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22 dicembre 2013 7 22 /12 /dicembre /2013 22:22

coscienza "alterati"

Ipnosi trance post Stati di coscienza differenti producono ritmi e frequenze diverse per quanto concerne l'attività elettrica delle onde cerebrali. 

Nel 1875, il fisiologo Richard Caton fu il primo ad illustrare, in modo rudimentale, le sue conclusioni sui fenomeni elettrici degli emisferi cerebrali. La paternità dell'elettroencefalografia è però ascritta al neurologo Hans Berger (1929).

L'elettroencefalografia (EEG) è descritta come la registrazione grafica dei fenomeni elettrici che si svolgono nel cervello. La rappresentazione grafica della registrazione è deonominata elettroencefalogramma.

I parametri fondamentali di questo tracciato grafico sono la frequenza, misurata in Hz (unità di misura Hertz) al secondo, e l'ampiezza delle oscillazioni delle onde EEG, misurata in μV. In base a questi parametri si possono distinguere delle onde che hanno frequenza ed ampiezza diverse.

Possono sussistere diverse lunghezze d'onda che si intrecciano allo stesso tempo ed in relazione a quali onde cerebrali sono prevalenti. La variazione della frequenza ed ampiezza delle onde cerebrali è specificatamente relazionata e correlata ad eventi di tipo fisiologico. A tal riguardo, gli stati mentali, o livelli di coscienza, sono generalmente suddivisi in Beta, Alpha, Theta e Delta.

  • Beta (ca. 14-30 Hz): stato caratteristico della normale coscienza di tutti i giorni. Pienamente all'erta e mente focalizzata
  • Alpha (ca. 8-14 Hz): rilassamento, creatività. In questo stato si è meno stressati dalla Vita di tutti i giorni. 
  • Theta (ca. 4-8 Hz): profondo rilassamento, trance da media a profonda
  • Delta (ca. 2-4 Hz): livello dell'intuizione. Il più profondo possibile. Al di sotto di questa soglia v'è il sonno.

V'è da sottolineare che non vi sono dei confini rigidi in tal senso e, che questi livelli non sono limitati ad un solo stato mentale o di coscienza. Semplicemente, quanto è imporante notare è che esistono diversi stati di coscienza (riferiti allo stato caratteristico Beta, tutti gli altri stati di coscienza sono definiti stati di coscienza alterati).

IPNOSI trance state post

Seppur la coscienza esiste indipendentemente dall'attività elettrica del cervello, è necessario partir dal presupposto che il nostro sistema Mente-Corpo-Emozioni-Anima è estremamente complesso ed altamente interconnesso in una miriade di ramificazioni.

L'emisfero sinistro del cervello è la parte collegata al pesiero logico-razionale, prevalentemente verbale. Quando siamo in uno stato di rilassamento le sue frequenze diventano più basse e, di conseguenza, rendono più semplice l'ispirazione, la creatività, una miglior connessione spirituale, l'immaginazione e, nondimeno, l'intuizione.

A tal riguardo, vi sono molti pareri controversi per quanto concerne l'esplorazione di altre realtà. Vi sono dibattiti infiniti sul mondo dei sogni e l'interpretazione degli stessi oppure sull'esplorazione delle Vite passate o della Vita fra le Vite. E' dunque realmente possibile delineare una netta distinzione fra uno stato ordinario (e.g. lo stato Beta) ed altri stati, considerati alterati?

La coscienza esiste, indipendentemente dal corpo fisico al quale è accomunata per quanto concerne l'esperienza terrena della Vita attuale ma, v'è da prendere in considerazione che nelle altre dimensioni il classico concetto fisico dello spazio-tempo non ha valenza alcuna. Infatti, la linea temporale passato-presente-futuro è una tipica concezione umana. 

L'opportunità di esplorare altre realtà e dimensioni, alle quali apparteniamo, in una sorta di eterno presente è indicativa delle grandiose potenzialità della parte inconscia della nostra mente e della multi-dimensionalità della nostra esistenza.

 

 

http://francescoferzini.typepad.com/blog/2013/05/trance-e-stati-di-coscienza-alterati.html

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14 dicembre 2013 6 14 /12 /dicembre /2013 22:29


cos’è il LIGHTBODY

chiamato Corpo di Luce, per quanto vi sembrerà strano, non sarà altro che il nostro corpo fisico, che in seguito alle trasformazioni che sono in atto, cambierà completamente la sua struttura di base. I motivi di queste modificazioni sono diversi, e ci aprono ad un nuovo modo di concepire la realtà. Vi faccio ora un breve elenco di alcuni cambiamenti che il nostro corpo subirà. Anche se parlo al futuro, tenete presente che molte modificazioni sono già iniziate alcuni anni fa. Certi processi sono iniziati circa 20 anni fa, ma, non sono ancora conclusi, altri devono ancora iniziare. Dal punto di vista materiale, stiamo subendo una modificazione del nostro DNA e .

Il nostro DNA attualmente come tutti sappiamo è formato da una struttura a due eliche, tale struttura sarà modificata, con l’aggiunta di altre dieci eliche, per un totale di dodici. La struttura base del corpo si sta trasformando da Carbonio a Silicio. La frequenza vibrazionale energetica del nostro corpo sta aumentando, questo fa in modo che ogni singola cellula del nostro essere diventi sempre meno densa, con una minore componente organica, ed una sempre maggiore presenza di Luce al suo interno. Una volta che questo processo sarà concluso, non avremo più bisogno di cibo, ma potremo vivere solo ed esclusivamente nutrendoci di Luce, Energia Vitale o Prana, questi sono tre nomi che indicano lo stessa Energia.

Se vogliamo dargli un nome a noi più consono culturalmente potremmo chiamarla Spirito . Altre fantastiche possibilità che avremo dopo aver realizzato il Corpo di Luce, sono: comunicare telepaticamente, teletrasportarci ovunque, sia nello spazio che nel tempo ed in altre dimensioni.

Quello che sta per accadere è una grande possibilità che ci viene data dal Piano Divino, ma, ricordimoci che affichè ciò avvenga dobbiamo collaborare attivamente al processo di trasformazione.

Come?

Lavorando per sviluppare l’Amore incondizionato nella nostra vita, realizzando così la Coscienza Cristica . Una volta risvegliata in noi riprenderemo coscienza della nostra MerKaBa. Tutti questi cambiamenti coinvolgeranno logicamente anche la nostra struttura energetica,con delle modifiche che interesseranno i nostri sigilli, i quali stanno ritornando al loro numero e struttura originaria.

 La mia speranza è che il maggior numero di persone possibile si attivi per riscoprire il vero significato della Vita.

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14 dicembre 2013 6 14 /12 /dicembre /2013 22:12

L'Akascia, è una vibrazione energetica in grado di mantenere la registrazione dei ricordi nel tempo, e forma un "serbatoio" di ricordi ove tutto è registrato, Anche il pianeta Terra ha una sua memoria Akascica dove i chiaroveggenti esperti possono leggere tutto ciò che è avvenuto dal momento della sua creazione.

alleanzadellalucelightbody

Quando l'attenzione si sofferma su qualcosa che richiama uno di queste "forme pensiero" o modelli vibrazionali, il suo contenuto appare nella mente e attraverso il cervello eterico essere trasmessi al cervello fisico e quindi percepiti. Questo serbatoio di ricordi, contiene qualunque pensiero, emozione e percezione sui quali ci siamo soffermati durante la nostra esistenza.

I cultori della Tradizione parlano, a questo proposito, dell'Akasa (o Akasha), una realtà dimensionale diversa dalla nostra, ma in qualche modo parallela e, a determinate condizioni, comunicante con essa...
Si tratterebbe di una sorta di grande "deposito cosmico" ove sussistono, in una condizione intermedia tra la fisica e la psichica, tutti gli enti che sono stati, che sono e che saranno, tutti i mondi possibili che la mente può evocare, compresi i sogni a occhi aperti dei bambini.

Un famoso medium polacco, Klusky, da bambino, si ritraeva per ore e ore in un misterioso "Regno della Talpa" popolato di creature simili a quelle di "Alice nel paese delle meraviglie".
Quando i suoi familiari gli chiesero una qualche prova della realtà di quel magico mondo, poterono udire distintamente, nel silenzio della stanza, i movimenti felpati di un essere che ricordavano quelli della talpa: essere che, evidentemente, aveva varcato il debole confine esistente fra la nostra dimensione e quella del "deposito cosmico" ove vivono, di una loro vita misteriosa, le creature del sogno, del desiderio, dell'immaginazione - e anche quelle della paura.

Vi è una novella di Boccaccio che descrive la fioritura di un giardino, nel cuore del crudo inverno friulano, operata da un mago in una sola notte, senza far ricorso ad alcun mezzo materiale.
Si dirà che questa è letteratura. Eppure abbiamo testimonianze di fatti analoghi che sono realmente accaduti nel corso della storia e che sono stati osservati da numerose persone e tramandati da testi scritti.
Ricordiamo, fra tutti, due episodi che ebbero come protagonisti due eminenti figure della tradizione cristiana: sant'Alberto Magno (1183 ca.- 1280) e san Giovanni Bosco (1815-1888).

Cominciamo dal primo, così come è stato tramandato da cronisti del XIII secolo.

«Un giorno, Alberto convitò in Colonia Guglielmo II conte d'Olanda.
Benché si fosse nel colmo dell'inverno, fece apparecchiare le tavole nel giardino del convento. Gli ospiti lo trovarono ricoperto di neve, ma si erano appena seduti che la neve sparì ed il giardino olezzò di fiori fragranti, mentre gli uccelli volavano intorno come d'estate e gli alberi s'ammantavano di verde...»

Il secondo episodio, relativo a san Giovanni Bosco, è molto più vicino a noi nel tempo: risale, infatti, al 1862. Siamo in Piemonte, nel mese dicembre: è nevicato abbondantemente la campagna è ricoperta da uno spesso strato di neve.

Nel tardo dicembre del 1862, don Bosco venne invitato dai marchesi di Sommariva, suoi benefattori.
Durante quei giorni, la neve era caduta abbondantemente su tutto il Piemonte. La temperatura era rigida e il cielo, colore del piombo, minacciava dell'altra neve.
Il giardino del castello dei marchesi di Sommariva era quasi sepolto sotto uno strato di neve.
Don Bosco si fermò a guardare quello spettacolo insolito della natura. Guardò quella immensa distesa bianca; guardò il giardino e soprattutto i grandi rosai...
Il giorno dopo, i marchesi di Sommariva videro con meraviglia e con una certa apprensione che il brullo rosaio era quasi completamente fiorito.
Questo episodio venne in seguito testimoniato da diverse persone. Degne di fede. (...)
E non basta. Sembra che le rose fiorite nel giardino dei Sommariva siano durate parecchi giorni, senza risentire minimamente della temperatura particolarmente rigida.»

"Akasa" è un termine indù che significa "spazio", pertanto indicherebbe uno spazio, non in senso strettamente fisico, o - se si preferisce - una dimensione, in cui gli eventi vengono "registrati" e che persone dotati di particolari facoltà sarebbero in grado di "leggere", vedere o udire.

L'idea dell'"Akasa", pur restando una probabilità, presenta aspetti indubbiamente interessanti e atti a spiegare una serie di fenomeni, fisici e psichici, che altrimenti sarebbe pressoché impossibile interpretare alla luce delle nostre attuali conoscenze.

Ecco come Leo Talamonti, che si rifà, a sua volta, al filosofo ed esoterista Julius Evola, sintetizza questa dottrina:

«Né si può trascurare un concetto caro ai cultori della tradizione: quello di "Akasa".
Secondo Evola, sarebbe una sorta di "etere vitale" che tende a confondersi con l'idea stessa dello spazio, ma di uno spazio "vivo", e altresì "saturo di ogni specie di qualità e di intensità".
Si tratta di una "mistica sostanza-energia onnipervadente, più immateriale che materiale, più psichica che fisica, spesso concepita come 'luce', distribuita secondo saturazioni varie nelle varie regioni, sì che ciascuna di queste appare possedere virtù proprie e partecipare essenzialmente alle potenze mistiche che vi risiedono".
Affine a questa sarebbe un'astrazione concepita da molte popolazioni primitive: il Mana.»

Se tutto questo è vero, o almeno accettabile come ipotesi di lavoro, ne consegue che i confini fra la nostra dimensione e l'"altra" sono molto più sfumati ed elastici di quanto comunemente si creda.
I nostri pensieri sarebbero quindi oggetti che vivono una vita indipendente e che noi, evocandoli, possiamo far passare nella nostra dimensione. Ma non siamo stati noi a crearli: essi esistevano già e continueranno ad esistere, in uno stato intermedio tra il fisico e lo psichico, in qualche piega sconosciuta del "continuum" spazio-temporale.
Lo scrittore non inventerebbe i suoi personaggi, né il pittore i suoi paesaggi; e il bambino solitario non inventerebbe i suoi segreti compagni di gioco.
Quelle creature "esistevano già" , abitanti del misterioso mondo di Akasa...

Francesco Lamendola

FONTE (stralcio): Edicolaweb


 

 

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12 dicembre 2013 4 12 /12 /dicembre /2013 23:13

Siamo stati condizionati a credere di essere il nostro corpo fisico quando altro non è che la “macchina biologica” che ci ospita in questa dimensione materiale. Altre credenze comuni asseriscono che il nostro IO è situato nel cervello, centro delle facoltà intellettive, e che non vi è altro luogo in cui possa esistere poichè, come recita l’assioma di Cartesio “cogito ergo sum”, scaturisce dall’attività mentale. Nulla di quanto appena detto è ovviamente vero. La fisica quantistica ha ormai ampiamente dimostrato che la bilocazione è un fatto scientificamente attendibile. Inoltre, gli insegnamenti appresi dal cammino spirituale, ci ricordano che esiste una realtà non visibile e parallela a quella fisica; una realtà accessibile a tutti in cui il sapere e la saggezza universali sono potenzialmente disponibili. Tale pensiero non ha origine da racconti allegorici ideati per soddisfare grossolanamente le nostre ancestrali esigenze esistenziali, ma dalla concreta possibilità di entrare in uno stato di coscienza superiore prescindendo dai precetti di filosofie e religioni.

icaroIl mondo in cui viviamo e fondamentalmente un mondo duale, costituito da polarità opposte, dove all’Anima è consentito fare le esperienze necessarie per evolvere. Un luogo unico, una Scuola, dove non si viene per rubare la merenda al compagno ma per imparare la lezione più grande, capire chi siamo e dove stiamo andando; una lezione che ci aiuterà a crescere e a perfezionarci. Per vivere questa avventurosa esperienza disponiamo di ben sette corpi sottili, la cui irradiazione da forma all’aura, e di un corpo fisico più denso e decisamente familiare, integrati tra loro. La  realtà è più complessa di come appare, ha una natura multidimensionale e ciò significa coesistenza di più livelli: una sinergia di più piani dalle differenti densità che costituiscono l’universo nella sua interezza, visibile e non visibile. A livelli meno densi corrispondono tendenzialmente entità più evolute e scopi più elevati, anche se comunque esistono delle eccezioni.

corpi_sottili1

Per visitare queste dimensioni è necessario essere di una sostanza affine, per questo motivo uno dei nostri corpi sottili, il Corpo Astrale, si presta in modo ottimale a questa funzione e vi si proietta abitualmente nel sonno per recuperare energia da ridistribuire su tutti i livelli, anche quello fisico. Dalla dimensione astrale, una dimensione dove qualsiasi azione è facilmente realizzabile con il solo desiderio, si può attingere ad un tipo di energia qualitativamente avanzata che può contribuire all’accrescimento della consapevolezza. Avere fede in qualcosa è indubbiamente coraggioso ma farne esperienza conduce alla vera conoscenza. Scopriamo il più sinteticamente possibile come i viaggi astrali consapevoli possono essere utili per proseguire il nostro cammino verso la meta più alta: l’evoluzione umana.

COSA SONO I VIAGGI ASTRALI

outofbodyLe cosiddette esperienze extracorporee, conosciute anche come viaggi astrali o OBE (Out of Body Experience), si possono considerare eventi straordinari grazie ai quali un individuo si percepisce consapevolmente fuori dal proprio corpo fisico. La coscienza, sostanza in cui risiede la consapevolezza, si separa quindi dal corpo per viaggiare liberamente nella dimensione astrale composta a sua volta da più livelli. Tale fenomeno non è ristretto a pochi eletti ma avviene naturalmente nel sonno di ogni essere umano, anche se in modo spesso inconsapevole e confuso a causa dell’interpretazione che ne viene data al risveglio; tuttavia sono state individuate, grazie alle esperienze raccolte in diversi studi, alcune situazioni standard che potrebbero attivarne una “variante  lucida” come: uno stress fisico o emotivo molto forte, un particolare stato di trance indotto da tecniche di rilassamento profondo, l’utilizzo di potenti sostanze psicotrope come l’ayahuasca, la percezione di particolari stimoli durante la fase REM.

Anche se oggettivamente risulta complesso spiegarle in modo univoco a causa delle diverse sfumature con cui vengono percepite, le OBE, sono state oggetto di molte analisi. Pur non avendo carattere esaustivo, alcune scoperte  sono state così sensazionali da destare un notevole interesse tra gli addetti ai lavori. Dagli studi effettuati (Blackmore, 1982) si riscontra che almeno il 5% delle persone abbia avuto un esperienza consapevole fuori dal corpo, ma è con molta probabilità un dato sottostimato. Per considerare le OBE un fenomeno reale a tutti gli effetti non è essenziale conservarne un’ampia letteratura scientifica; le OBE avvengono per sopperire a particolari necessità personali e sono un fatto ormai assodato e testimoniato da migliaia di persone di tutte le estrazioni, di tutte le età, in tutte le epoche. Sono fenomeni con origini talmente antiche da essere documentati e riconosciuti da tutte le tradizioni che hanno conservato la storia autentica dei propri antenati.

VIAGGI ASTRALI E SOGNI LUCIDI

I sogni lucidi, sogni in cui la consapevolezza prende il controllo del sogno, sono un fenomeno altrettanto reale e conosciuto da moltissime culture. Ne hanno parlato personalità come Ippocrate, Aristotele e Galeno ma il nome più noto è certamente quello del grande esponente della letteratura sciamanica, Carlos Castaneda, che, osservando gli insegnamenti di Don Juan, prima di addormentarsi, era solito mantenere l’intenzione di guardarsi le mani in sogno per acquisire lucidità nell’esperienza onirica. Eventi come i sogni lucidi o le OBE non possono avere cause patologiche anche perchè non procurano alcun effetto nocivo e il numero di persone palesemente sane e integrate che nel tempo ne hanno riferito l’esperienza è incredibilmente vasto. Anche se gli studi sui sogni lucidi e sulle esperienze extracorporee (LaBerge, 1988; Bleckmore, 1983, 1984; Glicksohn, 1989;  Irwin, 1988) ne hanno evidenziato alcune similitudini e relazioni, queste ultime non possono essere accomunate a un sogno.

images

Mentre nei sogni lucidi, le immagini percepite dall’onironauta vengono create dall’mmaginazione che, anche in assenza di stimoli sensoriali, può riprodurre uno specifico ambiente e mutarlo a piacimento, nelle proiezioni astrali questo condizionamento non esisterebbe e si sarebbe pertanto liberi di osservare un “modello astrale” del mondo reale, per certi versi identico, ma percepibile in modo differente e insolitamente completo. Per familiarizzare con i “poteri astrali” è necessaria esperienza. Una volta raggiunta una certa attitudine alla lucidità onirica, dal sogno lucido è comunque possibile giungere al viaggio astrale e viceversa poichè tra i due fenomeni il passo è breve. L’induzione dei sogni lucidi può avvenire artificialmente con specifici strumenti come il Novadreamer progettato da LaBerge.

COME RICONOSCRE UN VIAGGIO ASTRALE

oobe2Benchè non sia una regola, un elemento comune che ci permette di riconoscere l’autenticità di un esperienza fuori dal corpo è la visione del luogo in cui avviene la separazione; generalmente dove è avvenuto il rilassamento o una particolare vicenda traumatica. Infatti, è tipico di chi è già esperto di viaggi astrali o ha subito traumi di una certa rilevanza, vedere il proprio corpo fisico giacere “spento” disteso nel letto, sul luogo di incidenti o in sala operatoria. La percentuale di casi positivi può scendere nei soggetti trattati con farmaci o sedativi (Green, 1983; Poynton, 1975; Blackmore, 1983). Non è raro trovare testimonianze che raccontano di essersi percepiti in astrale successivamente ad alcuni segnali avvertitivi come paralisi notturne (Salley, 1982; Irwin, 1988Muldoon & Carrington1974Fox, 1962), sussurri, schiocchi, ronzii o vibrazioni diffuse in tutto il corpo (Gabbard &Twelmow1984).

Altri ancora affermano di essersi improvvisamente ritrovati in ambienti dalla struttura sconosciuta o in paesaggi celestiali, così come di riuscire a spostarsi nel tempo o di aver incontrato persone defunte e guide spirituali. Il tutto accompagnato da una consapevolezza estrema e da sensazioni incredibilmente vivide anche dopo il risveglio. Gli scenari che si possono incontrare in una OBE sono soggettivi e dipendono in buona misura dalla qualità dei pensieri della persona che la sperimenta, nonchè dal tipo di energia che la caratterizza. Di norma, pur essendoci l’eventualità che la nostra tendenza a razionalizzare e a interpretare gli eventi porti a dimenticare o a stravolgere tutto ciò che non rientra nella cosiddetta normalità soggettiva, quando si vive un simile distacco della coscienza, le sensazioni associate a questa singolare circostanza permangono per molto tempo. Risvegliarsi da una OBE è come passare da uno stato di veglia ad un altro stato di veglia, può sembrare paradossale ma in sostanza è ciò che avviene.

VIAGGI ASTRALI E MORTE

Quando il corpo fisico cessa di vivere, l’anima si separa da esso e resta nel mondo astrale per un periodo funzionale al grado di spiritualità raggiunto, generalmente in un “luogo” adatto a ripulirsi dalle “tossine” che ha assorbito nell’ultima vita materiale. Una volta avvenuta la purificazione, il corpo astrale, che funge da veicolo per l’anima come il corpo fisico funge da veicolo per il corpo astrale, si dissolve e l’essenza vitale si trasferisce in dimensioni più consone alla sua esistenza. Questi passaggi ricordano proprio le più tradizionali rappresentazioni dell’Inferno (mondo materiale, duale, conoscenza attraverso l’sperienza del contrasto), del Purgatorio (mondo astrale, attesa, pulizia dagli attaccamenti terreni) e del Paradiso (dimensione dell’anima,  beatitudine, nessuna esperienza fino all’incarnazione successiva).

Una OBE è assimilabile quindi ad uno stato di morte temporanea dove la coscienza viene espulsa dal corpo per immergersi nella dimensione astrale, libera di vagare in relazione al proprio livello di consapevolezza e con l’ausilio di ”sensi” molto più raffinati di quelli fisici. Non a caso una OBE viene chiamata in gergo anche “piccola morte”. Una vera e propia esperienza di pre-morte (NDE), invece, non ha solo scopi esplorativi e accade assai più raramente. La si può considerare un viaggio astrale in piena regola dove però si sfiora la possibilità di accedere direttamente ai regni superiori dell’anima, senza intermezzi. Vivere una simile esperienza ha voluto dire per molte persone riconsiderare i concetti stereotipati di “morte” e di “aldilà” che gli erano stati impartiti fin dall’infanzia.

Chi vive una OBE spesso conserva la sensazione di possedere un corpo. Analogamente ai sogni lucidi, anche  in un esperienza extracorporea il soggetto non percepisce se stesso attraverso i sensi ma più che altro grazie al ricordo di sé, poichè la pura coscienza non possiede una forma vera e propria. Un po’ come potrebbe accadere ad un fantasma, anch’esso presente come residuo di un corpo fisico in qualche substrato della dimensione astrale, ma in essa intrappolato fino alla dissoluzione.

OBEChi ha sperimentato l’uscita dal corpo fisico racconta spesso di aver visto o percepito un cordone, detto “cordone d’argento”, che lega il corpo alla coscienza separata. Tale collegamento consente il passaggio di energia tra il corpo fisico e quello astrale per tutta la durata del suo viaggio, breve o lungo che sia, e ne garantisce il rientro in situazioni di emergenza o di scarso apporto energetico. La sua flessibilità è pressochè infinita e non  vi è pericolo che si possa recidere durante un’esperienza extracorporea. Non è sempre possibile vederlo ma rappresenta l’unico elemento che consente il ripristino dell’integrità in caso di “incontri indesiderati” (alcune presenze tipiche della dimensione astrale potrebbero turbare l’osservatore) o comunque ogni qual volta si renda nuovamente necessaria. Dopo la morte pare che il cordone si dissolva liberando la coscienza da ogni vincolo. Essa troverà la “situazione astrale” che le compete per affinità vibrazionale.

 

VIAGGI ASTRALI, REMOTE VIEWING E INTELLIGENCE

2016psispyGoverni occulti, servizi segreti e apparati militari, sinergicamente uniti e da sempre in accordo sull’utilizzo di nuove tecnologie in grado di assicurare loro il controllo, non sono mai rimasti indifferenti alle potenzialità del potere psichico. La ricerca metafisica  è stata più volte oggetto di programmi finalizzati all’attuazione di tattiche militari non convenzionali. Tra questi, il progetto Stargate della CIA, iniziato negli anni ’70 e chiuso ufficialmente nel 1995, è senz’altro il più attinente alla materia dei viaggi astrali. Anche conosciuto con nomi in codice quali Gondola Wish, Scannate, Sun Streak, Grill Flame e Center Lane, aveva l’obiettivo di sfruttare abilità come la chiaroveggenza e la proiezione astrale per operazioni di spionaggio e ritrovamenti impossibili.

L’approccio del progetto fu di natura scientifica ma si riuscirono a produrre risultati soddisfacenti solamente nel 20% dei casi. Un esito non proprio incoraggiante visti gli stanziamenti milionari richiesti dalle forze militari statunitensi per questo tipo di sperimentazioni. Pare comunque che, da parte delle maggiori potenze, l’interesse e la fiducia nei confronti delle applicazioni metafisiche non abbia mai realmente vacillato. Nel novero dei paesi che hanno adottato programmi simili e che potrebbero utilizzare ancora oggi la visione a distanza ci sono, oltre agli Stati Uniti, la Russia, la Cina e probabilmente la Francia.

Con il termine “Remote Viewing” (visione a distanza), al tempo coniato da Ingo Swann, si intende il processo mediante il quale un osservatore percepisce informazioni nascoste o in località distanti, servendosi di qualcosa che esula dai cinque sensi canonici. Tuttavia, esiste ancora un’errata sovrapposizione nell’uso generale dei termini “esperienza extracorporea” e “visione a distanza”. Chi ha sperimentato entrambe le modalità è probabilmente giunto alle stesse informazioni ma da differenti stati di coscienza. Nella prima, l’osservatore si proietta nella versione astrale del luogo da investigare e si percepisce come se fosse presente in qualche forma consapevole, nella seconda, l’osservatore è in grado di ottenere dettagli sullo stesso luogo grazie alla chiaroveggenza, ma restando consciamente “ancorato” al sito in cui si svolge l’esperimento.

Il generale Joseph McMoneagle fu uno dei maggiori esponenti del progetto Stargate ed estese le potenzialità della visione a distanza al passato e al futuro. Si associò agli studi sulle OBE del Monroe Institute, centro di rierche parapsicologiche del noto inventore del sistema Hemi-Sync, Robert Allan Monroe.

 

VIAGGI ASTRALI E INCREMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA

neo_stopping_bulletsLe esperienze extracorporee non sono stati allucinatori come si può desumere da un approccio superficiale all’argomento, bensì esperienze  reali e verificate che hanno prodotto cambiamenti positivi in molte persone; esse sono una prova importante dell’esistenza dell’anima e della sua natura eterna. Ma trascendere le paure legate alla morte non è l’unico vantaggio che possiamo trarre da una proiezione astrale. Rammentiamo che in un ambiente in cui le leggi fisiche non hanno effetto e il desiderio può concretizzare tutto, si possono provare sensazioni che altrimenti sarebbero impossibili. Inoltre, c’è addirittura chi afferma che nel mondo astrale sia possibile migliorare il proprio essere semplicemente esprimendo l’intenzione di guarire se stessi da dolori  e blocchi emotivi, insicurezze, ansia, ecc.

Sarebbe inutile tentare di convincersi dell’autenticità di questo fenomeno e dei relativi vantaggi basandosi su poche informazioni. Sapere che esiste un simile dono e che è alla portata di tutti è già una notizia preziosa per la propria consapevolezza ma, senza aver provato direttamente, non è possibile comprenderne appieno i benefici. Diventare fanatici di viaggi astrali non aiuterebbe, anzi, un’intenzione non pura procurerebbe più stress che altro o effetti indesiderati che comprometterebbero la pratica stessa. Mantenere un atteggiamento pionieristico, di curiosità e di sana eccitazione, può invece rendere l’esperienza via via più facile e appagante. Sono state sviluppate diverse tecniche* per assecondare il processo di uscita dal corpo. Purtroppo non esiste un metodo unificato e valido per tutti ma, vista la moltitudine di variabili soggettive, diverse strade da tentare. A tutte le tecniche sono comunque apportabili ulteriori personalizzazioni, purchè, nel caso specifico, risultino efficaci per lo sperimentatore.

Il ricercatore William Buhlman, a proposito dell’utilità delle esperienze extracorporee afferma:

“L’esperienza di proiettare la propria coscienza oltre i limiti fisici del corpo per avventurarsi in un viaggio ultraterreno ci permette non solo di espandere la coscienza stessa, ma anche di verificare l’esistenza dell’anima, di riscoprire le incarnazioni vissute in precedenza conferendo nuove dimensioni più spirituali alla quotidianità, migliorando la percezione di sé e degli altri, giungendo così all’essenza di noi stessi e dell’intero universo. Il viaggio extracorporeo è un processo che nell’intimo tutti noi vorremmo sperimentare, e forse lo abbiamo anche fatto inconsciamente. Quello che ci serve è una guida che ci prenda per mano e ci conduca passo dopo passo all’unione totale e completa con la coscienza stessa dell’universo. Ognuno di noi deve affrontare una scelta importante: possiamo continuare a credere a quello che sostiene la scienza ufficiale o possiamo decidere di partire ed esplorare di persona. Dio ci ha concesso la capacità di indagare e trovare da soli le risposte che attendono solo di essere riconosciute. E questa ricerca interiore è l’essenza della crescita e dell’evoluzione umana”.

http://statoquantico.it/espandere-la-coscienza-con-i-viaggi-astrali/

 

 

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10 dicembre 2013 2 10 /12 /dicembre /2013 22:27

Una parola strana e misteriosa,  suscita interesse e curiosità.  Chi conosce il termine, avrà avuto modo di documentarsi e rimanere stupefatto, dinanzi a una visione del nostro essere che non finisce mai di stupire. Torniamo a questa arcaica parola, dunque: con “channeling” si intende comunemente la capacità di essere tramite di un’entità o del sé superiore.
Nei millenni questo fenomeno ha preso molte forme e caratteristiche e ed è patrimonio di molte tradizioni (
oracoli, profeti, sensitivi, shamani…).                           

Il
Channelling propriamente detto è un fenomeno che si è propagato in questi ultimi decenni, molti sono i veicoli (channeller) che hanno trasmesso messaggi di diverse entità. Ci sono molti libri che trascrivono insegnamenti avvenuti in channelling.

Ma al di là di questi aspetti particolari il
Channelling è sopratutto il contatto con l'essere, con ciò che in noi è oltre la forma e il tempo, sotto questo aspetto il Channelling diventa un interessante cammino interiore, una ricerca spirituale.

Infatti nel Channelling evoluto la Guida Interiore non è più sentita come un’entità separata, ma come la parte più profonda del nostro essere, quella libera dai limiti della forma fisica e mentale.
E' la ricerca del Maestro interiore.

Domanda: “E' possibile per tutti contattare questi “messaggeri” queste Guide che sembrano essere disponibili ad aiutarci?”

Alcune persone hanno sviluppato la capacità di sentire questa dimensione d’amore profondo e hanno imparato a trasmettere da questo spazio.
Queste persone, in questa epoca, sono chiamate “
channeller” o veicoli.
Il concetto è diverso da quello più classico del
medium. Il medium normalmente si mette in contatto con i defunti, trasmettendo messaggi di tutti i tipi. In questo caso non sempre si ha a che fare con dimensioni elevate di coscienza, e queste esperienze di “contatto” possono lasciare tracce spiacevoli.
Ma il
channelling più che il contatto con Entità è l'entrare nello stato di Coscienza dove esistono i Maestri o Guide Spirituali, o più semplicemente è il funzionare dallo stato di Coscienza dell Sé.

 

Prima di tutto vorrei però spiegare la differenza tra medianità e channeling. 

Chi canalizza non cade in trance e non perde coscienza; non è posseduto, né lascia il corpo a un’altra entità, ma rimane consapevole e, in uno stato di rilassamento profondo, riceve informazioni che provengono da una dimensione al di là di spazio e tempo.

Il processo di decodifica dell’energia trasmessa attuato dal channeler (ndr: la persona che canalizza) poggia su di una interpretazione ben precisa della realtà: partendo dal presupposto che tutto l’universo è energia, che materia, corpo fisico e corpo sottile sono solo frequenze diverse di una stessa energia, il corpo fisico viene considerato come manifestazione di energia nella sua frequenza più bassa. Man mano che ci si sposta verso i corpi sottili dell’aura, la stessa energia aumenta progressivamente dall’interno verso l’esterno, cosi come nei chakra (centri d’energia del corpo) l’energia si sposta dal basso verso l’alto.

Quando un essere che esiste in altre dimensioni vuole comunicare con noi, invia dei fasci di energia che contengono e trasportano codici di informazione che sono recepiti dai nostri corpi sottili ed entrano nel nostro cervello passando attraverso il chakra della corona, posto sulla sommità del capo.

Nell’attraversare ogni strato dei corpi sottili questa energia si abbassa sempre di più in frequenza fino a raggiungere le cellule della ghiandola pineale. Quest’ultima viene attivata dai cristalli di carbonato di calcio posti al suo interno che trasformano tale energia in impulsi nervosi e li inviano poi in diverse zone del cervello. Per esempio nell’area del linguaggio questi impulsi vengono decodificati e si trasformano in parole, nell'area della corteccia visiva diventano immagini o visioni. Nel lobo frontale si manifestano come intuizioni, dopodiché quest’energia si diffonde in tutto il corpo e può essere fonte di guarigione.

Esiste una relazione tra channeling e fenomeni di guarigione?

Sono la stessa cosa. Quando metto le mani su di una persona, canalizzo le energie dell’universo che sono di per sé guaritrici e le trasmetto attraverso il mio corpo a quello dell’altro.

Non uso la mia energia ma quella che viene dalla sorgente: Amore e Luce da cui tutti noi originiamo e da cui dobbiamo attingere forza e consapevolezza.

L’energia è una sola e fluisce come acqua verso le parti del nostro essere che ne hanno più bisogno.

Questo tipo di esperienze sono spiegabili come manifestazioni del nostro sé?

Certamente, Stanislav Grof nel suo libro “Emergenza spirituale" parla del channeling proprio come uno dei fenomeni attraverso il quale si ha esperienza del Sé. Infatti il presupposto per accedere a questa esperienza è il risveglio e l’apertura della coscienza individuale verso quella cosmica che contiene tutte le informazioni sulla realtà ultima dell’Uomo e dell’Universo. Nelle dimensioni più alte siamo tutti un solo essere: non c’è distinzione tra noi e le nostre guide e tra noi e gli altri. La divisione è frutto dell’illusione della nostra mente. Il Sé ha la stessa energia e potenzialità in ogni uomo ed è il punto di comunicazione tra noi e l’universo.

Qual è lo scopo del Channeling in questo momento?

E’ quello di renderci consapevoli dell’esistenza di altre dimensioni, del nostro Sé transpersonale e anche del fatto che l’essere umano è un essere multidimensionale. Ciò significa che viviamo contemporaneamente in più dimensioni e solo una parte di noi è incarnata in questa terza dimensione che è quella terrena, caratterizzata da spazio, tempo, materia.

Il channeling è un fenomeno transitorio, legato a questo particolare momento, e durerà fino a che ognuno sarà in grado di aprire direttamente questo canale con il proprio Sé e l’Universo.

Questa apertura può avvenire in diversi modi a seconda della natura di ognuno, ma presuppone sempre una trasformazione e comprensione dell’intera personalità e del nostro rapporto con la realtà.
                          In questo caso il

channelling è un cammino spirituale aperto a tutti.

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10 dicembre 2013 2 10 /12 /dicembre /2013 22:14
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Barbara Amadori è una sensitiva, Master Reiki, Astrologa e giornalista. Ha una formazione culturale che spazia dalla musica classica (ha studiato presso il Conservatorio di Musica “B. Maderna” di Cesena), a quella letteraria (Diploma Magistrale), linguistica (First Certificate conseguito c/o British School), e al giornalismo.
Appassionata ed attenta studiosa delle discipline esoteriche quali Qabalah, Numerologia, Astrologia Karmika ed Evolutiva, al fine di completare adeguatamente la proprio cultura personale in merito alla Qabalah ebraica, consegue il diploma di II livello in ebraico antico.
Da oltre 25 anni si dedica al mondo delle Dimensioni Sottili che permeano l’esistenza di ciascuno di noi.
Il curriculum di Barbara Amadori inerente l’affascinante mondo dell’ignoto, vanta, nel 1997, unica donna in Italia, la pubblicazione del rinomato Saggio L’Albero della Vita trattato sulla Qabalah ebraica, riconosciuto dal Centro di Cultura Ebraica di Bruxelles e da alcune comunità rabbiniche americane.
Relatrice presso Associazioni ed Accademie italiane, nonché presso Convegni internazionali, ultimo dei quali in Svizzera, docente di tecniche evolutive,  Barbara Amadori partecipa alla trasmissione televisiva “Maurizio Costanzo Show” in qualità di esperta in reincarnazione. Partecipa quale sensitiva ai Convegni Internazionali di Parapsicologia a Bellaria, Modena, Assisi, Palermo, Milano, Locarno, Lugano, Zurigo.
Frequenta il prestigioso Arthur Findley College di Londra per confrontarsi con i più qualificati medium inglesi.
Tiene abitualmente conferenze e seminari in Svizzera e in Italia.
Dalla morte del padre, avvenuta oltre 30 anni fa, si dedica al mondo delle Dimensioni Sottili che permeano l’esistenza di ciascuno di noi. I seminari da lei condotti vertono su alcuni importanti aspetti della Medianità e soprattutto si svolgono con l’intento di insegnare a tutti i partecipanti, la possibilità di contattare, attraverso i propri doni intuitivi, la propria Guida spirituale ed i Cari che hanno oltrepassato la Morte. Diversi pertanto i “passaggi” che vengono esaminati in merito: prima di affrontare l’anelato momento in cui si effettua il contatto con il Mondo Spirituale, Barbara Amadori conduce le persone attraverso l’apprendimento della lettura energetica e medianica delle fotografie, degli oggetti, dei nastri, la scrittura automatica, nonché esercizi pratici sulle possibilità di comunicazione fra i partecipanti del seminario attraverso l’utilizzo di tecniche meditative. Inoltre sia corsi che seminari prevedono parti pratiche e teoriche e dipanano le proprie forme partendo dalla teosofia fino a giungere, seppur in modalità breve e superficiale, a qualche elemento di fisica quantistica. Il curriculum di Barbara Amadori inerente l’affascinante mondo dell’ignoto, vanta, nel 1997, unica donna in Italia, la pubblicazione del rinomato Saggio “L’Albero della Vita” trattato sulla Qabalah ebraica, riconosciuto dal Centro di Cultura Ebraica di Bruxelles e da alcune comunità rabbiniche americane.Attualmente studia Teologia presso la Scuola superiore di Teologia. Il suo testo ”Medianità Quantica” (Anima edizioni) è giunto alle sue prime ristampe. I messaggi da lei canalizzati nel corso dell’ultimo anno sono espressamente incentrati sull’Era che il nostro Pianeta sta per affrontare e sull’esistenza ed aiuto che riceveremo da parte di Forme di Vita non terrestri, alle cronache dell’aldilà oltre a nuove modalità, da loro indicate, della trasmissione dell’Energia. Barbara Amadori ha fondato e presiede la scuola di Medianità italiana “Accademia Antroposofica Luciano Amadori” (www.accademia-ala.org).
 
 
 
 
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9 dicembre 2013 1 09 /12 /dicembre /2013 22:32

 

Nella nostra posizione precaria, in bilico su questa palla che rotea nello spazio almeno finché qualche grande evento cosmico non la spazzerà via e noi con essa, in qualsiasi punto del pianeta ci troviamo, siamo sempre e comunque sotto l’influsso di due colossali energie: l’energia tellurica e l’energia cosmica. L’una proveniente dal centro della Terra, l’altra dallo spazio.

 

L’energia cosmica fornisce alla Terra la forza universale che permette a lei e noi di esistere, e dal canto suo, il pianeta si occupa di distribuire questa energia mediante reticoli paragonabili alla rete sanguigna umana.

Ci sono una infinità di elementi che permettono alla Terra di mantenere il suo equilibrio e a noi di esistere: elementi che provengono dal suolo, dall'atmosfera o da forme impercettibili per i nostri sensi, come le correnti di acqua sotterranea, le faglie geologiche, le reti telluriche, i camini cosmo-tellurici, la rete di Hartmann, la rete Curry.

Queste reti rappresentano un maquillage più o meno regolare sul suolo: si tratta, in linea di massima, di bande di alcune decine di centimetri di larghezza che possono essere separate tra loro talvolta da parecchi metri.

Sono ormai più di cinquant'anni che i ricercatori stanno indagando sull’influenza del suolo sugli esseri umani, sugli animali, sulle piante. Con risultati sorprendenti.


Il menhir di Champ-Dolent in Bretagna (Francia), alto 10 metri, ripreso dal fotografo e geobiologo Gilbert Le Cossec secondo una tecnica particolare che rivela l’energia emanata dal megalite posto su un nodo di Hartmann

È nata così la geobiologia, ovvero lo studio dell'influenza della Terra e del cielo su tutto ciò che vive. Attraverso la scienza, l’arte e la tecnica, e unendo materie come radiestesia, omeopatia, cristalloterapia, fosfenismo, la geobiologia indaga sulle influenze che tutte le onde presenti sul pianeta hanno sull’uomo.

Il pioniere di questa scienza è stato il dottor Ernst Hartmann, medico e docente dell'università di Heidelberg (Germania), il quale nel 1935, oltre alla sua attività di medico, intraprese gli studi della geobiologia, della radiestesia e dell’omeopatia.

Hartmann ha iniziato i suoi studi sulla geobiologia osservando le cartelle cliniche dei suoi pazienti, in cui emergeva che la mortalità in alcuni letti d'ospedale sembrava essere più elevata che in altri. Provò a considerare l’idea che la zona dove erano posti i letti dei pazienti potesse influenzare il decorso della malattia, pregiudicandone o favorendone la guarigione. Indagando su pazienti che non reagivano più alle cure, associò la malattia con la vicinanza del paziente a zone dette “geopatogene”. Hartmann, che da tempo si dedicava alla radiestesia, attribuì il fenomeno all’energia tellurica della Terra. Questa fu la molla per progettare un reticolo globale della Terra, oggi conosciuto come la “rete di Hartmann”, messo poi a punto negli anni ’50.

Secondo Hartmann la Terra è avvolta da una rete di origine elettromagnetica, le cui linee di forza escono dal sottosuolo, si innalzano in tutta la biosfera e si incrociano in determinati punti detti "nodi". Dopo complicati calcoli e infinite rilevazioni, Hartmann ha identificato una rete di energia alimentata dal suolo e orientata a Est-Ovest o Nord-Sud che da una larghezza da 40 a 80 cm, può allargarsi in certi luoghi fino a 2 metri.

Dagli studi di Hartmann è così nata la geobiologia, che si occupa delle influenze, positive o negative, sulla salute dell'uomo di certi fenomeni tellurici e indaga sull’influenza che la rete e i suoi nodi possono avere su ogni organismo vivente sulla Terra.

Ma c’è una branca particolarmente interessante della geobiologia, ed è la geobiologia sacra, che studia l’influenza dei Menhir sui luoghi dove sorgono e il loro possibile utilizzo terapeutico.

A questo studio fu attribuito il nome di “sacro” in quanto era conosciuto presso tutti i luoghi di culto anteriori al XIV secolo. Una rete di energia positiva estremamente potente che collegava tra loro i massimi luoghi di culto dei nostri antenati.

Oggi queste conoscenze sono considerate poco attendibili, eppure la Rete di Hartmann parrebbe essere stata una linea guida essenziale per i costruttori delle cattedrali gotiche di tutta Europa, ma non solo: la famosa “rete” è stata presa a riferimento per la scelta dei luoghi di culto antichi e anche per quelli della preistoria.

Quindi i costruttori delle cattedrale gotiche erano in possesso di conoscenze antiche che usavano per per le loro opere, quelle opere colossali che costituirono un’autentica rivoluzione architettonica.


La rabdomanzia è un’antica tecnica utilizzata ancora oggi per individuare acqua o filoni di metalli nel sottosuolo. Il metodo è basato sugli stessi principi della radiestesia

Le grandi cattedrali sono state costruite tutte su delle reti sacre, ma a loro volta, i luoghi dove esse sorgevano ospitavano in tempi preistorici i templi megalitici. Menhir, dolmen complessi megalitici, furono edificati quasi sempre su queste reti.

Pertanto la geobiologia sacra è precisamente lo studio degli antichi luoghi di culto che dimorano sulle reti telluriche o solari. Come l'essere umano, il nostro pianeta è percorso anch’esso da numerose reti energetiche. Ma se i nostri antenati sapevano utilizzare e rispettare queste reti, si non può dire che la stessa cosa avvenga oggigiorno.

La geobiologia applicata ai luoghi sacri fornisce dei dati interessanti sulla loro costruzione. Ognuno di questi luoghi ha un messaggio diverso e peculiare che può essere interpretato a livello energetico e simbolico. Il geobiologo si lascia guidare dalla sua sensibilità e cerca una sintonia in termini di vibrazione con il luogo che intende esaminare. Lasciarsi trasportare da queste vibrazioni, passivamente, e aspettare ciò che esse risvegliano nel proprio essere: questo è il lavoro che il geobiologo conduce a contatto con i luoghi sacri.

Probabilmente lo scetticismo degli scientisti davanti a queste testimonianze sale alle stelle: la geobiologia, così come la radiestesia o l’omeopatia, non è considerata una vera scienza, bensì una “pseudoscienza”, termine con cui dispregiativamente gli “skeptics” definiscono tutti quei campi di studio che fanno parte delle nuove frontiere della ricerca. L’attuale conservatorismo delle idee, Wikipedia in testa, tende a discriminare tra argomenti considerati “seri” e altri considerati “poco seri” e come tali, privi di interesse scientifico. Purtroppo, a causa di tale mentalità che condiziona anche la comunità scientifica, non vengono attuate serie indagini su temi che potrebbero contribuire ad ampliare la conoscenza dell’uomo e dell’ambiente in cui vive e magari trovare rimedi naturali alle patologie. Rimedi antichi, che si trovano in natura, di cui oggi non possiamo usufruire a causa dell’attuale “caccia alle streghe” verso tutti quei temi che minacciano lo status quo.

Eppure le tradizioni ci mostrano che in tutte le civiltà esistono delle conoscenze antiche molto precise su quelle energie che i nostri strumenti di misura moderni sono incapaci di scoprire.

Possiamo fare l’esempio degli egizi che praticavano la radiestesia, come dimostrano i pendoli detti "di Toth" ritrovati nei sarcofaghi. In Cina si pratica da sempre l'arte millenaria del "Feng Shui", oggi molto in voga anche in occidente nella nuova bioedilizia. In Cina non verrebbe mai in mente ad un architetto di progettare la costruzione di una casa o un palazzo su una "vena di drago", ossia un nodo di Hartmann. Si può parlare di superstizioni, ma allora come spiegare l’istintivo benessere o malessere che si può provare irrazionalmente in un'abitazione, o l’insonnia che sparisce cambiando la disposizione del proprio letto, o le patologie che “stranamente” scompaiono se si cambia abitazione?


I menhir di Carnac in Bretagna sono usati ancora oggi dagli abitanti del luogo a scopo terapeutico

Esistono inoltre innumerevoli esempi che riguardano il comportamento degli animali riferito alla rete di Hartmann. È dimostrato che le api producono una quantità tripla di miele se sono su un nodo di Hartmann; le termiti e le formiche, invece, cercano le zone di più intensa irradiazione per costruirvi le loro dimore. Chi vive con dei gatti sa benissimo che essi scelgono dei posti specifici per dormire, indipendentemente dalla cuccia preparata per loro.

La geobiologia applicata al regno vegetale può dare risultati sorprendenti. Le piante mostrano una sensibilità particolare alle zone geopatogene, in cui mostrano difficoltà di attecchimento e di crescita e si ammalano più facilmente; nelle zone geopatogene inoltre si è rivelato molto evidente il fenomeno delle siepi che perdono vigore e ingialliscono.

Gilbert Le Cossec, fotografo professionista francese, ha dedicato molti anni a sviluppare tecniche fotografiche per “catturare” l’energia tellurica dai luoghi sacri come templi megalitici, menhir e dolmen, o antiche abbazie e cattedrali, ottenendo risultati spettacolari soprattutto sui menhir. La sua ricerca nell’indagine di queste energie lo ha portato ad intraprendere lo studio della geobiologia.

Lo studio delle correnti telluriche intorno ai dolmen intrapreso da Le Cossec rivelò una serie di dati sulle proprietà dei menhir che variavano da un menhir ad un altro e potevano essere peculiari anche per l’accostamento di alcuni menhir ai dolmen.

Studiando il fenomeno del megalitismo Le Cossec si rese conto che le persecuzioni dei romani e dei cristiani nei confronti dei culti precristiani avevano avuto come conseguenza il massacro di migliaia di druidi, sacerdoti dei Celti e custodi delle grandi pietre, e l’abbattimento di numerosissimi templi megalitici. Tuttavia era difficile distruggere tutti i siti che le popolazioni consideravano sacri; perciò ci fu la “cristianizzazione” degli antichi luoghi di culto, scolpendo delle croci sui menhir ed erigendo cappelle e chiese sulle loro aree.


I cristalli sono usati fin dall’antichità come strumenti terapeutici per via delle loro proprietà intrinseche in quanto provenienti dal grembo di Gaia, la Madre Terra

Tutto questo scempio ha reso difficile lo studio della geobiologia sacra, tuttavia Le Cossec e gli altri ricercatori che successivamente lo hanno affiancato hanno potuto avvalersi di un numero notevole di templi megalitici ancora esistenti, sia in Francia che in tutto il mondo. Le loro ricerche hanno portato ad identificare le linee su cui sono disposti i menhir ed i dolmen, coincidenti anche per siti megalitici lontani fra di loro. È impossibile attribuire al caso questa programmazione che invece sembra rispondere a criteri precisi, ad un’unica visione "energetica" che forse dava un senso a questi sforzi titanici.

Curiosamente, Le Cossec si accorse che questi studi sui megaliti erano molto più di attualità di quanto avesse immaginato. Altri geobiologi avevano intrapreso studi analoghi sui menhir per combattere i vari inquinamenti che l'uomo si ostina a produrre con tanto accanimento.

I risultati si rivelarono sorprendenti. Si scoprì che un menhir, piantato con il giusto studio e ben orientato, è in grado di risanare un giardino dalle radiazioni telluriche geopatogene e l'effetto provocato nel suo ambiente naturale è benefico. Ma soprattutto, la geobiologia applicata ai luoghi megalitici permise di intraprendere lo studio degli effetti terapeutici dei menhir sull’uomo. A questo proposito, è interessante applicare alla geobiologia il fosfenismo.

Il fosfenismo è un insieme di tecniche che hanno lo scopo di accrescere le capacità cerebrali avvalendosi di un metodo basato su delle reazioni fisiologiche: i fosfeni, ossia macchie multicolori che persistono nell'oscurità per tre minuti e che possono essere ottenute attraverso delle brevi fissazioni di una sorgente luminosa.


La cattedrale di Rouen, Francia. Le cattedrali gotiche rappresentano una rivoluzione architettonica e secondo i ricercatori sono state costruite sui criteri della rete di Hartmann

Francis Lefebure, medico e ricercatore francese, ha messo a punto la tecnica del fosfenismo negli anni ’50, come un metodo di sviluppo dell'energia personale. Questo metodo è basato sull'utilizzo sistematico dei fosfeni, quelle sensazioni luminose soggettive che non sono causate direttamente dalla luce che stimola la retina, ma che si possono provocare attraverso delle sorgenti luminose. Per fare un esempio, Lefebure ebbe l'idea di studiare ciò che succede se ci si sforza di pensare ad un argomento preciso durante la presenza del fosfene. Fu l'origine del principio del "Mixaggio Fosfenico", metodo che permette di ottenere efficacemente lo sviluppo della memoria, dell'intelligenza, del senso di iniziativa, dell'intuizione artistica e della creatività tramite la mescolanza dei pensieri con i fosfeni.
Applicato alla geobiologia, il fosfenismo permette di sperimentare l'energia di un luogo per poterla usare a scopo terapeutico. A questo proposito va precisato che la ricerca geobiologica per uso terapeutico si avvale di materie complementari quali il potere dei cristalli, la radiestesia, l’omeopatia e la fitoterapia.

È indubbio che i nostri antenati conoscessero queste tecniche e le usassero per i loro insediamenti e per l’arte terapeutica. Queste conoscenze sono vive tuttora: ancora oggi i menhir sono usati per pratiche terapeutiche dalle culture autoctone del pianeta. Nelle tradizioni dei Popoli naturali, quei popoli nativi che non si sono fatti assimilare dalle grandi religioni storiche, l’uomo è visto come un ponte tra terra e cielo. La cultura e la scienza delle tradizioni dei Nativi tengono sempre conto del nostro legame cosmico con l’universo e con il mistero che rappresenta. Non esiste una separazione tra individuo e universo, entrambi fanno parte di un unico atto esistenziale, entrambi sono affratellati dalla stessa esperienza.

La cultura megalitica è l’espressione di questo legame: i megaliti presenti su tutto il pianeta sono la testimonianza di una tradizione che si ispira alla Natura e al mistero che essa esprime. L’uomo non è slegato da ciò che ha intorno perché anch’esso è parte della Natura e in essa trova insegnamento e riferimento.


Un radiestesista sperimenta con il pendolo l’energia tellurica del sito megalitico di Carnac in Bretagna

Nella cultura megalitica, i cromlech, i cerchi di pietre, simboleggiano un percorso spirituale che esprime il transito dell’individuo dalla nascita alla morte, verso una dimensione cosmica da esplorare e da capire, e i menhir sono considerati catalizzatori dell’energia tellurica e ponte verso la dimensione cosmica. In quest’ottica, i menhir sono visti come colonne energetiche per un passaggio dell’energia di scambio tra Terra e Cielo. Non a caso gli antichi druidi collocavano i menhir sui punti energetici di Gaia, il nome che anticamente veniva dato al nostro pianeta; una sorta di agopuntura che stimolerebbe i suoi centri energetici e consentirebbe di usufruire dell’immensa energia della Terra. Questo prelievo energetico può essere usato a scopi terapeutici per una armonizzazione psicofisica.

La Terra, per i druidi, era vista come un organismo vivente, un individuo in grado di mantenere costante l’equilibrio dell’ecosistema che permette il manifestarsi della vita. Un concetto ripreso ai nostri giorni dallo scienziato scozzese James Lovelock, ricercatore ambientalista che ha messo a punto l’ “Ipotesi Gaia”, in cui il pianeta è visto come un unico organismo vivente. Un tema che oggi sta appassionando al punto che all’ONU è in via di approvazione una Carta dei Diritti di Madre Terra proposta da alcune Nazioni del pianeta, tra cui Ecuador e Brasile, che già l’hanno adottata nel loro sistema legislativo.

Se la Terra è un immenso organismo vivente, attraversato da reti da punti energetici, può avere un senso l’ipotesi che i templi megalitici siano stati eretti su questi centri particolari per usufruire della loro energia. Il cromlech quindi può essere considerato un accumulatore dell’energia tellurico-celeste, pronto per essere usato per un contatto mistico con la Natura, per lo sviluppo di forze psichiche e per la terapeutica.

Ancora oggi in Bretagna i menhir sono usati per ricaricarsi di energie e per una terapeutica naturale. Secondo i costumi bretoni, i menhir possono essere usati a scopo curativo posandovi sopra le mani, oppure entrando all’interno di un cromlech o di un dolmen per assorbirne l’energia armonizzante.

Antichi rimedi che rivelano l’eco di un culto praticato ancora oggi. Guarda caso, uno dei più importanti siti megalitici del mondo, “Les Alignements” di Carnac, è stato recintato da ormai 25 anni impedendone l’accesso agli abitanti del posto che lo usava da sempre come riferimento spirituale e terapeutico. Evidentemente la repressione degli antichi culti precristiani continua tuttora.


Il cromlech di Dreamland, nel parco della Mandria in Piemonte, è oggetto di studio per via delle proprietà terapeutiche che sta rivelando di possedere

Anche in Italia esistono menhir noti per le loro proprietà terapeutiche, che ancora oggi sono visitati per la guarigione, se pur in maniera discreta. In Piemonte vi sono dei menhir dalle proprietà taumaturgiche, come la pietra triangolare di Livorno Ferraris o la pietra guaritrice nei pressi di Alessandria. Entrambi vengono ancora usati per curare il mal di schiena e i reumatismi. Reminiscenze di antichi saperi?

I nostri antenati innegabilmente sapevano percepire gli scambi energetici tra il cosmo e la Terra, così come sapevano usare a scopo terapeutico l’energia che si libera dai menhir. Purtroppo, oggi queste scienze vengono considerate come superstizioni e relegate in un calderone che mescola antichi rimedi a occultismo della peggior specie. L’attuale oscurantismo impedisce una seria ricerca sull’argomento, e la categoria dei cosiddetti “skeptics” sembra abbia una sacra missione da compiere: quella di mettere in ridicolo tutto ciò che non è approvato dalle lobbies scientiste che hanno in ostaggio la cultura e la conoscenza.

Rivolgendomi ai ricercatori che non pongono limiti alla ricerca (così come la vera Scienza dovrebbe esigere), concludo segnalandovi un esercizio molto semplice di geobiologia applicata al fosfenismo.

Scegliete un sito megalitico (dolmen, menhir o cromlech).

Sedetevi presso un menhir a vostra scelta, curando di incollare la schiena contro la pietra.

Guardate il sole attraverso un pezzo di stoffa pesante per alcuni minuti, senza occhiali, oppure semplicemente fissate le nuvole.

Se siete seduti all’interno di un dolmen, guardate il cielo attraverso l’apertura principale del dolmen. Poi chiudete gli occhi, prestando attenzione alle sensazioni soggettive che provate.

Viene consigliato di restare in questa posizione per circa 15 minuti. Questo esercizio ha lo scopo di “catturare” l’energia del luogo e risanare armonicamente eventuali disturbi psicofisici. Ma può anche essere occasione di intuizioni creative e magari, sotto l’influenza delle energie telluriche e cosmiche, può essere un modo per entrare in contatto con Gaia e i suoi segreti.

 

http://www.shan-newspaper.com/web/scienze-di-madre-terra/964-luniverso-vivente.html

 

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7 dicembre 2013 6 07 /12 /dicembre /2013 23:07

Lo scopo principale delle Isole del Risveglio, al momento, è quello di far incontrare e avvicinare fisicamente le persone affini, creando gruppi locali sul territorio. Lo scopo è quello di favorire l'incontro, il dialogo, la fratellanza e la solidarietà tra le persone e tra le Isole del Risveglio.

L'idea delle Isole del Risveglio nasce da persone che hanno in comune una particolare visione del mondo in cui viviamo oggi, una visione che molti hanno maturato nel corso della propria vita e che altri hanno acquisito e ampliato grazie all'ascolto dei podcast di Italo e frequentando il blog e il forum di TempoDiCambiare. Queste persone condividono una particolare sensibilità e valori simili. Sono persone affini. Sono persone che condividono il valore della parola Risveglio.

La parola Risveglio implica la volontà di prendere coscienza del mondo in cui viviamo, la volontà di accorgerci delle illusioni e delle bugie che ci condizionano, la volontà di scegliere cosa è veramente importante nella nostra vita, quali sono i valori che contano veramente, cosa ci fa stare veramente bene.

Molti di noi stanno affrontando un momento di grande difficoltà e di grandi cambiamenti. Siamo stati abituati a cedere il nostro tempo e il nostro lavoro, le nostre passioni e le nostre aspirazioni, in cambio di sostentamento, protezione, orientamento e un po' di svago nel tempo libero. Siamo diventati totalmente dipendenti dal sistema in cui viviamo, al punto di barattare il nostro futuro in cambio di un presente che non ci piace.

Ora i vecchi punti di riferimento come la scuola, il lavoro, la religione e lo stato sociale stanno crollando e non possono più garantirci ciò per cui stiamo sacrificando la nostra vita.

Le nostre relazioni sono sempre più fragili, i nuclei famigliari sempre più piccoli, le nostre amicizie sono aumentate enormemente ma sono quasi tutte sparse per il globo, lontane da casa. Abbiamo troppe preoccupazioni.

Lo scopo delle Isole del Risveglio è quello di aiutare le persone a recuperare la propria autonomia, la propria autosufficienza, il proprio senso di sicurezza. Aiutare le persone a rafforzare le relazioni, a sostenere le famiglie, a consolidare le amicizie. Aiutare le persone ad essere responsabili del proprio presente per costruire il futuro che sognano.

C'è un altro scopo molto importante, di cui ti parlerò presto.

autostradaluce02

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1 dicembre 2013 7 01 /12 /dicembre /2013 23:16

 

 

 

 

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Divaldo ha frequentato la Scuola Normale Rurale di Feira de Santana, ricevendo il diploma di professore di Scuola Elementare nel 1943.

Spiritista convinto, ha fondato il Centro Spiritico Cammino della Redenzione il 7 settembre 1947.

 

Due anni dopo ha iniziato il compito della psicografia.

 

 Diversi messaggi furono scritti attraverso lui. Sotto l'orientamento dei Benefattori Spirituali ha custodito quello che ha scritto, finché ha ricevuto la raccomandazione di bruciare questi scritti, in quanto erano semplici esercizi. Col tempo, vennero nuovi messaggi, firmati da diversi Spiriti, tra cui Joanna de Ângelis, che per  molto tempo si è presentata come "Uno Spirito Amico". Nel 1964, Joanna de Ângelis scelse tra i suoi messaggi, riunendone alcuni nel libro "Messe d'Amore" che diventò il primo libro psicografato da Divaldo. Attualmente il medium ha più di 240 titoli pubblicati, inclusi quelli biografici che trattano della sua vita e delle sue opere.

Oltre che per la psicografia, Divaldo fu riconosciuto uno dei maggiori oratori spiritisti dell'attualità e il maggiore divulgatore della Dottrina Spiritica. Questo lavoro, iniziato 60 anni fa, portò Divaldo Franco nei paesi più lontani del mondo. Così, superò le 11000 conferenze in più di 2000 città in Brasile e in 63 Paesi diversi.

Nel 1952 fondò a Salvador, insieme a Nilson de Souza Pereira, la "Mansão do Caminho", istituzione che accoglie ed educa bambini, sotto il regime di focolari sostituti e che oggi è un complesso di educazione che accudisce ogni giorno 3000 bambini e giovani di famiglie con basso reddito. Divaldo ha attualmente più di 600 figli adottivi e più di 200 nipoti. La maggior parte di loro mantiene rapporti con Divaldo e Nilson.

Il suo lavoro per la pace mondiale lo distingue in Brasile e all'estero.

 

Dal libro "Risveglio verso la felicita" Divaldo Pereira Franco, spirito Joanna di Angelis:

 

Tre nemici 

 

Il  messaggio della Vita è armonia.

Ovunque smuove I'equilibrio che deriva dalle Leggi Cosmiche.

La creatura umana è predestinata all'amore, percorrendo il sentiero dell'ordine per raggiungere le aree del benessere.

Nello svolgimento delle attività a cui si dedica é spesso sorpresa dalla fatica del lavoro e della lotta.

Se si abbandona allo scoraggiamento, smette di crescere.

Se si permette I'amarezza, s 'intossica.

Se si abbandona alla violenza, perde I'armonia e impazzisce.

La condotta raccomandata é quella che deriva dalla vigilanza che si mantiene sempre attenta ai primi segni di squilibrio, ristabilendo cosi immediatamente il ritmo dell'azione.

Pertanto é indispensabile rimanere in sintonia con iI Pensiero Universale, che vibra in tutte le parti, mantenendo la fiducia in Dio e imparando con iI tempo le preziose lezioni dell'equilibrio.

L'apporto della preghiera, la meditazione e le discipline morali completano iI quadro terapeutico per la conservazione della salute spirituale.

Numerosi avversari lavorano contro la pace.

Ne individuiamo tre, che sono crudeli, per la perfidia dei mezzi di cui si servono.

Appaiono quando meno ci si aspetti e assumono atteggiamenti di minaccia che finiscono per generare squilibrio, portando al fallimento.

Sentimenti nobili, forti capacità di lotta, spiriti coraggiosi, quando raggiunti da essi, cadono rovinosamente, lasciando tristi macerie dove prima agivano con gioia.

Hanno un potere di contaminazione simile a quello di un gas velenoso e, prima che I'individuo se ne renda conto, é già infetto e si libera della presenza nociva dei suoi invasori solo dopo molti sforzi.

Sottili o violenti, utilizzano cattiverie perverse e si stabiliscono pericolosamente nel cuore e nella mente, scatenando stati di turbamento della ragione e di disinteresse per la vita.

Ci riferiamo alla depressione, al risentimento e all'esaltazione.

Quando la cerchia di problemi diventa apparentemente irrimediabile, i caratteri più delicati cadono nella depressione. La depressione sembra la notte scesa improvvisamente in pieno giorno. E una nuvola minacciosa che oscura il sole. E' un tossico che avvelena lentamente le più belle manifestazioni dell'essere.

II risentimento é come la muffa che produce putrefazione nel punto in cui si posa. Si serve di momenti propizi per svilupparsi e invariabilmente, dove si fissa, raggiunge il potere di distruzione.

L'esaltazione, identica alla scintilla dell'elettricità divoratrice, colpisce i nervi e produce lampi di pazzia con tuoni carichi di rivolta e offese, che debilitano gli ideali della vita e fanno a pezzi quelli che cadono nelle sue reti.

La preghiera, il proseguimento del lavoro e l'amare disinteressato e incessante sono invece i mezzi che portano alla salvezza.

Per la depressione é necessario usare immediatamente il vaccino del coraggio per la preghiera.

Per il risentimento é necessario il ragionamento lucido, per mezzo dell'amore senza interesse.

E per I'esaltazione é necessario il conforto della meditazione, che ricompone le energie.

In un contesto storico dove il vizio é di casa, la crudeltà riceve applausi, I'insensatezza é appoggiata e la corruzione predomina sullo statuto delle leggi, il cristiano deciso affronta molte difficoltà.

I comportamenti di scarso livello morale danno la misura degli uomini mediocri e delle donne dissennate nelle loro condotte.

È naturale che la cupidigia, I'arroganza e la violenza si divulghino in modo dominante, al fine di preservare lo status quo.

Però, invitato da Gesù a diventare una fortezza invincibile, non puoi concordare con i metodi e i costumi che predominano in certe fasce della società contemporanea.

E siccome ti mantieni al margine di quello stile di vita, i nemici infidi spargono quei gas tossici che ti portano alla depressione o al risentimento o all'esaltazione.

Mantieniti vigile, internamente gioviale e tranquillo, considerando l'onore di star compiendo un dovere che chiedesti e che svolgerai sotto la benedizione di Dio.

 

JOANNA DE ÂNGELIS

Parleremo un poco della vita di Joanna de Angelis, lo Spirito Guida di Divaldo Franco.

Uno Spirito che irradia tenerezza e saggezza, svegliandoci per vivere l'amore nella sua più elevata espressione, anche se, per viverlo, ci viene imposta una grande quantità di sacrifici. Trattasi dello Spirito conosciuto col nome di Joanna de Ângelis e che, nel corso dei secoli, troviamo nella dolce figura di Joana di Cusa, una discepola di Francesco d'Assisi, nella grandiosa suora Juana Ines de la Cruz e nella coraggiosa Joana Angélica de Jesus.joanna-de-angelis

JOANA DI CUSA

Joana di Cusa, secondo informazioni dello Spirito Humberto de Campos nel libro "La Buona Novella", era una persona che possedeva la vera fede. Narra l'autore che "tra la moltitudine che invariabilmente accompagnava Gesù nelle prediche del lago, trovavasi sempre una donna di grande dedizione e nobile carattere, delle più altamente collocate nella società di Cafarnaum. Trattavasi di Joana(Giovanna), moglie di Cusa, intendente di Antipa, nella città dove si riunivano interessi di commercianti e pescatori."

Suo marito, alto funzionario di Herodes, non condivideva i suoi desideri di spiritualità, non tollerando la dottrina di quel Maestro che Joana seguiva con immenso amore. Curvata al peso delle imposizioni domestiche, afflitta per l'incomprensione e l'intolleranza del marito, cercò la parola di conforto di Gesù che, invece di invitarla a seguirlo per le vie e le strade della Galilea, le consigliò di seguirlo a distanza,  servendolo all'interno del proprio focolare, diventando un vero esempio di persona cristiana, nella cura del prossimo più prossimo: suo marito, che avrebbe dovuto con amorosa dedizione, essendo fedele a Dio, amando il compagno del mondo come se fosse suo figlio. Gesù le tracciò una linea di condotta che  l'aiutò a vivere con rassegnazione il resto della sua vita. Più tardi, divenne madre.

Con il passare del tempo, i compiti aumentarono. Il marito, dopo una vita tumultuosa e infelice,  deceduto, lasciò Joana senza alcun mezzo e con un figlio da crescere. Coraggiosa, cercò di lavorare. Dimenticando "ilconforto della nobiltà materiale, si dedicò ai figli di altre madri, si occupò delle più umili incompenze domestiche, affinché suo figliolo avesse pane". Lavorò fino alla vecchiaia. Già anziana, con i capelli imbiancati, fu portata al circo dei martiri, insieme al  giovane figlio, per testimoniare l'amore a Gesù, il Maestro che aveva illuminato la sua vita promettendole un domani felice. Narra Humberto de Campos nel libro citato:

-"Davanti allo schiamazzo del popolo furono ordinate le prime flagellazioni.

-"Abiura!...-esclama un esecutore degli ordini imperiali, con sguardo crudele e oscuro.

L'antica discepola del Signore contempla il cielo, senza una parola di negazione o di lagnanza. Allora la sferza vibra sopra il ragazzo seminudo, che esclama, tra lacrime:

-"Ripudia  Gesù,  madre mia!...Non vedi che noi abbiamo perso?! Abiura!...per me, che sono tuo figlio!.."

Per la prima volta, dagli occhi della martire corre la fonte abbondante delle lacrime. Le suppliche del figlio sono spade di angoscia che le spezzano il cuore.

Ricordando la sua esistenza, risponde:

-"Taci  figlio mio! Gesù era puro e non disdegnò il sacrificio. Sappiamo soffrire nell'ora dolorosa, perché, la più importante delle felicità transitorie del mondo, è il bisogno di essere fedele a Dio!"

Poco dopo, le fiamme consumano il suo corpo invecchiato, liberandola per la  compagnia del suo Maestro, che così bene ha saputo servire e con cui ha imparato a sublimare l'amore. Ciò è successo il 27 agosto 68.

UNA DISCEPOLA DI FRANCESCO DI ASSISI

Poco si sa di questa sua incarnazione in Italia nel tempo del "Poverello di Assisi". È possibile che abbia seguito Chiara di Assisi, fondatrice dell'ordine delle Clarisse. La sensibile ammirazione di Joanna per Francesco di Assisi, ci fa pensare che ci sia tra loro un legame più grande di quello che ci è permesso sapere.

SUORA JUANA INÉS DE LA CRUZ

Rinasce nel 1651 nella piccoa San Miguel Nepantla, a 80 km circa della citta del Messico, con il nome d Juana de Asbaje Y Ramirez de Santillana, figlia di padre basco e madre indigena.

Dopo 3 anni, innamorata delle lettere, osservando sua sorella che imparava a leggere e scrivere, inganna la professoressa dicendo che sua madre aveva chiesto di insegnarle le prime lettere.
A 5 anni cominciò a scrivere versi. A 6 anni dominava perfettamente l'idioma patrio, oltre a possedere abilità   per il ricamo e altri lavori comuni alle donne dell'epoca.
Nella capitale, verso i 12 anni, Juana imparò il latino in 20 lezioni e ilportoghese da sola. Inoltre  parlava nahuati, una lingua indigena. Il marchese di Mancera, volendo creare una corte brillante, invitò la fanciulla prodigio di 13 anni per fare la dama di compagnia di sua moglie. A corte incantò a tutti con sua bellezza, intelligenza e grazia, suscitando ammirazione, anche per le sue poesie.
Ma la sua sete di sapere era più forte dell' illusione  di continuare a brillare a Corte.
A causa della sua incessante ricerca di unione con il divino, ansiosa di comprendere Dio attraverso la sua creazione, decise di entrare nel Convento delle Carmelitane  Scalze a16 anni. Non abituata alla vita rigida, si ammala e ritorna alla Corte. Seguendo l'orientamento del suo confessore, entra nell'ordine di San Jeronimo da Conceição, che aveva  obbligazioni religiose meno rigide, e così  poté dedicarsi alle lettere e alla scienza. Ricevette il nome di Suora Juana Inés de la Cruz. Lì, circondata da strumenti musicali, libri, globi terrestri, Juana studiava, scriveva i suoi poemi, pezzi religiosi, canti di Natale e musica sacra. Era conosciuta come  monaca della biblioteca.
Si immortalò per difendere il diritto della donna di essere intelligente, capace di insegnare e predicare liberamente.
Nel 1695 ci fu un'epidemia di peste nella regione. Juana soccorse giorno e notte le religiose, che insieme alla maggioranza della popolazione erano ammalate. A poco e poco le sorelle morirono una dopo l'altra e quando più nessuna religiosa rimase in vita, lei, ammalatasi, morì, aveva 44 anni.

SUORA  JOANA ANGELICA DE JESUS

Passati 66 anni del suo ritorno alla Patria Spirituale, tornò adesso nella città di Salvador, nello stato di Bahia, in Brasile, nel 1761,come Joana Angélica, figlia di una ricca famiglia. All'età di 21 anni entrò nel Convento della Lapa, come fancescana, con il nome di Joana Angélica de Jesus, facendo la professione della fede come suora delle Religiose Riformate di Nostra Signora della Concezione. È stata sorella, scrivana e vicaria e nell'anno 1815 diventò badessa. Il giorno 20 febbraio 1822, difendendo coraggiosamente il Convento, la casa del Cristo, così come l'onore delle giovani che vi abitavano, fu assassinata dai soldati che lottavano contro l'Indipendenza del Brasile.
Nei piani divini  c'era già un programma per questa sua venuta in Brasile, quando ancora era reincarnata come suora Juana Inés de la Cruz in Messico. Infatti così si spiega la sua estrema facilità ad imparare il portoghese. È che nelle brasiliane erano reincarnati e reincarnerebbero Spiriti legati a lei e che desiderava aiutare. Tra di loro Amélia Rodrigues, poetessa, educatrice, che ha vissuto alla fine del XIX secolo.

JOANNA NELLA SPIRITUALITÀ

Quando, nella metà del secolo XIX, un movimento di rinnovamento si sparse per l'America e per l'Europa, facendo suonare per tutto il pianeta la canzone di speranza con la rivelazione della vita immortale, Joanna de Ângelis fondò il gruppo dello Spirito della Verità, per il lavoro di impianto del Cristianesimo redivivo, del Consolatore promesso da Gesù.
In "Il Vangelo Secondo gli Spiriti" troviamo due messaggi firmate da "Uno Spirito Amico". Il primo nel capitolo IX tratto 7, con il titolo "La Pazienza", scritta a Havre, 1862. Il secondo nel capitolo XVIII, tratti 13 e 15 intitolato "A chi ha sarà dato". Se osserviamo bene, vedremo la stessa Joanna che ci scrive oggi, dettare nel passato una bella pagina, come modello delle nostre attitudini, in qualsiasi situazione. Nel mondo spirituale, Joanna abita in una bella regione, vicina alla Terra.
Quando molti Spiriti legati a lei, antichi cristiani equivocati, si prepararono a reincarnare, riunì tutti e progettò la costruzione, sulla Terra, sotto il cielo di Bahia, di una copia, anche se imperfetta, della Comunità dove abitava nel Piano Spirituale, con l'obiettivo di redenzione degli antichi cristiani, creando un'esperienza educativa che dimostrasse la possibilità di vivere in una communità, realmente cristiana, nei giorni attuali. Spiriti gravemente infermi sarebbero venuti nella condizione di orfani, offrendo opportunità di miglioramento, liberandosi dalle ingiunzioni carmiche più dolorose e avanzando verso Gesù.
Quando tutto era tracciato, Joanna cercò Francesco d'Assisi, chiedendogli di esaminare i suoi piani e di aiutarlae nella realizzazione nel piano materiale.
Il "Poverello di Dio" concordò con la Guida e si prestò a collaborare con l'opera affinché "in questa Communità non fosse mai dimenticato l'amore per gli infelici del mondo o negata la Carità ai "figli del Calvario", ´né si stabilisse la presunzione che è verme a distruggere  più grandi edificazioni del sentimento morale.
Passò quasi un secolo, quando gli operai del Signore iniziarono nella Terra, nell'anno 1947, la materializzazione dei progetti di Joanna, che ispirava e orientava, aiutata da tecnici spirituali dedicati che sparsero ozono speciale nella regione scelta, dove sarebbe stata costruita la Mansão do Caminho.
I collaboratori si reincarnarono in posti diversi, in epoche differenti, con istruzioni diverse ed esperienze diversificate, per essere pronti quando sarebbero stati chiamati per accudire ai compromessi assunti nella spiritualità.
L'Istituzione crebbe sempre compromessa dai caduti nelle prove, coloro che si trovano a un passo della pazzia, i sofferenti della Terra. Grazie alle attività sviluppate nel piano spirituale e nel piano materiale, con la terapia di emergenza a nuovi disincarnati e cure speciali, la Mansãodo Caminho ha acquistato una vibrazione di spiritualità che soppianta le umane vibrazioni di coloro che lì abitano e collaborano.

Estratto di un sito brasiliano di Joanna de Ângelis, che a sua volta fu estratto dal libro "La Veneranda Joanna de Ângelis, di Celeste Carneiro e Divaldo Pereira Franco.

 

Scarica il libro Risveglio verso la felicità - Joanna de Angelis - Divaldo Pereira Franco

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Published by il conte rovescio - in Esopsicologia
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1 dicembre 2013 7 01 /12 /dicembre /2013 20:04

Ci sono un paio di problemi che ho con la resa della Tolec della Terra e l'ascensione dell'umanità. In primo luogo il 14 Gennaio 2014 la data per lo spostamento nel 4 ° dimensione presenta un paio di domande. Abbiamo sempre  detto che non si sa la data precisa, solo il Creatore lo sa. Anche lui dice che sta per accadere, saremo tutti svegliati per  la 4 ° dimensione: sarà proprio così? Che tutti capiranno in una sola volta, anche le persone che non hanno consapevolezza spirituale che ancora vivono in odio, rabbia e paura????

Non ho l'impressione che si capisca veramente cosa stia andando verso la consapevolezza, soprattutto quando le persone con cui ho lavorato  sono focalizzate sulla costruzione di una Nuova Terra nella 5a dimensione - non la 4 ° dimensione. Forse è parlare di un aspetto minore della Terra che si sposterà al 4 ° dimensione su una linea temporale diversa, non lo so. 

Colui che  va fuori nella natura di quiete e solitudine per aprirsi a informazioni in entrata. Questo è il caso di avere la capacità di accedere veramente alle dimensioni superiori, è tutto quello che viene fatto perché le Dimensioni Superiori sono dove ci colleghiamo con la nostra essenza - non la terza dimensione. Senza entrare in stati di profonda lucidità di coscienza come può onestamente accedere regni superiori per sapere che le informazioni che sta ricevendo proviene direttamente dalla fonte? La sua versione semplificata rispetto della spiritualità lascia molto spazio per la domanda.

Detto questo, il motivo per cui sto postando questo è tutto ciò che ha detto circa l'importanza di liberare energia paura e trasmutare la "carica" ​​dalle esperienze passate, perché l'energia negativa rimane sepolta nel nostro subconscio in attesa di essere "fomentata" in una risposta innescata. Questo è importante per fare il lavoro necessario, spiritualmente, per guarire le ferite del passato emotivio che può tornare:  è una delle chiavi del per sbloccare la nostra libertà spirituale. Sono assolutamente d'accordo che è l'essere spirituale e condurre una vita basata spiritualmente, è molto più che essere "più vicino a Dio" che non è altro che un meme New Age a mantenere milioni di persone in uno stato di non- azione. Affrontare il tuo ego e le tue paure è una parte del lavoro più duro che si potrà mai fare, ma è anche la più gratificante, una volta chiarito il concetto  negativo, basato emotivamente su "oneri" che continuano a riapparire nella tua vita attraverso gli stessi modelli che fino ad ora  trasmutano la paura e la carica sulla base di una carica di amore. Questo può essere fatto non appenal'energia dell'amore, ma soprattutto attraverso la forza "energetica" del perdono apertamente esprimono l' "energia" di gratitudine per gli insegnamenti tratti da queste esperienze passate.

Sia il perdono e la gratitudine sono energie molto potenti che deve venire attraverso il cuore per essere efficaci, solo dicendo "grazie" o "ti perdono"devono derivare realmente dal cuore e non dalla propria bocca senza crederlo. L'energia di gratitudine e perdono deve provenire dal cuore di avere un impatto reale sulla realtà. Se si dispone di schemi e situazioni che continuano a riapparire nella tua vita negativa, l'unico modo per muoversi veramente èpassato  utilizzare l'energia di gratitudine, il perdono oltre ad amare come strumenti per trasmutare l'energia del dolore e della paura da ferite del passato quindi rilasciare tale situazione al nucleo galattico. Lasciarlo andare in modo da poter andare avanti ...

 

 

Tolec descrive un'esperienza che aveva nella sua vita nei suoi primi 40 anni - e di come ha superato con successo molti, dolori emotivi "negativi" e fa male dalla sua vita in anticipo .. per ora vive una paura libera, senza paura, la vita auto-potenziata.

 

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