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2 dicembre 2012 7 02 /12 /dicembre /2012 19:44

youtube sottotitoli automatici

Youtube apre i sottotitoli automatici a sei lingue europee tra cui anche l’italiano: con il tedesco, francese, portoghese, russo e olandese sono i linguaggi che si uniranno all’inglese, al giapponese, al coreano e allo spagnolo in questa straordinaria funzionalità. Sarà così possibile seguire senza problemi un audio in altra lingua e comprenderlo grazie alla striscia scritta. Come fare per sfruttare questa funzione? Si dovrà cliccare sul pulsante CC che apparirà nella toolbar sul fondo del video: è in fase di test anche la conseguente funzione di traduzione in tempo reale (per ora in beta) che sarà attiva nel futuro. “I sottotitoli sono importanti per consentire a chiunque di apprezzare i video, inclusi i non udenti o persone con problemi all’udito oltre che utenti di altre lingue“, scrive il team sul blog ufficiale.

Google ha presentato la funzionalità di sottotitoli automatici per la lingua inglese nella giornata del 6 marzo 2010. Con una conferenza stampa congiunta con alcune Università e società partner ha esplicato il funzionamento di questa straordinaria innovazione tecnologica applicata ai video di Youtube. Google tiene moltissimo a Youtube perché è una delle sue controllate più performanti e fruttuose a livello di traffico e di profitti. Miliardi di video vengono cliccati ogni mese, ma l’unico limite è la lingua. L’inglese è l’universale, ma non tutti la comprendono per non parlare di chi ha problemi di udito. Con i sottotitoli si potrebber risolvere questa limitazione.

Il sistema è molto semplice: Google Voice capta le parole di un video e le riporta in forma scritta, poi grazie a algoritmi e software proprietari vengono piazzati i sottotitoli in perfetta corrispondenza con il parlato. Per ora il servizio è attivo soltanto per la lingua inglese ma presto lo sarà per le altre principali. Da qui al mondo intero il passo è breve perché una volta ottenuto il testo trascritto basta passarlo a Google Translate per ricevere la traduzione in oltre 50 potenziali linguaggi. Il problema è la scarsa attendibilità delle traduzioni stesse, ma c’è una possibile soluzione.

Sarà infatti possibile andare a editare i sottotitoli manualmente così da correggere eventuali e inevitabili errori che spesso e volentieri affliggono le traduzioni automatiche tramite software. Insomma, un’iterazione tra uomo e macchina che permetterà di aprire ancora di più questo servizio giunto ormai al settimo anno di vita. A proposito di Youtube, è ufficiale il sorpasso di PSY su Justin Bieber in vetta ai filmati più cliccati: il suo Gangnam Style è balzato in testa questo weekend e entro la fine dell’anno potrebbe raggiungere un’incredibile cifra tonda. Si ipotizza, di almeno 1 miliardo di visite...

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25 novembre 2012 7 25 /11 /novembre /2012 20:30

 

La società che intende far rinascere MeeGo con i denari degli investitori cinesi mostra per la prima volta all'opera il nuovo OS: reminiscenze di Windows Phone e multitasking per la nuova GUI

Roma - Jolla fa sul serio e, dopo aver raccolto centinaia di milioni di dollari per il suo progetto di nuovo ecosistema smartphone, mette ora in mostra quello a cui ha sin qui lavorato: Sailfish, l'OS rinato dalle ceneri di MeeGo grazie agli sforzi - imprenditoriali e di sviluppo - di ex-dipendenti Nokia, è finalmente in grado di mettersi a nudo in dimostrazioni dal vivo e video di presentazione "ufficiali".

Svelato in occasione della conferenza Slush di Helsinki, Sailfish è basato su Mer (distro open source a sua volta basata sul defunto MeeGo sviluppato da Nokia, Intel e Linux Foundation), ha un'interfaccia grafica basata su MeeGo Handset UX e componenti tratti da Nemo Mobile.


La versione di Sailfish mostrata da Jolla durante conferenza girava su un Nokia N950 per sviluppatori, mettendo in mostra un'interfaccia che appare come una via di mezzo tra a quella "a piastrelle" di Windows Phone e la solita griglia di icone su schermo presentata da Apple iOS e Google Android.
Interamente basata su Qt, l'interfaccia di Sailfish permette di gestire più app in multitasking e di interagire con le diverse funzionalità delle singole app anche quando queste vengono presentate come "piastrelle" sulla schermata home dell'OS.


Jolla comunica che un SDK per lo sviluppo di applicazioni per Sailfish verrà presto reso disponibile, mentre il primo smartphone basato sul nuovo OS mobile è atteso al debutto nella seconda metà del 2013. La società finlandese pianifica di dare in licenza Sailfish ai produttori OEM e carrier telefonici - esattamente come fa al momento Google con il suo Android.

Jolla terrà un’intensa sessione nell’ambito della quale saranno illustrati i dettagli della nuova interfaccia e una sessione di Q&A con la stampa. Gli spunti di riflessione, quindi, non mancheranno. L’interfaccia utente di Jolla verrà messa a disposizione dell’alleanza annuciata pochi giorni fa alla quale prenderanno parte importanti player del mercato mobile, impegnati a supportare il nascente ecosistema con investimenti stimati nell’ordine dei 200 milioni di euro.

Come precedentemente reso noto, Jolla si è focalizzata sulla scalabilità e sulla user experience resa possibile dal sistema operativo MeeGo per supportare un ampio numero di dispositivi inquadrabili in varie categorie (smartphone, ma anche tv e dispositivi da impiegare in ambito automotive). Stando a quanto comunicato da Jolla lo sviluppo della UI ha raggiunto un livello di maturità tale da poter essere mostrata al vasto pubblico.

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23 novembre 2012 5 23 /11 /novembre /2012 23:48

retina artificiale braille

Una retina artificiale e digitale potrebbe essere la soluzione ideale per i non vedenti che potranno così non proprio recuperare appieno la vista quanto poter leggere più velocemente e comodamente il linguaggio Braille. Quest’innovazione in ambito medico arriva dalla Svizzera col progetto Argus II. Come funziona? I caratteri in Braille vengono inviati tramite segnali luminosi agli occhi del paziente: una microcamera integrata nella protesi li capta e li trasmette direttamente al cervello. Questa tecnologia permetterebbe anche di riconoscere ostacoli e di avvertire in tempo prima di un urto o di una possibile caduta. La retina artificiale conta su 60 sensori in tutto ed è in via di sviluppo alla École Polytechnique Fédérale de Lausanne in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

E’ anche in arrivo un nuovo incredibile traduttore Braille si differenzia dagli altri dispositivi esistenti. Infatti non si occupa di poter leggere più facilmente questo alfabeto pensato per i non-vedenti ma di tradurre ciò che si sta scorrendo col polpastrello grazie alla tecnologia miniaturizzata nello speciale ditale. Insomma l’utente scorrerà su una parola tradizionale e la “sentirà” in Braille grazie a un feedback tattile. Il dispositivo infatti si indossa all’indice e permette di cambiare radicalmente la vita di questi pazienti. Secondo le stime è atteso verso l’estate del 2012, ma in questo anno e mezzo potrebbe anche progredire e migliorarsi offrendo nuove capacità. Vediamo come funziona e quali sono le altre tecnologie al servizio dei non vedenti o ipovedenti. Il nuovo lettore/traduttore Braille si indossa come un normale ditale all’indice (ovviamente nulla vieta di preferire un altro dito) e funziona grazie a una serie di sensori che comunicano tra loro per decifrare da un lato e “parlare” dall’altro con gli altri componenti interni. E’ diverso da tutto ciò che abbiamo visto finora.

thimble

Qui siamo di fronte a una novità vera perché il dito scorre su un testo “tradizionale” e il dispositivo lo traduce in caratteri Braille percepibili dal dito all’interno del ditale. Come? Con una videocamera che riconosce il testo e a un processore interno che comunica con un database. Le sue applicazioni potrebbero anche coinvolgere la rete: potrebbe infatti ricevere le ultime news o i feed dei blog via RSS, ma anche riprodurre al tatto interi libri o messaggi testuali via Bluetooth e così via con potenzialità apparentemente infinite.

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19 novembre 2012 1 19 /11 /novembre /2012 22:10

Una gelatina in grado di camminare e muoversi in maniera autonoma consumando energia;  l’energia che serve per generare il movimento è data sempre dal molecole presenti nel gel stesso l’adenosintrifosfato:grazie alla biomimetica, l'imitazione della natura, la materia si fa attiva e mobile. Sfruttando le principali componenti dei 'motori' molecolari usati dalle cellule, sono riusciti a produrlo Tim Sanchez e colleghi della Brandeis University a Waltham, nel Massachusetts, che ne riferiscono su “Nature”. Il risultato si inserisce nel filone dei cosiddetti assemblaggi biomimetici, che hanno come obiettivo la realizzazione di sistemi in vitro che riproducono alcune caratteristiche essenziali delle cellule. Il gel “attivo” ottenuto in questo caso, una volta confinato in una gocciolina di un’emulsione acqua-olio, ha un flusso che ricorda molto da vicino il moto dei fluidi all'interno delle cellule.

Il gel che si muove come se fosse vivo

MIcrotubuli colorati artificialmente di cellule in coltura: queste strutture rappresentano uno degli ingredienti fondamentali per la riproduzione in vitro di caratteristiche proprie delle cellule viventi, come il movimento autonomo (© Manfred Schliwa/Visuals Unlimited/Corbis)

Una delle caratteristiche delle cellule è quella di riuscire a deformare la loro stessa struttura producendo così un movimento. Si tratta di un tipo di mobilità molto diverso da quello che fa uso di elementi 'esterni' tipo ciglia o flagelli mobili. Il movimento 'strutturale' avviene invece all'interno della cellula senza applicare forze all'esterno. Ciò è reso possibile dal citoscheletro, una sorta di impalcatura deformabile in grado di modificare la forma della cellula e che le permettere di 'strusciarè, un movimento detto ameboide.

 Isolando e riproducendo in laboratorio alcune delle strutture biologiche che compongono questa impalcature, i ricercatori statunitensi sono riusciti a realizzare un gel in grado di muoversi in maniera indipendente allo stesso modo delle cellule ameboidi. Utilizzando una serie di microtubuli, sottili filamenti che danno forma al materiale, e delle molecole di chinesina, veri e propri motori capaci di 'camminarè lungo i microtubuli, i ricercatori sono stati in grado di far avanzare il gel. L'energia per questo movimento viene fornita da una molecola presente nel gel, l'adenosintrifosfato (Atp) lo stesso 'combustibilè usato dalle cellule. Lo studio rappresenta un importante passo in avanti nella comprensione delle meccaniche interne delle cellule ma sopratutto per lo sviluppo di sempre più evolute applicazioni tecnologiche ispirate alla natura.

Da rimarcare che il flusso attivo autosostenuto del gel intrappolato ha indotto un movimento autonomo anche nella gocciolina di substrato. Le stesse goccioline, pur muovendosi su traiettorie curvilinee invece che rettilinee, hanno dimostrato di poter percorrere una distanza di 250 micrometri in 33 minuti.
L'emergere di una motilità in un sistema relativamente semplice come quello studiato, sottolineano gli autori, offre l'opportunità di aprire nuovi campi di ricerca nella cosiddetta fisica della materia condensata "soffice", che ha permesso di ottenere notevoli risultati tecnologici utilizzando gel di polimeri, cristalli liquidi ed emulsioni.

 

 

 

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13 novembre 2012 2 13 /11 /novembre /2012 22:57
chromium
Lo conoscevate? E' un browser (un programma per navigare su internet) velocissimo e Open Source. Da questo progetto è nato il più famoso Chrome di Google, ma vi assicuro che la versione originale non ha nulla da invidiare al fratello famoso. Il ''motore'' è il medesimo e quindi la velocità di navigazione è garantita; la carratteristica che lo rende interessante è che è un programma ''stand alone'', ovvero che non necessita di installazione. Si scarica un pacchetto di file zippati, si decomprimono ed ecco il programma bellecchè pronto! Il vantaggio di questa cosa è che può essere decompresso ovunque, tipo in una chiavetta USB per essere poi utilizzato per navigare in velocità, ovunque e senza lasciare tracce...
Chromium è un browser web open source che punta a fornire uno strumento di accesso al web che sia più sicuro, stabile e veloce, basato sull'engine di Google Chrome. Mentre Google Chrome viene ufficialmente aggiornato una o due volte al mese, Chromium viene solitamente aggiornato diverse volte al giorno per rendere disponibili tutte le nuove funzionalità e gli ultimi fix disponibili.
 
 
 
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1 novembre 2012 4 01 /11 /novembre /2012 17:56
zac___il_primo_uomo_con_una_gamba_bionica_controllata_dal_pensiero

Ricordate tutti il celebre telefilm '' l' uomo da 6 milioni di dollari''? Il protagonista era dotato di varie parti del corpo bioniche, tra cui anche le gambe. La realtà ha fatto un risultato simile, certamente non potrà correre come il personaggio Steeve Austine, ma in compenso potrà contare su un nuovo passo della tecnologia in più. Il suo nome è Zac Vawter, ha 31 anni ed è americano di Yelm, (Stato di Washington). È un uomo speciale perché cercherà di dare una mano alla scienza utilizzando un suo handicap: Zac avrà una vera gamba bionica, controllata dai suoi pensieri, realizzata dai ricercatori del Rehabilitation Institute di Chicago. L'uomo ha perso la gamba destra in un incidente d'auto e per testare il nuovo arto bionico domenica prossima, tenterà di salire i 103 piani della Willis Tower, nella città dell'Illinois ...

... uno dei grattacieli più alti del mondo, sperando di arrivare in cima in circa un'ora.

 

 

Come funziona? Molto semplicemente Zac penserà ''voglio salire le scale'', e la protesi, se tutto andrà come i ricercatori sperano, risponderà all'impulso sincronizzando i movimenti di caviglia a ginocchio artificiali: ''La speranza – spiega l'uomo – è che ne possano trarre beneficio un sacco di altre persone come me''.Il funzionamento della gamba bionica sembra semplice all’apparenza: infatti l’arto risponderà agli impulsi elettrici provenienti dai muscoli collegati al tendine del ginocchio e Zac non dovrà fare altro che pensare ‘Sali le scale e tutto verrà da se. Cinture e catene che compongono la protesi, sperano i ricercatori, dovrebbero rispondere all’impulso sincronizzando i movimenti.

 

 

 

 

 

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30 ottobre 2012 2 30 /10 /ottobre /2012 22:32
Windows Phone 8 (una volta conosciuto come Apollo) è stato  presentato per l’Italia  alla serata di ufficializzazione del nuovo sistema operativo di Microsoft, che andrà a succedere a Windows Phone 7.5, portando tutti quei miglioramenti che sono stati invocati da tempo. Quali? Si punta da subito sui processori dual core, al chip NFC (Near Field Communication), a una maggiore risoluzione del display e all’ampliamento della memoria via microSD grazie allo slot sul lato. Samsung, HTC, Huawei e ovviamente Nokia su tutti sono i produttori che affiancheranno Microsoft in questa nuova avventura. Scopriamo di più sui modelli e sui prezzi con i quali usciranno in Italia.Windows Phone ha debuttato con la versione conosciuta come Windows Phone 7 poi seguita dopo qualche mese dall’attuale Windows Phone 7.5 alias Mango.
Successivamente vedremo Windows Phone “Tango” che è stato un aggiornamento di minor portata che si è dedicato soprattutto ai dispositivi di medio-basso range. Questo perché ci penserà Windows Phone 8 a salire di livello in modo consistente. Windows Phone 8 – come suggerisce per altro il nome stesso – andrà ad avvicinarsi all’approccio di Windows 8 ossia del sistema operativo versione desktop che illuminerà il 2012 di Microsoft. Il kernel di Windows Phone 8 cambia e si evolve così da aumentare le performance multimediali, in sicurezza e produttività.Quali sono le principali novità di Windows Phone 8? Per prima cosa si renderà soddisfatti gli utenti che chiedono a gran voce il supporto per processori dual core aprendo la strada ai futuri quad core; si avrà supporto per fino a quattro risoluzioni differenti di schermo al contrario dell’unica veramente ottimizzata finora, si punterà sul NFC (Near Field Communication) per micropagamenti, sincronizzazione e condivisione. Sarà possibile ampliare la memoria via microSD al contrario dei dispositivi attuali che non possono essere espansi, si sfrutterà l’integrazione con Windows 8 per una condivisione biunivoca tra sistema operativo mobile e desktop. Si punterà sui servizi di casa come Skype e Skydrive rispettivamente per videochiamate, chat e trasferimento file e per archiviare/condividere file on the cloud.
 
La presentazione italiana è iniziata con una serie di dati tecnici e analitici sull’andamento del mercato e sugli obiettivi di Windows Phone: è stato interessante scoprire che la fetta di torta di Agosto era del 10% e che il modello più acquistato è stato poi Nokia Lumia 610. Le altre novità svelate? La personalizzazione della schermata di blocco, con Tile customizzabili in 3 dimensioni che mostrano più informazioni a seconda delle dimensioni stesse, l’app SmartGlass per controllare Xbox, Xbox Music per la gestione dei file multimediali (prende il posto di Zune), nuovi filtri per la fotocamera, ricerca vocale dalla schermata Bing, Internet Explorer 10 come potente e sicuro browser di default, tastiera che prevede ciò che si digiterà basandosi sui testi precedenti.
Backup - Tra le funzioni di maggior interesse c’è, senza ombra di dubbio, quella riguardante il backup. Se si è in possesso di un account Microsoft (un Live ID, tanto per intendersi), infatti, sarà possibile effettuare il salvataggio dei dati del proprio cellulare direttamente on the cloud, sfruttando il servizio Sky Drive. Sarà possibile salvare sulla propria nuvola personale i dati e le app - i preferiti di Internet Explorer, una lista delle app installate nel dispositivo e le impostazioni configurate -, i propri messaggi, i propri video e le proprie foto. Un servizio molto interessante, che metterà l’utente al riparo da eventuali “incasinamenti” del sistema operativo. Se sarà necessario un ripristino, infatti, si potrà reinstallare tutto senza problemi e nel giro di pochi click.
Kid’s corner - Il cosiddetto “angolo dei bambini” è una funzione che interesserà moltissimi genitori. Il Kid’s corner è un’area isolata e protetta, nella quale installare app e giochi e importare musica e video che ritieni abbastanza sicuri per i tuoi bambini. Dal lock screen, basterà “svoltare” a sinistra per accedere a questa area nella quale i vostri piccoli potranno “scorrazzare” senza che debba preoccuparti per la loro sicurezza.
Wallet – Altra funzione molto interessante e, per alcuni versi, di grande utilità è il wallet (portafoglio in inglese). All’interno del vostro wallet potrai conservare di tutto o quasi: dal numero della (o delle) tua carta di credito, i dati delle tue carte fedeltà (quelle per la raccolta punti o per accumulo sconti, tanto per intendersi) e i tuoi coupon. Molto interessante, a questo proposito, la sezione Deals, che ti aiuta a trovare online le offerte di negozi o ristoranti più vicini a te.
Passiamo agli smartphone, che usciranno a Novembre. Nokia Lumia 920 è il più atteso, avrà un prezzo di 599 euro, ecco la scheda tecnica:
  • Sistema operativo Windows Phone 8
  • Processore 1.5GHz dual core Snapdragon S4
  • Schermo touchscreen capacitivo 4.5 pollici
  • Fotocamera 8 megapixel con tecnologia PureView
  • GPS, Wi-Fi, Bluetooth
  • Batteria 2000mAh
  • NFC
  • Ricarica Wireless
Nokia Lumia 820 costerà 499 euro, ecco la scheda tecnica:
  • Sistema operativo Windows Phone 8
  • Processore 1.5GHz dual core Snapdragon S4
  • Schermo touchscreen capacitivo 4.3 pollici
  • Fotocamera 5 megapixel
  • GPS, Wi-Fi, Bluetooth
  • Batteria 1650mAh
  • NFC
  • Ricarica Wireless
HTC 8X costerà 549 euro, la sua scheda tecnica
  • Sistema operativo Windows Phone 8
  • Processore dual core 1.5GHz Qualcomm Snapdragon S4 con 1GB di Ram
  • Schermo touchscreen da 4.3 pollici Super LCD a risoluzione 720p HD
  • Vetro Gorilla Glass
  • GPS con bussola, Wi-Fi e Bluetooth
  • NFC
  • Fotocamera da 8 megapixel con sensore BSI e videorecording Full HD 1080p
  • Videocamera da 2.1 megapixel frontale con sensore BSI
  • Batteria da 1800mAh
HTC 8S è posizionato un gradino sotto, a 299 euro:
  • Sistema operativo Windows Phone 8
  • Touchscreen da 4 pollici a risoluzione 480×800 pixel (WVGA) Super LCD
  • Processore dual core da 1GHz Qualcomm Snapdragon S4
  • 512MB Ram, 8GB di memoria espandibile via microSD
  • GPS con bussola, Wi-Fi, Bluetooth
  • Fotocamera da 5 megapixel con videorecording
  • Batteria da 1700mAh
  • Dimensioni 120.5 x 63 x 10.28 mm per 130 grammi
Infine, Samsung Ativ S che avrà anche lui un prezzo di 599 euro:
  • Sistema operativo Windows Phone 8
  • Schermo touchscreen da 4.8 pollici HD Super AMOLED
  • Fotocamera da 8 megapixel con videorecording Full HD
  • Videocamera da 1.9 megapixel
  • Wi-Fi, GPS, Bluetooth 3.0, NFC
  • Processore da 1.5GHz dual-core con 1GB di Ram
  • Memoria da 16 o 32GB espandibile via microSD
  • Dimensioni 137 x 70,5 mm per 135 grammi
  • Batteria da 2300mAh
 
Cosa ne pensate dei nuovi Windows Phone?
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22 ottobre 2012 1 22 /10 /ottobre /2012 21:36
Le riproduzioni in scala reale di fantocci che con polimeri di silicone e scheletri in pvc come postato in altri articoli, continuano una corsa verso una parola che fino a poco tempo fa avrebbe fatto sorridere a chiunque avrebbe detto che in un futuro non lontano, degli androidi avrebbero potuto mostrarsi ad un mondo del tutto scettico a riguardo: ebbene...In meno di dieci anni avremo tutte le androidi veri e propri che si muovono nella nostra società. Per coloro che potranno permettersi un androide, potranno essere aiutati con i compiti che devono essere fatte in modo da poter dedicare più tempo a fare le cose che si  amano fare .Permetteranno agli anziani di rimanere nelle loro case, offrendo loro compagnia e assistenza. Si potrebbe anche lavorare al fianco di esseri umani, togliere il lavoro in fabbrica di ritorno dalla Cina e quindi rafforzare la nostra economia. Le possibilità sono davvero infinite e che è indispensabile, come  capire nuove applicazioni, che tutte le implicazioni etiche sono  state considerate. In questo video affascinante, Reporter Carolyn Jarvis dello spettacolo 16:09 su Global News Canada si incontra con alcuni tra i maggiori esperti nel campo della robotica, che mostra fino a che punto la tecnologia è già venuto e quello che sarà il futuro.
 
 

Il progetto utilizza semplicemente la struttura simile alle ossa vere,  viene creato su termoplastiche perline polimorfe, che possono essere fusiee stampate a soli 60 ° C, e può essere ripetutamente riformato nuovamente. Per il movimento la struttura utilizza piccoli motori a  cacciavite collegati ai tendini in linea, come un' ala, mentre la componente elastica della sua muscolatura è prevista la corda elastica shock.

Si può dire dai video qui sotto che il movimento effettivo del robot ha molta strada da fare prima che diventi forte e naturale, l'idea generale del progetto ha un sacco di potenziale. Si muove e interagisce già molto più realistico rispetto alla maggior parte dei suoi parenti. Potete trovare maggiori informazioni a eccerobot.org .

 
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18 ottobre 2012 4 18 /10 /ottobre /2012 22:13

lte italia

Come cambia la connessione della rete informatica che a breve ci ritroveremo tra le mani in un cellulare? A breve lo scopriremo: aprirà le spiegazioni nientemeno che la TIM e presenta la prima offerta per l’LTE in Italia: stiamo parlando del Long Term Evolution o 4G che promette una connessione teorica a 100Mb al secondo – e ripetiamo teorica, vedi ultimo paragrafo – e realistica verso i 7Mb dunque fino anche a 5 volte meglio dell’attuale HSDPA 3.5G. Dal prossimo 7 novembre, Tim offrirà non solo una tariffa, ma anche un tablet e una chiavetta per agganciarsi al network dove disponibile. Dove, appunto? A Roma, Milano, Torino e Napoli e poi verso fine anno in 24 città, insomma dove già si può fruire di connessioni ultraveloci sia a casa sia in mobilità. Per ora, inoltre, solo le frequenze da 1800Mhz sono disponibili, perché quelle da 800Mhz – seppur già pagate – sono ancora occupate dalle TV locali. Insomma c’è poco da entusiasmarsi.

Gli Ingegneri 3GPP hanno chiamato la tecnologia "Long Term Evolution", in quanto rappresenta il passo successivo ( 4G ) in una progressione da GSM , uno standard 2G, per UMTS , i 3G tecnologie basate su GSM.LTE fornisce un aumento significativo di punta dei dati, con la possibilità per 100 Mbps downstream e 30 Mbps in trasmissione, ridotta latenza , capacità di larghezza di banda scalabile, e garantendo la compatibilità con l'attuale tecnologia GSM e UMTS. Gli sviluppi futuri potrebbero portare a picco velocità dell'ordine di 300 Mbps..

I due principali operatori italiani, Vodafone e Telecom Italia, avevano finalmente iniziato la fase di test “dimostrativa” della tecnologia LTE 4G lo scorso febbraio. E’ l’evoluzione del 3G (UMTS) e del 3.5G (HSDPA) che consente di navigare ad altissima velocità, sfruttando come base le infrastrutture già esistenti. Entrambi i test sono partiti da Torino e non è un caso visto che il capoluogo piemontese è sede di due importanti laboratori che studiano il futuro delle telecomunicazioni. Le iniziative sono interessanti, ma finora c’è stato poco di cui entusiasmarsi sia per il discorso della velocità promessa sia soprattutto per le tempistiche.

E’ da tempo immemore che attendiamo la connessione 4G, prima si era tentato con il Wimax, ma tutti i buoni propositi sono naufragati in una sorta di tecnologia di nicchia, poco amata dai grandi operatori. I provider, anzi, dopo un primo periodo di aste scatenate si sono lentamente defilati e hanno di fatto messo i bastoni nelle ruote della diffusione del Wimax. Così sono salite le quotazioni dell’altra tecnologia 4G ossia l’LTE. Acronimo di Long term evolution, è attualmente la più utilizzata all’estero, dall’Asia hitech agli USA, ma anche in Germania.

Merito della sua stessa natura, visto che l’LTE è il progresso tecnico delle tecnologie precedenti e dunque richiede anche spese minori rispetto al Wimax nell’implementazione a livello nazionale. Il 2012 è sempre stato indicato come l’anno buono per la diffusione di una tecnologia e durante lo scorso settembre l’asta pubblica ha assegnato le licenze delle frequenze (1.800 MHz, 2.600 MHz e 800 MHz) con un ricavo di 3.9 miliardi per lo stato italiano. Chi ha vinto l’asta? Nessuna sorpresa che siano Tim, Vodafone, H3G 3 Italia e Wind. Le prime due hanno fatto debuttare da subito la tecnologia con eventi dimostrativi, a Torino. Queste prove hanno avuto un senso prettamente commerciale, ma erano da prendere con le pinze.

Il primo limite era quello delle frequenze visto che quelle da 800MHz – le più gettonate – erano ancora occupate da TV locali e dunque non garantivano un test esteso a livello generale. Queste frequenze sono pensate per tutti gli operatori tranne che per 3 Italia che adotterà le frequenze da 1800 e 2600MHz che sono libere e dunque garantirebbero un lancio già quest’anno, teoricamente. Il secondo e più grave limite è quello dell’effettiva velocità di fruizione. Oggi si promettono 100Mbps in download e 50Mbps in upload, ma è la condizione ideale e dunque non realistica. Visto che a una singola cella potrebbero collegarsi più utenti, questa dovrà necessariamente frazionare questa portata e dunque è più verosimile pensare di poter navigare ad alcuni Megabit piuttosto che a diverse decine di Megabit. Impensabile, insomma, di navigare sempre a 100Mbps. Perché ciò avvenga deve prima esserci una rete a fibra ottica a supporto che possa garantire i 100Mbps a utente, ma i tempi in questo caso di dilatano ancora di più arrivando a superare il 2014. Insomma l’LTE sarà una rivoluzione, ma non ora, siamo ancora troppo indietro.

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16 ottobre 2012 2 16 /10 /ottobre /2012 21:06

I pannelli solari sono ormai da qualche anno una realtà, soprattutto per i nuovi immobili, ma se siete preoccupati dell’aspetto estetico e dei costi, SolTech Energy System offre una novità che coniuga high tech e design. La società svedese specializzata in sistemi di energia rinnovabile, ha creato il Techo Solar®, un progetto diarchitettura bioclimatica che coniuga valore estetico e rispetto per l’ambiente.

È un tetto costituito di semplici tegole in vetro, montato su un supporto di colore scuro che assorbe il calore del sole catturato dal vetro. L’aria calda così creata, viene convogliata in un accumulatore, da cui potrà venire utilizzata per riscaldare l’acqua e come sistema di termoregolazione per gli ambienti.

Resistente agli agenti climatici, è installabile sia su palazzine ad uso privato che aziendale. Perfetto per gli spazi aperti ma anche per quelli chiusi, è anche un ottimo risparmio in termini di costi, visto che oltre a sviluppare energia per l’edificio su cui è installato, ha anche il semplice compito di proteggerlo dagli agenti esterni.

Altamente compatibile con i sistemi di riscaldamento attualmente in uso, è facilmente utilizzabile anche dagli edifici meno moderni; le tegole in vetro infatti possono essere inserite anche solo in integrazione alle tegole in argilla, in questo modo, il Techo Solar funge sia da copertura all’edificio, che da sistema energetico; il tutto in modo veloce ed ecologico, e senza dover rivoluzionare l’architettura dello stabile.

A seconda delle condizioni climatiche, dell’angolo e della posizione dell’edificio, ogni metro quadro del Techo Solar può arrivare a produrre circa 350 kWh!

Già in commercio in Portogallo, in Spagna gode di cospicue sovvenzioni: fino al 60% sul totale della spesa. Il rendimento del Techo è anche maggiore rispetto a quello dei moderni sistemi di cattura e trasformazione dell’energia solare ad oggi presenti nel Paese.Nel 2010 l’azienda ha vinto il premio come materiale più innovativo dell’anno, alla Fiera Nordbygg, a Stoccolma.

Oltre a questa curiosa innovazione che verrà introdotta costantemente anche nelle case di nuova generazione, ci sono anche i pannelli fotovoltaici da installare sul tetto o in giardino,  le tegole fotovoltaiche: perfettamente integrate nella struttura dell’edificio, efficienti e soprattutto belle da vedere. Il problema estetico è infatti uno dei fattori che hanno finora ostacolato la diffusione dell’energia solare in Italia, un paese ricco di borghi antichi e centri storici dove l’installazione dei pannelli solari è non solo antiestetica, ma spesso vietata dalla legge.

La tegola solare permette di ovviare a questo inconveniente. Già presente sul mercato da più di un anno, il prodotto si è infatti perfezionato e diversificato in modo da integrarsi sempre meglio nel paesaggio. Sono oggi disponibili sia tegole che coppi fotovoltaici.

Le tegole sono di fatto piccoli pannelli solari da applicare sulla parte piatta di ogni tegola o tra una tegola l’altra. La differenza rispetto a un tetto tradizionale è percepibile, ma siamo ben lontani dall’impatto estetico di una copertura costituita interamente da pannelli fotovoltaici. Inoltre, l’installazione richiede un rifacimento solo parziale del tetto e la resa può essere molto elevata.

I coppi solari rappresentano la vera novità. Sono fatti esattamente come i coppi tradizionali, solo che sulla loro superficie è ricavato l’alloggiamento per un pannellino fotovoltaico. I difetti rispetto alla tegola: costano di più, richiedono il totale rifacimento del tetto.

I vantaggi: sono più belli e più simili ai tetti tradizionali, non hanno bisogno di installatori specializzati e danno diritto alla certificazione di “integrazione totale” del pannello nel tetto. Questo significa che, nelle zone sottoposte a rigide normative in ambito paesaggistico, i coppi permettono di ottenere le necessarie autorizzazioni all’installazione con più facilità rispetto alle tegole.

L’offerta di tegole e coppi solari cresce a vista d’occhio e i produttori sono già un buon numero. Una chicca tutta green? Le tegole prodotte a Rovigo da Fornace Fonti: in argille naturali della pianura padana, senza aggiunta di fanghi o additivi industriali, provviste di pannellini solari sostituibili qualora la ricerca in ambito fotovoltaico dovesse portare a tecnologie sensibilmente più efficienti.

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