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1 marzo 2014 6 01 /03 /marzo /2014 22:59

Dicono che la morte possa essere prevista grazie a un'analisi dei geni. Ma forse basta anche un prelievo del sangue, almeno per dirci se il nostro corpo reggerà fino ai prossimi 5 anni. Sembra una sciocchezza, ma non lo è, anche sei i contenuti dello studio pubblicato su Plos Medicine, sul piano etico e del servizio scientifico all'umanità, sono piuttosto discutibili.

Il lavoro ha raccolto i ricercatori di mezzo mondo: dall’Estonia alla Finlandia, e poi quelli del Massachusetts Institute of Technology, del Children’s Hospital e dell’Università di Harvard a Boston e ancora del Wellcome Trust e della Scuola di Medicina di Bristol. 

Sono state studiate più di 17.000 persone attraverso un sistema molto sofisticato, la spettrometria a risonanza magnetica nucleare. Gli studiosi hanno analizzato contemporaneamente un gran numero di molecole, ne hanno individuate diverse, quattro per l'esattezza, capaci di prevedere chi sarebbe morto di cuore o di tumore nei prossimi 5 anni.

Quindi, hanno dato un punteggio ad ogni molecola e ne è risultato un "score" complessivo. In sostanza, più l'indice è alto più è elevato il rischio di morire anzitempo. Lo hanno chiamato "death test", il test della morte, e uno dei parametri di riferimento più importanti è l’albumina, i cui livelli si alterano nelle malattie del fegato o del rene.

Il secondo parametro è il Vldl: sono lipoproteine a bassa densità che hanno a che fare con le malattie del cuore. E infine l’Alfa1 glicoproteina acida, che aumenta soprattutto nel cancro, e il citrato, importante per il metabolismo energetico. 

Ora, bisognerebbe capire la reale utilità di questo test. Dietro si nasconde un interesse specultativo? Quale sarebbe inoltre la reazione di fronte ad una cattiva notizia? Qualsiasi sarebbe il risultato il condizionamento psicologico sarebbe altissimo. Basta sapere cosa evitare per avere una speranza di vita più longeva: parliamo del fumo, dell'alcol, delle droghe, dell'obesità. Banalità e concretezze allo stesso tempo.

Capablanca

http://www.nextme.it/scienza/salute/7273-test-morte-5-anni

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28 febbraio 2014 5 28 /02 /febbraio /2014 22:43


Dormo e metto a disposizione lo smartphone per studiare le proteine: Basta connettere il proprio cellulare a una rete WiFi e lasciarlo collegato alla corrente...

E se usassimo il nostro cellulare anche mentre dormiamo? È questo quello che devono aver pensato i ricercatori dell’Università di Vienna trovandosi di fronte a una mole di sequenze proteiche da analizzare e decriptare. Così l’idea, sviluppata insieme a Samsung Austria, di creare l’app Power Sleep che, utilizzando i processori degli smartphone, permette di aiutare i ricercatori.

 POWER SLEEP - La app, disponibile per dispositivi Android (a partire dalla versione 2.3, anche fuori dall’Austria), analizza i dati che Simap (Similarity Matrix of Proteins) – un database di similitudini tra proteine che contiene tutte le sequenze di proteine a oggi pubblicate e continuamente aggiornate – invia agli smartphone quando sono «a riposo». Power Sleep funziona infatti come un orologio. Prima di andare a dormire basta impostare l’ora della sveglia, connettere il proprio smartphone a una rete WiFi e lasciarlo collegato a una presa di corrente. Quando la batteria è carica al 100% Simap invia un pacchetto di dati (circa 1 MB) da elaborare al telefonino. L’operazione dura in media 30-60 minuti, al termine del calcolo lo smartphone restituisce i dati automaticamente al server centrale, che invia un nuovo pacchetto di dati e così continua a fare fino all’ora prevista del risveglio, quando la app smette di funzionare in automatico. Sleep Power assicura di non accedere in alcun modo ai dati degli smartphone che scaricano e utilizzano la app.

SEQUENZE PROTEICHE - Thomas Rattei, responsabile di Simap, garantisce invece l’utilità dei dati che vengono «calcolati» dagli smartphone: le sequenze proteiche decriptate servono infatti agli scienziati per studi di genetica, biochimica e biologia molecolare che servono a portare avanti, tra le altre, ricerche sul cancro e l’Alzheimer. La modalità informatica utilizzata da Power Sleep si chiama «calcolo distribuito» ed è utilizzata già da anni dai laboratori che non hanno risorse sufficienti per affrontare i costi della ricerca o che hanno quantità enormi di dati da analizzare.

CALCOLO DISTRIBUITO - Il calcolo distribuito consiste nell’appoggiarsi su un sistema di computer autonomi tra loro, che comunicano attraverso una rete e che lavorano indipendentemente su uno stesso progetto al fine di raggiungere un obiettivo comune. I costi computazionali di Simap, che calcola la similitudine tra proteine, sono proporzionali al quadrato del numero di sequenze contenute, per questo, lo sforzo computazionale per mantenere la matrice aggiornata aumenta costantemente. Simap comprende circa 40 milioni di sequenze proteiche diverse, provenienti da più di 80 milioni di voci del database: «Le risorse interne che effettuano calcoli», si legge sul sito del progetto, «non sono già da anni sufficienti per trattare tutte le nuove sequenze proteiche. Così abbiamo creato un client Simap compatibile con la piattaforma Boinc (Berkeley Open Infrastructure for Network Computing) che si basa sull’algoritmo Fasta per individuare le similitudini tra le sequenze».

SIMAP - Simap è un progetto dell’Università di Vienna, del Centro Helmholtz di Monaco, dell’Università di Monaco e del Centro di vita e scienza dell’alimentazione di Weihenstephan, coordinati da Thomas Rattei. In Italia sono diversi i progetti di calcolo distribuito in corso e la maggior parte si appoggia al team di Boinc.Italy. 

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13 febbraio 2014 4 13 /02 /febbraio /2014 22:37

I laboratori dell’università americana Tufts University del Massachusetts hanno realizzato il motore elettrico più piccolo del mondo, costituito da una sola molecola composta da 18 atomi e grande un nanometro. La rivoluzionaria scoperta schiude le porte ad una nuova strada per la mobilità del futuro e soprattutto può avere interessanti applicazioni nel campo della medicina e della nanotecnologia.

L’idea di partenza è stata quella di fornire una carica elettrica a una molecola di solfuro di metile – butile collocata su una superficie in rame. È stata poi utilizzata la punta di un microscopio elettronico a scansione a effetto tunnel a bassa temperatura per trasmettere la carica elettrica alla molecola.
L’equipe di ricercatori, guidata dal professore Charles Skyes, ha notato che riuscendo a regolare la temperatura si poteva tenere sotto controllo la rotazione della struttura atomica della molecola, consentendo, attraverso ulteriori sviluppi, applicazioni pratiche in diversi settori. I risultati di questa nuova ricerca superano ampiamente il record mondiale detenuto da un motore elettrico grande 200 nanometri.

Charles Sykes, professore associato di Chimica presso la Tufts, ha dichiarato: “Prima d'ora, era stato trovato il modo di fare motori alimentati da luce o reazioni chimiche, ma per la prima volta è stata dimostrata la possibilità della trazione elettrica in motori molecolari: siamo stati in grado di dimostrare che è possibile fornire energia elettrica a una singola molecola e farle fare qualcosa che non è solo casuale”.
Aggiungendo: “Ci sono stati progressi significativi nella costruzione di motori molecolari alimentati dalla luce e da reazioni chimiche, ma questa è la prima volta che viene dimostrata la possibilità della trazione elettrica in motori molecolari, al di là alcune proposte teoriche”.

Ed ancora: “Una volta che avremo una comprensione migliore delle temperature necessarie per far funzionare questi motori, ci potrebbero essere applicazioni reali ad esempio in alcuni sensori e in dispositivi medici che coinvolgono piccoli tubi. L’attrito del liquido contro le pareti del tubo aumenta a queste scale nanometriche, quindi ricoprire la pareti con motori potrebbe aiutare i fluidi a percorrere il tubo più facilmente”.
Infine: “L’accoppiamento del moto molecolare con segnali elettrici potrebbe anche creare ingranaggi in miniatura e circuiti elettrici in nanoscala; questi ingranaggi potrebbero essere utilizzato in linee di ritardo in miniatura, che verrebbero utilizzate in dispositivi come i telefoni cellulari”.

Sarebbe interessante scoprire ulteriori applicazioni nel campo dell’automotive e magari, immaginare, in futuro non troppo lontano in cui i motori saranno sempre più downsizing, con cilindrate sempre più piccole e con effetti meno devastanti sull’ambiente.
 

 

Nanomotori: il futuro della mobilità in una molecola?

NanomotorsPer la prima volta gli scienziati sono riusciti a piazzare piccoli motori all'interno di cellule umane viventi e a guidarli tramite il magnetismo.

Lo studio della Penn State University rappresenta un altro passo avanti verso le macchine molecolari che potrebbero essere usate per, ad esempio, rilasciare farmaci in specifici luoghi del corpo.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista 'Angewandte Chemie International Edition'.

“I nanomotori si muovono, tramite impulsi ultrasonici, all'interno delle cellule e queste mostrano risposte meccaniche interne che nessuno aveva mai visto prima”, ha spiegato Tom Mallouk, fra gli autori della ricerca.

Finora i nanomotori erano stati solo studiati in vitro, ossia in apparati di laboratorio, e mai in cellule umane viventi.

Con una opportuna potenza ultrasonica, i nanomotori sono entrati in azione entrando in contatto con gli organelli della cellula, strutture che svolgono funzioni specifiche.

http://www.automania.it/2867/nanomotori-il-futuro-della-mobilita-in-una-molecola

  salute.agi.it

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8 febbraio 2014 6 08 /02 /febbraio /2014 22:55

Una guarigione sovrumana potrebbe un giorno essere possibile grazie alla scoperta del gene ‘della fonte della giovinezza’.

Personaggi di fantascienza, come Wolverine degli X-Men e Claire Bennet in Heroes, sono stati spesso ritratti con la capacità sovrumana di guarire anche le ferite più gravi quasi istantaneamente.

Ma come potrebbe essere possibile abilitare tale guarigione estrema nel mondo reale?

Gli scienziati credono di aver fatto un passo avanti per rendere questo processo una realtà grazie alla scoperta di un gene particolare soprannominato la “fonte della giovinezza”.

Quando viene attivato, questo gene ha la capacità di facilitare la guarigione rapida e una uniforme rigenerazione degli arti nei topi. I ricercatori ritengono che il gene potrebbe permettere di fare lo stesso negli esseri umani. Una scoperta avvenuta casualmente, il gene sembra regolare un processo di auto-rinnovamento delle cellule staminali e può essere attivato sia attraverso la manipolazione genetica sia con una combinazione di farmaci.

Il Dottor George Daley dell’Ospedale Pediatrico di Boston, che ha fatto la scoperta durante lo svolgimento della ricerca sul cancro sostiene che potrebbe sembrare fantascienza, ma Lin28a potrebbe essere parte di un cocktail di guarigione che potrà dare agli adulti una riparazione del tessuto superiore come avviene negli animali giovani.

Le cellule staminali efficacemente sono utilizzate oggi nelle terapie umane? Fa la capacità di riprogrammare la media adulta delle cellule staminali noi più non hanno bisogno della ricerca embrionale della cellula staminale? È vero che le cellule staminali prodotte con riprogrammare genetico possono diventare cancerogene? Cellule staminali Embrionali sono detti di fare così tanto piombo la promessa, ma quando essi alle maturazioni?

Queste domande sono appena alcuni di quelle principalmente chieste frequentemente da un pubblico confuso che cerca le risposte, secondo i medici ed i ricercatori al Programma di fama mondiale della Cellula Staminale all'Ospedale Pediatrico Boston -- e sono fra i motivi principali per il lancio oggi del sito Web nuovo: stemcell.childrenshospital.org.

La clinica universitaria pediatrica per la Facoltà di Medicina di Harvard, l'Ospedale Pediatrico Boston lungamente è stata una guida nella ricerca della cellula staminale, contribuente molte innovazioni al campo. Ora, oltre al suo impegno ad avanzare la scienza, il Programma della Cellula Staminale alle ricerche dei Bambini per impegnare il pubblico in una discussione nazionale sulla necessità cruciale di supportare ricerca della cellula staminale, ancora un argomento del piccante-bottone per alcuno.  Creando il nuovo sito Web, gli obiettivi dei Bambini per riempire un vuoto e per trasformarsi nella risorsa di avanzamento per informazioni affidabili ed accessibili sul campo spesso frainteso di ricerca della cellula staminale. Lo scopo finale: per portare a gambo alle le terapie basate a cella alla clinica all'interno di un aspetto degli anni per introdurre una nuova era di redditizio guarendo quello è non invadente ai pazienti.

“Quando si tratta delle cellule staminali, c'è ancora un ad alto livello del malinteso o confusione da parte di grande pubblico,„ ha detto il Dott. Leonard Zon, Direttore del Programma della Cellula Staminale all'Ospedale Pediatrico Boston. “Il Nostro scopo con questo sito è di essere una fonte affidabile di informazioni in relazione con la cella del gambo e di incoraggiare la gente ad essere conferita a nella scienza ed attivamente addetta ad avanzare che cosa consideriamo come il campo più emozionante e di promessa di ricerca medica.„

Ha Progettato per essere ad una risorsa adatta a consumatore, le nuove ricerche del sito per spiegare la scienza nei termini prontamente comprensibili, per correggere le false percezione e per illuminare la potenza ed il valore dei tipi differenti di cellule staminali creare le maturazioni di potenziale per un intervallo delle malattie -- compresi la malattia di cuore, diabete, leucemia ed altri cancri, anemia faciforme, disordini neurologici, quali Parkinson e Huntington, disordini muscolari, come la distrofia muscolare e molto più.

guarigioni_veloci“Lo scopo della nostra ricerca è dell'un giorno da potere fare maturare che cosa ora è incurabile,„ ha detto il Dott. George Daley, Direttore di Trapianto della Cellula Staminale all'Ospedale Pediatrico Boston.  “Con le nuove applicazioni di media del sito Web e del sociale della cellula staminale, quelle di noi sui fronti può comunicare direttamente con il pubblico e coloro che potrebbe trarre giovamento da queste terapie potenziali -- e possiamo trasportare che progressi stanno realizzandi, che cosa le sfide in corso sono e che cosa può essere fatto per contribuire a costituire un fondo per le maturazioni del ritrovamento e della ricerca.„

Per più ulteriormente impegnare il pubblico, il Programma della Cellula Staminale di Boston dell'Ospedale Pediatrico sta adottando un approccio interattivo per promuovere una conversazione nazionale sulle cellule staminali con una presenza sociale ambiziosa di media, che sarà facilitata da queste altre interfacce digitali di recente creazione e sarà ospitata dal Programma della Cellula Staminale:

Pagina di Facebook: http://www.facebook.com/BostonStemCell

Manica di YouTube: http://www.youtube.com/BostonStemCell

Twitter: @BostonStemCell (http://www.twitter.com/BostonStemCell).  

Inoltre, le guide del Programma della Cellula Staminale, il Dott. Leonard Zon ed il Dott. George Daley, forniranno gli aggiornamenti taglienti della ricerca e di commento sui nuovi conti personali di Twitter: @leonard_zon e @G_Q_Daley.

In termini di contenuto del sito Web, il sito visivamente affascinante caratterizza una serie “di cellula staminale animata 3-D 101" video, ospitata dal Dott. Zon e dal Dott. Daley, che indirizzano alcune il più delle volte delle domande fatte circa le cellule staminali e danno a visualizzatori un'esercitazione visiva.  Altre aree sul sito forniscono una cronologia della scienza delle cellule staminali e dei criteri che urtano la ricerca, una mano di fondo sui dibattiti etici che circondano la ricerca della cellula staminale, una redazione che caratterizzano gli aggiornamenti sulle ultime innovazioni nel campo e più.

http://mondomisteri.altervista.org/blog/e-possibile-guarire-come-wolverine/

 

 

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31 gennaio 2014 5 31 /01 /gennaio /2014 23:06

Un gruppo di ricerca dell’Università di Dartmouth sta studiando l’applicazione in oncologia dell’effetto Cherenkov, l’emissione di luce di una particella carica in determinate condizioni. L’obiettivo è rendere visibili le radiazioni utilizzate nella cura dei tumori, in modo da perfezionare le terapie. I primi risultati sul Journal of Biomedical Optics.

di Giulia Bonelli

Quando nel 1958 il fisico russo Pavel Alekseyevich Cherenkov vinse il premio Nobel per la fisica, probabilmente non avrebbe immaginato che mezzo secolo dopo i suoi studi sulla velocità delle particelle sarebbero stati applicati alla cura dei tumori. Eppure è proprio quello che sta succedendo: un gruppo di ricerca dell’Università di Dartmouth, nel New Hampshire, ha recentemente pubblicato uno studio in cui si indaga la possibilità di sfruttare l’effetto Cherenkov per migliorare le terapie in oncologia.


Com’è possibile? Per rispondere, facciamo un passo indietro. Andiamo al 1888, prima ancora che nascesse il fisico russo protagonista della nostra storia: siamo nel laboratorio di un altro scienziato, il matematico, fisico e ingegnere britannico Oliver Heaviside. Famoso per diversi motivi, dallo studio dei numeri complessi applicati ai circuiti elettrici, alla riformulazione delle equazioni di Maxwell in termini di forze magnetiche. Quello che a noi interessa però è un suo apparente insuccesso, che gli valse un rapporto conflittuale con la comunità scientifica contemporanea per buona parte della sua vita. Nel 1888 pubblicò infatti un articolo che suscitò un acceso dibattito, in cui ipotizzava una deformazione del campo elettrico e magnetico attorno a una particella carica che si muovesse a una velocità superiore a quella della luce. Una condizione ritenuta impossibile: come può un oggetto andare più veloce della luce?

In quegli anni Albert Einstein era ancora un bambino, ma neppure troppo tempo dopo (era il 1905) formulò la teoria della relatività ristretta, che oltre a rivoluzionare completamente la meccanica classica, affermava che niente può viaggiare a una velocità maggiore di quella della luce. La questione sembrava chiusa, l’ipotesi di Heaviside scartata. Eppure, la teoria einsteiniana parlava di un limite insuperabile solamente nel vuoto. Ma se le particelle si muovessero attraverso un altro mezzo? È la domanda che si pose proprio Pavel Cherenkov, che nel 1934 cominciò a osservare come alcune particelle cariche attraversavano un dielettrico, ovvero un materiale polarizzato da un campo elettrico. Il risultato fu sorprendente: le particelle andavano più veloci della luce. Non più veloci della luce in assoluto, ma più veloci della luce nello stesso mezzo: ecco che la teoria di Heaviside acquistò tutt’a un tratto senso. E non solo: fu anche confermata la sua ipotesi per cui il campo elettrico e magnetico attorno a queste particelle si dovesse deformare: Cherenkov osservò proprio questo, e decretò che ciò che avveniva era un’emissione di radiazione elettromagnetica.
Il Giornale Online
Se poi il dielettrico attraversato dalle particelle cariche era trasparente (come il vetro o un liquido incolore), allora la radiazione elettromagnetica poteva provocare emissioni luminose: un fenomeno che fu chiamato appunto effetto Cherenkov. Definito quindi come l’emissione di luce in un mezzo provocata dal passaggio di una particella carica con una velocità maggiore di quella della luce nello stesso mezzo.

L’effetto Cherenkov è alla base di diversi fenomeni, primo tra tutti la caratteristica luce azzurra che si può osservare nei reattori nucleari.

Negli anni è stato applicato a moltissimi studi di fisica particellare, perché permette di rilevare il passaggio di particelle elementari dotate di elevata energia ed è quindi utilissimo nell’analisi dei fasci prodotti dagli acceleratori di particelle. Forse proprio questi risvolti applicativi hanno convinto i ricercatori di Dartmouth che l’effetto Cherenkov potesse essere utile anche in medicina. Con un’ipotesi semplice quanto rivoluzionaria: la radiazione di Cherenkov potrebbe rendere visibili i raggi X. Sappiamo tutti che durante le radiografie non è possibile vedere i fasci di radiazione che ci attraversano; lo stesso accade in oncologia nelle radioterapie per la cura dei tumori. Questa è una delle ragioni per cui spesso insieme alle cellule tumorali vengono danneggiate anche le cellule sane: è impossibile colpire con assoluta precisione soltanto la zona interessata.

Ecco dove entra in gioco l’effetto Cherenkov: questo fenomeno fisico potrebbe diventare la chiave per vedere le radiazioni, e aggiustare di conseguenza le terapie. Il meccanismo è esattamente quello che rende visibili le particelle cariche; la sola differenza è che il dielettrico attraverso cui farle viaggiare sarebbe il corpo umano. Lo studio del gruppo di Dartmouth, pubblicato sul Journal of Biomedical Optics, sembra confermare la correttezza di questa ipotesi. Durante un primo esperimento su un cane con un tumore alla cavità orale, i ricercatori sono riusciti a “fotografare” l’emissione delle radiazioni, rese visibili dall’effetto Cherenkov. Ora è già stata avviata la seconda fase sperimentale, che dovrebbe testare il metodo su un gruppo di pazienti. Se i risultati fossero positivi, potrebbe essere una svolta importante per la cura dei tumori. È già pronto il nome: “Cherenkoscopia”.

(INAF)

Immagine: L’effetto Cherenkov nei reattori nucleari di Fukushima dopo l’incidente del 2011.
Fonte:

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22 gennaio 2014 3 22 /01 /gennaio /2014 22:39

Se indirizzati verso una specifica regione, gli ultrasuoni possono modulare l'attività del cervello potenziando la percezione e la discriminazione sensoriale negli umani. E’ quanto emerso da uno studio condotto da William Tyler e colleghi del Virginia Tech Carilion Research Institute, pubblicato in questi giorni sulla rivista Nature Neuroscience.

E' prima volta che si dimostra un effetto di questo genere da parte di ultrasuoni transcranici a bassa intensità. Anche se in natura il fenomeno è gia noto in diverse specie animali come le balene, i pipistrelli e le mantidi religiose, che si servono degli ultrasuoni come un sistema di guida sensoriale.

Durante le loro indagini, gli scienziati hanno rivolto gli ultrasuoni verso un'area della corteccia cerebrale che riceve informazioni dalle mani e elabora i dati sensoriali. Poi hanno posizionato un piccolo elettrodo sul polso di alcuni volontari con l’obiettivo di stimolare il nervo mediano, che corre lungo il braccio e passa attraverso il tunnel carpale. Ricorrendo all’elettroncefalografo, hanno scoperto che gli ultrasuoni indebolivano il segnale Eeg e le onde del cervello responsabili della codifica della stimolazione tattile.

 “Gli ultrasuoni hanno un grande potenziale nella mappatura della connettività del cervello umano – spiega William Jamie Tyler assistente al Virginia Tech Carilion Research Institute - Così abbiamo deciso di esaminarne gli effetti sulla regione del cervello responsabile dell’elaborazione degli input sensoriali tattili”.  

Al termine dell’esperimento alcuni soggetti hanno mostrato notevoli miglioramenti in due test neurologici classici sulla sensorialità, distinguendo puntini a distanza più ravvicinata e riconoscendo frequenze sonore solo lievemente diverse. Il risultato è stato inaspettato. I volontari sottoposti agli ultrasuoni hanno mostrato miglioramenti “significativi” in entrambi i test. 

Le nostre osservazioni ci hanno sorpreso - commenta Tyler - Infatti, anche se le onde cerebrali associate alla stimolazione tattile apparivano indebolite con gli ultrasuoni, le persone effettivamente hanno ottenuto punteggi migliori nei test”.  

Sembra paradossale, ma abbiamo il sospetto che la particolare forma dell’onda degli ultrasuoni alteri l’equilibrio di inibizione sinaptica e di eccitazione tra i neuroni limitrofi all’interno della corteccia cerebrale”. 

Capablanca

http://www.nextme.it/scienza/parascienza/6983-ultrasuoni-potenziano-cervello


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17 gennaio 2014 5 17 /01 /gennaio /2014 22:43

Ad affermarlo è uno studio pubblicato su Nature Communications e condotto da un gruppo di ricercatori coordinato da Andrea Markelz dell’università di Buffalo nello stato di New York. La ricerca apre le porte ad un nuovo modo di studiare i processi cellulari fondamentali che sono quelli che permettono la vita

Il Giornale Online
Anche il nostro organismo ha una sua musica. Una vera e propria sinfonia della vita prodotta dalle vibrazioni delle proteine che, come le corde di un violino, modulano i loro movimenti. È proprio grazie a questi movimenti che le proteine possono cambiare forma rapidamente per legarsi ad altre proteine e rendere possibili le funzioni vitali all’interno del nostro corpo come la respirazione e la duplicazione del Dna.

Ad affermarlo è uno studio pubblicato su Nature Communications e condotto da un gruppo di ricercatori coordinato da Andrea Markelz dell’università di Buffalo nello stato di New York. Usando una tecnica che loro stessi hanno sviluppato, i ricercatori hanno osservato per la prima volta in dettaglio le vibrazioni della lisozima, una proteina antibatterica trovato in molti animali. Il team ha scoperto che le vibrazioni, che in precedenza si pensava si smorzassero rapidamente, in realtà persistono nelle molecole come il “suono di una campana“.

“Questi piccoli movimenti – ha detto Markelz – consentono alle proteine di cambiare forma rapidamente in modo che si possano facilmente legare ad altre proteine, un processo che è necessario al nostro corpo per eseguire funzioni biologiche critiche come assorbire ossigeno, riparare altre cellule e replicare il codice genetico”. La ricerca apre le porte ad un nuovo modo di studiare i processi cellulari fondamentali che sono quelli che permettono la vita. La tecnica utilizzata potrebbe in futuro essere applicata per documentare come gli inibitori naturali o artificiali bloccano le funzioni vitali che le proteine svolgono. “Possiamo ora – ha concluso Markelz – cercare di capire i reali meccanismi strutturali alla base di questi processi biologici e come essi vengono controllati.”

Fonte:

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14 gennaio 2014 2 14 /01 /gennaio /2014 23:04

piscosi e tecnologie per il controllo mentale

 

Non abbiamo compreso che il risultato delle tecnologie nate negli anni della corsa agli armamenti tra l’Unione Sovietica e l’occidente ha portato all’uso della tecnologia satellitare non solo per i sistemi di sorveglianza e di comunicazione, ma anche per localizzare e seguire gli esseri umani, manipolando le frequenze cerebrali con raggi laser diretti, raggi neurali, radiazioni elettromagnetiche, onde sonar, radiazioni di radiofrequenza (RFR), onde soliton, campi di torsione e con l’uso di queste o altri campi di energia che formano le aree di studio per l’astrofisica. Poiché le operazioni sono caratterizzate dalla segretezza, sembra inevitabile che i metodi di cui siamo a conoscenza, ossia lo sfruttamento della ionosfera, il nostro scudo naturale, sono già superati quando iniziamo ad afferrare le implicazioni del loro uso”. [estratto]


Per coloro che come noi sono stati formati con un approccio psicoanalitico verso il paziente, che era caratterizzato dal suo essere incentrato sul paziente stesso, e che riconosceva che lo sforzo per capire il mondo dell’altra persona comportava la consapevolezza che il trattamento era essenzialmente di reciprocità e di fiducia, i criteri di diagnosi della personalità schizoide dell’Associazione Americana di Psichiatria sono sempre stati motivo di allarme.

La terza edizione (1987) del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) richiedeva che ci fossero almeno quattro delle caratteristiche indicate per fare una diagnosi di schizofrenia, ed una selezione approvata delle quattro poteva essere: pensiero magico, telepatia o sesto senso; contatto sociale limitato; linguaggio strano; e ipersensibilità alle critiche. Dal 1994 il numero di caratteristiche qualificanti richiesto è stato ridotto a due o più, incluse per esempio, le allucinazioni e i sintomi ‘negativi’ quali l’appiattimento emotivo o il linguaggio disorganizzato o incoerente – oppure solo una [caratteristica], se le illusioni erano strane, o se le allucinazioni consistevano in una voce che continuasse a commentare il comportamento o i pensieri della persona. La prossima edizione del DSM non è prevista fino al 2010.

Invece di un processo di classificazioni che portava all’alienazione e spesso alla detenzione, all’internamento, e alla medicazione con farmaci antipsicotici che alterano la mente, molti psicoanalisti e psicoterapisti hanno pensato che anche nei casi gravi di ritiro schizoide non perdevamo necessariamente tempo se tentavamo di ripristinare la salute mediante il difficile compito di districare le esperienze al fine di comprendere la malattia. In questa maniera la psicoanalisi nella sua forma più radicale è stata una critica della società che non esercitava l’empatia immaginativa nel giudizio della persona. Il lavoro di Harry Stack Sullivan, Frieda Fromm-Reichmann, Harold Searles e di R.D. Laing – tutti psichiatri e tutti ribelli contro le procedure convenzionali – ha fornito un modo di lavorare con le persone molto diverso dal modello psichiatrico, che sembrava incoraggiare la repressione della malattia da parte della società malata creando un gruppo nettamente distinto portatore della malattia stessa. Una volta uno psichiatra in un ospedale psichiatrico mi ha detto scherzando, con un po’ di verità, quando ho fatto un commento sul numero di buste che portavano in giro all’interno dell’ospedale molti pazienti sottoposti a medicazione, che valutavano il progresso del paziente in termini di riduzione del numero di buste. Tuttavia, troppo spesso è difficile credere, quando si ascolta la storia di una vita, che lo “schizofrenico” non stesse subendo gli effetti di essere stato reso, più o meno inconsapevolmente il portatore, scrupolosamente nascosto, dei mali della famiglia.

Per chi sente la propria mente andare in pezzi, l’essere messo nella situazione stressante di un esame psichiatrico, anche se lo psichiatra si afferma con gentilezza, la situazione della procedura stessa della valutazione può essere ‘un modo efficace per far diventare qualcuno pazzo, o più pazzo’ (Laing, 1985, p. 17). Ma se fare il resoconto di esperienze strane garantiva, più o meno, una nuova bollatura o un giro in un reparto psichiatrico, ci sono ancora altri motivi di indignazione per un nuovo gruppo di persone sul metodo di diagnosi dei loro sintomi. Viene imposta una sentenza doppiamente crudele agli individui che sono vittime del più orribile abuso per mezzo di esperimenti militari-scientifici, e la società totalmente incomprensiva rimane indifferente alle loro prove. Perché lo sviluppo di una nuova classe di armi ha ora la capacità di entrare nel cervello, nella mente e nel corpo di un’altra persona con mezzi tecnologici.

Imbrigliando le neuroscienze alla capacità militare, questa tecnologia è il risultato di decenni di ricerca e sperimentazione, in modo particolare nell’Unione Sovietica e negli Stati Uniti. (Welsh, 1997, 2000) Non abbiamo compreso che il risultato delle tecnologie nate negli anni della corsa agli armamenti tra l’Unione Sovietica e l’occidente ha portato all’uso della tecnologia satellitare non solo per i sistemi di sorveglianza e di comunicazione, ma anche per localizzare e seguire gli esseri umani, manipolando le frequenze cerebrali con raggi laser diretti, raggi neurali, radiazioni elettromagnetiche, onde sonar, radiazioni di radiofrequenza (RFR), onde soliton, campi di torsione e con l’uso di queste o altri campi di energia che formano le aree di studio per l’astrofisica. Poiché le operazioni sono caratterizzate dalla segretezza, sembra inevitabile che i metodi di cui siamo a conoscenza, ossia lo sfruttamento della ionosfera, il nostro scudo naturale, sono già superati quando iniziamo ad afferrare le implicazioni del loro uso. I brevetti derivanti dal lavoro di Bernard J. Eastlund forniscono l’abilità di mettere quantità senza precedenti di energia nell’atmosfera terrestre in postazioni strategiche e per mantenere il livello di iniezione energetico, particolarmente se viene impiegata la pulsazione casuale, in una maniera ben più precisa e meglio controllata di quanto fosse possibile con i metodi passati, la detonazione di dispositivi nucleari a vario rendimento e a varie altitudini. (Rif. High Frequency Active Auroral Research Project, HAARP).

Alcuni brevetti ora di proprietà della Raytheon, descrivono come provocare “esplosioni di portata nucleare senza radiazioni” e descrivono sistemi a raggi di energia, impulsi elettromagnetici e sistemi di scoperta sopra l’orizzonte. Un uso più inquietante è il sistema sviluppato per manipolare e disturbare i processi mentali dell’uomo usando radiazioni di radiofrequenza a impulsi (RFR), e il loro impiego come un dispositivo per causare effetti negativi sulla salute e sul pensiero umano. La vittima, l’innocente civile, viene presa come bersaglio mobile ed è incapace di sfuggire alla minaccia neanche spostandosi. I raggi provengono dallo spazio. Le attrezzature HAARP come tecnologia militare potrebbero essere usate per la trasmissione del controllo mentale globale, come un sistema per manipolare e disturbare i processi mentali umani usando frequenze radio pulsate (RFR). Le superpotenti onde radio sono dirette verso la ionosfera, riscaldando e perciò sollevando quelle aree. Le onde elettromagnetiche rimbalzano indietro sulla terra e penetrano i tessuti umani.

Il Dott. Igor Smirnov dell’Istituto di Psicocorrezione di Mosca, dice “ È facile concepire che un qualche ‘Satana’ Russo, o diciamo Iraniano – o un qualsiasi altro ‘Satana’, purché possieda i mezzi e le risorse economiche necessarie, possa introdursi in tutte le possibili reti di computer, in tutte le possibili trasmissioni radio o televisive, con relativa facilità tecnologica, persino senza dover scollegare i cavi… ed intercettare le onde radio nell’etere e modulandoci qualunque suggestione possibile. Per questo motivo tale tecnologia è giustamente temuta”. (Documentario televisivo tedesco, 1998)

Se prima eravamo preoccupati per i criteri diagnostici imposti secondo la classificazione di sintomi riconoscibili, abbiamo adesso motivo di sottoporli ad uno scrutinio ancor più rigoroso. Lo sviluppo, nelle ultime decadi dalla corsa agli armamenti durante la Guerra Fredda ha compreso come maggiore categoria strategica le armi psico-elettroniche, il cui fine ultimo è di entrare nel cervello e nella mente. Non annunciata, non discussa e in gran parte non riconosciuta dagli scienziati e dai governi che la impiegano – la tecnologia per entrare nelle menti e controllarle a distanza è stata lanciata su di noi. I soli testimoni che parlano apertamente di questa terribile tecnologia con le orribili implicazioni che comporta per il futuro, sono le vittime stesse, e coloro a cui è stato dato il compito di diagnosticare le malattie mentali stanno cercando di metterle a tacere classificando le loro prove e i loro resoconti come sintomi della schizofrenia, mentre coloro che dispensano la mutilazione psichica e il dolore programmato continuano con il proprio lavoro, sostenuti e senza incontrare opposizione.

Se è sempre stato di cruciale importanza, a rischio dell’internamento psichiatrico, di nascondere qualsiasi segno di linguaggio confuso, negatività, freddezza, sospetto, strani pensieri, sesto senso, telepatia, premonizioni, ma soprattutto la sensazione che “qualcun altro può sentire quello che sento io, e che qualcuno sembra commentare continuamente i tuoi pensieri e il tuo comportamento”, allora riferire questo ad uno psichiatra, e peraltro a chiunque non sia incline a credere che cose come il controllo mentale possano esistere, segnerebbe la fine della propria normalità e probabilmente della propria libertà. Perché una delle caratteristiche salienti del controllo mentale è proprio la voce che commenta, che replica così esattamente, sicuramente non senza l’intenzione, i sintomi della schizofrenia. Parte dello sforzo è di ricordare alle vittime che sono costantemente sotto controllo o sorveglianza. I programmi variano tra loro, ma le forme comuni di promemoria sono le scosse elettriche [percepite come] ‘punzecchiature’ o ‘colpetti’, rumori corporei, crampi e fitte in tutte le parti del corpo, battito cardiaco accelerato, l’esercitazione di pressione sugli organi interni – il tutto con un sistema personalmente codificato di commenti sui pensieri e sugli eventi, finalizzato a creare stress, panico e disperazione. Questo è il controllo mentale nella sua forma più benevola. Ci sono motivi per temere l’uso dell’energia diretta per sferrare attacchi letali sugli esseri umani, compreso l’arresto cardiaco e le emorragie cerebrali.

È il sistema di segretezza del governo che ha facilitato questa terrificante prospettiva. Ci sono state delle voci di ammonimento. “… nel suo complesso il sistema di segretezza del governo è tra le eredità più velenose della Guerra Fredda… la segretezza della Guerra Fredda (che) ordina inoltre l’inganno attivo… un manuale di sicurezza per programmi di accesso speciali che autorizzano i contractor ad impiegare ‘storie di copertura per mascherare le loro attività. L’unica condizione è che le storie di copertura debbano essere credibili”. (Aftergood & Rosenberg, 1994; Bulletin of Atomic Scientist). La paranoia è stata aiutata e favoreggiata dalle agenzie di intelligence governative.

Nel Regno Unito le fortificazioni contro ogni inquietante barlume di consapevolezza di questi reali o potenziali oltraggi ai diritti umani e degli abusi politici e sociali sembrano essere inespugnabili. Con tanto di merlature, bastioni e parapetti, la roccaforte della nescienza regna suprema. Prendendo in prestito le parole di Sua Maestà la Regina in una sua recente osservazione: “sono in gioco delle forze di cui non siamo a conoscenza”. Non si può dire che non ci sia di mezzo l’intelligence britannica, dato che sarebbe piuttosto improbabile che l’esistenza della tecnologia non sia informazione classificata. Infatti in molti sono convinti che le donne che protestavano contro la presenza di missili da crociera a Greenham Common siano state vittime di radiazioni elettromagnetiche di frequenza gigahertz con armi ad energia diretta, e che i loro sintomi, compresi il cancro erano coerenti con tali effetti delle radiazioni come riportato dal Dott. Robert Becker, che è stata una voce costante di ammonimento contro i pericoli delle radiazioni elettromagnetiche. Il lavoro di Allen Frey suggerisce che dovremmo considerare gli effetti delle radiazioni come un grave pericolo, in quanto producono un aumento della permeabilità della barriera ematoencefalica, e indeboliscono le maggiori difese del sistema nervoso centrale contro le tossine. (Becker, 1985, p. 286) Il Dott. Becker ha descritto la risonanza magnetica nucleare come uno strumento familiare in medicina conosciuto come imaging a risonanza magnetica o (MRI). L’efflusso di calcio è il risultato della risonanza ciclotronica, che può essere così spiegata: se una particella carica o uno ione carico vengono esposti ad un campo magnetico stabile nello spazio, incominceranno a muoversi con una traiettoria circolare o orbitale perpendicolarmente rispetto al campo magnetico applicato. La velocità con cui orbitano sarà determinata dal rapporto tra la carica e la massa della particella e dalla forza del campo magnetico. (Becker, 1990, p.235) Le implicazioni di questo per l’aggressione su vasta scala usando una combinazione di tecnologie radar e risonanza nucleare vanno oltre l’ambito dell’autrice, ma sembrano meritare una molto attenta considerazione da parte dei fisici per valutare come potrebbero essere usati contro gli esseri umani.

Tuttavia nei circoli medici finora non è stato possibile per l’autrice trovare un neuroscienziato, neurologo o uno psichiatra o, peraltro, un medico di base che riconoscesse anche solo il potenziale della manipolazione tecnologica del sistema nervoso come un problema che richiedesse il loro interesse professionale. C’è stata la stessa identica risposta da parte degli esponenti più eminenti della professione legale, non soprendentemente, perché le informazioni su questa tecnologia non gli sono state rese note. Attribuirebbero un problema psichiatrico a chiunque tentasse di riferire le molestie mentali, ignorando il crimine che viene commesso.

Il nostro scopo qui non è di tracciare una storia omnicomprensiva dello sviluppo delle tecnologie di controllo mentale. Questo compito molto gravoso – che deve essere fatto in circostanze della più estrema difficoltà, è stato già affrontato con chiarezza e coraggio da altri, che vivono sotto costanti minacce e pericolo, se non altro a causa dell’essere bollati con disprezzo. Si può facilmente accedere al loro lavoro con i riferimenti internet alla fine del presente saggio. Per una descrizione ben documentata dello sviluppo storico della tecnologia elettromagnetica il lettore dovrebbe fare riferimento alle indicazioni sulla cronologia delle date e dello sviluppo delle armi elettromagnetiche di Cheryl Welsh, presidente dell’associazione Citizens against Human Rights Abuse. (Welsh 1997; 2001). Ci sono almeno millecinquecento persone in tutto il mondo che affermano di essere state prese come bersaglio. Mojmir Babacek, ora domiciliato nella Repubblica Ceca, suo paese di origine dopo otto anni di residenza negli Stati Uniti negli anni ottanta, ha redatto una ricerca estremamente puntuale su questa tecnologia, che continua tuttora. (Babacek 1998, 2002)

In questa sede ci interessiamo di rafforzare nei termini più decisi:

i) la necessità di prendere coscienza di tali abusi dei diritti umani e di tali minacce alla democrazia, senza ulteriori ritardi.

ii) di analizzare le ragioni per cui le persone potrebbero difendersi dal prendere coscienza dell’esistenza di tali minacce.

iii) di affrontare l’urgente necessità di intelligence, immaginazione, ed informazione – nonché compassione – nel trattare con le vittime della persecuzione per mezzo di questa tecnologia, e

iv) di allertare una società dormiente sulle imminenti minacce per la libertà rappresentate da operazioni fasciste e segrete, che hanno in tutta probabilità ottenuto il controllo di armi potenzialmente letali del tipo che stiamo descrivendo.

È necessario enfatizzare che al momento non esistono neanche i mezzi, per le vittime di ottenere le cure mediche contro gli effetti di questo attacco. Essendo negato loro il rispetto della credibilità di essere usate come cavie umane, ed essendo portate al suicidio dalla distruzione della loro vita, vengono trattate come pazze – nella migliore delle ipotesi vengono considerate dei ‘casi sfortunati’. Dato che la presenza permanente di un ‘altro’ nella propria mente e nel proprio corpo è per definizione un atto della più intollerabile crudeltà, le persone che sono costrette a sopportarlo, ma che si rifiutano di lasciarsi spezzare da questo, non hanno altra scelta che diventare degli attivisti, e consumano la loro vita nella battaglia contro tali atrocità, le loro energie sono indirizzate ad allertare ed informare il pubblico sulle forze malvagie che operano nella società, cose di cui la gente non vuole sentir parlare e che non vuole capire.

È necessario a questo punto riassumere alcuni tentativi – si potrebbe dire i pochi preziosi tentativi – da parte dei pubblici funzionari di verificare l’esistenza e i pericoli in questo campo:

▪ nel gennaio 1998 è stato tenuto a Parigi un convegno pubblico del Comitato Nazionale di Bioetica Francese. Il presidente Jean-Pierre Changeux, un neuroscienziato dell’Istituto Pasteur di Parigi, ha detto ai presenti che “i progressi dell’imaging cerebrale rappresentano un immenso pericolo per l’invasione della privacy. Sebbene la strumentazione necessaria sia ancora altamente specializzata, diventerà una cosa comune, capace di essere usata a distanza. Questo aprirà la strada agli abusi, come l’invasione della libertà personale, il controllo del comportamento e il lavaggio del cervello. Queste sono lungi dall’essere questioni di fantascienza … e rappresentano un serio pericolo per la società”. (“Nature” Vol 391, 1998)

▪ nel gennaio 1999 il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione in cui chiede “una convenzione internazionale che introduca una messa a bando a livello globale di tutti gli sviluppi ed impieghi di armi che possano consentire qualunque forma di manipolazione degli esseri umani. È nostra convinzione che questa messa a bando non potrà essere attuata senza la pressione globale sui governi da parte di un pubblico generale informato. Il nostro maggiore obiettivo è comunicare al pubblico generale la reale minaccia che queste armi rappresentano per i diritti dell’uomo e per la democrazia e fare pressione sui governi e sui parlamenti in tutto il mondo per attuare legislature che proibiscano l’uso di questi dispositivi sia da parte dei governi che delle organizzazioni private, nonché degli individui”. (Sessioni Plenarie/Europarlamento, 1999)

▪ nell’ottobre 2001 Dennis J. Kucinich, membro del Congresso degli Stati Uniti, ha introdotto una proposta di legge alla Camera dei Rappresentanti che si sperava sarebbe stata di estrema importanza nella lotta per denunciare e fermare la sperimentazione del controllo mentale psico-elettronico sui cittadini non volontari e non consenzienti. La proposta di legge è stata riferita al Comitato per la Scienza e in aggiunta, al Comitato per i Servizi Armati e le Relazioni Internazionali. Nella proposta di legge originale veniva chiesta la messa a bando delle ‘armi esotiche’, comprese le armi elettroniche, psicotroniche o dell’informazione, le scie chimiche, i raggi di particelle, le armi al plasma, la radiazione elettromagnetica, la radiazione a frequenza estremamente bassa (ELF) e a frequenza ultra bassa (ULF), o le tecnologie di controllo mentale. Nonostante l’inclusione della proibizione di istallare armi nello spazio, nonché di usare armi per distruggere o danneggiare gli oggetti nello spazio, nella versione finale non c’è menzione di alcuna delle già citate armi invasive della mente, né dell’uso di tecnologie satellitari, radar o di altro tipo di energia per utilizzare o sviluppare tecnologie per l’uso contro la mente umana. (Space Preservation Act, 2002)

Nel passare in rassegna lo sviluppo dell’arte della tecnologia invasiva della mente, vanno notati alcuni successi eccezionali:

Nel 1969 il Dott. José Delgado, uno psicologo di Yale, ha pubblicato un libro: “Il controllo fisico della mente: verso una società psicocivilizzata”. In essenza, ha fatto vedere con dimostrazioni pratiche come, mediante l’ elettrostimolazione del cervello che era stato mappato nelle sue relazioni tra i diversi punti e le diverse attività, funzioni e sensazioni - mediante l’elettrostimolazione, come potevano essere cambiati il ritmo respiratorio e il ritmo cardiaco e le funzioni di gran parte delle viscere e la secrezione della cistifellea. Sono state indotte nelle persone sane le azioni di aggrottare le sopracciglia, di aprire e chiudere gli occhi e la bocca, la masticazione, lo sbadigliare, il sonno, le vertigini e le crisi epilettiche. L’intensità delle sensazioni poteva essere controllata girando la manopola, che controllava l’intensità della corrente elettrica. Alla fine del libro afferma di sperare che il nuovo potere rimanga limitato agli scienziati o ad alcune elite caritatevoli a beneficio di una “società psicocivilizzata”.

Negli anni ’80 è stato sviluppato il neuromagnetometro, che funziona come un’antenna e che potrebbe monitorare i pattern che emergono dal cervello. (Negli anni ’70 gli scienziati avevano scoperto che gli impulsi elettromagnetici consentivano la stimolazione cerebrale attraverso il cranio ed altri tessuti, quindi non c’era più il bisogno di impiantare elettrodi nel cervello). L’antenna combinata al computer, era in grado di localizzare i punti del cervello ove si verificano gli eventi. L’intero prodotto è conosciuto come magnetoencefalografo.

Nel gennaio 2000 il dott. John D. Norseen, l’ingegnere della Lockheed Martin è stato citato dire che sperava di far diventare realtà l’elettroipnomentalofono, una macchina per la lettura del pensiero (US News and World Report, 2000). Norseen, un ex pilota della marina americana, dice che il suo interesse per il cervello è nato dalla lettura di un libro sovietico negli anni ’80 che sosteneva che la ricerca sulla mente avrebbe rivoluzionato le forze militari e la società in genere. Mediante un processo di decifrazione dell’attività elettrica del cervello, gli impulsi elettromagnetici stimolavano la secrezione di neurotrasmettitori per combattere le malattie, facilitare l’apprendimento, o alterare le immagini visive nella mente, creando una ‘realtà sintetica’. Con questo processo di Biofusione, (Lockheed Martin, 2000) le informazioni vengono messe in un database e viene creato un modello composito del cervello. Visualizzando le immagini cerebrali registrate mediante una macchina per la risonanza magnetica (funzionale), fMRI, gli scienziati sono in grado di risalire a cosa stava facendo il soggetto al momento della registrazione – per esempio se stava leggendo o scrivendo, e sanno riconoscere le emozioni dall’odio all’amore. “Se questa ricerca avrà successo” ha detto Norseen “si potrà iniziare a manipolare quello che una persona pensa prima ancora che se ne renda conto”. Ma Norseen dice di essere ‘agnostico’ in merito alle ramificazioni morali, e che non è uno scienziato pazzo – ma uno scienziato appassionato. “Le questioni etiche non mi riguardano”, dice “ma dovrebbero riguardare qualcun altro”.

Sembra che la prossima grossa scoperta sarà qualcosa che potremo chiamare un neurocomputer, ma non dovrà necessariamente assomigliare ad un computer portatile – potrà essere riducibile a qualsiasi dimensione che sia conveniente per l’uso, come un piccolo telefono portatile. Nato dai progressi dei fenomeni parapsicologici e dallo sfruttamento degli stessi, potrà essere modellato sull’attività nervosa e psichica cerebrale – ossia come un sistema non bilanciato ed instabile di neurotrasmettitori e di neuroni interagenti, un lavoro derivante dalla creazione della copia di un cervello vivente – cui si ha avuto accesso per caso, e dalla PES [percezione extrasensoriale] e su cui è stato portato avanti un lavoro secondo un progetto.

Ricevuta comunicazione da parte dell’autrice in merito alla fattibilità di una macchina già all’orizzonte che, basata sulla raccolta delle onde elettromagnetiche emanate dal cervello trasmetterebbe le stesse al cervello di un altro, che leggerebbe i pensieri della persona, o che usando la stessa procedura potrebbe imporre i pensieri di qualcun altro sul cervello di un’altra persona dirigendo in tale modo le sue azioni – c’è stata una risposta inequivocabile da parte dell’IBM a livello esecutivo che non esisteva una tecnologia che consentisse la creazione di tale computer nell’immediato futuro. Questo risultato è piuttosto discrepante con l’individuazione di un brevetto numero 03951134 nelle pagine internet della rete della proprietà intellettuale dell’IBM in merito ad un dispositivo, descritto nel brevetto, capace di intercettare a distanza le onde cerebrali di un individuo, di elaborarle al computer e di emettere onde di correzione che andranno a cambiare le onde cerebrali originarie. Lettere simili indirizzate a ciascuno dei quattro più alti dirigenti della Apple Inc., in quattro buste individuali specificamente per la loro personale attenzione, non hanno avuto alcun riscontro. Compreso l’ex vice presidente degli Stati Uniti Al-Gore, nuovo eletto del consiglio di amministrazione della Apple.

Ci sono state abbastanza persone, sufficientemente preoccupate dai resoconti delle vittime del controllo mentale da organizzare il Forum di Ginevra nel 2002, un’iniziativa congiunta dell’Ufficio delle Nazioni Unite di quacchero, di Ginevra; dell’Istituto di Ricerca delle Nazioni Unite sul Disarmamento; del Comitato Internazionale della Croce Rossa, dell’associazione Human Rights Watch (USA) e dell’associazione Citizens against Human Rights Abuses (CAHRA); e del Programma per gli Studi Strategici e di Sicurezza Internazionale, che è stato rappresentato da un professore emerito del Dipartimento degli Studi per la Pace dell’Università di Bradford.

In Inghilterra il 25 maggio 1995 il quotidiano britannico Guardian ha pubblicato un articolo basato sul resoconto di Nic Lewer, il ricercatore sulla pace dell’Università di Bradford, che ha elencato “più di 30 differenti linee di ricerca sulle ‘armi della nuova epoca’…” parte della ricerca sembra ancor meno razionale. Ci sono, secondo Lewer programmi per ‘raggi a impulsi di microonde’ per distruggere gli apparati elettronici del nemico, e programmi separati per raggi sonori a frequenza molto bassa per indurre vomito, spasmi intestinali, crisi epilettiche e anche per sgretolare la muratura”. Inoltre come afferma l’articolo “ci sono programmi di ‘controllo mentale’ con l’uso di ‘messaggi di psicocorrezione’ trasmessi con stimoli subliminali audio e visivi. C’è anche un piano per le ‘armi psicotroniche’ – a quanto pare la proiezione della coscienza in altri luoghi – nonché un altro programma per usare la proiezione olografica per disseminare propaganda e disinformazione”. (Welsh, Timeline) A parte tale notevole eccezione è difficile trovare dichiarazioni pubbliche sul problema nel Regno Unito.

Sfortunatamente il problema della credibilità non termina necessariamente con la frequente menzione [del problema] dato che negli Stati Uniti, nonostante il numero di casi riportati non c’è ancora un pubblico sufficiente per portare avanti una protesta sostenuta non solo contro quello che sta già succedendo, ma anche contro quello che succederà se lasciato senza controlli. Pare che l’amministrazione creda che sia necessario e giustificabile, nell’interesse della sicurezza nazionale, fare esperimenti sacrificali sugli esseri umani, avere sfortunatamente delle vittime, danni collaterali, subire perdite anziché conflitti o guerre. Questo è ovviamente del tutto incompatibile con qualsiasi dichiarazione di essere una nazione democratica che rispetta i valori della vita umana e della democrazia, e una tale amministrazione che addestra i suoi servi nei modi di tali torture barbare deve essere condannata come del tutto incivile e ipocrita.

L’incredulità come meccanismo di difesa


Di fronte alla generale incredulità in merito al controllo mentale, sembra opportuno analizzare la base dei meccanismi impiegati per mantenere l’incredulità:

i) negli anni sessanta, i dissidenti sovietici hanno ricevuto una notevole dose di compassione e di protesta indignata da parte delle democrazie occidentali in merito al loro trattamento, in modo particolare sull’abuso dei metodi psichiatrici di tortura a cui erano stati assoggettati. Va notato che sembriamo in grado di accedere alla credibilità, di esprimere sentimenti di sostegno e indignazione quando possiamo identificarci con le vittime, che condividono e sostengono il nostro stesso sistema di valori, e che, in questo particolare caso storico, rafforzavano i nostri stessi valori, dato che protestavano contro un sistema politico che in quel momento ci stava anche minacciando. Psicologicamente parlando, è ugualmente importante osservare che il sostegno da una distanza sicura, e che il beneficio per la psiche dell’attacco al ‘padre-cattivo’ diviso, in questo caso le autorità sovietiche, non presenta minacce al proprio sistema interno; al contrario dà sollievo alle pressioni interne. D’altro canto, riconoscere e denunciare un reato simile richiede uno sforzo psicologico molto maggiore quando ci porta in conflitto con il nostro stesso ambiente, la nostra stessa sicurezza, la nostra stessa realtà. La difesa contro la disillusione serve a sopprimere la paranoia che la nostra figura paterna, il presidente, il primo ministro, o i nostri governi possano non essere come vorrebbero sembrare.

ii) La necessità di depositare l’invidia distruttiva e i sentimenti negativi altrove, per l’incapacità dell’io di appropriarsene – rafforza l’utilità delle persone o dei gruppi che serviranno a contenere quei sentimenti alienati e proiettati [all’esterno] che suscitano le ansie paranoiche. I concetti di invasione mentale colpiscono dritto al cuore dell’ansia paranoica, causando considerevoli sforzi per allontanarli dalla psiche. L’identificazione inconscia della pazzia con la sporcizia o con l’escremento è un aspetto importante della regressione anale, che suscita l’identificazione proiettiva come difesa.

iii) Aprire se stessi e credere che una persona stia attraversando l’esperienza di essere invasa mentalmente e fisicamente da un manipolatore invisibile richiede immensi sforzi per gestire il terrore.

iv) La difesa contro ciò che è sconosciuto trova espressione nella spaccatura tra teoria e pratica; tra lo scienziato come innovatore e la società che può prendere decisioni morali in merito alle sue invenzioni; tra i fatti e la fantascienza, quest’ultima può presentare sfide assurde all’immaginazione senza indebite minacce, perché serve a rafforzare la separazione dal reale.

v) L’identificazione con l’aggressore. Le fantasie sadiche, consce o inconsce, trasferite sull’aggressore e con cui ci si identifica, coadiuvano la repressione della paura della passività, o il terrore della punizione. L’azione di questo meccanismo è di negare credibilità alla vittima che rappresenta la debolezza. Questa è una caratteristica comune delle sette sataniche.

vi) La tradizione umanista liberale che nega le peggiori capacità distruttive dell’uomo nello sforzo di sostenere la credenza nella grande continuità della tradizione culturale e scientifica; la paura nel proprio sviluppo passato di non essere ‘in continuità’, può produrre l’effetto psichico dell’inversione nell’opposto per schermare i sentimenti aggressivi. Questo diventa allora la celebrazione esagerata del ‘nuovo’ come affermazione del genio umano che alla fine sarà per il bene dell’umanità, e che si oppone alle voci di ammonimento sui progressi scientifici [percepite] come pessimiste, oscurantiste, non progressiste e luddiste. La stretta aderenza a questa posizione liberale può funzionare da ipercompensazione per timore di rovinare per invidia le cose buone possedute, ossia i beni culturali ed intellettuali.

vii) La negazione attraverso lo spostamento viene inoltre impiegata per ignorare gli effetti dannosi della tecnologia. Tutto ciò che potrebbe essere dannoso per la libertà e per il bene della società può essere mascherato e nascosto con la distribuzione di cose nuove e divertenti. La stessa tecnologia che ti mette una telecamera nello stomaco per scopi medici, viene anche usata per limitare la tua libertà con la sorveglianza. I fornitori della tecnologia innovativa inventano tutti i nuovi tipi di gadget, che distolgono, intrattengono e nutrono il bisogno di acquisto dei consumatori insaziabili, e sostengono l’economia. Il motivo [della canzone] “Everything’s up to date in Kansas City” svela il lato negativo solo quando l’esperienza individuale – ad esempio le protesi mammarie che esplodono - toglie la doratura alla pillola. Per ogni innovazione a scopo malefico (ossia progettata per danneggiare e distruggere) può essere promosso un qualche “utile” (per esempio distogliere o intrattenere il pubblico) per profitto o per accontentare le masse.

viii) la Nasa sta lanciando una navicella spaziale su Marte, o così ci dicono. Hanno in programma di muoversi sulla superficie di Marte alla ricerca di segni di acqua e vita. Non sentiamo voci discordi in merito alla fattibilità di questo.

Perché se una persona dice che la sua mente viene sovvertita e che viene perseguitato con un metodo invisibile di tecnologia invasiva non riusciamo a credergli? Potrebbe essere che il senso di orrore derivante dalla necessaria identificazione empatica ci faccia chiudere le porte? Al contrario, l’esperienza condivisa del far esplodere gli oggetti nello spazio porta con sé le possibilità della potenza condivisa, ovvero il sollievo che risuona nell’inconscio di un’enorme proiezione o evacuazione – un’esperienza condivisa che viene benedetta nel nome del genio scientifico umano.

ix) Il desiderio di ‘non essere ingannato’, di non essere preso in giro è uno dei meccanismi più potenti e comuni contro la credibilità.

Il potere, la paranoia e i governi malati


L’abilità di essere il detentore e il contenitore di tanto potere senza soccombere alle pressioni delle psicosi narcisistiche latenti è una questione troppo poco considerata. L’effetto di detenere il potere e l’aspettativa, nonché la necessità di essere visto come capace di sostenerlo, se non di esercitarlo, incoraggia l’onnipotenza di pensiero. Di conseguenza può prevalere una sopravvalutazione narcisistica dei processi mentali del soggetto. Nello sforzo di mantenersi possessore, contenitore ed esecutore del potere, questo (o questa) potrà anche andare incontro ad un processo di divisione che gli consentirà, insieme agli altri, di essere l’affascinato testimone di se stesso in questo illustre ruolo. Questo può voler dire che il seggio dell’autorità viene lasciato vuoto per lo meno certe volte. Il processo di divisione tra l’io che prova l’esperienza e l’io che percepisce consente al leader potente di alternare la sua percezione di se stesso da dentro e da fuori di sé, talvolta da accanto a sé. Con la riconferma di se stesso da parte degli altri come proprio oggetto narcisistico, il riscontro con la realtà è forzato. Sotto questo aspetto ha molto in comune con l’altra figura potente dell’epoca, la stella del cinema o chi, usando le parole di Freud viene “rovinato dal successo”.

In un mondo che affronta la crescente disillusione sul divario tra le piattaforme pubbliche su cui vengono eletti i governi e le evenienze e il lato pratico della conservazione delle strategie di difesa e degli investimenti economici , il ruolo dei militari e dei reparti dell’intelligence, con i loro rispettivi strumenti di dominio e infiltrazione segreta, è sempre più allarmante. Non responsabili di fronte al pubblico, protetti dall’esposizione [personale] e dai procedimenti giudiziari in virtù della loro immunità, con la licenza di mentire e anche di uccidere, stanno proprio nelle mani di questi agenti le gravi minacce per i diritti umani e la libertà. Autorizzati ad effettuare aggressioni attraverso la sperimentazione classificata di armi che è impossibile da intercettare, questi uomini e queste donne sono inoltre possibili prede della corruzione con offerte lucrative e incentivi economici da parte di gruppi malvagi e potenti, che possono utilizzare le loro competenze, la loro conoscenza e la loro esperienza privilegiata per scopi francamente criminali e fascisti.

Le informazioni a nostra disposizione sui profili psicologici di coloro che vengono impiegati per praticare la sorveglianza sugli altri sono limitate, ma non è difficile immaginare gli effetti sulla personalità che deriverebbero dalla pratica persistente di tale occupazione, così costantemente esposta alle perversioni. Se ne intuisce qualcosa qua e là. Nel suo libro sulla ricerca sul controllo mentale della CIA (Marks, 1988) John Marks cita una battuta di un collega della CIA (sempre rivelatrice dei tratti della personalità): “Se potessi trovare la radiofrequenza naturale dello sfintere di qualcuno potresti farlo correre fuori dalla stanza davvero velocemente”. (Ci si chiede se suscita altrettanto divertimento l’abilità di applicare, ad esempio degli infrasuoni sopra i 130 decibel, che si dice provochino l’arresto cardiaco, secondo quanto letto da una vittima/attivista in una relazione per il parlamento russo).

Lasciati in balia di se stessi questi servi dello stato potranno ben sentirsi esenti dal processo di autoscrutinio morale, ma il lavoro deve essere disumanizzante tanto per il predatore quanto per la preda. Probabilmente è vero che è stata la necessità di controllare gli agenti sul campo l’incentivo per sviluppare i metodi oggi in uso. Ma è anche un addestramento effettivamente brutalizzante per perseguitare gli altri. Nel frattempo l’oggetto, la preda, nel tentativo non solo di sopravvivere ma anche nello sforzo disperato di ammonire i suoi compagni su quello che sta succedendo, cerca di diventare un esperto di fisica dei quanti, un ricercatore politico, un detective legale, un attivista, un neurologo, uno psicologo, un fisiologo – il dottore di se stesso, dato che non può conoscere quali effetti potrà avere questo trattamento pazzo sul suo corpo, né tantomeno sulla sua mente. Ci sono sempre nuovi metodi da provare che possono rendersi utili nella ricerca di nuovi modi per disabilitare e distruggere gli opponenti – iniettare l’aria nel cervello e nei polmoni, laser per scaraventare a terra o accecare, raggi di particelle, onde sonar, o una qualunque combinazione di energie per dirigere, destabilizzare o controllare.

La scienza e lo scetticismo


Gli scienziati possono essere comprati non solo dai governi, ma anche da società segrete e sinistre. Le università possono essere finanziate dai governi per sviluppare tecnologie per usi inammissibilmente disumani. Le stesse persone che realizzano le armi – forse scienziati ed accademici rispettati – potranno citare il lato accettabile delle loro scoperte scientifiche, che sono state sviluppate mediante la sperimentazione su persone misconosciute e sfortunate. In forma ripulita, sono allora possibilmente celebrate come dei passi avanti per la comprensione delle leggi naturali dell’universo. Non è implausibile che avendo prodotto i mezzi tecnologici per la distruzione, l’innovatore e pensatore proceda, in altra veste, a ricevere il suo premio Nobel. Ci sono scienziati che si sono rifiutati di continuare a lavorare quando sono stati contattati dai rappresentanti della CIA e dei sovietici. Sono questi i veri eroi della scienza.

Nella lotta per il potere, è fondamentale impadronirsi per primo dell’ultima tecnologia per la lettura e il controllo della mente. Come per la bomba nucleare, la proprietà comune sembrerebbe ovviamente cancellare il vantaggio del possesso, ma c’è sempre una gara per essere i primi a possedere gli ultimi mezzi di distruzione di massa. La forma più desiderabile è quella che può essere diretta agli altri senza venirne contemporaneamente contaminati – una che non può essere intercettata e che può essere utilizzata in modo ordinato, economico e strategico. Saremmo sciocchi ad escludere le organizzazioni segrete, vedendo le minacce solo dei paesi non democratici e dei gruppi terroristici conosciuti.

Come consumatori in un mondo dove lo shopping è sempre di più la maggiore attività di svago, dovremmo preoccuparci di essere vigili sui modi in cui possa essere stato sacrificato il benessere dell’uomo per produrre un fantastico nuovo gadget. Potrà essere motivo di festeggiamento per l’’innovatore’, ma prodotto come risultato dell’intercettazione e dello sfruttamento dei processi neurali di cavie forzate viventi. Se ci preoccupiamo di non mangiare le uova di galline allevate in batteria, potremmo considerare moralmente non irrilevante di sottoporre a scrutinio le grandi corporazioni che producono ‘software’ elettronicamente innovativo. Dovremmo parimenti fare attenzione alla banale attrattiva di agenzie matrimoniali che propongono di trovare il partner ideale mediante la compatibilità delle frequenze cerebrali e dei ‘bioritmi’.

Non ne sappiamo abbastanza sull’origine di queste tecnologie, né sappiamo come valutarle da un punto di vista etico. Non ne conosciamo gli effetti per il futuro, perché non siamo propriamente informati. Se i governi continueranno a nascondere le potenzialità dei loro armamenti nell’interesse della difesa, lasceranno anche i loro cittadini senza il potere di protestare contro l’uso di tali armi. E in modo ancor più allarmante, lasceranno esposti i loro stessi cittadini all’uso di armi da parte di organizzazioni spietate le cui preoccupazioni sono l’esatto opposto della democrazia e dei diritti umani.

Di nuovo nel Regno Unito


Nel frattempo, di nuovo in Inghilterra il professor Colin Blakemore, direttore del Centre for Cognitive Neuroscience di Oxford nonché l’eletto capo esecutivo del Medical Research Council scrive all’autrice che “… non conosce tecnologie (neanche nelle speculazioni più azzardate dei neuroscienziati) per effettuare la scansione e la raccolta di ‘dati neurali’ a distanza”. (Blakemore, 2003) Questa certezza è in netta contrapposizione ai timori di altri scienziati in Russia e negli Stati Uniti, e non per ultimo anche del già citato neuroscienziato francese Jean-Pierre Changeux del Comitato di Bioetica Francese (vedere pag. 5) È anche evidentemente in conflitto con quanto ha scritto il dottor Michael Persinger del Laboratorio di Neuroscienze Comportamentali della Laurentian University, Ontario, in Canada. Nel suo articolo “Sulla possibilità di accedere direttamente a qualunque cervello umano mediante l’induzione elettromagnetica di algoritmi” (1995) descrive i modi in cui possono essere superate le differenze individuali tra i cervelli umani e arriva alla conclusione sulle possibilità tecnologiche di influenzare la maggior parte dei circa sei miliardi di abitanti di questo pianeta senza la mediazione attraverso le classiche modalità sensoriali, ma mediante la generazione dell’induzione elettromagnetica di algoritmi fondamentali nell’atmosfera. Il lavoro del dottor Persinger è stato citato dal capitano John Tyler, la cui ricerca per le forze aeree dell’esercito americano e per i programmi aerospaziali paragona il sistema nervoso umano ad un ricevitore radio. (1990)

Molto recentemente il principale programma radio settimanale della BBC ha avuto tra i suoi ospiti l’eminente astrofisico e astronomo Sir Martin Rees, che ha pubblicato da poco il suo libro “Our Final Century”, in cui dimostra la sobria e ragionata teoria che con una probabilità del cinquanta per cento milioni di persone, probabilmente in un ‘paese del terzo mondo’ potrebbero essere annientate nel futuro prossimo mediante la biotecnologia e il bioterrorismo – “per errore o con dolo”. Ha detto che questa devastazione potrebbe possibilmente arrivare da piccoli gruppi o sette basati negli Stati Uniti. “…pochi individui con la tecnologia giusta per scatenare l’inferno assoluto”. Ha inoltre detto che in questo secolo, la natura umana non è più un bene fisso, e che forse dovremmo contemplare la possibilità che gli esseri umani avranno persino impianti nel cervello.

Gli altri ospiti del programma erano entrambi preoccupati con Shakespeare, uno era un produttore teatrale e l‘altro un critico di Shakespeare, mentre l’ospite rimanente era una donna giovane che aveva un sito web chiamato “Spiked”, il cui tema attuale era l’Attacco di Panico, o meglio l’Attacco al Panico. Questa ospite si è opposta con vigore a quello che considerava il pessimismo di Sir Martin, ritenendo che le sue idee erodessero essenzialmente la fiducia inducendo il panico. Una reazione di questo tipo sembra esemplificare uno dei modi per gestire la minaccia e l’ansia, e dimostra le difficoltà che una voce di ammonimento, persino da parte di un uomo di distinzione accademica come Martin Rees, incontra nell’allertare le persone in merito a quanto non vogliono sentirsi dire. Questa reazione di fuga è stata rinforzata dal presentatore che ha riassunto la discussione della mattina al termine del programma con le parole: “Abbiamo la moralità! Meno panico, più Shakespeare!”.

Il nuovo barbarismo

Poiché l’accesso ad una macchina per la lettura del pensiero consentirà all’operatore di accedere alle idee di un’altra persona, dovremmo prepararci ad un nuovo ordine mondiale in cui le idee saranno, come dire, liberamente fruibili. Senza dubbio i contenuti della mente di un’altra persona verranno scavati, estratti, e ne verrà fatta una cernita come se l’evento fosse una specie di mercatino dell’usato. Gli avvocati dovrebbero pertanto considerare molto giudiziosamente le leggi sulla proprietà intellettuale al fine di agire con un qualche grado di autenticità. Dovremmo abituarci alla prospettiva che potremmo riconoscere il nostro proprio lavoro uscire dalla bocca di qualcun altro. La prospettiva di frodi su ampia scala, e di qualcuno che posa con i tuoi abiti rubati non sarà una bella cosa da vedere. Il termine “potenziamento mentale personale” per prendere in prestito un termine usato dal co-direttore del Center for Cognitive Liberty and Ethics, si sta insinuando furtivamente e viene attuato attraverso la coercizione mentale tecnologicamente indotta – il saccheggio e lo stupro della mente. Al posto della cocaina, o in aggiunta ad essa, potremmo aspettarci di vedere spettacoli di “potenziamento mentale” in “diretta” televisiva.

La coraggiosa neoscienza della neuropsichiatria e della mappatura cerebrale spera di trovare molto presto, con la risonanza magnetica funzionale – questo “gioco nuovo di zecca su cui gli scienziati stanno lavorando” – “la macchia dell’amore” e “la macchia del senso di colpa” (BBC Radio 4: All in the Mind, 5 marzo 2003). Presto potremo ordinare una scansione cerebrale per chiunque esibisca un comportamento che ci pare strano o bizzarro, e le vicissitudini di tutta una vita non ci preoccuperanno più per le nostre valutazioni diagnostiche. Nelle recenti Reith Lectures per la BBC (2003) il professor Ramachandran, il celebrato neuroscienziato dell’Istituto La Hoya di San Diego, in California, ci ha dimostrato molte cose affascinanti che può fare il cervello. Ci ha parlato di disordini della personalità e ha mostrato come alcuni pazienti, che hanno subito danni cerebrali a seguito di traumi cranici non hanno la capacità di riconoscere le proprie madri. Altri sentono che sono morti. E certamente ha riscontrato delle lesioni cerebrali in queste persone. Facendo un salto enorme e apparentemente senza sforzo, l’entusiastico autodidatta sta ora sperando di provare che tutti gli schizofrenici presentano lesioni dell’emisfero cerebrale destro, che comportano come risultato l’inabilità di distinguere la fantasia (sic) dalla realtà.

Dato che il professor Ramachandran parla della schizofrenia come di negazione della malattia, oppure di agnosia, non è chiaro e sarebbe interessante sapere se una persona con trauma cranico è stata consapevole o non consapevole del trauma cranico. E inoltre il paziente riceve conforto e una maggiore possibilità di riacquisire il senso della realtà quando viene informato della lesione? Si sente meglio quando ha ascoltato la diagnosi? E come dovrebbero sentirsi gli psicoanalisti – e gli psichiatri – con anni alle spalle del trattamento di persone delle cui lesioni cerebrali erano assolutamente inconsapevoli? È stata negligenza grave? Ci illudevamo del tutto nel percepire un recupero per buona parte di queste persone?

È tuttavia deplorevole che un neuroscienziato con un professato interesse per la comprensione della schizofrenia debba cercare di fornire un leggero sollievo al suo pubblico facendo battute sugli schizofrenici, che sarebbero persone “convinte che la CIA gli abbia impiantato dispositivi nel cervello per controllare i loro pensieri e le loro azioni, o che gli alieni li stiano controllando”. (Reith Lecture, n. 5, 2003)

C’è un nuovo desiderio di concretizzazione. La ricerca del significato è stata rimpiazzata dalla necessità di prove schiaccianti. Se non si accende la lampadina o non tornano i conti non ha validità. Il medico della mente è diventato chirurgo. “Ha trovato una massa grande quanto un pompelmo!”

Affrontare il terrore e la paura del perturbante

Freud credeva che l’esplorazione del perturbante sarebbe stata la direzione principale dell’esplorazione della mente di questo secolo. La paura del perturbante ci ha accompagnato per molto tempo. Il malocchio, o il terrificante doppio, o l’intruso, sono un tema familiare nella letteratura, particolarmente nel libro di Joseph Conrad “Il compagno segreto”, e nella novella di Maupassant “Le Horla”. L’analisi del perturbante ha riportato Freud indietro alla vecchia concezione animistica dell’universo: “…sembra che noi tutti nella nostra evoluzione individuale, abbiamo attraversato una fase corrispondente a questo animismo negli uomini primitivi, che questa fase non sia stata superata da nessuno di noi senza lasciarsi dietro residui e tracce ancora suscettibili di manifestarsi, e che tutto ciò che oggi ci appare 'perturbante' risponda alla condizione di sfiorare tali residui di attività psichica animistica e di spingerli ad estrinsecarsi”. (Freud: 1919. pag. 362)

Anche la separazione al momento della nascita, e la paura infantile dei ‘fantasmi notturni’ lasciano le loro tracce in ciascuno di noi. L’esperienza individuale di essere solo nella propria mente – il destino solitario dell’uomo, che non è mai stato messo in dubbio prima d’ora e su cui si basa l’intera storia dell’educazione civilizzata – è ora presa direttamente d’assalto. Dato che la crescita è in gran parte sinonimo di accettazione della propria solitudine, lo sforzo di alleviarla è alla base della compassione e della protezione degli altri; è la matrice del bene più grande, quello della bontà umana comune ed è al centro del potere comunicativo della grande arte. Anche se dobbiamo tutti vivere e morire soli, possiamo per lo meno condividere questa conoscenza attraverso atti di tenerezza che compensano al nostro stato solitario. In tempi di smarrimento e di esaurimento nervoso la durezza di questa solitudine si fa sentire ancora più. Il miglior sforzo costruttivo sociale e di gruppo è di calmare le ansie psicotiche, che sono alla base di ciascuno di noi e che possono essere provocate in condizioni sufficientemente estreme.

L’ingresso tecnologico e calcolato nella mente di un’altra persona è un atto di barbarismo monumentale che oblitera – forse giocherellando con qualche tasto – la storia e la civilizzazione dello sviluppo mentale dell’uomo. È più che un abuso dei diritti umani, è la distruzione del significato. Per chiunque sia costretto all’inferno del vivere con uno stupratore invisibile della mente lo sforzo per rimanere sano è oltre il limite della sopportabilità. La capacità immaginativa di una mente comune non può comprenderne l’orrore. Abbiamo tentato di rassegnarci agli esperimenti dei nazisti nei campi di concentramento. Adesso abbiamo di fronte la prospettiva del controllo sistematico autorizzato da uomini che danno istruzioni attraverso comunicazioni satellitari per la distruzione delle società mentre guidano le nuove Jaguar e Mercedes e vanno all’opera.

Tutto questo è essenzialmente un modo di umiliare e di annichilire. È una manifestazione di rabbia espressa da coloro che temono l’impotenza con un terrore tale che tutti i loro sforzi sono protesi ad evirare e distruggere il terrificante rivale delle loro fantasie inconsce. In questa apocalisse della mente la figura punitiva sorge come dalle viscere del palco dell’opera, e questa fantasmagoria viene espressa su scala globale. Questi uomini potrebbero essere abbastanza pazzi da credere che stanno creando un “ordine mondiale psicocivilizzato”. Per chiunque abbia studiato i bambini che hanno subito abusi, ricorda più un “re-enactment” dall’inconscio, rafforzato da una vita senza la capacità dell’identificazione empatica, delle oscenità subite o perpetrate dai bambini negli asili selvaggi. Le altre persone, che per loro erano come dei giocattoli di Action Man da fare a pezzi, o come delle barbie da violare, perdono il significato della loro umanità come tante immagini pixellate sullo schermo.

Se l’ingresso in una mente con la forza è osceno per definizione, una valutazione abbreviata degli effetti descritti dalle persone invase mentalmente testimonia la natura perversa degli esperimenti. Vengono emessi strani rumori dal corpo, un corpo abbastanza conosciuto dal suo proprietario che può riconoscerli come estrinseci; viene pompata aria fuori e dentro agli orifici come con una pompa da bicicletta. Gradualmente il repertorio viene ampliato – fitte e spasmi agli occhi, al naso, alle labbra, strani tic, dolori alla testa, fischi nelle orecchie, ostruzioni nella gola, pressione sull’intestino e sulla vescica che provoca l’incontinenza; formicolii alle dita delle mani, ai piedi, peso sul cuore, peso durante la respirazione, vertigini, problemi oculari che portano alle cataratte; eccessiva lacrimazione o secrezione delle mucose nasali; accelerazione del battito cardiaco e aumento della pressione nel cuore e nel petto; disturbi respiratori e toracici che portano alle bronchiti e al deterioramento dei polmoni; emicranie lancinanti; essere svegliato di notte, a volte con scosse terrificanti; insonnia; intollerabili livelli di stress derivanti dalla perdita della propria privacy. Questa collezione di sintomi assortiti è una sfida per qualunque medico che debba farne una diagnosi.

Ci sono più seriamente, se quanto già detto viene classificato come non letale, anche i potenziali effetti letali data la capacità degli ultrasuoni e degli infrasuoni di causare l’arresto cardiaco, le lesioni cerebrali, la paralisi e la cecità, oltre che accecare con i raggi laser, oppure indurre l’asfissia alterando le frequenze nel cervello che controllano la respirazione, e le crisi epilettiche – tutte queste ed altre cose potrebbero essere a portata di mano per chi le sviluppa. E chi sceglie di usarle potrebbe stare seduto accanto ad una bottiglia di vino, con un’arma sopra il tavolo del ristorante, o accanto a sé in piscina, che assomiglia diciamo ad un telefonino compatto.

Infine – se le vittime a questo punto della nuova storia del controllo mentale, non possono ancora provare l’abuso che subiscono, deve essere asserito che, di fronte alle informazioni disponibili in merito agli sviluppi tecnologici non è certamente neanche possibile - per coloro che cercano di evadere queste affermazioni - di confutarle. Se aspettiamo che gli effetti diventino più diffusi sarà troppo tardi.

▪ Per queste ed altre ragioni che il presente saggio ha tentato di affrontare, chiediamo il riconoscimento di tale tecnologia a livello nazionale ed internazionale. I politici, gli scienziati e i neurologi, i neuroscienziati, i fisici e gli avvocati dovrebbero senza ulteriore ritardo chiedere un dibattito pubblico sull’esistenza e sull’uso della tecnologia psicotronica; e la declassificazione delle informazioni su tali dispositivi che abusano di cittadini inermi e minacciano la libera democrazia. ▪ I resoconti delle vittime di abuso dovrebbero essere resi pubblici, e l’uso delle armi psico-elettroniche dovrebbe essere dichiarato illegale e criminale, ▪ I medici dovrebbero essere aiutati a riconoscere i sintomi del controllo mentale e dell’abuso psicotronico, e l’intelligence relativa all’uso di questi dovrebbe essere declassificata, in modo che si possa riconoscere l’abuso per quello che è, ovvero non automaticamente interpretandolo come un’indicazione di malattia mentale.

Se nell’attuale confusione ed insicurezza sulla ricerca delle prove delle armi di distruzione di massa, concludessimo che l’impossibilità di individuarle – qualunque sia la verità – ci induce ad essere generalmente accondiscendenti, allora staremmo complottando con forze davvero oscure che sono in operazione se concludessimo che un corso di estrema vigilanza significa la paranoia. Perché potrebbero ben esserci altre armi di distruzione che vengono create non poi così lontano da casa nostra; armi che, essendo ancora più difficili da individuare, vengono create invisibilmente, senza ostacoli, non notate, usando gli esseri umani come un banco di prova. Come per la PES, i metodi usati sugli esseri umani non sono individuabili usando le strumentazioni convenzionali per captarli. È probabile che i segnali usati facciano parte di una fisica sconosciuta agli scienziati senza il massimo livello di nulla osta sicurezza. Ignorare le prove fornite dalle vittime vuol dire negare, forse con risultati catastrofici le uniche prove che potrebbero indurre i difensori della libertà a stare più in allerta circa lo sviluppo di spaventosi nuovi metodi di distruzione. Nel manipolare i gruppi terroristici come pure i governi, queste forze malvage e segrete saranno più che grate per la professionale derisione delle vittime e per l’ignoranza del pubblico.

Riferimenti


Laing, R.D. (1985) : Wisdom, Madness and Folly: The Making of a Psychiatrist. Macmillan, 1985

Welsh, Cheryl (1997): Timeline of Important Dates in the History of Electromagnetic Technology and Mind Control, at:
www.dcn.davis.ca.us/~welsh/timeline.htm

Welsh, Cheryl (2001):Electromagnetic Weapons: As powerful as the Atomic Bomb, President Citizens Against Human Rights Abuse, CAHRA Home Page: U.S. Human Rights Abuse Report: www.dcn.davis.ca.us/~welsh/emr13.htm

Begich, Dr N. and Manning, J.: 1995 Angels Don’t Play this HAARP, Advances in Tesla Technology, Earthpulse Press.

ZDF TV: “Secret Russia: Moscow – The Zombies of the Red Czars”, Script to be published in Resonance, No. 35

Aftergood, Steven and Rosenberg, Barbara: “The Soft Kill Fallacy”, in The Bulletin of the Atomic Scientists, Sept/Oct 1994.

Becker, Dr Robert: 1985,The Body Electric: Electromagnetism and the Foundation of Life, William Morrow, N.Y.

Babacek, Mojmir: International Movement for the Ban of Manipulation of The Human Nervous System: http://mindcontrolforums.com/babacek.htm [Link non più attivo N.d.r.] and go to: Ban of Manipulation of Human Nervous System

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www.aisjca-mft.org/braindist.htm [Link non più attivo N.d.r.]

“Psychoelectronic Threat to Democracy”
http://mindcontrolforums.com/babacek.htm [Link non più attivo N.d.r.]

Nature: “Advances in Neuroscience May Threaten Human Rights”, Vol, 391, Jan. 22, 1998, p. 316; (ref Jean- Pierre Changeux)

Space Preservation Act: Bill H.R.2977 and HR 3616 IH in 107th Congress – 2nd Session: see: www.raven1.net/govptron.htm

Sessions European Parliament:
www.europarl.eu.int/home/default_en.htm?redirected=1

Click at Plenary Sessions, scroll down to Reports by A4 number, click, choose 1999 and fill in oo5 to A4

Delgado, Jose M.R: 1969. “Physical Control of the Mind: Towards a Psychocivilized Society”, Vol. 41, World Perspectives, Harper Row, N.Y.

US News & World Report: Lockheed Martin Aeronautics/ Dr John Norseen; Report January 3/10 2000, P.67

Freud, Sigmund: 1919: Art and Literature:” The Uncanny”. Penguin,
Also “Those Wrecked by Success.”

Marks, John: 1988 :The CIA and Mind Control – the Search for the Manchurian Candidate, ISBN 0-440-20137-3

Persinger, M.A. “On the Possibility of Directly Accessing Every Human Brain by Electromagnetic Induction of Fundamental Algorythms”; In Perception and Motor Skills, June, 1995, vol. 80, p. 791 – 799

Tyler, J.“Electromagnetic Spectrum in Low Intensity Conflict,” in “Low Intensity Conflict and Modern Technology”, ed. Lt. Col. J. Dean, USAF, Air University Press, Centre For Aerospace Doctrine, Research and Education, Maxwell Air Force base, Alabama, June, 1986.

Rees, Martin Our Final Century: 2003, Heinemann.

Conrad, Joseph: The Secret Sharer, 1910. Signet Classic.

Maupassant, Guy de: Le Horla, 1886. Livre de Poche.

Carole Smith è una psicoanalista britannica. Nei recenti anni ha criticato apertamente l’uso di tecnologie intrusive sui cittadini non consenzienti da parte del governo per lo sviluppo di metodi di controllo di stato. Carole Smith E-mail: rockpool@dircon.co.uk

Titolo originale: "On the Need for New Criteria of Diagnosis of Psychosis in the Light of Mind Invasive Technology "

 

 

FONTE (originale): www.globalresearch.ca

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11 gennaio 2014 6 11 /01 /gennaio /2014 22:47

 

wi-viVedere attraverso i muri non sarà più una prerogativa esclusiva dei supereoi. Gli scienziati del Mit di Boston hanno ideato un sistema, chiamato “Wi-Vi,” che riesce a ‘vedere oltre’ e a rilevare la presenza di corpi umani in movimento anche nascosti dai muri.

Basato sul medesimo sistema del radar e del sonar. Wi-Vi allarga così la vista a raggi X a tutti. Il lavoro dei ricercatori del MIT Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory, ha permesso di costruire il dispositivo in grado di vedere le persone attraverso i muri. Gli sforzi volti a sviluppare un sistema di questo tipo avevano coinvolto l’uso della tecnologia radar costosa e ingombrante, che utilizzava una parte dello spettro elettromagnetico.

Ma a differenza di radar e sonar, il nuovo Wi-vi trasmette a bassa potenza il segnale Wi-Fi e usa le sue “riflessioni” per tracciare gli esseri umani in movimento. Stessa cosa vale anche per le persone che si trovano in ambienti chiusi o nascoste dietro a un muro.

Come funziona? Una volta che il segnale Wi-Fi viene trasmesso ad una parete, una porzione di esso passa oltre e si riflette sul corpo umano che incontra dall’altra parte. Tuttavia, solo una piccola frazione del segnale supera i muri e attraversa la stanza. In questo modo, solo i corpi umani vengono ‘avvistati’ e segnalati, non tutti gli oggetti presenti in essa. “Abbiamo dovuto trovare una tecnologia che potesse annullare tutte queste altre riflessioni, e tenere solo quelle del corpo umano in movimento”, ha spiegato Dina Katab, a capo della ricerca. “Abbiamo voluto creare un dispositivo a bassa potenza, portatile e semplice da usare per chiunque, per dare alla gente la capacità di vedere attraverso i muri e a porte chiuse”.

Per rilevare di movimento, il sistema utilizza due antenne di trasmissione ed un singolo ricevitore. Le due antenne trasmettono segnali quasi identici, ma il segnale del secondo ricevitore è l’inverso del primo. Come risultato, i due segnali interferiscono tra loro in modo tale da annullarsi a vicenda. Dal momento che gli oggetti statici che i segnali hanno colpito – tra cui il muro – creano riflessi identici, anche loro vengono annullati da questo effetto. Così facendo, solo i riflessi che cambiano tra i due segnali, come quelli dati da un oggetto in movimento, arrivano indietro al ricevitore. Una volta che il sistema ha annullato tutte le riflessioni degli oggetti statici, può quindi concentrarsi sul tracciamento delle persone. E tutto con un dispositivo palmare.

A cosa servirà? Wi-Vi potrebbe essere utilizzato per aiutare le squadre di ricerca e salvataggio a trovare sopravvissuti intrappolati nelle macerie dopo un terremoto, ad esempio, o per consentire agli agenti di polizia di identificare il numero e il movimento di criminali all’interno di un edificio. Ma potrebbe anche essere usato come dispositivo di sicurezza personale, secondo i suoi ideatori: “Se siete a piedi di notte e avete la sensazione che qualcuno vi stia seguendo, allora potreste utilizzarlo per controllare se c’è qualcuno dietro l’angolo”.

Ma non solo. Il dispositivo può anche rilevare gesti o movimenti di una persona in piedi dietro una parete. Ciò consentirebbe di utilizzarlo come interfaccia basata sui gesti per il controllo delle luci o degli elettrodomestici all’interno della casa, spegnendo ad esempio le luci in un’altra stanza con un gesto del braccio.

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3 gennaio 2014 5 03 /01 /gennaio /2014 22:52

Hot E-cat test 1

Fusione fredda. Rossi vuole produrre milioni di E-cat. Una bella sfida, che però sembra non spaventare l'inventore italiano, il quale, proprio a questo fine, ha dichiarato di non aver trovato aziende di generatori elettrici a prezzi tali da essere convenienti per una così vasta produzione. Progetto ambizioso, ma, stando alle sue parole, assolutamente realizzabile.

"Non abbiamo trovato nessuna compagnia in grado di offrire un generatore ad un prezzo competitivo e con la struttura industriale necessaria per la produzione di migliaia (volendo milioni) di pezziscrive Rossi sul suo blog - Come ho sempre detto, non siamo interessati a partecipare e finanziare lo sviluppo di una start up in quel campo, ma solo ad acquistare prodotti già industrializzati, a prezzi che devono essere competitivi con i generatori classici".

La notizia non stupisce, visto che, proprio poco tempo fa, Rossi aveva dichiarato di puntare ad una forte industrializzazione. Nessun generatore innovativo, dunque, come alcuni lettori suggerivano. Perché le ambizioni possano essere realizzate, non è possibile tentare l'ennesima strada tortuosa. Questo il messaggio che l'inventore italiano lancia: nessuna altra novità per ora, che non sia l'E-cat stesso, che mira a rivelarsi la vera rivoluzione nel campo dell'energia. Ma a che punto siamo davvero?

La tecnologia, dopo diverse sperimentazioni, è attualmente negli Usa in fase di test, che dovrebbe terminare il prossimo mese di marzo. Da questo ciclo di prove ci attendiamo una pubblicazione su una rivista con referee, anche nel caso in cui, promette Rossi, i risultati non saranno soddisfacenti. Ma chiaramente nessuno dalla Leonardo Corporation teme una cosa del genere.

Intanto le prenotazioni online sono attive.

 

http://www.nextme.it/scienza/energia/6859-fusione-fredda-e-cat-milioni-pezzi

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