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15 novembre 2013 5 15 /11 /novembre /2013 22:31

Per ordinare presso MACROLIBRARSI Tensegrità, Passi Magici, di Carlos Castaneda

 

 

 

 

 

INTRODUZUIONE

«Don Juan Matus, un Maestro Sciamano, un Nagual, come vengono chiamati coloro che guidano un gruppo di altri Sciamani, mi fece conoscere il mondo cognitivo degli Sciamani che vivevano nell'antico Messico. Nato a Yuma, in Arizona, era di origine indiana, suo padre era un indiano Yaqui originario di Sonora, in Messico, e sua madre era probabilmente un'indiana. Visse in Arizona fino all'età di dieci anni, quando suo padre lo portò con sé a Sonora e rimase ucciso in seguito ai conflitti in corso tra Yaqui e messicani. Fu così che a dieci anni andò a vivere nel Messico del sud con alcuni parenti. A vent'anni entrò in contatto con un Maestro Stregone di nome Julian Osorio, che lo fece entrare in un lignaggio di Sciamani che, si diceva, andasse indietro nel tempo per ben venticinque generazioni. Julian non era un indiano, ma il figlio di emigranti europei che si erano trasferiti in Messico. Don Juan mi raccontò che il Nagual Julian era stato attore e mimo, una persona elegante, abile nel raccontare, adorata da tutti, influente e decisa. Durante una serie di spettacoli teatrali in provincia, l'attore Julian Osorio cadde sotto l'influenza del Nagual Elias Ulloa, che gli trasmise la conoscenza del suo lignaggio di Sciamani.»

 

ORIGINE E SCOPO DEI PASSI MAGICI

«Seguendo la tradizione del suo lignaggio di Sciamani, don Juan Matus insegnò ai suoi quattro discepoli (Taisha Abelar, Florinda Donner-Grau, Carol Tiggs e me) alcuni movimenti corporei che chiamava Passi Magici. Ce li mostrò con lo stesso spirito con il quale erano stati tramandati una generazione dopo l'altra, con un'unica notevole differenza, eliminò infatti l'eccessivo rituale che aveva sempre circondato l'insegnamento e l'esecuzione dei Passi Magici. A tale proposito don Juan commentò che il rituale stesso aveva perso la sua intensità perché le nuove generazioni di praticanti si interessavano sempre più all'efficenza e alla funzionalità. Mi raccomandò di non parlarne mai con nessuno, nemmeno con gli altri discepoli, perché i Passi Magici riguardano esclusivamente un certo individuo, e il loro effetto è cosi sconvolgente che è meglio eseguirli senza metterli in discussione.»

«Don Juan Matus mi insegnò tutto quello che sapeva sugli Sciamani del suo lignaggio; dichiarò, stabilì, affermò e mi spiegò ogni sfumatura della sua conoscenza, e di conseguenza tutto ciò che io stesso dico a proposito dei Passi Magici deriva direttamente dalle sue istruzioni. I Passi Magici non sono stati inventati: furono infatti scoperti dagli Sciamani del lignaggio di don Juan che vivevano nell'antico Messico quando si trovavano nello stato sciamanico della consapevolezza intensa. La scoperta dei Passi Magici è stata quasi casuale, e ha avuto inizio da serie di semplici domande riguardanti la natura dell'incredibile benessere che gli Sciamani provavano in quelle condizioni di consapevolezza intensa, quando assumevano determinate posizioni con il corpo o spostavano in maniera specifica gli arti. Tale sensazione di benessere era così intensa che essi concentrarono i loro sforzi sulla possibilità di ripetere quei movimenti anche in stato di coscienza normale.»

«A quanto pare riuscirono nel loro intento, diventando così i possessori di una serie molto complessa di movimenti che assicuravano ottimi risultati per quanto riguardava le capacità fisiche e mentali. I risultati così ottenuti erano talmente intensi che decisero di chamarli Passi Magici; per generazioni intere li insegnarono solo agli Sciamani iniziati, sempre a livello personale, seguendo rituali elaborati e cerimonie segrete. Insegnando i Passi Magici, don Juan Matus si è discostato in maniera radicale dalla tradizione; un tale distacco lo ha costretto a riformulare il loro scopo pragmatico. Mi presentò tale obiettivo non come il raggiungimento dell'equilibrio fisico e mentale, come si era verificato in passato, ma come la possibilità pratica di ridistribuire l'energia: tale distacco dalla tradizione era dovuto all'influenza dei due Nagual che lo avevano preceduto. Gli Sciamani del lignaggio di don Juan credevano che in ognuno di noi esistesse un'energia la cui quantità non aumenta o diminuisce in seguito all'intervento di forze esterne; per loro questa dose di energia era sufficiente a ottenere qualcosa che ritenevano fosse l'ossessione di ogni uomo sulla faccia della terra, e cioè la capacità di infrangere i parametri della normale percezione.»

«Don Juan Matus era convinto che la nostra incapacità di ottenere tale risultato fosse provocata dalla società e dall'ambiente in cui viviamo, che ridistribuiscono completamente la nostra energia interiore imponendo i modelli comportamentali già stabiliti che non ci permettono di spezzare i parametri della normale percezione. «Per quale motivo io o qualcun altro dovremmo rompere questi parametri?» chiesi una volta a don Juan. «Perché è una questione che il genere umano non può evitare di affrontare», mi rispose. «Tale rottura rappresenta l'entrata nei mondi inimmaginabili di un valore pragmatico che non è affatto diverso dai valori della vita quotidiana. Possiamo accettare o meno questa premessa, ma siamo comunque ossessionati dall'idea di infrangere questi parametri, un compito che falliamo miseramente. Da qui deriva l'abuso da parte dell'uomo moderno di droghe, eccitanti, rituali e cerimonie religiose.» «Per quale motivo credi che abbiamo fallito così miseramente?» gli chiesi. «L'incapacità di realizzare il nostro desiderio subliminale è dovuta al fatto che lo affrontiamo in maniera approssimativa; gli strumenti a nostra disposizione sono rudimentali ed è come cercare di abbattere un muro sbattendoci contro la testa. L'uomo non prende mai in considerazione questa rottura in termini di energia. Per gli Sciamani il successo viene determinato dall'accessibilità o meno dell'energia.» (Carlos Castaneda, Tensegrità, Passi Magici, pagg. 7-8)

 

 

CARLOS CASTANEDA
1997 Tensegrity, Magical Passes,
Laugan Productions, 1997.
Traduzione italiana: Tensegrità, Milano, Rizzoli, 1997.

http://www.carloscastaneda.it/Libri-Castaneda/Tensegrita-Passi-Magici.htm

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5 novembre 2013 2 05 /11 /novembre /2013 23:05






Perché gli “alieni” non si vedono?

La risposta è semplice: sono su livelli che non emettono luce elettromagnetica. Gli “alieni”esistono. Abitano il cospicuo 95% che non vediamo, ma che oggi è persino calcolato, cioè partecipano agli infiniti livelli di realtà. Per essere reale, ogni livello deve avere i suoi osservatori coscienti e partecipi del livello stesso. E’ una legge di natura, riconosciuta dal principio di indeterminazione alla base della fisica quantica. Per comprendere allora quali sono i diversi tipi di “alieni”, dobbiamo comprendere la natura quantica della Natura ed anche il significato della parola “alieno”. “Alieni” potremmo essere anche noi “terrestri”. La fisica quantica ci spiega che ogni atomo, simile ad un minuscolo sistema solare, possiede infiniti livelli di energia. Che dire se il sistema solare fosse un Atomo gigante? E’un’ipotesi semplice, ovvia e … sconvolgente. Un fatto è certo. Non c’è alcun confine che possa dividere il piccolo dal grande. Per legge di natura, la stessa informazione penetra il grande universo e il piccolo uomo, il grande sistema solare e il piccolo atomo. Se il sistema solare è un Atomo gigante, i tanti “misteri” delle scienze, delle religioni e persino quelli della storia umana si spiegano tutti (Storia Quantica). Un atomo possiede infiniti livelli di energia e può saltare dall’uno all’altro. E’ scritto anche nei testi scolastici; il “salto” è da un livello inferiore ad un altro superiore, se assorbe energia; è viceversa se invece la cede. Di quell’Atomo gigante che è tutto il sistema solare, abbiamo osservato solo il livello di energia minima, quello che riflette la luce elettromagnetica, il livello povero di Luce pesante (Z°), almeno, per tutto l’Inverno nucleare. E gli altri livelli? Sono tutti vivi e pieni di osservatori intelligenti. Alieni? No, cittadini cosmici, quali siamo in potenza noi, terrestri. Potrebbero essere i Creatori di questa e delle altre “realtà” virtuali. Il mondo che vediamo non è reale; è solo un film, una Matrix ove appaiono le “immagini residue di sé”. Lo spiega bene Morpheus a Neo, nel film “Matrix”.[…].Gli uomini sembrano tutti uguali, ma non lo sono. Il corpo biologico umano è solo un involucro, composto da materia nucleare che riflette la luce elettromagnetica, l’unico tipo di luce che vediamo. Alla nascita sembra un tenero piccolo bimbo, ma il velo elettromagnetico può nascondere altri corpi, “sottili”, già adulti dello stesso bimbo; corpi comunque tutti parte dell’Uno… . Anche questi non sono veri “alieni”, dunque, ma solo le diverse porzioni dello stesso individuo, i suoi aspetti inconsci e subconsci; potrebbero essere, in alcuni casi, personalità multiple dotate, ciascuna, di diversa sensibilità. Ciò che distingue gli uomini tra loro non è tanto la loro forma, più o meno simile per tutti, ma la capacità di sentire le emozioni, di provare l’amore cosmico, di sentire l’unità. Il vero alieno è chi è alienato dalla Vita, non sente le emozioni, non ha amore e compassione per sé e per gli altri: la “conoscenza” ufficiale che ignora il significato della vita, della morte e della coscienza. La natura quantica dell’Atomo-sistema solare rivela tuttavia qualcosa di più: i veri alieni e cioè i veri alienati. Tra un livello di energia e l’altro c’è un gap, un “salto” di energia. Nel grande Atomo solare,il gap è l’interspazio tra il livello visibile e quelli invisibili, il non-tempo, eternità a bassa energia, senza più diretto contatto con la Vita. L’Interspazio è fuori tempo ed anche fuori Legge, cioè alieno alle leggi vitali che consentono alle specie di amarsi, accoppiarsi e di riconoscersi parte dell’Uno.
E’ lì,nell’interspazio senza tempo, nascosti dal velo elettromagnetico che si nascondono i veri alieni. Costoro sono gli alieni parassiti che “vivono” in eterno sfruttando l’energia vitale degli uomini, gli “dei” falsi e bugiardi che rubano e nascondono l’esistenza del Fuoco all’umanità; sono gli autori della “conoscenza” ufficiale e forse anche della Bibbia, il testo alla base delle tre grandi religioni monoteiste del pianeta (cristiana, mussulmana ed ebrea). Rappresentano il “dio” punitivo e vendicativo che miliardi di umani venerano e temono. Questi alieni, da millenni, si credono i proprietari del pianeta Terra; controllano l’umanità con la strategia del terrore, il modo migliore per ottenere ubbidienza cieca. Sono alieni eterni ed oggi anche disperati … perché si sentono scoperti. Sanno che l’inverno nucleare ha una fine e che, con il disgelo, sparisce il velo elettromagnetico che li proteggeva prima dalla vista umana; perciò diventano visibili.[…].La loro presenza si rivela in molti eventi cruciali della storia, che puntualmente, impedisce il concretizzarsi di ogni processo di pace e l’avvio di relazioni amichevoli tra gli uomini. Sono gli artefici dell’Impero che è inutile combattere. E’ invece importante riconoscere la loro vera arma: la “conoscenza” parziale, falsa e distorta.[…]. Oggi la Vita sta evolvendo, ricomponendo l’unità dei Suoi tanti livelli di realtà, cioè eliminando gli interspazi dove si annidano gli alieni parassiti. Per gli umani è l’opportunità eccezionale di divenire coscienti della Forza e degli infiniti mondi o livelli di realtà, cioè di integrare la propria porzione “terrestre” con quelle “aliene”. Per gli alieni veri, parassiti, è la fine; non sono più al riparo, cioè nascosti dal velo illusorio,elettromagnetico. Devono inventare qualcosa: o lo scudo stellare, altre guerre od anche il panico dell’Apocalisse. Gli umani che amano la Vita, stanno per scoprire la vera grande Risorsa che muove l’intero Universo Organico. […].“Potrete fare come me e cose più grandi di me …” è scritto nei Vangeli. E’ stato definito un miracolo e riservato a “Dio”. Gesù Cristo aveva dichiarato di essere un re e che il suo regno non era di questo mondo. […].Oggi tutto l’Atomo-sistema solare sta compiendo un salto quantico ad un livello di energia superiore, un balzo nel futuro. Questo splendido e verde “Elettrone” che è la Terra, sta assorbendo l’Energia “debole” necessaria per compiere il salto. L’evento cambia la geostoria: è il processo che il paradigma dominante sulla Terra ha sempre tenuto nascosto. […].Stiamo vivendo il transito dallo stato opaco, che genera ignoranza e confusione, a quello cristallino, che lascia trasparire l’unità, l’infinita eterna realtà. La Terra oggi è in “viaggio”, sta ascendendo verso un nuovo Universo, “nuovo” per la mente umana, ma non per la porzione inconscia che già la vive. Il “viaggio” è imprevedibile e dipende anche da noi umani, cioè dalla nostra volontà di ascendere o meno. Indubbiamente il futuro sarà travolgente e di certo migliore del passato. Sarà presto evidente che la “realtà” è un film che oscilla tra il tragico e il comico. Basta osservare chi dirige oggi il set cinematografico, il governo USA, sempre pronto a scatenare guerre, a fabbricare il “nemico” di turno, ogni volta diverso, ma sempre imprendibile. Non gli importa infatti di vincere, ma di mantenere il controllo, cioè la paura. Il copione si ripete ormai invariato da più di un secolo. Il “nemico” serve a giustificare gli eserciti dislocati sul pianeta, un’economia insostenibile, basata sullo sfruttamento dell’uomo e centrata sull’industria bellica. La scienza ufficiale è funzionale alla stessa politica. C’è anche una scienza sana e saggia, ma è senza microfono e senza finanziamenti. TV, trasmissioni televisive, riviste di divulgazione sono quasi tutte nelle mani di chi promuove la scienza servile ed emargina quella saggia. Dotato di alta tecnologia il “potere” dell’impero sembrava ineluttabile; eppure l’Impero ha un tallone d’Achille, anzi più d’uno. Non ha più il consenso dei terrestri. La brutale ed arrogante prepotenza dell’Impero è assenza del Fuoco vero e, soprattutto,incapacità di usarlo; in verità l’Impero è senza vita, è come un malato terminale. Chi crede alla “conoscenza” ufficiale, cioè all’Impero, gli dà vita. Sembra un paradosso, ma gli danno vita, cioè realtà, anche quelli che lo combattono.[…].Oggi possiamo immaginare, progettare e creare un futuro nuovo, senza confini ed eserciti, un mondo che sappia finalmente rispettare e soddisfare i bisogni reali dell’umanità. Oggi c’è l’Energia per superare gli schieramenti ed intraprendere la terza via, l’Energia della Vita, la vera grande Risorsa, la coscienza che siamo noi, umani, gli autori della realtà. Possiamo creare un nuovo mondo. Possiamo, perché c’è chi ha già intrapreso la quarta via e cioè chi è cosciente dell’immortalità e dell’eterna realtà.
INNER POWER (Potere Interiore, ndr) può essere la sigla di chi vuole creare un nuovo mondo e ne riconosce  i principi:amicizia,rispetto,lealtà,sincerità,trasparenza, cioè tutte le doti che derivano dalla coscienza di essere parte di un Organismo. 
L’evento è la nascita della coscienza che tutti siamo parte dell’Uno,di un unico Organismo cosmico. La “conoscenza” non è solo un “peccato”; è il “potere” reale che acceca la mente umana e rende il massacro reciproco ogni giorno più folle e assurdo. Lo stesso “potere” alimenta la “battaglia delle idee”, utile a cambiare i volti di chi “lo” gestisce, ma non a cambiare sistema e tanto meno a eliminare le cause della povertà, della fame e dell’ingiustizia che affliggono l’umanità. Oggi,[…],’uomo sta per risvegliarsi dalla sua ipnosi millenaria. La concezione meccanica e divisa della “realtà” ha creato guerre e follie delle quali gli uomini coscienti si stanno rendendo conto. La divisione tra i pochi “potenti”, i primi, ed i miliardi di impotenti è sempre più evidente. Quelli di mezzo nutrono la speranza che la guerra finisca presto e non vedono la propria ipocrisia nel chiamare “pace” solo il silenzio delle armi. Perché non parlare di disarmo?.[…].La divisione è falsa; è inventata da una “conoscenza” che ignora il Messaggio vero della Natura, da una morale che esalta le apparenze e trascura la sostanza, separa la mente dal corpo, gli uomini dalle donne, inducendoli a rifugiarsi nella famiglia. Oggi la famiglia si sta dissolvendo; è uno dei tanti segnali del cambiamento in atto; è la fine del vecchio mondo ed il transito ad una società nuova di donne ed uomini liberi che si amano, si rispettano, si autorganizzano e non creano più false divisioni tra i ruoli familiari e sociali. Il “potere” è in fondo la paura di essere liberi; non tanto dalla famiglia che ormai conta poco, ma dai vincoli economici, dalle tante dipendenze che sono da verificare e non “religioni” alle quali credere. Il “potere” è in uno stato di acuta follia; è un altro dei tanti segni dell’Apocalisse, non la fine del mondo, ma il crollo delle menzogne che lo hanno reso un inferno.


Foto:http://www.newagecenter.it/images/images/prodotti/universorganico.jpg

Articolo estratto dal libro “UNIVERSO ORGANICO” di Giuliana Conforto (ed. Noesis)




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8 ottobre 2013 2 08 /10 /ottobre /2013 22:05

cop_libro_dannati

Una celebre e bizzarra opera, sospesa tra scienza, suggestione, mistero e mito e composta da un personaggio assai particolare quale fu Charles Fort, un visionario/ciarlatano per qualcuno, eppure capace di lasciare una propria impronta pur scientifica nel vasto ambito delle discipline di frontiera (come anche una definizione “ufficiale”, quella di fenomeno fortiano, usata per identificare quegli eventi di ignota origine e inclassificabili in qualsiasi altro modo)… Il Libro dei Dannati, scritto ormai piuttosto difficile da trovarsi in libreria nonostante la fama – quella letta è un’edizione datata “Milano, 1992” con traduzione di Antonio Bellomi del 1973 e introduzione di Gianni Settimo – è in buona sostanza una vasta raccolta di eventi inspiegabili che Fort prese a raccogliere attraverso una immane ricerca nelle pubblicazioni giornalistiche e specializzate di mezzo mondo a cavallo tra ‘800 e ‘900, spingendosi tuttavia fin’anche al ‘600: raccolta che comprende piogge di cose “inaudite” (animali, pietre scolpite, ghiaccio d’ogni forma e specie, ovvero precipitazioni di ogni colore immaginabile…), oggetti totalmente avulsi dallo spazio e dal tempo in cui vennero ritrovati, poltergeist, misteriose osservazioni astronomiche, avvistamenti di oggetti luminosi in cielo e quant’altro di similmente enigmatico: i dannati, appunto come Fort definisce tali eventi, cioè tutto quello che la scienza, rinchiusa nelle proprie convinzioni spesso troppo dogmatiche, non sa spiegare e dunque sminuisce, rifiuta, maledice e condanna…
In uno stile letterario tipicamente novecentesco, molto ridondante, ampolloso e spesso macchinoso nonostante il sense of humor che Fort usa nelle proprie elucubrazioni – stile certamente non così facile da leggere, forse anche per una traduzione non pienamente “agevolante” – l’autore dimostra di tenere molto a far capire al lettore come e perché tutta la messe di dati presentata sia “dannata”, ovvero tiene parecchio ad attaccare la comunità scientifica del suo tempo, rea – come detto – di una assurda chiusura mentale e visiva che impedisce qualsiasi indagine, e qualsiasi relative ipotesi chiarificatrice, sui fenomeni presentati. D’altro canto, Fort non perde occasione di presentare le proprie convinzioni chiarificatrici sugli stessi, che oggi appaiono quanto meno strampalate – si noti tra tutte l’idea che in cielo esista una specie di mare, denominato da Fort “Mare dei Super-Sargassi”, dal quale proverrebbero molti degli strani oggetti caduti sulla Terra; ugualmente, anche molti degli eventi misteriosi presentati – che, si ribadisce, Fort ha raccolto da articoli giornalistici e/o scientifici pubblicati, dunque sicuramente degni d’una qualche considerazione – con occhio contemporaneo perdono buona parte della loro enigmaticità, ma è inutile rimarcare come la lettura di un testo, per di più (pseudo)scientifico di inizio Novecento, non può non essere fatta con una contestualizzazione temporale e intellettuale all’epoca di stesura…
Eppure, l’ampia parte de Il Libro dei Dannati dedicata agli avvistamenti di luci e oggetti luminosi in cielo è effettivamente stupefacente, per come sia perfettamente accostabile alla gran massa di casi UFO che le cronache hanno registrato negli ultimi decenni. Fort ci dimostra come tale casistica, per come viene presentata e per le peculiarità che offre, non è un’invenzione moderna (ovvero “nata” nel 1947, data nella quale viene fatta iniziare la attuale disciplina ufologica) ma risale ad almeno due secoli prima e, appunto, con le stesse caratteristiche: avvistamenti di oggetti luminosi singoli e informazione, di dischi, di sigari, di triangoli e rombi che restano fermi in cielo, che si muovono velocissimi o che entrano/escono dal mare… Ne più ne meno come leggere i rapporti di avvistamenti UFO contemporanei, e anche nell’opera di Fort anche attraverso testimonianze di individui certamente attendibili (come gli ufficiali di navi militari, ad esempio, similmente ai piloti di aerei nei moderni casi UFO)!
Ma Il Libro dei Dannati e Charles Fort non possono essere considerati importanti solo per le suddette discipline scientifiche di frontiera contemporanee – ufologia, parapsicologia, criptozoologia e quant’altro… – ma anche per aver saputo illuminare la mente, attraverso un’attenta (e un po’ contorta, come detto!) disamina dal sapore quasi filosofico, sui danni che l’eccessivo dogmatismo e la ristrettezza (o conservatorismo) intellettuale del mondo scientifico come di qualsiasi altra disciplina umana – la religione in primis – possono causare alla cultura e alla conoscenza dell’uomo, rendendolo miope di fronte ad un orizzonte viceversa ricolmo di cose nuove da vedere e scoprire – cose capaci infine di far evolvere la civiltà umana ad un livello di consapevolezza intellettuale superiore. Questo è, in fondo, il senso primario dell’opera di Charles Fort, anche se, ovviamente, tutto il suo fascino sta e resterà sempre in tutta quella lunga serie di eventi misteriosi che per la prima volta seppe razionalmente presentare al pubblico di tutto il mondo, e che ancora oggi lasciano il lettore meravigliato e stupefatto.

P.S.: l’illustrazione sopra pubblicata della copertina è quella dell’edizione Armenia, differente (solo nella grafica) da quella letta e della quale qui si è trattato.

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3 agosto 2013 6 03 /08 /agosto /2013 23:15

Nella migliore tradizione dei pamphletaires francesi, Fabrice Hadjadj ci offre col suo La terra strada al cielo, (Lindau 2010) un testo di scioltissima leggibilità, pur essendo il tema molto impegnativo, e ricco di spunti folgoranti, che inducono ad inesauribili approfondimenti.

Il tema è esplicitato nei tre sostantivi che costituiscono il titolo. Anzitutto la terra. Il giovane filosofo francese è un realista accanito. Sciogliendosi dai legami di un intellettualismo asfissiante e di un idealismo che porta al nichilismo, riafferma che il punto di partenza di ogni itinerario di conoscenza è il dato reale; reale come un fiore che si vede con sorpresa sbocciare nel giardino (e la sua trattazione è accompagnata dall’inizio alla fine dal dente di leone; quell’erba con le foglie a sega che cresce nei nostri campi e che produce prima un turgido fiore giallo e poi quella palla eterea coi semi che si soffiano via), reale come il proprio vicino di casa che porta il papillon. Partendo da questo umile riconoscimento, la ragione umana arriva alle vette della metafisica, perché «le radici del dente di leone affondano nel mistero» (p. 13).

La prima parte del saggio è dunque una carrellata sul pensiero moderno, tesa a dimostrare che «la metafisica, lungi dal farci smarrire in un retromondo nebuloso, nasce dalla terra e ci riconduce ad essa, dandoci sempre nuove ragioni per meravigliarci» (p. 14). Hadjadj critica con la leggerezza acuminata di un rasoio il dubbio sistematico di Cartesio per cui «la terra ferma non è un terreno abbastanza sicuro» (p. 21), il pensiero kantiano che «intrappola ogni cosa nell’immanenza carceraria dell’Io» (p. 24), lo scientismo che produce relativismo: «A ciascuno la sua verità» e storicismo: «La verità muta col tempo» (p. 25), che altro non sono che «cerebralismo allucinogeno» (p. 26). Di contro c’è, appunto, il realismo della metafisica che «afferma il primato dell’essere sull’idealità» (p. 28) fino alla scoperta che «il corpo umano è costitutivamente destinato a questo: conoscere e amare l’essere» (p. 29), per cui «la terra, essendo il punto d’appoggio della nostra intelligenza, è il trampolino per la nostra elevazione» (p. 32).

Dopo aver mostrato i limiti della posizione manichea, di quella panteista e di quella agnostica, Hadjadj conclude la prima parte del saggio riproponendo la sorprendente prospettiva teologica per cui il rapporto con la terra/realtà è il necessario punto di partenza per la scoperta di Dio che la costituisce «come se l’abisso si aprisse sulla superficie delle cose» (p. 51). «Si deve concludere che l’intelligenza divina impregna la terra in ogni luogo, e che ogni istante la terra ci parla di Dio, nostra Causa prima e universale. […] La terra è quindi l’annuncio e la strada che conduce a Dio. Coloro che non lo vedono non sono amici della terra, ma complici del vuoto» (pp. 53-54).

La seconda parola chiave è: cielo. Esso è la prospettiva che lo sguardo ragionevole sulla terra apre all’uomo non accecato ed è la patria vera dell’itinerario umano. È in questa seconda parte del saggio che Hadjadj mostra come la concezione ultima del rapporto con la realtà determina comportamenti storici e decide di ampi movimento anche sociali. Il cielo come patria, ad esempio, si oppone sia al radicamento tradizionalista nella propria terra avita (improponibile nella odierna società globalizzata, di cui l’autore stesso, di origini nordafricane, è un esempio), sia allo sradicamento apolide e astratto di una «libertà senza basi né memoria [che] crede di innalzarsi al cielo e invece si perde nel vuoto» (p. 66).

La vicenda del popolo ebraico, iniziata con la richiesta di Dio ad Abramo di lasciare la propria terra è l’emblema di ogni cammino umano che non è tanto uno «spostamento locale», ma un «movimento spirituale […] che esige un legame intimo con la terra» per «guadagnare la patria» (p. 73), perché la «partenza è un ritorno» (p. 74). Si tratta, quindi, di «abitare questo paese come pervaso dalla presenza di Dio e come strada per l’incontro con Lui, e trovare già qui quell’Altrove che dà forma ad ogni cosa» (p. 78). Ciò ha implicazioni sul rapporto stesso con la natura (al riguardo l’autore fa un’interessante analisi dell’ecologismo), sulla politica («poiché il Cielo è sorgente e culmine di ogni patria, la Fede non ci distoglie dalla cura della città terrena, anzi, ci spinge a impegnarci al massimo grado», p. 101), sull’ideologia del divertimento (l’evasione dallo stress di cui sempre si parla e che Hadjadj manda al diavolo: «È il raccoglimento che ci manca», p. 84).

All’interno dell’analisi della chiamata a lasciare la terra nel senso di penetrare nelle sua radici trova posto anche un capitolo sul rapporto tra il cristianesimo e le varie culture via via incontrate nella storia. Hadjadj rifiuta ogni accusa fatta al cristianesimo di aver omologato in un insieme indistinto le culture altre da sé, pur non nascondendo l’esorbitante pretesa cristiana, che è quella di «impadronirsi del vostro cuore, cioè di conquistarvi senza spezzare né la vostra intelligenza né la vostra volontà, ma semmai rafforzandole» (p. 89). Ecco perché «nella Chiesa ognuno diviene maggiormente se sesso insieme agli altri», producendo «la più grande differenza nell’unità più profonda» (p. 96).

La terra, dunque, rispetto al cielo è una strada. Ecco la terza parola del titolo. Essa non è tematizzata in una parte specifica del volume; lo percorre dall’inizio alla fine. Perché questa strada si chiama cristianesimo. La strada di Cristo che ascendendo al cielo si immerge «nelle nostre viscere terrose» (p. 115), fino all’impensabile identificazione del sacramento.

Hadjadj conclude con la citazione della regola di san Benedetto Ora et labora, che traduce così: «Traccia ogni solco come se fosse una preghiera, canta ogni versetto come se fosse un seme, e scava, scava nel profondo di ogni cosa fino a Dio» (p. 122).

 

 

 

La recensione pubblicata su ilsussidiario.net:
Fabrice Hadjadj, dalla terra al cielo (e ritorno)
di Pigi Colognesi, giornalista

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21 maggio 2013 2 21 /05 /maggio /2013 22:15

 

fabio ghioni

Che succede quando ci si ritrova a leggere opere, pensieri e scritti di un uomo che suscita improvvisamente interesse, nel suo modo di vedere il mondo e la sua cultura? Poche parole... lo si inizia ad apprezzare: ecco un piccolo frammento della sua opera:

 

Chi è veramente l’uomo?

È una domanda facile e difficile allo stesso tempo. L’uomo non è un corpo, non è un nome, non è una funzione, ma usa tutto questo come degli strumenti. L’uomo non è un’ideologia, un partito politico, non è un’insieme di nozioni, ma si identifica in una di queste cose, oppure sceglie di non identificarsi in esse. L’uomo vero, nel linguaggio comune, può essere descritto solo per negazioni, cioè puoi dire che cosa non è. Ma per dire che cos’è, lo devi essere.


Potrei dire che esiste solo l’Anima. Siamo degli esseri che hanno la possibilità di tornare a Casa, e sottolineo ‘possibilità’. Qui, in questo campo, quello fisico, siamo messi alla prova. Sarebbe in effetti meglio non parlare dell’Anima, perché non ci sono parole che possono descriverla, in quanto i linguaggi sono stati inventati per raccontare le cose che puoi toccare e vedere con i sensi. L’Anima invece, ovvero te stesso, è l’unica cosa che con i sensi non puoi toccare, né vedere.

Per percepire quello che tu sei veramente, devi disattivare tutto il resto. Quando l’hai fatto, puoi sentire che cos’è l’Anima, ma puoi solo sentirla: non puoi raccontarla in un libro, e non puoi discuterne, perché sarebbe paradossale. La sua natura, d’altra parte, è un argomento che io considero sacro, e non ritengo possa essere oggetto di chiacchiera. Certo, se tu non pensi di essere qualcosa di spirituale, bensì solo un agglomerato di materia in movimento e in rapido decadimento, e in effetti è ciò che normalmente l’uomo pensa di essere, allora potresti anche avere la presunzione di parlare di qualcosa di assoluto. Ma visto che non è così, se si riesce a percepire questo elemento, si sa anche che non è possibile descriverlo con termini ordinari. Puoi però cercare di farlo percepire a un’altra persona, se lo desidera. Ma bisogna desiderarlo.

Il nucleo che qui si chiama Anima è diviso in due: una parte, chiamata Trasparente, si trova in alto, mentre l’altra è quella che giunge su questo piano, prendendo il nome di Corpo Oscuro.Quando cade qui, occupa un corpo, si mette un vestito, per poter interagire con questo piano dell’esistenza, che è un mondo anch’esso Oscuro. Tra le due c’è un collegamento, perché la parte che si trova qui deve trovare la strada per tornare da dove è venuta. L’accezione che si dà alla parola Trasparente, che è un termine oggettivo, è quella di imperturbato e imperturbabile, ed è ciò che dovremmo diventare. La parte Oscura è invece perennemente in guerra, perché combatte per uscire da qui, nonostante il fatto che in questa epoca manchi in generale la speranza che esista qualcosa al di là di ciò che si può toccare con mano. Qualcosa di eterno, di immortale. Quasi tutto, infatti, è disegnato per drogare i sensi, per sovrastimolarli, in modo tale che non si senta il vuoto prodotto dalla mancanza di questa speranza. Mi auguro che tutti trovino la soluzione alla guerra interiore che stanno vivendo. La chiave di questa soluzione è NON COMBATTERE.

Quando, e se mai, un nucleo Oscuro avesse l’estrema fortuna di diventare uguale alla sua controparte Trasparente,automaticamente si troverebbe in un Cielo altissimo. Non potrebbe più rimanere qui, perché diventerebbe incompatibile con questo luogo. Se riesci a diventare Trasparente, trasformando la tua Oscurità, hai adempiuto alla ragione per cui sei venuto qui. Si può dire che hai fatto yoga, che vuol dire “unione”, perché ti sei unito, appunto,con l’altra metà di te stesso. Hai raggiunto uno stato di totale pace e realizzazione, che penso sia l’obiettivo che tutti dovrebbero avere.

Fabio Ghioni


La Nona Emanazione - Libro
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3 aprile 2013 3 03 /04 /aprile /2013 22:09

Di Fulcanelli non si smette mai di parlare.Da quando apparvero i suoi due Libri "Il Mistero delle Cattedrali" e "Le Dimore Filosofali",negli anni '30 del XX secolo, l'Alchimia e lo studio dell'ermetismo sono divenuti relativamente 'più chiari', se così è permesso dire. Io stessa, sulla scia delle sue affascinanti letture, mi sono accostata allo studio della Scienza Ermetica, mi sono recata in terra Francese per verificare i simbolismi di alcune cattedrali da lui tanto intrigantemente descritte e proseguo umilmente questa cruciale strada, che mi apre sempre nuovi orizzonti. Recentemente, occupandoci di un dipinto di un pittore spagnolo,Juan Valdès Leal, Finis Gloriae Mundi, è emerso il fatto che Fulcanelli, proprio osservando tale dipinto, avesse potuto trarne correlazioni ermetiche,che avrebbe racchiuso in un terzo libro, dal titolo omonimo al quadro, un libro che per molto tempo fu creduto perduto. Fulcanelli, infatti, ne avrebbe decretato la distruzione,dopo averlo scritto, ritenendolo 'crudamente rivelatore' dei prossimi, imminenti, tragici destini dell'umanità (apocalittici).


A distanza di moltissimi anni - nel 1999- uscì- per le Edizioni Liber Mirabilis, FINIS GLORIAE MUNDI - Autore: Fulcanelli.

Subito, scoppiò la polemica: è un falso, hanno gridato alcuni, è autentico, han detto altri! In Italia le notizie a questo riguardo sono pochissime, se non nulle e colgo l'occasione di ringraziare in questa sede alcuni preziosi amici che mi hanno permesso di aggiungere materiale a quanto potevo disporre,al fine di valutare i dati raccolti e potervi attribuire un significato, fermo restando che in Italia il libro non è mai uscito, nè esistono traduzioni in merito. I mezzi di comunicazione, a quanto mi risulta, non hanno nemmeno sfiorato la questione e ci ritroviamo forse tra i pochi nel panorama italiano, ad accingerci a volerne sapere di più di questi 'retroscena' in odor di ..zolfo, a distanza di cinque, sei anni dalla sua pubblicazione oltreconfine.


Confidiamo di poter leggere quanto prima il libro,con la speranza di riuscire a tradurlo, per poter poi trarre opinioni dirette, quanto meno basate sulla lettura 'spassionata' del testo. Nell'attesa, che non ha al momento un termine indicativo, possiamo solo effettuare un'analisi di documenti,discussioni, articoli che -fuori dai nostri confini- sono stati intessuti da studiosi, appassionati,critici, esoteristi...

Abbiamo raccolto un certo numero di articoli, filtrandoli tra quelli che si presentano in rete attualmente dal 1999 ad oggi e ne proponiamo la versione tradotta in italiano, sperando di fare opera gradita a quanti sono interessati all'argomento.

L'edizione francese
L'edizione francese ha previsto due opere, una 'normale',diciamo, e l'altra artistica, cambia soprattutto il prezzo (negli anni '99-2000 c'erano ancora i franchi francesi, pertanto troveremo indicati questi).E' uscita sotto la direzione di Jean-Marc Savary L'edizione economica costava 250 FF;quella artistica (foto) 4500.

,fgm.JPG (39169 byte) (da http://alkest.club.fr/fgm.htm)

Sempre diretta dal medesimo, anzitutto ha previsto una stampa limitata a 20 edizioni numerate e, tra le altre cose, è costituita da carta pregiata; rilegatura a mano in oro 22 carati; iscrizione personale di Jacques d'Ares e Jean-Marc Savary.

La prefazione di Jacques d'Ares al libro è la seguente (ci si scusa per eventuali piccole imperfezioni nella traduzione).

"Una lettura attenta del manoscritto Finis Gloriæ Mundi mi ha convinto che è rispondente all'Adepto Fulcanelli.
In primo luogo, troviamo nel testo, delle determinate considerazioni incontestabili sullo sviluppo delle nostre civilizzazioni che ampiamente giustificano il titolo del lavoro. Inoltre, secondo il metodo già usato nei lavori precedenti, fornisce indicazioni (istruzioni) importanti circa il modus operandi, velati dal disegno come necessario, affinchè chi è in grado(coloro che tentano di avvicinarsi all'Adeptato)"scopra i segreti dell' ars brevis", qualcosa che non sia stata fatta mai.
Mille particolari, contenuti quasi in ogni pagina,
confermano l'individualità di pensiero che è trovata nei tre lavori del Maestro.
Così è accaduto che Fulcanelli si è fidato a dare il suo
ultimo lavoro a me,tramite il suo discepolo Eugène Canseliet, quando era ancora vivo,alcuni anni fa.
Ciò a me non sembra accadere per caso. Così sembra, persone sicure che prendono il piacere nella minimizzazione, questo è il minimo che potremmo dire circa il lavoro di Canseliet... Procedendo, sono stato convinto rapidamente della necessità di pubblicare questo terzo e volet finale del "trittico"(i tre libri di Fulcanelli,n,d,r,), convinto della sua importanza. In più, la 'trilogia' forma un intero perfettamente coerente e, secondo Eugène Canseliet, "si erge nel lavoro didattico come la 'trilogia alchemica' più straordinaria".

I contenuti schematizzati sono:

PREFACE DE JACQUES D'ARES (prefazione di Jacques d'Ares)
INTRODUCTION (Introduzione)
FINIS GLORIAE MUNDI (Fine Gloria Mundi)
LE RENVERSEMENT DES POLES (Il rovesciamento dei poli)
LE SECRET ALCHIMIQUE (Il segreto alchemico)
ERREMENTS QUANT AU SUJET DES SAGES (---? quanto al 'soggetto dei saggi')
LA TABLE D'EMERAUDE (La Tavola di Smeraldo)
LES RESISTANCES DE LA MATIERE (Le Resistenze della Materia)
NI MAS NI MENOS (Nè più nè meno)
MULTIPLICATION (Moltiplicazione)

Un'intervista chiarificatrice?

Jean-Marc SAVARY, Président du Centre Européen des Mythes et Légendes (presidente del Centro Europeo di Miti e Leggende) è l'Editore che ha pubblicato il supposto Terzo Libro di Fulcanelli, il libro perduto diciamo! .In un'intervista consultabile online,si legge che ha fondato una Rivista, Liber Mirabilis, che tratta di temi di Ermetismo in modo serio,di civiltà scomparse, tentando di dimostrare che la tradizione è una e che subisce soltanto adattamenti climatici... Di formazione letteraria, ha subìto il fascino delle belle ed enigmatiche illustrazioni dei Testi Ermetici, appassionandosene sempre più. .Interessante passare alla domanda dell?intervistatore:

"Recentemente avete dunque pubblicato un lavoro che ha fatto risonanza nel mondo dell'alchimia. Questo famoso Finis Gloriae Mundi, avete la certezza che sia di Fulcanelli?"

Jean-Marc Savary risponde correggendo "attribuito a Fulcanelli, è meglio dire",come del resto gli altri due libri (Mistero delle Cattedrali e Dimore Filosofali, n.d.a.). L'identità dell'autore è del resto secondaria, a detta di Savary e come gradiva ricordare Canseliet... L'intervista si fa interessante poichè apprendiamo che Jacques d' Arès gli affidò il testo del libro che aveva ricevuto, formulando la sua certezza della "filiazione" con il resto delle opere(attribuite a Fulcanelli, n.d.a.). Da parte sua, Savary lo trovò innegabilmente fuori del comune da un punto di vista della lingua e della filosofia. In seguito, quando era stato stampato ma non ancora presentato al pubblico, lo ha affidato alle analisi di un alchimista operante, per riceverne le impressioni, Bernard Chauvière(1). In base a quanto seppe,emersero due punti fondamentali:

1 - questo testo meritava di essere pubblicato tanto le sue qualità ovvie erano eccezionali.
2 - un punto operante preciso, affidato oralmente da Eugène Canseliet a Bernard Chauvière, completamente segreto finora, e
di cui Bernard desiderava consegnare la primizia nel suo libro (pubblicato con le edizioni Mirabilis nel giugno 2000,n.d.t.), era chiaramente indicato nel Finis Gloriae Mundi...Bernard, secondo la sua espressione, ebbe "il cuore che saltò nel petto." Bernard avrebbe altesì chiesto a Savary se dovesse rilasciare quest'informazione nel
suo libro,non voleva correre il rischio di essere confuso con Fulcanelli. Savary sentì di rassicurarlo, dicendogli di consegnare il suo testo senza edulcorarlo.
"Infatti", continua Savary, "avevo la doppia certezza che l'autore del F.G.M era un operante e che operava certamente sulla possibile via di
Canseliet e dunque di Fulcanelli. Infine, grazie a Jacques d' Arès, il cui percorso personale si confonde con quest'avventura fin
dalla sua genesi, io avevano una garanzia supplementare".
In seguito,Savary ebbe conferme della qualità del libro,cui si sarebbero interessati scienziati di diversa estrazione,come il professor Bounias dell'Università di Avignone che gli disse di aver trovato
commenti completamente in accordo con le proprie conclusioni(ma di che tipo?n.d.a.!),chiedendo anche la possibilità di poterlo menzionare nei suoi scritti. Jacques d' Arès ricevette anche lettere notevoli come quella del Professor Larcher. Savary lo considera pertanto un'opera originale,pertinente, che stimola il dibattito tradizionale e,riguardo alle polemiche, le accetta serenamente,perchè 'fan parte del gioco'.
L'intervista prosegue.
Alla domanda di come si sia controllato il manoscritto e se crede davvero che qualcuno usi internet (fonte poco sicura dopotutto) per divulgare una 'perla ermetica' come quella, Savary è piuttosto chiaro. Jacques d' Arès lo ha ricevuto tramite posta elettronica. Ma alla domanda correlata risponde con un'altra domanda." E voi, credete che Fulcanelli sia un seguace, un gruppo di seguaci, un alchimista, un fumista, uno scherzo letterario o un
autore incoronato? Sapete, in questa storia, ci sono mille ipotesi e non una sola certezza. Ignoro chi è Fulcanelli ed anche se è
l'autore dei libri che gli attribuiscono. Omero conosce la stessa sorte
[...]. Però aggiunge di trovare internet più affidabile di un corriere a cavallo,dopotutto,dice,la tradizione non significa passività.
"Oggi, i lavoratori non fabbricano più cattedrali ma lavorano con il Nasa",dice. Stando all'Editore del FGM, ciò che conta è che esista la possibilità di attingere a certe fonti.

Nota(1):Dall'intervista si apprende che Savary avrebbe pubblicato un suo libro nel giugno 2000. (leggi l' Intervista a Bernard Chauvière,alchimista pratico,in lingua francese).Nell'intervista a Chauvière, interrogato a proposito dell'autore del FGM, si legge che
"Sì, l'ho letto e vi darò la mia sensazione di cui ho fatto parte J.M Savary. Trovo che è una riflessione filosofica sugli
ultimi 60 anni passati, è ben scritto ma dubito molto che questo libro sia di Fulcanelli.
Jean Marc Savary ha preso la
responsabilità di pubblicarla, è un grande ragazzo!".

_____________________________________________________

  • In 'risposta'a questa ardimentosa pubblicazione, sono cominciate le polemiche.Poche settimane dopo l'uscita del libro, ecco cosa ha scritto uno scrittore francese in merito.

La critica

(traduzione a cura di M.T. per noi, tratto dalla versione originale dell'articolo su http://www.alchymie.net/critiques/finis_gloria_mundi.htm)

FINIS GLORIAE MUNDI
o La storia caratteristica di un'impostura e di un'usurpazione
Di Jean-Pierre Thomas - (F-C-H)


"Chi non grida la verità quando la conosce, si fa complice della menzogna." Charles Péguy
Il ridicolo certamente non uccide più in questo fine Millennio e le falsificazioni non sono più l'appannaggio dei
soli falsi speculatori; raggiungono anche il nome più famoso che ha segnato il pensiero alchemico di questo secolo.

Il falso "Fulcanelli" pubblicato alcune settimane fa, non onora i due complici di questa volgare soverchieria.
Quale impudenza infatti, per l'editore ed il curatore auto proclamatisi per la circostanza, esecutori testamentari,
in un certo qual modo, nel cercare di far coincidere la data ufficiale di pubblicazione di questa opera scandalosa,
con il congresso che commemora l'omaggio postumo reso al buon maestro di Savignies, Eugène CANSELIET, in occasione
del centenario della sua nascita.

L'opportunismo irriverente che raggiunge qui il suo apice, ha uguale soltanto nella manifesta cupidigia di tale impresa.
Or dunque, decideremmo piuttosto d'immaginare che i protagonisti siano stati approfittati, vittime di
un certo candore o ingenuità in materia? ...
Ci permettiamo di dubitarne, tanto il prezzo di quest'opera presenta un carattere smodato, anzi abusivo!
Or bene allora, ultima ipotesi: il curatore e l'editore non si sarebbero neanche presi la briga di leggere questo stupido
manoscritto che fu indirizzato loro, che sia tramite Internet o a mezzo della loro e-mail come essi pretendono, o
tramite la classica via di un banale corriere postale. Immaginate dunque, FULCANELLI esprimersi sul web, dopo circa settanta
anni d'assenza ed avendo raggiunto ormai l'età avanzata... di 160 anni!!! Che il lettore si riassicuri, questo Fulcanelli-QUI
in verità è molto più giovane...

Quale mancanza di rispetto per l'avvisato lettore , così disprezzato, la cui credulità non sembra fare alcun dubbio da credere i nostri perniciosi cospiratori! Certamente possiedono qualità d'esperti distinti e fanno prova di un discernimento senza fallo per aver così accordato le stampe a tale accozzaglia di insulsaggini
"politico-chimiche" dove l'autentica scienza di Hermès splende apertamente... con la sua assenza!

Quando bene anche l'editore e l'autore della ditirambica prefazione del libro in questione, sarebbero riusciti a declinare
le loro responsabilità e a far prevalere un'evidente duplicità, non ne avrebbero alcuna nel caso in cui "l'oggetto del delitto"
risultasse inesorabilmente essere un falso FULCANELLI...

Per noi che sappiamo bene da chi emana questo delirio psicotico "firmato" che si esprime sul filo di un centinaio
di pagine che costituiscono l'opera in questione, noi in queste righe vorremmo far profittare il lettore di alcune
riflessioni qui di seguito, al quale parrebbe legittimo attendere l'insegnamento alchemico del vero Adepto FULCANELLI.
L'autore che si dissimula rudemente dietro lo pseudonimo usurpato di Fulcanelli e che evocheremo ormai con le lettere
(Gr. H) Sf senza fondamento, annuncia di primo acchito il colore nella sua introduzione:

"Questo lavoro non è il manoscritto che abbiamo precedentemente ritirato dalle mani del caro Canseliet; questo vecchio lavoro,
imperfetto, avrebbe potuto soltanto smarrire il ricercatore, come lo fummo -anche per un tempo; fu consegnato alle
fiamme senza rimorsi." (p.23)

Per buoni motivi, saremmo tentati d'aggiungere, tenuto conto che la sinossi della vera opera era stata a suo tempo data
alle fiamme - Jean Laplace (nella Turba dei Filosofi, 1988)- e non corrispondeva affatto a quest'ultima.

È vero, d'altra parte, che Eugène CANSELIET nella sua grande saggezza, aveva conservato segretamente fino alla sua morte,
il "pacchetto di note" riguardanti l'ultimo lavoro di FULCANELLI: "Finis Gloriae Mundi"; ciò che dissipa definitivamente
ogni equivoco a tal riguardo poiché si constatò che Jean Laplace aveva riesumato a Savignies, in presenza di
Isabelle CANSELIET, una grossa busta contenente le preziose note in questione.

Più avanti, rispetto alla penna di Sf, segue un discorso lenitivo che riguarda l'interpretazione alchemica della tavola
allegorica ben nota, di Valdès Léal, intitolata precisamente Finis Gloriae Mundi.
I riferimenti all'Ars brevis o "arte breve" (secondo Sf) una specie di vaga triturazione pragmatica in base al modesto
particolare di Blaise de Vigenère, arrangiato per la circostanza ed al quale hanno familiarià - poiché, nel dettaglio,
tanto è loquace! - gli assidui lettori del dotto Sf, coronato come si deve dall'imbuto, nobile attributo dello scaldabanchi
e che non avrebbe certamente rinnegato il re Ubu, eroe esilarante di Alfred Jarry.

In questa via amalgamata (il termine che risulta qui idoneo) dove si mescolano mercurio e piombo volgare e dove il soggetto
dei Saggi si imparenta maggiormente al bismuto dei soffiatori che alla materia nobile segnata dalla Natura, Sf li rinvia
qui alla sua "grande opera" sviata, che appariva già, più di un decennio fa, nelle ultime pagine del suo "gloriosa Somma
filosofica" e noi passeremo sotto silenzio il processo tanto quest'ultimo si rivela fallace ed emerge che, in più, è il
più pericoloso elisir di lunga vita, menante ogni diritto....... al trapasso!

Ecco un esempio eloquente della prosa delirante di Sf a tal riguardo:
"non é sufficiente aver fabbricato un qualche oro potabile capace d'invertire gli effetti fisiologici di un'irradiazione
atomica per rimodellare l'universo alla sua convenienza." (p.38)

Ciò che concerne il famoso particolare pone la seguente legittima domanda : di quale oro potabile può qui ben trattarsi
visto che un particolare, per definizione, rimane sempre sterile a tal riguardo, a meno che, certamente, Sf per un gioco
di prestigio, non abbia trasformato il particolare di Vigenère nell'ars brevis sofistica!
Non sarebbe il momento opportuno per meditare la saggia espressione che cela una grande verità:
non prendere le lucciole per lanterne...

Oh quanto in questo frangente i veri Adepti hanno di che insorgere, come le coraggiose figlie e nipoti del signor
CANSELIET, guida luminosa discreditata così tanto come la divina Scienza di Hermès e come l'opera magistrale dell'unico
discepolo di FULCANELLI, l'autentico Filosofo per mezzo del Fuoco (Philosophus per Ignem) che ha dato prova durante tutta
la sua vita di una probità esemplare e che aveva prestato giuramento di non pubblicare mai il terzo lavoro del Maestro,
conformemente alla sua espressa richiesta.

Quale indignazione più grande poteva infatti affliggere la famiglia di colui il cui nome fu e non dovrebbe mai essere
associato al veridico FULCANELLI.

Noi non vi inganniamo, le sole qualità di vasaio, d'esperto di metallurgia, o di maniscalco, non maschereranno mai
le mancanze morali, spirituali e propriamente filosofiche di Sf, e del resto non appagheranno maggiormente le cogitazioni
insensate di pseudo-Teologia dozzinale ed ancor meno di semplicistica politica reazionaria, il tutto generosamente
sviluppato nel corso del lavoro contraffatto.

L'incitamento ad oltranza alla violenza non emana affatto qui da una santa collera (Geremia, 4, 10) ma prende a prestito
piuttosto una forma carica d'odio e vendetta.
Sf scrive: "I falsi profeti parlano di pace quando occorrerebbe armarsi per combattere e terrorizzare i deboli con
l'annuncio di fiamme che bruceranno soltanto coloro che le scatenano. Vi sono abbastanza comete deleterie, meteore
vagabonde, brillanti stazioni spaziali, fintanto che l'Angelo non ha sfoderato la spada del giudizio!" (p.55)

Tutto vi passa in queste elucubrazioni che, nel migliore dei casi, danno prova soltanto di una banalità che affligge.
Siamo qui molto lontani dallo stile del vero FULCANELLI, come pure il lettore può facilmente rendersi conto:
"La più piccola casalinga saprebbe già che aumentando il calore del suo ferro per cancellare una falsa-piega
recalcitrante, rischia soprattutto di bruciare il tessuto e che, se insiste, l'ustione sarà irrimediabile; è meglio in
questo caso bagnare la biancheria ed essiccarla delicatamente." (p.49)

Che dire del surplus di certi errori di Francese, che si applicano alla sintassi o alla grammatica in generale:
"Il sogno di Nabuchodonosor non descrive dunque che un processo ciclico naturale ma dell'una di quest'aberrazioni
simili alla Prostituzione di cui parlavamo più sopra, e che s'allontana dai voli di natura." (p.39)

Si immaginerebbe infatti l'autentico FULCANELLI evocare il Rebis alchemico così:
"(il) combattimento della Remora e della Salamandra, allorché in tutta evidenza, si tratta della Rugiada o
eventualmente della Remora! (p.80)

I raffronti più che audaci tra l'aquila che si associa all'emblema americano e le aquile filosofiche o sublimazioni
alchemiche della seconda opera, offrono un' immagine afflitta da una debolezza estrema.
Il nostro "politologo-alchimista" realmente si è qui superato.

Ecco appena un piccolo esempio, come aperitivo:

"Parallelamente alla Tavola di Smeraldo, i falsi demiurghi utilizzarono altri testi alchemici senza comprenderli
maggiormente. Perché il presidente Truman volle la guerra fredda, che non desiderava allora Stalin, se non perchè i suoi
consulenti avevano letto i commenti sul combattimento delle due nature all'apertura della materia?
Che non avessero proseguito la lettura fino alla fine!" (pp.79-80)

Sommando tutto, su questo discorso che, dà prova di megalomanie pseudo-spirituali, teologiche, politiche, ecologiche,
solamente la S.P.A. ("Società Protettrice degli Animali") può trovare il suo tornaconto, tanto la difesa dei nostri
piccoli compagni sembra trovare grazia presso il nostro Fulcanelli dotto di cianfrusaglie.
Senza dubbio, s'addice così al solo pubblico di cui si mostra degno, quello degli animali e degli stupidi che lo
seguiranno come dolci agnelli irresponsabili, nell'impostura e nell'ignominia che è qui all'origine...

Il lettore avvisato si risparmierà una spesa assai inutile di tempo e di denaro evitando di procurarsi l'opera tanto
sorniona e nociva al secondo grado quanto ridicola ed insipida al primo!

Soltanto alcune righe del nostro modesto critico che si giudicherà certamente aspro e virulento, lo incitano nonostante,
a dare prova di indispensabile discernimento al quale ci esorta San Paolo e che non dimentica che il conto deve "essere
salato" quando Sale (Scel) vi è! poiché non si è contraffatto, ne anche plagiato FULCANELLI impunemente...
Agli istigatori senza vergogna, d'ora in poi il pagare questo conto... (Jean-Pierre Thomas )

fonte

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18 marzo 2013 1 18 /03 /marzo /2013 23:09

Scritto in Europa centrale alla fine del 15 ° e nel 16 ° secolo, l'origine, la lingua, e la data del Manoscritto Voynich, prende il nome dalla polacco-americana libraio antiquario, Wilfrid M. Voynich, che l'acquistò nel 1912, sono ancora in discussione così dinamica come i suoi sconcertanti disegni e testo indecifrato. Descritto come un testo magico o scientifico, quasi ogni pagina contiene botaniche, figurativi, e scientifiche disegni

di carattere provinciale, ma vivace, disegnate in tinta con lavaggi vibranti in varie tonalità di verde, marrone, giallo, blu e rosso.

Introduzione

 

Il Manoscritto Voynich è considerato 'il manoscritto più misterioso del mondo'. Fino ad oggi questo artefatto medievale resiste a ogni tentativo di traduzione. O è uno scherzo o un ingegnoso cifrario infrangibile. Il manoscritto prende il nome dal suo scopritore, l'americano libro antico

commerciante e collezionista, Wilfrid M. Voynich, che la scoprì nel 1912, tra una collezione di antichi manoscritti conservati in villa Mondragone a Frascati, vicino a Roma, che era stato da allora trasformato in un collegio dei Gesuiti (chiuso nel 1953).

In base alle prove di calligrafia , i disegni , la pergamena, ei pigmenti, Wilfrid Voynich stimato che il manoscritto è stato creato nel tardo 13 ° secolo. Il manoscritto è piccolo, sette da dieci pollici, ma di spessore, quasi 235 pagine. È scritto in uno script sconosciuto di cui non vi è altro esempio noto nel mondo.

 

awr_6vm2.jpg

 

Il manoscritto Voynich è un manoscritto cifrato, a volte attribuito a Ruggero Bacone.
Testo scientifico in una lingua non identificato, in cifra, probabilmente scritto in Europa centrale nel 15 ° secolo.

 

 

E 'abbondantemente illustrato con imbarazzanti colorati disegni di ::

 

  • piante non identificate;
  • quello che sembra essere le ricette a base di erbe;
  • piccole donne nude amoreggiare in vasche collegate da intricato impianto idraulico più simile a parti anatomiche di congegni idraulici;
  • carte misteriose in cui alcuni hanno sembrano oggetti astronomici visto attraverso un telescopio, alcune cellule vive viste attraverso un microscopio;
  • grafici in cui si può vedere un calendario strano segni zodiacali, popolato da minuscole persone nude nei contenitori della spazzatura.

 

sar_13_pg78.jpg

 

Dettaglio da 78r pagina del Manoscritto Voynich raffigurante la sezione "biologica"

 

voynich_sample1.jpg

 

"Piccole donne nude amoreggiare in vasche da bagno" - un frammento di pagina 70 Pagina 70r >> Image Source
Copyright: Beinecke Rare Book e Manuscript Library, Yale University

 

Nessuno sa veramente le origini del manoscritto. Gli esperti credono che sia europea Essi credono che è stato scritto tra i secoli 15 ° e 17 ° secolo.

 

Da un pezzo di carta che una volta era attaccata al manoscritto Voynich, e che ora è memorizzato in una delle caselle con aziende appartenenti manoscritto Voynich le della biblioteca Beinecke, è noto che il manoscritto faceva parte della biblioteca privata di Petrus Beckx SJ, 22 generale della Compagnia di Gesù.

awr_6vms.jpg

Un campione di testo intraducibile dal manoscritto Voynich

 

Non vi è alcun altro esempio della lingua in cui è scritto il manuale.
Si tratta di una scrittura alfabetica, ma di un alfabeto variamente calcolato di avere 19-28 lettere, nessuno dei quali assume alcuna relazione con qualsiasi sistema di lettera in inglese o europea . Il testo non ha apparenti correzioni. Ci sono prove per due diversi "linguaggi" (indagine da Currier e D'Imperio) e più di un scriba, probabilmente indicando un regime ambiguo di codifica.

 

awr_6vm1.jpg

 

sar_13_csample2.gif

 

La VM è scritto in una lingua di cui non si conosce altro esempio di esistere. Si tratta di una scrittura alfabetica, ma di un alfabeto variamente calcolato di avere 19-28 lettere, nessuna delle quali portano alcun rapporto a qualsiasi sistema di lettera in inglese o europea.

 

A quanto pare, Voynich voleva avere il manoscritto misterioso decifrato e ha fornito le copie fotografiche a una serie di esperti. Tuttavia, nonostante gli sforzi di molti crittologi ben noti e studiosi, il libro rimane non letto. Ci sono alcune affermazioni di decifrazione, ma ad oggi, nessuno di questi può essere motivata con una traduzione completa.

 

Guarda Voynich foto

 

curtesy della Beinecke Rare Book & Manuscript Library, Yale University.

 

Per vedere tutte le immagini vai a
http://beinecke.library.yale.edu/digitallibrary/

 

e cercare " Manoscritto Voynich "

 

Alcuni esempi:

 

voynich1006200s.jpg
Clicca sull'immagine per ingrandirla . Pagina 70R Immagine >> Fonte
Copyright: Beinecke Rare Book e Manuscript Library, Yale University

 

sar_13_85v.jpg

Storia del Manoscritto Voynich

Il libro è stato acquistato da HP Kraus (un antiquario di New York libro) nel 1961 per la somma di $ 24.500. In seguito ha un valore di 160.000 $, ma non è riuscito a trovare un acquirente. Alla fine l'ha donato alla Yale University nel 1969, dove rimane fino ad oggi presso la Beinecke Rare Book Library con numero di catalogo MS 408.

 

E 'noto da una lettera di Johannes Marcus Marci, rettore dell'Università di Praga, ad Atanasio Kircher, uno studioso gesuita, datato 1666, che il manoscritto è stato acquistato dall'imperatore Rodolfo II di Boemia (1552-1612).

 

REVERENDO e distinto signore, Padre in Cristo:

 

Questo libro , lasciato in eredità a me da un amico intimo , ho destinato per voi, miei carissimi Atanasio, non appena entrato in mio possesso, perché ero convinto che potesse essere letto da nessuno, tranne te stesso.
L'ex proprietario di questo libro ha chiesto il tuo parere con lettera, la copia e l'invio di una parte del libro da cui credeva si sarebbe in grado di leggere il resto, ma in quel momento ha rifiutato di inviare il libro stesso. Per la sua decifrazione ha dedicato
fatica instancabile, come risulta dai tentativi del suo, che ti mando la presente, e ha rinunciato spero solo con la sua vita. Ma la sua fatica è stata vana, per Sfingi come queste obbediscono nessuno, ma il loro padrone, Kircher. Accetta ora questo token, così com'è e lungo
ritardo possa essere, del mio affetto per voi, e scoppiò attraverso i suoi bar, se ci sono, con il vostro successo solita.
Dr. Raffaello, tutor in lingua boema a Ferdinando III, allora Re di Boemia, mi ha detto che il libro ha detto era appartenuto al Rodolfo e che ha presentato al portatore, che lo ha portato ai 600 ducati libro. Credeva che l'autore fosse Ruggero
Bacone, l'inglese. Su questo punto sospendere il giudizio, ma è il vostro posto di definire per noi ciò che guarda dovremmo prendere al riguardo, a cui favore e gentilezza senza riserve mi impegno e rimangono,

 

Al comando della vostra riverenza,
JOANNES MARCUS MARCI,
di Cronland.
PRAGA, 19 agosto, 1665 (o I666).

 

Storicamente, appare la prima volta nel 1586 alla corte di Rodolfo II di Boemia, che fu uno dei monarchi europei più eccentrici di quel o di qualsiasi altro periodo. Rudolph raccolti nani ed aveva un reggimento di giganti nel suo esercito. Era circondato da astrologi, e fu affascinato da giochi e codici e musica. Era tipico dei occulta-oriented, nobili protestanti di questo periodo, è il simbolo della liberazione del nord Europa principe. E 'stato un mecenate di alchimia e ha sostenuto la stampa della letteratura alchemica.

 

La cospirazione dei Rosacroce era tranquillamente fomentato durante questo stesso periodo. Per corte di Rodolfo arrivò una persona sconosciuta che ha venduto il manoscritto al re per trecento ducati d'oro, che, tradotto in unità monetarie moderne, è di circa 14.000 dollari. Si tratta di una quantità impressionante di denaro di aver pagato per un manoscritto in quel momento, che ha indicato che l'imperatore deve essere stato molto impressionato da essa.

 

Ad accompagnare il manoscritto era una lettera che ha dichiarato che è stato il lavoro di Roger inglese Bacone, che fiorì nel XIII secolo e che era un noto pre-copernicana astronomo. Solo due anni prima della comparsa del Manoscritto Voynich, John Dee, il grande navigatore inglese, astrologo, mago, intelligenza agente, e occultista aveva tenuto conferenze a Praga il Bacon.

 

Il manoscritto in qualche modo passato a Jacobus de Tepenecz, il direttore dei giardini di Rodolfo botanici (la sua firma è presente in folio 1r) e si è ipotizzato che questo deve essere successo dopo il 1608, quando Jacobus Horcicki ricevuto il titolo di 'de Tepenecz'. Quindi 1608 è la prima data definitiva per il Manoscritto.

 

Codici a partire dagli anni inizi del XVI secolo in Europa sono stati tutti derivati ​​da La Stenographica di Johannes Trethemius, Vescovo di Sponheim, un alchimista che ha scritto sul encripherment di messaggi segreti. Aveva un numero limitato di metodi, e non militare, alchemico, codice religioso, o politico è stato composto con qualsiasi altro mezzo di tutto un periodo che durò fino al XVII secolo. Eppure il Manoscritto Voynich non sembra avere alcuna relazione con il derivato codici di Johannes Trethemius di Sponheim.

 

Nel 1622 e il manoscritto passò al possesso di un individuo non identificato che ha lasciato il libro nel suo / la sua volontà di Marci. Marci deve essere a conoscenza di questo manoscritto prima di 1644, mentre le informazioni relative al prezzo che l'imperatore venne pagato dal Dr. Raphael Missowski (1580-1644) (come indicato nella sua lettera).

 

Marci ha inviato il manoscritto immediatamente con la lettera di Athanasius Kircher (un prete gesuita e studioso a Roma) nel 1666, che a quanto pare sapeva anche di esso e aveva lettere scambiate e le porzioni trascritte con il precedente proprietario non identificato. Tra quel tempo e il 1912 (quando Voynich scoperto) si è ipotizzato che il manoscritto è stato conservato o dimenticati in qualche biblioteca e, infine, si trasferì al Collegio dei Gesuiti di Villa Mondragone. Lettera Marci a Kircher era ancora attaccata al manoscritto Voynich, quando lo acquistò. In tale lettera, Marci fatto il nome di Ruggero Bacone (1214-1292) come possibile autore, anche se nessuna prova conclusiva della paternità è disponibile. Un possibile legame tra Rodolfo e Bacon è John Dee (un matematico e astrologo inglese, collezionista di opera di Bacone), che ha visitato corte di Rodolfo nel 1582-1586.

 


 

Parti del Manoscritto

 

Il Manoscritto Voynich è di circa 6 da 9inches. Alcuni credono che sia un libro di alchimia. Esso contiene l'equivalente di 246 pagine quarto, ma potrebbe essere originariamente non conteneva meno di 262 pagine.
Ci sono 212 con testo e disegni, 33 pagine contengono solo testo, e l'ultima pagina contiene la chiave. Il testo è scritto in uno script cifrato, ed i disegni sono colorati in rosso, blu, marrone, giallo e verde.

 

Il contenuto del manoscritto sono divisi in 5categories:

 

  • La prima sezione e la più grande contiene 130 pagine di disegni di piante con testo di accompagnamento, e si chiama divisione Botanico.
  • Il secondo contiene 26 pagine di disegni, ovviamente, astrologiche e astronomiche in natura.
  • La terza sezione contiene 4 pagine di testo e 28 disegni, che sembrano essere di natura biologica.
  • La quarta divisione contiene 34 pagine di disegni, che sono di natura farmaceutica.
  • L'ultima sezione del Manoscritto contiene 23pages di testo disposti in brevi paragrafi, ciascuno inizio con una stella. L'ultima pagina (il 24 di questa divisione) contiene la chiave unica.

 

Visualizza le pagine on-line del manoscritto:

 

  • http://www.library.yale.edu/beinecke/
    Beinecke Rare Book e Manuscript Library
    Photonegatives database (inserire Voynich)

  • http://beinecke.library.yale.edu/digitallibrary/voynich.html

  • http://beinecke.library.yale.edu/

 


 

Teorie sul Manoscritto

 

Fino ad oggi il Manoscritto Voynich resiste a tutti gli sforzi di traduzione. O è uno scherzo o un ingegnoso cifrario infrangibile. Il contenuto e l'origine del manoscritto sono stati oggetto di dibattito continuo e stimolante. Per citarne alcune delle possibilità che sono stati discussi nel forum mailing list Voynich (modificato da un distacco di Karl Kluge):

 

C'è un testo intelligibile sottostante:

 

  • in un linguaggio naturale
    • Latino, latino abbreviato,
    • Inglese, tedesco, norvegese,
    • Cinese (in uno script fonetica),
    • Greco, ebraico, sanscrito, arabo,
    • "Latino maccheronico" e molti altri.
  • in un linguaggio falso naturale come:
    • Enochiano
    • Balaibalan
  • in un linguaggio codificato
    • in cifra (singolo, multiplo sostituzione, ecc)
  • in una lingua artificiale come:
    • Lingua Ignota (Hildegarde von Bingen, 1153/54)
    • Nomenclator Arithmeticus (anonimo gesuita spagnolo, 1653)
    • Wilkins '(1641)
    • Dalgarno di (1661)
    • Beck "carattere universale" (1657)
    • Johnston "Lingua sintetico" (1641)

 

Non c'è intelligibile testo sottostante

 

  • glossolalia (qualcosa come "scrivere in lingue")
  • casuale (cioè un po 'di falsificazione)
    • psicologicamente "casuali" stringhe
    • meccanicamente generate stringhe casuali

 

In termini analitici, ci sono alcune particolarità degne di nota:

 

  • Il 2 °entropia ordine è troppo basso per una lingua europea sfruttando un algoritmo semplice sostituzione.
  • Il testo segue approssimativamente il 1 °e 2 °Zipf le leggi di frequenze parola.
  • La distribuzione lunghezza di parola è diversa dal latino (parole tendono ad essere più breve di parole latine).
  • L'analisi di correlazione sembra indicare che gli spazi sono davvero separando "parole" come in un linguaggio naturale.
  • Ci sono alcune prove per due diverse "lingue" o dialetti (indagine da Currier e D'Imperio), e forse più di uno scriba, probabilmente indicando un regime ambiguo codifica.
  • Il testo ha correzioni apparenti molto pochi.
  • La struttura delle parole è estremamente rigida.
  • Ci sono molte ripetizioni parole (fino a 3 volte!)
  • Alcuni caratteri delle "chiave come sequenze" non compaiono in nessun'altra parte del manoscritto.

 

Fonte: Il progetto europeo Manoscritto Voynich Trascrizione

 

L'analisi del computer del Manoscritto Voynich ha solo approfondito il mistero. Una scoperta è stata che ci sono due "lingue" o "dialetti" di Voynichese, che sono chiamati Voynich A e B. Il Voynich ripetitività del testo è evidente a controllo casuale. L'entropia è una misura numerica della casualità del testo. Minore è l'entropia, meno casuale e più ripetitivo è. L'entropia di campioni di testo Voynich è inferiore a quella della maggior parte delle lingue umane, solo alcune lingue della Polinesia sono a partire "" I test dimostrano che il testo Voynich non ha la sua bassa h2 [entropia del secondo ordine] Misure per il solo fatto di un testo ripetitivo sottostante. , cioè uno che ripete spesso le stesse parole e frasi. I test mostrano anche che le misure a basso h2 non sono probabilmente a causa di un sottostante a bassa entropia del linguaggio naturale. Un algoritmo verbose, quella che sostituisce diversi caratteri di testo cifrato per un carattere chiaro [vale a dire, 'fuf' per 'f' la lettera], in grado di produrre il profilo di entropia del testo Voynich "-. Dennis Stallings

 


 

Soluzioni

 

Quando il manoscritto è stato mostrato a crittologi esperti, hanno pensato che la soluzione sarebbe stato facile come il testo è stato composto da "parole", alcuni dei quali erano più frequenti e si è verificato in determinate combinazioni (Kahn, 1967). Questo ben presto si è rivelato un errore, il testo non può essere facilmente convertito in latino, inglese, tedesco o una serie di altre lingue che possono essere possibili alla base di questo documento.

 

Una prima "soluzione" è stato annunciato nel 1919, da William Romaine Newbold (Newbold, 1921), che fece scalpore affermando che il manoscritto ha effettivamente contengono l'opera di Ruggero Bacone e che Bacon aveva conosciuto l'uso del telescopio e il microscopio composto , vedere la struttura a spirale di Andromeda galassia * (!) visibile solo con telescopi moderni e strutture cellulari sconosciuti nel 13 ° secolo.

 

Cosa Newbold scoperto nel testo era assolutamente sorprendente, abbastanza per raccogliere un sacco di attenzione da parte della comunità scientifica. I disegni biologici nel testo sono state descritte asseminiferous tubi, le microscopiche cellule con nuclei, e persino spermatozoi. Tra i disegni astronomici erano le descrizioni delle nebulose a spirale, una eclissi coronarica, e la cometa del 1273. Una delle cose più sconcertanti su questo fatto che molti dei disegni di piante, e delle galassie sembra essere stato inventato. Non c'era alcun dubbio che se Bacone fosse l'autore di un testo, deve aver avuto qualche modo di ottenere le informazioni.

 

Per esempio, la traduzione di Newbold la didascalia sul disegno della nebulosa di Andromeda (che mostra chiaramente le sue caratteristiche a spirale), ha dato la sua posizione dal seguente:

 

"In uno specchio concavo ho visto una stella in forma di una lumaca .... tra l'
ombelico di Pegaso, la cintura di Andromeda, e la testa di Cassiopea ".

 

sar_13vmgal1.jpg

 

I tentativi di decifrare il codice, tuttavia, non erano finiti. Nel 1931, la signora Voynich ha preso una copia fotostatica del manoscritto a: Università Cattolica di Washington, dove p. Theodore Petersen è riprodotto fotograficamente e ha iniziato la trascrizione integrale del manoscritto a mano, con un indice di scheda per le parole, e le liste di concordanze. La trascrizione da solo è stato segnalato per aver portato 4 anni. Purtroppo, non è noto quale conclusione, se del caso, ha raggiunto.

 

Nel 1944, Hugh O'Neill, un famoso botanico presso l'Università Cattolica, ha individuato varie piante raffigurate nel manoscritto come New-World specie, in particolare un girasole americano e un peperone rosso (O'Neill, 1944). Questo significava che la datazione del manoscritto deve essere collocato dopo il 1493, quando Colombo ha portato i semi di girasole prima in Europa. Tuttavia, l'identificazione non è certa: il peperone rosso è di colore verde e l'identificazione di semi di girasole è altrettanto contestata.

 

Altre persone coinvolte nello studio del manoscritto erano crittologi di spicco come W. Friedman e J. Tiltman, che indipendentemente arrivato l'ipotesi che il manoscritto è stato scritto in una artificiale, linguaggio costruito. Questo si basa sulla struttura delle "parole", come descritto di seguito. Tali linguaggi artificiali sono state concepite almeno un secolo dopo la data probabile del manoscritto Voynich. Solo la 'Lingua Ignota' di Ildegarda di Bingen (1098-1179) precede il manoscritto Voynich da diversi secoli, ma questa lingua non presenta la struttura osservata da Friedman e Tiltman, e fornisce solo i sostantivi e un paio di aggettivi.

 

Friedman è venuto a sapere Petersen che ad un certo momento ha presentato la sua trascrizione a mano e altro materiale a lui. Dopo la morte di Friedman, tutto il materiale è stato spostato alla raccolta WF Friedman della Fondazione Marshall. Recentemente, versioni elettroniche di trascrizioni fatte da gruppi di Friedman sono stati prodotti dai fogli dattiloscritti e resi disponibili su Internet (Ance, 1995).

 

Più tardi soluzioni acclamato vedere nel manoscritto un cifrario a sostituzione semplice che può solo decodificare parole isolate (Feely, 1943), il primo utilizzo di una cifra più o meno sofisticati (Strong, 1945; Brumbaugh, 1977), un testo in una vocale-less ucraina (Stojko, 1978) o il documento unico superstite del movimento cataro (Levitov, 1987). Nessun testo in chiaro accettabile è mai stato prodotto però.

 

Alcuni spunti interessanti nel manoscritto sono stati forniti negli anni 70 da Prescott Currier, presentando alcuni dei suoi risultati a un simposio informale manoscritto Voynich presso l'Agenzia di Sicurezza Nazionale di Washington (D'Imperio, 1978). Basando le sue scoperte sulle proprietà statistiche del testo, ha mostrato che il manoscritto è scritto in due distinti "lingue", che ha semplicemente chiamati A e B. Ogni bifolio è stato scritto in uno dei due, e bifolii nella stessa "lingua" erano generalmente raggruppati. Solo nella sezione di erbe è una miscela di fogli A e B. Sulla base delle caratteristiche della scrittura, ha mostrato che il manoscritto sembra essere stato scritto in due distinti "mani", e ha anche suggerito che ci potrebbe essere fino a cinque o anche otto mani diverse. Una caratteristica importante è che la mano e il linguaggio utilizzato su ogni foglio sono pienamente correlati. Conclusione Currier era che almeno due persone sono state coinvolte nella stesura del manoscritto Voynich, (che egli considerava un punto contro la "teoria bufala" riassunte qui di seguito), anche se in alternativa, il manoscritto avrebbe potuto essere scritto da una sola persona, in due periodi distinti.

 

A causa della mancanza di successo nella decifrazione, un certo numero di persone che hanno proposto che il manoscritto è una "bufala". Il manoscritto potrebbe essere un falso del 16 ° secolo, per essere venduto per una bella cifra per l'imperatore Rodolfo II, che era interessato a oggetti rari e insoliti (Brumbaugh, 1977, derivanti da precedenti teorie non pubblicati), o una più recente di W. Voynich stesso (Barlow, 1986). Quest'ultima è di fatto esclusi sia dalla datazione esperto del manoscritto, e dalla prova della sua esistenza prima di 1887.

 

Un problema con la teoria bufala prima è che, come si vedrà, le statistiche certe parole (le leggi di Zipf) presenti nel manoscritto sono una caratteristica delle lingue naturali. In altre parole, è improbabile che una qualsiasi falsificazione dal 16 ° secolo sarebbe "per caso" produrre un testo che segue le leggi di Zipf (postulata nel 1935).

 

Dal 1990, un gruppo multidisciplinare di varie dimensioni, in genere tra 100 e 200 persone, disperse in tutto il mondo e sono collegati tramite Internet, ha mantenuto un forum di posta elettronica sulla decifrazione del manoscritto Voynich. Ciò ha portato ad un vivace scambio di idee e la definizione di due obiettivi principali: una trascrizione leggibile a macchina del testo manoscritto e lo studio del testo attraverso esperimenti numerici. Nelle sezioni che seguono si riferiscono a questi problemi.

 

Fonti:

 

  • Il Manoscritto Voynich

  • Decifrare il manoscritto più misterioso del mondo da Aldrich Daimler

* Un'altra possibilità interessante è che l'immagine sopra è una rappresentazione speculare della nostra galassia, la Via Lattea ...

 

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La mappatura delle stelle variabili, neutri mappe radiofonici idrogeno e ammassi stellari ci dà la nostra vista corrente della forma della nostra Galassia sopra indicato.

 

sar_13vmgal3.jpg

 

Questa immagine mostra la Via Lattea con sovrapposto
un'immagine speculare della "galassia" del Manoscritto Voynich.
La partita non è perfetto, ma troppo vicino per essere ignorati.
Copyright 2003 da World-Mysteries.com

 


 

Edith Sherwood Ph.D., idee sul Manoscritto Voynich, Leonardo da Vinci, Bartolomeo Marchionni, e l'influenza del Portogallo per l'Africa.

 

Dopo aver esaminato i dati disponibili e tenendo conto della varietà di possibili errori in 14C datazione, sono giunto alla mia conclusione personale che l'animale (s), le cui pelli sono state usate per fare la pergamena per il Manoscritto Voynich sono stati uccisi, probabilmente un po 'di tempo durante il la prima metà del 15 ° secolo.

 

  • Il Manoscritto Voynich decodificato?

    Io do esempi per dimostrare che il codice utilizzato nel Manoscritto Voynich è probabilmente una serie di anagrammi di parole italiane scritte in uno script di fantasia abbellita. Questo codice, che è stato fonte di confusione studiosi per quasi un secolo, quindi non è così complicato come potrebbe sembrare.

  • Il Manoscritto Voynich decodificato? - Parte II

    Offro la mia interpretazione di Folio 116v, il Michitonese pagina, del Manoscritto Voynich. Utilizzando l'alfabeto Voynich modificato descritto nel mio precedente articolo e l'analisi dei anagrammi successive italiane, ho decifrato il punto superiore del Folio 99r. Questo foglio è stato scelto perché e il Michitonese pagina sembrano discutere lo stesso argomento. Questa potrebbe essere la prima volta, in circa 500 anni, che qualcuno ha letto qualche testo di questo misterioso manoscritto. Quello che ho trovato è stato molto sorprendente e inaspettato. Ho anche presentare la mia decifrazione di una pagina botanico e una pagina astrologico.

  • Leonardo da Vinci e il Manoscritto Voynich

    sar_daVinci_Voynich.jpgIl manoscritto Voynich potrebbe essere stato scritto da un giovane Leonardo da Vinci, come evidenziato da una somiglianza allo script di Leonardo e la firma, l'indicazione della scrittura a specchio, e un grafico astrologico che corrisponde al compleanno di Leonardo. Errori nel punto manoscritto alla possibilità che un bambino precoce avrebbe potuto essere l'autore.

  • Manoscritto Voynich: è stato l'autore mancino?

    In questo articolo vi suggerisco di carte dei Tarocchi sono stati la fonte del sole, luna e stelle, motivi presenti sui disegni del Manoscritto Voynich e sculture su un afro-portoghese avorio corno. Inoltre è probabile che le illustrazioni del VM di piccole donne nude, fare il bagno nelle piscine verde, sono stati ispirati da manoscritti del 14 ° secolo basati sulla mitologia romana / greca. Queste osservazioni rendono improbabile che Roger Bacon è stato l'autore del VM, o che John Dee, Edward Kelley o Wilfred Voynich forgiato il manoscritto. Ulteriori prove indicano che l'autore di questo misterioso manoscritto era mancino.

  • Le Voynich Botanica Piante

    Sarebbe normalmente considerato come un handicap distinto durante la visualizzazione dei disegni botanici nella VM, non aver mai visto un manoscritto medievale a base di erbe o botanica, comunque non avere idee preconcette su ciò che aspettarsi, sono in grado di visualizzare i disegni senza pregiudizi. Come tutti gli altri, che vede questi disegni per la prima volta, ero completamente confuso da alcune delle loro caratteristiche fantastiche e eccentrica ed era pronto ad abbandonare il progetto. Per fortuna ho stampato alcuni dei disegni più normali, e mentre li studia a casa una sera mi sono reso conto che la pianta illustrata in folio 32r stava crescendo fuori dalla mia porta sul retro. La mattina seguente mi ha confermato che i fiori e le foglie erano molto simili a questa pianta rampicante.

  • Leonardo da Vinci e Bartolomeo Marchionni

    L'intenzione di questo lavoro è quello di dimostrare che Leonardo da Vinci può aver avuto una lunga vita con Bartolomeo di Domenico Marchionni, il ricco banchiere fiorentino a Lisbona, che ha finanziato alcuni dei viaggi portoghesi di esplorazione in Africa occidentale, India e Brasile e che ha svolto un ruolo di primo piano nei primi anni della tratta degli schiavi africani. Egli può essere stato il Leonardo denominato "Bartolomeo il Turco."

  • Bartolomeo Marchionni e gli avori afro-portoghesi

    Durante l'ultima parte del 15 ° secolo, il re del Portogallo venduto i diritti al commercio con la Guinea e Benin al banchiere ricco mercante fiorentino e mercante di schiavi, Bartolomeo Marchionni. Questo lavoro analizza la possibilità che egli possa essere stato responsabile per gli artisti africani della Sierra Leone e Benin addestrati a scolpire manufatto d'avorio, che ha successivamente venduto ai suoi clienti ricchi in Europa. Quei pezzi di avorio che sono sopravvissuti gli ultimi cinque secoli, sono ormai noti come i avori afro-portoghesi.

  • Analisi del radiocarbonio Statistiche incontri in riferimento al Manoscritto Voynich

    Lo scopo di questo articolo è quello di individuare possibili errori contenuti nel datazione al radiocarbonio al fine di valutare il manoscritto Voynich 14 C Dati. Chiunque legga questo articolo dovrebbe avere una conoscenza di base delle statistiche. Scarica questo documento in formato pdf
     

 


 

Libri

 

Il Manoscritto Voynich: L'enigma insoluto di un libro straordinario che ha sfidato Interpretazione per secoli
[Illustrated] (Hardcover) Gerry Kennedy (Autore), Rob Churchill (Autore)

 

sar_134.jpgNel 1912, Wilfrid Voynich, un libraio antiquario, incappato in un volume di strano, le sue pagine pergamena coperto da una bella scrittura, ma irriconoscibile accompagnata da altrettanto mistificante immagini. Il codice è rimasto indecifrato da quel giorno a questo. Voynich credeva che il codice per essere opera di Ruggero Bacone filosofo medievale, altri che del matematico elisabettiano e occultista John Dee. Chiunque abbia creato il libro-che ora risiede presso la Yale University, che ancora oggi un enigma singolare che continua a sfidare i migliori sforzi di linguisti, crittologi e studiosi. Con il beneficio della ricerca esaustiva degli autori, i lettori possono azzardare le loro ipotesi proprie circa il significato e la provenienza del più affascinante dei misteri.

 

Recensione
'Questo brillante, pagine che girano storia fa' Il codice Da Vinci 'sembrare un giro un po' zoppo di Hangman ... Stile Kennedy e Churchill è sicuramente molto accessibile ... questo darà sicuramente del Manoscritto Voynich un pubblico al di là crittologi e teorici della cospirazione internet, e questo è un risultato importante. ' - Scarlett Thomas INDIPENDENTE LA DOMENICA 'Questo libro non è, come si potrebbe temere, portatore di un'altra ipotesi stravagante, ma piuttosto un breve equanime, lucido e divertente scritto per le varie teorie.' - Blair Worden DOMENICA TELEGRAPH 'Gerry Kennedy e Rob Churchull condurre il lettore con diritti volti e le menti eque, e ... una quantità ammirevole di dettagli rilevanti, e un absense più ammirevole del colore "My Quest" locale che ha sfigurato indagini letterarie dal Corvo. ' SUPPLEMENTO TEMPO LETTERARIO 'Non c'è niente come un buon mistero, ed ecco uno che è impenetrabile come oggi come lo era quando il primo mondo ha incontrato quasi un centinaio di anni fa ... La loro [Kennedy e Churchill] ricerca esaustiva ... aiuta i lettori a fare le loro ipotesi proprie. **** 'Western Daily Press' Loro [gli autori] sono imparziale e inclusiva sulle idee degli altri, e comprendono una sezione finale in cui diversi esperti danno le loro idee ... [A] affascinante introduzione al mistero. ' I TEMPI DI ACADANIA (US): Una carta fascinoso inseguimento attraverso il tempo e lo spazio ... [Gli autori] trasmettono così il sorteggio inquietante del libro in un onf meditazione le parole di potenza devono illuminare o confondere. " NOTTINGHAM EVENING POST 'una guida imparziale, lucido e divertente scritto per le varie teorie.' DOMENICA TELEGRAPH 'Questo brillante, pagine che girano storia fa' Il codice Da Vinci 'sembrare un giro un po' zoppo di Hangman 'INDIPENDENTE LA DOMENICA

Il Frate e il Cipher: Ruggero Bacone e il mistero irrisolto del manoscritto più insolito nel mondo (Rilegato)
Lawrence Goldstone (Autore), Nancy Goldstone (Autore)

 

sar_135.jpgI bibliofili, Goldstone e gli autori di Out of the Flames e altri libri, offrono una biografia spiritoso del controverso del 13 ° secolo, frate domenicano Ruggero Bacone, il cui Opus Majus "ha presentato un modo di pensare, di affrontare la scienza, che è praticamente insuperabile in mille anni dalla sua creazione. " Secondo i Goldstone, sfidando la posizione ufficialmente accettata della Bibbia come fonte di verità letterale, ha aperto uno scisma tra religione e scienza. La risposta della Chiesa, raccontato qui, era pieno di intrighi politici, eroi e cattivi, e colpi di scena e si trasforma abbastanza per mantenere i lettori immersi. Ma clou di questo libro è la storia di un libro misterioso scoperto nel 1912 e prende il nome del suo proprietario, Wilfrid Voynich. Il manoscritto ha un testo codificato arricchito da centinaia di illustrazioni raffiguranti piante esotiche, i fenomeni astronomici e strane "stringhe di minuscoli donne nude che saltellavano in una varietà di fontane, cascate e piscine." Vari esperti hanno attribuito il manoscritto a Bacon, ma in quanto ha mantenuto i suoi segreti da alcuni dei più grandi criptoanalisti del mondo, tra cui alcuni della CIA e in Inghilterra MI-8, così come i più grandi supercomputer del mondo, l'attribuzione rimane speculativa. Ma questi sforzi fanno una storia avvincente per i lettori della storia della scienza e della rottura del codice. B & w illus. © Copyright Reed Business Information, una divisione di Reed Elsevier Inc. Tutti i diritti riservati. Nel 1919, la scoperta della frase "Per me, Ruggero Bacone" in un antico manoscritto fece trasalire il commercio librario antiquario. Il mondo della crittografia anche preso nota, per il manoscritto era in un ancora irrisolto cifrario. Qui sta il romanzo poliziesco storico che le Goldstone raccontare. In sostanza, gli autori avvolgere la provenienza del manoscritto Voynich, come viene chiamato, intorno ad una biografia di Ruggero Bacone, uno studioso inglese del 1200. I Goldstone rendere dinamico il tempo medievale, che descrive il fermento intellettuale - in particolare le implicazioni delle scoperte di Aristotele per la dottrina cattolica - in cui Bacone vissuto. Per quanto riguarda Bacone come un pioniere di empirismo nella scienza, il contrasto degli autori con lui logico Tommaso d'Aquino, campione della rivelazione biblica come via alla verità. Erano Bacon idee troppo caldo, quindi la cifra? Lasciando aperta la questione, i Goldstone quindi riguardano una catena piuttosto turbolento di possesso che collega John Dee, il mago elisabettiano che potrebbe aver trovato il manoscritto, con il suo attuale proprietario, Yale University. In coinvolgente, divertente moda, i Goldstone offrire ai lettori la storia di un mistero intrigante. Gilbert Taylor Copyright © American Library Association. Tutti i diritti riservati

 
 

 


 

Soluzione del Manoscritto Voynich
di Leo Levitov (Brossura - agosto 1987)

 

Descritto come il manoscritto più studiato e più misterioso del mondo, centinaia di studiosi hanno attaccato il manoscritto Voynich. Dr. Levitov racconta come ha rotto il testo, compresa la sua scoperta del ISIS parola, un modello-parola. La traslitterazione dei simboli di script è fornito.

 

sar_132.gifDr. Leo Levitov, autore della soluzione del Manoscritto Voynich , presenta la tesi che il Voynich è niente di meno il documento unico superstite primario del "grande eresia" che è sorto in Italia e fiorita in Linguadoca fino spietatamente sterminati dalla Crociata contro gli Albigesi in il 1230. Le piccole donne per i bagni, che tanti sono perplessi per Levitov un sacramento catara, l'Endura, 'o morte per salasso [tagliando una vena], al fine di sanguinare a morte in un bagno caldo'. I disegni delle piante che hanno rifiutato di risolvere se stessi in specie botanicamente identificabili non sono un problema per Levitov. Egli ha affermato: "Non è un singolo cosiddetto illustrazione botanica che non contenga qualche simbolo Catari o il simbolo Isis I disegni astrologici sono altrettanto facili da affrontare,. Le innumerevoli stelle sono rappresentativi delle stelle nel mantello Isis 'La ragione. è stato così difficile decifrare il manoscritto Voynich è che non è criptato a tutti, ma solo scritto in un apposito script, ed è un adattamento di una lingua poliglotta orale in una lingua letteraria che sarebbe comprensibile per le persone che non hanno capito Latina e ai quali questa lingua potrebbe essere letto. In particolare, una forma altamente poliglotta di fiamminga medievale con un gran numero di vecchie parole francesi e Old prestito alto tedesco. Molte persone non sono d'accordo con le sue affermazioni. Alcuni dei simboli utilizzati nel manoscritto Voynich sono . simili a simboli in altri script o annotazioni, in particolare, le seguenti somiglianze sono stati notati:

 

 

  • Simboli alchemici

  • I primi numeri arabi

  • Abbreviazioni stenografiche latino

  • Beneventana Script

 


 

Montaillou: La Terra Promessa di errore
di Emmanuel Le Roy Ladurie (Brossura - giugno 1978)

 

Montaillou: la terra promessa di errore di Emmanuel Le Roy Ladurie (tradotto da Barbara Bray), 1978, George Braziller, Inc., New York, racconta la testimonianza dei contadini meticolosamente nel registro dell'Inquisizione di Jacques Fournier, vescovo di Pamiers in Ariège . In essa il Endura è descritto come un digiuno suicida.

 

"Non c'è alcuna somiglianza qui per Levitov affermazione secondo cui catarismo era il culto antico di Iside - e certamente non la verità al quadro di apertura delle ninfe Voynich 'loro vene a sanguinare a morte nelle vasche idromassaggio!" - Dennis Stallings (corrispondenza privata)

 


 

L'arcaica Revival: Speculazioni sui funghi psichedelici, l'Amazzonia, Realtà Virtuale, Ufo, Evolution, Sciamanesimo, la rinascita della Dea, e
da Terence McKenna K., et al (Brossura - maggio 1992)

 


 

Il manoscritto, il più misterioso Voynich "Roger Bacon" Manoscritto Cifrato
da Robert S. Brumbaugh (Redattore)

 

Il manoscritto Voynich è un misterioso testo tardo medioevale, scritto in uno script sconosciuto in una lingua sconosciuta o cifra. Si legge come se scrivere correttamente, non da qualcuno che è stato dolorosamente calcolando ogni carattere successivo, ma da qualcuno che ha capito quello che stava scrivendo. Sembra un trattato curioso base di erbe o alchemico, ricco di schemi di piante sconosciute, costellazioni sconosciute, e le reti di impianti idraulici elaborati abitate da paffuto, nudi, donne coronate. Il testo sembra contenere tutti i licenziamenti previsti in un linguaggio naturale e poi alcuni. Si può essere fatta risalire fino alle mani di Athanasius Kircher, l'erudito gesuita, che fu, ma il primo di molti ad aver provato e non è riuscito a leggere il testo. Per un certo periodo, questo libro è stata la migliore panoramica generale della storia della Manoscritto Voynich l'. E 'ancora una buona, anche se è stato sostituito al riguardo da Maria d'Imperio's-Il Manoscritto Voynich:. An Enigma Elegante -

 

 

Brumbaugh propone in questo libro una parziale "soluzione" che produce testi come ILEXER UCI YUS PURUS POURLY ILUY YJSUUS PURUS PLUS URICUS. Questi decifrazioni hanno il merito di sembrare a leggere come il testo ripetitivo dello stesso manoscritto. Egli interpreta questo testo, però, come "L'elisir è un gioco, puro, puramente un gioco puro. Ed europeo" Anche se ha decifrato il copione, senza dubbio probabilmente si può pensare ad altre interpretazioni da soli.

 

Il suo metodo di lettura sembra coinvolgere prima curva lo script in numeri arabi, leggendo quei numeri come uno dei tanti possibili lettere dell'alfabeto latino. Ha ottenuto questo forzando lettere nello script basato sui suoi tentativi di identificare alcune delle piante nei diagrammi, e poi il tentativo di estrarre un metodo di lettura dei caratteri. I suoi decypherments sono di tanto in tanto allettante, ma se questo è il testo reale dietro i simboli, non sembra essere più molto senso ulteriore sforzo. Le letture sembrano essere viziata da la polivalenza dello script che crede che vede.

 


 

sar_133.gifManoscritto Voynich un elegante Enigma Enigma-An Elegant (Serie Cryptographic, n 27)
da ME D'Imperio, ME D'Amperio (Brossura - giugno 1981)

 

D'Imperio, un crittografo, raccolto e sintetizzato tutte le ricerche precedenti sul manoscritto Voynich nel 1978. A volte soprannominato il "manoscritto più misterioso del mondo," il Manoscritto Voynich (VMS) è stato scritto almeno 300 anni fa (nessuno è sicuro abbastanza quando) in uno script fantastico sconosciuto, in una lingua sconosciuta, di autore ignoto. Date le illustrazioni strani (ripetuto in questo libro) presenti nel VMS, potrebbe contenere i segreti di astrologia, alchimia, o antica conoscenza a base di erbe. Ora, grazie a Internet, uno sforzo concertato per "rompere" il messaggio è nato, e D'monografia Imperio's è diventato la bibbia dei ricercatori seri e appassionati allo stesso modo. Pieno di riferimenti e dati storici relativi al VMS, questo lavoro è un must per chiunque intersted nella storia misteriosa e cultura, alchimia, o crittografia.

 

 

 

 

 


 

Lettere a occhio di Dio - il manoscritto Voynich per la prima volta decifrato e tradotto in inglese da John Stojko

 


 

La storia è SBAGLIATO

 

Erich von Daniken dimostra ancora una volta il suo gusto per rivelare le verità che i suoi contemporanei hanno perso. Dopo aver attentamente analizzato centinaia di testi antichi e apparentemente non collegati, ora è pronto a proclamare che la storia umana è niente come la pretesa mondo religioni e ha la prova!

 

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Nella storia è sbagliato, Erich von Daniken prende uno sguardo più da vicino l'affascinante manoscritto Voynich, che ha sfidato ogni tentativo di decifrazione dalla sua scoperta, e fa alcune rivelazioni interessanti sul Libro di Enoch altrettanto incredibile.

 

Von Daniken dissotterra anche la storia incredibile di un labirinto sotterraneo perso in Ecuador che si dice di essere a casa di una vasta libreria di migliaia di pannelli d'oro. Egli fornisce la prova che la biblioteca metallo è lega non solo al Libro di Enoch, ma anche per i mormoni, che hanno trascorso decenni alla ricerca di essa, credendo che contengono la storia dei loro antenati.

 

E per quanto riguarda le linee misteriose nel deserto di Nazca che assomigliano a piste di atterraggio se visti dal cielo? Gli archeologi sostengono che sono i percorsi processionali antiche. Pensare di nuovo! grida von Daniken, che rivela i dati che gli archeologi mai nemmeno pensato di controllare.

 

La storia è errato sarà una sfida per l'intelletto ... e forse un paio di lunga data credenze. Questo è il miglior libro di Erich von Däniken in anni!

 


 

Related Links
  • http://beinecke.library.yale.edu/digitallibrary/voynich.html
    Se siete alla ricerca di immagini del Manoscritto Voynich, non cercate oltre. Tutte le immagini del Manoscritto Voynich sono Cortesia libro Beinecke Rare e Manuscript Library, Yale University, che serve come il custode attuale del Voynich, noto come la sig.ra 408 nella collezione Beinecke.

 

 

 

 

 



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2 febbraio 2013 6 02 /02 /febbraio /2013 21:46
I misteri di Udolpho: alle radici del Romanzo Gotico (e di Northanger Abbey)

Questo è il romanzo che la famiglia Austen, come tutti i suoi contemporanei, non mancò di leggere quando venne pubblicato (nel 1794), divertendosi assai grazie ad uno sguardo sempre disincantato su questo mondo fantasmagorico e paranormale, decisamente sopra le righe.
La giovanissima Jane, a soli 17 anni, già dotata di notevole spirito, cominciò a scriverne addirittura la parodia: il delizioso, ironico, divertente e solare Northanger Abbey nasce così, dall'ombroso, soffocante, rutilante e melodrammatico Udolpho.
Impossibile resistere alla tentazione di leggerlo, per chi ama Jane Austen!

L'IMPORTANZA DI UDOLPHO
Questo è il romanzo che potremmo definire il “manuale” del romanzo gotico. Fin dalla sua pubblicazione nel 1794, conobbe un grandissimo successo ed è ancora oggi considerato il capolavoro della sua autrice, quella Mrs Ann Radcliffe che nella propria vita non conobbe mai avventura alcuna ma che riuscì, donna scrittrice in un mondo ferocemente maschile, ad ottenere il pieno riconoscimento del mondo letterario.
Il romanzo gotico era nato alcuni decenni prima, nel 1764, con Il castello d'Otranto di Horace Walpole ma è con la Radcliffe che conosce la sua consacrazione a genere letterario, che a sua volta ha dato vita a tanti generi affini fortunatissimi ancora oggi (ad esempio, l'horror).
Gli elementi portanti sono il soprannaturale, il mistero, il sensazionalismo funzionali al coinvolgimento del lettore. Castelli, sotterranei, paesaggi selvaggi, tenebre e giochi di luci ed ombre sono le sue tipiche ambientazioni. La fanciulla indifesa, l'eroe che la salva e il cattivo che li tormenta fino al castigo finale sono i personaggi fissi. Tutto è esagerato, sopra le righe. E serve a portare in superficie la parte oscura che si annida nell'animo umano.
(in fondo al post: link utili per approfondire il Romanzo Gotico e Ann Radcliffe)

Bologna, complesso di Santo Stefano (cd. "sette chiese"): la chiesa del Santo Sepolcro
LA TRAMA
La trama è “basica”. 1584: Emily resta orfana e affidata all'unica parente, sua zia, che sposa un italiano cattivissimo che le trascina dalla Francia del sud-ovest all'Italia del centro-nord, nel terrificante castello di Udolpho, tenendole praticamente prigioniere pur di mettere le mani sul loro patrimonio. Emily fugge e ripara nuovamente in Francia dove potrà unirsi al suo innamorato. Non è come sembra, cioè un romanzo di formazione attreaverso le disavventure... No, tutto ciò è solo un pretesto...
Catherine Morland legge Udolpho (ill. di H.M. Brock)
L'ESPERIENZA DI LETTURA
Armatevi di pazienza e abbondanti generi di conforto, alleggeritevi del superfluo e preparatevi per un lunghissimo viaggio.
Innanzitutto, perché di pagine da attraversare ne avete tante.
L'unica edizione italiana disponibile, della BUR, consta di ben 1025 pagine, che contengono i quattro volumi dell'opera integrale (la divisione in volumi era una moda editriale dell'epoca, come ben sappiamo anche dai romanzi di Jane Austen). Pancia mia fatti capanna, direbbe un affamato lupetto di biblioteca che ama immergersi nei libroni...
Ma soprattutto perché non arriverete al castello di Udolpho ed ai suoi mirabolanti misteri prima di pagina 364.
Fino a quel momento, avrete la sensazione di aver girato sempre intorno allo stesso punto, e che la trama non sia avanzata di un solo millimetro...
Ed anche quando sarete ad Udolpho, continuerete ad essere sballottati in una vertigine senza fine, tra la realtà più cruenta e la fantasia più angosciante, sospesi in uno spazio ed un tempo che sembrano cristallizzati nell'irrealtà...
...Fino al quarto volume, a pagina 789, dove il ritmo accelera all'improvviso verso lo scioglimento finale di tutti gli enigmi irrisolti.
Lì vi troverete a correre incontro all'arcobaleno che nasce dal sole della ragione, che gradatamente illuminerà e chiarirà ogni angolo oscuro.
Il tutto condito dalla più grande quantità di sospiri e lacrime, svenimenti e mancamenti, prodigi e colpi di scena, apparizioni e sparizioni, sotterranei e scale, passaggi segreti e corridoi immensi, paesaggi ameni e scene bucoliche, tempeste in mare aperto e bufere sulle montagne, profferte d'amore appassionato e minacce di morte violenta che vi sia mai capitato di leggere.
Sarete disorientati non solo dai tanti accadimenti e dai dialoghi spesso abilmente ripetitivi ma anche dalla strana geografia di Mrs Radcliffe, che mette gli aranceti lungo le rive del fiume Brenta, paesaggi mediterranei alle pendici delle Alpi mentre si passa dalla Francia all'Italia, nevi perenni sugli Appennini, dove ha sede l'immaginifico e terrificante castello di Udolpho.
Bazzano (Bologna), la Rocca dei Bentivoglio
Già... ma dove si trova Udolpho? Da qualche parte sul versante emiliano dell'Appennino Tosco-emiliano, da quanto è dato di capire, non molto lontano da Modena (che viene citata come meta di alcuni ospiti della fortezza) e Bologna (poiché in men che non si dica, i nostri eroi svalicano e si trovano in Toscana verso Firenze). Ma si tratta di un Appennino trasfigurato dalla fantasia fervida di Mrs Radcliffe!
Monteveglio (Bologna), abbazia e castello
In un quadro così sovrabbondante e ridondante (se non addirittura assordante!) non dovete aspettarvi di trovare personaggi tratteggiati con profondità o introspezione psicologica. Essi, al contrario, sono assai semplici e prettamente funzionali alla storia.
Emily, la giovane protagonista, che resta presto orfana e, quindi, priva di protezione e solidità, in balìa della perfidia altrui, sembra avere una sola caratteristica: strappare all'insopportabile Pamela di Richardson il primato di svenimenti, sospiri, pianti e tremori. Ma a dire il vero, tutti piangono e sospirano, anche l'eroe innamorato di Emily, il giovane Valencourt, che da lei resta separato per quasi tutta la durata del romanzo... Del resto, a dare loro del filo da torcere c'è il vilain per eccellenza, il perfido Montoni (italiano, non a caso...), trionfo di passioni irrefrenabili e mistero.

IN CONCLUSIONE...
La partenza per Udolpho è lenta ed anche nel bel mezzo del viaggio vi sembrerà di non andare da nessuna parte o di essere già passati di lì, più volte, tanto che vi verrà la tentazione di lasciare Emily al suo destino: ma la vostra pazienza sarà ricompensata dalle montagne russe che vi aspettano nel finale.
Non dimenticate che si tratta pur sempre di un romanzo scritto nel 1794, agli albori del romanzo stesso come forma narrativa codificata e che il disincanto austeniano è la chiave di lettura migliore per il nostro gusto moderno.
(Inoltre, abbiate pazienza, qua e là la Rizzoli ha dimenticato alcuni refusi!)
Concludo esprimendo la mia sorpresa nel constatare che mai da questo fantasmagorico, rutilante romanzo è stato tratto un film o uno sceneggiato. Eppure si presterebbe così bene!
Credo anzi che la nostra variegata e splendida Italia sarebbe un perfetto scenario per tutte le ambientazioni del libro! Ne vedremo mai la realizzazione?...
Com'è facile immaginare, questa lettura "quasi austeniana" mi ha suscitato alcune riflesisoni su quel gioiellino di Northanger Abbey... di cui non mancherò di riferire presto in uno dei prossimi tè delle cinque! A presto.

Copertina di Northanger Abbey illustrata da H.M. Brock

fonte

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14 ottobre 2012 7 14 /10 /ottobre /2012 22:45
Il libro affronta una serie di passi dell'Antico Testamento offrendone il vero significato così come si presenta nelle traduzioni letterali: la creazione aliena dell'uomo; la verità sui dieci comandamenti; le visioni degli UFO da parte dei profeti così come loro stessi le hanno raccontate; il brano in cui l'Antico Testamento afferma in modo sconcertante che Dio muore come tutti gli uomini; le figure degli angeli spogliate di tutto ciò che su di loro è stato inventato nei secoli; la probabile fonte di ispirazione del Vangelo di Giovanni…
Il tutto con il testo ebraico e la traduzione letterale chiaramente riportata parola per parola con un sistema incredibilmente semplice, comprensibile per ogni tipo di lettore.

A chi si rivolge:
Il libro è indirizzato a tutti coloro che desiderano sapere ciò che normalmente viene taciuto perché contrasta con quanto è sempre stato presentato come la verità indiscutibile.
Un libro scritto per chi non teme di mettere in discussione certezze; per chi sa affrontare temi profondi come la religione con mente aperta, disposta ad approfondire ed anche a scoprire che spesso la realtà può essere stupefacente.

Concetti chiave:
La Genesi, nel significato letterale dei termini ebraici, racconta la creazione dell'uomo attraverso un intervento di ingegneria genetica.
Era un UFO la gloria di Dio che passa davanti a Mosè che si protegge nella roccia per non essere ucciso?
Che cosa hanno veramente visto Elia, Zaccaria, Ezechiele…? Cosa erano gli oggetti volanti decritti letteralmente nei loro libri?
Ma perché gli Angeli della Bibbia dovevano lavarsi i piedi e mangiare anche due volte in un giorno? Perché potevano essere aggrediti e per difendersi usavano alta tecnologia?
È vero l'Antico Testamento afferma che Dio muore come tutti gli uomini? La traduzione letterale dice di si.
E molto altro…

Biografia dell'autore
L'autore - realizzatore di numerosi prodotti multimediali di carattere storico, culturale e didattico per importanti case editrici italiane, collaboratore di riviste, studioso di storia delle religioni - da circa 30 anni si occupa dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza e l'analisi diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possa aiutare a comprendere veramente il pensiero religioso formulato dall'umanità nella sua storia. È traduttore di ebraico antico e collabora con le Edizioni San Paolo effettuando la traduzione letterale dei libri dell'Antico Testamento a partire dalle edizioni più antiche della Bibbia in lingua ebraica, la cosiddetta Bibbia stuttgartensia. Sapere di non sapere, non essere condizionato da verità precostituite o da dogmi, curiosità e desiderio di comprendere sono la base del suo pensiero e del suo lavoro.


Fonte: Infinito Record Edizioni
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19 settembre 2012 3 19 /09 /settembre /2012 22:12

 

BALLARD - I - LA CATASTROFE INTERIORE
La "quadrilogia catastrofica" (1961-66).
Vento dal Nulla (1961): un vento continuo e devastante spazza via le città, nelle quali alcuni uomini sono impegnati in missioni di sopravvivenza. Opporsi alla natura è difficile, e significa soprattutto il tentativo di adattarsi a nuove condizioni, completamente aliene, che conduce anche a piani morbosi e folli.
Questo romanzo può rientrare nel cosiddetto genere catastrofico che iniziava a prender piede negli anni '60. Tuttavia l'impronta di James Ballard è subito evidente: l'autore non conduce la vicenda e i personaggi nel modo canonico, e la catastrofe è già soprattutto interiore ai personaggi che la vivono. Trattandosi del primo romanzo, piuttosto “action”, le teorie sono ancora acerbe e tratteggiate a grandi linee, ma sono presenti e costituiscono spunti evidentemente molto potenti. Un'opera minore ma comunque incalzante che va letta nel contesto della quadrilogia costituita con i successivi romanzi.
Il Mondo Sommerso 1962, noto anche come Deserto d'Acqua, è il primo apice creativo, forse il libro più intenso della prima fase, dove la poetica ballardiana è snocciolata in tutti i suoi elementi, in modo astuto, sottile, ma anche evidentissimo nei paesaggi dalle tinte surrealiste e nei comportamenti disconnessi dei personaggi. Il mondo è stato sommerso dagli oceani e sta regredendo a un clima tropicale e preistorico; seguiamo Kerans e altri uomini rifugiati tra le spoglie della città di Londra, in una sempre più critica condizione di vita dettata dal nuovo ambiente. Tra chi resta e chi vuole fuggire subentrano strane e grottesche relazioni.
Ballard procede ipnotico, ricalcando lo stato in cui vivono i personaggi, e fissa il fondamento della sua poetica. Lo scenario (un futuro catastrofico) è il laboratorio dove si svolge la sua analisi, mettendo a nudo le segrete, ataviche inclinazioni inscritte nella psiche, o forse nei geni, dell'uomo. Egli non lotta contro la catastrofe, ma vi si abbandona sapendo di poter giungere a qualcosa di nuovo e di superiore (e in questo semplice presupposto Ballard si distingue da tutta la letteratura di genere). Qualcuno ci ha visto anche un riferimento a Cuore di Tenebra di Conrad.
La risposta è inscritta nei profondi recessi dell'uomo, che va in contro alla devoluzione e al ripiegarsi della specie così come la conoscevamo. E naturalmente vi sono individui più sensibili e disposti di altri a tale processo, che sono inevitabilmente ai margini di quella che era l'etica o la struttura sociale, e sono toccati da inquietudine esistenziale, sembrano cioè – anche al lettore – folli o sconnessi. Di contro, agli ottusi non resta che la fuga disperata e probabilmente vana (Ballard solitamente non ci dice che fine fanno) verso le solite ambizioni di controllo.

(foto dell'autore)

Terra Bruciata (1964) racconta di come la siccità e la desertificazione arrivino a plasmare la vita di pochi individui, i cui comportamenti mutano in apparenza incomprensibilmente. Il protagonista si muove tra un villaggio abbandonato su un fiume secco e la costa, dove l'ultima comunità cerca di sopravvivere con surreali e violente rincorse alle pozze d'acqua. Assieme a lui, l'ex moglie e altri personaggi-fantasma che gli ruotano intorno.
Ancora una volta il libro è una tesi, che Ballard esplicita in alcuni passaggi descrittivi; ancora una volta il percorso dei personaggi trova un senso nella risposta di loro stessi al nuovo adattamento, cioè nella disgregazione del passato umano e civile per un presente e un futuro di inesplorati confini.
Tuttavia, rispetto agli altri romanzi della “quadrilogia catastrofica”, sembra che l'autore faccia più fatica a portare avanti la vicenda, forse a estenderla alla lunghezza di un romanzo. Dopo la brillantezza di Il Mondo Sommerso, questo romanzo è una sorta di estremizzazione ulteriore.
Foresta di Cristallo (1966) deriva da un racconto precedente che, in definitiva, risulta anche migliore del romanzo per la sua natura concisa. Il romanzo resta comunque uno dei più importanti di Ballard.
In una foresta africana inizia un incredibile processo di cristallizzazione di ogni cosa, aria inclusa, che sembra destinato a espandersi lentamente a tutto il globo. Sanders, un medico, si trova coinvolto con la popolazione locale e con una squadra di uomini decisa a rimanere nella foresta. Essa infatti chiama a diventare parte di sé, della sua realtà cristallizzata che è una nuova, eterna condizione di vita.
Il libro conclusivo della quadrilogia è una potente variante sul tema: Ballard introduce l'elemento tempo, e lo tratta come parte attiva. Il tempo, l'eternità, la memoria e la morte: con forte simbolismo Ballard indaga l'estremo della comprensione umana e il suo struggimento più grande. Così i cristalli eterni promettono le risposte a qualunque dubbio, una volta che si accetta la metamorfosi in essi. Cristalli e statue ricorrono nelle opere di Ballard, in particolare nei racconti del periodo, a simboleggiare l'immobilità, l'eternità, l'uomo che tenta di “fissare” il tempo e le sue deboli convinzioni a riguardo.
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