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3 giugno 2014 2 03 /06 /giugno /2014 21:59

 Trovarsi di fronte a creature soprannaturali, rimanere atterriti e sconcertati perchè ciò che hai davanti ai tuoi occhi non dovrebbe esistere.Queste creazioni terrificanti di Tampa Bay dell'artista tassidermia Juan Cabana sono diventati controversa sia nel mondo dell'arte, e la professione tassidermia.  Juan Cabana unisce i cadaveri degli animali morti insieme per creare alcune delle sculture tassidermia più impensabili e controversi in tempi moderni.

 

 

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31 maggio 2014 6 31 /05 /maggio /2014 21:56

 

Tempi duri per i furbetti della sosta, abituati ad usurpare gli spazi riservati ai disabili: fa il suo esordio Tommy, dispositivo realizzato dall’Automobile Club d’Italia, facilmente installabile negli spazi di parcheggio in concessione ai portatori di handicap.

Tommy è un dissuasore elettronico della sosta alimentato da un pannello fotovoltaico con telecomando che ne controlla il movimento. Distribuito da un’azienda italiana, è utilizzato per la prima volta su strade pubbliche aperte al traffico per tutelare i diritti delle persone disabili.

La sperimentazione nazionale di Tommy, iniziata a Roma con l'installazione del primo dispositivo in via Gulli all’angolo con viale Mazzini, è frutto della collaborazione tra ACI, Automobile Club di Roma, ACI Consult, la onlus Insettopia, il presidente della IX Commissione Commercio Roma Capitale Orlando Corsetti, l’assessore per le Politiche della Mobilità e Trasporti del Municipio I di Roma Anna Vincenzoni e il comandante della Polizia Roma Capitale Municipio I Prati, Massimo Ancillotti.

Il nome Tommy deriva da Tommaso, figlio autistico di Gianluca Nicoletti, fondatore di Insettopia: una onlus ma anche un’idea di città ideale, in cui un disabile può parcheggiare nel posto assegnatogli senza temere di trovarlo occupato.

   

 Nicoletti e suo figlio sono gli ispiratori di questo progetto, ingegnerizzato da ACI Consult, società del gruppo ACI specializzata in servizi per l’ambiente e la mobilità, il cui direttore Riccardo Colicchia afferma: «Più che a dissuadere dalla sosta selvaggia, Tommy serve prima di tutto a sensibilizzare gli automobilisti sull’osservanza scrupolosa delle regole del Codice della Strada e più in generale sul rispetto dei diritti comuni».

COME FUNZIONA - "Quando è alzato è un ostacolo al parcheggio dell'auto, ma si piega comunque con facilità, per poi ritornare nella sua posizione iniziale - ha proseguito Colicchia - se viene 'chiuso' senza l'utilizzo del telecomando emette un segnale sonoro molto forte, ma comunque non crea danni all'auto. Nel secondo caso, invece, si tratta di un dispositivo più complesso ed evoluto, nonché di dimensioni più grandi. La batteria dura un anno e ha il segnalatore di carica, integra anche un sensore e un collegamento Bluetooth per dialogare con lo smartphone di chi ha il parcheggio in concessione. Il primo costa circa 200 euro, mentre il secondo arriva a 300 euro".

La sperimentazione durerà tre mesi e il dispositivo sarà poi diffuso a livello nazionale, appena completate le formalità presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. E’ allo studio l’implementazione del sistema con il telecontrollo degli stalli dalla centrale della Polizia locale, proprio nella logica di prevenire i soprusi prima ancora di sanzionarli. ACI e gli Automobile Club provinciali - a cominciare da quello di Roma - saranno gli interlocutori per chi vuole Tommy, curando anche il disbrigo delle pratiche per l’installazione e la manutenzione.

«Tommy diventa realtà fruibile da tutti grazie al confronto continuo del sistema territoriale di ACI con le istituzioni nazionali e locali - ha dichiarato Giuseppina Fusco. presidente dell’Automobile Club di Roma - e l’evidente efficacia di questo dispositivo accelererà l’iter burocratico necessario per la diffusione su scala nazionale. Serve poi una semplificazione normativa, anche se lo spirito della legge verso la tutela dei disabili e dei loro diritti è la chiave che aprirà tutte le porte. Con Tommy, ACI rafforza il suo impegno a favore delle utenze più deboli della mobilità».

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30 maggio 2014 5 30 /05 /maggio /2014 21:37

 

Gabriel è un bambino brasiliano di 11 anni nato senza piedi. Questo non gli ha impedito di sviluppare una grande passione per il calcio. E soprattutto, nonostante la grave malformazione, di diventare un piccolo talento. Il suo sogno, giocare per il Barcellona, si è avverato in questi giorni. Per Gabriel infatti si sono aperte le porte di una scuola calcio della società spagnola a Rio de Janeiro, in Brasile. E' qui che le telecamere hanno ripreso i numeri impressionanti del bambino: Gabriel salta facilmente i suoi compagni con tanto di doppi passi e tunnel. La sua storia ha emozionato il Brasile, commosso da questo ragazzino sfortunato che accarezza il simbolo del Barça sulla sua maglia. Come a voler dire "è tutto vero, non sto più sognando".

''Nonostante la sua malformazione, Gabriel gioca meglio di tanti suoi coetanei e sogna di essere Messi'', afferma d'altra parte un sito argentino, mentre Mauricio Soares, uno degli uomini dello staff del Barcellona a Rio, sottolinea ''l'incredibile coordinamento motorio'' di Gabriel, come documentano appunto le immagini del video.

Il dottore Maurice Smith, un membro del club sportivo del Dipartimento di Scienze, ha dichiarato: “Ha superato tutti i test che facciamo fare ai bambini. Anche se non aveva entrambi i piedi, ha un coordinamento formidabile. Egli si distingueva tra i bambini della  sua stessa età”. Joaquim Estrada, uno degli amministratori presso l‘Accademia del Barcellona, ha dichiarato: “Non abbiamo mai avuto un caso come questo, ma non è un problema, abbiamo spazio per tutti”. Gabriel ha anche avuto modo di incontrare Deco, ex proprio del Barcellona, che a proposito della storia di Gabriel ha detto: “La sua storia è avvincente.  Superare tutto questo dimostra solo la capacità di adattarsi di Gabriel e, in definitiva, il piacere di giocare a calcio”.

La storia di questo ragazzino ha emozionato il Brasile, rimasto commosso da un bambino che accarezza il sogno di poter giocare un giorno nel mitico Barcellona.






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29 maggio 2014 4 29 /05 /maggio /2014 21:40

La bocca del megapiranha poteva lacerare i tessuti molli e sbriciolare le ossa (© Steve Huskey)

Nelle acque della preistoria non mancavano certo predatori temibili. Il Megalodonte ad esempio, uno squalo bianco di 45 tonnellate che si nutriva di balene, o il Dunkleosteus, un pesce primitivo lungo quasi 10 metri, con un terribile muso corazzato. Ma il più pericoloso, almeno per la potenza del suo morso, era un antenato dei moderni piranha: il Megapiranha paranensis. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori dell'Università di Washington, che ha calcolato la potenza del morso di questo pesce preistorico utilizzando come modello il suo parente più prossimo, il piranha nero del Rio delle Amazzoni. I risultati dello studio, pubblicati su Scientific Reports, parlano di una forza che va dai 1.240 ai i 4.750 newton, il che renderebbe quello del megapiranha, in proporzione al suo peso corporeo, il morso più potente del regno animale.Questo pesce, vissuto circa 10 milioni di anni fa, azzannava infatti le sue vittime con morsi di potenza compresa tra i 127 e 425 kg, circa 40 volte il proprio peso.


Del Megapiranha paranensis, vissuto nel tardo Miocene (circa 8-10 milioni di anni fa), si conosce un unico fossile, scoperto in Argentina nel 2009. Dai resti ritrovati, un pezzo di muso e dei denti, è stato stimato che il megapiranha misurasse circa un metro di lunghezza, 4 volte più dei più grandi piranha odierni, e che era munito di grossi denti aguzzi posti “a zig zag” sulla mandibola, in una configurazione che è una via di mezzo tra quella dei suoi discendenti carnivori e onnivori.

Skull anatomy of S. rhombeus (photo by SH) and fossil teeth of M. paranensis (inset, reprinted from Cione et al.).

Per calcolare la forza del morso del megapiranha, i ricercatori hanno utilizzato come modello il Serrasalmus rhombeus, o piranha nero, il più grande membro vivente di questa famiglia di pesci. I ricercatori hanno catturato 15 esemplari lungo il Rio delle Amazzoni a cui hanno fatto mordere delle placche di metallo studiate per misurare la forza impressa dalla loro dentatura. “I piranha sono pesci piccoli ma molto scontrosi, e mordono sempre con tutta la loro forza”, spiega Stephanie Crofts, uno degli autori dello studio. I risultati hanno mostrato una forza che variava dai 67 newton in un esemplare di 0,17 kg ai 320 newton di uno da 1,1 kg, in media, una forza che è circa 30 volte il loro peso corporeo.Le evidenze fossili hanno permesso ai ricercatori di stimare che il megapiranha, pesante circa 10 kg, riusciva a mordere con una potenza pari a 42 volte il proprio peso: un vero record, che nemmeno il T-Rex con i suoi morsi da 1460 kg (circa 30 volte il proprio peso), riesce a battere.

Con questi dati, i ricercatori hanno calcolato la potenza del megapiranha: pesando in media circa 10 kg, il suo morso imprimeva una pressione che poteva andare dai 1.240 ai 4.750 newton. Cifre che, in proporzione alla taglia, lo rendono il più potente morso del regno animale. Per fare un esempio, un megapiranha poteva mordere con una forza pari a quella sviluppata da uno squalo bianco di 400 chili. Persino un tirannosauro, con la sua gigantesca mandibola, non era in grado di sviluppare una forza paragonabile in proporzione al suo peso.

Studiando i denti fossili di megapiranha, Crofts ha cercato di ricostruire che uso facesse questo antico pesce di un morso così potente. “Abbiamo scoperto che i denti del megapiranha avevano la stessa resistenza di quelli dei piranha attuali, ma la distribuzione della sollecitazione nei denti era simile a quella che si trova in pesci che si nutrono di prede molto dure”, spiega Crofts. A differenza dei piranha attuali, che si nutrono prevalentemente delle parti molli delle loro prede, i ricercatori ritengono quindi che il megapiranha fosse probabilmente in grado di attaccare animali corazzati, come tartarughe o pesci ossei, e creature di grandi dimensioni, molto comuni tra la megafauna del miocene.

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28 maggio 2014 3 28 /05 /maggio /2014 22:02

 Previsioni del tempo lunari

 

Si può capire che tempo farà guardando la Luna? Ci stanno provando presso il Big Bear Solar Observatory (California, USA) dove viene monitorata la luce cinerea, vale a dire la debole luce che rischiara la parte di Luna non illuminata direttamente dal Sole e che proviene dal riflesso della luce solare sulla Terra. Misurando questo riverbero visibile nei primi giorni della Luna crescente e negli ultimi di quella calante, si può calcolare la capacità di riflessione del nostro pianeta; capacità che varia in base ai corpi nuvolosi che si addensano su di esso e in base ai gas che lo circondano. I dati indicano che dal 1984 al 2000 questa luce era in diminuzione, per poi cambiare trend dal 2000. I prossimi anni saranno determinanti per capire se si tratta di una variabilità naturale o dipendente dalle variazioni climatiche dell'effetto serra. Foto: © Philip Perkins
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25 maggio 2014 7 25 /05 /maggio /2014 21:16

Gli abissi marini sono in buona parte sconosciuti all’uomo, e con essi lo sono le creature che li popolano, che in cui certamente non ci capita di imbatterci quando frequentiamo le spiagge. Eppure i bagnanti di una spiaggia del North Carolina, negli Stati Uniti, se ne sono trovato uno, proprio nelle acque in cui erano immersi fino alle caviglie.

 

L'Alepisaurus ferox

 

 

Si tratta di un pesce davvero raro e dal look decisamente “preistorico”: l’Alepisaurus ferox, detto anche “pesce lancetta”; non commestibile, vive di solito a 1000 metri di profondità. Si nutre principalmente di calamari, salpe, altri pesci e... esemplari della sua specie. Già, perché l’Alepisaurus ha la particolarità di essere “cannibale”!

 

Alepisaurus ferox

 

 

Questo incredibile animale vive negli abissi ed è stato avvistato nella maggior parte dei mari del mondo, fuorché nei mari polari. Tuttavia, di tanto in tanto, appare anche in superficie. Il suo aspetto è caratterizzato da pinne dorsali molto lunghe. Possiede inoltre una bocca ampia, due o tre zanne per ogni mascella e può raggiungere i due metri di lunghezza.

 

L'Alepisaurus ferox

 

 

Quando è stato ritrovato il pesce era ancora vivo. E' stato fotograto e poi rigettato in acqua, permettendogli di allontanarsi.

 

https://it.notizie.yahoo.com/pesce-cannibale-north-carolina-alepisaurus-ferox-205722590.html

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24 maggio 2014 6 24 /05 /maggio /2014 21:44


La leggenda dell’albero di Girla (VA)
Questa è la leggenda di un antico incantesimo, che narra di un guerriero, un bosco e una strega... 
In un tempo lontanissimo viveva un feroce condottiero che guidava un esercito di sanguinari predoni. I guerrieri erano invincibili e aspettavano sempre fiduciosi gli ordini del loro comandante; qualunque cosa accadesse i fedeli soldati non avrebbero mai fatto un passo senza i suoi ordini.
Un giorno il condottiero si rese conto che l’unica cosa che aveva fatto nella sua vita era portare morte e distruzione. Consapevole dei suoi errori fu colto da un senso di colpa che lo portò al suicidio. Mentre stava morendo gli apparve una strega, aveva capito che il suo pentimento era reale. Lei si avvicinò all’uomo e gli chiese se avesse un ultimo desiderio, lui rispose che almeno per una volta avrebbe voluto essere un portatore di vita e non di morte. La strega decise di esaudire il suo desiderio e trasformò l’uomo e tutti i suoi soldati in alberi.
Da quel giorno, su quei campi che avevano visto solo morte e distruzione, nacque un bosco di faggi. In questo luogo ogni anno un albero germoglia per primo e tutti gli altri come i fedeli soldati di un tempo aspettano la sua fioritura per sbocciare.
L'albero esiste veramente e si trova a Ghirla in Valganna (Varese)



 
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22 maggio 2014 4 22 /05 /maggio /2014 21:56

Guardate la Terra da vicino: un pianeta da 36mila selfie

Il pianeta dei selfie. Così la NASA ha immaginato la Terra vista dallo spazio: un globo ottenuto dall'unione di 36,422 autoscatti, inviati da individui di più di 100 paesi nel mondo durante lo scorso Earth's Day (22 aprile 2014). Dall'Antartide al Guatemala, dal Pakistan al Perù: volti da tutto il mondo contribuiscono alle sfumature del mare, del cielo e dei continenti. Il risultato è una straordinaria foto navigabile da 3,2 gigapixel. Basta fare un po' di "zoom" in questa immagine per guardare negli occhi ogni singolo individuo che compone l'immagine
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17 maggio 2014 6 17 /05 /maggio /2014 21:15

FLOWER MOON : C'è una luna piena stasera e leggendo alcune news americane, secondo una tradizione, essendo la prima Luna piena di Maggio, ha anche un nome speciale ovvero Flower Moon.

Nell'emisfero settentrionale, infatti i fiori primaverili sono abbondanti nel mese di maggio e la Luna piena, quando non è oscurata da nuvole "ostili", li dovrebbe illuminare con la potente luce riflessa dal disco lunare appena rischiara "a giorno" l'ambiente arrivata alta in cielo.

Se qualcuno riesce a immortalare l'evento "floreale" potrebbe essere un'immagine originale e interessante, nel frattempo potete gustare l'osservatorio illuminato veramente "a giorno" dal nostro satellite :

 

 Considerando che il bianco e nero è il sensore a infrarossi e che nell'immagine piccola abbiamo entrambi i sensori e considerato che nelle altre sere in assenza di Luna il sensore "diurno" è pressocchè cieco... il salto di luce è notevole! Per non parlare del panorama più lontano delle colline.

 

http://antaresnotizie.blogspot.it/

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15 maggio 2014 4 15 /05 /maggio /2014 22:08

L'impero degli Incas

In Perù, dall'altra parte dell'oceano rispetto all'Egitto, gli Incas avevano fatto qualcosa di molto simile alle piramidi. L'antichissima fortezza di Sacsahuaman era costruita con blocchi di pietra ancora più mastodontici di quelli delle piramidi e dei templi della piana di Giza, in Egitto. Sebbene la maggior parte fossero all'incirca di 100-150 tonnellate, c'erano alcuni massi di oltre 360 tonnellate ! Per di più erano stati tagliati e levigati con apparente facilità e disposti in complicati puzzle tridimensionali. Erano stati gli Incas ? Secondo le leggende Inca, erano stati degli stranieri bianchi con la barba che erano venuti in tempi antichissimi... inoltre un re Inca, molto tempo più tardi aveva provato a emulare le opere degli stranieri provando a spostare un masso relativamente più piccolo di quelli usati per costruire la fortezza. Più di 20.000 indios provarono a trascinare il masso da una parte all'altra della montagna...ad un certo punto il masso scappò di mano e schiacciò più di 3000 uomini... questo lasciava intendere che questa gente non aveva la minima esperienza delle tecniche necessarie e che il loro unico tentativo si era concluso in un disastro.
Nell'impero Inca vi erano 24.000 chilometri di strade perfettamente spianate; secondo gli storici furono gli Inca a costruirle. Le leggende Inca invece raccontano che essi li avevano trovati già così e che furono invece degli stranieri con la barba a costruirle in tempi antichissimi. Si tramandava da innumerevoli generazioni che gli stranieri dalla pelle chiara, barbuti e di alta statura (Viracocha, nella lingua Inca) erano apparsi improvvisamente da Sud in tempi molto remoti. Essi conoscevano tutte le lingue, erano maestri di tutte le scienze ed erano molto potenti. Dovunque passassero guarivano i malati e ridavano la vista ai ciechi, insegnavano amore e gentilezza, costruivano palazzi maestosi e canali d'irrigazione con estrema semplicità. All'improvviso, dopo aver creato opere mirabili, aver portato ordine e benessere, aver insegnato sofisticate tecniche di produzione, sparirono verso Nord, così come erano venuti. In una zona sperduta delle Ande, in cima a ripide montagne, sorgeva Machu Picchu, un'altra località costruita con le stesse avanzatissime tecniche usate per Sacsahuaman e le grandi piramidi in Egitto. In un luogo ancora più inaccessibile si trova Tiahuanaco, una città antichissima con un grande porto a cento metri di altezza dal lago Titicaca. Le acque del lago Titicaca si abbassarono di cento metri nel 10.000 a.C.. Questo prova che la città fu costruita prima di quell'epoca. Nella città vi è un'imponente piramide costruita con massi giganteschi (alcuni di 440 tonnellate, grandi due-tre volte il vostro salotto !) e con numerosi disegni di animali. E' stato provato che gli animali lì raffigurati sono estinti almeno da 12.000 anni. Oggi non esiste nessuna gru in grado di sollevare quei massi da terra, figuriamoci in cima a una montagna ! Se interrogati, gli Indios del luogo, raccontano che quei monumenti furono eretti dagli dèi Viracocha, in tempi immemorabili e che le pietre si sollevarono per aria al suono delle loro voci.

L'altipiano Nazca

L'altipiano Nazca, nel Perù meridionale, è un luogo desolato, riarso e più inospitale della superficie lunare. Nessun popolo ha mai abitato qui e nessuno lo farà in futuro... tuttavia se foste un'artista con progetti grandiosi farebbe al caso vostro poichè offre una superficie liscia di 300 Km quadrati in cui incidere i vostri disegni, un pò come si fà sulla sabbia. Inoltre avreste la certezza che le vostre opere dureranno per sempre poichè qui nè il vento, nè la sabbia, nè insediamenti umani potranno mai cancellare alcuna traccia. Dall'aereo (e solo dall'aereo) è possibile ammirare giganteschi e precisi disegni di animali e figure geometriche. Alcuni di essi misurano diversi chilometri e hanno una simmetria particolarmente accurata. Al livello del terreno questi solchi nell'argilla sono poco più che piccole scalfitture e senza un aereo è impossibile rendersi conto di quali forme rappresentino, anche perchè non vi sono montagne vicine da cui possono essere ammirati. Chiunque li abbia realizzati poteva vederli dall'alto come un condor. Piste di atterraggio ? E' da escludere poichè l'argilla è troppo molle... inoltre gli animali raffigurati non sono animali comuni. Il ragno qui disegnato è sicuramente un ricinulei un rarissimo ragno che vive solo in zone inaccessibili della foresta amazzonica. E come sono riusciti a riprodurre i minuti dettagli dell'anatomia del ricinulei, visibili solo al microscopio ? La balena, il colibrì, la scimmia e tanti altri sono fuori posto qui come il ragno. L'unico animale "di casa" sembra essere il condor. Secondo gli Indios, furono i Viracocha a disegnarli in tempi remotissimi. Secondo gli storici invece i Viracocha sono un mito e furono gli indigeni indios di 2000 anni fa.

I Maya

In Messico, vi sono i resti di numerose città e piramidi Maya. La piramide a gradini, nota come il Tempio di Cuculcàn aveva 365 gradini, quanti sono i giorni dell'anno ed era stata progettata in modo che nel giorno degli equinozi di primavera e d'autunno (e solo in quei giorni) dei raggi di luce formavano l'illusione che un serpente gigantesco ondeggiasse sulla scalinata Nord per 3 ore e 22 minuti esatti. Nei pressi di Cholula, invece, sorge imponente come nessun altro edificio, tlahchiualtepetl, la montagna fatta dall'uomo. Questa gigantesca piramide a gradini misura 500 metri per lato e 64 metri d'altezza, tre volte più grande della piramide di Cheope. Secondo le leggende dei maya, questo edificio era stato eretto da uno straniero dalla pelle chiara, molto alto, con la barba, che era venuto dal mare con alcuni compagni, in una zattera che si muoveva da sola. Le caratteristiche erano analoghe ai Viracocha peruviani dato che erano considerati potenti divinità, maestri delle scienze e della magia, in grado di guarire con l'imposizione delle mani e di resuscitare i morti. Durante la loro presenza avevano trasmesso avanzate conoscenze agli indigeni, come il calendario, la matematica, l'astronomia, l'agricoltura, ecc. Le capacità di calcolo dei maya erano impressionanti... secondo il calendario maya la durata dell'anno era di 365,2420 giorni, mentre il valore esatto è di 365,2422 giorni (un errore di soli 0,0002 giorni !). Sapevano prevedere le eclissi e conoscevano lo zero. Non solo... avevano misurato perfino il periodo di rivoluzione del pianeta Venere (senza errori). Non è strano che con tutta quella genialità non conoscessero la ruota ? O che non usarono mai tutta quell'abilità matematica nemmeno per pesare un sacco di patate ? Così come erano venuti, gli stranieri (Cuculcan, nella lingua maya) se ne andarono via mare. Recentemente una piramide maya semisommersa dalla lava eruttata da un vulcano vicino è stata oggetto di indagine; si è scoperto che l'ultima eruzione di quel vulcano risale a 8500 anni fa.
La città maya di Teotihualcàn era una riproduzione esatta del sistema solare. Vi era una grande piramide che rappresentava il Sole (detta appunto Piramide del Sole) e un viale  (il Viale dei Morti) in cui vi erano alcuni contrassegni. Le distanze reciproche tra i contrassegni corrispondevano alle distanze dei pianeti del sistema solare. C'erano tutti. Da Mercurio a Plutone, compresa la fascia degli asteroidi. Ma Plutone non è certo visibile ad occhio nudo... occorre un telescopio. Avevano anche un telescopio i maya ? Ovviamente gli storici dicono che è semplicemente un caso e che i contrassegni sono casuali. Inoltre, per finire, la piramide del Sole, aveva una particolarità. Il rapporto tra il lato di base e l'altezza era pari al numero irrazionale pi-greco proprio come per la Grande Piramide di Giza, in Egitto. Non conoscevano la ruota, ma conoscevano il pi-greco che serve per calcolare la circonferenza. Spero che nessun archeoscienziato pensi che sia un puro caso. Gli indizi a sostegno della tesi che tutti questi edifici siano stati costruiti dagli stessi autori, in un'epoca antichissima, intorno al 10.500 a.C. sembrano farsi sempre più numerosi. Decine di piramidi con le stesse analogie si trovano in Cina e le leggende sono in tutto simili. Il mito dell'arca di Noè, ad esempio, è presente in più di 500 leggende di popoli antichi da tutte le parti del mondo. Si usano nomi diversi, ma in tutti i casi, un uomo fu avvisato dalla divinità di costruire un'enorme barca per scampare un imminente diluvio e salvare il salvabile. Nel 10.500 a.C. un immenso diluvio ci fu veramente. Ma da dove venivano questi "stranieri" civilizzatori e come scomparirono ?

La terra degli dèi

Perchè una civiltà arrivi ad un progresso tecnologico di altissimo livello occorrono numerosi elementi. Deve sorgere in una zona molto grande, almeno il doppio del Madagascar, con un clima mite e stabile, con montagne e fiumi. Occorre che questo clima resti imperturbato per diversi millenni. Dove cercare questa "Atlantide" ? Gli oceanografi avevano scandagliato tutti gli oceani del mondo e non vi era traccia di terre sommerse al centro dell'Atlantico o nel Mediterraneo, nè da nessun altra parte. Dopo che la teoria dello scorrimento fu confermata risultò evidente che l'Antartide, che un tempo era verde, con un clima favorevolissimo e stabile, e grande a sufficienza, poteva fare proprio al caso nostro. Lo scorrimento a scatti della crosta provocando catastrofi inimmaginabili intorno al 10.500 a.C. e il fatto che l'Antartide è sepolta sotto un chilometro e mezzo di ghiaccio spiegano benissimo come quella civiltà sia potuta sparire senza lasciare quasi traccia. Tutti gli indizi inducono a ritenere che la fantomatica civiltà altamente civilizzata sia davvero sepolta sotto i ghiacci dell'Antartico. All'avvenire delle catastrofi solo pochissimi superstiti riuscirono a salvarsi e a trasmettere una parte della loro conoscenza alle popolazioni primitive dei maya, degli inca, dell'Egitto, ecc. E non solo. Trasmisero anche un messaggio importante. E cioè che lo scorrimento della crosta che si verificò 12.000 anni fa, potrebbe accadere di nuovo. Gli scienziati hanno provato che i poli magnetici della Terra si sono invertiti 170 volte in 80 milioni di anni. L'ultima inversione si verificò proprio nel 10.450 a.C.. E sono abbastanza sicuri del fatto che ogni inversione provochi intensi sconvolgimenti in tutta la Terra. Si prevede che la prossima inversione potrebbe avvenire negli anni appena seguenti il 2000. I maya calcolarono esattamente il momento della fine nella data del 23 dicembre 2012. Negli anni '30 fu profetizzato che tra le zampe della Sfinge, negli ultimi anni del XX secolo, sarebbero stati trovati importantissimi documenti. Nel 1993 si è scoperto che proprio in quel punto vi è una grande stanza sotterranea a 5 metri di profondità. Inoltre vi è ancora una camera segreta al di sopra della camera della Regina che non è ancora stata aperta. La teoria che i resti dell'antica civiltà sia sepolta sotto i ghiacci dell'Antartide sembra riscuotere sempre più successo tra gli scienziati.

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