Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
6 novembre 2012 2 06 /11 /novembre /2012 21:30

http://1-ps.googleusercontent.com/h/social-news.net1news.org/sites/default/files/imagecache/Home_immagine_evidenza/620x400wschermata_2012-11-06_a_00.27.08.png.pagespeed.ic.Ye76qcxT7u.jpgIn questi ultimi tempi i mass media non hanno fatto altro che riproporci storie inverosimili riguardanti UFO o alieni, ma le teorie sulla veridicità o meno di questi avvenimenti sono abbastanza contrastanti. C’è chi ci crede, c’è chi non ci crede.

Così si interpellano gli scienziati e si scopre con grande stupore che gli unici a sostenere la storia dei rapimenti alieni sono quegli studiosi che non hanno studiato solo nel chiuso del proprio laboratorio, ma si son concentrati sui casi specifici, ascoltando cioè tutti quei testimoni che affermano di essere stati rapiti.

David Jacobs, docente della Tample University è uno di questi. Si tratta di uno studioso che ha analizzato oltre 150 persone per un totale di 1100 casi di rapimenti alieni. Racconta di aver approcciato all’argomento convinto che “questi rapimenti non esistessero nella realtà e si diceva pronto a trovare il modo per provarlo”. Improvvisamente però si è trovato dinanzi ad una caratteristica comune a tutti coloro che affermavano di essere stati rapiti: tutte queste persone si vergognano a raccontare la loro storia, anche e soprattutto perché ricordano questi rapimenti come “reali” e quindi difficilmente credibili. Ogni persona che ha subito un rapimento è stata poi rapita a più riprese durante l’arco della sua vita. Molte di queste persone inoltre, hanno deciso di non rivelare la propria identità e, pur facendosi guardare in volto dallo scienziato, hanno preferito usare uno pseudonimo terrorizzati dalla possibilità che qualcuno conoscesse la loro storia.

http://www.zenitmagazine.it/foto/595.jpgDINAMICA DEL RAPIMENTO – Durante il primo incontro venivano estratti ovuli o sperma dal corpo dei rapiti.Ne i rapimenti successivi invece, le donne affermavano di aver tenuto in braccio un neonato caratterizzato da un corpo a metà tra un umano e un alieno. Talvolta questi neonati erano più simili ad un umano, altre volte più simili ad un alieno. Le donne affermavano che si trattava di neonati deboli, pallidi, con pochi capelli in testa. Quasi tutte pensavano che, qualsiasi cosa fossero e chiunque li avesse generati, quei bambini non avevano ricevuto il giusto nutrimento. Ci sono anche stati casi di rapimenti familiari cioè persone che venivano rapite insieme alle proprie famiglie. David ha quindi affermato di credere al rapimento alieno e di averne testato le prove analizzando sia i dispositivi microscopici installati nel corpo umano di questi individui, sia per aver potuto constatare l’onestà di queste persone appartenenti a paesi diversi.

Ma come credere a questa dichiarazione? Per Jacobs, l’assoluta assenza di egocentrismo da parte degli individui esaminati depone a loro favore. Inoltre tutti hanno conferito delle versioni praticamente identiche. Jacobs ha perciò affermato: “Mi sono arreso a queste persone e ho dovuto ammettere che il rapimento alieno esiste ed è folle chi sostiene il contrario. L’unica cosa che posso dedurre dalle storie raccontatemi è che gli alieni siano interessati a riprodursi con noi umani con il fine di colonizzare il pianeta Terra tramite una politica di infiltrazione. Io ho molta paura e sono preoccupato per le generazioni future. Molti credono che gli alieni non abbiano una natura cattiva solo perché non ci hanno attaccato pur avendo una conoscenza superiore, ma non è così”.

Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in fake-video foto ufologici e non
scrivi un commento
2 novembre 2012 5 02 /11 /novembre /2012 19:40

Incredibile, finalmente arriva la verita' celata per anni. Attendavamo questa notizia da parecchio tempo ed ecco a voi le prove:

Questa che leggerete e' una lettera giunta al noto fototecnico e fotografo professionista  Sig. Paolo Bertotti:

 

Salve,
sono Gregor Paoli, ho 36 anni, vivo negli U.S.A. e le scrivo per precisa volontà testamentaria di mio nonno,
Adolph J. Paoli, morto recentemente per dei problemi polmonari sviluppati durante il suo servizio militare ed
evoluti recentemente in un cancro sclerotico.
Negli ultimi anni si era aggravato, non riusciva quasi più a parlare per via delle metastasi che gli ricoprivano l’
intero sistema polmonare, e decise di affidare ad uno studio legale le sue ultime volontà in forma scritta, che
recentemente sono state lette di fronte a tutta la nostra famiglia: mia madre Jenny, mio padre Robert io e mio
fratello Brad.
Prima della lettura l’ avvocato (o notaio?) fece portare nel suo studio una scatola delle dimensioni di una piccola
valigetta e ci anticipò che le ultime volontà di mio nonno erano legate al contenuto della scatola, poi aprì la lettera
sigillata
Quello che ascoltammo dopo ci gelò il sangue, il testamento comprendeva degli obblighi da rispettare per ottenere
l’ intera eredità di mio nonno: erano quasi 800.000 dollari più gli interessi maturati in più di 35 anni , e in più
erano comprese delle case, per la precisione 3, localizzate in varie parti degli USA,la cosa strana era che tutte le
case e il conto dell’ eredità erano intestate a nomi di altre persone, l’ avvocato ci spiegò che utilizzare degli
pseudonimi era perfettamente legale per garantire l’ anonimato del compratore, in questo caso proprio nostro
nonno…dovevamo capire a quel punto che c’ era qualcosa di strano, e lasciare perdere, da subito, ma quei soldi
erano tanti, troppi.
C’ erano come scrivevo, degli obblighi da rispettare per avere accesso all’ eredità:
Ma non solo, l’ avvocato ci disse che dovevamo svolgere un altro piccolo compito.
La scatola di cui scrivevo prima conteneva un grosso plico sigillato anch’ esso come le disposizioni
testamentarie…non l’ avessimo mai aperto!
L’ avvocato se ne andò, disse per precisa volontà di mio nonno, precisando di chiamarlo quando avessimo rimesso
nella scatola il plico. Lui NON doveva vedere quello che c’ era dentro.
Nel plico c’ erano diverse cose, un cartoncino con l’ indirizzo di una persona nell’ esercito USA e dietro stampato
un codice alfanumerico, una busta con dentro 15 striscie di vecchia pellicola fotografica molto grandi (ho scoperto
poi che sono dei “70mm”) del tipo diapositiva e infine una lettera d’ istruzioni, che aprimmo.
Siamo contenti che la verità sia uscita fuori. Forse non cambierà nulla ma almeno tutti sapranno quanto i governi
possono mentire. Quanto possono piegare la volontà e farci credere quello che vogliono.
Le invio di seguito copia del testo originale.

 


 

Los Angeles, 16 gennaio 2012
Carissimi,
lo so, è solo questione di tempo, vedo i vostri visi che mascherano la vostra tristezza quando venite a trovarmi e
state per un po’ accanto a me, la stessa tristezza che è la mia.
Ho servito la patria nel migliore dei modi, ho ubbidito quando c’ era il bisogno di salvaguardare il paese, di
difenderlo, e ho anche fatto cose spiacevoli, ho anche ucciso, e ora che sono oramai vecchio mi sono reso conto
che una farsa può salvaguardare la difesa del paese, ma non può salvaguardarne l’ onore.
Specialmente il mio.
Nelle cose spiacevoli che ho citato prima, ho dimenticato il mentire, e la perdita del mio onore, che spero vorrete
restituirmi, dopo la mia morte desidero essere sepolto nel cimitero militare di Tupanawee , e poi desidero che
facciate sapere al paese quanto inutile sia vincere una guerra fredda con l’ inganno, perché l’ inganno può andare
bene per vincere il nemico, ma non per ingannare il paese stesso.
Nel plico ci sono delle pellicole diapositive 70mm, sono esattamente 15 striscie da quattro fotogrammi l’ una, se le
guardate contro una fonte luminosa noterete che in molte non cè altro che polvere e un cielo notturno, mentre in
alcune noterete delle figure, non sforzate troppo gli occhi, la maggior parte sono fuori fuoco, è uno dei miei
“servizi” che realizzai per l’ esercito, e purtroppo sbagliai nell’ utilizzo della macchina fotografica. Stavamo
lavorando ad un grosso progetto. Nemmeno la mia cara Gladys seppe mai nulla di quello che facevamo veramente
nel 1352ND MOTION PICTURE SQUADRON alla Lookout Mountain Air Force Station.
Guardate bene le foto, sono astronauti, e quelle sono foto che sono comunemente sono conosciute come foto
lunari, ma le mie sono diverse, non notate nulla di strano?
Ci sono due astronauti in molte delle foto perché sono stato io a scattarle, e no, io non sono mai stato sulla Luna,
esattamente come quei due, Armstrong e Aldrin, e nemmeno Collins, che comunque sia potuta andare non avrebbe
mai messo piede su quel maledetto pezzo di roccia inutile.
So che adesso vi starete guadando tutti, increduli ma è la verità, non siamo stati sulla Luna.
Le diapositive che avete in mano le occultai io, e sono l’ unica prova reale di quello che state leggendo. Non
rimuovetele dalle buste, e soprattutto se proprio qualcuno dovrà farlo, che usi dei guanti antistatici: non toccatele a
mani nude, sono estremamente fragili dopo 40 anni.
Perché le occultai dopo lo sviluppo al laboratorio, con la complicità dello sviluppatore?
Semplicemente perché erano fuori fuoco leggermente e avevo inquadrato entrambi gli astronauti,
e quello poteva costarmi l’ assegnazione, pregai lo sviluppatore, che mi doveva un paio di favori di consegnarmi
le striscie, dopo le avrei distrutte, e bruciai un rotolo di pellicola identica facendola sviluppare, manomettendo
contemporaneamente la guarnizione a tenuta di luce della Hasselblad per incolpare l’ attrezzatura: quella l’
avrebbero riparata, io avrei mantenuto il posto. 

E infatti fu così, mi andò bene, un paio di smorfie per l’ attrezzatura da riparare, ma nulla più, d’ altronde una
piccola menzogna contenuta in una grande che male poteva fare?
Continuai a scattare, riconsegnare rotoli sviluppati, stavolta scattati secondo le specifiche coreografiche e fummo
pronti a consegnare la menzogna al mondo, finalmente…anche perché quella polvere entrava dappertutto, proprio
dappertutto, anche nei miei polmoni.
Gli astronauti “lunari” avevano la fortuna d’ indossare delle tute perfettamente funzionanti e condizionate,
attaccate per alleggerirgli il lavoro a cavi di nylon sperimentale quasi invisibili, se non si puntava un faro a 20
pollici di distanza non li vedevi.
Loro non hanno il cancro, come me. E come i miei colleghi…siamo restati in tre.
Ora dovete fare sapere a tutti quello che è successo, oppure mettere via la lettera, non accettare le mie condizioni e
non beccare un soldo, mi dispiace, ma questi obblighi sono per salvaguardare la vostra incolumità, il governo
verrà a cercarvi, e voi dovete far sapere al mondo delle diapositive.
Nell’ allegato che vi è stato consegnato troverete una lista d’ indirizzi. Comprendono alcune associazioni
ufologiche, un paio di professori universitari e dei centri di ricerca, ed altri.
Dovete fare una copia per ogni strip di diapositive e inviarla assieme alla copia della mia lettera ad ogni indirizzo
lì segnato.
L’ avvocato si occuperà di tutto assieme a voi. Controllerà che tutto sia rispettato.
Ora sono sereno, perché so che dopo la mia morte nessuno potrà più minacciarvi perché quando tutti sapranno,
sarà troppo tardi per mettervi a tacere.
Ora so che riposerò in pace, senza questo enorme peso sulla coscienza.
Che Dio ci perdoni tutti, e perdoni l’ orgoglio e la stupidità umana.
In Fede,
Vostro Adolph J.Paoli

 


 

Questo ha davvero dell'incredibile infatti non finisce qui', il sig. Bertotti in arte PhotoBuster e' riuscito a procurare e sviluppare i famosi negativi citati nella lettera ed ecco a voi il risultato:

 

http://1.bp.blogspot.com/-47joKmcWnks/UJOQWCxlcVI/AAAAAAAAAxc/ArBvvgY0-uo/s320/1.jpg

 

http://4.bp.blogspot.com/-S1xLtpgvLRg/UJOQfHX6wmI/AAAAAAAAAxk/nZHdixw4wFo/s320/2.jpg

 

http://2.bp.blogspot.com/-Vn3_cEHhxes/UJOQo_mkmdI/AAAAAAAAAxs/81-oTemrklk/s320/3.jpg

 

http://1.bp.blogspot.com/-IDvahNa7vrA/UJOQxterOTI/AAAAAAAAAx0/j6j88xQ_FiQ/s320/4.jpg

 

Qui' trovate tutta la documentazione 

 

Qui' l'autore dell'articolo Paolo Bertotti 

 

 

 

 

 

P.S. Grazie Paolo per queste emozioni che ci regali! W i Fake!

Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in fake-video foto ufologici e non
scrivi un commento
2 novembre 2012 5 02 /11 /novembre /2012 10:52
Sack AS-6
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Germania nazista sviluppò diversi modelli di aeroplani dal profilo alare circolare. Uno dei pochi che riuscì a volare fu il Sack AS-6, che si sollevò in aria per la prima volta nel 1944.
Era dotato di una pessima manovrabilità per via del fatto che le ali non riuscivano a contrastare efficacemente il movimento rotatorio del motore, e quello che si ritiene l'ultimo esemplare originale è stato fatto a pezzi dai piloti dopo un atterraggio di fortuna in tempo di guerra allo scopo ottenere legname per scaldarsi durante la notte.
Vought XF5U
Un design a "tutta ala" per un aereo americano progettato durante gli anni '40 del 1900. Le prestazioni erano promettenti, con una velocità massima di quasi 900 km/h e un carico utile di circa 8 tonnellate, ma la propulsione a elica fu ben presto soppiantata dai motori jet, e nel 1946 il velivolo era già considerato obsoleto.
Couzinet RC360 Aerodyne
Progettato dal francese René Couzinet negli anni '50 del secolo scorso, è un velivolo a forma di disco che non fu mai realizzato perché il governo francese considerò il progetto troppo dispendioso e difficile da realizzare.
Couzinet costruì solo un modello in scala del velivolo, alimentato da tre motori da 135 cavalli ciascuno (sei nel modello finale) e direzionabile tramite 50 piccoli alettoni capaci di garantire un certo grado di manovrabilità. Il pilota sedeva nella capsula al centro del disco.
Astro Kinetics Dynafan
Presentato per la prima volta nel 1964, il velivolo era una sorta di cappello dotato di una minuscola cabina di pilotaggio aperta. Per volare, il Dynafan sfruttava l'effetto Coanda, la tendenza di un gas (in generale, un fluido) a seguire il contorno della superficie più vicina.
Questo sistema di propulsione eliminava la necessità di rotori, e avrebbe consentito prestazioni pari a quelle di un elicottero.
AVROCAR VZ-9AV
Uno dei più celebri velivoli a forma di disco, l' Avrocar era stato segretamente costruito tra il 1958 e il 1961 su commissione del governo statunitense. Anche in questo caso viene sfruttato l'effetto Coanda, ma è necessario solo un motore per fornire la spinta necessaria al volo.
Sebbene più maneggevole dei suoi predecessori, l'Avrocar non era adatto al volo supersonico per via della sua forma, e fu inizialmente progettato come "jeep aerea" con compiti simili a quelli che svolsero gli elicotteri americani durante il conflitto vietnamita.
Il velivolo poteva superare una velocità di 400 km/h e una quota di 3.000 metri, con un raggio d'azione di poco superiore ai 200 km e un carico utile di mezza tonnellata scarsa.
Lenticular Reentry Vehicle (LRV)
Il velivolo sembra sia stato progettato per trasportare testate nucleari durante la Guerra Fredda, e sganciarle da altezze orbitali. L'origine del concetto è il progetto Pye Wacket, che cercava di elaborare design lenticolari per testate atomiche e convenzionali.
LVR, tuttavia, era molto più che una semplice testata: l'equipaggio di quattro uomini sarebbe stato costretto a vivere per sei settimane in orbita bassa raggiunta tramite un motore a razzo, fianco a fianco ad un reattore nucleare come generatore di elettricità e chissà quante bombe atomiche nella stiva.
Probabilmente, la produzione del velivolo è stata fermata poco dopo il prototipo, e non c'è dato che attesti che il Lenticular Reentry Vehicle si sia mai sollevato da terra.
Sikorsky Cypher
Verso la fine degli anni '80, la Sikorsky Aircraft creò un piccolo velivolo senza pilota chiamato "Cypher", dal diametro di quasi due metri e un peso di 20 chilogrammi. Il motore che lo faceva sollevare da terra aveva una potenza di quasi tre cavalli, ma si trattava di un prototipo dimostrativo.
Il modello finale pesa 110 kg ed è spinto da un motore da 53 cavalli di potenza. E' stato largamente impiegato durante le dimostrazioni civili nel corso degli anni '90, fino a quando è stato realizzato il prototipo Cypher II, commissionato dalla Marina americana con il nome in codice "Dragon Warrior".
Velivoli "lightcraft"
E' possibile volare sfruttando la potenza di un laser? Pare proprio di si, come dimostrano i "lightcraft", piccoli velivoli sperimentali spinti da un laser/maser.
Questo genere di propulsione è differente dalle vele solari spaziali, perché sfrutta la creazione di plasma incandescente per poter generare una spinta.
Il concetto è in corso di sperimentazione e miglioramento per la futura (e ancora del tutto ipotetica) realizzazione dell' "ascensore spaziale".
SiMiCon Rotor Craft (SRC)
Concept in corso di sviluppo, è un piccolo velivolo senza pilota del diametro di 4,5 metri e finora realizzato solo in scala (1,5 metri di diametro). Ha un profilo circolare, e può volare come un aereo tramite la spinta di motori a reazione, o come un elicottero estraendo un set di quattro pale dalla fusoliera.
Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in fake-video foto ufologici e non
scrivi un commento
29 ottobre 2012 1 29 /10 /ottobre /2012 20:57

Rido e mi diverto davanti a tanta satira e quando leggo questi articoli su altri blog non posso far altro che condividerli e postarli qui' nella mia raccolta personale:

 

Ricevo dal Fizu, a nome anche di tanti componenti il nostro gruppo su Facebook, “Quelli di Mistero bUFO”, questo post che fa riferimento alle recentissime dichiarazioni di Roberto Pinotti, segretario del Cun. E’ un testo duro e aspro, ma è anche un’opinione e, dunque, ha pieno diritto di cittadinanza nel blog. Per movimentare ancora di più le già scosse acque, apro il dibattito con una provocazione, stile avvocato del Diavolo: e se avesse davvero ragione Pinotti? (però non mi quadra almeno una cosa: in uno scenario del genere si è scordato degli Alieni e del loro avvento? Proprio lui…?)

Vi è un serio studio per capire la cosiddetta “fisica dei pop corn”, quando scoppiano, come lo fanno, quale pressione interna raggiunga il chicco etc etc… Il processo è affascinante, il chicco riesce a raggiungere una pressione di ben 9 atmosfere prima di esplodere, come una vera e propria bomba, e rimbalzare con il tipico “TING” sul coperchio della pentola. Roberto Pinotti, segretario del Centro Ufologico Nazionale, ha cominciato da qualche giorno a dare segnali inquietanti in merito alla fine della nostra civiltà. Inizialmente (il 17 agosto) ha coinvolto la numerosa utenza delle sue pagine Facebook con il filmato presente a questo link. In pessimo italiano e con una colonna sonora abusata sin dai tempi del “primo 2012”, il video che ti salverà la vita, suggerisce rapidamente (a mo’di opuscolo) che cosa aspettarsi dalla catastrofe prossima e ventura. Sicuramente non indica correttamente che cosa aspettarsi a livello astrologico (non astronomico), dato che ha la pretesa di farci credere che dopo l’era dei Pesci verrà quella dell’Acquario… Quindi Pinotti effettua un “endorsement” di un video sgrammaticato, inesatto anche a livello di segni zodiacali e fondamentalmente allarmista. C’è chi pensa ad un “test sociologico”, tentando di salvare l’immagine complottista che Pinotti si cuce addosso, e chi invece comincia a contare le atmosfere che premono sul pericarpo. Passa qualche giorno e il buon segretario (ex presidente) della maggiore associazione ufologica italiana, con migliaia di iscritti pronti a sottoscrivere (e a battagliare) la seria sua competenza, lancia finalmente l’allarme globale. “TING”. “Manca poco” , “Preparatevi”, “Massimo un mese”, “NWO”,”Padroni del mondo”,”Regime militare”… e tutti i tipici cliché complottisti in stile Haarp Rettiliano… Non sono messaggi leggeri, sono dichiarazioni forti e decise. Pinotti ha addirittura paura di non essere capito (mi domando come…) e quindi ribadisce colpo su colpo l’informativa: sta per finire il mondo… non fatevi cogliere impreparati… Inquietanti le dichiarazioni di “utilità” o “inutilità” di determinate persone al prosieguo della civiltà umana, si pongono le basi della lotta fratello contro fratello utilizzando le più incredibili falsità e manipolazioni delle menti deboli.Il complotto.Dichiarazioni che fanno coppia con quelle della profetessa della fratellanza galattica, quando suggerisce di non adoperarsi a salvare anziani e malati, perché inutili. Insomma, manca un mese (o meno), fate scorte alimentari, compilate una lista di persone “inutili” ed attendete: ciò è quello che con tutta certezza, secondo il segretario del Cun, Roberto Pinotti, accadrà. Su Facebook si accendono le discussioni, chiaramente i complottisti che oramai da mesi monetizzano tali falsità sulla rete cominciano a gongolare… I più si grattano la testa cercando di capire se Pinotti ci sta prendendo in giro e in pochi si godono l’aspettato “TING”. Lasciando stare il significato del messaggio, ritrovabile in molti altri Profeti di Sventura, la domanda che maggiormente viene posta su Facebook, nel nostro gruppo e altrove, riguarda la coerenza di Pinotti. Come molti  complottisti, infatti, egli si guarda bene dal fornire la benché minima prova o riferimento rispetto a quanto dichiara. Una sorta di “dovete credermi” che purtroppo potrebbe essere accolto da migliaia di persone che ritengono Pinotti una persona affidabile, soprattutto per via della sua “cultura”. E’ un becero allarmismo non supportato, una sirena pericolosa che viene fatta suonare a tutto volume dalla persona che più può raccogliere ascoltatori italiani in questo campo. Un gesto pericoloso. C’è chi rimane stupito da tale irresponsabilità e chi chiede una “condanna” tout court. C’è chi invece (come me) lo ritiene del tutto in linea col personaggio e con la stregua di imbonitori vestiti da finti moderati che alimentano un business multimigliaiaio ai danni degli abbocconi. Recentemente, dopo le tristi esternazioni che Pinotti ci aveva regalato sul gruppo di Facebook “Quelli di mistero bUFO”, definendoci praticamente delle nullità (salvo poi venire sul blog a spammare volantini per conferenze a pagamento), ero stato informato della inabilità di Pinotti all’utilizzo del mezzo informatico e mi era stata prospettata l’eventualità che potesse trattarsi del suo collega e presidente del Cun, Vladimiro Bibolotti, che alle volte prende il timone dell’account di Pinotti e dispensa giustizia in giro per la rete.Che sia così anche stavolta? Insomma, dietro agli allarmismi e agli inviti (più o meno espliciti) ad eliminare gli “inutili”, potrebbe celarsi una chimera PinoVlado con il pericarpo ormai esploso e pronto a ricevere una leggera imburratura? Di certo c’è (ho chiesto consulenza ad un utente del gruppo, professionalmente avvocato, da cui spero di ricevere risposta) la possibilità di profilare un reato di “procurato allarme” o quantomeno il tentativo di destabilizzare l’ordine pubblico. Potremmo (e sicuramente già accade in minima parte) osservare gente che riempie le dispense, pensa ad armarsi per il “dopo”, si prende ferie per recarsi in “posti sicuri”, o comincia a pensare a come eliminare gli “inutili”… E il Cun? Beh, il Cun dovrebbe immediatamente prendere le distanze, allontanare Pinotti dalla sua carica e ristabilire una parvenza di serietà… E invece… E invece si riconferma il baronismo ufologico, la sudditanza a chi “sta lì da 40 anni e nel bene e nel male è un importante tassello dell’ufologia italiana” Si ma “importante” in che senso? Sono decine di anni che Pinotti fa affermazioni vaporose ed inconsistenti, dal possesso di prove schiaccianti (le tirasse fuori, no? Se sta per finire la civiltà, quando pensa di mostrarle?) a questi ultimi allarmi. Perché stupirsi? Chi non ha voluto vedere il calibro di questo ed altri personaggi simili, non può adesso indignarsi. Sono molte le maschere che vestono codeste persone e le più dannose sono proprio quelle di “moderato” o quelle di “mezzo scettico”, che utilizzano per bocciare i casi non monetizzabili e promuovere quelli da pubblicare sulle loro riviste. E’ giusto porsi domande come “perché lo ha detto?”, “avrà le prove di quello che dice?”, ma indica che ancora si cerca di salvare una categoria che palesemente, dopo anni di menzogne, sta raggiungendo le 9 atmosfere: dal caso Chiumiento con i suoi risvolti da Sisde, alle epurazioni di Baiata, ai deliri della fazione dei “Fratelli di Luce”, agli allarmi  cataclismici del Cun e così via… Consigliai tempo fa a Pinotti la lettura del manuale “Come friggere l’aria senza ungersi la camicia”, ma essendo io una delle tante nullità che si permettono di dubitare delle bufale dei vari Soli che brillano nel cielo dell’ufologia italiana, non fui preso seriamente. Forse avrei dovuto farci una conferenza a 30 euro ad ingresso per essere definito diversamente da “nullità”, insieme ad altri 230 utenti del gruppo FB e non so quanti del blog…  E’questa l’ufologia italiana – non è una domanda, è un’affermazione…- il crescere del pensiero critico sta mandando in malora orticelli coltivati con pazienza da anni, e la pressione sale…“TING”… L’utente Gucumatz ci suggerisce che anche nel 2008 il Maestro Malanga predisse il cataclisma dei cataclismi, salvo poi salvarsi in corner (fuori tempo massimo) dicendo, sorridendo, “Era un test””. Il salvacondotto del Test è sempre possibile (nessun riferimento, Massimo). E dopo aver allarmato migliaia di suoi lettori, parlando di “guerre, carestie, tempeste solari”, come “solo alcuni degli scenari possibili”, comincia l’indecorosa marcia indietro al grido di “sono un sociologo” e “stato sociale” … Fortunatamente, scripta manent… Usque tandem? Nel contempo, specifico che questo post è nei suoi contenuti (non so nella forma) condiviso da molti utenti “nullità” del gruppo Quelli di Mistero bUFO su Facebook e vuole rappresentare una sorta di “sentimento collettivo” che condanna tali imprudenti esternazioni ed assesta la non affidabilità del segretario del Cun, Roberto Pinotti.
“TING”

 

 

 

FONTE    Il_Fizu e “Quelli di Mistero bUFO”


COMPLIMENTI ALL'AUTORE DELL'ARTICOLO!

Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in fake-video foto ufologici e non
scrivi un commento
20 ottobre 2012 6 20 /10 /ottobre /2012 07:58
catturato_un_pipistrello_gigante_in_peru'

Alcuni militari dell'esercito del Perù hanno catturato qualcosa di veramente inquietante, come è possibile vedere nella foto sembra essere un pipistrello gigante, un animale mai visto prima, non sappiamo se si tratti di un fake. A quanto pare si dice che questo animale avrebbe spaventato molte persone in alcune zone del Perù e in altri paesi dell'America Latina, qualcuno sostiene sia la versione alata del Chupa Cabras ...

Anche se il mistero è bello e la foto colpisce in particolar modo per il pipistrello...notate il coltello sopra il pipistrello appeso....un pò grandino? fake? A voi il parere.....

 

 

Repost 0
Published by il conte rovescio - in fake-video foto ufologici e non
scrivi un commento
12 ottobre 2012 5 12 /10 /ottobre /2012 21:57

 

http://blog.focus.it/effetto-terra/files/2012/10/Hessdalen-lights.jpg 

Le luci di HESSDALEN sono indubbiamente il fenomeno inspiegabile che addossa curiosità e mistero ad appassionati ufologi e fan dgli avvistamenti ufo:Il mistero delle strane luci di Hessdalen è noto da decenni oramai. Sono un fenomeno luminoso che si è manifestato nei cieli della vallata di Hessdalen, in Norvegia, a partire dagli anni ’80. Si tratta di grandi dischi di luce di vari colori, tanto luminosi da rischiarare tutta la valle. Di forme diverse, a volte si fermano a mezz’aria per più di un’ora prima di sparire.
    Per la gente del posto inizialmente la cosa non ha rappresentato un problema, anzi il fenomeno richiamò i primi turisti i quali spesso tornavano a casa soddisfatti per la fortuna di aver assistito a qualcosa di particolare. Con il moltiplicarsi degli episodi il clamore dovuto al susseguirsi degli avvistamenti richiamò l'attenzione delle autorità e dei media, e con il conseguente fiorire di racconti più o meno credibili iniziarono i primi fastidi e nel contempo furono avviate le prime indagini governative e scientifiche, da cui però non sortì alcuna spiegazione plausibile.
Nel 1983 con la diffusione della notizia oltre i confini nazionali aumentarono progressivamente le visite dei curiosi e iniziarono ufficialmente gli studi e le ricerche internazionali, dapprima con il "Project Hessdalen" fondato da alcuni gruppi ufologici scandinavi, e in seguito con veri e propri drappelli di scienziati da tutto il mondo, tra cui diversi italiani.

Dal punto di vista radio la valle di Hessdalen è permeata di ogni genere di segnali nelle onde radio molto basse (VLF in particolare), la stragrande maggioranza dei quali sono interferenze di tipo "man-made". Una piccola parte di questi segnali contiene invece caratteristiche decisamente anomale, in particolare i segnali doppler nel range 1-3 KHz. Per quanto invece riguarda le palle di luce in quanto tali possiamo al momento affermare che: 1) il fenomeno luminoso apparentemente genera luce come un radiatore non-planckiano, gli aumenti di luce sembrano essere dovuti all'improvviso aumento della superficie radiante mentre la temperatura di colore resta pressoché costante; 2) l'aumento della superficie radiante non è dovuto ad espansione dei globi di luce, ma all'apparizione improvvisa di grappoli di piccole sfere concentrate attorno ad una specie di nucleo centrale; 3) il fenomeno luminoso, analizzando la distribuzione a 3-D della luminosità e verificandone il profilo molto netto, non ha le caratteristiche di un "plasma standard" ma di una materia che apparentemente simula un solido uniformemente illuminato; 4) il fenomeno di luce può raggiungere una potenza fino ai 20 KW; 5) la valle di Hessdalen è completamente elettrificata in quanto mostra ovunque tanti piccoli "flash" di brevissima durata che spesso riusciamo a registrare con foto a lunga posa.


Ma ora proprio gli italiani sembrano aver trovato la strada che potrebbe spiegare quelle luci.

Il video qui sotto descrive questa ipotesi:  

 

 

Jader Monari e altri ricercatori radio astronomi hanno formulato un’ipotesi molto convincente per spiegare il fenomeno. Il rame e lo zolfo di antiche miniere della valle insieme al ferro presente nelle rocce sul versante opposto della valle darebbero origine a una gigantesca “pila” naturale. Anche 2 anni ad agosto 2010, il fisico britannico David Turner, asseriva che  lo scambio di energia termica, elettrica e chimica tra un plasma e un'atmosfera ricca di vapor d'acqua e aerosol, è in grado di generare palle di luce dai profili nettissimi come quelli da noi osservati. Esse, essendo costituite da un vero plasma all'interno e da uno strato esterno con funzione refrigerante, producono energia con un meccanismo simile a una pompa termo-chimica: ciò permette l'esistenza di una struttura autoregolata e dai tempi di vita relativamente lunghi. Il plasma da cui tutto si origina è con ogni probabilità prodotto dalle flessioni tettoniche che a loro volta generano piezoelettricità ed effetti elettromagnetici simultanei nelle onde VLF e UHF: in tali condizioni secondo il modello del fisico cinese Juo Suo-Zou può formarsi un vortice di plasma. Questo interagendo con l'atmosfera genera ciò che poi vediamo. Ricordiamo che non sono pochi gli specialisti che hanno dedicato il loro tempo a questo mistero, e che per valutarne le caratteristiche fisiche sono state raccolte gran quantità di dati numerici, tramite tracciati radar, contatori geiger, spettroscopi, rilevatori IR, fotometria e diversi altri tipi di analisi.
Ad esempio sono state effettuate ricerche anche nei campioni di suolo raccolti in corrispondenza del passaggio del fenomeno, dove si sono notate alcune particolarità. In primis una leggera radioattività, probabilmente dovuta al ritrovamento di silicato di zirconio, "tessuti" silicei probabilmente di origine microfossile, mentre l'aspetto più enigmatico sono le particelle di ferro viste al microscopio, di forma perfettamente sferoidale, solitamente risconducibili a cadute meteoritiche e piuttosto insolite in natura. La cosa curiosa è che lo stesso tipo di microsfere è già stato rintracciato nelle analisi del terreno raccolto in corrispondenza di alcuni episodi ufologici, ad esempio nell'ex Unione Sovietica, così come ad Hessdalen nei punti precisi in cui il fenomeno si è manifestato..


Come in una pila le linee di forza trasportano particelle elettriche che possono dare origine alle “bolle” di luce che si osservano.

Questa tesi spiegherebbe anche perché le luci di Hessdalen (detti anche Ufo di Hessdalen) sarebbero più visibili durante le aurore, quando dal Sole arrivano particelle elettricamente cariche che innescano il fenomeno.

Nonostante ci siano testate giornalistiche che   avvieranno la notizia come esclusiva per aver risolto il mistero, da qualche anno la spiegazione poteva essere questa che avete appena letto: siamo sicuri che questa la verità?

 

Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in fake-video foto ufologici e non
scrivi un commento
9 ottobre 2012 2 09 /10 /ottobre /2012 18:11

Ingrandisci
http://www.cicap.org/new/images/a/q/Enki-Ea.jpg
Il famoso cerchio di Enki Ea comparso a Poirino nel 2011: ritenuto un mistero globale, è stato in realtà realizzato da Francesco Grassi del CICAP.

Francesco Grassi, ingegnere elettronico e sperimentatore del CICAP, ha rivelato al XII Convegno Nazionale del Comitato che si è chiuso ieri a Volterra, di avere realizzato il famoso cerchio nel grano di Poirino 2011, conosciuto in tutto il mondo come il cerchio di Enki Ea, perché si credeva contenesse un messaggio lasciato dall’extraterrestre il cui nome è legato anche alla profezia della fine del mondo nel 2012. Nella notte fra il 18 e il 19 giugno 2011 Grassi, insieme ad altri sei ricercatori del CICAP, ha creato questa formazione con lo scopo di studiare le reazioni degli appassionati di cerchi nel grano ad una serie di indizi, in parte voluti, in parte casuali, presenti nel disegno.

Francesco Grassi (Foto: Cristina Visentin)
Ingrandisci
Francesco Grassi (Foto: Cristina Visentin)

L’esperimento è pienamente riuscito, infatti nessuno si è interrogato sull’origine del cerchio. In compenso in tutto il mondo sono fiorite le interpretazioni sui presunti messaggi che sarebbero contenuti nella formazione. Qualcuno ha suggerito dei collegamenti con il surriscaldamento globale, altri hanno collegato il numero dei ciuffi di vegetazione non abbattuti con le coordinate geografiche di una località somala afflitta dal problema della siccità. Qualcuno ha persino visto nel disegno una rappresentazione simbolica delle costellazioni. “Credo che questo esperimento dimostri bene il processo di costruzione della credenza circa l’origine non umana dei cerchi nel grano. Da questo punto di vista, l’esperimento continua” ha detto Grassi concludendo il suo intervento e invitando tutti a confrontare le interpretazioni passate e future del cerchio di Poirino 2011.

Tutti i dettagli sulla vicenda sono raccontati da Francesco Grassi nel libro Cerchi nel grano: Tracce d’intelligenza (STES Editore) in imminente uscita. Il sito dell’autore è www.francescograssi.com.

 

FONTE www.cicap.org

Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in fake-video foto ufologici e non
scrivi un commento
6 ottobre 2012 6 06 /10 /ottobre /2012 21:10

L’Ammiraglio della Marina Americana Richard ByrdEvelin Byrd è stato il più noto esploratore antartico.

Una breve cronistoria: nel 1926 tentò di sorvolare il Polo Nord e dichiarò di averlo raggiunto, non riuscendo però a portare valide prove della sua affermazione.

Nel 1928, organizzò la prima spedizione nell’Antartico con due navi e tre aerei, riuscendo a sorvolare il Polo Sud il 29 Novembre 1929, primo nella storia umana.

Fu invitato, nel 1938, dalle autorità naziste a partecipare alla spedizione antartica "Neuschwabenland" dell’inverno 1938/1939, ma rifiutò.

La più importante spedizione antartica fu la quarta, l’Operazione Highjump. Nel 1946, il Segretario della Marina Forrestal organizzò la più imponente highjumpspedizione Antartica mai realizzata fino ad allora ed anche in seguito nessuna ha mai raggiunto l'imponenza dell'operazione Highjump, tanto da far pensare ad un'operazione militare.

Insieme alle mountolumpusnave Mount Olympus c’era la portaerei Philippine Sea e 13 navi appoggio, con decine di aerei, idrovolanti, elicotteri. I partecipanti erano più di 4500.

L'armada era divisa in tre gruppi, orientale, centrale e occidentale.

Il gruppo centrale giunse nel Mare di Ross il 30 dicembre 1946, e iniziò ad effettuare le esplorazioni previste. La spedizione terminò bruscamente alla fine del febbraio 1947 e rientrò sei mesi prima della data prevista anche a causa di alcuni gravi incidenti tra cui la caduta di due elicotteri, senza conseguenze per gli equipaggi..

Il più grave avvenne il 30 dicembre 1946.

Dalla USS Pine Island partì per l'ennesima ricognizione fotografica uno dei sei idrovolanti Martin PBM-5A Mariner in dotazione, il George One, che, george2dopo un pò di tempo, venne a trovarsi in una zona a visibilità zero.

Urtò un iceberg. Dallo squarciò fuoriscì il carburante e ciò ne provocò l'esplosione, evento non infrequente negli aerei di questo tipo.

Dopo lunghe ricerche, i superstiti vennero ritrovati dal George Two, l'11 bungergennaio 1947. 

Sei membri si erano salvati, tre erano morti.
 

L’11 Febbraio 1947 venne scoperta la cosiddetta oasi di Bunger, In quel giorno il comandante di un idrovolante PBM mariner, David Eli Bunger, dichiarò di aver visto uno spettacolo stupefacente: una grande zona scura di terra in mezzo ai ghiacci polari.

Gli uomini nella cabina di guida videro improvvisamente un punto scuro sopra l'orizzonte bianco ed, avvicinatisi, non poterono credere i loro occhi. Avevano trovato una vera e propria oasi. 

oasi di bungerBunger ed i suoi, dopo aver controllato con attenzione la regione, fecero ritorno alla USS Pine Island per fare rapporto su ciò che avevano visto. Vi tornarono successivamente e riuscirono ad ammarare in uno dei laghi.

L'acqua era dolce e calda per l'Antartide, circa 30°, e all'interno gli uomini trovarono alghe rosse, blu e verdi che davano ai laghi il loro colore caratteristico. Il paesaggio sembrava vecchio di migliaia di anni, quando la terra emergeva dai ghiacci dell'ultima glaciazione,

Byrd successivamente descrisse tale scoperta "di gran lunga la più importante", della spedizione.

Dopo poche ore, in tutto il mondo i quotidiani pubblicavano notizie su quell'oasi. Byrd decise per il 19 Febbraio 1947 di ripercorrere la rotta di Bunger. Come d’abitudine prendeva appunti precisi e costanti sul diario di bordo.

Poco tempo dopo il volo di Byrd, l'intera spedizione rientrò in patria.

L’unico articolo in grado di spegare l’arcano fu quello del prestigioso quotidiano cileno El Mercurio di Santiago del 5 marzo 1947. L'articolo di Lee van Atta riportava "che l'ammiraglio Richard E. Byrd riferiva sull’importanza strategica dei Poli" dalla Mount Olympus.

Concludeva con la seguente dichiarazione: “L'ammiraglio Byrd ha dichiarato oggi che è di importanza fondamentale per gli Stati Uniti attuare misure difensive contro la possibile invasione del paese di mezzi aerei in partenza dai Poli.”

Secondo alcuni occultisti egli si riferiva in realtà ad oggetti volanti non umani in grado di volare a grandissima velocità da un Polo all’altro, con cui era venuto in contatto.

 

 quotidiano el mercurio

 

In ogni caso molte questioni rimasero irrisolte: perché, malgrado le ingenti spese e mezzi, la spedizione tornò sei mesi prima?

Qual'era il vero scopo di quella armata militare?

Perchè un tale dispiego di mezzi e denaro poco tempo dopo la fine della II Guerra Mondiale?

Si trattava di un'operazione non geologica, come affermato, ma miliare, il cui scopo segreto era attaccare le Forze Naziste insediatesi segretamente in ANtartide dopo la spedizione "Neuschwabenland" (Nuova Svevia)? Questo fimato, russo, mostra immagini molto elequenti:

 

Nel 1949 il Segretario della Marina Americana Forrestal ebbe un collasso nervoso e fu trovato morto in quello che allora venne ritenuto uno strano suicidio. Forrestal temeva che ci fosse in atto una cospirazione sionista tesa al suo omicidio e nel marzo 2006 The Times di Londra ha rivelato che un analogo tentativo di agenti israeliani venne perpetrato nel 1946 per uccidere l’allora segretario agli Esteri britannico Ernest Bevin, notoriamente contrario alla creazione dello Stato ebraico. Ma l’attentato fallì grazie ai servizi segreti britannici.

Le scoperte più importanti dell’ Operazione Highjump vennero, comunque, tenute nascoste.

Tutto venne confermato dalla figlia, Pauline Byrd, la quale asserì: "Mio padre ha sempre tenuto accuratamente dei diari sui suoi viaggi e assolutamente un diario personale che manca. Non è per caso quello che è stato ritrovato tra gli effetti personali, in possesso dell'Università dell'Ohio? Voglio sapere se questo presunto diario è il suo. Io penso che la Terra sia cava, ma non lo so. Sin da quando questo volo del Febbraio del 1947 non è stato svelato, la mia famiglia è stata esposta a molte minacce. Voglio sapere la verità!"

In questo link trovererete un articolo, corredato da foto, sugli UFO di Byrd.

Byrd trascrisse le parti più importanti della spedizione tra le pagine bianche del suo diario del 1926, conservato successivamente, insieme a grandi quantità di altro materiale delle spedizioni polari di Byrd nel Polar Byrd Research Center dell'Università di Columbus, Ohio e lì scoperte da Goerler, capo archivista.

"Devo scrivere questo diario di nascosto e in assoluta segretezza. Riguarda il mio volo antartico del 19 febbraio dell'anno 1947. Verrà il tempo in cui la razionalità degli uomini dovrà dissolversi nel nulla, e si dovrà allora accettare l'ineluttabilità della Verità. Io non ho la libertà di diffondere la documentazione che segue, forse non vedrà mai la luce, ma devo comunque fare il mio dovere e riportarla qui con la speranza che un giorno tutti possano leggerla, in un mondo in cui l'egoismo e l'avidità di certi uomini non potranno più sopprimere la Verità.

 

air

 

 

DIARIO DI VOLO: CAMPO BASE , 19 febbraio 1947.

Ore 0600 - Tutta la preparazione per il nostro viaggio è completata, e siamo in volo con il pieno di carburante.

Ore 0620 - La miscela di carburante sembra troppo ricca. Aggiustato l'afflusso e il Pratt Whitneys vola tranquillamente.

Ore 0730 - Controllo radio con il campo base, è tutto a posto e la ricezione è normale.

Ore 0740 Hours- Note slight oil leak in starboard engine, oil pressure indicator seems normal, however. - Si nota una lieve perdita di olio al motore destro, tuttavia l'indicatore della pressione sembra normale.

Ore 0800 - Notata una leggera turbolenza da est ad una altitudine di 2321 piedi, correzione a 1700 piedi, la turbolenza cessa ma aumenta il vento in coda, piccolo aggiustamento della manetta, l'aereo procede ora normalmente.

Ore 0815 - Controllo radio con il campo base, situazione normale.

Ore 0830 - Incontrata nuovamente una turbolenza, saliti a 2900 piedi di quota, di nuovo ottime condizioni di volo.

Ore 0910 - Distese di ghiaccio e neve sotto di noi, notate delle colorazioni gialle diffuse linearmente. Cambiamento di rotta per effettuare un l’esame di queste configurazioni colorate, notate anche colorazioni color viola e porpora. Controllata quest'area con due giri completi e ritornati sulla rotta stabilita. Effettuato un nuovo controllo di posizione con il campo base e riportate le informazioni circa le colorazioni nel ghiaccio e nella neve sottostanti.

Ore 0910 - Sia la bussola magnetica che la girobussola cominciano a ruotare e ad oscillare, non ci è possibile mantenere la nostra rotta con la strumentazione. Rileviamo la posizione con il sole, tutto sembra ancora a posto. I controlli sembrano lenti nel rispondere e nel funzionare, ma non c'è indicazione di congelamento!

Ore 0915 - In lontananza sembrano esserci delle montagne.

Ore 0949– Trascorsi 29 minuti di volo dal primo avvistamento delle montagne, non è un miraggio. E' una piccola catena di montagne che non avevo mai visto prima.

Ore 0955 - Cambio altitudine a 2950 piedi, incontrata di nuovo una forte turbolenza.

Ore 1000 - Stiamo sorvolando la piccola catena di montagne e procediamo verso nord per quanto possiamo appurare. Oltre le montagne vi è ciò che sembra essere una valle con un piccolo fiume o ruscello che scorre verso la parte centrale. Non dovrebbe esserci nessuna valle verde qui sotto! C'è qualcosa di decisamente strano e anormale qui! Dovremmo sorvolare solo ghiacci e neve! Sulla sinistra ci sono grandi foreste sui fianchi dei monti. I nostri strumenti di navigazione girano ancora come impazziti, il giroscopio oscilla avanti e indietro!

Ore 1005 - Modifico l'altitudine a 1400 piedi ed eseguo una stretta virata completa a sinistra per esaminare meglio la valle sottostante. E' verde con muschio ed erba molto fitta. La luce qui sembra differente. Non riesco più a vedere il sole. Facciamo un altra svolta a sinistra e avvistiamo ciò che sembra essere un grosso animale di qualche tipo. Sembra un elefante! NO!!! Sembra un mammuth! E' incredibile! Eppure, è così! Riduco la quota a 1000 piedi ed uso un binocolo per esaminare meglio l'animale. E' confermato, si tratta sicuramente di un animale simile al mammuth. Riporto questa notizia al campo base.

Ore 1030 - Incontriamo altre colline verdi. L'indicatore della temperatura esterna indica 74 Fahrenheit (circa 24 gradi centigradi)! Ora proseguiamo sulla nostra rotta. Gli strumenti di navigazione sembrano normali adesso. Sono perplesso circa le loro reazioni. Tento di contattare il campo base. La radio non funziona!

Ore 1130 - Il paesaggio sottostante è più livellato e normale (se è il caso di usare questa parola). Avanti a noi avvistiamo ciò che sembra essere una città!!! E' impossibile! L'aereo sembra leggero e galleggia stranamente. I controlli si rifiutano di rispondere! MIO DIO!!!

ufo attorno a ByrdAlla sinistra e a alla destra delle nostre ali ci sono apparecchi di uno strano tipo. Si avvicinano rapidamente. Sono discoidali e da essi irradia una forma di energia. Ora sono abbastanza vicini per vedere i loro stemmi. E' uno specie di Svastica!!!. E' fantastico. Dove siamo! Cosa è successo. Ancora una volta tiro decisamente i comandi. Non rispondono!!! Siamo bloccati in una invisibile morsa.

Ore 1135 - La nostra radio gracchia e giunge una voce che parla in inglese con leggero accento nordico o tedesco! Il messaggio è: "Benvenuto nel nostro territorio, Ammiraglio. Vi faremo atterrare esattamente tra sette minuti. Rilassatevi, Ammiraglio, siete in buone mani". Mi rendo conto che i motori del nostro aereo sono spenti. L'apparecchio è sotto il nostro controllo. I comandi sono inutilizzabili.

Ore 1140- Ricevuto un altro messaggio radio. Stiamo per cominciare la procedura di atterraggio, ed in breve l'aereo vibra leggermente e comincia a scendere come catturato da un enorme, invisibile ascensore! Il movimento verso il basso è inavvertibile e tocchiamo terra con un solo leggero scossone!

Ore 1145 - Sto facendo un'ultima velocissima annotazione sul diario di bordo. Alcuni uomini si stanno avvicinando all’aereo a piedi. Sono alti ed hanno i capelli biondi. In lontananza c'è una grande città scintillante, pulsante dei colori dell'arcobaleno. Non so cosa succederà ora, ma non vedo traccia di armi su coloro che si avvicinano. Sento una voce che mi ordina, chiamandomi per nome, di aprire il portellone. Eseguo. FINE DEL DIARIO DI BORDO.

11 Marzo 1947. Ho appena avuto un incontro di Stato Maggiore al Pentagono. Ho pienamente riportato la mia scoperta ed il messaggio del Maestro. E' stato tutto doverosamente registrato. Il Presidente è stato avvisato. Vengo trattenuto per diverse ore (6 ore e 39 minuti per essere esatti). Sono accuratamente interrogato dalle Forze di Sicurezza e da un'équipe medica. E' un travaglio!!!

Vengo posto sotto stretto controllo attraverso la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d'America. Mi viene ordinato di TACERE su quanto appreso, per il bene dell'umanità!!!

Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in fake-video foto ufologici e non
scrivi un commento
5 ottobre 2012 5 05 /10 /ottobre /2012 18:42

L’immenso continente antartico come appare nelle immagini riprese dai satelliti. L’Antartide è ricoperta da una coltre di ghiaccio alta fino a tre chilometri che nasconde la sua vera superficie

La scoperta di tre grandi piramidi sul continente dei ghiacci apre a nuove prospettive sulla sua storia. L’Antartide e il perduto Eden delle tradizioni celtiche. Il mistero irrisolto delle rovine dell’antica città antartica

 

 

 

Il mistero della questione antartica

Il continente antartico, dalla sua recente scoperta avvenuta nel 1820, è sempre stato ritenuto come una terra desolata e senza valore, ricoperta da ghiacci perenni che hanno impedito la comparsa di qualsiasi forma di vita sul suo suolo. Anche le popolazioni dei continenti limitrofi, inspiegabilmente, già dall’antichità non hanno mai tentato una qualsiasi forma di colonizzazione, come invece è avvenuto per le aree dei ghiacci dell’Artico dove esistono tuttora molti insediamenti di Eskimesi e di Inuit.

Il continente antartico è rimasto dimenticato dalla storia del pianeta per secoli sino ai giorni nostri.

Vero è che, inspiegabilmente, già nel 1531 cartografi come Oronzio Finneo lo raffiguravano abbastanza accuratamente nelle carte geografiche e i nobili medievali lo facevano rappresentare negli affreschi che adornavano i loro palazzi. Si può citare l’incredibile dipinto del 1560, esistente tuttora nel castello della Manta in Piemonte, che riporta un planisfero dove viene raffigurato il Polo Sud.

L’Anno geofisico internazionale del 1957 ha segnato finalmente la rivalutazione dell’Antartide, che da quel momento è divenuta oggetto di ricerca da parte di quasi tutte le nazioni del pianeta, le quali vi hanno impiantato molte basi scientifiche con lo scopo di studiare la morfologia dei ghiacci, l’andamento dei venti e le tracce dell’inquinamento che affligge l’atmosfera della Terra.

La convinzione di avere a che fare con un continente sterile è stata ben presto confutata dai reperti che sono stati scoperti sul suo suolo. Alcuni ricercatori hanno infatti riportato in luce i resti fossili di antiche foreste dell’Antartide, costituite da grandi estensioni di alberi alti almeno trenta metri che hanno lasciato al suolo una grande quantità di fogliame fossile.

Scoperta che ha fatto ritenere ai geologi che anticamente, almeno trenta milioni di anni orsono, il continente antartico non era ricoperto di ghiacci come adesso, ma doveva possedere un altro clima, stimato addirittura di tipo stagionale, in grado di ospitare grandi foreste e vegetazione di ogni genere.

E se ospitava foreste e vegetazione non è escluso che all’epoca vi fosse anche la presenza di forme di vita animale e probabilmente anche la presenza di esemplari della specie umana.


La prima struttura piramidale scoperta tra i ghiacci dell’Antartide. Si trova a circa 10 chilometri dalla costa del continente

In questa prospettiva geologica del continente antartico si possono rivalutare le antiche tradizioni celtiche che narravano di un perduto continente posto agli antipodi dell’Europa che sarebbe stato la culla dell’umanità. Credenza condivisa dalla Chiesa e dalle Società Iniziatiche del medioevo europeo che ipotizzavano l’esistenza di questo continente, stimando che proprio in un terra persa nell’oscurità del pianeta si celasse il segreto dell’Eden perduto a cui l’umanità non poteva più far ritorno.

Dante Alighieri, considerato come un grande esoterista del medioevo e membro di una organizzazione ermetica secondo molti riferita al simbolismo della Rosa, ha lasciato nella sua opera più famosa, la Divina Commedia, vari insegnamenti iniziatici per gli appartenenti alla sua congregazione. Non a caso, in una prosa contenuta all’interno della sua opera, egli afferma: “O voi che avete gl’intelletti sani, Mirate la dottrina che s’asconde Sotto il velame delli versi strani”.

Dante Alighieri fa anche espliciti riferimenti all’Eden identificandolo con il continente antartico. Nel corso del suo viaggio attraverso i tre mondi ultraterreni della Divina Commedia, il Poeta narra che giunge ai piedi del Monte Purgatorio, che si erge al centro di un’isola. Una montagna che sarebbe stata innalzata per via dell’impatto dell’angelo ribelle, Lucifero, con la Terra. In cima a questa montagna viene collocato il Paradiso Terrestre, l’antico Eden perduto dell’umanità.

Proprio al di sopra di questa montagna, e quindi dell’Eden, Dante Alighieri colloca la presenza nel cielo di quattro stelle luminose che inevitabilmente portano ad una similitudine con quelle della costellazione della Croce del Sud che, con le sue quattro luminose stelle, rappresenta una caratteristica inequivocabile dell’emisfero australe. In questa zona la Croce del Sud fa da controparte al ruolo del Grande Carro, in quanto è visibile nel cielo in tutte le notti dell'anno e consente di individuare il Polo Sud celeste.


La seconda struttura piramidale scoperta tra i ghiacci dell’Antartide. Questa si troverebbe a circa 30 chilometri dalla costa del continente antartico

Una costellazione che si può osservare solamente dall'Emisfero Sud. Dante Alighieri non avrebbe potuto citarla in alcun modo se qualche tradizione esoterica non glielo avesse riportato.

Dante Alighieri scrive in proposito una frase apparentemente sibillina, ma da cui si evincono i termini dell’antica saga vissuta dall’umanità: ”I’ mi volsi a man destra, e puosi mente a l’altro Polo (Nda: verso il Polo Sud), e vidi quattro stelle non viste mai fuor ch’a la “prima gente. Goder pareva ‘l ciel di lor fiammelle: oh settentrïonal vedovo sito, poi che privato se’ di veder quelle!”.

È evidente il riferimento di Dante Alighieri circa questa “prima gente”, intendendola come capostipite dell’umanità. Una prima umanità che doveva vivere in un continente circondato dalle acque del mare e sovrastata da una luminosa costellazione formata da quattro stelle principali.

Una citazione dell’antica saga della specie umana che secoli più tardi, nel 1879, verrà ripresa negli elementi del monumento torinese apparentemente dedicato all’impresa del Traforo del Frejus. Un monumento dalla forma piramidale, che neppure si affaccia sul versante dell’opera ingenieristica a cui viene attribuito. Una piramide che, come nella narrazione della Divina Commedia, è sovrastata da una creatura alata che riporta il simbolismo della venuta del dio celeste Fetonte. La leggendaria creatura celeste che, riecheggiando l’esoterismo degli Elohim biblici e della pietra celeste luciferina caduta dal cielo, fece dono all’umanità della mitica coppa del Graal, la cui conoscenza emancipò la prima umanità dalla notte della storia del pianeta.

 

La scoperta delle tre piramidi dell’Antartide

Se il continente antartico fosse stato effettivamente abitato dai primi uomini, come cita Dante Alighieri, oggi sarebbe inevitabile trovare sulla sua superficie, oltre che i vari reperti di foreste fossili, anche tracce dell’antica presenza umana dei progenitori dell’umanità.

Finora, nessuno dei gruppi di ricercatori presenti nelle basi insediate sul continente dei ghiacci ha mai riportato alcuna notizia di ritrovamenti di manufatti e di costruzioni che potrebbero essere attribuibili all’opera di creature intelligenti. Si potrebbe dire, al contrario, che probabilmente anche se ciò accadesse, non potrebbe trasparire altro dalla loro ricerca visto che viene applicata una rigorosa censura sull’accesso all’Antartide e alle relative informazioni.


La terza struttura piramidale antartica. Essa si trova a pochi chilometri dal bordo del mare ed è visibile da bordo di qualsiasi natante che incroci la zona

Possiamo trovare conferma di questo atteggiamento censorio prendendo atto di quanto ebbe a scrivere un ufficiale della base americana McMurdo, nel 2000, sul giornale “The Antarctic Sun” pubblicato sul suolo antartico dal governo americano.

L’articolo era titolato “Continente immacolato, ma con oscuri segreti” e riportava alcune conclusioni emblematiche: “In tutte le ricerche che si svolgono in questo grande continente, vi è una sospetta mancanza di attenzione a certe teorie, assolutamente straordinarie, che meritano un esame approfondito”…” Sto parlando dell’evidenza che è stata sollevata a più riprese, che rivela che non siamo i primi esseri viventi ad abitare questo luogo, e che la ricerca scientifica non è l'unica attività che viene svolta qui”… “Quando riconosceremo che ci possono essere molte più cose oltre le apparenze che abbiamo sotto gli occhi?”…La verità viene fuori, tuttavia, da poche anime coraggiose che cercano delle risposte ad alcune domande inquietanti. Esiste nel loro lavoro una forte evidenza che rivela che l'Antartide è stata abitata molto tempo fa da creature sconosciute, quando la temperatura di questo continente era molto più calda”.

In effetti ci sono “anime coraggiose” che, giocando a rimpiattino con i divieti che gravano sulla libera esplorazione del continente antartico, riescono di volta in volta a scoprire cose nuove e non convenzionali sulla storia e sulla natura dell’Antartide.

È il caso dell’équipe di otto ricercatori americani e europei che, nel corso delle loro esplorazioni dello scorso anno, hanno dichiarato di aver rilevato e documentato la presenza di tre grandi piramidi tra i ghiacci dell’Antartide.

Due di queste piramidi antartiche sono state trovate a circa 20 chilometri dalla costa verso l’interno del continente, mentre la terza risulterebbe trovarsi molto vicino alla costa, addirittura osservabile da bordo dalle navi che incrociano la zona.


Già nelle tradizioni dei Celti e presso le Società Iniziatiche del medievo era nota l’esistenza del continente antartico a cui veniva attribuita la culla della prima umanità. Anche Dante Alighieri nella Divina Commedia cita gli eventi dell’antica saga dell’umanità descrivendo l’Eden in cima ad una montagna conica su una isola circondata dal mare e sovrastata dalle luminose stelle della Croce del Sud

Non emergono ancora dettagli precisi sulla scoperta in quanto l’équipe vuole raccogliere elementi sicuri prima di renderla pubblica ufficialmente, senza rischiare di perdere la primogenitura della scoperta. Al momento gli otto ricercatori non hanno dato altri riferimenti e hanno rilasciato solamente delle immagini che mostrano le tre piramidi.

In queste si possono osservare senza equivoci tre strutture piramidali a pianta quadrata. Potrebbe trattarsi di montagne qualsiasi che i movimenti geologici hanno modellato occasionalmente nell’attuale forma, ma la regolarità delle loro proporzioni porta a suggerire che potrebbero benissimo essere strutture artificiali.

Del resto abbiamo altrettanti esempi di elevazioni in Europa che sono state considerate per molto tempo, nonostante la loro forma piramidale, come formazioni naturali. Ma con l’analisi delle loro strutture si sono rivelate come opere artificiali. Possiamo citare il caso delle piramidi di Visoko in Bosnia che sono risultate essere ricoperte da cemento artificiale e le cui origini vengono fatte risalire a 15-30 mila anni.

In Italia, tra quelle scoperte recentemente, possiamo citare la grande piramide della Val Curone in Lombardia e quella di Benevento in Campania. Piramidi che a prima vista erano state scambiate per grandi colline, ma che poi in realtà all’analisi della loro storia e della loro struttura si sono rivelate come piramidi costruite dall’uomo almeno 20-30 mila anni fa.

Il gruppo di ricercatori dell’Antartide che ha fatto la scoperte delle tre piramidi non vuole tuttavia lasciare nessun dubbio intorno alla veridicità del ritrovamento e si apprestano ad eseguire una nuova spedizione, sempre che la censura, che sembra aleggiare sul continente antartico, non impedisca di attuare il loro proposito.

Potrebbe essere anche che non ne sentiremo più parlare. Né di loro, né della loro scoperta.

Non sarebbe la prima volta che sul caso del continente antartico si verificassero casi inspiegabili di occultamento di informazioni.

 


Il monumento torinese dedicato all’opera del Traforo del Frejus, in realtà attribuito alla figura di Fetonte, che riprende tutti i simboli della saga dell’umanità narrata da Dante Alighieri nella Divina Commedia: la forma a piramide, l’angelo alato che giunge dal cielo e i giganti prostati lungo la piramide secondo la citazione della narrazione dantesca

Il caso irrisolto delle rovine della città antartica

Che sia vera o meno, la notizia della scoperta delle tre piramidi tra i ghiacci dell’Antartide non sembra essere la sola che può sollevare il velo sulla reale storia del continente.

I media avevano già dato notizia dell’esistenza di rovine di una antica città scoperta nel 2002 tra i ghiacci del continente antartico da una troupe televisiva dello Studio Atlantis TV della California. Una notizia suggestiva che secondo le cronache dei giornali statunitensi sarebbe stata occultata in seguito dal governo USA, facendo sparire i filmati interessati e la stessa troupe.

Le rovine della città sarebbero state rinvenute nell’area che riguarda il Lago Vostok, oggi già al centro di ricerche da parte del governo americano, dove, sotto tre chilometri di ghiaccio, si celerebbe un grande lago incontaminato e la presenza di un “oggetto metallico di forma circolare che porta a disturbare la navigazione degli aerei che lo sorvolano”.

La troupe televisiva californiana, dopo aver girato un video e aver dato l’annuncio ai media internazionali, sarebbe scomparsa senza dare più notizia della sorte dei suoi membri.

Fonti della Marina americana hanno sostenuto che due ufficiali avrebbero recuperato il video in una discarica abbandonata, a circa 160 chilometri a Ovest della stazione antartica Vostok. I due ufficiali della Marina avrebbero visionato il video dichiarando successivamente di aver potuto vedere “Spettacolari rovine e altre cose che non eravamo in grado di specificare”.

Dopo questo ritrovamento, un portavoce del governo americano avrebbe detto che "il governo degli Stati Uniti cercherà di bloccare la messa in onda di un video, trovato dai soccorritori della Marina in Antartide, che rivela presumibilmente che un imponente scavo archeologico, di 3 chilometri quadrati, è in corso al di sotto dei ghiacci".

Un portavoce della società televisiva californiana avrebbe replicato: "Questo video è di proprietà di AtlantisTV, noi l'abbiamo girato. È anche il nostro. E non appena ci sarà giustamente restituito, lo manderemo in onda. Fine della storia".

Quali interessi si muovono intorno al continente antartico? Possibile che le nazioni mandino laggiù équipe di ricercatori, con finanziamenti stratosferici, solo per studiare i venti e l’inquinamento dell’aria?

L’Antartide sembra rappresentare sempre più un vero X-File. Non resta che rimanere in attesa di ulteriori eventi, nella speranza che sfuggano alla censura.

 

 

www.shan-newspaper.com

Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in fake-video foto ufologici e non
scrivi un commento
5 ottobre 2012 5 05 /10 /ottobre /2012 18:38

Che ci fosse un segreto da svelare in Antartide, non lo pensavano solamente la Chiesa e le Società iniziatiche del medioevo ma anche il Terzo Reich nazista che organizzò una spedizione dai risvolti mai chiariti. Che cosa si nasconde tra i ghiacci del continente antartico?

http://www.shan-newspaper.com/web/images/stories/images039/antartica6-01.jpg

I nazisti in Antartide e la leggenda della città subantartica

Il continente antartico era praticamente sconosciuto al mondo occidentale sino alle grandi esplorazioni di inizio ‘900.

In quest’epoca molte nazioni presero a interessarsi della sua esistenza e iniziarono a rivendicare la loro sovranità su varie parti del territorio antartico senza tuttavia rendere effettivamente esecutive le loro deliberazioni.

Nel dicembre del 1938 spettò alla Germania nazista dichiarare la sua sovranità su un’area dell’Antartico orientale che battezzò con il nome di “Neuschwabenland” ovvero “Nuova Svevia”. Un’area di 600.000 chilometri quadrati scoperta già nel 1931 dai norvegesi, ma mai occupata e studiata a fondo. Solo dopo la seconda guerra mondiale, con la sconfitta della Germania nazista, la zona in questione venne rivendicata nuovamente dalla Norvegia e prese il nome di “Terra della Regina Maud”.

All’epoca degli eventi, per quanto si evince dalle cronache del tempo, la Germania nazista organizzò con una nave, la Schwabenland, una spedizione che aveva lo scopo, apparentemente dichiarato, di studiare in maniera più approfondita il continente antartico. Facevano parte della spedizione un buon numero di biologi, cartografi e ingegneri.

La nave, comandata dal capitano Alfred Ritscher, con il supporto di due idrovolanti raggiunse il Polo Sud il 20 gennaio 1939. Alla spedizione era stato invitato anche l’ammiraglio statunitense Byrd, per via dell’esperienza accumulata con le sue precedenti esplorazioni del Polo Sud, ma egli rinunciò a parteciparvi.


Un gruppo di ufficiali nazisti sul ponte della Schwabenland

Una volta arrivati sul continente antartico, si ha notizia che i nazisti, nel corso delle loro esplorazioni, avrebbero effettuato alcune scoperte inaspettate: rilevarono aree libere dai ghiacci e la presenza di sorgenti calde, ma soprattutto rilevarono, sempre secondo le cronache del tempo, la presenza di un canale sottomarino che tagliava in due il continente antartico. Probabilmente il “Grande Rift Antartico” studiato nel secolo scorso. Quel che segue è cronaca raccolta da varie testimonianze dell’epoca e da diretti testimoni che l’hanno documentata.

Durante le loro esplorazioni, i nazisti rilevarono che la spaccatura subantartica sfociava in una serie di grotte poste al di sotto dei ghiacci dell’Antartide. A seguito di questa scoperta, si dice che Hitler avrebbe ordinato, nel 1940, la costruzione di una base antartica destinata a dare appoggio strategico agli U-Boot, i sottomarini da guerra impegnati negli oceani del pianeta ad attaccare i convogli alleati.

In questo sistema di grotte i nazisti avrebbero costruito in due anni una base denominata “Base 211” poi ribattezzata "Neu Berlin". Una vera città sotto il ghiaccio, comprensiva di alloggiamenti, magazzini militari e ospedale. Un grande complesso alimentato in parte con l'energia geotermica, oggi riscoperta come energia alternativa e usata in molte abitazioni civili dell’Europa.

Secondo altre voci, sorte dopo la fine della seconda guerra mondiale, questa base avrebbe poi ospitato in parte i gerarchi e i criminali di guerra nazisti sfuggiti alla cattura degli Alleati.


Il logo della spedizione nazista al Polo Sud

La presunta scoperta del canale transantartico, e tutte le voci relative all’esistenza di basi di U-Boot, probabilmente diffuse dalla propaganda nazista del tempo, alimentarono la credenza che dall’Antartide si aprisse un varco che conduceva all’interno della Terra andando a sostenere la teoria della “Terra Cava”.

Una teoria che prevedeva che l’interno della Terra fosse completamente vuoto e che sul guscio interno esistessero continenti e oceani come sulla superficie, il tutto illuminato da un piccolo Sole. L’interno della Terra sarebbe stato abitato dagli antichi progenitori dell’umanità che avrebbero accolto con amicizia i nazisti considerandoli i continuatori della “razza eletta”.

L’idea sembrava coincidere in parte con le antiche tradizioni che vedevano i sopravvissuti dell’Antico Eden rimasti nella terra d’origine, riparati all’interno di confortevoli caverne subantartiche.


I territori dell’Antartide rivendicati dal Nazismo con il nome di “Nuova Svevia”, la “Neuschwabenland”, che al termine della seconda guerra mondiale venne ribattezzata “Terra della Regina Maud”. Qui i nazisti ritenevano che esistesse nel sottosuolo una serie di caverne in cui poter realizzare la “Base 211”, poi ribattezzata "Neu Berlin", per dare appoggio agli U-Boot

Le cronache del tempo in effetti riportavano che i nazisti si sarebbero imbattuti nella loro esplorazione sotterranea in una città abitata da una antica razza di umani e di creature sauroidi che convivevano da sempre pacificamente all’interno del continente antartico.

Se questa narrazione fosse vera, visto come si è conclusa la seconda guerra mondiale, non si può certo pensare che i nazisti abbiano avuto un qualsiasi aiuto da parte di costoro. Anzi, risulta che i nazisti non realizzarono mai completamente la loro base ed evacuarono l’Antartide prima ancora della fine del conflitto mondiale, probabilmente dissuasi dai suoi custodi.

 

La missione High Jump degli USA in Antartide

Conclusa la seconda guerra mondiale, il 2 dicembre 1946 anche gli Stati Uniti organizzarono una spedizione verso l’Antartide. L’operazione, questa volta ricca di mezzi e di uomini, era stata progettata dal “United States Navy Antarctic Developments Program” della US Navy statunitense e battezzata “High Jump Operation”.

L’operazione era stata presentata come una missione esplorativa del continente antartico e il comando simbolico era stato affidato all’ammiraglio americano Richard Byrd, che in precedenza aveva condotto varie esplorazioni sul territorio antartico, ma il vero comandante della missione era l’ammiraglio Richard Cruzen. Ma più che una missione scientifica la spedizione “High Jump” sembrava avere caratteristiche decisamente proprie di un intervento militare.


Alcuni sottomarini nazisti U-Boot tra i ghiacci dell’Antartico

L’operazione comportava una vera e propria task force costituita dalla portaerei Philippine Sea, da due cacciatorpediniere (USS Brownsen e USS Henderson), due rompighiaccio (USCGC Burton Island e USCGC Northwind), quattro navi di appoggio logistico (USS Yankee, USS Canisted, USS Merrick e USS Capacan), una nave per comunicazioni (USS Mount Olympus), un sommergibile (USS Sennet di classe Balao) e due navi per appoggio idrovolanti (USS Currituck e USS Pine Island). In tutto la task force era completata da dodici idrovolanti, sei elicotteri e 4.700 marines.

Inevitabile chiedersi che cosa gli USA stavano cercando in Antartide. Erano preoccupati di verificare l’eventuale presenza ancora operativa della presunta base nazista 211 di appoggio agli U-Boot, che avrebbero potuto attuare inaspettate azioni di pirataggio anche dopo la fine del conflitto mondiale? Oppure stavano cercando di stabilire un contatto con le misteriose creature rettiloidi che dimoravano in Antartide, la cui esistenza era stata rivelata agli Alleati dai gerarchi nazisti catturati?


Un “Fliegender Scheiben“, uno dei velivoli ad ala circolare che, secondo il controverso diario dell’Ammiraglio Byrd, sarebbero stati posseduti dai nazisti in una base segreta dell’Antartico

Era previsto che la missione avrebbe operato in Antartico per 18 mesi, invece inspiegabilmente ebbe termine solo dopo tre settimane, nel febbraio del 1947. Al suo ritorno dall’Antartico, l’ammiraglio Byrd, nel corso di una intervista, rilasciò una sorprendente dichiarazione all’agenzia di stampa International News Service sulla nave USS Mount Olimpus, poi pubblicata il 5 marzo 1947 dal quotidiano cileno El Mercurio. In questa intervista Byrd dichiarava che gli Stati Uniti avrebbero dovuto rimanere in uno stato di “allerta continua” per “fronteggiare la possibilità di un attacco ostile che potrebbe provenire da entrambi i poli”. Non spiegò mai il significato di questa sua asserzione, ma era evidente che veniva messa in relazione a quanto la missione “High Jump” poteva aver trovato sul continente antartico. In ogni caso il segreto militare fu invocato dal governo americano su tutto quanto poteva riguardare l’operazione “High Jump” e non si seppe mai più nulla delle eventuali scoperte fatte dagli americani in Antartide.


La raffigurazione nativa di un “Katchina”, una delle creature sauroidi che, secondo le leggende Hopi del Nord America e degli Aborigeni australiani, dimorerebbero ancora insieme agli umani nell’antico Eden in cui anticamente coabitarono all’epoca della narrazione biblica

Intorno alla missione “High Jump” sono sorte in seguito voci sensazionalistiche e sono nate varie leggende che riportano come nel corso di questa spedizione l’ammiraglio Byrd fosse entrato nella presunta cavità interna della Terra e avesse incontrato gli antichi abitanti dell’Eden e i gerarchi nazisti da essi ospitati come rifugiati.

Addirittura risulterebbe che i nazisti mostrarono loro velivoli di tecnologia avanzatissima, i “Fliegender Scheiben”, apparecchi ad ala circolare descritti all’epoca come veri e propri “dischi volanti” simili a quello che Adamski dichiarò di aver fotografato negli anni ’50 nel deserto dell’Arizona.

Alla sua morte, all’Ammiraglio Byrd venne attribuito un diario segreto che lui stesso avrebbe completato il 24 dicembre 1956. Un documento che sarebbe stato rinvenuto dal capo archivista del “Polar Byrd Research Center” dell’università di Columbus, Ohio.

In questo diario Byrd narrava che, mentre sorvolava con il suo aereo la distesa antartica, venne coinvolto in una sorta di “tempesta magnetica” simile a quelle ipotizzate per le navi scomparse del “Triangolo delle Bermude” e di essere entrato nella profonda cavità terrestre guidato da oggetti volanti a forma discoide che recavano le insegne della svastica nazista.

Ad acuire maggiormente le voci di segreti di stato e di complotti in atto per nascondere quanto era stato trovato nell’Antartide, nel 1949 accadde che il Segretario della Marina Americana Forrestal, fautore dell’operazione "High Jump", venne trovato morto a seguito di quello che allora fu ritenuto un suicidio inspiegabile e imputato ad un inaspettato collasso nervoso.

 

Una base segreta nell’Antartico? Nazisti o rettiliani?


La portaerei “Philippine Sea” della missione “High Jump Operation” organizzata nel 1946 dagli USA e guidata dall’Ammiraglio Richard Byrd. La missione aveva lo scopo di esplorare militarmente il continente antartico e comprendeva una vera task force di decine di navi e di circa cinquemila marines

Le vicende antartiche dei nazisti e dell’Ammiraglio Byrd riecheggiano ancora oggi a distanza di anni e prendono corpo nell’idea che in Antartide esista una base segreta di oggetti volanti non identificati.

In parte questa credenza prende spunto dalla base militare 211 realizzata dalla Germania nazista in Antartide che, oltre a costituire una base logistica per gli U-Boot, avrebbe dovuto anche ospitare le “V7”, i “Reichsflugscheiben”, velivoli ad ala circolare, l’arma segreta con cui il Führer avrebbe tentato di sovvertire all’ultimo l’esito della seconda guerra mondiale.

La vicenda si lega alle voci riportate dagli ambienti nazisti secondo le quali i nazisti del Terzo Reich, durante le esplorazioni del ’39, avrebbero incontrato proprio sul continente antartico una razza aliena che già dimorava sul continente di ghiaccio e che usava aeromobili di forma discoidale che ispirarono i tecnici tedeschi nella fabbricazione della loro ultima arma segreta.


L’Ammiraglio Richard Byrd. Al termine della spedizione antartica della “High Jump Operation” dichiarò nel 1947 che gli Stati Uniti avrebbero dovuto rimanere in uno “stato di allerta continua” per fronteggiare la possibilità di un attacco ostile che avrebbe potuto provenire da entrambi i poli

Un rapporto di scambio che non dovette durare molto, visto che i nazisti abbandonarono ben presto l’Antartide per realizzare altre basi in Argentina.

L’idea di una base subantartica di oggetti volanti a forma discoide ha comunque superato l’ipotesi di un’origine nazista e oggi esistono molte documentazioni che portano a considerare che invece l’Antartide potrebbe ospitare una base di creature aliene o almeno ritenute tali.

In questo caso si potrebbe parlare ancora una volta dei rettiliani che dall’origine dei tempi avrebbero condiviso l’antico Eden con la specie umana e che oggi dimorerebbero ancora insieme in confortevoli rifugi nelle profonde caverne subantartiche.


Uno dei sottomarini della “High Jump Operation” tra i ghiacci dell’Antartide

La loro tecnologia sarebbe molto più avanzata di quella del genere umano, che nei millenni ha dovuto subire una regressione culturale e scientifica causata, dopo l’abbandono dell’Eden, dal suo peregrinare sulla superficie della Terra alla ricerca di nuovi ambienti in cui sopravvivere.

Non mancano infatti gli avvistamenti dei cosiddetti UFO, gli “Unidentified Flying Objects”, che sarebbero stati visti più volte sorvolare il cielo dell’Antartide, oppure emergere dalle acque circostanti.

Ma non sono solo dichiarazioni di cultori dell’argomento o di occasionali testimoni. Nel gennaio 2011, uno dei primi comunicati emessi dall’organizzazione “WikiLeaks” di Julian Assange, nota per aver divulgato nell’anno precedente vari segreti di tutte le nazioni, riportò che nelle stanze del Cremlino moscovita circolava un rapporto preparato per il Presidente Medvedev dalla “Russian Space Forces” (VKS), 45th Division of Space Control.

WikiLeaks riportava la notizia di vari cablogrammi segreti degli Stati Uniti che dettagliavano come gli USA, dal 2004, stessero ingaggiando una vera e propria guerra contro degli oggetti volanti non identificati che sembravano avere la loro base sul continente antartico o in ogni caso nell’oceano australe che lo circondava.


La Clelia II, una nave da crociera antartica, che secondo WikiLeaks nel dicembre 2009 avrebbe rischiato di affondare con un centinaio di persone a bordo quando fu coinvolta dalle onde generate da oggetti non identificati emersi all’improvviso dalle acque dell’oceano circumpolare

In relazione a questo rapporto, gli USA stabilirono un livello di allerta militare il 10 giugno 2004 dopo che un considerevole gruppo di UFO, “emerso all’improvviso” dall’oceano australe si avvicinò a Guadalajara, in Messico, a 1600 chilometri dal confine americano. Senza tuttavia che accadesse altro, poiché gli UFO furono visti ritornare alla loro base nell’oceano circumpolare.

Secondo il rapporto presentato al Presidente Medvedev, il pericolo immediato era costituito dall’emersione improvvisa di queste grandi flotte di UFO, che provocavano onde enormi causate dalla loro uscita improvvisa da quella che veniva ritenuta essere la loro base sottomarina.

Il rapporto citava, in merito a questi eventi, il caso del Clelia II, una nave da crociera antartica con un centinaio di persone a bordo, che nel dicembre del 2009 avrebbe rischiato di affondare quando venne coinvolta dalle gigantesche onde prodotte dall’emersione improvvisa di oggetti non identificati che uscivano dalle acque dell’oceano circumpolare.

Per via dell’urto di un’onda alta quasi dieci metri, uno dei motori della nave venne messo fuori uso. In quell’occasione vennero anche interrotti temporaneamente i sistemi di comunicazione e l'elettricità di bordo.

A fronte di quanto WikiLeaks ha rivelato è inevitabile ricordare ciò che ebbe a dichiarare l’ammiraglio Byrd al suo ritorno dall’Antartico con la missione militare “High Jump”, ovvero che gli Stati Uniti avrebbero dovuto rimanere “in uno stato di allerta continua” paventando una minaccia che poteva provenire da entrambi i poli.

Cosa si nasconde realmente sul continente antartico? E’ possibile che siano solo tutte coincidenze fortuite?

Julian Assange, dopo aver rivelato attraverso WikiLeaks il contenuto del cablogramma segreto degli USA, è stato arrestato. Un’altra coincidenza?

Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in fake-video foto ufologici e non
scrivi un commento

 FORUM

Cerca

VIDEO IN EVIDENZA

http://www.loguardoconte.info/video/esperimenti-umani-condotti-da-alieni-154833/

Testo Libero

statistiche accessi

IL CONTE E IL DUCA

 

      thumbnail

 http://i.imgur.com/53qQJ.jpg