Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
30 luglio 2014 3 30 /07 /luglio /2014 21:17

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

David Bohm parte da una famosa esperienza di meccanica quantistica, condotta nel 1982 dal fisico Alain Aspect partendo da un'ipotesi di lavoro di Einstein, Podolsky e Rosen (il cosiddetto "paradosso EPR"). In questo esperimento, due oggetti (due particelle) inizialmente legate tra di loro vengono separate e quindi analizzate simultaneamente. Si trova così che il tipo di esperimento condotto su di una particella (deciso dopo che queste erano state separate) influenza i risultati delle misure sulla seconda. Questo è incompatibile con l'idea che ciascuna particella abbia uno stato fisico definito prima della misura: le due particelle, nel loro insieme, formano infatti un sistema singolo, anche se esteso. La cosa è particolarmente problematica perché le misure sono condotte simultaneamente e, per spiegare un collegamento tra le due, occorrerebbe ipotizzare una comunicazione più veloce della luce.

Comunque la teoria della relatività è salva: non è possibile con questo tipo di esperimenti comunicare informazioni da uno sperimentatore all'altro. Le "influenze" sono correlazioni statistiche che si possono evidenziare solo mettendo insieme i risultati delle due misure. Ciascuno sperimentatore, misurando una singola particella, vede solo risultati casuali, determinati esclusivamente dal processo che ha prodotto le due particelle ma non da quello che il suo collega fa all'altra particella. Inoltre la connessione tra le due particelle è estremamente labile e infatti è stato possibile condurre l'esperimento solo con particelle elementari che possono essere fatte viaggiare assolutamente indisturbate per diversi metri.

Per tentare di spiegare questi risultati, Bohm ha ipotizzato che al di sotto della realtà che osserviamo ci sia un'ulteriore livello che non è locale. In altre parole, il livello sottostante assomiglia  a un ologramma, un modo di registrare un'immagine tridimensionale in una lastra fotografica in cui i singoli elementi dell'immagine sono distribuiti su tutta la lastra e in cui, viceversa, ogni elemento della lastra contiene elementi di tutta l'immagine. In questo modo sarebbe possibile spiegare come i risultati di una misura su di una particella condotta qui possano influenzare quelli di una misura condotta a distanza, senza che sia possibile una comunicazione tra le due. Le due particelle in realtà sarebbero l'immagine di qualcosa di sottostante, unitario, un super-ologramma che si estende attraverso tutto l'universo fisico che percepiamo.

Quest'ipotesi è affascinante, ma è solo una delle molte proposte per tentare di spiegare gli aspetti paradossali e sconcertanti della meccanica quantistica. A oggi nessuna di queste ipotesi è convincente e la maggior parte dei fisici semplicemente si astiene dal pronunciarsi a riguardo, limitandosi a descrivere come la realtà si comporta (cosa che la meccanica quantistica fa comunque molto bene). In particolare il problema di queste ipotesi è che non esistono metodi per verificarle, per confrontarle tra di loro e vedere se descrivano effettivamente la realtà. Da quest'ipotesi Talbot, probabilmente senza neppure capirla, trae conseguenze decisamente estreme. La realtà che osserviamo sarebbe solo una finzione, una specie di proiezione solo apparentemente solida, ma in realtà priva di una sua oggettività.



Sarebbe in teoria possibile accedere attraverso connessioni non locali a qualsiasi evento, addirittura a eventi distanti nel tempo. Come in un ologramma ogni frammento della lastra fotografica contiene tutta l'immagine, così ogni singolo frammento di realtà, anche un singolo elettrone, contiene tutto l'Universo. La realtà che osserviamo sarebbe poi solo una delle molte possibili, il super-ologramma conterrebbe anche realtà alternative e la nostra coscienza, in ultima analisi, selezionerebbe da questa totalità la realtà che percepiamo.

Tutto questo semplicemente non ha basi. Come detto sopra non è possibile trasmettere informazione sfruttando le caratteristiche non locali della meccanica quantistica, e queste sono estremamente delicate e facilmente distrutte. L'esperimento di Aspect non dimostra le tesi di Bohm, e nessuno sostiene che la realtà sia solo un'illusione.


Inoltre il paragone con gli ologrammi, se spinto appena più in là di quanto faccia Bohm, non ha le caratteristiche che gli attribuisce Talbot. In un ologramma vengono registrati tutti i raggi di luce che attraversano la lastra fotografica in un modo dettagliato che comprende la direzione in cui questi viaggiano.
Quando l'ologramma viene illuminato in modo opportuno, questi raggi vengono riprodotti e noi vediamo l'immagine di ciò che stava dietro la lastra. Ma non è vero che l'immagine è contenuta nella sua interezza in ogni elemento della lastra. Ogni elemento contiene solo i raggi che passavano di lì, e anche se, con opportune contorsioni, posso guardare buona parte dell'immagine muovendo l'occhio (come quando sbircio da uno spioncino) vedo comunque solo l'immagine presente da quel punto di vista.
Gli altri elementi della lastra contengono l'immagine vista da punti di vista differenti che sono appunto immagini differenti, anche se non di molto. E se il frammento di lastra è troppo piccolo non contiene che un'immagine sfumata, sfuocata, di quella originale. Se volessi guardare con un binocolo un panorama olografico, avrei bisogno di un frammento di lastra grande almeno come le lenti del binocolo.

Il neurofisiologo Karl Pribram, dell'Università di Stanford, ha utilizzato il paragone con un ologramma, in un contesto completamente differente, per tentare di spiegare come funzioni la memoria. In questo caso il paragone serve a indicare che i singoli ricordi sono sparsi su aree del cervello estese, che funzionano in modo coordinato. Ma anche qui non credo proprio che Pribram sostenga che ogni neurone contenga tutti i ricordi o che le sue teorie abbiano qualcosa a che fare con la meccanica quantistica. Inoltre l'analogia, per quanto utile come quadro interpretativo, non può essere spinta troppo in là. Il cervello infatti ha meccanismi che sono comunque molto differenti da quelli fisici di un ologramma.

Ancora Talbot dimostra di non capire granchè di come funziona un ologramma quando afferma che questi consentono densità di informazione elevatissima. In realtà un ologramma contiene la stessa quantità di informazione di un'immagine tradizionale, il vantaggio delle memorie olografiche, proposte per i computer, sarebbe quello di poter immagazzinare informazione in un volume, anziché in una superficie come accade per esempio in un disco di computer. Ma il salto di qualità, per così dire, avviene quando Talbot mette insieme queste due ipotesi, collegate solo dalla parola "olografico": siccome la memoria, e quindi il cervello è olografico, allora è lui che agisce, interpretandolo e costruendo la realtà sensibile, sul super-ologramma che sottostà alla realtà sensibile, che in realtà non esiste. Saremmo "una sorta di ricevitori che galleggiano in un caleidoscopico mare di frequenze e ciò che ne estraiamo lo trasformiamo magicamente in realtà fisica: uno dei miliardi di mondi esistenti nel super-ologramma." Le percezioni extra sensoriali, le esperienze di pre-morte, gli stati alterati di coscienza sarebbero situazioni in cui la mente olografica accede a livelli differenti del super-ologramma. Siccome tutto è collegato, allora telepatia, chiaroveggenza, esperienze extra-corporee sarebbero possibili.
Siccome la realtà è solo immaginata, diventerebbe possibile modificarla cambiando il nostro livello di percezione. Anzi, sarebbe la mente a creare l'illusione di un corpo, di un cervello fisico che la contiene. Potremmo modificare il nostro corpo, e quindi determinare la nostra salute, cambiando con la mente il nostro ologramma corporeo.

Niente di tutto questo è ovviamente dimostrato. Il libro contiene una lunga serie di eventi aneddotici, molti dei quali già abbondantemente analizzati e smontati da indagini serie. Si va dai classici cucchiaini piegati, oramai parte del repertorio di qualsiasi prestigiatore, a esperienze di incredibili sciamani in grado di far sparire e riapparire un intero boschetto. Purtroppo basta che i racconti originali siano riferiti con la fedeltà con cui sono riportati i risultati di Aspect o le idee di Pribram per garantirne l'assoluta inaffidabilità.


Insomma, l'idea di un universo olografico rappresenta un buon esempio di come delle idee vaghe, paragoni utilizzate da scienziati seri per cercare di fornire un quadro interpretativo a concetti differenti, possano essere presi da gente che non li ha capiti, stravolti e forzati a dire cose che non hanno senso, considerati come teorie scientifiche e non come idee guida, e infine collegati a idee del tutto differenti per sostenere idee preconcette e completamente campate in aria.


Fonte:  Chiedi a Ulisse

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Esopsicologia
scrivi un commento
28 luglio 2014 1 28 /07 /luglio /2014 21:10

La cartomanzia, l'astrologia ed altre divinazioni

“Ti sei stancata per i tuoi molti consiglieri: si presentino, e ti salvino quelli che misurano il cielo, che contemplano le stelle e pronosticano ogni mese ciò che ti accadrà” (Is 47,13)

La cartomanzia

La cartomanzia ritiene di poter conoscere cose occulte dall’uso di carte comuni o speciali, decifrando per esempio le qualità ed il futuro di una persona, dal significato convenzionale che ogni carta rappresenta, a seconda della disposizione con cui si presentano. E’ la forma divinatoria oggi più diffusa.
i tarocchi sono un mazzo di 78 carte dette anche “lame”, e suddivisi in 2 sottogruppi: il primo è di 22 carte illustrate con figure simboliche (il Bagatto, la Papessa, l’Imperatrice, l’Imperatore, il Papa, l’Innamorato, il Carro, la Giustizia, l’Eremita, la Ruota della Fortuna, la Forza, l’Appeso, la Morte, la Temperanza, il Diavolo, la Casa di Dio, la Stella, la Luna, il Sole, il Giudizio, il Mondo, il Matto), anticamente chiamate “Trionfi”, e solo dal XIX secolo, ribattezzate dagli esoteristi “Arcani maggiori”, l’altro in 56 carte suddivise in 4 serie, gli “Arcani minori” che, a seconda dei paesi possono mutare tipo di insegna. Gli Arcani Minori includono quattro figure: fante, cavallo, donna, re, e 10 carte numerali. Le carte sono suddivise in insegne: nei paesi latini sono più usate coppe, danari, bastoni e spade; in Francia cuori, quadri, fiori, picche; ulteriori sistemi di segni, sono quelli tedeschi e svizzeri.
I tarocchi sono stati inventati come carte da gioco o a scopo istruttivo; il loro uso divinatorio cominciò a diffondersi solo dal XVIII secolo, specialmente nella forma italiana. Solo allora si cominciò infatti a prendere in considerazione la possibile origine esoterica ed ermetica dei tarocchi.
La differenza tra Arcani maggiori e Arcani minori è stata sottolineata dagli esoteristi in questo modo: gli Arcani maggiori contengono simboli universali, riconducibili ad esperienze di vita particolari, mentre i minori sono una sorta di punteggiatura dei responsi.
I primi cartomanti furono affascinati dal significato simbolico di queste carte; in seguito attribuirono agli Arcani maggiori ulteriori significati legati sia alle raffigurazioni, sia al loro nome, sia alla numerologia associata al numero indicato sulle carte. Queste ulteriori interpretazioni furono poi simbolizzate e inserite nelle nuove rappresentazioni delle carte, arricchendole sempre più sia dal punto di vista iconografico sia dal punto di vista simbolico.
In seguito anche gli Arcani minori furono sottoposti a un analogo studio e seguirono un’analoga evoluzione.
I tarocchi, sotto la forma di Arcani maggiori, hanno raggiunto ai nostri tempi una grande popolarità, tanto che vengono addirittura acclusi ad alcune riviste con relative istruzioni per l’uso.
Tanti sono coloro che tramite le trasmissioni televisive, conoscenti o familiari si fanno leggere le carte per scrutare eventi futuri o ricevere suggerimenti riguardo ai fatti della propria vita. A volte le risposte riguardano promesse di felicità ma in altri casi si parla di persone che ci fanno del male e che ci ostacolano la strada, oppure si arriva ad annunciare vere e proprie sciagure.
Generalmente le risposte sono però generiche e velate, proprio perché sia la persona che li interroga a costruirsi la fantasia che preferisce. Il condizionamento è infatti sempre in funzione del proprio stato d’animo e dell’attuale situazione emotiva.
E’ sempre bene ricordare che il Demonio è esperto nel promettere cose apparentemente buone, ma nel contempo ama creare paura, odio e divisione, spingendo all’egoismo e magari ad una profonda ansia per qualcosa che deve accadere. Le presunte risposte sono spesso menzognere e fallaci con il solo scopo di creare preoccupazioni e divisione tra le persone.
Egli non è onnisciente come Dio, è solo dotato di finissima intelligenza spirituale in grado di analizzare i dati di cui è in possesso e fare delle stime su quello che potrà accadere. In qualità di puro spirito, la sua intelligenza è ben superiore alla nostra e molti dei suoi pronostici sono conseguenza di elaborate analisi sulla persona che si trova davanti, in base alle sue tendenze, passioni, debolezze e peccati.
Perciò, anche se a volte può indovinarci, non significa che conosce a priori l’esito finale degli eventi.
Solo in rari casi Dio consente agli spiriti impuri di sapere in anticipo l’esito di qualche evento futuro, per motivi che spesso a noi sfuggono ma pur sempre nell’utilità dell’ottica divina. Un caso può essere quello di ricevere un annuncio di disgrazia come avvertimento alla vita di peccato che stiamo percorrendo.
La conoscenza totale di tutto, in tutti, e in ogni momento, è di sola pertinenza divina. Solo Dio ci conosce nell’intimo più profondo, il Diavolo non può entrare nell’anima e non conosce i nostri pensieri, può solo suggerirci i suoi e studiarci accuratamente per vedere come ci comportiamo esternamente. Conoscendo le nostre debolezze, i vizi, i peccati, le aspirazioni, è pronto a darci le risposte che più ci aspettiamo per renderci soddisfatti, con l’unico scopo di legarci a lui e portarci su strade sbagliate.
A parte il caso dei numerosi ciarlatani e dilettanti in circolazione, coloro che leggono le carte sono veri e propri operatori dell’occulto che si muovono sotto la guida invisibile di entità spirituali maligne.
Coloro che si fanno leggere le carte violano apertamente il primo comandamento, entrano in contatto diretto con il mondo infernale aprendo delle porte difficili da richiudere ed esponendosi al rischio di infiltrazione spiritica.
Non fatevi leggere i tarocchi, confessatevi se l’avete fatto e distruggeteli se li possedete.
E’ inoltre opportuno pregare Dio affinché spezzi ogni vincolo occulto creatosi e rinunciare nel nome di Gesù ad ogni spirito magico e di divinazione a cui potremmo esserci legati.

L’astrologia

Altra insidia è rappresentata dalla cosiddetta astrologia. La parola “astrologia” significa “scienza degli astri”. Originariamente era sinonimo di “astronomia” e le due parole si usarono promiscuamente fino al primo secolo dopo Cristo e anche oltre. Attualmente astrologia designa una pratica che presume di determinare i vari influssi che gli astri esercitano sull’uomo, determinando il carattere delle persone, le loro scelte e le loro azioni, e i vari eventi della storia. L’astrologia è un metodo molto antico di divinazione e la Chiesa fin dai tempi antichi ha espresso la sua condanna. Il Concilio di Toledo così si espresse: Se qualcuno pensa che si deve credere all’astrologia, sia anatema (DS 205). Il Concilio si riferiva alla mentalità abbastanza diffusa secondo la quale le azioni umane si dovevano imputare agli astri. Con questo si veniva a negare la libertà dell’uomo.
Osservò in proposito S. Agostino: Gli astrologi pretendono che vi sia nel cielo la causa inevitabile del peccato: sono Venere o Saturno o Marte che ci hanno fatto compiere questa o quella azione, volendo che sia senza colpa l’uomo, che è carne e sangue e verminosa superbia, e la colpa ricada su colui che ha creato e regge il cielo e le stelle (S. Agostino, Confessioni, IV, 3). E ancora: Bisogna riconoscere che quando gli astrologi dicono il vero, ciò avviene sotto una ispirazione occulta che le anime umane subiscono senza saperlo. E siccome ciò avviene allo scopo d’ingannare gli uomini, è opera di spiriti immondi e seduttori, ai quali è permesso di conoscere alcuni dati veri sulle cose temporali. Per questo il buon cristiano deve guardarsi dagli astrologi e da tutti coloro che esercitano l’arte divinatoria, specialmente se predicono il vero; affinché la sua anima non venga irretita da essi mediante il commercio con i demoni, in un’intesa con questi (ID., Super Gen. ad litt., 11, 17).
E’ vero che i corpi celesti, in modo particolare la luna, esercitano un influsso sulla natura (si pensi semplicemente come ne tengono conto i contadini per la semina o per il travaso di vino). Possono influire insieme con altri fattori metereologici anche sull’umore delle persone e su eventi come il parto. Ma non possono esercitare un influsso diretto sull’intelletto e la volontà (S. Tommaso, Somma Teologica, I-II, 9, 5).
L’uomo infatti ha la facoltà di giudicare e di riflettere su tutto quanto può operare, sia nell’uso delle cose esteriori, come nel secondare e respingere le passioni interne; e ciò sarebbe inutile se il nostro volere fosse causato dagli astri e non fosse in nostra facoltà. Non è quindi possibile che gli astri siano causa della nostra elezione volontaria (S. Tommaso, Summa contra gentiles, III, 85). Tutt’al più: inclinant astra, sed non necessitant.
Osserva giustamente il Peschke: L’astrologia scientifica con le sue grossolane classificazioni secondo le costellazioni non è mai in grado di dare un oroscopo veramente individuale per ogni singola persona. Le posizioni delle stelle, per tutti coloro che sono nati approssimativamente nello steso tempo, sono le stesse, il che dovrebbe condurre allo stesso oroscopo e di conseguenza allo stesso destino per tutti. Decine di persone hanno lo steso oroscopo di Napoleone, Goethe o Gandhi. Ma chi di loro ha avuto gli stessi talenti o lo stesso destino? Questo non è vero neppure per i gemelli (K.H. Peschke, Etica cristiana, p. 145).

Una forma popolare dell’astrologia è l’oroscopo. Per molti è una moda, un gioco. Ma per altri è realtà. Riguardo costoro è triste osservare come facciano dipendere le loro decisioni dalla lettura del segno zodiacale. E’ praticato soprattutto da gente secolarizzata, che non crede in Dio o non pratica la religione, anche se non sono rari casi di credenti che credono lecito conciliare religione e superstizione. Vale in modo particolare per essi quanto dice S. Paolo: Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti (Rm 1,22).
Molti di costoro di ritengono magari buoni cristiani, nonostante credano ciecamente nei temi astrali e nelle caratteristiche dei segni. Si costruiscono l’alibi di ferro che l’astrologia sia sostanzialmente innocua e utile. E’ invece fondamentale capire che quanto più sono ritenuti innocui certi legami col male, tanto più sono subdoli e ti portano a condizioni in cui la luce divina non può più penetrare per illuminare, consigliare, guidare e discernere ciò che è giusto e ciò che non lo è.
Questo apparentemente innocuo giochetto dell’astrologia fa danni enormi, e non solo con riferimento all’oroscopo giornaliero delle radio o dei giornali. Molte persone non intraprendono neppure una conversazione senza prima aver indagato il segno zodiacale di appartenenza della persona con cui si rapportano.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica condanna senza tentennamenti l’astrologia e afferma che si oppone al riconoscimento dell’assoluto dominio di Dio sulla nostra vita.
Ecco il testo: Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che “svelino” l’avvenire. La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium occultano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo (CCC 2116).
Dio può rivelare l’avvenire ai suoi profeti o ad altri Santi. Tuttavia il giusto atteggiamento cristiano consiste nell’abbandonarsi con fiducia nelle mani della Provvidenza per ciò che concerne il futuro e a rifuggire da ogni curiosità malsana a questo riguardo (CCC 2115).
Il fatto che talvolta i giudizi siano corrispondenti al vero, non significa che il mezzo usato sia lecito. San Paolo avverte che il Demonio si traveste sovente da angelo di luce (cfr. 2 Cor 11,14).
Ricorrere all’astrologia sapendo che Dio e la Chiesa la condannano, significa mettere la propria vita nelle mani di altre forze, che non sono quelle divine. Se qualcuno vi chiede di che segno siete, rispondete che il vostro unico segno di riconoscimento è Gesù Cristo.

L’Eneagramma

L’Eneagramma è un antico simbolo, probabilmente di origine orientale, proveniente dalla setta mistica musulmana dei Sufi.
Geometricamente è composto da un cerchio suddiviso in nove parti uguali (da qui il nome) e la sua costruzione è molto particolare. Questo simbolo era anche chiamato “legge del Nove”.
Gurdjieff, uno dei recenti riscopritori del simbolo, lo definì “il moto perpetuo ed anche la pietra filosofale degli alchimisti”. Egli disse anche: “La conoscenza dell’eneagramma è stata preservata per molto tempo in segreto e se adesso, per così dire, è resa disponibile a tutti, è solo in una forma incompleta e teorica della quale nessuno può fare alcun uso pratico senza istruzioni da parte di chi sa”. Possiamo già da ora intuire il significato esoterico intriso in questo simbolo.
Dal punto di vista scientifico questo metodo non fornisce alcunché di utile e rilevante anche se anni fa qualcuno ha tentato di utilizzare questo simbolo come tecnica psicologica creando una ipotetica corrispondenza tra i nove numeri e nove “tipi” immaginari in cui il soggetto è chiamato ad identificarsi.
Fu tuttavia un certo Oscar Ichazo, che apprese L’Eneagramma da George Gurdjieff, ad approfondire l’uso esoterico che sarebbe stato possibile fare di questo simbolo. Ichazo infatti, proprio come Gurdjieff, aveva viaggiato molto alla ricerca di conoscenze occulte. Secondo il libro di p.Pacwa, già all’età di nove anni mostrava i primi segni di medianità e dichiarò di avere avuto varie esperienze extracorporee. Successivamente per ottenere il controllo della sua coscienza, ha studiato Lo Zen, ha usato droghe, ha praticato lo sciamanesimo, lo Yoga e l’ipnotismo. Sostiene inoltre di avere ricevuto rivelazioni da parte di “Metraton il principe degli arcangeli”. Avrebbe avuto anche un gruppo di seguaci guidati da uno spirito chiamato “Green Qu’Tub”.
Nella sua bizzarra ricerca spirituale soprattutto nel mondo dell’occulto, Ichazo si imbatté nell’Eneagramma e, nel 1960, sviluppò un sistema di nove personalità che dovrebbero corrispondere alle nove punte del simbolo. In definitiva, sebbene il simbolo sia molto antico, la teoria della personalità sviluppata da Ichazo risale a pochi decenni fa.
Tra le altre cose, la teoria dell’Eneagramma afferma che ogni persona nasce con una sua “purezza d’essenza”. Ciò significa che alla nascita ognuno di noi è puro e senza macchia, quindi non c’è alcun bisogno della redenzione operata da Cristo. L’idea della “purezza d’essenza” nega perciò il peccato originale e questo non è assolutamente compatibile con il cristianesimo. Infatti, se realmente in neonati fosse puri alla nascita, non avrebbero bisogno che Cristo sia morto per redimerli, ma sappiamo che la Bibbia afferma il contrario: “Ecco, nella colpa sono stato generato, nel peccato mi ha concepito mia madre” (Sal 51,7).

In definitiva dobbiamo prestare molta attenzione quando viene utilizzata qualsiasi tecnica psicologica nella vita spirituale; talvolta potrebbe essere facile perdere la prospettiva giusta.
Un ulteriore pericolo relativo all’uso dell’Eneagramma, è rappresentato dal fatto che esistano libri su di esso pubblicati da qualche importante casa editrice cattolica, e che i testi in questione siano stati scritti da sacerdoti e religiosi e presentati al pubblico con una falsa vernice di approccio psicologico alla cura delle anime.

Fonte: “Come leone ruggente”, Tarcisio Mezzetti (Elledici)

L’interpretazione dei sogni

Oggigiorno è diventata una pratica piuttosto comune il cercare di discernere il messaggio che si cela dietro ai sogni, il cercare di decifrarli per usarli come indicazioni per la nostra vita. In realtà si tratta di una pratica di divinazione molto antica (oniromanzia) che risale agli albori dell’umanità.
Nel ’900 il problema dei sogni e della loro interpretazione è riapparso nella cultura “alta” grazie a Freud e alla psicoanalisi, con il sogno letto in una chiave immanente, come manifestazione di desideri inconsci. Tuttavia l’associazione tra sogno e vita spirituale si deve negli ultimi decenni all’influsso crescente di colui che ha aperto la psicanalisi a tematiche religiose, ossia Carl Gustav Jung, e al movimento New Age.

Del resto, della possibile valenza spirituale dei sogni ne danno testimonianza molti brani della Bibbia e la storia dei santi. Tuttavia si tratta di un terreno molto scivoloso nel quale dobbiamo muoverci con molta cautela. Già nell’Antico Testamento le rivelazioni oniriche erano soggette a critiche. Nel Deuteronomio è presente una condanna della divinazione. Geremia e Zaccaria stigmatizzano con durezza coloro che sostengono di saper discernere il volere di Dio dai sogni. Nel Nuovo Testamento la parola greca per sogno, onar, compare solo sette volte.
Fra i padri della Chiesa, Atanasio di Alessandria avverte che nel sonno i demoni hanno maggiore libertà d’azione.
Tertulliano, che pur riconosce come Dio possa parlare al dormiente, sostiene che la maggior parte dei sogni spirituali sono ispirati da demoni.
Gregorio Magno si pronuncia nettamente contro l’interpretazione dei sogni.
Ma la posizione cattolica è stata sintetizzata e chiarita soprattutto da Tommaso d’Aquino nella Somma teologica. Per il dottore angelico i sogni possono essere influenzati in primis dalle condizioni fisiche e psicologiche del sognatore. Per quanto riguarda l’influenza soprannaturale, essa è talora demoniaca e “talaltra riferibile a Dio, che rivela certe cose agli uomini in sogno per mezzo degli angeli”.

L’ uso deliberato dei sogni al fine di ottenere doni spirituali è quindi illecito, in quanto assimilabile alla divinazione. Mentre i sogni latori di messaggi divini sono doni di Dio, che non vanno cercati.

Fonte: da un articolo di “Avvenire” a cura di Andrea Galli

Le altre pratiche divinatorie

Oltre alle pratiche sopra descritte esistono molte altre forme di divinazione, comunemente chiamate “mantiche”. Molte di queste sono particolarmente diffuse in alcuni paesi come l’Africa, mentre altre sono diffuse un pò ovunque. Alla base di esse ci sarebbe la presunta capacità di ottenere informazioni, ritenute inaccessibili, da fonti soprannaturali; tali pratiche si esprimono spesso attraverso un rituale, solitamente in un contesto magico-superstizioso, e generalmente si basano sull’interpretazione di segni, eventi, simboli o presagi. Alla base di queste pratiche c’è infatti la credenza che particolari entità spirituali agiscano tramite gli oggetti utilizzati o particolari fenomeni, per fornire indicazioni riguardo ad uno specifico evento o riguardo al futuro.

Una prima classificazione di origine classica delle arti mantiche, raggruppa le pratiche in due gruppi:

- Divinazione intuitiva: basata sulla rivelazione da parte di un’entità preternaturale e presuppone una particolare predisposizione da parte dell’indovino;

- Divinazione induttiva (cleromanzia): basata sull’interpretazione di segni o eventi e presuppone certe conoscenze da parte dell’indovino.

Nella Divinazione intuitiva lo strumento utilizzato è l’indovino stesso; si tratta generalmente di una persona in grado di indursi in stato di trance, spontaneamente o mediante danze estatiche o attraverso l’uso di stupefacenti, talvolta pratica rituali di tipo sciamanico.

Nella Divinazione induttiva, invece, gli strumenti utilizzati possono essere di vario tipo:

- per mezzo di procedimenti più o meno complessi vengono prodotti i segni da interpretare su determinati oggetti dedicati allo scopo o di uso comune; in questo caso, l’indovino non deve solo interpretare il segno ma anche saperlo produrre;
- può trattarsi di una collezione di simboli oppure di oggetti simbolici o diversamente marcati dalla quale sono estratti o disposti a sorte gli elementi da interpretare;
- possono essere ricercati nell’ambiente circostante, anche sul corpo del consultante, e può trattarsi di oggetti o, più spesso, di eventi, presagi o anche sogni.

Lo psicologo Julian Jaynes categorizzò la Divinazione secondo le seguenti tipologie:

- Presagi e loro scrittura: E’ la semplice registrazione di sequenze di eventi insoliti o importanti al fine di elaborare strategie a lungo termine.

- Sortilegio: Consiste nell’estrarre a sorte vari tipi di oggetti. I moderni giochi di carte e da tavolo si sono sviluppati da questo tipo di divinazione.

- Auguri: Divinazione che valuta una serie di possibilità date. Può essere qualitativa (valuta forme, prossimità, ecc.). La radioestesia (una forma di rabdomanzia) si sviluppò da questo tipo di divinazione. I romani dell’epoca classica usarono i metodi etruschi di augurio, come l’epatoscopia. Gli aruspici esaminavano i fegati degli animali sacrificati.

- Spontanea: Una forma non vincolata di divinazione, libera da un particolare mezzo, è in realtà una generalizzazione di tutti i tipi di divinazione. La risposta arriva da qualsiasi cosa il divinatore veda o ascolti. Un esempio di divinazione spontanea è rappresentato dalla lettura dell’aura e dai metodi New Age del Feng Shui.

L’elenco che segue costituisce una rassegna di pratiche divinatorie non lecite per il cristiano in quanto intrise di influenze spiritiche, magia, e superstizione. Alcune di esse sono molto antiche e probabilmente non sono più usate mentre altre sono recenti e spesso praticate da maghi e similari:

- Acutomanzia (divinazione che si pratica mediante spilli o aghi)
- Aeromanzia o Aerimanzia (divinazione delle condizioni atmosferiche)
- Agalmatomanzia (divinazione delle statue)
- Aigomanzia (divinazione del comportamento delle capre)
- Ailuromanzia (divinazione del comportamento dei gatti)
- Alectromanzia o Alettriomanzia (divinazione del comportamento dei galli)
- Aleuromanzia (divinazione della farina, comprende i biscotti della fortuna che è anche una forma di Sticomanzia)
- Alfitomanzia (divinazione dell’orzo)
- Alomanzia (divinazione del sale)
- Amnoscopia (divinazione delle viscere degli agnelli)
- Anemoscopia (divinazione del vento)
- Antropomanzia (divinazione dei sacrifici umani)
- Apantomanzia (divinazione dell’avvistamento di animali)
- Aracnomanzia (divinazione del comportamento dei ragni)
- Aritmomanzia o Aritmanzia (divinazione attraverso numeri e lettere)
- Aruspicina (divinazione complessa basata su diverse analisi delle vittime dei sacrifici)
- Assinomanzia (divinazione delle asce)
- Astragalomanzia (divinazione dei dadi di vario tipo)
- Astrologia (divinazione dei corpi celesti)
- Austromanzia (divinazione di vento e nubi)
- Batracomanzia (divinazione del comportamento delle rane)
- Belomanzia (divinazione delle frecce)
- Bibliomanzia o Sticomanzia (divinazione dei libri, in particolare la Bibbia)
- Bioritmi (divinazione dei bioritmi)
- Bostricomanzia (divinazione dei riccioli dei bambini agitati dal vento)
- Botanomanzia (divinazione delle piante bruciate)
- Brocomanzia (divinazione della pioggia)
- Brontomanzia o Brontoscopia (divinazione dei tuoni)
- Caffeomanzia (divinazione dei fondi di caffè)
- Caomanzia (divinazione delle visioni aeree)
- Capnomanzia (divinazione del fumo)
- Caromanzia (divinazione in stato di sonno, ipnosi o trance)
- cartomanzia (divinazione delle carte)
- Catottromanzia o Catoptromanzia (divinazione degli specchi o di altri oggetti riflettenti)
- Causimomanzia (divinazione delle bruciature)
- Cefalomanzia (divinazione delle teste)
- Ceraunoscopia o Ceraunomanzia (divinazione dei fulmini)
- Ceromanzia o Ceroscopia (divinazione della cera fusa versata in acqua fredda)
- Cheloniomanzia (divinazione delle screpolature da fuoco sul guscio di tartaruga)
- Chiambolia (divinazione delle fave lanciate; si veda anche “Fabanomanzia”)
- Chiromanzia, Chirognomia, Chirologia o Chiroscopia (divinazione dei palmi delle mani)
- Chitonomanzia (divinazione di come ci vestiamo)
- Ciclomanzia (divinazione delle ruote)
- Cinomanzia (divinazione del comportamento dei cani)
- Cledonomanzia (divinazione della parole udite casualmente)
- Cleidomanzia (divinazione delle chiavi)
- Cleromanzia (divinazione delle estrazioni a sorte)
- Cocchigomanzia (divinazione del canto del cuculo)
- Codonomanzia (divinazione del suono delle campane)
- Cometomanzia (divinazione delle code delle comete)
- Coracomanzia (divinazione del comportamento dei corvi)
- Coscinomanzia (divinazione dei setacci pendenti)
- Cristallomanzia (divinazione dei cristalli)
- Critomanzia (divinazione delle torte all’orzo)
- Crommiomanzia (divinazione dei germogli di cipolla)
- Cubomanzia (divinazione tramite dadi a sei facce)
- Cybermanzia (divinazione con oracoli elettronici)
- Dafnomanzia (divinazione di corone di alloro bruciate)
- Dattilomanzia (divinazione tramite un anello e lettere alfabetiche)
- Dattiloscopia (divinazione tramite le dita delle mani)
- Demonomanzia (divinazione dei demoni)
- Dendromanzia (divinazione degli alberi)
- Dominomanzia (divinazione con le tessere del domino)
- Empiromanzia (divinazione della fiamma sacrificale)
- Epatoscopia o Epatomanzia (divinazione del fegato di animali)
- Eromanzia (divinazione con i movimenti dell’aria)
- Estispicina, Extispicina, Ieromanzia, Ieroscopia, Geromanzia o Geroscopia (divinazione delle interiora di animali sacrificati)
- Fabanomanzia (divinazione delle fave lanciate)
- Fillomanzia (divinazione delle foglie)
- Fisiomanzia o Fisionomanzia (divinazione della fisionomia di una persona)
- Garosmanzia (divinazione di vasi d’acqua con ceri accesi)
- Geloscopia (divinazione delle risa)
- Gemmomanzia (divinazione delle gemme gettate in acqua)
- Genomanzia (divinazione delle madri per conoscere il sesso del nascituro)
- Geomanzia (divinazione della Terra), comprende il Feng shui
- Geoscopia (divinazione dell’aspetto geografico di una regione per conoscere il carattere degli abitanti)
- Geranomanzia (divinazione del volo delle gru)
- Giromanzia (divinazione delle vertigini)
- Grafomanzia o Chirogrammatomanzia (divinazione della calligrafia)
- I Ching (divinazione per mezzo dell’omonimo libro sacro taoista)
- Idatoscopia (divinazione degli specchi d’acqua)
- Idromanzia (divinazione dell’acqua)
- Ippomanzia (divinazione dei cavalli)
- Ittiomanzia (divinazione dei pesci)
- Lampadomanzia (divinazione della luce)
- Libanomanzia o Lebanomanzia (divinazione dell’incenso)
- Lecanomanzia o Lecaniomanzia (divinazione dei recipienti vuoti o dei bacini d’acqua)
- Licomanzia (divinazione del comportamento dei lupi)
- Litobolia (divinazione delle pietre lanciate)
- Litomanzia (divinazione delle pietre)
- Logaritmomanzia (forma più complessa di Aritmomanzia)
- Mah Jongg (divinazione con le tessere del Mah Jongg)
- Margaritomanzia (divinazione dei rimbalzi delle perle)
- Melanomanzia (divinazione delle macchie di inchiostro)
- Melomanzia (divinazione delle mele e dei semi di mela)
- Menomanzia (divianzione del ciclo mestruale)
- Metafonia (divinazione tramite un registratore)
- Meteoromanzia (divinazione dei fenomeni meteorologici)
- Metoposcopia (divinazione della fronte)
- Miomanzia (divinazione dei topi)
- Mirmomanzia (divinazione delle formiche)
- Moleosofia (divinazione delle imperfezioni)
- Molibdomanzia (divinazione del piombo fuso colato in acqua)
- Myomanzia (divinazione dei roditori)
- Nechiomanzia (divinazione dei cadaveri o di oggetti ad essi legati)
- Necromanzia, Negromanzia, Nigromanzia, Psicomanzia o Sciamanzia (divinazione attraverso l’invocazione dei morti)
- Nefomanzia o nefelomanzia (divinazione delle nuvole)
- Numerologia (divinazione dei numeri)
- Oculomanzia (divinazione degli occhi)
- Ofiomanzia (divinazione dei serpenti)
- Oicomanzia (divinazione delle case o delle città)
- Oinomanzia (divinazione del vino)
- Omfalomanzia (divinazione del cordone ombelicale)
- Omomanzia (divinazione delle scapole di montoni esposte al fuoco)
- Onomanzia o Onomatomanzia (divinazione dei nomi)
- Onicomanzia (divinazione delle unghie)
- Oniromanzia, Oneiromanzia (divinazione dei sogni)
- Ornitoscopia o Ornitomanzia (divinazione del volo degli uccelli)
- Ouija (divinazione usando le tavole Ouija)
- Ovomanzia, Ovoscopia o Oomanzia (divinazione delle uova)
- Palamomanzia (divinazione del palmo della mano coperto da vernice nera lucida)
- Palmomanzia (divinazione dei movimenti involontari dei muscoli)
- Partenomanzia (divinazione per scoprire se una donna è ancora vergine o no)
- Pegomanzia (divinazione delle acque di sorgente)
- Piromanzia o Piroscopia (divinazione del fuoco)
- Plastromanzia (divinazione delle crepe provocate dal calore sul guscio delle tartarughe)
- Podomanzia (divinazione dei piedi)
- Rabdomanzia (divinazione per mezzo dei bastoni)
- Radioestesia o Radiomanzia (divinazione col pendolino o altri strumenti)
- Rapsodomanzia (divinazione della poesia)
- Sauromanzia (divinazione delle lucertole)
- Scapulomanzia (divinazione delle scapole di bovini e caprini)
- Scatomanzia (divinazione delle feci, solitamente animali)
- Sciomanzia (divinazione degli spiriti)
- Sideromanzia (divinazione della paglia bruciata tramite un ferro incandescente)
- Spodomanzia o Tefromanzia (divinazione delle ceneri)
- Spondilomanzia (divinazione di una vertebra)
- Stolisomanzia (divinazione dei vestiti)
- Taromanzia (divinazione di carte speciali, i tarocchi; si veda anche cartomanzia
- Tasseomanzia o Tasseografia (divinazione delle foglie del tè)
- Teratomanzia (divinazione di eventi straordinari e anomali)
- Tiromanzia (divinazione del formaggio)
- Traumatomanzia (divinazione delle ferite)
- Turifumanzia (divinazione del fumo d’incenso)
- Uroscopia (divinazione dell’urina a scopo diagnostico)
- Vitromanzia (divinazione della sabbia messa sopra una lastra di vetro)
- Xilomanzia (divinazione del legno bruciato)
- Zoomanzia (divinazione del comportamento degli animali)

 

http://diosalva.net/cartomanzia-tarocchi-astrologia-oroscopo-divinazione-chiesa-cristianesimo

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Esopsicologia
scrivi un commento
25 luglio 2014 5 25 /07 /luglio /2014 21:57

Fig. 1: Un sogno lucido verificato attraverso movimenti oculari [figura tratta da: LaBerge, 1992, p. 293]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fino al giorno in cui non si è avuta una empirica verifica del fenomeno all’interno di un laboratorio, chiunque poteva esprimersi sull’esistenza dei sogni lucidi, sia a favore che contro, senza che le sue affermazioni potessero essere confutate, e quindi, verificate. Le affermazioni erano basate su esperienze soggettive non verificabili.

Nel 1978 Hearne, nel suo dottorato di ricerca, ha riportato la prima verifica empirica del fenomeno presentando le registrazioni polisonnografiche (il polisonnografo registra vari movimenti muscolari del dormiente, il suo elettro-encefalo-gramma, il suo elettro-cardio-gramma) di un soggetto molto esperto nella capacità di avere sogni lucidi. Questi era stato preventivamente istruito a inviare specifici messaggi attraverso i propri movimenti oculari, che furono così rilevati durante otto sogni lucidi, tutti durante fasi REM del sonno.

Negli studi di Hearne [1978], di LaBerge, Nagel, Dement e Zarcone [1981] e in molti studi successivi i soggetti sperimentali hanno comunicato volontariamente con gli sperimentatori per lo più dalla fase REM del sonno. Tali comunicazioni avevano luogo attraverso i movimenti degli occhi e la contrazione della muscolatura degli avambracci, che i soggetti mostravano di poter controllare volontariamente allorché divenivano consapevoli di star sognando. I soggetti erano in grado di riprodurre sequenze di movimenti oculari stabilite insieme agli sperimentatori durante la veglia, ovvero producevano nuove sequenze di cui avevano memoria una volta risvegliatisi. Addirittura, con il procedere degli esperimenti, i soggetti arrivarono a comunicare, esprimendosi nel codice morse, delle parole e delle iniziali di nomi.

Tali esperienze hanno dimostrato che è possibile, per alcuni individui, controllare volontariamente il movimento degli occhi durante il sogno. Conseguentemente le stesse esperienze hanno anche dimostrato la possibilità, per alcuni individui, di essere consapevoli di star sognando, in quanto tale consapevolezza è la condizione necessaria della capacità di compiere movimenti volontari con un intento comunicativo. Hanno dimostrato la realtà del sogno lucido.

Per questo motivo i suddetti studi hanno avuto un valore fondamentale nella storia della ricerca nel campo del sogno lucido. Infatti da quel momento l’assunto: "Esiste il fenomeno del sogno lucido" è divenuta una affermazione scientifica in senso popperiano. Karl Popper sosteneva [Popper, 1970] che una affermazione, per essere scientifica, dovesse essere passibile di falsificazione, doveva lasciare una porta aperta alla possibilità di essere smentita dai fatti osservabili. Ora, dal momento che è possibile verificare l’assunto: "X è, talvolta, consapevole di star sognando" attraverso l’uso del polisonnografo, l’assunto stesso diviene una affermazione di dignità scientifica (sempre che si accetti il pensiero epistemologico di Popper).

Una volta considerata la natura scientifica della affermazione circa l’esistenza del fenomeno, bisogna attirare l’attenzione sul pericolo di attribuire tale caratteristica di scientificità ad ogni studio in materia di sogno lucido. Ad esempio le favorevoli testimonianze dell’uso del sogno lucido in clinica e psicoterapia, essendo tali testimonianze soggettive, non falsificabili né, dunque, verificabili, non sono una forma di sapere scientifico, per lo meno secondo la concezione epistemologica di Popper.

L’argomento del sogno lucido è stato indagato attraverso strumenti scientifici, ma anche attraverso strumenti non scientifici, peculiarità comune a molti altri argomenti di pertinenza della psicologia. E’ importante avere chiara questa distinzione.

La Fig.1 riporta il tracciato polisonnografico di 8 minuti di sonno REM in cui ha avuto luogo un sogno lucido. In questo caso il polisonnografo ha registrato l’elettroencefalogramma (C3-A2), l’elettrooculogramma (LOC, ROC) e l’elettromiogramma (EMG). Quest’ultimo, come si può vedere non presenta oscillazioni in quanto al momento della registrazione il soggetto si trovava durante la fase REM del sonno. Negli ultimi istanti del tracciato, nel momento segnato dal numero 5, ha luogo il risveglio. A questo punto l’elettromiogramma riporta delle contrazioni muscolari.

Al risveglio il soggetto ha affermato di aver inviato, attraverso i movimenti degli occhi, 5 segnali. I segnali sono indicati nella figura con i numeri da 1 a 5. Il segnale numero 1 testimonia l’inizio del sogno lucido ed è costituito da due coppie di movimenti oculari da sinistra (Sx) a destra (Dx). Complessivamente si compone di quattro movimenti: Sx-Dx-Sx-Dx. Nei successivi 90 secondi il soggetto ha riferito di aver esplorato il mondo onirico volando fino al momento in cui ha creduto di essersi svegliato. A questo punto (2) ha prodotto il segnale precedentemente stabilito per comunicare il risveglio: quattro coppie di movimenti oculari (Sx-Dx-Sx-Dx-Sx-Dx-Sx-Dx). Per altri 90 secondi il soggetto ha creduto di essersi svegliato pur essendo ancora addormentato. Trattasi di un "falso risveglio". Allorché si è reso conto di stare ancora sognando (3) ha segnalato questa sua consapevolezza attraverso tre paia di movimenti oculari (Sx-Dx-Sx-Dx-Sx-Dx). Riconoscendo di aver effettuato troppi movimenti oculari, il soggetto ha subito dopo prodotto il segnale corretto: due coppie di movimenti, Sx-Dx-Sx-Dx. Dopo altri 100 secondi ha avuto luogo il risveglio (5), correttamente segnalato: Sx-Dx-Sx-Dx-Sx-Dx-Sx-Dx.

Fig. 1: Un sogno lucido verificato attraverso movimenti oculari [figura tratta da: LaBerge, 1992, p. 293]



Il sogno lucido e la fase REM


Nel 1978 alcuni ricercatori [Olgivie, Hunt, Sawicki, McGowan, 1978] stavano cercando di scoprire in quale fase del sonno avessero luogo i sogni lucidi. La metodologia utilizzata in questo caso era elementare e poco probante: i sognatori venivano svegliati durante le fasi REM del sonno e veniva chiesto loro di riferire i sogni. In tre casi i soggetti riferirono di essere stati consapevoli di star sognando. Gli autori ne conclusero: il sogno lucido dovrebbe aver luogo durante la fase REM. Il condizionale, a quello stadio della ricerca, era d’obbligo non potendo la ricerca dimostrare se i sogni lucidi fossero avvenuti immediatamente prima del risveglio, e quindi durante il sonno REM, ovvero molto tempo prima, e quindi durante il sonno non-REM.

LaBerge insieme ai suoi colleghi della Standford University [LaBerge, Nagel ,Dement, Zarcone, 1981] ha messo in luce come il fenomeno studiato riguardi prevalentemente la fase REM, ma non solo. La sua ricerca ha utilizzato la tecnica della segnalazione attraverso i movimenti oculari e le contrazioni della muscolatura degli avambracci durante il verificarsi del sogno lucido. I segnali del sognatore lucido consistevano in specifici movimenti oculari, rilevati attraverso l’elettrooculografia (EOG), e contrazioni degli avambracci, rilevate attraverso elettromiografia (EMG). Veniva rilevata anche l’attività elettroencefalografica (EEG). I soggetti, che partecipavano a questi rilevamenti in un laboratorio del sonno, venivano precedentemente addestrati a compiere specifici movimenti oculari allorché l’esperienza del sogno lucido avesse avuto luogo. Dovevano muovere gli occhi secondo la sequenza: Sx-Dx-Sx-Dx. L’EOG, così, tracciava nettamente la sequenza: su-giù-su-giù, mentre contemporaneamente l’EEG rilevava le onde del sonno (Fig.1). Nel corso di 34 notti furono rilevati 35 sogni lucidi di cui: 32 durante la fase REM, 2 durante la fase 1 del sonno non-REM, 1 durante la transizione dalla fase 2 non-REM alla fase REM. Ciò sembrerebbe dimostrare come il fenomeno in esame appartenga principalmente alla fase REM del sonno.

Alcune ricerche, che hanno studiato il sogno lucido considerandolo un fenomeno di quasi esclusiva pertinenza del sonno REM, ne hanno confermato la presenza durante la fase del "sonno paradosso". Questo è il caso delle ricerche che hanno studiato la relazione tra sogno lucido e riflesso di Hoffman. La soppressione del riflesso di Hoffman, il riflesso elettricamente evocato di una monosinapsi spinale, viene spesso considerata la caratteristica che discrimina il sonno REM dal resto del sonno. Diversi autori [Brylowski, 1987; Brylowski, Levitan, LaBerge, 1989] hanno studiato la soppressione di tale riflesso durante il sogno lucido. In particolare Brilowski, Levitan e LaBerge [1989] hanno osservato per quattro notti, attraverso la metodologia della comunicazione con i movimenti oculari, un sognatore lucido esperto. Il riflesso veniva evocato e misurato ogni 5 secondi. Le misure della soppressione del riflesso sono state confrontate tra fasi REM con sogni lucidi e fasi REM senza sogni lucidi. I ricercatori hanno osservato che il riflesso di Hoffman era significativamente più soppresso nelle fasi REM con sogni lucidi che nelle fasi REM senza sogni lucidi.

Anche gli studi, che hanno analizzato come vari quantitativamente la presenza del fenomeno nell’arco della notte, hanno testimoniato a favore della presenza dei sogni lucidi durante la fase REM. Come è stato da tempo notato [Van Eeden, 1913] i sogni lucidi compaiono maggiormente durante le ultime ore del sonno. LaBerge [1979] ha ipotizzato che tale distribuzione di frequenza rifletta semplicemente la maggiore presenza di sonno REM nelle ultime ore del sonno. Inoltre sempre LaBerge [1980a] ha evidenziato che la distribuzione della frequenza dei sogni lucidi, osservata attraverso la rilevazione di movimenti oculari volontari, nelle prime tre fasi REM non differisce significativamente dalla distribuzione della frequenza dei sogni lucidi stimata in base alla lunghezza media delle stesse fasi REM. Dunque i sogni lucidi hanno una distribuzione quantitativa che rispecchia il variare della lunghezza delle fasi REM, e quindi hanno luogo, prevalentemente (ma come si è visto non solo) durante la fase REM.

Elettroencefalogramma del sogno lucido


L’elettroencefalogramma dei sogni lucidi è significativamente diverso da quello dei sogni non-lucidi?

Olgivie, Hunt, Tyson, Lucesnu, Jeakings [1982] cercarono di verificare la propria ipotesi che il sogno lucido, rispetto all’ordinario sonno REM, fosse caratterizzato da alti livelli di attività alfa, in uno studio con 10 soggetti esperti nelle capacità di ricordare i propri sogni e di avere sogni lucidi. Ogni soggetto passò due notti in un laboratorio dove veniva svegliato durante le fasi REM per essere interrogato circa la propria attività onirica in corso. I soggetti potevano essere risvegliati durante un alto livello di attività alfa del sonno REM, ovvero durante un basso livello di attività alfa. I dati raccolti convalidarono l’ipotesi di partenza. Tuttavia una ricerca di un anno più recente [Olgivie, Hunt, Kushniruk, Newman, 1983] che ha utilizzato la stessa metodologia non ha evidenziato una differenza statisticamente significativa per quanto riguarda la presenza di sogni lucidi tra periodi REM ad alto livello di attività alfa e periodi REM a basso livello di attività alfa. Ulteriori ricerche sembrano essere necessarie per rispondere al quesito iniziale.

Gackenbach, invece, ha cercato di applicare la nozione di sincronizzazione interemisferica al fenomeno del sogno lucido in un articolo in cui propone un parallelismo tra questo fenomeno e la Meditazione Trascendentale [Gackenbach, Cranson, Alexander, 1986]. Sebbene vi siano diverse osservazioni [Orme-Johnson, Hayenes, 1981; French, Beaumont, 1984] della correlazione positiva tra Meditazione Trascendentale e sincronizzazione interemisferica misurata attraverso la Coerenza dell’EEG (in genere definita come la stima statistica della correlazione tra coppie di segnali elettroencefalografici della stessa frequenza), non si hanno dati sulla sincronizzazione intercerebrale durante il sogno lucido. Rimane, comunque, il valore euristico dell’ipotesi.

L’oggetto di studio della lateralizzazione della attività elettrica ad onde alfa rilevata attraverso EEG è stata applicato all’argomento del sogno lucido da LaBerge e Dement [LaBerge, Dement, 1982b]. Questi osservarono quattro soggetti, tutti sognatori lucidi esperti, addestrati a compiere l’attività di cantare ovvero quella di contare durante il sonno REM. Tali attività venivano previamente segnalate attraverso specifici movimenti oculari. Gli autori hanno potuto osservare, e in tal modo confermare l’ipotesi di ricerca: in corrispondenza dell’attività di contare l’emisfero sinistro era più attivo del destro (presentando un minore livello di onde alfa), e viceversa per l’attività di cantare. Inoltre tale lateralizzazione di funzionamento cerebrale era presente, negli stessi soggetti, anche durante le stesse attività durante la veglia.

Sogno lucido e attivazione


LaBerge, Levitan e Dement hanno analizzato i correlati fisiologici di 13 soggetti addestrati a segnalare l’acquisizione della consapevolezza nella fase REM attraverso il movimento degli occhi [LaBerge, Levitan, Dement, 1986]. Le misurazioni fisiologiche erano: la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria, l’attività elettrodermica e la densità dei movimenti oculari. Gli autori hanno evidenziato che il momento del passaggio alla lucidità è accompagnato da un aumento di tutte le grandezze misurate. Prove identiche di attivazione fisiologica in concomitanza di sogni lucidi segnalati attraverso movimenti oculari sono riportate anche in una ricerca più recente [Brylowski, Levitan, LaBerge 1989]. LaBerge, Levitan e Dement, e altrove LaBerge [1988b], ipotizzano che l’alto grado di funzioni cognitive coinvolte nel sogno lucido richieda una corrispondente attivazione neuronale. Tuttavia va notato che nella ricerca sopra descritta il confronto tra i valori medi delle quattro grandezze rilevate durante i sogni lucidi e i valori medi delle stesse quattro grandezze durante le fasi REM senza sogni lucidi hanno dato luogo a differenze significative solamente in due parametri: ossia vi è un incremento significativo solo per quanto riguarda la densità dei movimenti oculari e l’attività elettrodermica; tale incremento manca nella frequenza respiratoria e nella frequenza cardiaca.

Si potrebbe ipotizzare che l’attivazione fisiologica misurata da LaBerge et al. sia da attribuire alla esecuzione della richiesta sperimentale di segnalare l’acquisita lucidità attraverso i movimenti oculari, piuttosto che alle caratteristiche intrinseche del fenomeno in esame. Quest’ultima ipotesi, inoltre, sarebbe coerente con i dati raccolti attraverso l’osservazione di un soggetto molto abile nella capacità di essere consapevole durante il sonno da Gackenbach, Moorecroft, Alexander, Laberge [1987]. Il soggetto, un assiduo praticante di Meditazione Trascendentale, asseriva di rimanere cosciente per l’intero periodo del sonno e si dimostrò capace di segnalare attraverso movimenti oculari la propria lucidità dalla fase REM, nonché dalle fasi 1 e 2 non-REM. In concomitanza con la segnalazione si verificava un’attivazione fisiologica che, in contrasto con l’ipotesi di LaBerge et al. [1986], in breve tempo tornava al livello di base. In questo caso sembrava, dunque, che l’attivazione fisiologica fosse dovuta al compito della segnalazione oculare più che alle caratteristiche intrinseche del fenomeno studiato.

L’argomento della attivazione del sistema vestibolare è stato studiato da Gackenbach, Snyder, Rokes e Sachau [1986] in una ricerca in cui venne misurata la responsività elettronistagmografica (ENG) di 48 soggetti attraverso una stimolazione calorica (veniva iniettata dell’acqua calda nel canale auditivo esterno). La frequenza dei sogni lucidi dei soggetti veniva stabilita attraverso la somministrazione di un questionario. La responsività del sistema vestibolare era misurata attraverso i tracciati del ENG, che riportava la velocità del nistagmo dei soggetti, e attraverso i resoconti delle esperienze soggettive di vertigine. L’alta velocità nella fase lenta del nistagmo è considerata [McCabe, Ryu, 1979] essere la migliore misura dell’integrità funzionale del sistema vestibolare. Poiché i risultati della ricerca indicavano una maggiore velocità della fase lenta del nistagmo nei soggetti frequentemente lucidi, Gackenbach et al. hanno proposto che i sognatori frequentemente lucidi presentino una intensa attivazione del sistema vestibolare durante il sonno e che la specifica attività mentale del sogno lucido rifletta tale attivazione.

La relazione tra sistema vestibolare e sogno lucido, è stata osservata in un altro studio in cui è stata evidenziata una correlazione positiva tra la stimolazione del sistema vestibolare e la frequenza dei sogni lucidi [Leslie, Olgivie, 1996]. E’ stato osservato che i soggetti posti a dormire su una amaca oscillante, e quindi in una condizione stimolante il sistema vestibolare, riportavano un incremento nella frequenza dei sogni lucidi.

Va notato che in questo caso gli autori, sebbene abbiano tentato di utilizzare la suddetta metodologia della comunicazione volontaria attraverso i movimenti oculari, non hanno in questo modo raccolto dati attendibili. Gli autori riferiscono che la comunicazione attraverso i movimenti oculari sia stata tentata solamente poche volte (4) dai soggetti e che i relativi tracciati polisonnografici siano confusi e non interpretabili. Gli autori ipotizzano che ciò possa essere attribuito al fatto di aver utilizzato sognatori lucidi non esperti nel compito della segnalazione attraverso i movimenti oculari. In questo caso, dunque, i dati circa la presenza dei sogni lucidi sono stati raccolti attraverso i resoconti dei soggetti.

Equilibrio fisico


Come sopra riportato Gackenbach, Snyder, Rokes e Sachau [1986] hanno verificato la maggiore responsività nistagmografica dei sognatori lucidi alla stimolazione calorica delle membrane del timpano. Esssendo tale responsività nistagmografica considerata [McCabe, Ryu, 1979] essere la migliore misura dell’integrità funzionale del sistema vestibolare, gli autori ipotizzano che una maggiore attività vestibolare abbia luogo durante il fenomeno stesso del sogno lucido. Come è noto il sistema vestibolare svolge un ruolo essenziale nell’orientamento e nell’equilibrio fisico. Coerentemente con la suddetta ipotesi è stata rilevata una maggiore capacità di equilibrio tra i sognatori frequentemente lucidi. In particolare è stato osservato [Gackenbach, Snyder, Rokes, Sachau, 1986; Snyder, Gackenbach, 1988] che i sognatori frequentemente lucidi sono in grado di rimanere in equilibrio su uno stabilometro più a lungo che i sognatori non frequentemente lucidi e dei sognatori non lucidi (in questo caso la frequenza dei sogni lucidi è stata determinata a partire dai resoconti dei soggetti circa la propria vita onirica). Questa forma di equilibrio è chiamata equilibrio statico. Per quanto riguarda l’equilibrio dinamico, misurato camminando su un’asse di equilibrio, non è emersa nessuna differenza significativa tra classi di sognatori.

Psicofisiologia del sonno REM


La possibilità di lavorare in laboratorio con soggetti, talvolta, consapevoli durante le fasi REM, permette di allargare le conoscenze psicofisiologiche del sonno REM, ossia la fase del "sonno paradosso". Essendo lo studio psicofisiologico caratterizzato da variabili indipendenti di tipo psicologico e da variabili dipendenti di tipo fisiologico (e l’EEG ne è lo strumento principale), risulta evidente quanto maggiori siano le possibilità di ricerca nel campo del sonno REM potendo disporre di sognatori lucidi. Questi infatti sembrerebbero [LaBerge, Nagel, Dement, Zarcone, 1981] poter essere preventivamente addestrati a mettere in atto durante il sogno lucido determinati comportamenti (le variabili indipendenti), dando la possibilità allo sperimentatore di osservare i concomitanti fenomeni di ordine fisiologico (le variabili dipendenti).

Attraverso la metodologia dei sogni lucidi ocularmente segnalati LaBerge [1980a; 1985] ha potuto verificare la corrispondenza temporale tra sogno e realtà chiedendo ai suoi soggetti di stimare vari intervalli di tempo. I segnali dei soggetti prodotti prima e dopo gli intervalli di tempo stimati hanno permesso il confronto con il tempo oggettivo. Secondo l’autore i soggetti erano in grado di stimare gli intervalli di tempo durante il sogno lucido con un livello di imprecisione moderato e, comunque, simile a quello mostrato dagli stessi soggetti nello stesso compito durante la veglia.

In una ricerca [Fenwick, Schatzman, Worsley, Adams, Stone, Baker, 1984] che si proponeva di rilevare le eventuali corrispondenze tra eventi sognati ed eventi reali vennero prese misurazioni elettromiografiche di numerosi gruppi muscolari di un sognatore lucido esperto nel compito della segnalazione attraverso i movimenti oculari. Gli autori sono giunti a varie conclusioni. Innanzi tutto sembrerebbe che l’atonia muscolare della fase REM abbia un gradiente variabile, essendo presente maggiormente nella muscolatura assiale, e in misura minore nella muscolatura distale: sono stati misurati piccolissimi movimenti delle dita delle mani, delle dita dei piedi e dei piedi stessi. L’inibizione motoria colpirebbe maggiormente i muscoli estensori rispetto ai flessori. Emergerebbe una precisa corrispondenza tra il corpo sognato e il corpo fisico: i movimenti del primo provocherebbero corrispondenti contrazioni nei gruppi muscolari del secondo, seppure in misura attenuata e secondo le caratteristiche anzi esposte.

Sono state compiute osservazioni psicofisiologiche dei sogni lucidi a contenuto erotico di un soggetto di genere femminile [LaBerge, Greenleaf, Kadzierski, 1983]. I dati fisiologici comprendevano: l’EEG, l’EOG, la frequenza respiratoria, la frequenza cardiaca, la conduttanza dermica, l’EMG vaginale e l’ampiezza delle pulsazioni vaginali. Fu possibile analizzare i dati fisiologici corrispondenti alle varie fasi dell’attività erotica onirica del soggetto, poiché questi era in grado di segnalarle attraverso specifici movimenti oculari. La frequenza respiratoria, la conduttanza dermica, l’EMG vaginale e l’ampiezza delle pulsazioni vaginali, rilevati durante l’orgasmo, mostravano un generale aumento rispetto ai valori medi delle altre fasi REM. Contrariamente alle aspettative, invece, la frequenza cardiaca non mostrava un aumento significativo.

LaBerge ha replicato questo esperimento [LaBerge, 1985] con due soggetti di genere maschile. Anche in questo caso la frequenza respiratoria aumentò significativamente, mentre la frequenza cardiaca rimase stabile. Bisogna notare, inoltre, che entrambi i soggetti, pur raggiungendo l’orgasmo nei propri sogni lucidi, non eiacularono.

LaBerge [1988b] ha proposto che i risultati della ricerca psicofisiologica sul sogno lucido suggeriscano conclusioni valide anche per la psicofisiologia del sonno REM in genere. Gli eventi che noi immaginiamo di sperimentare durante i sogni sarebbero il risultato di una attività cerebrale che produrrebbe effetti sul corpo simili a quelli che avrebbero luogo se sperimentassimo gli stessi eventi nello stato di veglia. E questo perché, come è stato sostenuto da Finke [1980] l’immaginazione multimodale del sogno sarebbe prodotta dagli stessi sistemi cerebrali che producono le percezioni equivalenti del mondo reale. LaBerge ha sostenuto [ibidem] che questo potrebbe spiegare anche perché generalmente noi scambiamo i nostri sogni per realtà: perché per i sistemi funzionali cerebrali che costruiscono il nostro mondo esperienziale sognare di percepire qualcosa o farlo realmente sarebbero la stessa cosa.

 

Fonte: Sogno lucido

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Esopsicologia
scrivi un commento
24 luglio 2014 4 24 /07 /luglio /2014 21:14

sole-nuvole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa succede quando si muore? In quale dimensione si va a vivere? Esistono tantissimi libri meravigliosi che descrivono con grande esattezza cosa succede durante la disincarnazione e la vita nelle dimensioni spirituali, qui voglio dare un piccolo sunto, in gran parte basato sui libri di Allan Kardec e Chico Xavier.

Oltre al corpo fisico, l’uomo ha diversi altri involucri che sono:

Il doppio eterico (o corpo vitale), che è fatto di materia più sottile (atomi, particelle e fotoni) ed è visibile nella fotografia Kirlian sotto forma di Aura. Questa materia sottile o eterea è presente anche negli animali, nei vegetali e a livello primordiale persino nei cristalli. E’ la sede del principio vitale (o Prana). Fino all'età di 7 anni circa, il bambino è circondato anche dal corpo eterico materno che si disfa quando il corpo eterico del figlio è pienamente formato. Il sistema endocrino (ghiandolare) dell'uomo è l'espressione di questo involucro e dei suoi nodi (o centri) eterici (chakra), connessi alle varie ghiandole.

Il corpo astrale (o perispirito o anima o Kama-Rupa) che non appartiene al mondo fisico-materiale, ma è una sostanza non fisica che è già più sottile del fotone. Questo involucro è il corpo che rimane agli spiriti quando si disincarnano e vanno nel piano astrale o mondo degli spiriti. E’ la sede dei desideri, delle emozioni e delle passioni ed è presente anche negli animali ed è l'espressione del sistema nervoso. Anche questo corpo spirituale forma un’aura, ma è visibile solo dai veggenti. Questo si forma pienamente all'età di 14-15 anni circa, nel contempo viene abbandonato quello materno che fino a quell'età lo circondava.

Il corpo mentale (o Kama-Manas o Nous, l’Io individuale) che è fatto di un’energia psichica, una sostanza ancora più sottile dell’astrale. Qui è la sede della mente, dell’intelletto, della razionalità dello Spirito, è una prerogativa dell’essere umano ed è l'espressione del sistema sanguigno; gli animali superiori lo hanno solo a livello embrionale. Questo è formato dall'anima senziente (che si forma a 21 anni circa), dall'anima razionale (a 28 anni) e dall'anima cosciente (a 35 anni).Piani della Natura - clicca per ingrandire

Vi sono altri corpi ancora più spiritualizzati (Buddhico-Akashico, Nirvanico, ecc.), che corrispondono alle altre quattro dimensioni dell’aldilà (piano Buddhico-Akashico, Nirvanico, Monadico, ecc.), ma questi “Cieli” sono per gli spiriti che si sono talmente perfezionati da terminare l’intero ciclo delle reincarnazioni. Noi comuni esseri umani non andiamo oltre il corpo mentale e il piano mentale (o Devachan).

Quando si muore, l’essere umano perde solo il corpo fisico e il doppio eterico, ma conserva tutti gli altri corpi. In particolare il corpo astrale sarà stato forgiato da tutti i sentimenti, le passioni, le emozioni e i desideri, positivi e negativi, che ha provato e che porta con sé e che riflette esternamente senza più segreti. Lo spirito poche ore dopo la morte cade in un sonno incosciente e subisce una trasformazione, che ricorda quella del bruco che si trasforma in farfalla, che si chiama disincarnazione, la quale nella maggioranza dei casi dura 3 giorni, ma anche poche ore nel caso di spiriti evoluti che legami deboli con la materia. Nel caso invece di persone molto attaccate alle cose materiali la disincarnazione è lenta e molto dolorosa e può durare anche settimane o mesi. Il corpo astrale e quello eterico dell’uomo molto materiale è notevolmente denso ed è legato al corpo fisico in modo tenace per cui la separazione è una lacerazione violenta, un’agonia lenta e atroce, in questi casi lo spirito sente il cadavere decomporsi per tutta la durata del processo e può allontanarsi dalla tomba solo di pochi passi perchè la "catena d'argento" che lo lega al corpo fisico si spezza solo alla fine della disincarnazione. Nell’uomo distaccato dalle cose terrene invece il legame è molto debole (così anche nel caso di una malattia debilitante che predispone mentalmente al passaggio) ed è completamente indolore, dopo alcune ore lo spirito si risveglia dolcemente nell’altra dimensione, circondato da parenti, amici e spiriti amichevoli.

Lo stato di sonno incosciente, che inizia con la disincarnazione, dura maggiormente ed è tanto più profondo quanto più lo spirito è inevoluto. Se lo spirito non è abbastanza elevato può essere condotto nelle sfere astrali ancora in stato di intontimento. Nel caso degli atei materialisti convinti, anche se non cattivi, questo sonno può anche perdurare decenni ed è un delirio pieno di incubi e vaneggiamenti. Quanto più invece lo spirito è evoluto tanto più il riposo è breve e leggero. Durante questo sonno lo spirito rivede in sogno, con più o meno lucidità a seconda della sua evoluzione, tutte le esperienze passate, anche quelle meno importanti, per un riepilogo introspettivo (sintesi mentale o ipermnesia); per l’ateo, che non crede nell’aldilà, invece l’incoscienza è quasi totale, senza revisione introspettiva, ma solo con incubi o al massimo senza sogni. Lo spirito non ateo, invece, si risveglia e viene attratto da quel mondo che ha la stessa densità e frequenza vibratoria corrispondente alla sua coscienza. Un recente sondaggio in Italia ha rivelato che il 27% crede che non ci sia nulla dopo la morte.

Durante la disincarnazione il doppio eterico, nel quale è contenuta l’energia vitale, si va staccando dal corpo fisico, attraverso i 7 centri eterici (o chakra). Questa energia in parte va disgregandosi, in parte viene assorbita dal corpo astrale in riorganizzazione. Le brave persone sono subito accolte da spiriti amorevoli ed esperti che facilitano il processo di disincarnazione, rendendolo indolore e tagliando infine il “cordone d’argento”, un legame eterico che collega cervello astrale e cervello fisico e che può essere spezzato solo alla fine della disincarnazione. Inoltre questi spiriti si occupano anche, a processo terminato, di disperdere completamente l’energia del corpo eterico. La presenza di amici vicino al malato può vivificare la sua energia vitale impedendogli di partire. Per facilitare il trapasso gli spiriti amorevoli possono mentalmente indurre gli amici ad allontanarsi dal suo letto. Per gli orgogliosi, gli egoisti e i gaudenti, che in vita hanno pensato esclusivamente ai propri interessi o al soddisfacimento materiale di piaceri e passioni, non viene nessuno ad accoglierli, a proteggerli e a sostenerli. Così come in vita non furono altruisti, non pensando al loro prossimo, nessuno verrà ad aiutare loro. Il doppio eterico di questi ultimi quindi viene “sbranato” dolorosamente da altri spiriti ed entità sub-umane, di livello simile al trapassato, che se ne appropriano come famelici avvoltoi.

Quando la morte è violenta e prematura (suicidi, incidenti, omicidi, ecc.), ossia quando la vita è troncata di colpo, prima del momento prestabilito dal programma karmico, il corpo eterico è ancora pieno di carica vitale e impedisce allo spirito di andare nell’altra dimensione (piano astrale) per cui lo spirito rimane bloccato nel mondo fisico finché l’energia vitale non si esaurisce e diventa quindi uno spirito errante. In questi casi il trapassato, per un tempo più o meno lungo, non si rende conto di essere morto (anche per via dell’intontimento che perdura per tutto il periodo della disincarnazione) e poiché rimane nel piano fisico, vaga tra gli incarnati nell’illusione di essere ancora vivo. Inoltre, essendo la disincarnazione ancora in corso ed essendo lo spirito connesso tramite il cordone d’argento al suo corpo in putrefazione la sofferenza è grande. Anche in questi casi di morte violenta, tutto dipende notevolmente dal grado di evoluzione dello spirito: le persone buone sono aiutate, non soffrono affatto, il loro sonno dura molto poco e sono condotte amorevolmente in un centro di rieducazione dove il loro corpo astrale danneggiato viene curato in alcuni mesi. La ripresa della salute e delle forze dipende sia dalla violenza della morte, sia dall’accettazione alla nuova vita spirituale; le persone egoiste e materiali invece sono sole, rimangono bloccate nel piano fisico che li attira come una tentazione irresistibile, il loro turbamento è terribile e può durare anche anni, finchè loro non decidono di dire basta alle tentazioni terrene e voler progredire.

Il suicidio è una colpa grave agli occhi di Dio e per questo generalmente il turbamento è atroce e lungo. Il suicidio punito più severamente è quello compiuto per disperazione, per liberarsi dalle miserie della vita; queste miserie sono allo stesso tempo prove ed espiazioni che vengono disertate. Parimenti grave è il suicidio compiuto per “raggiungere” qualcuno nell’aldilà, i due rimarranno separati per un tempo molto più lungo e la sofferenza del suicida sarà molto forte e prolungata. Infatti, se vi era stata quella separazione sulla Terra era necessariamente per una colpa che era stata commessa in una vita precedente e quella separazione momentanea era una prova e un’espiazione da accettare con rassegnazione e fiducia. Il suicidio non è soltanto l’atto che produce la morte istantanea, ma è tutto ciò che si compie con conoscenza di causa per abbreviare prematuramente la durata della vita. La sofferenza sarà proporzionata alla colpa. Non è suicida chi si sacrifica per salvare la vita di qualcuno. Anche in questo caso tuttavia, tutto dipende dall'evoluzione dello Spirito, se lo Spirito è buono ed evoluto viene aiutato amorevolmente, può superare del tutto questo turbamento anche in alcuni mesi.

Subito dopo la disincarnazione, lo spirito, con il suo corpo astrale formato, può andare nell’altra dimensione che per chi non si è liberato da tutte le passioni e i desideri materiali è il piano astrale (o Kama-Loka, dal sanscrito Kama=desiderio e Loka=luogo); chi invece è già completamente libero da queste imperfezioni può già andare nel piano mentale (o Devachan) che è un mondo paradisiaco. L’illusione di non essere morti è molto comune tra gli spiriti poco evoluti e può durare anche per mesi, questo dipende dalle convinzioni religiose (la maggior parte delle religioni non dà nessuna preparazione sulla vita dopo la morte) e dal fatto di non voler accettare la nuova realtà, ad es. perché si hanno legami affettivi con chi è rimasto sulla Terra. L'aspetto e i sensi dell'anima dipendono da quanto siano sviluppate la purezza e la sensibilità dello Spirito. Coloro che furono immorali e insensibili avranno un aspetto deforme e privo di luce e i sensi atrofizzati per cui vedranno un buio totale o al massimo una fitta nebbia per mesi. Gli spiriti sensibili e puri avranno invece un bellissimo aspetto che irraggia luce (corrispondente alla bellezza della loro anima) e vedranno tutto molto chiaramente. In genere possono volerci da 6 a 12 mesi prima che uno spirito attaccato alle passioni terrene possa riacquistare i sensi e la libertà di muoversi, ma se è molto ostinato e non vuole liberarsi dalla schiavitù delle tentazioni terrene può volerci anche qualche anno.

Il piano astrale, è diviso in sette livelli, a seconda del grado di evoluzione. Il primo e più basso, è l’Umbral, corrisponde grossomodo alla stratosfera ed è spesso circa 50 km. Questa zona che appare come una orribile nuvola grigio-scura che circonda la Terra è prodotta da tutti i cattivi pensieri dei viventi e degli spiriti malvagi disincarnati che la abitano. Viene sempre descritto come un luogo perennemente immerso in una nebbia oscura in cui vi sono esseri mostruosi, larve predatrici che praticano un vero e proprio vampirismo per l’energia vitale dei poveri sprovveduti che cadono nelle loro trappole. Si odono continuamente rumori agghiaccianti, come lamenti e risate infernali. Coloro che in vita furono egoisti, orgogliosi, avari, invidiosi, viziosi, induriti di cuore, viziati o pieni di ego e che quindi muoiono senza l’assistenza e la guida degli spiriti amorevoli non riescono ad oltrepassare questa zona tenebrosa e vengono intrappolati qui per lunghissimi anni oppure se sono troppo attaccati alla materia e non riescono a staccarsi dagli interessi terreni possono rimanere nel piano fisico e lì possono tentare gli incarnati e nutrirsi delle loro emozioni. Per quanto questa zona possa sembrare infernale si tratta pur sempre di un “purgatorio”, in cui vanno tutti coloro che non hanno fatto del male, ma neanche del bene agli altri! Il vero “inferno”, inteso come luogo dove gli spiriti soffrono in modo indescrivibile è altrove. Lì, dove il buio è ancora più profondo, va un altro terzo delle persone, i peggiori, i più perversi, coloro che si ribellano a Dio, che si compiacquero di torturare il prossimo (stupratori, assassini crudeli, torturatori, sadici, ecc.). La loro condizione non è mai eterna, le preghiere fatte in loro nome sono molto utili, ma tutto dipende dalla loro volontà di pentirsi, redimersi, espiare e riparare tutto il male che hanno fatto a ciascuno facendo del bene in successive incarnazioni terrene.

L’Umbral è più denso e cupo in corrispondenza della zone terrestri malfamate, inquinate o dove c’è molto egoismo o sofferenza; al contrario sopra le foreste, i laghi e i mari, la nuvola è molto più salubre.

Il secondo livello astrale (o Umbral leggero) corrisponde grossomodo alla ionosfera ed è spesso circa 900 km. Qui si è fuori dalla nebbia e il paesaggio è già completamente diverso e molto più gradevole. Qui si trovano i centri di assistenza e rieducazione dove gli spiriti amorevoli curano gli spiriti appena tornati dalla “lotta” del mondo terreno, rimettendo in sesto il loro corpo astrale (se ha subito danni da malattie o incidenti, possono volerci diversi mesi). Le cure possono anche essere molto dolorose, ad es. nel caso di operazioni chirurgiche o in caso di leucemia occorre ripulire tutto il sangue. Una malattia nel corpo fisico infatti deriva sempre da una malattia nel corpo astrale.

Le brave persone vengono subito condotte in questo livello senza sostare nel primo, nel quale, senza una guida, rimarrebbero invece imprigionate. Ai suoi abitanti, che sono rimasti molto legati a tutte le cose materiali terrene, esso appare concreto esattamente come il mondo fisico e la vita lì è molto simile a quella che si svolge sulla Terra, vi sono case, giardini, fiumi, laghi, boschi, scuole, chiese, animali, ecc.. Questo è perché questi abitanti vogliono vivere una vita il più possibile vicina a quella a cui erano abituati nel mondo fisico e qui quando uno spirito pensa una cosa essa diventa concreta ed indistinguibile dal reale, pur rimanendo un’ illusione. Gli spiriti sostano in questo mondo di illusioni per smaltire i desideri terreni (e con essi le “scorze” più dense ed esterne del proprio corpo astrale), finchè non decidono di salire verso piani più elevati aumentando il proprio livello di coscienza. I primi due livelli dell’astrale possono essere raggiunti durante il sonno dagli incarnati o nella maggioranza dei viaggi astrali.

Nel terzo livello astrale la vita è meno materiale che nel secondo, qui vi sono molti artisti che desiderano approfondire lo studio delle arti, musicisti, registi, pittori, poeti, ecc. L’aspetto fisico di ognuno dipende dall’evoluzione spirituale, più gli spiriti sono evoluti e più facilmente e rapidamente possono modificare il loro corpo. Chi arriva come bambino cresce nel corso degli anni, in corrispondenza del suo sviluppo mentale, chi arriva anziano può ringiovanire ma occorrono molti anni di disciplina nel miglioramento spirituale. Gli spiriti superiori invece possono cambiare aspetto a piacere in pochi istanti.

Nella quarta sfera vi è una presenza maggiore di entità non umane, come gli elementali, gli spiriti di natura e i Kama-Deva, che sono esseri semi-angelici che hanno una evoluzione parallela a quella umana-animale. Qui non vi sono animali. Solo un terzo dell’umanità (terrestre) vive dal terzo livello astrale in poi, i due terzi sono al di sotto. La popolazione spiritica attorno alla Terra è 6 volte superiore rispetto a quella incarnata.

La quinta e sesta sfera astrale sono abitate da ricercatori e studiosi che operano a vantaggio dell’umanità. Qui vi sono tantissime scuole, biblioteche, musei e luoghi di studio dove i problemi della Terra vengono discussi e studiate delle soluzioni. Quando questi specialisti giungono a conclusioni certe queste vengono impresse nelle menti di coloro che sulla Terra hanno posizioni di potere e che possono influire sulle decisioni dei gruppi innovatori e sulle scoperte scientifiche.

Nel settimo livello astrale non vi sono costruzioni di nessun tipo. Qui vivono asceti e saggi in preghiera e in meditazione solitaria nella natura o spiriti che si preparano a salire alla sfera successiva. Quando sono pronti cadono in un breve sonno, simile a quello che avviene nel passaggio tra il mondo fisico e quello astrale, ma molto più leggero e indolore, dove si disfano degli ultimi residui del corpo astrale e avviene una preparazione del corpo mentale, indi si risvegliano nel piano mentale.

Anche il piano mentale (o Devachan, dal sanscrito Deva=angeli e Chan=terra) è diviso in sette livelli, che si raggruppano in due grandi regioni: il mentale inferiore o Rupa-Loka (dal sanscrito Rupa=forme e Loka=luogo) che comprende i 4 livelli inferiori e il mentale superiore o Mondo Causale (o Arupa-Loka) che comprende i 3 livelli superiori. E’ il mondo delle idee di cui parlava Platone. La durata della permanenza in questo mondo paradisiaco è proporzionale all’evoluzione dello spirito. L’uomo medio rimane qui molto meno rispetto al tempo che ha trascorso in astrale. Al primo livello vivono gli spiriti altruisti, al secondo quelli che all’altruismo unirono una devozione religiosa, al terzo quelli caritatevoli e al quarto quelli che alle altre qualità unirono interessi per la filosofia e la scienza. Nel mentale superiore vivono gli Spiriti Superiori e gli Angeli (o Deva-Arupa, angeli senza forma). Questi hanno una grande conoscenza, un grande potere e un aspetto di esseri di luce. Essi si occupano di sorvegliare, gestire e far evolvere i mondi inferiori.

 

http://www.vitaoltrelavita.it/allan-kardec/52-dopo-la-morte.html

 

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Esopsicologia
scrivi un commento
21 luglio 2014 1 21 /07 /luglio /2014 22:11

Forme Pensiero

Nel mondo di cui vi parlo non esiste soltanto l'aura e l'energia orgonica di cui l'aura è il contenitore,ma anche le forme pensiero.
Esse di solito sono visibili a chi vede l'aura,più spesso a chi riesce ad andare oltre il primo strato,ma non è raro che possa vederle anche chi può osservare solo il corpo eterico,essendo caratterizzate da una densità maggiore rispetto agli strati aurici successivi al primo e quindi,sotto il profilo energetico,abbastanza simili al corpo eterico.
Le forme pensiero,dette anche larve,sono piccoli ammassi di energia che si presentano come piccole luci,raramente sono di forma perfettamente sferica e più spesso invece hanno contorni irregolari.La mia vista è abbastanza buona,per cui posso affermare con ragionevole certezza,a meno che qualcuno non mi contraddica(in questo caso i commenti sono ben accetti),che quasi tutte sono di colore biancastro,raramente mi capita di osservarne gialle scure,marroni o nere(in questi casi specifici credo che siano forme pensiero che hanno perso la loro energia e che stanno "morendo").Non mi è mai capitato invece di vedere forme pensiero mostruose o di forma antropomorfa,credo che questo dipenda in parte dalla mia buona quantità energetica che non permette l'avvicinamento,e in parte da un pò di sana fortuna.
Alcuni le chiamano fiammelle ,normalmente si formano attraverso pensieri ossessivi o continui,ma non è raro che,in persone dotate di un 'aura abbastanza potente,possano crearsi immediatamente,qualsiasi cosa esse pensino,negativa o positiva.Per le persone "normali" questo è un pò più complicato,ma posso dire con certezza quasi assoluta,che con sentimenti quali la paura o una fortissima arrabbiatura,anche i meno dotati energeticamente possano creare all'istante il loro pensiero.

fig. 2



fig. 3

 
fig. 4
fig. 5

La prova di questo,per chi non vede ,è abbastanza semplice.Non vi sentite mai stanchi dopo esservi arrabbiati o dopo una forte emozione negativa,pur non avendo compiuto sforzi fisici?Avete impiegato la vostra energia nella materializzazione dei vostri pensieri.Da qui si capisce l'importanza della meditazione (il non pensare pulisce la vostra aura) e il pensiero positivo,che necessita di molta meno energia per rimanere vivo.
Una volta formate,le larve o forme pensiero,come qualsiasi cosa,cercano di sopravvivere,e per sopravvivere devono trovare le giuste "vibrazioni",quelle vibrazioni che possano continuare a nutrirle costantemente.Per questo,chi ha un brutto e ossessivo pensiero se ne libera con molta difficoltà,e per lo stesso motivo,chi pensa negativo attrae forme pensiero consone alla sua vibrazione che rimangono intrappolate vicino finchè possono.Quindi tali pensieri non stanno necessariamente attaccati alla persona che li ha creati,una volta creati se il loro padrone cessa di nutrirli vagano in cerca di "cibo".
I cosidetti stregoni,o comunque tutti coloro che ne hanno facoltà,possono creare forme pensiero per uno scopo preciso,positivo o negativo,per questo è importante conoscere la realtà eterica che ci circonda,è utile sapersi difendere da attacchi occulti e da malesseri di cui spesso non capiamo il motivo.

Come ho gia spiegato,ciò che possiamo fare per difenderci è meditare ,creare pensieri positivi che controbilancino l'energia,e soprattutto,se in voi si manifesta spesso un pensiero che diventa un ossessione e non sapete come liberarvene,fate di tutto per non nutrirlo!ricordatevi che se date ascolto a quel pensiero,vi ossessionerà continuamente.Cercate di fare qualcosa che vi impedisca di pensarlo(non coprite i pensieri con azioni inutili,non dovete mascherarli,dovete pulire la mente),e vedrete che mano a mano se ne andrà.Anche l'ascolto della musica che vi piace può aiutarvi,o qualsiasi hobby che tenga la vostra mente occupata in vibrazioni superiori(pittura,fare sport ,letteratura ecc ecc),ma soprattutto non abbiate mai paura,poichè questa è la base di tutto ciò che ostacola il vostro agire positivo,il cancro della nostra energia.Per comprendere la relazione tra le forme-pensiero e il loro effetto sull’uomo, usiamo l'immagine che segue semplificata, in cui i 7 corpi sono divenuti 3, quelli necessari al discorso che stiamo facendo: abbiamo al centro, visibile, il corpo fisico, intorno il corpo eterico che ora spieghiamo e lo strato più esterno che è la SORGENTE DELLA VITA; esternamente vi è il mondo delle idee. Ebbene, se la vita fluisce passerà per il Corpo Eterico e giungerà al cervello materiale che procederà alla manifestazione dell’idea.

i tre corpi dell'uomo


Se lo strato eterico è PULITO, possiamo dire che l’individuo è nella condizione di puro ascolto circa le esigenze del proprio Sé poiché le energie informate dell’idea della Vita partono dal mondo delle idee e giungono pulite, senza DISTORSIONE ALCUNA, al sé materiale e quindi al suo cervello per essere manifestate nell'universo fisico.
Ma….. c’è un ma, un grande ma: cosa accade se il Corpo Eterico si sporca? Il Corpo Eterico può essere la casa delle forme-pensiero se l'indivuiduo, nel suo fluire della vita, ha bloccato uno scopo divino; la forma-pensiero è energia stazionaria, il risultato del blocco di un flusso di energia vitale. Di seguito abbiamo "disegnato" una feroce forma-pensiero:

forma pensiero


Ora poniamo nel Corpo Eterico queste forme-pensiero e vediamo cosa accade al corpo fisico dell'indiividuo:

corpo e forme pensiero


le linee blu che vedete è l’energia vitale che raggiunge direttamente il vostro corpo; voi tutti sapete cos’è l’energia vitale: la avvertite più o meno elevata a secondo di come vi alzate al mattino, vero?

Le linee nere, invece, sono il risultato alterato dell’energia vitale che si scontra con le forme-pensiero e queste energie nere sono quelle che danno luogo a dolori fisici e a disturbi emozionali, in uno a PROBLEMI PSICO-SOMATICI.
Ma perché ci sono queste forme-pensiero? Poiché viviamo senza giocare il gioco dell’UNO in quanto crediamo che la nostra responsabilità termini dopo la porta di casa; siamo abituati a pensare che dopo quella porta le cose non ci appartengono più e ci sentiamo come SEPARATI e quindi invece di ridefinire il Sé, lo frammentiamo in continuazione, il che equivale a DEVIARE o BLOCCARE il flusso di energia vitale.

Facciamo quindi un riepilogo:

1 - Le forme-pensiero stazionano nel Corpo Eterico: sono energia stazionaria, il risultato del RIFIUTO DEL SE'
2 - Esse creano turbamento al passaggio di energia vitale dal Corpo Quantico a quello Fisico
3 - Un individuo senza forme-pensiero nel suo Corpo Eterico sarebbe in condizione di puro ascolto con la sua fonte vitale (IO SONO) e oltre ad essere liberato dal ciclo delle nascite e delle morti, sarebbe immortale poiché tutta la vita raggiungerebbe il corpo CONTINUAMENTE e senza alcun impedimento
4 - Qualsiasi forma-pensiero del Corpo Eterico deve avere un punto di ancoraggio nel corpo fisico e questi punti di ancoraggio sono cose estranee alla vita biologica: Pus, Muco, Batteri, Virus, Parassiti, Farmaci e Droghe, Funghi, Metalli Tossici ecc.
Repost 0
Published by il conte rovescio - in Esopsicologia
scrivi un commento
16 luglio 2014 3 16 /07 /luglio /2014 22:11

sheldrake-r-influenza

Paolo

In questo articolo concludo la descrizione delle proprietà dei campi morfici di Sheldrake, assieme ad alcune positive verifiche sperimentali.

Come agiscono i campi morfici?

La ripetizione regola la probabilità. Essi assomigliano ai campi quantistici, in cui vige il concetto di probabilità. Uno dei punti più controversi è che sia la struttura dei campi morfogenetici che la loro capacità di influire sulla naturale indeterminatezza dei sistemi dipendono da ciò che è successo prima. La natura tende ad essere abitudinaria. La forma che gli organismi appena nati tenderanno ad avere con maggiore probabilità è quella che nella popolazione o generazione precedente si è presentata più spesso. La ripetizione rinforza il campo morfico; viceversa, la non ripetizione ne determina la scomparsa. In questo la concezione dei campi morfici si distingue da una prospettiva diciamo di tipo “platonico”. I campi morfici non sono infatti come le Idee del filosofo ateniese, ossia princìpi o archetipi immutabili ed eterni, ma risulterebbero secondo la prospettiva del biologo inglese “costruiti causalmente da ciò che è successo prima” (appendice B in A New Science of Life, edizione del 2009).

In altre parole “i conigli sono quello che sono a causa di ciò che erano” (da un’intervista a Sheldrake per la trasmissione della BBC Thinking Allowed). Trasmissione attraverso la risonanza. La risonanza morfica, che per alcuni versi assomiglia alla risonanza in fisica, mentre per altri se ne discosta, è da Sheldrake illustrata nel cap. 5 (a pag. 100 della mia edizione, la seconda, del 1985) è il processo con cui gli schemi di organizzazione della materia in evoluzione (come i processi di cristallizzazione), ma anche gli schemi comportamenti degli animali e così via, vengono trasferiti da un individuo a uno simile, oppure con cui uno schema comportamentale di un essere vivente può influenzare lo schema di un altro. La similarità è infatti il criterio attraverso cui la risonanza agisce. In altre parole: un topo acquisisce una forma che si stabilisce in accordo con il campo morfogenetico che ha regolato lo sviluppo dei suoi antenati, lungo le generazioni fino ai suoi genitori.

Attenzione: la risonanza agisce senza essere affetta né dallo spazio (ossia dalle distanze) né dal tempo. Il campo morfico di un coniglio può essere influenzato da quello di un altro esemplare della stessa specie che vive in un altro continente, ma anche dai campi morfici dei conigli di generazioni precedenti, anche se non più presenti sulla Terra. Questa è un importante differenza tra risonanza morfica e quella fisica: pur essendo selettiva (avviene solo tra sistemi simili) e coinvolgendo sistemi vibranti, prescinde dalle consuete categorie di spazio e di tempo della causalità ordinaria. A corroborare questo modello interpretativo, Noam Chomsky propone che l’apprendimento del linguaggio da parte dei bambini, che avviene spesso in tempi rapidissimi, non può essere spiegato solo in termini di imitazione. E’ noto da tempo l’effetto Flynn (dal nome dello scopritore James Flynn): i punteggi dei test di IQ aumenta nel tempo grazie alla risonanza morfica data dai compilatori precedenti.

Come si cambiano i campi morfici

Se ad un certo punto alcuni organismi di una determinata specie presentano, a livello fisico, una caratteristica nuova, essa si potrà manifestare nelle generazioni seguenti, per risonanza morfica, con un certo grado di probabilità. E’ noto il caso del moscerino della frutta (Drosophila Melanogaster) che, trattato con etere dietilica, sviluppa quatto ali anziché due. I ricercatori hanno scoperto che, ripetendo il trattamento chimico generazione dopo generazione, ecco comparire spontaneamente (senza trattamento chimico) i primi individui con quattro ali! Ogni organismo interagisce con un campo morfogenetico “subendone” l’influenza, ma a sua volta potendone “riscrivere” alcune parti: vi è così la possibilità di evoluzione della forma nel tempo. “Non solo un campo morfogenetico influenza la forma di un dato sistema, ma la forma del sistema stesso a sua volta influenza il campo morfogenetico, e attraverso di esso diviene presente ai futuri sistemi simili” (L’ipotesi della causalità formativa, Red edizioni, 1998, cap. 5.3, p. 101).

Ora andiamo sul pratico: Alcune considerazioni

Ma, in questa ipotesi in cui i campi formativi si rinforzano sempre più, che posto ha la novità l’innovazione, la creatività?
Che cosa serve per scrivere qualcosa di nuovo? Una quantità sufficiente di energia. L’evoluzione, come le nostre vite, è un gioco interattivo tra abitudine e creatività. Ecco alcune riflessioni ed esempi.

a) Le teorie scientifiche sono regolate da campi morfici. in un campo è abbastanza difficile introdurre una forma nuova, in quanto occorre vincere la resistenza del “vecchio”.

Come Sheldrake fa notare nella prefazione dell’edizione del 2009, uno dei precursori della moderna scienza, sir Francis Bacon, riteneva che le leggi di natura fossero eterne ed immutabili. Ma, una volta che la nuova forma ha potuto giovare di una ripetizione costante di se stessa, ecco che il suo campo si rinforza, e questo aumenta la probabilità e la facilità con cui la forma si può ripresentare. La ripetizione può avvenire, nel caso di organismi biologici, nel corso di alcune generazioni; nel caso di una nuova idea, ad esempio, o di un nuovo paradigma , è sufficiente che un certo numero di persone lo accetti inizialmente anche solo come ipotesi e quindi lo interpreti approfondendolo, insomma che lo faccia proprio… per vederlo imporsi sul vecchio.

Che piaccia o no agli scienziati scientisti, anche le teorie scientifiche sono regolate da campi morfici che ne consolidano la forma, e che, con la ripetizione abitudinaria, tendono a stabilizzare il paradigma vigente. Questo fino al punto in cui le evidenze sperimentali ma anche il progredire stesso della scienza, cominciano a stabilire il mutamento dei campi morfici esistenti in direzione di nuovi campi, ossia di ipotesi che poi, sperimentate e interpretate, danno infine i natali a nuove e più allargate teorie.

b) Implicazioni della Causalità formativa sul Nuovo Paradigma. Di nuovo, anche in questo caso, siamo arrivati per via scientifica, come nel caso delle transcoordinate di Heim (vi ricordate? Cliccate qui  per approfondire, leggete in particolare il paragrafo La fisica di Heim e i mondi cabalistici), a prendere in considerazione sistemi invisibili (o, meglio, non materali) in grado di influenzare l’ organizzazione della materia fisica (animata e non). Vorrei lasciarmi andare a considerazioni ancora più concrete, parlando della possibile applicazione dei campi morfici per spiegare il perpetuarsi dei sistemi di organizzazione sociale e le ragioni dei loro mutamenti, con particolare riferimento al cambiamento attuale dello stato di coscienza collettivo a cui stiamo assistendo, di cui anche altri autori si occupano (es. David Hawkins: clicca qui  per saperne di più).

Ma forse uscirei dall’ambito strettamente scientifico di cui si occupa la sezione Evidenze sperimentali a cui questo articolo appartiene, quindi ne riparlerò più avanti, in sede opportuna.

Fonte: curiamoatlantide.wordpress.com

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Esopsicologia
scrivi un commento
15 luglio 2014 2 15 /07 /luglio /2014 22:04
Il Terzo Occhio o Ajna Chakra è conosciuto anche come occhio interno o sesto chakra, situato in mezzo alle sopracciglia, di poco sopra al punto fra radice del naso e sopracciglia.

 


 

Aprire il terzo occhio significa ottenere la facoltà della chiaroveggenza, la possibilità di vedere "cose che gli altri non riescono a vedere", ad esempio le aure, ma anche visioni e precognizione. Significa aprire la porta tra i piani superiori di una consapevolezza superiore.

 


 

Se partiamo dall'assunto che noi siamo spiriti incarnati in un corpo per poter vivere in questa dimensione così densa, per imparare qualcosa, allora aprire il terzo occhio significa riprendere il contatto con la nostra vera realtà.

 


 

Il terzo occhio è legato alla ghiandola pineale che la scienza medica considera un occhio atrofizzato. Ma la Scienza Segreta sa che questo occhio non è atrofizzato, ma aspetta solo di essere risvegliato. Questo occhio non subisce nè evoluzione nè involuzione... è lì che aspetta di essere risvegliato, come il genio della lampada.

Molti studi confermano che le tradizioni mistiche egizia, indiana e cinese avessero una profonda conoscenza dell'anatomia fisica ed energetica e sapessero che la ghiandola pineale era connessa al terzo occhio e alla capacità di percepire il mondo spirituale.

 


 

Un metodo per risvegliare il terzo occhio è la meditazione... ad occhi aperti, occorre raggiungere uno stato alterato della mente, mantenendo la percezione visiva.

1. Siediti con la schiena diritta
2. Respira profondamente
3. Rilassa tutto il corpo
4. Inspira ed espirando pronuncia la sillaba OM, percepiscine la vibrazione e sentila dentro di te
5. Ripeti per cinque/dieci minuti.


Siccome la pineale è fotosensibile potrebbe essere utile praticare l'esercizio fissando la fiamma di una candela.


Presto potrai sentire un aumento di pressione nel centro della fronte, un leggero mal di testa segno che il terzo occhio si sta risvegliando. 
Se il mal di testa permane significa che hai esagerato con il tempo di pratica.
Regolati con attenzione, questo è un allenamento e come tutte le forme di allenamento va praticato con gradualità.
Non puoi correre la maratona (oltre 40 km) se prima non ti sei allenato su distanze molto ma molto più brevi.


La Scuola di Bioenergia aiuta a sviluppare le proprie facoltà e potenzialità inespresse. 
Fin dalla terza lezione viene insegnato un metodo per percepire i colori ad occhi chiusi, un po' come faceva Rol per allenarsi nel riconoscere i colori delle carte a dorso coperto.

Per approfondire vedi anche: Addestrare gli occhi per vedere l'aura

 

 

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Esopsicologia
scrivi un commento
9 luglio 2014 3 09 /07 /luglio /2014 22:18

Nel giugno 2013, avevo scritto che avremmo potuto assistere alla scomparsa della luna… 

Così non è stato, la luna continua a brillare in cielo, ma… qualcosa è successo.

La luna è cambiata. 

La luna si è rovesciata e lo mostrano vari video tra cui questo sulla SuperMoon che è uno dei più brevi. E’ in inglese, ma le immagini sono eloquenti. 

La luna che vediamo in cielo non è quello che pensiamo, non è un corpo reale; è un ologramma.

Se cercate su Youtube trovate vari video che concordano su questo fatto.

In un mio seminario lo avevamo già “visto” chiudendo gli occhi ed entrando in sintonia con la Luce vera, quella pesante, che svela ben altre realtà. Quel grande ologramma che brilla nel cielo e chiamiamo “luna” è il riflesso olografico di un piccolo satellite artificiale, stazionario appostato vicino alla terra. Non lo vediamo perché è in una zona fuori campo, laddove sono andati gli astronauti americani. Lo spiego nei miei libri e lo suggerisco nel mio video Illusioni Copernicane 

Se così è la storia umana è un colossale inganno al quale governi, chiese e accademie hanno contribuito. Ormai fare ologrammi fa parte della nostra comune tecnologia. Se la luna vista in cielo è un ologramma di un satellite artificiale posto qui vicino ciò significa che qualcuno, già molto tempo fa, sapeva produrre ologrammi e si era stanziato in una zona senza campo, quindi senza tempo. 

“La luna ci mostra sempre la stessa faccia”, insegnano a scuola, perché la sua rotazione intorno a se stessa dura tanto quanto la sua rotazione intorno alla terra, circa 28 giorni. Nessun astronomo ha detto che si può rovesciare sotto sopra come appare nella foto in evidenza.

La novità oggi è che l’ologramma luna sta cambiando…  

Io lo avevo previsto perché la ”caverna” – la potente eliosfera in cui è immerso tutto il sistema solare – stava per invertire la sua polarità con conseguenze inevitabili su tutte le “caverne” interne. Tra queste la tenue magnetosfera terrestre, a sua volta composta di schermi al plasma, “pareti” che stanno cambiando e su cui si proiettano le immagini, le “ombre”. Perché questa volta si e le altre no? Perché la magnetosfera terrestre in questi ultimi anni è tutta “bucata”, squarciata da ampie zone senza campo elettromagnetico. Questo fatto mette in crisi gli “autori” dell’ologramma e tutti quelli che collaborano con loro. Non a caso oggi il potere ci offre nuove “speranze“ cioè nuove illusioni o apparenti soluzioni.

La speranza si sa è l’ultima a morire. Quando questa finalmente muore, c’è la rinascita della sovranità umana, l’uso conscio della propria Mente Superiore e l’abbandono di quella minore che crede alla “realtà” apparente e a ciò che si dice in TV. Lo riassumo nell’ultimo mio libro - L’eresia di Giordano Bruno – una sintesi delle sue tesi, aggiornate al presente. 


La svolta

All’improvviso i capi sono diventati buoni. Papa Francesco si accorge che i conventi sono vuoti e che potrebbero ospitare i tanti disperati che sfuggono dalle guerre e dalla miseria in Africa o Medio Oriente. Obama alza il salario minimo dei lavoratori federali e il nostro premier, Renzi, offre gli ormai famosi 80 € mensili a quelli italiani. 

Perché questa improvvisa “misericordia”, questa svolta “buona”? Le ipotesi sono tante.
Una è che qualsiasi potere sta perdendo consenso e, quindi, il proprio potere. 
L’altra è che deve ritrovarlo: marketing e comunicazione, santificazioni e lotta contro il “male” sono le tecniche usuali per aggregare il gregge dei credenti nella “bontà” della chiesa o della così detta “democrazia”. Alla loro base il sistema politico finanziario, a cui sono entrambe legate, c’è una convinzione falsa: l’idea che la realtà sia solo il passato che conosciamo, la storia di assurda follia che ha massacrato  i popoli e li ha resi schiavi del potere temporale. Come ho scritto nel mio libro Baby Sun Revelation, questo potere non riguarda solo il Vaticano, bensì tutta società basata sul “dio unico” – il tempo lineare – grazie al quale si calcolano i salari, i profitti per pochi e i debiti per tanti.

Esiste questo “dio”? No, è inventato prima dalle chiese e poi dalle accademie che lo considerano un parametro con cui calcolare la caduta dei gravi, gli andamenti dei mercati e/o le orbite dei pianeti. Tutti lo considerano ovvio, ma contrariamente a quanto si crede il “dio unico” – il tempo lineare – in natura non c’è. Ci sono tanti ritmi, ovvero tanti tempi che variano da quello più celere di tutti – il concepimento – a quelli più lenti della geofisica e dell’astrofisica, tempi che stanno cambiando all’improvviso in modi distinti e diversi tra loro.

Il credo nel ”dio unico” oggi rischia di crollare da un momento all’altro perché è in atto un fenomeno naturale di cui nessuno parla. Le fasce di Van Allen – i pesanti schermi al plasma che avvolgono tutta la superficie terrestre – stanno svanendo (lo dimostrano le ricerche spaziali) e non nascondono più i mondi nel futuro, le astronavi che ci sono sempre state e hanno influenzato in modi diversi anche la politica terrestre. Fantascienza? No. Papa Francesco e il direttore della Specola Vaticana, entrambi gesuiti, hanno già parlato dei “fratelli alieni”. Governi e chiese si preparano per il “nuovo ordine mondiale” che contempla anche una “nuova religione mondiale”, estesa urbi et orbi e ai tanti “orbi” che credono alla “lotta tra bene e male”. Purtroppo “orba” è anche la “conoscenza” che ignora l’illusione creata dalle fasce di Van Allen, i due schermi al plasma, intrappolati in quella caverna entro cui siamo immersi. Per paradosso è proprio la scienza più amata e più antica – l’astronomia – che contribuisce all’illusione dettata dal bipolarismo tra laicità e spiritualità. La prima crede al “dio unico” – il tempo lineare – e la seconda… pure. Nessuna delle due discute il suo predominio in terra, esteso al cielo grazie all’astronomia e alla teoria del Big Bang.

fasce di Van Allen

La “conoscenza” tutta ignora che il campo elettromagnetico, creato dalle due fasce, ha abbagliato la “vista” degli strumenti a terra e nascosto le astronavi. Gli avvistamenti ora sono crescenti, dovuti al fatto che le fasce stanno scomparendo e così provocando la vera crisi, quella che concerne la comune concezione della realtà, l’isolamento della terra, i suoi presunti limiti delle risorse, la necessità delle guerre per accaparrarle, i conflitti tra i popoli da un lato e, dall’altro, i governi “democratici” che dovrebbero rappresentarli.

La realtà non è quella che vediamo con gli occhi, non quella finora osservata dai telescopi e dalle sonde spaziali, né quella interpretata da un “sapere” che ha promosso il credo dominante nel “dio unico”.  E’ un “sapere” contro natura, la voluta ignoranza degli infiniti mondi che oggi sono calcolati e da sempre testimoniati da saggi quali Giordano Bruno e Gesù Cristo. Il suo aspetto più evidente è quello finanziario, ma alla sua base c’è una “conoscenza” che crede a idoli falsi, quali dio, denaro, debito , produce crisi finanziarie, ha fatto sprofondare tutti nella miseria, inclusa la classe media che oggi sta cercando di ricomprare a prezzi stracciati, l’elemosina degli 80 euro mensili.. 

Tale “sapere” controlla la sessualità umana perché è lì che si nasconde il grande “mistero”: il concepimento di una nuova vita. Quella cattolica santifica due papi, parla di pace, ma non di disarmo e colloquia con tutti i capi del mondo; parla pure di “fratelli alieni” e si mostra flessibile in fatto di divorzio. La verità rimane nascosta. E’ la Vita che ha ritmi ultra celeri, miliardi di volte più celeri di quelli del “dio unico” venerato dal potere temporale. Oggi misure, calcoli e anche contatti di vario tipo confermano che esistono infiniti universi. La vera “aliena” è la “conoscenza” che ignora il ruolo sovrano della VITA.

Purtroppo molti dimenticano e si lasciano incantare dalla “svolta buona” che potrebbe comprendere anche gli “alieni”. Quali? Potrebbero essere gli stessi che hanno diretto la storia conosciuta con elemosine, parole buone o cambiamenti che cambiano tutto tranne la schiavitù del “dio unico” - il tempo lineare. Per millenni posto sull’altare dell’eternità, oggi è facile dimostrare che questo tipo di tempo può essere utile per gli appuntamenti e gli orari dei mezzi di trasporto, ma il suo “vincolo” con gli interessi delle banche è un’invenzione. 

La svolta culturale è discernere il grano dal loglio, la verità e cioè la VITA da quell’inquinamento mentale che nega il diritto dei popoli a vivere nella prosperità e a ripudiare davvero le guerre. 

Il cielo non è realtà: è un Film in 4D, tre dimensioni di spazio più una di tempo.

Lo scorso anno nel maggio 2013, ho scritto che avremmo potuto assistere alla scomparsa della luna. “La luna è ancora lì” mi hanno fatto notare molti. È vero, però è cambiata e alcuni se ne sono accorti, tanto da fotografarla, notare le differenze tra prima e dopo e riconoscere che i media hanno evitato l’argomento.  

Alla fine di dicembre 2013 c’è stata la svolta celeste.

L’eliosfera – la magnetosfera solare – ha invertito la sua polarità da Nord a Sud. L’inversione era attesa sin dal 2012, perché di norma avviene ogni 11 anni e l’ultima volta era avvenuta nel 2001. Al contrario del solito, ha avuto però molte anomalie e impiegato tutto il 2013, anno in cui governi e chiese hanno cercato una nuova “stabilità” senza… trovarla. Nel 2014 abbiamo assistito ad altre svolte, senza capirle. 

La svolta “buona” del potere è riportata dai media, distoglie l’attenzione dai cambiamenti in cielo che sono riconosciuti, ma citati in modo da non intaccare il quadro dipinto dall’ortodossia. Dal sole partono folate di vento solare – plasma supersonico – che attraversa l’eliosfera e può cancellare la magnetosfera terrestre, senza danni per l’umanità. Può essere la rivelazione di ciò che il potere ha sempre nascosto: la presenza di alieni che hanno occupato il pianeta con le armi e una cultura alienante, basata sul bipolarismo delle così dette “democrazie”. Ora i due poli “opposti” si accordano e diventano “buoni” e così continuano a recitare la commedia, una “comunicazione” “buona” e… sempre bipolare, basata sul bisogno degli “idoli falsi”: “dio unico”, denaro, debito, energia, lavoro, crescita…

E se non avessimo degli “idoli falsi”, ma solo di riscoprire la nostra umana sovranità?

C’è chi si accontenta dell’elemosina offerta dal potere e chi sviluppa la propria potenza interiore. Non è facile ma possibile, tanto più oggi che i “potenti” si stanno dimostrando per ciò che sono: burattini impotenti del sistema politico-finanziario mondiale, servi del “dio unico” che non esiste. La coscienza della realtà reale svela l’esistenza di infiniti tempi che stanno cambiando in modi imprevedibili e facendo collassare qualsiasi potere. Non so dire quando accadrà, ma so che i tempi dipendono anche da noi.


Repost 0
Published by il conte rovescio - in Esopsicologia
scrivi un commento
25 giugno 2014 3 25 /06 /giugno /2014 21:25

santi-angeli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il karma è la legge universale di causa-effetto applicata alla vita dell’uomo. Gesù ne parla persino nel Vangelochi di spada ferisce, di spada perisce” (Matteo 26:52), che sta a significare appunto che ogni singolo danno che noi causiamo a un fratello prima o poi lo subiremo, in questa vita terrena o in una delle prossime vite terrene. Un uomo che uccide un suo simile, in un’altra vita terrena verrà ucciso; un uomo che, uccidendo un suo simile, ha causato molto dolore ai cari della vittima, subirà la stessa sorte e così via per ogni genere di azione c’è sempre una uguale azione contraria rivolta verso chi l’ha commessa. La legge è assolutamente precisa, non ci sono errori. L’uomo in genere è assolutamente inconsapevole di questa legge e quando gli capita qualcosa di brutto non si rende mai conto che è un debito karmico, cioè una conseguenza di qualcosa che lui aveva fatto in passato e che adesso deve ricevere. Ma c’è molto di più.

In verità nessuno può fare del male a un fratello se questi non ha commesso qualcosa tale da dover ricevere quell'azione dannosa, ossia non ha un debito karmico corrispondente, di modo che l’azione dannosa del primo debba essere ricevuta dal secondo. Nell’esempio di prima, quando un uomo uccide un altro, è perché l’altro aveva quel corrispondente debito karmico, altrimenti non gli sarebbe stato permesso di farlo, sarebbe accaduto qualcosa che avrebbe impedito all’assassino di compiere la sua opera su quell’uomo. Allo stesso modo quando un uomo riceve qualcosa di male è perché necessariamente ha fatto, in passato, del male corrispondente a qualcun altro, altrimenti non può accadergli nulla. C’è sempre un motivo preciso, il caso non esiste.

Così descritta la legge del karma sembrerebbe proprio la legge del taglione, la famosa legge “occhio per occhio, dente per dente” dei barbari. In realtà le cose stanno in modo piuttosto diverso. La finalità per cui chi ha commesso un’azione dannosa la riceve a sua volta non è affatto la punizione, il castigo o la vendetta. La finalità è sempre unicamente di far comprendere a chi ha commesso un’azione malvagia esattamente il dolore che ha causato e il ricevere quella stessa azione malvagia sulla propria pelle è un modo assolutamente efficace perché questo sia compreso appieno.

Il male infatti non è una regola morale che cambia a seconda degli usi sociali, né la sofferenza in sé, ma è precisamente tutto ciò che si oppone all’evoluzione spirituale, così come il bene non è la felicità o il piacere, ma è tutto ciò che favorisce l’evoluzione spirituale, che è il Disegno Divino. Il Bene universale quindi è la nostra evoluzione interiore e se quello che occorre allo scopo superiore è farci soffrire ricevendo un’azione dannosa che noi stessi abbiamo commesso verso qualcuno, benedetta sia perché da questa impareremo. Siamo noi stessi che quando programmiamo il nostro viaggio terreno, prima di nascere, stabiliamo le nostre prove proprio per il fine superiore della nostra istruzione, così come quando all’Università scegliamo i corsi di studi che dovremo affrontare e tutti i libri che dovremo, con fatica, studiare negli anni a venire.

Ma c’è qualcosa di più. Visto che il fine reale è appunto quello della comprensione interiore e non invece quello di ricevere l’azione su di noi (quello è in realtà solo un mezzo estremo quando non vogliamo capire altrimenti), le azioni non sono in realtà strettamente necessarie. Le azioni sono una sorta di esercizi che noi viviamo per poter afferrare i concetti. Quello che conta è il capire, il sentire il sentimento interiormente. Se ad es. un uomo ruba causa un dolore nel suo simile. A lui, ladro, altri ladri ruberanno, in quella stessa vita o in altre, una, cento, mille volte, finchè quell’uomo non capirà che è sbagliato rubare, non per gli oggetti, ma per il sentimento di dolore causato agli altri, ma non ha nessuna importanza quante volte accadranno questi furti, né cosa verrà rubato, né le modalità, nè i fatti, l’unica cosa che ha importanza è unicamente il fatto che quell’uomo dovrà capire che è sbagliato rubare. E’ una questione puramente spirituale, interiore; tutti gli altri fattori (quante volte ha rubato, quanto ruberanno a lui, la sofferenza causata, le rabbia che subirà, le lacrime che verserà, ecc.), ossia tutti i fatti, tutte le azioni non hanno nessuna importanza, sono semplicemente degli esercizi, delle esperienze, funzionali all’unico scopo che è quello di afferrare la lezione interiore.

Non c'è quindi alcuna ingiustizia. Ogni qual volta noi soffriamo o ci arrabbiamo per qualunque motivo dobbiamo capire che c’è sempre una lezione che dobbiamo imparare e che al momento non stiamo vedendo e che tutti gli avvenimenti che ci stanno causando dolore non sono casuali, né tantomeno per punizione, ma che sono messi lì apposta (a volte da noi stessi prima di nascere) perché dobbiamo comprendere una lezione specifica. Se non ci fosse un qualcosa che dobbiamo capire, quelle cose che ci affliggono non avrebbero motivo d’essere. Non dobbiamo prendercela quindi né con il caso (che non esiste), né con Dio (che ci ama infinitamente), né con la Provvidenza (che ci soccorre), né con nessun altro, ma solo con noi stessi, per la nostra testardaggine che ci acceca e nel fatto che non vogliamo proprio vedere. Non appena avremo afferrato la lezione, a livello interiore, profondamente, allora e solo allora quella sofferenza non avrà più motivo d’essere.

 

http://www.vitaoltrelavita.it/karma-e-reincarnazione/51-karma-giustizia.html

Repost 0
Published by il conte rovescio - in Esopsicologia
scrivi un commento
24 giugno 2014 2 24 /06 /giugno /2014 22:01

 

 

Fig. 1: Un sogno lucido verificato attraverso movimenti oculari [figura tratta da: LaBerge, 1992, p. 293]
Fonte: Sogno lucido
Il sogno lucido nel laboratorio del sonno

Fino al giorno in cui non si è avuta una empirica verifica del fenomeno all’interno di un laboratorio, chiunque poteva esprimersi sull’esistenza dei sogni lucidi, sia a favore che contro, senza che le sue affermazioni potessero essere confutate, e quindi, verificate. Le affermazioni erano basate su esperienze soggettive non verificabili.

Nel 1978 Hearne, nel suo dottorato di ricerca, ha riportato la prima verifica empirica del fenomeno presentando le registrazioni polisonnografiche (il polisonnografo registra vari movimenti muscolari del dormiente, il suo elettro-encefalo-gramma, il suo elettro-cardio-gramma) di un soggetto molto esperto nella capacità di avere sogni lucidi. Questi era stato preventivamente istruito a inviare specifici messaggi attraverso i propri movimenti oculari, che furono così rilevati durante otto sogni lucidi, tutti durante fasi REM del sonno.

Negli studi di Hearne [1978], di LaBerge, Nagel, Dement e Zarcone [1981] e in molti studi successivi i soggetti sperimentali hanno comunicato volontariamente con gli sperimentatori per lo più dalla fase REM del sonno. Tali comunicazioni avevano luogo attraverso i movimenti degli occhi e la contrazione della muscolatura degli avambracci, che i soggetti mostravano di poter controllare volontariamente allorché divenivano consapevoli di star sognando. I soggetti erano in grado di riprodurre sequenze di movimenti oculari stabilite insieme agli sperimentatori durante la veglia, ovvero producevano nuove sequenze di cui avevano memoria una volta risvegliatisi. Addirittura, con il procedere degli esperimenti, i soggetti arrivarono a comunicare, esprimendosi nel codice morse, delle parole e delle iniziali di nomi.

Tali esperienze hanno dimostrato che è possibile, per alcuni individui, controllare volontariamente il movimento degli occhi durante il sogno. Conseguentemente le stesse esperienze hanno anche dimostrato la possibilità, per alcuni individui, di essere consapevoli di star sognando, in quanto tale consapevolezza è la condizione necessaria della capacità di compiere movimenti volontari con un intento comunicativo. Hanno dimostrato la realtà del sogno lucido.

Per questo motivo i suddetti studi hanno avuto un valore fondamentale nella storia della ricerca nel campo del sogno lucido. Infatti da quel momento l’assunto: "Esiste il fenomeno del sogno lucido" è divenuta una affermazione scientifica in senso popperiano. Karl Popper sosteneva [Popper, 1970] che una affermazione, per essere scientifica, dovesse essere passibile di falsificazione, doveva lasciare una porta aperta alla possibilità di essere smentita dai fatti osservabili. Ora, dal momento che è possibile verificare l’assunto: "X è, talvolta, consapevole di star sognando" attraverso l’uso del polisonnografo, l’assunto stesso diviene una affermazione di dignità scientifica (sempre che si accetti il pensiero epistemologico di Popper).

Una volta considerata la natura scientifica della affermazione circa l’esistenza del fenomeno, bisogna attirare l’attenzione sul pericolo di attribuire tale caratteristica di scientificità ad ogni studio in materia di sogno lucido. Ad esempio le favorevoli testimonianze dell’uso del sogno lucido in clinica e psicoterapia, essendo tali testimonianze soggettive, non falsificabili né, dunque, verificabili, non sono una forma di sapere scientifico, per lo meno secondo la concezione epistemologica di Popper.

L’argomento del sogno lucido è stato indagato attraverso strumenti scientifici, ma anche attraverso strumenti non scientifici, peculiarità comune a molti altri argomenti di pertinenza della psicologia. E’ importante avere chiara questa distinzione.

La Fig.1 riporta il tracciato polisonnografico di 8 minuti di sonno REM in cui ha avuto luogo un sogno lucido. In questo caso il polisonnografo ha registrato l’elettroencefalogramma (C3-A2), l’elettrooculogramma (LOC, ROC) e l’elettromiogramma (EMG). Quest’ultimo, come si può vedere non presenta oscillazioni in quanto al momento della registrazione il soggetto si trovava durante la fase REM del sonno. Negli ultimi istanti del tracciato, nel momento segnato dal numero 5, ha luogo il risveglio. A questo punto l’elettromiogramma riporta delle contrazioni muscolari.

Al risveglio il soggetto ha affermato di aver inviato, attraverso i movimenti degli occhi, 5 segnali. I segnali sono indicati nella figura con i numeri da 1 a 5. Il segnale numero 1 testimonia l’inizio del sogno lucido ed è costituito da due coppie di movimenti oculari da sinistra (Sx) a destra (Dx). Complessivamente si compone di quattro movimenti: Sx-Dx-Sx-Dx. Nei successivi 90 secondi il soggetto ha riferito di aver esplorato il mondo onirico volando fino al momento in cui ha creduto di essersi svegliato. A questo punto (2) ha prodotto il segnale precedentemente stabilito per comunicare il risveglio: quattro coppie di movimenti oculari (Sx-Dx-Sx-Dx-Sx-Dx-Sx-Dx). Per altri 90 secondi il soggetto ha creduto di essersi svegliato pur essendo ancora addormentato. Trattasi di un "falso risveglio". Allorché si è reso conto di stare ancora sognando (3) ha segnalato questa sua consapevolezza attraverso tre paia di movimenti oculari (Sx-Dx-Sx-Dx-Sx-Dx). Riconoscendo di aver effettuato troppi movimenti oculari, il soggetto ha subito dopo prodotto il segnale corretto: due coppie di movimenti, Sx-Dx-Sx-Dx. Dopo altri 100 secondi ha avuto luogo il risveglio (5), correttamente segnalato: Sx-Dx-Sx-Dx-Sx-Dx-Sx-Dx.


Fig. 1: Un sogno lucido verificato attraverso movimenti oculari [figura tratta da: LaBerge, 1992, p. 293]


Il sogno lucido e la fase REM

Nel 1978 alcuni ricercatori [Olgivie, Hunt, Sawicki, McGowan, 1978] stavano cercando di scoprire in quale fase del sonno avessero luogo i sogni lucidi. La metodologia utilizzata in questo caso era elementare e poco probante: i sognatori venivano svegliati durante le fasi REM del sonno e veniva chiesto loro di riferire i sogni. In tre casi i soggetti riferirono di essere stati consapevoli di star sognando. Gli autori ne conclusero: il sogno lucido dovrebbe aver luogo durante la fase REM. Il condizionale, a quello stadio della ricerca, era d’obbligo non potendo la ricerca dimostrare se i sogni lucidi fossero avvenuti immediatamente prima del risveglio, e quindi durante il sonno REM, ovvero molto tempo prima, e quindi durante il sonno non-REM.

LaBerge insieme ai suoi colleghi della Standford University [LaBerge, Nagel ,Dement, Zarcone, 1981] ha messo in luce come il fenomeno studiato riguardi prevalentemente la fase REM, ma non solo. La sua ricerca ha utilizzato la tecnica della segnalazione attraverso i movimenti oculari e le contrazioni della muscolatura degli avambracci durante il verificarsi del sogno lucido. I segnali del sognatore lucido consistevano in specifici movimenti oculari, rilevati attraverso l’elettrooculografia (EOG), e contrazioni degli avambracci, rilevate attraverso elettromiografia (EMG). Veniva rilevata anche l’attività elettroencefalografica (EEG). I soggetti, che partecipavano a questi rilevamenti in un laboratorio del sonno, venivano precedentemente addestrati a compiere specifici movimenti oculari allorché l’esperienza del sogno lucido avesse avuto luogo. Dovevano muovere gli occhi secondo la sequenza: Sx-Dx-Sx-Dx. L’EOG, così, tracciava nettamente la sequenza: su-giù-su-giù, mentre contemporaneamente l’EEG rilevava le onde del sonno (Fig.1). Nel corso di 34 notti furono rilevati 35 sogni lucidi di cui: 32 durante la fase REM, 2 durante la fase 1 del sonno non-REM, 1 durante la transizione dalla fase 2 non-REM alla fase REM. Ciò sembrerebbe dimostrare come il fenomeno in esame appartenga principalmente alla fase REM del sonno.

Alcune ricerche, che hanno studiato il sogno lucido considerandolo un fenomeno di quasi esclusiva pertinenza del sonno REM, ne hanno confermato la presenza durante la fase del "sonno paradosso". Questo è il caso delle ricerche che hanno studiato la relazione tra sogno lucido e riflesso di Hoffman. La soppressione del riflesso di Hoffman, il riflesso elettricamente evocato di una monosinapsi spinale, viene spesso considerata la caratteristica che discrimina il sonno REM dal resto del sonno. Diversi autori [Brylowski, 1987; Brylowski, Levitan, LaBerge, 1989] hanno studiato la soppressione di tale riflesso durante il sogno lucido. In particolare Brilowski, Levitan e LaBerge [1989] hanno osservato per quattro notti, attraverso la metodologia della comunicazione con i movimenti oculari, un sognatore lucido esperto. Il riflesso veniva evocato e misurato ogni 5 secondi. Le misure della soppressione del riflesso sono state confrontate tra fasi REM con sogni lucidi e fasi REM senza sogni lucidi. I ricercatori hanno osservato che il riflesso di Hoffman era significativamente più soppresso nelle fasi REM con sogni lucidi che nelle fasi REM senza sogni lucidi.

Anche gli studi, che hanno analizzato come vari quantitativamente la presenza del fenomeno nell’arco della notte, hanno testimoniato a favore della presenza dei sogni lucidi durante la fase REM. Come è stato da tempo notato [Van Eeden, 1913] i sogni lucidi compaiono maggiormente durante le ultime ore del sonno. LaBerge [1979] ha ipotizzato che tale distribuzione di frequenza rifletta semplicemente la maggiore presenza di sonno REM nelle ultime ore del sonno. Inoltre sempre LaBerge [1980a] ha evidenziato che la distribuzione della frequenza dei sogni lucidi, osservata attraverso la rilevazione di movimenti oculari volontari, nelle prime tre fasi REM non differisce significativamente dalla distribuzione della frequenza dei sogni lucidi stimata in base alla lunghezza media delle stesse fasi REM. Dunque i sogni lucidi hanno una distribuzione quantitativa che rispecchia il variare della lunghezza delle fasi REM, e quindi hanno luogo, prevalentemente (ma come si è visto non solo) durante la fase REM.

Elettroencefalogramma del sogno lucido

L’elettroencefalogramma dei sogni lucidi è significativamente diverso da quello dei sogni non-lucidi?

Olgivie, Hunt, Tyson, Lucesnu, Jeakings [1982] cercarono di verificare la propria ipotesi che il sogno lucido, rispetto all’ordinario sonno REM, fosse caratterizzato da alti livelli di attività alfa, in uno studio con 10 soggetti esperti nelle capacità di ricordare i propri sogni e di avere sogni lucidi. Ogni soggetto passò due notti in un laboratorio dove veniva svegliato durante le fasi REM per essere interrogato circa la propria attività onirica in corso. I soggetti potevano essere risvegliati durante un alto livello di attività alfa del sonno REM, ovvero durante un basso livello di attività alfa. I dati raccolti convalidarono l’ipotesi di partenza. Tuttavia una ricerca di un anno più recente [Olgivie, Hunt, Kushniruk, Newman, 1983] che ha utilizzato la stessa metodologia non ha evidenziato una differenza statisticamente significativa per quanto riguarda la presenza di sogni lucidi tra periodi REM ad alto livello di attività alfa e periodi REM a basso livello di attività alfa. Ulteriori ricerche sembrano essere necessarie per rispondere al quesito iniziale.

Gackenbach, invece, ha cercato di applicare la nozione di sincronizzazione interemisferica al fenomeno del sogno lucido in un articolo in cui propone un parallelismo tra questo fenomeno e la Meditazione Trascendentale [Gackenbach, Cranson, Alexander, 1986]. Sebbene vi siano diverse osservazioni [Orme-Johnson, Hayenes, 1981; French, Beaumont, 1984] della correlazione positiva tra Meditazione Trascendentale e sincronizzazione interemisferica misurata attraverso la Coerenza dell’EEG (in genere definita come la stima statistica della correlazione tra coppie di segnali elettroencefalografici della stessa frequenza), non si hanno dati sulla sincronizzazione intercerebrale durante il sogno lucido. Rimane, comunque, il valore euristico dell’ipotesi.

L’oggetto di studio della lateralizzazione della attività elettrica ad onde alfa rilevata attraverso EEG è stata applicato all’argomento del sogno lucido da LaBerge e Dement [LaBerge, Dement, 1982b]. Questi osservarono quattro soggetti, tutti sognatori lucidi esperti, addestrati a compiere l’attività di cantare ovvero quella di contare durante il sonno REM. Tali attività venivano previamente segnalate attraverso specifici movimenti oculari. Gli autori hanno potuto osservare, e in tal modo confermare l’ipotesi di ricerca: in corrispondenza dell’attività di contare l’emisfero sinistro era più attivo del destro (presentando un minore livello di onde alfa), e viceversa per l’attività di cantare. Inoltre tale lateralizzazione di funzionamento cerebrale era presente, negli stessi soggetti, anche durante le stesse attività durante la veglia.

Sogno lucido e attivazione

LaBerge, Levitan e Dement hanno analizzato i correlati fisiologici di 13 soggetti addestrati a segnalare l’acquisizione della consapevolezza nella fase REM attraverso il movimento degli occhi [LaBerge, Levitan, Dement, 1986]. Le misurazioni fisiologiche erano: la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria, l’attività elettrodermica e la densità dei movimenti oculari. Gli autori hanno evidenziato che il momento del passaggio alla lucidità è accompagnato da un aumento di tutte le grandezze misurate. Prove identiche di attivazione fisiologica in concomitanza di sogni lucidi segnalati attraverso movimenti oculari sono riportate anche in una ricerca più recente [Brylowski, Levitan, LaBerge 1989]. LaBerge, Levitan e Dement, e altrove LaBerge [1988b], ipotizzano che l’alto grado di funzioni cognitive coinvolte nel sogno lucido richieda una corrispondente attivazione neuronale. Tuttavia va notato che nella ricerca sopra descritta il confronto tra i valori medi delle quattro grandezze rilevate durante i sogni lucidi e i valori medi delle stesse quattro grandezze durante le fasi REM senza sogni lucidi hanno dato luogo a differenze significative solamente in due parametri: ossia vi è un incremento significativo solo per quanto riguarda la densità dei movimenti oculari e l’attività elettrodermica; tale incremento manca nella frequenza respiratoria e nella frequenza cardiaca.

Si potrebbe ipotizzare che l’attivazione fisiologica misurata da LaBerge et al. sia da attribuire alla esecuzione della richiesta sperimentale di segnalare l’acquisita lucidità attraverso i movimenti oculari, piuttosto che alle caratteristiche intrinseche del fenomeno in esame. Quest’ultima ipotesi, inoltre, sarebbe coerente con i dati raccolti attraverso l’osservazione di un soggetto molto abile nella capacità di essere consapevole durante il sonno da Gackenbach, Moorecroft, Alexander, Laberge [1987]. Il soggetto, un assiduo praticante di Meditazione Trascendentale, asseriva di rimanere cosciente per l’intero periodo del sonno e si dimostrò capace di segnalare attraverso movimenti oculari la propria lucidità dalla fase REM, nonché dalle fasi 1 e 2 non-REM. In concomitanza con la segnalazione si verificava un’attivazione fisiologica che, in contrasto con l’ipotesi di LaBerge et al. [1986], in breve tempo tornava al livello di base. In questo caso sembrava, dunque, che l’attivazione fisiologica fosse dovuta al compito della segnalazione oculare più che alle caratteristiche intrinseche del fenomeno studiato.

L’argomento della attivazione del sistema vestibolare è stato studiato da Gackenbach, Snyder, Rokes e Sachau [1986] in una ricerca in cui venne misurata la responsività elettronistagmografica (ENG) di 48 soggetti attraverso una stimolazione calorica (veniva iniettata dell’acqua calda nel canale auditivo esterno). La frequenza dei sogni lucidi dei soggetti veniva stabilita attraverso la somministrazione di un questionario. La responsività del sistema vestibolare era misurata attraverso i tracciati del ENG, che riportava la velocità del nistagmo dei soggetti, e attraverso i resoconti delle esperienze soggettive di vertigine. L’alta velocità nella fase lenta del nistagmo è considerata [McCabe, Ryu, 1979] essere la migliore misura dell’integrità funzionale del sistema vestibolare. Poiché i risultati della ricerca indicavano una maggiore velocità della fase lenta del nistagmo nei soggetti frequentemente lucidi, Gackenbach et al. hanno proposto che i sognatori frequentemente lucidi presentino una intensa attivazione del sistema vestibolare durante il sonno e che la specifica attività mentale del sogno lucido rifletta tale attivazione.

La relazione tra sistema vestibolare e sogno lucido, è stata osservata in un altro studio in cui è stata evidenziata una correlazione positiva tra la stimolazione del sistema vestibolare e la frequenza dei sogni lucidi [Leslie, Olgivie, 1996]. E’ stato osservato che i soggetti posti a dormire su una amaca oscillante, e quindi in una condizione stimolante il sistema vestibolare, riportavano un incremento nella frequenza dei sogni lucidi.

Va notato che in questo caso gli autori, sebbene abbiano tentato di utilizzare la suddetta metodologia della comunicazione volontaria attraverso i movimenti oculari, non hanno in questo modo raccolto dati attendibili. Gli autori riferiscono che la comunicazione attraverso i movimenti oculari sia stata tentata solamente poche volte (4) dai soggetti e che i relativi tracciati polisonnografici siano confusi e non interpretabili. Gli autori ipotizzano che ciò possa essere attribuito al fatto di aver utilizzato sognatori lucidi non esperti nel compito della segnalazione attraverso i movimenti oculari. In questo caso, dunque, i dati circa la presenza dei sogni lucidi sono stati raccolti attraverso i resoconti dei soggetti.

Equilibrio fisico

Come sopra riportato Gackenbach, Snyder, Rokes e Sachau [1986] hanno verificato la maggiore responsività nistagmografica dei sognatori lucidi alla stimolazione calorica delle membrane del timpano. Esssendo tale responsività nistagmografica considerata [McCabe, Ryu, 1979] essere la migliore misura dell’integrità funzionale del sistema vestibolare, gli autori ipotizzano che una maggiore attività vestibolare abbia luogo durante il fenomeno stesso del sogno lucido. Come è noto il sistema vestibolare svolge un ruolo essenziale nell’orientamento e nell’equilibrio fisico. Coerentemente con la suddetta ipotesi è stata rilevata una maggiore capacità di equilibrio tra i sognatori frequentemente lucidi. In particolare è stato osservato [Gackenbach, Snyder, Rokes, Sachau, 1986; Snyder, Gackenbach, 1988] che i sognatori frequentemente lucidi sono in grado di rimanere in equilibrio su uno stabilometro più a lungo che i sognatori non frequentemente lucidi e dei sognatori non lucidi (in questo caso la frequenza dei sogni lucidi è stata determinata a partire dai resoconti dei soggetti circa la propria vita onirica). Questa forma di equilibrio è chiamata equilibrio statico. Per quanto riguarda l’equilibrio dinamico, misurato camminando su un’asse di equilibrio, non è emersa nessuna differenza significativa tra classi di sognatori.

Psicofisiologia del sonno REM


La possibilità di lavorare in laboratorio con soggetti, talvolta, consapevoli durante le fasi REM, permette di allargare le conoscenze psicofisiologiche del sonno REM, ossia la fase del "sonno paradosso". Essendo lo studio psicofisiologico caratterizzato da variabili indipendenti di tipo psicologico e da variabili dipendenti di tipo fisiologico (e l’EEG ne è lo strumento principale), risulta evidente quanto maggiori siano le possibilità di ricerca nel campo del sonno REM potendo disporre di sognatori lucidi. Questi infatti sembrerebbero [LaBerge, Nagel, Dement, Zarcone, 1981] poter essere preventivamente addestrati a mettere in atto durante il sogno lucido determinati comportamenti (le variabili indipendenti), dando la possibilità allo sperimentatore di osservare i concomitanti fenomeni di ordine fisiologico (le variabili dipendenti).

Attraverso la metodologia dei sogni lucidi ocularmente segnalati LaBerge [1980a; 1985] ha potuto verificare la corrispondenza temporale tra sogno e realtà chiedendo ai suoi soggetti di stimare vari intervalli di tempo. I segnali dei soggetti prodotti prima e dopo gli intervalli di tempo stimati hanno permesso il confronto con il tempo oggettivo. Secondo l’autore i soggetti erano in grado di stimare gli intervalli di tempo durante il sogno lucido con un livello di imprecisione moderato e, comunque, simile a quello mostrato dagli stessi soggetti nello stesso compito durante la veglia.

In una ricerca [Fenwick, Schatzman, Worsley, Adams, Stone, Baker, 1984] che si proponeva di rilevare le eventuali corrispondenze tra eventi sognati ed eventi reali vennero prese misurazioni elettromiografiche di numerosi gruppi muscolari di un sognatore lucido esperto nel compito della segnalazione attraverso i movimenti oculari. Gli autori sono giunti a varie conclusioni. Innanzi tutto sembrerebbe che l’atonia muscolare della fase REM abbia un gradiente variabile, essendo presente maggiormente nella muscolatura assiale, e in misura minore nella muscolatura distale: sono stati misurati piccolissimi movimenti delle dita delle mani, delle dita dei piedi e dei piedi stessi. L’inibizione motoria colpirebbe maggiormente i muscoli estensori rispetto ai flessori. Emergerebbe una precisa corrispondenza tra il corpo sognato e il corpo fisico: i movimenti del primo provocherebbero corrispondenti contrazioni nei gruppi muscolari del secondo, seppure in misura attenuata e secondo le caratteristiche anzi esposte.

Sono state compiute osservazioni psicofisiologiche dei sogni lucidi a contenuto erotico di un soggetto di genere femminile [LaBerge, Greenleaf, Kadzierski, 1983]. I dati fisiologici comprendevano: l’EEG, l’EOG, la frequenza respiratoria, la frequenza cardiaca, la conduttanza dermica, l’EMG vaginale e l’ampiezza delle pulsazioni vaginali. Fu possibile analizzare i dati fisiologici corrispondenti alle varie fasi dell’attività erotica onirica del soggetto, poiché questi era in grado di segnalarle attraverso specifici movimenti oculari. La frequenza respiratoria, la conduttanza dermica, l’EMG vaginale e l’ampiezza delle pulsazioni vaginali, rilevati durante l’orgasmo, mostravano un generale aumento rispetto ai valori medi delle altre fasi REM. Contrariamente alle aspettative, invece, la frequenza cardiaca non mostrava un aumento significativo.

LaBerge ha replicato questo esperimento [LaBerge, 1985] con due soggetti di genere maschile. Anche in questo caso la frequenza respiratoria aumentò significativamente, mentre la frequenza cardiaca rimase stabile. Bisogna notare, inoltre, che entrambi i soggetti, pur raggiungendo l’orgasmo nei propri sogni lucidi, non eiacularono.

LaBerge [1988b] ha proposto che i risultati della ricerca psicofisiologica sul sogno lucido suggeriscano conclusioni valide anche per la psicofisiologia del sonno REM in genere. Gli eventi che noi immaginiamo di sperimentare durante i sogni sarebbero il risultato di una attività cerebrale che produrrebbe effetti sul corpo simili a quelli che avrebbero luogo se sperimentassimo gli stessi eventi nello stato di veglia. E questo perché, come è stato sostenuto da Finke [1980] l’immaginazione multimodale del sogno sarebbe prodotta dagli stessi sistemi cerebrali che producono le percezioni equivalenti del mondo reale. LaBerge ha sostenuto [ibidem] che questo potrebbe spiegare anche perché generalmente noi scambiamo i nostri sogni per realtà: perché per i sistemi funzionali cerebrali che costruiscono il nostro mondo esperienziale sognare di percepire qualcosa o farlo realmente sarebbero la stessa cosa.
Repost 0
Published by il conte rovescio - in Esopsicologia
scrivi un commento

 FORUM

Cerca

VIDEO IN EVIDENZA

http://www.loguardoconte.info/video/esperimenti-umani-condotti-da-alieni-154833/

Testo Libero

statistiche accessi

IL CONTE E IL DUCA

 

      thumbnail

 http://i.imgur.com/53qQJ.jpg