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31 marzo 2014 1 31 /03 /marzo /2014 21:58

Pittura Zen

 

Fonte: Sesshutoyo.com
Studiare le diverse religioni in modo oggettivo e distaccato (per quanto possibile!) è utilissimo per comprendere quanto quello che il credente chiama “divino”, in realtà sia la proiezione di ciò che di più profondo esiste in ogni uomo.
Da sempre, in modo diverso a seconda del luogo geografico e degli eventi storici, l’intelligenza di cui siamo dotati ci porta spontaneamente a stupirci dell’esistenza, formulare sistemi di pensiero per appagare lo spirito, cercare un fondamento etico per la vita quotidiana, inventare una realtà trascendente cui prima o poi tutto si dovrà ricongiungere.
La relativa parzialità dei miei studi mi impone di limitare il discorso ad una contrapposizione superficiale tra cultura europea e cultura orientale di Cina e Giappone, ma penso che nei loro tratti fondamentali queste fonti siano esemplari anche del pensiero di altri paesi e quindi credo di poter parlare di Oriente ed Occidente in generale.
Entrando in contatto con filosofia, storia, arte, lingua, letteratura e fenomeni di costume di queste due parti del mondo salta subito all’occhio l’esistenza di una grande diversità di base da cui si possono far derivare poi tutte le altre: il rapporto dell’uomo con il mondo circostante.

Nella cultura occidentale in cui siamo immersi viene data un’enorme importanza all’individuo in quanto essere pensante. Il “dono” della ragione, la caratteristica che ci distingue dagli altri esseri viventi, è stato assunto come valore assoluto: l’uomo è al centro dell’universo, domina tutto il resto, razionalizza, elabora, sperimenta. Da questo postulato originario deriva tutta una serie di conseguenze che caratterizzano la nostra cultura, come la concezione lineare del tempo, la distinzione tra bene e male, l’importanza della realtà oggettiva, della scienza, del progresso, della gloria, della vittoria, dell’affermazione di sé, l’invenzione di divinità antropomorfe.

Avvicinandomi in punta di piedi alla cultura orientale ho scoperto che esiste un mondo completamente diverso derivato da un altro modo di vedere la questione: se l’uomo è solo una delle tante parti che compongono l’universo, e non esiste niente che ci permetta di pensare che l’intelletto debba essere una dote superiore rispetto ad esempio alla fotosintesi clorofilliana, allora il tempo diventa un cerchio, non esistono divinità ma forze invisibili, si ampliano i concetti di realtà e di bene e male, diventano fondamentali valori come tolleranza, amore, comprensione e compassione verso tutti gli esseri e le cose.
Intrisa com’ero di studi umanistici e di abitudine ad un certo tipo di pensiero, devo ammettere che la scoperta mi ha sconvolta! ‘E stato molto difficile comprendere veramente fino in fondo questa diversità, mi veniva spontaneo fare riferimento alle mie categorie di pensiero, o riallacciarmi a qualcosa di simile che avevo letto, sentito o vissuto, ma non esiste niente di davvero uguale: infine ho capito che bisogna conoscere a fondo la cultura che per nascita ci condiziona, per poterla osservare dall’esterno avendo scoperto quali sono i vizi di forma del nostro modo di ragionare; solo dopo ci si può esercitare a sospendere ogni giudizio e con mente sgombera lasciare entrare nuove suggestioni.
Allo stesso modo, prima di studiare qualsiasi aspetto della cultura orientale è fondamentale comprendere lo spirito essenzialmente buddhista che sta alla base di quel pensiero, altrimenti, visto con i nostri occhi, tutto ci potrebbe sembrare affascinante ma incomprensibile, inutile, bizzarro, kitsch. Ad esempio, dipingere “fiori e uccelli[1] non è che uno sfondo, un esercizio, una minima parte della nostra cultura figurativa fatta di ritratti e pale d’altare; oppure ci sembra inutile il doversi concentrare per una cosa naturale come la respirazione, o spendere tempo ed energia per fabbricare cose effimere; un dramma è comunemente da noi considerato noiosissimo per via della lentezza, della musica monotona, della capitale importanza di particolari microscopici; la filosofia Zen, per via della bizzarra irrazionalità dovuta al carattere non logico dei suoi assunti, stenta ad essere annoverata da noi tra i sistemi filosofici “seri”, che possono condurre ad una più chiara visione della realtà; lo haiku [2] è un esempio perfetto di espressione culturale lontanissima dalla nostra capacità di comprensione. La cultura giapponese è influenzata alla radice dal Buddhismo Zen, esso è “penetrato in quasi tutti gli aspetti della vita di quel popolo: architettura, poesia, pittura, giardinaggio, atletica, professioni e mestieri; ha pervaso il linguaggio e il pensiero di ogni giorno della gente più ordinaria. Infatti, per l’ingegno di alcuni monaci, come Dōgen, Hakuin e Bankei; di poeti come Ryōkan e Bashō; e di un pittore come Sesshū, lo Zen è divenuto straordinariamente accessibile alla mente comune”[3]. Tra le altre cose, questa influenza è dimostrata dal fatto che, in base alla concezione giapponese di arte, sia possibile creare qualcosa che muova l’animo in profondità solo attraverso un processo creativo intuitivo, perché è la cosa che più ci avvicina al mistero della vita[4]. Occorre utilizzare un metodo non scientifico, brutale, disumano, irrazionale per risvegliare il “genio” che si trova in ognuno di noi, poiché esso è una cosa al di là della conoscenza: bisogna esaurire ogni altra risorsa ed essere completamente vuoti, diventare strumenti passivi dell’ispirazione. Il misticismo giapponese è fatto di calma e amore per ogni più piccolo aspetto della natura, di raccoglimento e ricerca del vuoto, ma soprattutto di silenzio: quando si prova qualcosa di profondo non si può esprimere con parole perché sarebbe un modo di interferire eccessivamente con il proprio io nella verità pura dell’universo.
Ho fatto questa introduzione per non dare per scontato e banale il pensiero alla base di una tesi su un argomento spirituale come la pittura ad inchiostro: il fatto cioè che questa espressione artistica, la cui bellezza non è puramente formale e materiale, parla ad ognuno di noi, perchè tutti, volenti o nolenti, possediamo anche solo a livello inconscio una “religione”, intesa in senso etimologico come credenza alla base di tutto ciò che facciamo o pensiamo, ed è proprio con quella parte nascosta di noi che il suiboku-ga[5] entra in contatto.
Ritengo necessario inoltre, prima di passare all’argomento principale di questa tesi, cioè l’analisi del Rotolo lungo delle quattro stagioni di Sesshū Tōyō, scrivere qualcosa riguardo la filosofia Zen, l’estetica che ne deriva e la storia del Giappone, perché “un’opera d’arte non è un insetto, i suoi rapporti col mondo non sono accessori o casuali ma entrano a costituirla in modo tale che appare rischioso ridurla ad un gioco astratto di strutture comunicative ed equilibri relazionali”[6] .
avanti

[1] Categoria pittorica tra le più classiche in Oriente. [2] Forma poetica tipicamente giapponese famosa per la sua brevità: uno haiku è composto da soli tre versi , rispettivamente di cinque, sette e cinque sillabe. Il contenuto degli haiku classici riguarda sempre la natura e le stagioni.
[3] Alan W. Watts La via dello Zen, ed. Feltrinelli, Milano, 1971. Pag. 119
[4] Vedi capitoli secondo e terzo.
[5] Nome giapponese per la pittura ad inchiostro. Specificazione rispetto al termine più generale “sumi-e” (lett. “pittura ad inchiostro”) usato per classificare questo genere di pitture, la parola suiboku-ga significa più ampiamente “dipinto a inchiostro ed acqua”, enfatizzando così la sfumatura di colore piuttosto che la materia con cui il dipinto viene realizzato.
[6]Umberto Eco Opera aperta cit in Massimo Firpo Gli affreschi di Pontormo a San Lorenzo ed. Einaudi, Torino 1997.
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29 marzo 2014 6 29 /03 /marzo /2014 22:44

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I peperoncini hanno origine in Bolivia e in alcune parti del Brasile. Da lì vengono propagati in tutto il continente americano dagli uccelli, del tutto immuni all'azione della capsaicina. Gli aztechi furono i primi a incorporare il peperoncino nella loro alimentazione e nei loro rituali religiosi: le più antiche testimonianze della coltivazione di questa pianta risalgono al 5500 a.C. Dal nuovo continente il peperoncino giunse in Europa con le spedizioni di Cristoforo Colombo, e in seguito si diffuse in Africa e in Asia, dove in alcuni paesi è ormai parte della tradizione culinaria locale, come è avvenuto anche in molte regioni del meridione dell'Italia. Guardando la foto sarebbe difficile scorgere qualcosa di diverso da un comunissimo peperoncino, ma il Trinidad Moruga Scorpion, o Scorpione di Trinidas, nasconde già nel suo nome la sua caratteristica che lo rende unico al mondo. Si tratta del peperoncino più piccante del mondo: a conferirgli il titolo il Chile Pepper Institute dell'Università del New Mexico, che ha condotto una ricerca commissionata da diverse case di produzione di salse piccanti.

 Peperoncino infernale - 1,2 milione di gradi di capsaicina: in altri termini, un peperoncino "pericoloso" come uno spray anti aggressione. Viene chiamato lo "Scorpione di Trinidas":..

Lo Scorpione di Trinidad ha le dimensioni di una palla da golf ed è talmente piccante che nella scala di Scoville, che misura la capsaicina all'interno dei peperoncini, non si erano mai registrati un valore simile: 1,2 milioni di gradi. Per intenderci, un dato simile a quello registrato dallo spray irritante anti aggressione, 240 volte più piccante di un normale peperoncino. Qualche altro esempio: i famosi jalapenos messicani misurano dai 2500 ai 5000, il tabasco dai 30.000 ai 40.000. Giusto per rendere l’idea della “pericolosità” di tale piccantezza.

Se siete particolarmente avventurosi da addentare e masticare un tipico peperoncino calabrese da 15.000 gradi Scoville, vi sentirete la bocca in fiamme. Sappiate però che la temperatura della vostra bocca non è affatto aumentata. Quando percepiamo una sensazione di "caldo" o "freddo" vengono stimolati dei termorecettori che si attivano quando la temperatura raggiunge un certo valore di soglia. In pratica, quando la temperatura supera un certo valore, una proteina delle cellule nervose presenti nella pelle o nella bocca, induce la cellula a mandare un segnale al cervello. Due recettori appena scoperti, chiamati VR1 e VRL-1, si attivano quando la temperatura supera rispettivamente i 43 e i 52 gradi Celsius. La capsaicina ha la forma giusta per interagire con questi recettori, e - agendo come una chiave - apre un canale nella membrana cellulare che permette l'immissione di ioni calcio, che causano la trasmissione di un segnale di "dolore" che raggiunge il cervello.

Paul Bosland, un esperto in peperoncini di fama mondiale e direttore dell'Istitute Chili, si è così espresso: "Prendi un morso. Non sembra così male, ma poi diventa sempre più piccante. Quindi è molto cattivo". Tale specie deriva dal Capsicum chinense, e il nome gli è stato dato da Butch Taylor, proprietario di un’azienda australiana, The Chilli Factory, che l’ha creato. Se lo maneggiate senza guanti protettivi, le mani vi scotteranno per i due giorni seguenti, almeno secondo quanto Marcel de Wit, comproprietario dell’azienda. Se invece lo si avvicina troppo con gli occhi, potrebbe addirittura procurare una cecità temporanea.

L’utilizzo di questo peperoncino è riservato esclusivamente alla produzione di salse piccanti: quando hanno preparato per la prima volta la salsa Scorpion Strike, che contiene un quantitativo di Scorpione di Trinidad pari al 58%, è stato essenziale indossare maschere e tute protettive per proteggersi dai fumi emessi durante il processo di cottura.

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26 marzo 2014 3 26 /03 /marzo /2014 23:13

PS4 Project Morpheus cop

PS4. Sony lancia Project Morpheus, il casco che integra la console con la realtà virtuale. Il dispositivo, che fa concorrenza all’Oculus Rift di BeAnother Lab, è di fatto un visore per la PS4, e più in particolare in combinazione con i controller DualShock 4 e Move, oltre che con la Playstation Camera, ed è dotato di tecnologia audio 3D che ricrea suoni stereoscopici in tutte le direzioni.

“Questa nuova tecnologia ci darà la sensazione di essere presentisi legge sul blog della PS4 - Al giocatore sembrerà veramente di essere all’interno del gioco e percepirà emozioni in modo più reale. Questo sia per le sofisticate tecnologie video che per quelle audio, assicurano gli sviluppatori. Il nuovo arrivato di casa Sony segue l’app per realtà aumentata annunciata la scorsa estate.

Il prototipo è dotato di display con risoluzione di 1080p e di un campo visivo di 90 gradi. È costruito inoltre con sensori accelerometro e giroscopio integrati sia sulla testa del casco che sulla PlayStation Camera, in modo che gli utenti possano seguire accuratamente la dinamica del gioco contestualmente ai movimenti della testa.

PS4 Project Morpheus

Il casco funziona inoltre con 4 controller wireless Dual Shock e PlayStation Move per facilitarne l’utilizzo, oltre un jack audio per il collegamento di cuffie. Per quanto riguarda il design, gli sviluppatori garantiscono che Project Morpheus non pesa su naso o guance, e che è stato progettato per permettere all’aria di passare, impedendo l’appannamento del display.

L’azienda ha dichiarato che il dispositivo è in sviluppo da oltre tre anni e che sarà fornito agli sviluppatori di videogiochi accompagnato dagli strumenti software per creare games in realtà virtuale per PS4.

Il prototipo è stato presentato al Game Developers Conference 2014, in corso a San Francisco dal 17 al 21 marzo, ma non sono stati rivelati né i tempi né i prezzi di vendita.

Roberta De Carolis

Foto: Sony 

 

 http://www.nextme.it/tecnologia/realta-aumentata/7388-progetto-morpheus-playstation-4-realta-virtuale

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25 marzo 2014 2 25 /03 /marzo /2014 22:52


Durante l'arco dell'ultima decade abbiamo assistito al crollo semi assoluto dell'evoluzione umana, dettato dal fraintendimento delle nuove speranze evolutive costruite su basi genuine ma portato al decadimento naturale, grazie alle specializzazioni distopiche della cultura preponderata, cioè precostituita, con la sola intenzione di corrompere il potenziale integro delle idee per dirottarle verso uno spiaggiamento quasi del tutto definitivo della scoperta coscienziale.

Nel marasma generale delle convulsioni epilettiche dell'umanità nel suo incedere -pseudo- virtuoso verso una qualche imprecisata meta della strutturazione evolutiva della tecnologia, è stato inevitabile imbattersi nelle diverse e sempre attuali profezie sulla fine del mondo.
C'è sempre un qualche santo, una quale stele di pietra di chissà quanti millenni prima, che annuncia il capitolo finale dell'umanità; si è preparato il terreno, si è seminato, se n'è parlato per anni con tutti i mezzi di comunicazione immaginabili. E finalmente eccola che arriva. Quando?
Facciamo un passo indietro e fermiamoci.

Non è mia intenzione, nè scopo di questo post, sparare qualche data a casaccio, qualche canalizzazione aliena o un santo random per avallare una qualche teoria nuova di zecca sulla fine dei tempi. Al contrario: il tema, per quanto possa sembrare assurdo ai più, ha un forte ascendente su determinati individui -meno del venti percento della popolazione mondiale- senza un motivo apparente.
La Coscienza non è plurale ma singola e unica, impermanente, che ha scelto la strada della simultaneità e del parallelismo per esperire sé stessa nei vari punti d'unione da essa emanata: si tratta quindi di causa ed effetto. Un esempio molto semplice eppure assai eloquente è quello dello scrittore: quando scrivi un libro tu sei tutti i personaggi, tutte le ambientazioni e conosci tutta la trama. Puoi decidere di cambiarla in corso d'opera, mentre vivi quella storia nell'atto stesso di crearla, o scegliere di compiere un piano prestabilito che hai architettato ben bene prima e seguirne il corso per arrivare alla fine. La coscienza è lo scrittore: tutto, tutti e qualsiasi cosa. L'esprimere e sperimentare sé stessa attraverso la molteplicità, in un singolo istante, è il modo migliore per evolvere.

Questa premessa è comunque necessaria per far comprendere che quel venti percento di popolazione di cui si parla è semplicemente a conoscenza di quanto andrò a illustrare, e benchè anche il resto del mondo ne sia a conoscenza, tende a rimuoverlo, a spingerlo nella primordialità informe del pensiero.
Potremmo definirlo, quindi a buon titolo, un "archetipo prima dell'archetipo", un segnale inscritto nella coscienza -e non nella monade- per richiamare all'attenzione mono-coscienziale quel frangente di esperienza che costituisce il principio e il fine ultimo della vita umanamente intesa.

Nelle esperienze oniriche, taluni hanno vissuto una sorta di Apocalisse -anche con un certo tasso di lucidità- causata da diverse tipologie di catastrofe.

-C'è quello che sogna di morire per una frana, viene giù una montagna. Archetipicamente l'elemento Terra è associato al corpo, il golem, l'abito delle componenti metafisiche.
-La catastrofe potrebbe essere causata da Fuoco (meteoriti, fuoco dal cielo, vulcani) o dall'Acqua: un'alluvione, più spesso tsunami (l'ormai arcinoto sogno dell'onda), che rispettivamente si collocano a simboleggiare archetipicamente la morte per causa di Spirito e per causa di Mente.
-Paradossalmente, la distruzione da parte del Vento (tornado et similia) nei sogni porta solo sconvolgimenti, pesanti danni, senza però uccidere nessuno.

Questo perchè il Vento, essendo archetipo dell'Anima, non può portare la fine -essendo immortale- ma solo il "cambiamento".

Questa piccola parte accenna a una condizione precostituita in cui, quando la coscienza si deforma e ottiene un grado di lucidità fenomenica ben più grande della percezione quotidiana del reale socialmente accettato, si ha automaticamente accesso a una gamma di esperienze particolarmente più vasta su qualsiasi livello esperienziale. La condanna, volendola considerare tale, è quella di avvalersi completamente di una percezione distorta del tempo che si adegua permanentemente allo stato normale percettivo. Considerando questo, si ha quindi la sensazione che l'Apocalisse accada continuamente, ogni giorno.
Certe affermazioni risultano essere indigeste: si ha la speranza che arrivi davvero, una fine.
Questo si riallaccia completamente, abbraccia totalmente, quello che ho già espresso nei miei post precedenti qui e qui.

L'alienazione come singolarità di coscienza nel punto cruciale della storia umana, all'interno quindi di una molteplicità che si esplica tale solo a livello illusorio percettivo dello status mentale ordinario, sembra scaturire proprio da questo evento interiore. E' una speranza, una fede nell'io cosciente che ha la certezza di un'imminente fine per completare un ciclo e intraprenderne un altro, diverso in maniere tali che sono per noi inesplicabili.

Non esiste profezia, non potrà mai esistere, perché l'Apocalisse avviene dentro di noi, continuamente; e quando sarà permanente allora essa non avrà significato di morte, ma di una fine che sa di vittoria, di supremazia coscienziale, di risveglio centrale al reale.

Se credi ancora che quanto vivi ogni giorno non sia un sogno, rifletterci meglio.

 

Parsifal A. Drake


*

 
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La Spada nella Roccia
Vol. 1
L'introspezione evolutiva tra spiritualità e coscienza
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24 marzo 2014 1 24 /03 /marzo /2014 23:07
La Riserva della Biosfera Kafa, si trova nell'omonima regione dell'Etiopia, a circa 460 chilometri a Sud-Ovest di Addis Abeba.
Si tratta di una vasta area (circa 760 mila ettari), che rappresenta un'importante luogo di conservazione sia sotto il profilo storico (fu sede dell'antico Regno di Kafa, dal 1390 al 1897) sia sotto il profilo culturale e naturalistico.
L'area è ritenuta il luogo d'origine della più popolare varietà di caffè al mondo, la specie coffea arabica (circa l'80 del caffè bevuto al mondo) che ancora oggi è la principale risorsa agricola della riserva (oltre che pianta spontanea) e costituisce complessivamente un importante quota del prodotto interno lordo dell'Etiopia.

Nel 2010 l'area è stata inserita tra le Riserve della Biosfera dall'UNESCO.

Il territorio della riserva occupa un'area composta da montagne (dai 500 ai 3300 metri di altitudine), ricche e fertili vallate, corsi d'acqua, altopiani e foreste fitte.
le zone della riserva
Secondo la convenzione sulle Riserve della Biosfera, l'area comprende una zona chiamata core (riserva integrale, ad oggi divisa in 11 zone) di circa 28 mila ettari (sebbene vi siano altri 210 mila ettari che sono stati proposti di diventare tali) dove sono possibili solo studi e ricerche.
Vi è poi un'area denominata buffer, di circa 161 mila ettari, dove vi sono insediamenti e attività economiche e produttive sostenibili e infine un'area chiamata di transizione, oltre 337 mila ettari, dove vive la maggior parte della popolazione residente nella riserva (circa 610 mila abitanti, in maggioranza di etnia kapecho) e dove si svolgono le attività economiche più importanti.

Sotto il profilo naturalistico la Riserva di Kafa offre un interessante panorama con diverse specie di mammiferi tra cui varie tipologie di antilopi e scimmie oltre che iene, ippopotami e bufali; una grande varietà di rettili, anfibi e invertebrati e 210 specie diverse di uccelli. Innumerevoli le specie endemiche vegetali.


Ecco il sito ufficiale della Riserva della Biosfera, dove è possibile trovare ogni informazione, dalla tipologia di ricerche che vengono effettuate nella riserva fino alle modalità per visitare l'area
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17 marzo 2014 1 17 /03 /marzo /2014 22:31

La Pasqua, festa cristiana dai mille significati, ricorre sempre, ogni anno, la prima domenica dopo il plenilunio successivo all'equinozio di primavera.
Nella magia delle campagne capita che si possano fondere elementi considerati di tradizione pagana (brutta parola dal significato nullo) con quelli cristiani. Questo avviene perchè nelle campagne la cristianità ha da sempre lasciato solchi molto profondi, nel bene e nel male o anche perchè le feste cristiane (ricordiamo che il cristianesimo è giovane come datazione per l'umanità rispetto ad altri culti precedenti e ben radicati) si sono appropriate degli usi e delle date festive proprie delle ricorrenze più antiche, legate ad altri celebrazioni in onore anche della Madre Terra. Sta di fatto che non a caso la pasqua rientra anche nelle celebrazioni delle streghe anche se con ben altri significati.
Nel 325 dopo Cristo, il Concilio Cattolico di Nicea, stabilì che la solennità della Pasqua sarebbe stata celebrata sempre "nella domenica seguente il primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera", forse anche per "occupare" quel posto del calendario da secoli destinato a dei riti antichi ben precisi.
Lo scopo sarebbe stato, ovviamente, quello di scalzare il precedente culto ma così non è stato. Entrambi si sono fusi.
Ma iniziamo dal principio.
Prima abbiamo l'equinozio di primavera, poi il plenilunio successivo (che festeggiamo per assorbire forza dalla luna e per ringraziare Iside dei suoi favori), poi abbiamo la pasqua.

L'Equinozio di Primavera

L'Equinozio di Primavera è chiamato anche Festa degli Alberi, Anna Perenna
(antichissima divinità romana femminile festeggiata nel bosco sacro a lei dedicato durante le Idi di Marzo) o Lady Day, che significa " il giorno della
Dea Luna ". I Piccoli Misteri Eleusini venivano festeggiati proprio in questo mese posto sotto il dominio di Marte simbolo delle forze maschili fecondatrici.
Astrologicamente parlando ci troviamo sotto il segno dell'ariete che racchiude in se questo simbolismo maschile fecondante. Durante l'Equinozio (da equi nox, equidistante) i pianeti assumono una nuova posizione rispetto al periodo invernale. La terra si porta in un punto equidistante dal sole.
Questa è la festa degli opposti, del binario, della dualità delle forze maschili e femminili rappresentate simbolicamente dal giorno e dalla notte che hanno la stessa durata e dall’equilibrio cosmico che generano garantendoci vita e abbondanza.
Si celbra quindi la fertilità, la vita sotto ogni sua manifestazione compresa quella degli uomini e della natura tutta. I simboli della fertilità sono il coniglio, i fiori e le uova. Queste ultime sono la rappresentazione della forza femminile (l'albume) e della forza maschile (il tuorlo) mentre il guscio, fusione perfetta di due simboli geometrici ( il cerchio e la piramide ) ne protegge i due preziosi elementi. Tutto cio' che vive ha origine dalle uova, mammiferi, esseri umani e piante che siano e attraversol'uovo o il seme, che ha anche esso la stessa struttura di un uovo ( la vita protetta da un guscio esterno ) da sempre perpetuano la vita. Rispettare ogni tipo di vita è importante per non essere causa di squilibrio in questo grande disegno perfetto che continuamente si rigenera chiamato universo.

" Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma "
diceva il grande Democrito.

 

http://www.bethelux.it/eostara.htm

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15 marzo 2014 6 15 /03 /marzo /2014 22:50

Pomelo

 

Il pomelo.

Un frutto che non è molto conosciuto ma che negli ultimi anni, ha iniziato a fare la sua comparsa nei supermercati italiani. Il suo peso, normalmente, si aggira intorno al chilo e si presenta come un enorme pompelmo. Un gusto che quando il frutto è maturo, assume un gradevole sapore di pompelmo e mandarino.

 

Ma come è arrivato sulla nostra penisola, come è nato? Comparso in Europa quasi mille anni fa, e' presente nelle aree agrumicole, nei giardini botanici e negli istituti sperimentali. E' coltivato nella Cina meridionale e nel Sud-Est asiatico. Il pomelo è il frutto della pianta Citrus maxima o Citrus grandis, originaria della Cina, ritenuta una delle tre specie da cui derivano tutti gli agrumi oggi conosciuti, assieme al cedro ed al mandarino. Viene chiamato anche Pomelo, Pummelo, Pampaleone, sciadocco, da non confondere con il Pompelmo che è un suo ibrido. È il più grande degli agrumi. Cresce fino ai 30 cm di diametro e può pesare fino ai 10 kg. Tipica per questa specie è l’abbondante presenza della sostanza bianca spugnosa sotto la buccia detta albedo; di albedo è costituita addirittura tutta la parte superiore del frutto, cioè la parte stretta della forma a pera.La pianta del pomelo, Citrus maxima o Citrus grandis, è resistente al gelo, ma cresce meglio in climi caldi e piovosi. Ideali sono le zone tropicali e subtropicali, con terreni umidi e paludosi. In alcune zone del mondo si trovano spesso allo stato selvatico lungo le rive dei fiumi e dei torrenti. La pianta è molto vigorosa, spinosa, con germogli angolari, foglie grandi, ellittico-ovali, con picciolo alato. I fiori sono grandi disposti sia in grappoli che isolati. Il pomelo si propaga soprattutto per innesto.

 Pummelo - Citrus grandis

Pomelo

La forma del pomelo non è sferica. Si presenta spesso con una forma a pera. La buccia è liscia, verdina, alle volte rosata, mentre la polpa raggiunge i colori dal giallo paglierino al rosa fino al rosso. Il sapore è simile al pompelmo. Non ha niente a che vedere con la mela, come il nome potrebbe far pensare.Forma alberi a portamento ampio e arrotondato, alti fino a 6 m. I rametti sono dapprima pubescenti e poi spinosi. Ha foglie grandi, ovato-ellettiche, con apice appuntito, verde scuro sopra e pubescenti sotto. I fiori sono bianchi, grandi, solitari o in piccoli gruppi.La buccia è spessa e la polpa acidula, gustosa e con molti semi. Per il consumo, gli spicchi vanno sbucciati uno a uno. In Liguria è chiamato "sciaddocco" (dall'inglese shaddock).
Viene coltivato anche in Italia (Sicilia).
Tratto da: http://www.alimentipedia.it/pomelo.html
Copyright © Alimentipedia.it

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13 marzo 2014 4 13 /03 /marzo /2014 22:42

Datagate di NSATrojan, reti di server nascosti, impersonificazione di siti noti, laptop manipolati. Esposta da Der Spiegel e da Jacob Applebaum la cassetta degli attrezzi del Datagate

Der Spiegel e il ricercatore di sicurezza Jacob Applebaum, quest’ultimo nella doppia veste di collaboratore della testata tedesca e di relatore al congresso annuale Chaos Computer Club.

Jacob Applebaum è anche uno degli sviluppatori di Tor e in questa conferenza (purtroppo solo in inglese per adesso - vedi video alla fine del post) affronta il problema della militarizzazione di internet.

Oggi hanno aperto la “stanza degli orrori” della Nsa svelando ALCUNE delle tecniche e degli strumenti, usati dall’agenzia americana per praticare una sorveglianza di massa e globale delle comunicazioni.

- Un invio a tappeto di spyware sui computer target.

- Intercettazioni telefoniche effettuate in un’area geografica attraverso l’uso di finte stazioni mobili GSM (costo: sui 40mila dollari).

- La manipolazione diretta di hardware e laptop ordinati via internet dai target.

- L’uso di una rete segreta di server per battere sul tempo i fornitori di servizi cloud come Yahoo e inviare del malware impersonando il sito visitato da un utente.

- E addirittura l’uso di unità portatili che “irradiano” i target per visualizzare i loro monitor.

Si tratta di un fiume di informazioni e di dettagli che andranno vagliati con calma, ma per iniziare ad avere un’idea di cosa si tratta stiamo parlando di: malware che riescono a creare delle backdoor nei prodotti di Microsoft, Cisco, Huawei, Dell, Juniper, HP, Seagate, Samsung; attacchi al Bios dei computer, il che significa che anche se l’hard disk viene formattato e installato un nuovo sistema operativo, la backdoor non viene eliminata; attacchi che sfruttano i messaggi di errore di crash di Microsoft Windows: i rapporti inviati dal computer a Microsoft sul malfunzionamento del sistema per la NSA sono un’occasione ghiotta per spiare l’attività del PC, o meglio per ottenere un primo accesso passivo alla macchina. Significa che il computer non è ancora controllabile da remoto, ma che si possono vedere i dati inviati dallo stesso su internet. Questo tipo di informazione è usata quindi come trampolino di lancio per sfruttare altre vulnerabilità del computer e inserire del malware.

Tra l’altro l’operazione, secondo gli ingegneri della NSA, sarebbe così divertente che in una slide interna il messaggio di errore di Microsoft è stato sostituito con l’avviso: “Questo dato può essere intercettato da un sistema di Sigint (Signal intelligence) straniero per avere informazioni e violare meglio il tuo PC”.

A fare il lavoro sporco è l’unità TAO (Tailored Access Operations, “operazioni di accesso su misura”) della Nsa, l’Agenzia di sicurezza nazionale che presiede al sistema di sorveglianza globale esposto in questi mesi dal cosiddetto Datagate. La sua esistenza, come élite di hacker governativi d’attacco che spaziano dal controterrorismo ai cyber attacchi allo spionaggio tradizionale, era già emersa mesi fa, ma ora sono usciti molti dettagli interessanti sugli strumenti utilizzati da queste spie digitali.

Der Spiegel, significativamente, li chiama una “squadra di idraulici”, chiamati in causa quando falliscono metodi più tradizionali di accesso a un target. Il loro motto è “ottenere quello che è impossibile da ottenere” (getting the ungettable): diversamente da altri programmi di sorveglianza della Nsa qui non si punta alla pesca indiscriminata di informazioni, ma a una raccolta più qualitativa. Che però avviene usando tecniche che vanno ben oltre gli attacchi usati dai cybercriminali.

Uno degli aspetti più inquietanti del sistema utilizzato dalla Nsa per spiare utenti internet si chiama però QUANTUMTHEORY (vedi le slides), ed in parte era già emerso. Solo che ora ci sono molti più dati sul suo funzionamento. Si tratta di un sofisticato sistema per infettare computer target, che va oltre la tradizionale pratica di inviare mail spam con link malevoli, ancora oggi uno dei sistemi più diffusi per entrare nel pc di qualcuno. Questa tecnica viene usata soprattutto quando i target visitano siti come Facebook, Yahoo, LinkedIn (aziende i cui data center erano giù stati oggetto di spionaggio da parte della Nsa) ed è stata impiegata ad esempio dalla GCHQ (i servizi inglesi che collaborano con la Nsa) per attaccare la telecom belga Belgacom.

Il sistema si basa su una rete parallela e segreta di computer usati dalla Nsa, un network ombra di router e server controllati di nascosto dagli americani, ottenuta in molti casi hackerando computer altrui. La rete setaccia quello che le passa fra le maglie alla ricerca di impronte digitali di possibili target: elementi cioè che aiutino a identificarli, come indirizzi mail e cookies. Una volta raccolte abbastanza informazioni sulle abitudini dei target, la squadra TAO passa alla modalità di attacco: dunque non appena arriva fra le sue mani un pacchetto di dati associabile al target, il sistema si attiva, determina quale sito il target sta per visitare e fa intervenire uno dei suoi server coperti, ovvero la rete nota in codice come FOXACID. A quel punto il target viene fatto connettere al sito finto della Nsa e non a quello autentico che cercava di raggiungere. Così la pagina manipolata dalla Nsa trasferisce del malware all’utente sfruttando delle vulnerabilità del suo software. La tecnica è una vera e propria corsa, una gara di velocità tra server, perché il punto è battere sul tempo quelli dei siti che si “impersonano”. A volte per fortuna, non riesce, ma spesso funziona.

Un sistema di questo tipo è stato utilizzato dalla Nsa per hackerare il sito del consorzio SEA-Me-We, il quale opera l’omonimo cavo sottomarino che attraversa il Mediterraneo passando anche per Palermo: tra le aziende che lo gestiscono c’è pure Telecom Italia Sparkle.

Il cavo era giù stato indicato come uno dei possibili elementi “attenzionati” della GCHQ, ma ora abbiamo un’indicazione più precisa. Infatti il 13 febbraio 2013 gli hacker del TAO hanno ottenuto accesso al sito di gestione del consorzio raccogliendo informazioni sul network, dopo aver violato il sito interno di uno degli operatori del consorzio.

Perché la difesa della sovranità nazionale dell'Italia e della sua sicurezza cybernetica si ferma al largo dei nodi della sua rete domestica. Di Mazara del Vallo e di Olbia, di Otranto e Civitavecchia, di Savona e Palermo (fonte Repubblica)

“La Nsa vuole spiare su di voi, non solo sulle vostre macchine: vuole la sorveglianza totale”, ha dichiarato Applebaum nel corso della sua applauditissima presentazione. Dove ha esposto numerosi sistemi di monitoraggio della agenzia americana, collegati al sistema QUANTUM appena descritto. Tra questi, TURBINE che pratica la deep packet injection; cioè dopo aver vagliato i flussi di pacchetti che scorrono in alcuni punti controllati della Rete (attraverso la deep packet inspection di un programma chiamato TURMOIL), inietta un attacco. In alcuni casi, ha spiegato il ricercatore – che è tra i principali sviluppatori di Tor“se visiti alcuni siti vieni colpito automaticamente: allora mi spiegate che tipo di attacco personalizzato sarebbe? Questa è la militarizzazione di internet, siamo sotto una legge marziale. È una strategia che punta a rendere internet insicura e a lasciare noi vulnerabili personalmente e socialmente: tutto ciò viene fatto nel nostro nome ma senza il nostro consenso”.

E senza che i politici e i giudici che dovrebbero sovraintendere a certi processi riescano anche solo a capire di che si tratta, ha aggiunto il giovane. Del resto basti pensare che la Nsa conserva i dati raccolti per ben 15 anni.

Ciliegina sulla torta del discorso di Applebaum: alcune slide mostrano come la Nsa usi anche degli strumenti che irradiano i target con un generatore a onde continue CW (continuos wave radar unit) per riuscire a visualizzare i loro monitor. Proprio ieri sera Julian Assange, intervenuto via Skype al congresso del CCC, aveva ammonito la platea dicendo che la sua (la nostra) è l’ultima generazione libera.

 

Fonte: lagrandeopera.blogspot.it

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7 marzo 2014 5 07 /03 /marzo /2014 22:49

Con nuove turbine eoliche a imbuto il 600% in più di energia

 

Un nuovo modello di turbine eoliche potrebbe consentire di potenziare sino al 600% l'energia sviluppata. È il progetto di un'azienda, la Minnesota SheerWind, che ha messo a punto queste speciali turbine "a imbuto". Come riferisce tuttogreen gli ingegneri della Sheerwind che hanno realizzato questo innovativo aerogeneratore -ribattezzato "Invelox" dichiarano di poter produrre il 600% di energia in più rispetto ai tradizionali sistemi eolici. Il tutto sia limitando l'invasività paesaggistica delle pale, grazie alle ridotte dimensioni delle turbine, che riducendo i rischi per gli uccelli e l'avifauna selvatica, poiché tutti i componenti del sistema sono integrati all'interno della struttura.

Invelox non ha le tradizionali pale esterne e non presenta una forma affusolata e verticale ma ha invece una parte superiore a forma di imbuto che presenta prese di aspirazione capaci di convogliare le correnti ventose, provenienti da ogni direzione, verso la turbina, posizionata alla base della struttura.

Invelox riesce a funzionare anche con poco vento, poiché cattura anche le più piccole brezze, che poi acquisiscono notevole velocità all'interno del sistema grazie ad una serie di bocchette e tubi che le canalizzano verso la turbina vera e propria, deputata a trasformare l'energia cinetica del vento in elettricità.

Stando ai dati trasmessi da SheerWind, il sistema riesce a "velocizzare" notevolmente le correnti ventose prima dell'operazione di conversione in energia elettrica: per esempio un vento che tira a 16 km/h cresce ad una velocità di 64 km/h, prima di raggiungere la turbina. Si sfrutta sostanzialmente un fenomeno fisico chiamato "effetto Venturi", secondo il quale la pressione di una corrente fluida aumenta col diminuire della velocità. In pratica, quindi, questa tecnologia accresce la velocità del vento e diminuisce la pressione, in tal modo accelerando la turbina eolica posta alla base.

Roma, 7 mar. (TMNews)

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6 marzo 2014 4 06 /03 /marzo /2014 22:23

E' la storia delle religioni l’esistenza di un principio spirituale preesistente alla nascita è, assieme con quella della sorte dell’anima nel post mortem, una delle questioni più dibattute. Per quel che concerne nello specifico la storia del pensiero occidentale, si deve a Platonela tesi in forma di mito secondo cui ogni anima dopo la morte torni alla stella da cui era discesa.

In epoca cristiana la tesi della preesistenza dell’anima al corpo fu sostenuta da alcuni Padri come Origene, ma venne combattuta dai Cappadoci nel IV secolo, in particolare da Gregorio di Nissa sostenitore della dottrina avversa secondo cui le anime sono create singolarmente da Dio e non preesistono in alcun modo all’atto creativo. Infine nel concilio di Costantinopoli del 540, la tesi di Platone sarà ufficialmente condannata dalla Chiesa come eretica.

La credenza nella preesistenza di un principio spirituale prenatale è ancora viva tra gli indigeni dell’Australia centrale, dove si ritiene che perché nasca un bambino nel corpo della madre sia necessario che uno degli ‘spiriti-bambini’ dei singoli clan totemici si incarni nel corpo di una donna. Simili concezioni presenti nelle culture di popoli primitivi non devono tuttavia essere scartate a priori come mitologie di popoli arretrati e fuori dalla civiltà, se pensiamo che la visione tradizionale generale della vita contemplava simili vedute e presupposti.

L’uomo tradizionale considerava infatti il visibile come effetto di cause di un ordine superiore. Perciò, il nascere secondo una data nascita, uomo o donna, con alcuni connotati fisici, psichici, di razza e schiatta, non era ritenuto un puro caso, ma trovava ragione di sé nella corrispondenza che il principio divenuto “Io” umano fu trascendentalmente prima di nascere.

enneadiSimilmente nelle Enneadi Plotino asserisce che “l’anima ha dapprima scelto il proprio dèmone e la propria vita”, ma anche che “il corpo è stato formato ad immagine dell’anima che esso racchiude” (Plotino, Enneadi, III, iv, 5; I, i, 11). Fu Platone a dire che: “Non già un dèmone vi sceglierà, ma voi stessi vi sceglierete il dèmone vostro. Voi stessi sceglierete la sorte di quella vita, in cui poi vi troverete, stretti da necessità”. Parimenti il mistico renano del XIII secolo Meister Echkart sostiene che: “In quell’essere di Dio in cui Egli è al di sopra di ogni essere e di ogni differenza, là ero io stesso, volevo me stesso e conoscevo me stesso per creare quest’uomo che io sono. Perciò io sono causa originaria del mio essere, che è eterno, e non secondo il mio divenire, che è temporale.” (Meister Eckhart, Sermone “Beati pauperus spiritu”). Ma anche nella filosofia moderna abbiamo una reminiscenza di tali concezioni, come in Kant e Schopenauer circa il cosiddetto “carattere intelligibile” o “noumenico”, precedente il mondo dei fenomeni, secondo cui il carattere empirico deve render nel corso d’una vita l’immagine del carattere intelligibile, e non può riuscir diverso da come richiede l’essenza di quest’ultimo.

Curioso a tal proposito è l’episodio immortalato da Dante nella Divina Commedia, quand’egli avendo già attraversato la sfera della Luna dove ha incontrato le prime anime beate s’interroga riguardo la sorte assegnata dalla Provvidenza a queste anime, che sono «qui rilegate per manco di voto» sì, ma anche per un motivo di carattere astrologico, stante il vecchio adagio per cui «astra inclinant, non necessitant»: durante la loro vita terrena questi spiriti infatti sono andati soggetti all’influenza del primo cielo, da cui hanno ricevuto una naturale inclinazione alla volubilità.

La stessa visione olistica dell’esistenza umana, ritenuta in rapporto con tutto ciò che esiste, nondimeno che con gli astri, è presente nella dottrina della regalità sacra, per cui le anime si orienterebbero secondo affinità verso un determinato pianeta, al quale corrisponderanno le caratteristiche di quell’anima umana, e il re si riteneva aver percorso la linea delle influenze solari.

Agli occhi dei moderni simili affermazioni sanno di follia e sembra cosa del tutto arbitraria che la nascita determini la posizione sociale e l’attività che un uomo svolgerà nella vita, per il semplice fatto che la nascita è ritenuta un caso. Per i nostri contemporanei vale infatti ciò che il De Maistre ebbe a dire dei suoi: “Si giudica un tempo in cui gli uomini vedevano gli effetti nelle cause con la mentalità di un tempo in cui gli uomini a fatica risalgono dagli effetti alle cause, o si dice che è inutile occuparsi della cause, o non si sa quasi più che cosa sia una causa” . Ma come compatirli!

 

tratto da: http://www.centrostudilaruna.it/

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