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23 settembre 2012 7 23 /09 /settembre /2012 11:00

Questo e' il video che sta facendo impazzire tutto il web!

 

 

 

Molti non sanno che Curiosity non ha effettuato ancora nessun video, ma soltanto fotografie! Quindi come e' possibile che questo video sia in rete? Ovvio, e' un palese CGI! La vera immagine su cui e' stato girato il presunto video e' questa 

http://www.blogcdn.com/www.engadget.com/media/2012/08/mars-mount-sharp.jpg 

 Che la potete trovare qui'  http://www.nasa.gov/mission_pages/msl/multimedia/PIA15986.html

 

 

 

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22 settembre 2012 6 22 /09 /settembre /2012 09:56

Nel mio continuo e instancabile gironzolare nel web e soprattutto su Facebook trovo questa foto che mi fa' riflettere tantissimo, su quanto siamo diventati rincoglioniti nel prenderci in giro a vicenda ingannandoci sull'esistenza di cose che in realta' non ci sono!

Ecco la foto:

194183_284240315015379_807106208_o.jpg

Questo e' il commento tradotto dal portoghese :

 Segnalazione: Questo è stato testimoniato da mio fratello e 2 persone.
Ha galleggiato in una zona paludosa, sembrava diventare più grandi, e poi galleggiare verso ovest.
Ci sono alberi nella zona, era una bolla, penso che sarebbe esploso quando ha colpito i rami. Forse non è un UFO, ma qualcosa di sconosciuto.
Questo è ciò che sembra gas di palude?

Fonte: MUFON, dove 42.676

Quello che mi scombussola di piu' e' che la segnalazione e' da parte del MUFON, che invece di svelare il vero trucco della foto, non fa altro che pubblicare cotale schifezza alimentando palesi segnali di sgomento in tutto il campo Ufologico!

Esaminando la foto possiamo benissimo notare che la foto e' stata scattata da dietro un finestrino ( di una automobile) e la macchia o bolla e' proprio appiccicata su di esso!

 Potete infatti notare voi stessi che la foto nella parte dastra appare tutta un po' sfocata, e le linee da me tracciate sono il segnale tangibile della presenza di un vetro davanti all'obiettivo della macchina fotografica!

http://i.imgur.com/1OpVy.jpg

 

Quindi non lasciamoci trarre in inganno da questi depistatori e disinformatori! Sono prorprio questi signori che pubblicano queste foto,  i veri Debunker dell'ufologia odierna!

 Attenzione a cio' che gira in rete ma specialmente su facebook, l'inganno e' sempre dietro l'angolo!

 

DUCA CONTROVERSO

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14 settembre 2012 5 14 /09 /settembre /2012 21:32

 

Premessa: tratto da qui e qui

Abbiamo parlato del "culto ufologico", tendenza dalla quale sono immuni la maggior parte degli scienziati e dei ricercatori ufologici. Ma esiste anche un altro aspetto del problema UFO, ed è quello evidenziato dall’attività dei cosiddetti ‘contattisti’; coloro cioè che si sarebbero messi in contatto con gli ‘occupanti’ dei dischi volanti. Uno dei più conosciuti in Italia è stato Eugenio Siragusa, il quale ha fondato un vero e proprio centro le cui propaggini sono oggi rivitalizzante da un suo discepolo: lo stigmatizzato Giorgio Bongiovanni.
Nel lontano 1972, una persona che conosco, a seguito di una trasmissione televisiva a cui erano invitati proprio gli aderenti del centro di Siragusa, volle scrivere per avere precise informazioni sulla realtà degli extraterrestri. Chiese, tra le altre cose, quale fosse la missione di questi ‘esseri’, da chi vengono mandati, e perché si rivelano soltanto a poche persone. La risposta giunse immediata. Il segretario del centro, Giulio Damiano, rispose quanto segue:

<< Gentile sig…., riscontro la sua gradita lettera… per esprimerle la mia riconoscenza di quanto lei ha affermato; riconoscenza dovuta soprattutto al Padre Celeste, il Quale, attraverso i Suoi imperscrutabili disegni, ha architettato tutto quello che è successo… Rispondo alle sue domande in maniera succinta:
La missione dei nostri Fratelli Superiori nei riguardi dei terrestri è di Pace e di Amore, Amore Universale, Cristico…
Gli extraterrestri, essendo gli angeli di Biblica memoria, vengono mandati espressamente da Dio…
Il messaggio cristico si rivela, ora, soltanto a coloro che nelle precedenti esperienze (vite trascorse), hanno avuto un bagaglio positivo ed ora devono espletare una missione che non è da rivelare agli altri.
Cristo è un genio Solare, è cosciente di Dio … >>

Forse è per il tenore 'pseudo-religioso' di tali affermazioni che tra gli ufologi scientifici e i contattisti non corre buon sangue.
Non sono idilliaci neppure i rapporti tra la maggior parte degli ufologi e il contattista francese “Rael”, al secolo Claude Vorilhon. Questi afferma di aver incontrato gli extraterrestri nel dicembre del 1974, mentre passeggiava solitario all’interno del cratere di un vulcano spento, nel sud della Francia. Nei due libri scritti a seguito degli incontri con gli alieni, Claude racconta di essere stato condotto sul luogo dell’incontro telepaticamente e, con lo stesso metodo, di essere stato spinto ad acquistare una Bibbia. Tutto a sua insaputa. Il contattista francese rivelò inoltre di essere stato chiamato dagli alieni per portare a termine una grande missione : ''fondare una religione atea con a capo lui quale novello messia''.
Claude accetta; cambia il suo nome in Rael, e fonda il movimento raeliano.

 


Alieni vs Bibbia


Questi, Rael ed Eugenio Siragusa, sono i poli opposti di un ‘contattismo’ che getta l’ufologia nelle torbide acque del discredito. Salvando la loro buona fede, o comunque il diritto ad esprimere le loro idee, non si può certo dire che abbiano contribuito a chiarire il dibattito in corso sugli UFO. Siragusa ci informa che gli alieni sono gli angeli mandati dal Dio della Bibbia; Rael, pur utilizzando la Bibbia su consiglio degli alieni, dissolve ogni traccia di Dio.
Delle idee di Siragusa parleremo più avanti, ci soffermeremo ora sulla testimonianza di Rael. Testimonianza che rivela parecchi spunti, a dir poco sconcertanti: come pensare, infatti, ad una filosofia atea la cui base dottrinale è contenuta nella Bibbia? Idee certamente ‘stratosferiche’.
Gli omini verdi apparsi a Rael si definiscono gli ‘elohim’, e affermano che la loro storia e il loro messaggio sono rintracciabili nelle pagine delle Sacre Scritture cristiane. La loro opera di convinzione nei confronti di Rael, è consistita nel fargli accettare l’idea, di essere stati LORO gli autori della Bibbia, perché fosse tramandato nei secoli il “verbo intergalattico”.

Però, aggiungono gli elohim, esiste un problema che, con l’aiuto proprio di Rael, essi sperano di risolvere: dato che i profeti dell’Antico Testamento, gli apostoli, lo stesso Gesù, tutti i contattati e contattisti, non sono riusciti a comprendere e a riferire correttamente il pensiero degli elohim, è giunto il tempo affinché qualcuno riprenda in mano l’opera e sia più affidabile. Rael accetta e diventa immantinente il ‘nuovo profeta’ degli elohim. Senza aver mai letto neppure una sola riga della Bibbia, il nostro ‘falso profeta’ è pronto ad ingolfarsi delle mastodontiche bugie degli omini del disco.


“Cominciamo dal primo versetto”. Esordirono gli elohim al primo appuntamento con Rael. E Rael, diligentemente, Bibbia alla mano, segue le istruzioni per l’uso.
“Cosa leggi?”, insistono gli elohim.
“Nel principio Iddio creò il cielo e la terra”
“Ecco – ribattono gli alieni – la parola Iddio, nel testo ebraico è ELOHIM, cioè ‘dèi’. Vedi, Rael: gli elohim siamo noi. Quando nella Bibbia tu leggerai il nome ‘Dio’, non devi intendere che esiste un Dio personale; Dio siamo noi!”.
Ottima disquisizione per chi, della 'Biblia' [Libri], non sa nulla. Sonora panzana per chi dello studio della Bibbia ne fa il suo mestiere. Il Prof. Klaus Schedl, semplice terrestre ma, a differenza di Rael, vero e profondo conoscitore della Sacra Scrittura… per mestiere, a riguardo del primo versetto della Genesi, afferma:

“Genesi 1:1 contiene una solenne allitterazione: “Bereshit bara Elohim”… il verbo ‘creare’ (bara) è usato soltanto per Dio, e non per qualsiasi altra creatura di Dio… Il sostantivo ebraico ‘Elohìm’ ha come radice il significato di 'essere forte' o 'essere potente', ha come significato il concetto di potenza, oppure può significare ‘Il Supremo’… 'Elohim' è il plurale di 'Elohah' (dio). A volte questo plurale si riferisce a diversi dèi come in Genesi 31:30, 32; 35:2, ma più spesso è usato come plurale di maestà, dignità o eccellenza. 'Elohìm' nelle Scritture è riferito a Dio stesso, altre volte ad angeli, a dèi idolatrici (sia singolare che plurale) e anche a uomini”.

Quando si riferisce a Dio, 'Elohìm' è usato come plurale Majestatis. A questo proposito il Prof. Aaron Ember dice: “La lingua del Vecchio Testamento ha rinunciato all'idea della pluralità di 'Elohìm' quando è riferito all'Iddio Creatore.. è dimostrato specialmente dal fatto che esso si costruisce quasi invariabilmente con un predicato verbale singolare e prende un attributo aggettivale singolare”.
'Elohìm' dev'essere piuttosto spiegato come un plurale intensivo, che denota grandezza e maestà, equivalente a 'Il Grande Dio'..”. - The America Journal of Semitic Languages and Literatures, vol. XXI, 1905, p. 208.
I testi dell’Antico Oriente hanno completamente dissipato il sospetto di un larvato politeismo insito nella radice del nome stesso; infatti, un analogo uso linguistico è stato rilevato anche nelle vicine lingue semitiche. Nelle lettere dell’Amarna, il Faraone egiziano viene chiamato col termine ‘ilani’ (dèi), ossia una persona singola in forma plurale. Nei testi di Boghaskoy, singole divinità ricevono ugualmente nomi plurali, e in fenicio il singolo dio Nerghal ha il nome nella forma plurale ‘Elim Nerghal’; stessa cosa per il dio ‘Mot’ a Ras-Sharma.

Questo dimostra che dietro la forma plurale non si nasconde alcun politeismo e non indica molti dèi. E’ un uso linguistico comune alle lingue semitiche, che serve a mettere in evidenza la maestà divina, dunque un plurale astratto con significato singolare, che deve essere tradotto con ‘divinità’.
Altri esperti di lingue semitiche affermano che se trattasi ipoteticamente di plurale è comunque da intendersi nella Bibbia come il parlare di un padre con il figlio o di un capo progetto con un direttore di progetto. In questo caso confermerebbe la scrittura di Giovanni 1:1 rafforzando l'idea che nell'atto creativo a sia stata praticamente coinvolta la prima Creatura, 'il figlio di Dio', e smonterebbe anche l'idea di una Trinità di dèi.
Non solo Rael non conosceva la Bibbia, ma neppure gli 'alieni-elohim' che pretendevano di spiegargliela.


Ma stiamo al gioco. Facciamo finta di seguire pedissequamente le rivelazioni degli alieni, non mancheranno sorprese.
Facciamo finta che gli elohim siano i creatori dell’universo e dell’uomo. Facciamo finta che questi, dopo aver creato Adamo, abbiano voluto comunicare i loro insegnamenti a personaggi scelti: Abramo, Mosè, Elia ecc. Non faremo nessuno sforzo a credere che, come affermato dagli elohim, questi ‘uomini scelti’, abbiano combinato dei pasticci; non siano cioè riusciti a comprendere correttamente gli insegnamenti dei loro educatori extraterrestri e abbiano, quindi, tramandato sino a noi, per mezzo della Bibbia, non saggezza eterna, ma grossolani errori teologici.
Dopo aver fatto finta, ora facciamo sul serio, tracciando un primo bilancio.
Se gli elohim sono Dio, allora non sanno fare bene il mestiere di Dio; dal momento che, non soltanto scelgono tutti uomini sbagliati, tutti, che travisano il loro messaggio, ma, considerando che i primi scritti biblici storicamente compaiono intorno al 1500 a.C., i provetti dèi ci hanno lasciato credere per 3500 anni a delle menzogne.

Ci chiediamo: se nella Bibbia doveva essere contenuta la verità; se i suoi redattori hanno scritto cose non vere e fuorvianti; quale sorte spetterà a quanti ne hanno letto le pagine e seguito gli insegnamenti prima delle revisioni raeliane? Ancor più: gli elohim sapevano di aver combinato un grosso guaio, e hanno lasciato che questo fosse creduto verità per 3500 anni? Non sono tragicamente colpevoli di aver lasciato l’umanità nelle tenebre?
E questi sarebbero il ‘dio di amore’?
Ma quale dio? E da quale dimensione?

 

 


BUGIE SPAZIALI


Noi vogliamo fare ancora un piccolo sforzo, e continuare a credere. Crediamo, per un momento, che ogniqualvolta sulla Bibbia si incontra la parole ‘Dio’, dobbiamo sostituirlo con ‘elohim’, ed identificarlo, naturalmente, con gli alieni.
A Rael, gli elohim hanno riferito: “Non c’è nessun Dio, ed evidentemente nemmeno l’anima. Dopo la morte non c’è niente… se la scienza non fa niente perché ci sia qualcosa”.
Quindi secondo le loro parole Dio non esiste, allora a chi dovremmo rivolgerci? Secondo gli elohim dovremmo rivolgerci ai medium: “I medium sono utili, cercateli”“Quando sarai entrato nel paese che gli ‘elohim’, ti danno, non imparerai a imitare le abominazioni delle nazioni che sono qui. Non si trovi in mezzo a te… chi consulti gli spiriti… perché chiunque fa queste cose è in abominio agli ‘elohim’”.

Se abbiamo capito bene tutto il discorso, gli elohim avrebbero detto a Mosè di non consultare i medium, e a Rael esattamente l’opposto. Stiamo scherzando? Questa sarebbe la eccelsa verità che proviene dalle galassie? Chi, dotato di buon senso, potrebbe dare credito a simili raggiri?. Ma i medium, secondo quanto riferito nella Bibbia, non erano pericolosi? E la Bibbia, non è un libro fatto scrivere proprio dagli elohim? Seguendo le loro indicazioni, e sostituendo sul testo sacro la parola ‘Dio’ con la parola ‘elohim’, rileggiamo un brano del libro del Deuteronomio. In questo contesto gli elohim avrebbero detto a Mosè:

 

 “Quando sarai entrato nel paese che gli ‘elohim’, ti danno, non imparerai a imitare le abominazioni delle nazioni che sono quivi. Non si trovi in mezzo a te…chi consulti gli spiriti…perché chiunque fa queste cose è in abominio agli ‘elohim’”


Se abbiamo capito bene tutto il discorso, gli elohim avrebbero detto a Mosè di non consultare i medium, e a Rael esattamente l’opposto. Stiamo scherzando? Questa sarebbe la eccelsa verità che proviene dalle galassie? Chi, dotato di buon senso, potrebbe dare credito a simili raggiri?
Ma non è finita. Supponendo che a Mosè gli alieni abbiano dato anche le tavole della legge, sul monte Sinai, scopriamo quanto segue: sulle tavole dei dieci comandamenti, è scritto “Non commettere adulterio”; cioè, se sei sposato con una donna, non la devi tradire andandotene con un’altra.

Dopo 3500 anni, gli stessi alieni moralisti dicono a Rael : “…se hai voglia di avere una esperienza sessuale con uno o parecchi altri individui, qualunque sia il loro sesso… puoi agire seguendo le tue voglie". Come sarebbe a dire? Per 3500 anni, ci avete fatto credere che le orge fossero attività poco consone alla dignità degli esseri umani, e in clima di post-modernismo ci insegnate esattamente il contrario? Non è da Dio, signori! Non da quel Dio da cui deve provenire la Verità eterna e assoluta.
Ma siccome noi, a differenza di Rael, la Bibbia l’abbiamo letta tutta, restiamo inorriditi nell’apprendere che il vizietto della bugia fa parte dell’equipaggiamento spaziale degli elohim. Ci sembra, insomma, di ricordare altri 'esseri', ugualmente predisposti a tale infimo vizio. Scopriamo che, a più riprese, nel testo biblico si leggono condanne esplicite alla pratica della sodomia e dell’omosessualità; anzi, l’episodio della distruzione di Sodoma e Gomorra, città in cui si praticava l’omosessualità senza limiti, demolisce ancora una volta le pretese degli elohim quali legislatori divini.


Se sono stati gli elohim a distruggere le città di Sodoma e Gomorra, perché in esse imperava il vizio contro natura, secondo quale logica gli stessi elohim permettono a Rael di praticare non solo l’adulterio, ma anche l’omosessualità? Infatti non c’è logica: o Rael è un impostore, avendo inventato tutto per guadagnarci sopra, oppure se Rael è sincero, dobbiamo concludere che a mentire sono proprio gli elohim.
“Non uccidere”, avrebbero fatto scrivere a Mosè, su quelle tavole. Fanno invece credere a Rael che: “Ogni essere è padrone della sua vita e della sua morte, può suicidarsi, e sopprimere chi soffre”.
Basta cosi! E’ ormai troppo, anche per i più pazienti. Smascheriamo gli elohim!
La Bibbia, quella vera, condanna l’adulterio, la promiscuità, il suicidio, l’assassinio. Pare, invece, che gli extraterrestri lo ignorino.
La Bibbia cristiana insegna che Dio, quello vero, odia il peccato, ma ama il peccatore, al punto da far morire per esso Suo Figlio. La bibbia degli alieni sembra insegnare che l’uomo debba essere guidato dagli istinti e dalle passioni alla stregua di uno zimbello.
Ognuno ha diritto a scegliersi la bibbia che vuole, ma questi extraterrestri raeliani nulla hanno in comune con gli angeli della Bibbia, e soprattutto mentono.

 



I mille nodi della Matassa


Leggendo le migliaia di comunicazioni ufologiche, ricevute dalle centinaia di contattisti, il meno che ci possa capitare è di rimanere perplessi. Così come per le comunicazioni spiritiche, anche dalle astronavi giungono messaggi per i più assortiti gusti: inneggianti a Dio, al Cristo cosmico, ad una concezione atea dell’esistenza, ad una filosofia paganeggiante, ad una affermazione dello spirito razional-tecnologico, e così via.

Nulla importa ai consumatori interstellari se tali messaggi, tutti proclamati da personaggi sapienti, siano il più delle volte in contrasto tra loro, spesso annullandosi a vicenda. Ma non provengono tutti dallo stesso cielo? Non hanno tutti conoscenza dello stesso Dio e dell’unica Verità?
Gli ‘angeli’ di Rael li abbiamo ascoltati. Gli stessi si esprimono in maniera molto diversa al Sartorio: “Gesù, il figlio di Dio… è nostro capo, e vive fra noi; tutti gli abitanti dei pianeti lo conoscono e lo servono”. A quanto pare, gli ‘angeli’ di Rael non sapevano nulla di un’adorazione riservata a Gesù Cristo. Ci sono dunque extraterrestri credenti e non credenti?


Anche tra gli extraterrestri ‘credenti’ c’è però chi difetta in teologia. Continuando a leggere le comunicazioni ricevute dal Sartorio si ritrovano echi di confusioni spiritistiche: “Molte possono essere le reincarnazioni – proclama l’extraterrestre credente – oppure poche, se si tratta di uno spirito evolutissimo… Questo è accaduto molte volte, e accadrà ancora. La reincarnazione è parte integrante del Sapere Divino Cosmico. Non c’è una sola vita. Sarebbe assurdo pensarlo”.
Probabilmente il Sartorio, su indicazione degli extraterrestri, avrà fatto della fede reincarnazionista una filosofia di vita; è certo, però, che la dottrina non è parte integrante della Rivelazione del vero Gesù il Cristo.
Stesso problema si riscontra negli scritti di un altro contattista, dichiaratamente cattolico-romano, il Di Bitonto. A lui sarebbero apparsi addirittura extraterrestri devoti a Maria. Raffaele, il suo alieno-guida, prima di lasciarlo per tornarsene nei cieli altissimi, gli fa un regalo inaspettato; conducendolo, per l’ultima volta, all’interno del disco volante gli fa apparire la ‘madonna’ sotto gli occhi: “Ella (Maria)… - rivela l’alieno – noi la consideriamo la Grande Sorella, ma ancor più una madre, la Madre Universale… Ella è apparsa sulla terra un numero maggiore di volte di quanto chiunque possa supporre. Alcune volte è apparsa clamorosamente, come a Fatima…”.
Eccoci diventati testimoni indiretti di una novella Lourdes; in una grotta cosmica, sotto i fari delle astronavi. Perché no? “E’ nella possibilità degli Extra-Planetari - afferma Eugenio Siragusa -, proiettare in un determinato spazio, immagini mobili e parlanti”, volendo intendere che le apparizioni mariane possono essere provocate, volute, realizzate dagli extraterrestri.
A quale scopo, ci chiediamo? E’ la ‘madonna’ che sponsorizza gli UFO, o sono gli UFO a propagandare la ‘madonna’?

 

Ad assurdità si aggiungono altre assurdità, giungendo a livelli di fantasia spirituale-ufologica che va oltre ogni plausibilità perfino per un fumetto di fantascienza.... ma che magari è attraente per chi cerca disperatamente di fuggire dalla realtà per andare il più lontano possibile dalla realtà stessa.

 

Insomma, come affermato nei paragrafi precedenti, il contattismo di fronte all'ingiustificabile assenza di prove punta ad unire il cristianesimo, la New Age e l'ufologia, creando di fatto una specie di religione che grazie all'apparenza di spiritualità riesce a volte ad attirare le persone appassionate di UFO che sono più sensibili a queste cose.

La credibilità del contattismo è ovviamente zero, tantomeno è credibile il culto religioso degli alieni, ed è bene sottolineare che l'ufologia minimamente seria si tiene alla larga da tutte queste cose, anzi è consapevole di come tutte queste cose rovinano pesantemente la credibilità della materia.

 

 

 

 

Approfondimenti sul caso Adamski, sul caso Meier e sul caso Ummo

 

Tutti contattisti non sono credibili, ma quelli italiani non si degnano di sforzarsi più di tanto per far credere nelle loro bufale, perché in Italia la credulità è mediamente più alta degli altri paesi.
Ad esempio, simpatici personaggi come Adamski e Meier hanno inventato storie molte elaborate supportate da falsi altrettanto elaborati, il tutto condito con un pizzico di ingenuità.
Presento quindi una serie di importanti articoli che ben mostrano e dimostrano le bufale di Adamski e Meyer e la loro completa inattendibilità.

Su Adamski:

Il celebre contattista Adamski  (si parla anche di Ashtar Sheran)

Su Meier:

Meier: il famoso contattista

Di notevole interesse è anche la bufala del caso Ummo, una delle bufale più stupide di tutta la storia dell'ufologia, basata su incontri ravvicinati del tipo postale:

L'incredibile affare Ummo

 

 

FONTE  

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14 settembre 2012 5 14 /09 /settembre /2012 21:18

Come cambiare la propria vita sfruttando la credulità della gente

di Maurizio Verga

 

 

Riporto qui' un bellissimo articolo di Maurizio Verga che mi e' particolarmente piaciuto! Io avrei intolato l'articolo "MEIER L'IMPOSTORE" ma quello dato da Maurizio e' altrettanto accettabile!

 

Art

Incontri di Meier: dipinto artistico di Jim Nichols.

INTRODUZIONE


Nella maggior parte delle conferenze di ufologia o di altre manifestazioni similari avvenute nel corso degli ultimi quindici anni ci si è sempre trovati di fronte a domande e riferimenti relativi a colui che è diventato, anche grazie all’enorme quantità di “prove” che ha presentato, il più famoso tra i contattisti internazionali: lo svizzero Eduard “Billy” Meier.

L’aspetto che ha maggiormente sorpreso è stata l’ampia diffusione delle sue storie e, soprattutto, l’atto di fede che molti hanno fatto e tutt’ora fanno nei confronti delle sue incredibili dichiarazioni e delle discutibilissime “evidenze” che ha portato a supporto delle medesime. Tale situazione trova, comunque, una spiegazione nella forte connotazione spirituale e religiosa che Meier ha saputo dare ai suoi contatti, tanto da superare i limiti del movimento ufologico in senso stretto ed andare ad abbracciare settori ben più vasti, come quello spirituale e della “New Age”, sempre attuale, ma ancora più di moda nel corso degli ultimi anni. Un ulteriore elemento di relativa sorpresa è la marcata tendenza alla commercializzazione, del suo entourage o di altri personaggi che si sono “appropriati” della storia nel loro ambito territoriale, di tutto quanto può essere messo in vendita per ricavare un profitto: libri, opuscoli, fotografie,filmati, T-shirts, spille, gadgets vari. Per non parlare delle ripetute “donazioni” di cui sembra essere stato oggetto lo stesso Meier e, successivamente, l’organizzazione (F.I.G.U.) da lui costituita, una vera e propria “comune” dotata di proprie, ferree, regole.

La complessità e la considerevole vastità dell’argomento Meier mal si conciliano con lo spazio dedicabile ad un articolo che ha come obiettivo quello di fare un punto della situazione esaustivo ed aggiornato della questione. A questo proposito è preferibile fornire al lettore italiano una serie articolata di punti, rapidi e sintetici, che inquadrano al meglio gli aspetti più significativi o comunque esemplificativi dell’intera vicenda, quasi sempre conosciuta in modo molto approssimativo e quasi mai circostanziato. L’affare Meier ha vissuto e prosperato, soprattutto nel nostro paese, su questa mancanza di approfondimenti e sulla quasi totale mancata diffusione, al di fuori del circuito di alcune riviste specializzate straniere, delle ricerche indipendenti che hanno cercato di fare luce in proposito. Al contrario, hanno avuto diffusione articoli, libri e una videocassetta che hanno tracciato un ritratto agiografico e completamente acritico di Meier e delle sue dichiarazioni, più votate alla commercializzazione dell’argomento che ad una sua analisi investigativa.

Non avendo seguito direttamente il caso, se non recentemente e soprattutto nelle sue nuove diramazioni americane, questo articolo si basa necessariamente sulla combinazione di più fonti, praticamente tutte straniere e per buona parte caratterizzate da quell’impronta critica che è rimasta sconosciuta agli appassionati italiani in tutti questi anni.

Nel presentare i punti salienti della questione, veri e propri “flash” di facile comprensione ed assimilazione, si deve necessariamente dare per scontata una conoscenza minima dell’argomento: a questo proposito viene presentato un breve riassunto particolarmente sintetico, dei punti principali dell’intera vicenda, che vuole essere solo ed esclusivamente un promemoria preliminare. Per un approfondimento, rimandiamo all’edizione italiana del testo di Kinder [Kinder, 1987], pur avvertendo che si tratta di un testo commerciale palesemente a favore dell’intera vicenda e caratterizzato da una serie incredibile di omissioni di dati e circostanze.




LA STORIA DEL CONTATTISTA IN DUE PAROLE

Eduard Albert Meier, soprannominato “Billy”, nacque nel piccolo paese di Bulach, vicino a Zurigo, in Svizzera, il 3 Febbraio 1937. Ebbe una gioventù abbastanza travagliata (vedasi il paragrafo “Il Personaggio”) e trascorse dodici anni viaggiando attraverso quarantadue nazioni in Africa, Asia ed Europa. Mentre si trovava in India ebbe una serie di contatti con la cosmonauta pleiadiana Asket, producendo non poche fotografie di “dischi volanti”. Tornato in Svizzera nel 1970 con la propria moglie greca, nel dicembre 1973 si trasferì in una vecchia e modesta fattoria messagli a disposizione, a poco prezzo, dal comune di Hinwill, a circa mezz’ora di macchina da Zurigo. Nel corso di una delle riunioni del gruppo di metafisica da lui fondato sul finire del 1974 e composto da una decina di persone, Meier affermò di avere stabilito un contatto fisico, il 28 Gennaio 1975, con un gruppo di alieni provenienti dal sistema stellare conosciuto come “Pleiadi”, a circa cinquecento anni luce dalla Terra. La prima reazione da parte di buona parte dei membri del gruppo fu di stupore e di scetticismo, ma Meier incominciò presto ad esibire centinaia di fotografie particolarmente chiare delle astronavi pleiadiani, come prova della sua sincerità.

Il 28 Gennaio di quell’anno, raccontò Meier, si trovava in un prato a qualche chilometro da Hinwill: suo obiettivo era quello di riuscire a registrare le “voci dei defunti”, attività all’epoca particolarmente di moda nei circoli metapsichici. Improvvisamente sentì un suono pulsante: alzando lo sguardo verso la direzione da cui proveniva quel suono, vide un disco volante che stava scendendo “soavemente” su un prato a circa cento metri di distanza da lui. Incominciò a scattare diverse fotografie, quindi cercò di avvicinarsi, ma una forza od un “campo di forza” invisibile gli impedì di proseguire. Vide quindi scendere dal disco una figura umana che indossava una tuta grigia: si trattava di una donna di aspetto nordico, dai capelli rossi ed alta circa un metro e settanta centimetri, assolutamente umana, con l’unica differenza nei lobi delle orecchie, un poco più grandi del normale: ebbe così inizio il suo primo contatto fisico con Semjase. L’incontro non fu, comunque, casuale, in quanto fu la stessa Semjase a guidare Meier in quel posto per mezzo di un messaggio telepatico.

Con il tempo i racconti di Meier incontrarono sempre maggiore accettazione tra i membri del gruppo: quelli che, al contrario, non me erano convinti lo lasciarono presto. Il numero delle persone che visitavano il contattista e ne accettavano le storie continuò a crescere e quello che era sembrata essere una “semplice” serie di contatti iniziata nel gennaio 1975 si tramutò rapidamente in uno scenario molto più complesso e dettagliato, completato da connotazioni religiose e fortemente spirituali. Quest’ultime diventarono sempre più evidenti e forti, fino a sfociare nella cosiddetta “Talmud Jmmanuel”, il testo religioso di Meier presentato come un documento originale dell’antichità. Le sue storie e l’evidenza da lui portata a conforto delle stesse diventarono via via sempre più incredibili, fino a rasentare spesso il ridicolo.

Meier con gli anni creò una vera e propria comunità spirituale attorno a sè, gestendo una considerevole quantità di persone che, in tutto il mondo, lo considerano tutt’ora il portavoce degli extraterrestri, visti sempre come amici e protettori. Vari personaggi hanno creato un vero e proprio mercato di pubblicazioni, videocassette ed oggettistica varia basate sulle sue storie, mentre le conferenze ad esso dedicate, soprattutto negli Stati Uniti, trovano solitamente un buon riscontro di pubblico, ormai più interessato al messaggio spirituale di Eduard Meier che alla realtà delle sue foto e dei suoi filmati [Deardorff, 1985a].




IL PERSONAGGIO

· Meier è sempre stato un tipo un po’ “turbolento”: a quattordici anni il tribunale dei minori lo mandò al riformatorio di Albisbrunn per avere commesso piccoli furti durante le sue fughe da scuola. Lì trascorse tre anni, dopo di che le autorità lo riconsegnarono a suo padre: abbandonò, quindi, la scuola senza avere terminato l’insegnamento previsto. In un’altra occasione, insieme ad altri giovani, fu fermato dalla polizia per furto ed inviato al centro di detenzione preventiva di Aaburg, da cui fuggì per andarsi ad arruolare nella Legione Straniera. Ma anche qui durò poco: qualche mese prima di completare il suo addestramento, disertò e tornò in Svizzera, dove venne ricondotto ad Aaburg.


· Nel 1974 l’amico Jacobus Bertschinger gli imprestò dei soldi per un annuncio sulla rivista tedesca ESOTERA, con cui cercava persone interessate a fondare un gruppo di “metafisica”. A seguito di ciò una certa quantità di persone incominciò ad avvicinarsi a lui ed a frequentarlo: alla fine del 1974 il nuovo gruppo di metafisica poteva contare su dieci membri che si incontravano piuttosto frequentemente.


· Dal 28 Gennaio 1975 Meier incominciò a trascorrere ore nelle foreste vicine, lontano da tutti. Mostrò quindi le prime foto alla moglie e, in seguito, all’amico Bertschinger. Nel frattempo, probabilmente grazie anche alle foto, le visite dei curiosi e degli interessati si intensificarono ed a Dicembre l’appassionata di ufologia Ilse von Jacobi lo intervistò, dopo esserne venuta a conoscenza l’estate precedente da un bollettino di Monaco di Baviera. Nell’edizione dell’8 Luglio 1976, la rivista tedesca “Quick” (molto diffusa anche in Austria e Svizzera) pubblicò il suo articolo, che venne poi ripreso, in vari modi, da altre riviste europee, tra cui anche “Il Giornale dei Misteri” [von Jabobi, 1976]. Nell’inverno del 1976, l’ufologa svizzera Lou Zinstagg mandò alcune foto di Meier oltreoceano, a Wendelle C. Stevens, un appassionato di ufologia che conduceva qualche inchiesta sul campo per conto del gruppo americano A.P.R.O. Già nel 1976, comunque, Meier era personalmente attivo per presentare la propria vicenda, organizzando varie conferenze corredate da diapositive in varie località della Germania, tra cui una a Monaco (dove incontrò l’austriaco G.Moosbrugger).


· Una vicina di casa, Erika Kagi, dichiarò a proposito di Meier: “Aveva una fantasia eccezionale”. Un’altra vicina: “Meier vive nel modo che vuole e non si adatta allo stile di vita di nessun’altro” [Kinder, 1987]. In particolare, il vicinato e gli abitanti del paese lo ritengono un “mentitore” e si chiedono se tutti loro sono “... ciechi o stupidi per non vedere quello che vede lui”. Uno di loro affermò che “... era più veloce con una mano che altre persone con due” [Kinder, 1987].


· Meier manteneva la famiglia (moglie più tre bambini) con un sussidio di 700 franchi. Lui allevava polli e galline, lei vendeva le uova. Viveva in una casa modesta e vetusta, ma dopo l’inizio dei suoi contatti e la diffusione degli stessi, con conseguente “pellegrinaggio” di numerosissime persone da tutta Europa (e non solo), nel 1977 acquistò una nuova fattoria con un’estensione di terreno di ben venticinque ettari a Hinterschmidruti, dal valore stimato di circa 240.000 dollari. Grazie alle generose donazioni di chi lo seguiva, molti dei quali avevano una condizione economica più che buona ed arrivavano a trovarlo in Mercedes: tra le donazioni più cospicue figurerebbe anche quella di un tale Renato Ventura, che avrebbe contribuito con 10.000 franchi svizzeri. Basandosi sulla fattoria, che riuscì a sistemare in modo eccellente, due anni dopo fondò il “Semjase Silver Star Center” e cambiò il nome al precedente gruppo di metafisica, centro di raccolta di tutti i membri del suo entourage, in cui ognuno doveva donare tempo e lavoro (almeno un week-end al mese), oltre che denaro. Il nuovo nome fu F.I.G.U., acronimo tedesco che poteva essere tradotto come “Libera Comunità di Interessi per le Scienze Spirituali e di Frontiera e gli Studi Ufologici”. Si trattava di una vera e propria “comune” che si preoccupava anche di problemi relativi alla sovrappopolazione, alla lotta contro l’abuso sui minori, la protezione degli animali, i diritti umani e la lotta per la conservazione della fauna e della flora sul nostro pianeta. I membri del F.I.G.U . che volevano seguire la dottrina di Meier dovevano rinunciare alle proprie proprietà personali e pagare una somma di denaro.


· Meier è sempre stato presentato dai suoi sostenitori come un personaggio dotato di cultura elementare (spesso come un semplice “contadino”), indicando implicitamente una sua scarsa cultura: in realtà si tratta di un uomo intelligente che ha accesso e compra regolarmente libri e riviste su svariati argomenti, molte delle quali contengono proprio le informazioni che si possono trovare in molti suoi scritti.


· Parlare con Meier è sempre stato difficile, ma lo è diventato ancora di più negli ultimi anni, tanto che per avere tale, raro, onore bisogna pagare oppure prestare del lavoro all’interno della sua comune: le interviste da parte di giornalisti venivano fatte pagare 50 dollari, non molto per la verità [Triado, 1991]. Al contrario i membri del F.I.G.U. sono dispostissimi a ricevere i visitatori e vendere loro dalle foto ai libri, dalle spille alle T-Shirts [Gomez, 1992]: sono migliaia e migliaia le persone che si sono recate alla casa di Meier nel corso degli anni.


· Secondo alcuni sostenitori di Meier [Winters, 1992], l’uomo avrebbe subito più di un attentato alla propria incolumità personale da parte di “maniaci” e di altre persone che lo ritenevano una minaccia alle loro credenze: tali affermazioni non sono state, peraltro, ulteriormente circostanziate.


· Gli scritti di Meier ed i messaggi di Semjase sono stati ripresi, fatti propri e talvolta ampliati da numerosi gruppi “New Age” sparsi in tutto il mondo e, in particolare, negli Stati Uniti, assumendo connotati marcatamente spiritualisti se non addirittura religiosi.

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Incontri di Meier: dipinto artistico di Jim Nichols.

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Incontri di Meier: dipinto artistico di Jim Nichols.

Pleiadian Spacecrafts

Una ricostruzione artistica dei cinque modelli principali di "astronavi pleiadiane" descritte da Meier.

Meier Photo

Una delle tante foto di Meier.

Meier taking a picture ...

Una ricostruzione artistica di Meier menre scatta una delle sue foto.

Kal Korff's book

Il libro di Kal Korff che ha "smontato" l'intero affare Meier, suscitando non poche reazioni da parte dei supporters del contattista svizzero.

Meier's first book

Il primo libro di messaggi di Meier, pubblicato in Italia nel 1990.

 

 

Incontri di Meier: dipinto artistico di Jim Nichols.

I CONTATTI

· Meier ebbe la sua prima esperienza all’età di cinque anni, il 2 giugno 1942, quando osservò, in compagnia di suo padre, un enorme disco metallico sopra la fattoria dei genitori, a Bulach: ne avrebbe dato notizia, per la prima volta, lui stesso in una rivistina ufologica pubblicata nel lontano 1956. Curiosamente, Meier riferì l’affermazione del padre secondo cui si sarebbe trattata “dell’ultima arma segreta di Hitler”, cosa molto strana, visto che all’epoca (1942) l’argomento non era ancora conosciuto e certamente non diffuso dalla propaganda nazista. Nel novembre di quello stesso anno sarebbe stato invitato da un “uomo vecchissimo” a fare un giro su una navicella a forma di pera [Lorenzen, 1979] [Stevens, 1977] [Meier, 1988]: da allora, comunque, incominciò ad avere dei contatti telepatici con un essere di nome Sfath. Nell’estate del 1944 ebbe un nuovo incontro fisico con tale essere, recandosi a bordo della sua astronave, su cui trascorse alcune ore a circa settanta chilometri di altezza. Il 3 Febbraio 1953 questo contatto cessò per sempre e venne sostituito da Asket, proveniente dall’universo DAL (un universo parallelo e gemello al nostro, quest’ultimo chiamato, invece, DERN). Da allora sarebbe rimasto in contatto regolare con gli extraterrestri, del tutto simili a noi in quanto entrambi abbiamo i medesimi antenati, con incontri ad undici anni di distanza l’uno dall’altro. In contraddizione aperta con quanto sopra, nel primo libro di GENESIS III [GENESIS, 1979] si afferma che Meier non era appassionato di Ufo e che la sua prima esperienza sarebbe stata quella del 28 gennaio 1975.


· Nel 1959 (secondo un’altra fonte nel 1955 [Stevens, 1989]) la prima foto: in bianco e nero, scattata sopra l’aeroporto di Zurigo in un tardo pomeriggio. Ritraeva cinque oggetti ovoidali luminosi e sarebbe stata effettuata in presenza di altri testimoni [Lorenzen, 1979].


· Asket ordinò a Meier di recarsi in oriente e là gli permise di fotografare la sua nave spaziale, vicino a Merhuali, in India: nella fotografia, una delle meno nitide tra quelle presentate da Meier, appare un oggetto discoidale con una piccola cupola nella parte superior [Noguez, 1994].


· Sempre a Merhuali, nel 1964, fotografò altri otto oggetti ovoidali. Ma non è finita: il quotidiano “Statesman” del 30 Settembre di quello stesso anno annunciò che “l’uomo dei dischi volanti se ne va da New Dehli”. Nell’articolo si riferiva che lo svizzero Eduard Meier affermava di avere visitato tre diversi pianeti a bordo di navi spaziali che aveva ripetutamente osservato e fotografato. L’autore dell’articolo riportava che durante l’intervista con Meier quest’ultimo esibì un album contenente un’ottantina di fotografie (anche se dichiarò di averne a disposizione più di quattrocento !), alcune delle quali venivano descritte minuziosamente. Qualche tempo dopo l’intervista, Meier fu espulso dal paese con l’accusa di vagabondaggio e per avere truffato degli incauti vendendo loro delle foto truccate di UFO, costruite con dei modelli. Sulla via del ritorno, in Turchia, ebbe un incidente stradale a bordo di un autobus, a causa del quale gli fu amputato un braccio [Noguez, 1994 ].


· Il 28 Gennaio 1975 Meier avrebbe avuto il suo primo incontro con Semjase e da lì sarebbe partita una lunga sequela di incontri ed una ancora più nutrita serie di fotografie, presentate a testimonianza delle sue dichiarazioni. Semjase aveva 344 anni ed il 5/12/1977 ebbe un incidente quasi mortale proprio a Hinterschmidruti: fu portata subito sul pianeta Erra per le cure mediche del caso ed il successivo periodo di riabilitazione. Tornò sulla Terra nel maggio 1978 ed ebbe contatti con Meier fino al 26/3/1981: da quella data e fino alla fine di Gennaio 1984 fu assente dal nostro pianeta a causa di altri impegni. Il 3/2/1984, giorno del compleanno di Billy, fu la data dell’ultimo incontro con Meier. Le conseguenze dell’incidente del 1977 produssero un collasso celebrale a Semjase nel Novembre di quello stesso anno, ragion per cui sarebbe stata portata da Asket, nell’universo DAL, dove fu curata. Suo padre, Ptaah disse che sarebbero stati necessari settanta anni affinchè potesse recuperare i suoi pieni poteri mentali, trascorrendo tale periodo nell’universo DAL: ciò avrebbe precluso qualsiasi forma di comunicazione con Meier, anche per via telepatica.


· Secondo Randolph Winters i contatti di Meier sarebbero terminati già nel 1978, dopo avere avuto una cadenza settimanale, ma i contatti si sarebbero sviluppati ben oltre tale data, fino ai giorni nostri, in forma telepatica. Si parla di un totale di oltre 250 contatti [C.S.G., 1996], ma non è chiaro se tale cifra include anche quelli telepatici: dal 1989 avrebbe almeno quattro contatti all’anno con Ptaah, uno dei capi supremi Pleiadiani. Un’altra fonte riferisce che tra il 28 Gennaio 1975 ed il 18 Agosto 1991 avrebbe avuto oltre settecento contatti, che sarebbero ulteriormente progrediti oltre tale data.


· Dal 1981 Meier non avrebbe più scattato alcuna foto. I suoi contatti avrebbero generato più di 1.800 pagine di “Note sui Contatti” [Winters, 1996], che, però, erano ben 10.000 solo due anni prima [Winters, 1992], scritte direttamente da Meier sulla propria macchina da scrivere subito dopo essere tornato dagli incontri con i suoi amici Pleiadiani. I temi principali di tali note sono la vita su altri mondi, la storia dell’uomo, la scienza dello spazio e dei viaggi nel tempo, la spiritualità ed altro ancora.
· Semjase, l’essere “pleiadiano” in contatto con Meier a partire dal 1975, sarebbe morta in un incidente occorso in un altro sistema solare [Stevens, 1989].
· Nel Febbraio 1995 i Pleiadiani hanno lasciato il nostro pianeta, in particolare la loro base sotterranea in Svizzera attiva fin dalla fine del 1600, e sono tornati sul loro, Erra, situato nel sistema di Taygeta. In tale occcasione avrebbero rivelato di non essere Pleiadiani, ma Pleiarani, da Plejos, il loro più importante condottiero. In ogni caso avrebbero aiutato Meier a smascherare tutti quegli individui che hanno dichiarato, fraudolentemente, di essere in contatto con loro, sia in forma fisica che spirituale. Nuovi contatti sono però ancora in corso da parte di un tale “Adrian”, che vive in Florida e che avrebbe incominciato ad avere contatti con un diverso gruppo di Pleidiani, indipendentemente da Meier, fin dal 1974 [Winters, 1996]. Chiaramente, questo nuovo personaggio ha presentato una cinquantina di foto a supporto delle sue storie, tutte ritraenti oggetti apparentemente metallici molto simili a quelli di Meier. Il caso è “sponsorizzato” da Randolph Winters, ma viene ritenuto un falso anche dalla maggior parte dei seguaci di Meier (problemi di “concorrenza” ?).





LE DICHIARAZIONI PIU’ INCREDIBILI

· Nel giustificare il perchè del fatto che solo Meier e non altre persone fossero in grado di vedere le astronavi, Semjase avrebbe spiegato a Meier medesimo che “loro” possono rendere visibili le loro navi anche in settori di osservazione molto stretti, in modo che tutti gli altri non siano in grado di percepirli [Deardorff, 1985].


· Il 6 Luglio 1977 Meier ebbe un contatto nei pressi della sua fattoria ed in quella occasione provò una “pistola a raggi” con la quale produsse un buco di circa venticinque centimetri di diametro nel tronco di un albero di mele [Deardorff, 1985].


· Il 18 Marzo 1978 Meier fece un viaggio nel tempo, nel futuro, andando a vedere le rovine di una San Francisco distrutta da un terribile terremoto. Scattò una foto di quanto vide, ma la stessa appare stranamente uguale ad un dipinto (che ritrae la medesima situazione) apparso sulla rivista GEO nel numero di settembre 1977 [Deardorff, 1985]. A fronte di questa palese contraffazione, Meier affermò che i Pleiadiani avevano inserito nella mente dell’artista di GEO una immagine reale del futuro che ci aspetta, proprio quella che lui era riuscito a fotografare. La cosa era, ovviamente, così assurda che lo stesso Meier riferì successivamente che la foto era misteriosamente sparita [Korff, 1995].


· Una forma di polmonite di Meier sarebbe stata parzialmente curata dagli extraterrestri durante uno dei suoi contatti, mentre in un altro caso alcune costole rotte sarebbero state guarite da una macchina presente sull’astronave di Semjease [Deardorff, 1985].


· Meier avrebbe incontrato Gesù Cristo, il quale lo avrebbe nominato suo tredicesimo apostolo in considerazione della sua intelligenza e delle sue qualità spirituali. Non solo: secondo il contattista ed i suoi seguaci, Gesù Cristo e Meier avrebbero molte cose in comune, tra cui anche la data di nascita. Sì, perchè Gesù sarebbe nato, in realtà, il 3 Febbraio, proprio come Meier. Visto che non è possibile provare la data esatta della nascita di Gesù, tutto diventa possibile ! Non solo: secondo le affermazioni più recenti dei suoi più accessi sostenitori, lui stesso è la reincarnazione di Gesù Cristo.


· L’affermazione che gli extraterrestri di Meier provengano dalle Pleiadi appare un poco strana, tenendo conto che si tratta di un ammasso stellare molto giovane, di appena qualche decina di milioni di anni di “anzianità” e, quindi, non ancora in grado di aver formato dei pianeti ed una relativa forma di civiltà avanzata.


· Talmud Immanuel è il nome della “Bibbia” di Meier, da lui presentata come l’ultimo vero testamento di Gesù Cristo, scritto dopo la sua crocifissione. Secondo il contattista, Gesù Cristo non sarebbe figlio di Dio, ma in realtà un pleiadiano, che sarebbe sopravvissuto alla crocifissione e, quindi, recatosi in India, dove sarebbe successivamente morto. In quest’ottica la Vergine Maria sarebbe stata ingravidata dall’arcangelo Gabriele, alias un altro pleiadiano mandato dal “capo” Plejos. Quest’ultimo voleva che Gesù diventasse il profeta in grado di proseguire i suoi insegnamenti all’umanità, così che lui potesse tornare nella sua casa natale nelle Pleiadi, a trascorrere i suoi ultimi anni. Di quest’opera è disponibile solo un testo in tedesco, dalla struttura stilistica spesso identica a quella dei messaggi di Semjase scritti dallo stesso Meier e contenente i medesimi errori di tedesco fatti da Meier, che lo svizzero dice di avere ricevuto nei primi anni settanta da un prete cattolico di nome “Rashid” che viveva a Baghdad e che sarebbe stato condotto, nel 1963, dai Pleiadiani in una località dove l’opera era rimasta sepolta per 2000 anni. Il prete avrebbe tradotto il testo dall’aramaico e quindi lo avrebbe mandato a Meier, perchè sapeva che era stato scelto dai Pleiadiani per divulgare i loro messaggi all’umanità, in modo da aiutarla nella sua evoluzione spirituale. Secondo Deardorff [Deardorff, 1996a] la Talmud Jimmauel (non Immanuel !) sarebbe stata trovata direttamente da Rashid e da Meier nel 1963 sotto forma di antichi rotoli in aramaico, racchiusi nella resina. Rashid sarebbe stato assassinato a Baghdad nel 1976, peraltro dopo varie vicissitudini. Al di là di problemi di collocazione e congruità temporale dei fatti, secondo Korff e molti altri, il Talmud Jmmanuel è un falso preparato da Meier medesimo [Korff, 1995]. Un altro indizio più che evidente: il testo che sarebbe tradotto da “Rashid” ed i resoconti dei contatti con Semjase sarebbero stati prodotti con la medesima macchina da scrivere, mentre interi passaggi sarebbero stati abbelliti o tratti direttamente da una normale versione luterana della Bibbia [Arends, 1976]. Sempre Deardorff ha affermato che c’è un completo ostracismo verso questo testo, in quanto in esso si dice che il Dio ebraico non era il vero Dio creatore, ma un essere proveniente dallo spazio [Deardorff, 1996a].


· Meier sarebbe stato scelto dai Pleiadiani per essere il profeta della “New Age” (nuova era) e guidare l’umanità verso l’anno 2000 ed oltre, salvandola e dirigendola verso un’esistenza spirituale più elevata. Molte sono le sue predizioni per il futuro, certamente non roseo, in quanto caratterizzato da disastri naturali, cambiamenti politici ed addirittura un regno di terrore lungo ventisette anni da parte di un Anticristo che si dichiarerà superiore a Dio.


· Meier in una occasione avrebbe viaggiato nello spazio in compagnia di Semjase per un periodo di cinque giorni. Visitò Venere e Mercurio, osservando quindi personalmente il rendez-vous tra l’Apollo 18 e la capsula sovietica Soyuz, il 17 Luglio 1975. In seguitò si recò su un’astronave madre pleiadiana, dove incontro Ptaah, padre di Semjase. Da qui andò alle Pleiadi ed all’universo DAL, visitando nuovi mondi e forme di vita aliena in vari stati di evoluzione. A testimonianza di questo incredibile viaggio Meier presentò una serie di foto, a suo dire prese dagli oblò dell’astronave su cui si trovava o inquadrando uno schermo televisivo piatto a colori. La maggior parte di queste foto sono rimaste inedite, in quanto sono state censurate dagli stessi sostenitori di Meier: l’assurdità del racconto e la palese natura delle foto stesse li ha indotti a tenerle in disparte per non rendere eccessivamente incredibile l’intera storia.


· Secondo Meier i cosiddetti “rapimenti alieni” sono veri e sono eseguiti dagli antropologi pleiadiani a fini di studio scientifici, anche se alcuni rapiti sarebbero morti durante tali esperimenti. Il contattista svizzero ha mostrato una grande flessibilità ed abilità nel conformarsi ed adattare a suo vantaggio argomenti di attualità nell’ambito ufologico, come appunto i rapimenti o i famosissimi “cerchi nel grano” inglesi.

LE FOTO

· Meier avrebbe prodotto la bellezza di 1.058 fotografie (oltre 1.200 secondo R.Winters, che, in un’altra occasione, parla di “1.300” [Winters, 1992]), tutte raccolte in un catalogo “ufficiale” (Verzeichnis) venduto dal “Semjase Silver Star Center” ai visitatori dello stesso. I libri di GENESIS III hanno pubblicato solo una parte di esse, mentre quelle troppo dubbie o non sufficientemente buone sono state accuratamente scartate. Una certa parte delle foto di Meier sono di cattiva qualità e su di esse non è possibile svolgere alcun tipo di analisi fotografica. Lo studioso americano Kal Korff durante la sua visita sotto altro nome al Semjase Silver Star Center di Meier ne acquistò 186, le migliori in termini di qualità e facenti parte di sequenze omogenee, alla “modica” cifra di 1.056 franchi svizzeri. Meier avrebbe girato anche dodici diversi filmati.


· Colman von Keviczky, un maggiore in pensione di origine ungherese, che lavorava come fotografo al dipartimento audio-visuale dell’ONU a New York e conosciuto come un acceso fautore dell’origine extraterrestre degli UFO, analizzò le foto di Meier dichiarando che si trattava di modelli di circa sessanta centimetri sospesi ad un filo. In particolare, nelle foto più conosciute, quelle con la presenza di alberi, disse che erano stati usati dei modelli di piccole dimensioni posti vicino ad alberelli od a modelli di alberi [Fernandez, 1992].


· K.Korff [Korff, 1981] ha fatto notare come molte foto mostrano oggetti a distanza e generalmente fuori fuoco. I sostenitori di Meier hanno dichiarato che la macchina fotografica era sempre settata sull’infinito e solo occasionalmente si agì sul fuoco manuale: curioso il fatto che le impostazioni di questa macchina non siano mai state toccate in tutti i contatti di Meier. In considerazione delle caratteristiche di profondità di campo di tutte le macchine fotografiche, ancora secondo Korff, tutti gli oggetti posti a meno di 1,7-2 metri da chi scatta la foto appariranno confusi e fuori fuoco, con il livello di sfocatura che aumenterà proporzionalmente alla vicinanza dell’oggetto alla camera. Al contrario, altre foto presentavano oggetti ben a fuoco, mentre il paesaggio circostante non lo era affatto: in questo caso è chiaro che si trattava di un modello molto vicino all’obiettivo.


· Come ha fatto notare George Eberhart del CUFOS [Eberhart, 1987], la presenza di “esperti” che avvallano le fotografie di Meier è quasi una costante in casi di questo genere: anche nel 1960 altri esperti dichiararono la genuinità delle foto del famoso contattista George Adamski !


· Bruce Maccabee, personaggio che non può essere certo tacciato di scetticismo ad oltranza, nell’analizzare alcuni dei filmati di Meier e, in particolare, uno del febbraio/marzo 1975 in cui un disco volante svolazza di fronte ad un albero (posto tra Meier ed una fattoria in lontananza) ha rimarcato il fatto che la cinepresa rimaneva sempre fissa, mentre l’oggetto si muoveva avanti ed indietro nel suo campo visivo. Maccabee rimarcò come il movimento dell’oggetto risultasse assolutamente compatibile con quello di un modello sospeso ad un filo e fatto oscillare come un pendolo [Maccabee, 1989]. Da notare che l’albero, in realtà, non esisteva in quella posizione, come è stato chiaramente dimostrato dalle riprese di una troupe televisiva giapponese nel 1979 e come testimoniato dal proprietario del terreno. Per giustificare questa palese contraddizione, Meier ed il suo entourage avrebbero portato una giustificazioni tanto assurda quanto divertente: l’albero sarebbe stato “ucciso” dall’astronave e quindi rimosso e trasportato indietro nel tempo (o in un’altra dimensione) dai Pleiadiani !


· GENESIS III ha affermato di avere fatto eseguire le proprie analisi fotografiche con strumenti molto più sofisticati e costosi di quelli del GSW. La conclusione è stata che non sarebbe possibile riprodurre foto e filmati di Meier senza un team di specialisti e parecchie decine di migliaia di dollari. [Kinder, 1989]. Tutti i sostenitori di Meier hanno sempre affermato che le foto sono state sottoposte a ripetute analisi da parte di “esperti” e mai trovate contraffatte. Per esempio, J.Deardorff ha ribadito che non vi è “... nessun segno di falsificazione, nessun segno di complicità, nè mezzi meccanici o finanziari occulti a disposizione di Meier (per la produzione delle fotografie - NdA)”. In realtà come si è scoperto e come viene anche rimarcato più avanti, solo in alcuni casi sono state effettuate delle analisi e, per di più, su pochissime foto, ma i risultati sono stati presentati in modo completamente fuorviante ed interessato, se non, in taluni casi, palesemente falso. Sintomatico, a questo proposito, l’episodio della società californiana De Anza Systems, le cui pretese “analisi” (in realtà mai effettuate) vennero pubblicate con enfasi sul primo libro di Stevens (e quindi conosciute anche in Italia, grazie alla traduzione delle stesso). Non solo nello stesso libro sono presentati dati totalmente falsi, come la foto dell’analisi della grana fotografica tramite microdensitometro: come si può vedere a pagina 52 del libro [GENESIS III, 1979], le linee bianche del grafico sono state disegnate e sovraimpresse alla fotografia molto chiaramente, tanto che le stesse escono dal bordo dello schermo ! Un altro esempio: a pagina 53 è riportata una fotografia che sarebbe stata sottoposta ad un termogramma a basse frequenze, in cui si evince il fatto che i valori della luce al suolo si riflettono sulla base dell’UFO. Bene, Ken Dinwiddie, il tecnico della De Anza Systems che acquisì le foto nel computer su richiesta di GENESIS III, ha dichiarato che ha inserito lui, digitalmente, quell’effetto di riflessione su richiesta specifica di Jim Dilettoso !


· Dei modelli di dischi, praticamente identici ad alcuni tipi di quelli fotografati da Meier sarebbero stati trovati nel suo granaio e fotografati a loro volta [Noguez, 1994]: un altro modello sarebbe stato trovato nel granaio di un collaboratore di Meier, Hans Jacob (poi “dissociato”: nel 1991, la sua famiglia, che lo aveva perso qualche anno prima, aiutò Kal Korff a reperire una considerevole quantità di informazioni e di materiale inedito), mentre l’ufologo inglese Tim Good avrebbe personalmente visto un modello uguale a quello dell’”astronave Tipo-1” presentata nel primo libro di GENESIS III. Sono state altresì ritrovate, come riferito dallo svizzero Martin Sorge, fotografie e negativi parzialmente bruciati che ritraevano modellini delle medesime astronavi fotografate da Meier [Maccabee, 1989a], come peraltro riferito anche dalla nota ufologa svizzera Lou Zinstagg [Lorenzen, 1979]. Nel caso di Sorge fu addirittura la moglie di Meier a fornirglieli, probabilmente in quanto fortemente adirata con il marito che l’aveva trattata molto male in precedenza [Carballal, 1991]: Meier si difese dalle accuse di avere usato dei modelli per le proprie foto dicendo che aveva effettivamente scolpito nel legno uno o più modellini solo per ricordarsi il modo in cui erano fatte le astronavi, facendo poi delle fotografie per immortararli. La moglie disse però a Sorge, che ne aveva conquistato la fiducia, che Billy effettivamente usava dei modelli per realizzare le immagini. Lo stesso Sorge disse di ritenere che Meier non avesse avuto alcun viaggio spaziale o contatto con Semjase, ma che fosse altresì capace di lanciarsi in un mondo immaginario e di avere esperienze oniriche, falsificando poi le “prove” affinchè la gente potesse capire queste sue esperienze. Alcuni supporters del contattista hanno affermato che sarebbero stati gli stessi alieni a creare e mettere tali modelli in quel posto, nell’ambito di un loro non ben precisato intento di rendere l’intero contatto non totalmente credibile [Deardorff, 1996]: non solo, essi stessi avrebbero fatto in modo che il famoso filmato di Meier del disco volante che circola attorno all’albero risultasse particolarmente dubbio (facendo muovere l’astronave in un modo particolare) proprio per far sì che le storie del contattista risultassero meno credibili a persone sue nemiche, in modo da “proteggerlo” indirettamente. Per tenere viva la linea di contraddizioni reciproche che caratterizza buona parte del mondo pro-Meier, R.Winters ha invece affermato che sarebbero stati i servizi segreti tedeschi a collocare il modello nel “garage” di Meier, perchè preoccupati dalle sue rivelazioni [Winters, 1992].


· Kal Korff nel suo libro ha presentato una dettagliata serie di analisi fotografiche condotte su una certa quantità di foto di Meier, tutte di ottima qualità (superiore, addirittura, a quella disponibile a suo tempo a GENESIS III), provenienti dalla collezione privata di un ex-amico di Meier, Hans Jacob. Le analisi sono state eseguite con diversi sistemi computerizzati e possono essere facilmente riprodotte da chiunque dotato di un minimo di attrezzature e di competenze. Tutte le foto sono state smascherate come falsi prodotti con diverse tecniche. Ad esempio, si è fatto uso di modellini collocati vicino alla macchina fotografica, come nei casi fotografici del 28/1/1975, 27/2/1975 e 29/3/1976: in quest’ultima l’oggetto è chiaramente stato evidenziato come essere davanti all’albero presso cui è stato ripreso. In altri casi si è fatto ricorso a doppie esposizioni (es.: 20/4/1975) od a modellini sospesi a dei fili (es.: 8/3/1976), la cui presenza è stata rilevata tramite tecniche di elaborazione d’immagine. Per esempio, nel caso del 14/4/1976, in cui c’è una foto che mostra anche un caccia “Mirage” in lontanza (e spacciato come in procinto di attaccare l’UFO), si è trattato di un modello posizionato in modo tale da potere essere ripreso con l’aereo che sorvolava la zona. La famosa serie di dieci foto di Fuchsbuel (quella del classico disco volante che passa attorno ad un albero) è falsa. Dalla loro analisi emergono sicuri elementi per emettere tale giudizio: per esempio, l’albero (quasi sicuramente in miniatura) appare sempre nella stessa posizione e prospettiva, mentre attorno a sè il paesaggio cambia più volte di prospettiva. I proprietari del terreno, la famiglia Wyss, hanno negato che sia mai esistito alcun albero in quella posizione. Inoltre, la foto numero 27 del catalogo ufficiale di Meier, scattata nel febbraio precedente e presa praticamente dallo stesso punto, non mostra alcun albero [Korff, 1995]. Come già riportato, la spiegazione di questa mancanza dell’albero da parte dei sostenitori di Meier fu quasi più assurda della stessa presenza di contatti extratterestri: l’albero sarebbe stato portato in un’altra dimensione dagli stessi Pleiadiani, in quanto sarebbe stato danneggiato irreparabilmente dalle “radiazioni” emesse dalla stessa astronava pleiadiana.


· Le foto presentate da Meier a supporto del suo viaggio nello spazio sono state facilmente smascherate, anche se sono tutt’ora poco conosciute. Le foto del pianeta Venere, prese dall’astronave pleiadiana, sono le stesse scattate dalla sonda Mariner 10 nel febbraio 1974: in ogni caso, sarebbe stato impossibile ottenere quelle immagini dell’atmosfera di Venere senza gli speciali filtri di cui era dotata la sonda americana. Anche l’aggancio in orbita tra Apollo e Soyuz sarebbe stato immortalato, riprendendolo da un monitor piatto ed a altissima definizione, collocato all’interno dell’astronave di Semjase, ma la foto risultante è fuori fuoco e con i colori decisamente di cattiva qualità. In realtà, l’immagine è relativa ad una animazione ripresa da un normale televisore a colori con schermo curvo (come si può ben evincere dalla foto stessa). Inoltre i pannelli solari della Soyuz sono, nella foto di Meier, un po’ piegati, proprio come nell’animazione: al contrario, nella realtà erano perfettamente spiegati, come è possibile constatare dalle fotografie riprese dalla stessa Apollo 18. Dopo aver visto l’aggancio Apollo/Soyuz, Meier sarebbe stato portato a bordo di un’astronave madre pleiadiana, lunga circa 18 chilometri e contenente 143.000 individui: secondo W.C.Stevens, nella foto la nave appare in orbita attorno ad uno “strano pianeta” [Stevens, 1983]. In realtà l’immagine è tratta da un’animazione della NASA che presenta la sonda Pioneer 10 attorno al pianeta Giove [Korff, 1995].
· Uno dei pianeti visitati da Meier nel corso del suo viaggio fu Neber, distante 1,2 anni luce da noi: lì vide piramidi, dinosauri e uomini delle caverne, che ebbe occasione di fotografare. Le foto dei dinosauri mostrano solo delle sagome nere e sono tutte completamente fuori fuoco, strano per una fotocamera settata all’infinito e con soggetti posti ad oltre venti metri di distanza: per esempio, la stessa scena è ripresa a distanze diverse, ma il livello di sfocatura è il medesimo). Ovviamente non è possibile dire che non si tratti di dinosauri per il semplice fatto che non esistono confronti possibili, ma l’artificio è veramente palese. Le due foto dell’uomo delle caverne ripreso da Meier sono altrettanto banali: sono molto fuori fuoco e sono state chiaramente riprese da uno schermo curvo, visibile nella parte inferiore destra delle foto stesse [Korff, 1995].
· Meier afferma di avere fotografato la Nebulosa del Cavallo, quando passò a “qualche migliaio di chilometri di distanza”. La foto è fuori fuoco, cosa impossibile per una fotocamera configurata sull’infinito ! In ogni caso, la sua affermazione è un’assurdità: la nebulosa è vasta e profonda parecchi anni-luce, quindi Meier avrebbe dovuto trovarsi al suo interno. In realtà si tratta di un’immagine ripresa da un telescopio e riprodotta su uno schermo televisivo: la curvatura è chiaramente visibile nella foto [Korff, 1995].


· Tra le fotografie più assurde c’è quella del cosiddetto “Occhio di Dio”, che Meier afferma di aver scattato durante il suo viaggio spaziale: in realtà si tratta di una foto fuori fuoco della Nebulosa dell’Anello ripresa da un grande telescopio. I sostenitori di Meier negano che egli abbia mai visto o fotografato tale “occhio”, ma foto e relativa didascalia esplicativa sono presenti nel raccoglitore delle foto di Meier posseduto dal defunto amico del contattista, Hans Jacob [Korff, 1995]. Meier ha inoltre dichiarato di avere visto, mentre era in orbita attorno alla Terra, parecchie astronavi extraterrestri provenienti da diversi pianeti della galassia, riuscendo a scattare tre foto. Nella parte inferiore di almeno una di esse si vede chiaramente, però, il riflesso di una finestra e di un albero: appare evidente, quindi, che la foto non è stata scattata nello spazio, ma in una stanza, riprendendo l’immagine riprodotta da uno schermo televisivo.
· Mentre Meier si trovava a bordo dell’astronave di Semjase chiese di fare una “foto ricordo” con le astronaute con cui stava conversando: la stess Semjase, Nera e Asket. Le foto risultanti, una volta sottoposta ad un’analisi, si dimostrarono essere state riprese da uno schermo televisivo. Tutte erano fuori fuoco, ma con una particolare stranezza: la macchina fotografica era settata sull’infinito, ma la figura più vicina a Meier risultava essere quella più a fuoco di quelle più lontane. Al di là di questa impossibilità tecnica, sul fondo delle foto erano chiaramente visibile una tenda, della cui presenza non vi è, però, alcun cenno nelle dettagliate descrizioni di Meier dell’interno delle astronavi pleiadiane. J.Dilettoso asserì che le figure erano realmente inusuali in quanto mostravano dei lobi delle orecchie “eccezzionalmente lunghi” chiaramente visibili dalle foto: in realtà, tale “anomalia” non era nient’altro che un ciuffo di capelli e nulla di più. Alcuni ricercatori hanno suggerito che si tratti di foto di un gruppo di modelle svedesi riprese da una trasmissione televisiva degli anni settanta, stesso periodo a cui si rifanno i loro abiti ed accessori.

Semjase and Spaceship

Incontri di Meier: dipinto artistico di Jim Nichols.

Beamship 1

Beamship 2

Beamship 3

Alcuni esempi di "astronavi" fotografate da Meier.

Classic Meier beanship

Una delle classiche foto di Meier.

Other beamship

Another Meier beamship.

Beamship model with alleged string

Una delle foto più classiche di Meier (l'oggetto ripreso all'alba vicino ad un albero, con i riflessi di luce su di esso), mostra la presenza di un probabile filo di sospensione proprio in prossimità dell'oggetto.
[Fonte: Korff, 1995]

Beamship with alleged hovering string

Anche qui è stata trovata la presenza di quello che sembra essere un filo proprio sopra l'oggetto fotografato.
[Fonte: Korff, 1995]

Beamship image processed on computer

L'oggetto, come si vede dall'elavorazione, è chiaramente davanti all'albero e, quindi, molto vicino alla macchina fotografica. [Fonte: Korff, 1995]

Three beamships with alleged strings

Le frecce indicano dei probabili fili che sorreggono i modellini.
[Fonte: Korff, 1995]

meier-5.gif

Un'altra "astronave" fotografata da Meier: a prima vista appare un modellino, la cui possibile ricostruzione è stata proposta dallo stesso K.Korff.

 

 

Incontri di Meier: dipinto artistico di Jim Nichols.

LE ANALISI DEGLI ESPERTI PIU’ O MENO “ESPERTI”

· Neil Davis, un esperto di elaborazione d’immagine citato da Kinder [Kinder, 1979], dichiarò di non avere trovato alcuna evidenza di falso nelle foto di Meier e che le stesse ritraevano un grande oggetto ripreso ad una certa distanza dalla macchina fotografica. Piccolo problema: venne presentata una sola frase nell’ambito di un rapporto di ben quattro pagine ! Il resto che è stato tralasciato diceva, praticamente, trattarsi solo ed unicamente di risultati preliminari e che, in ogni caso, erano assolutamente necessari i negativi: i risultati stessi erano da considerarsi, quindi, inconclusivi [Korff, 1995].


· Il dottor Michael Malin, un esperto nell’elaborazione d’immagine a computer, che, però, insegnava geologia planetaria e geomorfologia, affermò di non avere trovato “.. alcun segno evidente di contraffazione”, ma anche qualcosa che non è stato riportato da Kinder: “.....senza gli originali delle foto, non c’è quasi da niente da dire in proposito”. Inoltre, chiese di potere avere la macchina fotografica usata da Meier ed i negativi delle foto, ma entrambe le richieste non sono mai state soddisfatte da GENESIS III [Korff, 1995].


· Le registrazioni sonore fatte da Meier ad un’astronava pleiadiana che sono state sottoposte ad analisi da parte del gruppo GENESIS III erano delle copie di terza generazione. Come tutte le registrazioni audio, se non sono ottenute sotto condizioni scientificamente controllate, non costituiscono alcuna prova. Kinder, per esempio, non parla del fatto che in tali registrazioni si sentiva distintamente, per due volte, un interruttore nell’atto di essere azionato: un elemento sospetto, che induce a pensare ad una messinscena operata appositamente con l’ausilio di una fonte sonora esterna. [Korff, 1995]


· Wally Getleman fu contattato da Kinder per esaminare films e fotografie di Meier e venne presentato come un esperto che lavorò come direttore degli effetti speciali fotografici nel film di Stanley Kubrick “2001 Odissea nello Spazio”: in realtà ebbe un breve rapporto con Kubrick e lasciò la produzione dopo solo qualche settimana, come si può ben verificare dai titoli di coda del film stesso, dove non è affatto menzionato. In realtà egli non era un analista fotografico e non aveva competenze tali da potere condurre analisi ed emettere giudizi su reperti fotografici, prova ne è un semplice problema di ombre su una foto, evidenziato da Korff. Quest’ultimo ha altresì dimostrato come l’affermazione che sarebbero necessarie almeno “quindici persone” ed 80.000 dollari per riprodurre le foto di Meier sia completamente errata, visto che egli stesso le ha replicate, con ottimi risultati e con minimi sforzi. Gentleman, in ogni caso, non ebbe accesso ai negativi dei documenti che gli vennero sottoposti e neppure ai luoghi in cui furono ripresi, dove avrebbe dovuto eseguire quelle convalide strumentali delle misure che eseguì sui documenti stessi. [Korff, 1995]


· Kinder nel suo libro ha omesso quanto affermato dall’analista Eric Eliason (esperto di elaborazione di immagini):”..... E’ necessario partire dai negativi. Quindi, in un certo senso, questa (- le altre sue dichiarazioni riportate da Kinder -) non è una dichiarazione scientificamente valida”. In precedenza era stato raggiunto da J.Dilettoso con due sole foto di Meier, per le quali aveva affermato di non avere trovato indicazioni per potere affermare che si trattasse di un fotomontaggio: ma aggiunse altresì che non si poteva escludere la possibilità che il fotomontaggio potesse essere stato fotografato a sua volta, in modo da ottenere un risultato difficilmente evidenziabile e senz’altro ingannevole per il computer [Korff, 1995]. Eliasion riferì inoltre che Dilettoso voleva assolutamente credere alla genuinità delle fotografie e cercheva di convincere lui stesso della cosa.


· Robert Nathan, uno dei migliori esperti di analisi di immagini, fu contattato da J.Dilettoso per valutare un set di dieci foto di Meier. A seguito di questo avrebbe affermato che non era possibile rintracciare l’evidenza di un falso. In realtà, Nathan fu successivamente intervistato da Kal Korff, al quale avrebbe detto che Dilettoso avrebbe mentito sia su come fu condotta l’analisi che sui risultati stessi (entrambi riportati con enfasi da Kinder nel suo libro): a suo giudizio le foto erano degli “ovvi falsi”, di “qualità estremamente povera e di nessun valore analitico”, probabilmente prodotte con l’uso di modelli sospesi a dei fili (come poi fu successivamente confermato dalle analisi condotte dallo stesso Korff). W.C.Stevens gli fornì dei negativi rappresentanti delle immagini fuori fuoco, che non corrispondevano con le stampe che gli erano state fornite. La giustificazione di ciò fu trovata nella confusione attribuita a Meier sul livello di generazione dei negativi che egli aveva fornito ai suoi amici americani [Korff, 1995].


· Marcel Vogel, un esperto in chimica che lavorara presso i laboratori di ricerca della IBM a San Josè, in California, accusò Stevens di avere sottratto da casa sua due foto provenienti da un progetto di analisi dell’IBM (presso cui lavorava), che sarebbero state successivamente spacciate come i campioni di metallo di Meier sottoposti a forte ingrandimento. Lo stesso Vogel a seguito delle sue analisi sui campioni di metallo che gli erano stati forniti da GENESIS III dichiarò di non aver mai incontrato una cosa del genere, ma Korff riferisce che gli disse trattarsi di “saldatura d’argento”, proprio quando, nel 1980, ne ricevette dalle sua mani un pezzettino. Vogel, inoltre, ad un certo punto non fu più in armonia con GENESIS III a causa delle cose che il gruppo aveva pubblicato senza la sua approvazione. Ma Vogel non presentava, comunque, un’integrità al di sopra di ogni sospetto: era un tipo che affermava di piegare i metalli con la forza della sua mente (tanto che fu intervistato anche dal “National Enquirer” in proposito) e di riuscire a guarire le persone imponendo loro le mani: purtroppo per lui, fu clamorosamente smentito durante una prova delle sue capacità psichiche condotta, in condizioni sperimentali controllate, da un gruppo di specialisti nel 1980. Era molto interessato all’area del paranormale e dei fenomeni psichici in particolare, non disdegnando altresì l’argomento ufologico e svluppando una competenza specifica nel campo di studio della “comunicazione” tra piante ed esseri umani. Dichiarò inoltre a Korff che Meier era probabilmente un falsario, ma che Semjase esisteva veramente. Non solo: poteva anche parlare con lei, concentrandosi su un grosso cristallo di quarzo ed ametista che aveva proprio sul tavolo !


· La società De Anza Systems presso cui GENESIS III ha affermato di aver condotto delle analisi fotografiche a computer (peraltro pubblicate in [GENESIS III, 1979]) ha negato qualsiasi coinvolgimento del genere, affermando, anzi, di non essere in grado di fornire un servizio del genere. I membri di GENESIS III (in particolare Dilettoso e Welch) si recarono da loro raccontando di volere acquistare un loro computer grafico: a scopo di dimostrazione si fecero digitalizzare una foto, a cui vennero applicate semplicissime tecniche di elaborazione di immagine. Quanto visualizzato dal monitor fu fotografato e, quindi, presentato come “sofisticate tecniche” di analisi fotografica in grado di confermare la genuinità delle foto di Meier. Nonostante ciò GENESIS III affermò di avere speso 40.000 dollari per le investigazioni e ben 60.000 per le analisi fotografiche.


· Il gruppo americano G.S.W., famoso tra gli anni settanta ed anni ottanta per le pioneristiche analisi al computer di foto ufologiche, ricevette dieci fotografie di Meier di seconda generazione da un ricercatore tedesco, nel 1976. Il verdetto fu inequivocabile: un falso realizzato diverse tecniche, come modelli sospesi, doppie esposizioni e fotomontaggi.





I PERSONAGGI CHE HANNO PROMOSSO L’AFFARE MEIER

· Wendelle C. Stevens, un ex-tenente colonnello dell’USAF che si è definito come “uno dei maggiori esperti di ufologia al mondo” (ma in realtà, come ricordato dall’ufologo canadese Stanton Friedman è un collezionista di foto ufologiche) [AA.VV., 1980], venne a conoscenza del caso Meier nel 1976 da parte dell’ufologo inglese Timothy Good e dell’ufologa svizzera Lou Zinstagg, la quale gli mostrò sedici foto di Meier. Stevens disse di essere rimasto impressionato dalle fotografie e dal caso in sè e nell’ottobre dell’anno successivo si recò direttamente in Svizzera ad incontrare Meier, primo di una lunga serie di viaggi. Se ne tornò a casa con trecento fotografie. Tornò l’anno successivo da Meier, questa in compagnia degli amici Brit e Lee Elders e dopo di ciò, tutti insieme, decisero di pubblicare sotto forma di libro le informazioni che avevano raccolto sul caso. per far ciò fondarono una piccola società, insieme a Tom Welch, che fu battezzata GENESIS III Productions Limited. Lee Elders firmò un accordo personale di diritti con Meier: quest’ultimo avrebbe fornito il materiale, mentre GENESIS III lo avrebbe promosso e diffuso, agendo come unico distributore esclusivo. Essendo senza contante, la società ricevette un prestito di 39.923,57 dollari da un agente di marketing di nome Michael Osborn, il quale si dichiarò peraltro disponibile ad aiutarli. Nel 1979 uscì il primo libro, “UFO ... Contact from the Pleiades” (tradotto anche in italiano, nel 1990), presto esaurito e ristampato in un’edizione riveduta e corretta l’anno successivo. Nel 1983 Stevens e GENESIS III produssero, separatamente, altri due titoli: “, “UFO ... Contact from the Pleiades - A Preliminary Investigation Report” [Stevens, 1983] e “, “UFO ... Contact from the Pleiades - Vol. II” [AA.VV., 1983]. Altri libri seguirono negli anni successivi, come si può evincere dalla bibliografia allegata. Oltre alla produzione libraria, GENESIS III produsse e/o distribuì anche dei documentari, uno dei quali, girato nel 1979, è stato presentato anche in Italia nell’ambito della serie prodotta dalla Columbia Tristar con la supervisione e “consulenza” del Centro Ufologico Nazionale e di Roberto Pinotti in particolare.


· W.C.Stevens e gli altri componenti del gruppo GENESIS III furono sconfessati ed allontanati da tutti i maggiori gruppi americani, MUFON in testa. Il compianto Jim Lorenzen, direttore dell’APRO, si dissociò completamente dalla citazione del suo nome all’interno del primo libro su Meier di tale gruppo, accusando i membri dello stesso, fra l’altro, di avere “censurato” le dichiarazioni e le foto più assurde prodotte da Meier, in modo da rendere il più possibile credibile ed accettabile l’intera storia. Non solo: Stevens aveva collaborato con l’APRO in relazione a qualche inchiesta locale, ma fu trovato a dirottare verso la sua abitazione il materiale di un caso fotografico indirizzato all’APRO stessa: Lorenzen lo dichiarò persona “non gradita” e troncò ogni contatto con lui [Lorenzen, 1984]. GENESIS III ha pubblicato diversi libri dedicati a contattisti (tra cui anche l’italiano Dibitonto) e caratterizzati dalla profusione di fotografie in essi contenuti (ad esempio quelli dedicati al contattista Herrmann, che con le sue centinaia di foto può ben essere definito un emule americano di Meier).


· GENESIS III ricevette una percentuale sulle royalties del libro di G.Kinder, per avere messo in contatto l’autore con Meier ed avergli permesso di raccogliere il materiale sulla questione [Moore, 1981]. Meier stipulò, praticamente, un contratto di rappresentanza con GENESIS III, a cui cedette i diritti di sfruttamento delle sue storie. In cambio, Meier si impegnò a fornire tutte le informazioni ed il materiale per potere condurre tale opera di sfruttamento. William Moore vide personalmente questo accordo a Los Angeles, nel 1981. GENESIS III , quindi, non può certo essere considerato un gruppo di investigatori, ma bensì di biografici-amici, come successe con Desmond Leslie nei confronti di George Adamski: nessuna investigazione imparziale e critica, quindi, ma acritica e tesa a dare conferme là dove non ci sono. Più recentemente, i membri del F.I.G.U. si sarebbero lamentati con l’americano R.Winters per il fatto che un gruppo di americani (presumibilmente quelli di GENESIS III) avevano usato il loro materiale solo per loro profitto personale, tradendo loro ed i loro messaggi spirituali, senza mantenere le promesse che avevano fatto [Winters, 1992]. Tale affermazione appare ancora più “ strana” per il fatto che è stata riportata in un articolo pubblicato sulla rivista ufologica di W.C.Stevens: in ogni caso, negli ultimi anni i coniugi Elders si sono praticamente eclissati ed il solo Stevens è rimasto sulla scena.


· GENESIS III ha minacciato, parecchie volte, azioni legali contro ricercatori che stavano investigando, criticamente, il caso Meier: non per niente Lee Elders è sempre stato molto collerico verso chi esprimeva opinioni contrarie sul caso Meier. Per contro, la società non pagò il conto della produzione del primo libro e la casa editrice (Collins Publishing) fallì, lasciando un buco di circa 40.000 dollari, direttamente provocato dalla pubblicazione del libro stesso. Ne seguì un’azione legale da parte del curatore del libro e della stessa casa editrice contro GENESIS III [Moore, 1981].


· Il 16 Febbraio 1993 Wendelle C. Stevens si dichiarò volontariamente colpevole di fronte ad una corte di giustizia dello stato dell’Arizona, al fine di conseguire un duplice risultato: la riduzione dei capi di imputazione che pendevano su di lui da sedici (dieci per molestie su bambini, quattro per aver fornito articoli osceni o pericolosi a minori e due per le riprese video e foto di minori impegnati in atti sessuali osceni) a tre e la mancata resa di dominio pubblico dell’evidenza probatoria contro di lui. Il 15 Marzo dello stesso anno fu condannato a sette anni ed il 1° Giugno successivo fu incarcerato in una prigione poco fuori Tucson, da dove uscì nel 1990. Ovviamente, Stevens fu presto presentato come un “martire” incastrato dalla CIA, perchè ormai troppo vicino alla realtà sugli UFO: egli stesso contribuì a diffondere tale dicerie per mezzo di parecchie lettere, senza peraltro portare alcuna prova e raccontando parecchie frottole al fine di apparire “pulito” [Korff, 1995]. Gli Elders hanno affermato che Stevens è stato accusato sulla base della testimonianza di un vicino di casa a cui Stevens aveva negato dei soldi in prestito: sarebbe stato messo a tacere perchè “ufologo scomodo” [Moore, 1981].


· Jim Dilettoso è un personaggio che è stato “usato” da GENESIS III per organizzare le pretese analisi scientifiche sui vari tipi di evidenza presentata da Meier, presentandolo nel contempo come un esperto particolarmente degno di fede. Lo stesso Dilettoso disse di essere uno dei maggiori esperti di analisi fotografica tramite computer ed affermò che tutte le foto di Meier erano state “testate ed autenticate” da lui medesimo. Millantò, fra l’altro, conoscenze in microscopia elettronica che non possedeva assolutamente. Ha ripetutamente fornito false indicazioni riguardo il suo coinvolgimento e le sua attività in relazione al caso Meier, presentando in modo fuorviante i risultati dei pochi test che furono effettivamente condotti sull’evidenza disponibile, specie le foto. Ha dichiarato di aver avuto contatti con specialisti che, però, non si ricordano affatto di lui o che hanno rilasciato pareri ben diversi da quelli riportati, una volta intervistati da terze parti: per esempio, la società De Anza Systems prese in considerazione la possibilità di fargli causa per le affermazioni che gli attribuì nel primo libro [GENESIS III, 1979]. Dilettoso dichiarò di avere conseguito una laurea presso l’università McGill di Montreal, che, però, in un fax del 17/11/1994 precisò di non saperne assolutamente nulla [Moore, 1981][Korff, 1995].


·
James Deardorff è un professore “emeritus” all’università dell’Oregon che, da anni, ha sposato la causa di Meier, soprattutto in un’ottica spirituale-religosa. E’ autore di un libro [Deardorff, 1990] in cui viene presentata e studiata la cosiddetta “Talmud Immanuel” (o Jmmanuel), dove vengono presentate duecento diverse ragioni per ritenere tale testo la fonte primaria del vangelo di Matteo. Afferma che nessuna delle foto di Meier è stata trovata contraffatta [Deardorff, 1985] e che il contattista non incoraggia nessuno, fuori dal suo gruppo, a promuovere in alcun modo la sua storia [Deardorff, 1996a]: ciò non spiega, però, l’intensa attività di conferenzieri e divulgatori di personaggi come G.Moosbrugger, R.Winters e altri. Deardorff appoggia incondizionatamente Meier e dà per assolutamente scontata la presenza degli extratterestri sul nostro pianeta: tutte le dichiarazioni di Meier, a sua giudizio, risultano compatibili con una strategia di contatto dei Pleiadiani, riuscendo sempre a trovare una spiegazione, in tale ottica, a qualsiasi evidenza negativa nei confronti di Meier ! A suo dire, per l’analisi dell’intero caso è necessario un diverso atteggiamento, basato sulla consapevolezza che gli extratterrestri esistono ed hanno una loro strategia per confrontarsi con una civiltà emergente come la nostra [Deardorff, 1985].


· L’intera storia di Meier è stata seguita da altri autori. Nel 1985 lo scrittore Gary Kinder ricevette l’incarico dal proprio editore di scrivere un libro sul contattista, che vide la luce nel 1987 e vendette bene e velocemente, passando presto ad un’edizione in tascabile. Nell’agosto 1991 il tedesco Michael Hesemann pubblicò il libro di Guido Moosbrugger “...und sie fliegen doch !”, quella che viene presentata come l’opera più completa sull’argomento e che è stata recentemente tradotta in quattro lingue. Altri libri sono riportati in bibliografia. Da ricordare anche la non indifferente produzione di “merchandising” legata a Meier ed alle sue foto: stampe, dipinti, calendari illustrati e poster. Lo stesso agente Mulder della popolarissima serie televisiva X-Files ha appeso ad una delle pareti del suo ufficio un poster con una delle più classiche foto di Meier e la dicitura “We want to believe” (vogliamo credere).


· Gary Kinder, autore di “Light Years”, ha lavorato a stretto contatto con Lee e Brit Elders per scrivere il suo libro, per il quale avrebbe ricevuto un anticipo di 100.000 dollari dal suo editore, Morgan Entrekin. Non per nulla il copyright del libro stesso è condiviso con loro, peraltro destinatari di una royalty sulle vendite. Il libro scaturì da un contatto che i coniugi Elders stabilirono con l’agente letterario R.Pine: quest’ultimo rimase entusiasta dalla storia di Meier, tanto da presentarla a Kinder per fargli scrivere un libro. La sua inchiesta non può certamente definirsi imparziale, in quanto raccolse materiale e frequentò assiduamente la parte pro-Meier, tralasciando ampiamente il materiale e le informazioni che gli furono fornite da quei ricercatori che si erano mostrati critici nei confronti dell’intera storia. Esemplare è il caso di Korff che fornì a Kinder gli elementi necessari per dimostrare che si trovava difronte ad un falso e comunque sufficienti per fargli dubitare ampiamente sulla veridicità della questione. Al contrario, Kinder cercò di far dire a Korff che almeno qualche parte dell’evidenza di Meier poteva essere genuina. Un altro esempio: Kinder non intervistò le famiglie svizzere Jacob e Wyss, di cui conosceva l’esistenza e che avrebbero potuto fornirgli dati concreti e di prima mano sui falsi realizzati da Meier [Korff, 1995].


· Kinder è un esperto scrittore che sembra eccellere nella scelta selettiva dei dati e nella omissione di tutti quelli indesiderati, ma significativi per la tesi opposta: non condusse alcuna investigazione con metodologie scientifiche, ma si comportò unicamente come un divulgatore interessato. Per esempio, affermò di avere parlato con gli ufologi che avevano criticato e smascherato Meier, ma non presentò affatto le loro conclusioni. Ancora, riprese, senza effettuare alcun reale controllo, le falsità e le imprecisioni relative alle “analisi” condotte da molti dei pretesi esperti citati da GENESIS III come conferme alla genuinità delle foto di Meier. Per tutta questa somma di ragioni, il libro di Kinder fu accolto con rifiuto pressochè totale dai ricercatori americani, in quanto videro in esso un’operazione commerciale che sembra presentare un’evidenza scientificamente credibile e le dichiarazioni di Meier come degne di fede. L’ufologo americano Dennis Stacy [Stacy, 198?] lo definì “estremamente credulone”, avendo lui avuto piena fiducia nei suoi confidenti Stevens e Elder. Lo stesso New York Post del 12 Gennaio 1987 affermò in un articolo che l’editore di Kinder si trovava in difficoltà finanziarie ed avrebbe cercato di produrre un libro con una forte connotazione di marketing (orientato al soddisfacimento della voglia di “credere” e, quindi, dell’aspetto più sensazionalistico della vicenda, lasciando perdere tutti gli aspetti deboli e criticabili) per venderlo al meglio.


· Michael Hesemann è un piccolo editore tedesco che produce una rivista, libri e videocassette sugli UFO, sfruttando abilmente tutti i filoni più sensazionalistici che emergono di volta in volta sull’argomento e che si tramutano in ottimi richiami per i compratori dei suoi prodotti (sintomatico il suo coinvolgimento nel caso della famosa autopsia dell’alieno di Santilli e con tutti i personaggi, anche italiani, interessati all’affaire, come pure il suo costante presenzialismo a livello di congressi internazionali). E’ stato, a più riprese, un supporter delle storie di Meier, dandogli ampio risalto nella sua rivista, “Magazin 2000” e pubblicando almeno un intero libro, quello agiografico dell’austriaco Guido Moosbrugger [Moosbrugger, 1991], sull’argomento. Quest’ultimo è uno degli amici più intimi di Meier e membro dell’originario gruppo di metafisica. Maestro di scuola elementare, rappresenta un vero e proprio “ambasciatore” di Meier in giro per il mondo, dove frequenta numerosissimi convegni ufologici o paraufologici (soprattutto negli Stati Uniti) al fine di diffondere il “verbo pleiadiano”. Il libro sui contatti di Meier è riccamente illustrato e contiene un gran numero di informazioni significative sull’intera faccenda, grazie proprio al fatto di averla vissuta (e viverla tutt’ora) dall’interno.
· Randolph Winters è uno dei principali sostenitori di Meier negli Stati Uniti. Dando una grande enfasi al “messaggio spirituale” di Meier ha fuso le storie e gli “insegnamenti” del contattista svizzero con varie tematiche “New Age” e di “channelling” (comunicazioni ricevute da spiriti o da entità extraterrestri per via medianica), argomenti sempre di moda negli USA. Il risultato è stata una intensa attività di conferenziere, un libro scritto direttamente ed altri pubblicati, un sito su INTERNET dove è possibile acquistare tutto quello che si vuole e, magari, iscriversi anche a dei corsi spirituali New Age, tenuti il Sabato e la Domenica da Winters e sua moglie su vari argomenti, alla modifica cifra di 350 dollari, il cui 50% deve essere versato in anticipo. Winters è anche colui che ha scoperto tale “Adrian” un tipo che vivrebbe in Florida e che fin dal 1974 avrebbe anch’egli avuto contatti con i Pleiadiani, scattando parecchie foto (“stranamente” simili a quelle di Meier). Sintomatica l’esperienza di Winters con il gruppo di Meier: si recò in Svizzera nel 1988 per incontrare il contattista, ma la possibilità gli fu negata. Trascorse quindi tre settimane alla “comune”, lavorando di giorno nella fattoria per avere il privilegio, la sera, di parlare con i membri del gruppo ed avere, alla fine, la possibilità di vedere gli originali delle famose “note di contatto”. Una delle componenti del F.I.G.U. gli raccontò, fra l’altro, di avere visto Meier materializzarsi improvvisamente davanti a lei, al ritorno da uno dei incontri [Winters, 1992].


· Il California Study Group è l’ultimo dei gruppi pro-Meier che sono apparsi negli ultimi anni, ma senz’altro appare come il più organizzato. Organizza conferenze, pubblica, traduce e distribuisce il materiale sulla vicenda del contattista, funzionando come la vera e propria filiale americana del F.I.G.U. e prendendo quindi il posto che era una volta di GENESIS III. Organizza una volta al mese una riunione nell’area di Los Angeles, dedicata a tutti coloro che vogliono meglio conoscere i contatti di Meier. Hanno un proprio sito WEB, gestito direttamente con un proprio dominio INTERNET (www.billymeier.com) ed attraverso di esso offrono qualche informazione, ma, soprattutto, la vendita di vario materiale per tutti coloro che sono dotati della magica carta di credito.






GLI ULTIMI SVILUPPI

· Una donna indiana, chiamata con lo pseudonimo “Pauline” (non vuole esporsi direttamente, perchè ha paura di perdere il proprio posto di lavoro alle Nazioni Unite), ha dichiarato che quando era ragazzina e si trovava dal nonno a Mehrauli, in India, avrebbe visto Meier in compagnia di Asket (la Pleiadiana che era in contatto a quel tempo con lo svizzero) nel 1964. Si ricorda anche di avere visto Meier fotografare la cosmonauta. Nel 1995, quando venne a conoscenza dell’indirizzo di Billy in Svizzera, si recò a visitarlo e là riconobbe Asket nelle foto che Meier tutt’ora conserva (ma che, a quanto pare, non sono conosciute). Alcuni sostenitori di Meier hanno intervistato a lungo la donna, tra di essi anche W.C.Stevens, che ne pubblicherà una foto e la storia sul quarto volume di “Message from the Pleiades”.


· Il novello Meier scoperto da R.Winters nel corso di una sua conferenza ha anch’egli un raccoglitore contenente un gran numero di foto, relative ad almeno tre diversi tipi di astronavi. Pur avendo iniziato i suoi contatti nel 1974, questo personaggio (peraltro conosciuto unicamente allo stesso Winters) non ha mai voluto presentarsi in pubblico e compiere quell’azione di “divulgazione” così tanto cara a Meier ed amici. Secondo lui, i Pleiadiani hanno ripreso i contatti nel 1995 (in contraddizione con le dichiarazioni provenienti dal contattista svizzero, secondo cui se ne sarebbero andati proprio in quell’anno !), in quanto quello sarebbe stato l’anno di inizio di una nuova era di cambiamenti, dominata da disastri naturali come diluvi, terremoti, uragani, tornadi ed altri eventi naturali catastofici.


· Stando alle ultime “rivelazioni”, quelli che sono stati fin qui chiamati “Pleiadiani” proverrebbero, in realtà, da un pianeta ad ottanta anni luce da noi nella direzione nella nostra galassia in cui si trova il sistema stellare delle Pleiadi.





KAL KORFF: L’ANTI-MEIER

Kal Korff, californiano, ha incominciato ad occuparsi giovanissimo del caso Meier e, con l’aiuto dell’ufologo William Moore, fu uno dei primi ricercatori a criticare apertamente e con motivazioni circostanziate l’intera storia, additandola come un probabile falso: oggigiorno è uno dei maggiori esperti in materia, senz’altro il principale e più preparato sul versante dei “critici”.

Dopo avere dato alle stampe, nel 1981, un primo libro di 127 pagine, nel 1995 ha pubblicato quello che può essere definito il più completo studio critico sulla questione, un’opera di ben 440 pagine intitolata “Spaceships of the Pleiades” [Korff, 1995] ed edito dalla Prometheus Books, casa editrice specializzata in libri “scettici”. In tale opera presenta anche i risultati di un’investigazione diretta, abbastanza ardita e senz’altro inusuale per il mondo ufologico: una visita, sotto false generalità, al quartier generale di Meier, in Svizzera. Durante tale visita di tre settimane ebbe modo di intervistare parecchie persone che hanno avuto a che fare con l’ex-gendarme nel passato, acquisire una grande quantità di materiale, parlare con i membri del F.I.G.U., ispezionare i luoghi dei principali avvistamenti e riprendere in foto e su video gli stessi, oltre che riprodurre localmente alcune delle fotografie più famose con dei modelli appositamente costruiti per dimostrare la facilità di falsificazione dei documenti fotografici presentati dal contattista svizzero. Data la sua conoscenza del tedesco, ha avuto modo di avere accesso diretto agli scritti originali di Meier in tale lingua.

Oltre al libro, Korff ha anche prodotto una videocassetta (“EXPOSED: The Billy Meier Hoax”,) in cui mostra direttamente i risultati delle analisi fotografiche da lui condotte (fornendo i particolari necessari alla loro riproduzione anche da parte di terzi) ed altro materiale inedito utile ad una migliore comprensione dell’intera vicenda. La società che ha prodotto la videocassetta è la Underground Video, piccola società specializzata in video su materie misteriose, tra cui gli UFO: inizialmente distribuì anche quelli relativi alle storie di Meier, prodotti da GENESIS III ed altri, quindi decise di condurre una propria inchiesta indipendente sull’intera vicenda. La conclusione fu che Meier aveva falsificato deliberatamente tutto quanto. Come reazione, i responsabili della società dichiararono di volere denunciare Billy Meier ad un tribunale californiano per truffa nei confronti dei “consumatori”.

La conclusione finale di Korff al suo libro appare piuttosto equilibrata: “ ... non è possibile affermare che tutte le foto ed i filmati di Meier siano falsi, ma se anche avesse avuto delle esperienze precedenti, non c’è alcuna evidenza credibile che supporti le stesse. Visto che non è possibile separare il rumore dal segnale, il problema del se le dichiarazioni di Meier sono vere non può essere risolto” [Korff, 1995]. Korff è stato addirittura accusato, per il suo approccio rigoroso e critico all’argomento, di essere un agente della CIA: pur avendo lavorato, come civile, per parecchie agenzie governative, è pur sempre un semplice ricercatore. Efficace, a questo riguardo, l’affermazione, dell’ufologo americano Russ Estes: “Se possiedi anche solo mezzo cervello, sei automaticamente etichettato come CIA”.

Il lavoro di Korff è stato recentemente oggetto di una risposta di ventuno pagine da parte di James Deardorff [Deardorff, 1996a], in cui viene attaccato e fortemente criticato quasi esclusivamente per ciò che concerne la questione della cosiddetta “Talmud Jimmanuel”, il testo religioso di cui Deardorff è un accesso sostenitore. Al di là di alcuni contorsionismi logici (es.: il tedesco con cui è stato tradotto il testo è estremamente simile a quello, stilisticamente scorretto, di Meier, perchè Rashid, il traduttore, corrispondeva con lui e ne sarebbe, quindi, rimasto influenzato), le critiche partono comunque dalla rigida assunzione che i Pleiadiani esistono e sono (o sono stati) qui sulla Terra e che Meier, ovviamente, è totalmente in buona fede. Deardorff mette poi in discussione polemica i risultati delle analisi fotografiche di Korff relative ad una delle serie più famose, quella di Hasenboel-Langeberg del 29/3/1976: secondo il ricercatore californiano si tratta di un modello posto vicino alla fotocamera (in quanto all’analisi a computer appare chiaramente davanti all’albero presso cui è ripreso) e probabilmente sostenuto con dei fili ad una corda posta superiormente per potere cambiare a piacimento la posizione del modello (Pag. 206 - 207). L’oggetto sarebbe stato ripreso in controluce, proprio al tramonto, per nascondere al meglio la presenza dei fili. Deardorff afferma che le stampe in possesso di Korff erano di generazione superiore (ma da [Korff, 1995] ciò non risulta perfettamente evidente) rispetto a quelle in possesso di W.C.Stevens. Di conseguenza, la minore qualità disponibile avrebbe portato Korff a non rilevare durante le analisi a computer la presenza di rami davanti all’oggetto: la polemica sui risultati di questa analisi si sviluppa poi sulla base di altri particolari, piuttosto discutibili e che, comunque, presuppongono alla base la totale buona fede di Meier, cosa lungi dall’essere dimostrata.






CONCLUDENDO

L’affare Meier dimostra ancora una volta, al pari di altri episodi che hanno visto coinvolti personaggi e situazioni similari, come un’abile presentazione di dati inconsistenti, se non palesemente contraffatti (e comunque spesso contradditori, stando alle diverse fonti disponibili, tutte più o meno direttamente legate allo stesso Meier), ma comunque difficili da controllare direttamente, possa essere sfruttata per fornire un’aura di credibilità capace di ingannare non poche persone e di lasciare comunque una buona dose di dubbi, legata soprattuto al fatto che le informazioni presentate sembrano, appunto, credibili. Ne sono la prova argomenti come “Le analisi scientifiche dell’evidenza di Meier” che ancora vengono presentati nel corso di conferenze tutt’ora organizzate, con una buona affluenza di pubblico pagante, in varie parti del mondo e specialmente negli Stati Uniti. Non solo: il sapiente uso della creazione di situazioni misteriose e legate a fantomatiche “congiure” (es.: la sparizione di fotografie o di evidenze fisiche, come i frammenti di metallo, in modo che non si più possibile confutare le dichiarazioni originali), aiuta ulteriormente a superare i punti più deboli della storia ed a rafforzare ancora di più il suo alone di fascino. Le ragioni del successo del contattista svizzero vanno quindi ricercate, soprattutto, nella credulità di molte persone e nella mancanza di pensiero critico, loro e di molte altre ancora.

L’ufologia abbonda di personaggi mediocri (o meno che tali) e di falsi, autoproclamati, “esperti” che dichiarano credenziali e competenze inesistenti, con le quali cercano di sostenere i loro lavori e, conseguentemente, i casi che trattano. Il gioco di presentare l’”esperto” o lo “scienziato” di turno funziona la maggior parte delle volte, proprio nel tentativo di fornire una maggiore dignità e credibilità a casi o situazioni altrimenti soggette, quantomeno, al beneficio del dubbio. Ben si sa come la reazione media di un pubblico generico e potenzialmente acritico sia di completo ossequio nei confronti del “professore” corredato di qualche credenziale altisonante, specie se quest’ultimo conforta le proprie credenze ed aiuta a fugare le ultime incertezze, permettendo di dire “... anche lo scienziato X ha detto che ... “.

Ci sono, poi, gli pseudo-ufologi che si inventano completamente tali personaggi e costruiscono appositamente le loro pretese credenziali, sempre allo scopo di rendere più credibili ed accettabili le loro investigazioni. Tale scenario non si applica unicamente al caso Meier, ma anche a molte altre situazioni meno note ed eclatanti, tra le quali non poche avvenute anche nel nostro paese. Una ragione di più, questa, per affrontare l’argomento UFO con la necessaria cautela ed obiettività, armi necessarie per controbattere i sempre più numerose personaggi ed azioni screditanti l’ufologia, che hanno come risultato quello di dare ulteriore forza ai più ottusi approcci negativisti verso la materia.

FONTE :UFO.IT

Art

Incontri di Meier: dipinto artistico di Jim Nichols.

Art

Incontri di Meier: dipinto artistico di Jim Nichols.

Meier Photo

Due "astronavi" pleiadiane riprese in pieno giorno da Meier

Meier UFO Photo

Un'"astronave" particolarmente elaborata in prossimità di un albero: è curioso notare le sue dimensioni rispetto a quest'ultimo.

Meier Picture

Ancora l'"astronave" particolarmente elaborata, questa volta posata a terra ed in primissimo piano.

Meier Photo

Una bella fotografia, sempre in pieno giorno, di un classico "disco pleiadiano"

Kinder's "Light Years"

Il libro di Gary Kinder.

Kal Korff's book

Il libro di Kal Korff che ha "smontato" l'intero affare Meier, suscitando non poche reazioni da parte dei supporters del contattista svizzero.

Meier's first book

Il primo libro di messaggi di Meier, pubblicato in Italia nel 1990.

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27 agosto 2012 1 27 /08 /agosto /2012 16:31

NON UNO MA DUE UFO FURONO ABBATTUTI A ROSWELL NEL 1947 AFFERMA EX COLONELLO RICHARD FRENCH

Roswell Daily Record
Richard (Dick) French, ten. colonello a riposo della US Air Force ha rilasciato nuove dichiarazioni in un'intervista del 6 Agosto scorso alla testata online  Huffington Post  dopo quelle pubblicate su questo blog qualche giorno fa in cui ammette di aver fatto  debunking sui rapporti di avvistamento UFO per conto dei suoi superiori. Secondo French, a Roswell nel 1947 caddero due UFO a pochi mesi uno dall'altro e non in modo accidentale ma furono abbattuti da armi sperimentali avanzate in dotazione della base militare di White Sands, New Mexico.  Annalisa Cisi.

 

A Roswell, in New Mexico, nel 1947 precipitarono non uno ma due UFO colpiti da armi ad impulsi elettromagnetici. Lo ha detto all’Huffington Post l’ex ufficiale dell’Air Force, il tenente colonnello Richard (Dick) French.
La storia universalmente conosciuta vuole che un solo oggetto volante non identificato di origine non terrestre si sia schiantato al suolo e da cui poi sarebbero stati recuperati non solo i resti della navicella, ma anche i cadaveri degli occupanti alieni. Poi sappiamo anche che la versione ufficiale emessa dal governo USA dopo pochi giorni dal fatto e dopo che uscì la notizia sulla stampa locale che scriveva di un disco volante recuperato dalla RAAF, è quella della caduta di un semplice pallone meteorologico. Ma si sa  bene che è stato fatto insabbiamento, Cover UP, che tiene ancora ad oggi. Ma la verità viene sempre a galla, per le vie traverse.

Ora abbiamo un altro rivelatore che merita certamente seria attenzione rispetto all'ex agente CIA Chase Brandon e alle sue dichiarazioni fatte i primi di Luglio scorso guardacaso proprio in concomitanza con il 65° anniversario del crash di Roswell e dell'uscita del suo nuovo libro fresco fresco di stampa. 
Ecco quanto dichiara Richard (Dick) French all'Huffington Post.

“A Roswell ci sono stati in realtà due incidenti, di cui la maggior parte della gente non sa" ha detto French. "Il primo è stato provocato dai colpi dati da un aereo sperimentale americano che ha abbattuto un UFO che volava sopra White Sands, nel deserto del New Mexico. Dopo che lo hanno colpito da un'arma avanzata ad impulsi elettromagnetici che ha disabilitato l'UFO, questo poi questo è caduto.”


L'ex militare con quasi trent'anni di carriera, ha detto all’Huffington Post di aver saputo dell’incidente dell’UFO da una fonte confidenziale proveniente dal test site di White Sands Proving Grounds, un'area del deserto del New Mexico dove sono state testate numerose armi e tecnologie di ultima generazione.

Sarebbe stata quella stessa fonte a dire a French che c’era stato un secondo incidente UFO vicino a Roswell pochi giorni dopo il primo.

Il giovane French pilota della US Air Force

“Si verificò a poche miglia dal luogo del primo incidente" ha detto French. "Supponiamo che il motivo per cui erano tornati in quella zona era per tentare di recuperare parti del mezzo volante e i sopravvissuti dell’incidente. Mi riferisco alle  persone provenienti dallo spazio esterno", e aggiunge anche “Io  ho visto delle fotografie tratte da una certella in cui all'interno di questi UFO c’erano delle iscrizioni con caratteri simili a quelli arabi”. 


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27 agosto 2012 1 27 /08 /agosto /2012 16:19

CHI è Sai Baba?

Testimonianza dei Maestri Moderni

Uno dei più grandi Santi di questo secolo fu una donna chiamata Anandamoyi Ma. (Il nome si traduce come ‘Madre permeata di Gioia’. C'è una sua foto, in piedi vicino a Paramahansa Yogananda, in Autobiografia di uno Yogi.) Era così pura e piena di Dio che fu largamente riconosciuta come una Incarnazione Divina lei stessa: in lei sembrava non esserci altro che Dio, e le sue parole erano la Verità stessa. Secondo uno dei devoti Occidentali a lei più vicini, per anni le fu chiesto, “Chi è questo Sai Baba di cui continuamente sentiamo parlare?” Ma per molti anni lei non diede una risposta. Nell'ultimo anno della sua vita, tuttavia, la domanda emerse nuovamente, e questa volta lei diede la seguente risposta: “ Questo corpo non parlerà di questo argomento che una sola volta; non chiedetelo di nuovo. Sathya Sai Baba è la più potente incarnazione di Dio che sia mai venuta sulla Terra. E non ci sarà un altro al Suo livello per altri sessanta secoli.”6

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Questa testimonianza sorprendente mi fu recentemente rafforzata quando andai in uno degli ashrams di Anandamoyi Ma nell'Himalaya. Quando condivisi la citazione precedente con uno Swami dell'ashram 7, egli disse che Anandamoyi Ma aveva poi aggiunto, “ Non c'è da meravigliarsi che sentiate sempre parlare di Sai Baba. Egli è l'Avatar di questo Yuga!” (Avatar significa Incarnazione di Dio; uno Yuga è un'era che dura migliaia di anni.)

Altri santi hanno dato testimonianze simili. Poco prima che lasciasse il suo corpo fisico, Paramahansa Yogananda fu avvicinato da uno dei suoi intimi discepoli Americani, una donna. “Maestro”, ella disse, “So che avete intenzione di lasciare il corpo. Dovete prendermi con voi. Siete il mio Dio”!

“Sciocchezza”, rispose Yogananda. “Dio è Dio; Io sono il tuo Guru”.

“Ma Maestro, se ve ne andate senza di me, io mi suiciderò”!

“Basta con queste idiozie! Dio stesso è ora incarnato sulla Terra, nel Sud dell'India. Il Suo nome è Sai Baba. Quando io me ne vado, tu andrai a vivere con Lui.” (La Sua predizione si rivelò corretta; dopo la morte di Yogananda, questa devota passò il resto della sua vita nell'ashram di Sai Baba.)8

A Mata Amritanandamayi (conosciuta anche come Ammachi), Lei stessa considerata essere una Incarnazione della Divina Madre, fu chiesto una volta, “Chi è Sai Baba?” Lei rispose, “ Avatar. Perfetto dalla nascita”. 9

Il giorno successivo alla nascita di Sai Baba (23 Novembre 1926), Sri Aurobindo, un altro grande Santo di questo secolo, interruppe un lungo periodo di silenzio per annunciare, “Il ventiquattro Novembre 1926, fu la discesa di Krishna nel mondo fisico. Un potere infallibile dirigerà il pensiero, ravviverà nei cuori terreni un Fuoco Immortale, anche la moltitudine sentirà la voce!” 10 Sembra ovvio a questo punto che il suo annuncio della reincarnazione di Krishna fosse riferito alla nascita di Sathya Sai Baba.

Madre Krishnabai, discepola Realizzata di Swami Ramdas (il grande Santo del Kerala), disse ai suoi devoti, “Sai Baba è un Avatar, una piena Incarnazione di Krishna. Egli è Brahma, Vishnu e Shiva insieme in un'unica forma!” E raccomandò loro di trascorrere quanto più tempo possibile in Sua presenza.11

Swami Satchidananda, il saggio Illuminato che attualmente si occupa dell'Anandashram in Kerala, fu recentemente interrogato riguardo le accuse contro Sai Baba. Egli rispose: “Dimenticale. Egli è Dio!”12

Karunamayi (conosciuta anche come Vijayeshwari Devi, considerata da molti essere una incarnazione vivente della Dea Sarasvati) disse recentemente ad uno dei suoi devoti vicini, “Sai Baba e Amma [riferendosi a se stessa] si prendono entrambi cura di te.” Apparentemente, anche lei sa chi è Sai Baba!

Yogi Ramsuratkumar affermò chiaramente in numerose occasioni che Sai Baba è una incarnazione di Dio. Spesso egli ha chiesto a visitatori che venivano dall'ashram di Baba,“ Avete lasciato Dio per vedere questo mendicante?”13 (Naturalmente, questo “mendicante ”era lui stesso unito nella Coscienza che tutto pervade; la bellezza della sua elevazione era grande come la sua umiltà.)

Shiva Balayogi, un altro dei grandi Guru dell'ultimo secolo, fu una volta interrogato riguardo a Sai Baba. Egli rispose,“ Sathya Sai Baba è un Avatar.”14

Il Maestro El Moya e il Maestro Kuthumi, due dei grandi Maestri Ascesi responsabili della fondazione del Movimento Teosofico, hanno anch'essi dichiarato che Sai Baba è un Avatar. Secondo l'autore Howard Murphet, nel libro ‘The Light Will Set You Free’ (La Luce vi Renderà Liberi) questi Maestri hanno affermato, “L'Avatar Sai Baba sta portando la Consapevolezza Divina nel mondo odierno.” 15

Maitreya, il misterioso Maestro che sta apparendo miracolosamente davanti a persone in vari luoghi del mondo negli ultimi due decenni, ha detto (attraverso il suo portavoce, Benjamin Creme) che Egli (Maitreya) è l'Avatar planetario, mentre Sai Baba è l'Avatar Universale.16

Le testimonianze di Gopalakrishna Baba, Devi Amma, "Little Heart" e Vasantha Sai appaiono più avanti nel sito.

La Profezia di Maometto

Come accennato nella Parte 1, c'è una profezia scritta da Maometto che predice chiaramente la venuta di Sathya Sai Baba. In God Descends to Earth, Sanjay Kant scrive:

Secondo un articolo pubblicato nella Rivista “Two World's”di Londra, uno scrittore Iraniano fu irresistibilmente attratto da un enorme volume a Teheran. Questo libro, intitolato L'Oceano di Luce, è composto da 25 volumi. Si dice che sia la raccolta dei discorsi del Profeta Maometto. Il volume 13 di questi discorsi è chiamato “Mehedi Moud ”in Arabo, che significa “Il Grande Istruttore che è stato promesso.”17

Sathya Sai Baba in Lingodbhava

        La dettagliata descrizione che Maometto dà di questo “Grande Istruttore” e “Maestro del Mondo” corrisponde perfettamente a Sathya Sai Baba: “La Sua capigliatura sarà abbondante. I denti centrali saranno allontanati. Avrà un neo sulla guancia sinistra. Non avrà la barba, ma sarà perfettamente rasato. I Suoi abiti saranno color della fiamma.” (Sai Baba veste di colore arancio.) “Il Suo corpo sarà minuto.” (Sai Baba è alto soltanto un metro e sessanta.)“Le sue gambe e i suoi piedi saranno come quelli di una ragazza.” (I piedi di Baba sono più piccoli del normale.) “Farà dono di piccoli oggetti ai suoi devoti.” (Il più delle volte Baba dona anelli, collane e orologi.) “Camminerà fra i suoi devoti e li benedirà toccando le loro teste con la mano. Molti fra i suoi devoti avranno un punto nella loro fronte. Si riuniranno sotto un grande albero.” (Per molti anni nel Suo ashram di Whitefield, Baba diede il darshan sotto un grande albero.) “Affinché non siate ingannati, dovete sapere che il Maestro del Mondo manifesterà oggetti dal Suo corpo, attraverso la bocca.” (Per molti anni - compresi gli ultimi tre - nel giorno sacro di Maha Shivaratri, Sai Baba ha manifestato dalla Sua bocca uno ‘Shiva Lingam’, una pietra sacra dalla forma di uovo che si era formata nel Suo corpo.) Golden Lingham as created by Sathya Sai Baba “Tutti gli insegnamenti di tutte le religioni del mondo saranno nel suo cuore fin dalla nascita. Tutta la scienza e la conoscenza del mondo fin dall'inizio dei tempi saranno nel Suo cuore.” (In interviste con scienziati e professori durante il corso degli anni, Baba ha ampiamente dimostrato una completa padronanza di ogni campo della conoscenza.) “Tutte le cose che voi chiederete a Dio, Egli (il Maestro del Mondo) ve le darà. Tutti i tesori del mondo saranno ai Suoi piedi. Ogni occhio che lo vedrà sarà felice, non solo gli uomini, ma anche le anime disincarnate. Vivrà fino a 95 anni.” (Sai Baba ha detto che la Sua attuale incarnazione durerà 95 anni; ciò significa che lascerà il presente corpo attorno al 2020 d.C.) “Negli ultimi venti anni della Sua vita Egli sarà il ‘Re del mondo intero’, ma a quel tempo solo due terzi dell'umanità crederà in Lui.”18 (Sai Baba ha letteralmente milioni di devoti nel mondo. Più di tre milioni di persone hanno partecipato alle celebrazioni del Suo 70esimo compleanno.)

Sathya Sai Baba showing lingham on Sivarathri Night

Ho incontrato recentemente un uomo Iraniano che mi ha detto di avere studiato L'Oceano di Luce approfonditamente, nel testo originale, e mi ha assicurato che le citazioni precedenti fanno veramente parte della profezia (insieme ad altri punti che indicano direttamente Sai Baba). Dopo anni di studio, egli è personalmente certo che la profezia si riferisce unicamente a Sathya Sai Baba.

Baba Prende il Posto di Venkateshwara

Sono stato recentemente testimone di un incidente che fornisce un altro potente indizio sull'identità di Baba. Uno dei più celebri luoghi santi dell'India è il tempio dedicato al Dio Venkateshwara (una forma di Vishnu), situato in cima ad una collina a Tirupathi, nel Tamil Nadu. Venkateshwara è considerato da molti Indù come il Signore Supremo, e l'idolo in questo tempio è conosciuto in tutta l'India per le potenti benedizioni che concede. Come per molte delle sotto-sette dell'Induismo, c'è una comprensibile qualità di esclusività nei devoti di questo santuario, specialmente tra i sacerdoti che compiono il culto; per generazioni le loro famiglie sono state esclusivamente devote solo a Venkateshwara. Un giorno di fine Novembre, 1998, mentre i sacerdoti compivano una speciale cerimonia di pada puja (adorazione dei piedi) all'idolo di Venkateshwara, improvvisamente i piedi dell'idolo si trasformarono sotto i loro occhi in piedi di un uomo vivente. Guardando più in alto, al posto della statua di Venkateshwara, videro la forma vivente di Sathya Sai Baba. “ Se volete un darshan completo”, Egli disse loro, “ venite a Whitefield la prossima settimana!” Quindi Baba scomparve, lasciando Venkateshwara al Suo posto.

Ero nell'Ashram di Sai Baba a Whitefield il 6 Dicembre 1998, giorno in cui in sacerdoti di Tirupathi, dozzine di essi, arrivarono per ricevere il darshan completo del Dio vivente che apparve loro nel tempio. (Per aiutare il lettore Occidentale a capire la dinamica dell'evento, è come se un gruppo di Vescovi Cattolici andassero ad inchinarsi davanti ad un Protestante, e riconoscessero che il Cristo è incarnato in quella forma...)



Sathya Sai Baba at Whitefield, holding letters, blessing devotees

Centinaia di Migliaia di Angeli

E poi c'è l'esperienza che io ebbi nell'ashram di Baba nel 1996. A metà del Suo Discorso di Natale, Baba ondeggiò la Sua mano e materializzò un piccolo con copertina d'oro - creando un anelito di stupore nella folla di 50.000 persone presenti, io compreso! (Ero seduto molto vicino a Baba - e fui certo che si trattasse di un miracolo genuino.) Quella notte, verso le 21 appresi che Baba aveva annunciato precedentemente che quella sera gli angeli avrebbero volato sull'ashram. Guardai il cielo, ma non vidi niente di insolito, cosicché pensai che mi ero perso lo spettacolo. Tuttavia, un paio di notti più tardi, due amici vennero verso di me correndo lungo la strada e dissero, "Ram Das, gli angeli sono tornati! Vieni, li devi vedere!" Così li ho seguiti fino ad un coperto, lontano dalle luci dell'ashram, mi coricai e guardai verso l'alto …

E nel cielo sopra di noi c'era una delle visioni più stupefacenti che io abbia mai visto: centinaia di migliaia di esseri luminosi che volavano attraverso l'aria a grande velocità in ciò che sembrava essere una danza di gioia estatica! Sembravano un po' come stelle cadenti - tuttavia erano più vicine alla Terra e non si muovevano in linea retta (come farebbero gli asteroidi, o altri simili fenomeni) bensì in curve e volute. A volte due di essi si univano un momento mentre volteggiavano … Sembrava che provenissero dal di sotto, da una porta invisibile situata sopra l'ashram, dove, penso avevano appena ricevuto il darshan di Baba e istruzioni per il loro lavoro … Considerando l'annuncio precedente di Baba, non ebbi nessuna ragione di dubitare che questi esseri luminosi fossero degli angeli, aiutanti celesti nella Sua missione mondiale: nessun altro fenomeno che conoscessi poteva spiegare questa visione. L'evento aveva un'esuberanza indiscutibilmente soprannaturale che ci lasciò tutti e tre a bocca aperta e col fiato sospeso per lo stupore. Fu probabilmente la visione più ispirante che mi sia stata data di vedere, proclamando più chiaramente di mille anelli materializzati - la divina identità di Sathya Sai Baba.

Perché così tanti angeli si dovrebbero radunare in un modo tanto straordinario, se non fosse per ricevere il darshan di Dio?

I Ciondoli che Producono Amrita

In un orfanotrofio nel Sud dell'India, si produce un miracolo permanente che riguarda due ciondoli di porcellana, grandi come un'unghia, uno con un'immagine di Sathya Sai Baba, l'altro con quella di Shirdi Sai Baba. Dati al direttore dell'orfanotrofio da Sai Baba più di vent'anni fa, essi hanno generato miracolosamente dell'amrita (un nettare che assomiglia a miele col profumo di gelsomino) senza interruzione fino ad oggi. Decisi di visitare il luogo, e vedere personalmente il famoso miracolo. Il direttore dell'orfanotrofio raccolse con un cucchiaio uno degli amuleti da un contenitore e lo depose nel palmo della mia mano destra. Non era altro che un sottile pezzo di porcellana con il viso di Baba dipinto - non c'era posto per un qualsiasi meccanismo nascosto. Osservai come un falco come alcune gocce di amrita scorrevano dall'amuleto nel mio palmo - ma ciò non significa nulla, perché era appena stato tolto da un contenitore pieno di amrita. Ma ancora l'amrita continuò a scendere dall'oggetto finché la mia mano si riempì, e col cucchiaio, il direttore raccolse l'amrita da questa mano e la travasò nel mio palmo sinistro. Mentre l'amrita continuò a gocciolare per parecchi minuti, egli ripeté il procedimento quattro volte, fino a che finalmente la mia mano sinistra traboccava di amrita - e nella mia mano destra il nettare continuava a gocciolare! Anche lo scettico più testardo, osservando ciò che io vidi quel giorno, avrebbe dovuto ammettere che era un miracolo. (Assaggiai il nettare e, senza dubbio, non è di questo mondo!)

Un Lingam, Consegnato in via Speciale dalla Grotta di Amarnath

Sathya Sai Baba imposed over image of Himalayas

Alcuni anni fa, Baba mi fece un regalo speciale, in un modo altamente insolito; penso che sarete d'accordo sul fatto che questa storia dà peso ulteriore alla mia convinzione che Baba è divino. Un uomo chiamato Rouf che possiede uno dei negozi vicino all'ashram di Baba, un giorno mi vide per strada e mi disse che aveva fatto un "sogno di Baba" che mi riguardava, e che aveva qualcosa da darmi. Rimasi un po' attonito, ma dopo parecchie settimane gli resi finalmente visita, e mentre centellinavamo il tè zuccherato nel suo negozio, mi raccontò la sua storia:

"L'estate scorsa andai in pellegrinaggio in alcuni luoghi santi nel Nord. Hardwar, Rishikesh, Kashmir, e poi la Grotta di Amarnath, nell'Himalaya. Resta chiusa otto mesi all'anno a causa della neve, non c'è modo di entrarvi. E in questa grotta, ne avete sentito parlare? C'è questo Lingam formatosi in modo naturale, enorme, fatto di ghiaccio. [Un Lingam è un simbolo ovoidale dell'Essere Supremo, usato per adorare il Signore Shiva.] Shiva e Parvati vissero veramente in questa grotta - è uno dei santuari più sacri dell'India. Cosicché mi sono seduto fuori dalla grotta - e improvvisamente questi due uccelli bianchi … Come sono chiamati? Colombe. Due colombe volarono fuori dalla grotta. E passando sopra alla mia testa, una di esse lasciò cadere qualcosa nel mio grembo. Ed in quello stesso momento udii, Questo è per Ram Das".

Small reddish lingham from Himalayas, in the palm of Ram Das Awle's hand

“Aspetta”, dissi io incredulo. “Hai sentito questo interiormente, da Dio? Oppure dall'uccello?”

"Si, si," rispose, dondolando affermativamente la testa nel modo tipico indiano. "L'uccello."

Rouf estrasse allora un piccolo pacchetto che disimballò, poi tenne il prezioso oggetto nell'aria: un Lingam rosso radiante. "Rubino!" disse. "Un Lingam di rubino".

“Un Prema Lingam!” risposi, sbalordito dalla bellezza dell'uovo cosmico dato da Dio. (Prema significa ‘Amore Divino’.)

Sathya Sai Baba holding a white dove

"Si." Rouf lo tenne davanti alla luce e sorrise. "Ma il problema è", continuò, "io non sapevo chi fosse questo Ram Das. Avevo dimenticato il tuo nome. Così pregai per due settimane, ogni giorno, "Baba, per chi è il Lingam? Chi è questo Ram Das?" Finalmente, una notte Baba venne nei miei sogni. Mi mostrò le tue sembianze, e disse, ‘ Questo è Ram Das. Daglielo’.

Rouf mi diede il Lingam, che stava perfettamente nel palmo della mia mano. Ero ammutolito - che storia bizzarra! Come qualcosa uscito da Tolkien, solo che il "Signore degli Anelli" che aveva inviato questo era il supremo Signore dell'Amore, incarnato in forma umana! Che incredibile leela - che regalo!

Tenni l'oggetto sacro sul mio torace per un po', assorbendo la sua energia e dissi, "Sai, Rouf, c'è un altro aspetto interessante in questo. Nel libro a cui sto lavorando, c'è una scala di concetti che uno può scalare per raggiungere la Verità. Una volta scalata, la oltrepassi e mettere piede sul Tetto [n.d.t.: tetto si traduce ‘roof’ in inglese, pronuncia ‘rouf’] - la Realtà Suprema, dove non esiste la mente, dove nessun concetto può mai arrivare. Quindi nel mio libro, la parola ‘Tetto’ è associata all'Essere Supremo. E questo regalo mi è arrivato dal ‘Rouf’!

Dio benedica Rouf per avermi fatto giungere il Lingam in maniera disinteressata. Possa egli sempre vivere in accordo col suo nobile nome!

Chiaramente, Sai Baba non ha limiti al Suo modo di esprimere il Suo Amore per i Suoi devoti … Non è allora evidente che Egli è un'incarnazione di Dio?

Le Parole Stesse di Baba

E che cosa dice Baba stesso? “La totalità dell'energia Divina è venuta nell'umanità come Sathya Sai. Questa è una forma umana nella quale ogni Entità Divina, ogni Principio Divino, cioè tutti i nomi e tutte le forme attribuiti dall'uomo a Dio sono manifesti.” 19Lui dice che Egli è il Padre che mandò Gesù - ma poi aggiunge che anche noi siamo Dio, ma che l'abbiamo dimenticato:

In quanto corpo, mente o anima siete un sogno. Ciò che siete veramente è la pura esistenza, conoscenza, beatitudine. Voi siete il Dio di questo universo. 20



Sathya Sai Baba - standing, blessing

Egli dichiara che conosce il passato ed il futuro di ciascuno di noi, così come ogni nostro pensiero - e frequentemente prova questa asserzione rivelando una conoscenza intima dei più reconditi pensieri e delle vite personali dei Suoi devoti. Il suo continuo flusso, durante più di sei decadi, di materializzazioni miracolose e di cure istantanee di malattie ‘incurabili’ come cancro, paralisi e cecità, è, per quanto io possa conoscere, senza paragoni nella storia del mondo. Ho anche letto una serie di racconti ben documentati di Baba che riporta in vita persone decedute, inclusa una donna Nepalese chiamata Bharosa Adhikari, e un anziano americano chiamato Walter Cowan, la cui resurrezione è meravigliosamente descritta in Il mio Baba e io, del Dott. John Hislop. Un altro racconto simile, che riguarda un devoto Indiano chiamato V. Radhakrishna, è riportato più avanti nel sito.

Apparizioni

Image of Sathya Sai Bab standing in the Sky

Nel corso degli anni, molte persone hanno riportato che Baba è apparso loro in carne ed ossa in vari luoghi del mondo - sebbene Egli abbia ‘fisicamente’ lasciato l'India una sola volta. Un esempio è Connie Shaw, l'autrice e conferenziera americana che afferma nel suo libro Wake Up Laughing che Baba è apparso nella sua casa in Colorado più di cinquanta volte! Una volta apparve nel mezzo della notte, svegliandola dal sonno con un tocco sulla spalla, per chiederle che si incaricasse della presidenza di un Centro Sai locale. Siccome il centro era costituito principalmente da Indiani, e lei sentiva che sarebbe stato inadatto per un occidentale condurlo, ella rifiutò la Sua richiesta. La notte seguente Baba venne di nuovo, e di nuovo lei rifiutò. Quando Egli apparve per la terza notte consecutiva, finalmente cedette ed acconsentì di condurre il centro. Quando raccontò, riluttante, al presidente del Centro delle apparizioni, egli confessò che nelle stesse tre notti Baba era apparso anche nella sua casa, chiedendogli di lasciare la presidenza affinché Connie potesse prendere il suo posto!

Un altro esempio è quello di James Sinclair, un commerciante Americano che non aveva mai sentito parlare di Sai Baba e che vide, in due occasioni, un uomo vestito di arancione con una capigliatura ‘afro’ apparire e scomparire nella sua casa negli USA. Indagando in un negozio di libri spirituali se c'era qualche Maestro vivente che si adattasse alla descrizione, gli fu mostrata una foto di Sai Baba che egli riconobbe immediatamente come l'uomo nella sua casa. Quando finalmente Sinclair arrivò nell'ashram di Baba, la prima cosa che Baba gli disse fu, “ Sono venuto da te due volte!”

Quattro Storie di Grandi Miracoli

Ho scelto qui quattro storie, fra le migliaia che ho ascoltate e lette, che rivelano barlumi del potere divino, della compassione e del senso di humour di Sai Baba. La prima è il racconto di Bhagwandas Daswani, un facoltoso uomo d'affari di Hong Kong (tratta da Face to Face with God, di V.I.K. Sarin, ex giornalista di uno dei principali giornali indiani):

Il 10 maggio 1977 sono stato colpito da un forte attacco di cuore. Sono stato ricoverato all'Ospedale Queen Mary l'11 maggio, e seppi dopo che alle 4 del mattino dello stesso giorno Sai Baba aveva chiamato mio figlio, che studiava all'Università di Swami a Whitefield, e gli aveva detto, “ Va' immediatamente ad Hong Kong, perché tuo padre ha un piccolo problema cardiaco”.

Daswani disse, ‘In realtà morii per due minuti e fui rianimato dai dottori’.

Benché Daswani recuperò conoscenza, la sua condizione non migliorò e fu portato all'Unità di Terapia intensiva. Il 20 maggio ebbe una ricaduta e cominciò un'emorragia anale. Perdeva circa due litri di sangue al giorno. Aveva flebo in entrambe la braccia ed uno stimolatore cardiaco sul petto. L'emorragia continuò per tre giorni e il giorno 24 la sua famiglia e l'équipe medica avevano perso la speranza che sopravvivesse.

Sathya Sai Baba distributing vibhuthi in darshan

“La mattina del 25 maggio, esattamente alle 4:10 del mattino”, ricorda Daswani, Sathya Sai Baba entrò attraversò il muro della stanza e si sedette sul letto Coperse tutto il mio corpo di vibhuti. La vibhuti usciva dalla sua mano in un flusso continuo. Sotto la doccia di vibhuti, sentii un improvviso flusso di forza in tutto il corpo. Ero completamente attonito per l'apparizione di Baba nella stanza, e pensai che stessi sognando o avessi un'allucinazione. Dissi perciò, ‘Baba sei veramente qui o sto sognando?’ Lui disse, ‘ Si, sono qui. Che cosa vuoi che faccia?’ Dissi, ‘Solo questo: mettimi su quel divano di fianco al letto, in modo che sappia che non sto sognando.’ Lui mi sollevò come se fossi una piuma e mi mise sul divano. La flebo nel mio braccio rimase intatta, niente fu disturbato. Baba lasciò poi la stanza nello stesso modo in cui era venuto.

Allora suonai il campanello per chiamare l'infermiera di turno. Un'orda di infermiere si precipitò nella camera. Il loro stupore era al di là di ogni descrizione. ‘Come è arrivato qua?’ chiesero. ‘Ho camminato,’ ho detto, consapevole che sarebbe stato impossibile per loro credere alla verità. ‘Chi è entrato qua? E cos'è tutta la polvere sul letto, e dappertutto su di lei?’ hanno chiesto. ‘Ho detto, Non chiedete a me. Raccogliete soltanto questa polvere e mettetela in una busta di carta per me.’ Così fecero e raccolsero un chilo e mezzo di vibhuti.

“Dopo questo fatto, cominciai a migliorare rapidamente, e i dottori ed il personale continuarono ad interrogarmi su quello che era accaduto. Finalmente un dottore indiano si presentò e mi disse, ‘Guardi, sono Indiano. Può dirmi ciò che è successo’. Glielo dissi ed egli mantenne il mio segreto. Il 29 maggio ero in grado di camminare da solo fino ad un'altra sala. Mi rimisi completamente e, in più, il mio diabete è scomparso e la glicemia del sangue è normale. Devo eterna gratitudine a Bhagavan Baba” 21

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Ecco la testimonianza di Kitty Lamonte della Scozia (come raccontata in Divine Glory di V. Balu & Shakuntala Balu) :

La mia storia comincia da qualche parte l'estate scorsa quando sentii per la prima volta parlare di Baba. Fui invitata a visitare degli amici Indiani di un mio amico, e loro parlarono così amorevolmente ed onestamente di Baba, che decisi di leggere di più su di Lui. Lessi “L'uomo santo e lo psichiatra” [di Samuel Sandweiss] ed in realtà l'usavo quasi come una Bibbia, leggendo gli scritti di Baba tutti i giorni.

Sri Sathya Sai Baba, wearing white, on occasion of Birthday celebration

In quel periodo avevo qualche problema nel bere e consumavo molto più alcol di quanto fosse buono per me, ma non ero capace di fermarmi. Decisi che avrei chiesto l'aiuto di Baba, così per tre notti mi sedetti con il libro, la foto di Baba ed il whisky. Mi versai un bicchiere il 27 novembre alle 23,45 e mi sedetti per guardare la televisione. Misi la mano sul libro, guardai la fotografia e dissi, “Dovrai aiutarmi veramente a fermare questo.”

Ci fu allora un suono assordante e il bicchiere esplose in milioni di pezzi. Si sparse per tutta la stanza, sotto ai tavoli, sopra ai libri in un scaffale ed alcuni pezzi furono trovati dalla mia governante il giorno dopo, sotto al cuscino sul quale era seduta …

La cosa più interessante per me accadde due giorni dopo. Ero su un treno e non mi ero ancora sbarazzata del suono del bicchiere che esplose, quando una voce nella mia testa disse, “ Hai notato come nessun pezzo di vetro ti ha toccata?” Non posso descrivere il sentimento di assoluta felicità che provai in quel momento. Ho realizzato improvvisamente che soltanto un miracolo avrebbe potuto fermare questo bicchiere dal danneggiarmi in malo modo. Non stava a più di trenta centimetri del mio viso.

“Ora ho preso un fermo impegno verso Bhagavan Sri Sathya Sai Baba; non bere mai più alcol.” 22

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Un giorno Baba ha chiamato una povera famiglia Musulmana per un'intervista e, insieme ad essi, un uomo Indù. (La persona che mi raccontò questa storia la sentì direttamente dell'indù.) Un ragazzo nella famiglia era turbato perché i suoi due migliori amici erano partiti per un pellegrinaggio alla Mecca, ed i suoi genitori non potevano permettersi di mandarlo con loro. (Come consolazione, lo portarono a vedere a Sai Baba.) Baba cominciò l'intervista dicendo al ragazzo, “Così, vuoi andare alla Mecca”. Il ragazzo scoppiò in lacrime e Baba si girò per un momento per parlare agli altri. Il ragazzo continuava a piangere,e finalmente Baba si girò verso di lui e disse: “Tu vuoi realmente andare alla Mecca, non è così?” Baba allora batté la parete della stanza delle interviste con la mano, e la parete scomparve - e al suo posto apparve una scena con una strada dell'Arabia Saudita. “ Guarda, ci sono i tuoi due amici. Adesso vai! Hai mezz'ora di tempo”. Il ragazzo camminò nella strada della scena … ed il muro riapparve.

Baba parlò con la famiglia sbalordita per un'altra mezz'ora, e poi batté il muro di nuovo. La scena della strada riapparve - ed il ragazzo entrò di nuovo nella stanza delle interviste, portando orgogliosamente alcuni ricordi della Mecca!

Un mese più tardi, quando i suoi amici ritornarono a casa, i genitori del ragazzo chiesero loro, “Quanto tempo è stato con voi?” Confermando il racconto del ragazzo, i suoi amici risposero, “Due settimane”.

(Chiaramente Baba è Padrone sia del tempo che dello spazio, - così come di Ciò che è oltre tempo e spazio! Questa è la quarta storia che ho sentito circa Sai Baba che trasporta istantaneamente qualcuno ad una terra distante attraverso la parete della Sua stanza delle interviste.)



Sri Sathya Sai Baba, smiling

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Ecco un resoconto della resurrezione di V. Radhakrishna, come raccontato da V.I.K. Sarin in Face to Face with God:

Il miracolo ebbe luogo nel 1953. Radhakrishna era seriamente malato con ulcere gastriche ed altre complicazioni, quando egli visitò Puttaparthi [dalla sua casa nel paese di Kuppam] nella speranza che Baba lo guarisse. Era accompagnato da sua moglie Radhamma e da sua figlia Vijaya. Arrivato all'ashram fu messo a letto. Baba che allora aveva solo 27 anni, lo visitò ma non fece nessun tentativo di curarlo. Radhakrishna si lamentava che egli avrebbe preferito morire piuttosto che continuare a soffrire l'estremo dolore che provava. Baba sorrise ma non fece nessun commento.

Alcuni giorni dopo Radhakrishna andò in coma e sua moglie e sua figlia, che erano al capezzale del letto, sentirono il "rantolo finale" nella sua gola. Swami venne e l'esaminò, ma non fece ancora niente. Un'ora dopo, la respirazione di Radhakrishna si fermò. Diventò blu, poi divenne freddo e rigido. Un infermiere diagnosticò la morte. Baba l'esaminò ancora. “Non preoccupatevi”, disse. “Tutto andrà bene”. Ma ancora non fece nessun tentativo di rianimarlo. La fede della moglie e della figlia fu messa a dura prova. Il giorno seguente si sedettero fedelmente al capezzale del letto aspettando ansiosamente qualsiasi segno di ritorno alla vita. Ma niente indicava un tale cambiamento. In qualche modo le due donne riuscirono ad aggrapparsi ad un vestigio di fede che nella Sua maniera e al Suo momento Swami avrebbe rianimato Radhakrishna. La mattina del terzo giorno, il corpo diventò scuro, quasi rigido e cominciò ad avere un cattivo odore. Si suggerì a Radhamma che il "cadavere" dovesse essere spostato fuori dall'ashram, ma lei rifiutò energicamente di agire senza l'autorizzazione di Baba. I suoi aiutanti chiesero istruzioni se il corpo dovesse essere inviato a Kuppam o cremato in Puttaparthi. Baba rispose enigmaticamente, “Vedremo”.

Le due donne erano disperate. Andarono da Baba e lo pregarono. Lui disse semplicemente, “ Non abbiate paura. Io sono qui.” Promise, tuttavia, di render loro visita e di esaminare Radhakrishna più tardi. Passò un'ora, poi due e non c'era segno di Baba. Allora Radhamma e Vijaya persero di nuovo speranza. Poi, improvvisamente, apparve Swami davanti alla porta della loro stanza, tranquillo e sorridente. Le due donne scoppiarono in lacrime come Maria e Marta, le sorelle di Lazzaro, piangendo davanti al loro Signore che, pensavano, era venuto troppo tardi.

Sathya Sai Baba with stethoscope

Gentilmente, Egli chiese loro che lasciassero la stanza ed uscendo Egli chiuse la porta dietro di loro. Esse non sanno - e nessuno l'ha saputo fino ad ora - quello che successe nei minuti seguenti in quella stanza dove solo Swami ed il morto erano presenti. Ma, dopo alcuni minuti soltanto, Baba aprì la porta ed invitò le donne a rientrare, per vedere il loro amato seduto sul letto e sorridente! La rigidità della morte era sparita ed il suo colore naturale stava ritornando. Baba gli disse, “Parla con loro, erano preoccupate.” Radhakrishna, con un sguardo di stupore disse, “ Perché erano preoccupate?” Io sto bene!" Non era consapevole di aver trascorso tre giorni in coma mortale. Allora Swami disse a Radhamma, “ Ti ho restituito tuo marito. Ora dagli una bibita calda”. Quindi benedisse la famiglia ed andò via. L'indomani il paziente era abbastanza forte per camminare. Il terzo giorno egli scrisse una lettera di sette pagine ad un parente in Italia. Pochi giorni dopo tutta la famiglia ritornò alla loro casa a Kuppam. Non solo Radhakrishna fu riportato in vita, ma le ulcere gastriche e le altre complicazioni erano guarite completamente. Fu una ripetizione della resurrezione di Lazzaro. 23

Una Parola sulle Manifestazioni di Baba

Numerosi ricercatori e scienziati Occidentali hanno investigato i poteri miracolosi di Baba, e li hanno dichiarati essere genuini. Baba è probabilmente più famoso per le Sue materializzazioni di anelli - e le frequenti materializzazioni di vibhuti, kumkum ed amrita che appaiono nelle Sue fotografie in vari posti nel mondo. [Le foto che seguono mostrano esempi di tali manifestazioni nelle case di devoti in differenti luoghi del mondo.]

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Tuttavia le manifestazioni di vibhuti sono soltanto l'inizio: ha manifestato migliaia di oggetti, statue di divinità comprese, japamalas, lingams, pietre preziose, orologi fini, tutti i tipi di gioielleria, fotografie, articoli per la puja, almeno un crocifisso, e vari tipi di cibo - qualche volta in quantità enormi. (Appena emerse dall'etere, molte delle statue delle divinità sono troppo calde per essere maneggiate, come se il metallo avesse appena incominciato a raffreddarsi del suo stato fuso.) Baba fa spesso apparire miracolosamente tali oggetti sugli altari di Suoi devoti in vari posti del mondo - e poi causa l'apparizione di vibhuti o di kumkum su di essi.

Ho anche sentito che un giorno materializzò una scimmia vivente nella sala delle interviste.

Egli ci assicura che queste manifestazioni non sono mera magia, e nemmeno siddhi che permettono di spostare psichicamente gli oggetti di un posto ad un altro. I suoi miracoli accadono per il potere di Dio, lo stesso potere che ha creato l'universo: l'abilità di ordinare che si faccia qualunque cosa che Egli desideri. (Questo è stato provato in numerose occasioni, come la volta in cui un devoto gli consegnò una foglia ed Egli la restituì ricoperta d'oro, o la volta in cui materializzò una mela per una coppia che aveva tentato senza successo di avere un figlio: quando la tagliarono in due, la ‘mela’ risultò essere all'interno un “frutto della passione”. La coppia mangiò il frutto e nove mesi dopo ebbero il loro primo bambino.)

False Materializzazioni?

Alcune persone hanno accusato Baba di "falsificare" le Sue materializzazioni, dicendo, per esempio, che L'hanno visto estrarre clandestinamente un anello da sotto il cuscino, e poi ondeggiare la mano e pretendere di manifestare miracolosamente l'anello. Benché queste storie possano essere ulteriori bugie dei gelosi, assumiamo, ai fini della discussione che Baba faccia occasionalmente qualche trucco di bassa magia tra i Suoi miracoli, e permetta ad alcuni pochi devoti di vedere il Suo gioco di mani. Quale potrebbe essere la ragione di questo?

Prima di tutto, ci potrebbero essere molti devoti che Baba desidera benedire con un regalo che aumenti la loro fede, ma che semplicemente non sono karmicamente abbastanza maturi per ricevere un oggetto materializzato divinamente. (La maggior parte delle anime in questa epoca sono immerse in una densa ignoranza mondana e non sono né spiritualmente né karmicamente meritevoli di presenziare a miracoli genuini.) Così, sebbene Baba abbia incontestabilmente il potere di materializzare qualunque cosa Egli desideri, e trasformare un oggetto in un altro con un semplice soffio (cose che Egli ha fatto più e più volte per decenni), per certe anime potrebbe imbarcarsi piuttosto in qualche magia da principiante, ed estrarre un anello da sotto il Suo cugino al posto di materializzarlo. Questo potrebbe permettere a questi devoti di ricevere i regali che desideravano dalla Sua mano, dando così un impuilso alla loro fede, soddisfacendo nello stesso tempo i requisiti della Legge del Karma.

Permettendo ad uno o più devoti di accorgersi del trucco, suppongo che Baba esponga semplicemente un dubbio che era già in gestazione nelle loro menti, portandolo così alla superficie affinché sia affrontato direttamente - e nel processo dar loro una severa prova. Immagino che potrebbe dire, “Così, vi proclamate Miei devoti! Ma dopo tutti questi anni passati a sperimentare la mia onniscienza e la mia onnipresenza e ad osservare i miei miracoli coi vostri propri occhi, e dopo avere sentito e letto migliaia di racconti di guarigioni e di benedizioni che ho dispensato ad altri - dubitate ancora di Me? Allora forse, non meritate di essere Miei devoti Vedete? Sono falso! Ho estratto l'anello da sotto il cuscino! Non sarebbe adesso meglio cominciare a denunciarmi al mondo? Così altre anime immature staranno ancora lontane. Molto felice!”

Quando il devoto che dubita è così sfidato, farà o la scelta di lasciare Baba, o riceverà la grazia di ricordarsi della divinità di Baba, del suo potere infinito e della sua natura maliziosa - saprà allora mettere da parte tutti i dubbi ed emergere con una fede completamente rinnovata. Usando tali prove, Baba può filtrare i devoti la cui fede si limita solo ai miracoli e e può mancare di vera devozione e comprensione, pur trattenendo i devoti più maturi la cui fede e devozione sono basate su una profonda esperienza nell'anima di chi Egli è - una fede che tali leela non scuotono. (Supporrei che solo quelli del secondo tipo sono pronti per la piena ricerca dell'Autorealizzazione, il dono estremo, quello che Baba nacque per darci.)

Un'altra soluzione possibile: scuotendo la fede di un devoto che è ‘basata sui miracoli’, il test di Baba potrebbe servire come una chiamata a svegliarsi dal sogno dualistico della relazione Guru-discepolo, rompendo l'attaccamento del devoto verso il culto del Guru esterno, e lasciandolo senza altra risorsa che focalizzarsi verso l'Atman non-duale - che è, dopo tutto, la vera meta spiritualle. Per mezzo di questo improvviso capovolgimento di attenzione verso il Sé interiore, il devoto potrebbe scoprire più semplicemente Baba in un modo completamente nuovo; ciò potrebbe spingerlo anche dritto all'Illuminazione - la realizzazione permanente che il Paramatma Sai è il suo proprio “Io” interiore che abita dentro di lui.

Sri Sathya Sai Baba with eyes closed

E ricorda, portarci all'Illuminazione è il compito essenziale del Guru - la sua vera ragione d'essere - e loro porteranno a termine quel compito ‘con ogni mezzo necessario’, ivi compreso mentire, ingannare, rompere dei tabù, e ogni altro metodo a disposizione per scuoterci della nostra compiacenza e farci completamente miserabili nel nostro ego spirituale!

(Talvolta, un doloroso schiaffo del Maestro Zen Baba, può essere molto più prezioso di un miracolo …)

Una cosa di tenere a mente: provocare intenzionalmente dei dubbi nelle menti dei devoti è una tecnica provata nel tempo ed usata da molti Guru; io l'ho sperimentata personalmente con Ammachi, e ho letto anche che Neem Karoli Baba usava lo stesso metodo. Quale metodo migliore che portare faccia a faccia il devoto col suo proprio Tommaso dubbioso, e sfidarlo ad alzarsi al di sopra di ogni dubbio alla reale ricerca atmica, alla fede inflessibile, all'abbandono e all'Amore Divino?

Conoscendo la natura di Baba, giocherellona come quella di Krishna, sono sicuro che Baba è molto capace di giocare alcuni giochi coi Suoi lila di materializzazioni. Dopo tutto, Egli è un'incarnazione di Mahamaya, la Creatrice di tutta l'illusione cosmica, l'Uno che sta ingannando tutti gli Esseri! Tuttavia, Egli è anche la Suprema Verità, la Suprema beatitudine - e se noi possiamo imparare a divertirci dei Suoi giochi birichini quanto Lui si diverte, senza insistere che Egli giochi secondo le nostre regole, credo che noi avremmo fatto una buona parte del cammino verso questa beatitudine, che è la nostra eterna natura.

Sri Sathya Sai Baba

Conosco un giovane messicano che presenziò a quella che pensò essere una falsa materializzazione di Baba. Cadde in angoscia davanti al dubbio che creò nella sua mente, e segretamente pregò Baba che la dissipasse realmente con qualcosa di ‘impossibile da falsificare’, come fare in modo che dell'acqua uscisse dalla Sua mano! Il giorno dopo Baba lo chiamò per un'intervista privata, rimboccò la Sua manica e tenne il palmo della Sua mano rivolto verso il basso - ed improvvisamente, un flusso d'acqua uscì della Sua mano come l'acqua di un rubinetto!

Amici miei, è saggio dubitare di Lui?

Per quelli che hanno studiato Sai Baba di prima mano e profondamente e sono stati testimoni delle Sue materializzazioni, non può esserci alcun dubbio che l'enorme maggioranza di essi sono miracoli veri. Io e molti dei miei amici abbiamo visto da vicino numerosi miracoli indiscutibilmente genuini: collane ed orologi che letteralmente uscivano dal nulla sotto la mano di Baba, proprio sotto ai nostri occhi. E ci sono migliaia di storie credibili. I genitori della mia ragazza conoscono una donna americana a cui Baba una volta materializzò un braccialetto d'oro durante un'intervista. Quando ella tentò di metterselo al polso era troppo piccolo e non passava dalla sua mano, così Baba lo riprese, lo sollevò nell'aria affinché tutti lo vedessero, e vi soffiò sopra - ed istantaneamente il braccialetto si allargò in una taglia molto più grande che passava facilmente nella sua mano! Ma poi lei disse, “Swami, adesso è troppo grande - mi cadrà!” Allora Baba si curvò e soffiò di nuovo su di esso - e il braccialetto si restrinse immediatamente fino ad una misura perfetta attorno al suo polso.

(Può qualcuno di voi fare cose simili?)

Ho sentito recentemente la storia di un giovane australiano il cui gruppo fu chiamato per un'intervista. Egli aveva dimenticato il suo ‘foulard’ giallo che portava il suo gruppo, ed in panico pensò di correre alla sua stanza - fece metà strada verso l'uscita, ma dopo cambiò idea e decise di arrischiarsi ad essere rifiutato alla porta della stanza delle interviste. Baba graziosamente lo fece entrare, senza foulard, e durante l'intervista materializzò per lui un anello, con l'abituale immagine di Baba stampata, che fu passato a tutti affinché ciascuno potesse ammirarlo. Dopo l'intervista, il giovane ritornò nella sua stanza e fece un sonnellino, e quando si svegliò, scoprì che la fotografia sull'anello aveva subìto una trasformazione miracolosa: Baba era ora ritratto con un foulard giallo attorno al Suo collo!

(Ho sentito la storia da qualcuno che era nell'ashram in quel momento e ha visto personalmente l'anello trasformato.)Ditemi, scettici, come Baba “falsificò” questo?

manifestation of the Sun between the hands of Sathya Sai Baba as he is speaking

Una cosa da tenere in mente: i regali che Baba dà riflettono le qualità delle persone a cui sono dati. Inoltre, quello che noi vediamo nello Specchio Sai (e riceviamo da lui) riflette principalmente le nostre proprie menti. Baba spesso materializza anelli di diamanti, con diamanti sorprendentemente grandi montati meravigliosamente in oro; alcuni di questi anelli sono stati valutati fino a un quarto di milione di dollari. Tuttavia, un uomo che ora sta dedicandosi a calunniare globalmente Baba, ricevette anch'egli un anello da Lui – e quando lo portò ad un gioielliere per farlo stimare, gli fu detto che non era assolutamente un diamante, bensì soltanto un pezzo di vetro accuratamente tagliato! C'è qualcosa di sorprendente nel fatto che Baba diede un anello simile a qualcuno che risultò un devoto completamente falso?

Di una cosa sono sicuro: se Baba occasionalmente fa un po' di ‘giochi di mani’, è solo un'altra parte della Sua maya – specificamente progettata per creare dicerie negative che testeranno i Suoi devoti ed ostacoleranno le anime immature di riconoscere Chi Egli è. Coloro che pensano di aver ‘preso il mago in castagna’ in realtà sono stati ingannati dalla maya dell'Avatar, e per questo stesso processo hanno provato a loro stessi che non sono ancora pronti per contemplare la gloria dell'Incarnazione vivente di Dio.

La Sua Vera Missione

Per comprendere i miracoli di Baba, è importante ricordarsi le Sue parole a questo proposito: Egli dice che paragonati alla Sua vera missione, i Suoi miracoli sonocome una zanzara sulla schiena di un elefante.” Egli ripete ciò che Shirdi Sai baba disse così spesso: “ Do a loro quello che desiderano, così desidereranno ciò che devo dar loro!” Egli dice che non è venuto per manifestare degli anelli o benedirci con promozioni e guarigioni – lo scopo della Sua incarnazione è iniziare una nuova era di Pace Divina sulla Terra, e stabilire qualità divine nei nostri cuori:

Bhagavan Sri Sathya Sai Baba in yellow robe

Questo Sai è venuto con l'incarico supremo di unire l'umanità intera come una famiglia attraverso il vincolo della fratellanza, di affermare e di illuminare la Realtà Atmica di ogni essere al fine di rivelare il Divino, che è la base sulla quale riposa il cosmo intero. Questo Sai è venuto per istruire tutti a riconoscere l'Eredità Divina comune che lega uomo ad uomo, affinché l'uomo possa liberarsi dell'animalità ed alzarsi al Divino che è la sua meta. Questo Sai è venuto per mostrare che l'amore – Prema – è il mezzo più facile per raggiungere il Divino24

Baba dice che è venuto ad “ evitare la crisi che è scesa sull'umanità”, e per inaugurare una nuova era di saggezza divina sulla Terra, un'età d'oro di Amore, pace e comprensione - e ci ha assicurato che avrà successo. A metà degli anno '80 Egli disse ai Suoi studenti che Lui starebbe lavorando direttamente con le menti di Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov per provocare un cambiamento nel mondo. Direi che non è mera coincidenza che la caduta globale del comunismo avvenne meno di dieci anni dopo che Egli fece questa dichiarazione! (Come Baba disse negli anni '70 quando gli fu domandato circa il comunismo, “Communists? Come you next!” [facendo un gioco di parole che significava che i comunisti sarebbero venuto da Lui negli anni futuri]. Ora Baba ha migliaia di devoti dalle antiche nazioni comuniste, che diffondono il Suo messaggio di Amore Divino dove tali parole furono vietate per decenni. Certamente il lavoro che Baba ha reso il mondo un luogo migliore; la Terra, attraverso il Suo progetto, si è avvicinata ad essere un Pianeta di Pace. Forse sarà con Prema Sai Baba, la prossima incarnazione - che nascerà in una felice mangiatoia del Sud dell'India attorno all'anno 2028 - che il livello globale di conoscenza spirituale raggiungerà la massa critica e che finalmente la Terra e la sua atmosfera saranno divinamente trasformate in una sfera del Paramatma. Che questo giorno possa venire presto!

Un Assaggio dei Suoi Insegnamenti

Gli insegnamenti di Baba coprono molti punti di vista e sembrano essere primariamente un risonante "Sì" verso tutti i cammini spirituali legittimi e le verità basilari di tutte le religioni. La maggior parte degli insegnamenti di Baba si concentra sull'amore - amore per Dio e per tutti gli esseri - come il nucleo essenziale della spiritualità: “ Inizia il giorno con Amore. Trascorri il giorno nell'Amore. Riempi il giorno di Amore. Finisci il giorno con l'Amore. Questa è la via verso Dio!” E questo Amore deve essere dato a tutti, sempre, senza eccezioni: “ Ama tutti, servi tutti! Aiuta sempre, non fare mai del male!”

Tuttavia, poiché ho esplorato più profondamente i Suoi insegnamenti, ho trovato che Egli è anche un Maestro della filosofia advaita, e un forte esponente del cammino di jnana (il cammino della saggezza Atmica). “Lo scopo principale della vita umana è acquisire la conoscenza dell'Atman. Questo è il vero Purushartha [lo scopo della vita]. La vita umana troverà compimento soltanto se questa meta viene raggiunta.”25 I vari approcci sono magnificamente contenuti nei Suoi discorsi, dando uguale importanza alla devozione e all'osservanza atmica.

Baba sottolinea anche la pratica di quelli che Lui chiama i cinque valori umani principali, vale a dire, Amore, Verità, Pace, Rettitudine e Non Violenza. In molti dei Suoi discorsi, Baba chiede che dedichiamo tutte le nostre azioni a Dio e viviamo in un instancabile servizio disinteressato all'umanità. Dà anche grande importanza alla pratica della gentilezza, e all'uso di un parlare dolce in ogni circostanza, dicendo “ You cannot always oblige; but you can always speak obligingly”. ("Se anche non potete essere gentili, potete almeno parlare gentilmente.") Baba raccomanda la meditazione quotidiana per tutti, e anche la ripetizione dei Nomi di Dio con amore, la pratica dei canti devozionali, e la pratica di vedere e servire Dio in ciascuno, dando particolare enfasi al ricordo continuo della Realtà Divina. “ Spiritualità significa una costante consapevolezza integrata.”

Fatto interessante, Egli non incoraggia i Suoi devoti non Indù a diventare Indù, ma piuttosto ad utilizzare i Suoi insegnamenti per diventare i migliori Cristiani, Ebrei, Musulmani o Buddisti che possano essere. Molti dei canti devozionali cantati negli ashram di Baba contengono i nomi di Allah, Gesù, Zaroastro, Mahavir, Mosè, Guru Nanak e del Buddha, oltre che degli Avatar Indù. Sembra un chiaro modo di dire, ‘Ascolta, O mondo! Il Signore è Uno!’

C'è una sola Religione, la Religione dell'Amore.
C'è una sola casta, la casta dell'Umanità .
C'è un solo linguaggio, il linguaggio del cuore .
C'è un solo Dio, è onnipresente.

Come un aiuto alla realizzazione del suo principale insegnamento - che noi siamo Dio - spesso Egli raccomanda l'uso del mantra ‘So Ham’ (che significa “Io sono Lui”, o “Io sono Dio”). Egli ha anche offerto a Suoi devoti le seguenti grandi affermazioni:

Io sono Dio! Io sono Dio! Non sono diverso da Dio!
Io sono l'eterno indifferenziato Assoluto!
L'afflizione e l'ansietà non possono affliggermi.
Sono sempre contento. La paura non può entrare in me.
Sono Satchidananda! Sono la pura Esistenza, la Conoscenza e Beatitudine  …
Sono Onnipotente! Sono tutto potente; nulla è impossibile per me!
Sono Onnisciente! Conosco ogni cosa;
non c'è niente che mi è sconosciuto.
Sono Onnipresente! Sono presente ovunque. Pervado questo universo!
Io Sono Krishna! Sono Cristo! Sono Buddha!
Io Sono Sai! Sono Sai! Sono Sai!
Io Sono Dio! Sono Dio! Sono Dio!

(Provate a ripetere questo dieci volte al giorno, e vedete quanto velocemente la vostra vita cambia … !)

Baba è anche uno Jnani Perfetto

Ho notato che molti cercatori sul sentiero di jñâna, tendono a fraintendere a Sai Baba, e a guardarlo dispregiativamente a causa dei Suoi miracoli, convinti che essi significhino che Egli è meramente un 'showman' non realizzato che attira i cuori immaturi con trucchi yoga. Vorrei dare una breve risposta. Se ci si può fidare della testimonianza di Anandamoyi e degli altri Santi riportate sopra, Sai Baba è una piena incarnazione di Dio, come il mondo non ha visto da migliaia di anni. Anche Gesù e Sri Krishna fecero numerosi miracoli, non è così? Qualcuno pensa che ciò significhi che essi non erano Auto-Realizzati? Semplicemente, compiere miracoli è uno degli aspetti fondamentali del lavoro di un Avatar. Quando Dio prende nascita sulla Terra, viene sempre con un'enorme missione da compiere. La missione di Baba sembra essere quella di elevare la Terra da un'età di materialismo e di follia nucleare ad un'epoca di comprensione divina e di pace—e per fare questo, Egli deve stabilire la fede in Dio nei cuori di milioni di miscredenti. I miracoli sono semplicemente la maniera più efficiente di riuscire in questo. (È certamente tanto vero oggi come all'epoca di Gesù: a meno che noi non vediamo dei segni e delle meraviglie, non crederemo!). Se qualcuno materializza miracolosamente una collana sotto i vostri occhi, amorevolmente ve la mette al collo, e poi vi dice i più profondi segreti del vostro cuore—sarebbe ancora possibile per voi dubitare dell'esistenza di una più alta Realtà? Questi piccoli miracoli non avrebbero un grande ruolo, provandovi l'amore che Dio ha per voi?

La venuta di una Incarnazione Divina come Sai Baba potrebbe essere paragonabile un po' a quando Alfred Hitchcock recitava un ruolo nei suoi propri film. Sebbene Hitchcock scrivesse e dirigesse tutto il film, le sue apparizioni sullo schermo si limitavano alla rappresentazione di un venditore di gelati sullo fondo, visibile per un minuto più o meno, e molti spettatori non notavano nemmeno il personaggio. Ma quelli che riconoscessero Hitchcock direbbero, ‘Questa non è solo una piccola parte - egli è l'autore e il direttore di tutto il film!’ Analogamente, ci sono quelli che vedono Sai Baba e vedono soltanto un ‘esibizionista di miracoli’. Guardate più vicino, amici miei. Lui scrisse questo film, e vi attribuì il vostro ruolo! (Ma non preoccupatevi - la vostra rappresentazione sta ricevendo critiche favorevoli: "Squisito! Come se Dio stesso stesse giocando la parte!")

Sri Sathya Sai Baba

Oltre al Suo ruolo come Incarnazione di Dio, l'Avatar è anche un Maestro Auto-Realizzato; in effetti, questa è la qualifica primaria dell'Avatar. È il Paramatman, l'infinita espansione di pura Coscienza nella quale tutto il regno del tempo e dello spazio galleggia come una piccola bolla - e l'Avatar sarà sempre consapevole della Sua identità come Paramatman, altrimenti non potrebbe essere chiamato Avatar! Umilmente io dico che Sai Baba, miracoli e tutto, è un perfetto jñâni, completamente capace di condurre un cercatore sul sentiero di jnana (o qualunque altro sentiero) - fino alla stessa Auto-Realizzazione.

Baba e Ramana Maharshi

E parlando di Jnani, al momento della morte di Ramana Maharshi (uno dei più grandi Maestri Auto-Realizzati dell'ultimo secolo), un avvenimento straordinario accadde nell'ashram di Baba, dandoci al tempo stesso un indizio sia dell'identità di Baba sia della Sua relazione con Ramana. Un devoto di Sai chiamato Varadu riportò quello che accadde:

"...la notte in cui Ramana Maharshi morì in Tiruvannamalai [14 aprile 1950], io ero in Puttaparthi con Swami [Sai Baba]. Anche Krishna [un altro giovane devoto] era lì. Quella sera, verso le nove, noi stavamo facendo, credo, un puja quando improvvisamente Swami ci guardò. Ha un particolare modo di guardare per far capire che vuole andare nella sua stanza. Nel momento in cui Krishna e io varcammo la porta della stanza e la chiudemmo, Swami cadde in trance. Io era preparato. Krishna e io tendemmo le mani e Swami vi si adagiò. Poi si elevò nell'aria lasciando le nostre braccia. Era rigido come un'asse. Cominciò a mormorare qualche cosa come 'Maharshi ha raggiunto i miei piedi di loto'. E allora la pianta del suo piede destro parve aprirsi e ne sgorgarono quasi due chili di bel vibuti profumato. Io raccolsi il vibuti mentre lui era ancora in levitazione nell'aria.

"Allora lui tornò giù, riprese i sensi e chiese che cosa aveva detto. Io risposi: 'Swami, ecco quello che hai detto: Ramana Maharshi è trapassato. E questo è ciò che è uscito dal tuo piede'. Lui disse: 'Fanne dei sacchetti e distribuiscili come prasadam'.

"Un giorno o due dopo questo episodio, sapemmo dai giornali che Maharshi era morto. Era avvenuto nel momento in cui Swami aveva detto che Maharshi aveva raggiunto i suoi piedi." 26

Così, al momento della morte, Ramana Maharshi si fuse coi piedi di loto di Baba! Non è allora chiaro che Sai Baba è una totale incarnazione del Sé Divino, la Suprema Realtà Atmica che Ramana realizzò all'età di 17 anni?

Devoti di Baba Auto-Realizzati

Si dice che Baba abbia molti devoti autorealizzati che svolgono quietamente il Suo lavoro in differenti luoghi al mondo. Finora io ne ho incontrati personalmente quattro - e a mio avviso, niente prova più chiaramente la perfezione di Baba dei Suoi devoti divinizzati. (Come disse Gesù, “Li riconoscerete dai loro frutti”. E questi sono manghi molto dolci!)

Gopalakrishna Baba

Il primo è un uomo chiamato Gopala Krishna Baba, che vive in un piccolo tempio di Sai Baba a Bangalore. I suoi genitori erano ardenti devoti di Sai, ma fin dalla prima infanzia Gopalakrishna fu attratto intensamente dal tempio locale di Sri Ramakrishna, dove trascorreva tutto il tempo assorto in devozione e meditazione, sognando di diventare monaco dell'ordine di Sri Ramakrishna. Divenne talmente immerso in Dio che non sentiva quasi mai il bisogno di dormire e stava sveglio la notte ripetendo il Nome Divino. All'epoca della sua adolescenza, mentre Gopalakrishna era solo a casa un giorno, la vibhuti cominciò a prodursi miracolosamente dalle foto di Sai Baba nella stanza della puja dei suoi genitori, lasciando una forte impressione nel giovane. Poco tempo dopo visitò l'ashram di Baba, e, come egli dice “Il Mio cuore riconobbe in Sai Baba lo stesso Essere Divino che visse come Sri Ramakrishna”.

La sua devozione per Baba diventò rapidamente la forza motrice della sua vita, e negli anni che seguirono visitò spesso gli ashrams di Baba, e ricevette da Lui di numerose benedizioni. Tuttavia, nel 1990, quando Gopalakrishna andò nell'ashram di Baba per le Celebrazioni del Compleanno, a causa dell'enorme folla di persone, non poté vedere Baba come avrebbe desiderato, perciò disse interiormente a Baba: "L'anno prossimo celebrerò il Tuo Compleanno nella mia casa, cosicché se ti piace vieni lì per ricevere la mia adorazione!" Chiaramente il Signore stava ascoltando, perché l'anno successivo, il giorno del compleanno di Baba, mentre Gopalakrishna stava celebrando una puja in casa sua, Baba apparve improvvisamente davanti a lui in carne ed ossa, materializzò un magnifico lingam, e lo diede a Gopalakrishna, un evento a cui presenziarono altre persone. In questi preziosi momenti divini Baba gli disse “ Ogni lunedì, pratica l'adorazione a questo Lingam. Io sono sempre con te.”

Sri Sathya Sai Baba showing Golden Lingham

E così è. Gopalakrishna è ora stabilito in una Pace inalterabile, conosce i pensieri di tutti attorno a lui, e possiede molti poteri miracolosi. Il suo primo discepolo occidentale, un bell'uomo dall'Olanda, mi raccontò la storia interessante di un miracolo. Sembra che in uno dei suoi primi viaggi in India, si ammalò di dissenteria e quando menzionò a Gopalakrishna che la medicina prescritta da un dottore non poteva trovarsi nei negozi locali, semplicemente Gopalakrishna mosse la sua mano e materializzò istantaneamente una confezione delle pillole richieste. Alcune persone hanno riferito che bevendo l'acqua usata durante l'adorazione del Lingam di Gopalakrishna, sono state curate da malattie di lunga data; altri dicono che i loro problemi personali si sono risolti, mentre altri dicono ancora che la sua grazia ha permesso loro di trovare la gemma più preziosa di tutte, la pace mentale. Sembra che Gopalakrishna Baba sia un autentico albero che soddisfa i desideri.

Devi Amma

La seconda grande devota è una donna chiamata Devi Amma che vive nei pressi dell'ashram di Baba a Whitefield. È radiosa, piena di amore divino, e la mia intuizione mi dice che è una Santa pienamente realizzata del più alto ordine. Devi Amma parla un inglese fluente e racconta storie deliziose, spesso piene di umore e di risa. Umilmente lei dice che sul piano interiore spesso si trova in seno ad un gruppo di Maestri Spirituali riuniti attorno a Sai Baba, e dice che le è stata concessa la grazia di tenere un piede in quel regno e l'altro nel nostro regno! Lei parla con molta familiarità delle varie forme di Dio, degli antichi Saggi e degli esseri celesti, e sembra che riceva la loro visita regolarmente. “Ci sono numerosi livelli di angeli”, dice in risposta ad una domanda. “Sono belli, così belli! Quando raggiungono il più alto livello di angelo, diventano quasi belli tanto come il Signore Gesù.”

La storia della vita di Devi Amma è stupenda. Quando aveva 15 anni, suo zio morì inaspettatamente, e la tragedia la condusse in una profonda introspezione sul significato della vita. Nelle meditazioni spontanee che seguirono, iniziò a sentire il suono “OM”, e poco dopo, un sole radiante di luce spirituale apparve nella sua camera. All'interno di questo fulgore, gradualmente emerse la forma di un uomo divino con una radiante aura, che si presentò come l'antico Saggio Agastya, il primo dei grandi Rishi. (Lei dice con umorismo ed umiltà che in una vita precedente fu la figlia di Agastya). Agastya dichiarò che egli era il suo Guru, e cominciò ad apparirle tutti i giorni dandole istruzioni sulla meditazione e i segreti della spiritualità, e all'età di 20 anni raggiunse l'Illuminazione. Una notte, Sathya Sai Baba apparve improvvisamente nella sua stanza. La sua forma ripetutamente si alternava con la forma del Signore Subramaniam (la Divinità eletta della famiglia della ragazza) e poi di nuovo tornava la forma di Sai Baba, rivelando così la Sua unicità con Dio. Alcuni anni dopo, quando lei finalmente vide Sai Baba di persona, ebbe la stessa esperienza: “Sai Baba - Subramaniam! Sai Baba - Subramaniam!” Lei dice che mentre Agastya è il suo Guru, Sai Baba è il Poornavatar, e sta ora lavorando attraverso di lei per benedire ed elevare all'umanità.

Little Heart (Piccolo Cuore)

Il terzo grande devoto è una donna australiana che chiama se stessa "Little Heart" (Piccolo Cuore). Ella dice che ha raggiunto l'unione con Sai Baba attraverso la via dell'amore, e che ora vede Dio dovunque, ed è sempre consapevole del suo vero Essere come Coscienza onnipervadente. Vive vicino all'ashram di Brindavan di Baba, scrive dei bei libri e dà saggi consigli, per così dire, a coloro che hanno domande.

Recentemente ho avuto una intervista con lei, nella quale ha detto, tra le altre cose, "Un Poornavatar come Baba non appare esattamente ad ogni movimento di orologio!" (Siamo veramente fortunati di vivere in questa epoca e di essere coscienti della Sua presenza sulla Terra!)

Avendo vissuto una vita molto piena nel mondo prima di venire da Baba, inclusi due matrimoni e due divorzi, Little Heart è in una situazione insolitamente buona per conoscere le lotte per le quali gli occidentali passano quando fanno la transizione verso una vita spirituale. Trovo sempre incoraggiante incontrare un Occidentale che ha realizzato il Sé. (Sì, è possibile...!)

Sathya Sai Baba despatching laddus to students

Sai Lakshmi Ma

C'è poi Sai Lakshmi Ma, che dice che nel 1980 Baba entrò nel suo corpo e non se ne è mai andato. Nelle molte ore che ho trascorso in sua presenza, sono stato testimone di un flusso continuo di deliziosi miracoli. Non appena ella collocò una ghirlanda sull'altare, dell'amrita cominciò a gocciolare da una grande fotografia di Baba. Allora lei tenne la sua palma verso la foto di Baba, e si riempì subito di amrita, che fu passata a tutti. Io le avevo portato una borsa piena di uva e l'avevo posata davanti al suo altare; cinque minuti dopo lei aprì la borsa, e mi mostrò che un certo numero di grappoli erano mangiati per metà, segno che Baba aveva ricevuto direttamente l'offerta! Ella sollevò di fronte alla foto di Baba alcune banane che il mio amico aveva portato e dopo dieci secondi, ci mostrò che ogni banana aveva ora dei chiari segni di denti sulla buccia! Un altro mio amico mise tre laddu (dolci) sull'altare, in una borsa. Qualche minuto dopo Sai Lakshmi mi indicò di aprire la borsa - ed uno dei tre laddu mancava di un grosso boccone! (Il cibo specialmente benedetto fu passato a tutti.) Delle collane portatele per essere benedette furono restituite un minuto più tardi che profumavano di rosa o gocciolavano di amrita. Dei contenitori vuoti che le furono passati vennero restituiti miracolosamente pieni di vibhuti o di kumkum. Quando le erano poste domande, le sue risposte sembravano indicare che stava sentendo direttamente la risposta di Baba e la trasmetteva. Mi è stato detto che molte persone hanno ottenuto delle guarigioni attraverso le sue preghiere a Baba.

Sebbene non sia chiaro se lei abbia o meno realizzato completamente il Sé, i miracoli erano decisamente autentici. Come minimo, lei è una grande servitrice di Dio, ed un straordinario canale per le benedizioni di Sai Baba.

Vasantha Sai, Vijai Shankar e gli Altri

Ho anche letto di una donna anziana di Madurai chiamata Vasantha Sai, che ha raggiunto la Realizzazione di Dio attraverso la sua intensa devozione a Baba, che lei considera essere “la reincarnazione di Sri Krishna”. Dice che Baba le ha detto interiormente che lei è la reincarnazione di Radha, la consorte di infanzia del Signore Krishna; questa identità è stata confermata da varie ‘profezie su foglie di palma’;. Ella ora sta dando aiuto sottile a molti cercatori. (La mia amica Mary che è sensitiva, le rese visita e riportò che è veramente una Santa, ed ha in realtà un'aura illuminata.)

Ho sentito anche commenti circa un uomo chiamato Vijai Shankar, nativo di Houston, che ha realizzato il Sé attraverso la grazia di Baba, e ora viaggia il mondo insegnando l'advaitha (la filosofia della non-dualità) e l'osservanza Atmica.

Inoltre, ho sentito che tra i devoti di Baba di oggi c'è la reincarnazione di San Francesco, la reincarnazione di Mira Bai, la reincarnazione di Sarada Devi, la reincarnazione di Swami Vivekananda, e la reincarnazione di Paramahanasa Yogananda! (Ehi, potrebbe essere...)

È sempre ispirante avere il darshan di coloro che hanno raggiunto la meta della vita seguendo la stessa guida che io ho scelto! Jai Sai Ram!

Le Opere Caritatevoli di Baba

Oltre ai Suoi ashrams, Sai Baba dirige una vasta rete di organizzazioni caritatevoli, inclusi due dei migliori ospedali dell'India, dove tutti i servizi, comprese le operazioni a cuore aperto, sono fornite gratuitamente a tutti. Il tasso di successo degli ospedali è straordinario. Qualcuno ha chiesto a Baba, “Perché costruisci degli ospedali quando puoi guarire chiunque grazie ai Tuoi poteri miracolosi?” Egli ha risposto, “ Sì, posso curare qualsiasi malattia istantaneamente. Ma per questo la persona deve avere totale fede in me. La maggior parte delle persone in quest'epoca ha più fede nei dottori e nelle operazioni che in Dio. Dunque io do loro ciò in cui hanno fede. Ma è la Mia mano che fa le operazioni!” (Da qui il tasso di successo!)

Super Specialty Hospital, Prashanti Nilayam

Super Specialty Hospital di Baba a Prashanti Nilayam

In più, Baba ha creato un vasto sistema di fornitura di acqua potabile per una regione arida nel Sud dell'India, ed ha anche fondato un sistema educativo di qualità estremamente alta, dall'asilo infantile ai livelli post-laurea, con ogni istruzione provvista a nessun costo. Ogni anno le Scuole Sai producono i migliori laureati dell'India, giovani di entrambi i sessi non solo stabiliti in eccellenza accademica, ma radicati in autodisciplina, integrità e saggezza spirituale.

Ci sono anche scuole Sri Sathya Sai operanti in vari altri paesi, e più di cinquecento scuole nel mondo che utilizzano il programma di studi “Educazione ai Valori Umani” di Baba. Una Scuola Sathya Sai in Zambia è stata nominata “la Scuola Miracolo” dalla stampa dello Zambia, perché accetta solo studenti che hanno fallito o sono stati espulsi da altre scuole e riesce tuttavia consistentemente a renderli i migliori studenti della nazione. Come si fa? Gli studenti fanno lunghi periodi di canti devozionali laici ogni giorno, ricevono una buona dose del programma ‘valori umani’; di Baba e sono disciplinati solo con Amore. (Scommetto che ricevono anche la Grazia di Baba in grande quantità, non credete?)

Baba ha costruito recentemente una bellissima Scuola di Musica vicino all'ashram di Prashanti Nilayam. (Nessun'altro sente musica di arpa?)

Oceano di Coscienza

Ogni qualvolta medito profondamente su Baba, mi sento invariabilmente elevato ad un Amore beato infinitamente espansivo; ed ogni giorno, in Sua presenza, c'è un approfondimento palpabile dell'imponente silenzio dell'essere. Perfino nei giorni difficili - quando mi sono taglliato il collo radendomi, ho di nuova la diarrea, ho macchiato di fango i miei nuovi pantaloni bianchi, l'autista del rickshaw è arrivato alla velocità di 30 chilometri all'ora facendomi sbattere la testa sul soffitto del rickshaw e ho maledetto fortemente a voce alta proprio prima di arrivare all'ashram - anche allora, ricevo sempre una dose di beatitudine e di pace dal darshan di Baba. Non smetto mai di stupirmi - Che Maestro Egli è! Quelli di noi che hanno sperimentato l'Amore e la guida onnisciente di Baba, e hanno visto le profonde trasformazioni che sono successe nelle loro vite attraverso la Sua grazia, possono solo inchinarsi con gratitudine, e fare del loro meglio per amarLo, servirLo ed adorarLo in tutti. Perché Sai Baba non è un uomo; per me, Egli incarna pienamente l'onnipervadente Dio dell'Amore (con un gran senso dell'umorismo) che mi svegliò molti anni fa. Io credo che possa perfino essere ingannevole chiamarLo "un'incarnazione di Dio" - perché Egli non è quel corpo coronnato di capelli nella tunica arancione che dà il darshan, il Guru che nacque a Puttaparthi. No. E' l'Oceano di Coscienza che tutto pervade, il Sostrato e il Creatore di tutti gli Universi! Quel corpo vestito di arancione che vediamo davanti a noi non è altro che un'onda del Mare senza rive onnicomprensivo di Satchidananda, che Sai Baba è.

Nelle Sue parole:

Io non sono né Guru, né Dio.
Io sono Te; Tu sei Me; questa è la verità.
Non c'è distinzione.
Le differenze apparenti sono illusione.
Voi siete le onde; Io sono l'oceano.
Conosci questo e sii libero, sii Divino.

La sua vera forma (e la nostra) in realtà abbraccia tutto, e tuttavia trascende ogni manifestazione. Come una personificazione piena di quell'illimitato Paramatma, Sai Baba è la Santità stessa, ed ogni Sua parola ed azione non sono nient'altro che Amore Divino in movimento, Grazia risanatrice che fluisce spontaneamente nel nostro mondo arido ed assetato.

A quell'Essere supremo, io mi inchino.

Un amore che cammina su due gambe

Uno scienziato chiamato Dott. Baranowski, professore di Fisica all'Università dell'Arizona e specialista in fotografia Kirlian, una volta venne a vedere Sai Baba. (La fotografia Kirlian, o ‘fotografia del campo di radiazione biomagnetica’, è fatta con una speciale camera che fotografa le bande di energia intorno agli esseri viventi; differenti colori nel campo biomagnetico corrispondono a differenti qualità emozionali. Per citare a Baranowski, “Quando una persona è piena di amore, l'aura che lo circonda è blu e quando l'amore si intensifica, diventa rosa.”) Baranowski si era allenato scientificamente a vedere le aure e, con la sua visione allenata stava investigando i vari uomini sacri dell'India. Qualche anno fa, diede una conferenza all'ashram Prashanti Nilayam sulle sue esperienze con Sai Baba. Alcuni estratti:

“Ho incontrato più di cento santi dell'India. Troppi di questi santi sono coinvolti nei propri personali ego. Le loro aure mostrano soprattutto interesse per se stessi e loro le istituzioni . Perciò [le loro aure] sono larghe solo un piede, o magari due piedi.”

“Non sono un devoto. Sono venuto qua come scienziato, per vedere quest'uomo Sai Baba. L'ho visto domenica, sul balcone mentre dava il darshan ai devoti che cantavano sotto. L'aura che Sai Baba proiettava non era quella di un uomo. Il bianco era più di due volte la misura di qualsiasi uomo, il blu era praticamente illimitato, e oltre a questo c'erano strisce d'oro e d'argento, ben oltre questo edificio fino all'orizzonte. Non c'è una spiegazione scientifica per questo fenomeno. ”

“La Sua aura è così forte che mi sta colpendo dalla sedia dove Si è seduto. Posso sentire il suo effetto e devo strofinarmi il braccio, dall'alto in basso, come avete dovuto notare. È molto difficile per me ad ammettere. Sono uno scienziato. Ho dato più di sei mila letture in tutte le parti del mondo ma per la prima volta, credetemi, le mie ginocchia stanno tremando. L'aura che emana da Baba dimostra il Suo Amore per voi ... Se talvolta avessi potuto usare la frase l'amore che cammina su due gambe, sarebbe qui.”

A questo punto il Dott. Baranowski concluse la sua dissertazione, e Sai Baba allora diede un discorso. Quando Baba finì, Baranowski chiese il permesso di indirizzarsi di nuovo al pubblico.

“Ho osservato Baba mentre si rivolgeva a voi. L'aura rosa che si manifestava era così vasta e intensa che oltrepassava anche la sala dietro a questa sedia. Riempiva questo grande salone, abbracciando tutti voi qui riuniti ... Lo sto osservando da una settimana, come camminava in mezzo a voi, mattina e sera. Ho visto la Sua aura, di colore rosa, entrare nella persona con la quale stava parlando o che stava toccando, e ritornare a Lui... La Sua energia sembra essere infinita... Secondo il mio giudizio, Lui è esattamente quello che sembra essere: AMORE. Questo è quello che è.” 27



Sri Sathya Sai Baba at Kodaikanal

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Che è Sai Baba? Nelle Sue stesse parole, “ Sai Baba è Amore, Amore, Amore!” Lui è il Creatore di tutti gli universi, l'Autore, il Produttore e il Direttore del gioco universale ... ed Egli è la suprema Realtà anche oltre la parola ‘Dio’, oltre ogni dualità — prima di ogni creazione, prima del tempo. Lui è la pace eterna ed immutabile del Brahman.

Ed Egli è voi. Sta leggendo queste parole attraverso i vostri occhi in questo istante.

E quando guardate la Sua foto, Lui vi sta guardando a Sua volta, vedendo tutto il vostro cuore, la mente e l'anima, amandovi con tutto l'Amore di Dio, e inviandovi un raggio di Luce Divina per aiutarvi nel vostro viaggio verso l'Autorealizzazione.

Possa la Sua grazia scendere su di voi, come un milione di piume che cadono nella neve.



Sri Sathya Sai Baba

Chiudo con una poesia, scritta da Baba a tutti noi:

FIGLI DELL'IMMORTALITÀ

Figli dell'immortalità!
Ricordate che siete stati creati
a Mia immagine e somiglianza. Perfetti!

Vivete all'altezza di questa immagine,
in ogni senso, a tutti i livelli,
vivete come Maestri!

Camminate sulla Terra a testa alta
con gli animi innalzati,
i vostri cuori aperti all'amore;
credete in voi stessi e al Dio che è in voi.
Allora tutto andrà bene.

La Terra non è altro che
la Manifestazione del Mio Essere,
fatta della mia stessa Vita!

Ovunque voi guardiate, Io sono là.
Ovunque voi camminiate, Io sono là.
Chiunque voi incontriate, Io sono quella persona.
Io sono in ognuno, in tutto il Mio Splendore.

VedeteMi ovunque.
ParlateMi ed amateMi,
Io sono in ognuno di voi.

Allora, da ciascuno, risponderò
e vi condurrò nella Gloria.
Voi non potete vederMi in un luogo
e non in un altro, perché Io riempio lo spazio.

Voi non potete sfuggirMi
o fare qualcosa di nascosto,
poiché per Me non vi sono segreti.

Vivete ... Vivete ... Vivete in perfetto accordo
con le Mie Leggi, e otterrete cose meravigliose!

Ora, riflettete ... è l'errore ad ostacolare
il fluire dell'Essenza del Mio Essere
attraverso di voi?
In questo preciso momento
chiedeteMi di rivelarvi i vostri errori
nel silenzio della vostra meditazione.

Lasciate che i vecchi ricordi riaffiorino in voi
dal Mio subconscio che è in voi ...
Vecchi modelli ...
Vecchi pensieri e sentimenti dimenticati.

Ora, immergeteli nell'Oceano della Luce,
estingueteli dalla coscienza,
affinché possiate divenire
i Veri simboli del Mio Essere.

Adesso,
visualizzate la mia Fiamma che arde,
che s'innalza sempre di più,
che arde attraverso di voi.

E' una fiamma che rinfresca,
Purifica e guarisce,
Lenisce il dolore nascosto ...
e vi lascia calmi e quieti.

Confidate nel Mio Amore.
Lasciate che tutto quello che siete stati,
durante le vostre molte vite passate,
sino ad oggi, si dissolva nella Mia Luce che Libera.

Figli del Mio Essere!
Dissolvete i vostri dispiaceri e le vostre paure in Me.
Lasciate che Io cancelli tutto il vostro Karma.

Ritornate alla Mia Coscienza,
che è la vostra Stessa vera coscienza.
Lasciate che i vostri insignificanti sé umani
svaniscano, adesso, mentre venite a Me,
a Colui che è il vostro Sé Interiore.

Ora voi siete il Mio Glorioso Sé ...
Non più separati da Me.
Scioglietevi in Me ... Immergetevi in Me...
Divenite Me
! 28



Sri Sathya Sai BabaOm Sai Ram

 

      articolo correlato: http://sonoconte.over-blog.it/article-sai-baba-parla-del-2012-99781943.html

 

 

 

FONTE  http://www.saibaba-aclearview.com/it/contents2.html

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Published by DUCA CONTROVERSO - in fake-video foto ufologici e non
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22 agosto 2012 3 22 /08 /agosto /2012 21:17

FONTE marcovuyet.com

"MOLTI VERRANNO NEL MIO NOME DICENDO "SONO IO" O "IL TEMPO E' PROSSIMO",

NON SEGUITELI"

Yeshua, Gesù Cristo

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GIORGIO BONGIOVANNI

NIBIRU ARAT RA

" IO NON SONO PIU QUELLO CHE ERO PRIMA, QUANDO AVEVO 9 ANNI,

NEL 1972, HO AVUTO UN INCIDENTE

STRADALE, UNA 500 ROSSA MI HA MESSO SOTTO E MI HA UCCISO..."

Giorgio Bongiovanni

Giorgio dice dunque di essere morto... Niente di meno...

"IO QUESTE ASTRONAVI CHE VOI CHIAMATE UFO LE VEDEVO SIN DA RAGAZZINO, DOPO L'INCIDENTE VEDEVO ASTRONAVI DAPPERTUTTO"

Queste sono tutte CITAZIONI TESTUALI.

E' singolare che IN SEGUITO ad un incidente Giorgio dica di vedere astronavi ovunque...

E' estremamente importante ricordare che la "MISSIONE" di Giorgio, come egli stesso afferma,

NASCA IN SEGUITO AD UN' APPARIZIONE CON LA "MADONNA"

E DAVANTI AD UNA SUA STATUA DI GESSO...

(sempre lei, la "regina dei cieli"...) su un luogo di pellegrinaggi detti "mariani".

Giorgio é infatti, fin da ragazzino, un FERVENTE E DEVOTO "MARIANO".

La vita ed il destino di Giorgio saranno totalmente SEGNATI da questa sua PROFONDA IDOLATRIA e

l' intera "missione" di questo guru sarà TOTALMENTE LEGATA alla figura della "regina deri cieli"

già pubblicizzata da Karol Wojtyla e da molti altri falsi profeti che hanno venerato questa figura.

Sarebbe infatti stata proprio la "regina" a dettargli la " missione da compiere" e a trafiggergli le mani.

Un "dio" molto singolare quello pregato da Bongiovanni...

Un "dio" che si diletta a trafiggere i suoi devoti imponendogli dolori atroci al fine di

"RINNOVARE" un sacrificio... (... ? ...)

Il PADRE di cui parla l' Agnello nei VANGELI dice invece...

"CARITA' IO VOGLIO, NON SACRIFICI"

La BIBBIA VIETA L' IDOLATRIA

e mette in guardia gli uomini dalle pratiche PAGANE e dal seguire falsi dèi, dietro i quali si nascondono dèmoni.

L'utilizzo del ROSARIO é legato all'idolatria e alla comunicazione con gli spiriti,

questa pratica, lo si voglia ammettere o meno... E' TOTALMENTE ASSENTE DALLE SCRITTURE,

IL RIPETERE FORMULE E LITANIE A MEMORIA, CONTANDO LE PREGHIERE

é CONDANNATO DALLO STESSO MESSIA come una pratica PAGANA.

Quale ORIGINE hanno le stigmate di queste persone?

Inutile dire che Giorgio HA SEMPRE ESIBITO MOLTO VISTOSAMENTE

il suo dolore e queste sue stigmate, proponendosi continuamente come un martire.

Questo continua esposizione del dolore tradisce LO SPIRITO ESIBIZIONISTA del guru e la sua

TOTALE MANCANZA DI VERA UMILTA'.

Possiamo chiederci: é davvero DIO a volere questo?

Possiamo davvero credere che sia Dio a voler attirare la nostra attenzione in questo modo?

Il Vangelo ci dice qualcosa di molto diverso e racconta di un Dio che ha dato sè stesso per AMORE,

non certo di un cinico che chiede sacrifici e dolore.

Queste immagini sono il riflesso di una fede malata, appariscente, lontanissima dallo Spirito di Verità.

La "spiritualità" di Giorgio Bongiovanni é fortemente condizionata da tante

"statuette che piangono sangue", "madonnine che muovono la testa", improbabili

"cristi che sanguinano" e altre amenità kitsch che ricordano più la superstizione, la magia da baraccone

e l' "effetto speciale" fine a sé stesso che non il divino,

tutti questi "miracoli" sono molto lontani da quelli compiuti da Yeshua, Gesù Cristo.

La VERA FEDE in Dio non ha bisogno di queste ridicole manifestazioni, di questi "segni prodigiosi".

GIORGIO BONGIOVANNI E ASHTAR SHERAN

Giorgio Bongiovanni é il "discepolo" del famoso "contattato" EUGENIO SIRAGUSA che

lo ha, di fatto, iniziato alla NEW AGE e ai culti ufologici.

sotto: SIRAGUSA e il gesto 666

Giorgio vede in Eugenio un modello ed una guida spirituale e ne resterà profondamente plagiato.

"la mia missione é annunciare la seconda venuta di cristo

mentre l'uomo si sta autodistruggendo"

Giorgio dice dunque PUBBLICAMENTE di 2ANNUNCIARE LA VENUTA DI CRISTO"...

MA QUALE CRISTO STA ANNUNCIANDO BONGIOVANNI?

sotto: SETUN SHENAR, uno dei "maestri" con cui Giorgio dice di essere in "contatto"...

Il "rivoluzionario messaggio" ricevuto dalla "madonna" o dagli "amici extraterrestri"

é quello solito del minestrone NEW AGE:

... l'uomo ha inquinato e distrutto tutto, l'uomo é guerrafondaio ma

arriveranno i buonissimi "fratelli extraterrestri" e il "cristo cosmico" a fare ordine e giustizia...

Questo concetto molto naif non é diverso da quello promosso da HOLLYWOOD in moltissimi film come

"ULTIMATUM ALLA TERRA" o "AVATAR".

E' il concetto TIPICAMENTE hollywoodiano del SUPER UOMO, del SUPER EROE che viene a portare

"PACE E SICUREZZA" e a sterminare i "cattivi".

Da decenni siamo TOTALMENTE condizionati a questo lavaggio del cervello.

(la croce che Giorgio ha sulla fronte é la CROCE DI BAAL, simbolo pagano, presente nel tempio di Atzor)

Con il nome seducente e molto hollywoodiano di "NIBIRU ARAT RA"

(RA - HORUS, divinità pagana egizia)

Giorgio comincerà a diffondere i messaggi di un personaggio che abbiamo ritrovato moltissime volte in questa ricerca,

ASHTAR SHERAN

Alcuni messaggi diffusi dai cosìdetti "extraterrestri", dal sito di Giorgio Bongiovanni:

"LA SCELTA DEFINITIVA CHE L'ANNO IN CORSO (2012) VI IMPONE VOI,

ABITANTI DELLA TERRA, L'AVETE GIÀ FATTA...

...SAREMO COSTRETTI AD INTERVENIRE CON FORZA,

PORRE IN SALVO ALCUNE SPECIE ANIMALI E PIANTE, I BAMBINI DEL

MONDO E ALCUNI CITTADINI DELLA TERRA. UOMINI E DONNE,

CULTURALMENTE E SPIRITUALMENTE PREPARATI PER ORGANIZZARE DALLE CENERI DEL VOSTRO PIANETA UNA NUOVA SOCIETÀ...
QUESTO PIANO DIVERREBBE OPERATIVO DOPO SOLO OTTO

MINUTI DALLO SCOPPIO DELLA PRIMA BOMBA NUCLEARE.

VI ABBIAMO ANNUNCIATO SPESSO QUESTO PROGETTO DIVINO E OPERATIVO DA NOI GESTITO..."

Questi messaggi non sono molto diversi da quelli dell' esoterista Blavatsky che disse che

satana e il suo esercito avrebbero dimostrato

all'uomo di essere i VERI SALVATORI DELL' "UOMO DIVINO"...

Gli "extraterrestri" e il "cristo cosmico" sarebbero dunque in procinto di tornare per portare

un NUOVO ORDINE MONDIALE con un NUOVO SISTEMA ECONOMICO MONDIALE.

Una trama conosciuta...

Inutile dire che i concetti di "REINCARNAZIONE" o "EVOLUZIONE VERSO LA DIVINITA'"

sono onnipresenti negli scritti di Bongiovanni.

Giorgio non mancherà di accompagnarsi a personaggi come Pier Giorgio Caria

(citazione TESTUALE del Caria: "gli extraterrestri ci dicono: non credete nemmeno in Gesù Cristo, cancellatelo...)

sotto: Caria

sotto: Bongiovanni con Antonio Urzi, chiamato "messaggero degli esseri del cosmo"...

Anche sul sito di Bongiovanni sono naturalmente pubblicizzati ampiamente

i CROP CIRCLES creati dai "buoni fratelli extraterrestri"...

Nel maggio del 2012 Giorgio Bongiovanni dirà:

"IN SICILIA, SI È MANIFESTATO UN CERCHIO NEL GRANO.

UNA STELLA A CINQUE PUNTE.
IL NUMERO 5 È IL SEGNO DELLA MADRE CELESTE MIRYAM.
CHI HA OCCHI PER VEDERE VEDA"

sotto: maggio 2012, crop circle con PENTALFA a Riesi, Sicilia

Dunque per Giorgio Bongiovanni il PENTALFA sarebbe un simbolo di Maria... !!!

Del resto Giorgio é un assiduo frequentatore di questi simbolismi:

Forse Giorgio ignora che il PENTALFA

(si smetta di dire "capovolto" o "dritto" perché questa DISTINZIONE NON SIGNIFICA

ASSOLUTAMENTE NULLA... una STELLA A 5 PUNTE RIMANE UNA STELLA A 5 PUNTE ed é,

DI FATTO, impossibile stabilirne una "direzione" quando viene disegnata in terra nei riti di evocazione spiritiche)

é anche il SIMBOLO presente sulla statua a lucifero...

sotto: piazza statuto, Torino (pentalfa sulla testa)

Si veda in questo capitolo cosa rappresenta il PENTALFA nella massoneria.

Per alimentare un poco la "missione divina" di Bongiovanni potevano mancare i GADGETS in vendita?

Certo che no. Ne troviamo per tutti i gusti, osserviamo questo CD con

un SOLO OCCHIO (all seeing eye) e l' ESAGRAMMA

(simboli che abbiamo imparato a conoscere...):

libri, dvd, cd... portare i messaggi della "madonna" e degli "extraterrestri" può rivelarsi anche un' attività

molto redditizia in questi tempi di crisi... :-)

I "SEGRETI"... non mancano mai... e per conoscerli basta comprare qualche videocassetta :-)

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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19 agosto 2012 7 19 /08 /agosto /2012 17:00

SIGNIFICATO DEL SIMBOLO DELL'AQUILA

logoeugeniotituloITlogogiorgiotituloitL'aquila è il simbolo Giovanneo. Il simbolo dell'Aquila e quello del sole e le  sette stelle sono stati da sempre il simbolo dell'opera di Eugenio Siragusa ed oggi anche dell'opera di Giorgio Bongiovanni. Si può comunque notare una differenza tra i due simboli.
L'aquila di Eugenio Siragusa guarda verso oriente dove nasce il Sole, mentre nel simbolo di Giorgio Bongiovanni l'aquila guarda verso occidente perché proviene dal Sole.
La fiamma è unica anche se gli aspetti sono diversi.

La Redazione


UNA STORIA VERA
Di Giorgio Bongiovanni

eugenio

 

Quando una persona muore, lascia dietro di se il ricordo che vive nella memoria e nell'affetto delle persone che lo hanno conosciuto e amato e nel valore delle sue opere.
A volte lo spirito che abbandona il corpo era ed è un essere speciale che ha tracciato nuove vie, segnando un'epoca e lasciando tracce indelebili nella storia dell'umanità. Non sempre questo viene recepito dalla società durante la loro vita. Molte volte solo il tempo e gli eventi hanno permesso di comprendere la grandezza di quanto hanno detto e fatto. Eugenio Siragusa appartiene a questa categoria di uomini. Il 27 agosto dell'anno 2006, Eugenio Siragusa muore, però come sempre aveva insegnato: "la morte non esiste". Il suo spirito si libera dal corpo all'età di 87 anni nella sua casa di Nicolosi, alle falde del vulcano Etna. I suoi straordinari incontri con esseri provenienti da altri mondi e i messaggi a lui affidati e diffusi al mondo, hanno segnato la parte finale del secolo scorso, lasciando una eredità di grande importanza oggi visibile anche nell'opera che alcune anime continuano a portare avanti.
Tra queste, anche noi, che lo abbiamo conosciuto da vicino.

Ma chi era e cosa ha vissuto realmente Eugenio Siragusa?

Sono circa le dieci di sera del 30 aprile 1962, il catanese Eugenio Siragusa si trova su uno stretto sentiero del Monte Sona Manfrè, un cratere spento alle falde dell'Etna, il vulcano più grande d'Europa... Mentre avanza trema e suda per l'emozione, all'improvviso vede davanti a lui due esseri. Sono vestiti con tute dalle strane fogge, simili a tute di volo, una soave luminescenza li avvolge... Provengono da altri pianeti e hanno una importante missione da compiere... Proiettano su Eugenio un fascio di luce che lo rasserena immediatamente...

"...Erano due persone, ai margini della discesa, erano bellissimi, e mi dissero testualmente: "Figliolo, ti abbiamo aspettato..."

Gli dettano un messaggio da inviare ai Capi di Stato e agli uomini più importanti della terra. Il messaggio contiene un appello alla immediata cessazione degli esperimenti nucleari e a realizzare una unione fraterna fra tutti i popoli della terra. Se l'uomo farà questo, gli extraterrestri dicono di essere disposti a manifestarsi pubblicamente al mondo e a concedere un aiuto scientifico e tecnologico in grado di proiettare l'umanità verso un futuro di inimmaginabile progresso spirituale e materiale. Non era la prima volta che Eugenio Siragusa dialogava con esseri provenienti dallo spazio, ma era la prima volta che li incontrava fisicamente... questa incredibile storia ha inizio circa dodici anni prima.
"La mia esperienza ebbe inizio l'anno 1951 il 25 marzo. Era l'alba. Mi trovavo in Piazza dei Martiri, dovevo attendere il filobus che mi portasse in ufficio. Ad un certo momento, alzando gli occhi in cielo, vidi un globo luminescente, da questo globo partì un raggio che mi investì ed ebbi la sensazione profonda di essere stato completamente ridimensionato, cioè non mi sentivo quello che ero prima."


eug-corriere

Da quel momento la sua vita non sarà più la stessa. Una voce comincia a farsi sentire nel suo intimo, dice di chiamarsi Barath: lo rassicura e lo istruisce. Incredibili nozioni sulla geologia, sulla cosmogonia e sui misteri dello spirito e del Creato si presentano alla sua coscienza. "Che mi succede?" chiede Eugenio e la voce risponde: "Il tuo risveglio". Alla sua mente si affacciano visioni di remote e dimenticate civiltà. Epoche meravigliose in cui la Saggezza e l'Amore erano il pilastro della società. Eugenio, che non aveva mai avuto talento per l'arte, inizia a disegnare le mappe di antichi continenti dove queste civiltà erano esistite e a conoscere le cause della loro scomparsa... Lemuria, Mu, Atlantide, nomi che oggi sono solo un mito diventano reali e tangibili alla sua coscienza.

eug-giovanni

E ancora... suona delle bellissime melodie che hanno un sapore antico e arcano allo stesso tempo... realizza disegni e grafici dal profondo significato esoterico e spirituale. Gli viene spiegata la legge della reincarnazione e del dolore come fondamento dell'evoluzione dell'anima. Acquista la consapevolezza delle sue vite precedenti e lo scopo della sua attuale esistenza. Conosce il mistero della redenzione portata dal Cristo e gli viene rivelato che oggi viviamo i tempi dell'Apocalisse di Giovanni, l'epoca che precede la seconda venuta di Gesù-Cristo sulla terra. Trova conferma della realtà della vita intelligente in milioni di altri mondi e della verità sulla visita extraterrestre al nostro pianeta. Comprende i motivi del Cover-Up, dell'insabbiamento, la incessante opera di occultamento della visita extraterrestre attuata da tutti i governi e tutte le religioni del mondo. Altri esseri non terrestri lo affiancano successivamente dandogli il loro amore e la loro sapienza. Così, giorno dopo giorno, la sua coscienza si espande e si arricchisce di Verità mai rivelate prima all'uomo... sino ad arrivare al fatidico incontro del 30 aprile 1962.
Con questo fondamentale evento, che si ripeterà decine di volte, ha inizio la sua missione pubblica nel mondo. Istruito e consigliato dai signori dello spazio, con un gruppo di amici e simpatizzanti fonda il Centro Studi Fratellanza Cosmica.
La principale attività del centro è la divulgazione dei preziosi consigli e insegnamenti ricevuti da Eugenio dagli evolutissimi abitanti di altri mondi. Una evoluzione straordinaria, fantascientifica in scienza e tecnologia, ma soprattutto nei valori morali e spirituali. Valori che essi dicono basilari per l'evoluzione pacifica di qualsiasi società terrestre od extraterrestre.
Valori spiegano gli esseri di luce, che ritroviamo negli insegnamenti di tanti maestri spirituali d'oriente e d'occidente venuti nel corso della storia, ma soprattutto in quelli del Cristo, il Figlio di Dio. Molte persone hanno avuto modo di leggere e ascoltare questi preziosi consigli realizzandoli e mettendoli in pratica nella loro vita personale.
L'attività di divulgazione del Centro Studi Fratellanza Cosmica si espande sempre di più ed Eugenio, instancabile, riceve centinaia di persone, partecipa a conferenze pubbliche, trasmissioni radiofoniche e televisive. La consapevolezza con cui questi esseri parlano delle verità spirituali e del Cristo crea meraviglia in molti ed Eugenio spiega che sono gli stessi esseri che duemila anni fa accompagnarono Gesù nella sua manifestazione terrena. La loro natura non è solo extraplanetaria ma anche multidimensionale, esseri il cui corpo è di pura luce. Anghelos, dice, in greco significa messaggero, perciò sono gli angeli di ieri e gli extraterrestri di oggi. Questo indica chiaramente il carattere messianico di questa visita. Concetti strabilianti ma che necessariamente l'uomo deve realizzare per capire il perchè di questa visita in questo tempo. E' quanto sottolineava con forza e veemenza Eugenio Siragusa.

eug-eisenhower eug-paolo-vi
Il messaggio ai potenti
Ma non solo l'uomo comune è attratto dalla bellezza e profondità di questi messaggi. Anche i potenti della terra si rivolgono a lui riconoscendo il grande valore della sua opera. Il presidente americano Eisenhower, il presidente francese De Gaulle, Papa Paolo VI, per citarne alcuni. Nel 1971 fonda a Ginevra, in Svizzera, la sede internazionale del Centro Studi Fratellanza cosmica per diffondere a livello internazionale gli insegnamenti universali ricevuti. Nel 1972 inizia una serie di viaggi che lo portano in numerosi paesi d'Europa e dell'America latina. Nel corso degli anni i messaggi comunicati a Eugenio Siragusa dagli extraterrestri si fanno sempre più drammatici, accusano e indicano le cause e i responsabili dei mali che attanagliano il mondo. Senza giustizia non vi può essere ne pace ne amore ammoniscono. Nella distruzione dell'ecosistema indicano un altro fattore che aumenta il rischio di una terribile autodistruzione.
Il pianeta è un essere vivo dicono gli extraterrestri, e i suoi elementi Aria, Acqua, Terra e Fuoco, potrebbero reagire e distruggere l'umanità. Attenti all'uso delle droghe, salvaguardate la gioventù, accorati appelli che sono caduti nel vuoto. Appelli che Eugenio ha fatto suoi non solo nelle parole ma anche nei fatti. Sono numerose infatti le persone che sono uscite da situazioni difficili grazie al suo diretto e personale intervento.

eug-polizia


Appena due mesi dopo, il 23 novembre 1978, Eugenio è arrestato e rinchiuso nel carcere di Catania, accusato di crimini mai commessi. Moltissimi amici e simpatizzanti lo abbandonano, solo in pochi credono alla sua innocenza. Gli rimangono fedeli, ovviamente, la sua compagna Miguela e pochi altri.
Alcuni manifestano davanti al carcere l'innocenza di Eugenio, tra loro due ragazzi giovanissimi: Filippo e Giorgio Bongiovanni. Anche i suoi amici cosmici non restano indifferenti. Infatti durante la sua prigionia, dal novembre 1978 fino al febbraio 1979 e nei mesi successivi, si ha una delle più grandi ondate di avvistamenti UFO nella storia. Oltre 20.000 segnalazioni di avvistamenti, la maggior parte dei quali ad opera di poliziotti, carabinieri o funzionari della forze dell'ordine, soprattutto in Sicilia e anche dentro lo stesso carcere dove è rinchiuso Eugenio Siragusa. La maggior parte delle accuse decade in fase di istruttoria e infine viene completamente assolto con formula piena perchè il fatto non sussiste. Il caso viene definitivamente archiviato e il 5 aprile 1982 il giudice Giustino Iezzi pronuncia sentenza liberatoria a favore di Eugenio Siragusa. Cioè a dire che Eugenio esce dal tribunale di Catania e davanti al suo giudice, totalmente innocente: non aveva commesso alcun delitto.
Negli anni successivi Eugenio, sempre dietro direttive degli esseri superiori che lo contattano, si dedica alla preparazione ed iniziazione di persone sensibili e predisposte alla verità da lui divulgata.
L'aspetto pubblico della personalità di Eugenio Siragusa è stato conosciuto ed ha affascinato molte persone, ma la bellezza interiore di questo personaggio traspariva anche nei momenti di maggiore intimità.
Tra le persone che hanno conosciuto i preziosi insegnamenti provenienti da evolute civiltà di altri mondi vi è Giorgio Bongiovanni che, il 2 settembre 1989, grazie anche alla preparazione ricevuta da Eugenio Siragusa, riceve a Fatima i segni della passione di Gesù Cristo: le stimmate.
Eugenio Siragusa riconosce come autentico e divino questo segno e nel luglio del 1992, davanti ai rappresentanti di tutti i gruppi sparsi nel mondo che hanno affiancato la sua opera, alle telecamere di diversi organi di informazione, soprattutto internazionale, annuncia il suo ritiro dall'attività pubblica e lascia ufficialmente nelle mani di Giorgio Bongiovanni la responsabilità di proseguire l'Opera di divulgazione iniziata nel 1952.
Eugenio Siragusa, a differenza di altri pionieri del contattismo come George Adamski, e Billy Meier, non ha fornito molte prove fotografiche e filmate dei suoi contatti. Sono le testimonianze oculari, i messaggi, le sue profezie, in gran parte avveratesi o in via di realizzazione, a costituire la maggior garanzia di autenticità e di importanza del suo contatto. Non sono comunque mancati documenti fotografici di notevole interesse che in ogni caso sono stati realizzati sempre durante i contatti di Eugenio. La serie di immagini scattata nel 1975, da Antonio Giannuzzi, un operatore del Centro Studi Fratellanza Cosmica di Lecce, su indicazione specifica di Eugenio, costituisce una delle documentazioni migliori. In queste si vede chiaramente un classico disco volante, un UFO, passare dallo stato fisico a quello di energia-luce. Più volte infatti il contattato ha spiegato come questi Esseri sono in grado di manipolare la luce e la materia così come noi manipoliamo l'argilla.
Questa fotografia è stata eseguita nel 1969 dal sig. Tomarchio, un fotografo professionista di Acireale, città che si trova nelle vicinanze dell'Etna, durante una eruzione del vulcano, probabilmente nel momento in cui Eugenio Siragusa aveva un incontro con gli extraterrestri. Negli anni 60, un gruppo di monaci tibetani gli invia la fotografia di un volto simile a quello del Maestro Gesù formatosi nella cenere di un fuoco sacro. Eugenio dice che si tratta di Giovanni l'Evangelista, il Consolatore Promesso, ma anche di una figura astrale di Gesù. In quanto Gesù e Giovanni erano molto simili essendo gemelli nello spirito. Per quanto riguarda invece le immagini di extraterrestri divulgate da Eugenio, ricordiamo il volto animico di Asthar Sheran e il volto fisico dello stesso, inviatogli dal Circolo Medianico della pace di Berlino. Volto che riconosce identico a quello visto durante l'incontro avuto sull'Etna nel 1962.
L'unica fotografia realizzata personalmente da Eugenio è stata scattata a Catania nel 1972, con una macchina fotografica Minolta. Mostra un essere extraterrestre di nome Adoniesis. Un essere di luce, un automedonte come lo definisce Eugenio. Egli spiega infatti che si tratta di un essere di natura androgena, un essere solare, proveniente da una dimensione molto più elevata della nostra, tra la quinta e la settima dimensione.

La vita per il Cristo
L'ultimo periodo della sua vita è segnato dallo sconforto nel vedere l'umanità precipitare sempre di più nel caos e nella degenerazione dei più importanti e basilari valori della vita. Vede realizzarsi con impietosa precisione le peggiori anticipazioni e profezie da lui divulgate. A causa di una crescente divergenza sulle modalità operative della divulgazione, dopo l'anno 2000 si distacca da Giorgio Bongiovanni. Eugenio ribalta clamorosamente la sua decisione e non riconosce più in Giorgio la prosecuzione della sua opera in quanto egli ha una visione conservatrice, mentre Giorgio Bongiovanni è più aperto e progressista. Anche nel passato gli apostoli ebbero dispute. Ciò comunque non impedì loro di dare la vita per il Cristo e di evangelizzare il mondo.
La straordinaria esperienza di Eugenio Siragusa e l'opera da essa scaturita, sono servite per far comprendere all'uomo il perchè della visita extraterrestre e di aiutarlo a realizzare finalmente non solo chi sono, da dove vengono e cosa vogliono loro, ma anche e soprattutto chi siamo e dove andiamo noi. Grazie Eugenio, ci rivedremo presto un giorno, vicini al Cristo, il figlio di Dio, per il giudizio finale.

Bibliografia
Sono state diverse le opere pubblicate sulla storia e sull'esperienza di Eugenio Siragusa. In particolare quelli redatti da Victorino Del Pozo e distribuiti in Spagna e in America Latina furono best-seller. E' da sottolineare che Eugenio ha sempre rifiutato i diritti d'autore. Quasi tutte le pubblicazioni sono state tradotte in più lingue. "Umanità, dove vai?", per esempio, è stato pubblicato anche in russo. Sono da aggiungere al presente elenco tutti i bollettini pubblicati dal "Centro Studi Fratellanza Cosmica" che sono stati tradotti tutti in 6 lingue. Tutti questi testi, ad eccezione della trilogia di Del Pozo, sono sempre stati diffusi ad offerta volontaria.

Trilogia di Victorino Del Pozo
"Siragusa: mensajero de los extraterrestres" Madrid, 1977 ediz. Barath.
"Siragusa: el anunciador" Madrid, 1979 ediz. Barath.
" ...y III. Verdad y persecucion de Siragusa" 1984 ediz. Barath.
Orazio Valenti, Maria Antonietta De Muro " I giganti del cielo" 1984 ediz. NEDI.
Filippo e Giorgio Bongiovanni " Il contattato", 1989 ediz. Giannoni Editore.
Orazio Valenti "Umanità dove vai?", 1993 Franchellucci Editore.
Orazio Valenti "L'aquila d'oro", 1998. Quasi tutti queste pubblicazioni non sono più reperibili fatta eccezione per "L'aquila d'oro" che può essere ordinata presso: Eugenio Siragusa casella postale 25 95030 Nicolosi, Catania. Il libro viene spedito gratuitamente, ad offerta volontaria.

 

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EUGENIO SIRAGUSA: LA MEMORIA CHE VALE


Facile dire che fosse un ufologo, così come per decenni lo definì la stampa paesana incapace di contenere ma prodiga di sarcasmo: Eugenio non si identificava neppur lontanamente con il modello dello studioso ufo sebbene a lui si deve il merito di aver, in qualche maniera, portato alto il vessillo della sensibilizzazione al fenomeno per molti e difficili anni. Poi venne trovato per lui un attributo che calzava meglio, il neologismo “contattista”, un titolo che lo differenziava (in Italia addirittura lo contrapponeva!) da quello dell’ufologo: ma anche contattista, mi si permetta, appare insufficiente a descriverne la personalità. Infine, considerato il suo indefesso impegno nella censura dei mali del nostro tempo, alcuni gli diedero l’investitura di profeta: e qui forse iniziamo ad avvicinarci alla reale dimensione se magari volgiamo lo sguardo all’immediato significato che ci consegna l’etimologia della parola, ovvero annunciatore. Nel corso degli oltre 50 anni di attività missionaria sono state migliaia le persone, dal circondario etneo sino alle Alpi, che lo hanno incontrato, tenuto frequentazioni anche assidue e maturato nei suoi confronti una stima ed un affetto che, forse, appare un peccato non chiamare con il proprio vero nome: amore e devozione. Lo stesso dicasi per le altrettanto migliaia che Eugenio incontrò nei suoi diversi viaggi all’estero e/o con le quali la sua segreteria ha intrattenuto continui rapporti epistolari e telefonici. E la cosa che oggi più sconvolge è il fatto che moltissimi, forse la maggior parte, pur senza aver avuto mai la possibilità di conoscerlo, erano affascinati da lui ma soprattutto pienamente coinvolti nella condivisione del “messaggio” che attraverso di lui filtrava. “Personaggio magnetico”, quasi dovesse passare per un ipnotizzatore, soleva definirlo lo sbiadito colore della stampa, sempre quella provinciale, nel tentativo quasi di esorcizzare la paura ed i limiti della propria incapacità a penetrare l’interiorità della bellezza di uno spirito straordinario: però cosa spingeva tanti verso di lui? Non credo sia cosa facile spiegarlo in parole, anche perché con queste sfideremmo …l’ordinario razionale, quantunque a volte quest’ultimo sia materialistico e superficiale. La sua incredibile esperienza, oggi abbondantemente conosciuta, di contatti a vari livelli e di profondi stravolgimenti interiori lo portò sin da subito ad assumere una personalità ed una coscienza che non erano più quelle di prima, insieme a delle conoscenze che affondavano le loro radici nel tempo perduto, e che potremmo definire di carattere iniziatico. Con ciò anche l’eccezionale dote del “verbo”, la parola, con cui, modulata in suoni o scritta in fogli, riusciva a stimolare e a risvegliare il ricordo e la coscienza di essere parte di un grande ed antico progetto per il cui epilogo si è chiamati a concorrere. Non certo a suscitare il tribunalesco assenso dei predicatori di folle, ma una “taumaturgica” capacità mirata a suscitare il “risveglio”, insisto, di coloro che evidentemente portavano dentro di sé una particolare predisposizione. Per i quali, da lì a poco, sarebbe seguito un vero e proprio ridimensionamento cognitivo: rigetto dei normali valori del vivere a favore di quelli evangelici, forte sensazione di fratellanza con chi condivide la tua esperienza, predisposizione all’amore verso il prossimo, sentirsi fortemente parte del creato e del cosmo, desiderio insopprimibile di comunicare agli altri ciò che stai vivendo, grande considerazione dei passi dell’escatologia evangelica, desiderio di rileggere il vangelo e percepirlo con più profondità verso lo spirito e non la lettera, considerazione dei fatti e degli eventi religiosi in maniera più consona e “compatibile” alla logica moderna del XX° secolo, ed altro ancora… Cosicché si intuisce repentinamente anche che l’attuale parentesi ufo è chiaramente collegata a quella degli eventi prodigiosi della Bibbia ed anche di altri contesti storici, che riguardano altre epoche ed altre civiltà, che gli angeli del passato sono oggi quelli che chiamiamo, forse con termine meno appropriato di ieri, extraterrestri, e che se oggi sono qui è perché devono “mettere in atto” la Parusia, preparare il tutto per il ritorno del Maestro… Era questo il “succo”, la finalità, che Eugenio Siragusa non mancava mai di evidenziare, senza remore e senza compromesso alcuno, a rischio, sovente, di essere deriso ed apostrofato anche come eretico. Per quanto incredibile possa sembrare egli riteneva, e le circostanze concordano, di essere lui il biblico “profeta” che avrebbe avuto il compito di iniziare a radunare, come sostiene l’Apocalisse, i “viventi”, cioè vivi nello spirito. Il tutto accompagnato anche da una miriade di scritti, spesso firmati in forma impersonale “Dal cielo alla Terra”, che in se costituivano ammaestramento, consolazione, avvertimenti ed ammonimenti verso il popolo dei “risvegliati”, con un linguaggio ed uno stile quasi sempre dall’inconfondibile dialettica cristica, pagine sublimi di lirica altissima che rimangono scolpite nei nostri cuori e, nel documentabile, accessibili a chiunque. E come non ricordare la grande ed incessante attività pubblica di “messaggero” verso i potenti, i responsabili del governo del nostro pianeta? Latore, come egli si definiva, di avvertimenti, ammonimenti e consigli che provenivano da una dimensione superiore e filtrati attraverso la sua ridimensionata coscienza, che hanno tracciato spesso una diagnosi quasi profetica dei problemi che avrebbero condizionato lo sviluppo delle nostre società, primi tra tutti, come si ricorderà, quelli relativi ai pericoli derivanti dalla scissione atomica: la sperimentazione e l’utilizzo dell’energia nucleare, argomento, come si vede, ancor oggi di scottante e polemica attualità. Di contro, portavoce dei “desiderati” di coloro che egli definiva “maestri cosmici”, la grande esortazione ad attivarsi fattivamente e collettivamente per l’energia solare, alla realizzazione di un grande satellite orbitante capace di convogliare l’energia del sole e distribuirla gratuitamente a tutto il pianeta, facendoci così uscire definitivamente dall’era della carburazione: e se oggi, 2008, si paventa ancora lo scoppio di un conflitto dove verrebbe utilizzato il micidiale potenziale bellico nucleare, non possiamo non notare che la causa di ciò sarebbe per il controllo e l’accaparramento delle residue risorse energetiche del pianeta, ovvero il petrolio e/o il gas che sia. Quindi un’attenzione, quella espressa da Eugenio, sacrosanta e profetica. Nel percorso operativo segnato dalla sua attività furono, e sono ancora, tanti i gruppi di amici studiosi, o meglio “figli spirituali” come amano definirsi, che iniziarono a prestare collaborazione alla sua opera soprattutto con il lavoro di divulgazione e di sensibilizzazione, dall’ufologia con le sue implicazioni storiche e spirituali alla denuncia di quelle che Eugenio definiva la deleterie “forze condizionanti” che minano la stabilità ed il sereno sviluppo del pianeta e dei suoi abitanti. Molti, anche diversi per ceto, razza o credo, quanti hanno abbracciato con profonda convinzione interiore la sua “missione”… Tra costoro mancheremmo di onestà intellettuale e renderemmo un torto alla verità se non annoverassimo Giorgio Bongiovanni, oggi stimmatizzato e personaggio che non abbisogna di ulteriori presentazioni. Da sempre in “prima linea” nei rapporti con Eugenio Siragusa, sul finire degli anni ’80 Giorgio inizia a vivere una esperienza che lo porterà a Fatima nel 1989 a “ricevere” le stigmate ed a sconvolgere la propria esistenza oltreché quella dello stesso Eugenio. “Il grande segno”, quello delle stigmate, inatteso, inaspettato, era arrivato, dirà Eugenio. Erano gli anni quelli in cui l’aspetto fenomenico legato, più o meno, ai “contatti”, si era esaurito per lasciare il posto ad una “amara consapevolezza” che lo portava spesso ad inveire contro un’umanità “cieca e sorda” ai richiami del cielo, incapace di frenare la “folle corsa degenerativa” e che sarebbe presto stata posta al pesante giudizio di Dio…Fu in quegli anni che Eugenio avvertì l’esigenza di passare il testimone della sua “opera” a colui che con perentoria coscienza spirituale additò come “il calice vivente della comunione cristica”, un’immagine molto forte per rimarcare chiaramente la continuità logica e fisiologica della sua missione nella figura del “figlio spirituale” Giorgio: in diversi scritti ed in vari, documentati, ed affollati incontri pubblici, primi anni ’90, ribadì la sua ferma convinzione del passaggio delle consegne. E’ pur vero, le cronache lo hanno consegnato alla storia e non saremmo onesti ad ometterlo, che alcuni anni dopo Eugenio, con altrettanta determinazione prese le distanze ufficialmente da Giorgio: un’amara ed improvvisa separazione che si consumò per motivi che a tutt’oggi non appaiono ben spiegati e che, mi si permetta, non sono per niente quelli sciorinati in qualche pagina di internet o in qualche pessimo video della “rete”, ma verosimilmente, come pretendono di conoscere i “bene informati”, attinenti i comportamenti della sfera privata di terzi… Ad ogni modo quello di cui siamo certi è che Giorgio non ha mai, anche nei momenti di crisi più acuta, tradito il rispetto e l’amore verso il “suo padre spirituale” e tantomeno oggi la memoria: anzi né ha sempre esaltato l’aspetto messianico e lo spessore di “grande messaggero”; il suo operato e le sue attività, anche di notevole impegno sociale, rispondono chiaramente al “sacrificio” ed alla “donazione” sempre sollecitati nelle esortazioni di Eugenio in armonia con la chiosa che spiega che “il vangelo non è un invito alla rassegnazione, bensì all’azione”; la divulgazione sui pressanti ed attuali segni di carattere ufologico e non, collegati anche con l’annuncio dell’imminente ritorno del Cristo per il varo di una nuova era per l’umanità, la denuncia contro i poteri nefasti che imbrigliano ed imbrogliano le coscienze degli uomini e la salvezza dai molteplici mali dell’indigenza di tanti bambini, anche se pur “goccia nell’oceano”, con attività umanitarie costituiscono il proseguo ideale e concreto al “periodo di ammaestramento” della missione che ha svolto Eugenio Siragusa. Di Eugenio si è detto di tutto: ignorante, pazzo, illuminato, mitomane, Dio, demonio, truffatore, maestro, mago, la “potenza”, paranoico, il “Padre”, ecc… Detrattori e “cortigiani” non lesinarono di certo i loro epiteti e le loro adulazioni. Probabilmente anche questo il normale prezzo della notorietà sebbene la sua, di notorietà, fu certamente “anomala” e scomoda per molti versi. Egli, seppur in simbiosi con una esperienza fuori dall’ordinario, fu e visse da uomo, coabitando con l’umana natura, cosa che per alcuni sarà difficile…metabolizzare, che esprimeva pregi e difetti, capace di grandi slanci e di grandi contraddizioni… Egli non era né perfetto né infallibile. Ma di lui Qualcuno si è servito, in una maniera che ritengo la scienza del prossimo domani ci dirà più chiaramente, per risvegliare gli spiriti che dormivano il sonno della materia. E’ non è poco. Se di prove testimoniali sulle sue esperienze, come per il caso di altri illustri “colleghi” tipo George Adamsky o Billi Mejer, egli non ci ha lasciato quasi niente, rimane però la “prova” più grande, quella che…vive: migliaia e migliaia di anime, in tutto il mondo, che dietro i suoi input sono “rinate” ai valori della vera vita iniziando a lavorare e portare “buoni frutti” così come il Padrone della vigna desidera. Grazie Eugenio: alla tua memoria infinitamente grati!

Saro Pavone
27 agosto 2008

 

 

 

 

 

FONTE

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17 agosto 2012 5 17 /08 /agosto /2012 23:21

Il Duca Controverso continua la sua battaglia personale contro tutti quei cialtroni che vendono fumo ai mal capitati utenti che si imbattono in questo delicatissimo argomento(l'ufologia)per la prima volta, e porge un sentito e caloroso Vaffancupen a tutte quelle trasmissioni televisive che riempiono di cazzate le serate italiane davanti alla tv!

Porgo questo video tratto da youtube sotto suggerimento di una mente frivola e lo condivido con voi con la speranza che possa aprire un po' di piu' quelle menti contorte, che si ritrovano alcuni elementi di spicco dell'ufologia  Italiana e quella di alcuni ottusi che oltre ad un angolo chiuso non riescono ad aprirsi!

 


 

 

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12 agosto 2012 7 12 /08 /agosto /2012 08:31


Quando la storia dei coniugi Hill conquistò le pagine dei giornali si aprirono nuove strade per la ricerca ufologica; volendo dare un valore all’importanza di quella testimonianza potremmo paragonarla al clamore suscitato dall’avvistamento di Kenneth Arnod; entrambi i casi, al di là di ogni possibile dibattito che potrebbero accendere, contribuirono a dare voce e immagine al mondo dell’ipotesi extraterrestre.
Così come Arnold, indirettamente, diede il coraggio a numerosi testimoni rimasti da tempo nell’ombra, lo stesso accadde nel caso Hill.
Si scoprì pian piano che non si trattava di un episodio isolato, del classico scoop giornalistico che dura pochi giorni; il numero delle persone che, sotto ipnosi, ricordavano avvenimenti simili a quelli descritti dalla coppia erano molto significativo e aumentava giorno dopo giorno.
Nasceva ufficialmente, almeno per quel che riguardava i mass media e le testate giornalistiche, l’era delle Abduction, con tutti i risvolti, le interpretazioni e le varie scoperte che vennero fatte nei periodi successivi, fino a giungere a quello che oggi risulta essere uno scenario a tratti confuso, popolato da numerose visioni d’insieme, spesso in contrasto e in lotta tra loro.
Non si può certo negare che si tratti di un argomento spesso intimamente legato alla sensibilità dei singoli ricercatori, un vero e proprio filtro attraverso il quale passano aspirazioni, credenze, regole morali e convinzioni spirituali.
Il rischio di spostare notevolmente il punto di osservazione è molto alto, così come quello di dare al termine stesso una valenza generalizzata che probabilmente non possiede.
Quando si iniziò a parlare di rapimenti alieni, ad usare il termine Abduction, i dubbi erano tanti e tutti legittimi; perché d’un tratto ci si interessava così “intimamente” agli esseri umani? Per quale motivo gli alieni, fino ad allora così attenti nelle loro mosse, si esponevano in maniera spesso plateale?
Da un lungo periodo di avvistamenti, la maggior parte dei quali avvenuti in circostanze di massima sicurezza, ovvero in luoghi, momenti e dinamiche che permettevano agli umani di osservare gli Ufo ma non di avvicinarsi a loro, si passava inaspettatamente a quella che si configurava come una vera e propria violazione della privacy.
In verità, spulciando la letteratura ufologica, non è difficile trovare casi di Abduction in tempi non sospetti, ma il riferimento è configurabile in atti puramente fisici, senza alcuna implicazione psichica o di coscienza.
Ci troviamo quindi di fronte ad un fenomeno in piena e costante evoluzione, rispetto al quale ci si domanda quanto di personale sia confluito al suo interno e quanto di “puramente alieno” ancora ci sfugga.
In tal senso il termine stesso, Abduction, sembra voler configurare un atto ben preciso, pianificato, con un modus operandi unico e ripetitivo, ma risulta corretto catalogare al suo interno l’intera casistica dei rapimenti?
A scanso si ogni equivoco, prima di continuare e rispondere a questo interrogativo, sarà bene chiarire che non stiamo parlando di impianti, Milabs, Addotti, e quanto altro ruota intorno alle Abduction; l’idea di fondo risiede proprio nella dinamica e nella possibilità che esistano due differenti scenari.
Partiamo dal presupposto che nessun caso di rapimento può essere riportato come una esperienza tranquilla, senza traumi o del tutto normale; il termine stesso implica una violenza, sia essa fisica che psichica, operata nei confronti di uno o più soggetti, che tende a forzare la loro volontà manipolandola senza alcuna possibilità di difesa.
Detto questo proviamo ad analizzare lo scenario andando oltre l’enorme quantità di testimonianze e studi presenti negli archivi; la quasi totalità della casistica divulgata descrive casi di Abduction che comportano svariate situazioni, tra queste, le più frequenti riguardano prelievi di campioni biologici, innesto di impianti, patologie e disturbi che si presentano in maniera spesso violenta dopo il rapimento.
Passando alle ipotesi più estreme troviamo poi gli scenari relativi a veri e propri stati di possessione durante i quali l’entità aliena si incorpora e tende a sostituire l’essenza vitale del rapito; i vari scenari appena descritti sono accomunati da una unica connotazione: le Abduction riflettono, sono e sono sempre state delle esperienze negative e, di contro, gli alieni che operano in tal senso sono i nostri più mortali nemici.
Possibile affiancare a questo scenario qualcosa di diverso, a prima vista speculare, ma del tutto differente nella sostanza?
Il fatto che le cronache presentino esclusivamente questo tipo di modello non necessariamente significa che si tratti dell’unico scenario esistente, in realtà significa soltanto che è quello più seguito e che riscuote maggior consenso sulla scorta di un rapido conteggio dei lettori e dei visitatori in Rete. I motivi di questo consenso possono essere svariati; tendenza al negativo in un periodo storico che si evolve proprio nella negatività (le ipotesi sul 2012, la crisi economica e di valori, la rivisitazione in chiave negativa e globalizzante delle religioni), la preponderanza in termini di visibilità, la valenza e il peso mediatico degli stessi divulgatori.
In buona sostanza l’enorme presenza delle Abduction che, per meglio intenderci, si possono definire negative, schiaccia e soffoca di fatto le notizie riguardanti lo stesso tipo di fenomeno vissuto in maniera positiva.
Sarebbe quindi auspicabile parlare di Interazioni quando lo scenario proposto, fatto salvo il primo impatto che, naturalmente, risulta essere traumatico e fuori dal comune, si presenta come una esperienza del tutto diversa, ovvero quando esprime un innalzamento del livello di coscienza nato dall’impatto con agenti o elementi esterni che in qualche modo possono rapportarsi all’ipotesi extraterrestre.
Non basta distinguere tra Abduction positive e negative, non basta tentare di separare le due esperienze sulla scorta dei traumi più o meno violenti rimasti nella memoria del soggetto; esiste un terzo campo di indagine nel quale, a volte, il ricordo non necessita neanche di ipnosi regressiva, nel quale il soggetto (superato il primo naturale istinto di paura) si sente quasi liberato dai legami che lo costringevano a questo piano della realtà, ha una visione globale delle cose, si sente esso stesso parte di quanto gli è accaduto vivendolo come un avvenimento del tutto positivo, tranquillo e in qualche modo inconsciamente atteso.
Questo è il campo dell’interazione, forse una nuova frontiera della questione aliena, di certo una logica conseguenza dell’intero scenario che da sempre ci sovrasta e del quale siamo stati e continueremo ad essere parte integrante.

 

 

 

FONTE:http://esomisteri.blogspot.it/2012/07/abduction-dallaltro-lato-della-barricata.html

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