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30 aprile 2014 3 30 /04 /aprile /2014 22:17

Nuove sulle Esperienze di Pre-Morte

Devo dire che dall’uscita del primo libro del dott. Moody ‘La vita oltre la morte’, relativo all’argomento NDE  - Near Death-Experiences, cioè Esperienze di Pre-Morte - , con interviste fatte alle persone ‘morte’ per un certo periodo di tempo e poi riportate in vita nelle sale di rianimazione, ne è passata di acqua sotto i ponti. Oltre ad altri libri dello stesso Moody, sono stati infatti pubblicati negli anni successivi ulteriori studi eseguiti da medici e psichiatri. E sono stati scritti numerosi articoli interessanti con  varie ipotesi di spiegazione anche in riviste scientifiche abbastanza serie con  botte e risposte tra ‘materialisti’ e ‘spiritualisti’. Insomma è come se il dott. Moody avesse aperto un vaso di Pandora. Ho parlato in questi precedenti post del fenomeno - che sembra essere un indizio molto serio dell’esistenza della vita oltre la morte- e dei tentativi di spiegazione che sono stati fatti almeno diciamo fino all’anno 2000 e quindi non mi ripeterò su di essi (1).

Scrivo adesso questo altro post per cercare di dar conto - per quanto è possibile - delle ricerche più avanzate che si stanno conducendo e dei risultati che sono stati trovati in questi ultimi anni (pressappoco dal 2001 in poi fino ad oggi).

Faccio notare a scanso di equivoci che rispetto agli anni in cui il dott. Moody ha fatto i suoi studi quasi in solitaria e basati soprattutto su interviste di persone che avevano avuto una NDE, adesso le ricerche vengono effettuate seguendo un protocollo scientifico molto serio, usando anche la strumentazione adatta per misure oggettive (per quanto è possibile farne in questo campo…). Vediamo alcune di queste novità.

Sembra che i nati ciechi durante la NDE riescano a ‘vedere’

Nel 1977, Kenneth Ring, un giovane professore di psicologia presso la University of Connecticut, dopo aver letto il libro di Raymond Moody, La vita dopo vita, ha cercato di fare uno studio scientificamente più strutturato. Ha analizzato così casi di pre-morte di 102 sopravvissuti. La sua ricerca è importante perché egli ha indagato anche sulle esperienze di pre-morte delle persone non vedenti dalla nascita. Ne ha studiate ben trenta.
Una di queste persone nate cieche si chiama Vicki Umipeg, il suo nervo ottico fu completamente distrutto alla nascita a causa di un eccesso di ossigeno ricevuto in incubatrice.  Eppure durante la sua NDE sembra essere stata in grado di vedere. La sua storia è un esempio particolarmente chiaro di come le NDE dei non vedenti dalla nascita può svolgersi esattamente nello stesso modo di quelle delle persone vedenti. Con la sola differenza che Vicki non è stata in grado di discernere i colori durante la sua esperienza, il racconto della sua NDE è assolutamente indistinguibile da quelli con sistema visivo intatto (vedi la nota (2) per la descrizione della sua esperienza).

Uscita dal corpo in eventi diversi dalle NDE.

Una delle scoperte fatte ultimamente è che per quanto riguarda l’OBE (Out of Body Experience), cioè la fuoriuscita della ‘coscienza di sé’ (da alcuni detta ‘anima’) dal corpo (la ‘persona’ caratterizzata dalla sua ‘coscienza’ si sente uscire dal corpo e galleggiare su di esso, potendo osservare così il suo corpo ‘inerte’ dall’alto), e alcune delle altre fasi (che sono una decina) che caratterizzano una NDE, sono anche state riottenute in laboratorio: con una centrifuga che serve ad aumentare artificialmente il valore di ‘g’ e che viene usata per addestrare i piloti di aerei supersonici. E stato notato infatti dal dott. James E. Whinnery, coinvolto nelle ricerche sugli effetti dell’aumento estremo della gravità nei piloti, che questi hanno per un certo periodo più o meno lungo (che va dai 2 ai 35 secondi) una ‘perdita di coscienza’ – chiamata G-lock -  e questa è accompagnata dalla sensazione di staccarsi dal corpo, visione del tunnel  e di una luce brillante. Il dottore ha scritto un resoconto per il ‘National Institute for Discovery Science’ sul fenomeno che riporto per sommi capi nella nota (3).

Il fatto che la coscienza rimanga lucida e si senta come esterna al corpo, in condizioni in cui il cervello entra in crisi perché privato per un certo periodo di tempo del sangue - come avviene in questi esperimenti con la centrifuga gigante - è molto difficile da spiegare in un contesto in cui si ritiene che la mente e la coscienza vengano create dal cervello. Infatti in quei momenti il cervello si trova in condizioni di ‘ipossia’, cioè in mancanza di sangue e ossigeno.
Il fenomeno è invece semplice da comprendere se si ammette che la coscienza e la mente possano esistere indipendentemente dal cervello: in questo caso infatti la coscienza  e la mente possono pensarsi come ‘ospiti’ del corpo e non come suoi ‘prodotti’. E se fosse vero questo fatto, si potrebbe anche ipotizzare, a mio avviso, che esista una legge naturale che causa l’espulsione - reale o virtuale, non lo sappiamo ancora - della coscienza di sé, e cioè della mente, dal corpo, non appena il cervello tende a non funzionare o a morire: un po’ come se ci fosse un meccanismo analogo all’apparato di espulsione automatica del seggiolino del pilota di un aereo che precipita.

Il  fenomeno  OBE (Out-of-Body Experience) a quanto pare si è verificato anche in altri casi ‘estremi’, come in situazioni in cui l’individuo si è trovato in serio pericolo o abbia provato paura di morire. Alcune persone in estremo pericolo di vita infatti,  a secondo della durata del pericolo,  hanno sperimentato  l’uscita dal corpo e talvolta anche  la revisione delle scene della propria vita e altre fasi delle NDE. (4)

Fra l’altro  questo mi fa supporre che se l’OBE è un fenomeno reale, allora la mente una volta che si è staccata dal corpo è come se acquisisse delle proprietà che ha ‘nascoste’ e che non può usare mentre è legata al cervello, proprietà che le permetterebbero di ‘sentire e vedere’ oltre che la nostra realtà sensibile anche quella immateriale o ‘spirituale’. Queste ‘qualità’ forse si rendono manifeste anche con la preghiera assidua, l’unione spirituale e la meditazione, e raggiungono uno stadio elevato nei mistici. E forse le stesse visioni soprannaturali da parte di alcuni veggenti potrebbero  essere spiegate anche in questo modo, cioè come dovute allo schiudersi temporaneo di un ‘terzo occhio’ della mente che permette di entrare in contatto con ciò che pur essendo esistente, e che magari ci circonda senza che ce ne rendiamo conto, non rientra però nelle nostre normali capacità sensitive.

Ricerche per verificare se l’uscita dal corpo è reale o immaginaria (programma AWARE)

Però anche se le OBE e alcune delle altre esperienze tipiche delle NDE (5)  sono state riprodotte  in laboratorio, resta sempre il dubbio che possano essere solo dei fenomeni immaginari, come delle allucinazioni o fantasie della mente, così come avviene in un sogno…(6).
Però pare che ci siano numerosi indizi che confermerebbero la realtà di questi fenomeni...

Come lo stesso Moody e altri autori hanno avuto modo di riferire, ci sono stati casi in cui le persone che hanno avuto una OBE hanno raccontato di aver visto persone, oggetti e assistito a fatti che non avrebbero mai potuto osservare nelle condizioni in cui si trovava il loro corpo (perchè traumatizzato e inerte) o  il loro cervello (non funzionante perchè in stato di ipossia cerebrale).
E' da dire però queste ‘osservazioni oggettive’ che proverebbero la realtà delle OBE e quindi della sussistenza della coscienza staccata dal cervello, sono state riportate solo tramite testimonianze, e prive quindi di verifiche sperimentali rigorose, per cui non possono essere assunte come ‘prove’ inconfutabili in senso scientifico. Riporto comunque nella nota (7) alcuni di questi casi, con i relativi riferimenti.

E’ per questo motivo che nel 2008  il dr. Sam Parnia, professore assistente di terapia intensiva all’Università Statale Stony Brook di New York,  in collaborazione con la Università inglese di Southampton, ha lanciato il programma AWARE (AWAreness during REsuscitation – Consapevolezza durante la rianimazione), la ricerca sulle esperienze riportate dai rianimati più estesa del mondo che coinvolge ormai ben 25 Ospedali sparsi nel Regno Unito, Europa centrale e Stati Uniti, Brasile e India. Durante lo studio AWARE, i medici utilizzano una tecnologia sofisticata per lo studio del cervello e della coscienza durante l'arresto cardiaco. Allo stesso tempo in questa ricerca i medici che vi partecipano hanno in programma di testare la validità delle eventuali esperienze extracorporee e di ciò che i pazienti ‘vedono’ o ‘sentono’ durante l'arresto cardiaco. In particolare, come viene descritto nel programma di ricerca  “la verifica dei ricordi relativi agli eventi di rianimazione o "percezione reale" comprende l'uso di oggetti nascosti che non sono normalmente visibili dal paziente. Tipicamente questi sono immagini poste su un supporto appeso al soffitto in un reparto ospedaliero, in modo che le immagini siano rivolte verso l'alto, verso il soffitto. Questi oggetti forniranno un marcatore indipendente obiettivo del "vedere" durante l'arresto cardiaco, perché saranno visibili solo da "qualcuno" li osserva dall'alto”.

Si aspetta la pubblicazione dei risultati di questi primi tre anni di ricerche che hanno coinvolto più di 1000 pazienti rianimati dopo attacchi cardiaci e di cui circa il 20% ha riferito ricordi di esperienza NDE. Questa pubblicazione pare sia imminente: dovrebbe avvenire nei primi mesi del 2012.

I risultati finora ottenuti  in questa importante ricerca non si conoscono ancora in quanto evidentemente sono in fase di controllo e quindi vengono tenuti riservati, ma in merito alle conclusioni (provvisorie) raggiunte, il Dottor Sam Parnia ha recentemente dichiarato in maniera sibillina:
"La prova che è interessante per me è che, contrariamente alla mia formazione, le entità che noi chiamiamo mente umana e coscienza sembrano continuare ad esistere durante la fase iniziale della morte" (8).
http://mi-chael.blogspot.it/2012/02/nuove-sulle-esperienze-di-pre-morte.html
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Published by il conte rovescio - in Esopsicologia
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29 aprile 2014 2 29 /04 /aprile /2014 21:33

 

"L'Astrale è un Mondo la cui unica vera porta sei Tu.
Sei davvero vuoi entrarci... attraversa Te stesso" - J.Crep





Astrale e Dimensioni

Esistono diverse Dimensioni. Come noi Esseri umani siamo originati da una matrice comune agli Dei, agli spiriti e alle varie entità, lo stesso vale per le Dimensioni. Ogni realtà microcosmica o macrocosmica conserva sempre una medesima matrice energetica, seppur poi si riveli soggetta a leggi proprie differenti. Esistono differenze più o meno grandi fra le varie Dimensioni, differenze relative appunto a quelle legge che ne garantiscono una Forma, ma la sostanza è sempre la stessa. Possiamo dire che su questo piano terreno la Forma è stata “prefabbricata” da determinati Enti, questo allo scopo di farci fare esperienza e comprendere, attraverso una corretta interpretazione, la vera Essenza che vi si cela dietro. Mentre nella dimensione Spirituale, che oggi chiamiamo più spesso Astrale, la Forma è qualcosa di maggiormente mutabile, che varia a seconda del nostro inconscio individuale o collettivo, sul piano terreno incontriamo sin dalla nascita fisica una realtà "preimpostata", una sorta di Bolla Dimensionale creata da una Coscienza Reale più evoluta in cui coscienze meno evolute hanno la possibilità di esperire la vita. In questo modo l'anima acerba ha l'occasione di evolversi e maturare, riscoprendo se stessa in questo sofisticato campo d'addestramento chiamato "Realtà Fisica", attraverso il tempo previsto per una singola incarnazione o percorrendo un maggior numero di cicli, (rinascite fisiche, reincarnazioni).
Chiarita la reale natura della dimensione terrena, cosa possiamo dire dell'astrale? La cosa importante che va assolutamente evidenziata è la concreta definizione del concetto stesso di Astrale. Nel tempo si sono susseguiti tanti sinonimi per identificare il piano astrale, come il classico "aldilà", "quarta dimensione", "dimensione spirituale", "piano sottile", "universo parallelo", "realtà alternativa", "Altro mondo", e così via dicendo. Tuttavia l'astrale non è realmente una dimensione a se stante, bensì il contenitore in cui vengono contenute tutte le dimensioni spirituali, tutte le bolle dimensionali. Anche la nostra, seppur essa viva secondo leggi eccezionali. Ciò che infatti crediamo ingenuamente la Dimensione Reale per eccellenza, è in verità la più illusoria di tutte, solo una piccola scuola di prova in cui offrire alle anime più consapevoli un trampolino di lancio verso il "Mondo Vero". Ciò che noi uomini crediamo la vita reale, non è altro che il grembo materno che ci sta incubando. Ci crediamo creature già arrivate quando in realtà dobbiamo ancora essere partorite. Diciamo che il nostro piano è un po' "una regione a statuto speciale"!
Come noi viviamo in un pianeta contenuto in Universo, potremmo dire che l'Astrale è il Multiverso che contiene ogni Universo. Tuttavia per linguaggio comune, seppur anche la dimensione fisica sia parte dell'astrale, tendiamo a identificare come tale ogni luogo esterno al nostro piano. Se però volessimo essere pignoli, sarebbe più corretto dire che, quando lasciamo il piano terreno, ci ritroviamo nell'Inframondo dell'astrale. Non ho dubbi che il discorso, a suon di terminologie insolite, si sta trasformando in un guazzabuglio d'informazioni confuse, quindi vi illustrerò un piccolo esempio che, per quanto riduttivo, può darvi un'immagine simbolica e chiara del concetto. Immaginatevi un piccolo villaggio immerso in un grande bosco, pieno di casette ed edifici. Ognuno di questi edifici ha uno o più proprietari, cuori pulsanti dell'edificio stesso. Noi esseri umani viviamo in uno di questi edifici, in cui ci sono molte regole, piuttosto rigide, perchè è una scuola. Ognuna di queste casette ed strutture sono Dimensioni, Bolle Dimensionali, alcune piccole e ignote, altre molto grandi e importanti. L'intero bosco, con villaggio e casette annesse si chiama Astrale. Il bosco stesso, (ovvero lo spazio stesso che intercorre fra le diverse casette) è ciò che potremmo definire Inframondo. Questo sciocco esempio è solo una fiabesca allegoria per darvi un approssimativo metro di misura con cui rapportare la realtà stessa. Una struttura che potete ritrovare in scala di proporzione partendo dalla molecola, per arrivare all'essere umano, l'universo o appunto il Multiverso. Non scordatevi che la Forma è solo una metafora che deve aiutarci a comprendere l'Essenza spirituale. Tutto ciò che vivi è la fiaba che tua Madre ti racconta per prepararti alla vita adulta, nel Vero Mondo.
Una volta che la nostra anima si trasferisce sul piano astrale, attraverso OBE, (viaggi fuori dal corpo), viene proiettata inizialmente nell'Inframondo, presente anche nella nostra stessa Dimensione Terrena, ma su un piano più sottile. Per esempio, sicuramente vi sarà capitato di confrontarvi con qualche conoscente che ha visitato il mondo astrale e magari ha raccontato scenari assai diversi da quelli osservati in precedenza da voi. Questo accade perchè l'Astrale è un contenitore capiente di molti molti mondi, un coacervo di dimensioni a loro volta separate in piani più o meno sottili e direttamente influenzabili dalla nostra energia emozionale e mentale. I primi OBE, infatti, è facile che l'individuo si trovi sempre nella sua stanza, a casa sua e possa vedere se stesso nel suo letto. Questo significa che l'anima ha lasciato il corpo fisico, ma è rimasta ferma nella dimensione terrena, sul piano terreno. Se invece il soggetto in OBE si fosse ritrovato nella sua stanza ma non avesse visto il suo corpo nel letto, allora significa che è ancora nella dimensione terrena, ma sul piano astrale, ovvero l'Inframondo. Ciò indica che si è raggiunta una sfera più sottile e che da lì si ha la possibilità di "passeggiare nel bosco ed entrare nella casetta o edificio che preferiamo". Ovviamente sto generalizzando, giacchè ogni "casetta" (dimensione, bolla) è soggetta a determinate leggi e non sempre un estraneo ha libero accesso a territori spirituali cui non appartiene. L'Inframondo, che comunemente viene definito Astrale, è una sorta di zona franca, fortemente influenzata dal nostro inconscio e abitata da "i senzatetto spirituali", ovvero quelle creature prive di una loro Bolla Dimensionale, come parassiti e larve di vario genere. Il più delle volte chi ha un Guardiano Spirituale viene portato dall'inframondo alla Bolla Dimensionale in cui gli è concesso entrare, che sia quello che notoriamente chiamiamo "inferno", "paradiso" o magari la stessa piccola Bolla appartenente al Guardiano stesso. Io ho visto diversi luoghi, che per evitare di essere troppo prolissi eviterò di elencare, ma potete starne certi che le Bolle Dimensionali sono davvero infinite!


Realtà modificabili

Nell'Inframondo Astrale, come anche in determinate Bolle Dimensionali, taluni potrebbero rendersi conto di avere talvolta le stesse identiche percezioni di qualsiasi altro viaggiatore, mentre in altri casi, il contesto ambientale che ci circonda e gli stessi abitanti, possono apparire, se analizzati con cura, come nostre personali proiezioni psichiche, legate a desideri, emozioni, ricordi o paure. Questo è uno dei punti che ancora confonde la maggior parte dei navigatori astrali. La domanda che spesso ci si pone è: sono io a determinare il cambiamento dell'ambiente circostante o è l'ambiente circostante che "mi legge dentro" e muta di conseguenza? Non posso garantire che la mia risposta sia insindacabile, ma in tanti anni di viaggi e vicinanza a Satana, un'idea me la son fatta e come sempre vorrei esporvela al fine di offrirvi un nuovo spunto di riflessione. Sono arrivata alla conclusione, senza tergiversare troppo sul come e quando, che la dimensione astrale in generale, comprendente dunque ogni dimensione, sia per natura modificabile attraverso l'energia dell'anima. Ogni realtà è proiezione di anima, nostra o altrui, ma pur sempre anima. Tuttavia il Cambiamento Contestuale non è qualcosa alla portata di tutti e solo le Anime con un certo grado di evoluzione possono esercitarlo consapevolmente. Chi riesce in questo, dopo aver fatto fare alla propria anima un certo percorso spirituale, può arrivare a elaborare una sua propria Bolla Dimensionale, creandola come preferisce e rilegandola alle leggi che più gli aggradano. Non è comunque un'opera semplice e della creazione di una Bolla ne parleremo più approfonditamente fra poco. Nella maggior parte dei casi la realtà astrale si modifica per opera di un qualche Ente che per i più disparati motivi ne genera il cambiamento. Se ad esempio entriamo in una Dimensione in cui l'Ente preposto a Guardiano, o un Signore del Kharma, o il nostro stesso Guardiano personale, o anche il diretto "proprietario" della Bolla, vogliono mostrarci qualcosa, possono estrapolare direttamente pensieri, ricordi ed emozioni dal nostro interiore e manifestarli nel mondo esteriore. Il motivo per cui agire in tal senso dipende naturalmente dalla natura dell'Ente stesso che attua tale processo, se è un'entità ostile e vuole spaventarci o se magari vuole solo aiutarci a superare determinati blocchi che inconsapevolmente possediamo. La verità è che questi sono solo esempi di possibilità. Ogni caso è differente e seppur esistano alcune leggi che fanno da pilastro, le possibilità nel mondo spirituale sono infinite.
Esiste un mitico oggetto particolare chiamato Cubo di Metatron. Si suppone che attraverso tale cubo fosse stato creato il nostro mondo e che pertanto, possedendo tale sigillo, qualsiasi uomo avrebbe potuto creare mondi e dimensioni o semplicemente modificarne una già esistente. Questo perchè il cubo di Metatron funge in un certo senso da catalizzatore del pensiero e della emozione umana e che quindi possa proiettare all'esterno ciò che l'individuo conserva dentro. Non ho idea se tale mitico manufatto esista realmente o sia mai esistito, tuttavia penso che possa benissimo rappresentare un'interessante metafora che vede come protagonista la genetica dell'anima. Credo che ogni essere umano asceso diventi a sua volta un Metatron. Ci sono tante teorie sulla reale identità dell'Ente che porta lo stesso nome del cubo e alterazioni giudeo-cristiane lo dipingono come un arcangelo sotto la guida di Geova. Dal mio punto di vista, per chiunque liberamente discutibile, posso affermare che con ogni probabilità Metatron rappresenti l'anima umana che diventa anima divina. Forse il primo Metatron fu proprio il primo uomo (o donna) che è diventato un Dio. Forse anche un Dio stesso che ha scelto di cadere per esperire la vita umana e dimostrare all'umanità e a ogni Dio ingiustamente prevenuto e ostile, che l'anima umana è Dio e può ascendere ed evolvere, conquistandosi l'immortalità. Credo dunque che il cubo di Metatron sia solo un'ermetismo sottile che voglia indicare semplicemente la struttura genetica dell'anima umana quando passa da un stadio evolutivo inferiore ad uno superiore. Non ho idea se questo parallelismo fra il cubo metatronico e la genetica dell'anima, possa essere effettuato anche con la struttura del DNA umano, ma sinceramente non me ne stupirei. Il cubo di Metatron rappresenta a mio avviso la rappresentazione genetica dell'essere umano che passa da creatura inconsapevole a creatura ascesa. E per tale motivo il cubo di Metatron non è più un fantomatico oggetto, ma l'essenza stessa del soggetto che può decidere di influire sulla realtà dimensionale circostante e modificarla. Tu stesso diventi Sigillo di Metatron. Non devi possederlo... perchè lo sei! Pertanto credo che in alcune dimensioni alcuni Dei modifichino la realtà contestuale per noi, in quanto già evolute e pertanto capaci.
Dinnanzi a tali parole, una parte di me non può che sorridere, perchè per quanto il concetto abbia radici solide e chiare dentro la mia anima, una volta sbocciato alla luce del mondo del logos, mi appare un arbusto fin troppo gracile e tremolante. ma questa è purtroppo una tara con cui ogni Viandante Spirituale deve fare i conti. Le verità dell'anima, appena germogliate nel mondo della parola, faticheranno sempre ad essere del tutto comprese dalla mente, ma sono fiduciosa nel fatto che un giorno, spero non troppo lontane, esseri umani più equilibrati abituati a sentire e pensare con una mente maggiormente allineata alla propria anima, non faticheranno a dare un senso più concreto ai piccoli germogli che oggi con fatica, noi figli di un'era tragicamente corrotta e alterata, abbiamo cercato di far fiorire.


Cosa possiamo dunque trovare in Astrale?

La prima cosa da comprendere di questo piano è che la realtà è sempre molto instabile. Leggi fisiche a cui siamo abituati possono essere completamente capovolte, se non addirittura essere inesistenti. Solitamente i Viandanti meno esperti sono sempre un po' in balia degli eventi. Raramente un neofita dell'Astrale saprà dove dirigersi o come uscire ed entrare dai vari piani spirituali. E chi non ha uno Spirito Guardiano, manifesto o anche solo silenziosamente, ha purtroppo maggior difficoltà nel districarsi nel meandri oscuri dell'abisso. Non è un gioco e spesso alcune esperienze possono spaventarci profondamente. Chiunque sia stato in Astrale avrà avuto modo di scoprire come, il più delle volte, l'Inframondo pare quasi giocare con noi, mostrandoci esattamente ciò che mai avremmo voluto guardare. Come ho precedentemente accennato, la mutabilità dimensionale può essere legata allo stesso potenziale psichico del Viandante (nei casi in cui è maggiormente evoluto), oppure può essere indotta dall'Ente predisposto a tale ruolo di "purificazione animica". Si consideri che purificazione non è intesa come espiazione dai peccati, ma liberazione da quelle sovrastrutture illusorie di cui spesso l'essere umano si circonda. Un'altra possibilità, più rara, ma possibile, è che la Dimensione stessa sia soggetta alla legge dell'Animismo, e che quindi possa essa stessa riflettere nel contesto ambientale esterno ciò che il visitatore cela al suo interno.
L'Animismo, per chi non lo sapesse, è un principio spirituale secondo cui ogni cosa su questo mondo, oggetto, edificio o città (o dimensione), ha la capacità di assorbire in sè una certa quantità di energia, trasmessa direttamente dagli esseri viventi che l'hanno abitata o vissuta. Se ad esempio possediamo fin da bambini un oggetto cui siamo molto affezionati, è facile che un sensitivo, soltanto toccandolo, possa avvertire percezioni e visioni dei nostri ricordi ed emozioni. L'energia lascia sempre una traccia e la materia intorno a noi ha la proprietà di assorbirla. Ciò accade anche in altre dimensioni più sottili. L'Animismo su un oggetto o un luogo può attivarsi attraverso energia qualitativa o energia quantitativa. Il primo caso, l'energia qualitativa, racchiude quelle circostanze in cui in breve tempo si è innalzata una massiccia dose energetica, come ad esempio durante un omicidio o un suicidio, dove l'intensità dell'emozione provata genera un'energia destinata a lasciare un'impronta nell'ambiente circostante e talvolta in alcuni oggetti. Nel caso dell'energia quantitativa si tratta di situazioni in cui ha incidere sul luogo o l'oggetto è semplicemente una piccola ma continua dose di energia protratta nel tempo. Se ad esempio abbiamo abitato per tanti anni in una casa, pur conducendo una vita serena e senza particolari scossoni emotivi, è probabile che una traccia energetica di noi possa restare confinata fra quelle mura.
Ecco perchè molti castelli e ville antiche sono soggette a casi di infestazione. Raramente infatti si trovano spiriti intrappolati nei luoghi dichiarati infestati, il più delle volte non sono altro che emanazioni energetiche del passato, tracce indelebili del passaggio di chi è vissuto prima in tale luogo. Più un posto è antico e più ovviamente ha probabilità di caricarsi di energie. In ogni caso, energia quantitativa o qualitativa, resta il fatto che l'essere umano, anche se spesso solo a livello inconscio, è in grado di percepire le impronte energetiche lasciate da altre vite. Questo non vale solo per i sensitivi, ma anche a persone comuni che, pur non rendendosene conto, riescono ad avvertire certe energie entrando in contatto con la diretta fonte. Vi è mai capitato di entrare in una casa o un edificio abbandonato e avvertire sensazioni inspiegabili? Emozioni non vostre, o addirittura pensieri e ricordi? Questo è perchè la vostra anima legge la traccia energetica residua, nonostante la mente non riesca a razionalizzarla come esterna e quindi la vive quasi come propria. Per farvelo comprendere meglio vi cito un piccolo aneddoto che vede come protagonista una ricca signora in cerca di un nuovo appartamento. La casa che le fecero vedere era del tutto comune, non aveva nulla d'inquietante o fuori dall'ordinario, eppure la signora cominciò a sentirsi triste senza motivo. Non appena le mostrarono lo studio in cui era solito lavorare il vecchio proprietario, ella provò l'impulso irrefrenabile di gettarsi dalla finestra. Fortunatamente a quella signora non accadde nulla, fu tratta in salvo dai suoi accompagnatori, ma poco dopo venne a sapere che il precedente proprietario della casa si era realmente suicidato in quella stanza, gettandosi dalla finestra. Questi sono episodi tristi, il tragico risultato di una società oscurantista che per millenni si è impegnata nel mutilare l'essenza umana, allentando e in alcuni casi recidendo, il vitale legame fra spirito e mente. Ciò porta l'uomo comune ha percepire energie a livello animico senza tuttavia riuscire a spiegarsele razionalmente, privandosi così di ogni possibile controllo su se stesso e il mondo circostante. Arrivando inderogabilmente a vivere nella paura dell' "inspiegabile".
Abbiamo spiegato cosa è l'Animismo perchè, come dicevamo, oltre ai casi di auto-proiezione o esteriorizzazione indotta da un Ente, esistono dimensioni che agiscono con "mente propria", perchè ormai programmate come tali. Se ad esempio in un edificio per anni sono vissuti prigionieri, magari in maniera molto dura e sofferente, è facile che anche molto tempo dopo il luogo si animi di vita propria continuando a punire i suoi ignari visitatori. L'energia dell'espiazione e del dolore vissuto dai carcerati resta intrappolata nell'edificio e chi in seguito ci metterà piede, 'avvertirà traducendola come un sentimento proprio, nel caso in cui avrà conservato in sè qualche senso di colpa represso. La stessa cosa potrebbe accadere in un manicomio dove per anni i malati hanno sofferto molto. Il manicomio potrebbe un giorno riversare sui visitatori l'energia negativa conservata, scatenando in essi follia e disagi emotivi. Questi casi estremi accadono quando l'animismo di un dato luogo od oggetto, unisce in sè un'energia di carattere sia quantitativo che qualitativo, ovvero quando un'emozione molto intensa viene protratta per un lungo lasso di tempo. In questi frangenti l'edificio o l'oggetto diventano delle piccole forme pensiero, anche se magari il creatore, o i creatori, ne erano del tutto inconsapevoli. Naturalmente non è da escludere che ci siano oggetti o posti legati a tutti gli effetti ad uno spirito reale non trapassato, ma in questo caso ho voluto approfondire solo la possibilità dell'Animismo.
Ebbene, aldilà dei vari motivi per cui una dimensione astrale la percepiamo modificata, occorre adesso accennare cosa concretamente potremmo trovare. Parlerò basandosi solo su quello a cui io ho assistito, ma sull'argomento potrete trovare un'infinità di testimonianze differenti. La prima cosa che ad esempio ho notato nel mio primo viaggio astrale è che il mio corpo era del tutto presente e tangibile. Prima di compiere un viaggio astrale credevo che "dall'altra parte" sarei stata vaporosa come un fantasma dei film! Invece non era affattocosì, io ero concreta, sentivo il calore della mia pelle, la solidità della mia carne. Tuttavia nel primo viaggio ebbi solo un principio di Obe, uscii dal mio corpo e mi ritrovai nella dimensione terrena, sul piano terreno, proprio come qualsiasi spirito intrappolato. Vedevo la realtà fisica attorno a me, la mia stanza e non riuscivo ad afferrare nulla. Io ero rimasta solida, ma ilmio corpo sul letto e gli oggetti, se li toccavo, erano vaporosi, come ologrammi. La volta seguente rientrai in OBE e riuscii ad uscire dal piano terreno pur restando nella dimensione terrena. In pratica ero ancora nella mia stanza, ma la realtà era cambiata. essa era solida come me, ma completamente soggetta a leggi fisiche differenti da quelle terrestri! Ricordo che il mio corpo non era più sul letto, anzi il esso si trovava ribaltato, appeso al soffitto. Al posto dello specchio c'era una finestre e sulla scrivania il computer era in obliquo, in una posizione che faceva supporre la completa assenza di forza di gravità. Un'Entità con una maschera particolare, vestita di nero, era seduta dietro di me, sorridendomi. Sulla identità di questo Ente e sul seguito del viaggio astrale non è il momento di parlarvene, poichè si dovrebbero fare troppi preamboli e rischieremmo di uscire troppo fuori tema. Posso solo dirvi che oltre quella finestra non vi era la mia solita strada, ma un altro luogo astrale che ho poi dovuto rincontrare più volte nei viaggi successivi. Ma la mie vicende astrali ora non rientrano nell'argomento che dobbiamo affrontare.
In Astrale ognuno di voi può apparire differente, ossia con l'immagine ideale che ha di sè. Io ad esempio, spesso, mi sono vista allo specchio con i capelli un po' più rossastri. Ci sono persone che invece sono completamente differenti da come appaiono nella realtà fisica. Oltre a notare palesi leggi fisiche alterate, potrete notare che i colori appaiono differenti, anche se talvolta ciò dipende soltanto dalla dimensione che visitiamo. Ho visto dimensioni con più lune, altre con cielo rossastro, altre con alberi e vegetazione violacea. Ripeto che questo varierà a seconda della dimensione a cui avrete accesso. Se avete un Guardiano egli o ella può decidere di condurvi ovunque, in un luogo della dimensione fisica o in uno appartenente ad altre bolle dimensionali. Può anche capitare di viaggiare addirittura nel tempo. Ho visto inoltre molte dimensioni sotterranee, molto buie o con luci flebili bluastre, con un continuo rumore di acqua che scorre. Ci sono regni di solo ghiaccio o solo fuoco, e ogni dimensione manifesta la presenza di particolari Enti o larve. Una caratteristica comune però all'Inframondo, zona franca in cui solitamente capitano tutti i Viaggiatori, è la nebbia. Essa la ritroviamo anche in diverse tradizioni, come ad esempio il regno dei morti norreno, governato dalla Dea Hel. Chiunque sia stato in Astrale sa che la nebbia è una costante e ciò non è difficile da spiegare. Vi riporto un estratto dal libro "Simboli" de Le Garzanti.

CITAZIONE
Nebbia:
Generalmente intesa come simbolo dell'incertezza, di una zona intermedia, collocata fra la realtà e l'irrealtà. Nella mitologia degli antichi Celti essa ricopre la zona nord-occidentale della Terra, ai confini tra il mondo abitato e le isole dell'aldilà. Presso i Germani, la nebbia riempie il buio funereo e gelato della regione polare. Niflhheimr (patria delle nebbie) è l'espressione mitico-simbolica di territori inaccessibili all'uomo, situati nella terra ove la Dea degl'Inferi, Hel, regna su quegli uomini che sono morti senza essere stati scelti dalle Valchirie come Guerrieri di Odino, nella mitica lotta finale detta Ragnorok. Nella poesia dell'estremo oriente la nebbia è generalmente il simbolo dell'autunno, oppure di quelli stati d'animo contrassegnati da un particolare turbamento interiore, nei quali possono manifestarsi gli spiriti. Nelle fiabe mitteleuropee la nebbia è spesso protagonista di storie che la vedono come fenomeno legato alle attività del bollire, del fermentare, del filare, o di altre azioni caratteristiche dei demoni, gnomi o streghe, e simboleggia l'incertezza dell'uomo nei confronti del futuro e dell'aldilà, che può essere dissipata solo dalla luce (illuminazione).


Come potete notare la nebbia, aldilà della mia opinabile esperienza personale, è comunque protagonista di moltissime tradizioni antiche, tutte legate in qualche modo alla sospensione fra le realtà. E' infatti, come accennato, caratteristica dell'Inframondo, quella zona franca che unisce le varie Bolle Dimensionali fra loro. Un posto che può confondere e al contempo illuminare, un luogo che ti fa perdere, ma anche ritrovare. Un buio ostile che conduce alla migliori delle luci: quella interiore. Raramente chi non affronta l'Inframondo può oltrepassare in Dimensioni alternative o crearsi una propria Bolla Dimensionale. L'Inframondo è a tutti gli effetti uno specchio della nostra Anima e senza confrontarsi realmente con noi stessi, si potrà mai aspirare a una vera evoluzione personale. La Nebbia, anche fisicamente parlando, è un'essenza sospesa fra terra e cielo, fra solido ed etereo, è acqua che solve grazie al calore della terra, trasportando ogni energie da una parte all'altra. Per questo la Nebbia è da sempre uno dei migliori portali per altre dimensioni parallele.

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Nell'Inframondo ciò che hai dentro si proietterà all'esterno, materializzando così anche ricordi spiacevoli o paure, volontà inespresse o emozioni represse. Vieni completamente ripulito dalle false certezze per innalzare sopra ogni illusione la tua vera natura.
E ciò spesso è molto utile per crescere e comprendere, anche se non sempre si rivela un’esperienza serena e piacevole. Tuttavia è normale, poiché non si può eternamente reprimere la propria natura, mentendo a se stessi e portando una maschera. L’Inframondo ha il dono di strappare ad ognuno la propria maschera, costringendolo a guardarsi finalmente allo in faccia! E ovviamente non tutti, vedendosi davvero, ne rimangono felici. Molti si spaventano e vedono tutti i propri fantasmi e scheletri nell’armadio rianimarsi. Ma questo processo è indispensabile se uno vuole evolversi e affrontare se stesso in maniera autentica. Non è sempre facile. le parole volano. Quando ti trovi a vivere certi "bad trip" nulla riesce a rasserenarti. Per chi non è mai stato in Astrale tutto ciò può sembrare una favola, ma per chi l'ha vissuto sa che non sussiste la minima differenza d'intensità con la realtà fisica. Se tu che ora mi leggi non sei mai stato in Astrale sappi che è come se in questo istante ti trovi seduto tranquillo sul tuo divano, con il pc sulle gambe o il cellulare fra le mani... e di colpo sbatti le palpebre e ti accorgi di essere sul tuo letto, appena risvegliato. Le prime volte è atroce. Non distingui più la realtà fisica da quella spirituale, la cognizione del tempo salta e, viaggio dopo viaggio, ti accorgi che anche la stessa realtà fisica apparirà più sottile e onirica. Anche qui, come nel Satanismo in generale, a vincere la propria sfida sono solo i più forti. Solo chi Resiste. La maggior parte delle persone ai primi viaggi negativi abbandona immediatamente il cammino. I pochi che però hanno saputo sconfiggere le proprie paure, o almeno affrontarle, sono quelli che poi hanno effettivamente raggiunto un certo grado di consapevolezza, divenendo meritevoli di maggior considerazione da parte degli Dei e accesso a Bolle Dimensionali interessanti. Sarei una bugiarda a dirvi che l'Astrale è un mondo tutto rose e fiori. Non sono un agente immobiliare che vende case lì, quindi di indorare la pillola per invogliarvi a entrare, non mi interessa. Io, per esperienza personale, posso affermare che il vero mondo è là, fuori da questa dimensione illusoria che chiamiamo realtà. Una dimensione utile, ma che non può che essere un luogo di passaggio. La Dimensione Astrale è in grado di forgiare le migliori anime nel migliore dei modi, conferendo ad ogni spirito meritevole la possibilità di confermare la propria identità divina, riscoprendo la sua vera natura e conquistandosi così una gloriosa immortalità destinata a riecheggiare in eterno. Quindi, per quanto alcune volte possa rivelarsi un'esperienza dura, col tempo ne trarrete enormi vantaggi, e mano a mano che voi migliorerete e vi libererete da paure e sovrastrutture superflue, più l'Inframondo intorno a voi migliorerà. In ogni caso esistono diversi espedienti per affrontare con più forza l'Astrale. Ho scoperto che ogni nostra emozione può influenzare profondamente le stesse larve che possiamo trovarci davanti. La paura le alimenta, ma altre tipologie di emozioni, potrebbero ribaltare completamente la situazione. Avrei divertenti aneddoti da citarvi, ma l'articolo sta diventando sempre più lungo e temo di dover rimandare i racconti personali. Sappiate solo che la Volontà è tutto. E che anche il momento più buio ha una sua via d'uscita, basta solo trovare in noi la chiave giusta. Quando hai molta, molta paura... ricordati di Te. Ricordati che sei Vita. Riesuma una ricordo che possa farti percepire sotto la pelle la vita. Io ho un momento particolare, unito a una canzone, che richiamo in certi frangenti difficili. Un ricordo semplice ma profondissimo, che mi ha sollevato dalle peggiori sabbie mobile dell'altra parte. Non sarà mai un mondo ostile l'Inframondo... non dimenticarti mai che ogni schiaffo e ogni carezza giunge sempre dalla stessa mano: la tua.


Quali creature abitano il Mondo Spirituale?

Ogni Bolla Dimensionale, grande o piccola che sia, antica o giovane, ha i suoi rispettivi abitanti. Sono infinte poiché il Reame Astrale non conosce confini essendo immune allo Spazio-Tempo. Tuttavia posso accennarvi qualcosa sulle creature più comuni che si possono incontrare nell'Inframondo, ovvero quelle parti di Astrale libere, dove tutti possono incontrarsi e scoprirsi.

Qui sotto un breve elenco delle principali entità che potrete conoscere in Astrale:

- Viaggiatori astrali: ovvero persone come noi, umane e ancora vive fisicamente, che stanno viaggiando fuori dal corpo. Le anime più sensibili e percettive le distingueranno da altre Entità defunte, poiché hanno in corrispondenza del terzo chakra, sulla schiena, un lungo cordone ombelicale argentato, non tangibile ed evanescente. Essi possono giungere in Astrale di propria volontà con meditazioni apposite o in maniera inconsapevole attraverso il sogno. Nei casi di chi viaggia spontaneamente (tramite sogno senza rendersene conto) è facile che al risveglio la loro mente non ricorderà del viaggio, seppur nell’Anima avrà conservato tale rimembranza spirituale ed i suoi eventuali incontri ed insegnamenti.

- Persone in coma: potrete anche incontrare persone vive, ma in stati di coscienza alterati a causa di incidenti, coma o malattie. Sono persone che son giunte in Astrale in maniera involontaria e non potranno tornare indietro fintanto che il loro corpo fisico non sarà pronto a ospitarli nuovamente. Si distinguono per via del loro cordone argentato più debole e molto meno brillante, più opaco e meno perlaceo, come se stesse seccando. A volte hanno un’aura tendente al grigio.

- Persone defunte: questi sono i cosiddetti fantasmi, persone che per la maggior parte del tempo vivono sospese fra la Dimensione Astrale e quella fisica. Quando raggiungono quella fisica cercano di possedere le persone poiché si sentono frustrate nel non poter interagire con la materia. In quella Astrale non hanno accesso a nessuna Bolla Dimensionale e spesso impazziscono divenendo delle Larve astrali. Essi sono quelle persone che morendo hanno avuto troppa paura per passare oltre, rifiutandosi di rinascere o di accedere alle Bolle Dimensionali più elevate. Altre volte invece semplicemente erano troppo attaccati alla dimensione terrena per lasciarla.

- Entità aliene: sono i corpi astrali degli alieni fisici che vivono su altri pianeti che, essendo entità fisiche più evolute di noi, hanno una grande dimestichezza nell’accedere all’Astrale e da esso possono comunicare con noi o parassitarci.

- Tulpa: sono entità, o meglio forze, nate dalla nostra mente, dal nostro pensiero. Esse sono il prodotto della fantasia umana e vengono alimentate sempre dalla nostra energia mentale. Possono essere generate da noi stessi, ma anche dalla coscienza collettiva. Ad esempio un personaggio di un libro di fantasia, conosciuto e amato da tutti, potrebbe divenire reale nel Mondo Astrale, anche se ovviamente esso non ha un’anima come la nostra, nel senso che non avrà mai la capacità di creare a sua volta altre entità e non è nemmeno immortale. Se l’uomo smettesse di nutrirlo svanirebbe nel Nulla. Si possono distinguere dalla Entità Animiche reali, poiché sei si pone loro una domanda diversa da ciò per cui son stati programmati, non sapranno rispondere. Una vera Entità Anima, come gli umani o gli Dei, hanno ricordi propri, pensieri propri, emozioni proprie, mentre un Tulpa sa e conosce e prova solo ciò che la gente sa conosce e pensa di tale Entità. È come un robot.

- Forme Pensiero: sono entità come i tulpa, ma anziché nascere dall’energia mentale, nascono dall’energia emozionale. Quindi sono creature sortite dalle nostre emozioni, come rabbia, odio, amore, desiderio, ecc. È importante che capiate che ogni tipo di forma pensiero si nutre sempre e solo dell’energia con cui è stata creata. Quindi se avete creato una Forma Pensiero con la paura, essa, anche quando voi la abbandonerete, per sopravvivere continuerà a nutrirsi di paura, suscitandola nelle persone. E pertanto diventano delle larve.

- Elementali: gli Elementali o Elementari, sono creature nate dall’energia di un singolo elemento, come acqua, fuoco, terra o aria. Esse vivono in Astrale ma possono talvolta far accesso al mondo terreno nel caso in cui si apra un varco fra i due mondi, ammesso e concesso che in prossimità di quel varco sia comunque presente una fonte pura dell’elemento di cui fanno parte. Da qui nasce la mitologia folkloristica in cui si narra di gnomi, fate, draghi, sirene, ecc. se ad esempio una creatura elementale di terra, nota un varco in prossimità di un bosco, potrebbe passare, ma se la creatura di terra lo notasse in prossimità del mare, non vi entrerebbe. Pertanto è raro incontrare tali entità, tranne che nei periodi di forti sconvolgimenti energetici in cui ovviamente si aprono molti più varchi fra le dimensioni.

- Larve Astrali: in questa categoria si racchiudono tutte quelle entità che si trasformano in parassiti privi di coscienza. Esse possono essere il risultato di tulpa o forme pensiero abbandonate, spiriti impazziti oppure possono anche essere semplici proiezioni inconsce delle nostre ansie e paure. Hanno spesso una forma mostruosa, priva di senso logico e spesso molto allegorica in quanto la loro stessa forma, essendo una proiezione, richiama le stesse nostre paure e inquietudini.

- Entità Spirituali elevate: rientrano qui dentro gli Dei, Demoni, Guardiani, insomma tutte le Anime evolute e antiche capaci di creare, provare emozioni e pensieri, esseri immortali. Rientrano anche i Guardiani della Soglia e gli Spiriti minori, che alla fine sono della stessa sostanza degli Dei, così come noi esseri umani, ma essendo più giovani e meno esperienti, sono meno evoluti e pertanto non ancora Dei in tutto e per tutto. Esattamente ciò che saremo anche noi una volta finito il nostro ciclo karmico.

Infine ci sono gli animali totemici, ovvero spiriti di animali antichi che vivono fra i due mondi, quello fisico e quello astrale. Nel mondo fisico sono i cosiddetti Famiglio. Ho visto tanti animali strani in Astrale. Ma devo dire che ci sono quasi sempre moltissimi cani. Qualcuno ha incontrato gatti, anche se personalmente non mi è ancora capitato. Ho però visto spessissimo farfalle blu, un lupo nero, un corvo e più volte una tartaruga. Ultimamente anche pipistrelli, ma non proprio uguali a quelli terrestri. Più gonfi. L'animale più strano che ricordo era una sorta di coniglio con il viso di carpa.
Ovviamente le creature del mondo Astrale sono infinite e variegate, ma mi sono limitata a farmi un accenno delle entità principali. Ci sono poi creature, come le farfalle blu o il lupo nero, che pur avendole citate sono cose legate a me e al mio percorso, e quindi magari a voi del tutto estranee. Esattamente come alcune entità particolari che ho incontrato spesso, come l'uomo in nero con la raven mask sul viso (che poi ho scoperto essere il Mio Guardiano dopo infinite "peripezie"), oppure entità simili a cani scimmia umanoidi, una in particolare mi salutò in maniera singolare, facendo un gesto strano. Ricordo poi un Ente con un volto molto allungato, come se avesse una maschera con becco molto squadrato che batteva rapidamente i denti. Insomma, non finirei più. Ognuno ha le sue esperienze e scoperte. Tanti pezzi di un puzzle che maggiormente procedi, più acquisiscono senso. E capisci che non sono fantasie quando cominci a riportarne i segni nella realtà, episodi che vanno ben oltre la coincidenza, o addirittura informazioni che finiscono per rivelarsi reali. E un giorno, forse, avremo modo di parlarne più approfonditamente.


Come si crea una propria Bolla Dimensionale nell’Astrale:

Creare una propria Bolla Dimensionale non è una cosa semplice, non è certamente qualcosa che possono fare tutti, poiché ci vuole molta energia emozionale, molta creatività e molta determinazione e forza di volontà. Le persone deboli, superficiali e poco sensibili non riuscirebbero mai a realizzare qualcosa di concreto destinato a sopravvivere nei Reami del Non Tempo e Non Spazio. Solitamente molti Satanisti hanno creato un loro Tempio Astrale, un piccolo edificio, a volte anche solo una stanza, in cui praticano alcune meditazioni e rituali, un piccolo spazio Astrale personale, che caricano di tanto in tanto di energie emozionali od orgasmiche. Bene, quando avete fatto ciò, in un certo senso, avete creato il primo tassello di una Bolla Dimensionale. Ma quindi cosa è realmente una Bolla Dimensionale? Una BD è praticamente un piccolo Mondo solo vostro, realizzato secondo i vostri desideri e gusti personali, sicchè tanto più siete creativi e profondi, tanto più il vostro Mondo sarà complesso e florido di luoghi e dettagli. Esistono BD molto lucide, concrete, eclettiche e tangibili nella loro esplicita manifestazione. Altre invece sono più evanescenti, scarne e minimali. Quest’ultime sono anche quelle destinate a spegnersi prima, mentre le altre, più articolate, hanno un’intensità che le rende immortali.
Ma come si crea una BD? Per crearla dobbiamo basarci su tre regole fondamentali:

- Emozione
- Visualizzazione
- Realizzazione


Queste tre cose non sono fasi, bensì tre elementi fondamentali collegati direttamente fra loro.
La Creazione infatti avviene attraverso la Visualizzazione e l’Emozione. Ciò che dobbiamo fare per Creare è immaginare e plasmare, esattamente come quando siamo ispirati artisticamente e decidiamo di fare un disegno o scrivere una poesia. L’Emozione invece, serve a dare prima di tutto l’ispirazione stessa che porterà poi alla Creazione e in seguito, sarà il carburante che renderà sempre più intensa e potente la nostra Bolla Dimensionale. Il princìpio con cui si crea una BD è molto simile a quello con cui creiamo un Tulpa, ovvero una Forma Pensiero. Solo che non trattandosi di una semplice entità, bensì di un piccolo Mondo, richiede molta più energia e costanza.
Le possibilità per creare tale Realtà sono principalmente due. La prima è quella più complessa, ovvero creare un Mondo basandosi solo sulla propria fantasia. Se ad esempio volete creare strada, città, edifici, boschi, qualunque cosa, dovete basarvi solo sulla vostra immaginazione, visualizzando la forma di ogni cosa, il colore e i dettagli. E spesso infatti, queste Bolle sono più scarne ed evanescenti, poiché è difficile che chi le crea riesca a visualizzarle in ogni singolo dettaglio e soprattutto non è facile che riesca a nutrirle con la giusta dose di Energia emozionale.
Ma cosa è questa Energia Emozionale? L’energia Emozionale è l’energia che proviene dalle emozioni e nel caso di una Bolla Dimensionale si parla di Amore. Ma badate, non sto parlando di amore nel senso buonista, non confondente questa emozione col concetto banale di pace e bene e orsetti gommosi. Sto parlando di amore inteso come trasporto e legame che ci unisce verso qualcuno o qualcosa. Nel senso che più amate un luogo, un oggetto o appunto una Bolla Dimensione, più essa crescerà e diventerà reale e indipendente. Più voi la amate, più voi la pensate e la curate, più voi la CREATE. Oscura Passione! Forza Creatrice! Amore di Madre!
Quindi ora giungiamo alla seconda tipologia di creazione, ovvero basarsi anziché sulla sola fantasia, anche sui Ricordi. In poche parole dovete adattare la vostra Bolla Dimensionale alla vostra vita fisica. Se ad esempio amate molto un luogo che avete conosciuto negli anni, come ad esempio una casa, una scuola, un edificio o un semplice parco, giardino, colle, bosco, un luogo in cui magari andavate sempre da bambini, anche un luogo di un film o di un fumetto, potete trasportarlo nella vostra BD. Ciò che conta è che sia qualcosa che voi avete amato molto e che tuttora amate, un luogo in cui sentite che le vostre energie sono in sintonia con l’ambiente circostante, un luogo che sentite come un rifugio, una casa, un’estensione di voi stessi. Più tale luogo s'impregna di voi, più quel luogo siete voi.
Ebbene, se avete uno o più luoghi del vostro cuore, potrete trasferirli con la visualizzazione nella vostra Bolla, nel vostro Mondo Astrale. A questo punto avrete dei cardini, dei pilastri che sorreggeranno la vostra Dimensione personale e potrete anche creare cose nuove di fantasia, come strade e quant’altro. Potrete decidere il colore del cielo, dell’erba, ogni dettaglio. Persino le sue leggi fisiche e i suoi abitanti. Potrete andare di fantasia o semplicemente assemblare ogni vostro caro ricordo al fine di costruire una nuova piccola città fatta di intima Essenza personale. Ovviamente non è facile ed è meglio non strafare, poiché non potete dare lo stesso nutrimento energetico ad ogni luogo ed eventuale abitante. Le forme pensiero soprattutto, vanno alimentate sempre con cura, oppure si rischia che esse possano liberarsi e diventare semplici parassiti e larve, o nella migliori delle ipotesi, si dissolveranno e basta.
Il mio consiglio è quindi di creare una Realtà basandovi su pochi luoghi che voi avete amato, per alimentare la vostra Creazione, magari date un nome ad ogni luogo, come se fosse una regione del vostro Mondo, potete poi creare una mappa, scegliere i vari dettagli, insomma, non ci sono limiti alla vostra creatività. Tutte queste azioni, come fotografarlo, darci un nome, creare mappa... possono sembrare infantili (e in parte lo sono), ma giocare con il vostro Mondo vi permetterà di scaricarci abbastanza energia per poterlo portare in vita! Ci sono tanti modi per generare forti emozioni e dirigerle... io vi sto solo suggerendo il più semplice, ovvero quello che consiste nell'uso delle proprie emozioni. Poi ogni buon Magus, con l'esperienza, saprà da solo come agire per potenziare la propria BD.
Una volta creata sarà indispensabile entrarci ogni tanto con la vostra mente, farlo diventare il vostro rifugio, farlo diventare sempre più reale, come se steste costruendo il reame in cui andrete a stare una volta lasciato il corpo fisico. Vi renderete conto che basandovi sui ricordi anziché sulla mera fantasia, otterrete maggiori risultati, poiché è più facile visualizzare e amare qualcosa che abbiamo davvero visto e conosciuto, piuttosto che qualcosa che nasce direttamente dal nostro immaginario. Ma comunque nulla è impossibile.
Una volta creata la vostra Bolla dovete darle un nome e sigillarla. Per sigillarla si intende creare un simbolo che la rappresenti, racchiudere la sua Essenza in un glifo, unico e irripetibile, che SOLO voi dovete conoscere. Il sigillo della vostra Bolla è fondamentale, se qualcun altro lo conosce potrebbe usarlo per accedervi senza il vostro permesso, potrebbe usarlo per distruggerla, potrebbe usarlo per proteggersi da essa nel qual caso voi voleste far entrare qualcuno al suo interno per i più disparati motivi. Potrebbe usarlo per rinchiudervi lì per sempre. Il Sigillo di una persona o di un Mondo ne racchiude l'Essenza. Può liberare, ma anche incatenare.
Una volta che avrete fatto tutto ciò dovrete scrivere su un foglio vergine la descrizione della vostra Bolla Dimensionale, essendo molto precisi e dettagliati, descrivendone strade, mappe, edifici, con i relativi mondi e nomi. Esattamente come se stesse descrivendo un paesaggio in un libro. Se sono luoghi fisici potrete anche usare delle foto da allegare. Insomma, dovete divertirvi a creare il vostro Mondo, secondo il vostro gusto e le vostre inclinazioni. Sicuramente verrà molto più di un foglio, potrebbe persino, nell’arco della vita, divenire un piccolo diario. Anche scrivere i vostri pensieri all’interno alimenterà la vostra Bolla, che lentamente assorbirà la vostra Essenza fino ad auto crearsi indipendentemente, proiettando al suo interno la vostra stessa Essenza. La Bolla in un certo senso siete Voi, o almeno una parte.
Oltre a questo Diario che conserverete in questa realtà fisica, è indispensabile che voi ne facciate un sunto con nome, luoghi principali e mappa (anche foto se volete) e soprattutto sigillo. Il tutto lo allegherete ad un altro foglio in cui chiederete a Satana stesso di approvare la vostra richiesta di Creazione. Satana è il Dio dell’Astrale, del Mondo Spirituale e pertanto per creare il vostro Mondo nel suo Mondo occorre chiedere una sorta di permesso. È una specie di rituale di consacrazione del vostro Mondo, autenticato e sigillato. A questo punto firmate con una goccina di sangue e il vostro nome e poi bruciate il foglio con sopra tutti i dati della vostra Bolla, sigillo compreso. Inoltre, per evitare problemi, potete anche creare trappole per far si che non tutti riescano ad accedere al vostro mondo, o magari degli enigmi e delle prove per fare in modo che solo chi le supera possa raggiungervi. Ciò sta al vostro personale gusto e volere. Non esistono limiti. Vi sto fornendo una semplice base che può essere sviluppata nelle maniere più grandiose ed elucubrate! Più grande è l'Anima che siete, più grande sarà il vostro Mondo! Nella consacrazione che inoltrerete a Satana potete anche richiedere un Guardiano della Soglia che protegga il vostro Mondo e che impedisca a estranei e larve astrali di entrare. Come vi dicevo non è un processo semplice e occorre una vita intera, fatta di forza, creazione ed emozione, per realizzare tutto questo. Ognuno troverà il suo metodo. E forse, in futuro, qualcosa in più, magari, sarà detto con maggior cura dei dettagli e delle esperienze personali.
E' molto probabile che chi nella vita non ha mai avuto una vera e propria casa, o famiglia, magari soffrendo molto e vivendo con intensità ogni emozione, desidererà ardentemente dare vita al suo Mondo, che userà alla fine per gli scopi più disparati. Vi accorgerete presto che una volta iniziata questa Opera Spirituale, non esistono limiti alle possibilità che vi si apriranno davanti, poiché tutto ciò che siete sarà, tutto ciò che vorrete, diverrà.

 

 

http://jennifercrepuscolodiary.forumfree.it/?t=66318723

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Published by il conte rovescio - in Esopsicologia
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27 aprile 2014 7 27 /04 /aprile /2014 21:53

Questo libro e i suoi contenuti influenzarono molto Pietro d’Abano, Marsilio Ficino, Enrico Cornelio Agrippa, Nostradamus ( per la generazione delle sue famose "quartine" ) e forse molti altri esoterici del passato.
Alcune parti di questo libro sono conservate presso la Biblioteca dell'Arsenale a Parigi.
Tra i Libri “proibiti” che ebbero maggior diffusione nel Tardo Medioevo e nel Rinascimento c’è un testo di magia simpatica chiamato Picatrix (2) il cui titolo originale è Gāyat-al-hakīm (il Fine del Saggio). Nel testo sono descritti e prescritti astrusi Talismani da utilizzare per la cura del mal di denti, per evadere dal carcere, per avere fortuna negli affari, per prevalere sui rivali, per attirare l'amore, per prolungare la vita e così via. Nel IV Libro (Capitolo III) l'Autore si spinge oltre e spiega come  realizzare un Talismano per diventare invisibili, attribuendone la paternità a Ermete Trismegisto. Per rendere ancora più credibili le sue affermazioni aggiunge che fu proprio Ermete a inventare la Magia delle Immagini con la quale fondò anche una prodigiosa Città Astrale di nome Adocentyn. Il testo prosegue con una breve, ma esaustiva, descrizione di questa incredibile Città che non appare citata in nessun altro libro, prima del Picatrix:

 

I Magi Caldei asseriscono che Ermete fu il primo a costruire immagini con le quali controllava il corso del Nilo a seconda delle variazioni lunari. Egli eresse poi un Tempio al Sole e vi si nascondeva in modo da essere sempre presente ma invisibile. Fu lui inoltre a costruire nell'Egitto orientale una città la cui lunghezza era 12 miglia, e in essa un castello con 4 porte, su ognuno dei 4 lati. Pose la figura di un'Aquila sulla Porta d'Oriente, la figura di un Toro sulla Porta d'Occidente, la figura di un Leone sul quella Meridionale [Sud] e la figura di un Cane sul quella Settentrionale [Nord]. In queste immagini fece entrare forme spirituali che parlavano, e nessuno poteva entrare senza il loro consenso. Piantò degli alberi in mezzo ai quali ve ne era uno grande che portava appese ai rami le generazioni di tutti i frutti. Sulla sommità del castello fece edificare una torre alta venti cubiti, ponendovi sopra un faro (lat. rotunda) per illuminare la città con luci che cambiavano colore per 7 giorni. Alla fine dei sette giorni riprendeva il colore che aveva assunto per primo. La città ogni giorno era coperta dalla luce colorata del faro e perciò ogni giorno rifulgeva di un determinato colore. Lungo il perimetro della Torre vi era grande abbondanza di acqua e in essa molte specie di pesci. Attorno al perimetro della città collocò immagini intagliate che avevano il potere di proteggere gli abitanti da ogni male e di mantenerli sani e virtuosi. Questa città si chiamava Adocentyn. Coloro che ci vivevano conoscevano profondamente le scienze degli antichi e i loro segreti, nonché le scienze astronomiche. Io stesso vidi una costruzione così ordinata per nascondervi un uomo (3).

Testo in latino

Sunt etenim magi qui in hac sciencia et opere se intromiserunt Caldei; hi namque  in hac perfectiores habentur sciencia. Ipsi vero asserunt quod Hermes primitus quandam  domum  ymaginum  construxit,  ex quibus quantitatem Nili contra Montem Lune agnoscebat; hic autem  domum  fecit Solis.  Et  taliter ab  hominibus  se abscondebat  quod  nemo  secum existens valebat  eum  videre. Iste vero fuit qui orientalem Egipti edificavit civitatem cuius  longitudo duodecim miliariorum consistebat, in qua quidem construxit castrum  quod  in quatuor  eius partibus  quatuor  habebat portas. In porta vero orientis  formam aquile posuit, in  porta  vero occidentis  formam  tauri, in meridionali vero formam  leonis, et  in  septentrionali canis  formam  construxit. In eas  quidem spirituales spiritus fecit intrare qui voces proiciendo loquebantur; nec aliquis ipsius portas valebat intrare nisi  eorum  mandato. Ibique quasdam arbores plantavit, in  quarum  medio magna consistebat arbor que generacionem fructuum  omnium  apportabat. In summitate vero ipsius castri  quandam turrim  edificari fecit, que triginta  cubitorum  longitudinem attingebat, in cuius  summitate  pomum  ordinavit  rotundum,  cuius color qualibet die usque ad septem dies mutabatur. In fine vero septem dierum priorem  quem  habuerat recipiebat colorem. IlIa autem civitas quotidie ipsius mali cooperiebatur colore, et sic civitas predicta qualibet die refulgebat colore. In turris  quidem circuitu abundans erat aqua, in qua quidem plurima genera piscium permanebant. In circuitu vero civitatis ymagines divers  as  et quarumlibet manerierum ordinavit,  quarum  virtute virtuosi efficiebantur habitantes ibidem et a turpitudine malisque languoribus nitidi. Predicta vero civitas Adocentyn  vocabatur.  Hi  autem in  antiquorum scienciis, earum profunditatibus et secretis atque in astronomie sciencia erant edocti. Ego  autem  vidi composicionem quandam ad  hominem  abscondendum taliter ordinatam (4).

Analisi del testo

La caratteristiche magiche di Adocentyn sono degne di una Favola, ma una volta sollevato il velame fiabesco emergono concrete informazioni a carattere storico e allegorico, particolarmente stimolanti per coloro che conoscono Ermete Trismegisto più come il «Padre dell'Alchimia» che come il Primo «Magus».

I Magi Caldei asseriscono che Ermete fu il primo a costruire immagini con le quali controllava il corso del Nilo a seconda delle variazioni lunari.

Il testo inizia con una affermazione che ci ricorda come ai tempi del Picatrix esistesse ancora una sorta di rivalità tradizionale tra la Magia Teurgica Egizia e la Scienza Caldea dei Magi. Il principio alla base dei due metodi («la Legge di Simpatia») era lo stesso, ma secondo Zosimo di Panopoli (5) (il primo Alchimista storicamente riconosciuto) la Scienza dei seguaci di Ermete era «spirituale e iniziatica», mentre quella dei seguaci di Zoroastro era «utilitaristica e mondana». La prima serviva a richiamare «esseri spirituali superiori» dentro corpi fisici provvisori, per comunicare con loro o per ascendere a «mondi superiori», la seconda «faceva violenza» a spiriti di ogni genere, imprigionandoli contro la loro Volontà in oggetti magici speciali, che venivano poi usati per ottenere benefici materiali (6).

L'Autore del Picatrix risolve a modo suo la questione affermando che i Magi stessi ritenevano Ermete Trismegisto il Padre di entrambe le Scuole Magiche e quindi dell'Arte di modificare il Destino tramite l'uso di Immagini (7).

La verità è molto più semplice: tanto gli Egizi che i Mesopotamici possedevano una loro Magia Astrale, un'Arte Reale destinata esclusivamente ai Re e ai Sacerdoti, allo scopo di fondare Città, costruire Templi, comunicare con gli Dèi, trasmutare le materie prime in mezzi di sussistenza. Durante l'epoca Alessandrina entrambi i popoli persero la loro millenaria indipendenza politica e la forzata ellenizzazione portò all'imbarbarimento delle rispettive Scienze Sacre, che vennero diffuse al di fuori dei loro Stati di origine, mescolandosi alla Filosofia Greca degli invasori e ai Culti Misterici degli altri Paesi assoggettati. In questo sfrenato eclettismo nacquero anche nuove Divinità tra cui lo stesso Ermete Trismegisto, il quale, assommando in sé le caratteristiche del Dio Greco Ermete e del Dio Egizio Thtot, prevalse automaticamente sulla figura di Zoroastro, che invece era “solo” un Profeta. Ciò spiega anche la presunta influenza di Ermete sul corso del Nilo. Il suo «alter ego» Thot era infattiuna Divinità Lunare, molto più complessa e importante del suo corrispettivo Greco, il cui potere non solo regolava le Maree, ma tutte le attività agricole, magiche, religiose e civili egizie, influenzate dai Cicli Lunari e dagli Astri (8).

Egli eresse poi un Tempio al Sole e vi si nascondeva in modo da essere sempre presente ma invisibile.

In questo passo l'Autore spiega che fu Ermete a creare per primo l'incantesimo dell'Invisibilità costruendo un Tempio Solare che gli consentiva di essere presente senza essere visto. Viene spontaneo chiedersi perché mai Ermete, un Dio Lunare, avrebbe dovuto creare e usare un Tempio Solare e in che modo questo si lega al suo presunto potere di divenire invisibile? Anche in questo caso la Realtà Storica nascosta dietro la leggenda è piuttosto semplice: in Egitto il Dio Thot era assimilato all'astro lunare, ma la Luna Nuova era assimilata a sua volta al “Sole Morto”, il Sole d'Inverno, perché entrambi splendono nascosti alla vista degli Esseri Umani, ma sono comunque sempre presenti (9). A conferma di ciò Thot, nella città di Ermopoli, era considerato una Divinità Demiurga che proteggeva la Sacra Ogodoade (gli 8 Dèi primigeni)e aveva in custodia l'Uovo Cosmico, il “Sole Addormentato”, che lui stesso aveva posto sulla Collina Sacra, affinché si schiudesse.

Fu lui inoltre a costruire nell'Egitto orientale una città la cui lunghezza era 12 miglia, e in essa un castello con 4 porte, su ognuno dei 4 lati.

Non esistono notizie storiche o conferme archeologiche che questo luogo, situato nell'Egitto Orientale, sia mai esistito e non è chiaro neanche come mai il testo latino traslitteri con l'intraducibile parola Adocentyn, l'originale arabo «al-Ašmunain» (10). Sappiamo però che quest'ultimo termine corrisponde al toponimo arabo El-Ashmunein, che a sua volta deriva dal copto Shmun, traslitterazione del nome dell'antica Città di Kh(e)m(e)nu (letteralmente la «Città degli Otto»), che i Greci ribattezzarono Ermopolis, ovvero la città di Ermete.

Adocentyn potrebbe dunque voler dire semplicemente Città di Ermes/Thot, cioè di Ermete Trismegisto, ed essere una sorta di «Nuova Ermopoli», una Città Magica ben più importante e speciale dell'antica Khmnu per i seguaci dell'Ermetismo.  Non a caso l'ho chiamata Città Magica, perché la sua struttura urbanistica riflette perfettamente la forma del Templum Quadrato (11) o Templum Terrestre, uno spazio sacro orientato sull'incrocio degli Assi Cosmici del Templum Celeste, utilizzato dai popoli antichi (12) per le loro pratiche religiose e per i riti di fondazione, in modo che «Ciò che è in basso sia sempre il riflesso armonico della perfezione di Ciò che è in alto (13)».

Il testo riporta che Adocentyn era lunga 12 miglia e al centro vi era un castello quadrato con 4 porte, sul quale Ermete aveva eretto un Faro che proiettava una luce di 7 colori. La sua grandezza in “miglia terrestri” rappresenta esattamente l'estensione astronomica del Templum Celeste diviso in 4 parti dagli Assi Equinoziali e Solstiziali, nel quale si trova l'Eclittica, il Cerchio Astrologico dei 12 Segni Zodiacali, che a loro volta sono influenzati dal passaggio dei 7 Pianeti, rappresentati “in Terra” dai 7 Colori del Faro che “colorano” la Città. In totale quindi 23 benefiche energie cosmiche, proteggono e influenzano in modo specifico «La Città di Ermete» rendendola un luogo sacro e unico al mondo (14).

Pose la figura di un'Aquila sulla Porta d'Oriente, la figura di un Toro sulla Porta d'Occidente, la figura di un Leone sul quella Meridionale [Sud] e la figura di un Cane sul quella Settentrionale [Nord].

Al centro di questo eclettico Cosmos Filosfico (15) c'è il Castello, ovvero l'Omphalos del Cielo i cui ingressi sono protetti da 4 Animali Sacri, o meglio dalle loro «Immagini». Il loro potere si estende ovviamente fino alle 4 porte dell'Urbe, che sebbene non siano nominate, non possono che essere l'estensione degli Assi della Sfera Celeste dal Centro della Fortezza fino ai confini della Città Astrale. I 4 Animali rappresentano le 4 direzioni Cosmiche, i 4 Elementi ad esse associate e le 4 Costellazioni Zodiacali che vengono a trovarsi rispettivamente a Est, a Nord, a Ovest e a Sud degli Assi Solstiziali ed Equinoziali. Stabilire un parallelismo tra i 4 Animali di Adocentyn e le 4 Costellazioni Zodiacali è impossibile, in quanto l'astronomia egiziana non era esattamente come l'astrologia greca, che deriva da una rielaborazione delle conoscenze astrali mesopotamiche. Gli Egiziani non avevano infatti uno Zodiaco di 12 Segni, (lo splendido Zodiaco di Denerah è di epoca alessandrina), ma seguivano il levarsi e il tramontare di specifici Astri chiamati Decani, che annunciavano le piene del Nilo (controllate come abbiamo visto dal Dio Luna Ermete). Nell'Astrologia ellenistica del Picatrix ai 4 punti cardinali cosmici dovremmo trovare i segni dell'Ariete, del Cancro, della Bilancia e del Capricorno, in corrispondenza dell'Est (Fuoco), del Nord/Nadir (Acqua), dell'Ovest (Aria) e del Sud/Zenit (Terra). Inaspettatamente troviamo invece un Aquila, un Cane (16), un Toro e un Leone, che anche ricorrendo alla precessione degli equinozi non corrispondono alle Costellazioni dello Zodiaco, ma al contrario ricordano i 4 “animali viventi” dell'Apocalisse di Ezechiele (anch'essi di matrice mesopotamica) con l'eccezione dell'Uomo/Angelo sostituito dal Cane (17). Si potrebbe tentare allora di collegare i 4 Animali a 4 Divinità egiziane: il Leone potrebbe essere la Sfinge, oppure la Dea Leonessa Sekhmet, il Toro potrebbe indicare il Dio Apis, mentre il Cane potrebbe essere il Dio Anubis. Le possibilità però si fermano qui, perché in Egitto non c'erano Aquile e gli Egizi veneravano o il Dio Falco Horus oppure la Dea Avvoltoio Nekhbet.

In queste immagini fece entrare forme spirituali che parlavano, e nessuno poteva entrare senza il loro consenso.

Forse la scelta di queste immagini animali di potere è semplicemente il frutto dell'imbarbarimento simbolico e culturale tipico dei Grimori Medievali. Quel che conta forse è solo il loro significato magico, perché, anche se gli Animali non corrispondo a quelli delle Costellazioni o delle Divinità Egizie, l'uso di immagini «vivificate» e quindi «viventi» per rappresentare le 4 Direzioni Celesti, ci porta direttamente alla Magia Teurgica dei Sacerdoti Egizi, che il Libro tocca di sfuggita giusto per autoreferenziarsi un po'. L'immagine di Ermete che fa entrare intelligenze spirituali nelle rispettive figure animali, che richiedono una Parola di Passo, per permettere l'ingresso alla Città e al Castello, non è altro che il ricordo distorto delle antiche Cerimonie Misteriche e Religiose degli Egizi nelle quali il Sacerdote praticava il rituale dell'apertura della bocca sulle statue di legno degli Dèi, che in Egitto erano quasi tutti teriomorfi, avevano cioè sia forma umana, che animale, che mista (18). Tramite queste cerimonie le Divinità Celesti prendevano possesso di corpi costruiti appositamente per loro, e si manifestavano sul piano fisico, dimorando nelle loro Case Terrestri (i Templi), dove venivano accuditi e venerati dai fedeli. Questa usanza religiosa entrò poi nell'uso funerario e venne applicata, prima alle statue dei Faraoni, poi alle Mummie dei Re e dei Defunti di alto ragno, che così potevano recitare incantesimi salvifici nell'Aldilà e discolparsi davanti a Osiride e ai suoi 42 giudici, enumerando le azioni malvagie che non avevano compiuto da vivi. Evidentemente i Greci, come tutti i dominatori, rielaborarono a modo loro questi rituali religiosi e li ribattezzarono con il nome di Magia Teurgica senza capirne realmente il significato religioso e la portata culturale. Due sono i testi greci tardo-antichi più famosi (ma non certo più chiari) sull'argomento: un libro della fine del III secolo d.C., scritto dal filosofo neoplatonico Giamblico, intitolato i Misteri degli Egizi (19), e l'Asclepius (20), un trattato ermetico del IV secolo d.C., attribuito a Ermete Trismegisto, che parla esplicitamente di Magia Teurgica e nel quale vengono esposte vagamente le pratiche dei sacerdoti egizi volte ad animare statue tramite l'interazione con forze divine sovrannaturali.

Piantò degli alberi in mezzo ai quali ve ne era uno grande che portava appese ai rami le generazioni di tutti i frutti. Sulla sommità del castello fece edificare una torre alta venti cubiti, ponendovi sopra un faro (lat. rotunda) per illuminare la città con luci che cambiavano colore per 7 giorni. Alla fine dei sette giorni riprendeva il colore che aveva assunto per primo. La città ogni giorno era coperta dalla luce colorata del faro e perciò ogni giorno rifulgeva di un determinato colore. Lungo il perimetro della Torre vi era grande abbondanza di acqua e in essa molte specie di pesci.

Ermete,dunque, non solo fondò Adocentyn, ma le dette inviolabili leggi cosmiche con cui nutriva sia spiritualmente che materialmente (21) i suoi abitanti (22).

Attorno al perimetro della città collocò immagini intagliate che avevano il potere di proteggere gli abitanti da ogni male e di mantenerli sani e virtuosi. Questa città si chiamava Adocentyn. Coloro che ci vivevano conoscevano profondamente le scienze degli antichi e i loro segreti, nonché le scienze astronomiche.

Poiché «nel gregge della Fatalità non cadono i Teurghi (23)» Ermete potenziò l'effetto dei 12 Segni Zodiacali, delle 7 luci Planetarie e dei 4 Animali Cosmici, ponendo Adocentyn sotto l'influenza di altre 36 Entità, per un totale (23 + 36) di ben 59 benefiche energie cosmiche che mantenevano sani e virtuosi tutti coloro che vivevano sotto questa potente cupola di energia astrale.

L'Autore del Picatrix stranamente non specifica numero e natura di queste immagini intagliate che Ermete collocò intorno alla Città, ma è lecito supporre che si tratti dei 36 Decani Egizi, gli stessi che vengono descritti nel II Libro come immagini talismaniche e vengono chiamati prima con il nome di «Aspetti» e poi di «Adorugen», parola che deriva dall'Arabico «durayjan» e significa proprio  Decano (24).

Come abbiamo già accennato i Decani Egizi erano 36 gruppi di Stelle (Asterismi e Stelle isolate) che sorgevano in particolari ore della notte. Ogni 10 giorni un Decano tramontava e uno sorgeva, coprendo in questo modo un periodo di 360 giorni corrispondente all'Anno Egizio (a cui dovevano poi essere aggiunti 5 giorni detti Epagomeni, per equipararlo all'Anno Solare).  I Decani erano utilizzati come “orologi stellari”, ma erano anche considerate vere e proprie Entità Divine Stellari capaci di determinare gli eventi e il corso del Destino. Gli Egiziani li chiamavano “i Reggitori del Mondo” e credevano che persino il Dio del Sole, Ra, dovesse ricorrere a degli incantesimi per poter continuare il suo Viaggio, quando li incontrava sul suo cammino. Al Tramonto, infatti, i Decani  regnavano incontrastati. Nell'Astrologia Ellenistico-Alessandrina a ogni Decano venne assegnato un arco di dieci gradi sulla fascia dello Zodiaco, cosicché ogni Segno Zodiacale fosse influenzato non solo dai Pianeti in Transito, ma anche da 3 Decani, aventi ciascuno una sua specifica “figura magica”.

 NOTE  

1) ILARIA BELTRAMME, La Società degli Eretici, Roma, Newton Compton, 2013. (Romanzo)

2) Il titolo originale del Picatrix è Gāyat-al-hakīm, lett. il Fine del Saggio, ed è attribuito a Abū- Maslama Muhammad ibn Ibrahim ibn 'Abd al-da'im al-Majrītī, oriundo di Cordova, morto nel 1007-8 d.C. In base alle fonti l'opera risulta tradotta “de arabico in hispanicum” nel 1256, sotto il regno di Alfonso X di Castiglia, detto il Savio. Nonostante la condanna della Chiesa troviamo il Picatrix nelle biblioteche dei più importanti studiosi del Rinascimento, da Pico della MirandolaMarsilio Ficino a Enrico Cornelio Agrippa, ecc.

3) Traduzione tratta da due libri diversi: 1) Picatrix: Ghayat- al-hakim, "Il fine del saggio" dello Pseudo Maslama Al-Magriti, a cura di Paolo Aldo Rossi, Mimesis, Milano, 2000, p. 227, Libro IV, Paragrafo III; 2) FRANCES AMELIA YATES, Giordano Bruno e la Tradizione Ermetica, traduzione di R. Pecchioli, Roma-Bari, Laterza, 1969, p. 80-87.

4) Testo Latino tratto da: Picatrix: The Latin Version of the Ghayat Al-Hakim, edited by David Pingree, University of London, Warburg Institute, printed in England, w. s. Maney and Son Limited, Leeds, 1986, http://warburg.sas.ac.uk/pdf/fbh295b2205454.pdf

5) ZOSIMO DI PANOPOLI, Visioni e Risvegli, a cura di Angelo Tonelli, Milano, BUR, 2004, pp. 126-139.

6) Nel Picatrix si afferma che il Potere dei Talismani è simile a quello della Pietra Filosofale, dell’Elisir, che domina la materia e la altera trasmutandola in un altra materia più pura. La similitudine si baserebbe sul fatto che le Immagini Talismaniche fanno ciò per mezzo della «violenza», cioè vengono costruite secondo il momento “astronomicamente opportuno”, usando specifiche erbe, pietre, incensi, ecc, che obbligano gli spiriti vitali delle relative divinità astrali a entrare in relazione di simpatia con questi “Corpi” nei quali vengono attratti e restano imprigionati.

7) La Tradizione Medievale, attraverso la famosa Tavola di Smeraldo, ci fa sapere che Ermete era chiamato Tre Volte Grandissimo (Trismegisto), perché governava sulle tre parti della Saggezza e delle Leggi del mondo.

8) I Miti che raccontano le imprese di Thot, lo descrivono come un Dio esperto in Astronomia, Mago e Medico per eccellenza. Era infatti chiamato: «il Contatore delle Stelle», «il Numeratore della Terra», «Dio degli Scribi e della Scrittura geroglifica» (cioè del segno evocativo, dell'immagine concettuale) e «Signore delle Parole Divine», cioè delle Parole di Potere con cui è possibile dar forma e potenza al pensiero. ADA RUSSO PAVAN, Iniziazione ai Culti Egizi, divinità, Simboli, rituali, magia, amuleti, invocazioni, Roma, Mediterranee, 2000.

9) Thot a Eliopoli faceva invece parte della Piccola Enneade (a volte della Grande Enneade) aiutando Osiride nel giudizio dei Defunti nell'Aldilà. Osiride viene spesso associato dagli Esoteristi al Sole Nero, al Sole dell'Oltretomba, ma questo è sbagliato perché Osiride, il Sempreverde, in realtà è il Dio della Vegetazione, è legato al Sole perché è il Seme che muore e risorge seguendo i Cicli delle Stagioni.  Thot «fa le veci del Sole di Notte», quando Ra, il vero Dio Solare, viaggia nell'oltretomba per riemergere al mattino.

10) FRANCES AMELIA YATES, Giordano Bruno e la Tradizione Ermetica, op. cit., p. 84 e pp. 80-87.

11) ELENA FRASCA ODORIZZI, Rasnal Truth. Un Gioco Archetipico di Ispirazione Etrusca, ilmiolibro.it, Roma, 2013, pp. 25-46, (L'Etrusca Disciplina e il Templum Etrusco).

12) Vedi i Popoli di Epoca Megalitica, Mesopotamici, Egizi, Etruschi, Romani, Maya, Aztechi, ecc.

13) «Magicam operari aliud non est quam maritare mundum» (la Magia non è altro che operare un Matrimonio Cosmico) dice il Pico nella sua famosissima XIII Conclusione Magica, ribadendo poi nell'Apologia  "il Ministro" di questo Matrimonio tra Terra e Cielo è il Mago che opera "actuando vel uniendo virtutes naturales" (mettendo in pratica e unendo virtù naturali), cioè mettendo in pratica l'Opera Demiurgica che il Pimandro affida al Trismegisto dopo overlo istruito sul Senso e la Natura del Tutto.

14) Il numero 23 è costitutio dalle cifre 2 e 3, che per i Pitagorici rappresentavano i principi costitutivi dell'Unità primordiale e divina del nostro Mondo. Sommando il 2 (il primo dei numeri pari) e il 3 (il primo dei numeri dispari) otteniamo infatti una ierogamia aritmetica che si manifesta nel sacro numero 5, chiamato «assenza di contesa» in quanto espressione matematica della Dea Armonia. Su Adocentyn brilla dunque una Stella che riversa sulla Città la sua capacità di armonizzare gli opposti.

15) Il Cosmo Filosofico Ellenistico è la rielaborazione finale di tutte le conoscenze magico-misteriche del mondo egizio-mesopotamico, filtrate dalla Cultura Greca. I nomi dei 7 Pianeti, così come li conosciamo, sono la traslitterazione Latina dei nomi degli Dèi Greci.

16) Se corrispondesse all'omonima costellazione del Cane Maggiore spiegherebbe l'elemento Acqua. La "canìcola" rappresenta infatti il periodo di caldo afoso e opprimente delle ore centrali della giornata, caratterizzato da alti valori di temperatura e umidità e assenza di vento. Il nome deriva dal latino Canicula ("piccolo cane"), ovvero la stella più luminosa (Sirio) della costellazione del Canis Maior, che sorge e tramonta con il Sole (levata eliaca) dal 24 luglio al 26 agosto (il periodo appunto della "canìcola"). Il nome della costellazione deriva probabilmente dagli antichi Egizi, in quanto avvertiva (come un cane vigile) l'arrivo del periodo delle inondazioni del Nilo.

17) Se il Cane si riferisse alla Stella Sothis, e quindi a Iside,  avremmo il nostro “Angelo”.

18) Un altro altro Culto Misterico, di natura sincretistica, nel quale sono utilizzate Parole di Passo per accedere a Mondi Superiori attraverso una Via Planetaria è il Culto di Mithra. Questa concezione confluì poi, in modo confuso, nello Gnosticismo.

19) GIAMBLICO, I Misteri dell’Egitto, Como, Red Edizioni, 1999.

20) La traduzione latina dell'Asclepius viene fatta risalire al IV sec. d.C., in quanto viene usata da S. Agostino e non da Lattanzio, che lavora ancora direttamente sull'originale greco. Ritroviamo l'Asclepius nel Corpus Hermeticum raccolto e collezionato intorno al 1050 circa, dallo studioso bizantino Michele Psello il quale rimosse probabilmente elementi strettamente magici e alchemici, rendendo il Corpus più accettabile per la Chiesa Cristiana Ortodossa.

21) Questa sorta di Albero Cosmico che produce ogni genere di frutto, quasi custodisse il DNA di ogni pianta, ricorda gli Alberi Alchemici sui quale sono presenti i simboli dei 7 Pianeti e dei 7 Metalli. Quella dell'Albero è infatti una immagine ricorrente nell'Alchimia, anche semplicemente per indicare l'Opera della Natura, rispetto all'Opera Artificiale o Imitativa dell'Essere Umano.

22) Ficino, nel suo Argumentum preposto al Pimander, lo interpreta similmente. Rifacendosi a Cicerone scrisse anche che Ermete “dette leggi e lettere agli Egizi” e fondò la città di Ermopoli.

23) MICHELE PSELLO, Oracoli Caldaici, con appendici su Proclo e Michele Italo, a cura di Silvia Lanzi,I Cabiri, Milano, Mimesis, 2001, fr.153.

24) Anche Ermete, in uno dei suoi libri dice che «se onorerai ciascun Decano con la propria Pietra, la propria Pianta e la relativa Immagine, tu possiederai un potente Talismano. Poiché niente accade senza il volere dei Decani, dato che in esso il Tutto si compie».

25) ERMETE TRISMEGISTO, Corpo Ermetico e Asclepio, a cura di Bianca Maria Tordini Portogalli, Milano, SE, 1997, pp. 134-138.

26) Soprattutto il Dio mesopotamico Sin, che è una divinità Maschile e Lunare come il dio Thot.

27) Vedi Manuale di Storia della Filosofia Medievale, Cultura Harranica, http://www.unisi.it/ricerca/prog/fil-med-online/temi/htm/harran.htm, JACK LINDSAY, Le origini dell’Alchimia nell’Egitto Greco-Romano, Roma, Mediterrane, 1984, p. 182 ; ARISLEO, La turba dei filosofi seguita dal discorso di un anonimo sulla turba, Biblioteca Ermetica , Roma, Mediterranee, 2002,  p. 15, Introduzione e Commento di Paolo Lucarelli.  Cfr. anche MICHELA PEREIRA, Arcana Sapienza, Roma, Carocci, 2001, pp. 79-80.

28) LIBANIO DI ANTIOCHIA, In Difesa dei Templi.

29) « Il Serapeo, il cui splendore è tale che le semplici parole possono solamente sminuirlo, è talmente ornato di grandi sale colonnate, di statue che sembrano vive e tanta moltitudine di altre opere, che niente altro, eccetto il Campidoglio, simbolo dell'eternità della venerabile Roma, può essere considerato più fastoso al mondo.»  AMMIANO MARCELLINO, Res Gestae, XXII, 16.

30) Dalla struttura diroccata di questa Torre, secondo alcuni studiosi deriverebbe l'immagine iconografica del Tarocco della Torre. Allo stesso modo i due Pilastri dell'Arcano della Luna sarebbero un richiamo ai Pilastri della Conoscenza della città di Edessa, l'antica Ur, ricostruiti nel I secolo sul luogo dove la leggenda riferisce che Nimrod, il costruttore della città di Babele (e per la Bibbia della sua famosa Torre), avesse innalzato due pilastri contenenti la sintesi di tutta la scienza dei cieli di prima del diluvio (così come riportato anche da Giuseppe Flavio). Pilastri che  ricordano i due pilastri posti di fronte al tempio di Gerusalemme, compresi i Dadofori del Tempio di Mithra, passati poi nei Templi Massonici.

31) A questo proposito è necessario aprire una parantesi sulla tanto famosa Torre degli Yazidi, facente parte delle «Sette Torri di Satana» citate da Guenon. Che nel Mondo ci siano persone che non vogliono certo il benessere e il progresso dell'Umanità, siamo tutti d'accordo, ma attaccare etichette a un popolo e perpetrare razzismo, ignoranza e violenza, è un'altra cosa. Gli Yaziti discendono degli Assiri, il loro Santuario si trova sul Monte Lalish dove un tempo si trovava la città di Ninive. Nella loro religione sono confluiti, nel tempo, elementi di giudaismo cabalistico, zoroastrismo e misticismo islamico, ma ovviamente il substrato è di origine Caldea. Se esiste una  fantomatica Torre degli Yaziti questa trae evidentemente origine dalle Torri Astronomiche mesopotamiche, senza contare che il Pavone, l'animale con cui si manifesta “l'angelo caduto” degli Yaziti, per gli Ermetisti è uno dei simboli alchemici della Grande Opera che si manifesta attraverso la ruota dei 7 colori dei Pianeti.

32) Tutte queste notizie su Harran provengono dal'l'unico studio pubblicato sull'argomento The ancient observatory of Eski Sumatar, di Theodor Hary, citato in rete su http://mystero.forumcommunity.net/?t=51178992 - http://unchartedruins.blogspot.it/2012/07/harran-of-sabians.html - http://unchartedruins.blogspot.it/2012/08/the-hall-of-records-temple-of-seven.html . Su questi siti è possibile vedere anche numerose e splendide foto di Harran e Eski Soğmatar.

33) Cosimo I dè Medici nel 1564 fece costruire, ex novo, una città fortificata che chiamò «Terra del Sole». Questa doveva assolvere a funzioni amministrative, giudiziarie, militari, religiose e commerciali ai confini con la Romagna, oltre a rafforzare l'identificazione tra la figura di Cosimo e il Sole, simbolo di quell'Ordine e di quella Razionalità che il Duca voleva incarnare.

34) ANNA MARIA PARTINI, Magia astrologica: da Ermete a Cecco D'Ascoli e da Cecco D'Ascoli a Campanella.

35) Va notato come anche la Tomba di Rosenkreutz, descritta nella Fama Fraternitas, sia stata costruita astronomicamente come Adocentyn, per rappresentare una immagine dell'Universo. «La mattina seguente aprimmo la porta e vedemmo un sepolcro con sette lati e sette angoli; ogni lato era lungo un metro e mezzo e alto due metri e mezzo circa. Sebbene la luce del sole non vi fosse mai penetrata, la cappella era illuminata da un Sole artificiale, che pareva aver imparato dall'astro il segreto dell'illuminazione ed era sospeso in alto al centro della volta. Nel mezzo, invece di una pietra tombale, vi era un altare rotondo, ricoperto da una lastra di ottone su cui era inciso: «A.C.R.C. Hoc universi compendium unius mihi sepulcrum feci» [«Feci questo compendio dell'universo durante la mia vita perché costituisse la mia tomba»]. Intorno al primo cerchio, o bordo, vi era: «Iesus mihi omnia» [«Gesù, tutto per me»]. Al centro vi erano quattro figure, inscritte in cerchi, ciascuna circondata da uno dei seguenti motti [...].  Questa cappella la dividemmo in tre parti: la volta o soffitto, le pareti o lati, il pavimento o suolo

36) CLAUDIO STROPPA, Jan Amos Comenius e il Sogno Urbano, Milano, Franco Angeli Editore, 2007.

37) JEAN SERVIER, Storia dell'Utopia. Il Sogno dell'Occidente da Platone ad Aldous Huxley, Roma, Edizioni Mediterranee, 2002 (1a ed. 1967).

di Elena Frasca Odorizzi

http://www.riflessioni.it

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24 aprile 2014 4 24 /04 /aprile /2014 21:35

I luoghi dell'anima: racconti di un viaggiatore astrale


PRIMA PARTE

Mi chiamo Geremia e sono un viaggiatore. Ho iniziato a viaggiare in una camera di ospedale,ci sono finito a 21 anni. Me lo ricordo bene, mi svegliai in piena notte e vidi il mio corpo disteso sul letto,ero convinto di essere morto .Per fortuna dopo due secondi precipitai in basso ,affondando nel letto come se ci stessi cadendo con tutto il mio peso.
Dopo questo episodio, trascorsi parte della mia vita tentando di ricreare l'evento .
Avevo solo una vaga idea di cosa fosse un viaggio astrale , quindi acquistai dei libri sull'argomento , ma gli esperimenti consigliati portarono scarsi risultati. Anche i consigli dei miei conoscenti non servirono a niente ,per cui decisi di intraprendere un cammino solitario per trovare il mio metodo personale.
Innanzitutto volevo capire qual'è la condizione basilare del viaggio astrale. All'epoca non avevo idea di cosa fossero i campi energetici, quindi non sapevo qual'era lo strumento con cui mi spostavo ,eppure avevo intuito che la condizione base per farlo era la consapevolezza di avere una coscienza da poter trasferire lontano dal proprio corpo. Da quel momento in poi per un periodo mi limitai a dei piccoli spostamenti nei luoghi che conoscevo, soprattutto casa mia ,un posto familiare in cui potevo muovermi con facilità.
Improvvisamente una notte mi svegliai sentendo un fortissimo rumore metallico.
Questo continuò ad accadere per diversi giorni ed ogni volta mi svegliavo per lo spavento. Il quinto giorno però ebbi la lucidità necessaria per fermarmi ad ascoltare questo rumore infernale. Più ascoltavo questo rumore , più la mia mente si svegliava nonostante il corpo fosse ancora pienamente addormentato, riuscivo perfino a udire il mio respiro. Pochi attimi dopo fui percorso da una sorta di corrente elettrica che mi pulsava lungo tutto il corpo ,dopodichè ebbi una totale perdita dell'orientamento. Io ero fermo ma tutto il mondo girava. Iniziai a vedere una serie di luci blu e bianche che lampeggiavano freneticamente e mi sentii spingere velocissimo. Quando mi fermai, dopo una manciata di secondi , vidi una luce bianchissima mentre qualcuno urlava forte il mio nome. Mi svegliai poco dopo provando la stessa sensazione di sprofondare nel letto.
Imparando a controllare le mie reazioni in queste situazioni, iniziai a sentire rumori e frasi in lingue incomprensibili.
Con la pratica sono riuscito a scacciare la paura.
La paura si scaccia facendola entrare in noi e mettendola a confronto col desiderio di andare oltre. La curiosità deve sempre essere maggiore del terrore.
Dopo circa un anno ho avuto il coraggio necessario per entrare in quella luce bianchssima .Nella seconda parte descriverò i luoghi che ho visto oltrepassata questa soglia.
Per ora mi sento di dare dei consigli a tutti coloro che fossero interessati a questo tipo di esperienze. Il primo è quello di desiderare veramente il viaggio, il secondo è non avere paura, il terzo è quello di imparare a conoscersi ed accettarsi, solo in questo modo si avrà una coscienza predisposta al distacco.
Tecnicamente invece, consiglio una respirazione suddivisa in quattro parti: inspirare per 4 secondi, trattenere per 4 secondi, espirare per 4 secondi , aspettare 4 secondi prima di inspirare di nuovo. A questa tecnica consiglio di associare una qualunque frase o mantra che regoli il ritmo.
Non esiste un metodo valido per tutti ,ognuno deve cercare il suo tenendo ben presente che non si tratta di raggiungere un posto, ma di viaggiare nel profondo della propria coscienza.
Il resto verrà da se.
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17 aprile 2014 4 17 /04 /aprile /2014 22:31

 

Christiana Agbo

La Madonna apparve nell’ottobre 1992 a una ragazza di dodici anni di nome Christiana Agbo nel piccolo villaggio di Aokpe situato in una sperduta zona della Nigeria.

La prima apparizione avvenne di mattina, mentre Christiana era al lavoro nei campi. Verso le 10, mentre faceva una pausa, alzò gli occhi e vide improvvisamente dei lampi di luce. Christiana chiese alle sorelle se anche loro vedessero quegli strani lampi ma queste dissero di non vederli e che probabilmente si trattava di un effetto dovuto ai raggi del sole.

Più tardi la madre mandò Christiana nella vicina fattoria per raccogliere delle erbe. Mentre era intenta alla raccolta la ragazza alzò gli occhi e con sua grande sorpresa vide una donna bellissima sospesa nel cielo, era la Madonna. La Vergine la guardava e le sorrideva senza dire una parola. Christiana scappò spaventata.

Nello stesso mese di ottobre si verificò anche la seconda apparizione. Alle 3 del pomeriggio, mentre si trovava nella sua stanza, le apparvero degli angeli che cantavano; la ragazza spaventata da quella visione scappò fuori di casa. Gli angeli rimasero lì per alcune ore e prima di scomparire uno di loro le disse: "Io sono l’Angelo della Pace". Di lì a poco apparve la Madre di Dio. Quando Christiana vide la Madonna crollò a terra; i parenti la credettero morta: era rigida come la pietra, dissero. La ragazza rimase incosciente per circa tre ore e quando rinvenne descrisse ai genitori la sua visione raccontando di aver visto una donna bellissima: "È troppo bella per poterla descrivere. La Signora era in piedi sulle nuvole, aveva una veste risplendente con un velo di un colore blu cielo che le copriva la testa e le scendeva sulle spalle giù fino alla schiena. Mi guardò intensamente, radiosa nei suoi sorrisi e nella sua bellezza. Fra le mani giunte sul petto teneva il Rosario…Ella mi disse: ‘Sono la Mediatrice di tutte le Grazie’".

Le apparizioni, che a detta degli esperti sembrerebbero avere molto in comune con la maggior parte delle apparizioni mariane del passato e del presente, col passare del tempo divennero sempre più frequenti, soprattutto fra il 1994 e il 1995.

Le apparizioni pubbliche richiamavano ad Aokpe un grande numero di persone. Tanti fra coloro che vi si recavano era attratti soprattutto dai miracoli solari che nel periodo delle apparizioni pubbliche avvenivano con una certa frequenza. Le apparizioni private furono numerose, durante il 1994 in certi periodi avvenivano quasi quotidianamente. Dopo l’ultima apparizione pubblica, avvenuta alla fine di maggio del 1996, le apparizioni continuano in forma privata ancora oggi anche se con minor frequenza.

Nel primo messaggio ricevuto da Christiana la Madonna le disse: "Vengo dal Cielo. Sono il rifugio dei peccatori. Vengo dal Cielo per ottenere anime per Cristo e per dare rifugio ai miei figli nel mio Cuore Immacolato. Quello che voglio da te è che preghi per le anime del Purgatorio, per il mondo e per consolare Gesù. Vuoi accettare?" – Christiana rispose senza esitazione: "Si".

"…Offri tutte le piccole sofferenze che incontrerai per consolare Gesù. Io vengo dal Cielo per purificare i miei figli e attraverso la penitenza ci sarà la purificazione".

In un messaggio del 1 marzo 1995 la Madonna ha detto: "Coloro fra i miei figli che pregano il Rosario con frequenza e impegno riceveranno molte grazie, tanto che Satana non riuscirà ad avvicinarsi a loro. Figli miei, quando siete assaliti da grandi tentazioni e problemi prendete il vostro Rosario e venite da me e i vostri problemi saranno risolti. Ogni volta che direte "Ave Maria piena di Grazia" riceverete da me molte grazie. Quelli che recitano il Rosario non potranno mai essere dannati".

In un apparizione del 21 luglio 1993 la Madonna disse a Christiana: "Prega con fervore per il mondo. Il mondo è corrotto dal peccato".

Christiana afferma senza esitazione che il più importante messaggio della Madonna è quello che ci chiede di convertirci a Dio. Invece le profezie più importanti sono quelle che parlano del Castigo che Dio sta per mandare sul mondo. Nei suoi messaggi ci sono stati diversi riferimenti ai tre giorni di buio e sembrerebbe che questo evento si verificherà quando Dio manderà il Suo Castigo sulla terra.

Per ora la Madonna vuole che Christiana continui i suoi studi per prepararsi per il compito che dovrà svolgere dopo i tre giorni di buio.

La Madonna a volte appariva a Christiana con le lacrime agli occhi, le diceva che piangeva a causa delle tante anime che vanno all’inferno e le chiedeva di pregare per loro.

La veggente, dopo aver avuto una visione di Santa Teresa di Lisieux, decise di diventare suora Carmelitana. La Madonna acconsentì alla decisione della ragazza di assumere il nome di "Christiana di Maria Bambina", scelto proprio in onore di Santa Teresa di Gesù Bambino.

La Chiesa locale si è dimostrata fin dall’inizio piuttosto favorevole alle apparizioni anche se, come l’Arcivescovo John Onaiyekan ha tenuto a precisare durante una sua visita al sito delle apparizioni, la Chiesa in questi casi è piuttosto cauta: è molto raro che approvi delle apparizioni mentre queste sono ancora in corso. Un segno importante della buona propensione delle autorità diocesane verso le apparizioni è il parere positivo alla costruzione del santuario chiesto dalla Madonna. Inoltre il vescovo Orgah ha concesso l'Imprimatur alla pubblicazione del resoconto delle apparizioni e ha dato il suo permesso ai pellegrinaggi.

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12 aprile 2014 6 12 /04 /aprile /2014 21:58

Questo metodo è stato creato negli USA negli anni ’70 da Hal e Sidra Stone, una coppia di psicoterapeuti che, attraverso la loro esperienza umana e clinica, ne hanno fatto uno strumento estremamente originale di autoconoscenza e comprensione dei nostri rapporti. “Vi è un misterioso reame dentro ognuno di noi che alternativamente attira e spaventa l’esploratore con la sua profondità, la sua complessità e le sue talvolta sorprendenti contraddizioni”, affermano. “Entrambi siamo stati da sempre affascinati da questo regno della psiche, con le sue molteplici sfaccettature; agli inizi degli anni ’70 abbiamo scoperto che la psiche conteneva molti sé individuali, ognuno con una sua modalità di percezione della realtà, con la sua storia personale, le sue caratteristiche fisiche, le sue reazioni emotive, le sue opinioni su come dovremmo vivere la nostra vita.

Hal e Sidra Stone

Hal e Sidra Stone

Abbiamo così dedicato molto del nostro tempo, sia professionale che personale, all’esplorazione di questi sé che determinano in modo considerevole il corso della nostra vita, trovando che quanto più ci sintonizziamo su queste voci interiori, tanto più siamo in grado di esercitare una scelta reale rispetto al nostro destino individuale”. Tutti noi nasciamo totalmente vulnerabili e nei primi anni dobbiamo essere accuditi; la nostra vita dipende da questo. Perciò incominciamo a sviluppare molto presto una personalità che ci aiuti a proteggere questo nucleo vulnerabile, che rappresenta il Bambino Interiore che è con noi per sempre, che non cresce mai e di cui saremo sempre responsabili. Il modo con cui ci prendiamo cura di questo Bambino è uno dei fattori chiave nel determinare il tipo di personalità che sviluppiamo. Molto presto nelle nostre vite un “sé” comincia a svilupparsi per proteggerlo, un sé che abbiamo chiamato il Protettore: egli si guarda intorno e incomincia a valutare quale comportamento è sicuro per il Bambino e quale invece può portare pena fisica o emotiva. Egli nota i comportamenti premiati o puniti, osserva le regole attorno a noi in modo che il mondo diventi prevedibile e abbia senso; in questo modo stabilisce un comportamento adatto al nostro ambiente”.

Sé primari e sé rinnegati
Il Voice Dialogue parte dal presupposto, comune a diverse correnti psicologiche (Psicosintesi, Analisi Transazionale, Gestalt), che ognuno di noi è costituito da diverse parti, o aspetti psicologici, che possiamo definire sub-personalità, o energie oppure sé. Siamo esseri multidimensionali e dentro di noi vive un vero cast di personaggi. Con alcuni di questi, definiti i sé primari, che costituiscono la nostra personalità operativa, siamo totalmente identificati. Sono le parti consce che costituiscono le strategie di sopravvivenza, che ci fanno agire o reagire; in pratica, quando diciamo ”io” stiamo parlando dell’insieme dei nostri sé primari. Se per esempio siamo identificati con l’essere responsabili e razionali, significa che rinneghiamo i nostri aspetti irresponsabili ed emotivi; se invece siamo identificati con l’essere fragili, indecisi, rinneghiamo i nostri aspetti di forza e determinazione; se siamo mentali ed introversi, trascuriamo le nostre parti intuitive ed estroverse. Questi sé rinnegati, quanto più sono sepolti nella nostra psiche, tanto più cercano di farsi sentire in tutti i modi, sabotando la nostra vita e venendoci incontro attraverso i sogni, gli incubi, le malattie, le reazioni emotive.
I sé primari sono nati con l’intento di proteggerci, farci accettare ed amare; ma finiscono col diventare una prigione che ci rinchiude in una personalità limitata, impedendoci di esprimere completamente le nostre potenzialità e la nostra ricchezza interiore. Negli anni questo meccanismo dimostra di non funzionare così bene; prova ne sono i nostri insuccessi nei vari campi: affettivo, professionale, economico e problemi di salute. Tenendo rinnegate e quindi inutilizzate molte parti di noi, non solo sabotiamo i nostri progetti e desideri, ma rinunciamo a molte capacità e possibilità di soluzioni.

Gli aspetti energetici dei sé interiori
Ognuno di questi sé che ha voce dentro di noi, ha una sua vita autonoma vera e propria, con desideri, tendenze, bisogni, schemi di pensiero, comportamenti diversi e riflessi visibili anche sul piano fisico.
Ogni persona è un campo di energia con differenti frequenze vibrazionali; oltre al corpo fisico, costituito da energia densa e quindi visibile e toccabile, ci sono parti energetiche più sottili: questi campi elettromagnetici costituiscono l’aura (ben nota alle persone che si occupano di guarigione attraverso l’energia), che possiamo immaginare come un grande ovoide fluttuante e vibrante. E’ lo stato di questo campo energetico, che è mutevole, ad influenzare ad esempio l’attrazione o la repulsione verso le persone. Questa realtà energetica e vibrazionale influenza le funzioni fisiche e psicologiche; è vero anche il contrario: la presenza e l’espressione dei vari sé influenza e modifica il campo energetico.

I sé sono molteplici: tra gli altri, il Protettore, il Critico, l’Attivista, il Perfezionista, il Gentile, il Bambino, l’Afrodite, la Matriarca, il Patriarca, il Conoscitore Psicologico, il Ribelle, il Guerriero, la Fata, il Saggio, il Sé spirituale

L’attenzione ai campi energetici creati dai diversi sé interiori è un aspetto particolarmente innovativo: è il frutto della collaborazione tra Hal Stone e il suo maestro di Aikido Larry Novick, che a sua volta apprese il Voice Dialogue da Hal. In seguito gli aspetti energetici dei diversi sé sono stati ulteriormente sviluppati in Olanda da Robert Stamboliev, esperto di Tai Chi e autore del libro The Energetics of Voice Dialogue e in Italia da Franca Errani, autrice di Il Caleidoscopio interiore, con le tecniche di Voicedance.
Alcuni sé primari, come il Protettore, il Critico, il Conoscitore Psicologico, hanno un campo energetico legato all’area della testa, del collo e delle spalle; ciò influenza il tipo di respirazione, il modo di sentirsi e relazionarsi.
Quindi se una persona è molto identificata con queste parti avrà come apparato vibrante la parte superiore del corpo. Le conseguenze possono essere una personalità rigida, problemi di cervicale, emicrania, spalle dolenti, insonnia e scollegamento con le parti più istintuali e vitali.
mirrorIl Bambino Vulnerabile ha un campo molto delicato, sensibilissimo, fondamentale per poter percepire e vivere l’intimità con un’altra persona. Proprio per questa sua sensibilità viene spesso protetto da aspetti di potere che allontanano questa energia fino al punto di non farcela più sentire. Questo sé si presenta con postura, tono, espressione, gestualità proprie ed è collegato alla zona energetica del cuore e dello stomaco; ed è qui che si caricano gli squilibri dovuti alla non espressione e al non accudimento di questa importante parte. Il campo energetico vibra quindi in modo diverso a seconda che a esprimersi sarà il Protettore o il Bambino o qualche altro aspetto.
Anche il sé Perfezionista ha un campo distaccato, concentrato attorno alla fronte, nell’area del sesto chakra. L’altra zona interessata è il plesso solare (terzo chakra), perché spesso il perfezionista porta con sé ansietà, il diaframma è contratto e l’energia è solo nella parte superiore del corpo.
Il sé Gentile crea spesso una connessione empatica, calda e accogliente; però, se è in eccesso, può essere invadente. Particolarmente interessante è l’energia di Afrodite; dea della mitologia greca, Afrodite vive sia nelle donne che negli uomini ed è un sé interiore che si manifesta con una vibrazione, un’onda energetica piena di fascino, onda che è in grado di rendere attraenti e, importante, che sa creare connessione con le persone.
Il Counselor Voice Dialogue percepirà perciò una differente risonanza energetica e suo compito è rendere consapevole la persona di queste differenze e aiutarla a separarsi dai diversi sé e attivare un Io consapevole.
La maggior parte delle persone non conosce questi campi energetici, che vanno in onda automaticamente. Ad esempio, quando siamo circondati da molte persone, contraiamo il nostro campo in modo da essere meno aperti agli altri; quando pensiamo, il nostro campo è più freddo e le connessioni che creiamo sono più impersonali. Se, invece, siamo amorevoli, il nostro campo è più caldo e la nostra energia tende a mescolarsi con quella dell’altro.
La capacità di gestire a comando la messa in onda di un determinato campo energetico viene sviluppata dal counselor Voice Dialogue che, quale allenatore energetico, insegna alla persona a riconoscere e gestire il suo campo in modo più consapevole.
Il Voice Dialogue non privilegia i sé primari rispetto a quelli rinnegati, o viceversa: ci aiuta a diventare più consapevoli di entrambi questi flussi energetici. Il primo passo del lavoro è il riconoscimento e in seguito la separazione dai nostri sé primari. Il processo comporta di pari passo lo sviluppo e il radicamento di ciò che il Dialogo chiama “ego consapevole”, uno stato di essere neutrale che può abbracciare tutti i nostri sé e aiutarci a compiere scelte più libere e consapevoli.

Il modello della consapevolezza nel Voice Dialogue
Immaginiamo la consapevolezza come un flusso di energia psichica che accompagna il processo della vita. L’energia fluisce tra i due poli, che possiamo definire vulnerabilità e potere, yin e yang. Nel polo yin si trovano sé come il Bambino Vulnerabile, il Figlio o la Figlia Ribelle ecc, mentre nel polo yang si trovano i sé di potere, il Padre, la Madre, il Protettore ecc. Questo modello viene utilizzato specialmente per mostrare le dinamiche di vincolo e il flusso di energia che si producono nelle relazioni umane, in cui il polo yin di una delle due persone si collega e risponde al polo yang dell’altra, e viceversa. In genere in ogni tipo di relazione il flusso si stabilisce tra energie opposte e può essere gradevole o sgradevole, secondo la qualità e la quantità delle parti in gioco.

Silvana Borile, al centro, con Hal e Sidra Stone

Silvana Borile, al centro, con Hal e Sidra Stone

Il processo di consapevolezza evolve su tre livelli distinti, ma intimamente connessi: il primo livello è la Visione Lucida, ovvero la capacità di osservare la vita in tutti i suoi aspetti, senza valutare o giudicare gli aspetti in gioco. Il secondo livello è quello dell’esperienza delle nostre diverse parti, i sé, o schemi d’energia. Il terzo è costituito dall’ego, l’io, ossia colui che fa le scelte.
La consapevolezza e la conoscenza non sono un approccio mentale ai processi dell’esistenza o una improvvisa illuminazione, ma derivano esclusivamente dalla scoperta e dal contatto con i vari sé interiori. Hal e Sidra Stone sottolineano che il processo di consapevolezza è di basilare importanza: nel diventare consapevoli degli schemi di energia con i quali si è identificati, si è in grado di effettuare scelte reali e di vivere a più ampio raggio e con possibilità maggiori: “Il nostro compito nella vita è di imparare a divenire consapevoli e a fare esperienza di tutti i sé. Solo quando abbiamo imparato a stare in mezzo a questa affascinante folla di opposti, l’inconscio ha l’opportunità di portarci un sorprendente arricchimento. Si tratta di un profondo cammino psico-spirituale che crea un modo molto diverso di muoversi nel mondo”.
Il processo del Dialogo delle Voci è rivolto a tutti coloro che sentono di avere un malessere di vivere, che intuiscono che molte delle loro potenzialità sono sprecate, che si accorgono di cadere spesso in schemi ripetitivi, nelle relazioni, nelle scelte di lavoro e di vita. E’ un percorso che va dritto al cuore dei problemi.

 

http://www.karmanews.it/1935/il-voice-dialogue-a-colloquio-con-i-nostri-se-interiori/

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12 aprile 2014 6 12 /04 /aprile /2014 21:49
Il “Seth Material” è un sistema di filosofia presentato da Jane Roberts e dal marito Robert Butts come conseguenza delle comunicazioni in trance da parte di un’entità di nome Seth. L’origine del materiale, in realtà, è meno importante del suo scopo. Esso possiede consistenza logica, e riceve conferma della sua validità per la lettura e la sua utilizzazione che crescono di giorno in giorno.

 

 

"Sono strato mandato per aiutarvi, e altri sono stati mandati lungo i secoli del vostro tempo, poiché quando vi sviluppate formate nel contempo nuove dimensioni, e potrete aiutare gli altri. Mi trovo in questa stanza [parlando a Robert], sebbene non vi sia alcun oggetto entro cui possiate collocarmi. Avete un veicolo da usare, un corpo che chiamate il vostro sé, e questo è tutto. Siete disincarnati quanto lo sono io. Vengo qui come se apparissi attraverso un buco nello spazio e nel tempo. Ciò che definite emozione o sentimento è la congiunzione tra noi.

 

Ora, non vi sono limitazioni o divisioni per il sé. Potete in realtà essere dipendenti da porzioni del sé apparentemente inconsce. Le porzioni apparentemente inconsce del corpo prendono energia dal cibo e dalle molecole, dall’aria per formare il vostro corpo. Tutto ciò accade perché le porzioni interiori del vostro essere operano spontaneamente, gioiosamente, liberamente; e tutto questo accade perché il vostro sé interiore crede in voi, spesso anche quando voi non credete in lui. Ciò che considerate sé non può essere mai annullato. La vostra coscienza non viene spenta, né ingoiata, beatamente inconsapevole di sé, in una sorta di nirvana. Vi trovate adesso in una parte di nirvana come mai sarà. Vi trovate nel processo di espansione della vostra struttura psichica, nel processo che vi condurrà a partecipare consciamente con l’anima. State diventando ciò che la vostra anima è."
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3 aprile 2014 4 03 /04 /aprile /2014 21:42

E' un concetto utilizzato anche dal filosofo Schopenhauer,per indicare tutto ciò che ci impedisce di accedere alla vera realtà,il noumeno. Un velo di apparenza, di falsità, che solo alcuni riescono ad attraversare.


Cosa c'è al di là del velo?
Restando fuori dai concetti filosofici ,potrei dire che dietro al velo si nascondono quelle dimensioni ignote all'uomo, come ad esempio l'astrale. Quelle stesse dimensioni dove vaga il corpo eterico quando sperimenta l'obe (out of body experience), la cui esplorazione conscia è prerogativa di chi conosce la realtà del mondo "sottile".
Questi sono i luoghi in cui si manifesta il pensiero o l'idea non appena viene creata, quindi si può affermare che il velo, oltre a mantenere l'illusione che la realtà sia solo quella tridimensionale che possiamo toccare, ci difende anche dagli spiacevoli incovenienti che si avrebbero se ognuno avesse il potere di manifestare il proprio pensiero all'istante.
Possiamo chiamare velo anche l'inconscio collettivo che unisce l'intera umanità rendendola prigioniera di idee predefinite. L'inconscio collettivo determina anche ciò che viene globalmente considerato possibile e ciò che non lo è. Qualsiasi fenomeno paranormale, passato al vaglio dell'incoscio collettivo diventa pressochè impossibile, ma non perchè lo sia, piuttosto perchè la maggioranza dell'umanità non è ancora in grado di sperimentarlo di persona.
A questo mi sento in dovere di aggiungere anche un dettaglio fondamentale: chi sta godendo dello status quo, ovvero di come le cose stanno andando sul nostro pianeta, fa di tutto affinchè la realtà non cambi. Se tutti all'improvviso diventassimo coscienti delle nostre immense facoltà creative, o anche solo consapevoli di quello che esiste oltre al velo, questa odierna schiavitù diventerebbe ingestibile. Ma il cambiamento è come un onda, parte da un punto preciso del mare creando altre piccole increspature finchè tutta la superficie ne risente.Proprio in riferimento al significato di ‘arte’ che può assumere il termine māyā, non va infine dimenticata l’espressione giapponese Ukiyo, la quale significa esattamente ‘mondo fluttuante’, in riferimento alla dottrina buddista della impermanenza di quella realtà che si può cogliere con i nostri sensi. Oltre ad essere presente in molti capolavori della letteratura giapponese, anche contemporanei, quest’espressione ha infatti prestato il nome alla cosiddetta Ukiyo-e, le ‘Immagini del mondo fluttuante’, una forma d’arte di stampe popolari sviluppatasi in Giappone, in particolare nella città di Edo fra il XVII e il XVIII secolo, che è giustamente assai nota ed apprezzata in Occidente, anche per la frequente, esplicita rappresentazione di scene intensamente erotiche. Ma se il mondo fluttuante è transitorio, dunque impermanente alla stregua di un fiume che scorre, non per questo è anche irreale, né dal punto di vista terreno degli uomini, né da quello sublime del Buddha. Ben lungi dall’essere un impedimento alla visione diretta della realtà suprema e permanente, la māyā può essere, anzi è l’unico tramite per giungere alla Liberazione finale, all’Illuminazione. Perché in fondo Māyā è pur sempre anche il nome della madre naturale del Buddha, dell’Illuminato. E questo non è certamente un caso. Ella morì subito dopo averlo dato alla luce… e non poteva essere diversamente.
Questo dimostra che ognuno, nel suo piccolo può fare qualcosa di utile. Nel momento stesso in cui io vedo qualcosa di diverso cambio le basi della mia realtà e pongo i presupposti affinchè cambi anche la vostra. E cosi via, in un continuo fluire, finchè tra i gorghi di questa gigantesca rete di pensieri, un giorno, spero non troppo lontano, emergerà la nuova realtà.

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3 aprile 2014 4 03 /04 /aprile /2014 21:33
Tra le varie tecniche che ho potuto sperimentare, da una in particolare ho tratto giovamento. Alcuni testi sullo sciamanesimo, e mi riferisco soprattutto a quelli di Carlos Castaneda e gli insegnamenti degli antichi veggenti toltechi, parlano di una fascia all'interno dell'aura (che loro chiamano bozzolo);questa fascia di energia è chiamata anche punto di unione , ed è una zona che se correttamente spostata, verso sinistra e in profondità, smuove la consapevolezza e riesce a farci percepire.
Muovere questo punto significa centrarsi, allinearsi con altre dimensioni per poterle percepire e vedere. Quindi è un esercizio di meditazione molto utile, e anche abbastanza veloce da attuare.
Questo punto esiste realmente, l'unica difficoltà nel vederlo consiste nel fatto che spesso si trova molto in alto.
Gli sciamani (nagual) riescono a manipolare questo punto nelle persone e tramite il suo spostamento indotto (detto colpo del nagual), costringono il loro apprendista ad entrare in uno stato di consapevolezza intensa, una sorta di trance che facilita il contatto con le energie sottili.
E' molto difficile avere un nagual a disposizione, ma si può comunque cercare di spostare il proprio punto di unione da soli, semplicemente visualizzandolo come un punto distante un metro e mezzo dalla testa ,nella propria aura, per poi spostarlo verso sinistra.
Chi riesce a farlo si accorgerà che entra in uno stato meditativo quasi immediatamente. Una volta fatto questo è meglio approfittare e cercare di usare la propria visione periferica per osservare quello che ci sta intorno.
Sarebbe ottimo fare questo esercizio in una stanza semibuia,o con luce soffusa, mai al buio completo però.
Un trucco consiste anche nel concentrarsi per cercare di vedere e non appena si inizia a osservare un colore, accendere di colpo la luce.

Facendo questo tipo di esercizio regolarmente, il punto di unione si sposta con facilità sempre maggiore, finchè non si diventa capaci di "vedere a comando".

Naturalmente fissare la propria fronte per circa un minuto cercando di espandere la propria visione periferica induce un piccolo spostamento ed eccita l'occhio a vedere più luce, di solito questo basta per poter vedere il primo strato eterico.
Allinearsi completamente invece serve per poter percepire oltre il primo strato.
Credo sia questo il motivo per cui molte persone rimangono bloccate sulla visione del corpo eterico senza poter andare oltre.
Mentre per alcuni basta osservare il primo strato e allenare gli occhi per poter andare oltre successivamente, molti hanno la potenzialità visiva necessaria ma non sono ancora perfettamente in grado di spostare la loro "consapevolezza" o fascia di energia nel punto giusto.
Le convinzioni che vengono imposte nel corso della vita ,soprattutto da parte dei genitori, non fanno altro che fossilizzare la consapevolezza in un punto preciso.
Per poter vedere in modo completo, è necessario avere dei buoni occhi e una mente elastica, aperta. Questo è il motivo per cui molti bambini riescono a vedere: le loro convinzioni devono ancora formarsi.
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31 marzo 2014 1 31 /03 /marzo /2014 22:00

Philadelphia Experiment

 

Avete mai visto un fulmine colpire un albero in mezzo ad un campo di grano?

Finalmente verrà chiarito un concetto che uniformerà la materia e l’energia, in relazione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.

Molti di voi avranno sentito parlare del leggendario “Esperimento Filadelfia” la famigerata nave “Eldridge DE-173” che lasciò il porto di Philadelphia per teletrasportarsi nello spazio e nel tempo, ebbene, lo scopo di questo articolo è, far luce sulla veridicità della storia (nel campo tecnologico) e comprendere da una nuova prospettiva alcuni meccanismi, che un giorno permetteranno al genere umano di migliorare notevolmente la conoscenza dell’universo.

Esiste una quinta dimensione oltre a quella quadrimensionale dello spaziotempo (spazio 3D + dimensione tempo) ed è l’iperspazio! La risposta è il “campo elettrico”. La scarica del fulmine è generata dalle particelle positive delle nuvole che vengono attratte dalle particelle negative presenti nel suolo. Sono stati osservati “strani” e “misteriosi” fenomeni in quanto la scarica ad altissimo potenziale “elettrico” che ha colpito l’albero nel bel mezzo di una tempesta, ha “letteralmente” fuso alcune spighe di grano all’interno della corteccia (noto effetto hutchison) un cerchione d’auto vettura si è fuso con il tronco di un albero, è stato osservato inoltre che una paglia di frumento divenne incorporata nel legno duro di un palo del telefono. Anche in presenza di tornado ed uragani si creano dei potenziali elettrici così grandi da distorcere lo spaziotempo e riprodurre i fenomeni descritti in precedenza. Per le normali leggi chimico-fisiche è impossibile trovare spiegazione logica. Qui si parla di “salto dimensionale”, il fulmine è un effetto dell’iperspazio cioè della quinta dimensione “vettoriale” che viene richiamata alla nostra dimensione 3D per mezzo del “campo elettrico”. Infatti nell’esperimento Hutchison, l’alto potenziale elettrico (125 Kv) di una superficie quadrata metallica altamente polarizzata accoppiato ad una sorgente elettromagnetica (fascio di microonde) genera il suddetto fenomeno di disturbo o interferenza elettomagnetica, causando la fusione della materia organica con la materia inorganica (come il coltello fuso nel pezzo di legno), la fusione di metallo su un foglio di carta (senza che quest’ultimo prendesse fuoco) ed infine la levitazione di una sfera da 27 Kg. Stessa e “strana” coincidenza la troviamo nelle testimonianze dell’esperimento Philadelphia, avvenuto nell’anno 1943, in cui si racconta che i marinai bruciarono per 18 giorni senza carbonizzare ed alcuni uomini furono trovati “fusi” nelle lamiere d’acciaio della paratia. St.Clair John Quincy, brevettò il “Magnetic Vortex Wormhole Generator” proprio studiando il fenomeno dei fulmini.

Non trovate dunque la corrispondenza con l’effetto Hutchison ed il salto quantico?

Ora si va ad esaminare in maniera dettagliata, scavando più affondo nella fisica e tecnologia studiata e utilizzata sulla Eldridge DE-173 per ottenere il salto quantico con teletrasporto nello spazio e nel tempo. Per cominciare a schiarir bene le idee, bisogna dapprima evitare di far confusione fra “campi elettrici” utilizzati per uno scopo e “campi magnetici” usati per un altro. Nel mondo dell’elettronica vi è infatti differenza tra corrente DC e AC, tra campi pulsati e campi rotanti, tra onde ELF e HF o frequenze delle microonde o radar; tra vettoriale e scalare. Un tecnico elettronico sa che senza una teoria dettagliata, non si possono impostare i valori di tensioni e correnti, livelli di potenza, frequenze, forme d’onda, larghezza di impulso o cicli di lavoro per cui è bene tenere presente tutto.

Secondo alcune testimonianze di scienziati militari o civili ed ingegneri elettronici si nota che:

  • C’erano 4 trasmettitori RF da 2Mw ciascuno e furono gradualmente portati a produrre un campo rotante. Essi sono stati regolati ad un duty cycle del 10 %. Quattro grandi bobine fissate sul ponte della nave generavano campi magnetici. Erano alimentate da 2 grandi generatori da 75 KVAH posti giù nella stiva della nave. Vi erano amplificatori a valvole (3000 valvole termoioniche) ed un ampliaron (amplificatore RF di grande potenza). L’alimentazione a bassa frequenza era regolamentata da circuiti speciali di sincronizzazione detti “single-end” per essere sicuri che i due generatori fossero in sincronia assoluta altrimenti non avrebbe funzionato. Uno speciale “sistema di generazione” fu costruito da Nikola Tesla con un altro “dispositivo a legami dispari” direttamente al “generatore a Tempo Zero di riferimento”. Si tratta di un sistema che si chiude semplicemente con il campo della Terra sulla struttura del campo magnetico terrestre e anche sulla sua massa di risonanza (7,8 – 30 hertz) attraverso un sistema ingegnoso a pale rotanti progettato da Tesla.

 

  • C’era un sacco di elettricità statica al campo di forza associato che scorreva, in aumento potenzialmente in senso antiorario attorno alla piccola nave sperimentale della Marina, la DE 173. L’aria intorno alla nave ruotava leggermente dopo pochi minuti, una nebbia verde come una sottile nuvola si viene a formare, questo deve essere stato una nebbia di particelle atomiche. Successivamente il DE 173 divenne rapidamente invisibile agli occhi umani. È iniziato un ronzio, rapidamente costruito a un ronzio sussurrando e poi aumentato a un ronzio fortemente frizzante. L’esperimento secondo il dottor J. Manson Valentine, era stato realizzato utilizzando generatori magnetici – conosciuti come smagnetizzatori – che sono stati progettati per pulsare a frequenze di risonanza in modo da creare una “nuvola magnetica” per scopi mimetici, cioè un campo magnetico (Bolla magnetica di Ferlini) enorme su e intorno a una nave ormeggiata.

 

  • In pratica, si tratta di campi elettrici e magnetici pulsanti, rotanti e statici come segue:
    Un campo elettrico creato in una bobina induce un campo magnetico perpendicolare al primo. Ognuno di questi campi rappresenta un piano di spazio. Ma poiché ci sono 3 piani dello spazio, ci deve essere un terzo campo – forse uno gravitazionale. Collegando generatori elettromagnetici in modo da produrre un impulso magnetico, potrebbe essere possibile produrre questo terzo campo attraverso il principio di risonanza. Una cosa che emerge, interessante, è il concetto che un campo gravitazionale puro può esistere senza un campo elettromagnetico. Ma un campo elettromagnetico puro non può esistere senza un campo gravitazionale di accompagnamento.

 

  • Noi sosteniamo che il tornado e gli uragani sono esempi di un ciclotrone in senso inverso.
    “A causa della inclinazione della Terra in riferimento alla direzione della particella ad alta velocità, la particella viene dirottata fino alle cinture del tornado o zone di uragani. Qui esistono le condizioni atmosferiche giuste per formare le lastre elettrostatiche.
    La particella ad alta energia, carica le piastre del grande condensatore (Pianeta Terra) e una smorzata oscillante di onde radio viene creata. Onde stazionarie ad alta tensione vengono create. La smorzata oscillante di onde radio, insieme con il campo magnetico terrestre, produce un’azione ciclotronica dell’atmosfera. In altre parole, viene creato un “ciclotrone” realizzato dalla Natura. A causa degli elevati potenziali elettrici creati e le alte onde stazionarie prodotte, le informazioni che costituiscono la “paglia integrata nel vetro” (fenomeno di salto quantico) al passaggio di un tornado, sono tradotte come (spostato) nel tempo. Una traduzione in tempo è una traduzione nello spazio.

 

  • La bobina caduceo se viene eccitata (opposti avvolgimenti elicoidali su un nucleo di ferrite) crea un “campo di tempo”. * Notasi che gli avvolgimenti elicoidali del circuito primario del trasformatore di Tesla di cui parlava Preston B Nichols, anch’essi generano dei potenziali di tempo alterato. Esiste un iperspazio fisico con un flusso di energia elettrica che fluisce ortogonale al nostro spazio tridimensionale. In dettaglio uno dei moduli rotanti dimensionali viene chiamato (Campo Elettromagnetico Risonante) abbreviato REF.

 

  • A differenza della risonanza magnetica, nella NER (Risonanza Elettrica Nucleare) viene influenzata sia la rotazione polare che quella assiale. La rotazione polare è direttamente correlata al campo gravitazionale. La risonanza elettrica nucleare può avvenire solo ad altissima tensione elettrica, in contemporanea ad ultra – alte frequenze AC.

 

Da queste osservazioni si conclude il campo magnetico di cui parlava Al Bielek è stato usato per ottenere l’invisibilità ottica (se sfasato a 60°). I marinai dell’esperimento Philadelphia fusi nell’acciaio della nave, non sono da considerare energia elettromagnetica come si pensava che fosse ma piuttosto parte integrante stessa del “campo elettrico” che ha permesso loro di effettuare il “salto quantico” e attraversare liberamente lo spazio ed il tempo.

 

http://mondomisteri.altervista.org/blog/salto-dimensionale/

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