Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
30 maggio 2014 5 30 /05 /maggio /2014 21:37

 

Gabriel è un bambino brasiliano di 11 anni nato senza piedi. Questo non gli ha impedito di sviluppare una grande passione per il calcio. E soprattutto, nonostante la grave malformazione, di diventare un piccolo talento. Il suo sogno, giocare per il Barcellona, si è avverato in questi giorni. Per Gabriel infatti si sono aperte le porte di una scuola calcio della società spagnola a Rio de Janeiro, in Brasile. E' qui che le telecamere hanno ripreso i numeri impressionanti del bambino: Gabriel salta facilmente i suoi compagni con tanto di doppi passi e tunnel. La sua storia ha emozionato il Brasile, commosso da questo ragazzino sfortunato che accarezza il simbolo del Barça sulla sua maglia. Come a voler dire "è tutto vero, non sto più sognando".

''Nonostante la sua malformazione, Gabriel gioca meglio di tanti suoi coetanei e sogna di essere Messi'', afferma d'altra parte un sito argentino, mentre Mauricio Soares, uno degli uomini dello staff del Barcellona a Rio, sottolinea ''l'incredibile coordinamento motorio'' di Gabriel, come documentano appunto le immagini del video.

Il dottore Maurice Smith, un membro del club sportivo del Dipartimento di Scienze, ha dichiarato: “Ha superato tutti i test che facciamo fare ai bambini. Anche se non aveva entrambi i piedi, ha un coordinamento formidabile. Egli si distingueva tra i bambini della  sua stessa età”. Joaquim Estrada, uno degli amministratori presso l‘Accademia del Barcellona, ha dichiarato: “Non abbiamo mai avuto un caso come questo, ma non è un problema, abbiamo spazio per tutti”. Gabriel ha anche avuto modo di incontrare Deco, ex proprio del Barcellona, che a proposito della storia di Gabriel ha detto: “La sua storia è avvincente.  Superare tutto questo dimostra solo la capacità di adattarsi di Gabriel e, in definitiva, il piacere di giocare a calcio”.

La storia di questo ragazzino ha emozionato il Brasile, rimasto commosso da un bambino che accarezza il sogno di poter giocare un giorno nel mitico Barcellona.






Repost 0
Published by il conte rovescio - in Curiosita'
scrivi un commento
29 maggio 2014 4 29 /05 /maggio /2014 21:40

La bocca del megapiranha poteva lacerare i tessuti molli e sbriciolare le ossa (© Steve Huskey)

Nelle acque della preistoria non mancavano certo predatori temibili. Il Megalodonte ad esempio, uno squalo bianco di 45 tonnellate che si nutriva di balene, o il Dunkleosteus, un pesce primitivo lungo quasi 10 metri, con un terribile muso corazzato. Ma il più pericoloso, almeno per la potenza del suo morso, era un antenato dei moderni piranha: il Megapiranha paranensis. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori dell'Università di Washington, che ha calcolato la potenza del morso di questo pesce preistorico utilizzando come modello il suo parente più prossimo, il piranha nero del Rio delle Amazzoni. I risultati dello studio, pubblicati su Scientific Reports, parlano di una forza che va dai 1.240 ai i 4.750 newton, il che renderebbe quello del megapiranha, in proporzione al suo peso corporeo, il morso più potente del regno animale.Questo pesce, vissuto circa 10 milioni di anni fa, azzannava infatti le sue vittime con morsi di potenza compresa tra i 127 e 425 kg, circa 40 volte il proprio peso.


Del Megapiranha paranensis, vissuto nel tardo Miocene (circa 8-10 milioni di anni fa), si conosce un unico fossile, scoperto in Argentina nel 2009. Dai resti ritrovati, un pezzo di muso e dei denti, è stato stimato che il megapiranha misurasse circa un metro di lunghezza, 4 volte più dei più grandi piranha odierni, e che era munito di grossi denti aguzzi posti “a zig zag” sulla mandibola, in una configurazione che è una via di mezzo tra quella dei suoi discendenti carnivori e onnivori.

Skull anatomy of S. rhombeus (photo by SH) and fossil teeth of M. paranensis (inset, reprinted from Cione et al.).

Per calcolare la forza del morso del megapiranha, i ricercatori hanno utilizzato come modello il Serrasalmus rhombeus, o piranha nero, il più grande membro vivente di questa famiglia di pesci. I ricercatori hanno catturato 15 esemplari lungo il Rio delle Amazzoni a cui hanno fatto mordere delle placche di metallo studiate per misurare la forza impressa dalla loro dentatura. “I piranha sono pesci piccoli ma molto scontrosi, e mordono sempre con tutta la loro forza”, spiega Stephanie Crofts, uno degli autori dello studio. I risultati hanno mostrato una forza che variava dai 67 newton in un esemplare di 0,17 kg ai 320 newton di uno da 1,1 kg, in media, una forza che è circa 30 volte il loro peso corporeo.Le evidenze fossili hanno permesso ai ricercatori di stimare che il megapiranha, pesante circa 10 kg, riusciva a mordere con una potenza pari a 42 volte il proprio peso: un vero record, che nemmeno il T-Rex con i suoi morsi da 1460 kg (circa 30 volte il proprio peso), riesce a battere.

Con questi dati, i ricercatori hanno calcolato la potenza del megapiranha: pesando in media circa 10 kg, il suo morso imprimeva una pressione che poteva andare dai 1.240 ai 4.750 newton. Cifre che, in proporzione alla taglia, lo rendono il più potente morso del regno animale. Per fare un esempio, un megapiranha poteva mordere con una forza pari a quella sviluppata da uno squalo bianco di 400 chili. Persino un tirannosauro, con la sua gigantesca mandibola, non era in grado di sviluppare una forza paragonabile in proporzione al suo peso.

Studiando i denti fossili di megapiranha, Crofts ha cercato di ricostruire che uso facesse questo antico pesce di un morso così potente. “Abbiamo scoperto che i denti del megapiranha avevano la stessa resistenza di quelli dei piranha attuali, ma la distribuzione della sollecitazione nei denti era simile a quella che si trova in pesci che si nutrono di prede molto dure”, spiega Crofts. A differenza dei piranha attuali, che si nutrono prevalentemente delle parti molli delle loro prede, i ricercatori ritengono quindi che il megapiranha fosse probabilmente in grado di attaccare animali corazzati, come tartarughe o pesci ossei, e creature di grandi dimensioni, molto comuni tra la megafauna del miocene.

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Curiosita'
scrivi un commento
28 maggio 2014 3 28 /05 /maggio /2014 22:02

 Previsioni del tempo lunari

 

Si può capire che tempo farà guardando la Luna? Ci stanno provando presso il Big Bear Solar Observatory (California, USA) dove viene monitorata la luce cinerea, vale a dire la debole luce che rischiara la parte di Luna non illuminata direttamente dal Sole e che proviene dal riflesso della luce solare sulla Terra. Misurando questo riverbero visibile nei primi giorni della Luna crescente e negli ultimi di quella calante, si può calcolare la capacità di riflessione del nostro pianeta; capacità che varia in base ai corpi nuvolosi che si addensano su di esso e in base ai gas che lo circondano. I dati indicano che dal 1984 al 2000 questa luce era in diminuzione, per poi cambiare trend dal 2000. I prossimi anni saranno determinanti per capire se si tratta di una variabilità naturale o dipendente dalle variazioni climatiche dell'effetto serra. Foto: © Philip Perkins
Repost 0
Published by il conte rovescio - in Curiosita'
scrivi un commento
25 maggio 2014 7 25 /05 /maggio /2014 21:16

Gli abissi marini sono in buona parte sconosciuti all’uomo, e con essi lo sono le creature che li popolano, che in cui certamente non ci capita di imbatterci quando frequentiamo le spiagge. Eppure i bagnanti di una spiaggia del North Carolina, negli Stati Uniti, se ne sono trovato uno, proprio nelle acque in cui erano immersi fino alle caviglie.

 

L'Alepisaurus ferox

 

 

Si tratta di un pesce davvero raro e dal look decisamente “preistorico”: l’Alepisaurus ferox, detto anche “pesce lancetta”; non commestibile, vive di solito a 1000 metri di profondità. Si nutre principalmente di calamari, salpe, altri pesci e... esemplari della sua specie. Già, perché l’Alepisaurus ha la particolarità di essere “cannibale”!

 

Alepisaurus ferox

 

 

Questo incredibile animale vive negli abissi ed è stato avvistato nella maggior parte dei mari del mondo, fuorché nei mari polari. Tuttavia, di tanto in tanto, appare anche in superficie. Il suo aspetto è caratterizzato da pinne dorsali molto lunghe. Possiede inoltre una bocca ampia, due o tre zanne per ogni mascella e può raggiungere i due metri di lunghezza.

 

L'Alepisaurus ferox

 

 

Quando è stato ritrovato il pesce era ancora vivo. E' stato fotograto e poi rigettato in acqua, permettendogli di allontanarsi.

 

https://it.notizie.yahoo.com/pesce-cannibale-north-carolina-alepisaurus-ferox-205722590.html

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Curiosita'
scrivi un commento
24 maggio 2014 6 24 /05 /maggio /2014 21:44


La leggenda dell’albero di Girla (VA)
Questa è la leggenda di un antico incantesimo, che narra di un guerriero, un bosco e una strega... 
In un tempo lontanissimo viveva un feroce condottiero che guidava un esercito di sanguinari predoni. I guerrieri erano invincibili e aspettavano sempre fiduciosi gli ordini del loro comandante; qualunque cosa accadesse i fedeli soldati non avrebbero mai fatto un passo senza i suoi ordini.
Un giorno il condottiero si rese conto che l’unica cosa che aveva fatto nella sua vita era portare morte e distruzione. Consapevole dei suoi errori fu colto da un senso di colpa che lo portò al suicidio. Mentre stava morendo gli apparve una strega, aveva capito che il suo pentimento era reale. Lei si avvicinò all’uomo e gli chiese se avesse un ultimo desiderio, lui rispose che almeno per una volta avrebbe voluto essere un portatore di vita e non di morte. La strega decise di esaudire il suo desiderio e trasformò l’uomo e tutti i suoi soldati in alberi.
Da quel giorno, su quei campi che avevano visto solo morte e distruzione, nacque un bosco di faggi. In questo luogo ogni anno un albero germoglia per primo e tutti gli altri come i fedeli soldati di un tempo aspettano la sua fioritura per sbocciare.
L'albero esiste veramente e si trova a Ghirla in Valganna (Varese)



 
Repost 0
Published by il conte rovescio - in Curiosita'
scrivi un commento
22 maggio 2014 4 22 /05 /maggio /2014 21:56

Guardate la Terra da vicino: un pianeta da 36mila selfie

Il pianeta dei selfie. Così la NASA ha immaginato la Terra vista dallo spazio: un globo ottenuto dall'unione di 36,422 autoscatti, inviati da individui di più di 100 paesi nel mondo durante lo scorso Earth's Day (22 aprile 2014). Dall'Antartide al Guatemala, dal Pakistan al Perù: volti da tutto il mondo contribuiscono alle sfumature del mare, del cielo e dei continenti. Il risultato è una straordinaria foto navigabile da 3,2 gigapixel. Basta fare un po' di "zoom" in questa immagine per guardare negli occhi ogni singolo individuo che compone l'immagine
Repost 0
Published by il conte rovescio - in Curiosita'
scrivi un commento
17 maggio 2014 6 17 /05 /maggio /2014 21:15

FLOWER MOON : C'è una luna piena stasera e leggendo alcune news americane, secondo una tradizione, essendo la prima Luna piena di Maggio, ha anche un nome speciale ovvero Flower Moon.

Nell'emisfero settentrionale, infatti i fiori primaverili sono abbondanti nel mese di maggio e la Luna piena, quando non è oscurata da nuvole "ostili", li dovrebbe illuminare con la potente luce riflessa dal disco lunare appena rischiara "a giorno" l'ambiente arrivata alta in cielo.

Se qualcuno riesce a immortalare l'evento "floreale" potrebbe essere un'immagine originale e interessante, nel frattempo potete gustare l'osservatorio illuminato veramente "a giorno" dal nostro satellite :

 

 Considerando che il bianco e nero è il sensore a infrarossi e che nell'immagine piccola abbiamo entrambi i sensori e considerato che nelle altre sere in assenza di Luna il sensore "diurno" è pressocchè cieco... il salto di luce è notevole! Per non parlare del panorama più lontano delle colline.

 

http://antaresnotizie.blogspot.it/

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Curiosita'
scrivi un commento
15 maggio 2014 4 15 /05 /maggio /2014 22:08

L'impero degli Incas

In Perù, dall'altra parte dell'oceano rispetto all'Egitto, gli Incas avevano fatto qualcosa di molto simile alle piramidi. L'antichissima fortezza di Sacsahuaman era costruita con blocchi di pietra ancora più mastodontici di quelli delle piramidi e dei templi della piana di Giza, in Egitto. Sebbene la maggior parte fossero all'incirca di 100-150 tonnellate, c'erano alcuni massi di oltre 360 tonnellate ! Per di più erano stati tagliati e levigati con apparente facilità e disposti in complicati puzzle tridimensionali. Erano stati gli Incas ? Secondo le leggende Inca, erano stati degli stranieri bianchi con la barba che erano venuti in tempi antichissimi... inoltre un re Inca, molto tempo più tardi aveva provato a emulare le opere degli stranieri provando a spostare un masso relativamente più piccolo di quelli usati per costruire la fortezza. Più di 20.000 indios provarono a trascinare il masso da una parte all'altra della montagna...ad un certo punto il masso scappò di mano e schiacciò più di 3000 uomini... questo lasciava intendere che questa gente non aveva la minima esperienza delle tecniche necessarie e che il loro unico tentativo si era concluso in un disastro.
Nell'impero Inca vi erano 24.000 chilometri di strade perfettamente spianate; secondo gli storici furono gli Inca a costruirle. Le leggende Inca invece raccontano che essi li avevano trovati già così e che furono invece degli stranieri con la barba a costruirle in tempi antichissimi. Si tramandava da innumerevoli generazioni che gli stranieri dalla pelle chiara, barbuti e di alta statura (Viracocha, nella lingua Inca) erano apparsi improvvisamente da Sud in tempi molto remoti. Essi conoscevano tutte le lingue, erano maestri di tutte le scienze ed erano molto potenti. Dovunque passassero guarivano i malati e ridavano la vista ai ciechi, insegnavano amore e gentilezza, costruivano palazzi maestosi e canali d'irrigazione con estrema semplicità. All'improvviso, dopo aver creato opere mirabili, aver portato ordine e benessere, aver insegnato sofisticate tecniche di produzione, sparirono verso Nord, così come erano venuti. In una zona sperduta delle Ande, in cima a ripide montagne, sorgeva Machu Picchu, un'altra località costruita con le stesse avanzatissime tecniche usate per Sacsahuaman e le grandi piramidi in Egitto. In un luogo ancora più inaccessibile si trova Tiahuanaco, una città antichissima con un grande porto a cento metri di altezza dal lago Titicaca. Le acque del lago Titicaca si abbassarono di cento metri nel 10.000 a.C.. Questo prova che la città fu costruita prima di quell'epoca. Nella città vi è un'imponente piramide costruita con massi giganteschi (alcuni di 440 tonnellate, grandi due-tre volte il vostro salotto !) e con numerosi disegni di animali. E' stato provato che gli animali lì raffigurati sono estinti almeno da 12.000 anni. Oggi non esiste nessuna gru in grado di sollevare quei massi da terra, figuriamoci in cima a una montagna ! Se interrogati, gli Indios del luogo, raccontano che quei monumenti furono eretti dagli dèi Viracocha, in tempi immemorabili e che le pietre si sollevarono per aria al suono delle loro voci.

L'altipiano Nazca

L'altipiano Nazca, nel Perù meridionale, è un luogo desolato, riarso e più inospitale della superficie lunare. Nessun popolo ha mai abitato qui e nessuno lo farà in futuro... tuttavia se foste un'artista con progetti grandiosi farebbe al caso vostro poichè offre una superficie liscia di 300 Km quadrati in cui incidere i vostri disegni, un pò come si fà sulla sabbia. Inoltre avreste la certezza che le vostre opere dureranno per sempre poichè qui nè il vento, nè la sabbia, nè insediamenti umani potranno mai cancellare alcuna traccia. Dall'aereo (e solo dall'aereo) è possibile ammirare giganteschi e precisi disegni di animali e figure geometriche. Alcuni di essi misurano diversi chilometri e hanno una simmetria particolarmente accurata. Al livello del terreno questi solchi nell'argilla sono poco più che piccole scalfitture e senza un aereo è impossibile rendersi conto di quali forme rappresentino, anche perchè non vi sono montagne vicine da cui possono essere ammirati. Chiunque li abbia realizzati poteva vederli dall'alto come un condor. Piste di atterraggio ? E' da escludere poichè l'argilla è troppo molle... inoltre gli animali raffigurati non sono animali comuni. Il ragno qui disegnato è sicuramente un ricinulei un rarissimo ragno che vive solo in zone inaccessibili della foresta amazzonica. E come sono riusciti a riprodurre i minuti dettagli dell'anatomia del ricinulei, visibili solo al microscopio ? La balena, il colibrì, la scimmia e tanti altri sono fuori posto qui come il ragno. L'unico animale "di casa" sembra essere il condor. Secondo gli Indios, furono i Viracocha a disegnarli in tempi remotissimi. Secondo gli storici invece i Viracocha sono un mito e furono gli indigeni indios di 2000 anni fa.

I Maya

In Messico, vi sono i resti di numerose città e piramidi Maya. La piramide a gradini, nota come il Tempio di Cuculcàn aveva 365 gradini, quanti sono i giorni dell'anno ed era stata progettata in modo che nel giorno degli equinozi di primavera e d'autunno (e solo in quei giorni) dei raggi di luce formavano l'illusione che un serpente gigantesco ondeggiasse sulla scalinata Nord per 3 ore e 22 minuti esatti. Nei pressi di Cholula, invece, sorge imponente come nessun altro edificio, tlahchiualtepetl, la montagna fatta dall'uomo. Questa gigantesca piramide a gradini misura 500 metri per lato e 64 metri d'altezza, tre volte più grande della piramide di Cheope. Secondo le leggende dei maya, questo edificio era stato eretto da uno straniero dalla pelle chiara, molto alto, con la barba, che era venuto dal mare con alcuni compagni, in una zattera che si muoveva da sola. Le caratteristiche erano analoghe ai Viracocha peruviani dato che erano considerati potenti divinità, maestri delle scienze e della magia, in grado di guarire con l'imposizione delle mani e di resuscitare i morti. Durante la loro presenza avevano trasmesso avanzate conoscenze agli indigeni, come il calendario, la matematica, l'astronomia, l'agricoltura, ecc. Le capacità di calcolo dei maya erano impressionanti... secondo il calendario maya la durata dell'anno era di 365,2420 giorni, mentre il valore esatto è di 365,2422 giorni (un errore di soli 0,0002 giorni !). Sapevano prevedere le eclissi e conoscevano lo zero. Non solo... avevano misurato perfino il periodo di rivoluzione del pianeta Venere (senza errori). Non è strano che con tutta quella genialità non conoscessero la ruota ? O che non usarono mai tutta quell'abilità matematica nemmeno per pesare un sacco di patate ? Così come erano venuti, gli stranieri (Cuculcan, nella lingua maya) se ne andarono via mare. Recentemente una piramide maya semisommersa dalla lava eruttata da un vulcano vicino è stata oggetto di indagine; si è scoperto che l'ultima eruzione di quel vulcano risale a 8500 anni fa.
La città maya di Teotihualcàn era una riproduzione esatta del sistema solare. Vi era una grande piramide che rappresentava il Sole (detta appunto Piramide del Sole) e un viale  (il Viale dei Morti) in cui vi erano alcuni contrassegni. Le distanze reciproche tra i contrassegni corrispondevano alle distanze dei pianeti del sistema solare. C'erano tutti. Da Mercurio a Plutone, compresa la fascia degli asteroidi. Ma Plutone non è certo visibile ad occhio nudo... occorre un telescopio. Avevano anche un telescopio i maya ? Ovviamente gli storici dicono che è semplicemente un caso e che i contrassegni sono casuali. Inoltre, per finire, la piramide del Sole, aveva una particolarità. Il rapporto tra il lato di base e l'altezza era pari al numero irrazionale pi-greco proprio come per la Grande Piramide di Giza, in Egitto. Non conoscevano la ruota, ma conoscevano il pi-greco che serve per calcolare la circonferenza. Spero che nessun archeoscienziato pensi che sia un puro caso. Gli indizi a sostegno della tesi che tutti questi edifici siano stati costruiti dagli stessi autori, in un'epoca antichissima, intorno al 10.500 a.C. sembrano farsi sempre più numerosi. Decine di piramidi con le stesse analogie si trovano in Cina e le leggende sono in tutto simili. Il mito dell'arca di Noè, ad esempio, è presente in più di 500 leggende di popoli antichi da tutte le parti del mondo. Si usano nomi diversi, ma in tutti i casi, un uomo fu avvisato dalla divinità di costruire un'enorme barca per scampare un imminente diluvio e salvare il salvabile. Nel 10.500 a.C. un immenso diluvio ci fu veramente. Ma da dove venivano questi "stranieri" civilizzatori e come scomparirono ?

La terra degli dèi

Perchè una civiltà arrivi ad un progresso tecnologico di altissimo livello occorrono numerosi elementi. Deve sorgere in una zona molto grande, almeno il doppio del Madagascar, con un clima mite e stabile, con montagne e fiumi. Occorre che questo clima resti imperturbato per diversi millenni. Dove cercare questa "Atlantide" ? Gli oceanografi avevano scandagliato tutti gli oceani del mondo e non vi era traccia di terre sommerse al centro dell'Atlantico o nel Mediterraneo, nè da nessun altra parte. Dopo che la teoria dello scorrimento fu confermata risultò evidente che l'Antartide, che un tempo era verde, con un clima favorevolissimo e stabile, e grande a sufficienza, poteva fare proprio al caso nostro. Lo scorrimento a scatti della crosta provocando catastrofi inimmaginabili intorno al 10.500 a.C. e il fatto che l'Antartide è sepolta sotto un chilometro e mezzo di ghiaccio spiegano benissimo come quella civiltà sia potuta sparire senza lasciare quasi traccia. Tutti gli indizi inducono a ritenere che la fantomatica civiltà altamente civilizzata sia davvero sepolta sotto i ghiacci dell'Antartico. All'avvenire delle catastrofi solo pochissimi superstiti riuscirono a salvarsi e a trasmettere una parte della loro conoscenza alle popolazioni primitive dei maya, degli inca, dell'Egitto, ecc. E non solo. Trasmisero anche un messaggio importante. E cioè che lo scorrimento della crosta che si verificò 12.000 anni fa, potrebbe accadere di nuovo. Gli scienziati hanno provato che i poli magnetici della Terra si sono invertiti 170 volte in 80 milioni di anni. L'ultima inversione si verificò proprio nel 10.450 a.C.. E sono abbastanza sicuri del fatto che ogni inversione provochi intensi sconvolgimenti in tutta la Terra. Si prevede che la prossima inversione potrebbe avvenire negli anni appena seguenti il 2000. I maya calcolarono esattamente il momento della fine nella data del 23 dicembre 2012. Negli anni '30 fu profetizzato che tra le zampe della Sfinge, negli ultimi anni del XX secolo, sarebbero stati trovati importantissimi documenti. Nel 1993 si è scoperto che proprio in quel punto vi è una grande stanza sotterranea a 5 metri di profondità. Inoltre vi è ancora una camera segreta al di sopra della camera della Regina che non è ancora stata aperta. La teoria che i resti dell'antica civiltà sia sepolta sotto i ghiacci dell'Antartide sembra riscuotere sempre più successo tra gli scienziati.

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Curiosita'
scrivi un commento
13 maggio 2014 2 13 /05 /maggio /2014 22:07

targaruga geometria sacra

Può essere utile rivolgere inizialmente lo sguardo ad Oriente e in particolare ad un pilastro del pensiero cinese: il concetto di Grande Triade , ossia Cielo, Terra, Uomo (Tien-Ti-Jen). Numerosi sono i simboli tradizionali che raffigurano l’Uomo come termine medio della Grande Triade, posto tra il Cielo e la Terra e in tal modo adempiente la sua funzione di ‘mediatore’. Ad esempio, le tre linee intere (yang) o spezzate (yin) di ciascuno degli otto trigrammi dell’I-King, il celebre ‘Libro dei Mutamenti’ dell’arte divinatoria cinese, corrispondono proprio ai tre termini della Triade: il tratto superiore rappresenta il Cielo, il tratto mediano l’Uomo e il tratto inferiore la Terra.
Parimenti, questi tre termini rappresentano uno dei molteplici significati del ‘Sigillo di Salomone ’ (noto come ‘Stella di David’, la ‘stella a sei punte’ simbolo dello stato ebraico): in questo caso, il triangolo diritto è la natura celeste e il triangolo rovesciato la natura terrestre, mentre l’insieme simboleggia l’ “Uomo Universale” che, unendo in sé le due nature, è appunto per questo il ‘mediatore’ per eccellenza (facciamo notare, per inciso, che – trasposto in termini cristiani – questo simbolismo rappresenta l’unione della natura divina e della natura umana in Cristo, che fa appunto da ‘mediatore’ tra gli uomini e Dio).
Anche nel simbolismo massonico del ‘compasso’ e della ‘squadra’ ritroviamo tracce della Grande Triade: questi strumenti, infatti, corrispondono rispettivamente al cerchio (che si disegna appunto col compasso) e al quadrato (disegnato con la squadra) e, di conseguenza, al Cielo (di cui il cerchio è il simbolo) e alla Terra (di cui è simbolo il quadrato). Il maestro massone, che – per una nota formula massonica – “si trova sempre tra la squadra e il compasso”, rappresenta ovviamente l’Uomo, ancora una volta con funzione di mediatore.

Ma il simbolo estremo-orientale connesso con la Grande Triade che ci interessa maggiormente in questa sede è quello della Tartaruga, la quale è posta tra le due parti superiore e inferiore della sua corazza come l’Uomo fra il Cielo e la Terra! In tale raffigurazione, la stessa forma delle due parti è significativa almeno quanto la loro posizione: la parte superiore, che ‘copre’ l’animale, per la sua forma arrotondata corrisponde ancora una volta al Cielo e la parte inferiore, che lo ‘sostiene’, per la sua forma piatta corrisponde alla Terra. L’intera corazza è perciò un’immagine dell’Universo (in sintonia con il principio ermetico del ‘come in alto così in basso’) e la tartaruga, posta tra le sue due parti, rappresenta naturalmente il termine mediano della Grande Triade, ossia l’Uomo. Inoltre, la sua ritrazione all’interno della corazza simboleggia la concentrazione nello ‘stato primordiale’, lo stato dell’“uomo vero”; tale concentrazione costituisce poi la realizzazione della pienezza delle possibilità umane perché, anche se in apparenza il centro è solo un punto senza estensione, in realtà questo punto contiene tutte le cose – come in una sorta di Ologramma cosmico o nell’Aleph cabalistico magistralmente descritto da Jorge Luis Borges –. Proprio per questo l’uomo vero racchiude in se stesso tutto ciò che è manifestato nello stato di esistenza con il cui centro esso si identifica.

Per gli antichi cinesi, ovviamente, l’uomo vero si reificava nella figura dell’Imperatore o, più in generale, del Principe : ad esempio, il vestito degli antichi principi – in analogia con la tartaruga ma anche (!) col simbolismo massonico – doveva avere una forma rotonda in alto (cioè nel colletto) e quadrata in basso, a rappresentare appunto il cielo e la terra. Ma se il suo vestito aveva un significato simbolico, lo stesso valeva per tutte le azioni della vita del sovrano che erano regolate esattamente secondo precisi rituali. Un esempio caratteristico di tali rituali era la circumambulazione dell’Imperatore nel Ming-tang. Il tetto di questo caratteristico edificio, residenza del sovrano, aveva una forma arrotondata, mentre la sua base aveva

una forma quadrata o rettangolare: posto fra il tetto e la base, che richiamano evidentemente le due parti superiore e inferiore della corazza della tartaruga, l’Imperatore rappresentava appunto l’Uomo tra il Cielo e la Terra. Quest’ultima disposizione costituisce peraltro un modello architettonico che si ritrova con grandissima frequenza, e con lo stesso valore simbolico, in molte strutture tradizionali diverse, come lo stûpa buddista o la qubbah islamica.

E’ interessante notare che la pianta del Ming-tang era conforme alla suddivisione dell’impero cinese del terzo millennio avanti Cristo attribuita a Yu il Grande: comprendeva infatti nove sale disposte esattamente come le nove province dell’impero, secondo lo schema ispirato al cosiddetto diagramma Lo-chou o ‘Scritto del Lago’ che, così vuole la leggenda, era stato portato a Yu il Grande da una tartaruga (sempre e ancora lei!) e in cui i primi nove numeri naturali sono disposti in modo da formare quello che viene chiamato un ‘quadrato magico’. Nel quadrato magico (la cui caratteristica è quella di dare sempre 15 come risultato delle somme eseguite sugli assi e le diagonali) il centro è occupato dal numero 5, che sta anch’esso nel ‘mezzo’ dei primi nove numeri: analogamente nell’impero cinese la provincia centrale, che corrispondeva a questo numero e dove risiedeva l’imperatore, era chiamata ‘Regno del Mezzo’, da cui poi la denominazione sarebbe stata estesa all’intera Cina.

Il Ming-tang, inoltre, aveva dodici aperture sull’esterno, tre su ciascuno dei quattro lati, che corrispondevano ai dodici mesi dell’anno: quelle della facciata orientale ai tre mesi primaverili, quelle della facciata meridionale ai tre mesi estivi, quelle della facciata occidentale ai tre mesi autunnali e quelle della facciata settentrionale ai tre mesi invernali. Le dodici aperture formavano quindi uno Zodiaco: nel corso del ciclo annuale, l’Imperatore compiva nel Mingtang una circumambulazione in senso ‘solare’ arrestandosi successivamente in dodici stazioni corrispondenti alle dodici aperture, e da esse promulgava le ordinanze adatte ai dodici mesi. La circumambulazione si effettuava sempre con ritorno al centro, il quale centro individuava il punto di mezzo dell’anno. Del pari, quando visitava l’Impero, il sovrano percorreva le province in un ordine corrispondente e poi tornava alla sua residenza centrale. In definitiva, il Ming-tang era un’immagine dell’Universo concentrata in un luogo che rappresentava l’Invariabile Mezzo. Ed effettivamente lo era, sotto il duplice aspetto dello spazio e del tempo, perché il simbolismo spaziale dei punti cardinali era messo in diretto rapporto con quello temporale delle stagioni nel ciclo annuale. In tutto ciò l’Imperatore appariva propriamente come il ‘regolatore’ dell’ordine cosmico stesso e questo faceva di lui la rappresentazione dell’ “uomo vero”.

* * *

La cosa interessante, a questo punto, è notare come il simbolismo della Tartaruga – cioè del Cerchio e del Quadrato – costituisca non solo un perfetto tramite tra la tradizione esoterica estremo-orientale e quella occidentale ermetico-alchemica ma, intrecciandosi ulteriormente con l’iconografia cristiana, con il simbolismo del Graal e con quello Templare (da cui tra l’altro deriva quello Massonico), ci porti direttamente a scoprire un mondo nascosto di analogie e correlazioni che legano matematica e arte, geometria e biologia, musica e architettura in una inscindibile unità…

Iniziamo subito col sottolineare che l’ideogramma alchemico dell’ ‘Uno in Tutto’ è il cerchio; linea o movimento che si conchiude in se stesso e che in se stesso ha principio e fine. Nell’Ermetismo questo simbolo esprime l’universo e, simultaneamente la Grande Opera. Il quadrato è il simbolo della terra, in opposizione al cielo, ma è anche, ad un altro livello, il simbolo dell'universo creato, terra e cielo, in opposizione al non-creato e al creatore; è l'antitesi del trascendente. Il quadrato è una figura antidinamica, ancorata sui quattro lati, rappresenta l’arresto o l'istante isolato. Il quadrato implica un'idea di stagnazione e di solidificazione, oppure di stabilizzazione . Mentre il movimento scorrevole è circolare e rotondo, l'arresto e la stabilità sono associati a figure angolose, con linee dure e a sbalzi. Inoltre, per gli alchimisti e gli ermetismi, il quadrato sormontato dalla croce simboleggiava la pietra filosofale.

Anche nella tradizione cristiana il quadrato, data l'uguaglianza dei suoi quattro lati, rappresenta il cosmo; i suoi quattro pilastri d'angolo indicano i quattro elementi. Il cerchio e il quadrato rappresentano i due aspetti fondamentali di Dio: l'unità è la manifestazione divina. Il cerchio esprime il celeste, il quadrato il terrestre, non in quanto opposto al celeste ma in quanto creato; nei rapporti fra il cerchio e il quadrato esiste una distinzione e una conciliazione: il cerchio sarà per il quadrato ciò che il cielo è per la terra e l'eternità per il tempo, ma il quadrato si inscrive in un cerchio vale a dire la terra è dipendente dal cielo. Il quadrato non è altro che la perfezione della sfera su un piano terrestre. Per i cristiani il Cristo rappresenta l'umanità, egli verrà considerato come l'uomo quadrato per eccellenza. Da ciò non solo derivò la costruzione delle chiese ad quadratum ma anche l'uso di porre nelle chiese la Pietra Angolare come simbolo di Cristo Gesù.

Nella Guida dei Pellegrini a San Giacomo di Compostela l'autore paragona la chiesa a un organismo umano, in cui la navata maggiore è simile a un corpo di cui i transetti costituiscono le braccia; le dimensioni vengono calcolate in funzione delle misure umane. L'uomo quadrato, con le braccia tese ed i piedi giunti, indica i quattro punti cardinali e in essi troviamo riuniti il significato della croce e delle quattro dimensioni che esso implica.

Questo simbolismo non può non riportare alla memoria la famosa figura dell’uomo di Vitruvio, studiata da Leonardo e composta da un cerchio che racchiude un uomo a mo’ di stella a cinque punte. Qui si tratta di un cerchio, ma lo stesso Leonardo aggiunge che l’uomo a braccia aperte ha le misure di un quadrato, perché, dice, "se la natura ha composto in questo modo il corpo dell’uomo che le membra rispondano con proporzione alla perfetta loro figurazione, pare che gli antichi con causa abbiano costituito che in tutte le perfezioni delle opere vi sia diligente misura e proporzione di ciascuna parte a tutta la figura"

In realtà negli studi anatomici di Leonardo le proporzioni ubbidiscono a precisi rapporti i quali fanno quasi sempre capo ad uno degli oggetti più misteriosi ed affascinanti della geometria: la Sezione Aurea.

La sezione aurea di un segmento è la parte media proporzionale tra il segmento e la sua parte rimanente. In altre parole si ricava come soluzione del seguente problema: “Dato un segmento x + y, dividerlo in due segmenti x ed y tali che il rapporto che c'è tra il più piccolo ( x ) ed il più grande ( y ) sia uguale al rapporto tra il più grande e la somma dei due”.

In termini matematici il tutto si traduce nella seguente proporzione:

x : y = y : ( x + y )

dove come unità di misura può essere adottato sia l’intero segmento x + y che il segmentino più piccolo x. Nel primo caso si considera x + y = 1 , da cui si ricava x = 1 – y e dunque la proporzione diventa:

( 1-y ): y = y :1 y² + y -1 = 0 y = (√5 - 1 )/2 = 0,618...

che ci dà il valore numerico della Sezione Aurea di un segmento unitario.

Nel secondo caso si considera x = 1, da cui la proporzione diventa:

y = 1,618...

e si trova quello che è stato invece chiamato Numero Aureo F . Il primo riferimento esplicito alla sezione aurea risale ai Greci, anche se ne ritroviamo l'uso già nelle proporzioni delle opere architettoniche dell'antico Egitto (ad es. nella Grande Piramide di Giza); in seguito fu riscoperta in epoca medioevale, e se ne occuparono, tra gli altri, Fibonacci, Leonardo da Vinci, Keplero e il fisico tedesco Ohm, anche se il primo a divulgarne le caratteristiche fu il frate Luca Pacioli.

Dal punto di vista matematico tanto la sezione aurea quanto il numero F sono dei numeri reali irrazionali, in cui cioè le cifre dopo la virgola sono infinite e si susseguono senza alcuna ripetizione periodica (a differenza di pi greco non sono però numeri trascendenti, in quanto – come si è visto – sono soluzioni di equazioni di secondo grado). Date le loro proprietà estremamente singolari, come vedremo tra un attimo, non stupisce che siano stati considerati "magici" sin dalla loro scoperta. La sezione aurea fu studiata dai Pitagorici i quali scoprirono che il lato del decagono regolare inscritto in una circonferenza di raggio r è la sezione aurea del raggio e costruirono anche il pentagono regolare intrecciato o stellato (la stella a 5 punte ripresa poi da Vitruvio), ottenuto dal decagono regolare congiungendo un vertice si e uno no. I Pitagorici lo chiamarono pentagramma, lo considerarono il simbolo dell’armonia e lo assunsero come loro segno di riconoscimento.

A questa figura è stata attribuita per millenni un’importanza misteriosa probabilmente per la sua proprietà di generare la sezione aurea da cui è nata. Infatti i suoi lati si intersecano sempre secondo la sezione aurea:

AB : AC = AC : CB (manca il disegno!)

La sezione aurea ha una funzione di grande rilievo nell’espressione della bellezza (è per questo che fu definita ‘aurea’ nel Rinascimento). Infatti, se disegniamo un rettangolo (ABED) in cui il rapporto tra dimensione maggiore (AB) e la minore (AD) sia la sezione aurea e al suo interno costruiamo un quadrato di lato pari alla dimensione minore del rettangolo, ripetendo ricorsivamente questa operazione si ottengono tanti rettangoli via via più piccoli in cui il rapporto tra le due dimensioni è sempre pari alla sezione aurea. Evidentemente questa peculiarità geometrica deve aver da sempre ispirato quella particolare sensazione di armonia che potrebbe spiegare la frequenza con cui la sezione aurea compare in arte e in architettura.

Gia intorno al 450 a.C. Policleto scolpì la figura del doriforo basandosi sul concetto di sezione aurea ed accompagnò il suo lavoro con un saggio teorico. Il doriforo incarna l’idea stessa di classicità: la figura umana viene costruita armonizzando tutte le sue parti sulla base dell’unità di misura (cioè la testa che risulta 1/8 dell’altezza). La distanza dell’ombelico da terra è la sezione aurea dell’altezza del doriforo. Ma gli esempi di utilizzo della sezione aurea nell’arte sono numerosissimi, dalle dimensioni del Partenone (448-432 a.C) a molti capolavori di Michelangelo, Leonardo, Brunelleschi, Bramante e Tiziano. Un esempio illustre è il Palazzo Ducale di Venezia:

dal disegno emerge che ogni tratto intero è la sezione aurea della somma del tratto intero più il tratto consecutivo tratteggiato. Altro esempio è l’Apollo del Belvedere, dove la posizione dell’ombelico individua la parte aurea dell’altezza del corpo: in figura, A e B indicano le due parti in cui la sezione aurea divide il segmento A+B (una analoga proporzione si ritrova anche nel rapporto tra la distanza dall’ombelico ai piedi e l’altezza dell’uomo di Vitruvio, incontrato in precedenza).

Ancora in riferimento alla stella a cinque punte inscritta in un pentagono regolare, così cara ai pitagorici, può essere curioso notare che il rapporto fra una qualsiasi diagonale del pentagono ed il suo lato è proprio uguale al numero aureo F , così come lo è anche il rapporto fra le parti in blu e quella in rosso della diagonale. Si potrebbe andare avanti all'infinito, costruendo sempre altre diagonali nel pentagono che viene fuori al centro, ed i due rapporti rimarrebbero sempre uguali al numero aureo: si ottiene così una struttura geometrica ricorsiva!

Rileviamo, infine, come il numero aureo si ritrovi stranamente connesso con la famosa “Successione di Fibonacci”.Questa successione, scoperta dal matematico Fibonacci quando lavorava alla corte di Federico II, è formata da numeri tali che ognuno di essi è la somma dei due precedenti:



1 - 1 - 2 - 3 - 5 - 8 - 13 - 21 - 34 - 55 - 89 - 144 - 233 - 377 ...

Calcolando il rapporto fra ciascun termine ed il suo precedente, si ottengono risultati che si avvicinano sempre più al numero aureo, oscillando attorno ad esso con un'approssimazione sempre maggiore:

1/1=1; 2/1=2; 3/2=1.5 ; 5/3=1.66666... ; 8/5 = 1.6; 13/8=1.625 ; 21/13=1.615384615384….

34/21=1.619047…..; 55/34=1.6176470588235941……. ; 89/55=1.6181818……

E’ anche interessante notare che ciascuno dei rapporti scritti sopra può essere ottenuto in successione attraverso due strane formule ricorsive autosomiglianti (… omissis…)

dalle quali, al limite, si ottiene ancora una volta il numero aureo. Questa successione non solo è importante ai fini matematici, ma viene considerata ormai da lungo tempo un principio fondamentale nella struttura degli organismi vegetali e animali: e Probabilmente il ruolo giocato dal numero aureo nella generazione della successione di Fibonacci è alla base del successo di quest’ultima non solo in campo matematico ma anche nell’individuazioni dei principi strutturali fondamentali degli organismi vegetali o animali. Ad esempio, nelle pigne, nei capolini di girasole e nei tronchi delle palme si trovano disposizioni a spirale o ad elica che implicano l’interpenetrazione di spire destrorse e sinistrorse, dove il numero di righe per i due tipi di spire sono numeri di fibonacci successivi. Una disposizione analoga si può trovare in diversi tipi di conchiglie (come ad esempio il Nautilus in figura, la cui spirale logaritmica si incastona perfettamente nel ‘rettangolo aureo’ visto in precedenza), nelle configurazioni frattali ed autosimili degli elementi delle foglie degli alberi e addirittura nei ‘microtubuli’ del citoscheletro cellulare, dei quali i numeri di Fibonacci sembrano favorire la capacità di processare informazione e di comportarsi come automi cellulari (vedi Koruga, Hameroff e Penrose). Infine, la sezione aurea e i numeri di Fibonacci sembrano rivestire una particolare importanza anche in campo musicale: la strutturazione a nautilus della coclea dell'orecchio umano, situata alla fine dell'orecchio interno, segue infatti le leggi della sezione aurea e così pare faccia anche l’organo del Corti. Inoltre, calcolando il valore decimale approssimato dei vari termini della successione dei rapporti di Fibonacci vista in precedenza, troviamo:

1; 2; 1,5; 1, 666; 1,6; 1,625; 1,615; 1, 619; 1, 617; 1, 6181; 1, 6180 ecc. che corrispondono agli intervalli musicali: unisono=1 ; ottava=2 ; quinta=1,5 ; sesta maggiore=1,666 ; sesta minore=1,6 (di cui gli ultimi sono i complementari degli intervalli di terza minore e maggiore). Se poi applichiamo la serie di Fibonacci alle sovrarmoniche e alle sottoarmoniche di un suono di riferimento (ad es. il DO) avremo che i numeri in successione aurea 3, 5,e 8 superiori al suono dato corrispondono ai suoni MI, SOL e Do acuto e i numeri 3, 5 e 8 inferiori allo stesso suono corrispondono al LAb, FA e DO grave. Abbiamo così l'harmonia maggiore e minore. Non a caso, evidentemente, la sezione aurea è un punto di riferimento per la costruzione delle canne degli organi e di altri strumenti musicali, quali ad esempio i violini.

Ma le sorprese relative alla sezione aurea non finiscono certo qui…

La tradizione del Santo Graal racconta che “Tre tavole sostenevano il Graal: erano tonda, quadrata e rettangolare. Ciascuna aveva lo stesso perimetro e il numero delle Tre era Due-Uno”. Questa ambigua descrizione delle Tavole è servita a perpetuare l’immagine del Graal sotto forma di oggetto, come una coppa o un piatto. Le Tavole stesse sono state paragonate a quelle di re Artù, del Castello del Graal e dell’Ultima Cena. Tuttavia la specifica 2:1 è una proporzione tabulare della sezione aurea e ha poco a che fare con le tavole in senso pratico. Infatti il numero aureo si può ricavare come semi-somma della diagonale e del lato minore di un rettangolo che sia costituito da due quadrati uguali di lato unitario affiancati (il cosiddetto ‘doppio quadrato’ di proporzione 2:1): si ha cioè

(√5+1)/2= 1,618.... = F

A partire da F, elevandolo al quadrato e moltiplicandolo per il rapporto 12/10, si può ottenere il numero Pi (pi-greco, emblema del cerchio) attraverso il cosiddetto ‘calcolo aureo’:

F² x(12/10) = 3,1416…. = Pi E a questo punto è effettivamente possibile calcolare la circonferenza della Tavola Rotonda del Graal partendo dal suo equivalente quadrato di uguale perimetro (come afferma la tradizione) moltiplicando mezzo lato del quadrato per la radice di F (da cui si ottiene il raggio della circonferenza) e poi il risultato per 2Pi (provare per credere!). Notiamo per inciso che il fattore 12/10, che compare nel calcolo di ?, non è affatto casuale: infatti 10 è il doppio di 5, che – dal punto di vista esoterico – è il ‘numero della Terra’, e 12 il doppio di 6, che è il ‘numero del cielo’. Inoltre la misura naturale delle linee rette (e, in generale, la misura dello spazio) si effettua mediante una divisione decimale mentre quella delle linee circolari mediante una suddivisione duodecimale (che è anche la suddivisione preferenziale dei cicli temporali): il rapporto 12/10 mette dunque simbolicamente in relazione il ternario Cielo-Cerchio-Tempo col ternario Terra-Quadrato-Spazio, ed entrambi con la sezione aurea e con il ?. Il che non è poco! Ma l’uso della geometria del Graal che più impressiona e ispira un timore reverenziale lo troviamo ancora una volta nel campo dell’arte, e più precisamente nell’architettura gotica (non per niente Louis Charpentier, che più di ogni altro ha sviscerato i segreti del calcolo tabulare in relazione al Graal, ha intitolato la sua opera principale “I misteri della cattedrale di Chartres”). Il nome gotico, come noto, deriva dal greco goetic (azione magica) e dal celtico Goatique (la legge degli organismi vegetali). La caratteristica principale degli edifici gotici è l’arco a sesto acuto, l’ogiva, che apparve per la prima volta intorno al 1130 subito dopo il ritorno dei Cavalieri Templari dalla Crociata in Terra Santa. I Templari e i loro alleati cistercensi, sotto la guida di Bernardo di Chiaravalle, ebbero un ruolo determinante nell’introduzione e lo sviluppo dell’architettura gotica (oltre che nella diffusione delle leggende del Graal). Come ubicazione, usarono espressamente i siti della Dea Terra, cioè quei luoghi (nodi) dove le correnti telluriche (legate alle linee di forza del campo energetico terrestre) si intrecciavano e si concentravano maggiormente (in epoca megalitica tali siti venivano rafforzati con l’uso dei Dolmen – come quelli di Stonehenge). Questi luoghi, inoltre, venivano considerati come ‘accumulatori’ ed ‘amplificatori’ del suono (più precisamente delle cosiddette ‘risonanze telluriche’). Di conseguenza, ecco che nell’architettura gotica l’ogiva assume la funzione di un ‘dinamico vibratore sonoro’: a differenza degli altri stili di costruzione, la sua forza cosmica trascina in alto, trasportando la corrente tellurica verticalmente attraverso le persone sottostanti. L’azione delle onde sonore all’interno di un’ogiva può infatti essere controllata come il suono prodotto da canne d’organo di lunghezza diversa o dai vari tasti di uno Xilofono. I gradi di risonanza mutano con le specifiche delle singole ogive e le costruzioni gotiche sono spesso accordate nella stessa maniera, diciamo, di un pianoforte. L’ogiva a croce, usata nei soffitti e nei contrafforti volanti, consente di raggiungere un grado di sintonia ancora maggiore trainando l’edificio ancora più in alto e facendo sì che le persone assumano una posizione più eretta. In un ambiente così ben studiato, certi suoni musicali possono accrescere la forza terrestre ascendente, così come il canto gregoriano venne ideato a questo scopo entro confini più pesanti e meno elastici. Dato che la geometria del Graal era insita nella costruzione delle cattedrali, è interessante notare che il fattore di moltiplicazione di 12/10 (di cui si è già discusso) è anche l’intervallo di una ‘terza’ in musica (6/5), cioè l’intervallo fra una scala maggiore e una minore. La musica, dunque, appare sostanzialmente come geometria espressa sotto forma di suoni: contiene infatti le stesse armonie che appaiono nella sacra proporzione architettonica. Come vi sono scale geometriche , così vi sono scale musicali, che si possono disegnare come triangoli rettangoli con le intersezioni al vertice dell’ipotenusa rapportate alle frequenze tonali delle verticali. Se si traspongono queste figure musicali alla base e al culmine interno agli edifici, si possono tracciare le relative note di una scala sui montanti. Quindi, uno spazio interno può essere costruito musicalmente secondo una certa scala e le sue qualità armoniche saranno direttamente legate al modello architettonico. D’altra parte questo concetto era stato espresso molto tempo già fa dallo stesso Pitagora (ancora lui!), il quale affermava che le scale numericamente gradevoli all’orecchio sono le stesse che deliziano l’occhio e la mente. E gli faceva eco Platone, che usava esempi musicali come misura di armoniosa proporzione in tutte le cose.

Per concludere, poiché pare che i Templari trasmisero i loro segreti architettonici ai maestri muratori che in seguito confluirono nella Massoneria Scozzese, ecco che il cerchio si chiude e il simbolismo della Tartaruga, sotto le già incontrate sembianze della squadra e del compasso massonici, conferma ancora una volta il suo ruolo di perfetto filo conduttore per il nostro viaggio nell’affascinante mondo dell’esoterismo...

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Curiosita'
scrivi un commento
11 maggio 2014 7 11 /05 /maggio /2014 21:44

Un progetto di Egocreanet. La Spirulina è stata considerata dall'Unesco e dalla Fao il «Super Alimento del Futuro» in quanto possiede un alto contenuto proteico e di lipidi ed una preziosa fonte di acidi grassi (Omega 3) per gli esseri viventi

Il Progetto «Nutraceutica in Toscana» promosso dalla Onlus di R&S Egocreanet, ha lo scopo di favorire lo sviluppo della produzione di alghe microscopiche quali la «Spirulina» per ricercare nuove fonti alternative di alimenti ed innovare i modelli di prevenzione della salute dei cittadini mediante la fortificazione nutraceutica della qualità del cibo e della vita.(1)
La fortificazione degli alimenti è un processo di addizione di nutrienti agli alimenti tradizionali per migliorare le qualità nutraceutiche del cibo in funzione di accrescerne le potenzialità salutistiche.
Alimenti Nutraceutici fortificati sono alimenti funzionali la cui realizzazione è orientata a mitigare la malnutrizione per gruppi di popolazione (bambini, anziani sportivi, donne incinte ecc.) che sono a rischio di carenze nutrizionali e quindi alla prevenzione di malattie di origine alimentare.
La fortificazione nutraceutica degli alimenti con Spirulina aumenta considerevolmente le proprietà nutrizionali dei cibi addizionati e permette di realizzare diete puntualmente equilibrate e personalizzate per particolari esigenze nutritive. In generale una dieta fortificata con Spirulina fornisce certamente dei livelli ottimali di equilibrio dei nutrienti, ma è anche necessario curarne l'aspetto del gusto, poiché la Spirulina attualmente in commercio, possiede un gusto non sempre piacevole per tutti. Questa problematica della ottimizzazione del gusto verrà trattate nel progetto Nutra-Toscana (a cui hanno aderito il Disba-Unifi, il Cnr-Ise, la Asl-Fi, Fiorgen-Nmr, le Terme di Casciana e varie imprese agro alimentari e di agriturismo in Toscana (X), verrà ottimizzata per permettere lo sviluppo di un approccio altamente personalizzato delle diete capace di migliorare l'apporto dei nutrienti con particolare riguardo a target specifici di anziani e sportivi. La Spirulina è stata considerata dall'Unesco e dalla Fao il «Super Alimento del Futuro» in quanto possiede un alto contenuto proteico e di lipidi ed una preziosa fonte di acidi grassi (Omega 3) per gli esseri viventi (Vedi in Biblio on line: (2), (3), (4), (5), (6), (7).
Il programma innovativo Nutra-Toscana si propone di attuare una certificazione della Spirulina alimentare per la alimentazione umana, perseguendo criteri internazionalmente richiesti per la Food Nutrition Security, associati alla capacità di ridurre la CO2 nell'ambiente e di favorire la biodiversità, proprio in quanto le alghe che hanno ottime qualità nutraceutiche, sono anche una parte essenziale del sistema di supporto vitale di autoregolazione della Terra.
Il Progetto Nutra-Toscana assume pertanto lo spessore di un programma di alto profilo nel settore della ricerca per la produzione nutraceutica di cibi funzionali al miglioramento e la prevenzione della salute, ripensando e ridisegnano al contempo i metodi di coltivazione, raccolta, lavorazione ed essiccazione della Spirulina per ridurre i costi di investimento per le attrezzature, i costi operativi e il consumo di energia, allo scopo di rendere altamente utili e competitivi i costi di produzione della Spirulina con caratteristiche alimentari caratterizzate e certificate.
Il Progetto Nutra-Toscana pertanto introduce con la fortificazione del cibo mediante «Spirulina Alimentare» una opportunità di innovazione sugli sviluppi della Nutraceutica in Toscana dal punto di vista precompetitivo e non commerciale, comunque potenzialemte importante per le imprese Agro alimentari e l'Agriturismo della Toscana, in quanto la produzione di Spirulina ad elevato valore nutraceutico non richiede grandi investimenti e quindi può dare sviluppo ad una completa riorganizzazione della acqua-cultura in Toscana non solo limitata alla produzione di pesce.
La Commissione scientifica di Expo 2015 sul tema «Nutrire il Pianeta» ha considerato positivamente il Programma Nutra-Toscana encomiandone la iniziativa come una «Miglior Pratica» per la cooperazione nella ricerca e l'innovazione sulla «Food Quality and Security» nel contesto di consimili iniziative a livello mondiale. Inoltre anche il Polo di Innovazione (Polis) ha sottolineato l'importanza del progetto, ed espressioni di interesse e collaborazione le abbiamo ricevute anche da alcuni collaboratori di Egocreanet in Africa.

http://vglobale.it/la-societa-della-conoscenza/16576-metti-la-spirulina-nel-cibo.html

 

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Curiosita'
scrivi un commento

 FORUM

Cerca

VIDEO IN EVIDENZA

http://www.loguardoconte.info/video/esperimenti-umani-condotti-da-alieni-154833/

Testo Libero

statistiche accessi

IL CONTE E IL DUCA

 

      thumbnail

 http://i.imgur.com/53qQJ.jpg