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29 maggio 2014 4 29 /05 /maggio /2014 21:56

 

Questo vulcano vecchiotto ed ormai classificato ad ''estinto'', fece parlare di se già nel 2011; L'ultima volta in cui è stata trovata qui l'acqua calda era nel 1973 alla profondità di 80 m - 35 º C e 400 m di profondità - 95 ° C. Le esalazioni vulcaniche uccisero gli animali locali. Persone affette da varie malattie della pelle vanno sul vulcano Duvalo per curarsi ma questo cambio di tendenza, potrebbe fare discutere sulle sue cure terapeutiche: i malati applicano miscela di zolfo e fango vulcanico sui loro corpi. Tuttavia, rimanendo accanto a uno dei crateri più di 15 minuti si può anche soffocare.

 Nella giornata di ieri grandi quantità di fumo sono fuoriuscire dal vulcano Duvalo.nel villaggio di  Kosel vicino a Ohrid in Macedonia. Il Duvalo  è l'unico vulcano attivo nei Balcani oramai estinto da anni. E' ieri pomeriggio improvvisamente ha iniziato ad emettere grandi quantità di fumo
mettendo in apprensione la popolazione nella zona di Ohrid.Secondo i geologi il Vulcano sta reagendo al "cambiamento del tempo" Le abbondanti piogge degli ultimi mesi e l'aumento dei terremoti nella regione starebbe provocando una vera epropria trasformazione geologica del territorio.

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28 maggio 2014 3 28 /05 /maggio /2014 21:42

 

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dakota

 

Definito come un tornado storico, dato che sul posto non si verificavano eventi del genere da decenni. Questa volta, la ripresa che testimonia il tornado in formazione e sviluppo, riesce a dare completamente l' idea di quanto possa essere immenso e distruttivo un tornado.

La distruttività di un tornado si calcola in base alla sua durata, velocità e intensità dei venti. Le trombe d'aria più distruttive vengono generate dalle supercelle, cumulonembi mesociclonici di enorme intensità che si sviluppano tipicamente in determinate zone geografiche (in particolare in alcune zone degli Stati Uniti), dove le condizioni atmosferiche sono così intense (elevato windshear, forti correnti a getto in quota, grande differenza di valori igrometrici tra suolo e quota e contrasto termico elevato tra masse d'aria coinvolte) da generare tempeste di estrema potenza. Una tromba d'aria mediamente dura dai 5 ai 15 minuti, ma in alcuni casi, in relazione alla sua intensità, può arrivare a durare anche più di un'ora. Gli spostamenti della tromba d'aria oscillano tra una velocità spesso non costante compresa tra 30 e 100 km/h. La classificazione delle trombe d'aria avviene in base alla rilevazione empirica dei danni causati secondo la Scala Fujita avanzata (che negli stati uniti ha sostituito l'originale Scala Fujita nel 2007, prendendo il nome di enhanced fujita scale), dal nome del professore dell'Università di Chicago che l'ha ideata nel 1971. Come per i terremoti con la Scala Mercalli la suddivisione avviene per gradi di distruttività del fenomeno:

Grado Classificazione Velocità del vento
EF0 DEBOLE 105–137 km/h
EF1 MODERATO 138–178 km/h
EF2 SIGNIFICATIVO 179–218 km/h
EF3 FORTE 219–266 km/h
EF4 DEVASTANTE 267–322 km/h
EF5 CATASTROFICO > 322 km/h

A ogni grado Fujita corrisponde un livello di distruttività. Si parte dall'EF0 (raffiche da 105–137 km/h) che può danneggiare i rami degli alberi, sollevare le tegole dei tetti, fino ad arrivare all'EF5 (>322 km/h) che rade al suolo ogni cosa che trova sul suo cammino fino a sradicare le fondamenta di case e edifici. In particolare, per la caduta di pressione atmosferica che viene a verificarsi durante il passaggio di una tromba d'aria violenta (si stima di circa 100 hPa in pochi secondi) le strutture chiuse, per la differenza barica con l'esterno, esplodono letteralmente. Le trombe d'aria più frequenti sono quelle comprese tra le classi EF0 e EF1, solo il 5% delle trombe d'aria è classificato come forte. Le trombe d'aria devastanti (EF4-EF5) coprono una percentuale compresa tra 1% e lo 0,1%, sono cioè molto rare.

 

 

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8 maggio 2014 4 08 /05 /maggio /2014 21:39

Da giovedì  si prevede un lieve aumento termico che ci farà sentire la primavera ma da qui a breve per gli amanti dell'estate anticipata è in arrivo il caldo più torrido. Dal 20 maggio, infatti, le temperature schizzeranno dritte a 30 gradi con l'arrivo di Hannibal, l'immenso anticiclone africano che spazzerà via il freddo persistente che va avanti da settimane.

Tanto si parla in questi giorni sui mass-media dell’arrivo prematuro dell’estate nei prossimi giorni con un “poderoso anticiclone infuocato” di nome Hannibal che porterebbe aria torrida sul nostro Paese: in realtà è l’ennesima bufala colossale perché le prospettive meteo per il mese di maggio sono assolutamente opposte a questa visione del tutto fuorviante.

Infatti la prossima settimana, già a partire da lunedì 12 maggio, una nuova forte ondata di maltempo interesserà l’Italia a causa di un affondo nordico che determinerà piogge e temporali dapprima al centro/nord, poi anche al sud con temperature nuovamente in picchiata rispetto ai valori miti e piacevoli, ma comunque normali per il periodo e non certo elevati, di questi ultimi giorni di sole. Le schiarite di queste ore e del weekend in arrivo verranno nuovamente sostituite da nubi minacciose, forti scrosci d’acqua con grandine e intensi colpi di vento. Sui rilievi non mancherà persino la neve, sia sulle Alpi che sugli Appennini, a quote basse rispetto alla medie del periodo.

previsioni meteo maggio

Continuate a seguirci per ulteriori dettagli e approfondimenti sull’evoluzione meteorologica per il mese di maggio. Sappiate, intanto, già da adesso, che l’estate appare ancora lontana e con essa, la mia personale contentezza nel poter uscire in maglietta quando fa fresco.

 

http://www.meteoweb.eu/2014/05/previsioni-meteo-maggio-altro-che-estate-hannibal-e-una-bufala-colossale-tornano-freddo-e-maltempo/281822/

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8 aprile 2014 2 08 /04 /aprile /2014 21:07

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tempo passa e fortunatamente, alcune profezie discusse tempo fa, non hanno esito positivo. Porpio in questi ultimi periodi, i terremoti anche in Italia si fanno sentire senza procurare particolari problemi: uno spavento sicuramente, il crollo di case abitate, no. Circa 2 anni fa, si lanciava un allarme quasi sottovalutato, per un terremoto piuttosto violento che avrebbe scosso la Sicilia:

“La Sicilia potrebbe essere investita entro i prossimi 24 mesi ( mancano ancora 6 mesi alla fine della citata profezia)da un terremoto senza precedenti”: una previsione agghiacciante che mette già i brividi solo a parlarne. Eppure ci sono studiosi che si dicono convinti che qualcosa di drammatico stia davvero per accadere.

Secondo alcuni studiosi il “Big One” sta per arrivare in terra sicula, mentre la Regione al momento non ha approntato alcuna misura preventiva.

Abbiamo avuto 400 anni di tempo per evitare la catastrofe ma non sono stati impiegati in alcun modo per realizzare infrastrutture a norma e aiutare la popolazione a difendersi da eventi catastrofici.
A questo punto, se le cose stanno come viene prospettato dal prof. Alessandro Martelli, direttore del Centro ricerche “Enea” di Bologna, ci resterebbero 24 mesi per salvare il salvabile: ma l’80% dei siciliani è senza piano di emergenza e rischia di non avere scampo se davvero arriverà il “Big One”.Da parecchio tempo ormai si parla della possibilità che la Sicilia sia investita da un sisma senza precedenti e sull’argomento si è scatenato un confronto aspro, feroce è il caso di dire, tra coloro che sostengono la plausibilità del rischio e quelli che invece ritengono si tratti di allarmismo fondato oggettivamente sul nulla, cioè su nessun riscontro.
Gli studiosi ipotizzano, come detto, il “Big One”, il grande terremoto che devasterebbe l’isola siciliana. Lo stesso terremoto che pone dei fortissimi dubbi sulla sicurezza della costruzione del ponte sullo stretto. Un terremoto “secolare” in quanto è atteso dal lontano 1693 che dovrebbe superare i 7.5 gradi della scala Richter.

L’incubo di un terremoto devastante minaccia lo Stretto e adesso la gente inizia ad aver paura sul serio.
Non solo Martelli, ma anche altri enti e recenti studi lanciano d’altronde segnali inquietanti alla comunità scientifica italiana: i tempi sarebbero maturi per un violento terremoto tra la Sicilia e la Calabria. Sono di questo avviso l’Università di Trieste, l’Accademia russa delle Scienze e l’International Centre for Theoretical Physics. L’evento sismico, che non vogliamo nemmeno immaginare e di cui mai vorremo parlarvi, potrebbe liberare molta più energia di quella prodotta dal terremoto del 2009 a L’Aquila.
Che l’Italia nella sua interezza sia un paese ad alto rischio sismico è un fatto ampiamente noto. Alcune ricerche, di cui anche una prodotta da Vladimir Kossobokov, dell’Accademia Russa delle Scienze, aprono addirittura nuovi scenari apocalittici. “Nel 2010 – ha spiegato lo scienziato – è stato individuato un periodo di maggiore probabilità, calcolato per terremoti di 7.5 Richter, in un ambito d’indagine che include la Sicilia e la Calabria, e queste informazioni sono state trasmesse ai nostri colleghi italiani”.
Messe a confronto due mappe delle zone a rischio, una di qualche anno fa ed un’altra più recente, ci si è resi conto di come, dallo scorso marzo 2012, il rischio nel Sud Italia pare sia aumentato. “La situazione sismica – spiega Giuliano Panza, professore di sismologia all’Università di Trieste – è in continua evoluzione”, per cui è necessario confrontare, di volta in volta, la pericolosità di massimo spostamento del suolo in caso di terremoto e i movimenti tellurici in atto.
Ma in questi casi la cautela non è mai troppa. I dati di rischio non devono far supporre l’imminente arrivo di una catastrofe. “In base ai risultati ottenuti fino ad oggi, – ha spiegato lo stesso Martelli, direttore dell’Enea di Bologna – si può pensare ad un 70 per cento di attendibilità. Una previsione del tipo “un evento x avverrà nel giorno x è assolutamente impossibile al giorno d’oggi. Quello che si può prevedere, con una certa probabilità, è che un terremoto possa avvenire in un certo lasso di tempo, tipo qualche mese o un anno, in una zona molto estesa come dimensioni. Si tratta, però, di qualcosa che potrebbe anche non verificarsi”.
“Qualcuno – ha detto Martelli – ci accusa di allarmismo, ma il nostro unico obiettivo è quello di aiutare la popolazione e cercare di dare un contributo per migliorare questo Paese, che rimane al momento incosciente di fronte a fatti concreti e poi piange per mesi quando arriva una catastrofe. Le istituzioni devono muoversi dalla loro inerzia in termini di Protezione Civile e va verificata una ricognizione strategica in termini di sicurezza ambientale, e fare una corretta campagna di informazione per la gente”.
Il rischio sarebbe esponenziale dove sono presenti gli impianti RIR, ovvero a Rischio Incidente Rilevante. Si tratta delle zone industriali come quella della raffineria di Milazzo, nel Messinese, o a Priolo, nel Siracusano.
 
L’azione di un violento terremoto amplificherebbe la tragedia a causa della fuoriuscita di acidi e gas dagli stabilimenti, con la quasi certa conseguenza di disastro ambientale. “La preoccupazione è per il metano – avverte Luigi Solarino, docente di Chimica industriale all’Università di Catania – che, essendo più leggero dell’aria, incontrerebbe le centinaia di fiaccole industriali, innescando un enorme incendio che distruggerebbe tutto”.
Resta da chiedersi quando le amministrazioni si decideranno a dare il via, nelle zone a rischio, a campagne di esercitazioni con i cittadini, simulando evacuazioni ed interventi di soccorso. Bisognerebbe anche effettuare controlli a tappeto negli edifici critici, come scuole, ospedali e nei tanti depositi di elementi chimici. Non si eviterebbe di certo la catastrofe, ma la si renderebbe meno devastante di quello che potrebbe essere.
I siciliani lo sanno, lo temono, che qualcosa potrebbe accadere, attendono però l’evento totalmente impreparati ed ignari di ciò che li aspetta. Non è bastato nemmeno il maremoto di Messina che ha costretto ben 3 generazioni in baracca a smuovere un piano contro le calamità. A fronte di 5 milioni di siciliani a rischio vi sarebbero appena 4 mila tende.
E attenzione al pericolo trivelle in aree sismiche, come d’altronde si è già evidenziato pure in Campania nell’area dei Campi Flegrei. Molti hanno obiettato che non esistono studi scientifici che dimostrino il collegamento tra la trivellazione di alcuni territori ed i terremoti. Tuttavia esistono due studi ufficiali condotti in America che dimostrano, dati alla mano, il collegamento tra la trivellazione di alcuni territori e l’incremento di terremoti.
Per questo diventa lecito chiedersi se siamo di fronte ad un allarmismo esasperato e del tutto privo di elementi concreti e schiaccianti che attestano la previsione del fenomeno sismico. O se, invece, il terremoto in Sicilia è veramente così imminente.
“Gli impianti petrolchimici di Gela, Priolo e Milazzo sono vetustie non resisterebbero a forti scosse”, affermano gli esperti, In buona sostanza c’è anche l’idea di un disastro ambientale. E i piani di emergenza dove sono?
“Catastrofe prevista fra 24 mesi”. Questa l’ipotesi che fa paura. Alessandro Martelli, direttore dell’Enea di Bologna, auspica la previsione immediata di piani di emergenza a fronte della tesi secondo cui il sisma potrebbe verificarsi entro i prossimi 24 mesi. Come a dire che quel che non abbiamo fatto sinora bisognerebbe tentare di farlo nell’arco di due anni tra crisi economica ed instabilità politica.
Le parole del direttore Enea di Bologna, successive al sisma in Emilia, hanno scatenato una bufera: “Ora tocca al Sud, in particolare a Sicilia e Calabria”. Ma il fatto è che anche altri studiosi affermano: “il Big One è imminente”. Già nel 1985 la Protezione Civile invitò le autorità siciliane a predisporre dei piani di emergenza per evitare la catastrofe che si sarebbe potuta abbattere nei successivi 15 anni. Ma la Sicilia anche all’epoca preferì dormire sogni tranquilli.
L’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) sinora sconfessa con decisione ogni previsione catastrofica, rilevando che “non è possibile prevedere i terremoti”. E la speranza ovviamente è che, alla fine, sulla questione del Big One e della Sicilia a rischio, sia proprio questa la sola ed unica versione veritiera dei fatti.
Fonte: blogtaormina.it - tratto da informarexresistere.fr
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8 aprile 2014 2 08 /04 /aprile /2014 05:03

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Grazie al prezioso lavoro di Giovanni Falcicchia, pubblichiamo la scheda con gli effetti macrosismici della scossa di terremoto di magnitudo 5.0 che ieri sera alle 21:17 s’è verificata sulle Alpi, al confine tra Italia e Francia, con epicentro nel Distretto Sismico delle Alpi Cozie Distretto Sismico delle Alpi Cozie.

Data  07/04/2014                   UTC  19:27:00

Latitudine  44.47° N               Longitudine  6.69° E

Magnitudo  5.0                      Profondità  5.0 Km

La presente scheda elenca gli effetti macrosismici stimati secondo un modello che utilizza i dati qui esposti. Gli effetti macrosismici rilevati, in una qualsiasi località, possono variare di uno o due livelli, in più o in meno, a seconda della conformazione geologica del territorio o di peculiari caratteristiche costruttive delle abitazioni. Escluso indicazioni diverse, la percettibilità del sisma è intesa in orario diurno. L’accelerazione di picco al suolo: PGA è espressa in cm/s².

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N. B. La numerazione e la terminologia utilizzate non equivalgono a quelle riportate in altre scale sismiche.

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04Città e territori a una distanza inferiore a 5 Km dall’epicentro:

La Condamine Chàtelard

10     – Scossa dannosa                      150 < PGA < 300                    ( VII MCS )

Lo scuotimento sismico è molto forte; solo chi è alla guida, su strade sconnesse, può non averne percezione. L’evento è preceduto da un rombo di estesa e intensa sonorità, avvertito spesso, anche all’interno degli edifici. In casa è un frastuono di suppellettili che cadono per terra, di vetri e specchi che vanno in frantumi; gli arredi sono spostati. La gente, in preda al panico, corre precipitosamente verso l’esterno delle abitazioni. Si conta qualche vittima isolata e alcuni feriti. Le case e i monumenti più logori e vetusti subiscono gravi danni strutturali; ampie crepe nei muri; porte e finestre divelte; caduta di cornicioni, tegole e comignoli. Gli edifici ordinari subiscono solo danni superficiali e sono ancora agibili. Nel terreno si apre qualche fessurazione; alcune strade secondarie sono impraticabili. Pur nelle difficoltà del momento, dal territorio giungono molte segnalazioni del sisma.

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terremoto_torinoCittà e territori a una distanza compresa tra 5 Km e 11 Km dall’epicentro:

Barcelonnette, Meyronnes, San Paul sur Ubaye, Crevoux, Jausiers

9    -     Scossa forte                            80 < PGA < 150                      ( VI MCS )

La sollecitazione sismica è particolarmente intensa e solo pochissime persone, all’interno di veicoli in movimento, non la avvertono. L’evento è preceduto da un sinistro rombo udito, non di rado, anche nel chiuso delle abitazioni; chi dorme è svegliato. Gli arredi e le suppellettili vibrano rumorosamente; gli oggetti più instabili cadono dai ripiani. Le porte e le finestre si aprono e si chiudono sbattendo sugli infissi. I lampadari oscillano paurosamente. La gente subisce un forte spavento e corre verso l’esterno degli edifici. Nella concitazione qualcuno potrebbe ferirsi o essere colto da malore. Le costruzioni più deboli e fatiscenti subiscono danni rilevanti: crepe nei muri; finestre rotte; parziale caduta di comignoli e cornicioni. Le abitazioni ordinarie non subiscono danni evidenti. Innumerevoli le segnalazioni del sisma trasmesse via Internet. 

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01Città e territori a una distanza compresa tra 11 Km e 19 Km dall’epicentro:

Embrun, Vars, Les Thuiles, Pra Loup, Mèolans Revel, Baratier, Les Orres

8    -     Scossa considerevole                         40 < PGA < 80                        ( V MCS )

All’interno degli edifici, quasi tutti avvertono il terremoto e, talvolta, anche il notevole rombo che lo precede; in molti percepiscono la scossa all’aperto. La sollecitazione sismica è di ragguardevole intensità e sveglia numerose persone. Vasellame e suppellettili vibrano sonoramente. Alcuni oggetti poco stabili e sviluppati in altezza, come bottiglie e candelabri, cadono. I lampadari compiono oscillazioni molto ampie. Le porte e le finestre si aprono e si chiudono. La scossa mette spavento e la gente si riversa per strada. Le case e i monumenti, più deboli e maltenuti, subiscono lievi danni superficiali: sottili crepe nell’intonaco, vetri lesionati, caduta di calcinacci. Moltissime le segnalazioni del sisma provenienti dal territorio.

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mcsCittà e territori a una distanza compresa tra 19 Km e 33 Km dall’epicentro:

Prazzo, Pontechianale, Acceglio, Bellino, Elva, Pietraporzio, Argentera, Canosio, Marmora,

7    –     Scossa moderata                    20 < PGA < 40                        ( IV MCS )

All’interno delle abitazioni, moltissima gente avverte la scossa. La vibrazione sismica è piuttosto intensa e sveglia diverse persone. I lampadari compiono ampie oscillazioni. Il tremolio di finestre e suppellettili risuona con insistenza nelle case; alcuni oggetti vengono spostati. La gente è intimorita; in molti escono dagli edifici. All’aperto, un numero considerevole di persone percepisce distintamente il movimento tellurico e il chiaro rombo che lo precede. Le costruzioni non subiscono danni evidenti. Numerose le segnalazioni del sisma provenienti dal territorio.

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filledAcousticEffectCittà e territori a una distanza compresa tra 33 Km e 54 Km dall’epicentro:

Briancon, Ancelle, Dronero, Paesana, Sanfront, Demonte, Roccabruna, Villar Pellice, Sampeyre

6    -     Scossa  contenuta                   10 < PGA < 20                        ( III – IV MCS )

Molte persone, all’interno degli edifici, avvertono una vibrazione sismica d’intensità limitata ma tangibile. I lampadari oscillano visibilmente; si sentono vari scricchiolii e tremiti di finestre e vasellame. Qualcuno, mentre dorme, è svegliato. Diversa gente, messa in allarme da tali effetti, preferisce uscire dalle abitazioni. All’aperto, la scossa è percepita da un discreto numero di persone. Costoro sentono, abbastanza chiaramente, il rombo che precede il terremoto. Tramite Internet è trasmesso un numero considerevole di segnalazioni.

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01Città e territori a una distanza compresa tra 54 Km e 90 Km dall’epicentro:

Cuneo, Pinerolo, Fossano, Orbassano, Savigliano, Piossasco, Saluzzo, Giaveno, Digne LB, La Mure

5    -     Scossa leggera                       5 < PGA < 10                          ( III MCS )

All’interno degli edifici, diverse persone avvertono una debole vibrazione. I lampadari compiono oscillazioni di piccola ampiezza; si sente lo scampanellio di cristalleria e vasellame. Qualcuno, preoccupato da tali effetti, per sicurezza, esce all’aperto. All’esterno delle abitazioni, solo in pochi percepiscono il terremoto; alcuni, con un certo anticipo, sentono un rumore simile a un tuono lontano. Dal territorio giunge un discreto numero di segnalazioni.

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graphQuestCittà e territori a una distanza compresa tra 90 Km e 148 Km dall’epicentro:

Torino, Grenoble, Nizza, Asti, Savona, Moncalieri, Sanremo, Collegno, Rivoli, Nichelino, Crest, Die

4    –     Scossa lieve                            2.5 < PGA < 5.0                      ( II – III MCS )

Un discreto numero di persone, all’interno delle abitazioni e in condizioni di quiete, avverte un tremore di modesta entità. I lampadari compiono oscillazioni di ampiezza minima; si ode un sommesso tintinnio di vetri e ceramiche. Tali effetti mettono in apprensione chi li percepisce. All’esterno, pochissime persone avvertono la scossa; qualcuno, con un po’ di anticipo, sente un cupo rumore a bassa frequenza. Poche le segnalazioni del sisma trasmesse via Internet.

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lastHourMapCittà e territori a una distanza compresa tra 148 Km e 245 Km dall’epicentro: 

Milano, Genova, Ginevra, Lione, Marsiglia, Avignone, Monza, Novara, Alessandria, Como, Busto A

3    -     Scossa tenue                          1.2 < PGA < 2.5                      ( II MCS )

Poche persone in condizioni di quiete, ai piani superiori e intermedi degli edifici, avvertono un leggerissimo tremore. I lampadari sono smossi dalla loro posizione di equilibrio. Tali effetti generano solo un po’ di apprensione in chi li percepisce. All’aperto, quasi nessuno avverte il sisma. Dal territorio giungono pochissime segnalazioni; in qualche caso isolato, esse riferiscono di un’indistinta, greve sonorità che precede il terremoto. 

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Città e territori a una distanza compresa tra 245 Km e 403 Km dall’epicentro:

Firenze, Montpellier, Verona, Basilea, Dijon , Parma, Bergamo, Piacenza, La Spezia, Cremona

2    -     Scossa irrilevante                  0.6 < PGA < 1.2                      ( I – II MCS )

Ai piani superiori degli edifici e in condizioni di perfetta quiete, un esiguo numero di persone percepisce un’oscillazione lievissima; tale da non destare alcuna preoccupazione. All’aperto, nessuno avverte il terremoto. Nella regione, il rombo sismico non è udibile. Tramite Internet giungono isolate e sporadiche segnalazioni del sisma.

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Città e territori a una distanza compresa tra 403 Km e 665 Km dall’epicentro:

Roma, Parigi, Venezia, Toulouse, Monaco DB, Ancona, Nancy, Pescara, Stoccarda, Cagliari, Palma

1    -     Scossa impercettibile             0.3 < PGA < 0.6                      ( I MCS )

L’intensità dell’evento è trascurabile; esso è rilevato dalle stazioni sismiche presenti nella regione. Pur in circostanze particolarmente favorevoli, quasi nessuno percepisce la scossa, neanche agli ultimi piani degli edifici più alti. Dal territorio non giunge alcuna segnalazione del terremoto.

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Territori a una distanza superiore a 665 Km dall’epicentro.

0     -    Scossa strumentale                PGA < 0.3                                ( I MCS )

Il terremoto è del tutto inconsistente; esso è registrato dalle stazioni sismiche dotate di strumentazione avanzata. Anche nelle condizioni più favorevoli, la scossa non è avvertita dalla popolazione.

 

http://www.meteoweb.eu/2014/04/forte-terremoto-di-magnitudo-5-0-al-confine-tra-italia-e-francia-la-scheda-con-gli-effetti-macrosismici/274905/

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7 aprile 2014 1 07 /04 /aprile /2014 21:21

Gli scienziati hanno scoperto che El Niño si verifica in media, ogni 3-5 anni. Dopo una pausa di 4 anni gli esperti oceanografi stanno osservando la fascia tropicale dell’Oceano Pacifico, per esaminare eventi straordinari. El Niño-Oscillazione Meridionale, conosciuto anche con la sigla ENSO (El Niño-Southern Oscillation), è un fenomeno climatico periodico che si verifica nell'Oceano Pacifico centrale in media ogni cinque anni, ma con un periodo variabile fra i tre e i sette anni, nei mesi di dicembre e gennaio. Il fenomeno provoca inondazioni, siccità e altre perturbazioni che variano a ogni sua manifestazione. I paesi in via di sviluppo che dipendono fortemente dall'agricoltura e dalla pesca, in particolare quelli che si affacciano sull'Oceano Pacifico, ne sono i più colpiti. 

Il 2014 sarà l’anno più caldo nella storia delle osservazioni meteorologiche. Questa la previsione di alcuni scienziati tedeschi ealtri ricercatori del NOAA. Le loro previsioni si stanno basando sul famoso El Niño, il periodico riscaldamento delle acque del Pacifico e le anomalie climatiche ad esso correlate.

 

 

 

Un mese fa il  Climate Prediction Center della NOAA aveva altamente valutato la probabilità di El Niño nell’estate prossima, e ora, osservazioni satellitari hanno confermato che questo fenomeno sta cominciando davvero, quindi in realtà, sta avvenendo un cambiamento di temperatura della fascia equatoriale dell’Oceano Pacifico.

 

Questa "anomalia climatica" è stata osservata a livello scientifico ad iniziare dagli anni '40 con la nascita dei primi modelli matematici che avevano l'obiettivo di descrivere la circolazione e il clima globale.
Nonostante fino agli anni '60 gli studi proseguissero indipendentemente su due fronti, uno che riguardava lo sviluppo di modelli per descrivere i moti atmosferici e l'altro per quelli oceanici, si arrivò comunque ad una stessa conclusione: la particolarità della climatologia dell'Oceano Pacifico.
Inizialmente si pensò che si trattasse di un fenomeno localizzato che riguardava solo una parte del Pacifico, determinato dall’afflusso di acque calde superficiali provenienti dalle correnti della Somalia che stagionalmente mutavano dopo il monsone indiano, interessando il Corno d’Africa.
Solo successivamente si osservò che il fenomeno
interessava l’intero bacino e si vide che  era ricollegato ad un mutamento delle condizioni degli Alisei.



Alisei

 

 

 

 

Questo cambiamento di temperatua avrà un impatto significativo sul clima di Australia, Sud-Est asiatico, India, Nord e Sud America. Le più gravi conseguenze per le persone accompagnate da El Niño del 1997-1998, portò al decesso di oltre 2.000 persone e causato una perdita economica di 22 miliardi dollari. Ma a minacciare la stabilità di quest’ultima sarebbe soprattutto lo scioglimento accelerato dei ghiacci, provocato dal surriscaldamento del pianeta. E senza la Corrente del Golfo, le cui acque riscaldano le coste nordeuropee, l’Europa finirebbe per avere lo stesso clima rigido che ha oggi il Quèbec (Montreal, dove nel dicembre 1997 si è registrata una temperatura di -32°C, si trova pressappoco alla stessa latitudine di Milano). 

Gli scienziati avvertono che l’imminente El Niño può essere accompagnata da enormi anomalie climatiche, come ad esempio, un terribile caldo e con esso associati incendi, siccità, uragani potenti, mentre in alcune regioni ci saranno terribili inondazioni. Ecco quello che potrebbe accadere sulla Terra nel 2014. Come previsto, i primi effetti si sentiranno nel Perù.

 

 

 

  I climatologi hanno in seguito identificato tale fenomeno con un particolare periodico riscaldamento delle acque superficiali tropicali dell’Oceano Pacifico centrale e orientale. El Niño non influenza solamente le temperature superficiali del mare e quindi le correnti oceaniche, ma causa anche fluttuazioni su scala globale della pressione atmosferica nelle zone equatoriali del Pacifico (da cui il nome El Niño-Southern Oscillation o, in breve, ENSO), nonché una significativa riduzione dei venti prevalenti in quelle regioni, gli alisei. El Niño ha anche un grande impatto sulla distribuzione delle precipitazioni nel Pacifico tropicale e subtropicale. Esiste anche una fase fredda di ENSO, chiamata La Niña. Al contrario di El Niño, questa si presenta quando la superficie del Pacifico tropicale orientale subisce un significativo raffreddamento rispetto alle condizioni medie e contemporaneamente le temperature del mare nell’Australia settentrionale diventano particolarmente calde. El Niño e La Niña sono fenomeni naturali che sembra siano esistiti per almeno gli ultimi 10 mila anni e si ripresentano con una periodicità variabile tra circa due e sette anni. Hanno importanti effetti climatici nell’intera regione del Pacifico e in molte altre parti del mondo. Gli impatti locali di El Niño e La Niña sono, tuttavia, opposti. El Niño porta siccità e ondate di calore sul Pacifico occidentale, in particolare sull’Australia orientale, come è avvenuto nelle estati del 1982-83 e 1997-98 in occasione degli episodi più intensi, mentre rende la costa occidentale del Sud America più umida. La Niña, invece, incrementa le precipitazioni e causa inondazioni più frequenti sull’Australia orientale, come le alluvioni che hanno investito il Queensland tra il dicembre 2010 e il gennaio del 2011, e contemporaneamente accentua le condizioni secche del Sud America occidentale.

Il recente nuovo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change dimostra che la temperatura media globale della Terra è aumentata di quasi un grado nel corso dell’ultimo secolo, principalmente a causa dalle emissioni di gas serra dovute alle attività umane, e che la velocità di questo riscaldamento continua a crescere. Data l’importanza di ENSO a livello globale, sorge spontaneo chiedersi se e come il riscaldamento globale abbia influenzato in passato El Niño e La Niña e quali impatti sul clima possa aver avuto questa interazione. Inoltre, dato che gli attuali modelli climatici indicano che la temperatura media globale del pianeta continuerà a salire ulteriormente in futuro, con valori che saranno compresi tra 1 e 4 gradi entro la fine del secolo a seconda di come evolveranno le future emissioni globali di gas serra, come risponderanno in futuro El Niño e La Niña a un ulteriore riscaldamento e quali ripercussioni climatiche avranno?

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http://www.segnidalcielo.it/2014/04/07/scienziati-avvertono-che-el-nino-puo-essere-accompagnato-da-massiccie-anomalie-climatiche/

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20 dicembre 2013 5 20 /12 /dicembre /2013 10:23

Foto 5Non è passato molto tempo, circa 1 mese, da quando il vulcano Sinabung, ha iniziato a dare chiari segnali di una imminente eruzione. Il Vulcano si trova nell'Arco della Sonda una catena vulcanica che unisce la Cintura Alpide con la Cintura di fuoco. È costituito da quattro crateri formati da andesite e dacite, uno solo dei quali risulta essere attivo. L'attività vulcanica ha provocato infatti la caduta di diversi massi su un'ampia area e il lancio di cenere rovente fino a 8 km di altezza. Da quando, lunedì, il vulcano si è "svegliato", fa sapere la Protezione civile locale, sono state oltre 12mila le persone costrette ad abbandonare la zona.L'istituto di geofisica e vulcanologia indonesiano ha emesso un comunicato stampa in cui si evidenzia un significativo aumento dell'attivita' sismica sotto il vulcano Sinabung. L'attivita' superficiale del vulcano appare relativamente calma con emissioni di gas e ceneri fino ad 1 km dalla sommita' del cratere.l'aumento dei terremoti nelle profondita' suggerisce che una nuova quantita' di  magma e' in risalita.Questo potrebbe scatenare improvvise esplosioni.Interdetta  la zona per un raggio di 5 miglia ed il livello di allerta e' stato innalzato da arancione a rosso.

Perchè dare attenzione particolare a questo vulcano? E' uno stratovulcano. Cosa significa?

Uno stratovulcano è un vulcano di forma generalmente conica costituito dalla sovrapposizione di vari strati di lava solidificata, tefrite, pomice e ceneri vulcaniche.
A differenza dei vulcani a scudo, gli stratovulcani sono caratterizzati da pendii piuttosto ripidi (fino a 45°) e da periodiche eruzioni di tipo esplosivo. Praticamente è il vulcano più comune tra queste forze della natura.

 


La lava che fuoriesce da questi vulcani ha generalmente una viscosità elevata che la porta a percorrere brevi distanze prima del definitivo raffreddamento e solidificazione.


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29 novembre 2013 5 29 /11 /novembre /2013 22:44

Una settimana fa un ciclone ha colpito duramente diverse regioni d' Italia:  il popolo italiano non era pronto ad una tale portata di clima estremo e tantomeno poteva aspettarsi così tanti problemi da quello che in diversi tg locali, vengono chiamati semplicemente...nubifragi e piogge intense. Dobbiamo essere catastrofici? Data la portata delle piogge e cicloni che attualmente si formano vicino allItalia e convergono su di essa...direi di si. I primi intensi nubifragi stanno interessando, a partire dal pomeriggio, le zone joniche della Calabria centro/meridionale e della Sicilia orientale. Le zone più colpite sono nel reggino jonico e nel catanese. Queste le piogge odierne, ancora parziali (dati aggiornati alle ore 21:00) in Calabria: Capo Spartivento 61mm, Santa Caterina dello Ionio 58mm, Staiti 52mm, Stignano 49mm, Sant’Agata del Bianco 47mm, Punta Stilo 32mm, San Luca 30mm, Platì 27mm, Bovalino Marina 25mm, Roccella Jonica 24mm, Bova Superiore 18mm, Soverato Marina 14mm, Roccaforte del Greco e Locri 13mm, Gioiosa Jonica 12mm, Montebello Ionico 7mm, Catanzaro e Reggio Calabria 3mm. Queste, invece, quelle siciliane: Nunziata di Mascali 50mm, Giarre 28mm, Antillo 26mm, Zafferana Etnea 18mm, Itala Superiore 16mm, Calatabiano 13mm, Augusta, Acireale e Santo Stefano di Briga 10mm, Francavilla di Sicilia 8mm. Nelle prossime ore le precipitazioni si intensificheranno ulteriormente. In Calabria moltissimi comuni (tra cui alcuni tra i più importanti e popolosi) hanno deciso di chiudere le scuole nella giornata di domani: Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone, Bagnara Calabra (RC), Davoli (CZ), Serra San Bruno (VV), Sellia Marina (CZ), Isola Capo Rizzuto (KR), Corigliano Calabro (CS), Cittanova (RC), Palmi (RC), Sinopoli (RC) e Gioia Tauro (RC).Mentre non si è ancora attenuato il gelo di Attila, l'invasione di aria artica che ha portato diffuse nevicate sulle regioni adriatiche, nel Mediterraneo si va formando un nuovo ciclone: Nettuno.

 

Il nuovo ciclone che in modo approssimato, è simile ad un piccolo uragano, ha iniziato la sua preoccupante vita a ridosso del sud Italia.

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 La giornata di maltempo più estremo sarà sicuramente quella di domenica, 1 dicembre.Intanto il ciclone si approfondirà fino a 993hPa nel Canale di Sicilia, risalendolo da sud/est verso nord/ovest. Domenica sarà il giorno di maltempo più intenso, con la Sicilia “occhio del ciclone”, forti venti depressionari intorno al minimo barico al punto da provocare un impetuoso scirocco che soffierà con raffiche violentissime nel mar Jonio, fino a 140km/h, provocando violente mareggiate su tutte le coste esposte (Sicilia orientale, Stretto di Messina meridionale, Calabria jonica, Golfo di Taranto, Salento e Canale d’Otranto). I temporali più intensi si accaniranno con Puglia, Basilicata orientale, Calabria jonica e Sicilia orientale, mentre altri fenomeni intensi risaliranno il Canale di Sicilia colpendo Malta per dirigersi poi in Sardegna. Violenti nubifragi interesseranno Lecce, Brindisi, Taranto, Matera, Crotone, Catanzaro, Reggio Calabria, Messina, Catania, Siracusa e molte altre località joniche. Il maltempo non mancherà, sempre domenica, anche alla Sicilia occidentale con nubifragi particolarmente intensi su Palermo e provincia. Attenzione anche ai forti venti di nord/est su tutto l’Adriatico con piogge abbondanti anche tra Marche, Abruzzo e Molise, dove si scioglierà rapidamente la neve caduta copiosa fino alle basse quote nei prossimi giorni, alimentando il rischio di dissesto idrogeologico.Ci sarà quindi il rischio di nubifragi, esondazioni e alluvioni lampo. Ci sarà poi un nuovo rinforzo dei venti che in queste zone soffieranno burrascosi con raffiche fino a 80 Km/h.

 

DICEMBRE

Fase zonale dominante che determina una maggiore propensione degli anticicloni alle basse latitudini e circolazioni cicloniche anche attive sul Nord Europa; durante la decelerazione del vortice polare sono possibili inserimenti di onde depressionarie da NO ( in taluni casi anche da Nord) verso il bacino del Mediterraneo.

 

GENNAIO

l'alternarsi dei due scenari di Dicembre continuerebbe anche col nuovo anno. Gli affondi freddi sul bordo orientale di un promontorio proteso dal Nord Africa verso l'Europa centro occidentale avrebbero come obiettivo il Mediterraneo centro orientale. Penalizzati sopratutto il Centro Sud.

Sabato l'Italia l'Italia sarà colpita da un duplice attacco. Innanzitutto una perturbazione atlantica fredda raggiungerà il Nord con neve tra Piemonte e Lombardia , mista a pioggia o neve umida fino a Torino e Milano per qualche ora, copiosa su basso Piemonte, , alessandrino, astigiano, cuneese, molto copiosa sulle colline liguri fino a toccare zone a 200m di quota tra Savona a Genova per via del fenomeno della tramontana scura. Dall'altro lato giungerà Nettuno, che porterà una nuova a fase di grave maltempo al sud, sulla Sicilia, ma soprattutto sulla Calabria Ionica, Basilicata e tutta Puglia, con nubifragi dalla sera e allerta massima su crotonese e catanzarese, Basilicata Ionica - materano, sul Salento verso Taranto, Brindisi e resto di Basilicata e Puglia entro domenica con moderato rischio alluvionale. Domenica tutto il centrosud sarà assediato da Nettuno, con piogge e maltempo in risalita verso la Romagna e di nuovo il nord entro lunedì con altra neve a Cuneo e a 400m sull'Appennino settentrionale. E la settimana, conclude Sanò, non promette nulla di nuovo: Nettuno verrà rinvigorito dalla discesa di aria umida atlantica e le condizioni di maltempo continueranno fino a mercoledi mattina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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13 ottobre 2013 7 13 /10 /ottobre /2013 21:11

Sindaco di Resana (TV) informa su Scie Chimiche e Signoraggio

Dopo l’incontro pubblico sul tema del signoraggio bancario tenutosi il 1° di ottobre scorso, il sindaco del Comune di Resana (TV) Loris Mazzorato, organizza per il prossimo 18 ottobre un incontro sul tema delle scie chimiche per informare i propri cittadini su questioni raramente trattate dai media nazionali.

In che cosa le scie di condensazione si distinguono da normali nuvole?

Interno di un aereo cisternaLa nube è un insieme di gocce d’acqua e cristalli di ghiaccio, dovuto alla condensazione di vapore saturo. Le nubi sono create da moti convettivi di origine termica oppure meccanica (sollevamento di aria calda), dal rimescolamento di masse d’aria e dall’incontro di queste con catene montuose, dalla variazione dei valori barometrici e dagli effetti della radiazione solare e terrestre. I moti di ascesa propiziano la formazione di nubi, poiché portano l’aria umida verso zone fredde; i moti di discesa, che le portano verso le zone più calde, ne causano il dissolvimento, in quanto fanno cessare lo stato di saturazione del vapore acqueo e favoriscono l’evaporazione delle gocce. Giacché i moti convettivi sono costanti, soprattutto durante una perturbazione atmosferica, avviene un continuo processo di formazione e di disfacimento dei corpi nuvolosi. Non è possibile quindi accomunare la formazione di una nube, la cui genesi si spiega tenendo conto di una molteplicità di fattori fisici in primis la saturazione, alle scie di condensa, sebbene, come si è visto, in particolari condizioni, le nuvole si dissolvano per poi riformarsi.

La formazione delle scie di condensa è un fenomeno rarissimo

scie chimiche

“Secondo definizione FAA, una contrail si forma sopra gli 8000 metri circa, a temperature minori di -40°C e con umidità relative superiori o uguali al 70%”. Questi parametri possono subire delle lievi variazioni, ma ci si può discostare di poco da tali indici alle nostre latitudini. Pertanto è praticamente impossibile che si formino scie di condensazione a bassa quota, con bassi valori di umidità e con temperatura lontana dai 40 gradi centigradi sotto zero.

Appurato che cos’è una scia di condensa e la rarità di tale fenomeno, passiamo ad analizzare le scie chimiche.

Irroratore aereo

In questi ultimi anni, si è intensificata un’attività che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale continua purtroppo ad ignorare. Il fenomeno cominciò a diffondersi tra il 1996 ed il 1997, ma esistono prove e dati che dimostrano come le scie chimiche fossero saltuariamente usate e sperimentate sin dagli anni 50 del XX secolo. Ci si riferisce ai voli di aerei che attraversano i cieli sopra molte regioni del pianeta. L’operazione cominciò negli Stati Uniti nella metà degli anni ’90, per poi estendersi al Canada, ai paesi aderenti alla N.A.T.O. alla Russia ed a molte altre nazioni. Esistono fotografie e documentazioni che attestano la presenza di attività chimiche, sebbene saltuarie e forse sperimentali anche nei decenni precedenti. Questi velivoli lasciano, lungo le rotte seguite, delle strane scie che, generalmente, a differenza di quelle di condensazione, non si dissolvono entro breve tempo, ma persistono nell’atmosfera, sino a trasformarsi in nuvole simili agli strati. Bisogna precisare che molti velivoli generano scie chimiche evanescenti che si dissipano quindi nell’arco di pochi secondi o minuti, ma non sono comunque normali contrails. È un fenomeno evidentissimo, abituale di cui tutti possono rendersi conto, semplicemente alzando lo sguardo al cielo. Su quelle che i ricercatori indipendenti hanno definito “scie chimiche”, esistono parecchi studi di cui riportiamo i risultati salienti.

La scia non viene rilasciata dai motori

Vari studiosi, tra cui l’ingegner Clifford E. Carnicom, il meteorologo Scott Stevens, il fisico Neil Finley, il medico statunitense Michael Castle, la tossicologa Hildegarde Staninger, il giornalista indipendente canadese William Thomas, il ricercatore ed attivista Jerry E. Smith, il ricercatore statunitense Tom Montalk, il biologo e senatore statunitense Michael Castle, il biologo Giorgio Pattera, il direttore della rivista Nexus, Tom Bosco, e moltissimi altri hanno investigato gli effetti di queste famigerate scie.

Si possono dunque elencare i principali scopi delle scie chimiche, in forma molto essenziale ed indicando tra parentesi se si tratta, stando all’attuale stato degli studi, di un obiettivo accertato o solo congetturato. Bisogna, infine, ricordare che molti targets sono conseguiti attraverso la sinergia tra H.A.A.R.P., emissione di campi elettromagnetici e scie chimiche. H.A.A.R.P. è un gigantesco sistema di antenne ubicato in Alaska, creato ufficialmente per lo studio della ionosfera, ma le cui reali funzioni vanno dalla manipolazione climatica all’interferenza nelle telecomunicazioni.

 

 

Locandina

Locandina

 

Il signoraggio nella teoria economica

In macroeconomia per signoraggio si intendono i redditi che un governo ottiene grazie alla possibilità di creare base monetaria in condizioni di monopolio. Negli stati moderni, solitamente, la banca centrale stampa le banconote mentre il governo (ad esempio tramite una zecca) conia le monete metalliche, ed entrambi hanno un reddito da signoraggio.

In economia il signoraggio è innanzitutto una delle fonti con cui un governo finanzia la propria spesa pubblica eccedente rispetto alla raccolta di tributi. Lo stesso termine signoraggio nella letteratura economica è quasi sempre riferito ai vantaggi del governo. Nei paesi a bassa inflazione conta per circa lo 0,5% del prodotto nazionale lordo mentre nei paesi ad alta inflazione tale valore è molto maggiore. Nei casi estremi di iperinflazione il signoraggio è virtualmente l’unica fonte di finanziamento del governo. Il ricorso al signoraggio da parte del governo è generalmente associato ad un’elevata instabilità politica, dovuta sovente ad un sistema politico altamente polarizzato. Spesso avviene in concomitanza con la necessità di finanziare i costi di guerre, oppure in casi di shock esogeni che siano causa di un crollo dei prezzi di esportazione o anche solo nei casi in cui il governo non riesca a fronteggiare adeguatamente l’evasione fiscale. In tutti questi casi, i risparmiatori tenderanno a diffidare delle capacità del governo di onorare i propri debiti e si rifiuteranno di sottoscriverne le obbligazioni.

Nel caso in cui il potere di stampare moneta sia assegnato dal governo e questo lo usi per finanziare la spesa, il signoraggio corrisponde al rapporto tra il valore nominale della nuova base monetaria emessa in un certo intervallo temporale e l’indice generale dei prezzi (al netto dei trascurabili costi di produzione). I tentativi da parte del governo di finanziare il deficit pubblico aumentando le entrate da signoraggio possono essere causa di iperinflazione e gran parte dei casi storici di elevata inflazione e di iperinflazione sono effettivamente dovuti alla necessità da parte del governo di finanziarsi attraverso il signoraggio. Il caso storico più eclatante e più studiato dalla teoria economica in cui l’abuso di ricorso al signoraggio da parte del governo ha causato una drammatica spirale iperinflattiva è la Germania (Repubblica di Weimar) del 1922-1923: il conseguente collasso economico fu il preludio dell’ascesa al potere del Nazismo e di Adolf Hitler. Nella prefazione al classico testo di Costantino Bresciani-Turroni sulle vicende del marco tedesco, Lionel Robbins osserva che

«il deprezzamento del marco avvenuto tra il 1914 e il 1923 […] ha distrutto la ricchezza degli elementi più solidi della società tedesca: e si è lasciato dietro uno squilibrio morale ed economico, atto a preparare il terreno per i disastri che sono seguiti. Hitler è il figlioccio dell’inflazione».

Krugman osserva che l’elevato ricorso al signoraggio è una caratteristica particolarmente frequente nei paesi in via di sviluppo. Nonostante i tentativi da parte di questi paesi di riformare le proprie istituzioni nella direzione dei paesi maggiormente industrializzati, tale processo rimane spesso incompiuto: alla maggiore statalizzazione di queste economie non corrisponde un’adeguata capacità di riscuotere le imposte per finanziare la spesa. Anche in questi casi il ricorso al signoraggio è associato ad elevata inflazione o iperinflazione.

Secondo Rudi Dornbusch (1987), le iperinflazioni sono gli esperimenti di laboratorio dell’economia monetaria: in presenza di questi tassi di inflazione, il collegamento tra moneta e prezzi è assolutamente fuori discussione e aldilà di qualsiasi controversia. In virtù della stretta associazione tra signoraggio ed inflazione – per cui a maggior signoraggio corrisponde, più che proporzionalmente, maggiore inflazione – il signoraggio è detto anche “tassa da inflazione” (in inglese “inflation tax”): è infatti a tutti gli effetti una tassa che gli operatori economici pagano al governo nella forma di un forzato minor potere d’acquisto della moneta detenuta nei propri portafogli.

La creazione di una banca centrale indipendente dal governo – cioè tale per cui il governo non abbia il potere di imporre alcuna misura di politica monetaria – è stata spesso una decisione fondamentale per stabilizzare un’economia colpita da iperinflazione. Nel caso in cui il potere di stampare moneta sia assegnato alla banca centrale, il signoraggio riscosso da questa si definisce come il prodotto tra tasso d’interesse nominale e valore nominale della base monetaria in circolazione, diviso per l’indice generale dei prezzi (al netto dei trascurabili costi di produzione). Tale somma viene normalmente percepita dal governo sotto forma di imposte.

 

Speriamo che l’ottima iniziativa del primo cittadino di Resana sia adottata anche da altri sindaci che hanno a cuore la salute dei propri cittadini.

 

 

http://www.articolienews.com/approfondimenti/signoraggio-bancario/

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24 settembre 2013 2 24 /09 /settembre /2013 21:23

Da una disgrazia come un terremoto, ecco una notizia diversa dal solito: lo riferisce Geo News. Secondo il vice ispettore della polizia di Gwadar, Moazzam Jah, la terra che e’ affiorata dalla superficie del mare e’ alta da sei a dieci metri e si trova a poca distanza dalla costa in una zona chiamata ”Jhanda”. Secondo gli esperti, si tratta di un fenomeno raro causato molto probabilmente dalla rottura di una importante faglia di 200 km che va dalla regione montuosa e desertica del Baluchistan fino all’Oceano Indiano.

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A questa nuova nascita di un isola, si aggrava purtropo anche un terribile bilancio di oltre 80 morti per via di un terremoto che ha interessato quell' area.La provincia coinvolta è quella del Belucistan, la più grande del Paese ma anche la meno popolata, e la scossa ha colpito nei pressi della città di Khuzdar. Si tratta di una provincia spesso soggetta a terremoti. Lo scorso aprile un forte sisma di magnitudo 7.8 colpì al confine con l'Iran, uccidendo in Pakistan almeno 35 persone.

Il bilancio delle vittime si sta aggravando di ora in ora e, purtroppo, non è ancora definitivo. Le autorità responsabili delle misure di emergenza hanno inoltre comunicato la presenza di una ventina di feriti e molte case distrutte sotto alle quali, si teme, potrebbero essere rimaste sepolte altre persone.

Secondo quanto riportato dagli esperti, la zona colpita è una delle più complesse del Pianeta perché alla confluenza di tre diverse placche tettoniche: la placca Indiana, a Sud-Est, la placca Araba a Sud-Ovest e la placca Eurasiatica a Nord.
Terremoto Pakistan nuova isola Twitter

 

Discordante invece la Ingv: Un qualcosa che a livello scientifico ha una valenza prossima allo zero e ci stupiamo che diverse testate ne stiano parlando in maniera così fitta, andando, di fatto, a coprire quella che è una vera e propria tragedia che conta ormai più di 60 morti.

ingv3”L’epicentro è stato fissato a 60 chilometri dal mare. La rottura lungo il piano di una faglia molto lunga come quella analizzata oggi può estendersi direttamente fino al mare in profondità. Ma siamo talmente lontani dall’Oceano che la nascita di una nuova isola è altamente improbabile. Al massimo può avvenire uno tsunami causato dal crollo della piattaforma continentale nella costa”.

Possiamo solo aspettare i prossimi giorni per esserne completamente sicuri.

 

 

 

 

 

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