Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
6 maggio 2012 7 06 /05 /maggio /2012 21:53

Diversi suoni molto insoliti provenienti dagli oceani sono stati registrati dagli scienziati di tutto il mondo.

Sono i suoni causati da forme di vita molto grandi in agguato nel buio inesplorato degli oceani profondi della Terra, o forse qualcos'altro?

Qualcosa è laggiù e gli esperti non sanno di cosa si tratta ...

Tutti questi suoni non hanno alcuna cosa in comune - rimangono inspiegabili.

Bloop

Nel 1997, i microfoni delle profondità marine catturato un suono forte e insolito, soprannominato Bloop nell' oceano Pacifico.

Anche se Bloops sono alcuni dei suoni più forti di qualsiasi tipo mai registrato negli oceani della Terra, la loro origine rimane sconosciuta. Il suono Bloop è stato posto come si verifica più volte al largo della costa meridionale del Sud America ed era udibile 5.000 chilometri di distanza.

Il suono non ha somiglianze con quelli vocalizzato da organismi viventi, ma i ricercatori dicono  che nemmeno una balenottera azzurra è abbastanza grande da canticchiare questa forte ''melodia''. In realtà, nessuna creatura conosciuta sulla Terra in grado di creare questo suono, dicono gli scienziati.

 

"Le onde sonore sono quasi come stampe vocali.

Tu sei in grado di guardare alle caratteristiche del suono e dire: 'C'è una balena azzurra, c'è una balenottera comune, c'è una barca, c'è una balena megattera e viene qui e terremoto, Christopher Fox della US National Oceanic and Atmospheric Administration Progetto di monitoraggio acustico a Portland, Oregon ha detto.

Ma il Bloop è un mistero. E 'un mostro degli abissi?

Nessun Bloops ulteriori sono state ascoltate dal 1997, anche se altri suoni forti e inspiegabili sono stati registrati in altri luoghi, in circostanze diverse.

Ascolta il suono Bloop

 

 

 

Credit: NOAA, SOSUS

 

Altri esempi di suoni inspiegabili provenienti dagli oceani sono i seguenti:

Julia

Il suono è stato registrato il 1 ° marzo 1999, relativo equatoriale dell'Oceano Pacifico idrofono matrice autonoma.

La fonte del suono è sconosciuta, ma è sufficientemente forte per essere sentito sull'intera matrice. La durata è di circa 15 secondi ed è severamente limitata banda. L'origine è di circa 1999JD60 2218Z 15S vicino, 98W. Ascolta il suono Julia

Treno

Questo suono è stato registrato il 5 marzo 1997 sulla idrofono equatoriale dell'Oceano Pacifico matrice autonoma.

Il suono raggiunge un quasi-stazionario frequenza. L'origine del suono è sconosciuta. Ascolta il suono dei treni

Rallentare

Questo suono è stato registrato 19 maggio 1997 sulla idrofono equatoriale dell'Oceano Pacifico matrice autonoma.

Il suono scende lentamente in una frequenza superiore a circa 7 minuti ed è stato di ampiezza sufficiente per essere sentiti su tre sensori a 95W, e 8S, 0, e 8N, a una distanza di circa 2.000 km. Questo tipo di segnale non è stata ascoltata prima o dopo. Si produce una posizione generale nei pressi di 15oS; 115oW.

L'origine del suono è sconosciuta. Ascolta il suono Slow Down

Fischio

Questo suono è stato registrato dal idrofono autonoma dispiegati 8oN, 110oW il 7 luglio 1997 alle 0730Z.

Origine del segnale è sconosciuto, e non è stata rilevata su qualsiasi altro idrofono. La banda di energia compresa tra 1 e 6 Hz rappresenta "strumming" del ormeggio a metà correnti d'acqua. Ascolta il suono Whistle

Upsweep

Questo suono era presente quando ha cominciato PMEL SOSUS registrazione nel mese di agosto, 1991.

Si tratta di una lunga serie di banda stretta upsweeping suoni della durata di parecchi secondi ciascuno. Il livello di sorgente è sufficientemente elevato per essere registrate in tutto il Pacifico. Sembra essere stagionale, raggiungendo in genere i picchi in primavera e in autunno, ma non è chiaro se ciò sia dovuto a cambiamenti della fonte o cambiamenti stagionali nell'ambiente di propagazione. La sorgente può essere situato a circa 54o S, 140oW, vicino alla posizione di dedurre sismicità vulcanica, ma l'origine del suono è irrisolto. Il livello complessivo è stato fonte di calo dal 1991, ma i suoni possono ancora essere rilevata su array equatoriali del NOAA idrofoni autonome. Ascolta il suono Upsweep

Quali sono questi suoni misteriosi e inspiegabili?

Secondo gli scienziati, alcuni dei suoni può avere origini semplici e possono essere ricondotti a tempo e le correnti oceaniche.

Il suono upsweep stato creduto di essere biologico, possibilmente prodotto da balenottere. Tuttavia, quando il suono è stato ripreso da ricevitori su lati opposti del Pacifico, i ricercatori hanno concluso che era troppo forte per essere stato prodotto da una balena. I segnali anche rimasta la stessa nel corso di molte stagioni, mentre il canto delle balene avrebbe dovuto vario come la migrazione delle balene. Inoltre, il suono era troppo uniforme sono venuti dalle balene.

Anche se il tono relativamente puro Upsweep non si accordava con i suoni più svariati tipici di altre attività vulcanica, i ricercatori hanno ipotizzato che veniva da una sorta di oscillazione del liquido spumeggiante, magari acqua di mare che entrano in contatto con una grande piscina di lava. "In qualche modo all'interno del ciclo vulcanico", spiega Emile Okal della Northwestern University di Chicago, "ci deve essere qualche risonanza di una colonna d'acqua o di gas."

 

I nostri oceani continuano a detenere molti segreti che altri hanno lasciato a disfarsi.

 

Il suono che ricorda il rumore di un treno in corsa lontano potrebbe essere quello delle correnti oceaniche.

"Fluidi in movimento generano vibrazioni, proprio come soffia aria attraverso un clarinetto", dice Fox. "Se si è in movimento l'acqua dell'oceano e le giuste condizioni prossimi intorno a un seamount o qualcosa del genere,  potrebbe generare il suono."

Gli scienziati ritengono che il suono Bloop più probabile proviene da una specie di animale, perché la sua firma è una rapida variazione nella frequenza simile a quella di suoni noti per essere fatta da animali marini. Potrebbe essere un calamaro gigante, ma abbiamo poche informazioni su queste creature. "Non abbiamo la più pallida idea se fanno rumore o no", dice Fox.

Forse il suono più allettante è rallentato,  è stato raccolto un paio di volte ogni anno circa dal maggio 1997.

"Sembra un aereo che passa", dice Fox. È stata individuata nell'Atlantico e nel Pacifico, ma sempre da sud, con l'indicazione di origine antartica.

Può il suono provenire da un iceberg in movimento? Semplicemente non lo sappiamo. Quello che sappiamo è che il 75% della terra è coperta d'acqua. 97% dell'acqua della terra è negli oceani.

Ora, non dimenticate che abbiamo esplorato solo il 5% di tutti i nostri oceani. Davvero non so cosa sia laggiù ....

Resta ancora molto da imparare da esplorare i misteri degli abissi.

Repost 0
Published by il conte rovescio - in il nostro pianeta
scrivi un commento
4 maggio 2012 5 04 /05 /maggio /2012 18:39
un video che riassume a cosa stiamo assistendo:unico problema....un cielo nuvoloso....piovoso....nel nuovo sito faro' un servizio piu' dettagliato.
non vi ricordate il sito:
Repost 0
Published by il conte rovescio - in il nostro pianeta
scrivi un commento
1 maggio 2012 2 01 /05 /maggio /2012 21:48

Non si arrestano le morie animali che stanno interessando il nostro pianeta. Ora tocca anche agli orsi polari. Sembra una vera e propria emorragia biologica questo inspiegabile fenomeno che dall'inizio dell'anno sta decimando diverse specie animali.

Le specie più colpite sembrano essere foche, delfini e fauna marina. Cosa sta succedendo al nostro pianeta? Perchè gli scienziati non riescono a dare una spiegazione esauriente al fenomeno?

Ecco la lista delle morti inspiegabili.

 

28 Aprile - 200 pellicani morti sulle spiagge del Perù

 

pellicani_morti.jpg

Le autorità peruviane stanno cercando di capire le cause della morte di più di 500 pellicani e 5 leoni marini. Le carcasse degli animali sono state trovate lungo il litorale settentrionale del Paese, in diverse zone comprese in un intervallo di 70 chilometri. Gli zoologi che hanno condotto l'esame sono giunti alla conclusione che il pellicani e leoni marini sono morti alcuni giorni fa.

All'inizio di quest'anno, nella stessa regione, erano stati trovati morti più di 700 delfini, ma la causa della loro morte finora non è stata ancora stabilita.

 

 

8 Aprile - Moria di Orsi polari in Alaska

moria-orsi-polari.jpg

I sintomi di una misteriosa malattia, che ha ucciso decine e decine di foche e fatto ammalare i trichechi in Alaska, si stanno ora mostrando anche negli orsi polari. Nove orsi polari della regione del mare di Beaufort, vicino Barrow, sono stati trovati con ampie zone di pelo cadute e ferite che trasudano. [Repubblica].

 

30 Marzo - 600 Delfini spiaggiati in Perù

delfini-spiaggiati-peru.jpg

Hardy Jones, co-fondatore di BlueVoice.org riporta che oltre 600 delfini si sono misteriosamente spiaggiati sulla costa nord del Perù. I dettagli stanno ancora emergendo nel corso di un evento definito "sconvolgente ed inspiegabile", che è costato la vita di centinaia di delfini lungo la costa peruviana. (Terra Real Time)

 

29 Marzo – Delfini spiaggiati in Liguria

delfino-spiaggiato-1.jpg

Due carcasse di delfino spiaggiate sono state recuperare questo pomeriggio a Sturla e Quinto nel levante di Genova dai vigili del fuoco e personale della polizia municipale. A segnalare la loro presenza in riva al mare sono stati alcuni passanti. I due delfini, entrambi molto giovani, erano morti da ore e non e' stato possibile fare nulla per salvare loro la vita. Entrambi gli esemplari sono stati raccolti dai mezzi speciali dei pompieri e solo domani si riuscira' a sapere la categoria di specie a cui appartengono. (Ansa)

 

22 Marzo – Delfini spiaggiati nel Salento

delfino-spiaggiato-2.jpg

Due delfini spiaggiati sono stati recuperati in due distinti interventi lungo la costa salentina dal personale della Capitaneria di porto di Gallipoli, allertato dalle segnalazioni telefoniche di cittadini.

In particolare, un cetaceo, lungo 2 metri e in avanzato stato di decomposizione, e' stato recuperato ad Ugento sull'arenile di Lido Marini; l'altro esemplare di 1,5 metri, morto da poche ore e' stato recuperato sul litorale di Lecce tra Frigole e Torre Chianca. (Ansa)

 

27 Marzo - Moria di foche nel Mar Caspio

moria-di-foche.jpg

Nelle acque del Mar Caspio in Kazakistan è stata registrata un'alta mortalità di foche. L'ufficio stampa del ministero dell'Agricoltura del Kazakistan ha riferito che, durante un'ispezione delle coste, sono state trovate le carcasse di trentacinque foche. Secondo il ministero la morte degli animali è avvenuta recentemente, non più di due settimane fa. Tre carcasse delle foche trovate morte saranno analizzate in laboratorio. (La voce della Russia)

 

24 Marzo – Moria di pesci nel bresciano

Migliaia di pesci morti alla deriva. E’ lo spettacolo al quale hanno assistito i tanti bresciani che questa mattina passeggiavano lungo le sponde del fiume Mella. Le trote, lunghe fino a trenta centimetri, ma anche tanti piccoli, vengono trascinati dalla corrente per fermarsi nelle sacche del fiume, dopo stagnano senza vita. Nell’aria un odore di fogna e putrefazione, probabilmente causato dalle carcasse dei pesci morti. Il triste spettacolo è visibile ovunque lungo il fiume che dalla Valtrompia arriva fino in città, da Concesio fino a Fenili Belasi, passando da via Rose e Ponte Crotte. Ora bisognerà capire cosa ha provocato un così alto numero di pesci morti. (BS News)

 

19 Marzo - Balene spiaggiate in Cina, il popolo le mangia

balene-spiaggiate-cina.jpg

In Cina nella provincia Jiangsu sulle coste della città di Yancheng, quattro grandi balene arenatasi sulla spiaggia sono morte. Centinaia di persone si sono radunate sulla spiaggia per assistere allo spettacolo e scattare foto. Alcune persone, forse durante la notte per non essere viste, hanno tagliato una delle balene rubando pezzi di carne, probabilmente per uso alimentare. (China Daily)

 

18 Marzo - Moria di pesci nel canale Burlamacca

Nel tratto del canale Burlamacca che va dalle Porte Vinciane a Largo Risorgimento fino alla cava di San Rocchino, c'è una moria di pesci. Colpiti soprattutto muggini adulti e pesci gatto di piccola taglia. La scoperta, rende noto il Consorzio di bonifica della Versilia, e' avvenuta dopo la segnalazione di un pescatore. Gli addetti del Consorzio non hanno potuto far altro che prendere atto della situazione e attivare il protocollo previsto in questi casi, che consiste nell'allertare la polizia Provinciale, l'ufficio Ambiente del Comune e l'Arpat Versilia. (La nazione)

 

5 Marzo – 30 delfini spiaggiati in Brasile

La mattina del 5 Marzo 2012, 30 delfini spiaggiati sono stati salvati dalla popolazione locale di Arraial do Cabo, in Brasile. Fortunatamente l’area era frequentata dai bagnanti che non hanno esistato a riportarli ad una profondità più consona per permettere ai mammiferi di riprendere il largo. (La Repubblica)

 

http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/

 

Repost 0
Published by il conte rovescio - in il nostro pianeta
scrivi un commento
29 aprile 2012 7 29 /04 /aprile /2012 21:06

Cosa potrebbe mai celarsi sotto un fiume da occhi indiscreti?Le immagini fotograte poco tempo fa parlano chiaro: un mondo straordinario, composto di ghiaccio, cristalli e un panorama che risulta persino difficile da immaginare: la prima immagine e' questa del fiume ghiacciato.

Il fotografo russo  Yuri Ovchinnikov e suo figlio  , hanno scoperto per caso un mondo incredibile sotto la superficie ghiacciata del fiume Tianuksa in  Leningradskaya Oblast, posto nella parte nordoccidentale della Russia europea, nel distretto Nordoccidentale ha veramente dell'incredibile: una caverna di ghiaccio stratificata ultraterrena e cristallina scintillante  sotto la superficie del fiume. Questo luogoè stato scoperto da 55 anni. Le foto mostrano un mondo composto da una miriade di ghiaccioli scintillanti, provocati dal congelamento annuale del fiume sovrastante. Questo ha permesso che si creasse una sorta di bolla d’aria tra il letto del fiume e la sua superficie, entrambi ghiacciati, in uno spazio vuoto alto circa 50 cm. La scoperta è avvenuta a causa dell’accidentale inserimento del piede nel ghiaccio, che ha aperto una finestra sulla lastra superficiale.La possibilita' che in natura possano formarsi queste condizioni tra ghiaccio e terra sono veramente basse, quindi, la notizia rende queste immagini veramente uniche.

Repost 0
Published by il conte rovescio - in il nostro pianeta
scrivi un commento
23 aprile 2012 1 23 /04 /aprile /2012 21:58

Se volete sperimentare un paesaggio alieno non è necessario recarsi in un altro pianeta. Questa vasta zona desolata è conosciuta per le sue curiose formazioni geologiche: sorgenti calde acide, montagne di zolfo, coni di sale, piccoli geyser gassosi, vasche di acidi isolate da cornici di cristalli di sale e concrezioni, di evaporiti, di zolfo, di cloruro di magnesio o di soda solidificati. Il tutto su un fondo bianco, giallo, verde o rosso ocra, colori dati dalla forte presenza si zolfo, ossido di ferro, e di vari altri minerali.

In realtà, ci sono luoghi sulla Terra dove il paesaggio è veramente bizzarra, quasi extraterrestre, molti direbbero.

Guardando a questo splendido scenario, si può facilmente chiedere - Siamo ancora sulla Terra?

Un affascinante, non-di-questo-mondo che assomiglia posto Dallol è il vulcano che si trova nella depressione della Dancalia in Etiopia.

 

Image credit: photovolcanica.com

 

 

Qui si può sperimentare le più alte temperature medie del pianeta. Una stazione meteo ha registrato 34,4 ° C di temperatura media annua.

Durante il giorno la temperatura è sopra i 40 ° C all'ombra. Ma, naturalmente, non bisogna dimenticare non c'è ombra qui!

Vulcano Dallol non è un vulcano vero e proprio.

Qui, negli strati spessi di sale è penetrata magma basaltico.

Come le acque sotterranee scende più in profondità, incontra rocce surriscaldate e si trasforma in vapore.

 

 

 

Quando la pressione di vapore raggiunge il livello critico, la terra (qui - sale) sopra questo vapore surriscaldato viene soffiata fuori in esplosione spettacolare, lasciando un cratere - maar.

 

Bizarre verde e giallo acido saline e geyser in miniatura a vulcano Dallol, Etiopia. Image credit: Tom Pfeiffer

 

 

Sale geyser piccolo vulcano Dallol, deserto della Dancalia. Image credit: Tom Pfeiffer

 

L'ultima volta esplosione è avvenuta nel 1926, circa 1,5 km a sud-ovest dal cratere principale del vulcano Dallol. Ora nel sito di questa esplosione è situato in profondità, 30 m di larghezza, pozzo rotondo, pieno di salamoia arancione.

 

 

 

 

In certe sorgenti calde si manifestano delle piccole colate di sale di bisolfiti e di zolfo. I minerali fluiscono da camini e geyser che abbondano nel sito.

Spesso le emissioni dei geyser e delle fumarole sono tossici. Non di rado si trovano dei cadaveri di piccoli animali, nei piccoli crateri. In oltre il suolo fragile cela vasche acide e diventano delle vere e proprie trappole per animali e uomini. Altra particolarità, i piccoli geyser, presenti solo in questo luogo. Vi si notano ingiallimenti permanenti di gas sulla superficie degli stagni acidi con concrezioni a forma di spugna formata da cristalli di sale o emissioni di goccioline di acqua calda con strani gorgoglii.Il 1,5 da 3 km grande cratere di Vulcano Dallol è formata dal crollo di strati di sale.

Multiple sorgenti di acqua calda sopra il magma caldo hanno dilavato gli strati di sale, lasciando vuoti, che a un certo momento, sono crollati.

 

 

 

 

 

Ci saranno più esplosioni in futuro? Si, è più probabile. Un'esplosione può accadere ogni secondo.

L'area intorno al vulcano si considera deserta a causa delle gravi condizioni naturali, ma le persone non vivono molto lontano dal vulcano.

La regione è stato definito il luogo più colorato sulla Terra ed è sicuramente una descrizione adatta. 

   

Le primaria (cioè sedimentaria) depositi di cloruro di potassio in zona Dallol sono solitamente sovrapposto con evapora altri, e tutta la zona intorno Dallol è coperto in superficie da strati alternati di salgemma e fango ad una profondità di diversi metri. Questo "crosta" deriva dal periodico allagamento dell'area da parte di sedimenti ricchi di acque dalle alture vicine e la successiva essiccazione. A sud di Dallol, la crosta viene tagliato in lastre rettangolari e trasportato fino in altopiani una processione nei pressi infinita di carovane di cammelli. Queste lastre vengono poi venduti in Mekele per la trasformazione in sale comune.


Estrazione del sale Depressione della Dancalia Blocchi di sale Depressione della Dancalia Camel caricato con blocchi di sale, la depressione della Dancalia

Forme Worker Halite lastre.

Lastre di salgemma tagliato fuori crosta superficiale.

Camel essere caricati con lastre di salgemma

Dallol è uno dei pochi posti dove si trovano depositi di cloruro di potassio in superficie. Questi vengono portati in superficie dalla falda geotermica riscaldata e può formare i grandi depositi secondari come l'acqua che evapora trasportata loro. E 'stato stimato che una volta una molla nella zona di Black Mountain portava circa 1000 tonnellate di cloruro di potassio alla superficie in un solo anno. Mentre pura silvite, karnalite e sale grezzo di potassio e, naturalmente, salgemma (NaCl) sono relativamente incolore, l'inclusione di vari ioni nei cristalli di sale è responsabile per la varietà di colori riscontrate nell'area Dallol che sono in netto contrasto con la crosta salgemma prevalentemente bianco trovato nella maggior parte della depressione. Il Black Mountain è composto da manganese ricco di Halite.

 

http://www.messagetoeagle.com/

 

 

Il sito, come i numerosi altri vulcani della zona è il risultato dell'allontanamento della placca arabica dalla placca africana con la creazione in prospettiva di un nuovo fondale marino in estensione dal Mar Rosso.

Repost 0
Published by il conte rovescio - in il nostro pianeta
scrivi un commento
23 aprile 2012 1 23 /04 /aprile /2012 20:09

 

 

Il meteoroide esploso sulla catena montuosa della Sierra Nevada, in California, e che è stato visto addirittura brillare in pieno giorno, ha spaventato varie aree degli Stati uniti. Elizabeth Silber della Western University,ha cercato i segnali ad infrasuoni dall’esplosione”, spiega Bill Cooke, capo del Meteoroid Envronment della NASA. “Gli infrasuoni emettono un suono a bassissima frequenza che possono viaggiare per grandi distanze. Ci sono stati segnali forti da parte di 2 stazioni, consentendo una triangolazione della sorgente di energia a 37.6N, 120.5W. Questo punto è stato contrassegnato da una bandiera gialla nella mappa” (in basso, ndr), dice la ricercatrice. “L’energia è stata stimata a un enorme 3,8 kilotoni di tritolo (circa un quarto dell’energia della bomba sganciata su Hiroshima), quindi si è trattato di un grande evento“, continua.

Punto della disgregazione del meteoroide

Non sto dicendo che si è verificata un’esplosione 3,8 kilotoni a terra in California. Sto solo dicendo che la meteora possedeva questa quantità di energia prima che si spezzasse in atmosfera”, conclude Silber. La mappa mostra la posizione della rottura in cielo, e non all’impatto con il suolo, che non si è verificato. Il fatto che sia stato udito il boato, indica che il meteoroide è penetrato sino alla bassa atmosfera, il che implica una velocità inferiore ai 53.600 Km/h. Dando per buona questa velocità, il corpo roccioso doveva avere una massa di 70 tonnellate e una dimensione di 3-4 metri. Questa meteora non era probabilmente associata allo sciame delle Liridi, anche se non può essere escluso, dal momento che questo genere di fenomeni è strettamente legato alle meteore sporadiche.

 

http://www.meteoweb.eu/

Repost 0
Published by il conte rovescio - in il nostro pianeta
scrivi un commento
15 aprile 2012 7 15 /04 /aprile /2012 21:56

Dal Minnesota al Texas, l'allarme di fenomeni temporaleschi dalle caratteristiche estreme continua ad imperversare sulle regioni degli Stati Uniti ed il bilancio delle vittime dei danni provocati da importanti fenomeni vorticosi sale a cinque. Secondo quanto appreso da fonti locali e da inviati direttamente sul posto, alcuni chicchi di grandine avrebbero raggiunto grandezza di carattere eccezionale. I residenti delle zone suddette si dichiarano fortemente allarmati dalla situazione che a detta loro "sta diventando sempre più drammatica rispetto a quanto riportato dai media".

Il materiale fotografico che stiamo lentamente raccogliendo all'interno della nostra redazione risulta a tratti stucchevole.

Di seguito vi mostriamo una foto ed un video, dove rispettivamente si evince come il diametro di alcuni veri e propri "bolidi ghiacciati" che siano caduti dal cielo e la potenza spettacolare dei tornado che si sono formati nelle ultime ore.

grandineassurda

 

http://www.meteoportaleitalia.it/

Repost 0
Published by il conte rovescio - in il nostro pianeta
scrivi un commento
9 aprile 2012 1 09 /04 /aprile /2012 08:51

http://2.bp.blogspot.com/-mWX2Ks4ye1M/TesrRR9kCSI/AAAAAAAAArI/HY3jQg4rwpQ/s1600/tierra-del-fuego.jpg Ushuaia, capitale della provincia Argentina della Terra del Fuoco, è la città più australe del mondo.

Ushuaia si trova sulla costa meridionale dell'isola della Terra del Fuoco, in un paesaggio circondato da montagne che domina il Canale Beagle. La città ha circa 50.000 abitanti.

Tempo prima, Puerto Williams in Cile era considerata la città più australe; in effetti essa si trova più a sud di Ushuaia, ma non è sufficientemente popolosa per poter essere considerata una città. La più popolata Punta Arenas è anche considerata a volte la città più a sud.

L'insediamento costantemente abitato è Puerto Toro sull'Isola Navarino, ma ha meno di 100 residenti ed è più propriamente chiamato villaggio.

La città fu originariamente chiamata così dai primi coloni inglesi, dopo il nome nativo YamanaXX secolo, la città fu centro di una prigione per criminali pericolosi. Il governo argentino allestì la prigione seguendo l'esempio degli inglesi in Australia: essendo un'isola remota, scappare da una prigione nella Terra del Fuoco sarebbe stato impossibile. I prigionieri divennero così forzati coloni e trascorrevano molto del loro tempo a tagliare legna nell'isola intorno alla prigione e a costruire la città. attribuito dagli indigeni.

http://www.unp.edu.ar/sedes/ushuaia/ushuaia.jpg Ushuaia in considerazione della sua posizione geografica ha un clima molto particolare, inverni non eccessivamente rigidi (temperature medio attorno ad 1°C) ed estati non calde (medie di circa 10°C), precipitazioni leggermente più abbondanti nei mesi autunnali.

Ushuaia é la città più meridionale del mondo, a 3000 km da Buenos Aires. Situata ai bordi del canale Beagle e circondata dai monti Martial, offre un paesaggio unico in Argentina: la combinazione di montagne, mare, ghiacciai e boschi.

È consigliabile visitare il Museo della Fine del Mondo, una costruzione del 1902, che conserva le interessanti opere d'artigianato degli indiani Onas, i resti di naufragi, documenti e foto riguardanti la storia della regione e, ad ovest della città, il Parco Nazionale Lapataia una riserva vergine dove si può passeggiare nella bellissima foresta di lengas e coihues e dov'é sorprendente il numero dei castori che arrivano a formare delle dighe con i tronchi degli alberi.

È da segnalare la visita al Museo Marittimo installato nell'antico carcere (una delle prigioni più famose della storia argentina) e l'escursione con il Tren del Fin del Mundo che percorre uno dei sentieri utilizzati dai carcerati decine di anni fa per rifornirsi di legna attraversando i boschi centenari.

http://www.fuggire.it/Galleria/argentina/27%20Ushuaia.jpg Di interesse è anche il Parco Nazionale della Terra del Fuoco da cui è possibile arrivare a Capo Horn noleggiando una barca. Altri luoghi turistici sono le isole nel Canale Beagle, dove vivono uccelli, pinguini e orche.

Famoso anche il Faro in capo al mondo, reso famoso da Jules Verne nel romanzo omonimo.
È anche un punto chiave d'accesso alle regioni meridionali; riceve regolari voli da Buenos AiresAeroporto Internazionale di Ushuaia) e navi crociere che visitano le Isole Falkland (Islas Malvinas) e l'Antartide.


Benché si trovi a solo 1000 km dall'Antartide, ha un clima più mite di quello che ci si aspetterebbe ad una tale latitudine. La primavera e l'estate sono stagioni speciali per il campeggio, per le passeggiate e le gite in barca a vela attorno ai laghi ed ai fiordi. In autunno il bosco si colora di rosso e durante l'inverno é l'ideale per lo sci di fondo ed altri sport invernali. Nella Valle de los Huskies a 19km da Ushuaia, oltre allo sci di fondo, si possono realizzare delle gite sulle slitte trainate dai tipici cani della regione.

Rio Grande é una città petrolifera, dove si può praticare la pesca del salmone e della trota e visitare una tipica estancia patagonica, dove si allevano soprattutto le pecore.

La strada che porta ad Ushuaia costeggia il Lago Fagnano ed il Lago Escondido, attraversando una zona tipica per la flora e la fauna. Non lontano si arriva ai laghi Yehuin, Chepelmut e Yakush, ideali per la pesca di trote, per le gite in motoscafo e per l'avvistamento degli uccelli, in particolar modo del condor andino patagonico il cui habitat naturale é sul monte Solnesh, e da dove si può godere di una spettacolare vista panoramica della regione.

http://www.argentinaonline.it/cinque/foto/ushuaiapic.jpgSituata ai bordi del canale Beagle e circondata dai monti Martial, offre un paesaggio unico in Argentina: la combinazione di montagne, mare, ghiacciai e boschi. E' consigliabile visitare il Museo della Fine del Mondo, una costruzione del 1902, che conserva le interessanti opere d'artigianato degli indiani Onas, i resti di naufragi, documenti e foto riguardanti la storia della regione e, ad ovest della città, il Parco Nazionale Lapataia una riserva vergine dove si può passeggiare nella bellissima foresta di lengas e coihues e dov'é sorprendente il numero dei castori che arrivano a formare delle dighe con i tronchi degli alberi. E' da segnalare la visita al Museo Marittimo installato nell'antico carcere (una delle prigioni più famose della storia argentina) e l'escursione con il Tren del Fin del Mundo che percorre uno dei sentieri utilizzati dai carcerati decine di anni fa per rifornirsi di legna attraversando i boschi centenari.
Ushuaia è il punto di partenza e di arrivo per le imbarcazioni che si recano in Antartide, a circa 1000 km., dove, da novembre a marzo, è possibile visitare le basi scientifiche e le colonie di animali.

 Al porto turistico si possono affittare dei catamarani, delle barche a vela ed altre imbarcazioni per esplorare il Canale di Beagle,per osservare la fauna, fino alla Isla de los Estados, ammirando alcune delle oltre 17 specie di pinguini e molti altri uccelli. Ma è anche possibile, con navigazioni di sette giorni, visitare Capo Horn e i fiordi occidentali del canale di Beagle dove si possono ammirare i fantastici ghiacciai della cordigliera Darwin.

http://www.argentinaonline.it/cinque/foto/uccelli3pic.jpgPasseggiando al porto si possono osservare i pescherecci che scaricano le centollas ed approfittare dell'occasione per gustarle nei deliziosi piatti locali in uno dei numerosi ristoranti.
La Terra del Fuoco è l'ideale per le escursioni sportive: trekking, cavalcate, mountain bike, canottaggio, free climbing e pesca possono essere combinati e durare vari giorni con il pernottamento in rifugi o in tenda.
A 90 km da Ushuaia, sulle sponde del canale Beagle, si può visitare l'Estancia Harberton, la prima estancia della provincia, una delle testimonianze del ricco passato della Terra del Fuoco. I proprietari attuali sono i discendenti del missionario anglicano Rev. Thomas Bridges.

Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in il nostro pianeta
scrivi un commento
9 aprile 2012 1 09 /04 /aprile /2012 08:42

http://blog.focus.it/effetto-terra/files/2012/04/iceberg31.jpg Ma dove son finiti tutti gli iceberg? In un decennio che è stato il più caldo dal 1900 ad oggi e soprattutto con i dati degli scienziati che ci dicono che i ghiacci groenlandesi si sciolgono come non mai e così quelli polari, verrebbe da pensare che gli icearg siano in aumento. Ed invece ecco la sorpresa. Partiamo dai dati: dal 1900 ad oggi (cioè a fine 2011 – la stazione degli iceberg si apre infatti ad aprile) sono stati contati 53.118 iceberg che sono scesi al di sotto del 48mo° di latitudine che è il parallelo al di sotto del quale vi è un intenso traffico di navi. Ovviamente quanto più ci avviciniamo ai nostri giorni migliore è il conteggio, in quanto dagli anni Settanta sono entrati in attività anche i satelliti per la loro localizzazione. La media è dunque ci 474 iceberg per anno. Essi iniziano a galleggiare verso la fine di aprile per arrivare ad un massimo attorno ai mesi estivi e tornare a zero verso novembre-dicembre.

Ebbene nel 2011 sono stati contati solo 3 iceberg. Nel 2010 se ne è contato solo uno, anch’esso sceso sotto il 48° di latitudine. Nel 2005 altro anno di magra con soli 11 iceberg e nel 2006 il valore è stato zero. E’ pur vero comunque che nell’eccezione di questo periodo di magra il 2009 ha visto ben 1.204 iceberg in circolazione e 976 nel 2008.

Ma veniamo ai record: nel 1984 se ne sono contati ben 2.202 e nel fatidico anno dell’affondamento del Titanic,  il 1912, gli iceberg contati furono 1038 . E’ la Guardia Costiera degli Stati Uniti che tiene costantemente sotto controllo i mari dell’emisfero nord del pianeta e lo fa sia attraverso le sue navi da ricognizione, sia attraverso i satelliti che quotidianamente fotografano il pianeta anche con questo scopo. Ci si chiede se esista un legame tra il numero di iceberg e l’aumento della temperatura dei mari e dell’atmosfera. “Al momento è assai difficile trovare una relazione tra gli iceberg e l’aumento della temperatura terrestre, ha spiegato Jeremy Bassis, un glaciologo della Univeristy of Michigan in Ann Arbor. Quanto fin qui detto comunque vale per l’emisfero nord, dove i mari sono maggiormente battuti dalle navi di ogni genere. Quale sia la situazione nell’emisfero meridionale è più difficile da definire in quanto meno controllata sia oggi che nel passato.

 

 

 http://img.uffa.it/sites/default/files/imagecache/make_sure_size_fits/RiflessoIceberg.bmpXzJRhZ.bmp.jpg

http://1.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SeMjoJSfP7I/AAAAAAAAAM0/_95glZllo6Q/s1600/Iceberg-in-Lago-Argentino.jpg

 

 

 

Repost 0
Published by DUCA CONTROVERSO - in il nostro pianeta
scrivi un commento
7 aprile 2012 6 07 /04 /aprile /2012 17:53

Dune di sabbia sul Karakum

Il Karakum è uno dei deserti più estesi dell’Asia centrale. Occupa oltre il 70 % del territorio del Turkmenistan, coprendo una superficie di circa 40.000 km quadrati, ed è noto in tutto il mondo per alcune caratteristiche uniche. Nel Karakum si possono trovare i Takyr, si tratta di particolari conche, di grandi dimensioni, separate da dune di sabbia quotidianamente modellate dagli intensi venti che spirano anche in modo piuttosto turbolento sull’arido territorio del Turkmenistan e lungo le steppe dell‘Asia centrale. Sul Karakum sono presenti anche delle depressioni, alcune di queste rappresentano il fondo di vecchi fiumi e di un mare interno che si è prosciugato negli ultimi secoli, seguendo lo stesso processo che nei giorni nostri si sta riscontrando nel vicino lago d’Aral . La depressione di Unguz divide il Basso Karakum da un più vasto altopiano presente a sud-est. Il nome Karakum deriva dalla particolare “sabbia nera” che lo copre. Difatti spesso viene chiamato anche deserto nero. Questa particolare “sabbia nera” è caratterizzata dalla presenza di un sale molto particolare, frutto delle evaporazioni delle acque dei mari e dei fiumi della regione e dei resti di depositi minerali alcalini presenti in zona.Pochi anni fa , il dittatore turkmeno ha visitato anche il giacimento di Mydar, a 140 chilometri a nord di Baharly Etrap. Il sito del governo di Asgabat spiega che «La costruzione di questo campo di petrolio e gas è stato avviato nell'ambito del progetto sullo sviluppo di giacimenti di petrolio e gas ne Karakum centrale, che viene realizzato dalle compagnie petrolifere e gasiere turkmene. Il progetto sviluppato dal Nebitgazylmytaslama Research Institute prevede la gestione commerciale pilota di due giacimenti, Yylakly e Mydar, e che sono stati scoperti dalle filiali della Turkmennebit State Concern e della Turkmengeologiya State Corporation».
image

Darvaz è nota al mondo solo per una particolare attrattiva, un misto di natura ed intervento umano: quella che viene chiamata "La Porta dell' Inferno". Si tratta di un'apertura nel terreno, del diametro di oltre 30 metri, con fiamme che ormai persistono da più di 30 anni.
Dopo le esplosioni avvenute durante le attività minerarie di Darvaz, si è scoperto che nei pressi della città c'era un enorme giacimento di gas naturale. Ovvio che l'attenzione di molte società fornitrici di energia si sia concentrata sulla zona.

Durante alcuni lavori di scavo avvenuti 35 anni fa allo scopo di trovare giacimenti di gas naturale, i geologi hanno rinvenuto un enorme complesso sotterraneo, una grotta dalle proporzioni ciclopiche.
Come abbiano rinvenuto la grotta è anch'esso un affare curioso: non aprirono un varco d'accesso al complesso sotterraneo, fu il varco ad aprirsi da solo, ed a inghiottire tutto il campo geologico, attrezzatura compresa.

Le uniche acque che arrivano nel deserto del Karakum, oltre alle scarse piogge che si verificano durante l’anno, sono quelle dei fiumi Tejen e Murgab, che scendono dalle montagne dell’Hindu Kush a sud, del fiume Amu Darya che arriva da nord-est, e di un canale artificiale, peraltro il più lungo del mondo, costruito nel 1954.

 Questo canale è infatti lungo quasi 1.400 km ed è stato costruito per irrigare i campi della regione. Secondo alcuni studiosi però più che benefici ha apportato molti effetti collaterali sul territorio, provocando, con la forte evaporazione delle acque fuoriuscite dal canale, una consistente salinizzazione di molte zone del deserto. Pur essendo uno dei deserti più estesi d’Asia nel Karakum le precipitazioni, seppur molto scarse, non mancano. Il clima del Karakum lo possiamo definire semi/desertico o steppico, con una accentuata continentalità e una notevole escursione termica annua.

Il deserto del Karakum visto dallo spazio

Le poche precipitazioni che bagnano il Karakum e buona parte del territorio del Turkmenistan sono apportate da perturbazioni, residui di sistemi frontali o circolazioni cicloniche in fase di colmamento, di vecchia origine mediterranea, che sotto la spinta dei forti venti occidentali in quota raggiungono il Karakum subito dopo aver attraversato il Medio Oriente, per poi deviare verso nord-nord/est o nord-est all’altezza dell’altopiano iraniano e del mar Caspio.

 Le maggiori precipitazioni , spesso inferiori ai 200-250 mm annui,si hanno solitamente tra il tardo autunno, l’inverno e la stagione primaverile. In inverno, l’ampia area desertica, essendo aperta agli influssi gelidi che scivolano dall’Artico russo e dai bassopiani siberiani, dove si forma il robusto anticiclone termico nei bassi strati (spesso in quota supportato da gocce fredde e depressioni a carattere freddo di origine artica che rendono i cieli coperti apportando nevicate di debole intensità), viene interessata da nevicate da cuscinetto, che dipingono di bianco il Karakum, originate dal transito delle più temperate e umide correnti occidentali (o da venti da SO e Sud in quota richiamati da profonde aree cicloniche collocate fra l’est della Turchia, il mar Nero o l’Iran occidentale) sopra l’aria molto fredda e pesante che stagna in prossimità del suolo (il famoso cuscino freddo).

image

In primavera, specie da Marzo a Maggio, la regione è spesso soggetta a condizioni di forte instabilità e da venti molto impetuosi per i notevolissimi contrasti termici che si realizzano sul territorio turkmeno non appena una saccatura, colma di aria molto fredda, pilotata dal vortice polare, dall’Artico russo si fionda sul Kazakistan, l’Uzbekistan e il Turkmenistan (tutte le principali Repubbliche ex sovietiche), contrastando e scalzando le masse d’aria molto più calde che si formano sul Karakum a seguito di un precedente regime anticiclonico. Questi forti contrasti termici, fra aria molto fredda di origini artiche, e aria più calda e secca tipica nel semestre primaverile durante il progressivo riscaldamento delle aree con clima steppico o semi/desertico dell’Asia centrale, possono originare dei rovesci e delle manifestazioni temporalesche, precedute da tempeste di polvere lungo la linea di confluenza, che spesso vengono seguite da possenti cali termici, fino a -15° -20° in meno di 24 ore, trasformando le piogge in piogge miste a neve o in neve vera e propria. Durante la stagione estiva e nel mese di Settembre il clima nel Karakum si presenta molto secco e piuttosto caldo, con la temperatura dell’aria che può facilmente toccare e superare il muro dei +35° +40° all’ombra.

Inoltre, sempre in estate, la presenza in quota di un semi/permanente anticiclone sub-tropicale che dall’area medio-orientale si estende con una grande cupola (a 500 hpa) fin verso l’Asia occidentale, mentre al suolo permane un regime di “depressione termica”, riesce a inibire i moti convettivi nell’atmosfera, garantendo cieli sereni o poco nuvolosi, salvo qualche isolato cumulo ad evoluzione diurna che va rapidamente a dissiparsi per la scarsa presenza di umidità a tutte le quote. A Koneurgenc, non lontano dal confine uzbeko, la media delle temperature di Gennaio e Luglio è rispettivamente di -4.8° e +32.8° (davvero notevole), mentre le precipitazioni annue non superano i 110 mm, con un massimo mensile di soli 19 mm ad Aprile. Le scarse precipitazioni annue favoriscono la crescita di una scarsa vegetazione arbustiva spinosa, con Acacie da deserto e i Saksaul . Lungo il Karakum si possono trovare anche delle oasi, le più grandi sono quelle di Mary e Tejen, dove si coltiva il cotone. Questo deserto è molto noto anche per i cosiddetti “crateri di gas” di Darvaza (i locali la chiamano porta dell‘inferno), dove viene costantemente bruciato il gas naturale copiosamente presente nella regione, oltre al petrolio.Questi enormi crateri furono aperti nel 1971 da geologi sovietici venuti nell’area in cerca di petrolio e giacimenti di gas naturale. Durante le loro trivellazioni la terra crollò improvvisamente creando una voragine senza fondo. A causa della minaccia dei gas nocivi per i villaggi della zona, i geologi decisero di infiammare il cratere che perdeva gas, finendo per accendere il più grande cratere di fuoco mai conosciuto dall’uomo. Ormai il cratere di gas di Darvaza è diventato un’attrazione turistica poco conosciuta che brucia ormai da almeno 30 anni grazie alla notevole presenza di gas naturali nel sottosuolo.

image

 

 

 

http://www.meteoweb.eu/

 

Repost 0
Published by il conte rovescio - in il nostro pianeta
scrivi un commento

 FORUM

Cerca

VIDEO IN EVIDENZA

http://www.loguardoconte.info/video/esperimenti-umani-condotti-da-alieni-154833/

Testo Libero

statistiche accessi

IL CONTE E IL DUCA

 

      thumbnail

 http://i.imgur.com/53qQJ.jpg