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19 giugno 2014 4 19 /06 /giugno /2014 21:44

Corpo nero. Grosse macchie gialle. La salamandra è un anfibio. Lunga circa 20 cm, la metà dei quali spettano alla coda. Diffusa nelle zone boscose, ombreggiate e umide di tutta Europa (Italia compresa), si nutre di lombrichi e molluschi; di insetti e lumache. La sua pelle è nera e gialla. Lucida. Ricca di ghiandole. Esce allo scoperto nelle notti piovose. È diventata molto rara.

 

La salamandra della Cina e del Giappone, invece, con una lunghezza di 1,50 e, in alcuni casi, persino di 1,85 metri, rappresenta indubbiamente un gigante tra gli anfibi. La salamandra ha la facoltà di rigenerarsi. E al Wistar Institute, in Pennsylvania, hanno scoperto che anche alcuni topi possiedono tale facoltà. Addirittura hanno quella di far ricrescere organi vitali. Questa straordinaria varietà di topi è stata scoperta accidentalmente: lavorando su cavie create per lo studio delle patologie autoimmuni, i ricercatori avevano praticato dei fori nelle orecchie di topi geneticamente modificati, per distinguerli dal gruppo di controllo. Poco dopo i topi erano guariti senza riportare cicatrici. Altri ricercatori avevano danneggiato diversi organi delle cavie: cuore, fegato, cervello. Ebbene, nella maggior parte dei casi si è avuta una ricrescita. Ma c'è stata una scoperta (forse) ancor più significativa. La si è ottenuta iniettando cellule prelevate a un topo rigenerante in un animale normale. Si è scoperto che l'esemplare comune acquisisce anch'esso la facoltà di rigenerarsi. E se il topo speciale si accoppia con uno normale, la discendenza eredita la stessa facoltà.

Biologo scopre mammifero con salamandra-come capacità rigenerative

“Il topo spinoso africano sembra rigenerare i tessuti dell’orecchio come in una salamandra ricresce un arto che è stato perso  per un predatore”, ha detto Ashley W. Seifert, un ricercatore post-dottorato nel dipartimento di biologia di UF.

Questo non è il caso in altri mammiferi, di solito il tessuto cicatriziale si forma per riempire il vuoto creato da una ferita.

Nel  topo spinoso ricresce anche il tessuto sul corpo principale quando ferito, ma non del tutto, come fa nelle sue orecchie. “Sulle loro spalle, ricrescono i follicoli dei capelli e la pelle, ma il muscolo sotto la pelle non si rigenera”, dice Seifert.

Seifert studiava la guarigione delle cicatrici negli ianfibi quando un collega gli disse che un piccolo roditore che aveva osservato in Africa sembrava in grado di autotomia, un meccanismo di difesa per cui l’animale si auto-amputa una parte del corpo per sfuggire a un predatore.

“L’Autotomia in scinchi, gechi e alcune salamandre è ben nota “, ha detto Seifert. “Ma è molto rara nei mammiferi, e finora abbiamo visto solo in un paio di roditori che possono gettare a mare la coda.”

A Nairobi, Seifert è stato in grado di documentare il primo caso conosciuto di autotomia della pelle in un mammifero. Ma è stato come le lesioni degli animali sembrava essere una guarigione che davvero una sua attenzione.

Seifert utilizzata un punzone per biopsia  di 4 millimetri, le dimensioni di un grande BB, per fori nel orecchie dei topi per vedere se l’animale ha mostrato capacità rigenerative.

“I risultati sono stati sorprendenti”. “I vari tessuti dell’orecchio ricresciuti attraverso la formazione di blastema-come le strutture, lo stesso tipo di processo biologico che utilizza una salamandra di rigenerare un arto reciso.”

Ken Muneoka, professore al Tulane University di biologia cellulare e molecolare, che non è stato coinvolto con lo studio, concorda sul fatto che le scoperte di Seifert sono importanti.

“Potrebbe rappresentare un nuovo modello di sistema  per la  guarigione della pelle nelle ferite e la rigenerazione dei tessuti negli esseri umani “.

 

 

 

Il sistema immunitario delle salamandra è la chiave della sua straordinaria capacità di far ricrescere gli arti, e potrebbe anche spiegare la capacità di rigenerare il midollo spinale, il tessuto cerebrale e anche parti del cuore, secondo gli scienziati autori di un nuovo studio.

Nella ricerca pubblicata ieri 20 Maggio su Proceedings of the National Academy of Sciences, ricercatori dell'Australian Regenerative Medicine Institute (ARMI) della Monash University hanno scoperto che, quando le cellule immunitarie chiamate macrofagi sono rimosse sistematicamente, le salamandre perdono la loro capacità di rigenerare un arto e formano invece tessuto cicatrizzato.


Il ricercatore principale dottor James Godwin, del laboratorio del professor Nadia Rosenthal, direttore dell'ARMI, dice che i risultati portano i ricercatori un passo più vicino al capire quali condizioni sono necessarie per la rigenerazione. "In precedenza, si pensava che i macrofagi fossero negativi per la rigenerazione, e questa ricerca dimostra che questo non è vero: se i macrofagi non sono presenti nelle prime fasi della guarigione, non avviene la rigenerazione", spiega il dottor Godwin. "Ora, abbiamo bisogno di sapere esattamente come contribuiscono alla rigenerazione questi macrofagi. Il risultato potrebbe essere una terapia che regola il sistema immunitario umano in un modo più rigenerativo".


Le salamandre trattano le lesioni in un modo straordinario. Il risultato finale è il ripristino funzionale completo di qualsiasi tessuto, su qualsiasi parte del corpo, compresi gli organi. Il tessuto rigenerato è senza cicatrici e replica quasi perfettamente il luogo della ferita prima che si verificasse il danno. "Possiamo vedere le salamandre come un modello di ciò che dovrebbe essere una perfetta rigenerazione", conferma il dottor Godwin.

 

A parte le applicazioni di cui si fantastica, come ad esempio la guarigione del midollo spinale e le lesioni cerebrali, il dottor Godwin ritiene che lo studio dei processi di guarigione delle salamandre potrebbe portare a nuovi trattamenti per una serie di condizioni comuni, come le malattie di cuore e del fegato, che sono collegate alla fibrosi o alla cicatrizzazione. La promozione di guarigioni senza cicatrici potrebbe anche migliorare notevolmente il recupero dei pazienti dopo un intervento chirurgico.Ci sono indicazioni che ci sia la capacità di rigenerazione in una vasta gamma di specie animali, ma, nella maggior parte dei casi, si è spenta con l'evoluzione. "Alcuni di questi percorsi rigenerativi potrebbero essere ancora aperti per noi. Potremmo essere in grado di alzare il volume su alcuni di questi processi", ipotizza il dottor Godwin. "Dobbiamo sapere esattamente cosa fanno le salamandre e quanto bene lo fanno, in modo da decodificarlo e trasformarlo in terapie umane".


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13 giugno 2014 5 13 /06 /giugno /2014 23:18

Blackout di telefoni e internet, bufera sulle
compagnie ma la colpa è di una Tempesta Solare

 

[FONTE : NATIONAL GEOGRAPHIC ITALIA] 

Le tre esplosioni avvenute sulla superficie solare il 10 e 11 giugno riprese nello spettro dell'ultravioletto dal Solar Dynamics Observatory della NASA. Fotografia per gentile concessione NASA/SDO

Negli ultimi giorni il Sole si è scatenato: sulla sua superficie si sono verificati tre "brillamenti" di classe X, le più potenti forme di tempesta solare. Si tratta di violente emissioni di radiazioni che coinvolgono aree della superficie solare molto più grandi del nostro pianeta.

Le due esplosioni consecutive di martedì 10 giugno si sono originate nella regione sudorientale del Sole. Ciascuna ha scagliato verso la Terra un miliardo di tonnellate di particelle cariche. L'arrivo di queste particelle nell'atmosfera terrestre può causare disturbi alle trasmissioni radio e ai segnali GPS: e in effetti martedì le comunicazioni ad alta frequenza hanno subito una serie di brevi black-out. La conseguenza più tipica per questo tipo di inconvenienti è il rallentamento dei voli che si svolgono lungo le rotte polari.

Secondo la NASA, le due eruzioni erano di classe X2. Il livello X è il più alto nella scala di misurazione delle tempeste solari, e le tempeste di classe X2 sono due volte più intense di quelle di classe X1.

Ma il Sole non si è calmato, e mercoledì 11 una nuova eruzione si è verificata nella stessa regione: come le altre, anche questa è

stata registrata in tempo reale dalle telecamere del  Solar Dynamics Observatory, la sonda della NASA che tiene sotto controllo la nostra stella 24 ore su 24.

Quando il materiale eruttato dal Sole viaggia molto lontano dalla superficie della stella si parla di espulsioni di massa coronale, o CME. Secondo le previsioni della NOAA, l'agenzia per l'atmosfera e gli oceani del governo degli Stati Uniti, le CME generate dalle tre eruzioni dovrebbero raggiungere il campo magnetico terrestre entro la giornata di oggi, forse causando una piccola tempesta geomagnetica. Buone notizie per chi ama osservare i cieli notturni, che alle latitudini più alte potrebbero illuminarsi di spettacolari aurore solari.

Intanto la furia del Sole non sembra volersi interrompere: siamo in fatti al picco del ciclo undecennale di attività della nostra stella. Due macchie solari di nuova formazione si stanno posizionando in direzione del nostro pianeta: secondo gli studiosi i loro campi magnetici sono instabili, il che vuol dire che potrebbero generare eruzioni in qualsiasi momento. Insomma, il meteo spaziale prevede turbolenze ancora per qualche tempo.

 


Blackout di telefoni e internet, bufera sulle
compagnie ma la colpa è di una Tempesta Solare

tratto da: http://www.meteoweb.eu

Continuano i disservizi alle linee telefoniche e internet per alcuni gestori, in modo particolare Wind e Fastweb, ma anche Infostrada, Tim, Tre e altre compagnie. I blackout, inoltre, non si stanno verificando solo in Italia. Si tratta di disservizi diffusi a macchia di leopardo, in base ai danni provocati ai satelliti.
Intanto è bufera su alcune compagnie al punto che “l’Agcom e l’Antitrust chiedano spiegazioni a Wind per il pesante blackout che ha colpito la rete internet e della telefonia fissa e mobile“, come ha dichiarato la deputata del Partito democratico componente della commissione Telecomunicazioni, Lorenza Bonaccorsi. “Sui sociali network – spiega Bonaccorsisi sono riversati migliaia di utenti che protestano per il blocco del servizio. A parte uno scarno comunicato di Wind, che parla di generiche ‘difficolta”, non ci sono informazioni sulla durata del black-out e gli utenti sono stati lasciati sostanzialmente abbandonati per ore“.
reti18Lavoratori, professionisti, imprenditori, famiglie: sono rimasti tutti al buio. E’ opportuno che le autorita’ di vigilanza verifichino cosa e’ successo e a chi vanno attribuite le responsabilita‘”. Contattati da LaPresse, i portavoce di Wind Wind confermano, quanto riportato da una nota ufficiale che conferma come “da alcune ore si stanno registrando disservizi generalizzati sulla rete fissa e mobile“. Wind conferma che si “sta lavorando intensamente per ripristinate il regolare servizio“. La società conferma “che assicurerà un tempestivo aggiornamento sui tempi di risoluzione“. La compagnia al momento non ha ufficialmente confermato le cause dell’odierno black-out, né si possono di conseguenze fornire tempistiche per la ripartenza del servizio. Viene confermato che i disservizi avvengono a macchia di leopardo, colpendo a seconda delle zone i cellulari, i telefoni fissi o il traffico dati, o come in alcune zone tutti e tre i servizi contemporaneamente.

Sole flareIn realtà, come abbiamo già scritto stamattina e come avevamo previsto già dalla giornata di ieri, il problema di questo blackout deriva da una tempesta solare la cui onda d’urto ha raggiunto la Terra proprio nella giornata odierna. Nelle scorse ore, infatti, l’attività solare si è improvvisamente risvegliata. Sulla nostra stella si sono verificati tre brillamenti di classe X in sole 24 ore, registrando uno dei periodi più prolifici del ciclo undecennale. Ad una prima analisi sembrava che le nubi di plasma e di particelle cariche, ossia l’onda d’urto degli eventi, non fossero dirette verso il nostro pianeta, ma ulteriori e più approfondite osservazioni hanno suggerito che una parte di tale materiale ha colpito il nostro campo magnetico proprio stamattina.
solar-flare2L’onda d’urto sta mettendo fuori uso alcuni satelliti di telefonia mobile e i sistemi di comunicazioni GPS, per cui si stanno verificando brevi ma estesi blackout. La protezione offerta dal campo magnetico terrestre, che assorbe la maggior parte delle particelle nocive per la nostra salute, fa si che i brillamenti risultino innocui. Tuttavia, specie quelli di classe X, come quelli avvenuti nelle scorse ore, possono causare un malfunzionamento dei satelliti e disturbare lo strato di atmosfera attraverso il quale passano le comunicazioni, causando delle interruzioni. Adesso è impossibile ipotizzare quando la situazione tornerà alla normalità.

 

COS’E’ UN “BRILLAMENTO” O “FLARE” SOLARE -  Un “brillamento”, chiamato anche “flare” solare, è un gigantesco crepaccio che si apre sulla fotosfera solare, cioè sulla sua superficie. Precisamente i brillamenti sono i punti di uscita dei campi magnetici solari dalle profondità del suo mantello, perché eiettano fasci di particelle elettricamente cariche, oltre che potenti getti radiativi. Però nei massimi di attività, assieme ai flare compaiono anche le macchie, che sono altre “voragini” che si aprono sulla fotosfera, ma in cui le linee di forza dei campi magnetici, incurvati dalla rotazione differenziale, oltre che dalla potente gravità, rientrano dentro il Sole.

 

http://www.astronavepegasus.it/pegasus/index.php/news-varie/695-tempesta-geomagnetica-in-arrivo-violente-esplosioni-sulla-superficie-solare#.U5uFzssripo

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9 giugno 2014 1 09 /06 /giugno /2014 21:55

 

 

 
Un Gatto in casa e' una gioia, una carezza nei momenti di sconforto, una giornaliera scoperta di un comportamento incomprensibile ed assurdo......un Gatto e' un mistero....il tuo Gatto e' il tuo mistero personale.

I gatti sono curiosi e complessi, addomesticati ma selvaggi, riservati, premurosi, affettuosi o lunatici. Ci appaiono misteriosi ed eleganti, giocherelloni e teneri, dolci micini o feroci cacciatori, compagni dell'uomo da millenni , spesso ispiratori di opere e di stile di vita, ma sempre fieri della propria indipendenza: sono creature superiori, meravigliose, eccezionali, specialmente i nostri.

Sino a quando l'Inquisizione decise di estirpare le religioni pagane del tutto con la bolla di papa Innocenzo III.
Molte persone innocenti furono torturate e assassinate, Donne, uomini, anziani e bambini, spesso intere famiglie.

L'Inquisizione aveva addirittura un libro da consultare, il Malleus Maleficarum, pubblicato per la prima volta nel 1486.
Insieme alle Streghe furono bruciati circa otto milioni di Gatti, perch? considerati bestie del demonio, probabilmente fu anche questo oltre ad altri motivi a fare in modo che le pestilenze che si scatenarono su tutta l'Europa fossero inarrestabili.

Nei tempi passati, sorsero in alcuni paesi europei superstizioni di ogni genere relative ai gatti. Nel medioevo questi animali erano associati a ogni sorta di malefici e diavolerie, considerati indivisibili compagni di streghe e fattucchiere, sempre implicati in tutto ci? che sapeva di magia. I gatti neri, che erano ritenuti apportatori di sventura, venivano acciuffati e arsi vivi, talvolta unitamente a coloro che erano ritenuti sospetti di stregoneria. Ancor oggi, ? radicata in molti la credenza secondo il cui vedersi attraversare la strada da un gatto nero costituisce segno di cattivo presagio.

Con la sola eccezione del Sud America, della Germania, e degli U.S.A., la figura del gatto nero viene paragonata, nel resto del mondo, come araldo di malasorte e presagio del lato oscuro della realt?.

L'Irlanda ? una vera e propria miniera di miti e leggende sui gatti neri dandogli il ruolo di aiutante di taumaturghi, esempio eccellente Muezza, il gatto di Maometto, di cui parleremo nel prossimo capitolo.

I gatti celtici del mito irlandese sono semplici miniature del demone che avanza, venuti a distruggere il mondo umano ed ad oscurare la marea con il sangue del sacrificio.

Contrariamente alla precedente apocalittica visione c'era un tempo in cui i gatti erano venerati in Europa, prima della caccia alle streghe del Medioevo.

Il gatto nero, portatore di magia era rappresentante delle tenebre; ma grazie alla pelliccia che poteva anche assumere il bagliore luminoso del chiaro di luna poteva contare su una duplice identit?. Inoltre il nero era un sottoprodotto del fuoco, che per gli antichi era una realt? positiva.Tutti questi aspetti erano, e sono ancora oggi, presenti nel gatto nero e sulle leggende che ne derivano.

Un grande legame esoterico dal punto di vista della mitologia e della religione ha sempre caratterizzato il rapporto tra uomo e gatto. Probabile ? il fatto che il gatto prima di essere addomesticato sia stato adorato, infatti nell'antico Egitto era venerata una divinit? femminile chiamata Bastet, avente corpo di donna e testa di gatto, simbolo della vita della fecondit? e della maturit?. In India invece troviamo la dea Sasti, una divinit? felina simbolo di fertilit? e maternit?.

Nell' antico Egitto il gatto era ritenuto animale sacro e divino, infatti, alla loro morte venivano imbalsamati e sepolti con ogni onore. Attraverso l' Egitto il gatto giunse nei paesi arabi dove per? l' animale eletto era il cavallo, ben presto per? anche il nostro amico felino venne preso in simpatia e la sua fama ben presto eguagli? quella equina.

Si narra il mito del gatto di Maometto, Muezza, il primo gatto con nove vite della storia; Questo gatto privilegiato si addorment? sulla manica del padrone quando lo stesso dovette allontanarsi e, non volendo disturbare il gatto cos? profondamente addormentato, tagli? la manica sulla quale dormiva il gatto. Al ritorno di Maometto, Muezza si inchin? in senso di gratitudine nei confronti del Profeta, il quale, l'accarezz? tre volte sul dorso, infatti secondo alcune leggende questo gesto consente al gatto di atterrare sano e salvo dall'alto sulle zampe. Il numero tre ha un significato importante poich? tre per tre volte indica l'infinito nella mitologia donando cos? al gatto una vita infinita.

Bisogna chiedersi, per comprendere fino in fondo il significato della leggenda, che cosa potesse rappresentare il taglio della manica della veste effettuato dal profeta come offerta simbolica al gatto. La manica destinata a Muezza altro non era che un dono destinato ai gatti di tutto il mondo e di tutti i tempi, che cosa vi fosse racchiuso, nessuno lo s?, ? comunque apprezzabile il fatto che sia stata destinata ai domestici felini quale segno di riconoscenza, analizzato in questo contesto la sacra eredit? risulta essere veramente notevole perch? conferisce al gatto dalle nove vite un'eternit? di virt? : le azioni risultano essere sempre pi? forti delle parole.

Nella leggenda non ? molto chiara il tipo di razza a cui appartenesse Muezza, pare potesse essere un' Abissino perch? gatto sacro ufficiale dell' antico Egitto.

Un animale cos? leggendario deve conoscere verit? che noi non saremo mai in grado di percepire, infatti, un detto africano dice che "Quello che ignori ? pi? saggio di t?".

Anche Etruschi e Romani conoscevano ed apprezzavano il gatto e si servivano delle sue doti per debellare i topi portatori di malattie.

Il periodo medievale non ? stato buio solo per l' uomo ma anche per il gatto, nella mentalit? popolare erano infatti considerati animali demoniaci, in quanto tali subirono infatti torture e sevizie.

Successivi studi medici effettuati sul gatto nel 1800 stabilirono che esso era un' animale non portatore di malattie trasmettibili all'uomo, come tale venne successivamente accolto anche nei salotti pi? esclusivi.

Si narra che il Birmano discenda da un' antica popolazione di gatti sacri ospitati in un tempio Khmer di Myanmar. Durante un assalto al medesimo tempio, il gran sacerdote venne mortalmente ferito ed il suo fedele gatto Birmano si accucci? sopra di lui rivolgendo lo sguardo alla divinit? del tempio stesso, mentre ci? accadeva, il suo mantello divenne dorato e gli occhi blu, quando si volt? verso la porta del tempio le sue zampe si tinsero di marrone ad eccezione delle zampe posteriori ancora appoggiate sul padrone morente le quali rimasero bianche candide.Guidati dallo sguardo del gatto ancora rivolto alle porte del tempio, i monaci si precipitarono a chiuderle, salvandosi cos? dal saccheggio e dalla distruzione.

Il gatto non abbandon? il suo padrone, e mor? sette giorni dopo di lui; quando i monaci si riunirono per eleggere il nuovo successore del sacerdote videro accorrere tutti i gatti del tempio trasformati nelle sembianze di Sinh, il gatto Birmano del sacerdote defunto.

Da ci? deriva il nome della razza, Gatto Sacro di Birmania.

Un' antica leggenda di origine Polacca narra di una gatta che, disperata per la fine che avrebbero presto fatto i propri cuccioli, gettati al fiume dal proprio padrone, stava manifestando tutto il suo struggente dolore con pietosi e strazianti miagolii.

I Salici, presenti sulla sponda del fiume, impietositi dalla scena atroce, tesero i loro rami verso il fiume per permettere ai gattini di aggrapparsi, cos? facendo li salvarono dalla triste fine.

Da allora, ogni primavera i Salici non fioriscono ma, in ricordo di quanto accaduto, si ricoprono di una morbida infiorescenza lanuginosa e di colore bianco, simile al pelo dei gattini, tali infiorescenze vengono chiamate proprio "gattini".

Gli animali sentono, "vedono", comunicano con altri sensi (l'ESP) Testo di Bill Schul, tratto da "Anche gli animali vanno in Paradiso", S.Apuzzo - M.D'Ambrosio, Edizioni Mediterranee, giugno 2001

Un esperimento incruento dimostra, tra i tanti che sono stati condotti, come gli animali percepiscano in modo nitido gli avvenimenti anche se "privati" dei normali sensi:
un boxer fu collegato a un elettrocardiografo in una stanza, mentre la sua proprietaria si trovava in un' altra stanza.
Senza avvisare la donna, un estraneo si precipit? dentro insultandola e minacciandola di percosse.
Essa raccont? di essersi veramente spaventata, come si pu? ben pensare.
Il suo cane che si trovava nell' altra stanza insonorizzata deve aver percepito che la sua padrona era in pericolo, perch? in quel preciso istante il suo battito cardiaco divenne violento.
In un recente viaggio a Denver dovetti far revisionare la mia macchina; il meccanico not? parecchi libri di parapsicologia sul sedile e mi chiese se credevo a 'quel genere di cose', e aggiunse in fretta che lui stesso non vi credeva molto.
Il mio tentativo di parlargli di alcune serie ricerche in quel campo fu presto interrotto dall'uomo, che mi raccont? di tutti gli incidenti capitati al suo grosso Labrador che gli leggeva nel pensiero e di un cavallo che sapeva sempre quando nascondersi quando qualche membro della famiglia voleva cavalcarlo.

Vi sono montagne di prove che indicano le capacit? extra-sensoriali degli animali: animali domestici che sanno quando il padrone muore o ? in pericolo anche se ? lontano centinaia di chilometri;
capacit? di leggere nella mente;
predizioni di terremoti, temporali e perfino bombardamenti molto tempo prima che abbiano luogo:
capacit? di attraversare un continente alla ricerca del padrone perduto;
il loro ritorno dall' aldil? per avvisare i padroni di un pericolo;
perfino preveggenza, come nello strano caso di Missie, il Boston terrier che sapeva contare e dialogare con gli esseri umani secondo un linguaggio convenzionale.

Strani racconti di poteri che pochi di noi, la razza 'superiore' del pianeta, possiedono.
Parecchi anni fa, il nostro vicino tenne per qualche tempo presso di s? un grosso gatto persiano che apparteneva a sua madre, che si era recata in Inghilterra per visitare degli amici.
Il gatto e l'anziana signora avevano vissuto insieme in un appartamento per quattro anni e non si erano mai separati per pi? di un giorno.
Quindi fu comprensibile che il gatto fosse sconvolto per parecchi giorni per essere stato lasciato solo, ma presto si abitu? al nuovo ambiente e sembr? ragionevolmente sereno.
Ma un mese dopo che la sua padrona se ne era andata, il gatto sedette in un angolo della stanza miagolando pietosamente, rifiutando di mangiare e ignorando tutte le attenzioni.
Il pomeriggio del secondo giorno il gatto cominci? a emettere dei miagolii strazianti.
Dopo un'ora il mio vicino ricevette una telefonata che lo avvisava che sua madre era morta per un attacco cardiaco mentre la portavano all'ospedale.

Forse gli animali fanno uno sforzo maggiore per comunicare con noi di quanto noi ne siamo consapevoli e la maggior parte dei loro messaggi non ricevono mai la nostra attenzione.
La nota psicologa degli animali Beatrice Lydecker la pensa cos?.
Ha dimostrato alla televisione nazionale, con piena soddisfazione di molti studiosi di animali, la sua capacit? di comunicare con gli animali.
Riassume i risultati delle sue ricerche in What the Animals Teli Me, affermando che gli animali non comunicano verbalmente, bens? per mezzo dell'ESP.
La Lydecker cita i risultati di test che dimostrano come una persona pu? comunicare coll'animale preferito attraverso un linguaggio non verbale e visualizzando ci? che vuole.

Ai padroni di cani e gatti si d? il seguente consiglio:
"Per abituare il vostro beniamino a capire la parola 'seduto' per esempio, ditegli di sedere mentre lo visualizzate in quella posizione.
Presto l'animale risponder? al comando mentre riceve l'immagine da voi.
Mentre viene dato questo tipo di istruzione, avviene un tipo di comunicazione ESP.
Si conversa nel linguaggio degli animali.
Quando diventerete abili, diventer? naturale chiacchierare col vostro gatto (attraverso le immagini ESP)".

Mentre molti avranno difficolt? a credere a ci?, gli zoologi Maurice e Robert Burton osservano nella loro nuova enciclopedia sul comportamento degli animali Inside the Animai World che "sarebbe molto difficile convincere il proprietario di un cane che il suo animale non comunica telepaticamente".
La loro enciclopedia riporta degli esempi straordinari di telepatia animale.

Infine lo psicologo J.B. Rhine, noto per le sue ricerche in questo campo, riferisce che esperimenti ben controllati sull' ESP degli animali confermano l'evidenza di ci? suggerendo che la capacit? degli animali, a trasmettere e a ricevere messaggi telepatici, ? una propriet? acquisita dell'organismo animale che precede la coscienza sensoriale.

La telepatia potrebbe spiegare l'improvviso cambio di direzione di uno stormo d'uccelli che volano assieme, e potrebbe anche aiutarci a capire come mai cani e gatti sono in grado di ritrovare i loro padroni anche a grandi distanze, in luoghi dove non sono mai stati.
Parecchi anni fa alcuni ricercatori dell' Istituto di Parapsicologia del North Carolina verificarono la storia di un gatto che era andato da New York fino in California per ritrovare il suo padrone.
Sembra che il padrone, un veterinario, affidasse il gatto a degli amici quando era in viaggio.

Cinque mesi pi? tardi, un gatto entr? dalla porta principale della sua casa.
Egli rimase stupito di fronte alla somiglianza del gatto che aveva innanzi col suo gatto di prima e fu ancora pi? sorpreso quando l'animale entr? in casa e and? a mettersi direttamente su quella che era stata la sua sedia favorita.
Un esame del gatto cancell? ogni dubbio perch? anch' esso aveva una vertebra pi? larga delle altre.
La sopravvivenza degli animali dopo la morte ? stata confermata da coloro che si sono trovati in stati particolari dove hanno potuto verificarlo.
Racconti di esperienze fatte fuori dal corpo sono stati divulgati largamente dai media.

Spesso i racconti sono stati fatti da persone che hanno sub?to una morte clinica, hanno lasciato il corpo e a quanto si dice hanno sperimentato altri piani di esistenza e poi sono ritornati nei loro corpi ed hanno riferito ci? che ? loro accaduto durante quel periodo.
Esperienze fuori dal corpo tuttavia non sono limitate all'improvviso arresto delle funzioni vitali.
Quando all' universit? parlo di stati alterati di coscienza talvolta chiedo che alzino la mano coloro che in qualche modo hanno avuto l'esperienza di essere separati dal loro corpo fisico e sono rimasto stupito nel vedere che circa un terzo degli studenti rispondeva affermativamente.
Vi sono anche stati coloro che hanno sviluppato quest'abilit? o talento al punto che possono volontariamente separare la coscienza dal corpo.
Mantenendo piena consapevolezza, possono viaggiare mentalmente in altri luoghi dentro il nostro piano di realt? e pi? tardi confermare l'accuratezza delle loro osservazioni.
Spesso affermano di aver raggiunto vari livelli di esistenza e uno di questi, probabilmente, ? il livello astrale dove pu? darsi che vivano coloro che sono morti.

Uno di questi visitatori di molteplici piani di esistenza ? un mio carissimo amico.
Gli ho chiesto che ne pensa della sopravvivenza degli animali dopo la morte fisica. Mi ha detto molte volte di aver contattato sul piano astrale persone che aveva conosciuto da vive sulla terra.
Quando gli chiesi se avesse anche incontrato degli animali che aveva conosciuto, mi rispose senza esitazione:
"Oh, s?. Spesso vedo animali, talvolta in compagnia di altri animali, come alcuni cani che giocano o corrono insieme, oppure in compagnia di persone. Non ? insolito che io veda qualcuno giocare con un cane o accarezzare un gatto".
"Ma siamo sicuri che gli animali che vedi l? hanno vissuto su questa terra?", chiesi.
"Be', naturalmente molti animali non li ho mai visti prima", mi rispose, "ma non dimenticher? mai la volta che ho visto chiaramente Flip, il mio vecchio airdale che era morto qualche mese prima.
Era veramente eccitatissimo nel vedermi, scodinzolava e si gettava su di me.
Io l'ho accarezzato e gli ho parlato a lungo e non ho mai dubitato che fosse realmente lui".

Il Gatto magico dagli Egizi alla mitologia.
Presso gli Egizi, l'uccisione del gatto era punita pi? severamente di quella di qualsiasi altro animale, sia che avvenisse inavvertitamente o che fosse provocata di proposito.
Chi uccideva un gatto era sempre criminale, e tale crimine si espiava solo col supplizio.
Ma quando un gatto moriva naturalmente, dice Erodoto, le persone della casa piangevano il lutto come se fosse scomparso un membro della famiglia.
Il gatto veniva imbalsamato e degnamente seppellito.

Gli Egizi lo chiamavano Myou, con un'evidente onomatopea, e lo onoravano in parecchie regioni, ma principalmente a Bubastis, citt? del Basso Egitto dove si adorava Bastet, la dea dalla testa di gatto.
Il gatto, come la dea Bastet, era il nemico dei serpenti, e in un papiro funerario ? raffigurato nell'atto di mozzare la testa di un rettile.
Il culto di Bastet era diffuso a Tebe e a Menfi, e nei dintorni di queste due citt? sono stati trovati dei cimiteri di gatti contenenti circa duecentomila mummie.
Pare infine che, mentre il gatto era sacro al Sole e a Osiride, la gatta era sacra alla Luna e a Iside.
Il gatto, la cui pupilla subisce delle variazioni che ricordavano le fasi della luna, veniva paragonato alla sfinge per la sua natura segreta e misteriosa e per la sensibilit? alle manifestazioni magnetiche ed elettriche.
Inoltre la sua abituale posizione raggomitolata e la facolt? di dormire per giornate intere ne facevano, agli occhi degli ierofanti, l'immagine della meditazione, mostrata come esempio ai candidati all'iniziazione rituale.
Nel Libro dei Morti egizio, il gatto ? chiamato Matou allorch? combatte contro Apophis, il serpente pitone della paludi, simbolo delle forze malvage. Si affermava infine che il gatto possedesse nove anime, e godesse di nove vite successive.

La prima donna, quando ancora Eva non era nata, la pura, la ribelle, Lilith, 1' incontrollabile, l'imprevedibile, la vergine selvaggia, sovrana delle ombre, scelse per compagno lo spirito stesso della notte e del mistero: il gatto.

I Greci, al contrario, ignorarono i gatti.
Per cacciare i topi dalle loro case, si servivano delle donnole e dei colubri.
I cristiani, dal canto loro, videro il gatto di mal occhio, e lo accusarono di portare con s? tutti i malefici.
Gi? a opinione degli gnostici, nel XVI secolo, il gatto era legato a tutti gli aspetti diabolici della femminilit?.
Il gatto sta al cane, dicevano, come la donna sta all'uomo.
La sua natura, la sua volutt?, la sua dolcezza, la sua astuzia sono simili a quelle della donna.

Per di pi?, il gatto fu molto presto collegato al folklore della stregoneria; le streghe amavano trasformarsi in gatte.
E sicuro che, dice Duchaussoy nel suo Bestia ire Divine:
"Quando i rituali e i culti lunari furono ufficialmente abbandonati e relegati al rango di stregoneria, il gatto nero, immagine della notte buia in cui brillava la divina Febe, divenne il compagno classico delle streghe".

Esaminando il racconto intitolato Il gatto nero di Edgar A. Poe, si pu? scorgere un ruolo erotico-simbolico del gatto.

Ma cosa vediamo, osservando da vicino un gatto?

Occhi vivaci, un corpo snello, lucido, forte, un animo affettuoso e fiducioso, indipendenza, raffinatezza e uno spirito saggio e saccente al contempo. Che il gatto accanto a noi abbia il pelo lungo o corto, che sia soriano o color tartaruga, la nostra reazione ? sempre la stessa: ne restiamo affascinati.

Misteriosi ed eleganti, giocherelloni e teneri, i gatti sono le creature pi? ingannatrici che la nostra specie abbia mai addomesticato. Ma, nel corso dei tempo, tutte le civilt? hanno faticato a capire i gatti.

Dolci o riservati? Solitari o socievoli? Meditativi o funerei? Fisicamente i gatti sono cambiati ben poco, ma ? cambiato il nostro modo di vederli. Diversamente - e quanto diversamente - dal cane, uno dei primi animali domestici, i gatti si sono avvicinati all'uomo relativamente tardi. Ma si sono rifatti dei tempo perduto ed hanno occupato ben presto un posto non solo nelle nostre case, ma anche nei nostri cuori.

E di questo dobbiamo ringraziare i roditori. E stato l'avvento dell'agricoltura, e quindi delle provviste di grano, a condurci questi amici sofisticati e predatori, probabilmente pi? di tremila anni fa. Si ritiene che il gatto selvatico africano venisse impiegato nell'antico Egitto per uccidere i topi e i roditori della valle dei Nilo che depredavano il grano raccolto e immagazzinato. Gli antichi egizi non ebbero pi? scelta dopo aver vissuto con queste splendide creature: ne rimasero affascinati. I gatti adorati dagli antichi egizi erano pi? o meno i gatti che adoriamo ancor oggi. L'arte di quel tempo raffigura il gatto come quello dei nostro salotto, anche se forse allora la glorificazione di tutto ci? che ? felino era pi? solenne.

Gi egizi veneravano una divinit? felina, Bastet, che guidava un carro trainato da altri gatti (molti di noi riescono ad immaginare i nostri amici che scelgono fra i gatti dei vicini quelli da imbrigliare: "Quel piccolo curioso con le macchie della strada accanto ... iI grosso Tom dei prato dietro casa..."). Bastet era una dea potente strettamente collegata a Ra, il dio dei sole. I gatti vagavano in un tempio in pietra costruito in suo onore e i fedeli studiavano il loro comportamento per trarne auspici e segni della dea stessa. Possiamo ancora identificarci con gli antichi egizi quando studiamo il comportamento dei nostro gatto in cerca di un segnale "Per stasera la supr?me di salmone o le frattaglie di tacchino? Dammi un segno". In vita i gatti erano molto amati, nella morte erano pianti. Se moriva il gatto di casa, tutta la famiglia egizia si rasava le sopracciglia.

Ma essere venerati non ? sempre piacevole come si potrebbe pensare, soprattutto nel ventesimo secolo. Negli Stati Uniti cinquantacinque milioni di gatti viziati hanno una casa, mentre milioni di altri, non desiderati, vengono uccisi ogni anno. In Egitto, anche se il gatto era sacro, ne vennero sacrificati e mummificati migliaia. In un grande tempio sono state scoperte alla fine dei secolo scorso oltre trecentomila mummie di gatti con accanto una sorta di pasto per l'aldil?: topi mummificati.

Nel corso dei secoli Bastet divenne sempre pi? popolare e potente e attir? centinaia di migliaia di pellegrini da ogni parte in occasione delle celebrazioni in suo onore, durante le quali si beveva, si banchettava e ci si dava a orge sfrenate. Questa storia, insieme ai vagabondaggi notturni, alle retine riflettenti che fanno "brillare" gli occhi al buio, e all'istintivo orgoglio dei gatto (leggete pure superbia), possono essere state fra le cause che hanno portato i gatti a vedere i tempi bui dell'Europa medioevale, quando venivano collegati alla magia e alla stregoneria. A causa di questa associazione, i gatti vennero perseguitati per secoli. Anche se questo atteggiamento contro i gatti ebbe inizio gi? nel decimo secolo, l'ultimo gatto giustiziato in Inghilterra per stregoneria mor? nel 1712. Oggi sappiamo bene quanto i gatti possano essere di compagnia e di conforto per le persone anziane, ma questa preziosa intesa venne male interpretata e distrutta nel corso dei Medioevo. Una donna anziana che viveva con i suoi gatti veniva sempre sospettata di stregoneria.

Durante la caccia alle streghe erano presi di mira soprattutto i gatti neri, che tuttora sono circondati da un'aura di superstizione. Negli Stati Uniti un gatto nero che attraversa la strada si ritiene porti sfortuna, ma in Inghilterra vale l'opposto: i guai sono passati senza sfiorarli, quindi ? segno di buona fortuna.

Anche nei momenti pi? bui gli scrittori rimasero i migliori alleati dei gatti, condividendo con loro una vita solitaria e tranquilla. Fedeli fino in fondo all'amore per il loro compagno felino furono, per esempio, il Petrarca, che fece incidere sulla lapide dei suo gatto la frase "Sono stato la pi? grande passione, seconda solo a Laura", e il saggista francese dei XVI secolo Michel de Montaigne, che scrisse: "Quando gioco con la mia gatta, chi pu? dire se si diverte pi? lei a scherzare con me o io a giocare con lei?". E questo rapporto ? proseguito per intere generazioni. I gatti hanno assistito tranquilli alla transizione dalla penna d'oca al computer portatile. Keats, Tennyson, Hardy, Twain, Kipling e Colette amarono molto i gatti e scrissero di loro con amore. Nessuno che abbia assistito alle strabilianti evoluzioni di un gatto comune potr? sorprendersi sapendo che un uomo "duro" come Ernest Hemingway fosse un vero amante dei gatti.

E non ? il solo. E' il loro fisico snello ad attrarci. Pur essendo diventati domestici, i gatti sono cambiati relativamente poco: non si notano in loro marcate differenze fisiche fra le razze domestiche e le razze selvatiche, come per esempio negli "animali da soma" (provate ad applicare questa definizione al vostro gatto!).

Molto pi? di altre specie addomesticate, i nostri piccoli Muffy e Lulu riescono a sopravvivere da soli. La palla di pelo che vi fa le fusa in grembo sa perfettamente come procurarsi un pasto fuori casa, sia che si trovi in un prato o per le strade di Manhattan.

In quei profondi occhi blu, verde smeraldo o color ambra riusciamo ancora a percepire il senso dei selvatico. Con la loro sviluppata visione notturna, con il loro udito in grado di percepire i suoni acuti, e con un senso dell'olfatto trenta volte pi? sviluppato dei nostro, i gatti sono animali predatori. Di citt? o di campagna, qualsiasi gatto che possa uscire liberamente delimita il suo territorio e utilizza gli odori per marcare i confini, facendo poi conto sui suoi muscoli per consolidarli, anche se spesso le minacce sono sufficienti.

Anche i gattini pi? indifesi nascono con l'istinto della caccia: ? un impulso naturale che si affina giocando con i fratellini. Se li osservate mentre lottano e si mordono sapete che stanno esercitandosi per catturare dei deliziosi topolini vivi. Osservando i genitori imparano la pazienza, la tecnica dell'attacco improvviso e come afferrare la preda per il collo. L'istinto della caccia ? molto forte: in mancanza di topi sar? sufficiente una mano sotto una coperta, una pantofola che batte sul pavimento o una stringa trascinata in giro.

Alcuni gatti domestici sentono il richiamo della vita selvatica e, se tornano selvatici, sono perfettamente in grado di nutrirsi catturando uccellini e roditori. Spesso sono molto prolifici, ma la loro vita media ? circa la met? di quella di un viziato micione casalingo. In molte citt? vi sono gruppi di assistenza che operano per sterilizzare e stabilizzare la popolazione di gatti selvatici.

E' molto controversa la questione se lasciare o meno uscire liberamente i nostri gatti. La maggior parte delle associazioni per la protezione degli animali insiste sul fatto di tenere sempre i gatti in casa, citando le statistiche che dimostrano di quanto si riduca la sua vita media da quando varca la soglia di casa. Ma i padroni dei gatti si pongono sempre la stessa domanda: "Che cosa rende felice il mio gatto?". Sappiamo che sono sensibili al tocco e che reagiscono con tutto il corpo alle carezze. Fremono di piacere e si strusciano con la testa, la schiena e la coda sul palmo della mano. Molti gatti vanno in estasi per l'erba gatta, vi si rotolano e vi si sfregano in modo assolutamente sfrenato. Sembrano trarre piacere dalle cose pi? semplici: un angolino di stanza inondato dal sole, un sacchetto di carta, la gioia di piantare le unghie nella tappezzeria, lunghissimi sonnellini, il rispetto, o meglio la venerazione, da parte degli altri.

I gatti sono curiosi e complessi, affettuosi ma indipendenti, addomesticati ma selvatici, riservati e premurosi. I felini sono cos? tante cose insieme che l'unico sistema per catalogare le loro storie sono le immagini: non importa di che razza siano o dove ? stata scattata la foto, riconoscerete il vostro gatto, la sua essenza felina universale, in ogni figura. Con le sue immagini Gatti in primo piano ? un'autentica celebrazione della felinit?.

Un Gatto in casa e' una gioia, una carezza nei momenti di sconforto, una giornaliera scoperta di un comportamento incomprensibile ed assurdo......un Gatto e' un mistero....il tuo Gatto e' il tuo mistero personale.
Fonte: Tempio di Febo *
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6 giugno 2014 5 06 /06 /giugno /2014 21:25

Siamo abituati a vedere bambole belle e ben fatte: capelli lunghi e corti, ben pettinate e con visi molto graziosi, per non parlare di vestiti stile '800 con gonne a campana oppure alla moda. Non esistono solo belle bambole però; ne esistono di molto particolari che niente hanno a che spartire con un bel regalo o con un sorriso di una bimba che la riceve in dono. Voi che ne pensate?

 

Bambole spaventose

 

 

niente male davvero: ideale per un dono alquanto gotico, che sicuramente non mette allegria.

 

 

Gruppi divertenti : cinesate tarocchissime

spero vi siano piaciute.


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5 giugno 2014 4 05 /06 /giugno /2014 21:40

Eliminare e tenere lontani i roditori da casa tua può essere un bel grattacapo, ma qui troverai alcune istruzioni semplici e veloci per assicurarti che i topi rimangano nel loro habitat naturale!

1
Prova con l'olio essenziale di menta piperita. L'odore risulta semplicemente troppo intenso per i roditori e non proveranno nemmeno ad avvicinarsi alla sua fonte. È anche utile per coprire l'aroma di qualsiasi pezzo di cibo sfuggito alle pulizie. Puoi trovare l'olio di menta piperita in erboristeria o in farmacia. Versane una goccia o due su ogni batuffolo di cotone, poi posiziona i batuffoli nelle zone in cui è più probabile che i topi cerchino di entrare in casa, ad esempio vicino a porte, prese d'aria, eccetera. Un altro modo di tenere lontani i topi è quello di coltivare piantine di menta vicino alle entrate. Oltre ad usarla per allontanare i topi, puoi anche utilizzare la menta in cucina.
  1. 2
  2. Chiudi i possibili punti di accesso. I topi possono passare attraverso buchi anche molto piccoli (se ci passa la testa, allora ci passa anche tutto il corpo), ma il metodo migliore per non ritrovarsi con dei topi in casa è quello di chiudere qualsiasi entrata. Sebbene questo possa risultare un compito difficile nelle case più vecchie, è la soluzione più efficace. Un buon modo per ostruire i buchi è quello di usare spugnette da cucina (quelle con il lato verde, usate per pulire i piatti) tagliate secondo la forma e la dimensione del buco.
  3. 3
    Infila della lana d'acciaio nei buchi dei topi. La lana d'acciaio o le spugnette abrasive impediranno ai topi di usare il buco per rientrare nella tua casa e sono troppo dure perché i topi possano rosicchiarle.
  4. Get Rid of Mice Naturally Step 4.jpg
    4
    Posiziona delle cassettine di lettiera per gatti usata vicino alle entrate della casa. I topi sentiranno l'odore di urina di gatto e se la daranno a gambe in un lampo.
  5. 5
    Usa gli escrementi di serpente essiccati. Puoi chiedere agli zoo, ai rettilari o ai negozi di animali. Posizionali vicino alle entrate (magari quando non hai ospiti) e nei luoghi in cui i topi sembrano andare, però fuori dalla portata di bambini e animali domestici.
  6. Get Rid of Mice Naturally Step 6.jpg
    6
    Uccidere i roditori non farà scomparire i topi a lungo. Quando degli animali vengono uccisi, dall'esterno ne arrivano altri per utilizzare le risorse disponibili. Una grande diminuzione improvvisa del numero di topi può tradursi in una temporanea impennata nelle riserve di cibo che spinge i roditori sopravvissuti ad accoppiarsi. Questo crea un circolo vizioso in cui molti animali soffrono e muoiono inutilmente.
  7. 7
    Prova con le trappole non mortali. Esistono trappole che intrappolano il topo in un contenitore in cui il roditore può entrare ma da cui non può uscire. Questo può essere un metodo più umano per eliminare i topi. Quando li devi liberare, ricorda di farlo ad almeno un paio di chilometri da casa tua, magari in una zona con molta vegetazione, in modo che abbiano un altro posto in cui vivere.
  8. 8
    Usa uno scacciatopi elettronico ad ultrasuoni. Esistono dei dispositivi elettronici che emettono degli ultrasuoni che disturbano i topi ed impediscono loro di comunicare. Il suono non è un problema per cani e gatti e il dispositivo si può trovare facilmente nei negozi per la casa o nei centri commerciali. Funzionano molto bene nella maggior parte degli ambienti domestici, solitamente mettendo un dispositivo per ogni piano si ottengono buoni risultati.
  9. 9
    Tieni pulita la tua casa. Se non c'è niente da mangiare, i topi non saranno così interessati a restare. Perché invece non uscire a cena? Parlando seriamente, conserva tutti i viveri e il cibo in contenitori ermetici ed in posti protetti dagli assalti dei topi.
  10. Get Rid of Mice Naturally Step 10.jpg
    10
    Posiziona i bidoni della spazzatura il più lontano possibile dalla tua casa. I topi sentono l'odore e ne vengono attratti.
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    Usa dei prodotti a base di composti organici. Esistono aziende come Gruppo Indaco o l'americana Earth Kind (che accetta ordini anche all'estero) che offrono prodotti costituiti da miscele di sostanze organiche repellenti naturali che tengono lontani i topi in maniera assolutamente ecologica.
  12. Get Rid of Mice Naturally Step 12.jpg
    12
    Per catturare un topo, gettagli sopra un asciugamano o uno straccio. Il topo rimarrà sotto il panno per un breve intervallo di tempo. Metti un cestino o una ciotola rovesciata sopra il panno. Infila le parti del tessuto che sono rimaste fuori sotto il cestino, in modo che quest'ultimo sia a contatto con il pavimento. Infila sotto il cestino e il panno qualcosa di piatto e rigido, come un pezzo di cartone, una cartellina da ufficio o un disco di vinile. Rovescia il cestino facendo attenzione a tenerlo chiuso, poi esci di casa e porta il cestino, il panno e il topo più lontano possibile. Quando sei ad almeno 100 metri da casa, libera il topo.
  13. 13
    Un gatto domestico può essere in grado di risolvere il problema. I gatti che sono liberi di entrare ed uscire da casa, in particolare, sono abituati a procacciarsi il cibo da soli e potrebbero essere capaci di catturare il topo (o i topi). Bisogna notare, però, che non tutti i gatti hanno abbastanza energia o "granché voglia" di dare la caccia ai topi.
  14. 14
    I cani hanno un sistema immunitario differente da quello dei gatti e potrebbero contrarre le malattie portate dai topi, se vengono in contatto con le loro carogne. In casa è molto meglio usare i repellenti piuttosto che le trappole. Non preferiresti scacciare i topi all'esterno e tenerli lontani piuttosto che dover averci a che fare proprio in casa?
  15. Get Rid of Mice Naturally Step 15.jpg
    15
    Procurarsi un gufo è la soluzione definitiva. Una famiglia di gufi può mangiare anche 15 topi in una notte! Costruisci una casetta per uccelli con un'entrata sufficientemente grande e posizionala nel tuo giardino per attirare qualche gufo (puoi anche provare a mettere del cibo dentro), assicurandoti che non ci siano chiodi scoperti o altri pericoli: i gufi e i barbagianni sono animali protetti e potresti essere multato se il volatile viene ferito nella tua proprietà. È possibile anche acquistare i gufi, ma è necessaria una licenza speciale.

 

Consigli

  • Prova a mettere delle caramelle alla menta bagnate vicino ai cestini della spazzatura.
  • Chiudi tutte le entrate che un topo potrebbe usare per entrare in casa.
  • Tieni pulita la casa.
  • Puoi anche usare il fumo, come quello di incenso, per scacciare i topi in maniera naturale, però non puoi metterlo negli stessi spazi ristretti in cui potresti usare la menta.
  • Per attirare i topi puoi creare delle trappole con dei cibi dolci, usando ad esempio fichi o alcune caramelle.
  • Uccidere molti topi non risolverà granché, come spiegato sopra. Se il tuo problema è un singolo topolino di campagna e non ti trovi in un luogo con grandi quantità di cibo, evita di ucciderlo e liberalo lontano da casa.

 

Avvertenze

  • Quando metti in giro le trappole per topi, assicurati che gli animali da compagnia come i criceti, i porcellini d'India e altri piccoli animali (ad esempio gechi o rane) si trovino nelle loro gabbiette. La cosa migliore sarebbe farli tenere ad un amico finché il problema topi non è stato risolto.
  • Gli escrementi di topo possono essere pericolosi per la tua salute. Prima di ripulire, spruzzali con della candeggina o altri disinfettanti (ad esempio alcool) e cerca di evitare il contatto con la pelle ed i vestiti.
  • La stessa cosa vale per le carogne: non toccare i topi morti a mani nude.
  • I topi trasportano spesso parassiti come pulci, acari e/o zecche. Se un topo infestato viene ucciso con una trappola o col veleno, i suoi parassiti prima o poi abbandonano il suo corpo per cercare un nuovo ospite. Di questo si dovrebbe preoccupare in particolare chi ha figli piccoli o animali domestici in casa.
  • Alcuni topi sono capaci di riconoscere ed evitare le trappole per topi tradizionali e possono adottare tattiche di sopravvivenza (ad esempio i topi più anziani vengono usati come assaggiatori per verificare la tossicità o meno di un cibo) che rendono inefficaci le trappole.
  • Alcuni topi possono essere resistenti ai veleni anticoagulanti (come quelli cumarinici) o all'arsenico.
  • Il veleno per topi e ratti può essere molto tossico per gli umani e per altri animali.
  • Un animale che mangia un topo che è stato avvelenato può a sua volta venire avvelenato ed ammalarsi o morire.

 

http://it.wikihow.com/Liberarsi-dei-Topi-in-Maniera-Naturale

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3 giugno 2014 2 03 /06 /giugno /2014 21:59

 Trovarsi di fronte a creature soprannaturali, rimanere atterriti e sconcertati perchè ciò che hai davanti ai tuoi occhi non dovrebbe esistere.Queste creazioni terrificanti di Tampa Bay dell'artista tassidermia Juan Cabana sono diventati controversa sia nel mondo dell'arte, e la professione tassidermia.  Juan Cabana unisce i cadaveri degli animali morti insieme per creare alcune delle sculture tassidermia più impensabili e controversi in tempi moderni.

 

 

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31 maggio 2014 6 31 /05 /maggio /2014 21:56

 

Tempi duri per i furbetti della sosta, abituati ad usurpare gli spazi riservati ai disabili: fa il suo esordio Tommy, dispositivo realizzato dall’Automobile Club d’Italia, facilmente installabile negli spazi di parcheggio in concessione ai portatori di handicap.

Tommy è un dissuasore elettronico della sosta alimentato da un pannello fotovoltaico con telecomando che ne controlla il movimento. Distribuito da un’azienda italiana, è utilizzato per la prima volta su strade pubbliche aperte al traffico per tutelare i diritti delle persone disabili.

La sperimentazione nazionale di Tommy, iniziata a Roma con l'installazione del primo dispositivo in via Gulli all’angolo con viale Mazzini, è frutto della collaborazione tra ACI, Automobile Club di Roma, ACI Consult, la onlus Insettopia, il presidente della IX Commissione Commercio Roma Capitale Orlando Corsetti, l’assessore per le Politiche della Mobilità e Trasporti del Municipio I di Roma Anna Vincenzoni e il comandante della Polizia Roma Capitale Municipio I Prati, Massimo Ancillotti.

Il nome Tommy deriva da Tommaso, figlio autistico di Gianluca Nicoletti, fondatore di Insettopia: una onlus ma anche un’idea di città ideale, in cui un disabile può parcheggiare nel posto assegnatogli senza temere di trovarlo occupato.

   

 Nicoletti e suo figlio sono gli ispiratori di questo progetto, ingegnerizzato da ACI Consult, società del gruppo ACI specializzata in servizi per l’ambiente e la mobilità, il cui direttore Riccardo Colicchia afferma: «Più che a dissuadere dalla sosta selvaggia, Tommy serve prima di tutto a sensibilizzare gli automobilisti sull’osservanza scrupolosa delle regole del Codice della Strada e più in generale sul rispetto dei diritti comuni».

COME FUNZIONA - "Quando è alzato è un ostacolo al parcheggio dell'auto, ma si piega comunque con facilità, per poi ritornare nella sua posizione iniziale - ha proseguito Colicchia - se viene 'chiuso' senza l'utilizzo del telecomando emette un segnale sonoro molto forte, ma comunque non crea danni all'auto. Nel secondo caso, invece, si tratta di un dispositivo più complesso ed evoluto, nonché di dimensioni più grandi. La batteria dura un anno e ha il segnalatore di carica, integra anche un sensore e un collegamento Bluetooth per dialogare con lo smartphone di chi ha il parcheggio in concessione. Il primo costa circa 200 euro, mentre il secondo arriva a 300 euro".

La sperimentazione durerà tre mesi e il dispositivo sarà poi diffuso a livello nazionale, appena completate le formalità presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. E’ allo studio l’implementazione del sistema con il telecontrollo degli stalli dalla centrale della Polizia locale, proprio nella logica di prevenire i soprusi prima ancora di sanzionarli. ACI e gli Automobile Club provinciali - a cominciare da quello di Roma - saranno gli interlocutori per chi vuole Tommy, curando anche il disbrigo delle pratiche per l’installazione e la manutenzione.

«Tommy diventa realtà fruibile da tutti grazie al confronto continuo del sistema territoriale di ACI con le istituzioni nazionali e locali - ha dichiarato Giuseppina Fusco. presidente dell’Automobile Club di Roma - e l’evidente efficacia di questo dispositivo accelererà l’iter burocratico necessario per la diffusione su scala nazionale. Serve poi una semplificazione normativa, anche se lo spirito della legge verso la tutela dei disabili e dei loro diritti è la chiave che aprirà tutte le porte. Con Tommy, ACI rafforza il suo impegno a favore delle utenze più deboli della mobilità».

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30 maggio 2014 5 30 /05 /maggio /2014 21:37

 

Gabriel è un bambino brasiliano di 11 anni nato senza piedi. Questo non gli ha impedito di sviluppare una grande passione per il calcio. E soprattutto, nonostante la grave malformazione, di diventare un piccolo talento. Il suo sogno, giocare per il Barcellona, si è avverato in questi giorni. Per Gabriel infatti si sono aperte le porte di una scuola calcio della società spagnola a Rio de Janeiro, in Brasile. E' qui che le telecamere hanno ripreso i numeri impressionanti del bambino: Gabriel salta facilmente i suoi compagni con tanto di doppi passi e tunnel. La sua storia ha emozionato il Brasile, commosso da questo ragazzino sfortunato che accarezza il simbolo del Barça sulla sua maglia. Come a voler dire "è tutto vero, non sto più sognando".

''Nonostante la sua malformazione, Gabriel gioca meglio di tanti suoi coetanei e sogna di essere Messi'', afferma d'altra parte un sito argentino, mentre Mauricio Soares, uno degli uomini dello staff del Barcellona a Rio, sottolinea ''l'incredibile coordinamento motorio'' di Gabriel, come documentano appunto le immagini del video.

Il dottore Maurice Smith, un membro del club sportivo del Dipartimento di Scienze, ha dichiarato: “Ha superato tutti i test che facciamo fare ai bambini. Anche se non aveva entrambi i piedi, ha un coordinamento formidabile. Egli si distingueva tra i bambini della  sua stessa età”. Joaquim Estrada, uno degli amministratori presso l‘Accademia del Barcellona, ha dichiarato: “Non abbiamo mai avuto un caso come questo, ma non è un problema, abbiamo spazio per tutti”. Gabriel ha anche avuto modo di incontrare Deco, ex proprio del Barcellona, che a proposito della storia di Gabriel ha detto: “La sua storia è avvincente.  Superare tutto questo dimostra solo la capacità di adattarsi di Gabriel e, in definitiva, il piacere di giocare a calcio”.

La storia di questo ragazzino ha emozionato il Brasile, rimasto commosso da un bambino che accarezza il sogno di poter giocare un giorno nel mitico Barcellona.






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29 maggio 2014 4 29 /05 /maggio /2014 21:40

La bocca del megapiranha poteva lacerare i tessuti molli e sbriciolare le ossa (© Steve Huskey)

Nelle acque della preistoria non mancavano certo predatori temibili. Il Megalodonte ad esempio, uno squalo bianco di 45 tonnellate che si nutriva di balene, o il Dunkleosteus, un pesce primitivo lungo quasi 10 metri, con un terribile muso corazzato. Ma il più pericoloso, almeno per la potenza del suo morso, era un antenato dei moderni piranha: il Megapiranha paranensis. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori dell'Università di Washington, che ha calcolato la potenza del morso di questo pesce preistorico utilizzando come modello il suo parente più prossimo, il piranha nero del Rio delle Amazzoni. I risultati dello studio, pubblicati su Scientific Reports, parlano di una forza che va dai 1.240 ai i 4.750 newton, il che renderebbe quello del megapiranha, in proporzione al suo peso corporeo, il morso più potente del regno animale.Questo pesce, vissuto circa 10 milioni di anni fa, azzannava infatti le sue vittime con morsi di potenza compresa tra i 127 e 425 kg, circa 40 volte il proprio peso.


Del Megapiranha paranensis, vissuto nel tardo Miocene (circa 8-10 milioni di anni fa), si conosce un unico fossile, scoperto in Argentina nel 2009. Dai resti ritrovati, un pezzo di muso e dei denti, è stato stimato che il megapiranha misurasse circa un metro di lunghezza, 4 volte più dei più grandi piranha odierni, e che era munito di grossi denti aguzzi posti “a zig zag” sulla mandibola, in una configurazione che è una via di mezzo tra quella dei suoi discendenti carnivori e onnivori.

Skull anatomy of S. rhombeus (photo by SH) and fossil teeth of M. paranensis (inset, reprinted from Cione et al.).

Per calcolare la forza del morso del megapiranha, i ricercatori hanno utilizzato come modello il Serrasalmus rhombeus, o piranha nero, il più grande membro vivente di questa famiglia di pesci. I ricercatori hanno catturato 15 esemplari lungo il Rio delle Amazzoni a cui hanno fatto mordere delle placche di metallo studiate per misurare la forza impressa dalla loro dentatura. “I piranha sono pesci piccoli ma molto scontrosi, e mordono sempre con tutta la loro forza”, spiega Stephanie Crofts, uno degli autori dello studio. I risultati hanno mostrato una forza che variava dai 67 newton in un esemplare di 0,17 kg ai 320 newton di uno da 1,1 kg, in media, una forza che è circa 30 volte il loro peso corporeo.Le evidenze fossili hanno permesso ai ricercatori di stimare che il megapiranha, pesante circa 10 kg, riusciva a mordere con una potenza pari a 42 volte il proprio peso: un vero record, che nemmeno il T-Rex con i suoi morsi da 1460 kg (circa 30 volte il proprio peso), riesce a battere.

Con questi dati, i ricercatori hanno calcolato la potenza del megapiranha: pesando in media circa 10 kg, il suo morso imprimeva una pressione che poteva andare dai 1.240 ai 4.750 newton. Cifre che, in proporzione alla taglia, lo rendono il più potente morso del regno animale. Per fare un esempio, un megapiranha poteva mordere con una forza pari a quella sviluppata da uno squalo bianco di 400 chili. Persino un tirannosauro, con la sua gigantesca mandibola, non era in grado di sviluppare una forza paragonabile in proporzione al suo peso.

Studiando i denti fossili di megapiranha, Crofts ha cercato di ricostruire che uso facesse questo antico pesce di un morso così potente. “Abbiamo scoperto che i denti del megapiranha avevano la stessa resistenza di quelli dei piranha attuali, ma la distribuzione della sollecitazione nei denti era simile a quella che si trova in pesci che si nutrono di prede molto dure”, spiega Crofts. A differenza dei piranha attuali, che si nutrono prevalentemente delle parti molli delle loro prede, i ricercatori ritengono quindi che il megapiranha fosse probabilmente in grado di attaccare animali corazzati, come tartarughe o pesci ossei, e creature di grandi dimensioni, molto comuni tra la megafauna del miocene.

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28 maggio 2014 3 28 /05 /maggio /2014 22:02

 Previsioni del tempo lunari

 

Si può capire che tempo farà guardando la Luna? Ci stanno provando presso il Big Bear Solar Observatory (California, USA) dove viene monitorata la luce cinerea, vale a dire la debole luce che rischiara la parte di Luna non illuminata direttamente dal Sole e che proviene dal riflesso della luce solare sulla Terra. Misurando questo riverbero visibile nei primi giorni della Luna crescente e negli ultimi di quella calante, si può calcolare la capacità di riflessione del nostro pianeta; capacità che varia in base ai corpi nuvolosi che si addensano su di esso e in base ai gas che lo circondano. I dati indicano che dal 1984 al 2000 questa luce era in diminuzione, per poi cambiare trend dal 2000. I prossimi anni saranno determinanti per capire se si tratta di una variabilità naturale o dipendente dalle variazioni climatiche dell'effetto serra. Foto: © Philip Perkins
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