'quindi in una condizione stabile, come il fuoco nel nostro camino.
kont140906
Infatti, mentre il fuoco era nella sua fase di crescita e si stava dirigendo verso il "picco" di flashover, la sua crescita è stata interrotta da una ventilazione inadeguata. L'incendio rimane in uno stato intermedio. Si può uscire da questa condizione in tre modi:
  • Per mancanza di carburante. Quando ha consumato tutto il combustibile, si spegne. Possiamo così spiegare i casi di appartamenti completamente carbonizzati, scoperti dai proprietari, al ritorno dalle vacanze. Nelle case di oggi, con la quantità di mobili che vi sono, questo potrebbe richiedere molto tempo.
  • Per mancanza di ossigeno. L'incendio genera calore, il che significa anche pressione (l'aria calda occupa più spazio dell'aria fredda), è possibile che questa pressione o la caduta di un elemento bruciato impedisca l'apporto d'aria. Il fuoco è quindi estinto per mancanza di ossigeno. Se i vigili del fuoco aprissero in questo momento, vi sarebbe il rischio di un backdraft.
  • Per apporto di ossigeno supplementare. In questo caso, il fuoco riprenderà il suo ciclo, che certamente evolverà fino al flashover, in una o più fasi, come vedremo più avanti nei nostri esempi.
Il terzo caso produce ciò che noi chiamiamo un flashover indotto dalla ventilazione , vale a dire un flashover che non è stato causato da una ventilazione sufficiente fin dall'inizio, ma dalle modifiche nella ventilazione, scarsa all'inizio e che è diventa sufficiente in seguito.

Chi cambia la ventilazione?
Ma come è possibile questo cambiamento di ventilazione? Ci sono due soluzioni: una è che le finestre si infrangono da sole. Alcuni studi (Fang e Breese nel 1980 [2] e Skelly 1990 [3]) hanno mostrato che in passato la rottura delle finestre poteva avvenire anche soltanto per la differenza di temperatura tra l'interno e l'esterno. Oggi con le finestre con doppi vetri non è più possibile. Con le finestre a vetro singolo, o la ventilazione iniziale è sufficiente a produrre un importante rilascio di calore che permette la rottura delle finestre (in modo che il flashover si verifichi prima dell'arrivo dei vigili del fuoco) o la ventilazione è insufficiente e questa rottura non accade, e quindi flashover non avviene.
 
Poiché questa soluzione non presenta alcun rischio per i vigili del fuoco, consideriamo la seconda alternativa, molto più realistica: la modifica della ventilazione è il risultato dell'azione umana.
 
Analizziamo le storie di incidenti e rileggiamole con attenzione: vi troviamo grandi somiglianze. I vigili del fuoco arrivano mentre il fuoco è luminoso, ma in genere abbastanza piccolo e ristretto. Giungono sulla scena 10 o 20 minuti dopo l'inizio dell'incendio. Quindi, se il flashover doveva accadere, sarebbe già avvenuto. Cominciano a cercare le presunte vittime, rompendo le finestre apparentemente per evacuare il fumo. In ogni caso, sono di fronte a un fuoco costante, che non attende altro che questo: un aumento della propria ventilazione. Ed è quello che i soccorritori fanno. Che si tratti della squadra che entra nell'edificio ad aumentare la ventilazione senza saperlo, o di altri i vigili del fuoco che pensano di "fare bene" che modificano questo status rompendo le finestre o abbattendo porte. In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: il fuoco riacquista vigore e dopo alcuni istanti tutto brucia. Nel migliore dei casi, distrugge solo l'alloggio, nel peggiore dei casi, impedisce la fuga alle vittime ed ai socorritori.
 
I vigili del fuoco non muoiono a causa del flashover, essi muoiono nei flashover indotti dalla ventilazione e in molti casi il cambio di ventilazione è fatto da essi stessi .
Il flashover indotto dalla ventilazione è probabilmente il peggior nemico dei vigili del fuoco, soprattutto perché di solito sono sia vittime che causa. La competenza del personale impegnato all'interno della struttura, ma anche la competenza del comando sono gli elementi che fanno la differenza. Far entrare del personale senza estinguente è un errore fondamentale. E quando si parla di estinguente, ovviamente stiamo parlando di manichetta e lancia, mai con solo gli estintori portatili! Il ruolo del leader dovrebbe essere quello di monitorare la struttura e prevenire azioni esterne che modifichino lo stato delle cose. La richiesta di ventilare dovrebbe venire solo da coloro che hanno trovato l'incendio e che subiranno gli effetti positivi o negativi di questa azione. Rompere, aprire e ventilare: tutto ciò ha un impatto sull'incendio a scapito dei soccorritori e delle vittime.
 
 
 
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6 dicembre 2013 5 06 /12 /dicembre /2013 21:15

 

immagine post

Avevo dato parola a un mio amico sulle risposte che vengono date, quando non si vuole partecipare a qualche attività ma non si ha coerenza di essere sinceri e rispondere a quello che realmente si pensa. L ' articolo in questione mira ad essere satirico e in nessun modo offensivo su di chi ha usato una o più delle risposte a riguardo. La mia esperienza piuttosto...provata, ha avuto modo di sentire e di discutere di varie tipologie di guadagno su internet, ove effettivamente, se si vogliono provare ad avere dei soldi in più, si riesce: chi veramente vuole, ottiene un risultato...sia minimo, medio o massimo. Come? Beh,  posso dire come faccio io e come riesco ad ottenere dei risultati soddisfacenti, andando contro tutti e contro ogni avviso a cuore aperto.  Persone che ci tengono agli amici....a mettere in guardia da queste truffe. Io perdo mesi e mesi di ore passate a informarmi, ma qualcuno riesce a essere più informato di me semplicemente basandosi su informazioni superficiali sentite da qualche programma. Ecco, a tale risposta datemi, fornisco le frasi più meritevoli che sono state rilasciate dagli...esperti.  

Certo che lo faccio, aspetta un attimo.  

Non posso ora, sono in giro

Non si installa sul pc o smartphone

Non si guadagna abbastanza

Se si guadagna, ė una truffa

Quei soldi chissà da dove arrivano

Uso sempre il pc ma in questo periodo non lo accendo neanche

Non ho soldi per fare queste cose, anche se ė gratis

Quando diventi ricco, ci credo    

Dimostrami che quei soldi sono reali

Io mi fido do te ma so come vanno queste cose, i soldi non li vedrai mai

Ti sei fatto fregare

Non lo so, ci devo pensare

Non mi convince perchè non è come dici 

Nessuno ti regala soldi  

E altre ancora, a quanto pare chi non pratica attività su internet, sa di più di chi le pratica. 

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5 dicembre 2013 4 05 /12 /dicembre /2013 22:34

new-wave-energy

Una nuova ambiziosa tecnologia vorrebbe i parchi solari montati sui veicoli aerei senza equipaggio (UAV), comunemente noti come droni. Il progetto potrebbe offrire enormi possibilità alle aziende solari in tutto il mondo.

Michael Burdett, direttore della start-up New Wave Energy UK, ha spiegato quel che intende realizzare grazie a questa tecnologia. La sua azienda, in breve, vorrebbe aprire le porte all'enorme capacità non sfruttata dagli sviluppatori solari ed eolici e dai produttori, ossia quella che mira alla costruzione di progetti rinnovabili sopra gli oceani del mondo.

In attesa del brevetto della tecnologia UAV della New Wave Energy, si ipotizza di avviare la costruzione di grandi parchi solari sopra l'Atlantico, l'Oceano Indiano ed il Pacifico. L'obiettivo però necessità della raccolta di 350 mila euro.

New Wave Energy vuole sviluppare un prototipo che può essere utilizzato per aiutare negli sforzi di soccorso. Oltre ai finanziamenti derivanti da Kickstarter, la società stima di aver bisogno di 35 milioni di euro per avviare il progetto. Per questo si sono aperte le trattative con società energetiche ed altri investitori al fine di ottenere la somma iniziale del finanziamento entro 18 mesi.

La società sta lavorando al progetto grazie alla Texas A & M University, negli Stati Uniti, in relazione all'aspetto di trasmissione senza fili della tecnologia, già sviluppata per trasmettere energia alla Terra dai satelliti. New Wave Energy, inoltre, ha già contattato diverse aziende di energia solare per sondare la volontà e l'interesse alla collaborazione e l'utilizzo di tecnologie di diversa generazione. "Vorremmo utilizzare tecnologie a lame sottili a causa delle limitazioni di peso sui droni, ma siamo disposti a prendere in considerazione pannelli di silicio e anche tecnologie", ha dichiarato Burdett.

Tale tecnologia potrebbe essere utilizzata anche per la costruzione di parchi solari sopra le regioni desertiche del pianeta. In questo contesto, Michael Burdett intenderebbe lavorare al progetto insieme a Desertec, una società che mira a produrre energia solare proveniente dal deserto del mondo e a trasmetterla su lunghe distanze ai centri di domanda globale di energia.

Federica Vitale

 

http://nextme.it/tecnologia/robotica/6770-droni-energia-cielo

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1 dicembre 2013 7 01 /12 /dicembre /2013 23:03

 

Il Jolly Roger

 

 

Molti oggi conoscono l'emblema del Jolly Roger, reso celebre dai tantissimi romanzi e film sui pirati: è la classica bandiera nera sulla quale spiccano uno teschio che sovrasta due tibie incrociate. Pochi, però, sanno che questo emblema ebbe con molta probabilità un'origine templare. Come molti altri termini legati alla tradizione templare (v. beauceant o Baphomet), anche nel caso del Jolly Roger l'etimologia del termine appare controversa. Secondo la teoria più diffusa esso deriverebbe dalla locuzione francese "Joli Rouge", nome dato dai Pirati francesi alla loro bandiera, originariamente di colore rosso (rouge, in francese). Il termine joli si riferiva invece al fatto che essa veniva sventolata dall'albero di bompresso, che in francese veniva chiamato "Joli Mât". I marinai ed i pirati inglesi che successivamente adottarono lo stesso simbolo masticavano molto poco di francese, e così lo steso termine anglofonizzato divenne "Jolly Roger". La tradizione vuole che questo vessillo venisse utilizzato anche a bordo delle navi dei "Poveri Soldati di Cristo e del Tempio di Salomone", come i Templari erano conosciuti originariamente. I Templari combattevano le loro battaglie anche in mare, abbordando ed affondando le navi nemiche: di qui l'analogia coi Pirati e l'adozione della bandiera col teschio e le ossa.

 

 

Secondo un'altra teoria, invece, il termine Roger faceva riferimento ad un nome vero e proprio, che in italiano corrisponde a Ruggero. Nel suo libro "Pirates & The Lost Templar Fleet", David Hatcher Childress afferma che il termine fu coniato a partire dal nome del primo uomo ad aver mostrato la bandiera, re Ruggero II di Sicilia (1095-1154). Ruggero era un famoso Templare che ebbe una disputa col Papa in seguito alla conquista della Puglia e di Salerno nel 1127. Childress dichiara che, molti anni dopo lo scioglimento dell'ordine Templare, una flotta di seguaci dell'Ordine si separò in quattro unità indipendenti e si diete alla pirateria, bersagliando le navi amiche di Roma. La bandiera quindi era una eredità, e le sue ossa incrociate rappresentavano un chiaro riferimento al logo templare della croce rossa con le estremità ingrossate.

 

 

C'è ancora un'altra leggenda relativa alla bandiera, sempre legata ai Cavalieri Templari. La notte del 13 Ottobre 1307, prima dell'arresto di massa, in gran segreto, 18 galee templari navigarono lungo la Senna e presero il mare, dirette a La Rochelle, dov'era pronta una flotta templare. I Templari, segretamente avvertiti del tranello teso nei loro confronti dal Re, avevano portato in salvo il loro Tesoro e le reliquie più preziose. Le loro vele erano state annerite con del catrame per non essere visti nella notte. Durante il viaggio in mare, i Templari superstiti si riunirono in consiglio per decidere sotto quale segno avrebbero navigato, non potendo più utilizzare la classica croce rossa in quanto ormai bandita. Al termine, fu decisa l'adozione dell'antico simbolo di pericolo, il teschio con le tibie incrociate, con il fondo mutato in nero in riferimento al colore delle vele: da quel momento nacque la classica bandiera pirata.

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30 novembre 2013 6 30 /11 /novembre /2013 20:56

Chad2Win

 

E' la prima Chat al mondo che paga i suoi utenti per chattare.Infatti l'app Chad2Win, ormai con milioni di utenti, e la prima chat a livello mondiale che paga i suoi utenti per chattare, il guadagno e di un massimo di 25 euro al mese. Chad2win è un'applicazione di messaggistica istantanea come Line, whatsapp e altre.
Il meccanismo anche è uguale, nel senso che ci si registra col numero di telefono e arriva un sms con un codice di conferma da fornire per attivare il servizio. Vien da sè che, tutti i contatti della rubrica con installata l'applicazione, appariranno nel pannello utenti di chad2win e sarà possibile scrivergli.
Ma perché scegliere chad2win piuttosto che whatsapp o altro?
Semplice:
whatsapp è in abbonamento, seppur irrisorio, almeno per i nuovi utenti. mentre chad2win è gratuito e in più sono loro a pagare l'utilizzatore perché invii messaggi!
Funziona così: ci sono dei banner pubblicitari che appaiono nella finestra di chat e visualizzando questi banner l'utilizzatore guadagnerà qualcosa, per un massimo di 25 euro mensili, accreditabili poi su paypal o su bonifico bancario.

Nella registrazione se volete inserire il codice ambasciatore, contattatemi in privato su facebook, sarò felice di aiutarvi e spiegare meglio, giusto 2 cosette. Il codice ambasciatore serve per riconoscere alla propria fonte, un merito del 5% sul guadagno annuale dell' anno prossimo. Ovviamente ci sono le caratteristiche per ognuno di noi per trovare un giadagno che con altre chat, non si ha.

 

conte rovescio è su facebook, trovalo!

 

Chad2Win

 

 

 

 

 

 

 

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24 novembre 2013 7 24 /11 /novembre /2013 23:27

La nuova moda del nuovo giovane di oggi: fotografarsi da solo in pose strane o fare facce strane, condividendole in seguito sui social network. La nuova moda che indubbiamente allontana lo stereotipo di persone composte e serie: la vecchia scuola lascia il telefono per semplici telefonate e integra nella vita quotidiana, lo smartphone, capace di allontanare sempre di più i giovani da una normale giornata per scaraventarli all' interno della teconologia, ove una telefonata o un sms, sostituiscono un dialogo o uno svago a pochi metri uno dall' altro. Così, perchè limitarsi anche a fare una faccia buffa davanti ad un amico, se puoi farla vedere a tutto il mondo? Appena ti svegli, tieniti pronto con il telefono e scattati una foto: la condividerai con tutti i tuoi amici.

In principio, usare un selfie come foto profilo su social network era da sfigati, una cosa per le persone senza amici: chi non aveva un conoscente da piazzare a tre metri di distanza per farsi fare una foto? In alternativa si usava una allegra foto di gruppo, come per dire: non sono solo e non mi slogherò una clavicola per cercare di autoscattarmi in posa.

Poi è arrivata la fotocamera che si inverte sullo smartphone, le celebrities hanno iniziato a postare selfie di se stessi ripresi n qualunque situazione, e da lì al farlo anche noi comuni mortali è stato un attimo. Foto in bagno, foto con un nuovo outfit, foto con bronci e linguaccia, foto con occhiali da sole e smorfie, foto con accessori per capelli e foto in hangover. Variano le tecniche, l'altezza a cui posizionare il telefonino, la distanza a cui tendere il braccio, il modo di fingere una posa spontanea e, naturalmente, la parte del corpo da immortalare.

Un aumento del livello di narcisismo, un modo per affermarci agli occhi dei nostri amici, un momento di promozione positiva della nostra immagine e un mattoncino per la costruzione dell'autostima? O è il primo passo verso una auto mercificazione del nostro corpo, ridotto a un dettaglio, un oggetto?

Anche ammettendo che la mania del selfie possa essere una positiva auto-espressione creativa, non si può non notare che sia anche una tendenza che invita a porsi domande importanti.

Possiamo essere artefici delle nostre azioni, oppure essere veicoli ingenui ed involontari di un sistema che preferisce che proprio tu, tramite le pubblicità occulte e subliminali, divenga una marionetta che utilizza proprio delle funzioni del tuo nuovo telefono che fino a poco tempo fa, erano impensabili: sei libero quindi o si pensa di esserlo...

 

 

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20 novembre 2013 3 20 /11 /novembre /2013 13:15
  • Anno di lavoro:2013
  • Area sviluppata:10000.0 mq
  • Località:Cheshire, Regno Unito
  • Fotografo:Adam Mork
© Adam Mork© Adam Mork© Adam Mork© Adam Mork© Adam Mork© Adam Mork© Adam Mork© Adam Mork

 

The Blue Planet Aquarium è il più grande e il più importante in Europa, con una posizione unica lungo l'Öresund, a soli otto chilometri dalla piazza del municipio di Copenaghen.Inoltre, l'acquario nella città di Taarnby è in posizione ideale per le autostrade, Aeroporto di Copenaghen, il Ponte di Oresund, la metropolitana e treni internazionali a poche centinaia di metri.

© Adam Mork

Il pianeta blu è una delle cinque maggiori attrazioni turistiche in Danimarca. Nella conferenza di turismo "Un nuovo modo di crescere" 2012, il pianeta blu è stato scelto come il miglior progetto di punta danese all'interno dell'economia esperienza, la sua ragione di un potenziale di crescita, l'influenza sullo sviluppo regionale, il l'innovazione, l'implementazione e la sua unicità e la "ragione di andare".

© Adam Mork

La storia dietro l'Acquario della Danimarca

© Adam Mork

Acquario della Danimarca è stata fondata dall'ingegnere civile e contractor Knud Højgaard.Si è aperto nel 1939, a soli quattro mesi prima dello scoppio della seconda guerra mondiale e sette mesi prima l'occupazione della Danimarca. La conseguenza è stata chiusa confini e cogliere problemi notevoli acquario animali esotici. Tuttavia, attraverso uno sforzo impressionante danese pesci allevati in casa, l'acquario rimane aperto e attivo. Dopo la guerra, l'acquario era in cattivo stato, e Knud Højgaard iniziò una completa ristrutturazione.Nel corso dei prossimi decenni, l'edificio ha attraversato diversi aggiornamenti ed espansioni.

© Adam Mork

Da oltre 73 anni l'edificio originale in Charlottenlund era l'impostazione per il divertimento e l'istruzione per tutte le età. Negli ultimi anni, tuttavia, la struttura era fatiscente e una continua richiesta di espansioni e le tecnologie di fascia alta erano all'ordine del giorno.

© Adam Mork

I preparativi per il Pianeta Blu

© Adam Mork

A metà degli anni '90, Jesper Horsted, curatrice dell'Acquario di Danimarca, abbozzato le prime idee su come uno totalmente nuovo acquario moderno dovrebbe essere progettato. Il vecchio edificio aveva bisogno di una ristrutturazione totale sarebbe costoso, senza nemmeno che offre agli ospiti una significativamente migliore esperienza. A tanto necessaria espansione era possibile né luogo economicamente fattibile in termini di miglioramento complessivo dell'acquario attrazione.

© Adam Mork

Era necessaria una nuova sede  e nuovi fotogrammi per dare nuove generazioni di nuovi visitatori  e avventure eccezionali. Ispirato da visite a acquari più eccitanti del mondo e condito con le proprie idee, Jesper Horsted fatto i suoi auguri per il design danese marchio acquario nuovo. Principi che in seguito divenne il fondamento del concorso internazionale del pianeta blu.

© Adam Mork

Ora, l'Acquario della Danimarca di nuovo in prima linea internazionale di architettura di classe mondiale, con  migliaia di animali da tutto il mondo e le tecnologie avanzate di presentazione.

Situazione

Specifiche:

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19 novembre 2013 2 19 /11 /novembre /2013 22:19

 
Uno strano "oggetto volante", invisibile all'occhio umano, è stato catturato dalla macchina fotografica di un automobilista uruguaiano di 47 anni sulla Route 5, mentre era impegnato a fotografare un mulino in un parco eolico e che aveva catturato la sua attenzione, come quella di sua moglie e dei loro tre figli.

In quell'occasione l'automonilista era sceso dal veicolo e aveva cominciato a scattare delle foto con tre cellulari e due macchine fotografiche digitali. Con grande sorpresa l'automonilista che vive in una zona rurale vicino a Progress, mentre visionava le foto scattate dal suo BlackBerry ad uno dei mulini, notava una strana figura filiforme sospesa in aria.
Acuni studiosi di Cryptozoologya (studio degli animali nascosti) e fenomeni extraterrestri ritengono che queste "piccole creature" che vengono rilevate sotto forma di oggetti in movimento sarebbero delle entita' biologiche aliene. 
Il testimone dell'avvistamento aveva anche contattato la Commissione d'inchiesta  sugli oggetti volanti non identificati (CRIDOVNI) presso l'Air Force,che aveva attribuito il fenomeno al malfunzionamento del suo telefono probabilmente attratto da un "bug".
La presenza delle "aste volanti"  sono state rilevate in diversi paesi da fotografi e operatori video,motivando diversi test per cercare di spiegarne il fenomeno.
Uno dei test tra i più popolari è stato condotto nell'autunno del 2005 da alcuni ricercatori in un impianto di Jilin, in Cina, i quali avevano teso una rete per catturare le piccole aste dopo essere state osservate nel loro video di sicurezza.
 
Secondo alcuni criptozoologi e ufologi,tutte le prove scientifiche che sono state eseguiteindicano che questo fenomeno è da attribuirsi a una cattiva interpretazione di "artefatto" (errata interpretazione di un oggetto, a causa di un errore provocato dallo strumento elettronico).
In particolare, è stato dimostrato che il rapido passaggio davanti ad una fotocamera di insetti (particolarmente grandi)  crea effetti astiformi dovuti alla scia e all'alone che si verifica nei  fotogrammi interlacciati, semplicemente perché il video non definisce chiaramente la cattura di qualcosa che si muove oltre una certa velocità. 
Altri ricercatori hanno dimostrato che la comparsa di aste volanti in alcuni video è solo frutto di un'illusione ottica creata dalle telecamere che utilizano una velocità di registrazione inferiore per risparmiare memoria o nastro. Un test, condotto nell'autunno del 2005 da ricercatori in un impianto di Jilin, in Cina,  ha dimostrato che queste aste non erano altro che delle falene e altri insetti volanti. Gli scienziati ipotizzano che la presenza delle cosiddette aste è dovuto alle videocamere, che riprendono dei video a circa 30 fotogrammi al secondo, producendo una distorsione o la duplicazione dell'oggetto mostrato nella videocamera.
Questa teoria ha portato alcuni cameraman ad effettuare delle prove, con un semplice esperimento di due case fimate utilizzando normali fotogrammi di 38 al secondo ad alta velocità fino a 2000 fotogrammi al secondo.
I  cameraman nel rivedere il filmato avevano notato un "rod" in due frame e successivamente esaminando la telecamera ad alta velocità, si erano imbattuti nella comparsa di un insetto volante. 
Questo spiega il fenomeno delle aste.
Fonte Video:EsotericHaven
 
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14 novembre 2013 4 14 /11 /novembre /2013 22:29

Twi1

 

Tweegee.com, il primo social network dedicato espressamente ai bambini nato nel 2008 e che oggi ha oltre 4 milioni di utenti unici sparsi in tutto il mondo; il social network e portale di informazione e divertimento per i ragazzini tra i 6 e i 12 anni. La piattaforma è nata in Israele, ma è già attiva in Russia, Turchia e Sud America e conta più di 4 milioni di utenti. L’amministratore delegato di Twigis, Shay Bloch, ha deciso di collaborare con i colossi dell’informazione in ogni parte del mondo conservando però la gestione della piattaforma. Il Italia è stata sviluppata in collaborazione con Rcs.

 

Social network per bambini (© Ilike - Fotolia.com)

 

 

 

Questa piattaforma online contiene news selezionate, chat controllate, giochi e forum su determinati temi. Twigis punta molto sulla sicurezza dei suoi piccoli utenti, infatti tutte le attività e i post sono costantemente moderati e ogni discussione o messaggio viene sottoposto ad approvazione prima di poter essere pubblicato. La sicurezza viene garantita tramite un software ma anche da un team che ha il compito di monitorare costantemente i contenuti delle conversazioni con la possibilitá di bannare dal sito coloro che non lo usano appropriatamente.

I ragazzini creano inizialmente un account mail per giocare e interagire con gli altri utenti che non possono però utilizzare per spedire o ricevere messaggi all’esterno. Il tutto è sorvegliato molto bene. Come qualsiasi social network la pubblicità non manca, ma si tratterrà di partnership e non si semplice advertising come su Facebook o Twitter e i bambini non si troveranno di fronte alle offerte di Mc Donald’s o di Coca Cola. La protezione degli utenti è fondamentale e potranno accedere solo a contenuti ritenuti adatti per un pubblico minorenne.

Il presidente di Telefono Azzurro vede nel social network una buona opportunità per studiare il comportamento dei minori online e per capire le loro vulnerabilità.

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