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9 giugno 2013 7 09 /06 /giugno /2013 22:12

 

 

 

 

La percezione intuitiva è stata sempre definita come un’attività derivante dal subconscio della mente che accede a precedenti esperienze passate ormai dimenticate.

 

Tale teoria è stata ormai superata da diversi studi recenti, che mettono in evidenza la capacità di diversi organi/sensori di captare i segnali che provengono dal mondo esterno (soprattutto quelli che hanno una grossa rilevanza emozionale) che danno luogo all’intuizione sempre associata ad una sensazione positiva/negativa di un evento che sta per avvenire.

 

Al fine di evidenziare queste capacità del nostro corpo cerco di sintetizzarvi un studio recente (1) che  ha messo in evidenza la capacità dell’ uomo di poter avvertire alcuni eventi emozionali prima che essi si verifichino realmente.

La ricerca presentata in due parti aveva lo scopo di replicare ed estendere  studi precedenti  che dimostravano che il corpo può rispondere ad uno stimolo emozionale diversi secondi prima che esso venga sperimentato in maniera reale (Bierman, 2000; Radin 1997b, 2003; Spottiswood and May 2003, Don et al…, 1998, McDonough et al.., 2002).

 

Riporto in sintesi l’esperimento, i risultati e le conclusioni che se ne possono trarre.

 

Partecipavano allo studio 26 adulti, 11 maschi e 15 femmine di età compresa tra i 28 e i 56 anni.

 

Venivano testati in due condizioni:

 

1)      Condizione psicofisiologica normale di base senza l’ utilizzo di alcuna tecnica meditativa (1*).

 

2)      I partecipanti attuavano la tecnica Hearth Lock In  che induceva una coerenza fisiologica (2*).

 

Ad ognuno di loro venivano fatti vedere 45 fotografie su un monitor di cui solo 15 provocavano uno stimolo emozionale; la fig.1 ci fa vedere le modalità di presentazione  delle fotografie.

 

Come si può vedere dalla fig..4  ci sono differenze significative  nella condizione 1*, cioè  4,5 secondi prima che appaia l’immagine sul monitor cominciano  a divergere le variazioni % della velocità del battito cardiaco, caratterizzata appunto da una  decelerazione accentuata  nel caso di prestimolo emozionale.

 

 

(fare click sull'immagine per ingrandirla)

 

 

La fig.5  ci fa vedere come il cuore e il cervello rispondono anticipando l’evento emozionale.

 

 

Due cose risultano evidenti:

 

a)      La curva di decelerazione del battito cardiaco in risposta al prestimolo emozionale comincia a divergere 4,8 sec.  prima dell’evento, confrontato al prestimolo neutro, mentre il segnale ERP, ricavato dall EEC  in risposta al prestimolo emozionale mostra un aumento circa 3,5 secondi prima del verificarsi dello stimolo (comparsa della fotografia- es.un serpente): questo shif-positivo nell’ ERP significa che il cervello conosce la natura del futuro stimolo.

 

b)       la differenza tra i due eventi dimostra che il cuore riceve l’informazione circa 1,3 secondi prima del cervello.

 

 

Questo studio ha permesso di evidenziare:

1)      le donne dimostrano una significativa risposta HRV  al prestimolo emozionale al contrario dei maschi nel caso (2*).

2)      Donne ed uomini mostrano una significativa risposta HRV (decelerazione del battito cardiaco) al prestiamolo emozionale nei confronti di un prestimolo neutro (1*).

3)      Le femmine appaiono processare il prestimolo più frontalmente, mentre i maschi più nelle regioni posteriori del cervello.

4)      Le donne quando si trovano in coerenza fisiologica sono più sintonizzate con le informazioni che provengono dal cuore.

5)      Il sistema cuore-cervello avverte un evento futuro emozionale almeno 4,8sec. prima che l’evento si verifichi realmente.

 

Conclusioni

a)      Alcuni indicatori elettrofiologici rispondono a stimoli emozionali che vengono dal futuro, prima che possano essere sperimentati consapevolmente.

b)      Il nostro apparato percettivo continuamente fa lo scanner del futuro.

c)      Risulta chiaro che una significativa decelerazione del battito cardiaco si ha in risposta a un prestimolo emozionale.

d)      Questi studi non precludono la possibilità che altri organi o sensori del corpo umano possano rispondere al prestimolo emozionale prima che tale stimolo venga sperimentato consciamente, come  evidenziato per il cuore e il cervello.

 

 

Prof. Ezio Gagliardi

Biochimico Specialista

in Genetica Medica

Scienza dell’Alimentazione

 

(1)  THE JOURNAL OF ALTERNATIVE AND COMPLEMENTARY MEDICINE Vol.10, Number1 e 2, 2004 “            ROLLIN McCRATY, Ph.D. et al..., 

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4 giugno 2013 2 04 /06 /giugno /2013 22:31

“I presentimenti sono cose strane, come le affinità e i presagi.. e le tre cose costituiscono un mistero di cui l’umanità non ha trovato ancora la chiave”. Così scriveva Charlotte Brontë in Jane Eyre nel XIX secolo. Avrebbe mai potuto credere al fatto che un domani l’umanità avrebbe trovato quella chiave e avrebbe spiegato questi fenomeni che parevano inspiegabili e frutto di magia?

 

 

Sussulto – «Ho avuto una premonizione». Dice con area preoccupata ed allarmata. «Ho visto..». Quanti di voi ricorderanno queste parole, quanti avranno visto questa scena se appassionati anche di quella scialba fiction qual è “Streghe” pur non perdendo mai occasione di vedere una replica! Ebbene, queste non sono più solo scene da telefilm, ma è realtà.. o quasi, perché sono stati compiuti negli ultimi decenni molti studi relativi a queste capacità paranormali o parapsicologiche, che dir si voglia, e non da sprovveduti o dei fissati di fantasy, ma da Università, statunitensi e sovietiche, e centri di ricerca importanti. I numerosi studi ci sono e sono stati anche pubblicati dei loro resoconti, quindi andiamo subito al punto, cioè a spiegare cosa c’è nella mente umana che ci permetterebbe di sviluppare questi poteri.

 

Prenderemo allora in considerazione, per spiegare su basi biologiche questi fenomeni, gli studi di due biologi quantistici russi, Vladimir Poponin e Piotr Gariaiev, che tra la metà degli anni ’80 e la metà degli anni ’90 decisero di studiare quel 90% del DNA umano considerato (povero lui) e chiamato “DNA spazzatura“, perché non si capiva bene a cosa servisse.

Lo studio consisté nell’applicazione delle regole del linguaggio e della semantica all’elica del DNA, dimostrando l’esistenza di una certa corrispondenza. Inoltre dimostrarono anche che il DNA è influenzato dal suono, e dunque anche dalle parole, forse da qui l’applicazione del linguaggio (infatti i due scienziati trasformarono un embrione di rana in una salamandra proprio inviando degli specifici suoni al DNA).

Ebbene, nello “Sefer Yetzirah, il libro della creazione della tradizione cabalistica (l’antica tradizione esoterica ebraica), non c’è forse scritto: “Le ventidue lettere Fondamentali, le incise, le plasmò, le combinò, le soppesò, le permutò e formò con esse tutto il Creato e tutto ciò che c’è da formare nel futuro. Le ventidue lettere Fondamentali, le incise con la Voce”..? A questo si aggiunse un dato molto curioso: isolando una piccola porzione di DNA e mettendola, per osservarla, sotto vetro, i due biologi assisterono alla formazione di un’elica di luce, formatasi intorno a quella del DNA che, una volta rimosso, lasciava inalterata la luce che aveva assunto quella tipica forma, ancora per lungo tempo. Per saperne di più potete consultare questo testo: Gariaev P., Poponin V., “Vacuum DNA phantom effect in vitro and its possible rational explanation“, Nanobiology, 1995).


Sono state rilevate altre particolarità tipiche del DNA, che ancora di più ci farebbero propendere ad una serie considerazione di quei poteri da “esper” (percezione extrasensoriale) che tanto ci piacciono nei giochi di ruolo, nei telefilm e negli anime.

Parliamo ad esempio della teoria di William Brown, microbiologo. Questo scienziato ha scoperto che il DNA Satellite si interfaccia con il “Campo Morfico ..alcune puntualizzazioni: si chiama “DNA Satellite” quella parte di DNA che non codifica proteine (Brown W., “Risonanza Morfica e biologia quantistica“, Nexus n. 97, vol. 2, aprile-maggio 2012; Murphy B., “Il DNA spazzatura: una porta verso la trasformazione“, Nexus n. 100, vol. 5, ottobre-novembre 2012).

 

Il “Campo Morfico” è quello scoperto dal biologo inglese Rupert Sheldrake e sarebbe un campo di informazioni, cioè un campo contenente tutta una serie di informazioni e ricordi appartenenti alla specie a cui saremmo in grado di accedere tramite il cervello. Ogni individuo può accedere al Campo Morfico, ovviamente a seconda della disposizione e della situazione, quindi dei diversi stati di coscienza, per cui ogni individuo può immettervi informazioni e ogni individuo può trarre informazioni. I fenomeni come la telepatia sono realmente possibili grazie al nostro DNA. Questo infatti sarebbe in grado, qualora ci trovassimo in particolari stati di coscienza, come sotto l’effetto di particolari droghe, di connettersi ad una “reteuniversale. Il fenomeno che si manifesterebbe è quello della ipercomunicazione capace di mettere in contatto individui anche molto distanti tra loro grazie alla connessione a questa rete, più precisamente detta “Campo Morfico”.

Telepatia e premonizione sono solo alcuni dei possibili poteri che l’uomo potrebbe essere in grado di riscoprire, ma per questo dobbiamo aspettare che le ricerche sul DNA continuino, vadano avanti, e che l’uomo impari a controllarli.. possiamo aspettare tutto questo? Oppure è meglio se cominciamo a riprodurre questi fenomeni artificialmente?

Il potere stregonesco della telepatia è stato sperimentato e riprodotto da Yoo Seung-Schik, un ricercatore che lavora presso la Harvard Medical School di Boston.

 

 

Dagli studi di Luc Montagnier, premio Nobel per la Medicina, appare che anche i cunicoli spazio-temporali sono importanti per il DNA. I cunicoli spazio-temporali magnetici sono presenti nel nostro universo e sarebbero dei canali di comunicazione su cui il DNA si poggerebbe (Montagnier L., Aïssa J., Ferris S., Montagnier J.-L., Lavallee C., “Electromagnetic Signals Are Produced by Aqueous Nanostructures Derived from Bacterial DNA Sequences“, Interdiscip Sci Comput Life Sci, 2009, n. 1, pp. 81-90).

C’è chi sostiene, come Grazyna Fosar e Franz Bludorf, che il DNA stesso sarebbe in grado di aprire cunicoli spazio-temporali attraverso cui recepire informazioni dall’universo. La capacità del DNA di mettere in contatto, nell’universo, diversi utenti della rete universale, non per forza appartenenti alla stessa specie, viene detta ipercomunicazione (Fosar G., Bludorf F., Vernetze Intelligenz. Die Natur geth Online, Omega Verlag, 2001, tr. It. “L’intelligenza in rete nascosta del DNA“, Macro edizioni, 2006).

Ricordiamo a questo punto le parole della Kabbalah, dove troviamo scritto che il comportamento di ognuno di noi può contribuire alla salvezza o alla dannazione di tutta l’umanità (Dan J., “La Cabalà“, Mondolibri, Milano, 2006). Come ce lo spieghiamo? Semplice: se tutti noi siamo collegati attraverso questo strumento straordinario quale il DNA, è ovvio che ci possiamo anche influenzare reciprocamente, ed ecco perché possiamo contribuire alla salvezza o dannazione, ma preferisco la prima, dell’umanità.

 

 

Roberto Morra  fonte

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4 giugno 2013 2 04 /06 /giugno /2013 22:19

 

Sir David Charles Baulcombe è professore della Royal Society e capo del Dipartimento di Scienze Botaniche presso l’Università di Cambridge. Le sue ricerche hanno aiutato a capire la complessità e le origini delle differenti classi di piccole molecole di RNA. Molto di ciò che ha scoperto si può applicare agli animali, indicando che questi sono processi antichi sviluppatisi all’inizio dell’albero evolutivo. Nel 2012 è stato insignito del prestigiosissimo Premio Balzan, “per il suo contributo fondamentale alla comprensione dell’epigenetica e del suo ruolo nello sviluppo delle cellule e dei tessuti in condizioni normali e di stress”.Le caratteristiche di tutti gli organismi viventi sono determinate dalla loro costituzione genetica (genotipo) e dall’interazione di questa con l’ambiente durante la crescita e lo sviluppo. In origine si pensava che l’informazione genetica consistesse unicamente nelle istruzioni codificate nella sequenza di DNA dell’organismo. Negli ultimi 50 anni sono state raccolte sempre più prove del fatto che informazioni di altro tipo vengono conservate sia quando le cellule si dividono sia nel passaggio da una generazione all’altra. Lo studio di questi fenomeni è stato chiamato epigenetica e così come si può mappare il genoma e identificare i marcatori genetici, allo stesso modo si può parlare di epigenoma e di marcatori epigenetici. L’indagine sulle basi molecolari dell’informazione epigenetica è uno dei settori più attivi dell’attuale biologia.  Baulcombe sarà uno dei protagonisti più attesi dell’Evolution Day 2013. Venerdì 8 febbraio 2013, alle 21.00, nell’aula magna del Museo di Storia Naturale di Milano, ha tenuto una lecture dal titolo “Epigenetica - un'altra dimensione nell'evoluzione?”.

Lei usa spesso l’espressione “It’s not all my DNA": ci può spiegare che cosa intende?
Le informazioni presenti nel genoma non si trovano solo nelle sequenze nucleotidiche ACGT della molecola di DNA, ma anche in "decorazioni" molecolari al DNA che influenzano l'espressione dei geni. Queste decorazioni vengono copiate quando il genoma viene duplicato durante la divisione cellulare. Oggi sappiamo inoltre che l'RNA non è solo il messaggero cellulare che trasmette le informazioni di codifica elaborate dal nucleo al resto della cellula - è anche un regolatore di informazioni nel genoma. E’ determinante, infatti, nello spegnimento di alcuni geni o nell’assicurarsi che altri vengano accesi al momento giusto.

Lei è considerato uno dei padri dell’epigenetica. Ce la spieghi in due parole.
L’epigenetica si riferisce agli effetti ereditabili del genoma che sono separati dagli effetti delle sequenze nucleotidiche nel DNA. E’ un insieme di reazioni che, non alterando la struttura del DNA, possono influenzare, comunque, sia l’espressione genica ma anche e soprattutto ciò che viene trasmesso alle generazioni future.

In che modo l'epigenetica modifica gli organismi?
L’epigenetica fornisce una memoria molecolare della nostra esperienza passata. Ecco perché gli effetti dell’ambiente in cui viviamo possono arrivare ai figli.

Questo significa che il DNA non è così importante come si è sempre pensato? 
Il DNA è centrale e l’epigenetica è un evento “collaterale”, ma importantissimo per il DNA.

Dopo numerose scoperte, oggi è cambiata la definizione di gene?
E’ la stessa di sempre - una unità di informazione nel genoma ereditata da una generazione a quella successiva. Tradizionalmente si pensava che i geni portassero solo alla codifica delle proteine ​​- ma ora sappiamo che nelle sequenze geniche ci sono anche informazioni per specifici RNA regolatori.

Come possono gli studi epigenetici migliorare la ricerca in campo biomedico?
Queste ricerche potranno aggiungere quei tasselli mancanti ma fondamentali per comprendere meglio i meccanismi di alcune malattie come il cancro.

Quali possono essere gli stimoli ambientali che influenzano le nostre caratteristiche ereditarie?
Tra i più potenti induttori di mutazioni trasmissibili vi è lo stress - probabilmente tutte le forme di stress sia quello fisico che psicologico. Ma anche la fame e il fumo nell’adolescenza possono avere un peso determinante. Un recente studio ha, infatti, messo in evidenza come gli effetti di una carestia su una popolazione sono stati trasmessi alle generazioni successive, portando nella progenie un cambiamento significativo nella statura.

Definisce l’epigenetica come un “eredità soft”. Può spiegarci questa affermazione? L’ereditarietà “forte” è determinata dalla sequenza delle basi del DNA. La trasmissione dei caratteri connessa all’epigenetica è un processo invece “soft”, perché può essere instabile a causa dell'ambiente. E' un meccanismo lento ma costante, che viene determinato giorno dopo giorno.

Il processo di spegnimento dell’RNA e quello epigenetico hanno avuto un ruolo nell’evoluzione?
Un ruolo determinante, mi permetto di aggiungere, perché sono meccanismi mediante i quali viene generato nuova variazione ereditabile.

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26 maggio 2013 7 26 /05 /maggio /2013 21:24

musica cervello

 

 

Due nuovi studi indagano sugli aspetti cerebrali del piacere che si prova ascoltando musica. Il primo rivela che un brano musicale suscita piacere anche quando lo si ascolta per la prima volta  grazie all'attivazione di alcune aree legate ai meccanismi di aspettativa e ricompensa. Il secondo studio dimostra invece che al di là delle differenze individuali, l'ascolto della musica classica evoca in tutti lo stesso schema di attivazione delle strutture cerebrali. La musica è presente in tutte le culture fin dalla preistoria, ma ancora non è chiaro quale sia l’origine della gratificazione che proviamo ascoltandola. Due studi appena pubblicati contribuiscono ora a far luce sui meccanismi cerebrali coinvolti nel piacere della musica.

Le immagini di questi 'cervelli creativi' hanno rivelato un'attività complicata, ma è emerso un dato su tutti, ossia un certo calo delle attività nella corteccia prefrontale, associata all'analisi cognitiva e al pensiero astratto. Questa zona del cervello, durante l'attività musicale, non si 'spegne' ma mette in secondo piano alcuni processi solitamente messi in primo piano, come l'auto-monitoraggio cosciente, ossia la preoccupazione di svolgere un compito o un gesto correttamente.

Secondo gli scienziati, dunque, una parte del cervello associata al sé autobiografico e all'auto-riflessione diventa più o meno attiva nei musicisti intenti a comporre un brano. L'improvvisazione può avvenire a diversi livelli, ma i musicisti esperti hanno una maggiore capacità di improvvisazione e a un livello profondo rispetto alla gente comune. “Non so come la società umana sarebbe sopravvissuta se non fosse stata creativa," ha detto Limb. "Non posso fare a meno di pensare che ci sia una biologia in tutto ciò che facciamo musicalmente" continua.

 



Come si legge su "Science", Valorie N. Salimpoor e colleghi del Montreal Neurological Institute della McGill University hanno analizzato i processi neurali di volontari che ascoltavano per la prima volta alcuni brani musicali. Per dare modo agli sperimentatori di valutare il grado di piacere evocato dalla musica, i soggetti partecipavano a una sorta di asta in cui potevano fare un’offerta per riascoltare un determinato brano.

“Visualizzando l'attività di una particolare area cerebrale, il nucleus accumbens, coinvolto nei meccanismi di ricompensa, è stato possibile prevedere in modo affidabile se i soggetti avrebbero offerto del denaro per riascoltare un certo brano”, spiega Salimpoor.

Il piacere della musica "visto" dal cervello© Oliver Eltinger/Corbis

Il coinvolgimento del nucleus accumbens conferma recenti indicazioni de fatto che l'effetto emotivo della musica attiverebbe meccanismi di aspettativa e di anticipazione di uno stimolo desiderabile, mediati dal neurotrasmettitore dopamina: quando si tratta di un brano già familiare, il meccanismo dell’aspettativa sarebbe evocato dall'anticipazione mentale dei passaggi più godibili. Nella ricerca di Salimpoor colleghi, tuttavia, la musica non era conosciuta, ma la risonanza magnetica funzionale ha mostrato che le aree attivate e la mediazione dopaminergica erano le stesse dei brani già noti. La causa, secondo i ricercatori, è una “conoscenza implicita” della musica, ottenuta nel corso degli anni interiorizzando la struttura della musica caratteristica

di una certa cultura. 

L’attività del nucleus accumbens, inoltre, non è isolata, ma coinvolge anche la corteccia uditiva, che conserva le informazioni sui suoni e sulla musica: nel corso dei test, quanto più il pezzo era gratificante, tanto più intensa era la comunicazione incrociata tra le diverse regioni cerebrali. Questo risultato supporta l'idea secondo cui la capacità di apprezzare la musica faccia riferimento non solo agli aspetti emotivi, ma anche a valutazioni di carattere cognitivo.

Sempre in tema di reazioni cerebrali alla musica, Vinod Menon e colleghi della Stanford University School of Medicine, autori di un articolo pubblicato sullo “European Journal of Neuroscience”, hanno dimostrato che l'ascolto della musica classica evoca un unico schema di attivazione delle aree del cervello a dispetto delle differenze tra le persone.

Il piacere della musica "visto" dal cervello© Hybrid Images/cultura/Corbis

Il team ha registrato l'attivazione di diverse aree cerebrali di volontari che ascoltavano brani di William Boyce, un compositore inglese del XVIII secolo, oppure brani di “pseudo-musica”, cioè successioni di stimoli uditivi ottenuti alterando i brani di Boyce con appositi algoritmi al computer. E' stata così identificata una rete distribuita di strutture cerebrali i cui livelli di attività seguivano un andamento simile in tutti i soggetti durante l'ascolto dei brani musicali, ma non durante quello della pseudo-musica.

“Con il nostro studio abbiamo dimostrato per la prima volta che, nonostante le differenze individuali, la musica classica evoca in soggetti diversi un unico schema molto coerente di attività in varie strutture della corteccia fronto-parietale, comprese quelle coinvolte nella pianificazione del movimento, della memoria e dell’attenzione”, spiega Menon. Queste regioni, in particolare, partecipavano ognuna con un proprio tasso di attivazione all’elaborazione di quanto veniva udito, contribuendo a dare un senso, con il proprio specifico contributo, alla struttura complessiva dei brani musicali.

Particolarmente curiosa appare l’attivazione preferenziale dei centri di pianificazione motoria in risposta alla musica ma non alla pseudo-musica: secondo gli autori, si tratta di un “correlato neurale” della tendenza spontanea ad accompagnare l’ascolto della musica con movimenti del corpo, come nella danza, o semplicemente battendo le mani.  

 

 

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1 maggio 2013 3 01 /05 /maggio /2013 22:10

 

Dmitry Itskov

 

Il 2045: con l' Iniziativa sarebbe più facile da scrivere fuori come la visione selvaggia di un miliardario annoiato, se non avesse il potere tanto cervello che sostenga il proprio messaggio. La lista di scienziati coinvolti nel 2045 includono nomi come il dottor Hiroshi Ishiguro, creatore dei robot umanoidi più realistiche al mondo, il dottor George Church, un genetista molecolare e professore di Harvard, MIT AI Lab co-fondatore, di intelligenza artificiale pioniere Dr. Marvin Minsky, e quasi 30 altri overachievers da una serie di discipline applicabili.

''Ero seduto alla mia scrivania quando ho realizzato di aver voglia di dedicarmi a qualcosa di più che agli affari. Guadagnare e spendere soldi aveva cominciato ad annoiarmi, volevo essere parte di un progetto di più vasta portata'', ha spiegato Itskov, 32 anni, a capo della società di portali e media web New Media Stars.

Da questo suo ennui è nata l'''Iniziativa strategico sociale 2045'', il programma che si propone di ''riunire l'umanità intorno a una nuova idea globale, raggiungere l'immortalità cibernetica''. Il prossimo mese di giugno, il 15 e il 16, Itskov ha organizzato a New York un congresso, il secondo della sue fondazione, per annunciare i nomi degli scienziati di tutto il mondo che hanno accettato la sfida. Ai lavori parteciperanno come sostenitori della prima ora del progetto Kay Kurzwell, direttore del settore ingegneristico di Google, Hiroshi Ishiguro e l'esperto di robot dell'università di Osaka che ha creato il suo gemello meccanico di silicone ed elettronico, l'esperto di robotica David Hanson e l'antropologo delle religioni ''affiliato'' all'Mit William Bushell. Itskov assicura di aver già affrontato le implicazioni spirituali del suo progetto con il Dalai Lama.

 

2045-human-model

Ecco le tappe del programma, così come le ha illustrate il miliardario in una lettera indirizzata al segretario generale delle Nazioni Unite Ban ki-moon: la prima è fissata per il 2020, quando dovrà essere pronto un robot antropomorfo, l'avatar di una persona, un corpo artificiale, controllato da interfacce neurali, che potranno essere usate per la riabilitazione dei disabili, precisa. Si arriverà poi a impiantare il cervello di una persona in fase terminale, estendendone così la vita di 200-300 anni, a impiantare la personalità e e a studiare la coscienza per incarnarla in supporti non biologici da trasferire nell'avatar.Questo "passaggio al neo-umanità" inizia con Avatar, che prevede il controllo di una replica umano robotico remotamente attraverso una interfaccia per computer del cervello, o BCI. Questo passo, dice Itskov, non è lontano.

Con un diploma in management delle corporation all'Accademia russa dell'economia, Itskov ha iniziato a interessarsi alla scienza solo nel 2005: ''In passato il motore dell'evoluzione è stata la selezione naturale. Ora sempre più scienziati sostengono che la selezione naturale non funziona più. La specie umana andrà in contro a un degrado significativo, per questo lanciamo un appello, l'uomo deve salvare la sua specie'', ha detto dopo aver lanciato lo scorso anno un appello a tutti i suoi colleghi miliardari per contribuire al progetto.

Itskov si inserisce in una florida tradizione russa per la ricerca dell'immortalità: negli anni venti del novecento, il medico Alexandr Bodganov aveva teorizzato la sconfitta dell'invecchiamento attraverso trasfusioni di sangue da soggetti giovani a quelli più anziani. Il trattamento riservato ai leader bolscevichi avrebbe consentito anche il loro contatto con le masse. Per tre anni, come direttore del nuovo Istituto per la trasfusione di sangue, ha condotto centinaia di esperimenti prima di morire per le conseguenze non previste delle undici trasfusioni che si era prescritto. Negli stessi anni un suo collega, Sergei Bryukhonenko aveva creato il primo sistema circolatorio artificiale con cui era riuscito a mantenere viva la testa di un cane per quasi due ore. Negli anni settanta, Viktor Sarayev aveva estratto una sostenza dal tessuto di cuccioli di animali domestici che gli consentiva di aumentare la vita e la fertilità degli adulti.

Mosca, 30 apr. (Adnkronos) - Il miliardario russo Dmitry Itskov sogna l'immortalità per l'uomo e ne fa la sua personale causa di vita: così come i suoi pari investono in squadre di calcio, yacht o gallerie d'arte, la sua idea è invece quella di impiantare entro il 2048 il cervello, la coscienza e la personalità, di un homo sapiens in un robot.

milestones_en

 

"Vedo  lo scenario in cui una persona viene anestetizzata, preparata per un intervento chirurgico e quando si sveglia, si sente e si trova nel corpo nuovo."
Il passo successivo è, ovviamente, che implica il trapianto di un cervello umano in un corpo artificiale. Questo è solo un trampolino di lancio per un nuovo Avatar , che coinvolgerà anche il trapianto di un cervello umano in un corpo artificiale - ma questa volta, la personalità, i ricordi, e tutto ciò che rende quella persona una persona rimarrà intatto. Un giorno tutto questo sarà possibile? Solo il tempo e sua scienza potranno dargli ragione o creare l' ennesimo flop. La fase finale dell'iniziativa per il 2045 è l' ultima fase dell'Avatar : Il recepimento della coscienza umana in una rete non diversa da Internet, che permetterebbe alle persone - se potessimo ancora chiamare noi stessi così - a saltare in olografici "corpi" che si trovano in tutto il mondo, in altri posti del pianeta, o potenzialmente su altri pianeti.

 

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24 aprile 2013 3 24 /04 /aprile /2013 21:39

Samsung tablet pensiero

Se la tecnologia touchscreen ha fatto centro nel mondo tecnologico, le novità che arriveranno dalle case costruttrici di queste meraviglie elettroniche, non avranno nuovamente precedenti: alcuni ricercatori dell'University of Texas e un gruppo di ingegneri Samsung stanno portando avanti un lavoro di ricerca per esplorare la possibilità di realizzare in futuro sistemi di controllo per tablet e smartphone in grado di "leggere il pensiero".

L'azienda coreana sta infatti sperimentando l'impiego di un particolare casco dotato di sensori capaci di raccogliere le onde cerebrali e di tradurle in comandi per i dispositivi elettronici. La ricerca è ancora in fase iniziale, ma potrebbe aprire la strada alla concretizzazione di nuove capacità di controllo per i dispositivi elettronici. Samsung vuole superare la tecnologia touch e progetta tablet e smartphone controllati con il pensiero. L’indiscrezione che circola in rete, per ora non confermata ufficialmente, sostiene che l’azienda sia attualmente in contatto con un professore di ingegneria dell’Università del Texas (Dallas, Usa), al quale sarebbe stato affidato il compito di mettere a punto il dispositivo, probabilmente basato su un’elettroencelografia.

Il colosso coreano, in realtà, ha già dimostrato di voler andare oltre il controllo touch: il suo ultimo gioiello infatti, il Samsung Galaxy S4, dispone di una tecnologia che consente lo scroll del display con lo sguardo, l’Eye Tracking. La direzione dunque sembra tracciata e questa indiscrezione sembra verosimile.

D’altronde la tecnologia, negli ultimi decenni, ha tracciato un percorso che va dall’utilizzo dei fili dei telefoni fissi, passando per i cordless, fino alla rivoluzione della tecnologia mobile, che ha recentemente compiuto quarant’anni. Da allora lo sviluppo è stato molto veloce, e, in concomitanza dei progressi della rete, è arrivato agli smartphone, oggi una realtà prima impensabile.

Secondo Susan Young, del Mit Technology Review, il dispositivo in corso di studio si basa su un’elettroencefalografia (Eeg), che potrebbe essere utilizzata per avviare un'applicazione, selezionare una persona specifica da un elenco di contatti o una canzone da una certa playlist o addirittura attivare e disattivare un dispositivo mobile.

In poche parole il sistema rileverebbe l’attività elettrica del cervello per poter inviare messaggi al prodotto, tablet o smartphone. L'obiettivo finale del progetto, sostengono i ricercatori della Emerging Technology Lab, è quello di ampliare i modi con i quali gli utenti possono interagire con i dispositivi. Nello specifico la ricerca è ora concentrata sull'interpretazione del pensiero dell'utente in maniera tale che possa essere tradotto in una serie di comandi per l'apertura di applicazione, la selezione di elementi e l'accensione e lo spegnimento del dispositivo. Per fare ciò i ricercatori hanno monitorato pattern di attività cerebrale ben conosciuta che avviene quando ad un individuo viene mostrato un elemento ricorrente. I ricercatori hanno riscontrato quindi la possibilità di lanciare un'applicazione e di compiere selezioni concentrandosi su un'icona che lampeggia ad una precisa frequenza

Attualmente non disponiamo di dettagli sulle tempistiche, né tanto meno sugli eventuali costi. Immaginiamo comunque che il progetto preveda diversi step, dall’elaborazione di una tecnologia che consenta il rilevamento di un Eeg sufficientemente sensibile, alla messa a punto delle metodiche di collegamento. Un piano ambizioso, che potrebbe portare in un prossimo futuro al vero controllo dei dispositivi elettronici con il pensiero. Chiaramente allo stato attuale delle cose il progetto di ricerca è ben lontano da qualsiasi risultato degno di nota, ma potrebbe presto vedere la partecipazione anche di altre realtà che già usano rudimentali sistemi di analisi delle onde cerebrali per controllare eventi e dispositivi, come ad esempio 'Neruosky' che offre un siststema capace di controllare in maniera basilare giochi e giocattoli.

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15 aprile 2013 1 15 /04 /aprile /2013 20:25

Le allergie sono un fenomeno in aumento. in Italia, così come in tutti i Paesi sviluppati come l’Italia, il 10% dei bambini al di sotto dei 14 anni soffre di asma bronchiale (nell’80% dei casi provocata da allergie), il 18-20% soffre di rinite allergica, mentre il 10 % può presentare dermatite atopica.allergie pollini polvere muffe Le allergie sono un problema crescente ed entro il 2015 potrebbero colpire fino al 45% della popolazione in Italia. Il dato allarmante arriva dall'allergologa Antonella Muraro, responsabile del Centro allergie alimentari della Regione Veneto presso l'Azienda ospedaliera di Padova (www.centroallergiealimentari.eu). Per spiegare l'aumento delle allergie vengono chiamato chiamati in causa l'inquinamento dell'aria e lo stile di vita dei Paesi più sviluppati che sembra non fornire più al sistema immunitario indicazioni per il corretto riconoscimento di sostanze di solito normalmente tollerate, spiega l'esperta . «Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a un aumento costante dei pazienti allergici» ha detto «e, se la tendenza si manterrà analoga, nel 2015 si potrebbe arrivare a un 40-45%». Preoccupante il dato che riguarda i più piccoli. Attualmente 1 bambino su 4 è allergico, ma si stima che nel 2020 1 su 2 nell'Unione Europea sarà affetto da malattia allergica cronica. In particolare risultano in aumento le allergie alimentari soprattutto nei bambini e nelle forme più gravi. Proprio nei bambini tali allergie in genere precedono la comparsa di quelle ambientali.

Oltre a questi dati, altre notizie ci giungono dal corso della Quarta Giornata del Bambino Allergico, organizzata a Roma lo scorso 13 febbraio dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Alama (Associazione laziale asma e malattie allergiche), Federasma (Federazione italiana delle associazioni di sostegno dei malati asmatici e allergici) e Siaip (Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica).

Un boom di allergie. Delle percentuali sicuramente più alte rispetto al passato: “Nel nostro Paese – mette in evidenza il Professor Giovanni CavagniResponsabile di Allergologia Pediatrica pressol’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - dal 1950 ad oggi, si è passati da un 10% della popolazione colpita in generale da una manifestazione allergica, ad un allarmante 30%, che include bambini ed adolescenti in età scolare. Un vero e proprio boom di al­lergie, tale da considerarle oggi una vera e propria malattia sociale.”

Siamo troppo ‘puliti’. Quali le cause di questo incremento? “I fattori sono molteplici - risponde il prof. Giovanni Cavagni - Innanzitutto il fenomeno va collegato alle condizioni di eccessiva pulizia - per non dire proprio di sterilità - in cui vivono i nostri bambini, soprattutto nei primi mesi dopo la nascita".

“Per carità, sicuramente il miglioramento della qualità della vita e delle condizioni igieniche nelle quali viviamo oggigiorno ha portato a ridurre l’incidenza di alcune malattie anche gravi, come la tubercolosi o l’epatite B, ma col bambino sano non bisogna esagerare a creare preventivamente un ambiente troppo sterile”.

Il sistema immunitario rischia di ‘confondersi’. “In condizioni normali, infatti, il nostro sistema immunitario riesce a capire bene quali sono i ‘buoni’ e i ‘cattivi’ e, man mano che matura, si adatta a combattere germi, virus e batteri, che riconosce come suoi nemici, mentre impara a tollerare quel che gli fa bene e gli serve per nutrirsi” prosegue il prof. Cavagni. “Se l’ambiente che circonda il bambino predisposto all’allergia è troppo sterile, i ‘cattivi’ vengono meno.

La conseguenza? Il sistema immunitario, non trovando più i bersagli esterni cui è deputato naturalmente, va alla ricerca di nuovi nemici da combattere, e li individua tra le prime sostanze con le quali è venuto a contatto sin dalla vita fetale, ossia gli alimenti assunti dalla mamma durante la gravidanza. E il bello è che il più delle volte si tratta proprio degli alimenti più comuni, come il latte e le uova (non a caso invece tra i Paesi scandinavi l’allergia alimentare più diffusa è quella al merluzzo)”.

Un’igiene intelligente. Insomma, potremmo dire che un eccesso di pulizia fa più male che bene? “La pulizia è un bene, è l’eccessivo uso di prodotti disinfettanti che fa male” precisa l’allergologo. “Se un bambino è sano, non bisogna esagerare a creare preventivamente un ambiente troppo sterile, così come non è corretto isolarlo da tutti i suoi ‘nemici’ e metterlo come in una campana di vetro per prevenire ogni possibile infezione. Bisogna che l’organismo si abitui all’ambiente; un graduale contatto con i germi fa sì che il bambino costruisca giorno dopo giorno la sua memoria immunologia. Più si ritarda questo contatto, più c’è il rischio di ammalarsi.

È bene allora che il bambino giochi e si sporchi: dopo si laverà le mani, ma semplicemente con il sapone. Lasciamo stare detergenti antisettici, che ha senso usare in ambiente ospedaliero o in presenza di una ferita.

Occhio agli antibiotici! Attenzione anche all’uso improprio di antibiotici, spesso somministrati ai bambini troppo alla leggera: attaccare un nemico al primo segnale ‘mette a riposo il sistema immunitario’.e non gli consente di confrontarsi ‘sul campo di battaglia’: l’antibiotico infatti agisce come killer dei germi al posto del sistema immunitario!

 

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11 aprile 2013 4 11 /04 /aprile /2013 21:48
Il Giornale Online

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La domanda che molti si fanno è come posso caricare i miei dispositivi elettronici in modo green?

In Germania uno studente di digital media, Dennis Siegel, sarebbe riuscito a sfruttare le proprie conoscenze di elettromagnetismo per realizzare un particolare dispositivo che è in grado di “immagazzinare ” proprio l’energia dei campi elettromagnetici presenti attorno a noi, riutilizzandola poi per ricaricare le batterie dei dispositivi elettronici. Si chiama Electromagnetic Harvester, ovvero se vogliamo tradurlo letteralmente “raccoglitore di elettromagnetismo”. Come noto e secondo i principi dell’elettromagnetismo, il team del Georgia Tech, ha sfruttato il fatto che le radiazioni elettromagnetiche che si sviluppano, ad esempio, vicino ai cavi dell’alta tensione, generano quantitativi di energia nelle immediate vicinanze e sta semplicemente cercando di applicare il principio della conservazione dell’energia in pratica.Se il campo è forte l'apparecchio carica la batteria entro 24 ore.

 Siegal si affretta ad aggiungere che non è alla ricerca di un pasto gratuito, ma per aumentare la consapevolezza degli spazi elettromagnetiche invisibili a cui le persone possono essere consentito l'accesso attraverso il suo dispositivo.



Con due versioni, una adatta a raccogliere frequenze al di sotto dei 100 Hz e l’altra quelle al di sopra, il raccoglitore elettromagnetico di Siegel potrebbe sfruttare l’energia derivante da reti elettriche, bluetooth, reti LAN e wi-fi o anche dalle comunicazioni radio.Questi raccoglitori possono raccogliere energia elettrica gratuita da qualsiasi cosa, comprese le linee elettriche aeree, macchine da caffè, frigoriferi, o anche le emissioni da router Wi-Fi o smartphone.  Una lampadina a LED rossa si accende segnalando che il piccolo apparecchio, simile ad un pacchetto di sigarette, sta raccogliendo le frequenze elettromagnetiche e può essere attaccato, grazie ad un magnete posto sul retro, direttamente alla fonte elettromagnetica. In realtà è ancora poco performante – in grado di caricare una semplice pila AA nell’arco di una giornata, il raccogli-energia non sarebbe ancora in grado di soddisfare le esigenze di ricarica di uno smartphone ma come per tutte le tecnologie, potrebbe essere solo questione di tempo e ulteriore ricerca. Dennis Siegel, dell'Università delle Arti di Brema, elimina il pad di ricarica , ma la tecnologia sottostante è fondamentalmente la stessa. Non abbiamo i dettagli esatti - o perché non sa (egli può aver lavorato con un ingegnere elettrico), o perché vuole brevettare l'idea prima - ma la sua descrizione di base di "bobine e diodi ad alta frequenza" conteggi di come funziona il trasferimento di energia senza fili. In sostanza, ogni dispositivo elettrico emette radiazioni elettromagnetiche - e se quella radiazione passa attraverso una bobina di filo, una corrente elettrica viene prodotta.  Siegel dice che ha prodotto due versioni della raccolta: uno per le frequenze molto basse, come ad esempio i segnali di alimentazione di rete 50/60Hz - e un altro per megahertz (radio, GSM) e gigahertz (Bluetooth / WiFi) radiazione. In un futuro neanche tanto lontano, potremmo ricavare energia da situazioni normali come lavorare al pc, accendere la radio o parlare al cellulare. Una riflessione a latere è doverosa e riguarda la preoccupazione per la salute delle persone, immerse in campi elettromagnetici costanti, non ovviamente causati dal Harvester ma frutto della società always on in cui siamo immersi costantemente….

Fonte:
 
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9 aprile 2013 2 09 /04 /aprile /2013 22:17

DA PIU’ DI UN DECENNIO

Continuiamo ad attribuirle un ruolo salvifico nella lotta ai cambiamenti climatici, senza renderci conto delle innumerevoli problematiche sotto il profilo della salute e dello stesso ambiente.Ci siamo già occupati del tema su Terra Nuova di gennaio, scatenando non poche perplessità. Adesso l’argomento viene affrontato anche da Aduc e riportato su Il Consapevole, attraverso la diffusione di ulteriori pubblicazioni scientifiche e di un appello lanciato da David Price, coordinatore della Spectrum Alliance, nell’ambito della più vasta campagna di sensibilizzazione in Europa sulle conseguenze sulla salute originate dall’uso di questo genere di illuminazione.Ma a quale costo?Le lampadine fluorescenti compatte -LFC- (note come lampadine a basso consumo energetico) possono infatti provocare invece ulteriori gravi danni a fasce di popolazione affette da patologie quali il Lupus, forme di dermatite o eczema, elettrosensitività, autismo, epilessia, emicrania, alcuni tipi di porfiria, e molte altre ancora che possono soffrire gravi e dolorose reazioni all’illuminazione a basso consumo.Queste beneamate lampadine, distribuite a destra e manca da associazioni ambientaliste e da fornitori di energia elettrica (già questo dovrebbe far pensare), presentano purtroppo tre principali problemi: le radiazioni elettromagnetiche, il mercurio e le radiazioni UV. Riportiamo uno stralcio dell’articolo pubblicato su Il consapevole e la rivista Icaro.

 

RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE

Misurazioni eseguite dimostrano che le LFC generano potenti campi elettromagnetici a poca distanza dalla sorgente, fino ad un metro di distanza. Il centro indipendente di ricerche francese CRIIREM (Centre de recherche et d´information sur les rayonnements e’lectromagne’tiques) sconsiglia pertanto di utilizzare lampadine a basso consumo energetico a brevi distanze, come ad esempio per illuminare i comodini delle camere da letto o le scrivanie. La messa al bando delle lampadine ad incandescenza porterà quindi ad un aumento delle persone sottoposte ad alti livelli di radiazioni elettromagnetiche.Esistono, inoltre, indicazioni che il campo elettromagnetico generato dalle LFC può viaggiare all’interno dei cavi elettrici esponendo le persone alla così detta “elettricità sporca” in tutta l’abitazione. Uno studio pubblicato nel giugno del 2008 dall’American Journal of Industrial Medicine segnalava che questa elettricità sporca aumenta di 5 volte il rischio di contrarre il cancro. L’effetto dannoso dell’elettricità sporca e stato evidenziato anche dalle ricerche condotte dalla ricercatrice canadese Marta Havas.Le lampade alogene a basso voltaggio (12V) possono anch’esse essere dannose a causa del campo elettromagnetico generato dal trasformatore. Ciò succede in particolare con le radiazioni emesse dai “trasformatori elettronici” che possono contaminare anche le condutture generando elettricità sporca. Le lampade alogene a 220 V non hanno invece questo effetto.

 

MERCURIO

Le LFC contengono da 3 a 5 mg di mercurio, una sostanza estremamente tossica per il cervello, il sistema nervoso, i reni ed il fegato. Sebbene si dica che le LFC hanno un basso contenuto di mercurio, questo quantitativo è più che sufficiente a causare seri danni alla salute. In modo particolare sono a rischio le donne in stato di gravidanza ed i bambini piccoli, poiché il mercurio influisce sullo sviluppo del cervello e del sistema nervoso del feto e del neonato.Valutazioni eseguite dimostrano che quando una lampadina a basso consumo si rompe i vapori di mercurio si diffondono e le emissioni superano di gran lunga i livelli di sicurezza per svariate settimane dalla rottura. Le lampadine che non vengano smaltite correttamente potrebbero rompersi nei camion della spazzatura, diffondendo i vapori di mercurio sulla città, o finire nelle discariche dove il mercurio può contaminare aria, acqua e suolo. Di conseguenza, la messa al bando delle lampadine ad incandescenza ed il conseguente aumento dell’utilizzo delle LFC porterà centinaia di chilogrammi di mercurio direttamente nelle nostre case e nelle nostre strade.

RADIAZIONI UV

Le LFC senza il doppio guscio protettivo (ed anche alcuni tipi di lampade alogene) emettono radiazioni UV-B e tracce di UV-C. È ben noto che questo tipo di radiazioni sono dannose per la pelle (i.e. tumore della pelle) e per gli occhi (i.e. cataratta). Diversi studi, infatti, dimostrano che le lampade fluorescenti aumentano il rischio di contrarre tumori della pelle.La British Association of Dermatologists sostiene che le persone che soffrono di alcune malattie della pelle o che sono sensibili alla luce accusano un aggravamento dei loro sintomi in conseguenza dell’uso di lampadine a basso consumo energetico. Perfino individui senza problemi cutanei preesistenti possono sviluppare sul viso sintomi allergici e/o lesioni simili alle ustioni da sole.La protezione supplementare del doppio guscio sulle LFC può circoscrivere il problema delle radiazioni UV, ma fintantoché saranno vendute LFC senza doppia protezione, le razioni UV continueranno ad essere un alto fattore di rischio.

 

UTERIORI PROBLEMI

Altri problemi correlati all’uso delle LFC comprendono il tremolio della luce — che può provocare mal di testa, affaticamento della vista e problemi di concentrazione — e l’alta percentuale della componente blu della luce che, come è risaputo, diminuisce la produzione di melatonina, che a sua volta può causare disturbi del sonno, tumori, attacchi di cuore.

 

 

COSA FARE?

Ricordiamo altresì che si stanno diffondendo altre tecnologie, sicuramente più efficienti, come l’illuminazione a led, che risolvono in parte tutti questi problemi. Dobbiamo anche ricordare che la luce migliore rimane la luce naturale, che potremmo sfruttare al massimo anche all’interno delle nostre abitazioni. Per il resto potremmo continuare ad usare le lampadine fluorescenti con maggiore coscienza e parsimonia, ricordandoci di smaltirle in modo corretto. Una vecchia lampada ad incandescenza se accesa con moderazione potrà darci sicuramente una luce più calda e gradevole. Se poi volete seriamente risparmiare energia cominciamo dall’isolare bene le abitazioni, l’illuminazione per le nostre case assorbe appena il 15 per cento dei consumi energetici. Per ridurre le emissioni è sicuramente prioritario risparmiare sull’energia necessaria al riscaldamento e raffrescamento degli edifici.

>Fonte<
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

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31 marzo 2013 7 31 /03 /marzo /2013 21:14

Dopo le conferenze italiane dell’ingegner Keshe ed i continui ritardi nella consegna dei primi generatori, sono in molti a chiedersi se quella della fondazione Keshe sia l’ennesima bufala legata alla “free energy” oppure qualcosa di veramente rivoluzionario.

Ma ricominciamo da dove eravamo rimasti.

keshefoundationNell’ultimo articolo, oltre alla video intervista, vi avevamo segnalato le date italiane delle conferenze del dott. Keshe.

Vi segnaliamo a tal proposito l’articolo di Tom Bosco che ha seguito personalmente tutte le conferenze italiane dell’ingegnere.

Buona lettura.

Tratto da Nexus Edizioni

L’ENIGMA KESHE

Dopo aver degnamente celebrato il passaggio alla Nuova Era con la nostra festa al B&B Espressione Arte del grande Gerry Lafratta, il tanto discusso 21 dicembre 2012, e goduto della magnifica presentazione offertaci in tale occasione dal mitico Jervé, è giunto il momento di tirare le somme sull’affaire Keshe. Seguire i tre convegni di fila organizzati in Italia nei giorni 15-16-17 di questo mese (a Montichiari, Abano Terme e Bologna) è stato un autentico tour de force, per quanto necessario a cercare di capire se ci troviamo davvero di fronte ad una rivoluzione scientifica e tecnologica epocale, oppure ad una bufala ben architettata e sostenuta… ma in tal caso, a vantaggio di chi?

L’ingegner Keshe non è stato di grande aiuto nel cercare di dirimere l’annosa questione: molti dei partecipanti, dopo aver pagato dai 30 ai 50 euro per assistere agli eventi, si aspettavano una dimostrazione pubblica del mitico reattore, o almeno qualche documentazione concreta dei suoi esperimenti, e sono rimasti piuttosto delusi nel sentire e vedere materiale perlopiù disponibile in rete ormai da settimane, se non da mesi, o vedersi propinare alcune sequenze filmate che non mostravano nulla di conclusivo, generando ancor più confusione. Per non parlare poi del “modellino” (o presunto tale) di un reattore, platealmente maneggiato dallo scienziato iraniano con tanto di guanti in lattice…

Paradossalmente, proprio dopo la sua esposizione più riuscita e convincente, almeno secondo me, di quella che è l’infrastruttura teorica della fisica da lui proposta (a Bologna), Keshe si è palesemente innervosito quando gli ho gentilmente fatto notare quanto sopra esposto, evocando le minacce subite dalla sua persona e dai suoi familiari e i pericoli che sta correndo, ricordando i sequestri di materiale subiti dalle autorità del governo belga e della sua stessa persona da quelle canadesi, durante uno scalo in un suo viaggio verso il Messico.

Senza entrare nei dettagli, in varie occasioni ha rilasciato dichiarazioni risultate in alcuni casi palesemente esagerate o quantomeno fuorvianti riguardo a ingegneri italiani che starebbero producendo un prototipo di reattore o aziende nostrane pronte a produrlo in serie. Per non parlare degli enormi problemi logistici e finanziari dei quali si sono fatti carico i vari organizzatori degli eventi, nel gestire un entourage di dieci persone in arrivo da posti diversi presso aeroporti diversi, da sistemare in varie strutture e da spostare a destra e a manca sotto scorta, in una cornice quasi hollywoodiana che sfiorava il grottesco.

A prescindere da questo bizzarro scenario, i sostenitori di Keshe non demordono, in primis l’onorevole leghista Fabio Meroni, che ha coraggiosamente legato le proprie fortune politiche all’implementazione delle tecnologie proposte dall’ingegnere iraniano, presentando ben due interrogazioni parlamentari al governo, peraltro ormai dimissionario. Dunque, nonostante tutte le “stranezze” che circondano l’affaire Keshe, l’impressione è che in mezzo a tanto fumo vi sia anche un po’ di arrosto, come ben documentato da questo articolo di Massimo Mazzucco. Considerando che le applicazioni mediche della sua tecnologia sembrano realmente assai efficaci e verranno definitivamente comprovate dai risultati su alcuni pazienti italiani attualmente in cura presso la sua fondazione, è ragionevole presumere che anche quelle energetiche e antigravitazionali possano funzionare come promesso, malgrado l’annuncio di un rinvio di 45/60 giorni nella consegna dei generatori già prenotati da molti acquirenti che avevano versato l’anticipo richiesto. Nonostante il più che giustificato scetticismo di alcuni “insider” che stanno seguendo da vicino la questione, io ritengo che potremmo presto avere delle sorprese, anche in virtù del fatto che una nuova “fisica del plasma” e le relative applicazioni tecnologiche non sono certo una novità: il pensiero corre all’affascinante e sempre più gettonata teoria del cosiddetto “Universo Elettrico”, o agli esperimenti nazisti con la misteriosa “campana” o, più recentemente, quelli statunitensi col misterioso TR3B Astra.

Insomma, Keshe non avrebbe lavorato su concetti sconosciuti (al contrario, visto che persino vari testi vedici, antichi di svariate migliaia di anni, citano i misteriosi propulsori al plasma di mercurio dei mitici Vimana…), ma potrebbe averli sviluppati e inquadrati in un contesto originale e innovativo, e infine rivelarsi quel catalizzatore che innescherà cambiamenti radicali sotto ogni punto di vista: etico, sociale, scientifico, filosofico, tecnologico…

Memore dei numerosi annunci eclatanti, poi finiti in una bolla di sapone, dei quali sono stato testimone negli ultimi anni (dall’auto volante di Moller ai vari generatori free energy presentati come pronti per la produzione e commercializzazione e di cui non si è saputo più nulla, come l’Orbo della Steorn) rimango estremamente prudente, ma anche speranzoso che quello di Keshe possa essere davvero il punto di svolta che molti di noi auspicano…

Articolo scritto da Tom Bosco il 28 dicembre 2012.

Successivamente, precisamente il 22 gennaio 2013, l’Onorevole Fabio Meroni della Lega Nord chiede chiarimenti in Parlamento in merito all’analisi dei dati contenuti nella chiavetta data dalla Fondazione Keshe al governo italiano.

 

 

Ed eccoci arrivati ai nostri giorni.
Vi proponiamo questo ottimo articolo a firma di Ettore Guarnaccia sulla situazione aggiornata relativa alla consegna dei generatori in produzione e sulle recenti iniziative di pace proposte dalla fondazione Keshe.

Tratto da: EttoreGuarnaccia.com

keshe-peace

Mentre il percorso di pace tracciato dalla Keshe Foundation prosegue verso le celebrazioni previste per il 21 marzo e il 21 aprile, l’ingegnere nucleare iraniano Mehran Tavakoli Keshe fornisce ulteriori notizie sulla consegna dei generatori domestici, parla del quarto stato della materia ed esorta tutti noi ad impegnarci nel percorso tracciato verso la pace.

La consegna dei generatori

A fronte delle rimostranze di diversi utenti sul forum della Keshe Foundation, il 26 febbraio scorso l’ing. Keshe ha rilasciato una dichiarazione sulle cause del forte ritardo nella consegna dei generatori di corrente elettrica ad uso domestico. Va precisato, per dovere di cronaca, che sono circa 150 i generatori Keshe finora ordinati al prezzo complessivo di 5.000 euro più imprecisate spese di trasporto, tasse e oneri doganali, più 100 euro l’anno di manutenzione e concessione d’uso e un anticipo di 500 euro all’ordinazione.

Leggendo il contratto d’acquisto dei generatori domestici colpisce l’inserimento di clausole quantomeno inusuali che obbligano l’acquirente a non trasferire il generatore ad altro indirizzo civico rispetto a quello dichiarato e a non vendere il surplus di energia prodotta a comunità, all’ente fornitore di origine (ad esempio, l’ENEL, n.d.a.) o ad altra entità, pena l’annullamento del contratto stipulato e l’obbligo di restituzione del generatore (senza citare alcun tipo di rimborso pecuniario, n.d.a.). L’eventuale vendita di energia a terze parti va preventivamente inoltre autorizzata dalla fondazione e, in tale eventualità, il 50% dei proventi derivanti da tale vendita andranno versati alla Keshe Foundation che dichiara di volerli destinare ad attività nel campo della salute e dell’educazione nel paese in cui opera il generatore.

La consegna dei generatori, originariamente prevista per entro la fine del 2012, secondo la dichiarazione di Keshe non è ancora avvenuta per due principali motivi:

  • Le restrizioni subìte dalla fondazione nella fornitura della precedente serie di generatori, per il funzionamento dei quali era necessario utilizzare materiale nucleare;
  • Un malfunzionamento del meccanismo di tenuta del vuoto dei generatori di nuova produzione, rilevato in fase di test finale e che ha richiesto il ridisegno delle guarnizioni e l’approvvigionamento di nuovi materiali.

I generatori originali prodotti a partire dal 2011, infatti, sono stati oggetto di confisca e distruzione ordinate da funzionari ed enti governativi del Belgio. Ciò ha costretto la fondazione a disegnare un nuovo tipo di reattore basato sulla tecnologia al plasma, definito da Keshe “reattore di settima generazione”, che è stato messo in funzione alla fine di settembre 2012 e per il quale era stata prevista la produzione in serie entro l’inizio del 2013. I test finali hanno purtroppo evidenziato problemi nel meccanismo di tenuta del vuoto e la fondazione ha impiegato più tempo del previsto per risolvere il malfunzionamento. Dopo il ridisegno delle guarnizioni si è anche verificato un ritardo nella consegna di alcune componenti dai fornitori dei nuovi sistemi di tenuta, di cui è prevista la ricezione entro la seconda settimana di marzo 2013.

Qualora venisse rispettata la nuova data di consegna dei materiali attesi, dopo ulteriori 15-30 giorni di collaudo, quindi verso metà aprile, la fondazione dovrebbe essere in grado di avviare le prime consegne. Keshe si è detto ottimista sull’esito delle operazioni entro la nuova scadenza dichiarata, ma ha concesso la possibilità agli ordinanti di annullare l’ordine e ottenere la restituzione dell’anticipo versato entro 30 giorni dalla data di recesso.

Invito eventuali ordinanti del generatore domestico Keshe a fornire qualsiasi notizia o aggiornamento su eventuali sviluppi della situazione nel corso delle prossime settimane lasciando un commento a questo articolo oppure contattandomi direttamente utilizzando il modulo di contatto di questo sito.

Il quarto stato della materia

In un post del 14 febbraio sul forum ufficiale della fondazione, Keshe racconta che prima di tre anni fa non si conosceva l’esistenza del quarto stato della materia, da egli denominato GANS, ovvero gas in nano struttura. A suo dire, il GANS è lo stato in cui campi MAGRAVS e gas, a temperatura e pressione ambiente, diventano e appaiono fisicamente come materia solida. Inoltre Keshe sostiene che il GANS sia il più potente superconduttore a temperatura ambiente che l’uomo abbia mai potuto immaginare!

Secondo Keshe, il quarto stato della materia non fu mai considerato da enti scientifici del mondo prima del 2009, quando egli stesso ne produsse alcune quantità e consegnò alcuni campioni solidi alla Ghent University(Universiteit Gent, UGent) in Belgio affinché ne fosse verificata l’effettiva scoperta. Purtroppo il risultato non fu quello atteso, poiché Keshe fu escluso dall’università e gli scienziati della Ghent furono minacciati e obbligati a non collaborare ulteriormente con lui. Keshe cita quindi il paradosso rappresentato da uno scienziato nucleare iraniano, formato da università del Regno Unito sugli elementi pesanti, che scopre il quarto stato della materia: un problema non da poco per i media occidentali, per i quali gli scienziati iraniani non possono essere accreditati di alcunché, in quanto ciò non coincide con l’immagine che i media stessi hanno costruito per loro (in effetti i media non hanno mai parlato della Fondazione Keshe e della tecnologia MAGRAVS, continuando ancora oggi a mantenere il più assoluto silenzio sull’intera vicenda, n.d.a.).

Keshe fornisce poi un semplice esempio di una materia al quarto stato: l’organismo umano, costituito da aminoacidi HCNO (idrogeno, carbonio, azoto e ossigeno, ovvero gli elementi che rappresentano il 96% del corpo umano), ovvero una composizione di quattro gas allo stato solido a temperatura e pressione ambiente. Egli afferma di aver compreso il processo di trasformazione dei gas in materia nello stesso identico modo in cui il pianeta Terra genera la vita (ne ho parlato nell’articolo “Keshe: l’ultimatum ai governi e la creazione universale”, n.d.a.).

Secondo l’ingegnere iraniano, quindi, è possibile rendere solido qualsiasi gas e, una volta posto nel quarto stato, questo agirà come il miglior superconduttore conosciuto dall’uomo, ovvero ciò che consentirà in futuro la produzione dei primi supercomputer in grado di agire come il cervello umano!

La Keshe Foundation promette di fornire presto campioni di GANS a tutte le università del mondo che li richiederanno per l’effettuazione di test e verifiche, così come alcuni campioni sono già stati consegnati alle delegazioni scientifiche intervenute presso il centro della fondazione a dicembre 2012.

Per maggiori informazioni sui GANS e il quarto stato della materia, Keshe invita a leggere il suo libro “The Structure of the Light” disponibile in vendita sul sito della Keshe Foundation.

Invito chiunque desideri portare il proprio contributo scientifico in merito alle dichiarazioni di Mehran Tavakoli Keshe sulla scoperta del quarto stato della materia e sulle caratteristiche e proprietà dei GANS a lasciare un commento a questo articolo oppure a contattarmi direttamente utilizzando il modulo di contatto di questo sito.

La condivisione della conoscenza

Keshe cita poi un aneddoto sulla conoscenza, affermando che essa è come il cibo: così come è importante variare l’alimentazione ed assumere tutti i tipi di alimenti, allo stesso modo è indispensabile accedere a tutte le forme di conoscenza per rendere completa l’intelligenza umana. A suo dire, gli scienziati devono essere universali e mettersi al servizio dell’umanità intera, come hanno fatto gli scienziati iraniani che hanno fornito aiuto agli Stati Uniti per agevolarli nello sfruttamento della tecnologia al plasma per esigenze energetiche e hanno offerto supporto scientifico al Giappone in seguito al disastro nucleare di Fukushima.

Keshe ritiene che l’esperienza maturata soprattutto da Iran, Stati Uniti e Russia dovrebbe servire ad aiutare tutte le altre nazioni del pianeta e che la tecnologia nucleare non deve essere un’esclusività di poche nazioni. Egli esorta a dialogare e lavorare di comune accordo, lasciando quel falso senso di insensata esclusività nelle mani delle poche nazioni che l’hanno usata per uccidere altri uomini in passato.

Come già avvenuto in passato, egli afferma anche di aver consegnato la conoscenza detenuta dalla sua fondazione all’Iran, secondo i media il più grande nemico degli Stati Uniti, e di aver fatto lo stesso con russi, cinesi e africani, senza chiedere alcun ritorno materiale perché è nel diritto di ogni uomo riceverla ed utilizzarla. Se il governo iraniano non ha mai ostacolato Keshe nell’opera di diffusione della tecnologia MAGRAVS, perché alcune nazioni lo fanno spinte da occulte finalità? A suo parere, il percorso di pace da egli tracciato ci libererà dall’avida miopia di questi leader senza cervello.

Per approfondire come questo possa avvenire, invito a guardare il video (in lingua inglese) della recentissima intervista realizzata da Alfred Lambremont Webre di Exopolitics a Mehran Tavakoli Keshe e intitolata “How World Peace can be a byproduct of Keshe Technology“.

Il percorso di pace

Eravamo quindi rimasti al lancio delle iniziative di pace avvenuto alla fine di gennaio e da me citate nell’articolo “Keshe: le iniziative di pace e il libro della vita“, ovvero:

  • un trattato di pace mondiale da sottoscrivere alla presenza di un testimone per affermare il proprio ripudio a qualsiasi forma di aggressione o di guerra;
  • la scadenza del 21 marzo 2013 entro la quale tutti i leader del mondo sono invitati a sottoscrivere il trattato di pace mondiale in una forma di conferenza mondiale di pace;
  • la scadenza del 21 aprile 2013 entro la quale, in assenza di firma da parte dei propri leader di stato, tutti i cittadini del mondo sono invitati a sottoscrivere il trattato in qualità di uomini liberi.

Keshe ha invitato eventuali volontari a consegnare il trattato di pace presso le ambasciate del proprio paese, per posta o con consegna a mano, esprimendo particolare urgenza per gli stati europei, sudamericani e mediorientali, insieme a Giappone, Cina e Australia. Egli invita anche gli uomini ad abbandonare critiche e conflitti fra nazioni, e a darsi da fare nel supportare i governi e i propri leader affinché comprendano l’importanza di questo trattato di pace e capiscano che la volontà della fondazione Keshe è quella di aiutare l’umanità senza ostacolare in alcun modo l’operato dei governi. Infine, Keshe ribadisce l’intenzione, più volte espressa, di portare il mondo alla pace attraverso l’evoluzione tecnologica (intenzione sulla cui riuscita ripongo ben poche speranze, come ho espresso nell’articolo “Prima di progredire tecnologicamente, dobbiamo evolverci come esseri umani”, n.d.a.).

In un messaggio del 27 febbraio, Keshe ha ribadito l’invito a consegnare il trattato di pace a famigliari, vicini, città, paesi e leader dei governi, certo che il percorso di pace non fallirà nell’intento e che, in realtà, esso ha già dato i suoi frutti. Poi ha comunicato la necessità di individuare cinque nazioni nei cinque continenti presso cui allestire la celebrazione del trattato di pace di domenica 21 aprile 2013 e ha suggerito di utilizzare luoghi di culto per la firma del trattato, ad esempio chiese, moschee, sinagoghe e templi, ma anche stadi, parchi e case private.

A tal proposito egli ha riportato la seguente frase:

as this has been the promises of the our beloved Christ,
that when the lamb and wolf will sleep in the same nest

attribuendola erroneamente a Gesù, forse confondendosi con la frase:

Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi” (Luca 10,1-9)

mentre in realtà sembra fare riferimento alla seguente profezia di Isaia (Is 11,6-7):

6. Il lupo dimorerà insieme con l’agnello,
la pantera si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un fanciullo li guiderà.
7. La vacca e l’orsa pascoleranno insieme;
si sdraieranno insieme i loro piccoli.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue.

In ogni caso, Keshe ha sollecitato la collaborazione di tutti per la riuscita della celebrazione: se i leader mondiali non firmeranno il trattato di pace entro il 21 marzo, allora sarà la popolazione del pianeta, firmando il trattato, a far cambiare idea ai propri leader. Il fallimento, secondo Keshe, non è contemplato. Poi ha annunciato che il trattato di pace mondiale ha già portato un grande cambiamento nei giorni scorsi e presto verrà annunciata una nuova fase nel percorso di pace, un’azione speciale che potrebbe addirittura mettere a rischio la fondazione, ma che varrà certamente la pena di intraprendere per giungere alla pace mondiale.

Molto presto la fondazione rilascerà badge e volantini da diffondere a tutti con il proprio logo e le seguenti diciture:

Mi impegno per la pace del mondo in azioni e parole. Io ho firmato il trattato di pace mondiale e tu?

In aggiunta, Keshe ha annunciato per la prossima settimana (11 marzo) il rilascio di una lettera aperta in merito alle cause della guerra e al bisogno di pace, nella quale spiegherà la posizione ufficiale della Keshe Foundation e il perché questa voglia il cambiamento proposto.

Lunedì 4 marzo Keshe ha annunciato l’avvenuta consegna del trattato di pace mondiale sulla scrivania del presidente Barack Obama, attraverso il medesimo canale utilizzato per il trasferimento della tecnologia MAGRAVS agli Stati Uniti. Secondo le fonti dell’ingegnere iraniano, sembra addirittura che il trattato sia lì sulla scrivania dell’uomo più potente del mondo da almeno tre settimane.

Keshe, infine, ha lanciato il seguente annuncio al presidente Obama:

Obama, il mondo attende la sua chiamata. Uomo di pace o di guerra? Dichiari la sua posizione al mondo intero. La coscienza di massa sostituirle azioni di presidenti e sovrani deboli, come abbiamo visto nelle rivoluzioni colorate degli ultimi anni. Coloro che decidono sono quelli che fanno la differenza, pertanto aspettiamo la sua dichiarazione. La ricezione della tecnologia comporta la responsabilità di instaurare la pace mondiale. Ci comunichi le sue intenzioni o l’avvenuta firma attraverso i media o gli stessi canali utilizzati per il trasferimento della tecnologia Keshe. Con il più profondo amore e rispetto per lei e la sua nazione.

Il cambiamento siamo noi

Personalmente temo che la figura controversa di Obama, uomo certamente più di guerra che di pace, a dispetto dell’avventata consegna del Premio Nobel per la Pace, non sia la più indicata per supportare la condivisibile propaganda a favore della pace mondiale. Un uomo che rappresenta il vertice di operazioni criminali su scala planetaria: diverse guerre in atto, ripetute violazioni dei diritti umani, bombardamenti su popolazioni inermi e innocenti, migliaia di morti sulla coscienza, supporto militare a nazioni guerrafondaie e totalitarie, geoingegneria clandestina e irrorazioni chimiche nell’atmosfera per modificare arbitrariamente il clima e avvelenare la popolazione, disseminazione di migliaia di testate nucleari sul pianeta in palese violazione del Trattato di Non Proliferazione, organizzazione e copertura sistematica di operazioni psicologiche di massa perpetrate con massacri di ogni sorta, nonché disposizioni sanitarie criminali volte al controllo totale dell’individuo.

Un uomo che ha autorizzato investimenti per oltre 600 miliardi di dollari in un solo anno per armamenti e spese militari, quando con meno di un decimo di quei soldi sarebbe possibile risolvere per sempre i problemi alimentari, sanitari ed educativi dell’intero pianeta.

Per quanto possa essere ritenuta encomiabile l’ostinazione di Mehran Tavakoli Keshe nel sollecitare proprio quest’uomo a prendere una posizione formale a favore della pace, credo che essa sia del tutto mal riposta. Ma su una cosa ha certamente ragione: bisogna smettere di parlare a vanvera e darsi da fare in prima persona per ottenere finalmente la pace che tutti noi vogliamo. Un cambiamento di questa portata non va desiderato, ma interpretato. Ognuno di noi deve fare la sua parte per essere un tassello del cambiamento, ora più che mai, perché il tempo a nostra disposizione si sta esaurendo e non va sprecato.

Non stiamo lì a chiederci cosa va fatto: ascoltiamo il vostro cuore con attenzione ed umiltà, sarà lui stesso a guidarci sulla giusta strada. A noi non resta che imboccarla e percorrerla con responsabilità, altruismo e amore.
Buon viaggio!

Ettore Guarnaccia

Concludiamo l’articolo con quest’ultimo aggiornamento tratto sempre dal blog di Ettore Guarnaccia.

Keshe: uno sguardo al futuro dell’uomo sulla Terra

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Una recente pubblicazione dell’ingegnere nucleare iraniano Mehran Tavakoli Keshe, della quale ho già citato diversi contenuti nell’articolo “Keshe: le iniziative di pace e il libro della vita“, ci offre una serie di spunti sui quali ritengo sia opportuno riflettere.

Se qualcuno ancora pensa che il 21 dicembre 2012 non abbia portato alcun cambiamento, ebbene si sbaglia di grosso, molto probabilmente perché ricerca il cambiamento al di fuori di sé e si aspetta di trovarne riscontro a grandi lettere nelle notizie di giornali e telegiornali. Eppure i segni sono molteplici: il lento ma inesorabile sgretolamento del sistema economico e finanziario globale, il progressivo disfacimento della chiesa sotto i colpi di svariate prove di colpevolezza e culminato (per ora) con le clamorose dimissioni del papa, il generale disconoscimento dei dogmi (famiglia, politica, calcio, ecc.) che hanno regolato la nostra esistenza fino all’altro giorno, non sono forse precisi segnali di un reale ed imminente cambiamento?

Il 21 dicembre 2012, in realtà, ha segnato l’inizio di un periodo particolarmente speciale, il tempo della scelta: ognuno di noi, infatti, è chiamato a scegliere cosa e come vuole essere, che cambiamento desiderare e quali azioni intraprendere affinché il cambiamento si realizzi.

Il mondo non è diventato come è oggi, così terribilmente intriso di crudeltà, ingiustizia, intolleranza, oppressione, censura, guerre, terrore, malattie, avidità, egoismo e paura, solo per colpa di pochi scellerati criminali. Vi è chi è più responsabile di altri, senza alcun dubbio, ma perché il mondo intero potesse diventare così diffusamente corrotto e malvagio era assolutamente necessario che sentimenti negativi come quelli citati venissero generati e alimentati da un numero incredibilmente vasto di persone. Finché continueremo a puntare il dito contro coloro che più di altri si macchiano di crimini e delitti contro l’umanità, perderemo di vista i pensieri, i comportamenti, le azioni e le omissioni che noi, per primi, abbiamo attuato per consentire che tutto ciò accadesse esattamente così come è accaduto.

Siamo stati ingannati? Si, certamente. Siamo stati ingannati e ci siamo lasciati ingannare, ma non siamo forse noi i primi ad ingannare noi stessi, i nostri principi e la nostra stessa natura di esseri divini ogni volta che scegliamo di generare e perseguire pensieri di divisione, razzismo, conflitto e intolleranza? Guardiamo spesso alla diversità degli altri come a qualcosa da evitare, estirpare, annullare, eliminare e poi gridiamo all’ingiustizia quando la nostra diversità viene violentata e derisa. Non è forse quella altrui altrettanto rispettabile? La diversità, la peculiarità e la singolarità, infatti, sono il più splendido esempio della magnificenza della creazione universale.

L’arroganza e la supponenza della scienza, citate da Keshe nel suo scritto, sono generate ed alimentate dai nostri stessi sentimenti: molti di noi, infatti, si ritengono l’unica e più alta forma di intelligenza dell’universo, si sentono onnipotenti quando riescono a sottomettere o sopravanzare gli altri ma non riescono minimamente a capire che i loro parametri di giudizio sono completamente errati. La stupidità e l’ottusità dimostrate da un certo tipo di “scienza” sono le stesse di coloro che, ancora oggi, nonostante le tante prove che hanno a disposizione, scelgono di non vedere, di non ascoltare, di non comprendere, perché hanno abbracciato la paura invece dell’amore. La paura di porsi davanti allo specchio, guardare negli occhi la realtà e accorgersi di essere tutt’altro che onnipotenti, tutt’altro che perfetti, tutt’altro che giusti verso sé stessi e l’universo.

Oggi più che mai è tempo di cambiare e questo cambiamento richiede l’abbandono della paura che chiude gli occhi e la mente, che offusca i pensieri e rende corrotte e malvagie le nostre intenzioni e azioni, quella paura che ci è stata infusa con l’inganno, sfruttando astutamente i punti deboli della mente umana. La pace non sarà mai ottenuta attraverso la paura e il vero cambiamento non avverrà se saremo posseduti dalla paura di ciò che un giorno potrebbe scaturire dalla registrazione del nostro pensiero e del nostro operato, ma solo se saremo guidati dall’intima convinzione e dalla reale comprensione che il centro, il punto di partenza del cambiamento dobbiamo essere noi stessi. Cambia te stesso in meglio, sii tu stesso il cambiamento che desideri e riuscirai a cambiare in meglio il mondo intero.

Il cambiamento, quello vero, sarà possibile solo se sceglieremo finalmente di abbracciare l’unico sentimento che porta alla verità, alla pace e alla fratellanza, che fa muovere tutto l’universo, che rappresenta la forza più potente in grado di permeare tutto e tutti, ed è la vera essenza della nostra natura di esseri divini: l’amore.

Se Keshe urla la sua vergogna di appartenere al genere umano, io mi sento orgoglioso e fortunato di essere qui, ora, con la splendida ed irripetibile opportunità di impegnarmi ed essere parte di questo cambiamento.

Riporto, di seguito, la traduzione in lingua italiana del documento PDF “An Insight into the Future of Man on Earth“, scritto da M.T. Keshe, così come essa è stata pubblicata sull’ottimo blog “Lo Specchio del Pensiero“.

Buona lettura e buona riflessione.

Ettore Guarnaccia

Uno sguardo al futuro dell’uomo sulla Terra

Fino ad oggi il mondo scientifico non ha capito il concetto della conversione dei campi magnetici e gravitazionali in materia creata, per cui verso la fine del XX e l’inizio del XXI secolo ha creato frasi senza senso come “particella di Dio” per indicare questi processi naturali con cui la materia viene creata tramite l’interazione e la diminuzione o l’aumento della carica di diversi campi magnetici e gravitazionali, che noi chiamiamo forza Magravs. Queste interazioni rendono qualsiasi entità rilevabile per l’uomo, in base alla sua capacità fisica di percezione sensoriale e visiva, che è governata dalla forza Magravs degli aminoacidi nei tessuti umani in ambiente terrestre.

Definendo il primo segno della materia rilevabile nel plasma del protone “particella di Dio”, questi scienziati incauti hanno creato un equivoco analogo a quello secondo cui nei secoli precedenti gli scienziati ritenevano che la Terra fosse al centro dell’universo. Secondo questo nuovo principio fantasioso, anche il corpo dell’uomo, la Terra e il Sole possono essere e sono una di queste particelle di Dio, dato che si sono manifestati nello stato materiale e sono visibili e rilevabili, ma su una scala più ampia di campo e contenuto di materia.

E’ un peccato che l’uomo abbia bisogno di tanto tempo per imparare dai suoi errori e dalle incomprensioni del passato. L’uomo ha l’abitudine di lasciarsi assorbire dalle sue fantasie e promuovere le sue idee sbagliate al punto tale che l’argomento oggetto di studio e analisi diventa affascinante per i suoi contemporanei di mentalità ristretta, anche se poi nel corso delle sue ricerche e scoperte scientifiche si rende conto che le sue precedenti convinzioni sono sbagliate a causa della sua mancanza di comprensione della propria creazione. Via via che l’uomo è maturato intellettualmente e la tecnologia è migliorata rispetto ai secoli passati, è stato indotto a conservare la documentazione del suo ambiente e delle azioni degli altri uomini, inizialmente sulle pareti delle caverne, poi sulla pelle degli animali e in seguito su tele e fogli di carta, più di recente con registrazioni audio e filmati o nastri registrati e negli ultimi tempi su microchip.

Quindi l’uomo può capire facilmente che gli abitanti dell’universo, che sono molto più avanzati degli esseri umani attuali dal punto di vista tecnologico e intellettuale e che per secoli sono stati osservatori di questo pianeta e lo hanno visitato, hanno effettuato registrazioni degli eventi e delle azioni di tutti gli uomini di questo pianeta per milioni di anni, e in un prossimo futuro mostreranno tutte queste registrazioni agli abitanti del pianeta. A questo punto i cosiddetti leader della Terra si renderanno conto che questi osservatori hanno registrato gli eventi più significativi di questo pianeta e i loro risultati per migliaia di anni, allo scopo di mostrarli all’uomo e far vedere alla generazione umana presente ciò che questi cosiddetti uomini di potere sulla Terra hanno fatto per se stessi, ma anche cosa hanno fatto per i loro simili e ai loro simili. Allo stesso tempo, nel corso dei secoli il comportamento violento della razza umana è stato trasmesso in diretta in tutto l’universo alle altre creature che lì esistono, proprio come al giorno d’oggi le notizie vengono trasmesse in tutto il pianeta Terra.

Le registrazioni effettuate da questi osservatori della Terra, però, sono più dettagliate e comprendono non solo le azioni ma anche i pensieri che hanno istigato queste azioni sbagliate dei cosiddetti uomini di potere. Se l’umanità sapesse ciò che è stato registrato delle sue azioni nel corso suo progresso scientifico e umanitario durante i secoli passati dagli altri esseri dell’universo che hanno assistito a questi eventi, si renderebbe conto che la maggior parte dei suoi atti criminali del passato è stata registrata dalle stesse creature intelligenti che hanno visitato questo pianeta e hanno registrato le convinzioni vanagloriose dell’uomo riguardo alla sua esistenza insignificante. Questi osservatori hanno registrato tutte le ingiustizie fatte dagli uomini ad altri uomini e tutti i conflitti risolti con l’uso della guerra e delle armi allo scopo di possedere miseri pezzi di terra e inutili ricchezze terrene materialistiche.

Come gli scienziati osservano la vita degli animali nella giungla senza interferire con essi, così i visitatori provenienti dall’universo hanno effettuato le registrazioni dei modi in cui l’uomo ha distrutto vite e nazioni con la guerra, l’inganno e il furto. Hanno registrato tutta la storia e i disastri naturali di questo pianeta e tutte queste registrazioni sono state riprodotte attraverso l’universo per secoli, per mostrare come l’uomo vive sulla sua piccola isola Terra negli oceani dell’universo. Tutte queste registrazioni sono rese visibili in tutto l’universo dimostrando la violenza presente su questo pianeta e l’uomo è rappresentato come l’animale selvaggio del pianeta.

Mi chiedo se i leader degli uomini attuali e precedenti e i cosiddetti governanti nazionali e capi religiosi abbiano mai saputo di questa registrazione delle loro azioni disumane, delle loro intenzioni e pensieri fuorvianti, mascherati sotto bandiere diverse, come ad esempio quella di imporre la pace nel mondo o di promuovere una nazione o una religione e così via. Questi leader nazionali e religiosi arriveranno a vergognarsi delle loro azioni e intenzioni disonorevoli e false, perché il loro lavoro sarà presto mostrato a tutti gli abitanti del pianeta. Allora questi uomini ingannatori saranno evitati dal resto dell’umanità quando le registrazioni delle loro vere intenzioni verranno mostrate a tempo debito alla razza umana, e nel tempo giustizia sarà fatta nei loro confronti per le loro azioni criminali di avvoltoi, mascherate da azioni di una mite colomba.

La razza umana vedrà ciò che ha ereditato attraverso le azioni false di questi uomini di scarse capacità le cui condotte distorte hanno deviato il corso del progresso per la loro razza e per le loro anime in tutto il creato. Allo stesso tempo, queste registrazioni riveleranno e non distorceranno le azioni dei veri ricercatori e promotori di pace e di unità della Terra all’interno della comunità universale. In breve tempo l’umanità vedrà gli eventi reali delle sue azioni passate sul suo pianeta, quando le saranno mostrate le registrazioni di altre creature dell’universo.

Quello che è stato mostrato sugli schermi televisivi dell’uomo come violenza attuata in diverse regioni di questo piccolo pianeta per abusi legati al colore della pelle o alla religione e il suo abuso avido nei confronti dei suoi simili per il guadagno materiale dell’inutile polvere di questo pianeta, è stato tutto fisicamente registrato nella sua vera forma e a tempo debito i leader della terra, presenti e passati, si troveranno ad affrontarne la prova materiale e dovranno rendere conto delle loro azioni, quando queste registrazioni verranno rese pubbliche agli occhi di tutti. Infatti la maggior parte degli uomini, come i loro leader, mostra lo stesso comportamento avido degli animali selvatici nella giungla e compie le stesse malefatte nei confronti degli altri uomini. Al giorno d’oggi i cosiddetti mass media trasmettono quotidianamente questo comportamento sotto forma di notizie sui conflitti e le guerre, non sapendo che le stesse notizie di questo violento comportamento animalesco vengono trasmesse in tutto l’universo da altre intelligenze.

Gli uomini integri evitano la violenza e i comportamenti violenti nei confronti dei loro simili e così come gli uomini onesti si tengono lontani dalle risse tra ubriachi in strada per dimostrare che non hanno nulla a che fare con questo comportamento inaccettabile, la comunità universale ha fatto la stessa cosa nei confronti del genere umano evitandolo al pari di animali selvaggi dell’universo con cui non hanno voluto avere niente a che fare fino ad ora, pur avendolo fatto in passato in alcune occasioni.

Questa è stata la situazione fino ad ora, ma d’ora in poi cambierà con la divulgazione delle nuove tecnologie.

Così, nel tempo, quando l’umanità si renderà conto che tutte le azioni, siano esse quelle di un uomo normale o quelle dei cosiddetti leader delle cosiddette nazioni della Terra o dei leader religiosi sono state registrate e trasmesse e visualizzate in tutto l’universo come azioni di creature selvagge, l’uomo saggio capirà perché gli esseri umani sono convinti nella loro mente semplice di essere l’unica creatura nell’universo. Ecco il motivo per cui il mondo scientifico ha cercato invano segni di vita nell’universo: perché il resto della comunità universale ha evitato l’uomo a causa del suo comportamento animalesco anziché scegliere di fare la sua conoscenza.

Mi chiedo in che modo l’uomo cambierà il suo comportamento quando vedrà quale parte dei suoi pensieri e delle sue azioni è stata registrata dalle altre creature dell’universo. A quel punto, gli uomini integri vedranno come i capi delle nazioni della Terra abbiano causato agli altri tanta sofferenza e li abbiano traditi per guadagnare una inutile miseria. Con le abitudini attuali degli abitanti di questo pianeta, i veri leader saranno come polvere d’oro.

Perciò il mio grido è che mi vergogno di essere nato nella pelle di una tale creatura, questo è il grido dell’autore e vuole essere il grido dei veri uomini di pace del presente e del futuro di questo pianeta. Vergogna agli uomini che pensavano e pensano che le loro onde cerebrali criminali nei loro crani vuoti e gli atti derivanti da tali pensieri criminali non siano mai stati registrati, e che continuano a vivere la stessa vita falsa e immaginaria, senza sospettare che la registrazione dei loro atti sarà mostrata a tutti prima di quanto si possa immaginare!

La vera storia dell’uomo sarà a tempo debito trasmessa dal vivo dai viaggiatori spaziali dell’universo perché tutte le generazioni future possano vederla, e a questo punto io mi chiedo se gli abitanti della Terra e i loro cosiddetti leader saranno orgogliosi di appartenere a questa razza e a questo pianeta. E’ triste pensare a quanto tempo ci vorrà perché l’uomo sia abbastanza maturo nei suoi pensieri, nei suoi comportamenti e nelle sue azioni non solo per creare una comunità terrestre pacifica, ma per essere in grado di aderire alla tranquilla comunità già esistente nell’universo.

M.T. Keshe  fonte

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Published by il conte rovescio - in hi-tech e scienze
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