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22 luglio 2014 2 22 /07 /luglio /2014 21:57

Resonance Project. Il 20 Dicembre 2012, il Direttore di Ricerca presso l’Hawaii Institute for Unified Physics e la Resonance Project Foundation, Nassim Haramein, ha registrato un copyright alla Libreria del Congresso resonance.is per il suo documento scientifico Quantum Gravity and the Holographic Mass (QGHM) resonance.is , infine pubblicato nel journal peer-reviewed Physical Review & Research International sciencedomain.org.

Nel suo manoscritto, Haramein ha utilizzato le unità sferiche di Planck (PSU) per descrivere le fluttuazioni olografiche del vuoto e predire accuratamente il raggio di carica del protone (il raggio del protone è tipicamente descritto in modo più accurato come raggio di carica, perchè tutto ciò che possiamo dire del protone è che si tratti di una concetrazione di carica positiva in quella regione di spazio che definisce quella che noi pensiamo essere la superficie del protone). Poco dopo la consegna del documento di Haramein presso la Libreria del Congresso, il 25 gennaio 2013 è stata fatta una nuova misura muonica del protone che combacia molto bene con la predizione di Nassim (entro 0.000366 x 10^-13cm del valore misurato), dato che si trova entro una deviazione standard dell’esperimento, o semplicemente, entro il margine d’errore dell’esperimento.

Il valore di Haramein, quindi, estrapolato da precisi principi teorici, può essere l’esatto valore e gli esperimenti stanno ora arrivando alla risoluzione necessaria per ottenerlo. Il 1 febbraio 2013, Haramein ha consegnato un altro manoscritto per registrarne il copyright alla Libreria del Congresso e riportare la conferma della predizione, intitolato Addendum to “Quantum Gravity and the Holographic Mass” in View of the 2013 Muonic Proton Charge Radius Measurement resonance.is, ma questo documento non è stato pubblicato. Ora lo stiamo rendendo disponibile qui resonance.is.

Perchè la predizione è così precisa?

La predizione di Haramein del raggio di carica del protone è estremamente precisa, perchè utilizza le unità di misura più piccole che si possano usare, la scala di Planck (più sono piccoli i tuoi incrementi di misura e più preciso è il valore che si ottiene), che sono miliardi di volte più piccole del protone stesso. Quindi se la teoria e le scoperte scientifiche di Haramein sono nel giusto, come l’evidenza della ricerca corrente dimostra chiaramente, il protone che compone la materia è essenzialmente un agglomerato di fluttuazioni di carica del vuoto di Planck che si muove o ruota in una regione di spazio che noi identifichiamo come particella a livello quantistico o come buco nero astrofisico, al centro di una galassia per esempio, a livello cosmologico. Ciò che stiamo arrivando a comprendere è che il mondo materiale che osserviamo attorno a noi e che compone il nostro corpo, è la dinamica della struttura del vuoto elettromagnetico e usando la fisica della scala di Planck possiamo comprenderla e definirla precisamente.

protonePerchè il raggio del protone è importante?

Da quando è stata fatta la misura muonica del protone nel 2013, la piccola particella ha catturato l’attenzione internazionale. Molte pubblicazioni scientifiche hanno riportato in copertina il problema del raggio del protone nelle loro riviste. Per esempio, sulla copertina di New Scientist di luglio 2013 si legge “Piccola particella grande problema: l’umile protone non è come ce lo aspettavamo newscientist.com. Più recentemente, sulla copertina di Scientific American del febbraio 2014 leggiamo “Il problema del protone: gli scienziati potrebbero osservare i segni di un nuovo reame della fisica?”. E’ stato anche pubblicato un articolo dalla Max Planck Society che descrive alcune delle problematiche derivanti da un raggio del protone inferiore a quello del modello standard, si intitola “La fisica ha un problema centrale” e potete leggerlo qui mpg.de.

Allora perchè tanta attenzione sul raggio del protone d’improvviso? Perchè l’ultima misura dimostra chiaramente che il raggio del protone è significativamente più piccolo di quanto predetto dal modello standard e di conseguenza, essendo il protone costituente fondamentale dell’atomo, questa nuova misura minaccia di stravolgere il modello standard e richiede una revisione di molti assunti della teoria quantistica. Il fatto che Haramein utilizzi le fluttuazioni del vuoto di Planck per predire molto accuratamente il valore del raggio di carica del protone, è estremamente significativo per la teoria fisica. Tuttavia, ancor più notevole è che Haramein allo stesso tempo risolve la problematica della gravità quantistica dimostrando sia che la gravitazione cosmologica può essere descritta in termini di fluttuazioni del vuoto di Planck e che la forza forte che lega i protoni è la stessa forza gravitazionale che agisce su di essi, producendo così una visione unificata della fisica. Questi sono risultati non casuali e stanno entrando lentamente nella consapevolezza scientifica nonostante l’alto livello di censura. Non è mai facile cambiare gli assunti principali di una visione del mondo predominante.

Sono possibili applicazioni tecnologiche di questa nuova visione universale?

protoneChiaramente un cambiamento fondamentale della nostra comprensione della struttura dello spaziotempo nella scala delle dimensioni quantistiche e l’identificazione delle fluttuazioni del vuoto come fonte della gravitazione, della massa e della carica, avrà un impatto profondo sugli sviluppi tecnologici nel futuro. E’ possibile immaginare sistemi che, in laboratorio, possano creare regioni di spin/rotazione organizzata nelle fluttuazioni del vuoto di Planck e di conseguenza creare una depressione o curvatura nella struttura dello spazio per ottenere controllo gravitazionale, estrazione di energia abbondante e persino la possibilità di creare la materia direttamente dal vuoto.

Potreste pensare che sia solo fantasia o che possa divenire realtà in un lontano futuro, ma dovreste considerare che siamo già in grado di estrarre fotoni elettromagnetici direttamente dalle fluttuazioni del vuoto utilizzando l’Effetto Casimir Dinamico nature.com (leggete gli articoli newscientist.com e physicsworld.com). Ora considerate che i fisici hanno trovato di recente un percorso per completare il sogno di Gregory Breit e John Archibald Wheeler (collega di Einstein) del 1934, ovvero creare materia dai fotoni phys.org.

All’improvviso il concetto della creazione di materia dalle fluttuazioni del vuoto non sembra più tanto stravagante. Inoltre dovremmo considerare l’esperimento originale di Casimir (più facile da visualizzare), dove due piastre sono poste a distanza di pochi micron in modo che si crei un piccolo gradiente di densità nella struttura del vuoto tra le lunghezze d’onda più ampie che non possono entrare nella fessura e le onde più brevi presenti in essa, situazione che produce un effetto di pressione che le fa aderire. Ora, se invece di creare un gradiente dalla relazione lineare di due piastre, creassimo un gradiente di alta densità tra il centro e il confine di un plasma rotante, un pò come il gradiente di densità che risulta negli uragani atmosferici della terra o quando togliete il tappo nel lavandino e la vostra paperella di plastica inizia a ruotare.

protonePraticamente riprodurremmo le dinamiche che osserviamo nelle strutture galattiche

In sostanza, staremmo riproducendo le dinamiche che osserviamo nelle strutture galattiche, nei quasar o anche la dinamica del plasma del sole in un ambiente di laboratorio. Haramein ha concepito questa possibilità circa 20 anni fa e, infine, ha ottenuto i brevetti per un progetto iniziale di una tecnologia che, concettualmente, potrebbe produrre il gradiente adatto. Il brevetto è stato giustamente intitolato, “Dispositivo e metodo per la simulazione della Magnetoidrodinamica US 8073094 B2″ pdfpiw.uspto.gov e lo stiamo rendendo facilmente reperibile sul nostro sito qui resonance.is. Haramein non è l’unico a pensare di utilizzare le fluttuazioni di energia del vuoto per deformare lo spazio-tempo e generare effetti gravitazionali. Harold Sonny White, ingegnere presso l’Advanced Propulsion Physics Laboratory della NASA e direttore di Eagleworks presso il Johnson Space Center, ha ricevuto attenzioni dalla stampa negli ultimi anni per quanto riguarda le indagini della NASA della possibilità di produrre un sistema di propulsione a curvatura superluminale per viaggiare verso le stelle utilizzando il potenziale energetico delle fluttuazioni del vuoto (vedi gli articoli decodedscience.com e popsci.com i lavori scientifici del Dr. White ntrs.nasa.gov ntrs.nasa.gov). Sebbene White dimostri che impiegando una topologia toroidale sia possibile ridurre significativamente la quantità di energia necessaria per produrre la bolla di curvatura, che sarebbe ingestibile utilizzando approcci standard, una certa quantità di controversia è sorta a causa della natura non chiara del metodo per l’estrazione della cosiddetta “energia negativa” (energia del vuoto) necessaria. Naturalmente, nell’ambito dei modelli standard della fisica, tali possibilità sembrano improbabili se non del tutto inesistenti. Pertanto, anche nel contesto di un organismo come la NASA, questi sforzi pionieristici sono estremamente poco riconosciuti e in genere oggetto di diffusa critica e ridicolizzati. Tuttavia, l’indagine della struttura del vuoto e della nostra capacità di interagire con esso per creare significativi effetti specifici quali il controllo gravitazionale e l’estrazione di energia, è molto probabilmente uno dei passi evolutivi più cruciali che una società del nostro livello di sviluppo debba conseguire. Le scoperte di Haramein della fisica fondamentale in opera negli effetti gravitazionali dalla scala cosmologica a quella quantistica e le derivanti implicazioni per comprendere la fonte della massa e della carica, sono un passo critico verso questo obiettivo.

Staff Scientifico, The Resonance Project Foundation
Fonte: resonance.is

http://altrogiornale.org/predizione-protone-controllo-gravitazionale/

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17 luglio 2014 4 17 /07 /luglio /2014 21:02

L’ avarìa di Fukushima non sarebbe avvenuta. I funzionari europei non avrebbe dovuto faticare inventando ostacoli alla realizzazione del gasdotto South Stream. I pensionati della NATO, dopo aver tolto alla Yugoslavia le terre del Kosovo, non si sarebbero occupati di investimenti nei minerali utili esistenti su questo territorio.

Chissà, forse il condizionale non sarebbe qui servito se la Wardenclyffe Tower del geniale scienziato serbo Nikola Tesla, costruita all’inizio del XX secolo, avesse portato alla creazione di un sistema efficace di trasmissione e di produzione di energia elettrica libera in tutto il mondo. Quello che successe cent’anni addietro è tuttora avvolto dal mistero.

Si sono conservate soltanto le impressioni prodotte su abitanti locali e su giornalisti dallo splendore celeste “per migliaia di miglia” causato dalla Torre di Tesla. Recentemente i giovani fisici russi Serghej e Leonid Plekhanov, dopo aver studiato scrupolosamente i diari e i brevetti dello scienziato, hanno deciso di rianimare il progetto di trasmissione di energia senza fili. Hanno persino raccolto mediante internet una somma rilevante per la costruzione della propria Torre. Nell’intervista a “La Voce della Russia” Leonid Plekhanov ha raccontato dei principi di funzionamento della nuova Torre:

- Intendiamo iniziare la costruzione della torre quest’autunno a 400 chilometri a nord da Mosca. Non vogliamo creare “una grande e bella cosa” per fare delle misurazioni. Il nostro approccio è quello scientifico. Condurremo ricerche in diverse condizioni meteorologiche, tenendo conto dei vari fattori. Poi questi risultati devono essere ricevuti e confermati dalla comunità scientifica. Ciò può impiegare anni, ma è importante almeno avviare il dialogo.

- Quante torri dovranno essere costruite? Sarà una rete come quella realizzata un tempo per il telegrafo ottico? Cosa può servire da fonte originaria di energia? Pile solari in deserti?

- Anche se parliamo di trasmissione senza fili, in realtà serve da “filo” la terra, il che garantisce un alto rendimento. Nel nostro caso basterà una sola torre per creare onde nel suolo di tutto il pianeta. Per quanto riguarda le fonti, è stato calcolato che la quantità di energia solare che arriva in sei ore sulla superficie di tutti i deserti del pianeta è sufficiente per rifornire per un anno di energia tutto il pianeta. Ovviamente, questo progetto è dispendioso, ma nessuno si prefigge di cambiare in un giorno tutto il sistema azionando un interruttore. Le fonti sono numerose, sia tradizionali che alternative. Il problema principale è il trasporto dell’energia fino ai centri di consumo senza la costruzione delle reti che richiedono spese ingenti.

- Perché l’industriale americano John Morgan, che all’inizio sponsorizzò il progetto di Tesla, cessò alla fine il suo finanziamento? Capì che se fosse apparsa energia libera, sarebbe arrivata l’epoca del benessere generale e non sarebbe rimasto più nessuno cui inviare le bollette?

- Tesla scrisse nel suo diario che Morgan aveva adempiuto tutti i suoi obblighi, ma il suo progetto era troppo progredito per quell’epoca. Il progetto sarebbe stato ripetuto con un successo trionfale, ma allora il mondo non era ancora pronto ad accettarlo. La trasmissione di energia senza fili è un progetto delicato in quanto coinvolge tutto il pianeta. Quindi i paesi leader dovranno accordarsi. È una questione da risolvere. In ogni caso bisogna seguire la strada dell’evoluzione, anziché quella rivoluzionaria.

- Vi rendete conto di correre il rischio di attirare su di voi l’ira, ad esempio, dei magnati del petrolio e delle maggiori compagnie dell’energia?

- Una decina d’anni fa si diceva che i giganti petroliferi non avrebbero permesso alle elettromobili di uscire sul mercato. Ma vediamo che questo settore è adesso in ascesa. Qui può sorgere una situazione simile. Per la nostra tecnologia può esistere un ottimo business driver, ossia le stesse elettromobili per le quali possono essere costruiti tanti distributori quanti ci vogliono in quanto non sarà necessario posare cavi.

- Su un portale scientifico uno scettico vi chiede: come mai è successo così che in oltre cent’anni nessuno abbia capito come costruire la Torre di Tesla?

- I motivi possono essere più di uno. Attualmente, se vieni in qualsiasi comunità scientifica e dici di disporre della teoria del funzionamento della Torre, ti risponderanno subito: grazie, arrivederci, non devi pensare di essere più intelligente di 300 accademici e dottori in scienze. Inoltre, nell’ultimo decennio si è profilata la tendenza che definerei “una specializzazione ristretta degli scienziati”. Per ricerche di carattere ristretto vengono concessi grant. Ma la Torre abbina vari indirizzi della fisica, per tale progetto ci vogliono persone appassionate. Riteniamo che ciascuno abbia diritto di difendere la propria teoria se, certo, la stessa è convalidata da prove.

- Nei vostri lavori affermate che la teoria di Tesla quadra al 100% con la fisica classica. Ed intanto si diceva che ciò è antiscientifico, che è ciarlanteria…

- Tesla non seguiva l’alveo della fisica del suo tempo. Era, in generale, una persona strana. Per interessare la gente doveva a volte ricorrere a serie azioni pubblicitarie. Questo è il motivo dell’apparizione dell’aureola mistica attorno al lavoro dello scienziato. Da qui i discorsi di tutti questi freak scientifici che non capiscono niente di fisica ma attribuiscono a Tesla le teorie del complotto secondo cui, ad esempio, lo scienziato avrebbe provocato la caduta del meteorite di Tunguzka. Inoltre, Tesla era un pratico e non era mai troppo scrupoloso nelle questioni teoriche. Ma se leggi i suoi lavori essendo armato di concezioni scientifiche moderne i suoi elaborati cominciano ad acquistare senso. Non si deve dimenticare che, grosso modo, tutte le cose elettriche nella nostra vita sono apparse grazie alle invenzioni di Tesla.


 


http://italian.ruvr.ru/

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6 luglio 2014 7 06 /07 /luglio /2014 21:29

palmamano

Pagare la spesa soltanto con il palmo della mano. E' opera di Fredrik Leifland, uno studente della Lund University in Svezia, il nuovo sistema di pagamento che ci permetterà di mettere fine alle lunghe code alle casse del supermercato. 

Traendo ispirazione da situazioni simili, Leifland ha pensato ad un modo per velocizzare i metodi di pagamento ed ha creato Quixter, una società che utilizza una tecnologia basata sul riconoscimento delle vene per consentire ai clienti di pagare utilizzando soltanto il palmo della propria mano.

L'identificazione biometrica, o la programmazione di un computer per riconoscere qualcuno basandosi sulle sue caratteristiche umane, tuttavia, non sono concetti del tutto innovativi. La tecnologia di scansione delle vene, in particolare, esiste da diversi anni ed i clienti in Giappone già la utilizzano come sistema estremamente rapido per prelevare contanti agli sportelli ATM.

Questo però è il primo caso in cui la scansione delle vene viene utilizzata come vero e proprio metodo di pagamento.

Come ogni persona ha impronte digitali caratteristiche ed un suo odore particolare, ciascuno ha una disposizione delle vene che è unica, diversa da quella di chiunque altro. Lo scanner usa raggi infrarossi che illuminano il flusso sanguigno attraverso la mano della persona ed identificano il disegno venoso.

La transazione in se stessa è rapida e semplice, ma per mettere in funzione il sistema sono necessari alcuni passi. Per prima cosa le banche devono registrarsi a Quixter e successivamente anche i clienti devono farlo, offrendo così alle banche la possibilità di visionare la scansione delle mani. I ristoranti ed i negozi che intendano servirsi del nuovo metodo di pagamento devono dotarsi di scanner per le mani.

Il livello di cooperazione richiesta a vari livelli fa sì che probabilmente la tecnologia non sarà immediatamente disponibile anche per il mercato di massa. Ma diversamente dal pagamento con la carta di credito, Quixter offre vantaggi sul piano della sicurezza, come dichiara Leifland.

"Il disegno venoso di ciascun individuo è veramente unico, quindi non c'è proprio alcuna possibilità di commettere frodi con questo metodo. C'è sempre bisogno della scansione della mano perché il pagamento vada a buon fine".

Il sistema potrebbe funzionare come soluzione unica per il pagamento, ma il metodo attualmente richiede che il cliente digiti le ultime quattro cifre del proprio numero di telefono prima di procedere alla scansione della mano. Questo gli offre la possibilità di controllare se la somma da pagare sia corretta o meno, fanno sapere dalla Quixter.

Quindici negozi e ristoranti intorno alla Lund University stanno attualmente utilizzando questo sistema di pagamento, che al momento conta 1.600 utenti attivi, dichiarano alcuni rappresentanti della società. Il progetto verrà sottoposto a modifiche e miglioramenti, ma Leifland ha in programma di continuare ad espandere ulteriormente Quixter.

La fila alle casse sarà dunque presto solo un brutto ricordo.

Francesca Di Giorgio

Foto: livescience.com

http://www.nextme.it/societa/next-economy/7941-pagare-palmo-mano

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28 giugno 2014 6 28 /06 /giugno /2014 21:48

 

 

Atomo magnetico di Pier Luigi Ighina
Fonte: Altro Giornale
Alberto Tavanti condivide con noi gli insegnamenti di Pier Luigi Ighina sulle Sue scoperte e la Sua visione della Natura, che può aprirci un nuovo modo di comprendere il nostro posto in Essa. Buona riflessione.

Anzitutto mi presento ufficialmente: il mio nome è Alberto Tavanti, ho 73 anni, sono diplomato in ragioneria e quindi non ho alcun trascorso tecnico-scientifico riconosciuto che mi autorizzi a parlare con autorevolezza degli argomenti che sto per sottoporre alla vostra attenzione. Tuttavia ritengo di essere insieme all’amico Sergio, uno dei pochi in grado di raccontarvi per esperienza diretta, quanto ho imparato in 40 anni di affettuosa collaborazione da Pier Luigi Ighina, che non esito a definire non solo il più geniale scienziato, ma anche il più illuminato profeta che sia mai apparso sulla terra in questi ultimi secoli.
Ighina, che d’ora in avanti chiamerò confidenzialmente Gigi, aveva il dono particolare di vivere contemporaneamente in due diverse dimensioni: quella materiale, che in apparenza lo faceva sembrare umanamente “normale” e quella spirituale, da cui egli sapeva trarre quelle nozioni, quella Sapienza di origine divina, che poi cercava di trasmettere con grandi difficoltà nel mondo esteriore. Nell’opuscolo “Un uomo venuto dal futuro” che ho pubblicato lo scorso anno per commemorare il Centenario della sua nascita e che invierò gratuitamente a tutti coloro che me ne faranno richiesta, ho raccontato in modo dettagliato come l’ho conosciuto e inoltre i più importanti esperimenti a cui ho assistito, nel corso del primo decennio di assidua ed intima collaborazione con lui.

Ora in questo breve e sintetico scritto, in cui riporto la conferenza odierna, riferirò i più importanti sviluppi degli studi magnetici, solo in minima parte frutto di miei approfondimenti e personali deduzioni, applicate a delle confidenze ricevute da lui anche negli ultimi tempi della sua vita, in cui il declino corporeo, non aveva però minimamente intaccato la sua straordinaria vitalità intellettiva, sempre pronta a rispondere alle mie inesauribili domande. Cercherò pertanto di spiegarvi in modo conciso, alcuni dei più profondi Misteri della natura, consapevole che nel far ciò, rischio di provocare non solo nella vostra mente, ma anche nell’ambiente esteriore, un vero e proprio terremoto, dal momento che come diceva sempre Gigi, in natura tutto corrisponde e si influenza reciprocamente. (Infatti se “piegare” ha pure il senso di chiudere, nascondere, rimpicciolire, concentrare, al contrario “spiegare”, significa anche aprire, svelare, dilatare e se tale dilatazione avviene in tempi rapidi, può anche esser causa di una esplosione, di un moto improvviso dall’interno verso l’esterno, di cui il terremoto è l’esempio geologico più comune e frequente. Spero pertanto che non vi spaventiate troppo se nel corso di questa giornata succederanno eventi imprevedibili, che daranno una esplicita conferma alla veridicità delle mie affermazioni).

Cominciamo con una necessaria precisazione, ponendoci la seguente domanda: gli Atomi Magnetici e i Monopoli, sono la medesima cosa? Gigi scoprì e addirittura fotografò nel 1940 l’Atomo Magnetico da lui scoperto, di cui poi descrisse le caratteristiche nel libretto omonimo che fece stampare nel 1960. Tale opuscolo fino a qualche tempo fa introvabile, ora è scaricabile gratuitamente nel link . , grazie alla preziosa opera e all’interessamento di alcuni amici sconosciuti, di cui ho scoperto l’esistenza solo pochi giorni fa. (ndr. vedi - link )

Quando Gigi sottopose la sua straordinaria invenzione agli scienziati dell’epoca, fu deriso, trattato da ciarlatano, insultato da coloro che sostenevano a spada tratta che non era possibile isolare un singolo atomo da una materia o da un campo magnetico, né tanto meno prelevare in maniera separata l’energia del polo positivo da quella del polo negativo di una calamita. Molti anni dopo, la scienza ufficiale scoprì l’esistenza dei Monopoli e da quel momento anche Gigi cominciò a chiamare con tale nome gli Atomi da lui scoperti, al fine di favorire il dovuto riconoscimento prioritario dei risultati delle sue ricerche, poiché entrambi i tipi di particelle possedevano caratteristiche comuni, sia come origine che come comportamento esteriore. Naturalmente tale riconoscimento non ci fu per ovvi motivi e anche le ricerche ufficiali sulla misteriosa natura di queste particelle unipolari di cui era stata scoperta l’esistenza, i Monopoli, sembrarono essere abbandonate senza un giustificato motivo.

Tuttavia c’è da dire che mentre l’Atomo Magnetico è stato fotografato da Gigi nello stato di immobilità pulsante, che è quello tipico della sua più verosimile natura, (infatti esso è stato prelevato dal perdurare del flusso attrattivo della Magnetite verso un pezzo di ferro schermato da un cristallo), i Monopoli corrispondono agli Atomi prelevati da un solo Polo di una elettrocalamita rotante, sottoposta agli impulsi di extra corrente provocati dalle interruzioni del circuito elettrico della stessa. Possiamo allora concludere quanto segue:

che Atomi Magnetici e Monopoli sono la stessa cosa, però osservata in situazioni e condizioni diverse, per cui ne consegue che le eventuali differenze che si possono riscontrare negli effetti che provocano su tutto ciò con cui entrano in contatto, sono da imputare non tanto alla loro intrinseca natura, ma alle influenze che con estrema facilità, essi subiscono nel corso della loro produzione ed utilizzazione. Sarà veramente “duro” per la scienza ufficiale e forse anche per alcuni di voi, accettare il fatto che gli Atomi non solo subiscono influenze determinanti da parte della Luce, così come ha affermato Heisemberg a suo tempo, ma anche dagli stati d’animo, dai pensieri, dalle convinzioni, dai preconcetti o addirittura dalla immaginazione di coloro che svolgono indagini sulla loro intima struttura.

INFATTI TUTTO CIO’ CHE ESISTE E CHE PIU’ O MENO SI MANIFESTA, E’ FONDALMENTALMENTE LUCE.
Per cui colgo ancora una volta l’occasione, per invitare tutti coloro che hanno già costruito o si accingono a costruire un Generatore di Monopoli, di rendersi conto che l’energia magnetica che essi producono, interferisce con l’energia vitale ritmica che è presente in tutta la natura e quindi anche in loro, per cui non potendo tener separati se stessi da ciò che si fa, è veramente indispensabile avere il maggior controllo possibile sulla propria natura emotiva ed impulsiva, poiché anche un semplice scatto d’ira in vicinanza di una sorgente di Monopoli, può procurare danni e disastri anche irreparabili nell’ambiente. Però è altrettanto vero che albergare e nutrire in se stessi buoni pensieri, elevati sentimenti di natura spirituale, Amore e rispetto per il prossimo e per quanto ci circonda, Fede certa nell’esistenza di un Principio e di uno Scopo Divino nella Vita Universale, è un mezzo potentissimo per collaborare alla Redenzione, al Ritorno e alla conseguente Cosciente Ascensione di tutto il Creato, verso la Fonte Spirituale da cui ha avuto origine e questo è un Percorso che la presenza e l’uso dei Monopoli può accelerare.

Con la scoperta dell’Atomo e della Energia Magnetica, Ighina ha dato l’avvio ad una possibile Nuova Era Alchemica, che per essere vissuta con profitto individuale e generale, implica la riscoperta su nuove basi che definirei scientifiche, di valori religiosi antichi come il mondo, che responsabilizzano ogni uomo nei confronti di Dio, del Prossimo e della Natura. Ma torniamo al tema fondamentale di questo incontro. In questi ultimi tempi, si è destato un notevole interesse per Ighina e per le sue realizzazioni pratiche, anche per merito di alcune trasmissioni televisive su di lui, in particolare quella più recente, “L’uomo delle nuvole”, andata in onda su Voyager di RAI 2, il 15 maggio u.s. Sul link è possibile visionare in versione ridotta, i video che lo riguardano. Per questi motivi, dopo anni di anonimato che ho cercato di mantenere per amor di pace e di riservatezza, durante i quali ho scritto un poderoso libro:

“P. L. Ighina Profeta Sconosciuto” , oltre a numerosi opuscoli di approfondimento, ho deciso di uscire allo scoperto, allo scopo di rivelare a tutti coloro che mi vorranno ascoltare, i più grandi segreti sulla vera natura della Luce, della Materia, del Moto, del Tempo e dello Spazio, che il mio caro maestro ed amico, ha voluto confidarmi negli ultimi tempi della sua vita, come testimonianza del grande affetto che ha sempre dimostrato verso di me. Uno dei più grossi difetti del mio carattere, è quello di essere impulsivo e di non tener conto delle difficoltà che incontrano persone anche molto intelligenti, ma limitate dal fatto di utilizzare una comune mentalità basata sulla logica, ad entrare in una diversa dimensione intellettiva, cioè ad acquisire una nuova mentalità ritmica e perciò paradossale, basata su una fede intuitiva che va al di là delle contraddizioni evidenziate dalla logica, e che è la sola che permette di superare le illusioni sensoriali e gli inganni provocati dall’effetto stroboscopico gravitazionale che impera su tutto ciò che è materiale o comunque condizionato dalla materia.

Non sarà facile per voi seguirmi in ciò che sto per dirvi, anche perché farò delle affermazioni di carattere generale che non spiegherò nei dettagli, dal momento che so per esperienza, che altrimenti mi precluderei a priori, la possibilità di poter avere in seguito con voi dei colloqui esplicativi più esaurienti. Inizierò il mio discorso, invitandovi per prima cosa ad osservare con attenzione nella copertina di questo fascicoletto, la foto dell’Atomo Magnetico scoperto da Ighina e di lì vi introdurrò un po’ alla volta nell’affascinante mondo delle Corrispondenze, delle Analogie, delle Equivalenze, delle Identificazioni, delle Sovrapposizioni, delle Trasmutazioni, delle Fusioni, degli Incroci, delle Riflessioni, che rappresentano le caratteristiche fondamentali che regolano i rapporti di tutto ciò che esiste e che viene coinvolto di continuo nella fondamentale Legge del Ritmo Universale, di cui il Ritmo Sole – Terra, è la parte che maggiormente ci riguarda. Per comprendere meglio ciò che sto per comunicarvi, vi dirò anzitutto che Gigi affermava con assoluta convinzione, che tutto ciò che esiste nell’Universo, ha una comune ed identica origine spirituale.

Con la parola “Spirito”, egli intendeva un’Unica fondamentale Energia incorporea e pertanto invisibile, che suddividendosi e poi iniziando con se stessa un ritmico rapporto di irradiazione e conseguente riflessione energetica moltiplicativa che nel suo complesso lui chiamava Amore, ad un certo punto raggiungeva uno stato immobile di Tensione interiore in continuo aumento, che raggiunto il punto critico e poi esplodendo, si manifestava come Luce Primigenia Creatrice, che dilatandosi e contraendosi con moto ritmico rapidissimo, avrebbe dato origine al Tempo, allo Spazio e alla Materia.

Dunque, se osserviamo insieme la foto dell’Atomo Magnetico, colpisce subito lo sguardo il fatto che esso è composto da un Nucleo Pulsante, che irradia attorno a sé dei tenui Circoletti luminosi, che dilatandosi sempre più, vanno a depositarsi sul Cerchio maggiore, che delimita in forma di Membrana contenitiva, l’Energia vitale dell’Atomo stesso. Si notano pure i 5 Canaletti di atomi assorbenti, che in forma di Raggi, trasportano fuori dalla Membrana dell’Atomo, l’eccesso di energia prodotta dal Nucleo. Già da queste prime osservazioni, ci si può rendere conto che l’Atomo Magnetico ha la stessa medesima struttura fondamentale della Cellula di un organismo vivente. Infatti Ighina affermava con la meravigliosa sicurezza di chi conosce la Verità per Rivelazione Divina, che non solo la Cellula, ma anche tutti gli Organismi viventi, minerali, vegetali, animali non importa se microscopici come una molecola, un batterio, una ameba o di grandi dimensioni come una sequoia o una balena, oppure enormi come un Pianeta, un Sole, o anche un intero Universo, ERANO STRUTTURALMENTE E FUNZIONALMENTE IDENTICI AD UN ATOMO MAGNETICO, CHE E’ IL PROTOTIPO PIU’ SEMPLICE ED ELEMENTARE DI OGNI ESSERE ESISTENTE.

E’ naturale che coloro che sentono per la prima volta questi paragoni, li giudichino assurdi, perché non hanno e non possono avere riscontri con quanto creduto in precedenza e inoltre perché essi sono al momento inverificabili. Ma io vi chiedo: come fate voi a credere vere le affermazioni della Scienza ufficiale sulla origine della vita “dal caso”, sulle fantomatiche dimensioni dell’universo, sulla insuperabile velocità della luce, ( il Pensiero non è forse più veloce?), sulla ipotetica natura della Forza di Gravità, (Gravitoni??), sulla rotazione della Terra sul proprio asse alla velocità di circa 1.700 km. all’ora, il che implicherebbe lo sviluppo all’Equatore di una enorme forza centrifuga che dovrebbe alterare la normale forza di Gravità, che invece è del tutto identica a quella esistente ai Poli? Gli scienziati vi parlano di miliardi di anni-tempo, di distanze valutabili in milioni di anni-luce, di un fantomatico Big-Bang, di uno spazio vuoto infinito, che è una contraddizione in termini, dal momento che si può considerare “vuoto” solo uno spazio contenuto entro limiti conosciuti, cioè vi spacciano come vere delle ipotesi del tutto infondate, che non solo sono inverificabili, ma nemmeno immaginabili, e voi le credete PERCHE’ AVETE FEDE IN LORO, anche se poi i fatti e le esperienze quotidiane, le smentiscono di continuo!

Riconoscete dunque, che è la vostra Fede, la vostra “buona fede”, carpita per suggestione collettiva, che dà autorevolezza a delle ipotesi, a delle affermazioni menzognere che non hanno nemmeno un minimo rapporto di verosimiglianza con la Realtà. Riconoscete inoltre, che credendo vere simili fantasie, imprigionate voi stessi in un Universo privo di Origine, privo di uno Scopo sensato, sperduti ed isolati in un “vuoto” privo di valori, senza alcuna speranza di un destino migliore. Quando avrò terminato di esporre le rivelazioni di Ighina, sarete stupiti nel constatare la meravigliosa semplicità del loro contenuto, che fonde tutte le innumerevoli manifestazioni del Creato, in un’unica Visione di insieme, che se viene creduta, vi porterà gradualmente a sentirvi parte integrante di un Tutto Divino Cosciente di esistere, che vi trasformerà da esseri creati, in potenziali Creatori. Ma torniamo alla foto dell’Atomo, per ricavarne sorprendenti analogie.

LA MEMBRANA DELL’ATOMO MAGNETICO, CORRISPONDE AL FIRMAMENTO.

Gigi mi diceva che il Sole che brilla in cielo, altro non è che il Nucleo, il Cuore della Cellula Universo, (il nostro Sistema Solare), di cui il Firmamento è la Membrana Esterna, i vari Pianeti e Satelliti i Nucleoli, lo Spazio il Citoplasma, il Tempo gli Intervalli delle Pulsazioni Luminose che scandiscono il Battito del Cuore, cioè il Ritmo fra le Irradiazioni e i continui Riassorbimenti di Luce – Ombra che avvengono nel Nucleo. Infatti la Luce che si irradia come Circoletti, (ma anche come Raggi come vedremo in seguito), una volta che la Membrana – Firmamento si è consolidata in seguito alla loro continua Sovrapposizione su di esso, comincia ad essere riflessa in forma attenuata (Ombra) verso il Punto di partenza, (il Nucleo), dove viene riassorbita e trasformata nuovamente in Luce. Questo Ritmo Luminoso che si manifesta all’interno dell’Atomo, è il Prototipo Energetico della Circolazione del Sangue-Luce che avviene in modo particolare, non solo nelle singole Cellule, ma anche complessivamente in tutti gli Organismi Viventi, fra il “Cuore” Centrale che riassume e fonde in sé per Corrispondenza, i “Riflessi” di tutte le Cellule che compongono un Organismo e l’Epidermide, che invece al pari del Firmamento, ne manifesta le “Irradiazioni”.

Avrete ormai capito che per “Cuore”, Gigi intendeva non solo il Nucleo dell’Atomo e della Cellula, ma anche il Sole splendente che brilla sopra di noi nel Cielo ed inoltre il Sole nascosto che pulsa all’interno della Terra e di tutti gli altri Pianeti e Satelliti, e ancora gli innumerevoli Cuori- Sole che pulsano all’interno di ogni Stella, che altro non sono che le Cellule Epiteliali che costituiscono il Firmamento stesso. Ce la fate a seguirmi ancora? Spero di sì, perché sono ancora tante le novità sorprendenti che vi vorrei comunicare, anche se dubito alquanto che possiate assimilarle tutte in una sola volta. Un breve riassunto, integrato con nuove analogie che svilupperò in seguito, prima di continuare.

Il Circolo più grosso che circonda l’Atomo Magnetico, rappresenta la Solidificazione della Luce irradiata dal Nucleo, (cioè la Membrana, l’Epidermide, il Firmamento), e quindi la Trasformazione in “Proto-Materia” della Fase Irradiante della Luce. Inoltre esso rappresenta il primo Limite esterno del Campo Magnetico interno dell’Atomo, cioè il Limite oltre il quale l’Energia interna si trasforma in Materia ed entro il quale una Materia proveniente dall’esterno comincia a trasformarsi in Energia. Lo Spazio interno dell’Atomo, è ad un tempo il suo Campo Magnetico, l’Etere, il Citoplasma pervaso di Sangue-Luce, che sono tutti modi diversi, ma corrispondenti e fra loro equivalenti, per indicare la medesima cosa. I 5 Canaletti “assorbenti” messi in evidenza dalla foto, in realtà sono assai più numerosi, dal momento che rappresentano i molteplici Raggi nucleari o Tensivi, che al pari delle Razze di una Ruota, uniscono il Mozzo o Nucleo al “Cerchione”, cioè la Membrana, il Firmamento, ecc.

Questi Canaletti assorbono dall’interno la Luce che progressivamente viene rallentata per poi essere trasformata in Materia e nel contempo assorbono dall’esterno Materia o per meglio dire Energia già materializzata, che poi viene trasformata di nuovo in Luce nel Nucleo. Gigi è riuscito a rendere visibili questi 5 Canaletti, grazie al fatto di aver costruito attorno all’Atomo, delle “Catene”, delle “Scalette” di Materie diverse fra loro, aventi una progressiva capacità assorbente nei confronti della Luce emanata dal Nucleo. Ma poiché in natura non esiste nulla che non abbia un comportamento ritmico, Gigi affermava con cognizione di causa, che non esiste “assorbimento”, che non abbia una successiva “Irradiazione” e viceversa.

E’ potenziando in tal modo l’assorbimento ritmico di 5 Canaletti, fra le migliaia che si possono ipotizzare presenti all’interno dell’Atomo, che Gigi è riuscito a metterli in particolare evidenza e poi a fotografarli. Ma questi Canaletti, hanno altre sorprendenti corrispondenze, rintracciando le quali è come se “volassimo” insieme ad Ighina ad alta quota, per scoprire dall’Alto, la meravigliosa Unità che sottintende quelle che ad uno sguardo superficiale, potrebbero sembrare cose molto diverse fra loro.
I CINQUE SENSI DELL’UOMO, SONO I “CANALETTI” CHE METTONO IN RAPPORTO LA COSCIENZA UMANA CHE E’ IL NOSTRO “NUCLEO” SPIRITUALE INTERNO, COL MONDO ESTERNO, NON SOLO PER RICEVERE LE PIU’ SVARIATE INFORMAZIONI, MA ANCHE PER TRASMETTERE AD ESSO IL NOSTRO PENSIERO IMMAGINATIVO, CHE POSSIEDE UN REALE POTERE CREATIVO NEI SUOI CONFRONTI.


Gigi diceva che se noi non proiettassimo e riassorbissimo di continuo dalla nostra persona, un Alone o Sfera di invisibile luminosità sensibile di origine interiore, non potremmo vedere, né udire, né toccare, odorare o gustare alcuna cosa.
Avete presente l’immagine dell’Uomo di Vitruvio rielaborata da Leonardo da Vinci? Vi rinfresco la memoria: è quel disegno che mostra un uomo nudo al centro di un quadrato e di un cerchio, che con le braccia e le gambe sia divaricate che ritte, mostra i rapporti armonici esistenti fra il corpo umano e lo spazio geometrico. Per far meglio ve lo riporto qui di seguito.



Fui io tanto tempo fa, a far notare a Gigi le somiglianze esistenti fra questo disegno e la foto dell’Atomo Magnetico, dopo che lui mi aveva rivelato le straordinarie funzioni dei Canaletti nell’ambito della Cellula e del corpo umano, anche se era necessario un certo adattamento mentale per metterle in evidenza. Infatti avevo dei forti dubbi, poiché a prima vista in tale disegno, i Canaletti rappresentati dagli arti sembrano solo quattro e non cinque, e cioè le due braccia e le due gambe. Ma lui sorridendo mi diede questa illuminante risposta:

“ E’ la Testa il quinto Canaletto, il quinto arto che si è evoluto sempre più nei lunghissimi tempi trascorsi, per predisporsi a diventare un nuovo Nucleo, quando la Cellula Umana Primordiale giunta alla Saturazione energetica, a cui corrisponde la piena consapevolezza della propria Divina natura, si sdoppierà, per partorire dal vecchio l’Uomo Nuovo, cioè l’Uomo Interiore che si è maturato e divinizzato attraverso le sofferenze cumulative di innumerevoli vite umane.” Solo in seguito a queste sue parole, ho pienamente compreso che nel mondo dello Spirito, che è il Regno della Sintesi, l’intera umanità composta da miliardi di individui, vissuti, viventi e che vivranno, appare come un unico Uomo, anzi come un’unica Cellula, un unico Atomo. Se ne deduce pertanto, che il nostro Capo, in cui si concentrano tutti i sensi umani, diventerà in futuro il Cuore di un Nuovo Essere Cosciente, un Nuovo Essere Umano che darà inizio al Grande Ritorno dell’Umanità Terrestre a cui esso corrisponde, alle Origini Divine, alla inevitabile Ascensione verso lo Spirito anche dell’intero Universo a cui esso è collegato, poiché la Discesa, la Parabola discendente della vita creata, ormai è terminata.

Ma non finiscono qui le corrispondenze e le analogie fra l’Atomo Magnetico e le conoscenze umane che ne confermano la Realtà e il valore universale. Ve ne citerò ancora due: una antichissima ed una recente.Nel libro “Pier Luigi Ighina – Profeta Sconosciuto”, di cui è appena uscita la terza edizione e che approfitto della presente occasione per presentarvi, al termine della “Seconda lettera al Forum” in esso contenuta, appare l’immagine a colori della “Barca di Ra”, che rappresenta un meraviglioso pettorale in oro e smalti, che probabilmente era indossato solo dal Faraone e dai grandi Sacerdoti dell’antico Egitto.

Ora è inutile che io ripeta qui ciò che ho già scritto nel libro; mi limiterò pertanto a farvi notare nella foto in bianco e nero riportata al termine di questo opuscolo, le dodici “Stelle” complete dei 5 raggi, che appaiono nella cornice superiore dell’immagine stessa. Si tratta di sei stelle a sinistra e di sei stelle a destra, poste ai lati di una stella con soli tre raggi e di un’altra di cui si vede il solo nucleo, un punto nero senza raggi. Vi posso garantire che tutti i particolari che appaiono nella Barca di Rà, hanno un profondo ed universale significato, che spazia dall’inizio della Creazione, (ho scritto altrove che si potrebbe considerare la “foto” di Dio, colto nell’attimo in cui emana la Luce Creatrice), e il termine, la fine del Creato stesso. Ora io non voglio togliervi il piacere di scoprire da soli i Sacri Misteri che questa immagine contiene, che hanno riferimenti anche con l’ Apocalisse di San Giovanni: (leggete la descrizione della Donna vestita di Sole, con la Luna sotto i Suoi piedi e sul capo una Corona di dodici Stelle), ma se non ci riuscite, ve li spiegherò in un’altra occasione.

Sempre nell’ultima pagina del presente scritto, troverete un foto molto interessante, che mi è stata inviata dal caro amico Emiro Medda di Roma, in cui appare la foto di un Polo del Pianeta Saturno. E’ stato lui a farmi notare la straordinaria somiglianza di questa foto, con quella dell’Atomo Magnetico di Gigi. Ed anche qui ci sarebbero tante, troppe cose da dire, ma i tempi non sono ancora maturi. A questo punto io comincio ad essere stanco di scrivere, il che mi fa pensare che anche voi siate stanchi di leggere o di ascoltare. Non vi ho raccontato nemmeno la decima parte di quello che pensavo di dirvi, ma se ora mi interrompo, lo faccio solo per avere la possibilità di incontrarvi altre volte per terminare il discorso, sempre che voi mi dimostriate di avere un qualche interesse in merito. Comunque spero di farvi cosa gradita, anticipandovi i titoli di alcuni paragrafi che ho già scritto e che forse stamperò fra qualche tempo, che però non credo possono essere compresi, se non da coloro che abbiano già percorso un certo cammino nella conoscenza delle rivelazioni di Pier Luigi Ighina, uno dei più grandi Doni che Dio ha fatto all’umanità.

LA STRUTTURA E I MOTI COLLOIDALI DELLA MATERIA E DEI CAMPI MAGNETICI.
LA TRIPLICE NATURA DELLA LUCE, MANIFESTAZIONE NEL CREATO DELLA DIVINA TRINITA’ CREATRICE. TENSIONE PERPENDICOLARE, MOTO PARABOLICO E MOTI SPIRALIFORMI : EQUIVALENZE E CORRISPONDENZE SCONOSCIUTE, CHE SVELANO I PIU’ PROFONDI MISTERI DELLA NATURA. I MODI IN CUI LA LUCE DIVENTA SPAZIO, TEMPO, MATERIA E VITA.TUTTO E’ LUCE.
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24 giugno 2014 2 24 /06 /giugno /2014 21:49

 

Lunghi tratti di dna una volta considerati materia oscura inerte, sembrano attivi in modo particolare in una parte del cervello che controlla il ciclo di 24 ore del corpo, secondo dei ricercatori presso il National Institutes of Health (USA). Lavorando su del materiale cerebrale di ratto, i ricercatori hanno scoperto alcuni tratti di DNA che contengono l'informazione che genera molecole biologicamente attive.

I livelli di queste molecole si alzano e abbassano, in sincronia con i cicli di 24 ore di luce e oscurità. L'attività di alcune delle molecole raggiunge il picco di notte e diminuisce durante il giorno, mentre la restante ha il picco durante il giorno e diminuisce la notte. Il materiale viene dalla struttura del cervello conosciuta come ghiandola pineale.

Localizzata al centro del cervello umano, la ghiandola pineale aiuta la regolazione delle risposte corporee ai cicli diurni e notturni, spiegano i ricercatori. Di sera e di notte, la ghiandola pineale incrementa la produzione di melatonina, un ormone che sincronizza i ritmi del corpo col ciclo di luce e oscurità. In molte specie, la ghiandola pineale gioca anche un ruolo nei comportamenti associati alle stagioni, come l'ibernazione e l'accoppiamento e anche nella maturazione sessuale.

Il materiale biologico attivo che deriva dal dna della ghiandola pineale, è detto lungo RNA noncodificante (lncRNA). Il lncRNA è distinto dal meglio conosciuto RNA messaggero (mRNA), che serve come una specie di modello per la traduzione dell'informazione contenuta nel DNA per le proteine da produrre. Il lncRNA sembra invece coinvolto nell'attivazione, nel blocco o nell'alterazione dell'attività dei geni o nell'influenzamento della funzione delle proteine o agisce come supporto per l'organizzazione dei complessi delle proteine. L'uso dei ricercatori dei metodi di sequenziamento di prossima generazione, ha rilevato l'attività del lncRNA in aggiunta al mRNA al quale miravano in precedenza, cosa che li ha aiutati nella scoperta.

"Questi lncRNA vengono da aree del genoma che pensavamo essere silenziose", ha detto l'autore principale David Klein, Ph.D., capo della Sezione di Neuroendocrinologia presso l'Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development (NICHD) del NIH, per molta della ricerca condotta. "Invece la ricerca corrente rende inequivocabile che la capacità di trasporto di informazione del genoma è molto superiore di quanto realizzavamo in precedenza".

Lo studio è stato una collaborazione tra il Dr.Klein e i colleghi presso il NICHD, il National Human Genome Research Institute (NHGRI), il NIH Intramural Sequencing Center, amministrato dal NHGRI e il Center for Information Technology. In aggiunta, i ricercatori del King's College London, l'Università di Copenhagen, in Danimarca, la compagnia Genomatix Software, a Monaco. Le loro scoperte appaiono online su Proceedings of the National Academy of Sciences. Per condurre le loro analisi, i ricercatori hanno esaminato RNA dalle ghiandole pineali di ratti esposti a cicli di 14 ore di luce e 10 ore di oscurità.

I ricercatori hanno identificato 112 lncRNA con cicli di 24 ore. Per circa il 60% di questi lncRNA, il DNA dei ratti ha prodotto il doppio di molecole lncRNA di notte rispetto al giorno. Inoltre, circa il 90% del lncRNA è stato prodotto in quantità molto superiori nella ghiandola pineale rispetto ad altri tessuti del corpo, molti dei quali non mostrano livelli riscontrabili di questi lncRNA.

I ricercatori hanno anche disturbato il ciclo naturale giorno-notte dei ratti accendendo una luce durante il tipico periodo notturno. In 30 minuti di luce, molti degli lncRNA sono diminuiti della metà. Il ruolo degli lncRNA della ghiandola pineale non è chiaro, tuttavia mostrano schemi circadiani di attività. Il Dr.Klein ha precedentemente documentato centinaia di geni nella ghiandola pineale con consistenti cicli d'attività giorno-notte. "I lncRNA mostrano tale forte attività e ovviamente hanno qualcosa da dirci sulla biologia dei ritmi corporei giornalieri", ha affermato il Dr.Klein. "Stiamo solo iniziando a comprendere come la ghiandola pineale aiuti a mantenere i ritmi corporei delle 24 ore".

By Edoardo Capuano - Posted on 16 giugno 2014

Articoli originali: nih.gov / highlighthealth.com / Tradotto da Richard per altrogiornale.org

http://www.ecplanet.com/node/4280

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18 giugno 2014 3 18 /06 /giugno /2014 21:35

PLASTICA_OOHO

LE COMUNI BOTTIGLIE DI PLASTICA POTREBBERO ESSERE RIMPIAZZATE DA UNA BOLLA CHIAMATA OOHO. Un team di giovani designer e ricercatori, partendo dagli estratti di alghe brune, ha creato una membrana gelatinosa che funge da contenitore per l’acqua come una vera e propria bottiglia.Il processo utilizzato per creare Ooho si chiama sferificazione, lo stesso usato per alcuni cibi, che permette di rendere solida la parte esterna evitando che i liquidi fuoriescano.Composta da una membrana gelatinosa, la bottiglia biodegradabile può essere ingerita in tutta sicurezza o gettata via. Deriva, infatti, da alghe commestibili sottoposte a un processo di sferificazione, una tecnica culinaria che consente di creare delle sfere che racchiudono un liquido.

membrana acqua

La membrana è commestibile ed è in grado di contenere l’acqua. In questo modo si elimina il problema dello smaltimento della plastica. Gli inventori grazie alla loro creazione hanno già vinto il premio Lexus Design Awards 2014 anche se stanno cercando ancora di migliorare la creazione prima di lanciare un prototipo sul mercato.La membrana che permette di trasportare l’acqua può essere forata in qualunque momento, quando si ha sete per bere o anche decidere di mangiarla per fare uno spuntino. Questo speciale contenitore potrebbe essere realizzato anche a casa avendo un costo di realizzazione bassissimo. Dei prodotti simili sono stati già inventati per contenere cibo, ma è la prima volta che si progetta qualcosa che potrebbe definitivamente sostituire le bottiglie di plastica.

ohoho

 

Aiuterebbe i consumatori ad abbassare la produzione di rifiuti, fornendo un'alternativa semplice e poco costosa al packaging in plastica. I designer sperano di poter arrivare alla distribuzione commerciale. Poiché Ooho ha un doppio strato, le etichette possono essere posizionate tra essi senza compromettere la qualità dell'acqua all'interno. "La parte esterna è formata da una doppia membrana di lipidi e proteine di cui a lungo abbiamo cercato la ricetta perfetta, che permettesse di non veicolare le sostanze della membrana all'interno - spiega Rodrigo Gonzalez - Abbiamo innovato una tecnica già esistente anche per trasmettere un messaggio che spinga le persone a sperimentare a casa propria, nella propria cucina. Gli imballaggi così smettono di essere solo un'esclusiva delle grandi aziende diventando semplici, resistenti, economici e soprattutto biodegradabili. Addirittura commestibili". Il costo? Due centesimi al pezzo.

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16 giugno 2014 1 16 /06 /giugno /2014 21:57

SCOPERTE – Vi è mai capitato di trovarvi improvvisamente coscienti all’interno di un sogno, e di riuscire anche a prendere il controllo sulla sua trama? L’esperienza non è un’invenzione degli sceneggiatori di Inception, ma un fenomeno reale chiamato sogno lucido. E potrebbe essere indotto con una stimolazione elettrica ad alcune aree del cervello, hanno scoperto alcuni ricercatori.

Uno studio pubblicato su Nature Neuroscience suggerisce che sia possibile stimolare il fenomeno durante il sonno applicando una leggera corrente elettrica a specifiche frequenze tramite elettrodi applicati sullo scalpo. La stimolazione diretta sulla regione frontale e temporale del cervello influenzerebbe il comportamento collettivo dei neuroni, inducendo una sincronizzazione della loro attività attorno a una frequenza di 40 Hz, la cosiddetta frequenza gamma. Questa attività sarebbe legata all’esperienza della consapevolezza durante il sogno: dopo la stimolazione infatti la maggior parte dei partecipanti allo studio ha riportato di aver sperimentato un sogno lucido.

La sensazione è probabilmente nota a molti: pur continuando a dormire, si è in qualche modo consapevoli del sogno in cui ci si trova immersi, e in alcuni casi si può intervenire nel suo svolgimento. Mettere in fuga un assassino che ci insegue in un incubo, trovare una soluzione a un problema onirico, o anche soltanto riuscire a fermarsi e pensare: “Niente panico, è soltanto un sogno!”. È un fenomeno che nel tempo ha attirato l’attenzione di scienziati, artisti, psicologi e appassionati new age di vario grado e natura. Da Apri gli occhi, a L’arte del sogno, a Inception, l’idea di poter agire più o meno coscientemente all’interno dei propri sogni ha popolato anche il nostro immaginario cinematografico.

L’esperienza del sogno lucido è di interesse anche per gli studi sulla coscienza, perché si colloca in qualche modo a metà strada tra lo stadio onirico e quello pienamente cosciente. Se nella fase REM del sonno – quella che appunto caratterizza il sogno – possiamo essere consapevoli soltanto dell’immediato contenuto del sogno, è soltanto quando siamo svegli che riusciamo generalmente a riflettere su noi stessi, a elaborare pensieri astratti e anche a essere coscienti del fatto che siamo coscienti. Un livello intermedio è quello che caratterizza il sogno lucido, una condizione in cui sembrano coesistere diversi stati di coscienza. Anche il cervello sembra riflettere questa mescolanza: alcuni studi indicano infatti che durante un sogno lucido si mantengono le attività cerebrali tipiche della fase REM del sonno, ma si evidenziano anche alcune caratteristiche dello stato di veglia, come la sincronizzazione dell’attività dei neuroni attorno alla frequenza gamma. Finora non era però chiaro in che modo fossero legate l’attività cerebrale e l’esperienza del sogno lucido: è la consapevolezza che emerge durante il sogno lucido a modificare il comportamento dei neuroni, o è la loro attività a causare il fenomeno?

Ha cercato di rispondere alla domanda un gruppo di ricercatori guidato da Ursula Voss, della Goethe-University di Francoforte, in Germania. Studiare i sogni dal punto di vista scientifico si scontra spesso con una grossa difficoltà: tutto quello che possiamo sapere sulle caratteristiche di queste esperienze si basa su quanto raccontano al risveglio le persone che partecipano alle ricerche. Questo problema pesa ancora di più nel caso dei sogni lucidi, e alcuni studi sono riusciti a trovare risultati significativi soltanto in partecipanti che dichiarano di vivere spesso questa esperienza, sollevando il sospetto che si tratti di un fenomeno di auto-convincimento. Per aggirare questa difficoltà, la ricerca guidata da Ursula Voss ha coinvolto 27 persone che non avevano mai sperimentato un sogno lucido. I partecipanti hanno trascorso alcune notti in laboratorio, dove i ricercatori hanno potuto monitorare il loro sonno e intervenire con la sperimentazione: nel corso di una fase REM, hanno somministrato per trenta secondi una leggera stimolazione elettrica transcranica a diverse frequenze. La ricerca prevedeva anche una condizione di controllo, in cui il macchinario era attivato ma senza somministrare alcuna corrente. Svegliati subito dopo la stimolazione, i partecipanti hanno quindi raccontato la propria esperienza onirica: la somministrazione della corrente sembra aver avuto un effetto sulla presa di coscienza durante il sogno, ma soltanto a specifiche frequenze. La frequenza di sogni lucidi infatti aumentava del 77% dopo la stimolazione a 40 Hz, e del 58% dopo la stimolazione a 25 Hz. Osservando l’attività cerebrale registrata durante il sonno, i ricercatori hanno verificato che la somministrazione di corrente a queste due frequenze induceva un aumento dell’attività neuronale attorno alla frequenza gamma.

I risultati della ricerca, suggeriscono gli scienziati nell’articolo, potrebbero avere ricadute in ambito clinico. La possibilità di indurre oscillazioni corticali a frequenze specifiche potrebbe aiutare a trattare alcune condizioni in cui l’attività collettiva dei neuroni è alterata, come la schizofrenia o il disturbo ossessivo-compulsivo.
Stimolare in modo controllato i sogni lucidi inoltre potrebbe fornire una potenziale terapia per i disturbi post-traumatici: acquistando coscienza durante un incubo, i pazienti potrebbero intervenire direttamente nella trama del sogno, dissipando a poco a poco le proprie ossessioni.

http://oggiscienza.wordpress.com/

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12 giugno 2014 4 12 /06 /giugno /2014 22:10

Si usa ritenere che il corpo umano è mortale come qualsiasi organismo vivente. E nel corso di un lungo periodo di tempo gli scienziati stanno cercando i modi per aggirare le leggi naturali e la natura. Studiando un tumore cancerogeno maligno mezzo secolo fa hanno ritrovato per caso ciò che è diventato la più grande scoperta scientifica nel campo delle medicina, dando vita alle altre notevoli scoperte. E' la linea della coltura cellulare immortale HeLa, la più famosa e utilizzata su vasta scala, cresciuta nelle condizioni di laboratorio per condurre le ricerche mediche e sperimentazioni.

Perché possono essere considerate immortali? In queste cellule è avvenuta un'interruzione e si è staccato il limite della divisione cellulare, il cosiddetto limite di Hayflick con il quale avviene un graduale invecchiamento e la morte delle cellule. Prima della comparsa di HeLa era incredibilmente difficile condurre le ricerche in diversi campi della biomedicina poiché altre colture cellulari morivano straordinariamente presto.

Le cellule HeLa sono utilizzate in tutti i laboratori del mondo come il più semplice ed efficiente "analogo umano" per testare una nuova medicina o verificare la reazione a qualsiasi fattore irritante. Proprio grazie a HeLa è diventata possibile la creazione del vaccino contro poliomielite ed è stato posto l'inizio alla medicina genetica, clonazione, fecondazione extracorporea e creazione degli ibridi. Se non fossero comparse queste cellule all'inizio degli anni '50 del secolo scorso la medicina per molto tempo non avrebbe compiuto dei passi in avanti.

Una volta però è capitato un caso…Nel febbraio del 1951 al Johns Hopkins Hospital al reparto della ginecologia è stata ricoverata la trentenne afroamericana Henrietta Lacks. Dopo la biopsia le è stato diagnosticato il cancro del collo dell'utero. La malattia si è sviluppata in modo fulmineo e, nonostante le cure, nell'ottobre dello stesso anno Henrietta è deceduta. Le sue cellule tumorali, prelevate durante la biopsia, sono state inviate per analisi a George Gay, responsabile del laboratorio per lo studio delle cellule. E' stato proprio lui a notare che le cellule di Henrietta non morivano, ma si dividevano attivamente per un lungo periodo di tempo ciò che non era per niente usuale per le normali linee cellulari. Gay ha avviato la ricerca e si è reso conto che le cellule HeLa (acronimo del nome e cognome di Henrietta Lacks) aprono di fronte agli scienziati le prospettive mai viste prima.

In quel periodo nel mondo è scoppiato il caso di poliomielite senza precedenti. Il virologo americano Jonas Edward Salk nel febbraio del 1952 ha elaborato il primo nel mondo vaccino contro poliomielite. Tuttavia non poteva somministrarlo ai paziente senza un controllo accurato della sua sicurezza ciò che richiedeva cellule coltivate su scala industriale. Il tempo stringeva, la gente moriva. E allora si è rivolti a George Gay, delle sue "sperimentazioni cellulari".

L'unicità delle cellule immortali HeLa consiste nella loro assoluta adattabilità. Non hanno bisogno per la crescita di capsula di Petri di piccole dimensioni dove si può coltivare soltanto poca quantità del materiale biologico. Possono essere coltivate nelle grandi vasche con ambiente nutritivo ciò che riduceva i costi per la loro produzione al minimo, aumentando il profitto al massimo. Così è stata attivata la fornitura del materiale biologico per il vaccino contro poliomielite, è stata costituita la più grande società Microbiological Associates che tuttora si occupa delle grandi ricerche e forniture nel campo di biomedicina e sono stati incassati milioni di dollari… Dei quali alla famiglia Lacks non è stato corrisposto nemmeno un centesimo. Negli anni '50 negli USA non esisteva la legge in base alla quale ci voleva il consenso del paziente per l'utilizzo del suo materiale biologico. Nello stesso tempo la società ha mantenuto per molti anni il segreto sul nome del "donatore" delle cellule meravigliose e quando il nome di Henrietta Lacks è diventato noto la sua famiglia non è comunque riuscita a ottenere il risarcimento. E soltanto nel secolo nuovo dopo che decodificazione del genoma fosse stata diffusa per la conoscenza dell'intera comunità scientifica, la famiglia Lacks ha fatto il ricorso, vincendo parzialmente la causa. Ora l'accesso al genoma è possibile soltanto dopo aver inoltrato la richiesta al National Institues of Health degli USA e con il consenso personale dei Lacks.

Anche se le cellule immortali HeLa sono in sostanza cancerogene, hanno tutte le proprietà delle normali cellule umane. Producono energia, costruiscono energia e sono sensibili alle infezioni. Tutto ciò le rende tuttora straordinariamente diffuse e richieste nella biomedicina. Come, del resto, anche nelle organizzazioni governative segrete che sperimentano su di esse diversi tipi di armi biologiche.

Gli scienziati tuttora sperano che grazie a una casuale rottura genetica delle cellule HeLa potranno capire come fermare il processo di distruzione delle cellule, prevenendo la loro morte, mantenendo nello stesso tempo la crescita entro i limiti. Se ciò sarà possibile allora l'umanità avrà un problema in meno – il problema di invecchiamento.

 

http://italian.ruvr.ru/

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31 maggio 2014 6 31 /05 /maggio /2014 22:18

pacemaker

 

Nei giorni scorsi a Pisa è stato effettuato con successo il primo impianto del più piccolo pacemaker senza fili al mondo. L’impianto rientra nello studio clinico mondiale Micra ed è stato effettuato, per la prima volta in Italia, da Maria Grazia Bongiorni, direttore dell’Unità operativa di Cardiologia 2 dell’Aoup-Azienda ospedaliero-universitaria pisana, coadiuvata dalla sua équipe. L’assessore al diritto alla salute della Regione Toscana, Luigi Marroni, ha espresso grande soddisfazione per questo impianto e si è congratulato con la dottoressa Bongiorni e con l’intera équipe che ha eseguito l’intervento, sottolineando che l’azienda ospedaliero-universitaria pisana è uno dei pochi centri al mondo che partecipano a questo studio.Una vera e propria rivoluzione leadness (senza fili), nella terapia dell'elettrostimolazione del cuore: migliora la qualità di vita del paziente, grazie all'assenza di incisione o protuberanze a livello toracico e riduce il rischio di potenziali complicanze (infezioni o dislocazione degli elettrocateteri). La novità, prima e unica a livello mondiale, certificata CE, è il risultato della ricerca nel campo delle nanotecnologie di Nanostim Inc, società acquisita di recente da St Jude Medical, multinazionale impegnata nello sviluppo di dispositivi medici. Anche a livello nazionale, sono stati effettuati i primi impianti, con questo tipo di dispositivo.

«Il Pacemaker leadless St. Jude Medical Nanostim è talmente piccolo che viene impiantato interamente all'interno del cuore, a differenza del pacemaker convenzionale, dieci volte più grande, che necessita invece di una tasca ricavata all'altezza della spalla e di un catetere in grado di portare l'impulso elettrico fino dentro al cuore», spiega Fiorenzo Gaita, dell'AO Città della Salute e della Scienza di Torino. «Questo è un cambiamento epocale nella storia dell'elettrostimolazione. Comporta una procedura con meno rischi di infezione per il paziente ed elimina i problemi legati all'usura e alla rottura degli elettrocateteri. Si prevede che il nuovo sistema, nei prossimi 4-5 anni, potrà sostituire il 30 per cento dei pacemaker tradizionali che stimolano il ventricolo di destra». Sono circa 700mila in Italia, i portatori di dispositivo impiantabile per il controllo del ritmo cardiaco, ben 60mila i nuovi impianti di pacemaker che ogni anno vengono effettuati nel Paese. Le prestazioni generali dell'innovativo sistema, sono comparabili a quelle dei pacemaker tradizionali.

A rivelarlo sono i risultati preliminari emersi dalla sperimentazione Leadless: la durata media totale della procedura d'impianto è risultata pari a soli 28 minuti. Inoltre, nonostante il formato miniaturizzato, la batteria del dispositivo ha dimostrato una vita utile attesa di più di 9 anni, a una stimolazione del 100 per cento, o di più di 13 anni a una stimolazione del 50 per cento. Nanostim (la cui diffusione è prevista entro il 2014 in 20 Centri italiani, dislocati in tutto il territorio nazionale), incorpora sia la batteria che un elettrodo a rilascio steroide, in grado di erogare lo stimolo elettrico al cuore, appena rileva un ritmo non opportuno. Viene introdotto attraverso la vena femorale e posizionato direttamente nel ventricolo destro. «I primi pazienti italiani che hanno utilizzato questi nuovi pacemaker sono ritornati alle loro abituali attività con un sostanziale miglioramento della qualità della loro vite»,sottolinea Claudio Tondo, dell'IRCCS Centro Cardiologico Monzino di Milano.

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29 maggio 2014 4 29 /05 /maggio /2014 21:48

                   

Femmina di Aedes aegypti, la zanzara portatrice della febbre del dengue (foto © Visuals Unlimited/Nature Picture Library/contrasto).
Femmina di Aedes aegypti, la zanzara portatrice della febbre del dengue (foto © Visuals Unlimited/Nature Picture Library/contrasto).
Gli squali uccidono circa 10 persone l'anno, i leoni 100, i coccodrilli un migliaio. Ma per piccola che sia, è la zanzara (mosquito in inglese) a detenere il record: secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) il piccolo insetto, la cui famiglia (Culicidae) conta oltre 3.500 specie ed è diffusa in tutto il mondo, fa qualcosa come 725 mila morti l'anno. Più di quanti ne facciano gli esseri umani stessi, 475 mila (guerre escluse): vedi L'animale più letale al mondo.
 
Questo perché alcune specie di zanzare sono il vettore di malattie gravi, o mortali, come la malaria (600 mila vittime ogni anno), la febbre gialla, la dengue (malattia infettiva tropicale) e l'encefalite.
Uno degli strumenti per combattere l'involontario killer è l'ingegneria genetica, che in pochi anni ha permesso di ottenere importanti risultati. Un esempio recente è quello della società britannica Oxitec, strettamente legata al gigante agrochimico Syngenta, che ha di recente sviluppato una linea di zanzare maschio Aedes aegypti modificate geneticamente per contrastare la diffusione della dengue.
 
Queste zanzare gm hanno un gene aggiunto che scatena la produzione di una proteina che si accumula nell'organismo fino a essere tossica. Durante l'allevamento, lo sviluppo della tossina è bloccato dalla somministrazione di un antibiotico, la tetraciclina, senza il quale gli insetti non sopravvivono (e alimenta la discussione sugli usi e abusi degli antibiotici).
 
Gli esemplari adulti e sessualmente maturi vengono poi disseminati in grandi quantità sopra a zone circoscritte per fecondare le femmine non geneticamente modificate e in breve tempo, in mancanza di tetraciclina, maschi e larve che hanno ereditato il gene modificato muoiono uccise dalla tossina. Il punto debole del sistema è l'incertezza della trasmissione del gene, ma i risultati della sperimentazione di cinque anni fa nelle Cayman sono stati soddisfacenti e adesso Panama e Brasile (quest'ultimo con 1,4 milioni di casi di dengue nel 2013) stanno per fare ricorso a questo "prodotto" della Oxitec.
L'arma nucleare

Negli anni '60 in Italia si mise in atto un programma coordinato dall'Euratom per debellare la malaria in Sardegna: in quel caso lo strumento erano le radiazioni ionizzanti. Grazie all'irraggiamento con materiale radioattivo si resero sterili milioni di maschi di zanzara anofele, che vennero poi disseminati sulle zone infestate dell'isola per spezzare la catena riproduttiva.

Un altro esempio è la ricerca dell'Howard Hughes Medical Institute (Maryland, Usa), dove sono state realizzate zanzare gm incapaci di riconoscere l'odore degli esseri umani (Nature, 2013). Per adesso lo studio è ritenuto funzionale allo sviluppo di nuovi repellenti, ma con strumenti si potrebbero ottenere risultati analoghi a quelli della Oxitec senza decimare la popolazione di insetti.
 
In generale, non mancano le critiche. Accanto a quella ricorrente sull'impossibilità di prevedere le conseguenze delle sperimentazioni genetiche, molte organizzazioni da sempre critiche su questo fronte, come GeneWatch e Inf'Ogm, lamentano la mancanza di trasparenza e di controlli indipendenti sull'operato delle aziende che producono gm, come l'Oxitec, e sulle possibili conseguenze.

 

I ricercatori della Oxitec Limited, una società di Oxford (UK), hanno deciso di modificare il DNA di queste zanzare per creare un nuovo insetto geneticamente modificato e sterile. Dopo anni di prove in laboratorio, gli scienziati hanno infine trovato la giusta combinazione nel codice genetico per far nascere grandi quantità di maschi di zanzare sterili. Alle isole Cayman i ricercatori hanno poi diffuso nell’ambiente circa tre milioni di questi esemplari, destinati ad accoppiarsi con le zanzare della medesima specie sull’isola. Essendo sterili, gli accoppiamenti non porteranno ad alcuna nuova nidiata e questo dovrebbe consentire di abbassare sensibilmente il numero di zanzare presenti nel paese, spiega l’Associated Press.

Da maggio a ottobre, gli scienziati hanno rilasciato nell’ambiente una grande quantità di zanzare di sesso maschile geneticamente modificate per tre volte la settimana in un’area di 0,16 chilometri quadrati. Ad agosto, il numero di zanzare nella zona è diminuito dell’80% rispetto a un’area confinante dove non erano state rilasciate zanzare sterili.

Laboratori universitari, società e istituti di ricerca lavorano da molti anni sul DNA delle zanzare per creare delle mutazioni che le rendano innocue, disinnescando i meccanismi di contagio della malaria o della dengue. Gli esperimenti sul campo in quest’area di ricerca sono ancora agli albori, ma hanno già ricevuto numerose critiche da chi sostiene che modifiche su larga scala del patrimonio genetico delle zanzare potrebbero avere effetti devastanti sugli ecosistemi.

Le larve delle zanzare sono alla base dei pasti di numerosi altri insetti e animali, così come le zanzare adulte vengono predate da anfibi e numerose specie di volatili. La loro mancanza nell’ecosistema a causa della diffusione degli esemplari sterili potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza di centinaia di specie animali, dicono i detrattori delle iniziative come quelle della Oxitec.

Alphey respinge le critiche, ricordando che le zanzare geneticamente modificate non possono modificare gli ecosistemi in maniera permanente perché durano al massimo per una generazione. Ma per debellare la dengue in aree endemiche come l’Asia e il Sudamerica, sarebbero necessari diversi miliardi di zanzare sterili.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità osserva con molta attenzione gli esperimenti nel campo e ha dichiarato promettente l’iniziativa della Oxitec. Secondo i responsabili dell’OMS, le zanzare modificate geneticamente potrebbero anche portare alla riduzione dell’uso degli insetticidi verso i cui componenti chimici le zanzare sviluppano progressivamente una sensibile resistenza.

 

 

Tommaso Canetta

http://www.focus.it/scienza/zanzare-mutanti-contro-le-epidemie_C12.aspx

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